Saturday, May 19, 2012

Imprenditoria sociale nel settore culturale

Posted by Bernardino Savaiano On maggio - 20 - 2011 ADD COMMENTS

Nel 1999 un gruppo di amici, giovani professionisti con formazione specifica in ambiti quali Produzione Audiovisiva, Internet Technologies, Motion Graphics, Webdesign, Grafica ed Animazione 3d, Video Editing e Post-Produzione, si danno appuntamento  nella solita pizzeria alle porte di Roma dove riflettono sul boom dei nuovi media, sulle loro possibili applicazioni e sul loro impatto sulla società in divenire. L’approfondita conoscenza dei disparati ambiti della tecnologia informatica porta ad intravedere linee di sviluppo affascinanti, capaci di cambiare le basi della comunicazione e quindi dell’intera struttura sociale. Nell’arco di qualche anno quegli incontri si trasformano in un impegno costante verso la costruzione di un sogno comune che esprime una visione dei New Media allora ancora futuribile ma che in breve tempo, anche grazie al lavoro del gruppo, si trasforma in realtà. Da queste premesse nel 2002 nasce Artività Glocali, una Associazione culturale, di ispirazione cattolica, la cui missione è l’esplorazione e la sperimentazione di nuove possibilità tecnologiche e di contenuto che forzano i limiti dell’immaginario al fine di costruirne uno nuovo, attraverso l’offerta di prodotti professionali ed innovativi. Tale filosofia porta alla formulazione del primo claim aziendale, “Alchimia Digitale”, che allude alle applicazioni fantastiche di un mix di tecnologie, a possibili ibridazioni frutto di una ricerca che rispetto al processo di alfabetizzazione tecnologica allora in corso si vela di un carattere magico. Dalla magia alla follia il passo è breve e nel 2003 il motto di Artività Glocali diventa “Alla povertà del Cinema e della Televisione di oggi vogliamo contrapporre la nostra forza creativa. A noi appartengono l’amore, il sogno e la poesia, in una ricerca disperata di un altro modo di vivere. Se il grande Movie Business è inarrivabile, noi abbiamo aspirazioni diverse che possono ancora partorire nuove esperienze tese alla ricerca del vero, del giusto e del bello”, ironico ammiccamento ad un prodotto atto alla valorizzazione estetica e al contempo assolutamente fuori dall’ordinario. Sono proprio queste le caratteristiche che hanno fatto dell’Associazione un gruppo di riferimento ideale per la realizzazione di prodotti multimediali e ad alto impatto visivo e di concezione avanguardistica, capaci di dotare strumenti di comunicazione, quali siti, community, campagne pubblicitarie, loghi, e quant’altro, di un plus di suggestioni visionarie frutto di avanzate applicazioni tecnologiche e sfrenata creatività. Nel corso di pochi anni Artività Glocali, costantemente in anticipo sui tempi, conosce una crescita inarrestabile, realizzando decine di prodotti multimediali e mettendo a punto, tra l’altro, lo sviluppo di un nuovo modo di fare Tv che metterà al centro l’utente sia nell’esperienza di fruizione che in quella di produzione creativa dei contenuti. Forti della convinzione che il futuro del mondo del web consista in un sodalizio con una televisione di nuova concezione, nel 2007 Artività Glocali lancia sul mercato un prototipo sperimentale di web-tv in alta definizione altamente rivoluzionario rispetto alle proposte online del periodo.  All’inizio del 2011 dopo varie sperimentazioni viene lanciata inTiVù On Air Producing Promoter, con nuove importanti implementazioni, tutte da scoprire e a portata di click: www.intivu.tv

La profonda conoscenza dei più disparati settori della tecnologia informatica e di comunicazione, unitamente ad un bacino inesauribile di creatività e all’esperienza ultra ventennale in uno scenario che si è contribuito a creare, fa di Artività Glocali una realtà competitiva a livello mondiale, forte di una costante sperimentazione multimediale e crossmediale, atta a soddisfare qualsiasi esigenza attraverso progetti di varia portata. Artività Glocali è un partner ideale per la “creazione di nuovi mondi”.

Popularity: 49% [?]

