Saturday, May 19, 2012

NOBELL:IT premio WECA

Posted by marilena marino On marzo - 24 - 2012 ADD COMMENTS

PREMIO WECA 2011-2012: ALTRI SITI, OLTRE AI VINCITORI

 

Come anticipato, pubblichiamo gli elenchi dei primi classificati, oltre ai vincitori.

Il Premio non è stato una competizione fine a se stessa, ma l’occasione per favorire la crescita di tutti siti web cattolici.

 

E’ per questo che rendiamo noto un elenco più ampio di siti segnalati dalla giuria.

 

 

Gli elenchi in dettaglio:

 

- Categoria “Siti Istituzionali e Associativi

- Categoria “Siti Parrocchiali

- Categoria “Siti Personali

 

SITO   http://www.cyberteologia.it   http://www.ricercatoridisperanza.it   http://nobell.it/   http://www.maxgranieri.it   http://www.egioiasia.com   http://www.gioba.it   http://diariodiunamissione.blogspot.com/   http://www.cercoiltuovolto.it   http://www.ilportonedibronzo.it   http://www.diodopointernet.it   http://www.religionereligioni.blogspot.com   http://www.vittoriomessori.it

 

Nell’arcipelago dei 15mila siti cattolici italiani, i migliori sono stati premiati a Roma dall’Associazione dei Webmaster Cattolici Italiani, in occasione del Laboratorio ‘Giovani, web ed educazione alla fede’ promosso dal Servizio nazionale per la Pastorale giovanile della CEI con WeCa.

Per la categoria ‘Siti personali’ il sito vincitore è www.cyberteologia.it di padre Antonio Spadaro, direttore di  ‘Civiltà Cattolica’. Ad appena un anno dalla inaugurazione del portale chiamato Cyberteologia ovvero – spiega padre Spadaro -‘l’intelligenza della fede al tempo della Rete’.

Menzione speciale a www.ricercatoridisperanza.it. Due studenti: Emanuele Renzi e Filippo Amaduzzi. Giovani ma convinti che ‘la speranza vada condivisa con il mondo intero. Anche attraverso il mondo digitale’.

 

Nobell.it

E comunque aver ragiunto il terzo posto significa comunque che la visibilita’ e l’impegno degli Animatori ori della Cultura e Comunicazione in questo Blog è stato raggiunto. Selezionato anche al Vatican blogger meeting nello scorso Mggio a Roma Nobell.it rimane nel suo costante impegno a qualificarsi per ila sua attivita’ nel contesto soprattutto dell’Evangelizzazione del Corile dei gentili. Grazie davvero a tutti!! (Marilena Marino)

Lettera WECA a NOBELL:IT 25 Marzo 2012

“Gentilissima,
la menzione speciale avremmo voluto farla a tutti i concorrenti (in
totale circa 500 per le 3 categorie), per la generosita’ ed entusiasmo
con cui ci hanno sostenuto, e soprattutto per il lavoro che svolgono
quotidianamente.

Per quanto riguarda voi, con la pubblicazione sul sito tra i primi dieci
avete di fatto ricevuto una menzione ancora piu’ esplicita.

Purtroppo il “premio materiale” abbiamo dovuto limitarlo per ovvi
motivi, ma certamente il “premio morale” vi appartiene con pieno diritto
e (spero) ampia e meritata soddisfazione.

Considerate che la giuria era molto numerosa (circa 20 membri) ed
esigente, quindi il vostro eccellente piazzamento e’ certamente di
grande valore.”

Un saluto molto cordiale e auguri di buon lavoro

Giovanni silvestri
Associazione Weca

La Giuria è composta da 22 personalità del mondo della comunicazione (internet, televisiva, radiofonica e della carta stampata, da Avvenire.it a TV2000).
L’intero elenco dei giurati, il testo del regolamento e le informazioni sul Premio su www.webcattolici.it

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Nell’abbraccio del digiuno

Posted by Giuseppe Maiese On marzo - 19 - 2012 ADD COMMENTS

Il camaldolese Giannoni: «Digiuno, abbraccio alla vita»
Nel prefazio del Mercoledì delle Ceneri il digiuno è descritto come la via che aiuta a «vincere le passioni, elevare lo spirito e infondere la forza». Benedetto XVI lo ha definito «un’arma spirituale» e lo ha indicato come «terapia» che «contribuisce a conferire unità fra corpo e anima». Insieme con la preghiera e la carità, l’astinenza dal cibo è una delle pratiche penitenziali che la Quaresima propone per «sconfiggere il male», come verrà annunciato nella Veglia pasquale. «Certo, l’osservanza del digiuno non è un atto masochistico. Non è mortificazione, ma “vivificazione” perché è opera positiva personale e comunitaria», spiega l’eremita camaldolese don Paolo Giannoni.

Nella sua «oasi» di preghiera e incontro, a Mosciano, sopra Firenze, il religioso ha fra le mani la Bibbia. E già nelle prime pagine della Scrittura il Signore comanda all’uomo di non consumare il frutto proibito. «La prima forma del digiuno – afferma don Giannoni – è quella dal peccato. In quest’ottica il tempo favorevole che porta alla Pasqua ci permette di comprendere che il medico non ci ferisce ma ci guarisce».

Nei Vangeli il digiuno torna più volte. Dopo i quaranta giorni che Gesù trascorre nel deserto, risponde a Satana che «non di solo pane vivrà l’uomo». «Il digiuno – sottolinea il camaldolese – consente di accogliere la ricchezza di un “oltre” della grazia. Facendo un ulteriore paragone medico, aggiungerei che non basta vincere la malattia, ma occorre avere forza. Ecco l’”oltre” penitenziale che sprona al cambiamento. Ma il Signore ci dona anche un “oltre” di gloria con la trasfigurazione: a tutti noi è dato di essere conformati a Dio». Un invito alla conversione che «esclude ogni esibizione e ostentazione. Ce lo dice in particolare la Quaresima che esorta ad avere l’atteggiamento silenzioso e nascosto di Gesù». È quanto si legge nel Vangelo di Matteo quando Cristo raccomanda di profumarsi il capo e lavarsi la faccia per non essere ipocriti.

