Saturday, May 19, 2012

Dialogo interreligioso

Posted by Moreno Migliorati On aprile - 18 - 2012 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati

Dialogo interreligioso nel mondo della scuola: se ne parlerà domani, giovedì 19 aprile presso il Consiglio regionale toscano in un confronto tra rappresentanti di diverse appartenenze religiose. Un incontro, quello che si terrà alle 17 nella Sala delle Feste a Palazzo Bastogi (via Cavour, 18 a Firenze), per far emergere esperienze e testimonianze di come, nella vita di tutti i giorni, operatori e studenti vivono la propria appartenenza religiosa e come, con essa, si rapportino agli altri.
All’appuntamento, moderato da Anita Tosi, presidente del movimento culturale Il Cenacolo, intervengono Rav Joseph Levi, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Firenze, Elzir Izzedin, Imam della Comunità islamica di Firenze, Parabhakti Das, ISKCON (Associazione internazionale Coscienza di Krishna), Alessandro D’Alessandro del Soka Gakkai, il reverendo Mark Dunnam della Chiesa Episcopale Americana di Firenze, Don Alfredo Jacopozzi e Don Massimo Marretti della Diocesi di Firenze.
L’incontro è promosso dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale toscano alla luce del dettato statutario che prevede la promozione del dialogo tra culture ed etnie diverse, per le quali spesso la religione è elemento identitario.
I prossimi incontri si incentreranno su come il dialogo interreligioso venga vissuto nel mondo del lavoro e nelle realtà di associazionismo e volontariato nell’ottica di un rafforzamento della conoscenza reciproca che sia comprensione, rispetto e accoglienza del messaggio della diversità come ricchezza collettiva

(via SpiritualSeeds.info)

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Viaggio nei luoghi dello spirito

Posted by Moreno Migliorati On aprile - 10 - 2012 2 COMMENTS

di Moreno Migliorati

Sarà inaugurata dopodomani, giovedì 12 aprile, la mostra “Architetture di Luce”, dell’artista argentina  Karina Chechik. Si tratta di un  viaggio attraverso quelli che sono i luoghi della spiritualità, ma soprattutto un percorso di mostre itineranti   che toccano importanti luoghi di cultura.
La mostra giunge a Roma, ospitata presso l’Istituto Nazionale di Studi Romani, prima di fare ritorno dall’altra parte dell’oceano dove sono previste altre due “tappe”: una presso il Frost Museum di Miami ed una presso il Museo Judio  di Buenos Aires, dopo aver toccato la città di Torino con un’esposizione al Museo del Design GH ed essere partita nel maggio del 2011 dal Museo della Cattedrale di La Plata (Argentina). Il progetto artistico (che comprende circa una quarantina di opere)  infatti è un vero proprio percorso attraverso quelli che sono i luoghi della spiritualità, che non necessariamente sono individuabili in luoghi di culto, ma possono anche essere rappresentati da ambienti naturali.
Di fatto però l’attenzione dell’artista si focalizza su i luoghi dello spirito, chiese, sinagoghe, moschee, e su città  come Torino, Roma, Barcellona, New York, Gerusalemme, Miami e Buenos Aires.
Per questa tappa romana sono state realizzate ed inserite opere rappresentanti scorci storici e mistici della città di Roma, riuscendo a valorizzarne ed amplificarne  la spiritualità, grazie ad un abilissimo uso della  luce, tentando di unire la leggerezza dell’essere alla forza  della natura e della storia.
Un’ architettura fatta di luce,  un’idea legata al mondo della spiritualità, dove ogni singolo ritrova parte della sua dimensione ed ogni scorcio, in fondo, appartiene a chiunque.
“L’Italia”, dice l’artista, “è come una mia seconda casa e sono contenta che il mio progetto abbia trovato immediato consenso in quelle che sono storicamente le due capitali della Vostra Nazione, città riconosciute internazionalmente come  le capitali spirituali  d’Italia”.

