Saturday, May 19, 2012

ZVENIGOROD e STOROZHEVSKY

Posted by Daniela Asaro Romanoff On maggio - 5 - 2012 ADD COMMENTS

di Daniela Asaro Romanoff

A 60 km a ovest di Mosca, in una bellissima zona, denominata la ‘Svizzera Moscovita’, per la ricchezza di paesaggi incantevoli, sorge un’antica città: Zvenigorod ( in lingua russa significa ‘città sonora’). Varie leggende ci danno una spiegazione in merito a questo nome. Si dice che un militare si trovava a vigilare in una torre campanaria vicina alla città. Vedendo che si stava avvicinando il nemico, il militare diede l’allarme, suonando le campane. Il suono raggiunse una torre di guardia simile, situata poco distante e le campane di quella torre cominciarono a suonare. Il loro suono arrivò fino ad un’altra torre di guardia e così avanti, sino a Mosca, tutte le campane si misero a suonare, avvisando che il nemico stava sopraggiungendo. Un’altra leggenda racconta che i fondatori della città, provenienti da Kiev e da Galich, la denominarono in tale modo, poiché avevano udito un lieve tintinnare di campane tra i gorgoglii del fiume Moskva.

Molto probabilmente Zvenigorod è una città ancora più antica di Mosca, ma nelle Cronache non si hanno sue notizie. Viene nominata, per la prima volta, nel testamento del Principe Ivan Danilovic Kalita, nel 1339. Ben presto Zvenigorod fu la seconda città più importante del principato dopo Mosca. Alla morte del Principe Dimitri Donskoy (1389), la città iniziò ad essere governata dal secondogenito: Yuri Dimitrievich. In quei tempi raggiunse l’apice della sua prosperità.

Il Principe Yuri nacque nel novembre 1374 ed ebbe un padrino d’eccezione: Sergio di Radonezh. Il Principe Yuri crebbe in un ambiente in cui poteva trovare molti stimoli e motivazioni per leggere, studiare, progredire come essere umano attraverso la cultura. Fu anche uomo di azione. All’epoca della battaglia di Kulikovo aveva solamente sei anni, ma partecipò a molte altre battaglie. Durante il governo di Yuri, Zvenigorod fu davvero una città splendida e fiorente. Furono fatte costruire mura, torri e nel 1407 venne edificata una Cattedrale in pietra bianca: la Cattedrale dell’Assunzione.

Il Principe Yuri chiamò pittori eccellenti come Andrej Rublev e Daniil Cherny, affinchè gli edifici religiosi fossero impreziositi da meravigliose Icone. Alla fine del XIV secolo, sulla collina Storozhevoi, fu costruito il Monastero, denominato Savvino Storozhevsky, dal nome del primo Padre superiore, San Savva, discepolo di San Sergio di Radonezh e confessore del Principe Yuri. Fu proprio Yuri che chiese al suo confessore che venisse edificato un Monastero sulla collina Storozhevoi.

Dapprima fu eretto un piccolo Monastero in legno.

In seguito il luogo sacro si arricchì di bellissimi edifici. Nel 1399 Savva benedisse Yuri, che si accingeva a partire per una battaglia di difesa della Terra russa. Le preghiere di Savva furono ascolatate ed il Principe, ritornato vincitore, fece edificare, come ringraziamento al Signore, la grande Chiesa della Natività.

Aleksey Mikhailovic Romanov fu un altro grande benefattore del Monastero. Il luogo sacro venne fortificato con mura di pietra e torri. All’interno delle torri c’era la casa dello Zar Aleksey.

Nel 1665 venne commissionata anche la forgiatura di una straordinaria campana all’artigiano Alexander Grigor’ev. La Campana pesava 34 tonnellate. Nel 1668 fu portata al Monastero, venne denominata la Grande Campana dell’Annunciazione. Il suono melodioso poteva essere udito anche nei paesi che circondavano la città di Zvenigorod. Proprio l’immagine di questa speciale campana fu fatta porre al centro dell’emblema della città da Caterina II nel mese di dicembre 1781.

Per molti secoli, dopo la sua fondazione, il Monastero Savvino-Storozhevsky continuò ad essere uno dei principali centri religiosi della Russia. In diverse epoche gli zar vennero a pregare assieme ai loro familiari a Savvino.

E giunse l’anno 1812, le armate napoleoniche, dopo la battaglia di Borodino, avanzavano verso Mosca.

Le armate nemiche sono sulla strada che porta a Zvenigorod” scrisse il generale Kutuzov al Conte Fyodor Vasil’evich Rostopchin. “ Speriamo di poterli annientare prima che osino invadere la capitale Mosca”.

Nelle prime ore del 1° settembre i francesi invasero Zvenigorod. Una parte dei soldati rimase in città, altri stettero nei presssi del Monastero Savvino.

 I soldati erano sottoposti agli ordini di un figlio adottivo di Napoleone: Eugéne di Beauharnais. Quest’uomo ammirato e apprezzato da tutti, si ritrovò ad essere vicino alle mura del Monastero verso la fine del mese di agosto 1812. Per sei settimane il Monastero fu occupato dalle truppe francesi. Oltre alle torri di guardia, i soldati occuparono anche la Cattedrale. In poco tempo il luogo sacro venne saccheggiato, ma le reliquie di San Savva rimasero intatte. Molti anni più tardi, nel 1839, il Duca Maksimilian Leuchtenberg, figlio di Eugéne, raccontò al Conte Novosiltsev cosa era davvero successo al Monastero Savvino. Una sera, mentre Eugéne si era ritirato in una cella del Monastero per dormire, udì uno scricchiolìo. La porta della cella fu aperta da un uomo che indossava un lungo vestito nero. Quest’uomo si avvicinò a Eugéne ed egli poté vedere bene il suo volto, anche se la cella era illuminata solamente dal chiarore della luna. Era anziano, con la barba, e rimase in silenzio ad osservare il Principe. Poi, a bassa voce, disse:” Non permettere ai tuoi uomini di devastare ulteriormente il Monastero e, soprattutto, togliete le armi dalla Chiesa. Se farai quanto ti chiedo, la Grazia del Signore sarà con te e ritornerai nella tua Patria sano e salvo.” Dopo aver pronunciato queste parole lasciò la cella.

Il Principe Eugéne si alzò presto la mattina dopo ed ordinò al suo aiutante di far proseguire le truppe verso Mosca. Bisognava andarsene dal Monastero e dalla città di Zvenigorod. Eugéne entrò in Chiesa e fu attratto da una tomba e da un’Icona. Il volto rappresentato nell’Icona assomigliava moltissimo a quello dell’uomo anziano, che gli aveva parlato la sera precedente. Il Principe si inchinò con reverenza, capì che quell’uomo era San Savva. Dopo tale evento il Principe combattè in molte altre battaglie, ma non fu mai ferito. Anche dopo la caduta di Napoleone, rimase un uomo amato e rispettato. Sul letto di morte fece promettere al figlio di andare in Russia a venerare le reliquie del Santo. Quindici anni dopo la morte del padre, il Duca Maximilian Leuchtenberg si recò al Monastero Savvino.

Durante il XIX  secolo  Zvenigorod e i suoi dintorni fecero confluire poeti, musicisti, mercanti per il clima favorevole e i paesaggi incantevoli. Parecchi inziarono a trascorrere lì le vacanze estive.

Durante la II Guerra mondiale, Zvenigorod subì gli attacchi dei Nazisti.

 L’edificio monastico fu gravemente danneggiato. Due volte venne annunciata la cattura di Zvenigorod, tramite dei volantini in novembre, e il 2 dicembre 1941 alla Radio. L’armata russa lanciò una controffensiva e il 20 dicembre Zvenigorod e le aree limitrofe furono liberate.

Alla fine degli anni Quaranta, le bellezze naturali, l’aria salubre di Zvenigorod ricominciarono ad attirare la gente, soprattutto gli scienziati.

