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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Lavoro</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>Una Porta verso l&#8217;Infinito</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 06:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ "Il cristianesimo dalle origini con la musica, poesia, pittura e scultura, che esprimono e comunicano la bellezza del Vangelo”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/775E405E7A5D5852.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6217" style="margin: 10px;" title="775E405E7A5D5852" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/775E405E7A5D5852-e1326644016773-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a></p>
<h1>SULLA VIA DELLA BELLEZZA: PROSEGUE IL</h1>
<h1>PROGETTO &#8220;UNA PORTA VERSO L&#8217;INFINITO&#8221;</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Monsignor Fisichella: &#8220;&#8216;L&#8217;arte è espressione e rappresentazione del Vangelo&#8221;</strong></p>
<div id="article">
<p>CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 13 gennaio 2012– Prosegue il percorso tracciato da <em>Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte</em>, il progetto promosso dall’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, che vuole essere una riflessione sull’arte come strumento di trasmissione della fede.</p>
<p>Domani mattina questa “Porta” si riaprirà nuovamente per condurci <em>Sulla via della bellezza</em>, come suggerisce il titolo della conferenza che si svolgerà alle 10.30 nella Sala Rossa del Palazzo Apostolico Lateranense.</p>
<p>«Il convegno intende approfondire le ragioni teologiche e culturali che animano il progetto – spiega a Zenit, don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni sociali e direttore del progetto -. Grazie alle diverse prospettive che i relatori ci offriranno, rifletteremo sul rilancio della nuova evangelizzazione nella città di Roma, mettendo a fuoco principalmente l’arte e la comunicazione».</p>
<p>In questa <em>via della bellezza</em>, infatti, incontreremo tre illustri protagonisti: monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione; l’architetto Paolo Portoghesi, docente della Sapienza Università di Roma e Marco Tarquinio, direttore di <em>Avvenire</em>.</p>
<p>Accogliendo l’invito formulato da Benedetto XVI al convegno diocesano dello scorso giugno a percorrere la strada dell’arte per avvicinare alla fede, i relatori si confronteranno sul tema dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo, attraverso tre differenti prospettive &#8211; quella teologica, artistica e della comunicazione &#8211; mediante la <em>via della bellezza,</em> “che conduce a Colui che è, secondo  Sant’Agostino, la Bellezza tanto antica e sempre nuova”.</p>
<p>Il linguaggio dell’arte, dunque, vissuto come una traccia da perseguire per arrivare alla strada privilegiata che porta direttamente a Dio e alle meraviglie del Creato, diventando, di conseguenza, strumento per la Nuova Evangelizzazione.</p>
<p>Proprio di questo Zenit ha parlato con monsignor Fisichella che ha dichiarato alla nostra agenzia come la via della bellezza sia “una via maestra”.</p>
<p>“Il cristianesimo dalle origini – spiega il presule – ha avuto con l’arte un rapporto privilegiato, poiché essa, nel susseguirsi di venti secoli di storia, attraverso capolavori di musica, poesia, pittura e scultura, non ha fatto altro che esprimere e comunicare la bellezza del Vangelo”.</p>
<p>Per tanto tempo, però, prosegue monsignor Fisichella, “la teologia ha comunicato solo con la filosofia”, e questo “se da una parte è stato positivo perché ne ha approfondito i contenuti”, dall’altra “ha impoverito la presentazione del Vangelo a mera scienza”.</p>
<p>“Credo, perciò, che sia importante non dimenticare che nel dialogo tra il teologo e il filosofo sia necessaria la presenza dell’artista – sottolinea il vescovo – perché il Vangelo non può essere solo ascoltato, il Vangelo è una persona, che va vista!”.</p>
<p>La rappresentazione del Vangelo è quindi “rappresentazione di Cristo stesso, del mistero di salvezza che supera la morte per esprimere l’amore e la vita”. Il teologo e il filosofo, aggiunge il presule, “devono riconoscere che il linguaggio usato dall’arte è un linguaggio più immediato, che va molto più al di là, nella comunicazione, di quanto possano fare la filosofia e la teologia”.</p>
<p>In conclusione, recuperare la via della bellezza, secondo monsignor Fisichella, vuol dire “recuperare, da un punto di vista teologico, il percorso della contemplazione”.</p>
<p>La bellezza, infatti, “per sua stessa natura, rapisce in essa e ci fa fermare, come il mistero che la fede presenta, che va contemplato e vissuto. In un periodo come il nostro, dove sembra che la bellezza venga meno, riproporla è una ‘provocazione’ necessaria su cui bisogna soffermarsi e riflettere”.</p>
