Saturday, May 19, 2012

NOBELL:IT premio WECA

Posted by marilena marino On marzo - 24 - 2012 ADD COMMENTS

PREMIO WECA 2011-2012: ALTRI SITI, OLTRE AI VINCITORI

 

Come anticipato, pubblichiamo gli elenchi dei primi classificati, oltre ai vincitori.

Il Premio non è stato una competizione fine a se stessa, ma l’occasione per favorire la crescita di tutti siti web cattolici.

 

E’ per questo che rendiamo noto un elenco più ampio di siti segnalati dalla giuria.

 

 

Gli elenchi in dettaglio:

 

- Categoria “Siti Istituzionali e Associativi

- Categoria “Siti Parrocchiali

- Categoria “Siti Personali

 

SITO   http://www.cyberteologia.it   http://www.ricercatoridisperanza.it   http://nobell.it/   http://www.maxgranieri.it   http://www.egioiasia.com   http://www.gioba.it   http://diariodiunamissione.blogspot.com/   http://www.cercoiltuovolto.it   http://www.ilportonedibronzo.it   http://www.diodopointernet.it   http://www.religionereligioni.blogspot.com   http://www.vittoriomessori.it

 

Nell’arcipelago dei 15mila siti cattolici italiani, i migliori sono stati premiati a Roma dall’Associazione dei Webmaster Cattolici Italiani, in occasione del Laboratorio ‘Giovani, web ed educazione alla fede’ promosso dal Servizio nazionale per la Pastorale giovanile della CEI con WeCa.

Per la categoria ‘Siti personali’ il sito vincitore è www.cyberteologia.it di padre Antonio Spadaro, direttore di  ‘Civiltà Cattolica’. Ad appena un anno dalla inaugurazione del portale chiamato Cyberteologia ovvero – spiega padre Spadaro -‘l’intelligenza della fede al tempo della Rete’.

Menzione speciale a www.ricercatoridisperanza.it. Due studenti: Emanuele Renzi e Filippo Amaduzzi. Giovani ma convinti che ‘la speranza vada condivisa con il mondo intero. Anche attraverso il mondo digitale’.

 

Nobell.it

E comunque aver ragiunto il terzo posto significa comunque che la visibilita’ e l’impegno degli Animatori ori della Cultura e Comunicazione in questo Blog è stato raggiunto. Selezionato anche al Vatican blogger meeting nello scorso Mggio a Roma Nobell.it rimane nel suo costante impegno a qualificarsi per ila sua attivita’ nel contesto soprattutto dell’Evangelizzazione del Corile dei gentili. Grazie davvero a tutti!! (Marilena Marino)

Lettera WECA a NOBELL:IT 25 Marzo 2012

“Gentilissima,
la menzione speciale avremmo voluto farla a tutti i concorrenti (in
totale circa 500 per le 3 categorie), per la generosita’ ed entusiasmo
con cui ci hanno sostenuto, e soprattutto per il lavoro che svolgono
quotidianamente.

Per quanto riguarda voi, con la pubblicazione sul sito tra i primi dieci
avete di fatto ricevuto una menzione ancora piu’ esplicita.

Purtroppo il “premio materiale” abbiamo dovuto limitarlo per ovvi
motivi, ma certamente il “premio morale” vi appartiene con pieno diritto
e (spero) ampia e meritata soddisfazione.

Considerate che la giuria era molto numerosa (circa 20 membri) ed
esigente, quindi il vostro eccellente piazzamento e’ certamente di
grande valore.”

Un saluto molto cordiale e auguri di buon lavoro

Giovanni silvestri
Associazione Weca

La Giuria è composta da 22 personalità del mondo della comunicazione (internet, televisiva, radiofonica e della carta stampata, da Avvenire.it a TV2000).
L’intero elenco dei giurati, il testo del regolamento e le informazioni sul Premio su www.webcattolici.it

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Volere è potere

Posted by marilena marino On dicembre - 4 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino                                                                                           Scrivi a:  marilena@merilin.it

III domenica di Avvento anno B

“Lo Spirito del Signore è su di me perchè il Signore mi ha consacrato con l’unzione, mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri a fasciare le piaghe dei cuori spezzati”   Isaia 61,1-2.10-11

Prima lettura
Is 61,1-2.10-11
Gioisco pienamente nel Signore.
Dal libro del profeta Isaìa

Lo spirito del Signore Dio è su di me,
perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l’anno di grazia del Signore.
Io gioisco pienamente nel Signore,
la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,
mi ha avvolto con il mantello della giustizia,
come uno sposo si mette il diadema
e come una sposa si adorna di gioielli.
Poiché, come la terra produce i suoi germogli
e come un giardino fa germogliare i suoi semi,
così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
e la lode davanti a tutte le genti.

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Lc 1
La mia anima esulta nel mio Dio.

L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.

Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia.

> Seconda lettura
1Ts 5,16-24
Spirito, anima e corpo si conservino irreprensibili per la venuta del Signore.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.
Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Is 61,1)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è sopra di me,
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
Alleluia.
> Vangelo
Gv 1,6-8.19-28
In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Parola del Signore

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Mission 2012

Posted by marilena marino On novembre - 30 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Obiettivi per il futuro: inculturare la fede nell’ambiente digitale attraverso processi mutimediali di impatto audio, video, sonoro e descrittivo per facilitare l’ingresso nel variegato mondo dei mass-media della produzione e diffusione della sapienza del Vangelo di Cristo. E’ un obiettivo arduo e a volte impervio ma che necessita sempre piu’ di inventiva e creativita’ per diventare sale luce e lievito nell’ambiente sempre piu’ secolarizzato che ci circonda.