Già nel 1908 uno studente di Biologia dell’Università di Mosca, a sue spese, iniziò a costruire un laboratorio scientifico per studiare l’acqua della zona e gli organismi che in essa vivevano. Lo studente si chiamava Sergei Nikolaevic Skadovsky, in seguito divenne professore al Dipartimento di Biologia. Tuttora i biologi lavorano in questo interessante laboratorio assieme a chimici, geologi e fisici.

Il regime ateo, che governò la Russia per quasi settant’anni, fece chiudere il Monastero. Le aree di culto vennero confiscate e le sacre reliquie furono date ad un impiegato del Museo storico: Mikhail Uspensky.

Negli anni Venti Mikhail lavorava per il Museo di Stato ed un agente del KGB gli consegnò un piatto coperto da una stoffa. L’agente disse a Mikhail che quel piatto conteneva tutto ciò che rimaneva delle reliquie di San Savva.

Fanne ciò che vuoi” fu detto a Mikhail.

Uspensky custodì le reliquie, con grande cura, fino al 1985, in una sua casa di campagna. Solamente nel 1998 le reliquie furono restituite alla Chiesa Russa Ortodossa. Vennero portate al Monastero San Danilov, in seguito pervennero a Zvenigorod.

Nel 10° anniversario della restituzione delle reliquie alla Chiesa Ortodossa, parecchie cerimonie religiose si svolsero nelle Chiese di tutta la Russia, poiché moltissimi sono sempre stati i devoti di San Savva. Ci fu anche una toccante processione da Mosca a Zvenigorod, con migliaia di fedeli, provenienti da tutto il Paese. Fu il giorno della fulgida vittoria di San Savva, considerato Patrono dei combattenti, sull’ateismo barbaro, al servizio di politiche perverse.

                                                                         Daniela Asaro Romanoff

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IL MONASTERO IPATIEV

Posted by Daniela Asaro Romanoff On febbraio - 1 - 2012 ADD COMMENTS

di Daniela Asaro Romanoff

Kostroma fu fondata nel 1152 d.C., dove si congiungono il Volga e il fiume Kostroma. Il suo fondatore fu il lungimirante Principe Dolgoruky, una figura molto importante durante la transazione politica del potere da Kiev al Principato di Vladimir-Suzdal. Va ricordato che la dominazione mongola sulle popolazioni russe durò per ben due secoli. Kostroma nacque con il compito di rendere più sicura la parte nord-est del Principato.

Dalla foresta circostante vennero a vivere a Kostroma molte famiglie in cerca di una qualità di vita migliore. Quasi sicuramente il nome della città trae le sue origini dalla denominazione di una festa pagana che si celebrava nell’antichità: ‘Kostroma’ per l’appunto.

I primi abitanti iniziarono a lavorare il legno, pescare, conciare le pelli. La nuova città è menzionata nelle cronache nel 1213, a causa dei gravi conflitti tra i figli del Principe Vsevolod. Kostroma subirà parecchi danneggiamenti, ma i Tartari la distrussero completamente. Dopo il 1239 il Principe Yaroslav la fece ricostruire. Yaroslav fece edificare nella città la Chiesa dedicata a San Fyodor.

Dal 1246 al 1276, con il buon governo del Principe Vasily, la città divenne florida e potente. In quegli anni furono costruite Chiese e Monasteri, nel 1272 il Principe Vasily vinse una battaglia importante contro i Tartari. Dopo la morte di Vasily, Kostroma ritornò ad essere una città di provincia, poiché non era in una posizione molto favorevole per i commerci, ma aveva il grande ed arduo compito di essere una città difensiva per Mosca, anch’essa fondata da Dolgoruky.

Un Tartaro, convertitosi alla religione cristiana, fece edificare, nella città di Kostroma, il Monastero Ipatiev. Si iniziò a costruirlo nel 1330. E’ un Monastero che ha una grande rilevanza per la storia della Russia, anche tanti altri Monasteri sono storicamente importanti, perché la vita quotidiana, l’amministrazione della cosa pubblica hanno sempre tratto motivazioni e idee dalla vita religiosa.

 Nel Monastero Ipatiev il Principe Vasily II si riconciliò con il cugino Vasily Cosoy. In questo luogo di culto, diventato anche un punto di riferimento per la cultura e per l’insegnamento, furono scoperte delle importanti Cronache relative al XIV secolo, e anche Cronache più antiche.

Tali Cronache vengono denominate Codice Ipatiano e sono una sorgente molto importante di informazioni storiche.

Più volte, nel corso dei secoli, il Codice Ipatiano fu smarrito.

Nel 1617 venne riscoperto in Ucraina e fu ricopiato dai monaci di Kiev nel 1621. Probabilmente il Codice fu compilato alla fine del XIII secolo e comprende notizie preziose risalenti sino al XII secolo. Il Codice scomparve di nuovo e fortunatamente fu ritrovato nel XVIII secolo proprio nel Monastero Ipatiev, a Kostroma, dallo storico russo Nikolay Karamzin. Dal 1810 si decise di custodire tali documenti di inestimabile valore nella Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo. La Biblioteca fu fondata da Caterina II e comprendeva molti libri che la zarina aveva donato, ha un particolare valore la Biblioteca personale di Voltaire. Durante il periodo della dominazione sovietica in Russia, la Biblioteca fu preservata da qualsiasi tentativo di manomissione e distruzione. Nel 1992 la Biblioteca è ritornata ad essere una proprietà della Nazione Russa. Queste utili informazioni si intrecciano alla vita del Monastero, poiché il Monastero Ipatiev, è profondamente legato alla Storia della Santa Russia. Come abbiamo più volte detto in questa rubrica, la Russia è stato uno dei pochissimi Paesi al mondo, in cui, fin dalle sue origini, la società, la vita politica, la religione hanno coesisistito in armonia, per una necessità profonda di autentica spiritualità, più che per convenienza. Durante il periodo dei torbidi, che comprende gli anni che decorrono dalla morte dell’ultimo zar della dinastia Rurik, Feodor Ivanovich, 1598, fino alla nomina del primo zar della dinastia Romanov, 1613, il Monastero fu occupato dai sostenitori di uno dei tanti impostori dell’epoca, conosciuto come il Falso Dimitri II. In tale periodo la Russia fu invasa dalle armate Polacco-Lituane e tanti altri impostori, non solo il Falso Dimitri, tentarono di arrivare al potere. In quei torbidi anni va a collocarsi anche la figura di Boris Gudonov.

Boris era il cognato di Feodor Ivanovich. La reggenza, a causa dei problemi di salute di Feodor, e il regno di Boris Gudonov, dopo la morte di Feodor, non furono mai pienamente accettati dall’Assemblea dei boiari, dei mercanti, dei religiosi. Tale Assemblea, denominata Zemsky Sobor, era una grande Assemblea Nazionale. Nel marzo 1613, per la precisione il 14 marzo, l’Assemblea annunciò la proclamazione del nuovo zar: Michail Romanov. Nel momento in cui l’Assemblea lo aveva scelto per il governo della Russia, Michail si trovava con la madre Marta nel Monastero Ipatiev. Essendo Michail giovanissimo, la madre rifiutò la nomina, poiché riteneva il figlio diciassettenne troppo inesperto per un tale incarico. I Boiari confermarono la loro scelta, opponendo al rifiuto la loro convinzione: il perpetrarsi delle ricusazioni avrebbe portato la Russia alla distruzione e l’intera famiglia di Michail sarebbe stata responsabile dinanzi a Dio per il rifiuto dell’incarico.

Va ricordato che durante il periodo dei torbidi, a causa di improvvise mutazioni climatiche, dovute all’eruzione di un vulcano in Perù, la popolazione della Russia fu decimata.

