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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Giovani</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>Se Titanic sapesse di cielo</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 16:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2012 torna il Titanic di Cameron e Di Caprio, in 3D:L'obiettivo rimane ben chiaro: rilanciare l'attrattiva della sala cinematografica rispetto al boom della visione domestica, tra homevideo e Internet.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/Titanic-titanic-68030_1024_768.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6754" title="Titanic-titanic-68030_1024_768" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/Titanic-titanic-68030_1024_768-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td height="12"><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" width="1" height="12" /></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" bgcolor="#E7E7E7" height="1"><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" width="100%" height="1" border="0" /></td>
</tr>
<tr>
<td height="12"><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" width="1" height="12" /></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">Il regista è al lavoro sulla rimasterizzazione digitale e tridimensionale del kolossal del 1997. Uscita mondiale prevista per il 6 aprile, in concomitanza con il centesimo anniversario del varo del transatlantico.</td>
</tr>
<tr>
<td height="12"><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" width="1" height="18" /></td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" height="12" /></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">LUCA CASTELLI</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" height="4" /></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">Il Titanic se la vedrà di nuovo contro l&#8217;iceberg. Questa volta, però, in 3D. Paramount Pictures, Twentieth Century Fox e Lightstorm Entertainment hanno annunciato ufficialmente la data di uscita della nuova versione tridimensionale del film di James Cameron, campionissimo di incassi nel 1997. La data non è casuale: 6 aprile 2012. Più o meno cento anni esatti dal giorno in cui <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/RMS_Titanic" target="_blank">il transatlantico “inaffondabile”</a></strong> salpò dal porto di Southampton per il suo sventurato viaggio d’inaugurazione (era il 10 aprile 1912, il naufragio avvenne nella notte tra il 14 e il 15 aprile).Cameron e la sua squadra di tecnici alla Lightstorm Entertainment hanno dunque ancora quasi un anno di tempo per terminare i lavori di rimasterizzazione digitale del film. E per lanciare la sfida in famiglia ad <em>Avatar</em>, il kolossal fantascientifico del 2009 che proprio grazie alla tecnologia 3D (e al biglietto maggiorato) ha scalzato <em>Titanic </em>dalla classifica dei più alti incassi cinematografici di tutti i tempi (<strong><a href="http://www.imdb.com/boxoffice/alltimegross?region=world-wide" target="_blank">2,781 milioni di dollari contro 1,835 milioni</a></strong>). Una rimonta difficile, anche se aiutata dal prevedibile effetto nostalgia che potrebbe richiamare in sala il pubblico che quindici anni fa rimase ipnotizzato dalla storia d’amore tra Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, conclusa con l’epico affondamento del titano (il film si portò a casa anche undici statuette Oscar).</p>
<p>“C’è un’intera generazione che non ha mai visto <em>Titanic </em>per come era stato concepito, cioè per il grande schermo”, ha dichiarato Cameron. “Questo <em>Titanic</em>, che nessuno ha mai visto, è stato rimasterizzato in digitale a 4K e meticolosamente convertito in 3D. Conservando intatto il potere emotivo e offrendo immagini più intense che mai, il film sarà un’esperienza epica tanto per i vecchi fan quanto per i nuovi spettatori”.</p>
<p>Un’esperienza epica e anche una piccola grande verifica per il 3D, la tecnologia destinata a salvare e rilanciare il cinema in sala e oggi avvolta dai primi dubbi – artistici ed economici – dopo la sbornia del 2010. Per molti mesi il botteghino ha sorriso agli investimenti delle case produttrici e degli esercenti, e non solo grazie all&#8217;exploit di <em>Avatar </em>(<em>Alice nel paese delle meraviglie </em>di Tim Burton è sesto incasso di sempre, con più di un miliardo di dollari). L’effetto trainante sembra però essersi un po’ placato, e affianco ai tanti blockbuster per famiglie e a qualche esperimento di autori insospettabili (Werner Herzog e la sua esplorazione di una grotta preistorica in <em>Cave of Forgotten Dreams</em>), cresce il numero di registi che rifiutano di girare i propri film nel nuovo formato (vedi Christopher Nolan per <em>Inception </em>e il prossimo <em>Batman</em>).</p>
<p>Un’altra incognita riguarda la presenza, almeno in Italia, di sale che permettano al pubblico di provare appieno l’esperienza spettacolare e tecnologica promessa da questi nuovi superfilm. Proprio il 3D ha spinto molti gestori – soprattutto nelle grandi multisale – a velocizzare la conversione digitale dei loro schermi. E&#8217; di ieri l’apertura all’UCI Cinemas di Pioltello della prima sala italiana di prima visione che risponde ai requisiti della tecnologia IMAX (schermo da 200mq, audio avvolgente, esperienza di “immersione” nel film). Sono però ancora abbastanza pochi gli schermi con proiettori a tecnologia 4K (quella citata da Cameron). E il biglietto per un film in queste nuove astronavi dell’intrattenimento può arrivare a costare anche 13 euro. L&#8217;obiettivo rimane ben chiaro: rilanciare l&#8217;attrattiva della sala cinematografica rispetto al boom della visione domestica, tra homevideo e Internet. Anche da questo punto di vista, l’esito del nuovo ambizioso viaggio del Titanic potrà offrire utili risposte.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Una Porta verso l&#8217;Infinito</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 06:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[ "Il cristianesimo dalle origini con la musica, poesia, pittura e scultura, che esprimono e comunicano la bellezza del Vangelo”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/775E405E7A5D5852.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6217" style="margin: 10px;" title="775E405E7A5D5852" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/775E405E7A5D5852-e1326644016773-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a></p>
<h1>SULLA VIA DELLA BELLEZZA: PROSEGUE IL</h1>
<h1>PROGETTO &#8220;UNA PORTA VERSO L&#8217;INFINITO&#8221;</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Monsignor Fisichella: &#8220;&#8216;L&#8217;arte è espressione e rappresentazione del Vangelo&#8221;</strong></p>
<div id="article">
<p>CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 13 gennaio 2012– Prosegue il percorso tracciato da <em>Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte</em>, il progetto promosso dall’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, che vuole essere una riflessione sull’arte come strumento di trasmissione della fede.</p>
<p>Domani mattina questa “Porta” si riaprirà nuovamente per condurci <em>Sulla via della bellezza</em>, come suggerisce il titolo della conferenza che si svolgerà alle 10.30 nella Sala Rossa del Palazzo Apostolico Lateranense.</p>
<p>«Il convegno intende approfondire le ragioni teologiche e culturali che animano il progetto – spiega a Zenit, don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni sociali e direttore del progetto -. Grazie alle diverse prospettive che i relatori ci offriranno, rifletteremo sul rilancio della nuova evangelizzazione nella città di Roma, mettendo a fuoco principalmente l’arte e la comunicazione».</p>