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Star(e) con la cultura

Posted by marilena marino On novembre - 30 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

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Sarebbe interessante effettuare un sondaggio per sapere quale significato le persone di diverse età ed estrazione associano immediatamente al temine “animatore”. Con ogni probabilità, nell’odierna società dei consumi, gran parte delle risposte indicherebbe l’animatore del villaggio turistico, che intrattiene i vacanzieri proponendo attività antinoia, prevalentemente fisiche (giochi, balli, gare di abilità etc.), da eseguire in gruppo.

In realtà “animare” viene da “anima”, e suggerisce l’idea di infondere lo spirito, vivificare, e successivamente incoraggiare. E’ a questa accezione originaria che esplicitamente si richiama il Direttorio sulle Comunicazioni Sociali nella missione della Chiesa della CEI, “Comunicazione e missione”, del 2004, quando identificando l’urgenza di una figura come questa a proposito dell’ambito della comunicazione e della cultura, afferma che

«In questo campo servono operai che, con il genio della fede, sappiano farsi interpreti delle odierne istanze culturali, impegnandosi a vivere questa epoca della comunicazione non come tempo di alienazione e di smarrimento, ma come tempo prezioso per la ricerca della verità e per lo sviluppo della comunione tra le persone e i popoli»

Operai innanzitutto: l’animatore non e’ un specialista, un esperto; non ha una conoscenza settoriale e tecnica, ne’ tantomeno astratta. Il suo compito ha piuttosto a che fare con le opere, la concretezza, l’azione, l’impegno nella realta’, il servizio alla comunità.

L’azione non e’ pero’ cieca, ne’ regolata dalle urgenze o semplicemente dalla volontà personale, e nemmeno puramente orientata alla dimensione materiale, ma scaturisce dal “genio”: da una scintilla vivificatrice, da una capacità di sguardo originale che non si genera dall’interno, ma dalla fede che ci apre una prospettiva nuova e che ci “anima”.

Come scrive Antonio Spadaro, “il genio è mosso da un’idea luminosa e ribollente che muove e illumina tutta la sua attività” (Svolta di respiro, p. 31). “E’ come un uomo che attinge acqua alla sorgente e non al rubinetto: l’acqua sgorga senza canali ma con la forza e la purezza dell’inizio” (www.generativita.it).

Il genio della fede tiene viva questa sorgente e questo sguardo attento e libero su un presente difficile da comprendere, senza lasciarsene sedurre o scoraggiare.

L’animatore della comunicazione e della cultura non è quindi un idraulico che, disponendo di una sapere, predispone un impianto di erogazione con comodi rubinetti per consentire il prelievo delle quantità desiderate, ma è una sentinella (ruolo che indica colui che ascolta – da sentire – e che è mandato a vigilare proprio vicino al pericolo) che continuamente richiama l’attenzione sulla fonte alla quale attingere la vita, e sul fatto che tutte le “meravigliose opere dell’ingegno umano” ci mettono prima di tutto in contatto, per usare un’immagine potente e condivisa, “con il dito creatore di Dio” (ivi, 35).

Da qui discendono i compiti: l’animatore della comunicazione collabora in spirito di servizio alla triplice azione di

1) interpretazione e discernimento rispetto al tempo presente

2) incorporazione dei media nell’azione pastorale, cercando forme nuove per abitare questo ambiente, nella comune ricerca della verità

3) valorizzazione delle risorse umane, soprattutto dei giovani, e ridefinizione dell’autorevolezza come capacita’ di ascolto e amore per l’umano nella sua integrità.

Sono passati alcuni anni dalla pubblicazione di questo documento, anche se pochi anni possono significare vere rivoluzioni nel nostro mondo accelerato: nel 2004, per esempio, nasceva Facebook negli USA, ma solo dal 2006 si è diffuso in tutto il mondo, e il boom in Italia è del 2008, con le profonde trasformazioni nei modi della relazione che si sono accompagnati al trionfo dei Social Network.

Tuttavia il testo del Direttorio rimane molto attuale e si rivela retrospettivamente quasi profetico nel riconoscere la necessità di figure di riferimento, motivate e competenti, capaci di articolare, nella concretezza della relazione faccia a faccia, una comunicazione a più livelli, tra chiesa, territorio e media: “opinion leader” che siano espressioni della comunità ma esprimano anche sensibilità ecclesiali più sviluppate e una “familiarità riflessiva” rispetto ai media; capaci di produrre aggregazione, attivare risorse, mobilitare consapevolezza.

Come si legge infatti nel messaggio del Papa per la 45ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, “nel mondo digitale trasmettere informazioni vuol dire sempre più immetterle in una rete sociale, dove la conoscenza viene condivisa nell’ambito di scambi personali”.

Come si declina dunque questa figura nell’era del web? Che cosa ci chiede e ci insegna l’età digitale rispetto ai compiti cui l’animatore per mandato, ma tutti noi in quanto cittadini del villaggio globale siamo chiamati?