Michail e la madre acconsentirono. A causa dell’estrema povertà in cui si trovava il Paese, Michail attese per parecchie settimane, presso il Monastero Troitsa, affinché fosse trovato a Mosca un ambiente che potesse accogliere lui e la sua famiglia. Proclamato zar dall ‘Assemblea popolare il 24 marzo 1613, Michail fu incoronato il 22 luglio dello stesso anno nella Cattedrale della Santa Dormizione a Mosca. E’ molto importante dire che nella Cattedrale, il giorno dell’incoronazione, c’era il popolo russo. Michail indossava un abito rosso porpora. La corona, simbolo di servizio nei confronti del popolo, fu messa sul suo capo dal Metropolita Ephraim. Nelle sue mani lo scettro e il globo. Michail si raccolse in preghiera all’altare e parlò con la gente dei gravi problemi che affliggevano il Paese. Fu unto dal Metropolita e accettò il Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo. Ephraim gli ricordò i suoi doveri: proteggere il Paese e la Chiesa Ortodossa. Michail lesse una preghiera per il popolo russo e una per lui e la sua famiglia. Bisogna riflettere su queste parole che spesso vengono adoperate dagli storici:”Finì la cerimonia ed iniziò il suo regno.”

Questa frase ci comunica tutta la semplicità e l’autenticità della cerimonia di incoronazione, ed è il programma della famiglia Romanov: pochi eventi di palazzo e molto lavoro, a servizio del Paese. I palazzi e i fasti che parzialmente in seguito circondarono i Romanov sono in gran parte diplomatici, un adeguamento alle corti europee che li definivano ‘selvaggi e boscaioli’. Pietro I, che fece costruire tanti magnifici palazzi e fondò la città di San Pietroburgo, andò in Olanda ad apprendere il mestiere di carpentiere e spesso lavorò come tale, assieme a tutti gli altri operai. Tanti Santi troviamo nella famiglia Romanov, alcuni di essi sono stati riconosciuti anche dalla Chiesa cattolica. Alessandro I, a cui va il merito di aver fermato la furia napoleonica, trascorse gli ultimi anni della sua vita come pellegrino errante.

Il primo zar Romanov fu benedetto dalla madre Marta con l’Icona della ’Nostra Signora di San Teodoro’. Il vero nome di Marta era Ksenija Ivanovna Sestova. Venne costretta a cambiare il suo nome durante il periodo dei torbidi. Boris Gudonov voleva reprimere tutti i Romanov, Marta fu anche costretta a prendere il velo. Il padre di Michail era figlio del boiaro Nikita Romanovic Zacharyn-Juriev, a sua volta figlio di Roman Jurievic, capostipite dei Romanov. Feodor Nikitic, come la moglie Ksenija, fu costretto da Boris Gudonov a ritirarsi in Convento. Feodor prese il nome di Filarete ed entrò nel Monastero Antoniev. Filarete fu oltraggiato ed insultato. Nel 1605, il Falso Dimitri I rovesciò i Gudonov e nominò Filarete Metropolita di Rostov. Il Falso Dimitri II lo proclamò Patriarca di tutta la Russia. Dal 1610 al 1618 fu prigioniero del Re polacco Sigismondo Vasa. Venne liberato il 13 febbraio 1619, in seguito alla pace di Deulino. Il 2 giugno 1619 divenne Patriarca canonicamente intronizzato. Dal 1619 al 1633, anno della sua morte, fu il migliore consigliere del figlio, diventato zar. Tutte queste notizie ci fanno capire come l’inizio del governo Romanov fosse caratterizzato dall’unità di popolo, Chiesa, governanti.

Il Monastero Ipatiev rappresenta questa unità.

Finora abbiamo preso in considerazione il Monastero dal punto di vista storico e politico, in questo contesto il termine ‘politico’ ha il suo significato più alto: grande spirito di servizio dei governanti nei confronti della gente.

Ora analizziamo il Monastero dal punto di vista architettonico e artistico. Il luogo sacro ha una magnifica entrata principale sulla riva del fiume. Gli ambienti privati dove erano vissuti i primi Romanov, furono fatti restaurare da Alessandro II. Il Monastero Ipatiev fu preservato dagli usurpatori bolscevichi e, negli anni novanta, le autorità russe, come fecero con gli altri Monasteri, lo riconsegnarono alle autorità della Chiesa Ortodossa.

Le cinque cupole dorate della Cattedrale della Santissima Trinità impreziosiscono il Complesso monastico. La Cattedrale era stata originariamente costruita in pietra, con il contributo di Gudonov. Verso la metà del XVII secolo la Cattedrale fu distrutta da un’esplosione dovuta alla polvere da sparo. La Chiesa fu ricostruita nel 1652. All’esterno si possono osservare alcuni particolari architettonici e decorativi notevoli: il maestoso porticato principale, le decorazioni in cotto delle finestre, le arcate cieche lungo le pareti.

Una piccola Chiesa fu distrutta durante la dominazione sovietica, ci sono dei progetti per ricostruirla e consacrarla ai Santi Martiri della famiglia Romanov.

Già nel 1958, all’interno del Monastero Ipatiev, fu creato un Museo  a cielo aperto davvero unico, riguardante la tipica architettura russa in legno. Il Museo esiste tuttora in un’area adiacente al Monastero. E’ stato ulteriormente arricchito di preziosi reperti, è un museo-simbolo dell’identità russa.

All’interno la Cattedrale è un gioiello della pittura. Ogni colonna, ogni muro, i soffitti, tutto è coperto di bellissimi affreschi, opera di Guri Nikita e Sila Sarin. Gli affreschi sono eseguiti nella più alta tradizione dell’antica arte russa. Uniscono lo spirito epico con una profonda interpretazione dei racconti biblici.

Sui muri troviamo un’iscrizione dei maestri che decorarono gli interni:

Abbiamo eseguito questi affreschi per il godimento spirituale di tutti i popoli e di tutti i tempi.”

  Daniela Asaro Romanoff

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IL MONASTERO SIMONOV

Posted by Daniela Asaro Romanoff On novembre - 4 - 2011 ADD COMMENTS


di Daniela Asaro Romanoff  IL MONASTERO SIMONOV

Il Principe Dimitri chiese a Sergio di Radonezh se fosse possibile mandare il monaco Teodoro a Mosca perché fosse edificato un nuovo Monastero a maggior gloria di nostro Signore. Sergio acconsentì. L’antico Monastero Simonov fu fondato nel 1370. La nascita di questo luogo sacro fu benedetta da Sergio e dal suo discepolo Teodoro, che era nato nella cittadina di Radonezh e aveva preso i voti al Monastero dell’Intercessione di Khotkovo, città che si trova a 60 Km a nord est di Mosca. Teodoro, conosciuto anche con il nome di Fyodor, essendo figlio del fratello Stefano, era nipote di Sergio.

Ci sono varie interpretazioni relative alla denominazione del Monastero. Due sono le più accreditate. Probabilmente il termine ‘Simonov’ si riferisce al nome del Principe Simeon, poiché il Monastero fu fondato sulla terra che gli apparteneva. C’è anche un’altra versione. La denominazione ‘Simonov’ potrebbe essere ricondotta al boyaro Simeon Khovrin, che lasciò tutti i suoi averi ai monaci.

L’antico Monastero Simonov era collocato accanto al fiume Moscova, vicino alla strada che conduceva a Mosca. Il luogo non era molto silenzioso e tranquillo, pertanto Teodoro cercò un posto più solitario, non lontano dal precedente. Nel 1379 Teodoro e i suoi discepoli si trasferirono nella zona dove il Monastero si trova attualmente, nell’antico luogo di preghiera rimase la Chiesa della Natività. Sergio di Radonezh aveva una grande considerazione per il Monastero Simonov. L’Igumeno vedeva in questo luogo sacro una parte del Monastero della Santa Trinità e vi sostava spesso quando era in viaggio per Mosca. I pellegrini vi si recavano, anche perché la splendida figura di Sergio, i cui miracoli cominciavano ad esser noti, li affascinava.

Si dice che nei pressi del Monastero Simonov, Sergio avesse scavato il terreno fino a quando apparve un lago, che non aveva fondo, il lago si trasformò in uno stagno, denominato Lissia all’epoca, poi fu ribattezzato Liza’s dai Moscoviti alla fine del XVIII secolo.

Molte importanti figure ascetiche si formarono al Monastero Simonov:

San Cirillo di Beloozero (1337-1427), San Iona, Metropolita di Mosca, che morì nel 1461, il Patriarca Joseph, il Metropolita Geronty, Arcivescovo di Rostov, il monaco Vassian e tanti altri.

