Saturday, May 19, 2012

Dolcetto o scherzetto?

Posted by marilena marino On ottobre - 29 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

‎”Dolcetto o scherzetto” è la formula magica che imperversa per le nostre strade nella notte di Ognissanti. Dobbiamo temere i ragazzetti che scendono per le strade vestiti da mostriciattoli? Croci contro zucche? Nessuna battaglia, ma una semplice comprensione del senso vero e profondo della santità a cui siamo chiamati e a cui il Papa spesso ci richiama.
Non s’intende fare crociate, ma occorre essere consapevoli che è a partire dalle piccole cose che viene manipolata la nostra cultura e censurata la nostra storia, stordendo l’uomo con l’oppio del magico e dell’inconsistente.
Viviamo nell’epoca e nella logica del “che male c’è in fondo…”! E invece c’è molto di male dietro questa festa che appare innocua , ma che, in realtà, è una festa pagana a cui si sono aggiunti elementi tratti dalla magia, esoterismo e stregoneria…il tutto mascherato in un perfetto cocktail d’ipocrisia.
Da cristiani, figli della chiesa di Roma, DICIAMO NO AD UNA FESTA PAGANA con implicazioni nel mondo dell’occulto. Halloween è “una finestra aperta, una porta d’ingresso all’occultismo”. C’è una chiara strategia alle spalle, che, con tatticismi e senza sospetti, vuole ingannare. A cui si aggiunge un colossale business frutto di un’autentica pianificazione consumistico-commerciale su scala mondiale.
Dietro le maschere,le zucche, i costumi,apparentemente innocui,si nascondono molte insidie.
DICIAMO NO AD UNA FESTA DELL’IGNORANZA E DELLA SUPERSTIZIONE.
Prima di agire conosci!
Il significato. Halloween è la forma contratta dell’espressione inglese “All Hallows’Eve day” che letteralmente significa vigilia d’Ognissanti.
La tradizione celtica. Le origini di Halloween risalgono agli antichi druidi celti che celebravano la vigilia del nuovo anno, il 31 ottobre, in onore di Samhain, principe della morte, che veniva ringraziato per i raccolti estivi. Si tratta del capodanno celtico ed è evidente l’origine pagana della festa. Il giorno di Samhain segnava, dunque, l’inizio delle metà invernale dell’anno e veniva considerato un momento magico: le barriere tra vivi e morti si assottigliavano tanto da permettere agli spiriti di tornare sulla terra e comunicare con i vivi. Col tempo questi spiriti assunsero un connotato diabolico e malvagio. Fu così che apparvero i simboli della morte, che poco hanno a che vedere con la iniziale ricorrenza celtica.

La leggenda irlandese. Jack, fabbro malvagio e tirchio, dopo l’ennesima bevuta, viene colpito da un attacco mortale di cirrosi epatica. Il diavolo, nel reclamare la sua anima, viene raggirato da Jack (!!!) e si trova costretto a rinunciare alla sua anima,facendolo tornare in vita. Jack, ignaro degli effetti della malattia, muore un anno dopo. Rifiutato in Paradiso, Jack non trova posto neanche all’inferno a causa del patto col diavolo e allora intaglia una grossa rapa mettendovi all’interno della brace fiammante. Con questa lanterna, Jack, da fantasma, torna nel mondo dei vivi.
La rivisitazione americana. Gli irlandesi, emigrati in America verso il 1850, sostituirono le rape con le zucche che divennero le “Jack o’lantern”, utilizzate la notte d’Ognissanti, pensando di tener lontani gli spiriti inquieti dei morti che tentavano, come Jack, di tornare a casa.
“Trick or treat”. E’ l’usanza del “dolcetto o scherzetto”. Il significato dell’espressione inglese è “trucco o divertimento”, ma in realtà significa:”maledizione o sacrificio”. La notte di Halloween si chiedono soldi o cibo: se accontentati si promette prosperità e fortuna; al contrario la scherzetto diventa una maledizione alla famiglia.

Tutto questo è il presupposto della festa di Halloween: una tradizione pagana del mondo celtico, gonfiata da una leggenda irlandese, rivisitata dalla commercializzazione americana e importata in Europa e in Italia.