1 – Ascoltare e vigilare

“L’impegno sui fronti della comunicazione e della cultura può favorire la maturazione di una Chiesa più attenta ai cambiamenti, capace di reale discernimento. Gli animatori offriranno a tutta la comunità spunti e occasioni per interpretare i fenomeni del nostro tempo offrendo chiavi di lettura ed educando al senso critico. Nel processo di globalizzazione e di massificazione, che caratterizza l’inizio del terzo millennio, la Chiesa può diventare un fondamentale punto di riferimento, essendo per sua natura realtà universale e nello stesso tempo comunità particolare. La sua universalità, cattolicità, nulla sottrae al vincolo con la dimensione particolare, anzi lo rafforza. Gli animatori coniugheranno, senza contrapposizioni, gli aspetti dell’universalità con il radicamento nel territorio e nella realtà locale” (Direttorio, VI, 135)

Sono tre i punti sollevati in particolare da questo denso passaggio: il ruolo dei laici nel contribuire alla comprensione dei processi in atto; la capacità della Chiesa di farsi punto di riferimento irrinunciabile in un mondo che rischia la perdita del senso; il carattere “cattolico”, cioè “totale”, oltre che universale e singolare-locale, della Chiesa.

- Paolo VI nella Evangeli Nuntiandi, descriveva il nostro tempo come segnato da una “rottura tra vangelo e cultura” (n. 20).

E’ questa frattura che oggi va sanata, perché impoverisce la cultura, separando e contrapponendo ciò che invece è unito: materia e spirito, finito e infinito, libertà e legame….Lo scriveva anche McLuhan: “esistono due aspetti in ogni cosa, l’uno concreto e l’altro mistico, entrambi utili e fecondi” (La luce e il mezzo, p. 31).

Escludere lo spirito, negare l’infinito (o almeno l’infinito “verticale”), sottoporre ogni aspetto della realtà a uno sguardo oggettificante è, per usare le parole di Florenskij, “tentare di strappare il velo da ciò che è misterioso per illuminare tutto con una luce artificiale” (La concezione cristiana del mondo, p. 55).

E’ l’atteggiamento opposto a quello filosofico dello stupore, e a quello della vita spirituale grazie alla quale tutto continuamente si rinnova: qui invece “ogni processo complesso si frantuma in parti tali da non poter stupire: è la concezione del mondo più noiosa” (ivi). Mentre nella concezione religiosa del mondo l’intero precede le parti (basti ricordare gli esempi evangelici della vite e dei tralci, o quelli paolini del corpo e delle membra), la cultura razionalistica ha proceduto alla frantumazione dell’intero in parti, per dimostrare che scomponendo i processi in fasi infinitamente piccole è possibile ottenere l’essere: “L’intera scienza vuole dimostrare come dal nulla si ottenga qualcosa, e come da qualcosa si ottenga la pienezza dell’essere” (ivi, 61). E’ la teoria della continuità, delle piccole variazioni che porterebbero dal nulla al mondo. A questa si oppone “la cultura della conoscenza viva, secondo la quale tutto è legato al tutto” (ivi, 63). Che è anche la cultura della discontinuità, quella dell’atto creativo, dell’atto gratuito di amore, della scelta di libertà, dell’atto di fede: “giacchè l’intero può darsi soltanto tramite un atto creativo, in modo improvviso e non graduale” (ivi).

Da una parte, dunque, continuità, frammentazione, accumulo, piccole variazioni quantitative, equivalenza; ma anche banalizzazione del desiderio, rifiuto del legame…; dall’altra discontinuità, integrità, unicità, insostuibilità, responsabilità e libertà.

E’ alla scelta tra queste due cornici, e tra le opzioni antropologiche che ciascuna di esse porta con sè, che il nostro tempo ci sollecita, mentre tenta di far passare la prima come un dato di fatto. Così il “pensiero meditante” viene cancellato da quello “calcolante”, che perde il senso della gratuità e della bellezza e resta schiacciato sull’utile immediato (Pompili, Il nuovo nell’antico, 49).

La buona notizia del vangelo non riguarda solo un aspetto della nostra esistenza, ma l’intero. “Cattolico” significa per tutti, ma anche “relativo al tutto”. La cultura contemporanea è settoriale, frammentata e promuove la segmentazione dell’esperienza e persino del corpo, che non è più considerato come un tutto ma come una somma di parti (smontabili, sostituibili, ritoccabili). Ascoltare questo tempo significa anche cogliere la deriva disumanizzante di una concezione materialistica e meccanicistica della vita e del corpo, e proporre invece il messaggio dell’integrità della persona e della sacralità della vita.

- In questo senso la Chiesa può offrire oggi un punto di vista profondamente alternativo a quello di una cultura sempre più arida e disumanizzante. Una prospettiva liberante e anche profondamente rasserenante, oltre che vigile e critica.

Il prezzo di questa lacerazione infatti, oltre al materialismo che ci rende un’”epoca delle passioni tristi”, è l’incapacità critica, la banalizzazione, il senso di rassegnazione che si respirano in tanti ambienti.

McLuhan scriveva che “Il banale è rappresentato invariabilmente dal falso mostrarsi delle cose alle intelligenze stanche e agli spiriti esangui” (La luce e il mezzo, 31), e pessimisticamente affermava anche: “c’è una ripugnanza radicale nel cuore dell’uomo verso la comprensione dei processi in cui siamo coinvolti. Tale comprensione implica troppa responsabilità per le proprie azioni” (89). E ancora: “Quando un nuovo problema diventa troppo grande per essere affrontato su scala umana, la mente si ritira istintivamente e si addormenta” (107).

Il progresso della tecnica può produrre meraviglia e farci interrogare sulla fonte di questa nostra capacità creatrice, oppure può produrre una sorta di rassegnazione al dato di fatto e alla legge della fattibilità, rinunciando alla domanda sul senso.

