Tuesday, 7 September, 2010
Animatori Cristiani della Comunicazione

“Il Profeta” di Jacques Audiard

Posted by Giuseppe Delprete On marzo - 18 - 2010

Dopo ben 9 statuette ai Cèsar (gli Oscar francesi) e candidato agli Oscar hollywoodiani come miglior film straniero, ha vinto il Gran Premio della Giuria a Cannes e il Bafta a Londra. Si tratta del film “Il Profeta” del regista Jacques Audiard che esce venerdì 19 marzo in Italia, distribuito dalla Bim in 80 copie , con protagonista Tahar Rahim, che ha siglato una doppietta ai César, aggiudicandosi, per la prima volta nella storia del premio, sia la statuetta come miglior attore che come miglior speranza maschile. Audiard ha vinto la sua scommessa di lavorare con attori non noti. “Non vanto una lunga filmografia, ho diretto solo cinque film – racconta il regista -. Ho lavorato con Matthieu Kassovitz, Vincent Cassel, Romain Duris, e altri attori dal talento formidabile, ma dopo ‘De battre mon coeur s’est arretè’ (‘Tutti i battiti del mio cuore’), volevo collaborare con attori sconosciuti. Quest’idea riflette la mia convinzione che il cinema debba avere un forte connotato sociale e che la sua funzione sia quella di raccontare il mondo reale. La mia non è una polemica, bensì il mio modo di creare finzione con una parvenza di realtà”.

Il profeta” (il cui titolo lo deve al fatto che “il nostro protagonista – spiega il regista – è un piccolo profeta, un nuovo prototipo di uomo”) è la storia di una vendetta, un romanzo di formazione, un’allegoria politica in cui il giovane protagonista, il diciannovenne Malik El Djebena, condannato a sei anni di carcere, non sa né leggere né scrivere. E in prigione, preso di mira dal leader della gang corsa, César Luciani (Niels Arestrup, César al miglior attore non protagonista), è costretto a svolgere numerose “missioni”, che lo fortificheranno e gli meriteranno la fiducia del boss. Il ragazzo è coraggioso, imparerà alla svelta e non esiterà a mettere a punto un suo piano segreto. “Il film – dice il regista – segue soprattutto il suo percorso mentale, una mente che lavora e che mostra una straordinaria capacità di adattamento, che il personaggio sfrutterà in ogni modo: all’inizio per salvarsi la pelle, poi per sopravvivere e migliorare la sua condizione e infine per raggiungere un livello superiore di potere” e paradossalmente la pellicola “racconta come qualcuno riesca a raggiungere una posizione di potere che non avrebbe mai ottenuto se non fosse andato in prigione”.

3 Commenti a ““Il Profeta” di Jacques Audiard”

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