La scelta di privarsi del cibo ha un ulteriore significato: sollecita a prendersi cura delle situazioni di difficoltà e a coltivare lo stile del Samaritano. «Il digiuno – precisa don Giannoni – è impegno di compassione, prima di tutto unendoci alla passione del Signore. La comunione nella preghiera ci lega a Cristo, specie nell’Eucaristia. Da qui viene la seconda comunione, quella con i fratelli sofferenti».

L’eremita suggerisce un percorso da seguire, rifacendosi alla spiritualità del suo Ordine. «Accettiamo la proposta educativa di san Benedetto il quale ricorda che almeno in Quaresima possiamo abbracciare la vita secondo austerità. Perciò anche l’astinenza non sia soltanto da cibi e bevande. Ci può essere quella dal sonno, anche se forse è bene l’opposto nel senso di allungare il tempo del riposo invece di passare troppe ore davanti alla tv. Oppure può essere consigliata la rinuncia alla loquacità, vale a dire alle chiacchiere e al rumore, all’uso compulsivo del computer, all’invio di messaggini superflui. E c’è anche un’astinenza dallo svago che può avere il volto dello schermo, della discoteca o delle feste. Di fatto il Signore presenta il paradosso di un diminuire aggiungendo qualcosa al consueto impegno del nostro servizio. Così il digiuno porterà a un “di più” superando il nostro “troppo”».

Una strada che può essere declinata anche a livello parrocchiale. «Alla liturgia di queste settimane possiamo dare un tono austero con alcuni “santi segni” come l’assenza di fiori o il silenzio musicale. Inoltre, di fronte a raccolte talora sbrigative, può essere favorita una forma di Quaresima familiare con piccoli gesti in casa: come al venerdì una preghiera durante la cena o al martedì un pasto frugale in comunione con i poveri».
Un’indicazione arriva persino dall’attuale situazione economica. «Il Censis – spiega don Giannoni – ci fa cogliere la sorpresa di una mentalità che torna ai valori autentici e abbandona il consumismo. La crisi diventa, quindi, benedizione per conformarci alla volontà di Dio». Tutto ciò genera tristezza? «No – conclude il camaldolese –. Dall’energia dello Spirito di Dio il cuore ha una creativa ricchezza e sperimenta che “si è più beati nel dare che nel ricevere”, come annotano gli Atti degli Apostoli».

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Ne ho bisogno come il pane

Posted by marilena marino On gennaio - 19 - 2012 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Per Benedetto XVI la «realtà sociale»  spinge ad «agire in modo intollerante e violento».
«Il mondo ha bisogno della pace come e più del pane». Gli auguri all’Italia e a Napolitano

CITTA’ DEL VATICANO

Al mondo globalizzato serve «pace e convivenza», atteggiamenti a cui i giovani sono aperti, ma che possono essere distorti da una «realtà sociale» che spinga a «agire in modo intollerante e violento». Perciò il Papa chiede una «solida educazione della coscienza» che metta «al riparo» da atteggiamenti negativi«.  Il Papa lo ha detto detto nella messa per il primo dell’anno, in cui la Chiesa celebra la Giornata mondiale della pace, giunta alla 45.ma edizione. Papa Ratzinger ha intitolato il messaggio per la giornata mondiale di quest’anno , e che quest’anno papa Ratzinger ha intitolato «Educare i giovani alla giustizia e alla pace». Il Papa ha anche rivolto «Un deferente augurio al Signor Presidente della Repubblica Italiana, mentre all’intero popolo italiano formulo ogni miglior auspicio di pace e di prosperità per l’anno appena iniziato». Lo ha detto a proposito dei «messaggi augurali» ricevuti in questi giorni. Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, aveva scritto a Benedetto XVI esprimendo apprezzamento per il suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace: «Condivido innanzitutto l’invito, con cui si apre il Suo messaggio, a guardare il 2012 con un atteggiamento fiducioso, pur essendo ben comprensibile ’il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l’economià. E non c’è dubbio che dai giovani venga l’aspirazione a poter rivolgersi ’con speranza fondatà verso il futuro».

Benedetto XVI, nella messa celebrata in San Pietro con cardinali e vescovi e alla quale sono presenti diversi ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, ha osservato che «I ragazzi e le ragazze di oggi crescono in un mondo che è diventato, per così dire, più piccolo, dove i contatti tra le differenti culture e tradizioni, anche se non sempre diretti, sono costanti. Per loro, oggi più che mai, – rileva Benedetto XVI – è indispensabile imparare il valore e il metodo della convivenza pacifica, del rispetto reciproco, del dialogo e della comprensione. I giovani sono per loro natura aperti a questi atteggiamenti, ma proprio la realtà sociale in cui crescono può portarli a pensare e ad agire in modo opposto, persino intollerante e violento. Solo una solida educazione della loro coscienza può metterli al riparo da questi rischi e renderli capaci di lottare sempre e soltanto contando sulla forza della verità e del bene».

«Di fronte alle ombre che oggi oscurano l’orizzonte del mondo, assumersi la responsabilità di educare i giovani alla conoscenza della verità, ai valori fondamentali dell’esistenza, alle virtù intellettuali, teologali e morali, significa guardare al futuro con speranza», ha detto ancora il Papa nell’omelia della messa per la 45.ma Giornata mondiale della pace. Per la messa del primo dell’anno, in cui la Chiesa celebra la festa di Maria madre di Dio, concelebrano con il Papa il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato; il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; mons. Giovanni Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato; mons. Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati; mons. Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e mons. Pier Luigi Celata, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Il Papa ha dedicato una ampia parte della sua omelia al senso di questa maternità. «Il mistero della sua divina maternità, che oggi celebriamo, – ha spiegato Benedetto XVI – contiene in misura sovrabbondante quel dono di grazia che ogni maternità umana porta con sè, tanto che la fecondità del grembo è sempre stata associata alla benedizione di Dio. La Madre di Dio è la prima benedetta ed è Colei che porta la benedizione; è la donna che ha accolto Gesù in sè e lo ha dato alla luce per tutta la famiglia umana».

