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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>IL MONASTERO IPATIEV</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Asaro Romanoff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Daniela Asaro Romanoff "All'interno la Cattedrale è un gioiello della pittura. Ogni colonna, ogni muro, i soffitti, tutto è coperto di bellissimi affreschi, opera di Guri Nikita e Sila Sarin"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/256677.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6387" style="margin: 10px;" title="256677" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/256677-e1328089975855-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" /></a>di Daniela Asaro Romanoff</p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Kostroma fu fondata nel 1152 d.C., dove si congiungono il Volga e il fiume Kostroma. Il suo fondatore fu il lungimirante Principe Dolgoruky, una figura molto importante durante la transazione politica del potere da Kiev al Principato di Vladimir-Suzdal. Va ricordato che la dominazione mongola sulle popolazioni russe durò per ben due secoli. Kostroma nacque con il compito di rendere più sicura la parte nord-est del Principato.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Dalla foresta circostante vennero a vivere a Kostroma molte famiglie in cerca di una qualità di vita migliore. Quasi sicuramente il nome della città trae le sue origini dalla denominazione di una festa pagana che si celebrava nell&#8217;antichità: &#8216;Kostroma&#8217; per l&#8217;appunto. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">I primi abitanti iniziarono a lavorare il legno, pescare, conciare le pelli. La nuova città è menzionata nelle cronache nel 1213, a causa dei gravi conflitti tra i figli del Principe Vsevolod. Kostroma subirà parecchi danneggiamenti, ma i Tartari la distrussero completamente. Dopo il 1239 il Principe Yaroslav la fece ricostruire. Yaroslav fece edificare nella città la Chiesa dedicata a San Fyodor.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Dal 1246 al 1276, con il buon governo del Principe Vasily, la città divenne florida e potente. In quegli anni furono costruite Chiese e Monasteri, nel 1272 il Principe Vasily vinse una battaglia importante contro i Tartari. Dopo la morte di Vasily, Kostroma ritornò ad essere una città di provincia, poiché non era in una posizione molto favorevole per i commerci, ma aveva il grande ed arduo compito di essere una città difensiva per Mosca, anch&#8217;essa fondata da Dolgoruky.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Un Tartaro, convertitosi alla religione cristiana, fece edificare, nella città di Kostroma, il Monastero Ipatiev. Si iniziò a costruirlo nel 1330. E&#8217; un Monastero che ha una grande rilevanza per la storia della Russia, anche tanti altri Monasteri sono storicamente importanti, perché la vita quotidiana, l&#8217;amministrazione della cosa pubblica hanno sempre tratto motivazioni e idee dalla vita religiosa. </span></p>
<p align="justify"> <span style="font-size: medium;">Nel Monastero Ipatiev il Principe Vasily II si riconciliò con il cugino Vasily Cosoy. In questo luogo di culto, diventato anche un punto di riferimento per la cultura e per l&#8217;insegnamento, furono scoperte delle importanti Cronache relative al XIV secolo, e anche Cronache più antiche.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Tali Cronache vengono denominate Codice Ipatiano e sono una sorgente molto importante di informazioni storiche.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Più volte, nel corso dei secoli, il Codice Ipatiano fu smarrito. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Nel 1617 venne riscoperto in Ucraina e fu ricopiato dai monaci di Kiev nel 1621. Probabilmente il Codice fu compilato alla fine del XIII secolo e comprende notizie preziose risalenti sino al XII secolo. Il Codice scomparve di nuovo e fortunatamente fu ritrovato nel XVIII secolo proprio nel Monastero Ipatiev, a Kostroma, dallo storico russo Nikolay Karamzin. Dal 1810 si decise di custodire tali documenti di inestimabile valore nella Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo. La Biblioteca fu fondata da Caterina II e comprendeva molti libri che la zarina aveva donato, ha un particolare valore la Biblioteca personale di Voltaire. Durante il periodo della dominazione sovietica in Russia, la Biblioteca fu preservata da qualsiasi tentativo di manomissione e distruzione. Nel 1992 la Biblioteca è ritornata ad essere una proprietà della Nazione Russa. Queste utili informazioni si intrecciano alla vita del Monastero, poiché il Monastero Ipatiev, è profondamente legato alla Storia della Santa Russia. Come abbiamo più volte detto in questa rubrica, la Russia è stato uno dei pochissimi Paesi al mondo, in cui, fin dalle sue origini, la società, la vita politica, la religione hanno coesisistito in armonia, per una necessità profonda di autentica spiritualità, più che per convenienza. Durante il periodo dei torbidi, che comprende gli anni che decorrono dalla morte dell&#8217;ultimo zar della dinastia Rurik, Feodor Ivanovich, 1598, fino alla nomina del primo zar della dinastia Romanov, 1613, il Monastero fu occupato dai sostenitori di uno dei tanti impostori dell&#8217;epoca, conosciuto come il Falso Dimitri II. In tale periodo la Russia fu invasa dalle armate Polacco-Lituane e tanti altri impostori, non solo il Falso Dimitri, tentarono di arrivare al potere. In quei torbidi anni va a collocarsi anche la figura di Boris Gudonov.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Boris era il cognato di Feodor Ivanovich. La reggenza, a causa dei problemi di salute di Feodor, e il regno di Boris Gudonov, dopo la morte di Feodor, non furono mai pienamente accettati dall&#8217;Assemblea dei boiari, dei mercanti, dei religiosi. Tale Assemblea, denominata Zemsky Sobor, era una grande Assemblea Nazionale. Nel marzo 1613, per la precisione il 14 marzo, l&#8217;Assemblea annunciò la proclamazione del nuovo zar: Michail Romanov. Nel momento in cui l&#8217;Assemblea lo aveva scelto per il governo della Russia, Michail si trovava con la madre Marta nel Monastero Ipatiev. Essendo Michail giovanissimo, la madre rifiutò la nomina, poiché riteneva il figlio diciassettenne troppo inesperto per un tale incarico. I Boiari confermarono la loro scelta, opponendo al rifiuto la loro convinzione: il perpetrarsi delle ricusazioni avrebbe portato la Russia alla distruzione e l&#8217;intera famiglia di Michail sarebbe stata responsabile dinanzi a Dio per il rifiuto dell&#8217;incarico.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Va ricordato che durante il periodo dei torbidi, a causa di improvvise mutazioni climatiche, dovute all&#8217;eruzione di un vulcano in Perù, la popolazione della Russia fu decimata. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Michail e la madre acconsentirono. A causa dell&#8217;estrema povertà in cui si trovava il Paese, Michail attese per parecchie settimane, presso il Monastero Troitsa, affinché fosse trovato a Mosca un ambiente che potesse accogliere lui e la sua famiglia. Proclamato zar dall &#8216;Assemblea popolare il 24 marzo 1613, Michail fu incoronato il 22 luglio dello stesso anno nella Cattedrale della Santa Dormizione a Mosca. E&#8217; molto importante dire che nella Cattedrale, il giorno dell&#8217;incoronazione, c&#8217;era il popolo russo. Michail indossava un abito rosso porpora. La corona, simbolo di servizio nei confronti del popolo, fu messa sul suo capo dal Metropolita Ephraim. Nelle sue mani lo scettro e il globo. Michail si raccolse in preghiera all&#8217;altare e parlò con la gente dei gravi problemi che affliggevano il Paese. Fu unto dal Metropolita e accettò il Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo. Ephraim gli ricordò i suoi doveri: proteggere il Paese e la Chiesa Ortodossa. Michail lesse una preghiera per il popolo russo e una per lui e la sua famiglia. Bisogna riflettere su queste parole che spesso vengono adoperate dagli storici:”Finì la cerimonia ed iniziò il suo regno.” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Questa frase ci comunica tutta la semplicità e l&#8217;autenticità della cerimonia di incoronazione, ed è il programma della famiglia Romanov: pochi eventi di palazzo e molto lavoro, a servizio del Paese. I palazzi e i fasti che parzialmente in seguito circondarono i Romanov sono in gran parte diplomatici, un adeguamento alle corti europee che li definivano &#8216;selvaggi e boscaioli&#8217;. Pietro I, che fece costruire tanti magnifici palazzi e fondò la città di San Pietroburgo, andò in Olanda ad apprendere il mestiere di carpentiere e spesso lavorò come tale, assieme a tutti gli altri operai. Tanti Santi troviamo nella famiglia Romanov, alcuni di essi sono stati riconosciuti anche dalla Chiesa cattolica. Alessandro I, a cui va il merito di aver fermato la furia napoleonica, trascorse gli ultimi anni della sua vita come pellegrino errante.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Il primo zar Romanov fu benedetto dalla madre Marta con l&#8217;Icona della &#8217;Nostra Signora di San Teodoro&#8217;. Il vero nome di Marta era Ksenija Ivanovna Sestova. Venne costretta a cambiare il suo nome durante il periodo dei torbidi. Boris Gudonov voleva reprimere tutti i Romanov, Marta fu anche costretta a prendere il velo. Il padre di Michail era figlio del boiaro Nikita Romanovic Zacharyn-Juriev, a sua volta figlio di Roman Jurievic, capostipite dei Romanov. Feodor Nikitic, come la moglie Ksenija, fu costretto da Boris Gudonov a ritirarsi in Convento. Feodor prese il nome di Filarete ed entrò nel Monastero Antoniev. Filarete fu oltraggiato ed insultato. Nel 1605, il Falso Dimitri I rovesciò i Gudonov e nominò Filarete Metropolita di Rostov. Il Falso Dimitri II lo proclamò Patriarca di tutta la Russia. Dal 1610 al 1618 fu prigioniero del Re polacco Sigismondo Vasa. Venne liberato il 13 febbraio 1619, in seguito alla pace di Deulino. Il 2 giugno 1619 divenne Patriarca canonicamente intronizzato. Dal 1619 al 1633, anno della sua morte, fu il migliore consigliere del figlio, diventato zar. Tutte queste notizie ci fanno capire come l&#8217;inizio del governo Romanov fosse caratterizzato dall&#8217;unità di popolo, Chiesa, governanti.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Il Monastero Ipatiev rappresenta questa unità.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Finora abbiamo preso in considerazione il Monastero dal punto di vista storico e politico, in questo contesto il termine &#8216;politico&#8217; ha il suo significato più alto: grande spirito di servizio dei governanti nei confronti della gente.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Ora analizziamo il Monastero dal punto di vista architettonico e artistico. Il luogo sacro ha una magnifica entrata principale sulla riva del fiume. Gli ambienti privati dove erano vissuti i primi Romanov, furono fatti restaurare da Alessandro II. Il Monastero Ipatiev fu preservato dagli usurpatori bolscevichi e, negli anni novanta, le autorità russe, come fecero con gli altri Monasteri, lo riconsegnarono alle autorità della Chiesa Ortodossa. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Le cinque cupole dorate della Cattedrale della Santissima Trinità impreziosiscono il Complesso monastico. La Cattedrale era stata originariamente costruita in pietra, con il contributo di Gudonov. Verso la metà del XVII secolo la Cattedrale fu distrutta da un&#8217;esplosione dovuta alla polvere da sparo. La Chiesa fu ricostruita nel 1652. All&#8217;esterno si possono osservare alcuni particolari architettonici e decorativi notevoli: il maestoso porticato principale, le decorazioni in cotto delle finestre, le arcate cieche lungo le pareti.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Una piccola Chiesa fu distrutta durante la dominazione sovietica, ci sono dei progetti per ricostruirla e consacrarla ai Santi Martiri della famiglia Romanov.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Già nel 1958, all&#8217;interno del Monastero Ipatiev, fu creato un Museo  a cielo aperto davvero unico, riguardante la tipica architettura russa in legno. Il Museo esiste tuttora in un&#8217;area adiacente al Monastero. E&#8217; stato ulteriormente arricchito di preziosi reperti, è un museo-simbolo dell&#8217;identità russa.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">All&#8217;interno la Cattedrale è un gioiello della pittura. Ogni colonna, ogni muro, i soffitti, tutto è coperto di bellissimi affreschi, opera di Guri Nikita e Sila Sarin. Gli affreschi sono eseguiti nella più alta tradizione dell&#8217;antica arte russa. Uniscono lo spirito epico con una profonda interpretazione dei racconti biblici.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Sui muri troviamo un&#8217;iscrizione dei maestri che decorarono gli interni:</span></p>