Come sosteneva McLuhan, “Uno degli effetti dell’innovazione è il sonnambulismo. Quando le persone sono in preda a una forte pressione psicologica, tendono a diventare ‘zombie’. Lo ‘zombismo’ e’ attualmente un modo normale per resistere all’innovazione tecnologica” (La luce e il mezzo, 81).

Il contesto culturale in cui siamo immersi ci invita costantemente a sognare a occhi aperti, piuttosto che fare appello alla nostra capacità di ascoltare e riconoscere la realtà circostante.

Qualità della vigilanza sono invece l’attenzione, la sensibilità, la capacità di perforare il velo delle apparenze. Vigilare significa “guardare con attenzione”, un guardare che non è solo degli occhi.

Vigilare significa anche prendersi cura, custodire, ciò che abbiamo conosciuto come importante, prezioso e bello. Solo ciò che viene custodito può durare, perchè l’oblio della nostra cultura basata sull’istantaneità tende a cancellare ogni cosa.

Il cristiano oggi sa vigilare e sa anche essere originale: non nel senso che è ossessionato dalla distizione e dalla novità fine a se stessa, bensì perché non si dimentica dell’origine, di quella fonte dalla quale ha avuto e costantemente riceve la vita, e questo rende il suo sguardo più acuto e la sua prospettiva “eccentrica” rispetto alla dittatura del dato di fatto che domina nei discorsi di oggi.

Nell’opera di discernimento dei tempi i laici, se stanno dentro al mondo con atteggiamento vigile, possono svolgere un ruolo cruciale, e la cultura digitale pone oggi nuove sfide e nuove opportunità in questa direzione.

Essa rappresenta certamente una sfida per la Chiesa, dato che la rete, come scrive la Turkle (Alone together, 2011), si presenta come una “bottomless abundance”, una abbondanza senza fine che tutto può contenere, dove tutto si puo trovare.

Una sfida che deve essere colta con attenzione, con responsabilità ma anche con umiltà, perché solo “ascoltando” il nuovo contesto che va prendendo forma si può esprimere una parola capace di intercettare i bisogni, destare l’attenzione, accendere la speranza. E i laici possono contribuire molto non solo condividendo esperienze, significati e competenze, ma persino offendo spunti per vedere la rete non come un sostituto, ma come un luogo che consenta una nuova intelligenza (intus-legere) della fede, a fronte di una generalizzata “negligenza”, indifferenza (nec-legere); per esplorare a fondo “la pensabilità della fede alla luce della logica della rete” (Spadaro “Verso una ‘cyberteologia’? L’intelligenza della fede al tempo della rete”, La Civiltà Cattolica, I, 2011: 25).

Se il medium è il messaggio e la techne è anche epistéme, e se niente è veramente profano per l’uomo che si sa a immagine del suo creatore, allora oggi, anche grazie al digitale, si aprono inedite possibilità di penetrare ancora più profondamente il mistero dell’umano nella sua relazione con Dio.

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Sabato 4 giugno laboratorio teatrale dei Burattini

Posted by Agostino On giugno - 5 - 2011 ADD COMMENTS

di Agostino Lupo . Anche lo scorso sabato 4 giugno tanti bambini e alcuni ragazzi e ragazze hanno animato, con impegno e tanta fantasia, nella sala della comunità di Bagnaia, il laboratorio per la costruzione dei burattini, guidato da Giancarlo Vulpes e Ada Mirabassi. Quest’ultimo è stato un momento di intenso lavoro dove tutti sono entrati nella parte di “Geppetto” per dare vita, partendo da materiale veramente povero e a disposizione di tutti, a dei burattini che fossero espressione esclusiva di ogni singolo bambino. Seguendo i suggerimenti e le accortezze degli insegnanti anche i bambini più piccoli sono riusciti a trasformare rotoli di carta igienica, colorati ritagli di stoffa e gomitoli di lana in tanti veri e variopinti burattini. “Ma alla fine – ha domandato una bambina – posso tenerlo con me questo burattino” E’ una domanda eloquente e che manifesta il grande entusiasmo messo in un’attività desiderata e appagante. Quel burattino, costruito con le suo manine, era diventato parte della sua stessa esistenza e a lui può ora confidare i suoi stessi profondi segreti esistenziali. “Questo lusinghiero successo riscontrato nelle esperienze laboratoriali di teatro a Bagnaia, attivate come tentativo per conoscere i desideri e le potenzialità dei nostri bambini e ragazzi che frequentano la vita parrocchiale, per allargare il cerchio di vita comunitaria – ha detto il parroco don Aldo Milli – ci incoraggia a proseguire e rilanciare un programma più intenso per il prossimo anno”. Peraltro da queste prime esperienze si conferma la bontà del semplice obiettivo che ci si era posti: rivitalizzare il teatro per farlo divenire uno spazio di vita dove i bambini, ragazzi e anche adulti, possano rivivere la dimenticata esperienza di manifestare agli altri il proprio vissuto interiore e partecipare così alla costruzione di una comunità che vive della esperienza e della voglia di condividere la vita in comune. Inoltre è un mezzo molto efficace per allontanare, almeno temporaneamente, i bambini dall’imperante e condizionante mondo della TV, dove si è abituati a vivere passivamente i messaggi di altri senza poter interloquire con essi, e divenire invece attivi portatori di interiori messaggi personali da scambiare comunitariamente con gli altri.

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Tutti i Video Del Direttorio

Posted by Terzilio Mancinelli On marzo - 6 - 2011 ADD COMMENTS

Tutti i video contenuti nel Direttorio delle comunicazioni sociali: COMUNICAZIONE E MISSIONE.

Questo sussidio video era contenuto nel Documento del Direttorio nella prima versione  dell Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali.

