Saturday, May 19, 2012

Una Porta verso l’Infinito

Posted by marilena marino On gennaio - 26 - 2012 ADD COMMENTS

SULLA VIA DELLA BELLEZZA: PROSEGUE IL

PROGETTO “UNA PORTA VERSO L’INFINITO”

 

Monsignor Fisichella: “‘L’arte è espressione e rappresentazione del Vangelo”

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 13 gennaio 2012– Prosegue il percorso tracciato da Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte, il progetto promosso dall’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, che vuole essere una riflessione sull’arte come strumento di trasmissione della fede.

Domani mattina questa “Porta” si riaprirà nuovamente per condurci Sulla via della bellezza, come suggerisce il titolo della conferenza che si svolgerà alle 10.30 nella Sala Rossa del Palazzo Apostolico Lateranense.

«Il convegno intende approfondire le ragioni teologiche e culturali che animano il progetto – spiega a Zenit, don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni sociali e direttore del progetto -. Grazie alle diverse prospettive che i relatori ci offriranno, rifletteremo sul rilancio della nuova evangelizzazione nella città di Roma, mettendo a fuoco principalmente l’arte e la comunicazione».

In questa via della bellezza, infatti, incontreremo tre illustri protagonisti: monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione; l’architetto Paolo Portoghesi, docente della Sapienza Università di Roma e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.

Accogliendo l’invito formulato da Benedetto XVI al convegno diocesano dello scorso giugno a percorrere la strada dell’arte per avvicinare alla fede, i relatori si confronteranno sul tema dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo, attraverso tre differenti prospettive – quella teologica, artistica e della comunicazione – mediante la via della bellezza, “che conduce a Colui che è, secondo  Sant’Agostino, la Bellezza tanto antica e sempre nuova”.

Il linguaggio dell’arte, dunque, vissuto come una traccia da perseguire per arrivare alla strada privilegiata che porta direttamente a Dio e alle meraviglie del Creato, diventando, di conseguenza, strumento per la Nuova Evangelizzazione.

Proprio di questo Zenit ha parlato con monsignor Fisichella che ha dichiarato alla nostra agenzia come la via della bellezza sia “una via maestra”.

“Il cristianesimo dalle origini – spiega il presule – ha avuto con l’arte un rapporto privilegiato, poiché essa, nel susseguirsi di venti secoli di storia, attraverso capolavori di musica, poesia, pittura e scultura, non ha fatto altro che esprimere e comunicare la bellezza del Vangelo”.

Per tanto tempo, però, prosegue monsignor Fisichella, “la teologia ha comunicato solo con la filosofia”, e questo “se da una parte è stato positivo perché ne ha approfondito i contenuti”, dall’altra “ha impoverito la presentazione del Vangelo a mera scienza”.

“Credo, perciò, che sia importante non dimenticare che nel dialogo tra il teologo e il filosofo sia necessaria la presenza dell’artista – sottolinea il vescovo – perché il Vangelo non può essere solo ascoltato, il Vangelo è una persona, che va vista!”.

La rappresentazione del Vangelo è quindi “rappresentazione di Cristo stesso, del mistero di salvezza che supera la morte per esprimere l’amore e la vita”. Il teologo e il filosofo, aggiunge il presule, “devono riconoscere che il linguaggio usato dall’arte è un linguaggio più immediato, che va molto più al di là, nella comunicazione, di quanto possano fare la filosofia e la teologia”.

In conclusione, recuperare la via della bellezza, secondo monsignor Fisichella, vuol dire “recuperare, da un punto di vista teologico, il percorso della contemplazione”.

La bellezza, infatti, “per sua stessa natura, rapisce in essa e ci fa fermare, come il mistero che la fede presenta, che va contemplato e vissuto. In un periodo come il nostro, dove sembra che la bellezza venga meno, riproporla è una ‘provocazione’ necessaria su cui bisogna soffermarsi e riflettere”.

Il convegno di domani è il primo della serie di incontri promossi nell’ambito del progetto Una porta verso l’Infinito per l’anno 2012. L’iniziativa, che ha preso il via il 22 dicembre 2011 con il concerto su musiche di Mendelesshon e Schumann, nella Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, e ha visto la partecipazione del Coro del Teatro dell’Opera di Roma, prevede, inoltre, per questo nuovo anno, un calendario ricco di eventi relativi alla musica, al teatro, al cinema e alle arti figurative.