<p>In questa <em>via della bellezza</em>, infatti, incontreremo tre illustri protagonisti: monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione; l’architetto Paolo Portoghesi, docente della Sapienza Università di Roma e Marco Tarquinio, direttore di <em>Avvenire</em>.</p>
<p>Accogliendo l’invito formulato da Benedetto XVI al convegno diocesano dello scorso giugno a percorrere la strada dell’arte per avvicinare alla fede, i relatori si confronteranno sul tema dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo, attraverso tre differenti prospettive &#8211; quella teologica, artistica e della comunicazione &#8211; mediante la <em>via della bellezza,</em> “che conduce a Colui che è, secondo  Sant’Agostino, la Bellezza tanto antica e sempre nuova”.</p>
<p>Il linguaggio dell’arte, dunque, vissuto come una traccia da perseguire per arrivare alla strada privilegiata che porta direttamente a Dio e alle meraviglie del Creato, diventando, di conseguenza, strumento per la Nuova Evangelizzazione.</p>
<p>Proprio di questo Zenit ha parlato con monsignor Fisichella che ha dichiarato alla nostra agenzia come la via della bellezza sia “una via maestra”.</p>
<p>“Il cristianesimo dalle origini – spiega il presule – ha avuto con l’arte un rapporto privilegiato, poiché essa, nel susseguirsi di venti secoli di storia, attraverso capolavori di musica, poesia, pittura e scultura, non ha fatto altro che esprimere e comunicare la bellezza del Vangelo”.</p>
<p>Per tanto tempo, però, prosegue monsignor Fisichella, “la teologia ha comunicato solo con la filosofia”, e questo “se da una parte è stato positivo perché ne ha approfondito i contenuti”, dall’altra “ha impoverito la presentazione del Vangelo a mera scienza”.</p>
<p>“Credo, perciò, che sia importante non dimenticare che nel dialogo tra il teologo e il filosofo sia necessaria la presenza dell’artista – sottolinea il vescovo – perché il Vangelo non può essere solo ascoltato, il Vangelo è una persona, che va vista!”.</p>
<p>La rappresentazione del Vangelo è quindi “rappresentazione di Cristo stesso, del mistero di salvezza che supera la morte per esprimere l’amore e la vita”. Il teologo e il filosofo, aggiunge il presule, “devono riconoscere che il linguaggio usato dall’arte è un linguaggio più immediato, che va molto più al di là, nella comunicazione, di quanto possano fare la filosofia e la teologia”.</p>
<p>In conclusione, recuperare la via della bellezza, secondo monsignor Fisichella, vuol dire “recuperare, da un punto di vista teologico, il percorso della contemplazione”.</p>
<p>La bellezza, infatti, “per sua stessa natura, rapisce in essa e ci fa fermare, come il mistero che la fede presenta, che va contemplato e vissuto. In un periodo come il nostro, dove sembra che la bellezza venga meno, riproporla è una ‘provocazione’ necessaria su cui bisogna soffermarsi e riflettere”.</p>
<p>Il convegno di domani è il primo della serie di incontri promossi nell’ambito del progetto <em>Una porta verso l’Infinito</em> per l’anno 2012. L’iniziativa, che ha preso il via il 22 dicembre 2011 con il concerto su musiche di Mendelesshon e Schumann, nella Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, e ha visto la partecipazione del Coro del Teatro dell’Opera di Roma, prevede, inoltre, per questo nuovo anno, un calendario ricco di eventi relativi alla musica, al teatro, al cinema e alle arti figurative.</p>
<p><em>Per maggiori informazioni circa il programma e le date degli eventi, consultare il sito </em><a href="http://www.ucs.it/">www.ucs.it</a> <em>alla voce </em>Una porta verso l’infinito<em>.</em></p>
</div>
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		<title>Turning tables</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 05:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino: "Turning tables” è nata pensando all'ex fidanzato e ricostruendo a partire dal vissuto una di quelle scene che ogni coppia in crisi ha conosciuto"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/Adele-21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5972" style="margin: 10px;" title="Adele-21" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/Adele-21-e1325531142212-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a>di Marilena Marino</p>
<p>E cinque: ancora una volta ci occupiamo di Adele e del suo “21” grazie alla diffusione radiofonica che in questo periodo è riservata a “Turning tables”.<br />
Va detto che il disco ha numeri per far parlare di sé almeno undici volte, tante quante sono le tracce della scaletta: lo diciamo da mesi, ma soprattutto lo dicono i risultati che l&#8217;ultima fatica della cantante sta continuando a raggiungere ovunque.Si parla di primo posto in almeno 24 nazioni, di presenza nel Guinness dei primati, di circa quindici milioni di copie vendute e di sei nomination per i prossimi Grammy.<br />
Per farla breve, si tratta del successo più sfolgorante del 2011 e probabilmente la questione potrebbe allargarsi anche agli anni limitrofi.</p>
<p><strong>Adele Laurie Blue Adkins</strong>, conosciuta solo come <strong>Adele</strong> (<a title="Alfabeto fonetico internazionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alfabeto_fonetico_internazionale">/əˈdɛl/</a>) (<a title="Londra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Londra">Londra</a>, <a title="5 maggio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/5_maggio">5 maggio</a> <a title="1988" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1988">1988</a>), è una <a title="Cantautore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cantautore">cantautrice</a> <a title="Regno Unito" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_Unito">britannica</a>. Ha riscosso un discreto successo a livello mondiale nel <a title="2008" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2008">2008</a> con il singolo <em><a title="Chasing Pavements" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chasing_Pavements">Chasing Pavements</a></em>, contenuto nel pluripremiato album di debutto della cantante, <em><a title="19 (Adele)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/19_(Adele)">19</a></em>, per poi bissare il successo di quest&#8217;ultimo con il disco <em><a title="21 (Adele)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/21_(Adele)">21</a></em> del <a title="2011" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2011">2011</a> e i singoli <em><a title="Rolling in the Deep" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rolling_in_the_Deep">Rolling in the Deep</a></em>, <em><a title="Set Fire to the Rain" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Set_Fire_to_the_Rain">Set Fire to the Rain</a></em> e <em><a title="Someone Like You (singolo)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Someone_Like_You_(singolo)">Someone Like You</a></em>.</p>
<p>Assieme ad <a title="Amy Winehouse" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amy_Winehouse">Amy Winehouse</a> e <a title="Duffy" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Duffy">Duffy</a> è considerata una delle esponenti della nuova generazione del <a title="Soul bianco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Soul_bianco">soul bianc</a><span style="font-size: 11px;">o.</span><br />
Nulla da eccepire allora se Adele ha annunciato di volersi concedere un po&#8217; di pausa prima di cominciare a lavorare sull&#8217;erede di “21”, visti anche i problemi di salute che hanno interessato la sua preziosa ugola.<br />
Con “Turning tables” prosegue il discorso lasciato in sospeso da “Rumour has it” nel senso che anche questo nuovo singolo è scritto a quattro mani da Adele e Ryan Tedder, ma rispetto all&#8217;ultimo episodio si vira la rotta per tornare al più confortevole territorio della ballata.<br />