Ogni singolo video descrive visivamente il contenuto di ogni capitolo del Direttorio.

Una sintesi ben fatta che aiuta a capire il contesto dove la nuova figura dell Animatore della Cultura e della Comunicazione  dovrebbe interagire.

Video realizzati per essere diffusi e discussi nelle Diocesi e nelle Parrocchie.

Un materiale molto valido che spesso finisce poco considerato negli archivi dei Parroci.

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IL WEB COME CORTILE VIRTUALE per incontrare i giovani…Corso

Posted by marilena marino On novembre - 7 - 2010 ADD COMMENTS
Seminari Web 2010-2011
Prossimo seminario in programma
» Il web come “cortile virtuale” per incontrare i giovani
(dal 10 novembre al 9 dicembre 2010)
Dott. Patrizio Righero, direttore ufficio comunicazioni sociali diocesi di Pinerolo
In collaborazione con FOI e Copercom

Per informazioni scrivi a info@webcattolici.it

Programma – vers. per la stampa / Programma – vers. per il web

Descrizione Facebook, badoo, twitter… e chi più ne ha più ne metta. Il web è in rapida evoluzione e sempre più si connota come spazio di espressione libera e incontrollata. I social network hanno modificato profondamente, soprattutto nei giovani, il modo di relazionarsi con gli altri e con il mondo. In questa fitta rete virtuale c’è spazio per un accompagnamento spirituale? È possibile una web-pastorale? In che modo?
Questo corso on-line si pone l’obiettivo di fornire alcuni strumenti per entrare, in punta di piedi ma con efficacia, in questo mondo che, a modo suo, chiede di essere evangelizzato e illuminato dalla Parola.
DestinatariGli operatori della pastorale giovanile che già operano attivamente negli oratori, nei gruppi giovani, nelle associazioni e nei movimenti. Insegnanti, in particolare gli IRC delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Tempi (le date potrebbero subire variazioni)

Diretta di apertura: 10 novembre

Diretta di chiusura: 9 dicembre

Eventuale diretta intermedia: 25 novembre

Contenuti
Comunicazione nel mondo giovanileLa comunicazione degli adolescenti e dei giovani: alcuni tratti caratteristici.
L’uso che gli adolescenti e i giovani fanno del web e del web 2.0 in particolare.
Come influisce il web 2.0 sul linguaggio giovanile?
Identità e relazioni Web 2.0 e determinazione del sé.
Le relazioni nell’era della “società liquida”.
Relazioni interpersonali e solitudine.
Educare all’uso del webLa gestione del tempo.
La dimensione corporea.
Le patologie.
Educare adolescenti e giovani attraverso il web 2.0. Come è possibile?Uno strumento per proseguire e approfondire le relazioni (mantenere il contatto, tematizzare relazioni, spazio di confidenza).
Valore aggiunto nella pastorale sul campo.
Il cortile virtuale, ovvero i “remoti”
- gettare la rete
- intessere relazioni significative
- saper ascoltare
- intervenire: quando e come?
- e i consigli?
Quali educatori nell’era crossmediale: attitudini, conoscenze, competenze.
Il Web delle pari opportunitàSocial network e disabilità.
La leggerezza del web.
Relazioni e corporeità.
Quali contenuti nell’era crossmediale.E il Vangelo?
Uno spazio per il kerigma? L’annuncio gioioso.
Bibbia e web
Le questioni etiche
Pregare on line. Si può? E come?

Lezione conclusiva.

Revisione e verifica dei lavori svolti.
Questioni aperte, difficoltà emerse.

E-tivityIl corso prevede lo svolgimento di tre e-tivity (esercitazioni dei partecipanti).

Tutor Massimo Cicconi
Giorgio Spinosa

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Ma che Chiesa siamo?

Posted by Matteo Maria Giordano On settembre - 6 - 2010 6 COMMENTS

“Credo in Dio ma non nella Chiesa”. A quanti di noi non è capitato almeno una volta di sentire questa frase? E devo ammettere che ogni volta mi indispettisce non poco questo distinguo. É un po’ come dire (perdonate l’ardito paragone): “credo nella Patria ma non nello Stato!”. In pratica si crede nell’elemento generatore, ma non nella traduzione che l’uomo ne ha fatto.

Infondo lo Stato (da un lato) e la Chiesa (dall’altro) siamo noi: noi che ogni giorno popoliamo questo mondo e cerchiamo di darci delle regole di convivenza e proviamo a sentirci più vicini e più fratelli nonostante le mille differenze che ci dividono.

Perchè dunque la gente crede sempre di meno nelle istituzioni? Perchè questa disaffezione continua? Forse perchè le istituzioni (anche quelle ecclesiali, purtroppo!) seguono sempre più delle “logiche” lontane dai veri bisogni e dalle vere esigenze della gente? Forse. Vi racconto la mia storia.

Circa un anno fa, dopo mesi di “corteggiamento” da parte mia, convinco la “classe dirigente” della mia Diocesi ad impegnarsi più decisamente nel mettere in pratica il Direttorio per le Comunicazioni Sociali COMUNICAZIONE E MISSIONE. A novembre vengo assunto con un contratto a tempo determinato di un anno. Mio compito principale: lanciare il nuovo sito diocesano e creare le condizioni per una massiccia presenza in Rete di tutte le istanze diocesane; sensibilizzare le parrocchie, le associazioni e i movimenti locali all’utilizzo dei nuovi media; organizzare incontri formativi in questo ambito…in pratica dovevo essere uno di quei professionisti della Comunicazione (lo sono ormai da 10 anni) di cui il Direttorio parla ripetutamente, la cui esperienza e il cui lavoro potessero e dovessero essere messi a servizio di questo nuovo corso della Chiesa moderna.