<p>Il convegno di domani è il primo della serie di incontri promossi nell’ambito del progetto <em>Una porta verso l’Infinito</em> per l’anno 2012. L’iniziativa, che ha preso il via il 22 dicembre 2011 con il concerto su musiche di Mendelesshon e Schumann, nella Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, e ha visto la partecipazione del Coro del Teatro dell’Opera di Roma, prevede, inoltre, per questo nuovo anno, un calendario ricco di eventi relativi alla musica, al teatro, al cinema e alle arti figurative.</p>
<p><em>Per maggiori informazioni circa il programma e le date degli eventi, consultare il sito </em><a href="http://www.ucs.it/">www.ucs.it</a> <em>alla voce </em>Una porta verso l’infinito<em>.</em></p>
</div>
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		<title>Animatori all&#8217;Attack!</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 05:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[ di Marilena Marino. "Un'avventura che non si ferma, un'energia che esplode alle porte dell'Avvento"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/animatori3.jpg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/animatori3.jpg" title="animatori" width="640" height="480" class="alignleft size-full wp-image-5229" style="margin: 10px;" /></a>di Marilena Marino</p>
<p>Gli orologi un&#8217;ora indietro, la festa dei santi, i colori dell&#8217;autunno, le castagne&#8230; e il corso Anicec. Eh sì, perché da quando, più di sette anni fa, il Direttorio (Comunicazione e missione, 121-142) ha in qualche modo &#8220;codificato&#8221; la figura dell&#8217;animatore della cultura e della comunicazione, per ben cinque annate la Chiesa Italiana ha messo a disposizione di tutte le diocesi un corso di alta formazione in e-learning per preparare proprio questa schiera di volontari a servizio delle proprie comunità nell&#8217;ambito strategico della cultura e della comunicazione. Il corso 2011 si sta avviando alla conclusione, quello 2012 (il sesto, dunque) sta per aprire le iscrizioni. Non rimane che invitarvi, come sempre, a spargere la voce, ad informarne chi può essere interessato, o magari (perché no?) a decidere di iscrivervi, se qualcuno ancora non lo avesse fatto.<br />
In occasione del consueto incontro residenziale del corso ANICEC, corso di alta formazione in e-learning per Animatori della Cultura e della Comunicazione, che si terrà dal 18 al 20 novembre 2011 presso la Domus Pacis Torre Rossa Park (via Torre Rossa 94, Roma), Dario Edoardo Viganò (Direttore scientifico del corso ANICEC) terrà la relazione di apertura dal titolo &#8220;I digital media e la nuova audience&#8221;. Oltre alla presenza di Viganò, sono previsti nei tre giorni di convegno gli interventi di: Antonio Spadaro (Direttore de «La Civiltà Cattolica»), Silvano Petrosino (Università Cattolica di Milano), Chiara Giaccardi (Università Cattolica di Milano), Ruggero Doronzo e Arianna Prevedello (Animatori culturali). A chiudere i lavori del convegno sarà mons. Domenico Pompili (Sottosegretario CEI, Direttore Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali), con una relazione dal titolo &#8220;Animatori, per quale servizio?&#8221;. Per informazioni: www.anicec.it; http://www.chiesacattolica.it/comunicazione.<br />
Dopo la pubblicazione del Documento CEI dal titolo “EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO”, che impegna la Chiesa Italiana per il prossimo decennio a riflettere ed agire sul delicato tema, il Corso di Formazione intende offrire una nuova occasione per renderci maggiormente consapevoli di quali rischi cela la cultura digitale e quali opportunità si aprono per chi non intenda rinunciare ad essere educatore. La perdita dell’interiorità, la superficialità nel vivere le relazioni, la fuga nell’emotività, il prevalere dell’opinione, sono stati indicati dal Papa nel suo recente discorso al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, come i rischi più pericolosi. Nel nuovo contesto culturale dominato dai media, sta infatti nascendo una nuova umanità, incidendo “sul contesto vivente e pulsante nel quale i pensieri, le inquietudini e i progetti degli uomini nascono alla coscienza e vengono plasmati in gesti, simboli e parole”. Il corso vuole aiutare tutti a riflettere sull’urgenza di iniziative che pongano anche noi sulla strada della comunicazione, riuscendo così a dire il bene che ci anima, la Parola che ci sostiene, a trovare quelle parole nuove che vivificano la comunicazione e la rendono pienamente umana. Ricordiamo che  il corso di alta formazione a distanza per “Animatori della comunicazione e della cultura” si avvale del supporto accademico della Pontificia Università Lateranense, nel quadro delle attività del Centro interdisciplinare Lateranense.  Esso propone di formare una figura che sappia utilizzare tutte le forme della comunicazione per promuovere attività culturali e comunicative all&#8217;interno della propria comunità e della propria diocesi, con particolare attenzione al territorio e ai relativi contesti culturali.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="692" align="center">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="668">