Accordi minori di pianoforte, voce e qualche spruzzata d&#8217;archi sono tutto ciò che serve a costruire la canzone: è evidente come in questo modo sia messa al centro della scena la capacità di canto della giovane stella, impressionante nell&#8217;estensione e nella capacità di infondere emozioni in quel che canta.</p>
<p>Come la fortunatissima “Someone like you”, anche “Turning tables” è nata pensando all&#8217;ex fidanzato e ricostruendo a partire dal vissuto una di quelle scene che ogni coppia in crisi ha conosciuto, ossia il tentativo di uno dei due di rigirare le carte in tavola per cercare una scappatoia o una mossa vincente.<br />
Poco seriamente: meno male che l&#8217;inglese conosce un&#8217;espressione come quella di “rovesciare i tavoli” per indicare il fenomeno: il nostrano “rigirare la frittata” avrebbe tolto parecchia poesia al tutto.</p>
<p>Per adesso godiamo della diffusione di questo nuovo singolo, sono certo che ci rivedremo ancora su queste pagine per qualche nuovo capitolo di “21”</p>
<p>Adele suscita apprensione e preoccupazione per le sue condizioni di salute: la cantante britannica si è sottoposta, pochi giorni fa, a un intervento chirurgico d’urgenza per un’emorragia alle corde vocali. Su Internet circolavano già voci su un presunto cancro alla gola, ma l’entourage della cantante ha smentito queste ipotesi.</p>
<p>Adele, esponente di spicco della nuova generazione soul, ha dovuto annullare il tour invernale, che sarebbe dovuto partire il 7 novembre dalla Civic Hall di Wolverhampton.</p>
<p>Adele suscita apprensione e preoccupazione per le sue condizioni di salute: la cantante britannica si è sottoposta, pochi giorni fa, a un intervento chirurgico d’urgenza per un’emorragia alle corde vocali. Su Internet circolavano già voci su un presunto cancro alla gola, ma l’entourage della cantante ha smentito queste ipotesi.<br />
Adele, esponente di spicco della nuova generazione soul, ha dovuto annullare il tour invernale, che sarebbe dovuto partire il 7 novembre dalla Civic Hall di Wolverhampton.<br />
GALLERIA</p>
<p>I medici, i quali le hanno assicurato il pieno recupero&gt; delle capacità vocali, hanno comunque imposto un periodo di riposo assoluto. L’operazione alla quale si è sottoposta è stata inevitabile, in quanto da tempo la cantautrice soffriva di disturbi ricorrenti: lei stessa, il mese scorso, sul suo blog aveva dichiarato di essere preoccupata per la sua voce e di aver smesso, per questo motivo, di fumare.</p>
<p>La ventitreenne, che con il suo secondo album, “21” ha conosciuto il successo a livello mondiale, dovrà quindi rimanere in silenzio forzato almeno fino alla fine dell’anno: nessun impegno musicale nell’immediato futuro, dunque, per evitare danni seri.<br />
Nel frattempo la cantautrice britannica, che ha portato a casa ben 4 nomination ai prossimi American Music Awards 2011 che si terranno il 20 novembre a Los Angeles, e tre ai prossimi Mtv EMA di Belfast, continua a dominare le classifiche mondiali (anche quelle italiane) sia nella categoria album che nella categoria singoli, con “Someone like you”. Una giovane artista dal talento indiscutibile, spesso accostata a Amy Winehouse, che speriamo di rivedere presto sui palchi di tutto il mondo.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Chiesa on the road nell&#8217;Anno della Fede</title>
		<link>http://nobell.it/chiesa-on-the-road-nellanno-della-fede.html</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 15:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino «Dall'Anno della fede un risveglio di gioia: ci si augura che ogni vescovo possa esprimere con la lettera pastorale i contenuti dell’Anno della fede".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/papa-Benedetto-XVI.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6101" style="margin: 10px;" title="papa Benedetto XVI" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/papa-Benedetto-XVI-e1326124404644-300x141.jpg" alt="" width="300" height="141" /></a>di Marilena Marino</p>
<p>La lettura della «Nota con indicazioni pastorali» diffusa dalla Congregazione per la Dottrina della fede introduce già in un clima di vigilia e attesa per l&#8217;Anno Della Fede del quale il miglior interprete è monsignor Rino Fisichella, che dal Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione – di cui è presidente – coordinerà idee e progetti nella fase preparatoria come nello svolgimento dell’Anno.</p>
<p>Perché un documento così dettagliato e concreto, e con tanto anticipo?<br />
Perché si sta parlando di fede, e bisogna far comprendere che prima delle iniziative serve piena consapevolezza del tema. Il desiderio del Papa è che ogni attività venga allestita a partire da una riflessione che impegna tutta la Chiesa.<br />
Qual è l’obiettivo delle iniziative proposte dalla Nota?<br />
Condurre a un incontro personale con il Signore Gesù. Più volte la lettera del Papa Porta fidei e la Nota insistono su questo: la fede è qualcosa di vivo, non una mera conoscenza ma un incontro che dà significato alla vita. Va ritrovata la gioia dell’incontro con Cristo, per essere capaci di darne testimonianza rendendo partecipi anche gli altri. In questi primi due testi più volte si parla di gioia e di bellezza della fede, a indicare che chi crede deve far trasparire la propria esperienza. E questo si collega direttamente con la nuova evangelizzazione, al cui Pontificio Consiglio è affidata la segreteria e l’organizzazione di tutto l’Anno.<br />
Qual è il nesso tra costituzione del dicastero che lei guida e Anno della fede?<br />
La spiegazione l’ha offerta il Papa alla Curia romana: &#8220;La grande tematica di quest’anno come anche degli anni futuri in effetti è: come annunciare oggi il Vangelo? In che modo la fede, quale forza viva e vitale, può oggi diventare realtà?&#8221;. Sono anche le domande della nuova evangelizzazione.<br />
Come si può far sentire tutta la Chiesa coinvolta nell’Anno della fede?<br />
Questa è la grande sfida. La Nota è rivolta anzitutto alla Chiesa universale, perché con l’Anno va dato un segno unitario. Si parla poi a Conferenze episcopali, diocesi, parrocchie, comunità, associazioni e credenti: nessuno si deve sentire escluso. Volendo risvegliare la fede e la gioia di viverla, si propone di rilanciare la conoscenza dei suoi contenuti. Mi piacerebbe che alla fine dell’Anno tutti i cristiani conoscessero davvero il Credo facendone la propria preghiera quotidiana. Sarebbe un segno veramente unitario, la riscoperta delle proprie radici, la conoscenza di Chi e cosa è al centro del nostro credere. Ecco perché la Nota sottolinea l’importanza di gesti come il pellegrinaggio alla tomba di Pietro, o a Gerusalemme, ovvero nei luoghi dove si è professata la fede. Penso anche alla necessità, sottolineata dal Papa nella Porta fidei, che ogni vescovo compia una solenne professione di fede in cattedrale all’inizio dell’Anno. In generale, le iniziative devono puntare su tre obiettivi: la conoscenza dei contenuti della fede, del Concilio e del Catechismo.<br />
Tra i tanti spunti, colpisce quello sui «linguaggi del cyberspazio»&#8230;<br />
I contenuti della fede vanno individuati anche nelle opere culturali, come i film e la letteratura. Si potranno riscoprire tanti autori – penso a nomi come Chesterton, o Peguy – che hanno saputo comunicare la fede in modo immediato, ma c’è anche una chiamata in causa dei socialnetwork, che non vanno più pensati come semplici strumenti essendo ormai una cultura nella quale entrare per comunicare la fede.<br />
La Nota insiste sulla sostanza del credere: si vuole forse dire che è stata un po’ sacrificata, a vantaggio di un approccio più &#8220;esistenziale&#8221;?<br />