«La pace – ha detto il Papa – nel suo senso più pieno e più alto, è la somma e la sintesi di tutte le benedizioni».  Davanti agli ambasciatori presenti nella basilica, il Papa ha riaffermato il il «profondo desiderio di pace» della Chiesa e ha rinnovato «l’impegno della Santa Sede per la promozione della pace nel mondo».

Dalla finestra del suo studio su piazza San Pietro, davanti a una folla di persone, molte delle quali sventolano i palloncini blu della Marcia per la pace organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio, il Papa ha recitato l’Angelus.  Il Papa prega «per i responsabili delle Nazioni», perchè «rinnovino la disponibilità e l’impegno ad accogliere e favorire questo insopprimibile anelito dell’umanità» alla pace. Durante l’Angelus Benedetto XVI ha riassunto alcuni punti sul tema della educazione alla pace, trattato anche nell’omelia della messa che ha celebrato questa mattina nella basilica di San Pietro.  L’educazione dei giovani, ha detto, non può dimenticare la «dimensione morale e spirituale». Se i ragazzi «guardano con apprensione al futuro», il Papa ricorda loro la «pazienza e la costanza di ricercare la giustizia e la pace e coltivare ciò che è retto e vero». La pace «non è mai un bene raggiunto pienamente, ma una meta a cui tutti dobbiamo aspirare e per la quale dobbiamo operare».

La Giornata mondiale della pace, voluta da Paolo VI nel 1968, ègiunta alla 45.ma edizione. Il messaggio papale per la Giornata è intolato «Educare i giovani alla giustizia e alla pace», ed è stato pubblicato dal Vaticano alla metà di dicembre. Benedetto XVI ha anche pregato perchè «nonostante le difficoltà che rendono arduo il cammino questa profonda aspirazione (alla pace, ndr) si traduca in gesti concreti di riconciliazione, di giustizia e di pace».  Sono confluite in piazza San Pietro per l’Angelus papale almeno diecimila persone.

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La Chiamata

Posted by marilena marino On gennaio - 6 - 2012 ADD COMMENTS

 


Prima lettura
1Sam 3,3-10.19
Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.
Dal primo libro di SamuèleIn quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuéle, Samuéle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.Parola di Dio
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Salmo responsoriale
Sal 39
Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.
Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.
>
Seconda lettura
1Cor 6,13-15.17-20
I vostri corpi sono membra di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai CorìnziFratelli, il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall’impurità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo.
Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Gv 1,41.17b)
Alleluia, alleluia.
«Abbiamo trovato il Messia»:
la grazia e la verità vennero per mezzo di lui.
Alleluia.
>
Vangelo
Gv 1,35-42
Videro dove dimorava e rimasero con lui.
Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.Parola del Signore

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Battesimo di Gesu’

Posted by marilena marino On gennaio - 5 - 2012 ADD COMMENTS

 

Prima lettura
Is 55,1-11
Venite all’acqua: ascoltate e vivrete.
Dal libro del profeta IsaìaCosì dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d’Israele, che ti onora.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».Parola di Dio
>
Salmo responsoriale
Da Is 12
Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.
>
Seconda lettura
1Gv 5,1-9
Lo Spirito, l’acqua e il sangue.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostoloCarissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio.Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Gv 1,29)
Alleluia, alleluia.
Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse:
«Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!».
Alleluia.
>
Vangelo
Mc 1,7-11
Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento.
Dal Vangelo secondo MarcoIn quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».Parola del Signore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2012 fatti Capanna!

Posted by marilena marino On dicembre - 29 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Cristo è nato di nuovo e gli Angeli nuovamente cantano:
“Gloria a Dio negli eccelsi e pace sulla terra, e agli uomini benevolenza”
(Lc 2,14-15)

Gli Angeli cantano queste maestose enunciazioni e la grande maggioranza degli uomini, se poi festeggia il Natale, non può comprendere il senso di questo inno angelico e si domanda se veramente oggi Dio viene glorificato dagli uomini e perché si debba glorificarlo e se si possa trovare sulla terra la Pace annunciata e per quale ragione la umanità odierna debba vivere con benevolenza.
Per questo infatti la maggioranza degli uomini non glorifica Dio né con le proprie opere, né con le proprie labbra e alcuni di loro mettono anche in dubbio la stessa esistenza di Dio e la sua presenza nella loro vita. Sono certamente molti quelli che danno a Dio la responsabilità per quanto di spiacevole accade nella loro vita. Tuttavia però, coloro che si adirano in tal modo contro Dio, sbagliano assai, in quanto il male non deriva da Lui. Al contrario, la incarnazione per amore verso l’uomo del Figlio e Verbo di Dio e ciò che ne è seguito alla sua Crocifissione e Resurrezione, rinnovano il fedele alla antica bellezza e gli donano la vita eterna e la Pace che sempre ha in mente e lo costituiscono co-ereditiero del Regno eterno di Dio. L’atto stesso della Discesa di Dio, anche se incline alla estrema umiliazione, è da sé capace di lodarlo grandemente. Così, anche se i cuori di molti uomini non glorificano Dio, viene data gloria a Colui che abita negli eccelsi da tutto il creato e dagli uomini che comprendono questi fatti. Perciò anche noi esclamiamo riconoscenti con gli Angeli: “Gloria a Dio negli eccelsi”, per la grandezza delle sue opere e l’incomparabile amore per noi.
Il dubbio tuttavia riguarda anche il secondo annuncio degli Angeli: “e pace sulla terra”. In quale stato si trova la pace sulla terra, quando quasi la metà del mondo è da una parte in attività e dall’altra in preparazione di guerre. L’annuncio degli Angeli dalle dolci voci “pace sulla terra” è naturalmente innanzitutto una promessa di Dio, che se gli uomini seguiranno la strada indicata loro dal Bimbo che nasce, giungeranno alla pace interiore e alla convivenza pacifica. Ma ahimè, una grande parte di uomini si commuove ed è attratta dai tamburi di guerra e si cruccia all’udire della promessa di una vita di pace.
Non parliamo solo per gli zeloti di scontri bellici con armi, ma principalmente per tutti coloro che trasformano la nobile competizione in conflitto e assalto al prossimo e mirano all’annientamento del rivale. Da questa idea, la guerra appare come una realtà tra i membri di gruppi sociali e schieramenti contrapposti, di ogni tipo, etnici, religiosi, sportivi e quant’altro e l’animo dei loro membri si foggia come amante della guerra , anziché come amante della pace, come dovrebbe. Questo tuttavia non annulla la verità dell’annuncio degli Angeli, perché attraverso la Nascita di Cristo e l’accoglimento dei Suoi insegnamenti, prevarrà veramente la Pace sulla terra. Cristo è venuto portando la pace e se questa non signoreggia nel mondo, responsabili sono gli uomini che non l’hanno accettata e vissuta, e non Dio che l’ha offerta.
Data questa situazione dell’uomo contemporaneo contro Dio e la pace da Lui offerta, non è inverosimile il fatto che sia rara tra gli uomini la benevolenza. La buona disposizione di Dio verso l’uomo è un dato di fatto ed i benefici che ne conseguono, operano anzitutto da un verso per tutti gli uomini e dall’altro sono particolarmente percepibili per coloro che hanno accettato realmente i messaggi angelici che vengono dall’alto. D’altra parte per quelli che li rifiutano e si dedicano allo sfruttamento dell’altro ed alle lotte intestine, le conseguenze sono vissute come crisi di angoscia e tormento, come crisi economica, come crisi sul motivo della nostra esistenza e incertezza esistenziale.

