Saturday, May 19, 2012

“Il volto di Gesù nel cinema e nella letteratura”

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 14 - 2012 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati

“Gesù nostro contemporaneo”: è stato questo il tema dell’evento internazionale promosso dal Comitato per il progetto culturale della Cei e che anche quest’anno è stato ripreso dall’Acec per promuovere nelle sale di comunità manifestazioni dedicate al tema “Il volto di Gesù nel cinema e nella cultura”. L’iniziativa è rivolta alle sale di tutta Italia; fra queste ne saranno selezionate una cinquantina impegnate a realizzare un ciclo di incontri (con film, dibattiti, spettacoli teatrali) nel periodo dal 1° aprile al 15 giugno 2012.

Per l’occasione è stato realizzato un supplemento alla rivista SdC, dedicato al tema: “Il volto di Gesù. Riflessi e presenze”. Vi si trovano articoli sulla figura di Cristo nel cinema e nel teatro, nell’arte e nella letteratura. “Dopo duemila anni – scrive Francesco Giraldo nell’introduzione – non è per nulla semplice rendere visibile un Volto che si è perso spesso nelle nebbie delle vicende umane e nella complessità della storia del pensiero. Non si ha a che fare con un santino, una statua, un dipinto, una storia, un affabulazione”. Rendere contemporaneo il volto di Gesù – prosegue – “è essere dei rabdomanti alla ricerca di quelle sembianze sparse nel cinema, nell’arte, nel teatro e nella letteratura. Per esperire la contemporaneità del Volto di Gesù è necessario esperire quello scarto che consente di scorgere l’ineffabile”.

(via SpiritualSeeds.info)

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Avvento & Avvenimento

Posted by marilena marino On dicembre - 22 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Due mila anni fa, a Betlemme, un piccolo villaggio d’Israele, accompagnato dall’amore dei suoi genitori, Maria e Giuseppe, entrava nella nostra storia Gesù, il Figlio di Dio. Lo stesso Dio è venuto a vivere la nostra vita. Già da molti secoli, nel popolo d’Israele, animato dalla parola dei profeti, si viveva l’attesa della venuta di qualcuno capace di dare al cammino dell’umanità un indirizzo nuovo, qualcuno nel quale Dio si manifestasse e attraverso il quale si sarebbero aperte le porte di una vita nuova, diversa, guidata dall’amore di Dio e non dal dolore e dal male che così profondamente segnano la condizione umana. Uno che era conosciuto con il nome di Messia.

E lì, a Betlemme, nasceva quel bambino, Gesù. Non sembrava avere delle caratteristiche divine: nasceva povero, da una famiglia sconosciuta, lontano dalla sua casa perché così esigevano in quel momento le leggi dell’imperatore romano… Noi cristiani, però, guidati dalla testimonianza di quanti seguirono quel bambino quando, ormai adulto, percorreva le strade di Palestina annunciando la Buona Novella, crediamo che, veramente, è lui l’inviato di Dio che apre a tutti il cammino della salvezza, il Figlio di Dio che ci colma di vita.

Durante il tempo d’Avvento prepariamo la celebrazione della venuta in mezzo a noi di Gesù, il Messia di Dio. Non come se non lo conoscessimo, come se fingessimo che ancora non è nato: sappiamo che è nato duemila anni fa, che ha vissuto la nostra stessa vita, che ha amato fino alla morte di croce, che è risorto. Preparare la festa della sua nascita diventa un’occasione per rivivere, con grande intensità, un atteggiamento di fede e di attesa della salvezza che lui viene a portarci. Ed è un’occasione per preparare la nostra vita così che lui possa continuare a venire in noi, a rinnovare il nostro cuore e a trasformarci in uomini nuovi, disposti a fare il bene come lui.