<p align="justify">“ <span style="font-size: medium;">Abbiamo eseguito questi affreschi per il godimento spirituale di tutti i popoli e di tutti i tempi.”</span></p>
<p align="justify">  <span style="font-size: medium;">Daniela Asaro Romanoff </span></p>
<p align="justify">
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		<title>Festa della Luce</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 06:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Di Palermo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Festa della Luce, Candelora e  della Purificazione di Maria:"Gerusalemme,rivestiti di luce, perché viene la tua luce del Signore brilla sopra di te" (Is 60,1).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/luce-diariop.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6376" style="margin: 10px;" title="luce diariop" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/luce-diariop-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il <a title="2 febbraio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2_febbraio">2 febbraio</a> la <a title="Chiesa cattolica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica">Chiesa cattolica</a> celebra la <a title="Presentazione al Tempio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Presentazione_al_Tempio">presentazione al Tempio</a> di <a title="Gesù" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9">Gesù</a> <a href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Lc+2%2C22-39&amp;formato_rif=vp" rel="nofollow">Lc 2,22-39</a>, popolarmente chiamata <a title="Festa (liturgia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_(liturgia)">festa</a> della <strong>Candelora</strong>, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo &#8220;luce per illuminare le genti&#8221;, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al <a title="Tempio di Gerusalemme" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tempio_di_Gerusalemme">Tempio di Gerusalemme</a>, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.</p>
<p>La festa è anche detta della <strong>Purificazione di Maria</strong>, perché, secondo l&#8217;usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di <a title="40 (numero)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/40_(numero)#Religione">40</a> giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il <a title="2 febbraio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2_febbraio">2 febbraio</a> cade appunto 40 giorni dopo il <a title="25 dicembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/25_dicembre">25 dicembre</a>, giorno della <a title="Nascita di Gesù" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_di_Ges%C3%B9">nascita di Gesù</a>.</p>
<p>Anticamente questa festa veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l&#8217;<a title="Epifania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Epifania">Epifania</a>), e la prima testimonianza al riguardo ci è data da <a title="Egeria (pellegrina)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Egeria_(pellegrina)">Egeria</a> nel suo <em><a title="Itinerarium Egeriae" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Itinerarium_Egeriae">Itinerarium Egeriae</a></em> (cap. 26). La denominazione di &#8220;Candelora&#8221; data popolarmente alla festa deriva dalla somiglianza del rito del Lucernare, di cui parla <a title="Egeria (pellegrina)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Egeria_(pellegrina)">Egeria</a>: &#8220;Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima&#8221; (Itinerarium 24, 4), con le antiche fiaccolate rituali che si facevano nei <a title="Lupercalia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lupercalia">Lupercali</a> (antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio). Ma la somiglianza più significativa tra le due festività si ha nell&#8217;idea della purificazione: nell&#8217;una relativa all&#8217;usanza ebraica:</p>
<table cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>«</strong> Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L&#8217;ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione <strong>»</strong>   <small>(<a title="Levitico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Levitico">Levitico</a> <a href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Levitico12%2C2-4&amp;formato_rif=vp" rel="nofollow">12,2-4</a>)</small></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>nell&#8217;altra riguardo alla <a title="Lupercalia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lupercalia">februatio</a> (cfr. <a title="Ovidio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ovidio">Ovidio</a>, I Fasti 2, 19-24, 31-32ss [Gli antenati romani dissero Februe le espiazioni: e ancora molti indizi confermano tal senso della parola. I pontefici chiedono al re e al flamine le lane che nella lingua degli antichi erano dette februe. Gli ingredienti purificatori, il farro tostato e i granelli di sale, che il littore prende nelle case prestabilite, si dicono anch'essi februe. (...) Da ciò il nome del mese, perché i Luperci con strisce di cuoio percorrono tutta la città, e ciò considerano rito di purificazione...]). Durante il suo episcopato (tra il 492 e il 496 d.C.), Papa Gelasio I ottenne dal <a title="Senato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Senato">Senato</a> l&#8217;abolizione dei <a title="Lupercalia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lupercalia">Lupercali</a> ai quali fu sostituita nella devozione popolare la festa appunto della Candelora. Nel VI secolo la ricorrenza fu anticipata da <a title="Giustiniano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giustiniano">Giustiniano</a> al 2 febbraio, data in cui si festeggia ancora oggi.</p>
<h2>La Candelora è celebrata anche nella tradizione <a title="Paganesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paganesimo">pagana</a> e <a title="Neopaganesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neopaganesimo">neopagana</a>, ed alcuni studiosi rilevano come si tratti di una festività introdotta appunto in sostituzione di una preesistente. Chiamata <a title="Imbolc" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Imbolc">Imbolc</a> nella tradizione celtica, segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera ovvero tra il momento di massimo buio e freddo e quello di risveglio della luce.</h2>
<p>Candelora prima della Chiesa.</p>
<p>Nel mondo romano la Dea Februa (<a title="Giunone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giunone">Giunone</a>) veniva celebrata alle <a title="Calende" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calende">calende</a> di febbraio (nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna. Il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) ed era chiamato “calende”, da cui deriva il nome “calendario”).<sup id="cite_ref-2" title="^ Nelida Caffarello, Dizionario archeologico di antichità classiche, Olschki, 1971"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Candelora#cite_note-2">[3]</a></sup><br />
Nel neopaganesimo Imbolc è uno degli otto <a title="Sabba" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabba">sabba</a> principali ed è legato alla purificazione ed ai riti propiziatori per la fertilità della terra.</p>
<p>Una festa della luce, dunque. «Quella “luce nuova” che si è accesa nella notte di Natale, oggi incomincia a risplendere sul mondo, come suggerisce l’immagine della stella di cui si  rivendica il carattere storico: fu «un segno celeste che attirò l’attenzione dei Magi e li guidò nel loro viaggio verso la Giudea».</p>
<p>Ritornando alla tradizione cristiana:</p>
<p>Tutto il periodo del Natale e dell’Epifania è caratterizzato dal tema della luce, legato anche al fatto che, nell’emisfero nord, dopo il solstizio d’inverno il giorno riprende ad allungarsi rispetto alla notte. Questo ha permesso a molti popoli appena cristianizzati di comprendere meglio i misteri del tempo di Natale – non a caso un tema caro a un grande studioso di religioni comparate onorato il 6 gennaio con la nomina a cardinale, il professore belga Julien Ries. Ma in realtà, «al di là della loro posizione geografica, per tutti i popoli vale la parola di Cristo: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Gesù è il sole apparso all’orizzonte dell’umanità per illuminare l’esistenza personale di ognuno di noi e per guidarci tutti insieme verso la meta del nostro pellegrinaggio, verso la terra della libertà e della pace, in cui vivremo per sempre in piena comunione con Dio e tra di noi».</p>
<p>Sempre in tema di luce, dalle parole del profeta Isaia:, la glor«Alzati, [Gerusalemme,] rivestiti di luce, perché viene la tua luceia del Signore brilla sopra di te» (Is 60,1). Si trova anzitutto qui il vero «contenuto della festa»: «è venuto nel mondo Colui che è la vera Luce, Colui che rende gli uomini luce».</p>
<p><a name="SL_IS.60.1"></a>[1] <a name="3" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/P3.HTM"></a>Alzati, <a name="4" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/Z0.HTM"></a>rivestiti di <a name="6" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce, perché viene la tua <a name="B" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce,<br />
la <a name="D" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria del <a name="F" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore <a name="G" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/EN.HTM"></a>brilla sopra di te.</p>
<p><a name="SL_IS.60.2"></a>[2] Poiché, ecco, le <a name="O" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IF.HTM"></a>tenebre <a name="P" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/LE.HTM"></a>ricoprono la <a name="R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/25.HTM"></a>terra,<br />
<a name="S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/IX.HTM"></a>nebbia <a name="T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/X9.HTM"></a>fitta <a name="U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/74.HTM"></a>avvolge le <a name="W" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AA.HTM"></a>nazioni;<br />
ma su di te <a name="11" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/6D.HTM"></a>risplende il <a name="13" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore,<br />
la sua <a name="16" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria <a name="17" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/5Y.HTM"></a>appare su di te.</p>
<p><a name="SL_IS.60.3"></a>[3] <a name="1C" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/71.HTM"></a>Cammineranno i <a name="1E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8E.HTM"></a>popoli alla tua <a name="1H" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce,<br />
i <a name="1J" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/U.HTM"></a>re allo <a name="1L" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/SQ.HTM"></a>splendore del tuo <a name="1O" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/3M.HTM"></a>sorgere.</p>
<p><a name="SL_IS.60.4"></a>[4] <a name="1Q" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/EH.HTM"></a>Alza gli <a name="1S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4R.HTM"></a>occhi <a name="1T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/A1.HTM"></a>intorno e <a name="1V" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/OM.HTM"></a>guarda:<br />
tutti costoro si sono <a name="20" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/7A.HTM"></a>radunati, vengono a te.<br />
I tuoi <a name="26" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1D.HTM"></a>figli vengono da <a name="29" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CF.HTM"></a>lontano,<br />
le tue <a name="2C" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B8.HTM"></a>figlie sono <a name="2E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/EQ.HTM"></a>portate in <a name="2G" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/N6.HTM"></a>braccio.</p>
<p><a name="SL_IS.60.5"></a>[5] A quella <a name="2K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/LP.HTM"></a>vista sarai <a name="2M" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/N9.HTM"></a>raggiante,<br />
<a name="2N"></a>palpiterà e si <a name="2Q"></a>dilaterà il tuo <a name="2T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/48.HTM"></a>cuore,<br />
perché le <a name="2W" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/O9.HTM"></a>ricchezze del <a name="2Y" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7X.HTM"></a>mare si <a name="30"></a>riverseranno su di te,<br />
verranno a te i <a name="38" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/I0.HTM"></a>beni dei <a name="3A" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8E.HTM"></a>popoli.</p>
<p><a name="SL_IS.60.6"></a>[6] Uno <a name="3D" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B/40.HTM"></a>stuolo di <a name="3F" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/2J.HTM"></a>cammelli ti <a name="3H"></a>invaderà,<br />