Molti Principi, governanti e le loro famiglie desideravano che l’ultima dimora fosse vicina al Monastero Simonov. I monaci costruirono un cimitero, che andò ingrandendosi sempre di più.

Con il passare del tempo la posizione in cui era situato il Monastero divenne abbastanza pericolosa, a causa delle terribili invasioni.. Le sue mura vennero fortificate esattamente come quelle di una fortezza militare. Nel 1591, durante l’invasione delle armate del Khan Kaza-Girai, il Monastero Simonov e il Monastero Danilov furono attaccati, ma riuscirono a resistere. Nel 1606, lo zar Vassily Shuisky mandò nel Monastero Simonov il suo reggimento di streltsy, esercito fondato nel 1545 da Ivan IV. L’esercito, con l’aiuto dei monaci, respinse il durissimo attacco dei ribelli guidati da Ivan Bolotnikov. Nel 1611, durante un grave incendio, che colpì Mosca, moltissimi cittadini trovarono rifugio tra le mura monastiche. Nel XVI secolo le mura furono ulteriormente fortificate e vennero costruite delle torri. Nel 1630, con le nuove fortificazioni, l’area monastica aveva una circonferenza di 825 metri, l’altezza delle mura raggiungeva i sette metri.

Dal XVII sino al XIX secolo vennero costruite Chiese di grande pregio architettonico. Lo zar Fyodor Alexeevich, a cui piaceva molto il Monastero ed abitava in una dimora vicina al luogo sacro, nel 1667 fece edificare la Chiesa dedicata all’Icona della Beata Madre di Dio di Tikhvin.

L’Icona di Tikhvin è una delle otto Icone taumaturgiche della Madre di Dio più venerate in Russia. L’Icona di Tikhvin è considerata la Madonnina dei neonati, che protegge dalle malattie.

Nel 1834 fu edificata una Chiesa dedicata a San Nicola. Sei erano le Chiese principali del Monastero, accanto alle Chiese c’erano delle Cappelle.

Nel 1832 si decise di costruire un nuovo campanile, fu utilizzata una donazione del mercante Ivan Ignatiev. La costruzione fu completata nel 1839. Nel 1840 all’interno del Monastero Simonov fu collocata una copia della venerabile Icona della Madre di Dio di Kazan. Fu un meraviglioso dono per i pellegrini, che accorrevano al Monastero per pregare dinanzi alla preziosa Icona.

Durante il periodo sovietico il Monastero Simonov subì la stessa sorte di altri Monasteri. Gran parte degli edifici sacri furono distrutti. Ai bolscevichi dava molto fastidio che la gente fosse attratta dalle Chiese, che si potevano ammirare anche da lontano. Prima di distruggere buona parte del complesso monastico, un giornale bolscevico lo definì: il centro dell’oscurantismo.

L’area monastica fu trasformata in un parco e in un centro culturale, che comprendeva anche un cinema. In seguito divenne una fabbrica.

Alla fine del XX secolo una nuova storia iniziò per il Monastero Simonov.

Nel 1990 l’area sacra, con tutti gli edifici rimasti, passò sotto la giurisdizione del Ministero della Cultura. Subito dopo la giurisdizione fu data alla Comunità Ortodossa che tutela le persone sorde. I servizi liturgici iniziarono ad essere tenuti sulle rovine del Monastero.

Il primo servizio liturgico fu celebrato il 9 luglio 1992. Tutti i riti sono sempre stati accompagnati dal linguaggio dei segni. Nel 1994 la giurisdizione del Monastero Simonov fu assunta dal Patriarca di Mosca.

L’11 dicembre 1995 una Cappella fu riconsacrata e da allora i servizi liturgici vengono tenuti regolarmente.

Grazie al Signore, che non dimentica mai il suo popolo, i lavori per la ricostruzione della Cattedrale, e di altri edifici che appartenevano al Monastero, stanno procedendo molto bene.

Daniela Asaro Romanoff

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IL MONASTERO SRETENSKY

Posted by Daniela Asaro Romanoff On settembre - 7 - 2011 ADD COMMENTS

Il Monastero Sretensky è uno dei più antichi monasteri russi, essendo stato fondato nel 1397. Fu edificato per commemorare il miracoloso evento dell’incontro dei cittadini di Mosca con l’Icona di Vladimir, raffigurante la Madre del Signore. Il Monastero si trova al centro di Mosca.

La storia della Russia, intessuta di ferventi preghiere, spiritualità e rivoluzioni nefaste, che hanno portato alla negazione di Dio, si riflette nella storia del Monastero.

Nel 1395 le sentinelle delle steppe russe diedero un tristissimo annuncio: un terribile conquistatore stava preparandosi ad occupare la Russia. Khan Timur, meglio conosciuto con il nome di Tamerlano, suscitava moltissima paura. Tamerlano veniva considerato invincibile, avendo intrapreso campagne militari contro l’India, la Persia e la Trans-Caucasia.

Tamerlano, con il suo potente esercito, arrivò vicino a Mosca e il Gran Duca Vasily si preparò ad affrontarlo, domandando che si pregasse senza intermissione in tutto il Paese, affinché la Russia fosse liberata dal nemico. Vasily aveva la consapevolezza che l’esercito russo era inferiore numericamente rispetto a quello di Tamerlano. Il Gran Duca si affidò all’orazione e si rivolse all’Altissimo, pregò assieme al suo esercito ferventemente, implorando aiuto. Tutto il Popolo pregò intensamente i Santi russi e Vasily diede l’ordine di portare a Mosca da Vladimir l’Icona che rappresenta la Madre del Signore, affinché intercedesse per la Terra russa. Il Clero della Cattedrale della Dormizione di Mosca fu inviato nella città di Vladimir. Dopo la liturgia, i sacerdoti staccarono l’Icona dalla parete e iniziò la processione verso Mosca. La gente pregava:”Santa Madre di Dio salva la nostra Terra.”

L’8 settembre avvenne l’incontro del popolo di Mosca con l’Icona. Il Metropolita Cipriano portò con solennità la Sacra Icona nella Cattedrale della Dormizione del Cremlino.

Proprio quando i cittadini di Mosca incontrarono la Sacra Icona, Tamerlano fece un sogno che lo turbò assai. Nel sogno vide una maestosa montagna, dalla sommità di questa montagna scendevano i Santi russi sostenendo una Croce dorata, dinanzi a loro stava una Signora, il cui abito era luminoso. La Signora ordinò a Tamerlano di lasciare la Terra che stava occupando. Svegliandosi terrorizzato, Tamerlano si informò in merito a quel suo strano sogno, e gli fu detto che la Signora era la Protettrice dei Cristiani.

Tamerlano lasciò il giorno dopo i confini della Russia.

Gli storici stanno ancora discutendo su questo ritiro, ma chi ha il dono della Fede sa che le preghiere ferventi dei popoli possono fermare le guerre. Sin dalla nascita al Cristianesimo, il Popolo russo e la Madre Protettrice hanno avuto un intenso dialogo, davvero particolare, autentico e prezioso, questo dialogo ha subito prove durissime, ma non potrà venir mai interrotto.

In memoria della liberazione, proprio nel luogo dell’incontro dell’immagine miracolosa con i cittadini di Mosca, fu fondato il Monastero Sretensky. Ogni anno, l’8 settembre, l’Icona della Madonna di Vladimir, veniva portata lì in processione. Era la principale festa storica e religiosa di Mosca. Durante la guerra patriottica del 1812, l’Icona venne tenuta costantemente nel Monastero. Quasi tutti i pellegrinaggi del popolo russo, degli zar e dei patriarchi cominciavano con delle preghiere al Monastero Sretensky.

Il Patriarca Nikon (1605-1681) dimostrò grande attenzione per il Monastero e accadde che un artista, mentre decorava con degli affreschi la nuova Cattedrale in pietra, dipinse anche il Patriarca Nikon tra i Santi russi, era l’anno 1707.