L’Avvento è molto più che preparare una venuta verificatasi secoli fa; è preparare anche una venuta continua, di tutti i giorni. Perché Gesù viene ancora adesso, oggi in ogni momento. Viene attraverso l’Eucaristia, i sacramenti, la comunità cristiana. Viene nel cuore di ogni credente attraverso la preghiera, la lettura della sua Parola, tutte le occasioni nelle quali vogliamo accostarci a lui. E viene attraverso i nostri cari, i conoscenti, gli emarginati, i malati, ecc., gli avvenimenti della nostra vita, tutto quello che facciamo e viviamo, soprattutto attraverso i poveri, nei quali riflette il suo volto con particolare intensità.

Nel tempo d’Avvento celebriamo anche un’altra venuta di Gesù, quella definitiva, alla fine di tutto, quando porterà l’umanità nella pienezza della vita nel suo Regno. Noi, in questo mondo, stiamo camminando verso questa venuta definitiva e ci prepariamo per essere pronti per questo momento. E Gesù ci annuncia che il nostro viaggio umano, a volte così pieno di oscurità e sofferenza, è chiamato, come dice il testo dell’Apocalisse, a trasformarsi in cielo nuovo e in terra nuova, dove Dio lo godremo per sempre, sarà il Dio-con-noi; e non ci saranno più né lacrime né sofferenze né dolore, e l’amore di Dio sarà tutto in tutti. Noi, in questo mondo, mentre siamo in attesa di questa venuta definitiva, dobbiamo vivere un atteggiamento di vigilanza, apprendendo, giorno dopo giorno, ad amare Dio e gli altri come Gesù, per poter giungere, un giorno, a vivere per sempre con lui.

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Animatori all’Attack!

Posted by marilena marino On novembre - 15 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Gli orologi un’ora indietro, la festa dei santi, i colori dell’autunno, le castagne… e il corso Anicec. Eh sì, perché da quando, più di sette anni fa, il Direttorio (Comunicazione e missione, 121-142) ha in qualche modo “codificato” la figura dell’animatore della cultura e della comunicazione, per ben cinque annate la Chiesa Italiana ha messo a disposizione di tutte le diocesi un corso di alta formazione in e-learning per preparare proprio questa schiera di volontari a servizio delle proprie comunità nell’ambito strategico della cultura e della comunicazione. Il corso 2011 si sta avviando alla conclusione, quello 2012 (il sesto, dunque) sta per aprire le iscrizioni. Non rimane che invitarvi, come sempre, a spargere la voce, ad informarne chi può essere interessato, o magari (perché no?) a decidere di iscrivervi, se qualcuno ancora non lo avesse fatto.
In occasione del consueto incontro residenziale del corso ANICEC, corso di alta formazione in e-learning per Animatori della Cultura e della Comunicazione, che si terrà dal 18 al 20 novembre 2011 presso la Domus Pacis Torre Rossa Park (via Torre Rossa 94, Roma), Dario Edoardo Viganò (Direttore scientifico del corso ANICEC) terrà la relazione di apertura dal titolo “I digital media e la nuova audience”. Oltre alla presenza di Viganò, sono previsti nei tre giorni di convegno gli interventi di: Antonio Spadaro (Direttore de «La Civiltà Cattolica»), Silvano Petrosino (Università Cattolica di Milano), Chiara Giaccardi (Università Cattolica di Milano), Ruggero Doronzo e Arianna Prevedello (Animatori culturali). A chiudere i lavori del convegno sarà mons. Domenico Pompili (Sottosegretario CEI, Direttore Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali), con una relazione dal titolo “Animatori, per quale servizio?”. Per informazioni: www.anicec.it; http://www.chiesacattolica.it/comunicazione.
Dopo la pubblicazione del Documento CEI dal titolo “EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO”, che impegna la Chiesa Italiana per il prossimo decennio a riflettere ed agire sul delicato tema, il Corso di Formazione intende offrire una nuova occasione per renderci maggiormente consapevoli di quali rischi cela la cultura digitale e quali opportunità si aprono per chi non intenda rinunciare ad essere educatore. La perdita dell’interiorità, la superficialità nel vivere le relazioni, la fuga nell’emotività, il prevalere dell’opinione, sono stati indicati dal Papa nel suo recente discorso al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, come i rischi più pericolosi. Nel nuovo contesto culturale dominato dai media, sta infatti nascendo una nuova umanità, incidendo “sul contesto vivente e pulsante nel quale i pensieri, le inquietudini e i progetti degli uomini nascono alla coscienza e vengono plasmati in gesti, simboli e parole”. Il corso vuole aiutare tutti a riflettere sull’urgenza di iniziative che pongano anche noi sulla strada della comunicazione, riuscendo così a dire il bene che ci anima, la Parola che ci sostiene, a trovare quelle parole nuove che vivificano la comunicazione e la rendono pienamente umana. Ricordiamo che  il corso di alta formazione a distanza per “Animatori della comunicazione e della cultura” si avvale del supporto accademico della Pontificia Università Lateranense, nel quadro delle attività del Centro interdisciplinare Lateranense.  Esso propone di formare una figura che sappia utilizzare tutte le forme della comunicazione per promuovere attività culturali e comunicative all’interno della propria comunità e della propria diocesi, con particolare attenzione al territorio e ai relativi contesti culturali.