<a name="3I" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D/HT.HTM"></a>dromedari di <a name="3K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/6A.HTM"></a>Madian e di <a name="3N" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/5N.HTM"></a>Efa,<br />
tutti verranno da <a name="3R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/DF.HTM"></a>Saba, <a name="3S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/K0.HTM"></a>portando <a name="3T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5Y.HTM"></a>oro e <a name="3V" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IA.HTM"></a>incenso<br />
e <a name="3X" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/UG.HTM"></a>proclamando le <a name="3Z" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/J.HTM"></a>glorie del <a name="41" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore.</p>
<p><a name="SL_IS.60.7"></a>[7] Tutti i <a name="45" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/RO.HTM"></a>greggi di <a name="47" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/F2.HTM"></a>Kedàr si <a name="49" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/B6.HTM"></a>raduneranno da te,<br />
i <a name="4D" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/PR.HTM"></a>montoni dei <a name="4F" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/JD.HTM"></a>Nabatei saranno a tuo <a name="4J" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CW.HTM"></a>servizio,<br />
<a name="4K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/BG.HTM"></a>saliranno come <a name="4M" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B7.HTM"></a>offerta <a name="4N" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/MA.HTM"></a>gradita sul mio <a name="4Q" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7A.HTM"></a>altare;<br />
<a name="4R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/T5.HTM"></a>renderò <a name="4S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/3Z.HTM"></a>splendido il <a name="4U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4J.HTM"></a>tempio della mia <a name="4X" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria.</p>
<p><a name="SL_IS.60.8"></a>[8] Chi sono quelle che <a name="53" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/M0.HTM"></a>volano come <a name="55" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/RM.HTM"></a>nubi<br />
e come <a name="58" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/EW.HTM"></a>colombe verso le loro <a name="5C"></a>colombaie?</p>
<p><a name="SL_IS.60.9"></a>[9] Sono <a name="5F" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/CR.HTM"></a>navi che si <a name="5I" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/NF.HTM"></a>radunano per me,<br />
le <a name="5M" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/CR.HTM"></a>navi di <a name="5O" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/9W.HTM"></a>Tarsis in prima <a name="5R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/QI.HTM"></a>fila,<br />
per <a name="5T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/PF.HTM"></a>portare i tuoi <a name="5W" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1D.HTM"></a>figli da <a name="5Y" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CF.HTM"></a>lontano,<br />
con <a name="60" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8G.HTM"></a>argento e <a name="62" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5Y.HTM"></a>oro,<br />
per il <a name="65" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4C.HTM"></a>nome del <a name="67" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore tuo <a name="69" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/L.HTM"></a>Dio,<br />
per il <a name="6C" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/83.HTM"></a>Santo di <a name="6E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1L.HTM"></a>Israele che ti <a name="6H" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/RA.HTM"></a>onora.</p>
<p><a name="SL_IS.60.10"></a>[10] <a name="6J" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/K6.HTM"></a>Stranieri <a name="6K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/6V.HTM"></a>ricostruiranno le tue <a name="6N" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/EC.HTM"></a>mura,<br />
i loro <a name="6Q" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/U.HTM"></a>re saranno al tuo <a name="6U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CW.HTM"></a>servizio,<br />
perché nella mia <a name="6Y" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8V.HTM"></a>ira ti ho <a name="71" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/9I.HTM"></a>colpito,<br />
ma nella mia <a name="75" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/TO.HTM"></a>benevolenza ho avuto <a name="78" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/EI.HTM"></a>pietà di te.</p>
<p><a name="SL_IS.60.11"></a>[<a name="7B" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2V.HTM"></a>11] Le tue <a name="7E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D2.HTM"></a>porte saranno sempre <a name="7H" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/8N.HTM"></a>aperte,<br />
non si <a name="7K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/6B.HTM"></a>chiuderanno né di <a name="7N" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2J.HTM"></a>giorno né di <a name="7Q" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8K.HTM"></a>notte,<br />
per <a name="7S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/VA.HTM"></a>lasciar <a name="7T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/RF.HTM"></a>introdurre da te le <a name="7X" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/O9.HTM"></a>ricchezze dei <a name="7Z" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8E.HTM"></a>popoli<br />
e i loro <a name="83" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/U.HTM"></a>re che faranno da <a name="87" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/OH.HTM"></a>guida.</p>
<p><a name="SL_IS.60.12"></a>[12] Perché il <a name="8B" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1M.HTM"></a>popolo e il <a name="8E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6W.HTM"></a>regno<br />
che non vorranno <a name="8I" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B/DO.HTM"></a>servirti <a name="8J" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/MU.HTM"></a>periranno<br />
e le <a name="8M" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AA.HTM"></a>nazioni saranno tutte <a name="8P" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/A3.HTM"></a>sterminate.</p>
<p><a name="SL_IS.60.13"></a>[13] La <a name="8S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria del <a name="8U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/SH.HTM"></a>Libano verrà a te,<br />
<a name="8Y" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/6A.HTM"></a>cipressi, <a name="8Z" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/C/DA.HTM"></a>olmi e <a name="91" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/E/MP.HTM"></a>abeti <a name="92" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/73.HTM"></a>insieme,<br />
per <a name="94"></a>abbellire il <a name="96" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6C.HTM"></a>luogo del mio <a name="99" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B3.HTM"></a>santuario,<br />
per <a name="9B" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/VF.HTM"></a>glorificare il <a name="9D" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6C.HTM"></a>luogo <a name="9E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5Q.HTM"></a>dove <a name="9F"></a>poggio i miei <a name="9I" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8M.HTM"></a>piedi.</p>
<p><a name="SL_IS.60.14"></a>[14] Verranno a te in <a name="9O" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/41.HTM"></a>atteggiamento <a name="9P" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/9L.HTM"></a>umile<br />
i <a name="9R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1D.HTM"></a>figli dei tuoi <a name="9U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/UK.HTM"></a>oppressori;<br />
ti si <a name="9X" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/3Z.HTM"></a>getteranno <a name="9Y"></a>proni alle <a name="A0" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/ZV.HTM"></a>piante dei <a name="A2" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8M.HTM"></a>piedi<br />
quanti ti <a name="A5" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D/K3.HTM"></a>disprezzavano.<br />
Ti <a name="A7" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/VI.HTM"></a>chiameranno <a name="A8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/28.HTM"></a>Città del <a name="AA" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore,<br />
<a name="AB" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/DX.HTM"></a>Sion del <a name="AD" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/83.HTM"></a>Santo di <a name="AF" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1L.HTM"></a>Israele.</p>
<p><a name="SL_IS.60.15"></a>[15] <a name="AH" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4O.HTM"></a>Dopo <a name="AI" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6D.HTM"></a>essere stata <a name="AK"></a>derelitta,<br />
<a name="AL" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/C/DS.HTM"></a>odiata, senza che alcuno <a name="AP" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/MT.HTM"></a>passasse da te,<br />
io farò di te l&#8217;<a name="AX" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/74.HTM"></a>orgoglio dei <a name="AZ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/I1.HTM"></a>secoli,<br />
la <a name="B1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9I.HTM"></a>gioia di tutte le <a name="B5" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/ZI.HTM"></a>generazioni.</p>
<p><a name="SL_IS.60.16"></a>[16] Tu <a name="B8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/T4.HTM"></a>succhierai il <a name="BA" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/ZH.HTM"></a>latte dei <a name="BC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8E.HTM"></a>popoli,<br />
<a name="BD" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/T4.HTM"></a>succhierai le <a name="BF" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/O9.HTM"></a>ricchezze dei <a name="BH" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/U.HTM"></a>re.<br />
<a name="BI" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/YW.HTM"></a>Saprai che io sono il <a name="BN" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore tuo <a name="BP" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/5A.HTM"></a>salvatore<br />
e tuo <a name="BS" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/B2.HTM"></a>redentore, io il <a name="BV" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/FH.HTM"></a>Forte di <a name="BX" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7Q.HTM"></a>Giacobbe.</p>
<p><a name="SL_IS.60.17"></a>[17] Farò venire <a name="C1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5Y.HTM"></a>oro anziché <a name="C3" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/KI.HTM"></a>bronzo,<br />
farò venire <a name="C6" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8G.HTM"></a>argento anziché <a name="C8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/KQ.HTM"></a>ferro,<br />
<a name="C9" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/KI.HTM"></a>bronzo anziché <a name="CB" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/HN.HTM"></a>legno,<br />
<a name="CC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/KQ.HTM"></a>ferro anziché <a name="CE" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/ET.HTM"></a>pietre.<br />
<a name="CF" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/97.HTM"></a>Costituirò tuo <a name="CH" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/D7.HTM"></a>sovrano la <a name="CJ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8O.HTM"></a>pace,<br />
tuo <a name="CL" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/6.HTM"></a>governatore la <a name="CN" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6O.HTM"></a>giustizia.</p>
<p><a name="SL_IS.60.18"></a>[18] Non si <a name="CR" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/QA.HTM"></a>sentirà più <a name="CT" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D5.HTM"></a>parlare di <a name="CV" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/UP.HTM"></a>prepotenza nel tuo <a name="CY" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/29.HTM"></a>paese,<br />
