Saturday, May 19, 2012

I Teatri del Sacro

Posted by marilena marino On marzo - 23 - 2012 ADD COMMENTS
Il teatro sacro nella vita d’ogni giorno
«Porteremo il teatro spirituale nella vita di tutti i giorni». Parola degli organizzatori de I Teatri del Sacro che, dal 27 marzo al 3 giugno porteranno in con­temporanea a Milano e Roma una ventina fra gli spettacoli più rappresentativi del festival di Luc­ca, il concorso biennale per una nuova dram­maturgia sui temi della spiritualità promosso dalla Federgat e la Fondazione Comunicazione e Cultura in collaborazione con il Servizio Na­zionale per il progetto culturale della Cei, l’Uffi­cio Nazionale per le comunicazioni sociali del­la Cei e l’Acec. La scelta è quella di collocare gli spettacoli nei luoghi della quotidianità, privile­giando le aree periferiche come i Teatri di Cin­tura o le Sale della Comunità che, come sottoli­nea don Gianluca Bernardini a nome della Diocesi di Mila­no, «sono capillarmente diffu­se nel tessuto urbano e socia­le. Solo a Milano i cosiddetti ci­ne- teatri parrocchiali sono 40, in Lombardia ben 200». La no­vità è, anche, il sostegno «laico» dei comuni di Roma e Milano, quest’ultimo ieri rappresenta­to da Antonio Calbi, direttore del settore Spettacolo, Moda e Design. «A Milano vogliamo ri­pensare tutto il sistema teatra­le a partire dal tessuto sociale – ha preannunciato –, valoriz­zando anche, in futuro, le chiese come luogo di incontro artistico».
«Con il Festival di Lucca diamo l’opportunità al­le compagnie emergenti e anche agli artisti già consolidati di lavorare sul tema del sacro in mo­do libero, con il supporto economico per pro­durre » spiega Fabrizio Fiaschini presidente di Federgat che annuncerà il nuovo bando di con­corso il 18 maggio prossimo. «Con questa nuo­va iniziativa a Roma e Milano – prosegue –, dia­mo la possibilità di portare in circuito queste o­pere che spaziano nei molteplici linguaggi del­la scena: dai testi biblici alle tradizioni popola­ri, dalla prosa alla danza».
L’evento milanese sottotitolato Epifanie urbane sarà diviso in due momenti: una prima parte dal 27 marzo al 4 aprile con 3 spettacoli, la seconda si terrà dal 30 maggio al 3 giugno in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie (cui parteciperà anche il Papa) con l’allestimento di altri 5 spettacoli. Gli spazi coinvolti nella rasse­gna sono: Crt, Teatro Arsenale, Teatro Rosetum, Teatro Pime e Teatro San Paolo e il nuovo spa­zio di Campo Teatrale che verrà inaugurato pro­prio con la rassegna I Teatri del Sacro. Ad aprire il 27 marzo sarà L’abbandono alla divina Prov­videnzadi e con Alessandro Berti, che si ispira a un mistico, il gesuita francese del ’700 Jean Pier­re De Caussade. A seguire, fra gli altri spettaco­li, La giornata di una sognatrice di Copi e Laz­zaro, vieni dentro! con Carlo Rossi e una serata su padre David Maria Turoldo. La Capitale o­spiterà (con il sostegno anche del Teatro di Ro­ma) 14 spettacoli in 7 spazi ( Teatro Tor Bella Mo­naca, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Centrale Preneste Teatro, Sala Cantieri Scalzi, Basilica di San Saba, Basilica di Santo Stefano Rotondo, Sa­la della Comunità Santa Silvia) dal 28 marzo al 26 maggio, fra cui In nome della madre di Erri De Luca.

