Saturday, May 19, 2012

Se Titanic sapesse di cielo

Posted by marilena marino On aprile - 3 - 2012 ADD COMMENTS
Il regista è al lavoro sulla rimasterizzazione digitale e tridimensionale del kolossal del 1997. Uscita mondiale prevista per il 6 aprile, in concomitanza con il centesimo anniversario del varo del transatlantico.
LUCA CASTELLI
Il Titanic se la vedrà di nuovo contro l’iceberg. Questa volta, però, in 3D. Paramount Pictures, Twentieth Century Fox e Lightstorm Entertainment hanno annunciato ufficialmente la data di uscita della nuova versione tridimensionale del film di James Cameron, campionissimo di incassi nel 1997. La data non è casuale: 6 aprile 2012. Più o meno cento anni esatti dal giorno in cui il transatlantico “inaffondabile” salpò dal porto di Southampton per il suo sventurato viaggio d’inaugurazione (era il 10 aprile 1912, il naufragio avvenne nella notte tra il 14 e il 15 aprile).Cameron e la sua squadra di tecnici alla Lightstorm Entertainment hanno dunque ancora quasi un anno di tempo per terminare i lavori di rimasterizzazione digitale del film. E per lanciare la sfida in famiglia ad Avatar, il kolossal fantascientifico del 2009 che proprio grazie alla tecnologia 3D (e al biglietto maggiorato) ha scalzato Titanic dalla classifica dei più alti incassi cinematografici di tutti i tempi (2,781 milioni di dollari contro 1,835 milioni). Una rimonta difficile, anche se aiutata dal prevedibile effetto nostalgia che potrebbe richiamare in sala il pubblico che quindici anni fa rimase ipnotizzato dalla storia d’amore tra Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, conclusa con l’epico affondamento del titano (il film si portò a casa anche undici statuette Oscar).

“C’è un’intera generazione che non ha mai visto Titanic per come era stato concepito, cioè per il grande schermo”, ha dichiarato Cameron. “Questo Titanic, che nessuno ha mai visto, è stato rimasterizzato in digitale a 4K e meticolosamente convertito in 3D. Conservando intatto il potere emotivo e offrendo immagini più intense che mai, il film sarà un’esperienza epica tanto per i vecchi fan quanto per i nuovi spettatori”.

Un’esperienza epica e anche una piccola grande verifica per il 3D, la tecnologia destinata a salvare e rilanciare il cinema in sala e oggi avvolta dai primi dubbi – artistici ed economici – dopo la sbornia del 2010. Per molti mesi il botteghino ha sorriso agli investimenti delle case produttrici e degli esercenti, e non solo grazie all’exploit di Avatar (Alice nel paese delle meraviglie di Tim Burton è sesto incasso di sempre, con più di un miliardo di dollari). L’effetto trainante sembra però essersi un po’ placato, e affianco ai tanti blockbuster per famiglie e a qualche esperimento di autori insospettabili (Werner Herzog e la sua esplorazione di una grotta preistorica in Cave of Forgotten Dreams), cresce il numero di registi che rifiutano di girare i propri film nel nuovo formato (vedi Christopher Nolan per Inception e il prossimo Batman).

Un’altra incognita riguarda la presenza, almeno in Italia, di sale che permettano al pubblico di provare appieno l’esperienza spettacolare e tecnologica promessa da questi nuovi superfilm. Proprio il 3D ha spinto molti gestori – soprattutto nelle grandi multisale – a velocizzare la conversione digitale dei loro schermi. E’ di ieri l’apertura all’UCI Cinemas di Pioltello della prima sala italiana di prima visione che risponde ai requisiti della tecnologia IMAX (schermo da 200mq, audio avvolgente, esperienza di “immersione” nel film). Sono però ancora abbastanza pochi gli schermi con proiettori a tecnologia 4K (quella citata da Cameron). E il biglietto per un film in queste nuove astronavi dell’intrattenimento può arrivare a costare anche 13 euro. L’obiettivo rimane ben chiaro: rilanciare l’attrattiva della sala cinematografica rispetto al boom della visione domestica, tra homevideo e Internet. Anche da questo punto di vista, l’esito del nuovo ambizioso viaggio del Titanic potrà offrire utili risposte.

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Immaturi

Posted by marilena marino On gennaio - 2 - 2012 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

I quarantenni di oggi sono maturi o immaturi? La questione non poteva essere posta in maniera più esplicita in questa pellicola che vuole tirare le somme su un’intera generazione. Non è una critica impietosa, quanto piuttosto un accarezzare il passato e il presente in maniera fin troppo compassionevole. La premessa è quanto mai bislacca e, si potrebbe dire, fiabesca. Una classe di liceo classico, diplomata venti anni prima, deve rifare l’esame di maturità. Sono state riscontrate irregolarità e la prova è stata di fatto annullata.
Principio dunque da favola da prendere per buono. Alcuni degli ex compagni di scuola si rivedono per prepararsi nuovamente a quella prova così antica e così piena di significato per quell’età.

I protagonisti naturalmente si confrontano con la realtà di oggi e con i loro cambiamenti. Chi è sposato, chi non lo è, chi è separato.
Ognuno deve affrontare i propri demoni personali, reali o immaginari, interni o esterni. In chiave da pura commedia, per cui ogni situazione è tirata fino all’estremo. Alcune situazioni sono più felici di altre oppure hanno una potenzialità comica maggiore. È il caso di Piero (Luca Bizzarri), che per essere più libero con la fidanzata finge di avere una moglie e un figlio, o il caso di Lorenzo (Ricky Memphis) ancora a casa con i genitori, secondo una dinamica già ampiamente collaudata nella commedia (si pensi al francese Tanguy). Meraviglioso Maurizio Mattioli nel ruolo del padre disilluso di Lorenzo: anche se ha poche battute, ognuna è a suo modo emblematica e irresistibile.