Dopo la rivoluzione del 1917, il Monastero Sretensky divenne il centro delle battaglie tra le autorità della Chiesa Ortodossa e le ‘autorità’ che volevano sconfiggere con inaudita violenza la fede cristiana. In epoca sovietica, Sergey Izvekov, il futuro Patriarca Pimen, prese i voti proprio al Monastero Sretensky. Sua Santità, il Patriarca Tichon, eletto dal Consiglio della Chiesa russa nel 1917-18, sorvegliatissimo dai bolscevichi, rimase nel Monastero per confortare la gente con i sacri servizi.

Il suo amico Hilarion incontrò la morte in un campo di concentramento di Stalin. Hilarion fu l’ultimo Abate del Monastero prima della chiusura. Straordinario predicatore, eccezionale teologo, fece tutto quanto era in suo potere per fermare la feroce persecuzione contro la Chiesa Russa Ortodossa, una persecuzione senza precedenti. Fu grazie all’eroismo di questo straordinario Abate che il Monastero rimase consacrato fino al 1925. Alla fine di quell’anno il Monastero venne chiuso. Furono distrutti parecchi edifici e Chiese del Monastero: la Chiesa di Maria d’Egitto, la Chiesa di San Nicola, le porte sante con il campanile e il chiostro dell’abate. Ben presto il Monastero divenne la residenza del Commissariato del popolo degli affari interni. Trovarono posto anche gli edifici della Ceka, che precedettero il KGB. In quel luogo sacro ci furono molte cruente sparatorie. Quando il complesso monastico fu restituito alla Chiesa Ortodossa, in memoria di tutte le vittime del potere senza Dio, fu eretta una Croce all’entrata del Monastero, la Croce fu consacrata da sua Santità il Patriarca Alessio.

Prima della rivoluzione, all’interno del Monastero, c’era un cimitero, dove erano state sepolte le vittime della guerra patriottica del 1812. Durante il regime sovietico, proprio sul terreno del cimitero, atto sacrilego, fu costruita una scuola di avanzati studi di lingua francese. Non è necessario alcun commento … di nessun tipo … . L’unico edificio ben preservato, la Cattedrale dell’Icona di Vladimir, fu restituito alla Chiesa Russa Ortodossa nel 1991. Seguirono alcuni anni difficili in cui la Cattedrale fu contesa da un gruppo di ‘rinnovatori della Chiesa’, figure pseudo religiose, che in collusione con i bolscevichi avevano avuto il Monastero per un anno, dal 1922 al 1923. Malgrado la campagna diffamatoria di tali personaggi, la vita monastica rifiorì. Nel 1995 Sua Santità il Patriarca di Mosca emanò un editto, dichiarando che il Monastero Sretensky è sotto diretta autorità del Patriarca.

Attualmente il Monastero Sretensky viene considerato uno dei centri religiosi più importanti di tutta la Russia. Ogni giorno si celebra il servizio divino nella Cattedrale.

Si è costituita nel Monastero la Casa Editrice Sretensky, che pubblica vari libri teologici, liturgici, storici.

Il complesso monastico è un’oasi di pace al centro della città. Le sacre reliquie del martire Hilarion furono portate qui da San Pietroburgo nel 1999.

Nel 1997 sono stati celebrati i 600 anni della fondazione del Monastero, più di 30.000 fedeli presero parte alla processione, malgrado la pioggia scrosciante.

Nel 1999 fu aperta la Scuola Superiore di Teologia Sretensky. Gli studenti partecipano attivamente alla vita della Comunità Monastica.

Fanno parte del Monastero due eremitaggi, uno per gli uomini e uno per le donne. Un eremitaggio è stato dedicato a San Serafino di Sarov e si trova nella regione di Ryazan, l’altro Monastero è dedicato al profeta Elia e non è lontano da Mosca.

Daniela Asaro Romanoff

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SAN SERGIO DI RADONEZH E IL MONASTERO DELLA SANTA TRINITA’

Posted by Daniela Asaro Romanoff On aprile - 18 - 2011 ADD COMMENTS

San Sergio di Radonezh fondò, nel XIV secolo, il Monastero della Santa Trinità nelle foreste a nord di Mosca. Sergio Radonezhky nacque in una famiglia di Boiari (propietari di vasti terreni) vicino a Rostov. La data della nascita non è conosciuta con precisione, tre sono gli anni presunti: 1314, 1319 e 1322. Vengono ritenuti attendibili il mese e il giorno, si ricorda la sua nascita il 3 maggio. Venne battezzato con il nome di Bartolomeo. Era il secondogenito di Kyril e Maria, che ebbero altri due figli. Quando il padre dovette fronteggiare dei notevoli problemi finanziari, perché gli furono tolti quasi tutti i terreni, la famiglia fu costretta a lasciare Rostov e si stabilì in un’altra citttadina, era il 1328.
Crescendo, Batolomeo dimostrava una capacità di studiare e di apprendere assai superiore rispetto a quella dei suoi fratelli Stefan e Pietro. Il giovanissimo Bartolomeo iniziò ben presto ad avere anche dubbi, problemi e sofferenze. Fu determinante l’incontro con un Monaco, al quale Bartolomeo spiegò i suoi problemi. Il Monaco gli diede  un piccolo pezzo di pane eucaristico, dicendogli:” Tieni e mangia, questo pane ti viene dato come segno della Grazia del Signore, affinché tu comprenda le Sacre Scritture.” Dopo aver ricevuto quel prezioso messaggio, tutte le difficoltà apparvero a Bartolomeo come un lieve peso.
Nel 1334, rimasto orfano di entrambi i genitori, Bartolomeo si recò a Khotkovo, una cittadina vicina a Mosca, e si ricongiunse con il fratello Stefano, che era rimasto vedovo. Nel 1337 la sua vocazione religiosa fu una magnifica realtà,  divenne Monaco. Il fratello Stefano lo seguì. Entrambi cercarono un posto che fosse più possibile lontano da ogni mondanità. Si fermarono nella fitta foresta vicina alle colline Marovets, costruirono una piccola cella ed una semplice Cappella, dedicata alla Santa Trinità.
Era l’anno 1340. Ben presto Stefano si stancò di una vita così ascetica e lasciò Sergio, per andare a vivere la sua vocazione nel Monastero dell’Epifania a Mosca. Dopo la partenza del fratello Sergio visse per molti anni da solo nella foresta. Animali selvaggi come volpi e orsi sembravano riconoscerlo, e si avvicinavano a lui senza fargli alcun  male. Un orso si era talmente affezionato a Sergio, che condivideva con lui i pasti molto frugali.
La gente venne a conoscenza della profonda  Fede di questo Monaco che viveva da eremita nella foresta e molti iniziarono a recarsi  da lui per avere dei consigli e soprattutto una guida spirituale. Vennero costruite altre celle e Sergio iniziò a condividere la sua vita monastica con altri undici confratelli. Il luogo dove si trovavano iniziò a diventare assai conosciuto, venne denominato l’Eremiaggio della Santa Trinità. In questo centro spirituale vennero a vivere altri Monaci. Ad un certo punto sorsero delle divergenze di opinione: proseguire con la vita eremitica oppure introdurre un comune stile di vita monastico, Segio cercò di favorire la coesistenza monastica. Affinché non sussistessero più tutte le discussioni che nuocevano alla convivenza nel Monastero, Sergio decise di fondare un altro Monastero vicino a Makrish, A causa della lontananza di Sergio, l’Eremitaggio della Santa Trinità conobbe un progressivo declino e, trascorsi quattro anni, i Monaci rimasti supplicarono Sergio di ritornare alla Santa Trinità. Sergio ritornò e il Monastero della Santa Trinità vide l’arrivo di molti altri Monaci, alcuni di loro furono mandati a  diffondere la Buona Novella nei centri abitati della Russia del Nord. A quei tempi governava Dimitri Ivanovich, chiamato Donskoy. Quasi quattrocento Monasteri furono fondati dai discepoli, furono costruiti anche nei posti più impervi. Ricordiamo i Monasteri di Borisoglebsky, vicino a Rostov, Ferapontov, Kyrillo Belozersky, Golutvin e Pokrovsky. Attorno a molti di questi Monasteri vennero costruiti dei villaggi. Tutto questo dimostra la grande considerazione che la gente aveva per tali luoghi di culto, molte famiglie costruirono le loro case attorno al Monastero della Santa Trinità e sorse una cittadina denominata  Sergiyev Posad. La fama di uomo devoto e monaco straordinario si estendeva sempre di più. Filoteo, il Patriarca di Costantinopoli gli inviò un documento che confermava le nuove regole, stabilite da Sergio per la comunità monastica della Santa Trinità. A Sergio vennero anche affidati compiti di estrema delicatezza per quanto concerne  la riconciliazione dei Principi di Mosca. Avrebbero voluto dargli anche l’incarico di metropolita di Mosca, ma Sergio rifiutò tali onori, perché non si conciliavano con la sua vita ascetica.
Quando il Principe Dimitri Ivanovich partì, nel 1380, per combattere i Tartari, Sergio lo benedisse, pronunciando le seguenti parole:” Va Principe coraggioso e confida nell’aiuto del Signore.” La vittoria che Dimitri riportò a Kulikovo fu decisiva per la Storia della Russia. Il Monastero della Santa Trinità divenne conosciutissimo in tutta la Russia, sempre di più assumeva le caratteristiche di punto di riferimento importantissimo per la vita spirituale.
Sergio morì il 25 settembre 1392. Fu proclamato Santo nel 1452. E’ commemorato dalla Chiesa Ortodossa il 25 settembre, giorno della sua morte, e il 5 luglio, poiché in tale data furono ritrovate le sue reliquie non corrotte dal tempo. San Sergio di Radonezh ha un posto speciale nella Storia del monachesimo russo. La sua vita ascetica  fu ed è tuttora un grande esempio per molti ed il Monastero della Santa Trinità è sempre stato uno splendido modello di vita claustrale. Sergio viene ricordato anche per aver fondato delle scuole monastiche e per aver insegnato agli agricoltori metodi nuovi e migliori per coltivare la terra. La Chiesa Cattolica riconosce la  santità di Sergio di Radonezh ed ha introdotto il suo nome nel Martirologio Romano.