Il Direttorio delle comunicazioni sociali
“Comunicazione e missione”, Il Direttorio delle comunicazioni sociali nella missione della Chiesa, della Conferenza Episcopale Italiana, vuole essere una magna charta delle comunicazioni sociali per sottolineare l’impegno della Chiesa italiana a comunicare il vangelo nella cultura mass mediale attraverso la proposta di nuovi percorsi e iniziative pastorali.
Il documento è una piattaforma unitaria per i media ecclesiali, gli organismi e le iniziative nel campo delle comunicazioni sociali e per i professionisti cattolici che operano nelle strutture pubbliche e private della comunicazione sociale.
Il Direttorio richiama i cattolici a non essere passivi, a trasformarsi da spettatori a protagonisti attivi acquisendo una prospettiva critica che è proprio del cristiano capace di discernere le potenzialità dei media contemporanei. Il documento individua fra gli “imprescindibili impegni della comunità ecclesiale”, la formazione e la promozione di nuove figure di animatori nel campo della comunicazione e della cultura.

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Sabato 4 giugno laboratorio teatrale dei Burattini

Posted by Agostino On giugno - 5 - 2011 ADD COMMENTS

di Agostino Lupo . Anche lo scorso sabato 4 giugno tanti bambini e alcuni ragazzi e ragazze hanno animato, con impegno e tanta fantasia, nella sala della comunità di Bagnaia, il laboratorio per la costruzione dei burattini, guidato da Giancarlo Vulpes e Ada Mirabassi. Quest’ultimo è stato un momento di intenso lavoro dove tutti sono entrati nella parte di “Geppetto” per dare vita, partendo da materiale veramente povero e a disposizione di tutti, a dei burattini che fossero espressione esclusiva di ogni singolo bambino. Seguendo i suggerimenti e le accortezze degli insegnanti anche i bambini più piccoli sono riusciti a trasformare rotoli di carta igienica, colorati ritagli di stoffa e gomitoli di lana in tanti veri e variopinti burattini. “Ma alla fine – ha domandato una bambina – posso tenerlo con me questo burattino” E’ una domanda eloquente e che manifesta il grande entusiasmo messo in un’attività desiderata e appagante. Quel burattino, costruito con le suo manine, era diventato parte della sua stessa esistenza e a lui può ora confidare i suoi stessi profondi segreti esistenziali. “Questo lusinghiero successo riscontrato nelle esperienze laboratoriali di teatro a Bagnaia, attivate come tentativo per conoscere i desideri e le potenzialità dei nostri bambini e ragazzi che frequentano la vita parrocchiale, per allargare il cerchio di vita comunitaria – ha detto il parroco don Aldo Milli – ci incoraggia a proseguire e rilanciare un programma più intenso per il prossimo anno”. Peraltro da queste prime esperienze si conferma la bontà del semplice obiettivo che ci si era posti: rivitalizzare il teatro per farlo divenire uno spazio di vita dove i bambini, ragazzi e anche adulti, possano rivivere la dimenticata esperienza di manifestare agli altri il proprio vissuto interiore e partecipare così alla costruzione di una comunità che vive della esperienza e della voglia di condividere la vita in comune. Inoltre è un mezzo molto efficace per allontanare, almeno temporaneamente, i bambini dall’imperante e condizionante mondo della TV, dove si è abituati a vivere passivamente i messaggi di altri senza poter interloquire con essi, e divenire invece attivi portatori di interiori messaggi personali da scambiare comunitariamente con gli altri.