Nei decenni del post-Concilio è stata teorizzata una dicotomia tra dimensione contenutistica e quotidianità, una scissione che non ha senso: credere è ritrovare la verità sulla propria vita, non l’adesione a un contenuto astratto. Per un credente ignorare chi è Cristo vuol dire non conoscere se stessi. Verità della fede e verità della propria esistenza convergono.<br />
Che indicazioni si offrono alle diocesi?<br />
Mi auguro che ogni vescovo possa esprimere con la lettera pastorale i contenuti dell’Anno della fede. È poi importante che le diocesi riscoprano il senso di appartenenza del presbiterio e della comunità attorno al vescovo, anche contro una certa cultura della frammentazione: facciamo tante iniziative nelle quali, alla fine, rischia di sfuggire il senso profondo dell’unità.<br />
E le parrocchie?<br />
È molto importante che recuperino il Catechismo, nella prima parte tutto dedicato al tema della fede. Riprendere i punti fondamentali – in Chi credo, perché credo, come posso esprimere la mia fede – porta a riappropriarsi del credere nella dimensione personale e in quella comunitaria, perché chi crede non è mai solo.<br />
La Nota si rivolge anche ai movimenti: che parte avranno?<br />
Sono molto importanti per il carisma che esprimono e la presenza in ambienti che solo i laici possono raggiungere. Riflettendo sulla fede, i movimenti rinnoveranno ciascuno il proprio cammino, che dev’essere comune a quello della Chiesa.</p>
<p>Come sfida educativa abbiamo, come cristiani, una straordinaria occasione: aiutare questo nostro mondo, sempre più prigioniero dei dispositivi tecnologici, a riscoprire la verità più intima e nascosta della tecnica, cioè la sua insopprimibile apertura alla trascendenza. Una miniera di libertà di fronte al &#8220;dispotismo&#8221; dei dispositivi&#8230;</p>
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		<title>Animatori all&#8217;Attack!</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 05:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ di Marilena Marino. "Un'avventura che non si ferma, un'energia che esplode alle porte dell'Avvento"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/animatori3.jpg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/animatori3.jpg" title="animatori" width="640" height="480" class="alignleft size-full wp-image-5229" style="margin: 10px;" /></a>di Marilena Marino</p>
<p>Gli orologi un&#8217;ora indietro, la festa dei santi, i colori dell&#8217;autunno, le castagne&#8230; e il corso Anicec. Eh sì, perché da quando, più di sette anni fa, il Direttorio (Comunicazione e missione, 121-142) ha in qualche modo &#8220;codificato&#8221; la figura dell&#8217;animatore della cultura e della comunicazione, per ben cinque annate la Chiesa Italiana ha messo a disposizione di tutte le diocesi un corso di alta formazione in e-learning per preparare proprio questa schiera di volontari a servizio delle proprie comunità nell&#8217;ambito strategico della cultura e della comunicazione. Il corso 2011 si sta avviando alla conclusione, quello 2012 (il sesto, dunque) sta per aprire le iscrizioni. Non rimane che invitarvi, come sempre, a spargere la voce, ad informarne chi può essere interessato, o magari (perché no?) a decidere di iscrivervi, se qualcuno ancora non lo avesse fatto.<br />
In occasione del consueto incontro residenziale del corso ANICEC, corso di alta formazione in e-learning per Animatori della Cultura e della Comunicazione, che si terrà dal 18 al 20 novembre 2011 presso la Domus Pacis Torre Rossa Park (via Torre Rossa 94, Roma), Dario Edoardo Viganò (Direttore scientifico del corso ANICEC) terrà la relazione di apertura dal titolo &#8220;I digital media e la nuova audience&#8221;. Oltre alla presenza di Viganò, sono previsti nei tre giorni di convegno gli interventi di: Antonio Spadaro (Direttore de «La Civiltà Cattolica»), Silvano Petrosino (Università Cattolica di Milano), Chiara Giaccardi (Università Cattolica di Milano), Ruggero Doronzo e Arianna Prevedello (Animatori culturali). A chiudere i lavori del convegno sarà mons. Domenico Pompili (Sottosegretario CEI, Direttore Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali), con una relazione dal titolo &#8220;Animatori, per quale servizio?&#8221;. Per informazioni: www.anicec.it; http://www.chiesacattolica.it/comunicazione.<br />
Dopo la pubblicazione del Documento CEI dal titolo “EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO”, che impegna la Chiesa Italiana per il prossimo decennio a riflettere ed agire sul delicato tema, il Corso di Formazione intende offrire una nuova occasione per renderci maggiormente consapevoli di quali rischi cela la cultura digitale e quali opportunità si aprono per chi non intenda rinunciare ad essere educatore. La perdita dell’interiorità, la superficialità nel vivere le relazioni, la fuga nell’emotività, il prevalere dell’opinione, sono stati indicati dal Papa nel suo recente discorso al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, come i rischi più pericolosi. Nel nuovo contesto culturale dominato dai media, sta infatti nascendo una nuova umanità, incidendo “sul contesto vivente e pulsante nel quale i pensieri, le inquietudini e i progetti degli uomini nascono alla coscienza e vengono plasmati in gesti, simboli e parole”. Il corso vuole aiutare tutti a riflettere sull’urgenza di iniziative che pongano anche noi sulla strada della comunicazione, riuscendo così a dire il bene che ci anima, la Parola che ci sostiene, a trovare quelle parole nuove che vivificano la comunicazione e la rendono pienamente umana. Ricordiamo che  il corso di alta formazione a distanza per “Animatori della comunicazione e della cultura” si avvale del supporto accademico della Pontificia Università Lateranense, nel quadro delle attività del Centro interdisciplinare Lateranense.  Esso propone di formare una figura che sappia utilizzare tutte le forme della comunicazione per promuovere attività culturali e comunicative all&#8217;interno della propria comunità e della propria diocesi, con particolare attenzione al territorio e ai relativi contesti culturali.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="692" align="center">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="668">
<tbody>
<tr>
<td width="585" height="31">Il Direttorio delle comunicazioni sociali</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td>“Comunicazione e missione”, Il Direttorio delle comunicazioni sociali nella missione della Chiesa, della Conferenza Episcopale Italiana, vuole essere una magna charta delle comunicazioni sociali per sottolineare l’impegno della Chiesa italiana a comunicare il vangelo nella cultura mass mediale attraverso la proposta di nuovi percorsi e iniziative pastorali.<br />
Il documento è una piattaforma unitaria per i media ecclesiali, gli organismi e le iniziative nel campo delle comunicazioni sociali e per i professionisti cattolici che operano nelle strutture pubbliche e private della comunicazione sociale.<br />
Il Direttorio richiama i cattolici a non essere passivi, a trasformarsi da spettatori a protagonisti attivi acquisendo una prospettiva critica che è proprio del cristiano capace di discernere le potenzialità dei media contemporanei. Il documento individua fra gli “imprescindibili impegni della comunità ecclesiale”, la formazione e la promozione di nuove figure di animatori nel campo della comunicazione e della cultura.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Israele &#8220;La Donna di Dio&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 06:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino 
“Una donna virtuosa chi la troverà?
