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Il Respiro dello Spirito

« Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito. »   (Giovanni 3, 8)
Dio Spirito Santo
Dio Spirito Santo
Terza Persona della Santissima Trinità
Attributi Lingue di fuoco; vento; acqua; colomba

Lo Spirito Santo è, nella tradizione ebraicacristiana ed islamica, lo spirito di Dio.

Per quasi tutte le confessioni cristiane, lo Spirito Santo è la Terza Persona della Trinità. Riguardo allo Spirito Santo la teologia cristiana è stata quella sviluppata nei secoli più recenti; per questa ragione le diversità tra le varie confessioni cristiane in questo campo sono maggiori rispetto a quelle riscontrabili rispetto alla teologia su Dio Padre e su Dio Figlio.

Nella fede cattolica lo Spirito Santo procede in egual misura dalle altre due persone, il Padre e il Figlio. Secondo invece la fede delle chiese orientali lo Spirito Santo procede esclusivamente da Dio Padre. Con il termine tecnico procedere si intende una derivazione che non ha implicazioni temporali, né di priorità, in quanto lo Spirito Santo non può intendersi teologicamente a posteriori rispetto alle altre due persone.

In ebraico spirito viene tradotto con la parola רוח (“ruach“), un nome di genere femminile. Ruach significa anche ventorespiro. “Spirito Santo” è רוח הקודשruach haQodesh. Per la Religione ebraica con tale termine viene indicata la Potenza divina che può riempire gli uomini, ad esempio i profeti. Questo concetto non ha avuto tuttavia uno sviluppo particolare nell’Ebraismo, come invece si è avuto nel Cristianesimo.Etimologia

In greco antico “spirito” si dice “πνεύματος” o “πνεῦμα” (“pneuma”; da “πνέω”, “pneō”, cioè “respirare/soffiare/aver vita”), ed è di genere neutro e da esso deriva il termine pneumatologia, con il quale viene indicata la scienza dello spirito in genere e la scienza teologica giudaico-cristiana che studia la relazione tra lo stesso Spirito Santo e le persone della Trinità cristiana.

In latino Spirito è “Spiritus” (da “spiro”, cioè “respirare”, “soffiare”) ed è di genere maschile. Da lì e dal greco l’equivoco di una Trinità tutta maschile.

Nell’Antico Testamento

Già dalle prime righe della Genesi si intravede la presenza dello Spirito di Dio nel mondo.Il nome «Spirito» traduce il termine ebraico רוח (“ruach“) che, nel suo senso primario significa “soffio”, “aria”, “vento”, “respiro”. Poiché larga parte dell’Antico Testamento è condiviso dalle religioni ebraicacristiana ed islamica, le considerazioni seguenti sono largamente condivise dalle tre religioni.

Secondo l’Antico Testamento lo Spirito Santo ha:

  • funzione creante (prende parte alla Creazione)
  • funzione generante (il soffio vitale di Dio opera continuamente nel creato rinnovandolo)
  • funzione conducente (lo spirito di Dio guida il suo popolo soprattutto nelle grandi svolte, attraverso guide carismatiche, re e profeti)

Nel Nuovo Testamento

Nei vangeli lo Spirito Santo accompagna tutta la vita di Gesù. È menzionato nel racconto del:Nel Nuovo Testamento si ha la piena rivelazione dello Spirito Santo. Il Vangelo di Giovanni presenta più chiaramente rispetto agli altri vangeli lo Spirito Santo come una persona distinta, chiamato «il Consolatore», che Gesù stesso promette ai suoi discepoli (Gv 7,37-39Gv 14,16-17,Gv 14,26Gv 15,26 e Gv 15,7).

La manifestazione più evidente dello Spirito Santo è riportata nel racconto della Pentecoste (Atti degli Apostoli 2,1-11). Gli apostoli e Maria erano riuniti, quando lo Spirito Santo come lingue di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro. Gli apostoli poterono quindi predicare il vangelo in lingue che non conoscevano.