Due nuove iniziative al via nel giorno dell’Annunciazione

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 25 - 2011 ADD COMMENTS

Nella giornata di oggi (scelta non a caso ma in quanto solennità dell’Annunciazione) ci sono da registrare due inaugurazioni di altrettante iniziative ognuna delle quali, a modo suo, interessante. La prima riguarda Nazareth,  dove prende il via un parco a tema religioso avente come scopo il far riscoprire la storia biblica della salvezza con le nuove tecnologie cinematografiche e interattive. L’iniziativa nasce dall’associazione Maria di Nazareth e dalla Comunità “Chemin Neuf”. Come riferisce all’agenzia Zenit, Olivier Bonassies, direttore esecutivo dell’associazione Maria di Nazareth “il Centro pone tutti i mezzi tecnici moderni al servizio della conoscenza, dell’incontro con Maria e della scoperta della fede cristiana”. I pellegrini potranno “immergersi in uno spettacolo multimediale e ripercorrere attraversando quattro grandi sale i momenti essenziali della storia della salvezza”. Il Centro ha una vocazione ecumenica e promuove il dialogo interreligioso, mostrando in una sala il modo in cui la vergine Maria è percepita dalle Chiese orientali, nel Corano e in quanto donna ebrea.

L’altra inaugurazione riguarda invece il nostro Paese, e per l’esattezza Gioia TV, un canale tematico interamente dedicato alla spiritualità ideato da Stefano Jurgens, il quale parla così della sua nuova creatura: “Il mio progetto televisivo è molto ambizioso, ma lo svolgo nell’umiltà che mi impone lo Spirito Santo. Sto facendo crescere una nuova rete, non solo un programma ma un’intera rete televisiva che parli di Gesù, allegro e gioioso, risorto e caritatevole. Un Gesù che possa entrare nel cuore delle persone attraverso questo mezzo. E, poiché Lui è gioia, l’ho chiamata ‘GioiaTv’. Per ora siamo sul web: www.gioiatv.com. Poi domani chissà”.

Tanti auguri alle due nuove iniziative.

(via SpiritualSeeds.info)

Popularity: 54% [?]

Dialogo interreligioso a tavola: l’idea di due coniugi americani

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 25 - 2011 ADD COMMENTS

La cosa può apparire paradossale, eppure negli Stati Uniti può succedere anche questo: che gli hot dog possano diventare un valido strumento per il dialogo interreligioso. L’idea di conoscere più da vicino le varie religioni attraverso il cibo è venuto a Phil Hotsenpiller, pastore della Friends Church e a sua moglie Tammy.

I due coniugi hanno quindi invitato a pranzo i loro vicini di casa ebrei, musulmani e buddhisti, chiedendo loro di portare dei piatti tipici. Il sedere a tavola insieme condividendo il pasto, ha permesso di intavolare delle discussioni che hanno offerto l’opportunità di approfondire reciprocamente le proprie fedi. Come osserva Hotsenpiller, esistono cibi legati alle varie  religioni, ma non esistono cibi atei, per cui  è molto più facile trovarsi a discutere delle proprie credenze con una forchetta in mano. Egli non è certo un relativista e non nasconde la propria fede cristiana, ma pensa che il dialogo e la conoscenza reciproca siano oggi più necessari che mai e la cucina può dare a tutto questo un importante contributo.

Il progetto dei due coniugi americani  ha quindi preso corpo  diventando un libro, un blog ed un progetto per un ” target=”_blank”>reality show. E chissà che a qualcuno non venga in mente di importare l’idea anche nel nostro Paese, che quanto a programmi di cucina non è secondo a nessuno.

(via SpiritualSeeds.info)

Popularity: 42% [?]

I film delle fedi a concorso in Svizzera con il Prix Farel

Posted by Moreno Migliorati On ottobre - 4 - 2010 ADD COMMENTS

Si terrà come sempre a Neuchâtel, in Svizzera, la 23° edizione del “Prix Farel”, festival internazionale del film a tematica religiosa. Nato come premio per la migliore trasmissione religiosa protestante della Svizzera francese – da qui il nome del premio dedicato a Guglielmo Farel (1489-1565), riformatore svizzero – ben presto è diventato il premio per tutte le rubriche religiose della Televisione della Svizzera romanda (TSR) e successivamente per tutte le trasmissioni di cultura religiosa del bacino latino d’Europa, protestanti, cattoliche ed ortodosse. Da allora la giuria è rigorosamente ecumenica ed internazionale.