di <a name="D0" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/52.HTM"></a>devastazione e di <a name="D3" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/LS.HTM"></a>distruzione <a name="D4" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/EB.HTM"></a>entro i tuoi <a name="D7" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/P0.HTM"></a>confini.<br />
Tu <a name="D9" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/N5.HTM"></a>chiamerai <a name="DA" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CM.HTM"></a>salvezza le tue <a name="DD" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/EC.HTM"></a>mura<br />
e <a name="DF" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria le tue <a name="DI" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D2.HTM"></a>porte.</p>
<p><a name="SL_IS.60.19"></a>[19] Il <a name="DL" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D1.HTM"></a>sole non sarà più la tua <a name="DR" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce di <a name="DT" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2J.HTM"></a>giorno,<br />
né ti <a name="DW" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/U.HTM"></a>illuminerà più<br />
il <a name="DZ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/CO.HTM"></a>chiarore della <a name="E1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/1R.HTM"></a>luna.<br />
Ma il <a name="E4" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore sarà per te <a name="E8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce <a name="E9" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IR.HTM"></a>eterna,<br />
il tuo <a name="EC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/L.HTM"></a>Dio sarà il tuo <a name="EG" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/SQ.HTM"></a>splendore.</p>
<p><a name="SL_IS.60.20"></a>[20] Il tuo <a name="EK" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D1.HTM"></a>sole non <a name="EM" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/A/YB.HTM"></a>tramonterà più<br />
né la tua <a name="ER" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/1R.HTM"></a>luna si <a name="ET" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D/LT.HTM"></a>dileguerà,<br />
perché il <a name="EW" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore sarà per te <a name="F0" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce <a name="F1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IR.HTM"></a>eterna;<br />
saranno <a name="F3" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/1L.HTM"></a>finiti i <a name="F5" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4L.HTM"></a>giorni del tuo <a name="F8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/M4.HTM"></a>lutto.</p>
<p><a name="SL_IS.60.21"></a>[21] Il tuo <a name="FC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1M.HTM"></a>popolo sarà tutto di <a name="FG" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IB.HTM"></a>giusti,<br />
per sempre avranno in <a name="FL" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/DQ.HTM"></a>possesso la <a name="FN" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/25.HTM"></a>terra,<br />
<a name="FO" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/MD.HTM"></a>germogli delle <a name="FQ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/DU.HTM"></a>piantagioni del <a name="FS" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore,<br />
<a name="FT" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/DG.HTM"></a>lavoro delle sue <a name="FW" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/57.HTM"></a>mani per <a name="FY" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/5T.HTM"></a>mostrare la sua <a name="G1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria.</p>
<p><a name="SL_IS.60.22"></a>[22] Il <a name="G4" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/QY.HTM"></a>piccolo <a name="G5" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/1X.HTM"></a>diventerà un <a name="G7" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/KN.HTM"></a>migliaio,<br />
il <a name="G9" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/US.HTM"></a>minimo un <a name="GB" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/V1.HTM"></a>immenso <a name="GC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1M.HTM"></a>popolo;<br />
io sono il <a name="GG" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore:<br />
a suo <a name="GJ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5A.HTM"></a>tempo, farò ciò <a name="GM" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B/7O.HTM"></a>speditamente.</p>
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		<title>Diaconia Cristiana</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 22:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Chifari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
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		<category><![CDATA[Cristo]]></category>
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		<description><![CDATA[Di Giovanni Chifani " Diaconia cristiana: dimensione kerigmatica, profetica e didascalica"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mqU1-FvOkQ4">http://www.youtube.com/watch?v=mqU1-FvOkQ4</a></p>
<p>Giovanni Chifani</p>
<div>Mi permetto di segnalare una rubrica sulla diaconia cristiana in onda ogni sabato ore 9,F30; 14,30; 22,30 su Teleradio Padre Pio, che riprende un corso opzionale da me tenuto nello scorso anno accademico presso l&#8217;Istituto Scienze religiose &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; di Foggia. Il titolo era Bibbia, scuola e catechesi, scelta calibrata all&#8217;insegna della diaconia nella sua dimensione kerigmatica, profetica e didascalica.</div>
<div></div>
<div>La trasmissione vorrebbe essere una reinterpretazione in chiave più divulgativa e televisiva di un corso tenuto nella predetta facoltà lo scorso anno.<br />
La rubrica segue la traccia offerta dal volume di don Giuseppe Bellia, Servi di Chi. Servi perchè. Piccolo manuale della diaconia cristiana, Ed. Rogate, Roma 2010.</div>
<div>Inoltre l&#8217;intera puntata è visibile su YouTube al canale Padre Pio TV  <a href="http://www.youtube.com/user/padrepiotv" target="_blank">www.youtube.com/user/padrepiotv</a></div>
<div>Può essere vista sia sul digitale terrestre, canale 145, sia su SKY, e anche sul sito  <a href="http://www.teleradiopadrepio.it/" target="_blank">http://www.teleradiopadrepio.it</a></div>
<div></div>
<div>Giovanni Chifari</div>
<div><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/buon-pastore_ravenna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6357" style="margin: 10px;" title="buon-pastore_ravenna" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/buon-pastore_ravenna-e1327961047750-300x144.jpg" alt="" width="300" height="144" /></a></div>
<div></div>
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		<title>&#8220;Gesù nostro contemporaneo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[progetto culturale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati Chi è Gesù per me oggi? È persona viva di cui sentiamo tuttora il fascino o è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://nobell.it/gesu-nostro-contemporaneo.html/gesu" rel="attachment wp-att-6351"><img class="alignright size-full wp-image-6351" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/gesu.jpg" alt="" width="213" height="138" /></a>di Moreno Migliorati</strong></p>
<p><strong>Chi è Gesù per me oggi?</strong> È persona viva di cui sentiamo tuttora il fascino o è un’immagine del passato, una religione cristallizzata in dottrina? L’evento dal titolo <a href="http://www.progettoculturale.it/progettoculturale/s2magazine/index1.jsp?idPagina=30267" target="_blank"><strong>“Gesù nostro contemporaneo”</strong></a>, organizzato dal <a href="http://www.progettoculturale.it/" target="_blank">Comitato per il progetto culturale della Cei</a>, si propone di rispondere a queste e ad altre domande.<br />
Si tratta di un <strong>dibattito pubblico</strong>, a cui sono state invitate ad intervenire svariate personalità del mondo laico e religioso, che si terrà dal 9 febbraio all’11 febbraio 2012 nella città di Roma presso tre strutture differenti: l’Auditorium Conciliazione e la Sala Coro, l’Università LUMSA e la Sala Pio X.<br />
Una ventina di seminari affronteranno la figura di Gesù attraverso <strong>molteplici prospettive</strong>: storica, nel rapporto fra Cristo e la Chiesa, nelle diverse religioni, nell’arte, nel cinema, nella musica, nella fotografia e nella letteratura. Ci saranno presentazioni di libri sull’argomento, testimonianze, concerti ed eventi artistici e culturali.<br />
All’incontro di apertura dal titolo “Accadde a Dio in Palestina” sarà presente il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.<br />
Nel corso della giornata interverrà anche il rabbino David Rosen, direttore del Dipartimento per gli Affari Interreligiosi dell’American Jewish Committee, il biblista Romano Penna e i giornalisti Paolo Mieli e Sandro Magister.<br />
All’incontro di discussione sul tema “Gesù di Nazareth” parteciperanno il cardinale Angelo Scola, il teologo Thomas Söding, il capo della Comunità ebraica di Venezia Elia Enrico Richetti. Della giornata di venerdì citiamo l’incontro “I giovani e Gesù”, una conversazione con il cantautore Roberto Vecchioni, il docente di teologia Fondamentale Armando Matteo e lo scrittore Alessandro D’Avenia, moderato dal giornalista Alessandro Zaccuri; e inoltre “Gesù e il dolore degli uomini” con Mons. Rino Fisichella, lo psichiatra Manfred Lütz e il giornalista Tony Capuozzo. All’incontro conclusivo sarà presente il cardinal Camillo Ruini. Qui è possibile consultare il <a href="http://www.progettoculturale.it/gesunostrocontemporaneo/progetto_culturale/eventi/00030278_Programma.html" target="_blank">programma complessivo</a> dell’evento.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/01/30/gesu-nostro-contemporaneo-a-roma-un-dibattito-pubblico/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Una Porta verso l&#8217;Infinito</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 06:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ "Il cristianesimo dalle origini con la musica, poesia, pittura e scultura, che esprimono e comunicano la bellezza del Vangelo”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/775E405E7A5D5852.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6217" style="margin: 10px;" title="775E405E7A5D5852" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/775E405E7A5D5852-e1326644016773-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a></p>
<h1>SULLA VIA DELLA BELLEZZA: PROSEGUE IL</h1>
<h1>PROGETTO &#8220;UNA PORTA VERSO L&#8217;INFINITO&#8221;</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Monsignor Fisichella: &#8220;&#8216;L&#8217;arte è espressione e rappresentazione del Vangelo&#8221;</strong></p>
<div id="article">
<p>CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 13 gennaio 2012– Prosegue il percorso tracciato da <em>Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte</em>, il progetto promosso dall’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, che vuole essere una riflessione sull’arte come strumento di trasmissione della fede.</p>
<p>Domani mattina questa “Porta” si riaprirà nuovamente per condurci <em>Sulla via della bellezza</em>, come suggerisce il titolo della conferenza che si svolgerà alle 10.30 nella Sala Rossa del Palazzo Apostolico Lateranense.</p>
<p>«Il convegno intende approfondire le ragioni teologiche e culturali che animano il progetto – spiega a Zenit, don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni sociali e direttore del progetto -. Grazie alle diverse prospettive che i relatori ci offriranno, rifletteremo sul rilancio della nuova evangelizzazione nella città di Roma, mettendo a fuoco principalmente l’arte e la comunicazione».</p>
<p>In questa <em>via della bellezza</em>, infatti, incontreremo tre illustri protagonisti: monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione; l’architetto Paolo Portoghesi, docente della Sapienza Università di Roma e Marco Tarquinio, direttore di <em>Avvenire</em>.</p>
<p>Accogliendo l’invito formulato da Benedetto XVI al convegno diocesano dello scorso giugno a percorrere la strada dell’arte per avvicinare alla fede, i relatori si confronteranno sul tema dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo, attraverso tre differenti prospettive &#8211; quella teologica, artistica e della comunicazione &#8211; mediante la <em>via della bellezza,</em> “che conduce a Colui che è, secondo  Sant’Agostino, la Bellezza tanto antica e sempre nuova”.</p>
<p>Il linguaggio dell’arte, dunque, vissuto come una traccia da perseguire per arrivare alla strada privilegiata che porta direttamente a Dio e alle meraviglie del Creato, diventando, di conseguenza, strumento per la Nuova Evangelizzazione.</p>