Dunque tutte le cose buone dell’annuncio degli Angeli durante la Nascita del Signore esistono anche oggi e sono vissute in pienezza da coloro che vivono in Gesù Cristo quale Dio-Uomo e Salvatore del mondo. Iniziamo allora da quest’anno a vivere il Natale come piace a Dio, datore di beni, per vivere sulla terra e dentro i nostri cuori, l’incomparabile Pace e la benevolenza piena d’amore di Dio per noi. Facciamoci persone in comunione d’amore con Dio e con il prossimo, trasformandoci da individuo a persona. Togliamo la maschera dell’individuo egoista, separato e tagliato fuori da Dio e dalla Sua Immagine, l’essere umano, il prossimo e adempiamo al nostro destino, che è la somiglianza a Dio, attraverso la nostra reale fede in Lui. Diveniamo anche noi compartecipi dell’annuncio angelico verso la umanità, che terribilmente soffre e non può trovare con i mezzi che di solito usa, la pace e la benevolenza. La sola via di salvezza dalle crisi belliche, economiche, e di ogni natura, è il nostro Signore Gesù Cristo, il quale ci assicura che lui stesso è la Via, la Verità e la Vita. Glorifichiamo dunque con tutto il cuore, colui che è nei cieli e colui che discende tra noi, il Condiscendente Cristo Gesù e dichiariamo assieme agli Angeli che esiste realmente sulla terra e nei nostri cuori la Pace, per riconciliarci con Dio, poiché lo Stesso si è degnato di incarnarsi attraverso la sua Nascita in una mangiatoia.

Viviamo dunque in questo 2012 la gioia della Nascita di Gesù Cristo e l’assaggio di tutte quante le cose buone per l’uomo che proclama il triplice annuncio angelico.
E ciò avvenga.

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Strage degli Innocenti

Posted by marilena marino On dicembre - 27 - 2011 1 COMMENT

di Marilena Marino

La sofferenza degli innocenti è anche la sofferenza della Vergine Maria.

Uomini buttati per strada, morti di freddo. Bambini abbandonati e raccolti in orfanotrofi dell’orrore, dove sono violentati e abusati. Quella donna di  quel quartiere, con il Parkinson, abbandonata dal marito, che il figlio malato di mente picchiava con un bastone e che chiedeva l’elemosina o tante storie della nostra umanita’ ferita:  di fronte a Gesù morto sulla croce presente in lei e in tanti altri..

Quale mistero la sofferenza di tanti innocenti che si caricano dei peccati di altri: incesto, violenze inaudite, quella fila di donne e bambini verso le camere a gas e il dolore profondo di uno dei guardiani che dentro il proprio cuore sentiva una voce: ‘Entra nella fila e vai con loro alla morte’ e non sapeva da dove gli venisse”, ha aggiunto.

Dicono che dopo l’orrore di Auschwitz non si può più credere in Dio, ma non è vero, perché Dio si è fatto uomo per caricarsi della sofferenza di tanti innocenti. Egli è l’innocente totale, l’Agnello condotto al macello senza aprire la bocca, che si carica dei peccati di tutti.

Dolente, anche se rassegnata, tutta pena e proteste, la condanna di Dostojevski contro la prepotenza dei potenti che infierisce sui poveri e soprattutto sui bambini innocenti: l’ultimo Dostojevski è tutta una passione di trasfigurazione nella partecipazione a tanto innocente dolore che sembra sprofondare l’uomo nell’orrore dell’insignificante e dell’inutile. Il martirio dei Santi Innocenti diventa invece per il cattolico Péguy un poema e prodigio di amore. Il martirio per Péguy, come per S. Caterina da Siena, è festa d’amore ed il martirio dei bimbi tenerelli, in braccio alle madri straziate, è tale ma in una cornice ben precisa: la celebrazione della purezza che domina la parte precedente del mirabile poema cristiano. Il tutto nel contesto di una robusta ecclesiologia che poggia sulla divinità del Figlio di Dio e sulla Comunione dei Santi nell’assemblea celestiale dell’Uomo-Dio, preceduto dai Profeti e seguito dai Santi.

Gesù predilige i bambini - è il Padre che parla: «È mio figlio che ha detto una volta: sinite parvulos venire ad me, - lasciate che i bambini vengano a me». E il Figlio di Dio l’aveva detto di alcuni bambini che stavano giocando i quali, presa appena la benedizione, lo lasciarono per tornare a giocare. Ma io dico, ma lo si fa dire ad ogni bambino che non ritornerà più a giocare.: «Se non nel mio Paradiso». E qui Péguy, con mirabile fantasia poetica descrive il funerale di un bambino preceduto dalla Croce, le donne piangono ma il celebrante canta il vecchio Salmo di David: Beati immacolati in via - Felici coloro che non si sono macchiati nella via.