Ma le obiezioni cristiane a queste favole sono evidenti.
1. L’anima, dopo la morte, è nelle mani di Dio e col giudizio particolare va in Paradiso, Purgatorio o Inferno e non si fa delle passeggiate.
2. Quando l’uomo muore, il giudizio si compie solo davanti a Dio e non al diavolo.
3. Il diavolo non ha nessun potere di far tornare in vita un uomo dopo la morte, cosa che compete solo a Dio.
4. Se si fa un patto col diavolo l’inferno accoglie a braccia aperte.
5. E’ superstizioso pensare di allontanare questi presunti spiriti dei morti solo con una zucca!
6. La storiellina di Halloween sviluppa e accredita pratiche occulte e magiche.
7. I morti non sono qualcosa da cui difendersi, ma per i defunti si prega, si offrono messe, si fa elemosina.
E’ davvero sconcertante quello che, apparentemente nascosto, si cela dietro questa “festaccia” che getta blasfemia sulla festa di Ognissanti e dileggia il culto cristiano dei defunti. Ma non è tutto.
Il satanismo. Il 31 ottobre è una data importante non solo per la cultura celtica, ma anche per il satanismo. E’ uno dei quattro sabba delle streghe. I primi 3 segnavano il tempo per le stagioni “benefiche”: il risveglio della terra dopo l’inverno, il tempo della semina, il tempo della messe. Il quarto sabba marcava l’arrivo dell’inverno e la sconfitta del sole…quindi freddo e morte. Halloween, quindi, è una ricorrenza legata al mondo della magia. Il mondo dell’occulto lo definisce così: “E’ il giorno più importnate dell’anno,è il capodanno di tutto il mondo esoterico,è la festa più importante dell’anno per i segnuaci di satana”. Le cosiddette “streghe” restano incinte appositamente per sacrificare il neonato in quella notte. E se vedete sparire qualche gatto nero chiedetevi il perché. E’ la notte in cui si sguazza nella divinazione, nell’astrologia, nella chiromanzia, nella medianità, nella magia, nella stregoneria, nello spiritismo, nel satanismo. La festa di Halloween, quindi, è un rendere osanna al diavolo, il quale se adorato, anche solo per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona. La festa di Halloween è una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco: è questa l’astuzia del demonio!
Tutto questo è la versione moderna di Halloween che va ad aggiungersi a quel clima di magico che siamo costretti a subire di continuo: dai fiumi di serial televisivi in cui le streghe sono magari anche simpatiche e buone ad anni di harrypotterismo, da un oceano di riviste con richiami all’esoterismo agli amuleti e oggetti magici.
Il “paradosso di Halloween” è proprio quello di essere una festa ipermoderna nel modo di presentarsi ed iperarcaica nelle idee; rappresentare il massimo della credulità in un mondo sempre più secolarizzato.
Nella cultura di massa dove imperversa la logica della “festa per la festa” a prescindere dai contenuti,è facilmente spiegabile il successo della penetrazione di Halloween, emblema del vuoto, delle zucche, ma specialmente delle teste vuote che in esse si perdono.
Alle zucche vuote di Halloween i cristiani rispondono con le zucche piene di cultura veramente alternativa e controcorrente,che alla confusione dei fenomeni di massa,sostituisce l’intimità e il silenzio di una fede vissuta.
E’ un vero e proprio scippo che la cultura cristiana sta subendo. La progressiva scristianizzazione della festa cristiana, la ferializzazione del giorno festivo hanno dato la spinta all’introduzione di questa nuove feste anticristiane. Ma in realtà quella di Ognissanti è una festa cristiana. Instaurata da papa Gregorio IV nell’840, originariamente si celebrava nel mese di maggio. Fu nel 1048 che Odilio de Cluny spostò la celebrazione cattolica all’inizio di novembre per detronizzare il culto di Samhain.
La Parola di Dio (150 circa sono i passi ) è chiarissima al riguardo, vietando il ricorso più o meno consapevole a pratiche di superstizione e irreligiosità.
La tentazione e oppressione diabolica ,descritta nel Vangelo, tenta di pervertire l’uomo rendendolo nemico a Dio. Ma Gesù ha dimostrato la sua potenza sui demoni e ha trasmesso questa sua potenza ai suoi discepoli.
Lo stesso magistero e la tradizione cattolica che si esprime nella catechesi è chiara al riguardo.
L’unico culto da rendere è quello all’unico e vero Dio che si fa carne in Gesù Cristo. Tutto ciò che è deviato da questo culto diventa superstizione, che ha la sua massima espressione nell’idolatria (che può arrivare al satanismo),come nelle varie forme di divinazione e magia.
La divinazione è la pretesa di conoscere e preannunciare il futuro e le cose nascoste,mediante contatti con forze occulte. E’ condannata perché nasce con un patto con il diavolo e conduce l’uomo a credere in colui che combatte la salvezza, ma il futuro non può essere previsto perché appartiene solo a Dio. Sono in contraddizione con la fede cristiana la consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium.
La magia e la stregoneria non pretendono di conoscere invano il futuro, ma le cose occulte. Si pretende in altre parole di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere sugli altri soprattutto per nuocere, ricorrendo all’intervento dei demoni. Anche portare amuleti è da condannare. La Chiesa mette in guardia anche dallo spiritismo che spesso implica divinazione o magia.
Questa è la verità, nient’ altro che la verità. Noi crediamo nel Dio della Luce e della Vita.
Uno notte di Halloween allora vestito da mostriciattolo o da fantasma? No grazie!
Una notte attorno al Santo dei Santi: GESU’ che porta una grande luce d’amore.
Per invocare UNICO SPIRITO che non porta paura o terrore.
Ci sono Orizzonti di Cielo per te!
Una luce nella notte. Una luce nella notte di Ognissanti.

