Saturday, May 19, 2012

Salone del Libro

Posted by Moreno Migliorati On maggio - 10 - 2012 ADD COMMENTS

Prende il via oggi a Torino (per concludersi il 14 maggio) la XXV edizione del Salone internazionale del libro. Ben rappresentata anche l’editoria cattolica, in particolare, nello stand curato dall’Associazione Sant’Anselmo(Padiglione 2, Stand G10), con la collaborazione della Arcidiocesi di Torino, dell’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani, e del Consorzio Editoria Cattolica, dove saranno presenti libri selezionati fra tutti gli editori italiani e riviste italiane di teologia e cultura religiosa.

Il tema del Salone del Libro 2012, la rivoluzione digitale, per le sue ricadute sulla comunicazione e sui legami tra le persone, si intreccia con il tema della famiglia, che sarà oggetto pochi giorni dopo di un grande evento mondiale a Milano a cui parteciperà anche papa Benedetto XVI.

Questo aggancio è la proposta dello stand al Salone del Libro curato dall’Associazione Sant’Anselmo per il Progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana, sia nella selezione dei libri esposti nello stand, sia negli incontri che organizza.

Lo stand, oltre a presentare le ultime novità concernenti i temi dell’antropologia religiosa, della Bibbia, della teologia, della storia e dell’arte religiosa, dedica uno spazio ai testi che riguardano i cambiamenti personali e familiari dell’era digitale, e uno spazio alla produzione editoriale italiana sui temi della famiglia del lavoro e della festa. Allo stesso modo gli incontri, trattano del significato antropologico e di quello cristiano del matrimonio e della famiglia, anche con testimonianze e occasioni di dibattito con posizioni diverse.

(via SpiritualSeeds.info)

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A Ferrara la Festa del Libro Ebraico

Posted by Moreno Migliorati On aprile - 27 - 2012 ADD COMMENTS

Sarà Ferrara, la città di Giorgio Bassani, ad ospitare, da domani al primo maggio, la Festa del Libro Ebraico, giunta alla sua terza edizione. La festa ha l’intento di stimolare la curiosità e l’interesse degli spettatori, proseguendo e rafforzando il rapporto con il pubblico, attraverso una presenza vivace e attiva dell’Istituzione. Un momento di condivisione della cultura ebraica italiana, attraverso il racconto della storia di una minoranza che da sempre è legata da una relazione attiva e indissolubile con l’Italia e che continua ad animare la vita culturale, civile, sociale ed economica del nostro Paese.  A segnare l’inizio della manifestazione, all’uscita di Shabbat, il 28 aprile, dopo l’inaugurazione ufficiale con il saluto delle autorità alle 21.30 in Sala Estense, sarà la seconda Notte Bianca Ebraica d’Italia intitolata, non a caso, “E fu sera … e fu mattina …”, dai passi della Genesi in cui tutto ha origine.

A tutti coloro che dal 28 aprile al 1 maggio si recheranno a Ferrara saranno offerte anche molte occasioni speciali: il piacere di dialogare al Chiostro di S. Paolo con importanti autori di opere e testimonianza ebraica; l’opportunità di assaggiare specialità della ricca cucina ebraica; la possibilità di farsi guidare in bicicletta alla scoperta della Ferrara Bassaniana. Gli eventi condurranno gli spettatori all’interno di un mondo, quello della Festa del Libro Ebraico in Italia, che non vuole essere una semplice vetrina, ma un’occasione per trasmettere l’idea, il concetto che il MEIS (ente promotore dell’evento) è, fin dai suoi primi passi, un museo di tutti e per tutti, capace di favorire, con dinamismo e vivacità, la conoscenza della cultura dell’ebraismo italiano.

L’elenco completo degli eventi della Festa è disponibile sul sito della manifestazione.

(via SpiritualSeeds.info)

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Al via sabato prossimo il Festival Internazionale di Letteratura Ebraica

Posted by Moreno Migliorati On settembre - 12 - 2011 1 COMMENT

Sarà la Notte della Cabbalà ad inaugurare, sabato 17 settembre, al Ghetto di Roma, la quarta edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica, che si svolgerà  dal 17 al 21 settembre. Ospite d’eccezione della rassegna e della serata del 17, lo scrittore israeliano A.B. Yehoshua, che – alle 21 al Tempio di Adriano, intervistato dal direttore di Radio 3 Marino Sinibaldi – guiderà gli spettatori in un viaggio alla scoperta della letteratura ebraica. L’attore Massimo Ghini leggerà una selezione di brani. Si tratta dell’unico appuntamento fuori dal Ghetto: tutti gli altri eventi in programma si svolgeranno infatti nella zona tra lungotevere De’ Cenci e via del portico D’Ottavia e tra via Arenula e il Teatro di Marcello.

La serata di sabato 17 darà appunto il via alla quarta edizione del Festival di Letteratura Ebraica, che si concretizza, come affermano gli organizzatori, in “un percorso culturale metalinguistico, tra modernità e memoria, un viaggio nella letteratura ebraica che prende le mosse dal Talmud, fino agli scrittori israeliani e internazionali per arrivare alla storia, l’arte figurativa, il teatro e la musica”.