Il suo pregio sorpassa di molto quello delle perle".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/vere-5-6-perle-collana.jpg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/vere-5-6-perle-collana-300x225.jpg" title="vere-5-6-perle-collana" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-5091 alignleft" style="margin: 10px;" /></a>di Marilena Marino</p>
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<div><em>Chèsed</em> (חֶסֶד) è l’<em>amore incondizionato</em>, quello che non dice “ti amo <em>se</em>”, ma quello che dice “ti amo<em>comunque</em>, <em>sempre</em>”. Questo tipo di amore trova tutta la sua forza, tra gli esseri umani, solo in una<em>madre</em>. Solo una donna sa amare in questo modo. Tutta la forza del <em>chèsed</em> (חֶסֶד) si trova in una madre che ama incondizionatamente il figlio. Nella società maschilista di allora, Dio deve fare una perifrasi per dare ad Israele un’idea del suo amore per loro: “Come un uomo che la sua propria madre continua a confortare, così io stesso continuerò a confortare voi” (<em>Is </em>66:13, <em>TNM</em>). Il che significa: come una madre sa continuare a confortare il figlio, così voi continuerete ad essere confortati da me.</div>
<div>“Nessun dio è come te, Signore: tu cancelli le nostre colpe, perdoni i nostri peccati. Per amore dei sopravvissuti del tuo popolo, non resti in collera per sempre ma gioisci nel manifestare la tua <em>bontà</em>[חֶסֶד (<em>chèsed</em>)]”. –<em>Mic </em>7:18, <em>PdS</em>.</div>
<div>“Celebrate il Signore, perché egli è buono, perché la sua <em>bontà</em> [חֶסֶד (<em>chèsed</em>)] dura in eterno”, canta <em>Sl </em>136:1.</div>
<div>Per illustrare questo amore (<em>chèsed</em>, חֶסֶד) di Dio il profeta Osea propone il suo messaggio in un modo che a noi appare quantomeno curioso. Il lettore occidentale che non conosce il modo espressivo biblico, rimane dapprima sconcertato, per non dire urtato, eppure l’insegnamento circa l’amore di Dio è notevole.</div>
<div>Osea è un uomo di Dio, un profeta che ama profondamente Dio. A lui viene detto: “Va&#8217;, prenditi in moglie una prostituta e genera figli di prostituzione”. L’intento è subito chiaro: “Perché il paese si prostituisce, abbandonando il Signore”. – <em>Os </em>1:2.</div>
<div>Dopo aver avuto figli da questa prostituta, Osea riceve di nuovo lo stesso comando: “Va&#8217; ancora, ama una donna amata da un altro, e adultera; amala come il Signore ama i figli d&#8217;Israele” (<em>Os </em>3:1). Osea ama questa donna di malaffare con un amore vero, “come il Signore ama i figli d&#8217;Israele, i quali anche si volgono ad altri dèi”. Questo amore forte e incondizionato ha effetto sulla donna, tanto che Osea racconta poi: “Allora me la comprai per quindici sicli d&#8217;argento, per un comer d&#8217;orzo e un letec d&#8217;orzo, e le dissi: ‘Aspettami per parecchio tempo: non ti prostituire e non darti a nessun uomo; io farò lo stesso per te’” (<em>Os </em>3:2,3). A quanto pare, quella donna abbandonò la sua condotta adultera per rimanere con il profeta, e lui l’acquistò come schiava. Ciò stava a significare che Dio avrebbe riaccolto l’adultera Israele a motivo del suo pentimento.</div>
<div>Reagendo all’occidentale, si potrebbe pensare: Ma senza arrivare a questi eccessi, Dio non avrebbe semplicemente potuto dire che amava Israele fino a perdonarla? No, Dio non fece così. Il suo popolo era composto da orientali, non da occidentali. Gli ebrei trovavano assurdi i pensieri astratti. Se riusciamo ad immedesimarci, noi pure possiamo capire <em>in pratica </em>cosa significa amare alla maniera di Dio. Anche se il pensiero risulta molto urtante, al punto di rifiutarlo, si potrebbe immaginare la propria moglie in quella situazione di continui tradimenti e adulteri. L’uomo (il maschio) rifiuta categoricamente questa situazione e non è incline al perdono; è più incline alla vendetta violenta. Ecco, Dio in quella situazione continua ad amare al punto di perdonare. Probabilmente una donna lo comprende meglio: se ha avuto quella condotta sbagliata e poi si accorge di amare davvero il marito, sa cosa significa desiderare il perdono e amare.</div>
<div>Il חֶסֶד (<em>chèsed</em>) di Dio, Osea l’ha sentito e lo ha capito: è un amore appassionato, instancabile, e vuole essere corrisposto. La relazione di Dio per Israele è tanto amorosa che nella Scrittura viene paragonata a quella tra due sposi. Non solo Osea, ma gli altri profeti usano spesso questa similitudine. “Così parla il Signore: ‘Dov&#8217;è la lettera di divorzio di vostra madre con cui io l&#8217;ho ripudiata? Oppure a quale dei miei creditori io vi ho venduti?” (<em>Is </em>50:1). “Il tuo creatore è il tuo sposo”. - <em>Is </em>54:5.</div>
<div>“Non sarai chiamata più Abbandonata,</div>
<div>la tua terra non sarà più detta Desolazione,</div>
<div>ma tu sarai chiamata La mia delizia è in lei,</div>
<div>e la tua terra Maritata;</div>
<div>poiché il Signore si compiacerà in te,</div>
<div>la tua terra avrà uno sposo.</div>
<div>Come la sposa è la gioia dello sposo,</div>
<div>così tu sarai la gioia del tuo Dio”. – <em>Is </em>62:4,5.</div>
<div>Una delle pagine più belle che descrivono l’amore di Dio per Israele è in <em>Ger </em>2:2,3, che riportiamo nella splendida traduzione che ne fa <em>PdS</em>:</div>
<div>“Israele, voglio ricordarti come mi eri fedele</div>
<div>negli anni della tua giovinezza,</div>
<div>come mi amavi quando eri fidanzata.</div>
<div>Camminavi dietro a me nel deserto,</div>
<div>là, dove non si può seminare.</div>
<div>Eri soltanto mia”.</div>
<div>Il perdono di Dio espresso in <em>Os </em>non significa la messa da parte delle esigenze della giustizia: si tratta di un amore purificatore. Dio non si rassegna alla deviazione del suo popolo, ma impone alla sua “sposa” una sofferenza purificatrice che la riabiliti: “Lei non si è resa conto che io le davo il grano, il vino, l&#8217;olio; io le prodigavo l&#8217;argento e l&#8217;oro, che essi hanno usato per Baal! Perciò io riprenderò il mio grano a suo tempo, e il mio vino nella sua stagione; le strapperò la mia lana e il mio lino, che servivano a coprire la sua nudità . . . ecco, io l&#8217;attrarrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore” (<em>Os </em>2:8,9,14). Questa sofferenza farà tornare in sé l’amata, che risentirà il richiamo di chi non ha mai smesso d’amarla: “Tu mi chiamerai: Marito mio! e non mi chiamerai più: Mio Baal! . . . Io ti fidanzerò a me per l&#8217;eternità; ti fidanzerò a me in giustizia e in equità, in<em>benevolenza</em> [חֶסֶד (<em>chèsed</em>)] e in compassioni. Ti fidanzerò a me in fedeltà, e tu conoscerai il Signore . . . dirò a Lo-Ammi [= “non mio popolo”]: ‘Tu sei mio popolo!’ ed egli mi risponderà: ‘Mio Dio!’”. – <em>Os</em>2:16-23, <em>passim</em>.</div>
<div>Anche il profeta Sofonia utilizza l’immagine della donna (<em>Sof </em>3:14-18). Coloro che insistono sulla parola “Legge” (la parola <em>Toràh</em>, oltretutto, significa “insegnamento”) per descrivere il rapporto tra Dio e Israele, possono notare che nei Profeti non si riduce tutto ad una relazione giuridica. Si tratta di una relazione d’amore, e questo amore è espresso con tenerezza. Il peccato, la violazione della<em>Toràh</em>, diventa allora un’infedeltà d’amore, un adulterio. Israele è totalmente di Dio come una sposa è del suo sposo. “Il Signore, che si chiama il Geloso, è un Dio geloso”. - <em>Es </em>34:14.</div>
<div>Questa rappresentazione della relazione d’amore tra Dio e Israele è usata anche nelle Scritture Greche per illustrare l’amore tra Yeshùa e la sua congregazione. Paolo dice: “Sono geloso di voi della gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo”. – <em>1Cor </em>11:2.</div>