 

L’applicazione ai Santi Innocenti. – Tali sono, passa a dire Péguy, i soli senza macchia, questi disgraziati bambini che i soldati di Erode massacrarono nelle braccia delle madri – O Santi Innocenti voi sarete dunque i soli – Santi Innocenti voi sarete dunque i puri – Santi Innocenti voi sarete dunque i bianchi e senza macchia. - Beati immaculati in viaBeati gli innocentiquelli senza macchia nella via.

Ed ora il cerchio lirico teologico si allarga ed entra Cristo stesso a partecipare alla festa. Leggiamo, infatti: «Ego sum via, veritas et vita. - Io sono la via, la verità e la vita. - O Santi Innocenti non sarà detto che voi sarete e che voi siete i soli innocenti». Ma allora, si chiede Péguy con una luminosa digressione, che è di tutti gli altri Santi, di S. Francesco, di S. Luigi re dei Francesi, di tanti altri grandi Martiri e grandi Santi che hanno condotto tutta una vita di santità, che hanno riavuto – se fossero caduti – la bianchezza originaria di tutta la loro prima innocente infanzia: anche un foglio di carta imbrattato può tornare bianco, anche un pezzo di stoffa sporcato può tornare bianco. Ma un foglio smacchiato ed un tessuto ripulito non è né un foglio bianco né un tessuto bianco.

Ed è qui che si annunzia il trionfo e la gloria dei Santi Innocenti: «I più vicini a me saranno questi lattanti bianchi, che non hanno fatto nulla nella vita e nulla hanno fatto dell’esistenza se non di ricevere un buon colpo di sciabola. Intendo assestato nel momento buono», – segue la traduzione del terrificante racconto della venuta dei Magi, della fuga in Egitto e della Strage degli Innocenti – che la liturgia romana legge al Vangelo del 28 dicembre, Festa dei Santi Innocenti.

Dai «Discorsi» di san Quodvultdeus, vescovo
(Disc. 2 sul Simbolo; PL 40, 655)

Non parlano ancora e già confessano Cristo
Il grande Re nasce piccolo bambino. I magi vengono da lontano, guidati dalla stella e giungono a Betlemme, per adorare colui che giace ancora nel presepio, ma regna in cielo e sulla terra. Quando i magi annunziano ad Erode che è nato il Re, egli si turba e, per non perdere il regno, cerca di ucciderlo, mentre, credendo in lui, sarebbe stato sicuro in questa vita e avrebbe regnato eternamente nell’altra.
Che cosa temi, o Erode, ora che hai sentito che è nato il Re? Cristo non è venuto per detronizzarti, ma per vincere il demonio. Tu, questo non lo comprendi, perciò ti turbi e infierisci; anzi, per togliere di mezzo quel solo che cerchi, diventi crudele facendo morire tanti bambini.
Le madri che piangono non ti fanno tornare sui tuoi passi, non ti commuove il lamento dei padri per l’uccisione dei loro figli, non ti arresta il gemito straziante dei bambini. La paura che ti serra il cuore ti spinge ad uccidere i bambini e, mentre cerchi di uccidere la Vita stessa, pensi di poter vivere a lungo, se riuscirai a condurre a termine ciò che brami. Ma egli, fonte della grazia, piccolo e grande nello stesso tempo, pur giacendo nel presepio, fa tremare il tuo trono; si serve di te che non conosci i suoi disegni e libera le anime dalla schiavitù del demonio. Ha accolto i figli dei nemici e li ha fatti suoi figli adottivi.
I bambini, senza saperlo, muoiono per Cristo, mentre i genitori piangono i martiri che muoiono. Cristo rende suoi testimoni quelli che non parlano ancora. Colui che era venuto per regnare, regna in questo modo. Il liberatore incomincia già a liberare e il salvatore concede già la sua salvezza.
Ma tu, o Erode, che tutto questo non sai, ti turbi e incrudelisci e mentre macchini ai danni di questo bambino, senza saperlo, già gli rendi omaggio.
O meraviglioso dono della grazia! Quali meriti hanno avuto questi bambini per vincere in questo modo? Non parlano ancora e già confessano Cristo! Non sono ancora capaci di affrontare la lotta, perché non muovono ancora le membra e tuttavia già portano trionfanti la palma della vittoria.

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La Bibbia in un Tweet

Posted by marilena marino On dicembre - 16 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Monsignor Ravasi, il ministro della Cultura del Vaticano usa i social network, ha aperto un blog , parla con i manager di Google e spiega perché la Chiesa deve andare in rete

Gianfranco Ravasi

“L’UOMO è l’unico animale capace di arrossire. Ma è anche l’unico ad averne bisogno (Mark Twain)”. “Cadere non è pericoloso, né è disonorevole. Ma non rialzarsi è tutte e due le cose (Konrad Adenauer)”. Commento di uno dei 4419 followers: “Se tutti quanti seguissero cardRavasi nessuno chiederebbe alla Chiesa di pagare l’Ici”. Una battuta, ovviamente, ma che dà conto della popolarità di un cardinale ora attivo anche su Twitter. Un cardinale che ha debuttato in rete con un suo blog personale, che collabora con quotidiani “laici” online, va in televisione, scrive ogni giorno il “Mattinale” sul giornale dei vescovi Avvenire, partecipa a convegni che spaziano dai media alla musica contemporanea, organizza in Vaticano incontri inediti per giovani blogger. Sostiene che la Chiesa è indietro e che è giunta l’ora di Internet, gira il mondo con la sua iniziativa il “Cortile dei Gentili” che ha aperto ai laici e addirittura agli atei.