L’idea di dare vita al Festival nasce dalla volontà di aprire una finestra sul mondo della cultura ebraica: non un semplice evento culturale legato al mondo dei libri, ma un progetto di ampia portata in grado di esprimere la creatività, le emozioni e la capacità narrativa del popolo ebraico, un ponte di conoscenza tra questo mondo e la città di Roma, sede di un’antichissima comunità ebraica.

La chiusura del Festival, mercoledì 21 settembre, è affidata al vincitore del Man Booker Prize 2010 Howard Jacobson, scrittore, romanziere e umorista britannico, e al grande jazzista Daniel Zamir, tra i musicisti e compositori più importanti di Israele.

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Don Tonino Bello: i poeti lo ricordano con un volume

Posted by Moreno Migliorati On agosto - 22 - 2011 1 COMMENT

“Chi sa che qualcuno, complice la poesia, non venga più facilmente indotto a cambiare genere di vita.” Così si espresse un giorno don Tonino Bello, l’indimenticato vescovo di Molfetta di cui ricorrono quest’anno i diciotto anni dalla morte ed il cui ricordo non accenna a spegnersi. Come dimostra, tra l’altro, l’ultima iniziativa a lui dedicata: un volumetto intitolato “La versione di Giuseppe. Poeti per don Tonino Bello”, edito dalle Edizioni Accademia di Terra d’Otranto ed in uscita nei prossimi giorni.
La pubblicazione, ispirata a “La carezza di Dio – Lettera a Giuseppe” dello stesso don Tonino ed edita nel 1987, contiene testi di svariati poeti e sarà oggetto di un reading che si svolgerà il prossimo 31 agosto ad Alessano nell’ambito del festival Il Montesardo.
Come scrivono gli autori del volume nell’introduzione al volume, “ciò che emerge dalle riflessioni di don Tonino assume ancora più rilevanza ai nostri giorni, fino al punto da apparire profetico: “Il corpo, poi, degradato a merce di scambio, è divenuto spazio pubblicitario e manichino per prodotti di consumo! L’eros mercantile corrode alla radice i rapporti interumani, sgretola la comunione, frantuma l’intimità, irride la famiglia, commercializza la donna. E con i postulati di marketing degli spot televisivi, spersonalizza irrimediabilmente la sessualità, riducendola ad una variabile della cupidigia di potere.” (ibid, pag. 17). “Si muore per anemia cronica di gioia. Si moltiplicano le feste, ma manca la festa. E le letizie diventano sbornie, gli incontri, frastuoni; e i rapporti umani, orge da lupanari” (ibid, pag. 29).
Un’ottima occasione per approfondire la figura di don Tonino per chi si è già accostato ad essa, dunque, ed un’altrettanto ottima occasione per accostarvisi per la prima volta.

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Prende il via oggi a Torino il XXIV Salone Internazionale del Libro. Alcuni mesi orsono, vi furono polemiche a motivo di alcune scelte aventi per oggetto le case editrici più importanti che sarebbero state inserite in una mostra allestita in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia. Nella polemica intervenne direttamente l’Osservatore Romano, il quale accusò i responsabili dell’evento torinese di pregiudizio anticattolico e di amnesia culturale per non aver considerato adeguatamente il ruolo svolto in proposito dall’editoria cattolica.

La polemica poi rientrò, ma la medesima non deve essere restata estranea alla decisione della Uelci (Unione editori e librai cattolici italiani) di organizzare una mostra, che verrà inaugurata oggi, e il cui stesso titolo ne svela il significato: “1861-2011. L’Italia dei libri. Il fenomeno dell’editoria cattolica”. Alla medesima, sono stati invitati i sette editori più rappresentativi dell’editoria cattolica in Italia: Ave, Città Nuova, Edizioni Dehoniane Bologna, Jaca Book, Paoline, Sei, Vita e Pensiero. Come spiega Giorgio Raggi, che della Uelci è presidente,  l’occasione è stata voluta per “sfruttare l’opportunità della mostra per contrastare ‘laicamente’ una rappresentazione che descrive l’editoria cattolica chiusa entro gli steccati delle sole catechesi e liturgia, sostanzialmente estranea all’evoluzione della storia unitaria”.

Il criterio scelto, spiega ancora il presidente dell’Uelci, “ha privilegiato l’importanza dell’editore in termini di peso culturale e poi in termini di dimensione aziendale”. In parallelo, inoltre, è stata valutata “l’influenza avuta dal singolo libro e/o autore nel dibattito culturale, nella formazione delle nuove generazioni, tra la classe dirigente, nella società”. Tutto ciò, puntualizza Raccis, sotto diversi aspetti: “all’interno della Chiesa, in termini di diffusione, in quanto rappresentazione e testimonianza dei nodi, degli eventi, dei personaggi più rilevanti dello sviluppo unitario italiano”.

