Saturday, May 19, 2012

I primi giorni di cristianesimo

Posted by michelangelo On marzo - 3 - 2012 1 COMMENT

di Michelangelo Nasca

Su quali fondamenta era strutturata la vita delle prime comunità cristiane? Quali erano le loro principali occupazioni? Quali le attività riservate alla formazione del singolo credente?
Diciamo subito che il cristiano vive la propria esperienza di fede in compagnia di altri uomini, dentro una comunità (la Chiesa) che lo custodisce nel rapporto con Cristo e con i fratelli. Tale vocazione caratterizza, fin dall’inizio, l’identità del Popolo d’Israele: «Ecco quanto è buono e quanto soave che i fratelli vivano insieme!» (Sal 133,1) e, in un secondo tempo, sarà Cristo stesso a rilevarne l’importanza attraverso la sua predicazione: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). Read the rest of this entry »

Popularity: unranked [?]

Tomba vuota: bende e sudario. E la Sindone?

Posted by Giuseppe Delprete On aprile - 8 - 2010 ADD COMMENTS

Alcune provocazioni bibliche in preparazione all’ostensione della Sindone

E’ possibile o no precisare in cosa sia stato avvolto il corpo di Gesù? I Sinottici parlano soltanto di un lenzuolo. Descrivendo la sepoltura cui ha provveduto Nicodemo, Giovanni parla di othonia, e aggiunge qui un sudario, soudarion. Come armonizzare questi dati? Questi dettagli confermano o isolano la Sindone di Torino? Le discussioni a riguardo sono molteplici ma senz’altro c’è da indicare giustamente i limiti dell’argomento esegetico. Molti esegeti hanno cercato sinergie tra i dati di Giovanni e quelli dei Sinottici. Alcuni hanno sostenuto che il lenzuolo dei Sinottici coincide con il sudario di Giovanni; tuttavia la parola sudario – che traduce soudarion- non indica un grande lenzuolo, ma una tela che ricopre la testa.  Altri, per conciliare i quattro Vangeli, hanno proposto questa soluzione: qualcuno avrebbe strappato il lenzuolo dei Sinottici,  ed ottenuto in tal modo le bende di Giovanni. Una tale operazione però sembra inverosimile: se si vuole avere delle bende, non certo si compra un grande pezzo di tela per poi strapparlo. Alcuni fanno notare che la parola greca othonia indica non tanto delle piccole bende, quanto dei pezzi di tela; pertanto, i panni del quarto Vangelo e il sudario dei Sinottici sarebbero la stessa cosa. Altri aggiungono: la parola sindòn è mal tradotta: questo termine non significa necessariamente un solo pezzo di tela simile a un lenzuolo, ma può anche indicare due pezzi, che sono appunto le piccole bende di Giovanni.

Dopo questi vani tentativi di conciliazione, altri esegeti ancora tentano di combinare tutti i dati: lenzuolo, bende e sudario. Gesù sarebbe stato avvolto con un grande velo e poi con delle bende; infine, gli è stato coperto il volto con un sudario. Ma così sostenendo si cade nel peggior concordismo. Alcuni ritengono che non sia possibile conciliare Giovanni e i Sinottici, lenzuolo e bende. Qualcuno ha voluto concludere che vi siano state due sepolture: la prima la sera del venerdì, e sarebbe quella di cui parlano i Sinottici: il corpo, non lavato, fu allora avvolto rapidamente in un lenzuolo; poi, la sera del sabato, gli apostoli tornarono per completare la sepoltura: ripreso il corpo, lo lavarono e lo avvolsero con delle bende, come riferisce Giovanni.

Il principale difetto di quest’ipotesi è che non ha nessun fondamento: nulla prova una seconda sepoltura del sabato sera e tutto dissuade dall’ammetterlo. Se questa proposta è stata fatta, è perchè permette di spiegare il sudario di Torino. La Santa Sindone suppone infatti che il corpo sia stato avvolto in un semplice pezzo di tela, senza essere lavato, in modo che il sangue e il sudore abbiano potuto produrvi l’impronta che noi conosciamo. Con l’uso delle bende l’imprensione di quell’immagine diventa impossibile. D’altra parte, il desiderio di fede di salvare il sudario di Torino non può leggittimare una tesi che rimane di per sè inammissibile, quella di due sepolture successive.

Ma a questo punto, bisognerebbe  rinunciare all’idea di conciliare Giovanni con i Sinottici. Nè l’uno nè gli altri hanno preteso di fornire esatte rappresentazioni delle cose. Forse,  è Giovanni che merita il maggior credito. I Sinottici hanno parlato di un lenzuolo come del modo normale di seppellimento, senza pretendere di descrivere un particolare storicamente oggettivo. Questo particolare, senza dubbio essi non l’hanno osservato, e non è lecito considerare il loro racconto come rigoroso, a tal punto da poterne trarre conclusioni scientifiche. Se bisognasse sceglierere, sarebbe preferibile scegliere Giovanni, pur dubitando che i suoi othonia siano delle bende. Questo modo di avvolgere le mummie in Egitto non era molto abituale in Palestina, e può darsi che Giovanni ne avrebbe parlato solo per far pensare ai legami della morte spezzati da Gesù (cfr. Gv 11, 44).