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Donna Sfilate Primavera 2010

Posted by marilena marino On febbraio - 28 - 2010 1 COMMENT

di Marilena Marino

Rosso, giallo, arancio: la prossima primavera vince il colore, purchè intenso e torna alla ribalta un make-metallico.

Riflessi incandescenti, ombretto glitter e dalla nuance cangiante.Da Milano fashion un ritrovato inno al jeans: strappato, bruciacchiato, passato nella varechina o alla fiamma ossidrica, mini abiti bustier. Turchese  e verde smeraldo sono i colori dell’estate, mentre la collezione donna di Giorgio Armani è ispirato al mondo della Body Art, inteso come linguaggio del corpo e incontro tra performances e gesto. Tra i materiali spiccano raso, taffeta’ e seta.

E’ questa calcolatissima miscela con un abito decodificato e ricomposto senza languori e svolazzi, a ricordare una specie di eccentrica purezza.

“La sapienza è splendida e non sfiorisce, facilmente si lascia vedere da coloro che la amano e si lascia trovare da da quelli che la cercano.Nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano.

chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà, la trovera’ seduta alla sua porta.

Riflettere su di lei, infatti, è intelligenza perfetta, chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni.”(Sap.6,12-15)

Questo passo tratto dal Libro della Sapienza,sembra parlare proprio anche di questa donna, una nuova icona di intelligenza e sapienza, appunto, che si affaccia con leggiadria ed eleganza alla nuova stagione primaverile, ormai alle porte;l’ eccentrica purezza delle ultime tendenze delle sfilate, invitano a ritrovare morbide ed armoniche forme di femminilita’ nel vestire, accompagnate da quell’intelligenza e da quell’ accoglienza tipicamente dell’universo donna,  un augurio che ben si coniuga ai colori pastello e cangianti della prossima stagione.

La Body Art, inteso come linguaggio del corpo, sara’ allora un felice connubio tra la bellezza dello stile e …perchè no…l’intelligenza di scrutare le Scritture e ..rubare.. qualche segreto!

Buona Primavera a tutte, allora!

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L’amore è una cosa meravigliosa….

Posted by marilena marino On febbraio - 15 - 2010 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

E’ la voglia di sognare… cantava Ornella Vanoni….