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A Ferrara la seconda edizione delle Festa del Libro Ebraico in Italia

Posted by Moreno Migliorati On maggio - 6 - 2011 1 COMMENT

Da domani fino al 9 maggio Ferrara ospiterà la seconda edizione della Festa del Libro Ebraico in Italia. Il centro storico della città sarà lo scenario di numerose iniziative ed itinerari, convegni, proposte culturali, mostre, momenti musicali e visite guidate ai principali monumenti della presenza ebraica a Ferrara e ai luoghi che ripercorrono la vita e i romanzi di Giorgio Bassani. Architettura, partecipazione ebraica alla storia del paese, fascismo, inquisizione, filosofia e testimonianza ebraica, sono alcuni dei temi che saranno affrontati, in cui il libro è l’elemento cardine tra i numerosi eventi in programma.

Come già nella prima edizione, anche quest’anno, la Festa dedicherà ampio spazio a dibattiti e incontri con gli autori: si discuterà di ebrei e fascismo, ma anche dei processi del Sant’Uffizio di Venezia contro gli ebrei; della cacciata degli ebrei dall’Egitto di Nasser; di storia e memoria ebraica secondo il filosofo Yoseph Yerushalmi e di “conservazione dell’avvenire”, secondo la definizione l’architetto del Museo della Shoah di Roma, Luca Zevi. La novità di questa Festa sarà l’inaugurazione con la Prima Notte Bianca Ebraica d’Italia: una non-stop di appuntamenti che dalle 21.00 proseguirà fino a notte inoltrata. L’obiettivo di questa iniziativa  è quella di avvicinare e far conoscere l’ebraismo e il suo patrimonio attraverso chiavi di lettura diverse da quelle normalmente proposte dai media.

Un tema poi che non poteva mancare è quello dell’Unità d’Italia e della partecipazione ebraica al processo di unificazione. Dalla mostra a cura di Silvia Villani, Ebrei & Risorgimento, che presenta “gli snodi epocali del percorso di emancipazione e integrazione sociale degli ebrei nel nuovo Stato unitario”, alle Letture animate di poesie, diari, e lettere private di Ebrei Risorgimentali.

Da autentico evento 2.0 è possibile sapere di più sulla manifestazione ferrarese non solo visitando il sito, ma anche seguendo il canale youtube, il profilo su twitter, il blog, o iscrivendosi al feed delle attività. O ancora, far sapere che si parteciperà alla festa tramite l’evento creato ad hoc su Facebook. Radio Shalom inoltre provvederà a una diretta dell’evento domenica pomeriggio.

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Un convegno e sei volumi per conoscere meglio le religioni mondiali

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 11 - 2011 ADD COMMENTS

Come presentazione dell’opera “Le grandi religioni” (di cui abbiamo parlato qui) Il Sole 24 Ore ha organizzato ieri nella sua sede milanese un interessante forum dal titolo: «Grandi religioni: il tempo del dialogo», cui sono intervenuti: Franco Giulio Brambilla, vescovo ausiliare di Milano per la cultura e l’ecumenismo, Giuseppe Laras, rabbino capo emerito della comunità di Milano, Paolo Ricca, pastore valdese, Khaled Fouad Allam, docente di Sociologia del mondo musulmano, Giuliano Boccali, professore di Indologia all’Università degli studi di Milano, e Giovanni Filoramo, professore di Storia del cristianesimo a Torino.

“Chi pensava che la modernità facesse eclissare le religioni si è sbagliato. La fine delle ideologie ha ridato centralità alla fede e alle filosofie religiose d’Oriente e d’Occidente. In questo ritorno, il fondamentalismo ha assunto un ruolo da protagonista. Quanto sta accadendo in Egitto non lo si capisce fino in fondo se non si affronta anche il capitolo dell’identità religiosa e non si studiano le diverse anime dell’Islam. Anche la partita Cina-Dalai Lama ha un forte risvolto religioso, così pure in Nigeria le aggressioni degli estremisti islamici nei confronti delle comunità cristiane hanno radici fondamentaliste tanto che Benedetto XVI ha parlato di una nuova stagione di martiri. Le religioni possano tornare a mediare nelle situazioni di conflitto ponendo le basi di un dialogo e di una convivenza pacifica? Che sia possibile lo mostra la storia delle religioni, come farlo è ora la grande sfida per tutti”.

Questa era la sfida degli organizzatori dell’evento e a leggere le cronache del convegno gli spunti di riflessione sono stati davvero molti. Sempre sul tema, si potrà leggere utilmente un articolo di presentazione del forum milanese scritto da Kaled Fouad Allam ed uno dell’antropologo Franco La Cecla (sempre molto attento a queste tematiche) che parla del tema del multiculturalismo.