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Amore e politica No party

Posted by marilena marino On dicembre - 20 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

 Cantico dei cantici TERZO POEMA 3,6- 5,1Il poeta

La semplice e solenne bellezza di questo canto esprime una fisionomia regale nella lettiga che avanza a ritmo cadenzato. La circondano 60 guerrieri, la scelta della guardia personale del re e l’ esercito divino, cioe’ gli angeli: la spada brandita taglia la cattiva sorte e allontana i demoni e gli spiriti maligni che vogliono guastare le nozze, come nel libro di Tobia dove viene consigliata l’assidua preghiera nel terrore della notte per salvare il progetto degli sposi.( 3,7 ss; 6,15ss). L’incoronazione del re è auspicio di gloria e l’eroina del Ct, sposando il suo amato, lo creerebbe re, diventandogli quasi madre, come nel mito di Istar che  pone sul capo dello sposo Tammuz la corona regale, rappresenta l’uomo e la donna che diventano sposo e sposa, fratello e sorella, madre e figlio ( dal commento di Divo Barsotti).

[6]Che cos’è che sale dal deserto
come una colonna di fumo,
esalando profumo di mirra e d’incenso
e d’ogni polvere aromatica?
[7]Ecco, la lettiga di Salomone:
sessanta prodi le stanno intorno,
tra i più valorosi d’Israele.
[8]Tutti sanno maneggiare la spada,
sono esperti nella guerra;
ognuno porta la spada al fianco
contro i pericoli della notte.
[9]Un baldacchino s’è fatto il re Salomone,
con legno del Libano.
[10]Le sue colonne le ha fatte d’argento,
d’oro la sua spalliera;
il suo seggio di porpora,
il centro è un ricamo d’amore
delle fanciulle di Gerusalemme.
[11]Uscite figlie di Sion,
guardate il re Salomone
con la corona che gli pose sua madre,
nel giorno delle sue nozze,
nel giorno della gioia del suo cuore.

Commento

Il terzo poema nella sua apertura richiama i costumi di certe tribu’: lo sposo sembra voler rapire la sua fanciulla. Si forma un corteo che va dalla casa dello sposo alla casa della sposa per rapirla: ognuno porta al fianco una spada. Affinchè la sposa gli appartenga, lo sposo deve impossessarsene, deve rapirla. E’ un rapimento simulato, di fatto è una festa di nozze. per unirci a se’ Dio deve strapparci dalle nostre radici, la vita spirituale non è solo un idillio d’amore, non è soltanto dolcezza, esige anche forza: s’impone la forza di Dio perchè la sposa possa appartenere allo sposo! Qualche volta è atto inaudito di violenza nellìanima, ed è lo sposo che lo compie. Lo esige l’amore. Se lo sposo è virile nella sua forza e deciso, deve avere una sua agressivita’ nell’amore. La sposa ha bisogno di un uomo che la difenda e la sostenga, ha bisogno di un amore che sia deciso: la sposa vuol constatare l’agressivita’ di un amore che vinca ogni ostacolo! L violenza divina opera nella vita precisamente per un fine: farti tua proprieta’ per sempre.

(  Gianfranco Ravasi)  Come nella Roma antica ci fu il ratto delle sabine,

così in Israele i beniaminiti ebbero il potere di ra-

pire le donne a Siro che sarebbero andate ad una

festa. Naturalmente avveniva qualche uccisione,

perchè i fratelli difendevano le sorelle. Anche

quando Dio rapisce rapisce la sua sposa, nella vio-

lenza che egli esercita non è esclusa la morte.

Il possesso di Dio include sempre la violenza di

Dio.

L’esperienza mistica, pur non ignorando l’oscurita’ divina legata al suo mistero, ne esalta la dimensione amorosa perchè ” chi non ama non ha conosciuto Dio, perchè Dio è amore” (1Gv 4,8).

 

 

 

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Madonna Poverta’

Posted by marilena marino On dicembre - 5 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