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Il Giornale di Tin Tin

Posted by marilena marino On gennaio - 13 - 2011 ADD COMMENTS

Il giovane reporter belga, Tintin, è nato a fumetti nel 1929 sul giornalino dei ragazzi «Le Petit Vingtième», dalla matita di Georges Prosper Remi, in arte Hergé. Sull’inserto per i ragazzi del quotidiano cattolico «Le Vingtième Siècle», Tintin vive solo le sue prime otto avventure prima dell’occupazione tedesca del Belgio, evento che vedrà la chiusura definitiva del «Petit». Ma il destino di Tintin era quello di continuare a correre per il mondo a caccia di nuovi misteri da risolvere. E lo fa dopo la liberazione del Belgio, nel 1944, sul nuovo «Giornale di Tintin», una rivista che per il titolo trae spunto dal quotidiano per cui lo stesso personaggio dice di lavorare.
Così, il giovane reporter dal ciuffo all’insù insieme al suo inseparabile amico a quattro zampe, Milou, danno vita a una vera e propria scuola di fumetto, il cui stile è la ligne claire che ha ispirato negli anni anche Roy Lichtenstein e Andy Warhol.
Philippe Delisle dell’università Jean Moulin di Lione afferma che la scuola belga è nata soprattutto all’interno del mondo cattolico: promossa dagli ecclesiastici promossa per riconquistare i giovani alla fede. Fra questi, gioca un ruolo fondamentale don Norbert Wallaz, la cui storia è travagliata per via della sua adesione al movimento filo-nazista belga Léon Degrelle. Fu don Wallaz a chiedere a Hergé di disegnare un personaggio per «Le Petit Vingtième» in grado di comunicare ai ragazzi i valori cristiani in modo originale.
Purtroppo, questa e altre amicizie che Hergé strinse nella sua vita — da cui prese le distanze appena in tempo — indussero molti lettori fanatici a trovare ogni appiglio possibile nelle sue strisce per accusarlo di razzismo. I lettori più attenti, invece, noteranno come i sani valori espressi da Tintin — quello «consolidato» della maturità artistica e letteraria di Hergé — sono, di fatto, anche quelli che vengono riproposti nella versione cinematografica di Spielberg (e Jackson) e che hanno inizialmente una sicura radice cristiana, anche se un poco ingenua, basata su tanti luoghi comuni, ma che diventano presto valori universali, di un umanesimo aperto «all’altro», anche a chi è portatore di culture lontane. L’occhio di Tintin, attento alla realtà a lui contemporanea, si è liberato da pregiudizi e luoghi comuni. Il suo cuore è sempre pronto ad aiutare chi è debole. In Tintin in America, ad esempio, offre il suo aiuto al popolo indiano, rivelando da subito il lato positivo di sé e sfruttando le migliori conoscenze della propria civiltà al momento opportuno.
Anche il fox-terrier Milou ci insegna come sia necessario educarsi alla temperanza ogni volta che ci si imbatte in un osso da addentare rischiando di mandare a monte un impegno già preso.
Di tutto questo, in realtà, in questo primo film si nota poco: prevale, stavolta, l’aspetto più avventuroso. Addirittura è Haddock a dare «la sveglia» a Tintin in un brevissimo momento di abbattimento. Ma è solo perché l’avventura scelta è quella meno «contestualizzata» della serie (risale al periodo della guerra, quando non era possibile inserire i temi, più aderenti alla realtà, che erano soliti nelle altre avventure). Dovremo attendere probabilmente il secondo film della trilogia per vedere emergere appieno i valori profondi del personaggio. Valori, universali, che Hergé ha appreso attraverso un’educazione cattolica e dallo scoutismo: lealtà, fraternità, amicizia e disponibilità verso chi è più debole e bisognoso.
Antonio Carriero – © L’Osservatore Romano