<tbody>
<tr>
<td width="585" height="31">Il Direttorio delle comunicazioni sociali</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td>“Comunicazione e missione”, Il Direttorio delle comunicazioni sociali nella missione della Chiesa, della Conferenza Episcopale Italiana, vuole essere una magna charta delle comunicazioni sociali per sottolineare l’impegno della Chiesa italiana a comunicare il vangelo nella cultura mass mediale attraverso la proposta di nuovi percorsi e iniziative pastorali.<br />
Il documento è una piattaforma unitaria per i media ecclesiali, gli organismi e le iniziative nel campo delle comunicazioni sociali e per i professionisti cattolici che operano nelle strutture pubbliche e private della comunicazione sociale.<br />
Il Direttorio richiama i cattolici a non essere passivi, a trasformarsi da spettatori a protagonisti attivi acquisendo una prospettiva critica che è proprio del cristiano capace di discernere le potenzialità dei media contemporanei. Il documento individua fra gli “imprescindibili impegni della comunità ecclesiale”, la formazione e la promozione di nuove figure di animatori nel campo della comunicazione e della cultura.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Google + e tu+  Novita&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 21:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino "Una nuova soluzione per connettersi. Le vie del Signore sono infinite!"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<h2><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/Google-Panda1.jpg"><img style="margin: 10px;" class="size-medium wp-image-5071 alignleft" height="236" width="300" title="Google-Panda" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/Google-Panda1-300x236.jpg" /></a>di Marilena Marino</h2>
<h2>Il social network di Google inaugura le Pagine dedicate alle aziende e ai marchi. I brand possono così comunicare con gli utenti attraverso la funzione di Videoritrovi o semplicemente scrivendo post sulla bacheca. La cosa interessante è che Google sta integrando le pagine del suo social network nei risultati del motore di ricerca. Basterà a impensierire Facebook?</h2>
</div>
<div id="intelliTxt">
<p>Finalmente <strong>Google+ inaugura Pages (Pagine)</strong>, <strong>la sezione dedicata alle aziende e ai marchi</strong> che ora possono usare il social network della casa di Mountain View per collegarsi con i potenziali clienti e appassionati. Il design sembra ispirarsi a quello di Facebook (e ispirarsi è dire poco), con la foto principale sulla sinistra e le altre nella parte superiore del profilo, come potete vedere nell&#8217;esempio sottostante, che mostra la pagina di Google+ dei Muppets.</p>
<p><img border="0" src="http://www.tomshw.it/files/2011/11/immagini/34379/google-plus-pages_t.jpg" /></p>
<p>La pagina dei Muppets su Google+, lo stile ricorda quello di Facebook</p>
<p>&#8220;Finora Google+ si è concentrato nel connettere le persone fra di loro, ma vogliamo assicurarci che gli utenti possano costruire relazioni con tutte le cose ritenute interessanti, <strong>dalle aziende locali fino ai marchi globali</strong>. Per questo motivo abbiamo inaugurato Google+ Pagine in tutto il mondo&#8221;, ha dichiarato Vic Gundotra, Senior Vice President del settore Engineering di Google.</p>
<p>Al momento si possono trovare aziende come<strong> Pepsi, Toyota, H&amp;M e persino la squadra del Barcellona</strong>, il primo team calcistico ad approdare sul social network di Google. I brand possono sfruttare tutte le funzionalità del sito e condividere informazioni, <strong>invitare gli utenti a una chat attraverso la funzione Videoritrovi </strong>o semplicemente comunicare con loro scrivendo un post sulla bacheca.</p>
</div>
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		<title>Lavori in corso!</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 06:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michelangelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[di Michelangelo Nasca Madre Teresa di Calcutta diceva che: “L’amore comincia a casa, e per questo è importante pregare insieme. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4884" href="http://nobell.it/lavori-in-corso.html/lavorincorso"><img style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/lavorincorso-276x300.jpg" class="alignleft size-medium wp-image-4884" height="300" width="276" /></a></p>
<p>di Michelangelo Nasca</p>
<p>Madre Teresa di Calcutta diceva che: “L’amore comincia a casa, e per questo è importante pregare insieme. Se pregate insieme, starete insieme e vi amerete come Dio ama ciascuno di voi”.<br />