Per maggiori informazioni circa il programma e le date degli eventi, consultare il sito www.ucs.it alla voce Una porta verso l’infinito.

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A San Giovanni Rotondo, l’audience del sacro.

Posted by ginofusco On febbraio - 4 - 2011 ADD COMMENTS

di Gino Fusco

Resto sbigottito. Ma la Puglia, dov’è? Quella che avevo nella mente – mi dico -, quella fatta di olio, di pane e di vino. E in­vece, tutt’intorno è tutt’un cantiere. Sì, è proprio così, anche quaggiù s’è inverato il miracolo della pseudo modernità. Le olive, sono state tra­sformate in brecciame; le viti, in lunghi e contorti tondini di acciaio portante; i mulini, in ansimanti e rumo­rose betoniere. Il verde della campagna s’è ritratto sconfitto, per fare posto al non colore del ce­mento, ubiquo e disordinato. Tutto dà l’idea del provvisorio, anche perché tanti sono i fabbri­cati non ultimati. Per via del muschio, molti sembrano addirit­tura abbandonati, a mo’ di meste sculture del pre­sente. Lungo i cigli della strada d’accesso al paese, e per gran parte dei sen­tieri, innumerevoli sono le micro discariche; tono su tono, per­ché fatte di bidoni arrugginiti, di sacchetti di cemento semia­perti, di car­toni di mattonelle non utilizzate. Incessanti le moto­pale gialle, che gi­rano vorticosamente; sembrano seguire le re­gole d’un gioco che an­cora non ci è dato conoscere. “Centro di spiritualità”, è il nome dell’albergo che ci ospita. Una costru­zione recente; una cascata di marmi intarsiati, di onici lucci­canti, di persiane telecomandate, di serrature elettroniche e di livree da compagnia aerea. Insomma, qui sembra di stare a Dubai. Giu­sto il tempo di mangiare la pizza al po­modoro di mammà (por­tata da casa), e via, subito al Santuario, per salu­tare Padre Pio. Lì, poche emozioni; anzi, pochissime. Poverino, l’hanno messo sopra un pretenzioso baldacchino, fatto di vetro e di marmo, col tetto a spiovente. La forma ricorda la confe­zione del cioccolato Toblerone; sì, quello mandorlato, che si trova soprattutto negli Autogrill. Poco c’è mancato che l’impacchettassero con un fiocco di raso rosso, quello da re­galo. Su quei cristalli, a centi­naia rimbalzano i flash delle mac­chine fotografiche; come dei laser, alla stregua di un video­game. Mi viene d’improvviso una gran pena; per lui, esposto così spudoratamente. A dispetto del carattere brusco e impa­ziente che aveva in vita, ora sembra che in lui prevalga un’enorme pazienza; accetta di prestarsi a questo show senza co­pione.

Per scaldare il cuore, per solleci­tarne un benefico sus­sulto, bisogna volgere lo sguardo altrove. Ai simboli, che per i vicoli della memoria ci rimandano alle cose che veramente cer­chiamo. Al Cro­cifisso, che lui avrà certa­mente invocato; all’altare ligneo (quello coi due dipinti incasto­nati), sul quale si sarà senz’altro inginocchiato; alla piccola fine­stra quadrata del convento, dalla quale salutava le folle ado­ranti. Intanto, là fuori i giovani del posto si contendono gl’incroci, per distribuire ai pas­santi i volantini pubblicitari degli al­berghi e dei ristoranti. Sullo sfondo, a poche centinaia di metri, la gio­vane ed enorme chiesa di San Pio dal tetto verde; quella di Renzo Piano. Sembra ad­dormentata, sfiancata dalle linee ardite disegnate dal suo grande architetto. Seconda per ampiezza solo a quella di San Pie­tro, è in quest’istante abitata solo da due anziani, che chiac­chierano di calcio su una panca. Due i giovanissimi cu­stodi, in uniforme blu d’ordinanza; sotto le lampade supersoft, lui com­pone messaggini sul suo telefonino, mentre lei, sbadi­gliando, tiene a bada un cruciverba. Per un beffardo paradosso, un po’ di luce vera si potrà trovare 85 gradini sottoterra, 20 chi­lometri più in là. A Monte Sant’Angelo, nello sguardo di un gio­vane prete polacco, che confessa nella Chiesa di San Michele. Op­pure nelle ferme parole del camilliano padre Al­berto, che esor­tano a mettersi quotidianamente in discussione. Un invito co­stantemente ignorato da chi ha la responsabilità di ciò che ac­cade a San Giovanni Rotondo. Un luogo antico e santo, per­ché attraversato da santi; da quelle vite dolorose e prodigiose, il cui spi­rito sembra essersi diluito nella besciamella aggiu­statutto dell’immancabile pasta al forno.