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Da “La ùltima cima” a numero uno nei cinema

Posted by Giuseppe Delprete On giugno - 22 - 2010 ADD COMMENTS

“La última cima”, un film sulla vita del sacerdote Pablo Domínguez, uscito nel fine settimana e solo in quattro sale, si è consacrato come numero uno per numero di spettatori nei cinema spagnoli. Sono circa seimila – riporta l’agenzia Zenit – le persone che hanno già visto questo film di Juan Manuel Cotelo. Vista la massiccia risposta di pubblico, “La última cima” passerà, su richiesta popolare e in appena una settimana, ad essere proiettato in oltre cinquanta sale di tutto il Paese. Il film è un documentario sul sacerdote madrileno Pablo Domínguez, morto nel 2009 in un incidente di montagna. Domínguez, filosofo e teologo della Facoltà di Teologia di San Damaso a Madrid, è morto a 42 anni mentre scendeva dal Moncayo. Era l’ultima cima spagnola, di oltre duemila metri, che gli mancava. Ai suoi funerali hanno partecipato più di tremila persone e una ventina di vescovi. Le sue Messe e le sue conferenze si riempivano di gente che desiderava ascoltare le sue parole. Il film è il ritratto di un uomo allegro, umile e generoso che, come dice chi l’ha conosciuto, sapeva che sarebbe morto giovane. Nel film di Cotelo offrono la propria testimonianza il cardinal Cañizares, che lo scelse come docente alla San Damaso, il vescovo Demetrio Fernández di Córdoba, suo amico e il primo a sapere della sua morte, e l’arcivescovo di Oviedo, Jesús Sanz, allora vescovo di Jaca e Huesca, che fece spesso visita al sacerdote scalatore. Al di là della personalità di Domínguez, il film è un canto alla vita del sacerdote “normale”, che non è delinquente né eroico, né esorcista né missionario in luoghi estremi, ma è semplicemente disponibile, assiste la gente, la ascolta, la confessa, predica la verità senza paura, con umorismo e intelligenza. Con immagini della montagna, il film riflette sulla grandezza del sacro, del sacerdozio, del sacrificio e della morte. Grazie alle testimonianze di persone sincere che parlano di Pablo, lo spettatore si affeziona a un sacerdote che alla fine muore. Il film inizia con umorismo e provocazione, e man mano che la morte si avvicina diventa più elevato nello stile e nel contenuto. Il successo di questa pellicola nelle sale è stato preceduto da un insolito boom su internet. Nelle tre settimane precedenti l’uscita al cinema, il trailer è stato scaricato più di 200 mila volte.

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Nel nome dell’ACEC

Posted by marilena marino On marzo - 25 - 2010 ADD COMMENTS
da Cinematografo.it
Associazione Cattolica Esercenti e Cei per la rassegna “Dio oggi”: dal 1° aprile al 15 giugno, cinema, teatro, concerti e incontri