E poi ti accorgi che la vita è difficile: letti da rifare, biancheria da stendere, panni da stirare, spesa da fare. E quelle bollette da pagare con le fatture dal commercialista, le telefonate ai parenti lontani che non senti da tempo, quel dottore dove fare la fila col numeretto per delle ricette per tuo marito che ultimamente non è stato tanto bene in salute, quell’azienda che se ti crollasse il mondo addosso non sapresti gestire, il cane da portere a spasso che non sai se sei tu che lo porti o è lui il piu’ delle volte che trascina te per distrarti dai pensieri, i parenti stretti pronti sempre a farsi gli affari tuoi ma comunque generosi ad ogni tua richiesta, il camion della spazzatura che arriva ogni martedi’ e che ti ricorda che il cancello di casa deve restare aperto, quella cena di beneficienza a cui partecipare con il vestito adatto da indossare pensato una settimana prima, i pantaloni di tuo figlio da ritirare in lavanderia assieme ai colloqui con gli insegnanti della scuola di cui faresti volentieri a meno per non sentirti dire che poi, in fondo, non è  che abbia molta voglia di studiare, il funerale a cui non puoi mancare perchè è la tua comunita’ che soffre, il gruppo di fratelli spirituali da non trascurare perchè senti che ti consolano nel momento della prova, quei capelli da sistemare perchè pensi che cosi’ sei una strega ed è giunta l’ora di dare morte violenta a qualche filino bianco che inizia a spuntare con lo shampoo color dell’ultima marca,l’auto da lavare che è piu’ di un mese che non profuma piu’ spray per il volante.

Il telefono squilla e pensi sia qualcuno di speciale che finalmente chiama ma è un falso allarme, come del resto pensavi, ricordati che c’è da pagare il mutuo e il dentista ha chiesto di nuovo un acconto che devi dividere a meta’ con la rata universitaria di tuo figlio, e poi non scordare l’edicola a cui hai promesso di estinguere quel piccolo debito con i testi di tua figlia per non parlare dell’acqua, della luce e del gas e del telefono, insieme all’abbonamento dell’autobus, le libere uscite dei ragazzi assieme ai loro problemi di cuore, alle delusioni, le gioie, le attese, i batticuori, gli sconforti, la nota presa a scuola; dove mettere ancora la tua, di dolcezza, la passione ormai spenta che vorresti ritrovare invece dietro un nuovo traguardo, magari con un piccolo troller sempre pronto ad essere chiuso e tanto piccolo quanto basta a contenere pochi stracci ma molti sogni. Quel biglietto che pensi sara’ fatto in fretta con l’aereo da prendere per un futuro che non sai se mai arrivera’. un nome che vorresti gridare, un miracolo probabilmente accennato non sai se condiviso, un’amica da raggiungere e che non vedi ormai da troppo tempo e che pensi che se continui a non vederla forse scorderai, la realta’ che ti tiene ancorata dura alla storia, una porta chiusa dietro quella camera buia, un profumo che non spruzzi piu’ da tanto sognando dinanzi ad uno specchio che da molto non ti dice di stare tranquilla, che sei sempre tu la piu’ bella del reame, un volto che invece vorresti guardare all’infinito con quell’unico tuo battito di ciglia intriso di lacrime di gioia, una mano che vorresti stringere in un violento guizzo d’eternita’, una sottoveste che languisce ormai da tanto nel fondo del cassetto di un armadio, quel dolor di pancia che non dimentichi, quella felicita’ di una frase inattesa, quei confetti invece che non hai mai  mangiato, quegli insulti che non hanno mai dormito dentro di te, quei perchè che non hai mai capito, quel tabernacolo che hai sempre adorato, quelle veglie insonni che non hanno mai vinto il desiderio di svegliare l’amato, quel fuoco acceso che ti hanno fatto scendere di peso con tanti chili buttati giu’ in un solo mese con una fame arroventa in pieno deserto dove non c’era cibo, quell’abbraccio che hai tanto desiderato, quel paese che la tua mente disegnato, quell’amicizia che ha sempre bussato e invano risposta ha ricevuto, quel si’ che non hai mai consumato, quel timore e quel dubbio che ti han sempre divorato, quella cieca gelosia dal volto disperato. Tante volte come adesso le streghe son tornate e le fate di quei monti nel buio invece accarezzate, le ombre sospirate…e lo spirito che ti ha visitato, quel romanzo che ti ha ispirato, l’angelo che ti rincuorato, la visione che hai ricevuto, il bacio che ti ha incollato, la saliva che ti ha catturato, quel nuovo traguardo per cui hai sempre pregato, l’orologio del tuo diletto che non ti mai dimenticato, di contro quel sogno mai realizzato, il demonio che ti ha scoraggiato  e pazza ti ha dichiarata, di un sogno impossibile, diceva, ti sei innamorata! Ma dov’è la fede che ti ha sempre incoraggiata, la grata da cui sei stata liberata, il castello da dove  fuggita, la treccia che ti ha gia’ salvata, il cerbiatto che ti ha riscattata, la passione che ti ha Resuscitata,lo Sposo che ti ha serrata, nell’amplesso a lui abbarbicata, l’ Amor fedele  che non ti ha mai tradita e dall’incubo di morte finalmente destata?