Nel momento in cui, infatti, la preghiera non è più il fondamento della vita familiare può accadere di tutto.<br />
Oggi, la vita condotta da alcune famiglie, purtroppo, diventa sempre più complicata; essa – sostenuta da ritmi incalzanti – costringe il nucleo familiare a raggiungere frettolosamente alcuni obiettivi considerati importanti (carriera, denaro, successo ecc.) e a trascurarne “altri”.<br />
I figli, poi, soffocati da mille inquietitudini sono schiavi di una libertà sempre più al servizio del mondo, e nel momento in cui essi avrebbero più bisogno di essere guidati, la famiglia è ormai completamente orientata verso altri beni!<br />
Paradossalmente, talvolta siamo disposti a lavorare e a vendere l’anima per mille altre (spesso inutili) prospettive, piuttosto che offrire un pò di tempo per costruire rapporti stabili e duraturi.</p>
<p>“Se potessimo renderci conto del prezzo delle ore che viviamo! La nostra libertà di scelta è preziosa e tutto è possibile a colui che crede, tutto. La minima nostra preghiera ha un valore inestimabile” (J. Fesch).<br />
Giovanni Paolo II invitava tutti i credenti a pregare nelle famiglie e per le famiglie: “Molti problemi delle famiglie contemporanee, specie nelle società economicamente evolute, dipendono dal fatto che diventa sempre più difficile comunicare. Non si riesce a stare insieme, e magari i rari momenti dello stare insieme sono assorbiti dalle immagini di un televisore. Riprendere a recitare il Rosario in famiglia significa immettere nella vita quotidiana ben altre immagini, quelle del mistero che salva: l&#8217;immagine del Redentore, l&#8217;immagine della sua Madre Santissima. La famiglia che recita insieme il Rosario riproduce un po&#8217; il clima della casa di Nazareth: si pone Gesù al centro, si condividono con lui gioie e dolori, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da lui la speranza e la forza per il cammino” (Rosarium Virginis Mariae, 41).</p>
<p>Porre Gesù al centro della vita familiare – non come immagine devozionale ma come una presenza vera – vuol dire permettergli di entrare nella dinamica dei nostri rapporti.<br />
La Chiesa c’invita anche a riscoprire nella famiglia i segni della comunione trinitaria: “La famiglia cristiana è una comunione di persone, segno e immagine della comunione del Padre e del Figlio nello Spirito Santo” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2205).<br />
Ma questa rimarrà solo un’elegante ipotesi familiare se non iniziamo ad entrare in <strong>“relazione” </strong>(termine che la teologia utilizza per descrivere il rapporto fra le persone della Trinità) gli uni con gli altri, consapevoli dei propri limiti e disposti a lavorare per <strong>trinitarizzare</strong> qualsiasi tipo di legame: coniugale, familiare, sociale. <strong>Questo è il progetto che il buon Dio ha voluto consegnare all’uomo perché lo realizzasse nella propria vita</strong>, e per molti di noi i lavori sono ancora in corso!!!</p>
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		<title>Imprenditoria sociale nel settore culturale</title>
		<link>http://nobell.it/imprenditoria-sociale-nel-settore-culturale-nel-1999-un-gruppo-di-amici-giovani-professionisti-con-formazione-specifica-in-ambiti-quali-produzione-audiovisiva-internet-technologies-motion-graphics.html</link>
		<comments>http://nobell.it/imprenditoria-sociale-nel-settore-culturale-nel-1999-un-gruppo-di-amici-giovani-professionisti-con-formazione-specifica-in-ambiti-quali-produzione-audiovisiva-internet-technologies-motion-graphics.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 May 2011 13:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardino Savaiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oggi, Artività Glocali un’associazione di ispirazione cattolica ha messo in rete “inTiVù On Air Producing Promoter”, una Content Provider Factory specializzata nella Ricerca, Sviluppo, Prototipazione e Produzione di Contenuti Audiovisivi Originali Multipiattaforma. Una struttura dove si fondono e si sperimentano soluzioni tecniche e creative per promuovere la convergenza tra la Televisione Tradizionale, il Cinema e i Nuovi Media. L’obiettivo è studiare con metodologie scientifiche i linguaggi audiovisivi di questi tre settori per proporre le soluzioni creative e innovative adatte alle esigenze e alle richieste fatte dai mercati.