E l’Italia davvero non vuole smettere di sognare e si ammanta di chimere e sentimenti, osannando S Valentino al posto dei martiri Cirillo e Metodio che sul nostro calendario imporporano ogni anno la ricorrenza del 14 Febbraio; va bene il campione d’incassi  “Avatar”, ancora meglio la tecnologia scolpita a 3D, senza parlare del mitico Carnevale che quest’anno è trascorso troppo veloce senza dar tempo ai gestori di locali di incassare piu’ cospicue somme di denaro, ma il top dei sogni degli italiani è rappresentato sempre e comunque da quell’insostenibile  e irrefrenabile desiderio di aprire il bauletto del cuore, da dove far volare tanti e bellissimi palloncini rossi con su scritto: ti amo!

Dal film come La Prima cosa Bella di Paolo Virzi’, a Baciami ancora di Muccino, dal recentissimo Scusa, ma ti voglio sposare di Federico Moccia, alla burrosa Capri, fiction televisiva: quest’ultima ha raggiunto lo share del 20.27% con 5 milioni e 187mila spettatori in prima serata, vincendo la sfida degli ascolti TV e superando persino Amici!

Mare azzurrissimo, aneddoti di vita e  variegati personaggi, colorati da simpatiche gag partenopee, fanno emergere un’epidermica sensazione di voluttoso sentimentalismo che, accarezzato dalla scenografica isola dell’amore, Capri, per l’appunto, sembra emergere, come una seconda pelle ,dal cuore degli italiani.

Bè, che male c’è?!  La vita è fatta anche di sentimenti, no?!  Solo che a volte, sognare e risvegliarsi in una realta’ non proprio idilliaca, puo’ far naufragare anche se sei sull’isola dei famosi!

Ben venga,allora, il periodo quaresimale e questo tempo tutto dedito alla contemlazione interiore, non certo per scardinare i sentimenti, ma per lottare con piu’ forza contro gli “anestetismi” della finzione che illude.

“Ama e fai cio’ che vuoi”.. un Santo lo disse, ma forse per fare dell’amore un sentimento eroico di “donazione” e amore che va al di la’ anche di una love story paradisiaca  ed idilliaca che oggi lascia troppo poco spazio”all’amore al nemico”. E quando il nemico sembra proprio essere, magari,  quell’amore che ti sembra dare prima emozioni cosi’ forti da strapparti l’anima e che poi lascia strascichi di straziante dolore?

Bè, la risposta è sempre questa: l’amore è una cosa meravigliosa! E tra un digiuno, una stazione quaresimale e un frugale pasto a base di pane e acqua il venerdi’, una frase  sussurra:  ..Signore, abbi pieta’ di me, che sono un peccatore!!!…

Marino Marilena

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A.A.A. Cercasi Sacerdote

Posted by Pierpaolo Ruello On febbraio - 9 - 2010 ADD COMMENTS

Nell’Anno dedicato al Sacerdozio, chi sono i preti? E come vengono percepiti dalla società laica?

di Pierpaolo Ruello.

Era di sondaggi e televoti la nostra. Ormai, su qualunque argomento viene proposto il sondaggio, ultimo baluardo di partecipazione attiva di noi comuni mortali alla società. E non sarebbe malvagia come idea da proporre alla C.E.I. per i fedeli di tutti le diocesi italiane. Un bel “sondaggione” dal titolo : COSA PENSI DEL TUO PARROCO? QUALI CARATTERISTICHE DOVREBBE AVERE? Naturalmente da rispondere e compilare in forma del tutto anonima!

Credo che le risposte sarebbero le più varie, oltre che colorite e comunque importanti come momento di riflessione, specie per gli “addetti ai lavori”, chiamiamoli cosi…

Annus Sacerdotalis 2009: anno dedicato al Sacerdozio in memoria dei 150 anni dalla morte di Giovanni Maria Vianney, sacerdote-esempio della fedeltà in Cristo. Simbolo del ministero sacerdotale in grado di attirare a sé le anime, uomo capace di sostare in adorazione davanti al tabernacolo o trascorrere molte ore nel confessionale. Correva l’anno 1859.