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Nasce la consulta delle religioni

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 19 - 2012 ADD COMMENTS

Si insedierà ufficialmente oggi pomeriggio la Conferenza nazionale permanente “Religioni, cultura e integrazione”, il nuovo organismo consultivo promosso dal ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi.
La prima seduta della Conferenza si svolgerà nella Sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio e vi prenderanno parte rappresentanti religiosi delle comunità straniere presenti in Italia, studiosi, esponenti della cultura, della società civile e delle istituzioni.
I lavori cominceranno alle 15.00 con l’intervento del ministro Riccardi, del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, e del presidente del Censis, Giuseppe De Rita.
Presentando l’iniziativa, il ministro Riccardi ha sottolineato “l’importanza del contributo che gli esponenti religiosi, molto influenti all’interno delle comunità presenti in Italia, possono dare nel favorire il dialogo, la conoscenza reciproca, la convivenza e l’integrazione”. Presso il ministero dell’Interno era organizzata una consulta per l’Islam italiano», ha detto Riccardi nel corso di un’audizione al Comitato parlamentare Schengen. “Io – ha proseguito – vorrei chiedere alle autorità islamiche, ma anche alle autorità ortodosse, protestanti, sikh, induiste, ebraiche e buddiste di riunirsi in modo informale per studiare come preservare l’identità religiosa ed essere al tempo stesso agenti di integrazione”.

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Religiosità in foto

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 29 - 2012 ADD COMMENTS

“All’infuori di me. La folla e l’esperienza religiosa”: si intitola così la personale del fotografo romano Andrea Pacanowski che verrà inaugurata il 2 marzo prossimo al Museo di Roma in Trastevere. Si tratta di immagini scattate girando tra le “città sante” delle religioni monoteistiche, che raccontano la dimensione collettiva della religiosità’ nell’epoca globale e mediatizzata attraverso elaborati giochi di riflessi creati prima dello scatto fotografico. Un percorso di ricerca innovativo che analizza la folla e l’esperienza religiosa,promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale. Organizzazione 4busy , supporto organizzativo e servizi museali Ze’tema Progetto Cultura.

Quello di Pacanowski è un approccio artisticamente originale e creativamente ricco al tema della religione come fatto sociale e mediatico. Oggi i momenti di aggregazione religiosa non sono più solo un’esperienza limitata ai partecipanti, ma si fanno immagini, video, materiali destinati a essere scomposti e ricomposti nell’universo mediatico globale. Ma, rispetto a un lungo passato in cui la religione dominava lo spazio pubblico e definiva anche i tempi del lavoro e della festa, oggi si combatte una battaglia per la visibilità. L’uomo religioso deve lottare per affermare la specificità del messaggio di cui si fa portatore. In questa sfida, la qualità e il potere delle immagini, la maestosità delle cerimonie, l’aspetto dell’aggregazione delle masse, la festa collettiva sono delle risorse strategiche chiave che le grandi religioni monoteiste (in particolare il cristianesimo e l’islam) hanno a disposizione per marcare la loro capacità di differenziarsi dai nuovi culti.

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A Firenze si studiano religioni e società

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 9 - 2012 ADD COMMENTS

Verificare le trasformazioni delle religioni nell’era della globalizzazione sia sul piano della loro presenza geografica in rapporto al numero degli aderenti (ad esempio, secondo alcuni studi entro il 2050 i cristiani euroamericani saranno attorno al 27% del totale dei cristiani nel mondo), sia del modo di porsi e di abitare lo spazio pubblico, anche in conseguenza di queste trasformazioni: Questi gli obiettivi del Centro di Documentazione Digitale che nascerà a Spazio Reale, nella parrocchia di San Donninoa Firenze, guidata da don Giovanni Momigli.

A tal fine verrà raccolto e organizzato, per renderlo organicamente fruibile e comparabile, quanto c’é sul web in materia (libri, ricerche, documenti, opinioni, materiali e altri strumenti) al fine di esplorare l’evolversi dei processi interculturali e le trasformazioni nel rapporto fra le confessioni religiose e la società.

Particolare attenzione verrà posta all’accesso ai disabili: il Centro di Documentazione a cui ha accennato anche l’arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, auspicando “una fattiva collaborazione”, prevede l’attivazione di modalità interattive, supporti digitali ICT, hardware e software per rispondere alle esigenze di alcune tra le più frequenti disabilità, come la dislessia e vari disturbi dell’apprendimento.

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Colori del sacro a Padova

Posted by Moreno Migliorati On gennaio - 19 - 2012 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati

Conto alla rovescia per la sesta edizione della Rassegna internazionale di illustrazione I colori del sacro. Aria, che verrà inaugurata domani 20 gennaio alle ore 11, con un programma  in cui l’aria sarà appunto la protagonista. All’inaugurazione interverrà con il suo “respiro musicale” il trombettista Paolo Fresu che sarà una presenza costante per tutto il periodo dell’esposizione grazie alla sua musica presente in mostra che accompagnerà piccoli e grandi ad entrare in contatto con l’elemento aria così fondamentale ma invisibile, impalpabile, difficile da immaginare. È a questo elemento che “I colori del sacro”, Rassegna Internazionale di illustrazione, dedica la sua sesta edizione, a dipanare un progetto che, biennio dopo biennio, ha preso in esame tutte le declinazioni degli elementi che danno e assicurano la vita.