(via SpiritualSeeds)

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Nonostante il dialogo interreligioso non viva uno dei suoi momenti migliori, quello presente è invece un periodo abbastanza fecondo nel settore editoriale per quanto riguarda i testi delle grandi religioni. Due notizie stanno a confermarlo
Lo scorso mercoledì, infatti, al termine della consueta udienza generale, Maurizio Costa, Vice Presidente e Amministratore Delegato di Mondadori, e Pietro Citati, Direttore della Fondazione Valla, hanno presentato a Papa Benedetto XVI una copia de Il Corano nella nuova edizione della Collana Islamica. “Le traduzioni italiane erano poche e cattive: i commenti non erano migliori”, ha sottolineato Pietro Citati. “A partire da ora gli italiani potranno dunque leggere il Corano abbandonandosi a quell’onda solenne e tumultuosa. Credo che le sorprese saranno tantissime”.
Il testo, curato da Alberto Ventura, è pubblicato in una nuova traduzione di Ida Zilio-Grandi, docente di Lingua e letteratura araba all’Università di Venezia. L’opera è stata curata con l’obiettivo di rendere il Corano chiaro e comprensibile, in un italiano moderno e privo di arcaismi utilizzati generalmente nella traduzione di testi religiosi antichi.
Il commento, il più ricco e completo mai scritto in lingua occidentale, è stato ideato da un gruppo internazionale di studiosi – la stessa Zilio-Grandi, Mohammad Ali Amir-Moezzi, Mohyiddin Yahia e Alberto Ventura – per spiegare le molte difficoltà e ambiguità del testo, in modo da illuminare il lettore sui significati di ogni singolo versetto, sulle possibili differenze di interpretazione e sulle storie alle quali spesso si accenna senza i necessari dettagli.
L’altro progetto degno di nota riguarda invece il Talmud (testo sacro tra i più importanti dell’ebraismo) che per la prima volta verrà tradotto anche in italiano. È quanto prevede un protocollo d’intesa che verrà sottoscritto proprio oggi a Palazzo Chigi tra il Governo e l’Unione delle comunità ebraiche italiane. Il progetto consiste nella traduzione dall’aramaico in italiano dell’antico testo, la più importante opera della cultura ebraica e uno dei pilastri dell’ebraismo. Il lavoro si svolgerà nell’arco di cinque anni e verrà svolto in collaborazione tra le comunità ebraiche, il Collegio rabbinico italiano ed il Consiglio nazionale delle ricerche.

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Nasce Eliber, prima piattaforma italiana di e-book cattolici

Posted by Moreno Migliorati On dicembre - 13 - 2010 1 COMMENT

Grandi movimenti nel settore degli e-book, che spera in un consistente balzo in avanti in occasione delle prossime feste natalizie. L’editoria cattolica non sta a guardare ed ecco nascere Eliber, la prima piattaforma web cattolica per la distribuzione e vendita di e-book, realizzata dal «Messaggero di sant’Antonio» in partnership con LibreriadelSanto.it e Messaggero Distribuzione.
Dal15 dicembre, su LibreriadelSanto.it (la prima e più grande libreria cattolica online, nata nel giugno 2007) sarà possibile acquistare i primi e-book di editori cattolici. Al lancio partecipano, con titoli scelti, Edizioni Messaggero Padova, Libreria Editrice Vaticana, Elledici, Città Nuova, Edizioni Paoline, Cantagalli, Queriniana e Marcianum Press. Ogni libro sarà disponibile per l’acquisto e l’immediato download in due formati: ePub e pdf. Si pagherà, però, una sola volta, a differenza di altri e-store presso i quali occorre pagare per ogni formato. I file, naturalmente, resteranno a disposizione dell’utente-acquirente nella sua area riservata su LibreriadelSanto.it, senza limiti di tempo. Da qui egli potrà farne nuovamente il download ogni volta che lo desidera.
La scelta del doppio formato scaricabile nasce dall’attenzione per teologi, filosofi, letterati, storici, ricercatori, docenti e uomini di studio in genere, che, oltre alla comodità di poter leggere in mobilità su device e-reader, hanno l’esigenza di un testo di riferimento paginato, del tutto fedele alla pubblicazione cartacea, anche per poter citare correttamente l’originale.
In occasione del lancio vengono offerti gratis i primi 100 download dei seguenti titoli delle Edizioni Messaggero Padova: Scritti cattolici. Appunti di un cronista cristiano di Aldo Maria Valli; Nuovi vizi. Italiani allo specchio di Ugo Sartorio; Penultime notizie circa Ieshu/Gesù di Erri De Luca; Dialoghi nel Cortile dei Gentili. Dove laici e cattolici si incontrano di Lorenzo Fazzini; Noi e l’islam. Vent’anni dopo di Paolo Branca
L’iniziativa non è rivolta soltanto al libro. Eliber, infatti, fin dal suo avvio ha voluto includere nel proprio progetto anche la realtà editoriale delle riviste teologiche e di attualità religiosa – in Italia sono assai numerose e con contenuti di estremo interesse –, che hanno purtroppo una circolazione molto limitata. Per ora sono acquistabili «Credere Oggi», «Rivista Liturgica» e«Parole di Vita», sia in formato pdf che ePub: l’intero fascicolo o uno o più articoli al suo interno.

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Il tempo breve

Posted by michelangelo On settembre - 19 - 2010 ADD COMMENTS

di Michelangelo Nasca

Ho terminato da qualche ora – colmo di entusiasmo – la lettura de Il tempo breve (Garzanti 2010) un libro di Marco Niada, giornalista e firma storica del quotidiano “Il Sole 24 Ore”. Titolo e sottotitolo – Il tempo breve. Nell’era della frenesia: la fine della memoria e la morte dell’attenzione. – rivelano subito i contenuti essenziali che l’Autore è riuscito a descrivere tra le pagine del suo libro.