Ma, appunto, quali caratteristiche oggi come oggi dovrebbe avere un sacerdote? e come viene visto, non solo dall’assemblea domenicale, ma ancor più in generale dai laici?

Un noto detto popolare afferma: “Ogni testa è un tribunale”. Ecco, non poteva esistere miglior dicitura di questa, per palesare un quadro cosi composito di opinioni in merito, senza nascondere che i giudizi più diretti e appassionati, alle volte, provengono proprio da chi sta a stretto contatto con la vita parrocchiale.

E allora giù con la girandola di “opinioni”: troppo anziano, troppo retrò, troppo moderno, troppo trasandato, troppo vanitoso, troppo accentratore, troppo collegiale nelle decisioni, troppo giovane, predica bene, razzola male, preferisce taluni, non agevola altri, troppo semplicione, troppo saccente, troppo affettuoso, mai una parola buona, troppo interessato ai bilanci parrocchiali, troppo assente dalla Parrocchia, troppo presente in Parrocchia e mai tra la gente, molto preparato, troppo poco preparato, cresce nel girovita al crescere ecclesiasticamente…insomma, si potrebbe tranquillamente continuare con l’elencazione, vi sarebbe solo l’imbarazzo della scelta, e anche con pareri più acuti e maliziosi di questi! Avanti, quanti di voi, almeno una volta, non hanno affrontato queste annose discussioni in afosi dopocena estivi con vostri amici di vecchia data, e possibilmente di quelli che amano definirsi “cattolici non praticanti perché il mio parroco è tutto tranne che prete”?

Di certo il ruolo del sacerdote non è cosa semplice. E più passa il tempo e meno lo diventa: oggi è indispensabile per il prelato conoscere nozioni di diritto, di comunicazione, di psicologia…oltre che naturalmente quelle teologiche.

È chiamato a rispondere a molte più questioni di carattere sociale di quanto non avvenisse in passato, quando in tempi di ristrettezza, divenire preti era anche la sicurezza per avere sempre il pane a tavola. Tempi remoti, molto remoti. Forse, un tempo, si era più disposti a certe rinunce in favore di altre, ma oggi non è più cosi, o meglio lo si fa molto più difficilmente. E chi sceglie la vita sacerdotale, bontà vorrebbe, che lo facesse con vera motivazione. Oggi divenire sacerdoti non è più una scelta di comodo, anzi, tutt’altro.

Spesso si perde di vista che i sacerdoti sono uomini, con pregi e difetti: alle volte ora più gli uni, ora più gli altri, ma pazienza! E nel considerarli (guardiamoci bene dal giudicare), si adotta come parametro di riferimento la loro sacralità, scriminante che per la gente comune dovrebbe ammantare sempre e comunque i preti, e che dovrebbe renderli immuni da qualsiasi difetto terreno. Ma la verità è un’altra, che piaccia o no : siamo tutti sotto lo stesso cielo, tutti “affittuari” del medesimo “Locatore”.

Scarica documento intero:  Cercasi sacerdote

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Heather Parisi, 50 anni per la ragazza di ‘Cicale’

Posted by marilena marino On febbraio - 4 - 2010 ADD COMMENTS

Biondissima, una forza della natura tutta adrenalina e talento, negli anni ’80 conquisto’ gli italiani con balli acrobatici, canzoncine scacciapensieri come ‘Cicale’, una spaccata rimasta ineguagliata. Heather Parisi compie 50 anni il 27 gennaio lontano dai riflettori, concentrata sull’imminente nuova maternità.

L’opposto della sua rivale storica, Lorella Cuccarini, che a 45 anni debutta il 26 gennaio a Roma con Il pianeta proibito, rock musical di Bob Carlton. Le indiscrezioni danno Heather incinta di due gemelli e lei sul suo blog non smentisce, pur difendendo la sua privacy “a denti stretti”. “Sto vivendo un momento unico. Magico. Stimolante”, scrive in un post di qualche giorno fa. “Capisco il grande interesse per la donna matura che ri-diventa mamma”, ammette, ma “una quarantenne di oggi non è nemmeno lontanamente paragonabile ad una quarantenne di qualche decennio fa. Quando ho compiuto 40 anni non ci credeva nessuno. Io per prima. Me ne sentivo 30. Adesso che di anni ne ho 49 (e non 50! Li compio il 27 gennaio, non ho mai nascosto la mia età) me ne sento almeno dieci di meno!”.