«Abbiamo voluto – annuncia il Direttore del museo Diocesano di Padova Andrea Nanteraccontare con i colori cos’è la voce del vento, il ritmo del respiro, il sollievo del soffio, la chiamata dello Spirito e, nella sua valenza più simbolica, la forza dell’ispirazione, la dolcezza della musica, la potenza della parola, del Verbo, nel tentativo di portare alla luce attraverso l’arte quel sacro che accomuna anche chi non crede». L’invito è stato raccolto da un centinaio di illustratori di mezzo mondo, cristiani, musulmani, ebrei, seguaci di culti orientali o indifferenti, firme famose e celebrate del mondo dell’illustrazione ma anche nuove, freschissime voci. La selezione, basata sulla qualità dell’opera e non certo sul credo dell’autore, ha consentito di individuare le espressioni di 90 artisti dei cinque continenti. Queste tavole originali saranno esposte dal 20 gennaio al 3 giugno 2012 nella mostra allestita sotto le medievali volte delle Gallerie del Palazzo Vescovile di Padova, Palazzo che ospita, al Piano Nobile, accanto alla magnifica Sala dei Vescovi, i tesori d’arte del Museo Diocesano.

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Italia “diversa”

Posted by Moreno Migliorati On gennaio - 11 - 2012 ADD COMMENTS

“L’Italia diversamente cattolica”: così monsignor Giancarlo Perego, direttore generale di Migrantes, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione della prossima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che la Chiesa celebrerà il prossimo 15 gennaio.
“L’immigrazione non solo sta cambiando il volto dell’Italia – ha detto Perego – ma sta cambiando anche il volto del cattolicesimo italiano e della Chiesa italiana, oltre che indicare strade nuove dell’ecumenismo e del dialogo religioso nel nostro Paese. Al 31 dicembre 2010 tra i 4.570.317 stranieri residenti in Italia vi erano 2.465.000 cristiani (53,9%), 1.505.000 musulmani (32,9%), 120.000 induisti (2,6%), 89.000 buddhisti (1,9%), 61.000 fedeli di altre religioni orientali (1,3%), 46.000 che fanno riferimento alle religioni tradizionali, per lo più dell’Africa (1,0%), 7.000 ebrei (0,1%) e 83.000 (1,8%) appartenenti ad altre religioni. 196.000 immigrati (4,3%) si dichiarano atei o non religiosi, in prevalenza provenienti dall’Europa e dall’Asia (dalla Cina in particolare). I numeri delle diverse confessioni cristiane sono così suddivisi: 1.405.000 ortodossi, 876.000 cattolici, 204.000 protestanti e 33.000 che fanno parte di altre comunità cristiane. Nel 2010, rispetto all’anno precedente, i cristiani sono aumentati di 4 punti percentuali, i musulmani dello 0,9% e i fedeli di religione orientale appena dello 0,4%”.
L’intera relazione di monsignor Perego, che ha toccato altri importanti punti relativi all’immigrazione nel nostro Paese, è disponibile qui in pdf.

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Dai cieli piove musica

Posted by Moreno Migliorati On dicembre - 7 - 2011 ADD COMMENTS

Al via la quindicesima edizione “La Musica dei Cieli – Voci e musiche nelle religioni del mondo”, promossa dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano (Servizio per la Pastorale Liturgica) e i numerosi Comuni che partecipano all’iniziativa. La rassegna inizierà il 12 dicembre e si concluderà il 21. I concerti saranno ad ingresso libero e proporranno repertori di musica popolare, jazz, etnica e sacra nelle chiese e basiliche dei Comuni della provincia di Milano.

“La Musica dei Cieli” si inserisce nel più ampio progetto della Provincia di Milano “MetroPòli”, che comprende nel periodo dell’Avvento anche la rassegna “Antichi Organi in Concerto”. La rassegna si propone la valorizzazione e la scoperta delle diverse espressioni religiose e delle culture del mondo. Grazie alla partecipazione sia di artisti di diverse religioni che di artisti laici che rielaborano il patrimonio religioso della propria cultura, questa rassegna riesce sempre a regalare grandi occasioni di condivisione e bellezza. Incoraggiata dal consenso della critica e dall’ampia partecipazione di pubblico, “La Musica Dei Cieli” rappresenta ormai indubbiamente un crocevia di linguaggi musicali, un veicolo di ricerca e tradizione, come lettura del sacro a partire dalla musica di oggi. Una rassegna che offre al pubblico la possibilità di incontrare musicisti di diversa formazione, provenienti da tutto il mondo. Una meravigliosa occasione di imparare e scoprire diversi modi di vivere la musica.

