di Marilena Marino
Continua il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi: nei giorni scorsi ha parlato la difesa di Sabrina Misseri. Leggiamo sul Corriere le parole dell’avvocato Franco Coppi: Sarah Scazzi, al via il processo in data 10 gennaio 2012. In lacrime la cugina Sabrina.
È iniziata nel Palazzo di giustizia di Taranto la prima udienza del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi. In una gabbia alla sinistra della Corte di Assise ci sono le uniche detenute, Cosima Serrano e sua figlia Sabrina, accusate del delitto. In tutto gli imputati sono nove. Sabrina, ad inizio di udienza, è scoppiata più volte in lacrime. Nel pubblico presente anche il sindaco di Avetrana, Mario De Marco: il Comune chiederà di costituirsi parte civile nei confronti della famiglia Misseri.
Sabrina Misseri e sua madre hanno fatto sapere tramite i difensori di non voler essere filmate in aula dalle telecamere. Presenti all’udienza i genitori di Sarah, Concetta Serrano e Giacomo Scazzi, ed il fratello della studentessa, Claudio.
Complessivamente sono nove le persone a giudizio, tra cui l’ ex legale di Sabrina, l’avvocato Vito Russo, accusato di aver tentato di indurre con minacce un testimone a riferire false dichiarazioni durante le indagini.
L’udienza appena cominciata, alla quale sono accreditati oltre 50 giornalisti e per i quali è stata allestita una apposita aula con due monitor TV, sarà prettamente tecnica, per le procedure preliminari come l’ ammissione dei mezzi di prova, delle testimoniane, delle costituzioni di parti civili e per la calendarizzazione del dibattimento.
“Noi riteniamo che il delitto commesso da Michele Misseri sia ricollegabile a un raptus sessuale o comunque ad un interesse sessuale nei confronti di questa bambina [...] Ho detto anche che Michele Misseri è un caso interessante dal punto di vista psichiatrico, ma non ho certamente sostenuto che non abbia capacità di intendere e di volere. Ne ha anche troppa”
Il legale ha aggiunto:
“Mentre per quanto riguarda la ritrattazione ricorrono tutti gli indici che ne dimostrano il carattere menzognero, cioè l’interesse indubbio che Michele Misseri poteva avere a ridurre la propria responsabilità, il fatto che sia stata una ritrattazione a rate. Ci sono volute sei o sette dichiarazioni diverse per giungere alla fine ad accusare Sabrina. Quindi anche le modalità della ritrattazione sono indubbiamente sospette”
Coppi quindi punta il dito contro Michele Misseri. E, secondo quanto riporta Adnkronos, l’avvocato Nicola Masseglia, un altro dei difensori di Sabrina, ha chiesto il non luogo a procedere per non aver commesso il fatto al termine del suo intervento all’udienza preliminare del processo davanti al gup del Tribunale di Taranto.
Michele Misseri ha partecipato di recente alla trasmissione di Canale 5, Matrix, ed ha ribadito la sua colpevolezza nel caso di Sarah Scazzi. L’uomo non ha voluto partecipare ad un dibattito, ha semplicemente concesso un’intervista ad Alessio Vinci, ed ha dichiarato, “In carcere ci sono due innocenti, io sono un uomo libero e non me la sento. Prima avevo solo un peso sullo stomaco, l’angelo biondo, ora ne ho tre”.Durante il racconto fatto nel corso dell’ultimo interrogatorio, quello del 5 novembre, in cui ha addossato alla figlia tutta la responsabilita’ dell’omicidio di Sarah Scazzi, avvenuto ad Avetrana il 26 agosto, Michele Misseri spiega agli inquirenti come sentisse il peso di quel segreto e del fatto che dopo il delitto si era preso il compito di nascondere il cadavere della nipote. Tanto che conservo’ il telefonino della vittima all’insaputa di Sabrina. Cellulare di cui simulo’ il ritrovamento casuale spingendo gli inquirenti a sospettare di lui.
Durante il racconto fatto nel corso dell’ultimo interrogatorio, quello del 5 novembre, in cui ha addossato alla figlia tutta la responsabilita’ dell’omicidio di Sarah Scazzi, avvenuto ad Avetrana il 26 agosto, Michele Misseri spiega agli inquirenti come sentisse il peso di quel segreto e del fatto che dopo il delitto si era preso il compito di nascondere il cadavere della nipote. Tanto che conservo’ il telefonino della vittima all’insaputa di Sabrina. Cellulare di cui simulo’ il ritrovamento casuale spingendo gli inquirenti a sospettare di lui.