<div>Il profeta Ezechiele è tra i profeti che usano con grande forza espressiva l’immagine nuziale. Questo profeta presenta Gerusalemme come una moglie adultera che ha disprezzato la cura amorevole e amorosa di Dio. Il Signore aveva scelto Gerusalemme come sua sposa tra le nazioni quando lei non aveva alcuna attrattiva e la innalzò alla dignità regale.</div>
<div>“Così parla il Signore, Dio, a Gerusalemme: ‘Per la tua origine e per la tua nascita sei del paese del Cananeo; tuo padre era un Amoreo, tua madre un&#8217;Ittita. Quanto alla tua nascita, il giorno che nascesti l&#8217;ombelico non ti fu tagliato, non fosti lavata con acqua per pulirti, non fosti sfregata con sale, né fosti fasciata. <strong><em>Nessuno ebbe sguardi di pietà per te</em></strong>, per farti una sola di queste cose, mosso a compassione di te; ma fosti gettata nell&#8217;aperta campagna, il giorno che nascesti, per il disprezzo che si aveva di te. <strong>Io ti passai accanto</strong>, vidi che ti dibattevi nel sangue e ti dissi: Vivi, tu che sei nel sangue! Ti ripetei: Vivi, tu che sei nel sangue! Io ti farò moltiplicare per miriadi, come il germoglio dei campi. <strong>Tu ti sviluppasti, crescesti, giungesti al colmo della bellezza, il tuo seno si formò, la tua capigliatura crebbe abbondante, ma tu eri nuda e scoperta</strong>. Io ti passai accanto, <strong>ti guardai</strong>, ed ecco, <strong>il tuo tempo era giunto: il tempo degli amori</strong>; io stesi su di te il lembo della mia veste e coprii la tua nudità; <strong>ti feci un giuramento, entrai in un patto con te</strong>, dice il Signore, Dio, <strong>e tu fosti mia</strong>. Ti lavai con acqua, ti ripulii del sangue che avevi addosso e ti unsi con olio. Ti misi delle vesti ricamate, dei calzari di pelle di delfino, ti cinsi il capo di lino fino, ti ricoprii di seta. Ti fornii d&#8217;ornamenti, ti misi dei braccialetti ai polsi e una collana al collo. Ti misi un anello al naso, dei pendenti agli orecchi e una magnifica corona in capo. Così fosti adorna d&#8217;oro e d&#8217;argento; fosti vestita di lino fino, di seta e di ricami; tu mangiasti fior di farina, miele e olio; diventasti bellissima e giungesti fino a regnare. La tua fama si sparse fra le nazioni, per la tua bellezza; essa infatti <strong>era perfetta, perché io ti avevo rivestita della mia magnificenza</strong>, dice il Signore, Dio. Ma tu, inebriata della tua bellezza, <strong>ti prostituisti</strong> sfruttando la tua fama e <strong>offrendoti a ogni passante, a chi voleva</strong>. Tu prendesti delle tue vesti, ti facesti degli alti luoghi ornati di vari colori, e là ti prostituisti: cose tali non ne avvennero mai, e non ne avverranno più. Prendesti pure i tuoi bei gioielli fatti del mio oro e del mio argento, che io ti avevo dati, te ne facesti delle immagini d&#8217;uomo, e ad esse ti prostituisti; prendesti le tue vesti ricamate e ne ricopristi quelle immagini, davanti alle quali tu mettesti il mio olio e il mio profumo. Così anche il mio pane che ti avevo dato, il fior di farina, l&#8217;olio e il miele con cui ti nutrivo, tu li mettesti davanti a loro, come un profumo di soave odore. Questo si fece!, dice il Signore, Dio. <strong>Prendesti inoltre i tuoi figli e le tue figlie, che mi avevi partoriti, e li offristi loro in sacrificio, perché li divorassero. Non bastavano dunque le tue prostituzioni, perché tu avessi anche a scannare i miei figli, e a darli loro facendoli passare per il fuoco?</strong> In mezzo a tutte le tue abominazioni e alle tue prostituzioni, non ti sei ricordata dei giorni della tua giovinezza, quando eri nuda, scoperta, e ti dibattevi nel sangue. Ora dopo tutta la tua malvagità, guai! guai a te!, dice il Signore, Dio, <strong>ti sei costruita un bordello</strong>; ti sei fatta un alto luogo in ogni piazza pubblica: hai costruito un alto luogo a ogni capo di strada, hai reso abominevole la tua bellezza, ti sei offerta a ogni passante; <strong>hai moltiplicato le tue prostituzioni</strong>. Ti sei prostituita agli Egiziani, tuoi vicini dalle membra vigorose, e hai moltiplicato le tue prostituzioni per provocare la mia ira. Perciò, ecco, io ho steso la mia mano contro di te, ho diminuito la razione che ti avevo fissata, e ti ho abbandonata in balìa delle figlie dei Filistei, che ti odiano e hanno vergogna della tua condotta scellerata. Non sazia ancora, ti sei pure prostituita agli Assiri; ti sei prostituita a loro; ma neppure allora sei stata sazia! Hai moltiplicato le tue prostituzioni con il paese di Canaan fino in Caldea, ma neppure con questo sei stata sazia. Com&#8217;è vile il tuo cuore, dice il Signore, Dio, a ridurti a fare tutte queste cose, da <strong>sfacciata prostituta!</strong> Quando ti costruivi il bordello a ogni capo di strada e ti facevi gli alti luoghi in ogni pubblica piazza, tu non eri come una prostituta, poiché disprezzavi il salario, ma come una <strong>donna adultera</strong>, <strong>che riceve gli stranieri invece di suo marito</strong>. <strong>A tutte le prostitute si fanno regali; ma tu hai dato regali a tutti i tuoi amanti, li hai sedotti con i doni, perché venissero a te, da tutte le parti, per le tue prostituzioni</strong>. Con te, nelle tue prostituzioni è avvenuto il contrario delle altre donne; poiché non eri tu la sollecitata; in quanto <strong>tu pagavi, invece di essere pagata, facevi il contrario delle altre</strong>. Perciò, prostituta, ascolta la parola del Signore. Così parla il Signore, Dio: Poiché il tuo denaro è stato dilapidato e la tua nudità è stata scoperta nelle tue prostituzioni con i tuoi amanti, a motivo di tutti i tuoi idoli abominevoli e a causa del sangue dei tuoi figli che hai dato loro, ecco, io radunerò tutti i tuoi amanti ai quali ti sei resa gradita, tutti quelli che hai amati e tutti quelli che hai odiati; li radunerò da tutte le parti contro di te, scoprirò davanti a loro la tua nudità ed essi vedranno tutta la tua nudità. <strong>Io ti giudicherò alla stregua delle donne che commettono adulterio</strong> e spargono il sangue; farò che il tuo sangue sia sparso dal furore e dalla gelosia. Ti darò nelle loro mani ed essi abbatteranno il tuo bordello, distruggeranno i tuoi alti luoghi, ti spoglieranno delle tue vesti, ti prenderanno i bei gioielli e ti lasceranno nuda e scoperta; faranno salire contro di te una moltitudine e ti lapideranno e ti trafiggeranno con le loro spade; daranno alle fiamme le tue case, faranno giustizia di te in presenza di molte donne; <strong>io ti farò cessare dal fare la prostituta</strong> e tu non pagherai più nessuno. Così <strong>io sfogherò il mio furore su di te e la mia gelosia si distoglierà da te; mi calmerò e non sarò più adirato</strong>. Poiché tu non ti sei ricordata dei giorni della tua giovinezza e hai provocato la mia ira con tutte queste cose, ecco, anch&#8217;io ti farò ricadere sul capo la tua condotta, dice il Signore, Dio, e tu non aggiungerai altri delitti a tutte le tue abominazioni. Ecco, tutti quelli che usano proverbi faranno di te un proverbio, e diranno: Quale la madre, tale la figlia. <strong>Tu sei figlia di tua madre, che ebbe a sdegno suo marito</strong> e i suoi figli; sei sorella delle tue sorelle, che ebbero a sdegno i loro mariti e i loro figli. Vostra madre era un&#8217;Ittita, e vostro padre un Amoreo. Tua sorella maggiore, che ti sta a sinistra, è Samaria, con le sue figlie; tua sorella minore, che ti sta a destra, è Sodoma, con le sue figlie. Tu, non soltanto hai camminato nelle loro vie e commesso le stesse loro abominazioni; era troppo poco! ma in tutte le tue vie ti sei corrotta più di loro. Com&#8217;è vero che io vivo, dice il Signore, Dio, tua sorella Sodoma e le sue figlie