In concorso, dal 15 al 17 ottobre, saranno decine di film, tra documentari e fiction, prodotti e realizzati dalle televisioni europee di lingua latina. Per tre giorni, centinaia di registi e produttori di trasmissioni a carattere religioso, rappresentanti di chiese ed esponenti di televisioni pubbliche e private si confronteranno su come le televisioni europee affrontano le tematiche religiose ed etiche, su come parlano delle diverse fedi, della convivenza religiosa in Europa e dell’impegno sociale dei cristiani in varie parti del mondo.

Sempre a proposito di programmi a sfondo religioso nelle reti televisive, non si può non citare la serie “God in America”, che prenderà il via il prossimo 11 ottobre sull’americana PBS (la rete televisiva pubblica) e che sarà dedicato all’influsso della religione sulla vita pubblica statunitense.

(via SpiritualSeeds)

Popularity: 51% [?]

Il piccolo schermo e la televisione nell’ultimo numero di Link

Posted by Moreno Migliorati On agosto - 30 - 2010 ADD COMMENTS

Link, interessante rivista scientifica edita da Mediaset/RTI e dedicata al mondo della televisione, dedica la cover story del suo ultimo numero (di cui è  scaricabile gratuitamente un’anteprima di 90 pagine da Issuu, previa registrazione) ad un tema quanto mai stimolante: “Vedere la luce. Dio e la televisione”. “La tensione verso il trascendente, verso Dio o verso un dio – si legge nella presentazione del numero-  è tipica dell’uomo e di ogni sua attività, compresa la tv. Che ha provato ad avvicinarsi al totalmente Altro in molti modi: diffondendo il Verbo, mettendo in scena la Parola che si fa racconto, fornendo strumenti per affrontare i casi della vita (e della morte). O, addirittura, mimandone i rituali e creando proprie divinità”.

Sul tema si confrontano tra gli altri Mons. Gianfranco Ravasi, Aldo Grasso, Ugo Volli, Alessandro Zaccuri, Peppino Ortoleva, Giuseppe Feyles, Stefano Pistolini, Federico Sarica, Carlo Antonelli, Matteo Bordone e Carlo Freccero. Particolarmente stimolante (e scritto nel solito stile immaginifico) il breve saggio di quest’ultimo, intitolato “Vite sintetiche. True blood e la religiosità del male”. “Non è casuale che sia stata una scrittrice di fede mormone come Stephanie Meyer ad aver creato lo stereotipo dei vampiri buoni di Twilight  -scrive Freccero- Il Dio della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni è misericordioso e concede alle sue creature infinite possibilità di salvezza. Persino quanti sono morti senza conoscere il Dio cristiano e senza essersi convertiti possono essere battezzati e salvati per procura dai discendenti che hanno abbracciato la vera fede. Per questo i mormoni hanno costruito una colossale banca dati che ricostruisce la genealogia di ogni famiglia a ritroso nel tempo. Un Dio d’amore, un padre, non può creare una creatura malvagia. Il vampiro si nutre di sangue perché tale è la sua natura. Non possiamo incolparlo di alimentarsi, così come non possiamo accusare i predatori carnivori di nutrirsi di carne”.

Anche gli altri contributi sono comunque interessanti è meritano un’attenta lettura.

(via SpiritualSeeds)

Popularity: 37% [?]

Media e religione: solo lo 0,8% di copertura negli Stati Uniti

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 31 - 2010 1 COMMENT

Ci vorrebbe un Osservatorio di Pavia anche per la religione. È il primo pensiero che salta in mente scorrendo l’interessante studio pubblicato nei giorni scorsi negli Stati Uniti e dedicato a quanto e come i media d’Oltreoceano seguono le vicende in materia di religione.

Dopo aver analizzato ben 68.700 notizie pubblicate nel corso del 2009, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che esse rappresentavano solo uno striminzito 0,8% del totale delle notizie (percentuale tra l’altro simile a quella ottenuta da altri argomenti quali l’istruzione o l’immigrazione). Percentuale estremamente bassa, ma addirittura inferiore a quella del 2008, quando un analogo studio ne aveva riscontrata una dell’1%. Per avere un termine di paragone, quelle in tema di assistenza sanitaria hanno avuto, nel corso del medesimo arco temporale, una copertura dell’11% totale delle notizie.