Daniela Asaro Romanoff

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IL MONASTERO DI KIRILLO BELOZERSKY

Posted by Daniela Asaro Romanoff On marzo - 14 - 2011 ADD COMMENTS

di Daniela Asaro Romanoff

La piccola cittadina, denominata Kirillov, fino a qualche anno fa, era conosciuta solamente dagli archeologi e dai ricercatori storici e artistici.

Kirillov si trova nella regione Vologda. Dal punto di vista storico, artistico e soprattutto spirituale è molto interessante il Monastero Kirillo-Bélozersky. Nella città si trova pure il Convento della Resurrezione di Cristo, fondato nel XVI secolo.

Nella zona ci sono interessanti reperti archeologici. L’essere umano ha trovato dimora in questi luoghi sin dai tempi antichissimi, dal periodo mesolitico (9.000 anni a.C.) fino al medioevo.

Il Monastero Kirillo-Bélozersky è uno dei più grandi della Russia, per poter vedere tutto il Monastero si deve camminare per Chilometri. Ci si stupirà della presenza di così tanti monumenti e si rimarrà incantati dal meraviglioso panorama circostante.

Il Monastero è stato fondato nel 1397 dal Monaco Kiril, proveniente dal Monastero San Simone. Kiril era stato un discepolo di San Sergio Radonezhsky. Kiril visse per trent’anni sulle rive del lago Siverskoye. Morì nel 1427 all’età di novant’anni. Fu canonizzato nel XV secolo. Essendo una persona colta ed un bravo copista, introdusse nel Monastero una Biblioteca, che si arricchì di testi sempre più preziosi.

Dal XV al XVII secolo il Monastero è stato uno dei maggiori centri religiosi e culturali del nord della Russia. Il Monastero ebbe parecchie donazioni dagli Zar.

Il Complesso architettonico monastico si divide in tre parti. La zona antica comprende il Monastero della Dormizione, assieme alla maggior parte delle Chiese e delle costruzioni. In seguito venne edificata la Chiesa di San Giovanni Battista. La parte, ritenuta più recente, comprende le alte e possenti mura.

Nella Cattedrale della Dormizione troviamo dei bellissimi affreschi risalenti al XVII secolo (1641-1650). Accanto a queste Chiese ne troviamo altre: la Chiesa di San Kiril, costruita sulla tomba del fondatore, le Chiese di San Vladimir e di Santa Epifania. Vicinissima c’è la Cattedrale della presentazione al Tempio della Vergine con il refettorio. Dietro la Cattedrale della Dormizione c’é la Chiesa dell’Arcangelo Gabriele. La costruzione di questa Chiesa è legata alla visita di Vassili III e di sua moglie Elena Glinskaja. I Principi si recarono al Monastero nel 1528. I due pregarono il Signore affinché concedesse loro la Grazia di poter avere un figlio. Per ringraziare e commemorare la nascita del discendente fecero costruire altre due Chiese, una delle quali è la già citata Cattedrale di San Giovanni Battista.

Durante l’invasione polacca e lituana, all’inizio del XVII secolo, le alte e possenti mura difesero il luogo sacro da un lungo assedio. Nel secolo XVIII iniziò il declino di questo Monastero. Si ridusse il numero dei Monaci, l’imponente fortezza perse di significato.

In seguito alla cruenta rivoluzione bolscevica, il Monastero fu chiuso nel 1924.

Attualmente, nella città di Kirillov, vengono organizzate delle mostre assolutamente interessanti, che riguardano il passato storico, culturale, artistico, artigianale e commerciale della città.

Va ricordato, che ancor prima dell’edificazione del Monastero, Kirillov fu un centro di cristianizzazione.

Gli archeologi hanno rinvenuto Croci ed Icone fatte con vario materiale, anche con la pietra. E’ stata ritrovata una preziosa Icona su pietra, rappresentante San Gleb, purtroppo il lavoro era rimasto incompiuto.

Di San Gleb abbiamo già parlato precedentemente. Gleb e suo fratello Boris erano figli di Vladimir il Grande. Erano figli tenuti in grande considerazione. Entrambi morirono a causa di una guerra interna. Dalle Cronache apprendiamo che fu il fratello Sviatopolk a volere la loro morte.

Boris e Gleb furono canonizzati dalla Chiesa Ortodossa Russa nel 1071. La Chiesa Russa li ricorda il 24 luglio e il 4 agosto.

Daniela Asaro Romanoff

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SAN DANIELE E IL SUO MONASTERO

Posted by Daniela Asaro Romanoff On gennaio - 10 - 2011 ADD COMMENTS

Di Daniela Asaro Romanoff

Il Monastero di San Daniele fu il primo costruito a Mosca. Venne fondato dal Principe Daniele, che era il figlio più giovane di Alexander Nevsky, grande condottiero, devoto, persona di profondissima fede, canonizzato dalla Chiesa Ortodossa Russa, valoroso rappresentante del suo Paese.


Daniele nacque a Vladimir nel 1261. Come abbiamo già appreso, Vladimir era la città più importante del Gran Principato omonimo. Il padre Alexander morì quando il piccolo aveva soltanto due anni, ma ci fu tra il figlio e quel meraviglioso padre una bellissima comunione spirituale. Il condottiero, il devotissimo Alexander trasmise a Daniele tutta la sua saggezza ed il suo coraggio.

Nel 1272, appena undicenne, ereditò il Principato di Mosca, che era il più povero se confrontato con gli altri Principati, che i suoi fratelli stavano governando. Daniele accolse l’incarico affidatogli e per trent’anni governò senza causare mai spargimenti di sangue, anteponendo la pace alla guerra.

Durante il suo trentennale governo, fu il condottiero di una sola battaglia. Quando Costantino, il Principe di Ryazan, decise di appropriarsi delle Terre moscovite, con l’aiuto dei Mongoli, Daniele, assieme al suo esercito, uscì vincitore da quella battaglia. Costantino fu sconfitto, ma Daniele non lo catturò con brutalità. Lo portò a Mosca e gli offrì una confortevole ospitalità, finché fu firmato un armistizio.