Immaturi è una pellicola che a suo modo sa divertire, quando non ha la pretesa di veicolare un messaggio. Cosa che avviene puntualmente verso la fine. Per ogni personaggio viene spiegata in maniera quasi libresca la forma in cui ciascuno passa dall’età “acerba” alla maturità. Per qualcuno può essere un figlio, per un altra la scoperta dell’amore o una forma di riscatto personale. Il problema è che, come fin troppo spesso accade nel cinema italiano, si confonde la chiusura delle varie vicende con una forma di moralismo sentenzioso: la morte di qualunque genere di leggerezza che si è faticosamente saputa costruire. Peccato, perché alcuni personaggi ci sono, è facile affezionarsi e alcune piccole trovate comiche sono sicuramente apprezzabili. Altre situazioni sono invece fini a se stesse, come il personaggio del sacerdote interpretato da Michele La Ginestra e l’interminabile sequenza della discoteca, facilmente tagliabili senza compromettere l’integrità della pellicola. Alcune forme di rievocazione passatista sono forse stucchevoli, ma magari a qualcuno non dispiaceranno.

Trama del film:Così come nella maturità dopo lo sforzo dell’esame c’è la gratificazione di un viaggio, così anche questo gruppo di quarantenni si ritroverà su un’isola, probabilmente della Spagna, a fare il viaggio della maturità come tutti gli altri ventenni. Succederanno molte cose: ritrovarsi a quell’età a fare qualcosa di goliardico, crea delle conseguenze che possono essere dirompenti.
Dopo essersi ritrovati per affrontare gli esami della maturità, i sette protagonisti del film decidono di organizzare quel famoso viaggio di fine scuola che non erano riusciti a fare ai tempi del liceo. Accompagnati, chi volontariamente e chi no, da mogli, fidanzate, genitori e figli, vivranno nuove avventure e nuovi percorsi di crescita in un’isola della Grecia, rivelando ognuno nuove debolezze, a dimostrazione che la vera “maturità” non si raggiunge mai completamente.


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Koiné: a Vicenza le novità dell’arte sacra

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 11 - 2011 ADD COMMENTS

Di fiere specializzate ne esistono per tutti i gusti, ma Koiné, che prende il via domani a Vicenza per concludersi il 15 marzo, rappresenta davvero un unicum. Si tratta infatti di una  rassegna internazionale di arredi, oggetti liturgici e componenti per l’edilizia di culto che dal 1989 (anno della prima edizione) è diventata ormai un appuntamento imprescindibile per gli operatori del settore.

L’evento prevede la presenza di oltre 300 espositori e un programma di mostre, convegni, dibattiti, giornate di studio. Scopo del tutto sarà aggiornare le espressioni della Chiesa nel design delle suppellettili liturgiche e nel progetto dell’architettura al messaggio innovatore del Concilio Vaticano II. Quest’anno ci sarà presentato il volume “Koinè Ricerca 1989-2009. Il design per la liturgia: materiali e progetti” (Ed. Messaggero di Padova), che mette a disposizione l’esperienza di 20 anni di ricerca, con progetti e prototipi relativi ad arredi liturgici, vesti, suppellettili, realizzati dai maggiori architetti e artisti del campo.

Tra le mostre quella su “La casula: scenario europeo della produzione” (che qualcuno ha già provveduto a banalizzare definendo il tutto “settimana della moda per il clero”).  Domenica 13, il convegno del Servizio nazionale per l’Edilizia di culto, “Nuove Chiese: alla ricerca della qualità”. Lunedì 14, la Giornata nazionale di studio sull’adeguamento degli spazi celebrativi, dell’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici. Martedì 15, il seminario “La luce nelle Chiese” promosso dall’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici e dal Servizio nazionale per l’Edilizia di culto, con Adi (Associazione italiana illuminazione).

Come ha dichiarato Mons. Giancarlo Santi, direttore scientifico di Koiné, la manifestazione vicentina <<è riuscito a dare visibilità a un vasto e multiforme mondo produttivo “di nicchia”, dotato di tre caratteristiche del tutto peculiari. In primo luogo è una realtà produttiva interamente autonoma e soggetta solo alle leggi di mercato, non canonizzata né soggetta alla Chiesa cattolica anche se molto “vicina” alla vita religiosa degli italiani. In secondo luogo è molto diffusa e ben radicata in varie regioni italiane e nelle sue tradizioni artigianali e anche per questo è molto apprezzata nel mondo. Infine, si era mantenuta quasi del tutto “sommersa” o “molto defilata”, estremamente parcellizzata e poco strutturata; un moderno pressoché sconosciuto dal punto di vista quantitativo>>.

Un mondo sconosciuto al quale Koiné intende appunto dare visibilità.

(via SpiritualSeeds.info)

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Nozze costano fino a 50 mila euro

Posted by marilena marino On gennaio - 31 - 2010 2 COMMENTS

(ANSA) – MILANO, 24 GEN – Un matrimonio oggi costa tra i 18.000 e i 50.000 euro se si vuole una cerimonia in grande stile. Tra le ultime vezzosita’ c’e’ quella di arrivare sul sagrato della chiesa in elicottero con lancio di petali e un paracadute che porta i confetti. Sono dati diffusi per la 33/a edizione di Milano Sposi, rassegna su tutto cio’ che riguarda il giorno delle nozze in corso al Forum di Assago di Milano.

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Galleria Moda 2010

Posted by marilena marino On dicembre - 29 - 2009 ADD COMMENTS

Sotto un Abito tipicamente indiano sulla passerella di Banga ‘Viaggio di ritorno’ per 4 modelle su una passerella indiana complesso cappello, Miss India World 2009

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