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Le religioni in Svizzera

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 28 - 2011 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati.

Una nuova pagina web per conoscere le diverse religioni in Svizzera: è l’iniziativa dell’Ufficio per il turismo svizzero, realizzata in collaborazione con le Commissioni ecclesiastiche e presentata dalla Conferenza episcopale svizzera. Nel sito dell’Ufficio per il turismo è infatti presente un link alla pagina www.religionslandschaft.ch (per ora solo in inglese e tedesco) in cui sono fornite informazioni dettagliate sulla Chiesa evangelica riformata e la Chiesa cattolica romana in Svizzera, sulle loro caratteristiche e i loro usi. Al progetto “Religionslandschaft Schweiz” (“Paesaggio religioso Svizzera”), avviato nel 2007 dalla Chiesa riformata e dalla Chiesa cattolica, possono partecipare anche altre Chiese e comunità religiose. “Il paesaggio religioso della Svizzera è altrettanto variegato quanto quello geografico”, ha affermato mons. Norbert Brunner, presidente della Conferenza episcopale, evidenziando che la nuova pagina web mostra “soprattutto la ricchezza dei beni culturali cristiani, la molteplicità dei luoghi di pellegrinaggio e le tradizioni della devozione popolare”.
L’iniziativa ha anche come obiettivo la ricerca di nuovi segmenti di mercato per il turismo elvetico: nel mirino vi sono in particolare i potenziali ospiti americani. Negli Usa la fede ha infatti un’importanza maggiore che ad esempio in Europa anche nel settore dei viaggi e del turismo, ha affermato Alex Hermann, direttore di Svizzera Turismo in Nordamerica.

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Amore, morte e miracoli al Tertio Millennio Film Fest

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 23 - 2011 ADD COMMENTS

È stata presentata a Roma la quindicesima edizione del Tertio Millennio Film Fest, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, presieduta da monsignor Dario E. Viganò, che propone ancora una volta il cinema quale momento di riflessione sui problemi e gli avvenimenti del mondo contemporaneo e motore per delle domande che nessuno può più permettersi di eludere.
Come ogni anno, tutte le opere del palinsesto ruotano intorno al tema centrale scelto che, per l’edizione 2011, è “Amore, morte, miracoli. Per una fenomenologia della società contemporanea”, perché il miracolo, la morte e l’amore sono cifre fondamentali del cinema. A volte nascoste tra le pieghe del visibile, apparenti, inesprimibili, ma proprio per ciò vicine alla natura magica del cinema.
Dario E. Viganò, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo nonché presidente e direttore artistico del Tertio Millennio Film Fest, dichiara: «Il Tertio Millennio Film Fest è per tradizione momento di riflessione sulla condizione dell’uomo nel mondo moderno, usando l’orizzonte cinematografico quale mezzo per ragionare e sviscerare i problemi e i disagi contemporanei, ma anche occasione per riflettere sull’ineffabile. Il titolo dell’edizione di quest’anno è “Amore, morte, miracoli. Per una fenomenologia della società contemporanea”, a sottolineare come l’uomo sia da sempre in bilico tra la vita, il razionalismo e misticismo. In questo mondo, in cui sembra esserci poco spazio per il miracolo, il cinema si trova ad assumere su di sé il compito di restituirne la potenza, lo stupore, il bagliore sacrale, senza ridurlo a un effetto scenico, una superfetazione visiva, un trucco tra i tanti».
I film saranno proiettati presso il Cinema Sala Trevi (vicolo del Puttarello, 25), sala della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dal 6 all’11 dicembre. Come di consueto, il Festival sara’ anticipato da un Convegno Internazionale (1-2 dicembre presso la Pontificia Universita’ Lateranense): “Film and Faith”, diviso in cinque sessioni,  che sara’ occasione per analizzare le implicazioni della fede e le sue narrazioni nel mondo contemporaneo, per sviscerare l’essenza del sacro nelle immagini cinematografiche. Un altro convegno, invece, collaterale al Festival, avra’ luogo dal 14 al 16 dicembre nella cornice dell’Abbazia Greca a Grottaferrata: “L’Anima nell’Arte. Prospettive ed approdi dell’era digitale”, organizzato dall’associazione Art Promotion con il Patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, del Ministero della Pubblica Istruzione, della Fondazione Ente dello Spettacolo, si rivolge a quanti, soprattutto nelle nuove generazioni, sentono profondamente l’urgenza della spiritualita’.