Ebbene, questo anno di lavoro ha dato davvero molti frutti, solo che non se n’è accorto praticamente nessuno: chi gestisce le Comunicazioni Sociali mi ha sempre vissuto come una minaccia incombente e non ha mai collaborato con me (anzi, se ha potuto, mi ha messo i bastoni fra le ruote): dunque non ho mai avuto un ufficio di riferimento, un direttore di riferimento, non mi è mai stata data autonomia decisionale, nè collaboratori validi. Ciò nonostante ho centrato tutti i miei obiettivi con successo. Il risultato? Non mi verrà rinnovato il contratto perché…non ci sono i fondi necessari…perchè “le Comunicazioni Sociali qui sono un feudo intoccabile”….perchè “ci sono dinamiche che tu non puoi sapere”…perchè infondo una volta fatto il sito diocesano non serve fare altro…eccetera, eccetera.

Da Animatore della Comunicazione e della Cultura ho dovuto ahimè constatare lo scollamento totale che esiste (almeno nel mio territorio, non voglio certo fare di tutta l’erba un fascio) tra ciò che viene indicato dalla CEI (con il Direttorio, con Testimoni Digitali,…) e una realtà (passatemi il termine) “di palazzo”, nella quale esistono solo preti-manager e logiche di potere per le quali il bene di una comunità, di una Chiesa passano in secondo piano. Si predilige una comunicazione vecchia e stantìa perchè ci sono “feudi” (come mi è stato detto) che sono intoccabili. Non si ascoltano i bisogni delle parrocchie, dei giovani, della gente che sta fuori dal palazzo per proteggere una classe dirigente ultrasettantenne che ci sta lasciando (come dice un mio giovane amico prete) una Chiesa agonizzante, una Chiesa destinata a spegnersi.

Si fa un gran parlare dell’aiuto dei laici, del loro contributo nei vari aspetti della Pastorale, ma poi si vive il loro servizio come una minaccia e non li si lascia liberi di agire e di consigliare.

In questo anno ho avuto modo di conoscere realtà diocesane davvero molto progressiste in varie parti d’Italia. Preti giovani che investono moltissimo sulla Comunicazione, coinvolgendo le loro comunità in modo deciso e facendo sì che le direttive del Vaticano non restino lettera morta ma diventino linfa vitale per la loro Chiesa.

La mia esperienza è ahimè molto più deludente e oggi mi domando come può fare una persona con capacità umane e professionali, con cultura e competenza, una persona che crede fortemente nel progetto che vede noi tutti Animatori della Comunicazione e della Cultura coinvolti, spezzare queste dinamiche vetuste che indeboliscono le nostre comunità, allontanando i giovani dagli oratori e dalle Chiese, gli sposi dal matrimonio cristiano, le famiglie dalla Catechesi.

Non conosco la riposta ma voglio credere che uno dei modi possibili sia la denuncia di queste dinamiche, nella speranza che qualcuno più in alto di noi faccia qualcosa.

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Nobell.it giornale dei Testimoni Digitali

Posted by carmen On maggio - 3 - 2010 ADD COMMENTS

Articolo su Nobell.it  scritto da Carmen de Fontes  su AVVENRE di Reggio Calabria del 13/03/2010

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Riflessioni a margine del convegno Testimoni Digitali

Posted by carmen On aprile - 29 - 2010 1 COMMENT

di Carmen De Fontes

C’è anche un altro convegno.
C’è un convegno che prosegue. Che prosegue, e proseguirà, nelle amicizie e nella condivisione di esperienza che i Testimoni Digitali sapranno creare. C’è un convegno che prosegue e proseguirà nei progetti che ci si impegnerà a realizzare. C’è un convegno che prosegue e che porta alla nascita della vera e propria “rete” dei Testimoni Digitali, unico modo per essere Chiesa su internet: essere uniti e espressione di una sola voce, quella del Vangelo.
C’è un convegno che va oltre: che va oltre i dettagli tecnici che dipingono il mondo digitale, oltre le ricerche sociologiche, i consigli, i suggerimenti, gli accorgimenti che comunque servono a orientarsi nel web. C’è un convegno che va oltre l’aspetto tecnico e il dato attuale e che ha attraversato questi tre giorni intensi, dalla visita alla Cappella Sistina al discorso del Santo Padre. C’è l’immagine del Cristo michelangiolesco del Giudizio Universale: il Cristo da cui ha origine tutto il movimento e in cui ha fine la storia. C’è un convegno che ci ricorda che la Chiesa non si deve interrogare se essere o meno sul web ma che non può non esserci. Ma che prima di “esserci” deve “essere” e con essa ogni cristiano: essere testimone credibile, ma soprattutto, come ricordato da Benedetto XVI, “credente”.
C’è un convegno che ci sarebbe potuto essere. Ci sarebbe potuto essere un momento di risonanza, la possibilità di intervenire, di fare domande ai relatori, di contestare e approvare. In un mondo interattivo e multimediale, il convegno si è avvalso solo parzialmente dei mezzi della tecnologia digitale e anche se c’era la possibilità di mandare sms e lasciare commenti sul web, di ciò non è giunta alcuna eco ai relatori e agli uditori. Ci sarebbero potuti essere più giovani; a fronte di un gruppo di relatori molto giovani, i convegnisti sembravano avere un’età media molto avanzata e, anche se è positivo trovare anche tra i più adulti gente entusiasta del mondo della comunicazione e delle nuove tecnologie, l’impressione è che i giovani siano ancora poco valorizzati all’interno di alcuni contesti.
Ci si auspica che ci sia un dopo – convegno che tenga presenti gli ammonimenti giunti in questi giorni ad avere come guida il magistero della Chiesa anche quando ci si muove nel continente digitale, al fare entrare “il mondo della comunicazione a pieno titolo nella programmazione pastorale”(Benedetto XVI). Ci si auspica che ci sia un dopo – convegno che si renda evidente in una fioritura di nuove iniziative e di valorizzazione dell’esistente. E ci si augura che ci siano di nuovo, e senza lasciar passare troppo tempo, spazi di confronto e di condivisione.
Ma soprattutto c’è da oggi l’impegno quotidiano e rinnovato nelle diocesi e nelle parrocchie; un impegno che, riprendendo la relazione di padre Roderick Vanhögen, segua l’agire di Dio. Dio comunica ai magi con una stella perché i magi stanno già cercando in cielo. Bisogna essere lì dov’è l’uomo per incontrarlo e, come ci ha invitato il Santo Padre a fare, “ senza timore prendere il largo nel mare digitale, affrontando la navigazione con la stessa passione che da duemila anni governa la barca della Chiesa”.
Carmen De Fontes