Circa due terzi di dette notizie, informa sempre lo studio, si incentrano su storie che hanno avuto luogo negli Stati Uniti mentre solo un terzo originano fuori dei confini nazionali. Le tv via cavo (che negli States hanno un’audience notevole) hanno dato maggior spazio alle notizie che mescolavano tra loro religione e politica, come ad esempio il dibattito seguito all’elezione di Obama ed i suoi rapporti con la fede. Le grandi reti televisive nazionali, dal canto loro, come NBC, CBS e ABC, hanno invece dato maggior spazio ad eventi internazionali, quali la visita del Papa in Medio Oriente o la revoca della scomunica ai vescovi lefebrviani.

Il rapporto analizza anche un importante trend: è destinato a crescere –vi si afferma infatti- il ruolo dei nuovi media come principale luogo deputato a riportare notizie e discussioni intorno alla religione, mentre è destinato a diminuire il numero di coloro che si occupano di tali questioni nei media tradizionali.

Per tornare all’inizio del post, è un peccato che simili accurate ricerche non vengano svolte anche nel nostro Paese.

(via SpiritualSeeds)

Popularity: 30% [?]

Problemi di comunicazione

Posted by Barbara Fiorentini On marzo - 11 - 2010 ADD COMMENTS

Di Barbara Fiorentini

Un’importante diocesi italiana decide di poter fare a meno della sua radio per continuare la sua attività di evangelizzazione. Costa troppo, dicono. Va bene il settimanale, così come la tv e internet. Vanno bene anche i bollettini parrocchiali. Ma la radio no. E così, dopo 25 anni di onorato servizio chiuderà presto Radio Città Nuova, l’emittente della diocesi di Piacenza Bobbio.
Attualmente sono in corso le trattative per la cessione ad un nuovo proprietario.
Dietro a questa decisione, amara e difficile da digerire per i numerosi ascoltatori e per gli operatori della comunicazione locale, si intuiscono forti tensioni e fiumi di veleni. Tutti ecclesiali.
Una bella panoramica della situazione è stata offerta in questi giorni dal quotidiano locale Libertà: la rassegna è disponibile on line sul blog Sacri Corridoi (http://sacricorridoi.blogspot.com/2010/03/radio-citta-nuova-story-un-mese-di.html).
Chi scrive è una giornalista cattolica da più di vent’anni (ho iniziato a scrivere sul settimanale diocesano a 16 anni) e sente il dovere di riflettere su questo evento che sta interessando la sua comunità. Ma che forse non è un caso isolato.
Viviamo in un’epoca in cui si discute ampiamente dell’utilizzo delle nuove tecnologie per evangelizzare. Il web 2.0 non è solo una moda, ma una necessità. Rivalutiamo i mezzi di informazione tradizionali. La Chiesa insiste sull’urgenza assoluta di ricorrere anche ai mass media per diffondere la Parola.
Eppure è evidente che non tutti la pensano così. Di tutto questo si può anche fare a meno. Veramente?
‘Se San Paolo rinascesse farebbe il giornalista’: così recitava il titolo di un corso per giornalisti organizzato nell’estate del 2009 dal Villaggio Paolo VI della Fondazione don Dino Foglio. Durante l’Anno Paolino in più occasioni è stato ricordato che San Paolo oggi si avvarrebbe del supporto fondamentale di tutti i mass media per divulgare il Vangelo. Tutti.
Perché san Paolo stesso, maestro indiscusso di evangelizzazione e di diffusione della Parola e della fede, ricorreva a tutti gli strumenti in suo possesso: visitava le case, parlava nelle piazze, intratteneva nelle botteghe, scriveva, predicava. Non lasciava nulla di intentato. E il suo lavoro ha dato buoni frutti. Eccome.
Così oggi viene chiesto lo stesso a noi, come credenti e come comunicatori.

Popularity: 66% [?]