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Religion Today Film Festival: sono 65 le opere ammesse

Posted by Moreno Migliorati On settembre - 7 - 2011 ADD COMMENTS

A poco più di un mese dall’apertura della XIV edizione del Religion Today Film Festival, è possibile farsi un’idea delle opere ammesse in concorso. “I film ammessi  -affermano gli organizzatori- sono 65 fra documentari, cortometraggi e lungometraggi a soggetto sui temi delle religioni e della convivenza. L’elenco dei titoli con brevi sinossi è disponibile sul sito di Religion Today Filmfestival. Particolarmente vasto il panorama delle religioni rappresentate: Animismo, Buddismo, Cristianesimo cattolico, Cristianesimo ortodosso, Cristianesimo protestante, Ebraismo, Induismo e Islam, spesso in diretta relazione tra loro attraverso diverse opere che affrontano il tema del dialogo interreligioso. Le opere in concorso provengono da 26 Paesi di tutti i continenti, con apporti particolarmente numerosi da Italia, Iran, Francia, Israele, Germania e Stati Uniti. Si tratta di titoli che in molti casi verranno presentati al pubblico proprio in occasione di Religion Today Filmfestival con la partecipazione degli autori”.
Il Festival si svolgerà dal 14 al 26 ottobre a Trento e provincia, Roma, Milano, Bolzano, Bassano, Nomadelfia, con una anteprima di  Teggiano dell’8 ottobre. Titolo scelto per l’edizione di quest’anno è: “Povertà. Problema o occasione?”. Dalla varietà di atteggiamenti verso le cose materiali elaborati nel solco delle diverse tradizioni religiose ai temi dell’impegno etico contro le ingiustizie e la sperequazione sociale sullo sfondo delle incertezze generate dalla crisi economica in un mondo che predica l’individualismo e il successo ad ogni costo. In quanti modi si può descrivere la povertà? E come risponde il cinema a questa domanda?
Religion Today è il primo festival itinerante del cinema delle religioni, nato nel 1997 per contribuire alla diffusione del film religioso, promuovere una cultura del dialogo e della pace, creare un luogo di incontro per operatori di diverse culture e religioni, favorire una informazione corretta sulle grandi religioni.

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La libertà religiosa al centro della Summer School 2011 del Cespec

Posted by Moreno Migliorati On agosto - 12 - 2011 ADD COMMENTS

“Libertà religiosa e trasformazioni democratiche. Dalle ‘rivoluzioni’ nell’area mediterranea ai problemi globali”: questo l’interessante (e quanto mai attuale) argomento della Summer School 2011 organizzata in collaborazione tra il Centro studi sul pensiero contemporaneo (Cespec) il St. Mary’s College of Maryland in Alba e le sedi di Cuneo della Facoltà di Giurisprudenza e della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino.
Per agevolare la partecipazione al corso (che si terrà a Cuneo dal 20 al 24 settembre prossimo) il Cespec mette a disposizione alcune borse di studio la presentazione delle quali scadrà il prossimo 5 settembre.
“Grazie ai contributi dei finanziatori – spiega il presidente del Cespec, Sergio Carletto – i candidati che presentano domanda hanno la possibilità di usufruire di una borsa di studio per la partecipazione alla Summer School 2011, che approfondirà da un punto di vista pluridisciplinare il tema della libertà religiosa, in modo tale da far emergere problematicamente il legame tra tradizioni religiose e violenza, nonché le molteplici modalità politiche, sociali e culturali attraverso cui hanno preso piede le attuali trasformazioni democratiche o, al contrario, si sono consolidate forme differenti di intolleranza. L’evento cercherà, in particolare, di mettere a confronto le tradizioni religiose del mondo occidentale con quelle proprie dell’area arabo-mediterranea”.
Ad avere la possibilità di accedere alla borsa saranno studenti, laureati, dottorandi e ricercatori delle discipline coinvolte nella Summer School: filosofia, storia moderna e contemporanea, sociologia, scienze giuridiche, scienze politiche, scienze religiose e discipline affini.

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Durante le recenti vicende egiziane che portarono alla rimozione del presidente Mubarak, fece il giro del mondo una fotografia raffigurante alcuni cristiani stretti in circolo attorno ad un gruppo di musulmani in preghiera. Rendersi responsabili della reciproca sicurezza, in effetti, è una bella testimonianza di dialogo tra le religioni. E non solo a livello personale, ma anche dei rispettivi luoghi di culto, come dimostra un’esperienza proveniente dalla Bosnia Erzegovina di cui da notizia il periodico Città Nuova.