Heather nasce a Hollywood. Il gene della danza lo deve forse alla mamma, ballerina professionista dalle lontane origini italiane (i nonni materni sono di Terravecchia, in provincia di Cosenza). Giovanissima, colleziona i primi riconoscimenti, dal San Francisco Ballet all’American Ballet Theatre di New York. Nel 1978 la svolta: in vacanza in Italia, in Sardegna e a Roma, viene notata dal coreografo Franco Miseria che la presenta a Pippo Baudo. Durante il primo provino balla indiavolata su due pezzi di Liza Minnelli, fino a salire sulla scrivania di un dirigente Rai. A consacrarla sarà ‘Fantastico’, che la vedrà protagonista di ben cinque edizioni. Nel 1981 la Parisi è con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini in ‘Stasera niente di nuovo’, l’anno dopo con Beppe Grillo in ‘Te la do io l’Americà.

Nel 1983 balla con Raffaele Paganini nel varietà ‘Al Paradise’, poi è la star femminile di due edizioni di Serata d’onore con Baudo e debutta al cinema con ‘Grandi Magazzini’. Verranno poi ‘Fantastico’ e ‘Fantasticotto’ con Adriano Celentano, “Stasera mi buttò, ancora ‘Serata d’onoré. Nel frattempo Heather scala le classifiche musicali con ‘Disco bambina’, che resta in vetta per otto settimane e vince il disco d’oro, premio che arriverà anche per ‘Crilu” e ‘Cicale’; poi ecco ‘Ceralacca’, ‘Dolce Amaro’ e ‘Pinocchio’. Nel 1989 la showgirl approda su Canale 5: in coppia con Mike Bongiorno conduce la serata dei Telegatti; poi, tra l’altro, affianca Johnny Dorelli in ‘Finalmente Venerdi”.

Dopo una parentesi su Telecinco, rientra in Italia per ‘Bellezze al Bagno’ con Giorgio Mastrota. Il 20 luglio del 1994 nasce la sua prima figlia, Rebecca Jewel. Ma Heather torna presto in tv e trova tempo anche per il teatro (‘Letto e tre piazzé con Zuzzurro e Gaspare) e per il cinema (‘Sogno di una notte di mezza estaté). Nel 2000 diventa mamma per la seconda volta, di Jacqueline Luna. Due anni dopo reincide ‘Disco bambina’ e conduce lo ‘Zecchino d’orò. Poi è a ‘Domenica in’ con Paolo Bonolis e in giuria a Miss Italia. Le sue passioni più recenti sono il cinema, con il film ‘Blind Maze – Ragazzi con la pelle sottile’ (Labirinto cieco), che l’ha vista al debutto come sceneggiatrice e regista, e la moda, con la sua linea ‘HPeace’.

Ma il pubblico non l’ha dimenticata: “In tutto questo tempo, lontana dagli schermi televisivi, ho sempre ricevuto tantissime manifestazioni di stima e interesse da parte dei media, ma anche e soprattutto innumerevoli testimonianze d’affetto e ammirazione sincera da parte del mio pubblico”, scrive Heather in un altro post recente, annunciando a breve un servizio fotografico.

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Preziosi: peccatore come S.Agostino

Posted by marilena marino On gennaio - 26 - 2010 ADD COMMENTS
(ANSA) - ROMA, 24 GEN – Alessandro Preziosi parla del suo ruolo di Sant’Agostino in una fiction su RaiUno: ‘E’ il personaggio piu’ simile a me’. La fiction sara’ in onda domenica e lunedi’ in prima serata. ‘Fra i personaggi che ho interpretato, questo e’ il piu’ vicino a me per i suoi temi: il peccato e la spiritualita”, dichiara a ‘Gente’ l’attore. ‘Sono facile da colpire, non ho la pelle dura – dice – La fede e’ molto importante nella mia vita ma anche chi ha fede puo’ cadere’.

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