Questo Principe saggio era molto rispettato dai suoi compatrioti, e anche dai suoi nemici. Il suo carattere umile, mite, pacifico sorprendeva molti, rendendolo gradito ed amabile.

Durante il suo governo il Principato di Mosca divenne sempre più importante. Daniele iniziò quell’opera di progressivo avvicinamento, e di unione di tutti i territori russi a Mosca, l’opera venne portata a compimento con grande determinazione, e fu lui a diventare il primo Principe governatore di tutta la Russia.



Le Cronache dell’epoca ci fanno sapere che Daniele tenne sempre in considerazione la qualità della vita del popolo russo, essendo molto religioso, fece edificare sulla riva destra della Moscova, a cinque miglia dal Cremlino, il primo Monastero di Mosca. La Chiesa venne completamente costruita in legno.

Il 17 marzo 1303, a 42 anni, il Principe Daniele morì. Prima di lasciare questa terra, riuscì a trascorrere alcuni anni conducendo vita monastica nel luogo di culto che aveva fatto costruire. In accordo alle sue volontà, fu sepolto nel cimitero del Monastero.

Nei 700 anni in cui il complesso monastico di San Daniele fu un punto di riferimento per tutti i fedeli, la Storia della Russia si intrecciò con quella del Monastero, come spesso accadde nella Terra, che non a caso venne definita Santa Russia.

Nel 1330 i Monaci furono portati all’interno del Cremlino, dove fu fondato un nuovo Monastero, dedicato a nostro Signore.

Nel 1490 il Monastero cambiò nuovamente ubicazione. Trovò una sua sede sulla collina Krutitskiy, sulla riva della Moscova. Ricevette anche un’altra denominazione: ‘Nuovo Monastero di nostro Signore’.

Per 250 anni il Monastero di San Daniele fu pressoché abbandonato. Al posto del Monastero sussistette una piccola Chiesa parrocchiale.

Nel XVII secolo il Principe Daniele fu canonizzato dalla Chiesa Russa Ortodossa ed il Monastero ritornò ad essere un prezioso luogo di culto, con grande affluenza di fedeli. San Daniele viene ricordato il 17 marzo e il 12 settembre.


Anche durante i secoli di apparente inattività il Monastero fu uno strumento del Salvatore.

Gli uomini si agitano, ma è il Signore che li conduce”.

Nel 1591, le temibili truppe mongole furono sconfitte proprio vicino alle mura del Monastero.

Nel 1606, accanto al Monastero di San Daniele, l’esercito dello zar Basil Shyiskiy sconfisse i ribelli di Bolotnikov.

Nel 1610 il Monastero fu bruciato dal falso Dimitri II.

L’edificio venne ricostruito e circondato da mura e sette torri.

Nel 1812 le armate napoleoniche rubarono il tabernacolo argentato, dissacrando la Chiesa e il Monastero.

Dopo il passaggio di questi ulteriori dissacratori, il Monastero venne ristrutturato e riconsacrato. Molte volte fu abbattuto, ma altrettante volte rinacque, grazie alla protezione di San Daniele.

Vari artisti e letterati espressero il desiderio di essere sepolti nel cimitero del Monastero, tra essi ricordiamo Gogol, il musicista Rubinstein, il poeta Yazikov, il pittore Perov.

Dopo la sanguinosa rivoluzione bolscevica, la Chiesa e il Monastero furono chiusi, va ricordato che il Monastero di San Daniele fu l’ultimo ad essere chiuso , e quasi tutti i monaci furono fucilati nel 1937.

Il Monastero cadde nell’oblio, ma la Chiesa fu ristrutturata, e i resti di coloro che avevano trovato sepoltura nel cimitero di San Daniele furono portati in altri cimiteri. Nella zona del complesso monastico furono aperti negozi e fu istituita una colonia estiva per bambini.

Nel 1983, il primo Monastero che venne restituito alla Chiesa Ortodossa Russa, fu proprio quello di San Daniele.

Nel 1988, l’anno in cui venne ricordato il battesimo delle popolazioni russe, avvenuto mille anni addietro, il Monastero di San Daniele fu completamente riedificato, divenendo nuovamente uno dei centri di spiritualità più importanti della Russia.

In questo storico Monastero c’è la residenza del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia.

Il 4 settembre 1997, in occasione della commemorazione degli 850 anni della città di Mosca, sulla Piazza Tylskaya fu benedetto il monumento dedicato a San Daniele, riportato sullo stesso luogo dove era rimasto per trecento anni, fino alla rivoluzione bolscevica. Con il prezioso aiuto di antichi disegni, il monumento fu rifatto esattamente come il precedente, distrutto durante la cruenta rivoluzione.

Il Monastero è diretto dal Patriarca di Mosca e di tutta la Russia.

I monaci prestano il loro servizio nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri. Con grande umanità e devozione religiosa sono vicini a tutti i problemi della società russa. La loro presenza, portatrice di speranza, fiducia, fortezza, è insostituibile.

Daniela Asaro Romanoff




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IL MONASTERO DI YURIEV

Posted by Daniela Asaro Romanoff On ottobre - 11 - 2010 ADD COMMENTS

di Daniela Asaro Romanoff

Nell’ultima parte di questa rubrica, dedicata ai Monasteri dell’antica Russia, abbiamo parlato di una splendida figura di Santo: St Antoniev. Prodigiosamente Antoniev fu portato da Roma a Novgorod, dove fondò un Monastero, trasmettendo a confratelli e fedeli un grande amore per la preghiera.

Novgorod, come tante altre città russe, accoglie molti altri luoghi sacri. Nella zona sud della città, sulla riva sinistra del fiume Volkhov, vicino al lago Llmen, si trova il Monastero di Yuriev (Monastero di San Giorgio). Nelle cronache dell’epoca sta scritto che il Monastero fu fondato nel 1119 da Vsevolod Mstislavich, principe di Novgorod. Secondo una leggenda, il Monastero sarebbe stato fondato nell’undicesimo secolo da Yaroslav il Saggio. Abbiamo già fatto conoscere Yaroslav il Saggio precedentemente. Ricordiamo che Yaroslav nacque a Kiev nel 978 d.C. e morì a Kiev nel 1054. Durante il suo lungo regno si adoperò per offrire una buona qualità di vita non solo alle popolazioni dei territori da lui governati, ma anche a quelle della Repubblica di Novgorod, poiché gli abitanti di questa città lo avevano aiutato moltissimo nella guerra che dovette combattere per ridare stabilità, equilibrio e prosperità alla sua terra. Jaroslav è conosciuto per aver promulgato il primo codice di leggi della regione, ed essendo religiosissimo, fondò parecchie Chiese e Monasteri.


E’ molto probabile che il Monastero di Yuriev sia stato fondato da Vsevolod Mstislavich nel 1119, come ci è stato trasmesso dalle cronache. Vsvevolod, venerato come Santo dalla Chiesa Ortodossa Russa, nacque a Novgorod nel 1088. Il suo nonno materno era il Re di Svezia Ingold I. Governò la Repubblica di Novgorod, rispettando sempre la forma di governo scelta dai cittadini, dal 1117 al 1136.

Vsevolod, secondo gli scritti dell’epoca, era anche ‘Egumeno‘, il vocabolo ’Egumeno’ equivale al vocabolo occidentale ’Priore’. Nel XIII secolo, a decorrere dal 1230 all’Egumeno del Monastero di Yuriev venne conferito il titolo di Archimandrita, vocabolo abbastanza equivalente alla definizione occidentale ’Vescovo’, data la diversità delle religioni non ci può essere una vera e propria equivalenza di titoli ed incarichi. Gli Archimandriti del Monastero di Yuriev furono spesso denominati Archimandriti della città di Novgorod.


Il Monastero di Yuriev è un’importante fonte di informazioni per gli studiosi in merito a tutto ciò che concerne la Repubblica di Novgorod nel periodo medievale. Una parte delle prime cronache di Novgorod fu compilata completamente nel Monastero.