non hanno fatto ciò che avete fatto tu e le figlie tue. Ecco, questa fu l&#8217;iniquità di Sodoma, tua sorella: lei e le sue figlie vivevano nell&#8217;orgoglio, nell&#8217;abbondanza del pane, e nell&#8217;ozio indolente; ma non sostenevano la mano dell&#8217;afflitto e del povero. Erano superbe e commettevano abominazioni in mia presenza; perciò le feci sparire, quando vidi ciò. Samaria non ha commesso la metà dei tuoi peccati; tu hai moltiplicato le tue abominazioni più dell&#8217;una e dell&#8217;altra; hai giustificato le tue sorelle, con tutte le abominazioni che hai commesse. Anche tu, che difendevi le tue sorelle, <strong>subisci il disonore a causa dei tuoi peccati</strong> con cui ti sei resa più abominevole di loro! Esse sono più giuste di te. <strong>Tu, dunque, vergògnati e subisci il disonore</strong>, poiché tu hai fatto apparire giuste le tue sorelle! Ma io farò tornare dalla deportazione quanti di Sodoma e delle sue figlie si trovano là, quanti di Samaria e delle sue figlie, e anche dei tuoi sono in mezzo a essi, affinché tu subisca il disonore e porti la vergogna di quanto hai fatto, e sia così loro di conforto. Tua sorella Sodoma e le sue figlie torneranno nella loro condizione di prima, Samaria e le sue figlie torneranno nella loro condizione di prima, e tu e le tue figlie tornerete nella vostra condizione di prima. Sodoma, tua sorella, non era neppure nominata dalla tua bocca, nei giorni della tua superbia, prima che la tua malvagità fosse messa a nudo, come avvenne quando fosti disprezzata dalle figlie della Siria e da tutti i paesi circostanti, dalle figlie dei Filistei, che t&#8217;insultavano da tutte le parti. Tu porti a tua volta <strong>il peso della tua scelleratezza e delle tue abominazioni</strong>, dice il Signore”. – <em>Ez </em>16:2-58.</div>
<div>Seguendo questa tradizione nuziale, si comprende allora tutto il grande amore di Dio verso quella “donna” infedele e adultera: “Il tuo nome non sarà più ‘Città abbandonata’, il tuo paese non si chiamerà più ‘Terra desolata’. Invece il tuo nome sarà ‘Gioia del Signore’ e la tua terra si chiamerà ‘Sposa felice’. Infatti sarai veramente la delizia del Signore e la tua terra avrà in lui uno sposo. Come un giovane sposa una ragazza, così il tuo creatore sposerà te. Come l’uomo gioisce per la sua sposa, così il tuo Dio esulterà per te”- <em>Is </em>62:4,5, <em>PdS</em>.</div>
</div>
</div>
</div>
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<div style="max-width: 300px !important; color: #fafafa !important; opacity: 0.8 !important; border-color: #000000 !important; border-width: 0px !important; -webkit-border-radius: 10px !important; background-color: #363636 !important; font-size: 16px !important; padding: 8px !important; overflow: visible !important; background-image: -webkit-gradient(linear, left top, right bottom, color-stop(0%, #000), color-stop(50%, #363636), color-stop(100%, #000)); z-index: 999999 !important; text-align: left  !important;"></div>
<p><img style="position: absolute !important; z-index: -1 !important; right: 1px !important; top: -20px !important; cursor: pointer !important; -webkit-border-radius: 20px; background-color: rgba(200, 200, 200, 0.3) !important; padding: 3px 5px 0 !important; margin: 0 !important;" onclick="document.location.href='http://translate.google.com/';" src="http://www.google.com/uds/css/small-logo.png" /></div>
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		<title>Google + e tu+  Novita&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 21:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino "Una nuova soluzione per connettersi. Le vie del Signore sono infinite!"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<h2><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/Google-Panda1.jpg"><img style="margin: 10px;" class="size-medium wp-image-5071 alignleft" height="236" width="300" title="Google-Panda" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/Google-Panda1-300x236.jpg" /></a>di Marilena Marino</h2>
<h2>Il social network di Google inaugura le Pagine dedicate alle aziende e ai marchi. I brand possono così comunicare con gli utenti attraverso la funzione di Videoritrovi o semplicemente scrivendo post sulla bacheca. La cosa interessante è che Google sta integrando le pagine del suo social network nei risultati del motore di ricerca. Basterà a impensierire Facebook?</h2>
</div>
<div id="intelliTxt">
<p>Finalmente <strong>Google+ inaugura Pages (Pagine)</strong>, <strong>la sezione dedicata alle aziende e ai marchi</strong> che ora possono usare il social network della casa di Mountain View per collegarsi con i potenziali clienti e appassionati. Il design sembra ispirarsi a quello di Facebook (e ispirarsi è dire poco), con la foto principale sulla sinistra e le altre nella parte superiore del profilo, come potete vedere nell&#8217;esempio sottostante, che mostra la pagina di Google+ dei Muppets.</p>
<p><img border="0" src="http://www.tomshw.it/files/2011/11/immagini/34379/google-plus-pages_t.jpg" /></p>
<p>La pagina dei Muppets su Google+, lo stile ricorda quello di Facebook</p>
<p>&#8220;Finora Google+ si è concentrato nel connettere le persone fra di loro, ma vogliamo assicurarci che gli utenti possano costruire relazioni con tutte le cose ritenute interessanti, <strong>dalle aziende locali fino ai marchi globali</strong>. Per questo motivo abbiamo inaugurato Google+ Pagine in tutto il mondo&#8221;, ha dichiarato Vic Gundotra, Senior Vice President del settore Engineering di Google.</p>
<p>Al momento si possono trovare aziende come<strong> Pepsi, Toyota, H&amp;M e persino la squadra del Barcellona</strong>, il primo team calcistico ad approdare sul social network di Google. I brand possono sfruttare tutte le funzionalità del sito e condividere informazioni, <strong>invitare gli utenti a una chat attraverso la funzione Videoritrovi </strong>o semplicemente comunicare con loro scrivendo un post sulla bacheca.</p>
</div>
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		<title>Hasta la Vista!</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 06:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino. Vivi la tua vita, apprezzala come un dono e abita la terra!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/images-5.jpeg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/images-5.jpeg" title="images (5)" width="295" height="171" class="size-full wp-image-4970 alignleft" style="margin: 10px;" /></a>Mostrare l&#8217;handicap senza pudore si può: Geoffrey Enthoven confeziona un road movie desueto che inneggia alla vita, in Alice<br />
Una gioventù non più bruciata. Accantonate tutte le forme di eccesso, le fughe dalla realtà, l&#8217;opposizione ideologica nei confronti di una società troppo spesso sorda nell&#8217;ascoltare le richieste di aiuto e condivisione, ai protagonisti dei film di &#8220;Alice nella città&#8221; rimangono altri mezzi e sensibilità per fronteggiare un futuro più che mai incerto, o la solitudine e la difficoltà della malattia. Accade al film, buono e non buonista, del fiammingo Geoffrey Enthoven Hasta la vista!. Ha un pregio inaspettato, come lo è la carica di vitalità e di ottimismo che lo pervade: non vivere di pudore nei confronti dell&#8217;handicap. Per nulla convenzionale, racconta di come tre amici olandesi con tre diverse disabilità &#8211; un tetraplegico e un malato terminale entrambi in carrozzella e uno quasi completamente cieco &#8211; con la scusa, raccontata ai genitori, di un viaggio eno-gastronomico, partano per la Spagna per programmare, invece, la loro prima esperienza sessuale, per rivendicare così la loro uguaglianza ai coetanei, per sentirsi pienamente inseriti nella normalità. Si imbarcano su un pullmino attrezzato e sgangherato accompagnati da una robusta infermiera che dimostrerà, sotto il vello della rudezza e dell&#8217;indifferenza, un cuore d&#8217;oro. Si tratta, dunque, di un bellissimo e desueto road movie ove con ironia e dolcezza ci si riconcilia con l&#8217;handicap e chi lo vive. La destinazione che si profila all&#8217;orizzonte, non più un miraggio, dopo diverse avventure innescate da piccole cose che sono quotidiane per noi e novità assolute per loro (tipo la chiave magnetica di un albergo), non sarà soltanto lo svelarsi del corpo e della vita, ma anche della morte. Coscienti che il dolore, anche quello invincibile, si affievolisce e si sopporta, e il male spunta le sue armi trovando dinnanzi la forza di un sorriso, la delicatezza di una carezza, una risata sincera, insomma l&#8217;amore per la vita. Hasta la vista ha saputo conquistare la giuria ma anche il pubblico, che gli ha attribuito il suo premio. Ha inoltre ricevuto una menzione della giuria ecumenica.</p>