A fare questo non è un eretico rivoluzionario ma il presidente del Pontificio consiglio per la Cultura del Vaticano, Sua Eminenza Reverendissima il cardinale Gianfranco Ravasi. Papabile, secondo non pochi osservatori. Il cardinale mediatico, 69 anni, d’altra parte, è un vulcano di progetti e, a sentire la sua segretaria personale, per il 2012 ha già un’agenda fitta di appuntamenti. “Non c’è niente da fare – allarga le braccia, con un sorriso, monsignor Pasquale Iacobone, responsabile del

dipartimento Arte e Fede al Pontificio consiglio – è un milanese”. E nelle parole del principale collaboratore del porporato si legge: è un gran lavoratore, uno caparbio, che non molla mai. Con un forte senso della tradizione, ma al tempo stesso un innovatore. Presente oggi sul fronte della comunicazione come nessun altro nella gerarchia ecclesiastica. I suoi tweet spaziano da citazioni colte (i vangeli, le lettere di San Paolo, i grandi scrittori) ad annunci sugli appuntamenti che non si possono perdere fino ai suoi incontri, dalla Caritas al Ceo di Google. Grande biblista, teologo, ebraista e archeologo. Tutte attività, però, che nelle sapienti mani di Ravasi non restano polverose e inaccessibili, ma acquistano sapore e vigore nuovo, trasformate in spunti di azione e di riflessione. Scrive Sua Eminenza in uno degli ultimi blog, intitolato “Zitti!”: “Difficile vivere con gli uomini perché è assai difficile farli stare in silenzio. Dopo un viaggio in treno di qualche ora è difficile dare torto al pessimismo che vena questa considerazione di Nietzsche. (…) Qualche volta viene il desiderio che si compia l’annuncio del libro dell’Apocalisse: “Si fece silenzio nel cielo per circa mezz’ora” (8,1). È come se risuonasse sul pianeta un poderoso “Zitti!””.

“C’è ancora un lungo cammino da fare – spiega il cardinale – ma adesso è il momento di essere su Internet. C’è un divario che va colmato, dopo il divorzio tra il linguaggio dei sacerdoti e quello dei fedeli. La Chiesa ha davanti un duplice problema. Da un lato deve riuscire a trovare un approccio nuovo. Dall’altro, far sì che il linguaggio nuovo non spenga il contenuto: ci sono valori grandissimi che, se ridotti dentro un formato troppo freddo, rischiano di svanire. Ecco la sfida complicata: l’anima deve entrare in un piccolo formato – e Ravasi sembra riferirsi agli sms – pur essendo infinita”.

E allora i blog, Eminenza? Non c’è paura in Vaticano di quest’ondata? “Chi segue quel fronte – risponde l’alto prelato, che lo scorso maggio ha organizzato un incontro per i blogger nell’auditorium San Pio X – sa che può essere un campo molto pericoloso, perché è facile che una frase, seppur minima, possa avere la forza di un’offesa. Però non possiamo sottrarci. Noi dobbiamo guardare a tutto il complesso dell’informazione. E allora come si fa a ignorare i blogger? I blog sono soggetti fondamentali della comunicazione, anche se il loro modo di relazionarsi è diverso rispetto a chi, come me, scrive ancora le lettere a mano”.

Difatti Ravasi è uomo capace di coniugare strumenti nati da poco con mezzi largamente consolidati. Sua Eminenza insiste sul bisogno di informazione. “Questo mondo, che a volte sembra un groviglio di assurdità, è comunque il nostro mondo. E la lettura del giornale – continua, citando Hegel – è la preghiera del mattino dell’uomo moderno. E’ necessario leggere i quotidiani. Ed è un atteggiamento snobistico quello di chi dice che i giornali non li legge mai, anzi non li guarda nemmeno: un atteggiamento sbagliato. Lo stesso credente, al mattino, deve avere la Bibbia e il giornale, nel quale verifica, misura, incrocia la sua esistenza”.

Il suo impegno si allarga così dai tweet ai blog, dagli articoli per l’online alle comunicazioni più tradizionali. Come i programmi religiosi su Canale 5, o i libri (le sue riflessioni su Avvenire sono appena uscite da Mondadori con il titolo Le parole del mattino), o le conferenze internazionali per il “Cortile dei Gentili”. Un progetto che rimanda allo spazio dell’antico Tempio di Gerusalemme. Un luogo ora diventato palestra di dialogo, con intellettuali di diversa provenienza. E che da Madrid, Parigi e Firenze si sta allargando a Bucarest, Tirana, Stoccolma, Chicago.

Il cardinale Dionigi Tettamanzi, poco prima di lasciare ad Angelo Scola la diocesi di Milano, così gli si è rivolto in un Duomo affollato: “Molti tra i presenti hanno trovato in te un autentico maestro della Parola”. Non c’è dubbio che, con la sua prosa pacata, Ravasi, ha la capacità dei grandi divulgatori di rendere facile e commestibile quello che è difficile e complesso. Rappresenta l’esempio più alto di una svolta nella Chiesa, come ha sottolineato di recente Eugenio Scalfari sull’Espresso, “del dialogo attraverso il quale si convince l’interlocutore o se ne è convinti, senza pregiudizi”.

Osserva Ravasi che “negli ultimi anni c’è stato un cambiamento antropologico”. McLuhan, spiega, “ci ha insegnato che i mezzi di comunicazione sono diventati la nostra protesi. E questa atmosfera così permeante attraversa tutti, anche chi si ostina a non avere la tv in casa o il computer. Pure la Chiesa ne è coinvolta. Dobbiamo adattare il dialogo, aggiornandoci. Diceva nel 1950 Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI, al filosofo Jean Guitton: “Bisogna essere antichi e moderni. Cosa serve dire il vero, se i nostri contemporanei non ci capiscono?”. Da una recensione di MARCO ANSALDO

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Madonna Poverta’

Posted by marilena marino On dicembre - 5 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