L’Associazione Cattolica Esercenti Cinema – in collaborazione con il Progetto Culturale della Cei e il Ministero per il Beni e le Attività Culturali – annuncia l’apertura della rassegna nazionale “Dio oggi: con lui o senza di lui cambia tutto”. Dal 1° aprile al 15 giugno, la manifestazione coinvolge 50 sale della comunità in tutta Italia (molte delle quali digitalizzate) con film, spettacoli teatrali, concerti e tavole rotonde intorno all’interrogativo sull’esistenza di Dio.
Per il sesto anno consecutivo, Acec e Cei si impegnano ad offrire, attraverso l’intrattenimento culturale, spunti di riflessione sui grandi temi della vita: dopo infanzia, multiculturalità, festa, ecologia e viaggio come cammino di crescita interiore, l’attenzione va ora alla ricerca dell’Assoluto.
“Le grandi domande sul senso della vita, sul bene e sul male, sul dolore e sulla morte, da sempre oggetto di riflessione tanto dei filosofi quanto dell’uomo comune, presuppongono una domanda ancora più grande su Dio – spiega il segretario generale dell’Acec, Francesco Giraldo – Ma come cercare Dio: con la ragione o con la fede? Quanto la fede è frutto del Suo intervento e quanto il risultato di una nostra ricerca? Che cosa vuol dire credere? Sono solo alcune delle questioni a cui l’iniziativa “Dio oggi: con lui o senza di lui cambia tutto” tenterà di dare una risposta”.
Fra i titoli in rassegna: Il decalogo (1988) di Krisztof Kieslowsky, Così lontano così vicino (1993) di Wim Wenders, Il grande silenzio (2005) di Philip Groning, In memoria di me (2006) di Saverio Costanzo, Lourdes (2009) di Jessica Hausner. E molti altri, con un occhio di riguardo ad autori quali Ermanno Olmi, Robert Bresson, Ingmar Bergman, Roberto Rossellini, mentre, per quel che riguarda il teatro, molti degli spettacoli sono quelli presentati lo scorso anno a Lucca all’interno della rassegna dei Teatri del Sacro.

Le Sale della Comunità partecipanti:

• CALABRIA: Bova Marina (RC), Don Bosco • CAMPANIA: Nocera Inferiore (SA), S.Domenico Savio • EMILIA ROMAGNA: Bologna, Antoniano • Castel Bolognese (RA), Moderno • Cervia (RA), Ulrico Sarti • Faenza (RA), Europa • Ferrara, S.Spirito • Rubiera (RE), Excelsior • LAZIO: Roma, Don Bosco • LIGURIA: Genova, Don Bosco • Sarzana (SP), Italia • LOMBARDIA: Bienno (BS), S.Giovanni Bosco • Castiglione delle Stiviere (MN) Supercinema • Concorezzo (MB), S.Luigi • Grumello Del Monte (BG), Aurora • Lodi Vecchio (LO), Aurora • Magenta (MI), Nuovo • Magnago (MI), S.Michele • Menaggio (CO), Cinelario • Milano, Rosetum • Mozzo (BG), Agorà • Nave (BS), S.Costanzo • Osnago (LC), Sironi • Provaglio D’Iseo (BS), Pax • Suisio (BG), Nuova Alba • Visano (BS), S.Tarcisio • MARCHE: Falconara Marittima (AN), Excelsior • Pesaro (PU), Solaris • PIEMONTE: Arona (NO), S.Carlo • Cuneo, Don Bosco • Mezzana Mortigliengo (BI), Angelus • S.Damiano d’Asti (AT), Cristallo • PUGLIA: Bari, Il Piccolo Cinema • Bovino (FG), Pio XI • Lecce, Antonianum • SARDEGNA: Guspini (VS), Murgia • Nuoro, Le Grazie • SICILIA: Alcamo (TP), Giovanni Paolo II • Pantelleria (TP), S.Gaetano • TOSCANA: Firenze, Sala Esse • UMBRIA: Gualdo Tadino (PG), Don Bosco • Perugia, Zenith • VENETO: Grezzana (VR), Valpantena • Legnago (VR), Salus • Mogliano Veneto (TV), Busan • Piove Di Sacco (PD), Marconi • Robegano (VE), Oratorio • Valdobbiadene (TV), Nicolò Boccasino • Verona, S.Massimo • Vicenza, Leone XIII