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		<title>Torino: si parlerà di giovani alla &#8220;Cattedra del dialogo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 06:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
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		<category><![CDATA[cattolicesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>

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		<description><![CDATA[“Se c’è un umile grande scopo è quello per noi adulti di ‘conoscere’ sempre meglio con grande benevolenza e magnanimità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4878" href="http://nobell.it/torino-si-parlera-di-giovani-alla-cattedra-del-dialogo.html/images-stories-volantino_csc-250x524"><img width="143" height="300" class="alignright size-medium wp-image-4878" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/images-stories-volantino_CSC-250x524-143x300.jpg" style="margin: 10px;" /></a>“Se c’è un umile grande scopo è quello per noi adulti di ‘conoscere’  sempre meglio con grande benevolenza e magnanimità i giovani di questa  nostra generazione. E saper e poter offrire loro sempre più occasioni  per presentarsi, interloquire, aver spazi per proporre e collaborare”.  Con questo spirito, espresso da mons. Luciano Pacomio, delegato della  Conferenza episcopale piemontese per la pastorale delle comunicazioni  sociali, si apre questa sera a <strong>Torino</strong> il quarto ciclo della <a href="http://www.upgtorino.it/home/associazioni-e-movimenti/114-cattedra-del-dialogo-il-13-ottobre-qgiovani-e-valoriq.html" target="_blank"><strong>“Cattedra del dialogo”</strong></a>. Filo conduttore su cui si rifletterà fino al 12 aprile, ogni secondo giovedì del mese, è <strong>“Il giovane ignoto, a chi?”</strong>.  Il rapporto con la politica, il lavoro e la comunicazione saranno tra  gli aspetti al centro del percorso della “Cattedra”. Obiettivo primario è  “creare un dialogo efficace e costruttivo tra le generazioni”.</p>
<p>Questa sera, alle 21, al Centro incontri della Regione Piemonte  (corso Stati Uniti, 23), dopo una video-introduzione curata  dall’associazione “Outsider”, la parola passerà a <strong>don Marco Pozza</strong>,  sacerdote veneto, autore tra l’altro del libro “Penultima lucertola a  destra”. La “Cattedra” è realizzata in collaborazione con il Servizio  nazionale per il progetto culturale della Cei.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/10/13/torino-i-giovani-al-centro-della-quarta-edizione-della-cattedra-del-dialogo/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Fissatolo lo amò</title>
		<link>http://nobell.it/fissatolo-lo-amo.html</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 17:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michelangelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[di Michelangelo Nasca Nella vita di ogni uomo – e in modo particolare in quella dei più giovani – il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4538" href="http://nobell.it/fissatolo-lo-amo.html/sguardo_di_cristojpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4538" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/07/sguardo_di_cristojpg-300x243.jpg" alt="" width="300" height="243" /></a>di Michelangelo Nasca</p>
<p>Nella vita di ogni uomo – e in modo particolare in quella dei più giovani – il desiderio di infinito si percepisce, talvolta, attraverso le domande che riguardano il senso da dare alla propria esistenza. Ci rendiamo conto che nessun bene finito può saziare il desiderio di eternità presente nel cuore umano, e solo Dio – nella concreta esperienza della fede cristiana – è capace di rispondere a questo struggente richiamo interiore. Risulterà chiarificante, a tal proposito, l’incontro – che cercheremo di commentare qui brevemente – tra Gesù e un giovane ricco narrato nei Vangeli.</p>
<p>“Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?»”(Mc 10, 17).<br />
L’immagine iniziale proposta dall’evangelista Marco è davvero suggestiva. Un tale (che si trattasse di un giovane lo riferiscono i Vangeli di Matteo e Luca) “corre” verso Cristo, mostrando il vivace desiderio di volerlo incontrare. Egli, addirittura, si inginocchia davanti a Gesù per rivolgergli una domanda estremamente importante, la domanda di tutta una vita, una domanda che corrisponde al desiderio di pienezza e di felicità verso cui orientare la propria esistenza: che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna? Il giovane, inoltre, si dirige verso Gesù, chiamandolo “Maestro”, quasi a voler riconoscere uno degli aspetti principali dell’identità di Cristo: il suo essere “persona educante”. Una prospettiva, quest’ultima, che il disvalore culturale e morale odierno tende abilmente ad occultare. Se, infatti, scompare Cristo come vero “principio educante”, i valori si appiattiscono, diventano impersonali e ognuno potrà essere solo maestro di se stesso!</p>
<p>Alla domanda sulla vita eterna Gesù suggerisce al giovane ricco l’osservanza dei Comandamenti. Il ragazzo ammette di aver sempre adempiuto a questa regola di vita morale (oggi diremmo “da bravo cristiano!”). Ad un tratto, però, Gesù posa lo sguardo su di lui, “fissatolo lo amò”! Uno sguardo che rivela l’amore inesauribile e sorprendente di Dio; Gesù sta per rivolgere al giovane interlocutore una proposta decisiva, qualcosa che può rilanciare la sua vita e proiettarlo verso quel desiderio di eternità che un istante prima aveva spinto il giovane ad incontrare Cristo: “Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va&#8217;, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!»” (Mc 10, 21).</p>
<p>Il giovane – quello di ieri come quello di oggi – deve adesso operare con libertà un’importante scelta per la sua esistenza. Seguire Cristo non è facile, al discepolo viene chiesto di rinunciare a tutto ciò che nel mondo può garantire un’effimera stabilità di vita. Gesù chiede una sequela incondizionata, un abbandono totale all’amore del Padre, come gli uccelli del cielo che «non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre» (Mt 6, 26); e ancora: «Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Mt 6, 31-33).</p>
<p>«Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni»(Mc 10, 22). L’esito di questo singolare incontro con Cristo si conclude tristemente. Il giovane ricco, infatti, si fece scuro in volto e se ne andò rattristato. Egli inizia ad allontanarsi, così, da quel desiderio di eternità tanto anelato – perché possedeva molti beni – mentre lo sguardo di Cristo (così ci piace immaginarlo) continuava a seguirlo!</p>
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