Il procuratore aggiunto di Taranto Pietro Argentino, che ha condotto l’audizione in carcere insieme al pubblico ministero titolare delle indagini Mariano Buccoliero e alla presenza dell’avvocato difensore Daniele Galoppa e alla consulente di quest’ultimo, la criminologa Roberta Bruzzone, a un certo punto gli chiede se lui abbia chiesto alla figlia qualche volta nei 42 giorni della scomparsa di Sarah perché stava indicando piste false e lui risponde cosi’: ‘Io l’ho detto, io l’ho detto sempre, se escono i tabulati, come si diceva, infatti mi avete beccato a me che andavo al ‘Mosca’ (la contrada ndr), esce, prima o poi esce…’, risponde Misseri.
‘E lei che diceva, Sabrina?’ , chiede Buccoliero. ‘Sabrina diceva: ‘Ai tabulati dai retta tu?’, eh, e vedi sono usciti…’. ‘Ma Sabrina, manifestava mai a te la paura di essere stata, di essere scoperta? O di essere comunque scoperti?’, insiste Buccoliero.
‘Sabrina?’, risponde Misseri. ‘Si”, conferma il pm. ‘Ti ha detto mai: ‘Ho paura che adesso mi scoprono?”, domanda anche Galoppa.
‘no, lei sai cosa diceva a me? ‘Papa’ e’ troppo bravo, non lascia piste’, ma non lascia piste, ma il telefonino me l’ho portato con me’. Misseri spiega agli inquirenti che la figlia Sabrina non sapeva che lui avesse conservato il telefonino di Sarah: ‘Lei non lo sapeva, perché non me lo potevo tenere dentro, io mi sono scaricato quella sera quando siamo andati là e siamo andati al pozzo, da allora mi sono scaricato un po”. L’uomo si riferisce alla notte della confessione quella tra il 6 e il 7 ottobre quando portò gli investigatori in contrada Mosca alla cisterna interrata dove aveva gettato il corpo della nipote.
‘Che per questo, come ti stiamo dicendo, che perciò ti sto dicendo – chiede ancora Buccoliero – possibile che Sabrina non ti ha detto perché ha fatto un gesto cosi’ terribile? Questo dico Miche’? E chiudiamo il discorso e ce ne andiamo tutti quanti’. ‘Questo non me l’ha detto’, risponde Misseri. L’avvocato Galoppa ricorda al suo assistito quando in una occasione, probabilmente subito dopo il delitto, accompagnò in auto la figlia Sabrina proprio a casa di Concetta Serrano Spagnolo, la madre di Sarah, e chiede se in quel tragitto avessero parlato del terribile fatto accaduto.
‘Non ci siamo parlati – risponde Misseri – perché io già c’avevo il nervosismo mio di quello che aveva fatto’. ‘Non l’hai rimproverata di quello che ha fatto’, chiede il legale. ‘lei, perché io mi avevo chiuso già – dice Misseri – pure che volevo parlare con qualcuno, difatti venne mio fratello quella sera, che mi portò roba di verdura e nemmeno ci uscivi, perché se uscivo piangevo allora me ne sono andato dietro e basta, io i programmi della televisione, non li potevo vedere, quando loro vedevano i telegiornali, io me ne andavo agli altri programmi, perché io mi sentivo male’.
Questa mattina, intanto, è stata ascoltata , per circa due ore, la coppia di fidanzati che ha visto Sarah per l’ultima volta lo scorso 26 agosto intorno all’ora di pranzo. Il magistrato Mariano Buccoliero vuole ricostruire con esattezza i minuti precedenti la scomparsa della ragazza, e soprattutto l’ora esatta o presumibile del delitto. Questa mattina, al comando provinciale dei carabinieri, è comparsa la coppia di fidanzati che aveva dichiarato di aver visto Sarah nella strada che, dalla sua abitazione, porta a quella della cugina in via Grazia Deledda.
Per gli investigatori questo è un passo importante per quanto riguarda l’orario presumibile di scomparsa della 15enne, perchè si potrebbe ricostruire con esattezza il momento dell’omicidio e confrontarlo così con tutte le dichiarazioni che sono state fatte da Cosima, Sabrina, Michele, la badante romena, Concetta e Giacomo Scazzi. L’inchiesta è arrivata a un momento importante e, per questo motivo, ci potrebbero essere sviluppi nei prossimi giorni con gli inquirenti e gli investigatori alla ricerca di ulteriori riscontri che potrebbero chiudere definitivamente il quadro indiziario e far calare il sipario su questa brutta vicenda.
Sembra invece confermato, che Sabrina Misseri, la sera della scomparsa di Sarah si trovasse in birreria. A riferirlo è stata Anna Pisanò, un’altra testimone chiave della vicenda. La donne, ha detto che la figlia Miriam e il suo fidanzato la sera del 26 agosto, telefonarono a Sabrina per riferirle un fatto; si sentivano degli strani rumori provenire dal palazzetto dello sport di Avetrana, cosi i due ragazzi pensarono che questi rumori potessero c’entrare con un presunto rapimento di Sarah. Quando chiamarono Sabrina per dirglielo, lei riferì di essere in birreria e disse: “Sono qui per dimenticare”.