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Problemi di comunicazione

Posted by Barbara Fiorentini On marzo - 11 - 2010 ADD COMMENTS

Di Barbara Fiorentini

Un’importante diocesi italiana decide di poter fare a meno della sua radio per continuare la sua attività di evangelizzazione. Costa troppo, dicono. Va bene il settimanale, così come la tv e internet. Vanno bene anche i bollettini parrocchiali. Ma la radio no. E così, dopo 25 anni di onorato servizio chiuderà presto Radio Città Nuova, l’emittente della diocesi di Piacenza Bobbio.
Attualmente sono in corso le trattative per la cessione ad un nuovo proprietario.
Dietro a questa decisione, amara e difficile da digerire per i numerosi ascoltatori e per gli operatori della comunicazione locale, si intuiscono forti tensioni e fiumi di veleni. Tutti ecclesiali.
Una bella panoramica della situazione è stata offerta in questi giorni dal quotidiano locale Libertà: la rassegna è disponibile on line sul blog Sacri Corridoi (http://sacricorridoi.blogspot.com/2010/03/radio-citta-nuova-story-un-mese-di.html).
Chi scrive è una giornalista cattolica da più di vent’anni (ho iniziato a scrivere sul settimanale diocesano a 16 anni) e sente il dovere di riflettere su questo evento che sta interessando la sua comunità. Ma che forse non è un caso isolato.
Viviamo in un’epoca in cui si discute ampiamente dell’utilizzo delle nuove tecnologie per evangelizzare. Il web 2.0 non è solo una moda, ma una necessità. Rivalutiamo i mezzi di informazione tradizionali. La Chiesa insiste sull’urgenza assoluta di ricorrere anche ai mass media per diffondere la Parola.
Eppure è evidente che non tutti la pensano così. Di tutto questo si può anche fare a meno. Veramente?
‘Se San Paolo rinascesse farebbe il giornalista’: così recitava il titolo di un corso per giornalisti organizzato nell’estate del 2009 dal Villaggio Paolo VI della Fondazione don Dino Foglio. Durante l’Anno Paolino in più occasioni è stato ricordato che San Paolo oggi si avvarrebbe del supporto fondamentale di tutti i mass media per divulgare il Vangelo. Tutti.
Perché san Paolo stesso, maestro indiscusso di evangelizzazione e di diffusione della Parola e della fede, ricorreva a tutti gli strumenti in suo possesso: visitava le case, parlava nelle piazze, intratteneva nelle botteghe, scriveva, predicava. Non lasciava nulla di intentato. E il suo lavoro ha dato buoni frutti. Eccome.
Così oggi viene chiesto lo stesso a noi, come credenti e come comunicatori.

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L’oratorio Diocesano a Teramo