<p>Proprio di questo Zenit ha parlato con monsignor Fisichella che ha dichiarato alla nostra agenzia come la via della bellezza sia “una via maestra”.</p>
<p>“Il cristianesimo dalle origini – spiega il presule – ha avuto con l’arte un rapporto privilegiato, poiché essa, nel susseguirsi di venti secoli di storia, attraverso capolavori di musica, poesia, pittura e scultura, non ha fatto altro che esprimere e comunicare la bellezza del Vangelo”.</p>
<p>Per tanto tempo, però, prosegue monsignor Fisichella, “la teologia ha comunicato solo con la filosofia”, e questo “se da una parte è stato positivo perché ne ha approfondito i contenuti”, dall’altra “ha impoverito la presentazione del Vangelo a mera scienza”.</p>
<p>“Credo, perciò, che sia importante non dimenticare che nel dialogo tra il teologo e il filosofo sia necessaria la presenza dell’artista – sottolinea il vescovo – perché il Vangelo non può essere solo ascoltato, il Vangelo è una persona, che va vista!”.</p>
<p>La rappresentazione del Vangelo è quindi “rappresentazione di Cristo stesso, del mistero di salvezza che supera la morte per esprimere l’amore e la vita”. Il teologo e il filosofo, aggiunge il presule, “devono riconoscere che il linguaggio usato dall’arte è un linguaggio più immediato, che va molto più al di là, nella comunicazione, di quanto possano fare la filosofia e la teologia”.</p>
<p>In conclusione, recuperare la via della bellezza, secondo monsignor Fisichella, vuol dire “recuperare, da un punto di vista teologico, il percorso della contemplazione”.</p>
<p>La bellezza, infatti, “per sua stessa natura, rapisce in essa e ci fa fermare, come il mistero che la fede presenta, che va contemplato e vissuto. In un periodo come il nostro, dove sembra che la bellezza venga meno, riproporla è una ‘provocazione’ necessaria su cui bisogna soffermarsi e riflettere”.</p>
<p>Il convegno di domani è il primo della serie di incontri promossi nell’ambito del progetto <em>Una porta verso l’Infinito</em> per l’anno 2012. L’iniziativa, che ha preso il via il 22 dicembre 2011 con il concerto su musiche di Mendelesshon e Schumann, nella Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, e ha visto la partecipazione del Coro del Teatro dell’Opera di Roma, prevede, inoltre, per questo nuovo anno, un calendario ricco di eventi relativi alla musica, al teatro, al cinema e alle arti figurative.</p>
<p><em>Per maggiori informazioni circa il programma e le date degli eventi, consultare il sito </em><a href="http://www.ucs.it/">www.ucs.it</a> <em>alla voce </em>Una porta verso l’infinito<em>.</em></p>
</div>
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		<title>Un silenzio che parla anche troppo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[" A Maria, il cui silenzio “ascolta e fa fiorire la Parola”. Quando la comunicazione diventa ancora piu' esigente. Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/59154_154860747865290_100000240978800_394551_4667174_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6320" style="margin: 10px;" title="59154_154860747865290_100000240978800_394551_4667174_n" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/59154_154860747865290_100000240978800_394551_4667174_n-e1327424415648-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" /></a>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI &#8220;Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione&#8221; [Domenica, 20 maggio 2012] Cari fratelli e sorelle, all’avvicinarsi della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2012, desidero condividere con voi alcune riflessioni su un aspetto del processo umano della comunicazione che a volte è dimenticato, pur essendo molto importante, e che oggi appare particolarmente necessario richiamare. Si tratta del rapporto tra silenzio e parola: due momenti della comunicazione che devono equilibrarsi, succedersi e integrarsi per ottenere un autentico dialogo e una profonda vicinanza tra le persone. Quando parola e silenzio si escludono a vicenda, la comunicazione si deteriora, o perché provoca un certo stordimento, o perché, al contrario, crea un clima di freddezza; quando, invece, si integrano reciprocamente, la comunicazione acquista valore e significato. Il silenzio è parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto. Nel silenzio ascoltiamo e conosciamo meglio noi stessi, nasce e si approfondisce il pensiero, comprendiamo con maggiore chiarezza ciò che desideriamo dire o ciò che ci attendiamo dall’altro, scegliamo come esprimerci. Tacendo si permette all’altra persona di parlare, di esprimere se stessa, e a noi di non rimanere legati, senza un opportuno confronto, soltanto alle nostre parole o alle nostre idee. Si apre così uno spazio di ascolto reciproco e diventa possibile una relazione umana più piena. Nel silenzio, ad esempio, si colgono i momenti più autentici della comunicazione tra coloro che si amano: il gesto, l’espressione del volto, il corpo come segni che manifestano la persona. Nel silenzio parlano la gioia, le preoccupazioni, la sofferenza, che proprio in esso trovano una forma di espressione particolarmente intensa. Dal silenzio, dunque, deriva una comunicazione ancora più esigente, che chiama in causa la sensibilità e quella capacità di ascolto che spesso rivela la misura e la natura dei legami. Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti, il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è importante da ciò che è inutile o accessorio. Una profonda riflessione ci aiuta a scoprire la relazione esistente tra avvenimenti che a prima vista sembrano slegati tra loro, a valutare, ad analizzare i messaggi; e ciò fa sì che si possano condividere opinioni ponderate e pertinenti, dando vita ad un’autentica conoscenza condivisa. Per questo è necessario creare un ambiente propizio, quasi una sorta di “ecosistema” che sappia equilibrare silenzio, parola, immagini e suoni. Gran parte della dinamica attuale della comunicazione è orientata da domande alla ricerca di risposte. I motori di ricerca e le reti sociali sono il punto di partenza della comunicazione per molte persone che cercano consigli, suggerimenti, informazioni, risposte. Ai nostri giorni, la Rete sta diventando sempre di più il luogo delle domande e delle risposte; anzi, spesso l’uomo contemporaneo è bombardato da risposte a quesiti che egli non si è mai posto e a bisogni che non avverte. Il silenzio è prezioso per favorire il necessario discernimento tra i tanti stimoli e le tante risposte che riceviamo, proprio per riconoscere e focalizzare le domande veramente importanti. Nel complesso e variegato mondo della comunicazione emerge, comunque, l’attenzione di molti verso le domande ultime dell’esistenza umana: chi sono? che cosa posso sapere? che cosa devo fare? che cosa posso sperare? E’ importante accogliere le persone che formulano questi interrogativi, aprendo la possibilità di un dialogo profondo, fatto di parola, di confronto, ma anche di invito alla riflessione e al silenzio, che, a volte, può essere più eloquente di una risposta affrettata e permette a chi si interroga di scendere nel più profondo di se stesso e aprirsi a quel cammino di risposta che Dio ha iscritto nel cuore dell’uomo. Questo incessante flusso di domande manifesta, in fondo, l’inquietudine dell’essere umano sempre alla ricerca di verità, piccole o grandi, che diano senso e speranza all’esistenza. L’uomo non può accontentarsi di un semplice e tollerante scambio di scettiche opinioni ed esperienze di vita: tutti siamo cercatori di verità e condividiamo questo profondo anelito, tanto più nel nostro tempo in cui “quando le persone si scambiano informazioni, stanno già condividendo se stesse, la loro visione del mondo, le loro speranze, i loro ideali” (Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2011). Sono da considerare con interesse le varie forme di siti, applicazioni e reti sociali che possono aiutare l’uomo di oggi a vivere momenti di riflessione e di autentica domanda, ma anche a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio. Nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità. Non c’è da stupirsi se, nelle diverse tradizioni religiose, la solitudine e il silenzio siano spazi privilegiati per aiutare le persone a ritrovare se stesse e quella Verità che dà senso a tutte le cose. Il Dio della rivelazione biblica parla anche senza parole: “Come mostra la croce di Cristo, Dio parla anche per mezzo del suo silenzio. Il silenzio di Dio, l’esperienza della lontananza dell’Onnipotente e Padre è tappa decisiva nel cammino terreno del Figlio di Dio, Parola incarnata. (…) Il silenzio di Dio prolunga le sue precedenti parole. In questi momenti oscuri Egli parla nel mistero del suo silenzio” (Esort. ap. postsin. Verbum Domini, 30 settembre 2010, 21). Nel silenzio della Croce parla l’eloquenza dell’amore di Dio vissuto sino al dono supremo. Dopo la morte di Cristo, la terra rimane in silenzio e nel Sabato Santo, quando “il Re dorme e il Dio fatto carne sveglia coloro che dormono da secoli” (cfr Ufficio delle Letture del Sabato Santo), risuona la voce di Dio piena di amore per l’umanità. Se Dio parla all’uomo anche nel silenzio, pure l’uomo scopre nel silenzio la possibilità di parlare con Dio e di Dio. “Abbiamo bisogno di quel silenzio che diventa contemplazione, che ci fa entrare nel silenzio di Dio e così arrivare al punto dove nasce la Parola, la Parola redentrice” (Omelia, S. Messa con i Membri della Commissione Teologica Internazionale, 6 ottobre 2006). Nel parlare della grandezza di Dio, il nostro linguaggio risulta sempre inadeguato e si apre così lo spazio della contemplazione silenziosa. Da questa contemplazione nasce in tutta la sua forza interiore l’urgenza della missione, la necessità imperiosa di “comunicare ciò che abbiamo visto e udito”, affinché tutti siano in comunione con Dio (cfr 1 Gv 1,3). La contemplazione silenziosa ci fa immergere nella sorgente dell’Amore, che ci conduce verso il nostro prossimo, per sentire il suo dolore e offrire la luce di Cristo, il suo Messaggio di vita, il suo dono di amore totale che salva. Nella contemplazione silenziosa emerge poi, ancora più forte, quella Parola eterna per mezzo della quale fu fatto il mondo, e si coglie quel disegno di salvezza che Dio realizza attraverso parole e gesti in tutta la storia dell’umanità. Come ricorda il Concilio Vaticano II, la Rivelazione divina si realizza con “eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, mentre le parole proclamano le opere e illustrano il mistero in esse contenuto” (Dei Verbum, 2). E questo disegno di salvezza culmina nella persona di Gesù di Nazaret, mediatore e pienezza di tutta la Rivelazione. Egli ci ha fatto conoscere il vero Volto di Dio Padre e con la sua Croce e Risurrezione ci ha fatti passare dalla schiavitù del peccato e della morte alla libertà dei figli di Dio. La domanda fondamentale sul senso dell’uomo trova nel Mistero di Cristo la risposta capace di dare pace all’inquietudine del cuore umano. E’ da questo Mistero che nasce la missione della Chiesa, ed è questo Mistero che spinge i cristiani a farsi annunciatori di speranza e di salvezza, testimoni di quell’amore che promuove la dignità dell’uomo e che costruisce giustizia e pace. Parola e silenzio. Educarsi alla comunicazione vuol dire imparare ad ascoltare, a contemplare, oltre che a parlare, e questo è particolarmente importante per gli agenti dell’evangelizzazione: silenzio e parola sono entrambi elementi essenziali e integranti dell’agire comunicativo della Chiesa, per un rinnovato annuncio di Cristo nel mondo contemporaneo. A Maria, il cui silenzio “ascolta e fa fiorire la Parola” (Preghiera per l’Agorà dei Giovani a Loreto, 1-2 settembre 2007), affido tutta l’opera di evangelizzazione che la Chiesa compie tramite i mezzi di comunicazione sociale.</p>
<p>Maria, donna del silenzio</p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;">(don Tonino Bello)</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Santa Maria,<br />
donna del silenzio,<br />
riportaci alle sorgenti della pace.<br />
Liberaci dall&#8217;assedio delle parole.<br />
Da quelle nostre, prima di tutto.<br />
Ma anche da quelle degli altri.<br />
Figli del rumore,<br />
noi pensiamo di mascherare l&#8217;insicurezza<br />
che ci tormenta<br />
affidandoci al vaniloquio del nostro interminabile dire:<br />
facci comprendere che,<br />
solo quando avremo taciuto noi,<br />
Dio potrà parlare.<br />
Coinquilini del chiasso,<br />
ci siamo persuasi di poter esorcizzare<br />
la paura alzando il volume dei nostri transistor:<br />
facci capire che Dio si comunica all&#8217;uomo<br />
solo sulle sabbie del deserto,<br />
e che la sua voce non ha nulla da spartire<br />
con i decibel dei nostri baccani.<br />
Spiegaci il senso profondo di quel brano della Sapienza,<br />
che un tempo si leggeva a Natale<br />
facendoci trasalire di meraviglia:<br />
«Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose,<br />
e la notte era a metà del suo corso,<br />
la tua Parola onnipotente dal cielo,<br />