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Intevista a Don Paolo Padrini, ideatore dell’IBreviary

Posted by Giovanni Ronzoni On febbraio - 25 - 2010 ADD COMMENTS

- Come è nata la tua passione per la tecnologia?

Risposta:
La mia passione per la tecnologia nasce negli anni giovanili nei quali un po’ come tutti i ragazzi della mia età mi sono trovato ad utilizzare prima di strumenti tecnologici in ambito scolastico e poi gli stessi strumenti in modo personale per il divertimento e come passatempo.
Naturalmente proseguendo gli studi prima come geometra e poi do teologia con l’ingresso in seminario, la tecnologia è entrata a far parte in modo più serio della mia vita quotidiana. Soprattutto Internet è un mondo nel quale mi sono subito buttato con passione avendo personalmente sempre avuto un grande desiderio di comunicare: sono stato abituato fin da giovane a pormi sempre questa domanda: “mi sono fatto capire? La gente che mi ascolta, che sente le mie prediche, che incontro per strada, è in sintonia con me le mie parole, comprende il mio pensiero?”
Insomma, ho sempre coltivato una grande passione per il comunicare e per le relazioni con i miei fratelli e le mie sorelle. Passione che non poteva non trovare un grande campo di azione nell’evangelizzazione e nella catechesi anche attraverso i nuovi media elettronici.

- Quel’è stata la prima volta che hai unito tecnologia e missione sacerdotale?

Risposta:
La prima volta che ho unito tecnologia e missione sacerdotale è stata nella realizzazione della mia tesi di licenza in conclusione degli anni di studio romani presso la Pontificia Università Lateranense. La mia tesi mi ha portato a realizzare un uso cosciente ed un approfondimento di studio notevole su uno strumento particolare nell’ambito dei nuovi media: le chat line.
Non posso però non individuare come primo momento forte e concreto di questa unità tra tecnologia e missione, la realizzazione dell’applicazione per iPhone iBreviary. Quest’applicazione è stata un vero e proprio campo di prova nel quale unire le mie competenze di comunicatore, la mia passione per la tecnologia e di desiderio di mettere queste cose al servizio della parola di Dio e della catechesi.

- Sei conosciuto in tutti il mondo per IBreviary, applicazione per IPhone. Come è nata quest’idea di coniugare preghiera e tecnologia?

Risposta:
L’idea di questa applicazione per iPhone è nata pensando proprio allo strumento del breviario: uno strumento nato proprio per rendere mobile la preghiera. Esso è infatti una sintesi delle preghiere più importanti ad uso di chi doveva muoversi e non poteva permettersi di trasportare con sé grandi moli di libri. Da questa intuizione è nata l’idea di portare il breviario sulla iPhone facendo sperimentare all’utente nuovamente La possibilità di crearsi uno spazio per Dio, un momento di riflessione e di preghiera in qualsiasi luogo egli si trovi.

- Sua Santità Benedetto XVI ha scelto come tema per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: <>. Cosa ne pensi?

Risposta: Penso che il tema lanciato dal Papa sia molto attuale e molto coraggioso. Molto attuale poiché il tema della evangelizzazione e dell’annuncio attraverso i nuovi media sta molto a cuore a molti operatori, siano essi laici religiosi non sacerdoti. Da questo punto di vista la comunità cristiana ed anche la Chiesa italiana sono molto vive: sono molte le esperienze di sacerdoti che comunicano on-line o di gruppi laicali che sfruttano la rete per creare partecipazione e condivisione anche su grandi temi della vita cristiana. Su questo tessuto già vivo e attivo si è inserito così il messaggio del Papa che sprona il sacerdote a vivere la propria vita considerando il valore positivo dei luoghi “virtuali” abitati e vissuti dai giovani. Penso perciò che il messaggio del Papa sia davvero provvidenziale e prosegua una strada di ottimismo riflessivo e maturo circa l’approccio della Chiesa ai nuovi media digitali.