E poi ti accorgi che la vita è difficile: letti da rifare, biancheria da stendere, panni da stirare, spesa da fare. E quelle bollette da pagare con le fatture dal commercialista, le telefonate ai parenti lontani che non senti da tempo, quel dottore dove fare la fila col numeretto per delle ricette per tuo marito che ultimamente non è stato tanto bene in salute, quell’azienda che se ti crollasse il mondo addosso non sapresti gestire, il cane da portere a spasso che non sai se sei tu che lo porti o è lui il piu’ delle volte che trascina te per distrarti dai pensieri, i parenti stretti pronti sempre a farsi gli affari tuoi ma comunque generosi ad ogni tua richiesta, il camion della spazzatura che arriva ogni martedi’ e che ti ricorda che il cancello di casa deve restare aperto, quella cena di beneficienza a cui partecipare con il vestito adatto da indossare pensato una settimana prima, i pantaloni di tuo figlio da ritirare in lavanderia assieme ai colloqui con gli insegnanti della scuola di cui faresti volentieri a meno per non sentirti dire che poi, in fondo, non è  che abbia molta voglia di studiare, il funerale a cui non puoi mancare perchè è la tua comunita’ che soffre, il gruppo di fratelli spirituali da non trascurare perchè senti che ti consolano nel momento della prova, quei capelli da sistemare perchè pensi che cosi’ sei una strega ed è giunta l’ora di dare morte violenta a qualche filino bianco che inizia a spuntare con lo shampoo color dell’ultima marca,l’auto da lavare che è piu’ di un mese che non profuma piu’ spray per il volante.

Il telefono squilla e pensi sia qualcuno di speciale che finalmente chiama ma è un falso allarme, come del resto pensavi, ricordati che c’è da pagare il mutuo e il dentista ha chiesto di nuovo un acconto che devi dividere a meta’ con la rata universitaria di tuo figlio, e poi non scordare l’edicola a cui hai promesso di estinguere quel piccolo debito con i testi di tua figlia per non parlare dell’acqua, della luce e del gas e del telefono, insieme all’abbonamento dell’autobus, le libere uscite dei ragazzi assieme ai loro problemi di cuore, alle delusioni, le gioie, le attese, i batticuori, gli sconforti, la nota presa a scuola; dove mettere ancora la tua, di dolcezza, la passione ormai spenta che vorresti ritrovare invece dietro un nuovo traguardo, magari con un piccolo troller sempre pronto ad essere chiuso e tanto piccolo quanto basta a contenere pochi stracci ma molti sogni. Quel biglietto che pensi sara’ fatto in fretta con l’aereo da prendere per un futuro che non sai se mai arrivera’. un nome che vorresti gridare, un miracolo probabilmente accennato non sai se condiviso, un’amica da raggiungere e che non vedi ormai da troppo tempo e che pensi che se continui a non vederla forse scorderai, la realta’ che ti tiene ancorata dura alla storia, una porta chiusa dietro quella camera buia, un profumo che non spruzzi piu’ da tanto sognando dinanzi ad uno specchio che da molto non ti dice di stare tranquilla, che sei sempre tu la piu’ bella del reame, un volto che invece vorresti guardare all’infinito con quell’unico tuo battito di ciglia intriso di lacrime di gioia, una mano che vorresti stringere in un violento guizzo d’eternita’, una sottoveste che languisce ormai da tanto nel fondo del cassetto di un armadio, quel dolor di pancia che non dimentichi, quella felicita’ di una frase inattesa, quei confetti invece che non hai mai  mangiato, quegli insulti che non hanno mai dormito dentro di te, quei perchè che non hai mai capito, quel tabernacolo che hai sempre adorato, quelle veglie insonni che non hanno mai vinto il desiderio di svegliare l’amato, quel fuoco acceso che ti hanno fatto scendere di peso con tanti chili buttati giu’ in un solo mese con una fame arroventa in pieno deserto dove non c’era cibo, quell’abbraccio che hai tanto desiderato, quel paese che la tua mente disegnato, quell’amicizia che ha sempre bussato e invano risposta ha ricevuto, quel si’ che non hai mai consumato, quel timore e quel dubbio che ti han sempre divorato, quella cieca gelosia dal volto disperato. Tante volte come adesso le streghe son tornate e le fate di quei monti nel buio invece accarezzate, le ombre sospirate…e lo spirito che ti ha visitato, quel romanzo che ti ha ispirato, l’angelo che ti rincuorato, la visione che hai ricevuto, il bacio che ti ha incollato, la saliva che ti ha catturato, quel nuovo traguardo per cui hai sempre pregato, l’orologio del tuo diletto che non ti mai dimenticato, di contro quel sogno mai realizzato, il demonio che ti ha scoraggiato  e pazza ti ha dichiarata, di un sogno impossibile, diceva, ti sei innamorata! Ma dov’è la fede che ti ha sempre incoraggiata, la grata da cui sei stata liberata, il castello da dove  fuggita, la treccia che ti ha gia’ salvata, il cerbiatto che ti ha riscattata, la passione che ti ha Resuscitata,lo Sposo che ti ha serrata, nell’amplesso a lui abbarbicata, l’ Amor fedele  che non ti ha mai tradita e dall’incubo di morte finalmente destata?

Salve, sono Maria. Faccio la casalinga, vivo in un piccolo paese insignificante. Questa è la mia vita. Io vivo cosi’ tutti i giorni, ma tutti i giorni spero che Qualcuno mi dica: Io Ti Amo, rallegrati Maria, non temere, perchè hai trovato grazia presso Dio e grandi cose Lui fara’ in te! spera  e abbi fede!