In definitiva, i dati del Vangelo, molto semplici e difficilmente conciliabili – è da considerare che su di essi i Sinottici non ci trasmettono una testimonianza diretta -, non sono di un realismo abbastanza preciso da permetterci di dirimere il dibattito sulla Sindone di Torino. Un conto è lo studio esegetico, un conto sono le discussioni degli storici, fotografi, chimici e scienziati; a questi tutta la cura di dire tutto il possibile su questa santa reliquia.

E’ conveniente fare un’ultima osservazione sulla descrizione di Giovanni, dove egli vuole mostrare che i panni della sepoltura sono ben ordinati: gli othonia per terra, il soudarion ripiegato e messo da parte.  Perchè Giovanni dà queste precisazioni? Senza dubbio per mostrare che non si tratta di un furto, di un rapimento ordinario, ma far capire che una mano divina è passata di là, una mano non umana, direbbe Pascal. Se dei ladri oppure gli apostoli avessero messo mano al corpo in fretta e furia per rapirlo, la biancheria sarebbe rimasta alla rinfusa come quando nelle tombe d’Egitto sono state rubate le mummie. Tutto invece è ordinato, come se Dio, oppure i suoi angeli, avessero voluto prendere il Signore senza buttare all’aria niente.

Popularity: 70% [?]

Scoperto il decumano della città bizantina.

Posted by Giovanni Ronzoni On febbraio - 12 - 2010 ADD COMMENTS

Gerusalemme – Scoperto il decumano della città bizantina. Gli archeologi impegnati negli scavi durante lavori condotti sulla strada che attraversa la porta di Giaffa hanno reso noto di avere scoperto parti della strada principale di Gerusalemme del periodo bizantino, pavimentata con larghe lastre di pietra, ad una prof…ondità di 4,5 metri sotto l’attuale livello del suolo.

Guarda il servizio nel Notiziario di Terra Santa.

Popularity: 31% [?]

I lintelli della Basilica del Santo Sepolcro

Posted by Giovanni Ronzoni On febbraio - 7 - 2010 ADD COMMENTS

Cari lettori, credo importante pubblicare un contributo di padre Eugenio Alliata, archeologo della Custodia di Terra Santa riguardo ad alcuni reperti del Santo Sepolcro conservati al Museo Rockefeller di Gerusalemme:

Trovandosi nella piazza o sagrato della basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme fra le tante cose che si vedono ce n’è qualcuna che non si vede, ma non per questo è meno importante. Sono i due lintelli crociati, scolpiti, già ornamento delle porte d’ingresso alla basilica. La rimozione fu eseguita dalle autorità britanniche il 26-27 novembre del 1929, prima di mettere in opera la puntellatura della facciata, in seguito alle scosse di terremoto dell’estate del 1927. Sono esposti oggi nel Museo Rockefeller al centro di una sala dedicata al periodo delle crociate. La provenienza dal monumento più famoso della cristianità, i soggetti rappresentati con artistica perizia e le imponenti misure (380×70 cm), fanno di essi un tesoro di grande valore religioso-culturale e una notevole attrazione turistica nello stesso tempo.

Il primo lintello è costituito da due distinte lastre di marmo con la scena principale, l’ingresso di Gesù in Gerusalemme, rappresentata al centro. L’azione è suddivisa tra le due lastre. A sinistra ci sono i preparativi, con Gesù che manda i due discepoli a procurargli la cavalcatura, e già si vede l’asina col suo puledro, pronta in basso. A destra Gesù procede verso la città santa, i discepoli lo accompagnano stendendo dinanzi a lui i loro mantelli mentre i bambini raccolgono dagli alberi i rami di palma e d’olivo. Questa parte è la più danneggiata. Agli estremi sono due altri episodi che costituiscono uno l’anticipo (la risurrezione di Lazzaro in Betania), l’altro la prosecuzione (l’Ultima Cena) delle vicende della Settimana Santa che precede la Passione di Gesù, i cui ricordi il pellegrino incontra nell’interno del sacro edificio. Questo era il lintello che sormontava la più occidentale delle due porte.