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nobell.it/?attachment_id=4392"><img class="size-full wp-image-4392 aligncenter" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="webtv" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/05/webtv.jpg" alt="" width="510" height="330" /></a>Nel <strong>1999</strong> un gruppo di amici, giovani professionisti con formazione specifica in ambiti quali Produzione Audiovisiva, Internet Technologies, Motion Graphics, Webdesign, Grafica ed Animazione 3d, Video Editing e Post-Produzione, si danno appuntamento  nella solita pizzeria alle porte di Roma dove riflettono sul boom dei nuovi media, sulle loro possibili applicazioni e sul loro impatto sulla società in divenire. L&#8217;approfondita conoscenza dei disparati ambiti della tecnologia informatica porta ad intravedere linee di sviluppo affascinanti, capaci di cambiare le basi della comunicazione e quindi dell&#8217;intera struttura sociale. Nell&#8217;arco di qualche anno quegli incontri si trasformano in un impegno costante verso la costruzione di un sogno comune che esprime una visione dei New Media allora ancora futuribile ma che in breve tempo, anche grazie al lavoro del gruppo, si trasforma in realtà. Da queste premesse nel <strong>2002</strong> nasce <strong>Artività Glocali</strong>, una Associazione culturale, di ispirazione cattolica, la cui missione è l&#8217;esplorazione e la sperimentazione di nuove possibilità tecnologiche e di contenuto che forzano i limiti dell&#8217;immaginario al fine di costruirne uno nuovo, attraverso l&#8217;offerta di prodotti professionali ed innovativi. Tale filosofia porta alla formulazione del primo claim aziendale, “Alchimia Digitale”, che allude alle applicazioni fantastiche di un mix di tecnologie, a possibili ibridazioni frutto di una ricerca che rispetto al processo di alfabetizzazione tecnologica allora in corso si vela di un carattere magico. Dalla magia alla follia il passo è breve e nel <strong>2003</strong> il motto di <strong>Artività Glocali</strong> diventa <strong>“Alla povertà del Cinema e della Televisione di oggi vogliamo contrapporre la nostra forza creativa. A noi appartengono l’amore, il sogno e la poesia, in una ricerca disperata di un altro modo di vivere. Se il grande Movie Business è inarrivabile, noi abbiamo aspirazioni diverse che possono ancora partorire nuove esperienze tese alla ricerca del vero, del giusto e del bello”</strong>, ironico ammiccamento ad un prodotto atto alla valorizzazione estetica e al contempo assolutamente fuori dall&#8217;ordinario. Sono proprio queste le caratteristiche che hanno fatto dell’Associazione un gruppo di riferimento ideale per la realizzazione di prodotti multimediali e ad alto impatto visivo e di concezione avanguardistica, capaci di dotare strumenti di comunicazione, quali siti, community, campagne pubblicitarie, loghi, e quant&#8217;altro, di un plus di suggestioni visionarie frutto di avanzate applicazioni tecnologiche e sfrenata creatività. Nel corso di pochi anni<strong> Artività Glocali</strong>, costantemente in anticipo sui tempi, conosce una crescita inarrestabile, realizzando decine di prodotti multimediali e mettendo a punto, tra l&#8217;altro, lo sviluppo di un nuovo modo di fare Tv che metterà al centro l’utente sia nell’esperienza di fruizione che in quella di produzione creativa dei contenuti. Forti della convinzione che il futuro del mondo del web consista in un sodalizio con una televisione di nuova concezione, nel <strong>2007</strong><strong> Artività Glocali</strong> lancia sul mercato un prototipo sperimentale di web-tv in alta definizione altamente rivoluzionario rispetto alle proposte online del periodo.  All&#8217;inizio del <strong>2011 </strong>dopo varie sperimentazioni viene lanciata<strong> inTiVù On Air Producing Promoter</strong>, con nuove importanti implementazioni, tutte da scoprire e a portata di click: <a href="http://www.intivu.tv/">www.intivu.tv</a></p>
<p>La profonda conoscenza dei più disparati settori della tecnologia informatica e di comunicazione, unitamente ad un bacino inesauribile di creatività e all&#8217;esperienza ultra ventennale in uno scenario che si è contribuito a creare, fa di<strong> Artività Glocali</strong> una realtà competitiva a livello mondiale, forte di una costante sperimentazione multimediale e crossmediale, atta a soddisfare qualsiasi esigenza attraverso progetti di varia portata. <strong>Artività Glocali</strong> è un partner ideale per la <strong><em>“creazione di nuovi mondi”</em></strong>.</p>
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		<title>Ero forestiero e mi avete ospitato</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 12:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michelangelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[1° Maggio e Caritas in Veritate]]></category>
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		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Michelangelo Nasca “Che cosa significa la parola «decente» applicata al lavoro? Significa un lavoro che, in ogni società, sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/04/clandestini4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2548" style="margin: 10px;" title="clandestini4" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/04/clandestini4.jpg" alt="" width="390" height="320" /></a>di Michelangelo Nasca</p>