In seguito alla guerra del 1991 – 1995 fu infatti costituito un Consiglio interreligioso che si diede, tra l’altro, anche uno scopo ben specifico, come racconta Emir Kovačević, che ne è il segretario generale: la protezione dei luoghi sacri. “l progetto presenta molti vantaggi, – spiega Kovačević - porta a una condanna collettiva degli attacchi agli edifici sacri e alla solidarietà verso le vittime; incoraggia il dialogo interreligioso all’interno delle comunità locali; spinge la polizia e le altre autorità competenti a svolgere meglio il proprio lavoro; e infine permette di raccogliere dati e studiare le misure che potrebbero offrire una maggiore protezione ai luoghi di culto”.

Il progetto non si limita alla teoria, ma anche ricadute molto pratiche, spiega ancora il segretario generale, in quanto: “può portarci ad identificare la causa degli attacchi frequenti ai siti religiosi per essere in grado poi di preparare delle proposte specifiche per le istituzioni chiamate a risolvere questi problemi. Per esempio, se i presunti responsabili dell’azione vandalica provengono da una certa scuola, si può proporre un corso sulla tolleranza in quella scuola”.

Un progetto, quindi, che merita di essere conosciuto e valorizzato per essere importato (perché no) anche in altre aree del mondo in cui la testimonianza di un proficuo dialogo tra le religioni può essere di valido aiuto anche alla società civile.

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Ora di religione e ora delle religioni: se ne è discusso a Brescia

Posted by Moreno Migliorati On aprile - 11 - 2011 ADD COMMENTS

Ora “di” religione oppure ora “delle” religioni? Della questione (non da oggi al centro del dibattito) si è discusso lo scorso sabato 9 aprile in un affollato convegno svoltosi a Brescia ed organizzato da CEM Mondialità. Gli organizzatori hanno pensato l’evento partendo da una constatazione, e cioè che “il pluralismo religioso è lo scenario abituale della nostra vita quotidiana e sociale. Una condizione normale, per un paese europeo. La scuola italiana, però, per molti motivi, non riesce a prenderne atto, e a rispondervi con efficaci azioni educative. È evidente, infatti, che le nostre istituzioni educative non sono in grado di far fronte al crescente pluralismo religioso odierno: materia incandescente, certo, soprattutto in stagioni, come l’attuale, di identitarismi e di chiusure reciproche, assai più che di dialogo e di accoglienza”.

In estrema sintesi, i relatori si sono trovati d’accordo concordi nel ritenere non più adeguato ai tempi l’insegnamento della religione così come viene praticato nella scuola italiana. La proposta uscita è quella di un insegnamento che prenda in considerazione non solo la religione cattolica, ma anche le altre principali religioni che vengono praticate nel nostro Paese. Come riferiscono le cronache del convegno, <<le possibilità concrete di introduzione nell’orario della materia «cultura religiosa», lasciando ferma l’ora di religione attuale, sono tre, a detta della sociologa Carmelina Chiara Canta che già nel 1999 scrisse «L’ora debole» riferita alla cosiddetta alternativà scelta nell’obbligo da una media del 9%, con qualche punto in più solamente alle superiori. Il primo scenario divide in due l’alternativa: chi vuole fa altro come ora, in una visione agnostica, ma viene data anche la possibilità di studiare le principali confessioni. La seconda introduce nell’ora di cattolicesimo anche l’attenzione alle religioni mediterranee. La terza vi introduce solo la islamica che è la più diffusa fra i nostri immigrati. Non viene invece ritenuta applicabile per adesso la proposta Melandri di un’ora aggiuntiva di storia delle religioni>>.

Questioni complesse delle quali si tornerà sicuramente a parlare, ma intanto è un bene che su di esse si mantenga alta l’attenzione.