Posted by Sergio Scacchia On marzo - 4 - 2010 1 COMMENT

di Sergio Scacchia

Nelle parrocchie della città di Teramo è realtà molto diffusa quella della frammentazione delle iniziative per i giovani. Esistono tante piccole comunità, ma non c’è un centro che si occupi di coordinare e integrare le attività, siano esse spirituali che ludiche.
Un oratorio cittadino riuscirebbe, molto probabilmente, a inserirsi bene in questo che sembra un arcipelago variegato. L’idea è di collocare il centro di aggregazione, in modo trasversale rispetto a tutte le iniziative delle parrocchie. In più potrebbe accogliere anche quei ragazzi che non appartengono a nessun gruppo in particolare.
Ora questo progetto sta per diventare realtà.
Nelle settimane scorse si è svolta anche una raccolta durante le messe domenicali della Diocesi, per recuperare parte dei fondi occorrenti.
I parroci, insieme al vescovo della Diocesi di Teramo -Atri, Monsignor Michele Seccia, hanno da tempo gettato le basi, pur tra mille difficoltà, per realizzare un progetto interessante che dia seguito al lavoro che da anni portano avanti i responsabili della Pastorale giovanile.
Esiste uno studio di fattibilità da parte dell’associazione “Amici della Famiglia” per questo centro aggregativo che presto avrà finalità per luogo d’incontro, educazione e formazione.
Nei locali si potrà ascoltare musica, consultare libri, internet, proiettare film educativi, svolgere giochi di società, partecipare a convegni e seminari e praticare anche momenti di spiritualità.
Ci sarà spazio anche per attività manuali come cucito, ricamo, pittura con relativi corsi formativi. Un luogo che, secondo le intenzioni dei parroci, vedrà anche incontri di generazioni diverse e iniziative a sostegno delle famiglie.
Da alcuni mesi i prelati ne parlano nei loro incontri.
Il progetto che avrebbe un costo iniziale di circa 30.000 euro, sarebbe finanziato dalle stesse parrocchie con l’aiuto anche di contributi previsti dalla legge per le iniziative a sostegno della gioventù.
La sede è stata individuata nei locali presenti nel palazzo del Seminario in via San Berardo a Teramo, lì dove fino a poco tempo fa esisteva un negozio di abbigliamento.
Il progetto è coordinato e condiviso con i laici delle parrocchie che aiuterebbero nella parte gestionale e organizzativa.
Il tempo libero e il gioco in particolare, oltre all’evangelizzazione, saranno gli “strumenti” che l’oratorio utilizzerà quotidianamente, per far passare nei ragazzi teramani, il messaggio dei valori cristiani dell’amicizia e cooperazione fra le nuove generazioni.
Questo centro giovanile avrà anche il compito di aiutare il pronto inserimento di ragazzi e ragazze che vivono situazioni di diversità quali disagio, disabilità, o l’essere stranieri.
E’ una boccata d’ossigeno per una città che deve necessariamente pensare a nuovi spazi aggreganti e di socializzazione per i giovani.
I ragazzi a Teramo, infatti, sono alla continua ricerca di uno spazio, chiedono un contenitore che non sia solo di persone ma anche di relazioni, di dialogo, di modelli educativi.
Esiste una necessità, spesso celata nei ragazzi, cioè quella di trovare persone che si prendano cura di loro in modo autentico, accompagnandoli nella fantasia, nel trovare qualcosa di nuovo nella routine di ogni giorno con nuove proposte in apparente contraddizione con i valori spesso falsi che la società diffonde. Il nuovo oratorio diocesano, nelle intenzioni più ottimistiche, dovrà curare le interazioni con il territorio, attraverso contatti con realtà esterne, relazioni con enti e associazioni.
Insomma un progetto lodevole che, oltre a inevitabili problemi di natura finanziaria, ha comunque difficoltà di vario genere, fra cui anche l’individuazione di un’equipe di progettazione, di strategie e azioni per coordinare i volontari e le realtà parrocchiali.

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Perugia Teatro dell’Equilibrio

Posted by marilena marino On febbraio - 5 - 2010 ADD COMMENTS
TEATRO DELL’EQUILIBRIO
Perugia, via Cortonese n. 115 (sotto la chiesa di San Barnaba)
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sabato 13 febbraio 2010 ore 21.00
domenica 14 febbraio 2010 ore 17.00
Compagnia del Teatro dell’Equilibrio

PORTA NOVA   PERUGIA HOTEL

Il comico thriller all’ombra di un misterioso delitto
regia di Nico Pellicoro
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Ingresso gratuito per tutti gli spettacoli
Non si entra in sala a spettacolo iniziato
Tutte le informazioni sempre aggiornate su

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COMUNICAZIONI SOCIALI:

Posted by marilena marino On gennaio - 29 - 2010 1 COMMENT

Verrà presentato domani, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede (ore 11.30), il messaggio del Papa per la 44ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (16 maggio 2010) sul tema: “Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola”. Alla conferenza stampa di presentazione interverranno mons. Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali (Pccs), e mons. Paul Tighe, segretario del medesimo Pontificio Consiglio. Il tema della Giornata 2010, afferma al SIR mons. Tighe, rappresenta “una scelta di continuità e di coerenza”. Il segretario del Pccs ricorda che “l’Anno Sacerdotale ha un significato profondo: vuole sottolineare la straordinaria e affascinante missione di un ministero interamente dedicato a Dio e al servizio degli uomini. Tutta l’attività del sacerdote ha una dimensione verticale; guarda al cielo ma si svolge sulla terra, con gli strumenti propri del ‘lavoro dell’uomo’. La comunicazione è uno degli elementi essenziali di un tale servizio, poiché dà forma a una serie di relazioni che, a cominciare dalla preghiera, portano verso la comunione più autentica”. In questa prospettiva, sottolinea, “è ben vero che la comunione è la dimensione più alta della comunicazione”.

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