dal tuo trono regale, scese sulla terra&#8230;».<br />
Riportaci, ti preghiamo,<br />
al trasognato stupore del primo presepe,<br />
e ridestaci nel cuore la nostalgia di quella &#8220;tacita notte&#8221;.<br />
Santa Maria, donna del silenzio,<br />
raccontaci dei tuoi appuntamenti con Dio.<br />
In quali campagne ti recavi nei meriggi di primavera,<br />
lontano dal frastuono di Nazaret, per udire la sua voce?<br />
In quali fenditure della roccia ti nascondevi adolescente,<br />
perché l&#8217;incontro con lui non venisse profanato dalla violenza degli umani rumori?<br />
Su quali terrazzi di Galilea,<br />
allagati dal plenilunio,<br />
nutrivi le tue veglie di notturne salmodie,<br />
mentre il gracidare delle rane,<br />
laggiù nella piana degli ulivi,<br />
era l&#8217;unica colonna sonora ai tuoi pensieri di castità?<br />
Che discorsi facevi, presso la fontana del villaggio,<br />
con le tue compagne di gioventù?<br />
Che cosa trasmettevi a Giuseppe quando al crepuscolo, prendendoti per mano,<br />
usciva con te verso i declivi di Esdrelon,<br />
o ti conduceva al lago di Tiberiade nelle giornate di sole?<br />
Il mistero che nascondevi nel grembo glielo<br />
confidasti con parole o con lacrime di felicità?<br />
Oltre allo Shemàh Israel<br />
e alla monotonia della pioggia nelle grondaie,<br />
di quali altre voci risonava la bottega del falegname<br />
nelle sere d&#8217;inverno?<br />
Al di là dello scrigno del cuore,<br />
avevi anche un registro segreto<br />
a cui consegnavi le parole di Gesù?<br />
Che cosa vi siete detto, per trent&#8217; anni,<br />
attorno a quel desco di povera gente?<br />
Santa Maria, donna del silenzio,<br />
ammettici alla tua scuola.<br />
Tienici lontani dalla fiera dei rumori<br />
entro cui rischiamo di stordirei,<br />
al limite della dissociazione.<br />
Preservaci dalla morbosa voluttà di notizie,<br />
che ci fa sordi alla &#8220;buona notizia&#8221;.<br />
Rendici operatori di quell&#8217;ecologia acustica,<br />
che ci restituisca il gusto della contemplazione<br />
pur nel vortice della metropoli.<br />
Persuadici che<br />
solo nel silenzio maturano le cose grandi della vita:<br />
la conversione, l&#8217;amore, il sacrificio, la morte.<br />
Un&#8217;ultima cosa vogliamo chiederti, Madre dolcissima.<br />
Tu che hai sperimentato, come Cristo sulla croce,<br />
il silenzio di Dio,<br />
non ti allontanare dal nostro fianco nell&#8217;ora della prova.<br />
Quando il sole si eclissa pure per noi,<br />
e il cielo non risponde al nostro grido,<br />
e la terra rimbomba cava sotto i passi,<br />
e la paura dell&#8217;abbandono rischia di farei disperare,<br />
rimanici accanto.<br />
In quel momento, rompi pure il silenzio:<br />
per direi parole d&#8217;amore!<br />
E sentiremo sulla pelle i brividi della Pasqua.</span></p>
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		<title>Giornata Comunicazioni Sociali</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati“Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti – scrive il Papa riferendosi all’attuale sistema dei media – il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è importante da tutto ciò che è inutile o accessorio”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/giornara-delle-comunicazioni-sul-tema-del-silenzio.html/images-150" rel="attachment wp-att-6311"><img class="alignright size-full wp-image-6311" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/images1.jpg" alt="" width="294" height="172" /></a>di Moreno Migliorati</p>
<p>“I motori di ricerca e le reti sociali sono il punto di partenza della comunicazione per molte persone che cercano consigli, suggerimenti, informazioni, risposte”. Anzi, la Rete stessa “sta diventando sempre di più il luogo delle domande e delle risposte”, al punto che spesso “l’uomo contemporaneo è bombardato da risposte a quesiti che non si è mai posto e a bisogni che non avverte”. È quanto afferma <strong>Benedetto XVI</strong> nel messaggio per la <strong>46ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali</strong>, che si svolgerà il 20 maggio sul tema: <strong>“Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione”</strong>.<br />
“Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti – scrive il Papa riferendosi all’attuale sistema dei media – il <strong>silenzio</strong> diventa essenziale per discernere ciò che è importante da tutto ciò che è inutile o accessorio”. “Una profonda riflessione – spiega, infatti, il Santo Padre – ci aiuta a scoprire la relazione esistente tra avvenimenti che a prima vista sembrano slegati tra loro, a valutare, ad analizzare i messaggi: e ciò fa sì che si possano condividere opinioni ponderate e pertinenti, dando vita a un’autentica conoscenza condivisa”. Per questo “è necessario creare un ambiente propizio”, a partire dalla consapevolezza che “gran parte della dinamica attuale della comunicazione è orientata da domande alla ricerca di risposte”. Di qui l’“interesse” del Papa per il <strong>mondo della Rete</strong>, e per le “le varie forme di siti, applicazioni e reti sociali che possono aiutare l’uomo di oggi a vivere momenti di riflessione e di autentica domanda, ma anche a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio”. “Nella <strong>essenzialità di brevi messaggi</strong>, spesso non più lunghi di un versetto biblico – la tesi del Papa – si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità”.<br />
Il messaggio è stato diffuso oggi in quanto ricorre la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/01/24/giornata-delle-comunicazioni-sociali-a-tema-il-silenzio-e-la-parola/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Un grande profeta è sorto per noi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 06:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno B 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino"  Vive nel regno di Dio chi, nella libertà dell’amore, si sottomette all’azione potente del suo Spirito che “è Signore e dà la vita”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/images-8.jpeg"><img class="alignleft  wp-image-6306" style="margin: 10px;" title="images (8)" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/images-8-e1327244826887.jpeg" alt="" width="418" height="204" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="95%" border="0" cellpadding="2" align="center">
<tbody>
<tr>
<td bgcolor="#990000" width="20"><center><span style="color: #ffcc66;"><strong><br />
&gt;</strong></span></center></td>
<td bgcolor="#FFCC66" width="782"><strong>Prima lettura</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"><span><a href="http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Dt%2018,15-20">Dt 18,15-20</a><br />
Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="80%" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="17"><img src="http://www.lachiesa.it/images/fiammella.gif" alt="" width="17" height="25" align="bottom" /></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="500"><span><span>Dal libro del Deuterònomio</span></span>Mosè parlò al popolo dicendo:<br />
«Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.<br />
Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”.<br />
Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”».Parola di Dio</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"><a name="salmo"></a></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#990000" width="20"><center><span style="color: #ffcc66;"><strong>&gt;</strong></span></center></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="782"><strong>Salmo responsoriale</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"><span><a href="http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Sal%2094">Sal 94</a></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="400" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="17"><img src="http://www.lachiesa.it/images/fiammella.gif" alt="" width="17" height="25" align="bottom" /></td>
<td bgcolor="#FFCC66" width="500"><span><strong>Ascoltate oggi la voce del Signore.</strong></span><span>Venite, cantiamo al Signore,<br />
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.<br />
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,<br />
a lui acclamiamo con canti di gioia.</span>Entrate: prostràti, adoriamo,<br />
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.<br />
È lui il nostro Dio<br />
e noi il popolo del suo pascolo,<br />
il gregge che egli conduce.Se ascoltaste oggi la sua voce!<br />
«Non indurite il cuore come a Merìba,<br />
come nel giorno di Massa nel deserto,<br />
dove mi tentarono i vostri padri:<br />
mi misero alla prova<br />
pur avendo visto le mie opere».</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"><a name="secondalettura"></a></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#990000" width="20"><center><span style="color: #ffcc66;"><strong>&gt;</strong></span></center></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="782"><strong>Seconda lettura</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"><span><a href="http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=1Cor%207,32-35">1Cor 7,32-35</a><br />
La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="80%" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="17"><img src="http://www.lachiesa.it/images/fiammella.gif" alt="" width="17" height="25" align="bottom" /></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="500"><span><span>Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi</span></span>Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!<br />
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.<br />
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.Parola di Dio</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="80%" border="2" cellspacing="0" cellpadding="5">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><span><strong>Canto al Vangelo </strong>(Mt 4, 16)<br />
Alleluia, alleluia.<br />
Il popolo che abitava nelle tenebre<br />
vide una grande luce,<br />
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte<br />
una luce è sorta.<br />
Alleluia.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"><a name="vangelo"></a></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#990000" width="20"><center><span style="color: #ffcc66;"><strong>&gt;</strong></span></center></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="782"><strong>Vangelo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"><span><a href="http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Mc%201,21-28">Mc 1,21-28</a><br />
Insegnava loro come uno che ha autorità.</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="80%" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="17"><img src="http://www.lachiesa.it/images/fiammella.gif" alt="" width="17" height="25" align="bottom" /></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="500"><span style="font-size: x-small;"><strong>+ </strong></span><span><span>Dal Vangelo secondo Marco</span></span>In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.<br />
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.<br />
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».<br />
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.Parola del Signore</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La nostra meta è l&#8217;Amore</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 17:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Elisa Rossi Giordano" Abbiamo atteso col fiato sospeso..a volte ci hanno attraversato rabbia e serenita', coraggio e sfiducia..."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/407740_10150477075308014_752103013_8906953_1644286474_n1-231x3002.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6297" style="margin: 10px;" title="407740_10150477075308014_752103013_8906953_1644286474_n1-231x300" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/407740_10150477075308014_752103013_8906953_1644286474_n1-231x3002-e1327167555212.jpg" alt="" width="400" height="199" /></a>di Elisa Rossi Giordano</p>