Salve, sono Maria. Faccio la casalinga, vivo in un piccolo paese insignificante. Questa è la mia vita. Io vivo cosi’ tutti i giorni, ma tutti i giorni spero che Qualcuno mi dica: Io Ti Amo, rallegrati Maria, non temere, perchè hai trovato grazia presso Dio e grandi cose Lui fara’ in te! spera  e abbi fede!

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Benedetta Mina

Posted by marilena marino On novembre - 30 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

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Cosa c’entra Benedetta e Mina? Semplice, la figlia di Mina si chiama Benedetta e siccome Marilena che canta questa lode a Maria la chiama benedetta, Mina , che è stata nel passato insieme al produttore il manager di Marilena, in questo caso è la madre di Benedetta…chiaro? Se no, ascoltate questo cantico a Maria, la benedetta per eccellenza!

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È stata presentata ufficialmente la seconda edizione de “I Teatri del Sacro”, che si svolgerà a Lucca dal 19 al 25 settembre prossimo. Si tratta di un progetto promosso da Federgat, Federazione gruppi attività teatrali e Fondazione Comunicazione e Cultura, insieme al Servizio nazionale per il Progetto culturale della Cei, all’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei e all’Acec, associazione cattolica esercenti cinema.
I 27 spettacoli in cartellone, tutti inediti, entreranno poi nelle programmazioni delle sale della comunità, che nella scorsa edizione “hanno visto la rappresentazione di più di 300 repliche”, ha sottolineato Francesco Giraldo, segretario dell’Acec. “C’è stata una grande risposta da parte delle diocesi – ha affermato il responsabile del Servizio nazionale per il Progetto culturale, Vittorio Sozzi, il quale ha ribadito come questa manifestazione si collochi “nella missione della Cei di essere al servizio delle diocesi”. Alla conferenza stampa erano presenti anche Fabrizio Fiaschini, presidente della Federgat, che ha illustrato gli spettacoli in programma, e Giorgio Testa, responsabile del laboratorio “I 70 visioni e condivisioni”, dedicato “all’altra metà dello spettacolo: lo spettatore”.
Scopo de “I Teatri del Sacro”, ha spiegato mons. Domenico Pompili, durante la conferenza stampa, “é quello di riscoprire un’arte che è tra le più antiche e che ha sempre avuto una stretta continuità con la ricerca del senso”. Tre, ha aggiunto Pompili, le dimensioni proprie del teatro che la Chiesa, con l’iniziativa, intende mettere in luce: la “corporeità” perché “incontrare l’altro vuol dire innanzitutto trovarsi di fronte un corpo”; la “concretezza”, poiché “il sacro non è solo il luogo dei precetti e delle leggi ma anche quello dell’incontro con il singolo evento”; la “forza simbolica” perché “in una cultura tecnicista che tende a schiacciare tutto sui dati di fatto, il teatro dà respiro e profondità”.