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Il Cortile dei Gentili fa tappa a Bucarest

Posted by Moreno Migliorati On ottobre - 11 - 2011 ADD COMMENTS

L’iniziativa per un «dialogo con coloro per i quali la religione è una cosa estranea», evocata nel “bilancio di fine anno” alla Curia romana nel dicembre 2009, ha ormai preso piede grazie all’operazione “Cortile dei gentili”, la fondazione promossa dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.
Dopo il prologo tenutosi a Bologna lo scorso mese di febbraio ed i primi colloqui parigini del marzo successivo, il Cortile fa ora tappa a Bucarest. L’evento si articolerà in due momenti:
Il primo avrà luogo oggi nell’Ateneo Rumeno, dalle ore 18 alle ore 20, e vedrà svolgersi un dialogo tra il fisico e filosofo M. Horia-Roman Patapievici, Presidente dell’Istituto Culturale Rumeno, autore di un libro circa l’interpretazione scientifica della struttura del cosmo nella Divina Commedia edito da Mondadori nella versione italiana e il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. I due interlocutori affronteranno l’argomento “Quesiti essenziali: si può parlare di Dio?” L’intervento del Cardinale sarà tratto dalla Lettera agli Efesini: «Ha voluto abbattere il muro di separazione che divideva i due popoli» (2, 14-16). Sarà una sessione di domande e risposte.
Il secondo momento, invece, si svilupperà il giorno successivo 12 ottobre, al New Europe College di Bucarest. Consisterà in un incontro, di carattere prettamente accademico, dal titolo “La ragione e le antinomie della fede”, copresidato dal Cardinal Ravasi e il rettore del New Europe College, Prof. Andrei Plesu, con la partecipazione di alcune personalità culturali della Romania (Vlad Alexandrescu, Alexandru Baumgarten, Francesca Băltăceanu, Andrei Cornea, Michel Kubler, Anca Manolescu, Dan C. Mihăilescu), essendo destinato prevalentemente alla diffusione del progetto del “Cortile dei gentili” nel mondo culturale rumeno.
Il cardinal Ravasi, da parte sua ha da pochi giorni aperto un blog nel quale non mancherà di tenere informati i suoi lettori circa l’andamento dei colloqui.

(via SpiritualSeeds.info)

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Dopo il prologo avvenuto a Bologna lo scorso febbraio, partono ufficialmente i dialoghi del “Cortile dei Gentili”, lo spazio di dialogo tra credenti e non credenti voluto da Papa Benedetto XVI ed affidato alle cure del cardinal Gianfranco Ravasi. I prossimi 24 e 25 marzo Parigi sarà quindi sede di tre colloqui su ”Illuminismo, religioni e ragione comune” che si svolgeranno, alla presenza dello stesso cardinale, in tre luoghi simbolici dello spazio laico. Il pomeriggio del 24 marzo all’Unesco, con la partecipazione della direttrice generale Irina Bokova, ”perche’ questo dialogo –ha dichiarato Ravasi- è fondamentalmente una questione culturale ed è internazionale”. All’incontro interverranno tra gli altri Giuliano Amato, già presidente del Consiglio italiano, e Jean Vanier, fondatore de L’Arche. Il mattino del 25 marzo sarà l’Università della Sorbona ad ospitare l’incontro, ”perche’ la realizzazione di questo dialogo deve essere favorita dalle esigenze e dagli apporti del dibattito universitario”. Tra i relatori Patrick Gerard, rettore d’Accademia e cancelliere delle università di Parigi, e il filosofo Jean-Luc Marion (Academie Francaise). Il pomeriggio dello stesso giorno appuntamento all’Institut de France, ”perche’ sono interessati tutti gli ambiti del sapere e le discipline rappresentate nelle cinque Accademie”. Interverranno tra gli altri il cancelliere dell’Institut, Gabriel de Broglie, e Re’mi Brague, membro dell’Acade’mie des sciences morales et politiques. In serata si terra’ al Colle’ge des Bernardins una tavola rotonda conclusiva.
La stessa sera si svolgerà anche un momento di festa sul sagrato della cattedrale di Notre-Dame. I partecipanti verranno accolti dal card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi. Un maxischermo sul sagrato trasmetterà un discorso del Papa sul senso e gli obiettivi dell’iniziativa. La cattedrale resterà aperta per chi vorrà pregare con la comunità di Taizé. Dopo Parigi, altre città accoglieranno manifestazioni del ”Cortile dei gentili”. Tra queste Firenze, Tirana, Stoccolma, Praga, Berlino, Quebec, Mosca, Chicago e Washington.

(via SpiritualSeeds.info)

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È una settimana importante, quella che si apre oggi, per “Il Cortile dei Gentili”, lo spazio di dialogo tra credenti e non credenti fortemente voluto da Benedetto XVI ed affidato alle cure del cardinale Gianfranco Ravasi, che ha creato una Fondazione apposita in seno al Pontificio consiglio della Cultura, da lui presieduto. Il primo incontro italiano avrà luogo infatti sabato prossimo, 12 febbraio, presso l’Alma Mater, la prestigiosa Università di Bologna, e la scelta di un ateneo laico e pubblico non è certamente casuale. All’appuntamento bolognese interverranno tra gli altri i docenti universitari Vincenzo Balzani con una relazione dal titolo ‘Un’alleanza per custodire il pianeta terra’, il costituzionalista Augusto Barbera con una riflessione dal titolo ‘La laicità come metodo’, e a seguire il professore e filosofo Massimo Cacciari che parlerà di ‘Ateismo nella cristianità’.
Infine, Sergio Giovine con una relazione su binomio ‘Filosofia ed esperienza religiosa’. A scandire i lavori accademici sarà l’attrice Anna Bonaiuto che leggerà alcuni passi tratti da Agostino, Pascal e Nietzche.

“Prima ancora del solenne evento che a Parigi vedrà coinvolte le maggiori istituzioni culturali – ha spiegato il cardinale Ravasi – dalla Sorbona all’Unesco, dall’Academie de France alla stessa Notre Dame, l’atto che si svolgerà nell’università’ di Bologna il 12 febbraio sarà la vera e propria ‘prolusione’ di un itinerario di dialogo e di ricerca dalle tappe molteplici. Il Pontificio Consiglio della Cultura, che ha voluto inaugurare questo percorso, è perciò particolarmente grato a un’istituzione così nobile, antica e gloriosa come l’Università’ di Bologna, al suo Rettore, convinto artefice di questa iniziativa, agli intellettuali che vi parteciperanno coi loro interventi e alla folla dei giovani e di tutti coloro che si sentiranno coinvolti”.

Dello stesso Ravasi è possibile leggere online due interventi che spiegano bene il senso dell’iniziativa: un’intervista rilasciata al settimanale Famiglia Cristiana ed un intervento scritto per il mensile Jesus.

(via SpiritualSeeds.info)

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