di Daniela Asaro Romanoff
Nella Terra Russa la spiritualità non veniva vissuta intensamente solo nei Monasteri, ma permeava la società in tutte i suoi aspetti, in tutte le sue espressioni. Per cui non dobbiamo meravigliarci se un grande condottiero, un politico agì con tanta onestà ed amore per la sua Patria, da essere proclamato Santo dalla Chiesa Ortodossa Russa.
Alexander Nevsky è un gigante della Fede e della Storia russa. Analizzando la sua vita possiamo ben capire come l’equazione preghiera = azione, interpretata da quest’ uomo, abbia avuto splendidi esiti. Quindi, in questa rubrica, non possiamo prescindere da una figura così eccezionale, al quale il devoto popolo russo dedicò tante Chiese e Monasteri.
Alexander trascorse i primissimi anni di vita a Pereaslav, dove era nato il 30 maggio 1220. Pereaslav era una tranquilla cittadina adagiata sulle rive di un lago, circondata da prati e boschi. Su una collina, vicino alla città c’era un Monastero, dove i suoi religiosissimi parenti si recavano spesso, portando con loro il piccolo Alexander, che era figlio del Principe Yaroslav, ma soprattutto era figlio di Dio.
Quando suo padre fu eletto Principe di Novgorod, Alexander aveva tre anni. Come abbiamo già detto, in Terra Russa, la religiosità era insita anche in coloro che avevano l’incarico di governare. Tre volte alla settimana, nella Cattedrale di Santa Sofia, si riuniva il Consiglio dei Boiari di Novgorod.
Nella particolarissima Repubblica di Novgorod, che aveva scelto di venir governata dai Principi di Vladinmir e Kiev, c’erano tantissime tensioni.
Il Principe Yaroslav volle che il figlio lo accompagnasse a tutte le riunioni. Sin dalla più tenera età il piccolo Alexander assistette a violente discussioni e capì che sul suo Paese incombevano gravi minacce, comprese, quindi, che anche lui aveva dei doveri ben precisi nei confronti dei cittadini.
La sua spiritualità si rafforzò, e, asieme agli elementi prioritari dell’Educazione, che veniva impartita a tutti i ragazzini, come abbiamo precisato in una precedente parte di questa rubrica, iniziò a conoscere l’Antico ed il Nuovo Testamento.
Yaroslav iniziò ad assentarsi sempre più spesso da Novgorod. A nove anni Alexander rimase in città con il suo fratello maggiore Theodor. I due ragazzi erano sorvegliati da persone di fiducia, ma la solitudine ed il distacco dal padre che, disgustato da quanto accadeva a Novgorod, preferì andare a vivere altrove, furono fardelli pesanti da portare.
Il fratello maggiore Theodor morì prematuramente, e quando suo padre succedette, nel 1236, al Principe di Kiev, divenendo il governatore di tutti i territori russi, gravò sul giovanissimo Alexander un arduo compito. Dovette occuparsi di un difficilissimo e particolarissimo incarico: la Repubblica di Novgorod.

Per sedici anni fu fedele alla sua missione.
Nel 1238 l’invasione mongola, nel nord della Russia, fu miracolosamente fermata e le orde barbariche ritornarono nella steppa.
Era appena adolescente Alexander, e si ritrovò con responsabilità assai onerose, accettò la volontà di Dio e promise di offrire la sua vita per il bene comune.
Capì subito che doveva combattere i separatismi e dare più forza ai legami con il potere centrale. L’egemonia economica dei Boiari, i proprietari di immensi territori, era opprimente, creava tanta ricchezza per pochi e tanta povertà per molti.
Alexander abolì molti privilegi dei Boiari, come, ad esempio, il tributo del tutto immotivato, da loro richiesto per il commercio delle pellicce.
Quanto gli stava più a cuore era difendere non solo il patrimonio materiale del suo Paese, ma soprattutto quello spirituale.
Il suo nome viene tuttora ricordato per la sua grande religiosità e le memorabili vittoriose resistenze contro gli invasori Svedesi e i cavalieri Teutonici e Lituani.
