Nobell.it – Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione

CHI SIAMO ?

Cosa è:  l’ANIMATORE DELLA COMUNICAZIONE E DELLA CULTURA

Figura ideale, ma soprattutto persona concreta, che dovrebbe assumere in ogni parrocchia l’incarico o ministero dell’evangelizzazione, dell’informazione e della formazione con i vari media, in pieno accordo con il parroco e con la diocesi.

In queste poche righe c’è tutto, ma bisogna poi comprendere bene cosa significhi ciò nelle diverse situazioni delle nostre comunità ecclesiali.

Si richiedono qualità di base, cioè un minimo di formazione culturale già acquisita, o da costruire senza eccessivo investimento di tempo e fatica, soprattutto poi molta disponibilità e passione per questo servizio pastorale.

In altre parole potremmo dire che si richiedono giovani intelligenti e ricchi di iniziativa, giovani abituati a muoversi in un mondo digitale, non solo per usare mezzi moderni di ultima generazione, ma con la mentalità aperta di oggi per parlare ai loro coetanei con un linguaggio immediatamente comprensibile e spesso i “giovani” possono anche essere persone avanti negli anni, ma con molta carica interiore.

Se dovessimo situare storicamente i fondamenti di tutto questo risaliamo al libro degli “Atti degli Apostoli”, là dove san Pietro parla nella prima predicazione, fatta subito dopo la discesa dello Spirito Santo:

Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso”…

Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”…

Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo”(At 2,36-38).

Il seguito del libro degli “Atti degli Apostoli”, cioè della nostra primitiva Chiesa è tutto un impegnarsi in vario modo e con vari mezzi per diffondere l’annuncio di Gesù Cristo, che è morto e risorto per dare a tutti una speranza. Basti pensare a san Pietro e san Paolo e ai tanti loro collaboratori. Gli apostoli e gli evangelisti si sono prodigati per far risuonare la Buona Novella con la parola e con lo scritto, correndo per tutto il mondo allora conosciuto.

Nei secoli successivi migliaia di amanuensi ricavavano copie degli Scritti Sacri e tanti predicatori annunciavano il Vangelo, finché a metà del Quattrocento non fu inventata la stampa a caratteri mobili e fu proprio la Bibbia il primo libro “tirato a stampa” in diverse copie, con minore fatica rispetto ai copisti.

Oggi i mezzi di riproduzione del pensiero e i mezzi di annuncio sono veramente tanti, ma bisogna che ci sia chi si prende cura di far giungere a destinazione il prodotto giusto. Un annuncio come quello del Signore risorto non può essere affidato a chiunque, ci vogliono persone capaci e adatte in modo che tale annuncio sia ben presentato e bene accolto.

Gli animatori della comunicazione e della cultura si pongono in questa linea di continuità con gli apostoli, gli evangelisti e quanti in duemila anni si sono impegnati per annunciare il Signore Gesù.

Non si è ancora abbastanza convinti che si tratta di un servizio necessario e urgente, non è solo vendere o diffondere un prodotto, ma è annunciare una Persona che ci salva, attraverso un foglio, un libro, una rivista, un programma radio o televisivo, o attraverso il mondo digitale.

Dobbiamo diventare veri TESTIMONI DIGITALI di Cristo, al servizio della Parola. Si tratta di far in modo che il popolo di oggi possa vedere “al vivo” il volto di Gesù come lo vedevano gli apostoli, come lo rappresentavano i santi, gli evangelisti, gli iconografi e gli artisti dei secoli passati.

Così la diffusione del pensiero scritto, o visualizzato, o cantato, diventa un pulpito moderno che forse i nostri contemporanei accettano volentieri e magari si convertono, sempre con l’intervento di Dio Spirito Santo.

Nessuno vuole eliminare la predicazione tradizionale o il cammino sacramentale, ma certo la ri-evangelizzazione o la pre-evangelizzazione si potranno giovare dell’aiuto dei mezzi digitali che anche in Italia sono presenti nella grande maggioranza di famiglie, scuole, luoghi di lavoro.

Poiché è meglio che non sia il singolo a proporre, o a proporsi, sarebbe auspicabile che tutto nasca all’interno di un gruppo, in una comunità parrocchiale o diocesana, con un sano confronto di idee e possibilità, con dei progetti credibili e realizzabili, dai più umili ai più elaborati.

E poiché anche i segni hanno una loro importanza, questo servizio dovrebbe prevedere un’investitura vera e propria come per i catechisti o i ministri straordinari dell’Eucaristia, in modo che sia riconosciuto come servizio pastorale di evangelizzazione a nome del Vescovo o del Parroco.

Facciamo a tutti la carità della Verità”, come chiedeva il Beato don Giacomo Alberione.

P. Marcello Lauritano ssp