Pochi successi sono più longevi e universali di quello del dottor House, il burbero medico americano perennemente accompagnato dal fido bastone e dalle altrettanto fidate pasticche di Vicodin. E altrettanti personaggi sono (almeno ad uno sguardo superficiale) più lontani di lui dai temi riguardanti la religione, la fede e la spiritualità. Eppure, a ben guardare, i dialoghi del celebre diagnosta sono spesso infarciti di rimandi a tali tematiche, rimandi che spesso sono all’origine anche di polemiche e censure.

Visto che la sesta serie è da poco in onda anche nel nostro Paese, può essere utile sapere che i rapporti tra House e la religione sono stati indagati in due volumi, il primo uscito lo scorso anno e il secondo arrivato da poco nelle librerie. Nel primo caso si tratta di “Dr. House MD. Follia e fascino di un cult movie”, edito da Cantagalli, e le cui tesi sono riassunte in questo articolo da uno degli autori, Carlo Bellieni, medico pure lui. Bellieni sostiene tra l’altro che “il senso religioso di House è cercare la verità sapendo che una verità c’è e che non è tutto relativo e fatuo. E da questa inquietudine trapelano segni chiari del fatto religioso”.

Il secondo volume è invece opera di don Diego Goso, prete torinese titolare del blog Lo Spillo. Ecco cosa scrive tra l’altro l’autore nell’introduzione a “Il Vangelo secondo… dr. House”, questo il titolo del volume edito da Effatà: “Scrivere un libro sul Vangelo e il burbero Dr. House può sembrare come tentare di preparare un panino unendo formaggio fresco e crema di cioccolato.
Gregory House è infatti cinico, ateo dichiarato e spesso egoista: nulla insomma a che vedere con l’immagine del Protagonista del Vangelo che si commuove per le folle, pecore senza pastore, parla solo e con passione del Regno di Dio Padre e ci regala la sua vita perché l’alleanza tra Dio e gli uomini non venga meno. E di fatto non è con Cristo che proponiamo un confronto. Sarebbe irriverente e ingiusto verso la Grazia di Dio. Il punto di partenza invece è che Gregory House sia, per come è stato pensato dai suoi autori televisivi, un buon terreno dove la Fede può essere seminata e crescere con frutto, lontana dai luoghi comuni, dalle debolezze umane, dalla religione di ruolo e non di cuore che sono proprio i bersagli preferiti dalla serie medica più seguita al mondo. E allora facciamo la barba al disordinato dottore: vediamo cosa c’è sotto la sua maschera anarchica e scopriamo un ossessionato dalla verità, una persona capace di puntare all’essenziale della vita senza lasciarsi impigliare dai suoi fronzoli. Qualità che sono ottime per una natura in cerca della Grazia”.

Un personaggio mai banale, insomma, il celebre diagnosta, nemmeno quando parla di religione.

(via SpiritualSeeds)

Popularity: 37% [?]

Haiti:star in tv per raccolta fondi

Posted by marilena marino On gennaio - 31 - 2010 ADD COMMENTS

(ANSA) – WASHINGTON, 23 GEN – Decine di stelle di Hollywood e della musica hanno partecipato ieri sera a ‘Hope for Haiti’. Un evento televisivo internazionale di due ore per raccogliere fondi a beneficio delle vittime del terremoto che ha devastato il Paese caraibico. Milioni di dollari sono stati raccolti in poche ore dall’iniziativa, promossa da George Cloooney e dalla rete televisiva MTV con la partecipazione del ‘gotha’ del mondo dello spettacolo.

Popularity: 16% [?]

Assisi. La Tenda del Risorto.

di Marilena Marino La Chiesa di Dio che è in Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, memore del comando del suo [...]

Cinema e religioni a Trento e Cannes (passando per Buddha)

“Viaggi della fede. Viaggi della speranza”: è questo il tema dell’edizione 2010 (la tredicesima) di Religion Today Film Festival, che [...]

Essere straordinari nell’ordinario: la semplice eredità di don Luigi Monza.

1.200 persone hanno assistito alle 3 repliche di “…scrivi: «Amore»” , lo spettacolo ispirato al messaggio del Beato Luigi Monza. [...]

MAGGIO, MESE DELLA MAMMA

da Mariangela Musolino FEDERAZIONE UMBRA MOVIMENTO PER LA VITA comunicato stampa – 6 maggio 2010 MAGGIO, MESE DELLA MAMMA: IL [...]