<p>Attendere nelle sue varie accezioni, puo&#8217; essere tradotto come volgere a un termine. E&#8217; proprio questo che facciamo quando attendiamo: rivolgiamo il nostro spirito verso una meta. La nostra meta è stata la vita e siamo stati accompagnati dallo spirito fin dal primo momento in cui abbiamo desiderato Emanuele. siamo Matteo ed Elisa, i genitori di 3 splendidi bambini. Tommaso di tre anni, Angelica di 5 ed Emanuele  nato il 5 febbraio di quest&#8217;anno. Abbiamo vissuto anche con angelica e Tommaso il tempo splendido di aspettare un figlio, ma Emanuele è stato atteso. quando alla fine di Ottobre del 2010 ci hanno detto che non si vedeva il suo stomaco nell&#8217;ecografia e che avrebbe potuto non avere l&#8217;esofago, abbiamo iniziato il nostro cammino ancor piu&#8217; intenso verso il dono della Vita. In tutti i mesi della gravidanza abbiamo atteso di avere una buona notizia, pensando che tutte le negative che ricecavamo non fossero cio&#8217; che dovevamo desiderare. E&#8217; solo quando abbiamo visto riflesso nei suoi occhi lo splendore della Luce di vita che abbiamo capito che la nostra volonta&#8217; non era quella corrispondente a quella di Dio ed è allora che abbiamo iniziato a realizzare quanto l&#8217;attesa fosse valsa la pena. abbiamo aspettato per mesi in un ospedale prima di poterlo portare a casa, e ad ogni rientro la gioia era incommensurabile. ma poi si ripresentava l&#8217;attesa di un nuovo intervento e attendevamo, non lo posso negare. Non riuscivamo a vedere che il miracolo è Emanuele! i suoi occhi parlano al posto della voce, il suo sorriso mostra fiducia incondizionata, abbandono alla volonta&#8217; di Chi sa  cos&#8217;è meglio per lui: la sua voglia d&#8217;imparare ci permette di comprendere che se anche se l&#8217;attesa non è finita e cio&#8217; che è non è quello che avremmo voluto, è stata fatta la volonta&#8217; di Chi vuole il nostro bene. attendere è un atto di fiducia verso Colui il quale ha destinato per te la meta.  abbiamo atteso col fiato sospeso, a volte in arrendevole fiducia, altre in trepidante angoscia, ci hanno attraversato rabbia e serenita&#8217;, coraggio e sfiducia. Abbiamo incontrato la gioia di avere un figlio, lo sconforto di vederlo malato, l&#8217;impotenza nel non poterlo guarire, ma abbiamo sempre affrontato la sua Vita con la fiducia piena in Colui che aveva scelto noi come suoi genitori e lui come nostro figlio. abbiamo atteso rivolti alla meta, assieme a coloro che hanno accompagnato questo nostro cammino, facendosi strumento dell&#8217;Amore e di Dio e questo Amore è stato la chiave affinchè la nostra attesa non fosse vana! <a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/407740_10150477075308014_752103013_8906953_1644286474_n1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6204" title="407740_10150477075308014_752103013_8906953_1644286474_n" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/407740_10150477075308014_752103013_8906953_1644286474_n1-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a> <a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/407740_10150477075308014_752103013_8906953_1644286474_n-e13265408672861.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6209" style="margin: 10px;" title="407740_10150477075308014_752103013_8906953_1644286474_n-e1326540867286" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/407740_10150477075308014_752103013_8906953_1644286474_n-e13265408672861-300x136.jpg" alt="" width="300" height="136" /></a></p>
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		<title>Schittino &amp; Giona il &#8220;Ribelle&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino" Finche' la barca va' lasciala andare finche' la barca va tu non remare...!"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/images-7.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6290" style="margin: 10px;" title="images (7)" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/images-7-e1327073894455.jpeg" alt="" width="650" height="407" /></a>di Marilena Marino</p>
<p>Schettino e Giona il profeta &#8230;.<br />
Schittino scarcerato: è scontro tra gip e Procura<br />
È duello legale sul caso del comandante della Concordia, Francesco Schettino. &#8220;Non sussiste il pericolo di fuga, né quello di inquinamento delle prove: Francesco Schettino, secondo il gip di Grosseto, potrebbe invece reiterare il reato&#8221;, queste le motivazioni per cui il giudice di Grosseto ha concesso i domiciliari per il comandante della Costa Concordia, naufragata a largo dell&#8217;isola del Giglio sabato scorso. Di tutt&#8217;altro avviso la Procura di Grosseto, secondo la quale Schettino potrebbe fuggire: per questo il pm annuncia ricorso al tribunale del Riesame. Il comandante, intanto, si trova nella sua casa di Meta di Sorrento.</p>
<p>Ai giornalisti che chiedevano se nell&#8217;inchiesta sul naufragio della nave Costa Concordia ci siano altri indagati, il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, ha risposto: &#8220;No, non ci sono altri indagati&#8221;, smentendo così le indiscrezioni che stanno circolando tra i mass media nelle ultime ore. Verusio ne ha parlato ricevendo per alcuni minuti nel suo ufficio i giornalisti. Al momento, quindi, gli indagati restano il comandante della nave, Francesco Schettino, e il primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio.<br />
Ci sono due verità, sul banco del gip di Grosseto, che martedì sera ha deciso – spiazzando la procura – gli arresti domiciliari per il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino. Una è quella dei pm, della Capitaneria di porto di Livorno, dei vertici della Costa Crociere, dei naufraghi e dei testimoni del disastro del Giglio. È la più difficile da accettare. Questa verità racconta di un cambio di rotta improvviso della Costa Concordia, dell’eccessivo avvicinamento all’isola per un “inchino”, di uno scoglio segnalato e tuttavia preso in pieno. Poi, si concentra sulla catena di errori compiuti da Schettino: il mancato allarme nonostante la nave fosse in balia del mare, il ritardo nell’evacuazione. Infine, insiste sul punto più grave, l’abbandono della nave e persino il tentativo di inquinamento delle prove, mentre nel buio degli abissi si consumava la tragedia costata la vita – per ora – a undici persone.</p>
<p>L’altra, “verità”, è quella del comandante della Concordia. Che, sentito martedì volta dagli inquirenti, ha raccontato la sua versione del naufragio: uno scoglio apparso all’improvviso e non segnalato dalle carte nautiche, una manovra eroica che ha salvato la vita di migliaia di persone, la caduta involontaria nell’acqua, l’impossibilità di risalire sulla nave perché «troppo inclinata».</p>
<p>Due versioni opposte. Due naufragi diversi. Non fosse che in mezzo, a parlare di quella notte dalle televisioni di tutto il mondo, ora c’è una telefonata. Anzi, tre. Sono quelle intercorse tra lo stesso Schettino e il capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno Gregorio De Falco venerdì, poco dopo il naufragio. Già lunedì ne era stato reso noto il contenuto, ma ieri è stato trasmesso in viva voce. Lasciando tutti senza parole. Schettino, durante quelle conversazioni mente, e spudoratamente. Si contraddice. Racconta di essere a bordo della nave, poi d’essere giù. Non sa rispondere alle domande concitate di De Falco, che gli intima di riferire quante donne, quanti bambini siano in pericolo, che gli ripete, quasi all’infinito, di tornare indietro, di percorrere quella scaletta al contrario e riprendere in mano la situazione. È la voce dell’onore contro quella dell’irresponsabilità, dell’esitazione. «Ma qui è tutto buio&#8230;», balbetta Schettino, mentre l’altro gli intima ancora, con voce perentoria e quasi esasperata: «E che vuol fare, andare a casa? Torni a bordo!».<br />
Soddisfatto invece il legale di Schettino, Bruno Leporatti. Che torna a sostenere quella verità quasi incredibile: che l’uomo avrebbe salvato «centinaia, anzi migliaia di vite», che non ci sarebbe stata alcuna fuga, tanto meno un ammutinamento, come raccontato dai testimoni, secondo cui sarebbero stati altri membri dell’equipaggio a far scendere i passeggeri ravvisando lo stato confusionale in cui versava il comandante. «Non si può mandare in carcere una persona solo per l’opinione pubblica», conclude poi.<br />
Interessante il parallelo con Giona e la sua storia nelle letture del 22 Gennaio 2012. lui è un profeta al quale Dio ha dato l’ordine di andare a Ninive per predicare il suo giudizio con l’obiettivo di offrire una possibilità di salvezza ai Niniviti. Abbiamo visto la volta scorsa come questo fosse per lui un ordine strano, perché fino a quel momento Dio aveva mandato i suoi profeti esclusivamente al suo popolo eletto, Israele e non a popoli stranieri; in più i Niniviti erano i peggiori nemici di Israele, conosciuti come dei guerrieri carnefici e spietati, tutt’altro che meritevoli della grazia di Dio. Perciò Giona decide di non ubbidire e di scappare il più lontano possibile, compra il biglietto per Tarsis e si imbarca convinto che tutte le circostanze stiano andando a suo favore. Ma, poco dopo la partenza, Dio scatena una tempesta così forte che la nave sta per rompersi e Giona è così tranquillo da riuscire ad addormentarsi nel fondo della nave, mentre il resto dell’equipaggio, capitano compreso, pregano i loro dei e fanno di tutto per alleggerire la nave. Giona non si pente nemmeno sotto la pressione del capitano e dei marinai, pur sapendo che la tempesta era stata mandata da Dio per colpa sua. Alla fine decide che la soluzione è morire piuttosto che pentirsi e chiede ai marinai di gettarlo nel mare. Questi ultimi sono costretti a farlo, anche perché tutti i loro sforzi per riportare la nave a riva sono vani e non appena Giona tocca l’acqua la tempesta si calma. I marinai sono terrorizzati e cadono in ginocchio adorando il Dio del cielo, che ha fatto la terra e il mare!</p>
<p>Giona sprofonda nel mare… e cosa succede? Notate che tipo di preghiera rivolge a Dio: non si tratta di una richiesta di aiuto ma di una preghiera di ringraziamento per l’aiuto già ricevuto; Giona non chiede a Dio di salvarlo dal grande pesce ma lo ringrazia per averlo salvato da una morte certa nel fondo del mare. Notate anche che Giona prega dalla pancia del pesce (v2), perciò è cosciente pur trovandosi in un luogo che apparentemente non permetterebbe a nessuno di continuare a vivere. Era cosciente abbastanza per realizzare che Dio lo aveva salvato dalla morte per annegamento. Con questo voglio dire che la prima cosa che succede non appena Giona viene gettato nel mare non è l’arrivo del grande pesce, ma il suo grido di angoscia e di aiuto verso Dio: deve aver trascorso un bel po’ di tempo nell’acqua prima di essere inghiottito dal pesce e sicuramente deve aver pregato mentre sprofondava negli abissi; d’altronde era la cosa più normale che un figlio di Dio in pericolo avrebbe fatto e questo è confermato dalle sue stesse parole (v8). Perciò, quando leggete questo capitolo ricordatevi che quando Giona parla della sua angoscia si sta riferendo al tempo trascorso nell’acqua e non a quello trascorso nella pancia del pesce: per Giona l’acqua fu la minaccia di morte, ma il grande pesce fu la sua salvezza provveduta da Dio.</p>
<p>1. NONOSTANTE LA NOSTRA COLPA</p>
<p>Dio aveva chiesto a Giona di andare a Ninive ma Giona ha preso la strada opposta: aveva disubbidito volontariamente e stava fuggendo da Dio, perciò era colpevole. Per questo motivo Dio aveva mandato la tempesta. Per questo stesso motivo Giona si trovava nel fondo del mare. Notate che la preghiera di Giona fu spinta dal pericolo non da un sentimento di devozione verso Dio, Giona prega perché sta per morire non perché si diletta nel parlare con Dio. In fondo, meglio pregare costretti da qualche motivo piuttosto che non pregare per niente, no? E’ poco probabile che ogni figlio di Dio preghi sempre spinto da motivi puri e santi, anche perché i nostri desideri e la volontà di Dio spesso sono in conflitto tra loro. Giona prega e si arrende a Dio perché si rende conto che Dio è la sua ultima e unica speranza di salvezza: come molti di noi oggi, considera la volontà di Dio come qualcosa a cui aggrapparsi nelle situazioni di emergenza non come qualcosa da vivere ogni giorno della propria vita! Giona è completamente colpevole, però prega e nonostante la sua colpa Dio gli risponde.</p>
<p>Se ti stati chiedendo “Ho ancora speranza? Avrà Dio misericordia di me e ascolterà il mio grido di angoscia?” fatti coraggio con Giona. La sua angoscia era il risultato della sua colpa, ma Dio gli ha risposto dandogli un’altra possibilità. Salmo 107.10-15 “Altri dimoravano in tenebre e in ombra di morte, prigionieri nell&#8217;afflizione e nelle catene, perché si erano ribellati alle parole di Dio e avevano disprezzato gli avvertimenti dell&#8217;Altissimo; perciò egli umiliò i loro cuori nella sofferenza; essi caddero, e nessuno li soccorse. Gridarono al SIGNORE nella loro angoscia ed egli li salvò dalle loro tribolazioni; li fece uscire dalle tenebre e dall&#8217;ombra di morte, spezzò le loro catene. Celebrino il SIGNORE per la sua bontà e per i suoi prodigi in favore degli uomini!” Se la tua angoscia, il tuo dolore, le tue difficoltà sono il risultato della tua disubbidienza, pentiti e grida al Signore: lui ti risponderà nonostante la tua colpa. Al v4 Giona si rende conto e accetta di trovarsi sotto la disciplina di Dio, non sono stati i marinai a gettarlo nel mare, ma Dio stesso: “Tu mi hai gettato nell&#8217;abisso, nel cuore del mare; la corrente mi ha circondato, tutte le tue onde e tutti i tuoi flutti mi hanno travolto”. I marinai erano stati solo il mezzo attraverso il quale Dio ha esercitato la sua disciplina.</p>
<p>Ma Dio risponde…</p>
<p>2. NONOSTANTE IL SUO GIUDIZIO</p>