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“Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole [...]. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra”. Con questa citazione tratta dal libro biblico della Genesi, la Fondazione Intercultura presenta l’importante e denso convegno in programma da domani al 9 aprile a Milano ed intitolato appunto: “Ricomporre Babele: educare al Cosmopolitismo”.
Le domande alle quali i tre giorni di lavori tenteranno di dare una risposta, secondo gli stessi organizzatori, sono le seguenti: “Quali sono gli scenari probabili di una città mondiale? Quali le strutture politiche per governarla? Quale la prospettiva delle Nazioni Unite e il progetto di una “alleanza delle civiltà”? Quali le maggiori trasformazioni in atto? Quali i punti di vista delle regioni “periferiche” negli equilibri mondiali? Quali codici etici comuni in un mondo diviso da conflitti religiosi? Quale il ruolo di un pensiero scientifico condiviso da tutta l’umanità? Quale la possibilità di sopravvivenza delle diverse tradizioni quotidiane: alimentazione, abitudini, riti sociali? E di fronte a questi interrogativi: come si pone la scuola? nel mondo Occidentale, in Asia, nel quadro dell’UNESCO? come educare all’empatia, ai diritti umani, alla cittadinanza? come proporre atteggiamenti mentali che favoriscono la risoluzione dei conflitti? e infine il cosmopolitismo è veramente un obiettivo comune dell’umanità?”.
Ovviamente, visti gli argomenti, un ruolo di rilievo verrà dato alla funzione delle religioni in merito all’educazione al cosmopolitismo con alcuni workshop espressamente dedicati al tema. Guido Bosetti guiderà quindi quello chiamato “Religioni e laicità”, l’islamista Paolo e Branca si occuperà dal canto suo di “Islam e cosmopolitismo” e Thierry Gaudin guiderà quello intitolato “The future of religions”. Al titolo stesso del convegno sarà tra l’altro riservata un’attenzione speciale: il grande biblista Jean Louis Ska ne terrà infatti una  prolusione chiamata “Una città e una torre (Gn. 11,1-9)”. Ecco come lo stesso relatore anticipa i temi del suo discorso: “Cercherò di mostrare che il nostro racconto è, in realtà, una critica ironica di un sogno testimoniato in Mesopotamia, in particolare sotto l’impero neo-assiro: unire diversi popoli sotto l’egida di un potere, quello neo-assiro. Il racconto biblico di Genesi 11,1-9 critica questo sogno totalitario e imperialista, e afferma che non si può sopprimere la diversità di lingue e di culture senza danneggiare il disegno del creatore, vale a dire la natura stessa della creazione e dell’umanità”.
Ci sono tutte le premesse, quindi, per tre giorni di stimolanti discussioni, come del resto richiesto dagli stessi argomenti trattati.

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Un convegno che delizierà corpo e spirito quello in programma oggi e domani a Roma. “Cibo e Sacro, Culture a confronto”, questo il suo nome, è infatti una due giorni promossa dall’Università la Sapienza di Roma, in collaborazione con l’Accademia di Scienze umane e sociali e con l’Università Roma Tre, che vedrà confrontarsi 26 relatori, tra antropologi, sociologi, filosofi, teologi, registi, enologi e gastronomi.

Oggetto dei lavori sarà il rapporto tra cibo e sacro per esplorare l’universo del mangiare, mettendo in relazione culture e religioni diverse attraverso le esperienze maturate. Faranno da contorno al convegno alcune attività quali la degustazione di cibi e bevande, la rassegna cinematografica, la mostra di libri e workshops. Come affermato dagli organizzatori, “a  partire dai grandi monoteismi – Ebraismo, Cristianesimo e Islam – è riscontrabile una centralità del cibo come fattore impregnato di sacralità. Anche l’assenza di cibo può essere declinata come dimensione sacra: si pensi al digiuno nelle sue molteplici espressioni, insieme culturali e religiose. Sia nella sua forma liquida che nella sua forma solida, sia crudo o cotto, nella sua scarsità o nella sua abbondanza sono reperibili elementi che contengono e manifestano un’aura di sacralità. La stessa regolamentazione delle quantità e delle qualità differenziate da ingerire può rispondere a motivazioni che rimandano ad una prospettiva legata al sacro. Del resto lo stesso cibo ha una sua dinamica che ha molto a che vedere con il ciclo della vita, dunque ancora una volta con un’esperienza che non può non richiamare l’interrogativo sul significato dell’esistenza e, pertanto, sul valore del sacro”.

Il convegno vuole esplorare l’universo mondo del mangiare, mettendo a confronto culture e religioni diverse attraverso le esperienze maturate dagli studiosi di varie discipline: dalla prospettiva sociologica che si puo’ apprezzare nell’intervento sulle problematiche alimentari delle giovani coppie italo-marocchine, alla classicita’ della ‘tavola di Omero’; dalla analisi delle pratiche che trovano fondamento nei testi delle religioni abramitiche alla rassegna cinematografica di corti a tema ed estratti da film di genere (Il pranzo di Babette, Chocolat ecc) commentati da critici e registi.