Nessuno, tra chi poteva, ha pensato di conservare in qualche maniera la semplicità di quel frate così speciale che l’ha abitato. E così, proprio qui, ca­rità e misericordia ri­sultano assenti ingiustificate; l’audience di questa nostra contemporaneità impone le sue norme, e le ha relegate nell’ufficio oggetti smarriti. La paccottiglia in confezione regalo ha prevalso sul raccoglimento, unico ponte verso il Divino. Tutto è ru­more di fondo, ritmato dai pistoni delle motopale un po’ più a valle. Chissà. Forse, per stare meglio, basterebbe intravedere il marrò d’un saio; sì, uno di quei frati “alla Francesco”. Ora mi manca la fru­galità dei loro modi; spicci e schietti. La ricetta la penso semplice. Due chiacchiere, intorno a una stufa a legna; si aggiungono pane, formaggio e olive; s’insaporisce col vero, che spazza via le tempeste interiori, e ri­porta il sereno. Eppure, ripensandoci… Eppure, ripeto, in due interi giorni di frati non ne ho incrociato neanche uno. Mah, si saranno ritirati nelle loro celle. A fare cosa? Certamente intenti a pregare, perché inorri­diti da ciò che li circonda. E anche perché non voglio immagi­narli a contare denaro.

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IL WEB COME CORTILE VIRTUALE per incontrare i giovani…Corso

Posted by marilena marino On novembre - 7 - 2010 ADD COMMENTS
Seminari Web 2010-2011
Prossimo seminario in programma
» Il web come “cortile virtuale” per incontrare i giovani
(dal 10 novembre al 9 dicembre 2010)
Dott. Patrizio Righero, direttore ufficio comunicazioni sociali diocesi di Pinerolo
In collaborazione con FOI e Copercom

Per informazioni scrivi a info@webcattolici.it

Programma – vers. per la stampa / Programma – vers. per il web

Descrizione Facebook, badoo, twitter… e chi più ne ha più ne metta. Il web è in rapida evoluzione e sempre più si connota come spazio di espressione libera e incontrollata. I social network hanno modificato profondamente, soprattutto nei giovani, il modo di relazionarsi con gli altri e con il mondo. In questa fitta rete virtuale c’è spazio per un accompagnamento spirituale? È possibile una web-pastorale? In che modo?
Questo corso on-line si pone l’obiettivo di fornire alcuni strumenti per entrare, in punta di piedi ma con efficacia, in questo mondo che, a modo suo, chiede di essere evangelizzato e illuminato dalla Parola.
DestinatariGli operatori della pastorale giovanile che già operano attivamente negli oratori, nei gruppi giovani, nelle associazioni e nei movimenti. Insegnanti, in particolare gli IRC delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Tempi (le date potrebbero subire variazioni)

Diretta di apertura: 10 novembre

Diretta di chiusura: 9 dicembre

Eventuale diretta intermedia: 25 novembre

Contenuti
Comunicazione nel mondo giovanileLa comunicazione degli adolescenti e dei giovani: alcuni tratti caratteristici.
L’uso che gli adolescenti e i giovani fanno del web e del web 2.0 in particolare.
Come influisce il web 2.0 sul linguaggio giovanile?
Identità e relazioni Web 2.0 e determinazione del sé.
Le relazioni nell’era della “società liquida”.
Relazioni interpersonali e solitudine.
Educare all’uso del webLa gestione del tempo.
La dimensione corporea.
Le patologie.
Educare adolescenti e giovani attraverso il web 2.0. Come è possibile?Uno strumento per proseguire e approfondire le relazioni (mantenere il contatto, tematizzare relazioni, spazio di confidenza).
Valore aggiunto nella pastorale sul campo.
Il cortile virtuale, ovvero i “remoti”
- gettare la rete
- intessere relazioni significative
- saper ascoltare
- intervenire: quando e come?
- e i consigli?
Quali educatori nell’era crossmediale: attitudini, conoscenze, competenze.
Il Web delle pari opportunitàSocial network e disabilità.
La leggerezza del web.
Relazioni e corporeità.
Quali contenuti nell’era crossmediale.E il Vangelo?
Uno spazio per il kerigma? L’annuncio gioioso.
Bibbia e web
Le questioni etiche
Pregare on line. Si può? E come?