<p>“Che cosa significa la parola «decente» applicata al lavoro? Significa un lavoro che, in ogni società, sia l&#8217;espressione della dignità essenziale di ogni uomo e di ogni donna: un lavoro scelto liberamente, che associ efficacemente i lavoratori, uomini e donne, allo sviluppo della loro comunità; un lavoro che, in questo modo, permetta ai lavoratori di essere rispettati al di fuori di ogni discriminazione; un lavoro che consenta di soddisfare le necessità delle famiglie e di scolarizzare i figli, senza che questi siano costretti essi stessi a lavorare; un lavoro che permetta ai lavoratori di organizzarsi liberamente e di far sentire la loro voce; un lavoro che lasci uno spazio sufficiente per ritrovare le proprie radici a livello personale, familiare e spirituale; un lavoro che assicuri ai lavoratori giunti alla pensione una condizione dignitosa” (Caritas in veritate, 63).</p>
<p>Sono le parole utilizzate da Papa Benedetto XVI nella sua terza Enciclica “Caritas in veritate” pubblicata il 29 giugno 2009. Il Pontefice pone la sua attenzione sul diritto al lavoro di ogni uomo, riferendosi in modo particolare alla difficile condizione degli immigrati. Forse a qualcuno il termine “decente” in ambito lavorativo non dice nulla, eppure è proprio l’assenza di questa dignità operaia che pone la nostra società di fronte a mille contraddizioni.<br />
Non possiamo dimenticare, infatti,  gli incresciosi avvenimenti susseguitisi nel gennaio scorso a Rosarno, in Calabria. Sfruttamento, salari insufficienti e alloggi precari sono state le motivazioni che hanno scatenato la violenta protesta di molti africani residenti a Rosarno che lavorano, in condizioni vergognose e disumane, nel settore agricolo della provincia calabrese.</p>
<p>Nella famosa tragedia di Euripide (Medea) leggiamo una considerazione molto attuale per il nostro tempo: “Non è giusto disprezzare chiunque tu abbia veduto senza averne sperimentato l’animo chiaramente e senza averne ricevuto l’offesa. L’ospite deve adeguarsi alla città che lo ospita, ma non è lodabile che chi ci ospita ci tratti acerbamente per sua tracotanza o difetto di conoscenza”.<br />
Sulle migrazioni valgono molte valutazioni, a carattere storico, sociologico o politico. Vale anche sottolineare, che non è possibile ignorare tale fenomeno né, tanto meno, demandarlo alla sola competenza territoriale affidata alle leggi dello Stato. E’ necessario poter guardare i limiti della propria diversità e quella altrui (etnico-religiosa che sia) con maggiore tolleranza e soprattutto con la capacità di accogliere ogni distinzione culturale, di nazionalità o di religione con la responsabilità civile e personale che è patrimonio storico e ontologico di ogni uomo e civiltà.</p>
<p>Le pagine della Sacra Scrittura, a tal proposito, documentano un episodio particolare vissuto dai componenti della sacra Famiglia. Immediatamente dopo la nascita di Gesù, l’evangelista Matteo racconta, infatti, che «un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”» (Mt 2, 13). La santa Famiglia di Nazareth è dunque costretta ad allontanarsi dalla propria patria per stabilirsi in Egitto, ripetendo così l’esperienza dell’esilio e della deportazione dell’antico popolo di Israele a Babilonia. Giovanni Paolo II, in occasione del viaggio apostolico in America Latina, ebbe a dire a questo proposito: «Il Signore… volle anche assumere, con sua Madre santissima e san Giuseppe, questa condizione di emigrante, fin dall’inizio del suo cammino su questo mondo. […] La fuga improvvisa, l’attraversamento del deserto con i precari mezzi disponibili, e l’incontro con una cultura differente, mettono sufficientemente in rilievo fino a che punto Gesù ha voluto condividere questa realtà, che non poche volte accompagna la vita dell’uomo. Quanti emigranti di oggi e di sempre, possono vedere la loro situazione riflessa in quella di Gesù, che deve allontanarsi dal suo paese per poter sopravvivere! […] Ogni situazione di emigrazione si lega intimamente con i piani di Dio. Ecco, quindi, la prospettiva più profonda nella quale deve essere considerato il fenomeno dell’emigrazione» (Argentina, 9 aprile 1987).</p>
<p>Sono ancora tanti i pregiudizi, le paure e le ostilità nei confronti degli immigrati. Nella Chiesa però nessuno può essere considerato straniero, “Rendetevi conto – continuava con estrema schiettezza Giovanni Paolo II – che questa paura e questi pregiudizi non hanno altro fondamento che il proprio egoismo”.<br />
Cristo chiede di essere riconosciuto in ogni uomo, «Ero forestiero e mi avete ospitato» (Mt 25, 35). L’immigrato può non essere considerato il “forestiero” a cui Gesù con esplicita determinazione fa riferimento?<br />
Gesù, inoltre, per santificare il suo popolo, offre se stesso e muore in Croce fuori della porta della città di Gerusalemme, “come un forestiero”, senza un vero e proprio diritto di cittadinanza. Così San Paolo ammonisce: «Usciamo dunque anche noi dall&#8217;accampamento e andiamo verso di lui, portando il suo obbrobrio, perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura» (Eb 13, 13-14).</p>