L’analisi operata da Niada prende le mosse dall’eccessiva attenzione che l’uomo moderno rivolge agli strumenti della tecnologia moderna: ‘La gente non è più in grado di staccare e pare in preda a un incantesimo: continua a parlare al telefono o a scrivere email mentre consuma questo simil-pasto per guadagnare tempo su altro tempo. A tutti noi capita d’altronde sempre più spesso di stare al telefono mentre camminiamo, di parlare al cellulare con qualcuno e contemporaneamente anche con chi abbiamo davanti se non dietro di noi, e ciò mentre svolgiamo altre funzioni. Interrompere una conversazione per rispondere al telefonino, parlare in videoconferenza con varie persone contemporaneamente per accelerare le decisioni, camminare con lo sguardo immerso nel Blackberry, rispondendo in un frenetico pingpong alle email che si accumulano inesorabili (con il rischio di finire sotto una macchina quando attraversiamo gli incroci) stanno purtroppo diventando abitudini’ (p. 19).

La velocità, per l’uomo del terzo millennio, è ormai diventata un elemento importantissimo il motore principale di ogni sua attività. Nell’ambito lavorativo, per esempio, il tempo deve scorrere a ritmi rigorosamente veloci; bisogna fare in fretta e utilizzare ogni frazione di tempo nel modo migliore ed economicamente più efficace! Si raggiungono così gli incredibili paradossi che Niada descrive bene nel suo libro: ‘Gli impiegati per non essere distratti o interrotti dalla propria attività – che si svolge in silenzio davanti allo schermo di un computer o bisbigliando a un telefono –, ormai non si alzano nemmeno più dal posto per parlare con un collega: comunicano per email anche con chi è seduto alla scrivania di fianco, magari per fissare una riunione per l’ora successiva nello stesso ufficio’ (p. 23).

Anche il mestiere del giornalista – osserva Niada – è diventato oggi faticoso ed usurante, proprio per quel particolare modo di rincorrere il tempo. ‘I giornalisti somigliano sempre più alle oche del Campidoglio che starnazzano a destra e a manca a ogni stormir di fronda. Il giornalista opera peraltro in spazi aperti e affollati per comunicare più rapidamente possibile con i colleghi in redazione e per seguire, con un occhio alla tv e uno al computer, il dipanarsi delle notizie. […] I giornalisti e i collaboratore di quotidiani hanno l’ordine tassativo di scrivere storie sempre più brevi, annegate in un mare di foto a colori e piccoli box riassuntivi, lunghi come una didascalia, tanto da fare esclamare a un mio arguto ex collega del «Sole 24 Ore» che «produciamo ormai giornali sushi», dove i pezzetti colorati di pesce (le notizie) galleggiano come tante isole in un mare di pubblicità e fotografie’ (pp. 113.122).

Il libro – lo dichiara in apertura Niada stesso – è stato concepito nel monastero benedettino di Ampleforth, nello Yorkshire, (la più grande abbazia benedettina della Gran Bretagna) dove l’Autore si era recato per trascorrere un periodo di riflessione. E’ attraverso questa esperienza di tranquillità interiore che Niada si rende conto della grande potenzialità del tempo e scopre (tra le pareti di un monastero, là dove il tempo per qualcuno sembra perduto!) dei ritmi diversi rispetto alla frenesia del mondo. ‘Gran parte del senso che diamo alla vita dipende dal rapporto che abbiamo con il tempo’, scrive nell’Introduzione Niada. Poi conclude: ‘Non solo l’eccesso di impegni non ci permette più di mantenere un reale controllo del tempo, come facevano i monaci con lo scopo di avvicinarsi a Dio, ma sempre più la catena infernale di impegni e scadenze inizia a farci perdere il controllo di noi stessi, la nostra capacità di osservare e di creare, confondendo continuamente ciò che è urgente con ciò che è importante’ (pp. 10.11).

Il rischio dell’uomo moderno è quello di lasciar sincronizzare cuore ed intelligenza ai dettami esasperanti del mondo. ‘La società delle opportunità ha creato più una società «do it yourself» (fai da te, ndr) di egoisti, ha prodotto una nuova specie umana, imbozzolata in uno stile di vita dettato da celebrità e case di moda, in un gioco di specchi propinato da un’informazione ciarliera e onnipresente. Sta educando una gioventù sorda e autistica, il cui modo di essere è esemplificato dall’inseparabile auricolare del lettore mp3 o dell’iPod, un diaframma foderato di piombo per estraniarsi dal resto del mondo e vivere in un tunnel di vita «on demand» (su richiesta, ndr), in cui l’individuo ancora adolescente decide che cosa è buono per la propria edificazione, mentre le famiglie lasciano fare e interagiscono sempre meno con i figli che si alienano in mille universi paralleli’ (p. 157).

Il tempo breve, è un libro che merita di essere letto e nelle cui pagine il lettore rintraccerà tanti motivi per iniziare a riflettere seriamente sull’importanza del proprio tempo a disposizione. Gustave Flaubert affermava: ‘L’avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene… il presente ci sfugge’.