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Un convegno e sei volumi per conoscere meglio le religioni mondiali

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 11 - 2011 ADD COMMENTS

Come presentazione dell’opera “Le grandi religioni” (di cui abbiamo parlato qui) Il Sole 24 Ore ha organizzato ieri nella sua sede milanese un interessante forum dal titolo: «Grandi religioni: il tempo del dialogo», cui sono intervenuti: Franco Giulio Brambilla, vescovo ausiliare di Milano per la cultura e l’ecumenismo, Giuseppe Laras, rabbino capo emerito della comunità di Milano, Paolo Ricca, pastore valdese, Khaled Fouad Allam, docente di Sociologia del mondo musulmano, Giuliano Boccali, professore di Indologia all’Università degli studi di Milano, e Giovanni Filoramo, professore di Storia del cristianesimo a Torino.

“Chi pensava che la modernità facesse eclissare le religioni si è sbagliato. La fine delle ideologie ha ridato centralità alla fede e alle filosofie religiose d’Oriente e d’Occidente. In questo ritorno, il fondamentalismo ha assunto un ruolo da protagonista. Quanto sta accadendo in Egitto non lo si capisce fino in fondo se non si affronta anche il capitolo dell’identità religiosa e non si studiano le diverse anime dell’Islam. Anche la partita Cina-Dalai Lama ha un forte risvolto religioso, così pure in Nigeria le aggressioni degli estremisti islamici nei confronti delle comunità cristiane hanno radici fondamentaliste tanto che Benedetto XVI ha parlato di una nuova stagione di martiri. Le religioni possano tornare a mediare nelle situazioni di conflitto ponendo le basi di un dialogo e di una convivenza pacifica? Che sia possibile lo mostra la storia delle religioni, come farlo è ora la grande sfida per tutti”.

Questa era la sfida degli organizzatori dell’evento e a leggere le cronache del convegno gli spunti di riflessione sono stati davvero molti. Sempre sul tema, si potrà leggere utilmente un articolo di presentazione del forum milanese scritto da Kaled Fouad Allam ed uno dell’antropologo Franco La Cecla (sempre molto attento a queste tematiche) che parla del tema del multiculturalismo.

(via SpiritualSeeds)

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Si  parla molto (e non da oggi) di declino del cristianesimo europeo ed occidentale in genere. Il nostro eurocentrismo ci fa però spesso dimenticare che questo non significa affatto declino del cristianesimo tout court, visto che quest’ultimo è in forte crescita in vaste aree del mondo, tra l’altro quelle a maggior incremento demografico. Chi queste cose le conosce bene è Philip Jenkins, storico delle religioni tra i più noti a livello mondiale ed autore di svariati studi al riguardo, alcuni dei quali tradotti anche in italiano.

Jenkins ha tenuto nei giorni scorsi una conferenza negli USA che sintetizza bene il suo pensiero: che, cioè, il cuore del cristianesimo si sta spostando sempre più velocemente dall’Europa all’Asia, all’America Latina e, soprattutto, all’Africa. Alcune cifre, fornite dallo stesso studioso, danno un’idea abbastanza precisa del fenomeno in atto. Nel 1900, in Europa e Nord America risiedeva l’85% del totale dei cristiani a livello mondiale. Nel 2050, a distanza quindi di appena 150 anni, quella percentuale scenderà al 25%. Considerando lo stesso lasso temporale, i cristiani africani sono aumentati in maniera impressionante: erano appena 10 milioni nel 1900, 363 milioni nel 2000 e Jenkins prospetta che saranno ben 500 milioni nel 2015 e addirittura un miliardo nel 2050, primo continente a raggiungere questa cifra. In pratica, un cristiano ogni tre sarà africano, senza contare coloro che si sono trasferiti in Europa e negli Stati Uniti.

Attualmente, ha aggiunto lo studioso, le tre regioni mondiali con il maggior numero di cristiani sono l’Europa, l’America Latina e l’Africa, mentre nel 2025 a contendersi il titolo saranno l’America Latina e l’Africa (visto che il trend negativo europeo non accennerà a diminuire) e nel 2050 non ci sarà partita: il continente nero sarà quello che potrà vantare il maggior numero di cristiani. Gli Stati Uniti continueranno ad essere un Paese a maggioranza cristiana, ma lo saranno soltanto a motivo della crescente immigrazione: entro il 2050 ben l’80%  dei cattolici americani sarà latinos.

Il cristianesimo, ha evidenziato ancora Jenkins, è nato in Asia e in Africa ed ha deciso di tornare a casa, al punto che non passerà molto tempo prima di vedere il primo Papa africano. Non resta che attendere per vedere se la storia gli darà ragione.

(via SpiritualSeeds.info)

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