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Dio non si stanca di perdonare

Papa-Francesco“Vengo a trovarvi, vengo a trovare Campobasso, vengo a trovare Isernia, vengo a trovare una regione piccola, ma carica di tanta dignità e tanta bellezza” (dalle parole di Papa Francesco per la visita pastorale in Molise).

Sono trascorsi 19 anni dall’ultima visita di un Papa in Molise. Quella di Papa Francesco è la quinta visita pastorale in Italia dall’inizio del suo pontificato, a due settimane da quella svoltasi a Cassano all’Jonio, in Calabria, ed a quasi un anno da quella avvenuta a Lampedusa per ricordare le migliaia di migranti morti in mare. Al centro del viaggio in Molise, oltre ai temi incentrati sui drammi sociali e sull’emergenza lavoro, non mancano incontri con i poveri, i detenuti ed i malati. All’incontro di ieri mattina, il tema centrale presso l’Università del Molise, a Campobasso, è stato il lavoro:  

“Oggi vorrei unire la mia voce a quella di lavoratori e imprenditori nel chiedere che possa attuarsi anche qui  “un patto per il lavoro”, sono state le parole pronunciate al riguardo dal Santo Padre, il quale ha poi aggiunto: “non portare il pane a casa toglie la dignità, il problema più grave non è la fame”.

A seguire, la riflessione sul rapporto tra vita, lavoro, libertà: “la domenica libera dal lavoro … la priorità non è all’economico, ma all’umano, alle relazioni familiari, amicali, per i credenti alla relazione con Dio. Forse è il momento di domandarci se lavorare la domenica è una vera libertà”.

Quasi centomila i fedeli convenuti per partecipare alla messa celebrata presso il vecchio stadio Romagnoli di Campobasso. I vescovi del Molise hanno distribuito 27mila biglietti d’accesso. Il palco è stato costruito a forma di capanna, simbolo della capanna dei pastori molisani e richiama alla Chiesa, la quale ha accompagnato nel passato le pecorelle ed oggi conduce i fedeli lungo le strade della vita. Durante la messa Papa Francesco ha incentrato l’omelia sulla “sapienza divina”, asserendo che:  “La testimonianza della carità è la via maestra dell’evangelizzazione … Ma il servizio della carità – aggiunge il Santo Padre – siamo chiamati tutti a viverlo nelle realtà ordinarie, in famiglia, in parrocchia, al lavoro con i vicini … La Chiesa in prima linea cerca di infondere nella società quel supplemento d’anima che consente di guardare oltre di sperare”.  Al termine della Santa Messa, Papa Francesco ha incontrato una rappresentanza di ammalati in Cattedrale.

Cinquanta sono stati quindi gli ospiti assistiti dalla Caritas che hanno pranzato assieme a Papa Francesco nella “Casa degli Angeli” di Via Monte San Gabriele a Campobasso.  Da Campobasso il Pontefice si è poi recato al Santuario di Castelpetroso, a Isernia, per l’indicazione dell’anno giubilare in memoria di Celestino V, al secolo Pietro da Morrone, noto come il “Papa del gran rifiuto” secondo Dante nella sua “Divina Commedia”.

Tanti abruzzesi si sono quindi radunati nel pomeriggio nel piazzale del Santuario di Castelpetroso, luogo di apparizioni mariane. Nel piazzale del Santuario dell’Addolorata, invece, è avvenuto l’incontro tra Papa Francesco ed i giovani delle diocesi dell’Abruzzo e del Molise. In un momento storico difficile, i giovani del Molise hanno cercato un supporto morale nell’abbraccio e nelle parole del Pontefice. All’ estremità del palco, uno striscione inneggiava: “Sei la nostra speranza”. Ad accogliere il Santo Padre hanno provveduto don Massimo Muccillo, rettore del Santuario dell’Addolorata, assieme ai sacerdoti ed alle suore che vi collaborano. Il discorso del Pontefice è stato preceduto dai saluti di Mons. Pietro Santoro, vescovo di Avezzano e delegato per la Pastorale Giovanile e dal discorso di benvenuto di una giovane, Sara Messere. Il grido di Papa Francesco ai giovani è stato:

“Non abbiate paura di coinvolgervi troppo nelle cose … Non lasciatevi rubare il desiderio di costruire la vostra vita su basi grandi e solide! Non accontentatevi di piccole mete! Aspirate alla felicità e – aggiunge – abbiatene coraggio. Il coraggio di uscire da voi stessi e di guardare in pienezza il vostro futuro insieme a Gesù … Dio non si stanca di perdonare!”. 

L’invito del Santo Padre ai giovani è stato dunque di essere coraggiosi, di andare avanti con coraggio e di operare la solidarietà. Le due parole finali che Papa Francesco ha affidato ai giovani sono state infatti: coraggio e speranza. Secondo il Santo Padre, il pericolo che può trasformare la vita in un labirinto è la provvisorietà, che per il Pontefice “non fa bene, perchè ci fa venire la mente buia e il cuore freddo”.

Rispettando l’iter del programma predisposto per l’evento in Molise, Papa Francesco si è poi recato alla casa circondariale alle 16.30 ad Isernia, terza ed ultima tappa del suo viaggio in regione. Ad accoglierlo ivi, Mons. Camillo Cibotti, vescovo di Isernia – Venafro e Mons. Salvatore Visto, Arcivescovo di Capua. Hanno rivolto il saluto al Santo Padre Barbara Lenzini, direttrice del carcere maschile, e Luciano Traversa, uno degli 80 ospiti della casa circondariale. Le parole rivolte da Papa Francesco ai detenuti hanno quindi ripreso quanto pronunciato il 21 giugno u.s. in Calabria:

“Questa è la sfida, come dicevo due settimane fa a Castrovillari: la sfida del reinserimento sociale … L’importante è non stare fermi, ma camminare, fare un passo ogni giorno con l’aiuto del Signore”.

Successivamente vi è stato l’incontro con gli ammalati ed i disabili nella Cattedrale di Isernia. Uscendo dalla Cattedrale, il Santo Padre ha poi benedetto la statua di San Giovanni evangelista, donata dalla diocesi per la riapertura della Cattedrale di Smirne, ed una corona per al statua della Madonna della pace del Santuario diocesano di Fragnete.

L’evento si è concluso con la proclamazione dell’Anno Giubilare Celestiniano da parte del Pontefice, il quale ha incontrato la cittadinanza nella piazza antistante la Cattedrale.

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