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A Torino ha preso il via la ventitreesima edizione del Salone del Libro, uno dei maggiori eventi nel settore in Europa, e all’appuntamento sarà presente come ovvio anche l’editoria religiosa per presentare le sue ultime novità. Paese ospite di quest’anno della kermesse torinese è l’India e anche il tema è particolarmente stimolante: “La memoria, svelata”. Proprio al Paese asiatico è dedicato un appuntamento che si tiene oggi: “L’India della spiritualità. Le idee filosofiche e religiose che hanno appassionato l’Occidente”, mentre alla memoria sarà dedicata una lectio magistralis sulle religioni del ricordo («Fate questo in memoria di me») tenuta dal noto biblista e presidente del Pontificio consiglio della cultura Gianfranco Ravasi.

Da segnalare anche l’incontro “Educazione e libertà. Gli adulti di fronte alla sfida educativa”, organizzato da Effatà Editrice, in collaborazione con l’Associazione Sant’Anselmo ed il Servizio  per il Progetto Culturale della Cei e la presentazione del romanzo di Fabio Brescia “Tienimi per mano”, edito dalla Luciano editore Napoli, con un dibattito a più voci sulla genitorialità omosessuale. Sarà l’occasione per ascoltare tre diversi approcci al tema in cui però l’essere cattolici è uno degli elementi che unisce ma anche uno degli ostacoli da affrontare su questo tema. Interverranno, infatti, Valter Danna, preside della Facoltà Teologica di Torino, incaricato dalla Diocesi di Torino del dialogo tra chiesa e i gruppi omosessuali cristiani torinesi, e autore del libro fede ed omosessualità; Franco Caldera, membro del gruppo di lavoro per la stesura del libro fede ed omosessualità; Antonio De Chiara, portavoce del gruppo di persone omosessuali cristiane Ponti Sospesi di Napoli.

Non solo editoria cattolica, comunque: il Salone di quest’anno sarà infatti anche l’occasione per presentare il libro ‘Il Misericordioso’ di Yahya Pallavicini, presidente della Coreis, il quale ha affermato che “Presentare ‘Il Misericordioso’ in un contesto interreligioso rappresenta un’occasione significativa di conoscenza reciproca e dialogo nella sacralità tra cristiani e musulmani”. Anche gli evangelici italiani sono presenti a Torino con le loro editrici La Casa della Bibbia e Claudiana a presentare le loro ultime novità.

(via SpiritualSeeds)

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Il giornalismo, la democrazia, la legalità.

Posted by Sergio Scacchia On maggio - 3 - 2010 ADD COMMENTS

di Sergio Scacchia

In provincia di Teramo in Abruzzo, i comuni costieri di Roseto, Giulianova, Pineto, in collaborazione con Società Civile Onlus e l’associazione culturale “Enzo Biagi” organizzano dal giorno 6 al 15 maggio 2010 la prima edizione del Premio Nazionale “Giuseppe Fava” per il giornalismo, la democrazia e la legalità.
Il Premio ha ottenuto l’Alto Patronato e la Targa speciale del Presidente della Repubblica e i Patrocini della F.N.S.I., Ordine dei giornalisti e Co.re.com. Il comitato organizzativo è presieduto dal giornalista Sandro Ruotolo. Garanti del Premio, saranno i giornalisti Maurizio De Luca e Lirio Abbate, il Presidente della Onlus “Ammazzateci tutti” Aldo Pecora. L’organizzazione è affidata all’Associazione Società Civile Abruzzo.
Il Premio si articolerà in dieci giornate che daranno la possibilità a studenti e cittadini di ascoltare le testimonianze di alcuni dei principali nomi del giornalismo italiano e testimoni del mondo della legalità e avrà come obiettivo quello di accendere e suscitare nei giovani, attraverso incontri con personalità di rilievo, dibattiti con testimoni del nostro tempo, libri, immagini e spettacoli di denuncia, quell’interesse critico e quella curiosità che ha sempre contraddistinto il lavoro di quegli “eroi in borghese”, punto di riferimento di una società che ha, come non mai, bisogno di legalità.
Il Premio è stato concepito per divenire un evento permanente e vitale, capace di preservare l’eredità umana e l’idealità sociale e civile delle personalità più nitide della cultura italiana del nostro secolo, che si sono sempre battute per un giornalismo libero e foriero di verità, in difesa dei valori costituzionali, della democrazia e della legalità nel nostro Paese. Un richiamo volutamente rivolto anche alle Istituzioni per sollecitare quel senso di responsabilità per la cultura e la memoria, per la libertà e la democrazia, per la tutela dei valori e delle tradizioni del miglior giornalismo italiano, ovvero di quei principi che soggiacciono alla società umana, e che sono accomunati da un senso di “urgenza collettiva”. Il giornalismo, infatti, non dovrebbe mai allontanarsi dalla società cui si riferisce: il suo senso di responsabilità muove senz’altro dalla parte più lodevole del nostro passato e passa proprio per la sua presenza e la sua capacità di evocare una parte del futuro di questa nostra Italia.
Il Premio vuole essere anche un omaggio a quanti svolgono la propria professione da uomini liberi, con indipendenza, coraggio e libertà; con impegno e senso etico non comuni; con animo sereno, spirito di verità e di umanità; di chi vuol rendere un importante servizio al cittadino e al Paese.
Per aumentare il grado di consapevolezza e stimolare il dibattito sui temi della libertà di informazione, la democrazia e la legalità, i riconoscimenti saranno assegnati ogni anno a quanti si sono particolarmente distinti per impegno professionale, sociale e umano, vero, fatto con coraggio, scrupolo e dignità. Premio per la democrazia e la legalità vuol essere anche un momento di denuncia di quanti svolgono il ruolo di giornalista nelle periferie dell’informazione, mentendo, vendendo l’anima e strisciando per non inciampare.
La manifestazione mira, anche, a essere un palcoscenico importante per discutere e riflettere sullo stato dell’informazione, gli effetti collaterali del giornalismo televisivo e la libertà di stampa.
Il tutto per arrivare a capire, di più e meglio, la complessità degli eventi e dei mondi che ci circondano e per sostenere la necessità di un’informazione intelligente, capace di guardare in profondità e riflettere sugli eventi, svelando e raccontando sempre, ogni possibile verità.
Tutto il programma dei dieci giorni del Premio “Giuseppe Fava” sul sito http://societa-civile.blogspot.com/