(via SpiritualSeeds.info)

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Un gioco per conoscersi con le tecniche del teatro

Posted by Agostino On maggio - 29 - 2011 ADD COMMENTS

di Agostino Lupo

Sabato 28 maggio alle ore 17,30 nella sala della comunità di Bagnaia, a cura di Enrico de Meo, si è animato il Laboratorio teatrale Genitori / Figli, impegnandoli sul tema “Il riso è la distanza più breve fra due persone”. Un lavoro, attraverso le tecniche del teatro, finalizzato alla collaborazione tra genitori e figli, dove, capovolgendo i ruoli prefissati, i bambini hanno provato le difficoltà a guidare i loro genitori (per l’occorrenza nel ruolo di figli), sperimentando le difficoltà e le responsabilità alle quali nella realtà non sono abituati a vivere. La forza del teatro è proprio quella di poter entrare in un ruolo che non ci appartiene, guardando la vita con gli occhi del personaggio. E’ stata l’occasione per ridere, sorridere, condividere, completare noi, nell’altro. Una scommessa d’incontro per scoprire e scoprirci in chi ci vive accanto tutti i giorni, vivendo un’esperienza che ha sviluppato meraviglia nello scoprire lati impensati delle persone di cui si pensava di conoscere tutto. E’ proprio vero che “Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochissimi se ne ricordano” (A. de Saint Exupèry) da cui si è partiti per abbattere…ridendo e giocando…quelle distanze fra chi ci è paradossalmente tanto vicino. “Sono stati giochi bellissimi … – è stata la sintesi a caldo di tre bambini – con i quali ci siamo divertiti molto … e subito dopo partiti mi sono sentita molto bene” . Un’esperienza interessante cui seguirà sabato prossimo il laboratorio per la costruzione dei burattini.

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Domani, 22 giugno, verrà presentata a Roma, presso la Casa dei Teatri, la seconda edizione de “I Teatri del Sacro”, rassegna dedicata alla spiritualità e ideata e realizzata dalla Federgat e dalla Fondazione Comunicazione e Cultura, in collaborazione con il Servizio Nazionale per il Progetto Culturale, l’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Cei e l’Acec.

La seconda edizione della rassegna, informano gli organizzatori, si apre con un concorso dedicato a compagnie professionali ed amatoriali per la selezione di un massimo di venti progetti teatrali mai realizzati incentrati sui temi della spiritualità, della tradizione religiosa, del rito e della religiosità popolare. Gli spettacoli scelti debutteranno in prima nazionale durante la seconda edizione de “I teatri del sacro”, in programma a Lucca nell’autunno del 2011.

La prima edizione (in scena a Lucca dal 21 al 27 settembre 2009) ottenne uno straordinario successo di pubblico: quasi tutti gli spettacoli hanno registrato il tutto esaurito e in alcuni casi e’ stato necessario aggiungere delle repliche straordinarie per far fronte al notevole afflusso di spettatori. Un successo che, come dicono gli organizzatori, ha superato tutte le aspettative e che conferma il solido impianto progettuale e artistico dell’iniziativa, oltre al concreto impegno di sostegno e valorizzazione dei progetti teatrali selezionati.

Un analogo successo è ovviamente da augurarsi per la seconda edizione della rassegna, che non ha uguali a livello nazionale.

(via SpiritualSeeds)

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1.200 persone hanno assistito alle 3 repliche di “…scrivi: «Amore»” , lo spettacolo ispirato al messaggio del Beato Luigi Monza.

È stato uno straordinario evento quello andato in scena questo fine settimana al Teatro Pasolini di Casarsa della Delizia (PN).

Straordinario per il messaggio che ha proposto, per la formula artistica prescelta, per il consenso di pubblico, per l’atmosfera che ha creato.

Sul palco si sono alternati quasi cinquanta artisti: musicisti, attori e cantanti. Tra loro alcuni professionisti; la maggior parte gente comune, giovani del nostro territorio che con passione e dedizione hanno lavorato per mesi sotto la guida esperta di Marinella Montanari e di tutto lo staff del Jobel Teatro di Roma, di Michele Morassut (direttore artistico), di Denis Feletto (direttore di palco e arrangiatore) e di Roberto Brisotto (compositore delle musiche). Il risultato non è stato un semplice spettacolo teatrale, ma un vero e proprio evento che ha celebrato il messaggio del Beato Luigi Monza, un messaggio semplice e al contempo disarmante per la sua straordinaria attualità.