Lezione conclusiva.

Revisione e verifica dei lavori svolti.
Questioni aperte, difficoltà emerse.

E-tivityIl corso prevede lo svolgimento di tre e-tivity (esercitazioni dei partecipanti).

Tutor Massimo Cicconi
Giorgio Spinosa

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Scuse al Vaticano per l’Unità d’Italia

Posted by Giuseppe Delprete On maggio - 4 - 2010 1 COMMENT
(Con la consulenza e contributo della  storica e giornalista Angela Pellicciari)
Il Presidente Berlusconi, qualche mese fa, in occasione della Festa dei giovani del PDL  con una battuta, ha mandato all’aria centocinquanta anni di storiografia ufficiale. Sponsorizzando il mio primo libro (Risorgimento da riscrivere) ha testualmente detto: “in preparazione per l’anno 2011 del centocinquantenario della storia d’Italia consiglio a tutti ragazzi e meno ragazzi di andare a rivedere la nostra storia degli ultimi 150 anni” perché “è stata raccontata in una maniera diversa dalla realtà quindi credo che per una esigenza di verità sia bene per tutti andarsi a rinfrescare la memoria o a correggere ciò che è stato scritto erroneamente”.
Un’altra esigenza di verità è stata sottolineata da Berlusconi, quella relativa all’occupazione italiana della Libia: “Ho chiesto perdono alla Libia per ciò che gli italiani avevano fatto verso il popolo libico”. Cosa c’entra la Libia con l’unità d’Italia? C’entra.
Quando praticamente tutto il mondo protestante, liberale e massonico cospirava per l’unificazione italiana formato Savoia, per giustificare l’invasione sabauda è stata propagandata una versione dei fatti radicalmente falsa. Versione che fino ad oggi nessun presidente del Consiglio si era mai neanche lontanamente sognato di mettere in dubbio.
Secondo la leggenda Vittorio Emanale II sarebbe andato a liberare i popoli gementi sotto il malgoverno pontificio e borbonico. In realtà i popoli hanno gemuto, e molto, dopo la liberazione. I Savoia ed i loro governi dichiaravano di muoversi in nome di una moralità superiore a quella degli altri stati: in nome di una monarchia liberale e costituzionale. Se non che, mentre l’articolo 1 dello Statuto dichiarava la religione cattolica unica religione di stato, sono stati soppressi tutti gli ordini religiosi della chiesa di stato. E così, nel corso di circa venti anni, 57.492 persone, tanti erano i membri degli ordini religiosi, vengono messi sul lastrico, cacciati dalle proprie case, privati del lavoro, della missione, della vita che liberamente avevano scelto.
I beni degli ordini religiosi sono in gran parte svenduti ai liberali (l’1% della popolazione) che si appropriano per due lire dell’ingente patrimonio artistico e culturale accumulato nel corso del tempo dall’Italia cattolica. Migliaia di palazzi, intere biblioteche, archivi, quadri, sculture, oggetti sacri, inghiottiti in un battibaleno. Oltre a ciò, più di cento sono le diocesi italiane lasciate senza vescovo mentre i preti che non cantano il Te Deum -per l’ordine morale che trionfa- sono imprigionati e multati (nel 1859 è entrato in vigore un nuovo codice di diritto penale che toglie al clero qualsiasi libertà di parola). Lo storico marxista Emilio Sereni parla di 2.565.253 ettari di terra appartenenti alla chiesa o al demanio alienati e venduti.
Quale la conseguenza? Povertà diffusa, carceri strapiene, ingiustizia dilagante, smisurato aumento della tassazione, crollo del numero di proprietari terrieri.
Una propaganda martellante, che ancora oggi perdura, cerca di giustificare la cura liberale in nome della presunta arretratezza culturale e morale dell’Italia preunitaria. E’ così che la storia si è trasformata, per dirla con Leone XIII, in una “congiura contro la verità”. Elencando i meriti dell’Italia cattolica, nell’enciclica Nostis et nobiscum del 1846, Pio IX ricorda fra l’altro come, proprio grazie al cattolicesimo, l’Italia non abbia partecipato alla conquista del mondo cui le altre nazioni si erano abbandonate. Papa Mastai scrive che la fede “distolse gli animi degl’Italiani da quella luce passeggera di gloria, che i lor maggiori, soprastando essi nelle armi, avevano riposto nell’incessante tumulto delle guerre, nell’oppressione degli stranieri, e nell’assoggettare a durissimo servaggio quel maggior numero di uomini che per loro si potesse”. Invece di fare guerre di conquista coloniale, gli italiani hanno eccelso in opere di misericordia: “Di qui nelle precipue città dell’Italia, templi meravigliosi, ed altri monumenti dell’evo cristiano, edificati non già per mano di uomini gementi sotto intollerabile schiavitù, ma eretti dallo zelo di spontanea carità; e per tutto pii Istituti, quali per l’esercizio della Religione, quali per l’educazione della gioventù, quali per coltivare a dovere le lettere e le arti, quali per conforto degl’infermi, quali per sollievo dei bisognosi”.
La celebrazione del centocinquantenario dell’unità d’Italia è causa di polemiche a non finire. Ci si ripromette di tutto. Si è anche pensato di organizzare a Gaeta una poco probabile riconciliazione tra “borbonici” e “piemontesi”! Si evita però accuratamente di fare i conti col convitato di pietra: Pio IX. Si elude lo scoglio centrale: la chiesa e, quindi, il popolo italiano.
E se, per celebrare l’unità d’Italia secondo giustizia e verità, chiedessimo perdono agli italiani e alla chiesa di allora? Se facessimo con noi stessi quello che il nostro premier ha avuto il coraggio di fare con la Libia? Torneremmo ad essere una grande nazione, con una storia formidabile che dura da più di duemila anni.