La decorazione del secondo lintello che stava sopra la porta più orientale, oggi murata, è di natura chiaramente simbolica con ampi girali di vite che riempiono tutto lo spazio con regolarità cosparsi di animali fantastici e ometti nudi nella più fantasiosa delle composizioni che uno possa immaginare.
Terminato il restauro della facciata della basilica, verso la fine degli anni Sessanta del secolo scorso, e rimosse le impalcature, il portale è riapparso alla vista di tutti, ripulito e consolidato, ma spoglio del suo principale ornamento. Le tre comunità cristiane proprietarie della basilica più volte hanno chiesto alle autorità civili la restituzione e il riposizionamento dell’opera d’arte, ma molti ostacoli si sono opposti finora a questa realizzazione. Padre Michele Piccirillo, di recente scomparso, negli ultimi anni aveva condotto tutta una serie di consultazioni e iniziative, più o meno ufficiali, che hanno portato le autorità religiose e politiche non troppo lontane dalla conclusione di un accordo. Un primo restauro o ripulitura delle lastre è stato eseguito ma senza giungere al ristabilimento dello splendore del materiale originario (marmo bianco venato di Carrara). Rimane ancora una diffusa patina di colore rossastro e un nuovo fissativo chimico è stato steso sulle parti più corrose. Sono state eseguite scansioni al laser/3D, attraverso le quali è possibile ottenere una riproduzione esatta degli originali. Ma una copia di materiale sintetico è sufficientemente decorosa per l’importanza del monumento? La proprietà dei manufatti inoltre deve essere difesa come appartenente alla Chiesa, sia pure indivisa tra le varie comunità. La parte politica si avvantaggia delle difficoltà di arrivare a una posizione comune sulle domande da fare all’autorità civile. Quando si vedrà uno sblocco della situazione di impasse nella quale ci troviamo?
di padre Eugenio Alliata ofm

Popularity: 35% [?]

La notizia, che si è diffusa tra gli archeologi nel 2005, quest’anno verrà presentata definitivamente nel corso del Convegno Internazionale “Terra Sancta” che si terrà a Lugano dal 1 al 5 marzo, mette in evidenza che, nella prigione di Meghiddo una struttura di plastica a volta copre ora i sei metri per nove che contengono un pavimento di mosaico, che rappresentava tre iscrizioni in greco, disegni geometrici e pesci, usati di solito per simboleggiare il primo cristianesimo.
Una delle iscrizioni, tradotta dalla prof. Leah di Segni dell’Università di Gerusalemme, dice:”L’amante di Dio Aketous ha offerto questa tavola al dio Gesù Cristo come memoriale”. La tavola, apparentemente usata in rituali basati sull’Ultima Cena, era probabilmente fatta di legno ed è andata distrutta. Prima si pensava che questi rituali si svolgessero intorno ad un altare, piuttosto che intorno ad una tavola come in tempi posteriori bizantini.
Un altro mosaico con l’iscrizione: ”Dovete ricordare Primilla e Kyriake e Dorothea ed anche Chreste” è stato scoperto la settimana scorsa. “Stiamo cercando di capire il significato dei nomi delle donne”, ha detto Tepper.
Una terza iscrizione parla di un ufficiale romano e di una donna chiamata Aketous che pagò per costruire la chiesa in memoria “del dio Gesù Cristo”.
“Questo è uno dei primi riferimenti a Gesù su un mosaico”, ha osservato Tepper, aggiungendo che Megiddo costituiva un nodo importante tra Cesarea e Bet She’an (Neapolis).
L’impero romano proibì i rituali cristiani fino al 313 e.v. e i cristiani praticavano largamente la loro religione in segreto.
“Si tratta del primo periodo di transizione del Cristianesimo”, ha spiegato l’archeologa Yardena Alexander. “Infatti questo edificio non segue il piano standard della chiesa bizantina”.

Popularity: 34% [?]

Archeologia biblica

Posted by Giovanni Ronzoni On gennaio - 10 - 2010 ADD COMMENTS

Rubrica mensile curata da Giovanni Ronzoni, con l’intenzione di aiutare la scoperta degli aspetti archeologici del mondo biblico che, possono consentire un approfondimento della conoscenza della figura di Gesù e dell’ambiente in cui è vissuto, permettendo una testimonianza ed una comunicazione dell’esperienza cristiana più vera possibile.

Popularity: 28% [?]

Assisi. La Tenda del Risorto.

di Marilena Marino La Chiesa di Dio che è in Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, memore del comando del suo [...]

Cinema e religioni a Trento e Cannes (passando per Buddha)

“Viaggi della fede. Viaggi della speranza”: è questo il tema dell’edizione 2010 (la tredicesima) di Religion Today Film Festival, che [...]

Essere straordinari nell’ordinario: la semplice eredità di don Luigi Monza.

1.200 persone hanno assistito alle 3 repliche di “…scrivi: «Amore»” , lo spettacolo ispirato al messaggio del Beato Luigi Monza. [...]

MAGGIO, MESE DELLA MAMMA

da Mariangela Musolino FEDERAZIONE UMBRA MOVIMENTO PER LA VITA comunicato stampa – 6 maggio 2010 MAGGIO, MESE DELLA MAMMA: IL [...]