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Strategie di Comunicazione: nel Web 2.0

Posted by marilena marino On aprile - 21 - 2010 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

NOTE DELL’AUTRICE: Quando la scrittura raggiunge il suo effetto di “incarnazione”, ossia rendere carne ciò che si scrive, allora lo scopo di ricreare l’umanità sortisce il suo effetto; ma affinché questo “nobile” intento riesca, è necessario che chi scrive viva possibilmente in prima persona ciò che racconta, perché chi legga, possa cogliere nelle più nascoste sfumature dell’inchiostro il pathos dell’animo. Qunad’è che la parola commuove? Quand’è che poche frasi di un testo, di una canzone o di un racconto qualsiasi ci “prendano” l’anima? Qunado un messaggio stampato su semplice carta ha il potere di prendere quasi forma umana e accompagnare chi legge nella visione del testo, emozionandolo a tal punto da coinvolgerlo emotivamente? Il vissuto profondo dell’autore svolge una parte essenziale in questo ruolo, una missione quasi divina con aspetti anche mistagogici, e quanto più egli trasuderà nella stampa la propria vita, tanto più eccezionale sarà “la creazione” che ne verrà fuori e potrà addirittura essere contento di aver operato meraviglie nel vissuto di tante persone. Cooperare alla realizzazione di un mondo migliore è una speciale virtù, quasi un miracolo e una vera “missione” che accompagnerà i giorni e le notti di molta gente che ha sete di parole vere. Se chi scrive avrà vissuto veramente in prima persona tutto ciò potrà diventare lui stesso un vero testimone e un “operatore di giustizia”: da autore a “Uomo nuovo delle Beatitudini”. Nella nostra società forse non basta più scrivere solo in modo giornalistico e dettagliato l’informazione, anche se c’è per tutti il necessario bisogno di aggiornamento di notizia; c’è già il mondo multimediale e tecnologico che arriva direttamente nelle nostre case a tutte le ore, in tempo reale e con le più alte sofisticazioni. A maggior ragione abbiamo bisogno di vivere “dentro” la notizia, riapproprarci del contenuto, quasi che chi usa l’inchiostro o i caratteri diventi un vero “profeta” della comunicazione, capace di “convertire” anche l’uso della scrittura. Incarnare ciò che si scrive, con profonda sapienza e spirito critico sugli avvenimenti, può diventare un affascinante compito e se si riesce ad avvolgere il messaggio di un testo nel linguaggio della penna, eccezionalmente la Comunicazone farà un passo in più rispetto alla pura forma intelleggibile, precedendo, seguendo e prevedendo la storia umana. Essere profeti dei nostri tempi, interpretare le motivazioni più profonde dell’uomo e saperle raccontare fa nascere sensibilmente una cultura contemporanea più civile e illuminante. Non più lettera morta, quindi, ma viva, appassionata, qualcosa di incisivo che segua soprattutto una scala di forti valori. Lo scopo della nostra agenzia “Talitacum”, da poco nata come creativi cristiani della comunicazione, si avvalora proprio di questo: rendere attuali e incarnate nella storia le parole del Vangelo e del messaggio cristiano attraverso creazioni varie, come questi testi opuscoli sopra indicati. L’obiettivo è far rivivere il messaggio Kerigmatico di Gesù Cristo, ripercorrendo temi attuali in raccolte di poesie, testi, sussidi, che nel vario tempo si produrranno. Il nostro marchio originale e indistruttibile sarà il Kerigma! Scrivere e parlare di Kerigma è un’arte e forse non tutti ne hanno scoperto il segreto! Per ora la nostra agenzia Talitacum si propone di riuscirci: il suo segreto è solo nell’annunciare la Resurrezione sperimentata e vissuta. Riportare alla luce il Kerigma e inserirlo in ogni realizzazione di queste creazioni è la nostra attuale sfida: l’antico è sempre attuale annuncio della morte e Resurrezione di Gesù Cristo che deve accompagnare la nostra vita e scandire ogni momento della giornata. Senza questo Kerigma, la nostra è lettera morta; dirlo in questa moderna forma di “predicazione” letteraria è un punto di lavorazione molto stimolante e utile! La domanda provocatoria è: Si capisce oggi il bisogno di risvegliare la fede nel Cristo morto e Risorto anche nel mondo così tecnologizzato della comunicazione? Non ci sembrano più vive e vere le parole scritte attualizzate alla luce del Kerigma di quelle che, invece, scorriamo normalmente sotto i nostri occhi anche distrattamente e che non comunicano alcun alito di vita?! Ciò che fa la differenza lo puoi trovare, allora, in queste creazioni editoriali Talitacum! Solo chi, infatti, come la ragazza del passo del Vangelo, si ritrova a vivere sulla pelle lo straordinario dalla morte alla vita, ad opera di Gesù Cristo, può raccontare con parole vive il segreto di una scrittura viva che vibra e dice: Svegliati! L’agenzia Talitacum vuole raccontarvi questa esperienza attraverso le sue varie produzioni.