Macinati, triturati, ipnotizzati dalla frenesia e dal rumore di fondo, dallo scintillio di fuochi fatui e di parole vuote, viviamo senza accorgerci di chi abbiamo accanto; viviamo sulla difensiva, a testa bassa senza guardarci gli uni gli altri, senza provare a capirci, convinti che il “nemico” si celi anche dietro il nostro migliore amico. Don Luigi ci ha insegnato che siamo tutte membra dello stesso corpo, ognuno con una funzione precisa, necessaria all’altro. Ci ha insegnato che i colori se mescolati bene possono creare le tele più belle. Ci ha insegnato che un cuore è tanto più grande quanto più riesce ad essere vicino anche a chi sentiamo più distante da noi. Ci ha insegnato che la carità non conosce la parola “basta”, che “il bene va fatto bene”, che si può essere straordinari ogni giorno nelle nostre singole vite, nei nostri luoghi di lavoro, di studio e di incontro, nel nostro stare assieme agli altri. Ognuno di noi nel suo piccolo può e deve fare la differenza, ma per farlo deve guardare oltre se stesso e cambiare la prospettiva verso un orizzonte più ampio e più alto.

Non si tratta di spegnere il rumore di fondo o di isolarsi in un mondo fantastico che ci tenga lontani dai pericoli, dal torpore e dall’insensatezza che a volte abitano il nostro tempo. La sfida sta nel cambiare il mondo dal di dentro, facendo germogliare quei semi che l’uomo ha da sempre in sé: deve solo riconoscerli e coltivarli.

Lo spettacolo, fortemente voluto e promosso dalla Diocesi di Concordia-Pordenone, si inserisce in un ampio progetto di formazione artistica e spirituale, teso ad utilizzare il linguaggio artistico per portare i nostri giovani a conosce e ad approfondire importanti figure di riferimento della spiritualità cristiana.

A conclusione di tutte e tre le repliche ha preso la parola il Vescovo, Mons. Ovidio Poletto, che ha sottolineato la bravura di questi ragazzi: “Con la vostra passione, il vostro impegno, la vostra dedizione a questo progetto siete stati più che degli attori, ma dei meravigliosi testimoni dell’Amore di cui parlava don Luigi. Il mio augurio è che questo Amore, la cui fonte è inesauribile, ci sostenga e ci aiuti tutti a rendere migliori le nostre relazioni, il nostro impegno, la nostra attenzione verso gli altri”. E proprio in quest’ottica Mons. Poletto ha infine ringraziato l’Istituto Secolare delle Piccole Apostole della Carità (fondato proprio dal Beato Luigi Monza) che da cinquant’anni sono presenti nel nostro territorio all’interno della struttura de La Nostra Famiglia di San Vito al Tagliamento e che tra poco abiteranno anche la Casa Madre della Vita, recentemente inaugurata.

Info: www.luigimonza-teatro.it

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Nel nome dell’ACEC

Posted by marilena marino On marzo - 25 - 2010 ADD COMMENTS
da Cinematografo.it
Associazione Cattolica Esercenti e Cei per la rassegna “Dio oggi”: dal 1° aprile al 15 giugno, cinema, teatro, concerti e incontri

L’Associazione Cattolica Esercenti Cinema – in collaborazione con il Progetto Culturale della Cei e il Ministero per il Beni e le Attività Culturali – annuncia l’apertura della rassegna nazionale “Dio oggi: con lui o senza di lui cambia tutto”. Dal 1° aprile al 15 giugno, la manifestazione coinvolge 50 sale della comunità in tutta Italia (molte delle quali digitalizzate) con film, spettacoli teatrali, concerti e tavole rotonde intorno all’interrogativo sull’esistenza di Dio.
Per il sesto anno consecutivo, Acec e Cei si impegnano ad offrire, attraverso l’intrattenimento culturale, spunti di riflessione sui grandi temi della vita: dopo infanzia, multiculturalità, festa, ecologia e viaggio come cammino di crescita interiore, l’attenzione va ora alla ricerca dell’Assoluto.
“Le grandi domande sul senso della vita, sul bene e sul male, sul dolore e sulla morte, da sempre oggetto di riflessione tanto dei filosofi quanto dell’uomo comune, presuppongono una domanda ancora più grande su Dio – spiega il segretario generale dell’Acec, Francesco Giraldo – Ma come cercare Dio: con la ragione o con la fede? Quanto la fede è frutto del Suo intervento e quanto il risultato di una nostra ricerca? Che cosa vuol dire credere? Sono solo alcune delle questioni a cui l’iniziativa “Dio oggi: con lui o senza di lui cambia tutto” tenterà di dare una risposta”.
Fra i titoli in rassegna: Il decalogo (1988) di Krisztof Kieslowsky, Così lontano così vicino (1993) di Wim Wenders, Il grande silenzio (2005) di Philip Groning, In memoria di me (2006) di Saverio Costanzo, Lourdes (2009) di Jessica Hausner. E molti altri, con un occhio di riguardo ad autori quali Ermanno Olmi, Robert Bresson, Ingmar Bergman, Roberto Rossellini, mentre, per quel che riguarda il teatro, molti degli spettacoli sono quelli presentati lo scorso anno a Lucca all’interno della rassegna dei Teatri del Sacro.