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La Sfida Educativa, i Mass media

Posted by Marcello Lauritano On aprile - 6 - 2010 ADD COMMENTS

Tra Educazione e comunicazione c’è uno stretto rapporto, un rapporto originario, poiché si educa comunicando.

Al tempo stesso, ci si educa a comunicare.
Comunicazione ed educazione testimoniano entrambe della costitutiva natura relazionale dell’uomo

Scarica il PDF completo realizzato da Marcello Lauritano per le Edizioni S.Paolo

LA SFIDA EDUCATIVA

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San Pietro: platea sotto il colonnato

Posted by Giuseppe Delprete On marzo - 24 - 2010 ADD COMMENTS

A fondamento del braccio sud del colonnato di san Pietro c’è una platea. Bernini stesso decise di realizzarla come base delle colonne, in modo da evitare cedimenti. Anni prima l’architetto aveva pensato di delimitare la cupola michelangiolesca con due campanili, ma il cedimento delle fondamenta gli aveva impedito di procedere con la costruzione. Non è escluso, quindi, che fu proprio il terreno “insidioso” a spingerlo a una simile soluzione. A render noto il tutto è stato il restauro che coinvolge l’intera piazza, dal colonnato alla balaustra, dagli stemmi alle statue, dall’obelisco centrale alle “fontane gemelle”. Un cantiere  messo in piedi da Italiana Costruzioni e Fratelli Navarra per il Governatorato vaticano. Ma la scelta della piastra di fondazione non è l’unico “segreto” che la Basilica conserva. Da documenti inediti, infatti, è emerso che durante la fase berniniana i due bracci rettilinei avevano una coloritura originaria diversa da quella bicroma attuale. Per quanto riguarda la costruzione della copertura del Colonnato, invece, la fase preliminare che ha preceduto l’avvio del cantiere vero e proprio ha manifestato un complesso sviluppo esecutivo, composto di tre passaggi successivi. “L’indagine si è dedicata agli aspetti legati alle molteplici vicende del cantiere beniniano, cercando di dare risalto ad aspetti fin qui sfuggiti o poco evidenziati, affinché potessero costituire un aiuto anche alle procedure del restauro in corso”, ha affermato il consulente del cantiere Sandro Benedetti, già autore del restauro della facciata della basilica, presentando il lavoro al Salone del restauro di Ferrara. L’intervento, partito quasi un anno fa, finora ha già completato il 30 per cento del lavoro e ha una spesa prevista fino a 20 milioni di euro. Copertura finanziaria che sarà garantita per intero da sponsor privati come Enel, Wind, Telecom, Assitalia ed Eni, che già da tempo hanno istallato i loro poster promozionali all’interno della piazza.