<p>Dio è arrabbiato con Giona, la sua disubbidienza richiede una punizione. Credo che niente ci renda così disperati nelle nostre angosce quanto il pensiero che esse siano la conseguenza del nostro peccato e probabilmente siamo convinti che se Dio è arrabbiato con noi è inutile pregare, tanto non ci ascolta. La situazione drammatica in cui si trova porta Giona ad affermare che “Dio lo ha cacciato lontano dal suo sguardo“. Interessante, al cap. 1 era stato Giona a voler fuggire dalla presenza di Dio, ora sta realizzando che cosa terribile è l’essere mandato via dalla presenza di Dio da Dio stesso: che grande contrasto! Ma nonostante questo Giona prega e chiede la liberazione a quello stesso Dio che lo ha gettato nel profondo dell’oceano… e quel Dio che è così arrabbiato con lui compie un miracolo per salvarlo.</p>
<p>Giona era colpevole, aveva disubbidito volontariamente a Dio perciò si sentiva e si trovava realmente sotto il giudizio di Dio. Ma invoca comunque il suo Dio, perché quando andiamo a lui in preghiera con un cuore sincero Dio risponde nonostante la nostra colpa, risponde nonostante il suo giudizio e</p>
<p>Dio risponde…</p>
<p>3. NONOSTANTE LE CIRCOSTANZE IMPOSSIBILI</p>
<p>La situazione in cui si trova Giona è veramente critica: “Le acque mi hanno sommerso; l&#8217;abisso mi ha inghiottito; le alghe si sono attorcigliate alla mia testa. Sono sprofondato fino alle radici dei monti; la terra ha chiuso le sue sbarre su di me per sempre…”</p>
<p>Ma immaginate di dovervi trovare in mare aperto nella situazione in cui Giona si trovava: fu gettato in mare nel bel mezzo di una tempesta, perciò deve aver bevuto tanta di quell’acqua da farlo vomitare. Chissà quanto alte saranno state le onde, tanto alte che Giona dice di esserne stato travolto e sommerso. Inghiottito dal mare Giona va sempre più verso il fondo e mentre scende continua a bere, l’aria comincia a mancargli e come se non bastasse una massa di alghe gli si attorciglia alla testa e sul collo e immagino che deve essere stato qualcosa di viscido e schifoso. Probabilmente Giona cerca di liberarsene ma l’aria comincia veramente a essere poca e soprattutto la paura aumenta&#8230; la discesa verso il fondo non si ferma, Giona dice di sprofondare fino alle radici dei monti, non solo si sente inghiottito dal mare ma anche la terra ha aperto la sua bocca e ormai il nostro caro profeta ribelle ha i minuti contati. v8 “quando la vita veniva meno in me”… L’aria è finita, Giona è rassegnato, non riesce a risalire dal fondo. E’ una scena terrificante, la situazione è drammatica e per Giona sembra veramente arrivata la fine… è umanamente impossibile rimanere vivo!</p>
<p>Non so perché, ma sembra proprio che nella vita cristiana i problemi e le angosce arrivino tutte insieme. Non vi capita così? Un problema tira l’altro, dopo un periodo di tranquillità le prove non arrivano un po’ alla volta, spesso ne arrivano due, tre insieme e ci sentiamo impotenti, spesso gettiamo la spugna perché consideriamo alcune circostanze davvero insormontabili, problemi impossibili da risolvere. A volte abbiamo come la sensazione che il Signore non stia ascoltando le nostre preghiere e arriviamo al limite delle forze, quasi disperati davanti alla realtà di una situazione che non ha vie di uscita: “E’ impossibile, non ce la farò mai… Sono così confuso, non vedo soluzioni… Come faremo ad andare avanti?&#8230;” Ma, quando le circostanze sembrano non lasciarti scampo, ricordati di Giona: era impossibile rimanere vivo, ormai era spacciato. Ma… “ma tu mi hai fatto risalire dalla fossa, o SIGNORE, mio Dio! Quando la vita veniva meno in me, io mi sono ricordato del SIGNORE e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo tempio santo”. Per Giona era impossibile ma non per Dio. Dio risponde nonostante quelle che Giona sta vivendo siano circostanze impossibili. Dio permette che Giona viva delle circostanze al limite dell’impossibile prima di mandare un grande pesce a salvarlo. Spesso succede proprio così: Dio risponde quando tutto sembra ormai perso. Non è sempre così, ma molte volte Dio risponde “all’ultimo minuto”. Non so spiegare perché lo faccia eppure succede. Penso che un insegnamento in questo modo di operare ci sia: anche se non hai ancora una risposta devi continuare a pregare, perché Dio risponde. A Giona gli era rimasta ormai pochissima aria nei polmoni ma continua a pregare pur non avendo ancora ricevuto una risposta: “Quando la vita veniva meno in me,… la mia preghiera è giunta fino a te”. Quando senti di essere arrivato alla fine, ricordati che … “agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché ogni cosa è possibile a Dio”. Non smettere di gridare a Dio, perché egli risponde nonostante le circostanze che stai vivendo sono impossibili. Dio ci risponde quando gridiamo a lui nell’angoscia e nel pericolo, nonostante la nostra colpa, nonostante il suo giudizio, nonostante le circostanze impossibili… ma è anche vero che Dio a volte risponde</p>
<p>4. PER GRADI</p>
<p>Credo che possiamo essere certi del fatto che Giona non abbia chiesto a Dio: “Signore, ti prego, salvami mandando un grande pesce e fammi inghiottire da lui affinché possa restare tre giorni e tre notti nel suo stomaco, fino a quando non mi sputi sulla riva del mare!” Probabilmente la sua preghiera fu semplicemente: “Signore, lo ammetto, ti ho disubbidito.. ma, ti prego, abbi pietà di me e salvami!” A volte Dio non risponde alle nostre preghiere di liberazione con una liberazione totale o immediata! Spesso Dio risponde per gradi. E dobbiamo ammettere che quando risponde a questa maniera ci sembra quasi che la sua non sia una reale liberazione.</p>
<p>Lo stomaco del pesce difficilmente sembrerebbe una liberazione: immaginate Giona che si ritrova nella pancia del pesce dopo aver pregato, con tutto quello che si potrebbe trovare in un ambiente come quello, con tutta la puzza che ci potrebbe essere in un posto simile, dovunque tocchi è viscido… è buio… quasi sicuramente c’è più aria che nel fondo del mare ma comunque è molto poca… penso che Giona per qualche attimo deve aver provato una profonda paura e lo dico perché la Bibbia ci fa capire che è cosciente, perché prega dalla pancia del pesce! Ma nonostante tutto questo, Giona è vivo… è salvo… e contrariamente a quanto si sarebbe potuto aspettare, quel grande pesce fu la sua salvezza. Giona se ne rende conto, è cosciente abbastanza per piegare le sue ginocchia e ringraziare Dio. Non si lamenta dell’ambiente in cui si trova, accetta il “primo grado di salvezza” di Dio come la garanzia di una salvezza completa e conclude la sua preghiera con la grande affermazione: “La salvezza appartiene al Signore”. La risposta che io e Francesca ci aspettavamo non era certo di rimanere lì, eppure il Signore ha risposto proprio così!</p>
<p>Non disprezzare il parziale intervento di Dio, se sceglie di tirarti fuori dalla prova “per gradi” evidentemente lo sta facendo per uno scopo ben preciso. Sii grato a lui per qualsiasi risposta, anche se non ti sembra una reale risposta o se non è come te l’aspettavi. Perché Egli è il Dio della salvezza e puoi star sicuro che ti salverà dalla tua angoscia. Ricorda: la pancia del grande pesce è meglio del fondo del mare e delle alghe attorcigliate sulla testa.</p>
<p>La preghiera di Giona ci parla di un Dio che risponde alle nostre richieste di aiuto, sempre e nonostante la nostra colpa, il suo giudizio e le circostanze impossibili ci facciano pensare che non sia tenuto a risponderci. Dio risponde, anche se la sua risposta può sembrare a prima vista una parziale liberazione. Ma…</p>
<p>Giona ammette che nella sua vita ci sono stati degli idoli che lo hanno privato della grazia di Dio e delle sue benedizioni. Qual era stato il grande idolo di Giona? Il suo intenso patriottismo, era così concentrato sulla salvezza e la prosperità della sua nazione che si rifiutò di offrire la grazia di Dio ai nemici Niniviti. Non voleva in nessun modo che persone così malvagie e sanguinarie avessero anche la minima possibilità di potersi salvare. Un idolo porta via a Dio il primo posto nella tua vita e ti spinge alla disubbidienza, privandoti delle benedizioni che Dio vuole darti: Giona se ne rese conto, aveva capito che quando togli Dio dal trono della tua vita e ti arroghi il diritto di prendere l’ultima decisione, stai perdendo le sue benedizioni, la sua grazia. La risposta di Dio ha raggiunto il suo primo obiettivo: Giona ringrazia e da gloria a Dio!</p>
<p>Per spiegare questo punto è necessario andare avanti e anticipare per un attimo la fine della storia. Al cap. 3 Dio manda nuovamente Giona a Ninive. Giona ubbidisce, predica il giudizio di Dio e i Niniviti si pentono e “credono a Dio”. Alla fine del cap. 3 Dio, vedendo il pentimento dei Niniviti “si pentì del male che aveva detto di far loro e non lo fece”. Perciò nei primi 3 capp. c’è un parallelo tra l’esperienza di Giona e quella dei Niniviti: Giona disubbidì a Dio, Dio manda la tempesta come segno del suo giudizio, Giona grida a Dio nell’angoscia e Dio gli risponde dandogli una nuova opportunità. Lo stesso fu per i Niniviti: la loro malvagità era grande e aveva causato il giudizio di Dio, ma essi gridarono a Dio nella loro angoscia e Dio rispose dando loro una nuova opportunità. Dio ha mostrato grazia a Giona e allo stesso modo Giona deve imparare a mostrare grazia ai Niniviti. Il libro di Giona ha un messaggio forte e chiaro su Dio: la sua grazia e misericordia non sono riservate a Israele ma si estendono a qualsiasi persona pone la propria fede in lui, pentendosi per il proprio peccato. Ciò che salva non è la nazionalità ma la fede, questo è il forte messaggio espresso dal libro di Giona e da tutto l’Antico Testamento. Ma non è questo il tema principale del libro o l’insegnamento più grande che il libro di Giona vuole darci. Il libro non è tanto centrato su Israele quanto su Giona stesso e conseguentemente ha un messaggio preciso per me e per te. Il punto principale non è “Dio è misericordioso” ma “Tu devi essere misericordioso allo stesso modo in cui Dio lo è con te”. E’ questa l’ultima lezione che possiamo imparare dalla preghiera di Giona: Dio risponde alle nostre preghiere con grazia per rendere noi strumenti di grazia. E’ questo il cambiamento che lui vuole produrre nei nostri cuori attraverso la sua risposta alle nostre preghiere. Quanta grazia Dio ha mostrato verso di te? Puoi testimoniare di che persona eri prima di diventare un suo figlio e di quanta misericordia ti ha concesso nonostante tu non la meritassi, trasformando completamente la tua vita? Puoi testimoniare di quante volte nella tua vita di credente Dio ti ha soccorso con una grazia e una compassione indescrivibili, per trarti fuori da situazioni impossibili, nelle quali ti sentivi perso, senza soluzioni, sommerso da un peso insopportabile? Sei così sincero da ammettere che in nessun caso avresti meritato tutta la grazia di cui Dio ti ha letteralmente sommerso?!?!?! Bene, ora tocca a te: Dio ti chiama a mostrare lo stesso atteggiamento, la stessa grazia nei confronti dei tuoi colleghi, dei quali sei ormai stanco e che, magari, vorresti vedere crepare all’inferno; nei confronti dei tuoi amici che continuamente ti prendono in giro e che secondo te non meriterebbero che la morte, altro che la grazia di Dio! Nei confronti delle persone che giornalmente ti passano accanto e che giornalmente rifiutano di arrendersi a Dio, che non lo riconoscono come loro Creatore e al quale si rifiutano di sottomettersi. Nei confronti dei tuoi fratelli, delle tue sorelle che spesso vorresti non vedere, i quali non ti mostrano amore, con i quali sei stanco di lavorare. Dio ti ha mostrato grazia e continua a mostrartela perché tu, a tua volta, la mostri agli altri: non scappare dai Niniviti, vai da loro e offrigli la grazia di Dio perché non sono diversi da quello che eri tu prima che Dio la offrisse a te. Se ti senti cacciato dalla presenza di Dio, non esitare a parlargli perchè lui ti ascolta e ti risponde. Se ti senti in colpa per avergli disubbidito è un buon segno, allora svuota il tuo cuore davanti a lui e lui ti riabiliterà. Non è mai troppo tardi per tornare a Dio: fossi anche nel più profondo dei mari, lui è lì. Non la senti la voce di Dio?</p>
<p>“Figlio mio, non capisci cosa voglio insegnarti rispondendo al tuo grido di angoscia? Io ho avuto grazia con te nonostante la tua colpa… ho avuto grazia nonostante il mio giudizio su di te.. ti ho salvato da una situazione impossibile, dalla quale nessuno poteva trarti in salvo e l’ho fatto in modo miracoloso, liberandoti e rispondendoti con tutta la mia potenza… l’ho fatto per riempire il tuo cuore di ringraziamento, in modo che tu possa dare gloria al mio nome e non solo tu, ma chiunque sentirà ciò che io ho fatto per te… e l’ho fatto perché il tuo cuore possa cambiare atteggiamento nei confronti dei tuoi fratelli e sorelle e delle persone perdute che sono intorno a te. Caro figlio mio, tu devi mostrare grazia così come io l’ho mostrata verso di te!”</p>
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