La Chiesa di San Giorgio si trova nel complesso monastico, è una delle più grandi di Novgorod e zone limitrofe. Al suo interno si possono ancora vedere degli affreschi medievali che si sono conservati bene. La Chiesa fu ristrutturata nel 1902. La figura più importante rappresentata dagli affreschi è senza dubbio quella del Cristo Pantocrator. C’è anche un piccolo ritratto di Vsevolod Mstislavich. Al complesso monastico di Yuriev appartiene pure la Chiesa dell’Esaltazione della Santa Croce. Questa Chiesa fu costruita nel XVIII secolo.

Cinque delle sei chiese del Monastero furono distrutte nel 1928, durante il regime sovietico. Il Monastero venne chiuso nel 1929. Durante la II guerra mondiale gli edifici monastici furono occupati dalle truppe tedesche e vennero gravemente danneggiati. Il Monasteo di Yuriev fu restituito alla Chiesa Ortodossa Russa nel 1991, e da allora, con vari restauri, si sta cercando di far rinascere il meraviglioso luogo di preghiera. Essendo un dono del Signore, lo spirito cristiano non ha mai abbandonato questo luogo sacro, è stato mantenuto vivo dalle preghiere di tanta gente.

Dal 1993 il Monastero di Yuriev è considerato Patrimonio dell’Umanità.

Va ricordato che prima del 1917 c’erano più di 6.000 Monasteri in Russia. Attualmente ci sono quasi duemila Monasteri, ma in molti altri luoghi di culto sono in corso lavori di restauro. La Santa Russia si è riappropriata della sua identità e dignità. La grande spiritualità e la religiosità sentita profondamente per secoli hanno trovato la loro dimora ideale in queste Terre.

Recentemente, in autobus, ho incontrato una signora che mi ha chiesto delle indicazioni stradali, nel salutarmi, parlando un ottimo italiano, mi ha detto di essere russa e con grande gioia ha affermato:”Noi russi siamo sempre stati profondamente religiosi, essendo per natura delle persone riflessive, la fede è strettamente connessa alla nostra esistenza. Le dirò di più, noi esistiamo in virtù della nostra fede.”

Daniela Asaro Romanoff


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SANT’ANTONIO DI NOVGOROD E IL MONASTERO A LUI DEDICATO

Posted by Daniela Asaro Romanoff On agosto - 17 - 2010 ADD COMMENTS

Il Monastero, in seguito dedicato a San’Antonio, fu fondato a Novgorod nel 1117, la sua costruzione fu ultimata nel 1119.

Una leggenda ci racconta che il Santo volò da Roma sino a Novgorod, sostenuto da una roccia. Attualmente la roccia si trova nella Chiesa della Natività della Madre di nostro Signore. Antonio divenne Egumeno del Monastero nel 1131, fu consacrato dall’Arcivescovo Niphon.

Il Santo fu sepolto all’interno della Chiesa della Natività.

Attualmente il Monastero non appartiene più alla Chiesa Russa Ortodossa, ma fa parte del Museo di Novgorod.

Sant’Antonio di Novgorod nacque a Roma nel 1067. I suoi genitori rimasero fedeli alla ortodossia delle Chiese orientali, che trasmisero al loro figlio. Va ricordato che nel 1054 la Chiesa Cattolica Romana e la Chiesa Ortodossa Orientale si divisero a causa di insormontabili differenze politiche ed ecclesiastiche. Il Patriarca di allora, Michael Cerularius, rifiutandosi di riconoscere la Chiesa di Roma, fu scomunicato. Le due Chiese cercarono di trovare un’unità nel 1274 (secondo Concilio di Lione) e nel 1439 (Concilio di Firenze), ma i Concili furono in seguito ripudiati dalla Chiesa Ortodossa. Nel 1965 il Papa Paolo VI ed il Patriarca di Costantinopoli annullarono gli anatemi risalenti al 1054. Secondo la Fede ortodossa lo Spirito Santo ha origine dal Padre, secondo la Fede cattolica dal Padre e dal Figlio. Il ‘filioque’ non venne mai accettato dalla Chiesa Ortodossa Orientale. Un altro motivo di divisione fu il pane eucaristico. La Chiesa Orientale non accettò che il pane eucaristico potesse essere azzimo.

Antonio ricevette un’ ottima educazione. Era capace di leggere le Sacre Scritture sia in greco sia in latino. Perse entrambi i genitori quando era molto giovane, appena diciassettenne. Questa triste vicenda lo convinse ancora di più a dedicare la sua vita a Dio. Distribuì i suoi beni ai poveri. Lasciò la città troppo rumorosa e si ritirò in ricerca di solitudine.

Incontrò dei monaci che preservavano la loro Fede ortodossa e si unì a loro, trascorse vent’anni conducendo una vita ascetica. Quando la Chiesa romana sconsacrò il Monastero, Antonio trovò rifugio in un luogo vicino al mare, su una roccia. Rimase su quella roccia per un anno, pregando e nutrendosi con erbe e radici. Il 5 settembre del 1105 ci fu una terribile tempesta. Antonio si ritrovò miracolosamente trasportato a Novgorod. Questo evento è testimoniato nelle Cronache di Novgorod.

Antonio seppe da un mercante greco di essere tra popolazioni ortodosse e la sua felicità fu grande. Imparò la lingua parlata dalla gente e fu ben accolto dal Vescovo St. Nikita, detto l’Eremita. Il Vescovo, venuto a conoscenza del prodigioso viaggio di Antonio, lo considerò un Angelo mandato dal Signore. Il luogo, dove c’era la roccia, che aveva portato Antonio in Russia, fu benedetto dal Vescovo e venne dato l’ordine di costruire lì una Chiesa.

Come abbiamo accennato all’inizio, in due anni (1117-1119), fu costruita una Chiesa in onore della Natività della Santa Theotokos. La chiesa fu adornata all’interno da pregevoli affreschi, ed è giunta ben preservata fino ai nostri tempi.

Il Vescovo che succedette a Nikitas, Niphon, convinse Antonio a diventare sacerdote e gli assegnò l’incarico di Abate nel 1131. Antonio fu una guida sicura e saggia per i monaci, era laborioso ed ascetico, sia la sua cella che la sua cappella erano piccolissime.

In seguito, alcuni pescatori, scoprirono in mare un piccolo barile, malgrado l’Abate Antonio l’avesse riconosciuto, i pescatori non volevano restituirlo. Solo dopo un onesto processo, avendo l’Abate descritto il contenuto del barile, gli venne consegnato. Antonio utilizzò il denaro trovato all’interno del barile per comperare terre per il Monastero. All’ascetismo e alla preghiera la vita monastica univa un’ intensa laboriosità.

Sin da quando Antonio aveva incontrato il Vescovo Nikita, aveva chiesto che la storia del suo viaggio miracoloso non fosse mai rivelata. Solo verso la fine della sua vita, l’Abate rivelò l’eccezionale viaggio ad uno dei suoi monaci: Andrea.

Morì il 3 agosto 1147.

Il miracolo venne a conoscenza della gente per la Gloria di Dio.

Con grande cura i monaci custodirono i pochi oggetti che erano appartenuti all’Abate: una canna da pesca, i poveri abiti e la santa roccia. Si proseguì con il regolamento cenobitico.

Attualmente le reliquie di San’Antonio giacciono incorrotte in un reliquiario aperto.

Nel 1597 la glorificazione di Antonio fu voluta dall’Archimandrita Cyril.

La prima biografia relativa alla vita del Santo fu scritta, subito dopo la sua morte, dal suo discepolo e successore Andrea.

Nel 1598 fu pubblicata un’altra biografia scritta da un novizio del Monastero Antoniev: il monaco Niphon.

Nella regione di Novgorod Sant’Antonio viene considerato il Padre del monachesimo. Il Santo viene ricordato il primo Venerdì dopo la Festa degli Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno), inoltre, viene ricordato il 17 gennaio.

Daniela Asaro Romanoff

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