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San Giuseppe, questo sconosciuto (nel web)

Posted by Barbara Fiorentini On marzo - 16 - 2010 ADD COMMENTS

di Barbara Fiorentini

Almeno per quanto riguarda il web, il padre putativo di Gesù, lo sposo di Maria viene abbastanza trascurato.
Passando in rassegna i siti web italiani scopriamo infatti che sono davvero poche le fonti dedicate al santo. Certo la scheda a lui dedicata su Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/San_Giuseppe)  è ricca e ben scritta. Contiene numerosi particolari anche iconografici e illustra anche le interpretazioni apocrife relative la figura di Giuseppe in rapporto a Gesù e a Maria. Infatti sono numerose le interpretazioni date dai primi cristiani alla presenza del santo nelle vicende evangeliche. Wikipedia evidenza tutte le posizioni e ne sottolinea il culto ufficiale, le pratiche devozionali, l’iconografia.
Nel portale Wikiquote (http://it.wikiquote.org/wiki/Giuseppe_(padre_putativo_di_Ges%C3%B9)) sono riportate le principali citazioni su San Giuseppe: quelle bibliche e quelle nei modi di dire popolari.
‘San Giuseppe, l’artigiano di Dio’: è un percorso alla scoperta del santo partendo dagli scritti di Santa Tersa d’Avila. Le preghiere, che cosa dicono i vangeli e come i documenti ufficiali della Chiesa citano Giuseppe. La main page è all’indirizzo www.sgius.altervista.org.
Interessanti sono anche le pagine che fanno capo all’indirizzo http://digilander.libero.it/monast/giuseppe/index.htm. Qui è possibile scorrere, pagina dopo pagina, tutta la vita e le opere di San Giuseppe, con precise indicazioni sul ruolo a lui affidato ufficialmente dalla Chiesa nei secoli.
Vi sono poi alcune pagine web brevi ma comunque interessanti per la sintesi che tracciano. Ad esempio possiamo citare la scheda riportata nel portale Santi e Beati (www.santiebeati.it): qui (www.santiebeati.it/dettaglio/20200) è possibile trovare anche un’utile traccia bibliografica per ulteriori approfondimenti.
Il portale Marie de Nazareth (www.mariedenazareth.com) dedica ampio spazio alla Sacra Famiglia e alcune pagine sono tutte per san Giuseppe e a quanto sappiamo con certezza di lui (www.mariedenazareth.com/12752.0.html?L=4). Soprattutto viene fatto riferimento ai fondamenti biblici delle informazioni.

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365 giorni con Giovanni Paolo II

Posted by michelangelo On febbraio - 17 - 2010 ADD COMMENTS

Recensione di Michelangelo NASCA

ALDINO CAZZAGO

365 giorni con Giovanni Paolo II, San Paolo Edizioni

Tra gli scaffali di moltissime librerie italiane, persino quelle degli autogrill autostradali e dei grandi centri commerciali, è possibile acquistare il testo curato da Padre Aldino Cazzago 365 giorni con Giovanni Paolo II . Il volume andando esposto in luoghi non usuali come sono le librerie cattoliche e religiose, aveva l’ambizione di cadere sotto gli occhi di chi normalmente non frequenta le citate librerie. Nel quinto anniversario dalla morte del grande Papa polacco e ad un passo dalla canonizzazione, il testo di P. Aldino Cazzago offre a tutti l’opportunità di ripercorrere il sentiero spirituale tracciato da Karol Wojtyła, raccontando quotidianamente, per 365 giorni, i momenti più significativi del suo pontificato. Il libro è, infatti, una sorta di breviario contenente un testo di Giovanni Paolo II per ogni giorno dell’anno.