Ringraziamo don Padrini per la disponibilità.
Giovanni Ronzoni, inviato per NOBELL.IT

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Incontro Animatori Roma 20/2/2010

Posted by Terzilio Mancinelli On febbraio - 22 - 2010 1 COMMENT

Si è svolto a Roma l’incontro degli animatori della cultura e della comunicazione Anicec, come sensibilizzazione al Convegno Testimoni Digitali del prossimo 22 – 24 Aprile 2010.
Don Domenico Pompili e Don Dario Viganò hanno sottolineato l’importanza storica di questo Congresso, il denso programma di interventi qualificati e l’importanza dell’Udienza con il Santo Padre che aiuta a riconoscere la propria identità di animatori della comunicazione verso un mandato missionario nel web.
Gli interventi hanno sottolineato l’importanza del passaggio dal fare rete ad “essere rete” per gli animatori, visibilizzando ancora l’esigenza di mostrare unità.
Don Domenico ha richiamato ad avere uno “sguardo lungo” sul processo che la Chiesa sta cercando di attivare in questa fase storica di passaggio al digitale, dove occorre una cambio di mentalità dei cristiani seguendo con fiducia le indicazioni profetiche del Direttorio delle comunicazioni sociali.
Don Dario ha rivolto un invito agli animatori di usare la propria “passione” per il Vangelo per superare una certa fase di incertezza progettuale individuale; e procedere verso una comunione di intenti, lavorando con umiltà su iniziative concrete all’interno delle parrocchie.
Quindi l’invito agli animatori e alle parrocchie di sensibilizzare la partecipazione all’incontro di Roma rivolto a tutti gli operatori pastorali e suscitare nell’attesa, anche momenti forti spirituali e di preghiera.
Successivamente gli uffici invieranno manifesti, depliant, documentazione alle parrocchie e agli uffici diocesani per invitare tutti gli operatori a questo importante incontro con il Papa a Roma.

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NOBELL.it gli Animatori fanno “rete”

Posted by marilena marino On febbraio - 4 - 2010 ADD COMMENTS

Nel mondo digitale gli animatori della cultura e della comunicazione diventano giornalisti cristiani dal volto mediatico con questo portale che “punta in alto” come un Nobel e si muove dal basso con la forza nuova del popolo web 2.0.

Non l’ennesimo Blog di singoli, ma uno spazio dove gli animatori sono esortati a partecipare a condividere le esperienze che  realizzano nelle proprie diocesi e donarle, scambiarle con generoso spirito di servizio ad altri animatori di altre diocesi.

L’urgenza di comunicare e condividere, raccordarsi, mettere insieme idee, progetti di numerose realtà nazionali e locali che non si conoscono e, a volte, non trovano spazio ma che hanno necessità di essere visibili usando i linguaggi digitali come una seconda pelle, una rete capillare capace di intessere relazioni.

Dare spazio a tante iniziative positive e realizzate in tante parrocchie o diocesi, è un’opportunità per acquisire  dignità  e sicurezza per poter competere nel nostro mondo contemporaneo, in cui  la  verità, il valore etico  e la sapienza cristiana sembrano aver lasciato il posto ad un pericoloso relativismo.

Su NOBELL.it   Si Può

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notizie da assisi e dintorni

Posted by marilena marino On febbraio - 2 - 2010 ADD COMMENTS

L’8  Febbraio 2010 a Perugia si terrà un importante convegno per tutti gli Animatori della Comunicazione per sensibilizzare l’icontro dei Testimoni Digitali del 22 Aprile a Roma, mentre ricordiamo l’ imminente uscita e diffusione del nuovo giornale NOBELL.IT, ideato dall’Animatrice della Cultura e Comunicazione Marino Marilena di Bastia Umbra. Avvalendosi di esperti di comunicazione e laici e religiosi a tutti i livelli, ha voluto lanciare un nuovo tam tam di giornale nel mondo virtuale con l’obiettivo di fare rete e scambiare le notizie del panorama cattolico tra i numerosi comunicatori di cui le diocesi e le parrocchie sono ricche  ma che non hanno ancora la possibilità di interazione reciproca.

Il 14 Febbraio, nell’ ambito di una cerimonia ormai rodata, verrà attribuito l’undicesimo premio televisivo Santa Chiara.

In tema di manifestazioni culturali, oltre a eventi riguardanti il carnevale e serate di beneficienza pro caritas, sottolineiamo con grande gioia, l’attivazione nei prossimi mesi di un nascente Circolo di Cultura cinematografica per realizzare CINEFORUM, all’interno del Progetto Giovani del Centro S Michele della Parrocchia di Bastia Umbra: gran bella notizia, considerando la non trascurabile novità che mai fino ad ora erano stati proiettati film con temi di valore spirituale.

Ancora un altro evento in ASSISI, presso il teatro Metastasio, che si terrà verso la  fine Febbraio, pro HAITI: uno spettacolo teatrale di evangelizzazione, prodotto e realizzato dallo staff RUAH dell’artista Marilena Marino, il cui ricavato andrà interamente all’associazione che si sta incaricando di utilizzare i proventi benefici a favore della calamità che ha colpito di recente la popolazione di Haiti.

Procedono con grande sensibilità del popolo Bastiolo, gli inserimenti nella Parrocchia di S Michele Arcangelo, dei nuovo Parroci: si respira un clima di un delicato adattamento dei fedeli che stanno facendo di tutto per accogliere con calore i nuovi presbiteri, anche se non sarà facile adattarsi alle nuove disposizioni del Vescovo di Assisi, che ha disposto da parte sua, numerose visite pastorali nel  territorio bastiolo, proprio per venire incontro al clima non facile di superamento della recente dipartita del caro parroco che è stato tanto tempo a Bastia Umbria….ma si sa…l’uomo propone e ….Dio …dispone!…

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