Le Sale della Comunità partecipanti:

• CALABRIA: Bova Marina (RC), Don Bosco • CAMPANIA: Nocera Inferiore (SA), S.Domenico Savio • EMILIA ROMAGNA: Bologna, Antoniano • Castel Bolognese (RA), Moderno • Cervia (RA), Ulrico Sarti • Faenza (RA), Europa • Ferrara, S.Spirito • Rubiera (RE), Excelsior • LAZIO: Roma, Don Bosco • LIGURIA: Genova, Don Bosco • Sarzana (SP), Italia • LOMBARDIA: Bienno (BS), S.Giovanni Bosco • Castiglione delle Stiviere (MN) Supercinema • Concorezzo (MB), S.Luigi • Grumello Del Monte (BG), Aurora • Lodi Vecchio (LO), Aurora • Magenta (MI), Nuovo • Magnago (MI), S.Michele • Menaggio (CO), Cinelario • Milano, Rosetum • Mozzo (BG), Agorà • Nave (BS), S.Costanzo • Osnago (LC), Sironi • Provaglio D’Iseo (BS), Pax • Suisio (BG), Nuova Alba • Visano (BS), S.Tarcisio • MARCHE: Falconara Marittima (AN), Excelsior • Pesaro (PU), Solaris • PIEMONTE: Arona (NO), S.Carlo • Cuneo, Don Bosco • Mezzana Mortigliengo (BI), Angelus • S.Damiano d’Asti (AT), Cristallo • PUGLIA: Bari, Il Piccolo Cinema • Bovino (FG), Pio XI • Lecce, Antonianum • SARDEGNA: Guspini (VS), Murgia • Nuoro, Le Grazie • SICILIA: Alcamo (TP), Giovanni Paolo II • Pantelleria (TP), S.Gaetano • TOSCANA: Firenze, Sala Esse • UMBRIA: Gualdo Tadino (PG), Don Bosco • Perugia, Zenith • VENETO: Grezzana (VR), Valpantena • Legnago (VR), Salus • Mogliano Veneto (TV), Busan • Piove Di Sacco (PD), Marconi • Robegano (VE), Oratorio • Valdobbiadene (TV), Nicolò Boccasino • Verona, S.Massimo • Vicenza, Leone XIII

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A Milano e Bergamo il sacro è in scena

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 23 - 2010 ADD COMMENTS

Presso il CRT di Milano ha preso il via I teatri del Sacro, un ciclo di nove spettacoli teatrali, frutto di un bando di concorso dedicato all’approfondimento del sacro e dell’esperienza spirituale e religiosa, con riferimento all’ispirazione cristiana, alla tradizione popolare e al dialogo interreligioso.
Si tratta di: In nome della madre, Le donne del Vangelo, Foch, Il Vangelo visto da un cieco, L’abbandono alla divina provvidenza, Scientia crucisEdith Stein, Oibò sono morto, Maria Nera, Ammaliata. Il progetto è realizzato in collaborazione con Federgat (Federazione Gruppi Attività Teatrali) ed è scaturito dalla consapevolezza delle interazioni sempre più diffuse e articolate che si sono sviluppate in questi ultimi anni tra il sacro e la scena. Un proliferare di iniziative che mette in luce l’attualità, per credenti e non credenti, degli interrogativi e degli stimoli creativi connessi, nei loro molteplici risvolti, alla questione della fede e dell’esperienza religiosa.