La preoccupazione dell’Autore è stata quella di scegliere testi adatti al periodo in questione. Così, per esempio, nel mese di marzo (tempo di quaresima) sono state scelte le riflessioni sul peccato, la conversione e il silenzio; a dicembre (tempo di avvento-natale) i brani relativi all’attesa e all’incarnazione del Messia; nel mese di giugno i temi riguardanti pentecoste, Spirito Santo, Eucaristia, Corpus Domini. Il mese di maggio è dedicato in gran parte alle riflessioni sulla Vergine Maria e alle catechesi sui doni dello Spirito Santo.

Testi adatti sono stati scelti anche per molte delle feste fisse del calendario liturgico. I mesi di gennaio, aprile, maggio e giugno propongono una serie di riflessioni relative ai sacramenti dell’iniziazione cristiana e al sacerdozio. Non mancano spunti di riflessione circa i temi della famiglia, l’amore, la maternità, la donna, i giovani, gli anziani. I giorni di novembre offrono poi al lettore una ricca argomentazione tematica su inferno, purgatorio, paradiso e sull’esperienza del dolore.
Le riflessioni di Giovanni Paolo II sui principali santi carmelitani (Teresa d’Avila, Giovanni della Croce, Teresa del B.G., Edith Stein) sono ricordati nelle rispettive memorie liturgiche. Anche la festa della Madonna del Carmine.Nei restanti giorni dell’anno l’Autore propone le riflessioni che riguardano i movimenti, il dialogo interreligioso, l’oriente cristiano, l’arte.

Alcune delle riflessioni scelte dall’Autore sono tratte da testi, omelie e libri del periodo precedenti il pontificato di Giovanni Paolo II. Presenti anche brani della produzione poetica e letteraria del Pontefice.

E’ possibile, infine, rintracciare la chiave di lettura di questo testo nelle parole che P. Aldino Cazzago scrive nella prefazione del libro: “Più ci si addentra nel pensiero dell’intellettuale, del vescovo e papa Karol Wojtyła e più si ha la netta sensazione di trovarsi davanti a un uomo e a un cristiano che nello scorrere della sua esistenza è diventato totalmente trasparente al mistero di Dio e alla missione di testimoniarlo in mezzo al mondo. Capire fino in fondo l’animo e il cuore di un uomo è certamente impresa ardua e forse impossibile. Quando l’animo e il cuore dell’uomo sono abitati dal mistero di Dio, risultano poi ancor più insondabili. Nel caso di Giovanni Paolo II le cose non stanno diversamente”.

Aldino Cazzago (1958) appartiene all’Ordine dei Carmelitani Scalzi ed sacerdote dal 1983. Ha studiato al Pontifcio Istituto Orientale di Roma.  Insegna Teologia dell’Oriente cristiano e Agiografa presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Università Cattolica (sede di Brescia). Tiene corsi anche presso lo Studio Teologico Sant’Antonio di Padova della Facoltà Teologica del Triveneto. Ha pubblicato Cristianesimo d’Oriente e d’Occidente in Giovanni Paolo II (Jaca Book, 1996); Paolo VI. Invito alla lettura (San Paolo, 1999); santi danno fastidio (Jaca Book, 2004); Il cristianesimo orientale e noi. La cultura ortodossa in Italia dopo il 1945 (Jaca Book, 2008). Dal 2007 è direttore dell’ edizione italiana della rivista «Communio» che annovera tra i suoi fondatori Hans Urs von Balthasar e Joseph Ratzinger.

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SUSSIDIO PER LA FORMAZIONE DEI RAGAZZI

Posted by marilena marino On dicembre - 3 - 2009 ADD COMMENTS

Sussidio con storia inedita, giochi, disegni, musiche, attività formative, per bambini e ragazzi, in campi scuola, estate ragazzi, grest sul tema del gruppo come comunità e comunione. Separatamente è possibile acquistare il Quaderno operativo e il romanzo da cui è tratta la storia.

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CRITERI DI VALUTAZIONE PASTORALE DEI FILM

Posted by marilena marino On dicembre - 3 - 2009 ADD COMMENTS

Approvati dalla Presidenza della CEI in data 21 gennaio 2008

Scarica documento word: Criteri valutazione film 2008

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