Quando divenne principe di tutta la Terra russa, si adoperò per stabilire, con buon senso, un modus vivendi con i capi dei Mongoli. La sua prima vittoria, riportata contro gli Svedesi, sulle rive della Neva, gli valse il titolo di Nevsky.
Prima di affrontare la battaglia, che lo affidò alla storia, Alexander, non ancora ventenne, pregò a lungo nella Chiesa di Santa Sofia, affinché il Signore gli desse il dono della saggezza.
Alla morte del padre Yaroslav, che fu avvelenato, come abbiamo già accennato, Alexander divenne Principe di tutte le terre della Rus’: Vladimir, Kiev e Novgorod.
Nel 1253, a Pskov, respinse un nuovo attacco dei cavalieri Teutonici, indubbiamente i nemici più subdoli ed insidiosi.
Alexander spese tutta la sua vita al servizio del popolo e della Chiesa russa.
Al ritorno da un viaggio a Sarai, per consolidare il rapporto con i Mongoli, morì nel Monastero della cittadina di Gorodets, era il 14 novembre 1263.
Nell’elogio funebre, il suo Padre spirituale, il metropolita Cyrill, disse:”Non ci sarà Principe più grande di te, figliolo mio, in Terra Russa.”
Il 23 novembre accadde un fatto straordinario. Quando il corpo di Alexander fu deposto nella Cripta del Monastero della Natività, a Vladimir, il Metropolita Cyrill ed il suo collaboratore Sebastian presero la mano di Alexander, un rituale che assicurava l’assoluzione plenaria. Il Santo Principe, come fosse stato un uomo vivente, strinse la mano del suo Padre spirituale.
Alexander Nevsky fu canonizzato dalla Chiesa Ortodossa Russa nel 1547.
Pietro il Grande desiderò che le sue Reliquie fossero trasferite nella nuova capitale, San Pietroburgo, dove si trovano tuttora nel Monastero che porta il suo nome. Il Monastero fu fondato da Pietro I nel 1710, proprio allo scopo di ospitare le Reliquie del Santo.
Riportiamo ora due brevi preghiere russe, tramite le quali i devoti si rivolgono a Sant’Alexander Nevsky.
Il Kontakion (in greco: κοντάκιον) è una forma di inno eseguito nelle Chiese ortodosse orientali. Il vacobolo deriva dalla parola greca kontax (κόνταξ) e può essere interpretato come il il polo, ciò che nella preghiera ha fondamentale importanza . Il termine richiama l’attenzione sul modo in cui vanno lette le parole su una pergamena. Il Kontakion è stato originariamente utilizzato per descrivere una precoce forma poetica bizantina, le cui origini risalgono sicuramente al 6 ° secolo d C, e forse anche prima.

Vi onoriamo come la più radiosa stella spirituale,
che sale da est, scendendo a ovest.
Come si arricchisce il popolo russo con le vostre buone opere e i vostri miracoli.
Illuminate ora chi Vi ricorda con fede, o Beato Alexander.
Oggi, mentre celebriamo il vostro sonno, Vi chiediamo di supplicare il Signore affinché Egli possa rafforzare i suoi servi, che sono nella sofferenza, e possa salvare tutti i cristiani.
Troparion (anche tropar; tropari plurale) è un tipo di inno in musica bizantina, nella Chiesa ortodossa e nelle altre chiese cristiane orientali. Si tratta di un breve inno di una stanza, o una di una serie di strofe, questo può portare la connotazione ulteriore di un inno interpolato tra i versi di un Salmo.
Cristo si rivela, o Benedetto Alexander,
attraverso un nuovo lavoratore e le sue gloriose meraviglie; Voi siete un uomo e un principe ben gradito a Dio e un tesoro divino della terra russa.
Oggi ci siamo riuniti nella fede e nell’amore
per glorificare il Signore ricordandoVi con gioia. Egli Vi ha concesso la grazia di operare guarigioni, pertanto intercedete per noi affinché il Signore rafforzi i suoi figli sofferenti e salvi i cristiani.
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Daniela Asaro Romanoff
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