Sempre riguardo al teatro, è da segnalare che a Bergamo è in corso di svolgimento  (e lo sarà fino alla fine del prossimo mese di giugno) “DeSidera”, rassegna di teatro sacro del Centro culturale Nicolò Rezzara, una manifestazione estremamente interessante di cui è qui disponibile il pdf dell’intero programma. “L’attrattiva del vero e del bello è più forte – scrivono in un comunicato gli organizzatori – Non esiste abbruttimento dell’anima che non venga scalfito di colpo dal richiamo imperioso di un gesto gratuito di bellezza o da un’espressione libera di bontà. Questa è la sfida che accettiamo riproponendo testi classici o commissionando nuove scritture, ricercando nuovi spettacoli o riproponendo vecchie produzioni, chiamando attori collaudati o giovani compagnie”.

(via SpiritualSeeds)

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Brescia: al via Crucifixus

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 15 - 2010 ADD COMMENTS

Prende il via oggi a Brescia ed  in altre località delle provincie di Bergamo e Brescia Crucifixus – Festival di Primavera, il principale festival italiano di teatro sacro, che quest’anno festeggia i tredici anni di vita. Pochi numeri bastano a dare il senso dell’impostanza della manifestazione: 26 giornate di festival, 18 spettacoli, 54 repliche e oltre 40 artisti coinvolti in oltre 20 comuni.

Come affermato dagli organizzatori, “Crucifixus promuove la riscoperta delle tradizioni religiose del territorio (sia nelle forme popolari – feste, processioni e sacre rappresentazioni – sia nelle forme più colte – drammi liturgici, sermoni medievali, antiche preghiere) e intende lavorare sulla valorizzazione del patrimonio artistico locale mettendolo in contatto con artisti di caratura nazionale”.

Il festival si snoda attraverso due sentieri: il primo (chiamato Terra di Passione) percorrerà la Valle Camonica, Sebino e Franciacorta e prenderà il via il 16 e 17 marzo con una delle performance più suggestive: “Rock passion live” con gli allievi dell’accademia “Arte e vita”, i fabbri di Bienno, gli scalpellini di Barone e lavoratori della Tassara. Fra gli appuntamenti più attesi la “Via di Carlo Magno”, sulla leggenda che vuole la cristianizzazione della Valle Camonica ad opera dell’imperatore. La seconda sezione del festival (e autentica novità di quest’anno) prende invece il nome di Scene sacre in città e avrà come palcoscenico unicamente la città di Brescia. Tra gli eventi di questa sezione è da segnalare in  prima ed esclusiva italiana il Misterio del Cristo de los Gascones (Nao d’amores Teatro, Segovia), che il 18 e 19 marzo verrà rappresentato all’interno del Duomo Vecchio. Un viaggio attraverso un microcosmo costruito su simboli, figure allegoriche e metafore, nel quale ogni singola parte è in funzione di un tutto. Un’immersione nell’appassionante mondo del teatro primitivo, attraverso una visione assolutamente contemporanea in cui il lavoro attoriale si combina con il teatro di marionetta.

Qui il programma dell’intero ciclo di manifestazioni.

(via SpiritualsSeeds)

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Stagione Opera Roma

Posted by marilena marino On gennaio - 29 - 2010 ADD COMMENTS

(ANSA) – ROMA, 24 GEN – Scintillante inaugurazione della stagione del Teatro dell’Opera di Roma ieri sera con ‘Falstaff’, con la regia di Franco Zeffirelli. La direzione musicale era di Asber Fisch. Uno spettacolo sontuoso e molto applaudito, anche grazie alle scenografie del premio Oscar Maurizio Millenotti. Protagonista il baritono Renato Bruson, in una cornice di pubblico elegantissima con numerosi rappresentanti politici e diplomatici. Presente anche il presidente della Repubblica Napolitan

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