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Ferrara ospita la prima Festa del Libro Ebraico in Italia

Posted by Moreno Migliorati On aprile - 16 - 2010 1 COMMENT

Da domani, sabato 17 aprile, fino a mercoledì 21 aprile, Ferrara ospita la prima Festa del libro ebraico in Italia, promossa dal Meis – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Provincia e del Comune di Ferrara e dell’Unione delle Comunità Ebraiche in Italia. Sede principale della manifestazione e’ l’ex convento di San Paolo, dove sarà allestita la più grande libreria specializzata il libri di e sugli ebrei.
In questa prima edizione della Festa del libro ebraico in Italia si vuole trasmettere l’importanza di un Museo, che è ancora in fase di costruzione, ma che ha l’obiettivo di porsi come un laboratorio culturale dedicato allo studio delle religioni e delle culture presenti in Italia. La manifestazione, dedicata al rapporto speciale e millenario che gli ebrei hanno con i libri, sarà caratterizzata da molteplici iniziative: concerti, tavole rotonde con illustri partecipanti, incontri con decine di autori di opere di storia, tradizione, testimonianza ebraica, la più varia e la più internazionale. Ci saranno itinerari nella Ferrara ebraica cara a Giorgio Bassani, incontri nelle scuole e in una libreria, diversa dalle altre, che conserva millecinquecento titoli sull’ebraismo e sugli ebrei. Tutti i libri saranno a disposizione per essere acquistati dai visitatori. Ci sarà inoltre una Mostra del libro ebraico antico con volumi di pregio raramente esposti al pubblico.
Riccardo Calimani, tra i principali propugnatori della manifestazione ferrarese, ha dichiarato in un’intervista che le principali motivazioni che lo hanno spinto ad organizzarla sono state : “La voglia di creare uno spazio mentale costruttivo prima di uno spazio fisico. Realizzare un laboratorio culturale dinamico capace di precedere i lavori definitivi del museo con dibattiti, incontri, concerti. Come dire: superare la geometria fisica con le nostre idee, con la nostra mente, con le nostre domande”.
È possibile seguire le attività del Festival anche sui principali social network: Facebook, Twitter, YouTube, nonché sull’apposito blog.

(via SpiritualSeeds)

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PASSIONE PER I LIBRI?

Posted by marilena marino On gennaio - 29 - 2010 ADD COMMENTS

Merito dei geni o degli insegnanti? L’annosa questione su quanto le abilità cognitive siano determinate dal patrimonio genetico o dall’ambiente nel quale si cresce si arricchisce di un nuovo spunto di discussione: i ricercatori americani dell’Ohio State University hanno analizzato la capacità di lettura dei gemelli e hanno scoperto che il loro sviluppo non è solo questione di Dna. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Child Psychology and Psychiatry.

I bimbi che hanno partecipato ai test – 135 coppie di gemelli omozigoti e 179 eterozigoti dello stesso sesso – frequentavano l’asilo o il primo anno di scuola elementare: gli esperti hanno misurato la loro capacità di identificare parole, l’abilità di riconoscere i suoni e la velocità con cui venivano riconosciute le serie di lettere.

Confrontando i punteggi dei piccoli partecipanti i ricercatori hanno condotto analisi statistiche che hanno dimostrato il diverso peso di genetica e fattori ambientali nello sviluppo delle capacità di lettura: la velocità di lettura è l’unico dei parametri per il quale il Dna conta più dell’esempio di genitori e insegnanti, mentre la “consapevolezza” dei suoni è merito quasi esclusivo dell’ambiente in cui i bimbi crescono.

“Tutti e due i fattori giocano un ruolo determinante, come accade per quanto attiene i disturbi cardiaci e l’obesità – afferma Stephen Petrill, coordinatore delle ricerche – ma sappiamo molto di più dell’impatto che la genetica e l’ambiente hanno su queste patologie, rispetto a quanto invece si sa del loro peso nello sviluppo delle capacità di lettura. Approfondire questo percorso di studi può risultare utile per perfezionare le tecniche di insegnamento”.

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