<p>Nessuno si affanni… dopotutto «noi siamo stranieri e pellegrini come i nostri padri» (1 Cr 29, 15).</p>
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		<title>Chiesa Italiana e Mezzogiorno</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 09:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Delprete</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La criminalità organizzata non può e non deve dettare i tempi dell’economia e della politica meridionali”: i vescovi italiani denunciano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1471" href="http://nobell.it/chiesa-italiana-e-mezzogiorno.html/assembleacei"><img class="alignleft size-full wp-image-1471" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/02/assembleaCEI.jpg" alt="" width="250" height="167" /></a></p>
<p>“La criminalità organizzata non può e non deve dettare i tempi dell’economia e della politica meridionali”: i vescovi italiani denunciano duramente la “tessitura malefica” delle mafie, che “avvelenano la vita sociale, pervertono la mente e il cuore di tanti giovani, soffocano l’economia, deformano il volto autentico del Sud”. E mettono in guardia dal “rischio di tagliare fuori il Mezzogiorno dai canali della ridistribuzione delle risorse, trasformandolo in un collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo”. Nel documento “Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno”, la Cei si schiera col Sud, senza nascondere i problemi “irrisolti” ma soprattutto lanciando un appello “al coraggio e alla speranza”: “Facciamo appello alle non poche risorse presenti nelle popolazioni e nelle comunità ecclesiali del Sud, a una volontà autonoma di riscatto, alla necessità di contare sulle proprie forze come condizione insostituibile per valorizzare tutte le espressioni di solidarietà che devono provenire dall’Italia intera”. Un invito soprattutto per i giovani, chiamati a “parlare e testimoniare la libertà nel e del Mezzogiorno” e ad “abbracciare la politica intesa come servizio al bene comune ed espressione più alta della carità sociale”.</p>
<div><a name="news_id_1068464"></a><br />
POLITICA &#8211; I vescovi sottolineano “l’urgenza di superare le inadeguatezze presenti nelle classi dirigenti”. Di fatto, “l’elezione diretta dei sindaci, dei presidenti delle province e delle regioni, non ha scardinato meccanismi perversi o semplicemente malsani nell’amministrazione della cosa pubblica, né ha prodotto quei benefici che una democrazia più diretta nella gestione del territorio avrebbe auspicato”. La Cei auspica “nuove forme di partecipazione e di cittadinanza attiva” e un maggiore coinvolgimento dei giovani in politica, investendo sulla loro formazione e capacità “per disporre domani di una classe dirigente adeguatamente preparata”. Infine, un appello: “Abbiamo il dovere di annunciare che i cambiamenti sono possibili. Non si tratta di ipotizzare scenari politici diversi, quanto, piuttosto, di sostituire alla logica del potere e del benessere la pratica della condivisione radicata nella sobrietà e nella solidarietà”.</div>
<div><a name="news_id_1068465"></a><br />
MAFIE &#8211; Una “piaga”, un “cancro”, una “tessitura malefica”: i vescovi non lesinano parole per condannare ogni forma di criminalità organizzata, dalle ecomafie al controllo malavitoso del territorio. “Le mafie sono strutture di peccato” avverte la Cei, invitando la stessa Chiesa meridionale a “non limitarsi alla denuncia” e a “non cedere alla tentazione di non parlare più del problema o di limitarsi a parlarne come di un male antico e invincibile”. Il documento cita le “luminose testimonianze” di don Pino Puglisi, don Giuseppe Diana e del giudice Rosario Livatino, che “ribellandosi alla prepotenza della criminalità organizzata, hanno vissuto la loro lotta in termini specificamente cristiani”. A fianco di questi fenomeni, la Cei punta il dito contro “diffuse attività illecite non sempre collegate alle organizzazioni criminali, ma ugualmente deleterie (usura, estorsione, evasione fiscale, lavoro nero…)”.</div>
<div><a name="news_id_1068466"></a><br />
FEDERALISMO &#8211; I vescovi chiedono “un sano federalismo”, “solidale, realistico e unitario” che sarebbe “un passo verso una democrazia sostanziale, se riuscisse a contemperare il riconoscimento al merito di chi opera con dedizione e correttezza all’interno di un ‘gioco di squadra’ (&#8230;) Ci è congeniale considerarlo come una modalità istituzionale atta a realizzare una più moderna organizzazione e ripartizione dei poteri e delle risorse, secondo la sempre valida visione regionalistica di don Luigi Sturzo e di Aldo Moro”. La soluzione federalista &#8211; si legge nel documento &#8211; ha il compito di “stimolare una spinta virtuosa nel bonificare il sistema dei rapporti sociali, soprattutto attraverso l’azione dei governi regionali e municipali, nel rendersi direttamente responsabili della qualità dei servizi erogati ai cittadini, agendo sulla gestione della leva fiscale”.</div>