Sette doni dello Spirito Santo

Per la dottrina cristiana, nella stessa pneumatologia, vanno distinti i sette doni e i nove frutti dello Spirito Santo.I primi sarebbero, tanto quanto i sacramenti, indipendenti dal cammino di santità così com’è delineato nel modello proposto dalla Chiesa, mentre gli altri invece no.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica cita come riferimento biblico le parole del profeta Isaia (Libro di Isaia 11, 2),[1] in cui è però assente il dono dello spirito di pietà.

  • San Paolo enumerò i nove “frutti” dell’azione dello Spirito Santo, in chi lo invoca e accoglie:
« Il frutto dello Spirito invece è: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo. »   (Galati 5,22)
  • Nel Nuovo Testamento lo Spirito Santo è detto il “Paràclito”. Questa parola deriva dal greco παρα κλητος, (paracletos), un termine del linguaggio giuridico che significava letteralmente “chiamato appresso”, cui l’equivalente latino è l’ad-vocatus, cioè “avvocato”, inteso come “difensore” o “soccorritore”, per estensione “consolatore”. Il contesto in cui si usa questo termine nei testi profani è quello del processo, ed indica “colui che sta al lato dell’accusato” per difenderlo. Gesù, nel suo discorso di addio riportato nel Vangelo di Giovanni promette ai suoi discepoli di non lasciarli soli, ma di mandargli un consolatore (Gv 14,16Gv 14,26Gv 15,26Gv 16,7). In Gv 14,16 lo Spirito è chiamato “altro paraclito”, a significare che il primo paraclito è lo stesso Gesù.
  • Lo Spirito Santo fu donato alla Chiesa e agli Apostoli con la resurrezione di Cristo e in modo visibile durante la pentecoste. Esso si riceve, dalle mani di un Vescovo (successore degli Apostoli), durante il sacramento della Cresima.

Simboli dello Spirito Santo

La Chiesa Cattolica elenca i simboli con cui è indicato lo Spirito Santo nella Bibbia.[2] Questo elenco è condiviso da larga parte delle confessioni cristiane.

  • Acqua: come segno di nuova vita. Al tempo di Mosè la salvezza del popolo ebraico fu data dall’acqua scaturita dalla roccia, l’azione dello Spirito nel battesimo dona la nuova vita.
  • Fuoco: simboleggia la capacità delle azioni dello Spirito di trasformare le cose. È il simbolo riportato nei vangeli nel racconto della Pentecoste.
  • Vento: riprende il significato letterale di “Spirito”, ovvero “soffio”; così è in Atti 2 quando si abbatte come vento gagliardo nella casa dove gli apostoli erano riuniti per la Pentecoste.
  • Nube e Luce: così è rappresentato lo Spirito Santo nei racconti di Mosè sul monte Sinai, dell’Annunciazione, della Trasfigurazione, dell’Ascensione.
  • Sigillo: legato al simbolo dell’unzione, indica come l’alleanza abbia carattere definitivo.
  • Mano: l’imposizione delle mani è un gesto usato già nella chiesa primitiva per invocare la discesa dello Spirito Santo su un fedele.
  • Dito di Dio: che ha scolpito i dieci comandamenti, con cui Gesù scacciava i demoni.
  • Colomba: durante il battesimo di Gesù (Mt 3,16)

La figura dello Spirito Santo in Gioacchino da Fiore

Gioacchino da Fiore è stato uno dei primi teologi ad approfondire lo Spirito Santo. Egli concepì la teoria della storia secondo cui, dopo un’era del Padre (corrispondente all’ebraismo e all’Antico Testamento), era seguita un’era del Figlio (in cui Gesù s’è rivelato nel Cristianesimo e nel Nuovo Testamento) ed infine sarebbe giunta l’ultima era, l’era dello Spirito. Molti teologi hanno ripreso questa concezione in relazione all’età dello spirito che sarebbe scaturita negli anni sessanta e settanta del Novecento in seguito al concilio Vaticano II e che ha visto la nascita di numerosi movimenti e gruppi di preghiera carismatici sullo Spirito Santo in quella che venne chiamata una “nuova Pentecoste“. [3]

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