<div><a name="news_id_1068467"></a><br />
LAVORO E GIOVANI &#8211; “I giovani del Meridione non devono sentirsi condannati a una perenne precarietà che ne penalizza la crescita umana e lavorativa”: è questo l’appello dei vescovi, unitamente alla condanna del lavoro sommerso che “non frena” la disoccupazione, che “non è certo un sano ammortizzatore sociale” e “sconta talune palesi ingiustizie intrinseche (assenza di obblighi contrattuali e di contribuzioni assicurative, sfruttamento, controllo da parte della criminalità)”, oltre al fatto che “causa delusione e frustrazione e allontana ancora di più il mercato del lavoro del Sud dagli standard delle altre aree europee”. I vescovi invitano il Sud a investire in formazione, ma anche a valorizzare potenzialità e risorse, come la posizione strategica nel Mediterraneo, il patrimonio ambientale e culturale. Inoltre, “le regioni meridionali devono saper trovare una unità strategica, coordinandosi di fronte alle esigenze sociali in vista di una politica economica che porti effettivamente alla crescita”.</div>
<div><a name="news_id_1068468"></a><br />
ASSOCIAZIONISMO &#8211; La Cei valorizza il ruolo dell’associazionismo &#8211; religioso e non &#8211; diffuso soprattutto tra i giovani, che hanno dato vita a “esperienze di volontariato e a reti di solidarietà, non volendo più sentirsi vittime della rassegnazione, della violenza e dello sfruttamento”. La Chiesa nel Sud, “non si è solo allineata con la società civile più coraggiosa, rigettando e stigmatizzando ogni forma di illegalità mafiosa, ma soprattutto si è presentata come testimone credibile della verità e luogo sicuro dove educare alla speranza per una convivenza civile più giusta e serena. Le Chiese hanno fatto sorgere e accompagnato esperienze di rinnovamento pastorale e di mobilitazione morale, che hanno coinvolto numerosi laici e tante aggregazioni laicali, sia tradizionali sia di recente creazione, come le associazioni antiusura e antiracket”.</div>
<div><a name="news_id_1068469"></a><br />
IMMIGRAZIONE &#8211; “La massiccia immigrazione dall’Europa dell’Est, dall’Africa e dall’Asia ha reso urgenti nuove forme di solidarietà. Molto spesso &#8211; si legge nel documento &#8211; proprio il Sud è il primo approdo della speranza per migliaia di immigrati e costituisce il laboratorio ecclesiale in cui si tenta, dopo aver assicurato accoglienza, soccorso e ospitalità, un discernimento cristiano, un percorso di giustizia e promozione umana e un incontro con le religioni professate dagli immigrati”.</div>
<div><a name="news_id_1068470"></a><br />
SOLIDARIETÀ &#8211; “La condivisione è il valore su cui prioritariamente vogliamo puntare” scrivono i vescovi. Che coniugano la solidarietà nazionale con il protagonismo della popolazione del Sud: “Per non perpetuare un approccio assistenzialistico (&#8230;), occorre promuovere la necessaria solidarietà nazionale e lo scambio di uomini, idee e risorse tra le diverse parti del Paese”. Uomini e donne del Sud “non possono attendere da altri ciò che dipende da loro” e “va contrastata ogni forma di rassegnazione e fatalismo”, favorendo invece “un atteggiamento costruttivo”. Ugualmente, si fa appello a una vera solidarietà, perché &#8211; ribadisce la Cei &#8211; “il Paese non crescerà se non insieme”. Così se da una parte vanno “ripensate e rilanciate le politiche di intervento” a favore del Mezzogiorno, dall’altra “l’impegno dello Stato deve rimanere intatto nei confronti dei diritti fondamentali delle persone, perequando le risorse, per evitare che si creino di fatto diritti di cittadinanza differenziati a seconda dell’appartenenza regionale”.</div>
<p>(estratto da &#8220;il Velino&#8221;)</p>
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		<title>disoccupazione crescerà nel 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[l bollettino mensile della Bce che si riferisce a gennaio non lascia presupporre nulla di buona: la disoccupazione nell’unione europea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px;">l bollettino men</span><span style="font-size: 13px;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/01/disoccupaz_324x2301.jpg"><img class="alignleft size-full  wp-image-249" style="margin: 7px 9px;" title="disoccupaz_324x230" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/01/disoccupaz_324x2301.jpg" alt="" width="154" height="110" /></a></span><span style="font-size: 13px;">sile della <strong>Bce</strong> che si riferisce a gennaio non lascia presupporre nulla di buona: la <strong>disoccupazione</strong> nell’unione europea dovrebbe infatti continuare a crescere, smorzando così l’aumento dei consumi. Il quadro delinea</span></p>
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