Gli orologi un’ora indietro, la festa dei santi, i colori dell’autunno, le castagne… e il corso Anicec. Eh sì, perché da quando, più di sette anni fa, il Direttorio (Comunicazione e missione, 121-142) ha in qualche modo “codificato” la figura dell’animatore della cultura e della comunicazione, per ben cinque annate la Chiesa Italiana ha messo a disposizione di tutte le diocesi un corso di alta formazione in e-learning per preparare proprio questa schiera di volontari a servizio delle proprie comunità nell’ambito strategico della cultura e della comunicazione. Il corso 2011 si sta avviando alla conclusione, quello 2012 (il sesto, dunque) sta per aprire le iscrizioni. Non rimane che invitarvi, come sempre, a spargere la voce, ad informarne chi può essere interessato, o magari (perché no?) a decidere di iscrivervi, se qualcuno ancora non lo avesse fatto.
In occasione del consueto incontro residenziale del corso ANICEC, corso di alta formazione in e-learning per Animatori della Cultura e della Comunicazione, che si terrà dal 18 al 20 novembre 2011 presso la Domus Pacis Torre Rossa Park (via Torre Rossa 94, Roma), Dario Edoardo Viganò (Direttore scientifico del corso ANICEC) terrà la relazione di apertura dal titolo “I digital media e la nuova audience”. Oltre alla presenza di Viganò, sono previsti nei tre giorni di convegno gli interventi di: Antonio Spadaro (Direttore de «La Civiltà Cattolica»), Silvano Petrosino (Università Cattolica di Milano), Chiara Giaccardi (Università Cattolica di Milano), Ruggero Doronzo e Arianna Prevedello (Animatori culturali). A chiudere i lavori del convegno sarà mons. Domenico Pompili (Sottosegretario CEI, Direttore Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali), con una relazione dal titolo “Animatori, per quale servizio?”. Per informazioni: www.anicec.it; http://www.chiesacattolica.it/comunicazione.
Dopo la pubblicazione del Documento CEI dal titolo “EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO”, che impegna la Chiesa Italiana per il prossimo decennio a riflettere ed agire sul delicato tema, il Corso di Formazione intende offrire una nuova occasione per renderci maggiormente consapevoli di quali rischi cela la cultura digitale e quali opportunità si aprono per chi non intenda rinunciare ad essere educatore. La perdita dell’interiorità, la superficialità nel vivere le relazioni, la fuga nell’emotività, il prevalere dell’opinione, sono stati indicati dal Papa nel suo recente discorso al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, come i rischi più pericolosi. Nel nuovo contesto culturale dominato dai media, sta infatti nascendo una nuova umanità, incidendo “sul contesto vivente e pulsante nel quale i pensieri, le inquietudini e i progetti degli uomini nascono alla coscienza e vengono plasmati in gesti, simboli e parole”. Il corso vuole aiutare tutti a riflettere sull’urgenza di iniziative che pongano anche noi sulla strada della comunicazione, riuscendo così a dire il bene che ci anima, la Parola che ci sostiene, a trovare quelle parole nuove che vivificano la comunicazione e la rendono pienamente umana. Ricordiamo che il corso di alta formazione a distanza per “Animatori della comunicazione e della cultura” si avvale del supporto accademico della Pontificia Università Lateranense, nel quadro delle attività del Centro interdisciplinare Lateranense. Esso propone di formare una figura che sappia utilizzare tutte le forme della comunicazione per promuovere attività culturali e comunicative all’interno della propria comunità e della propria diocesi, con particolare attenzione al territorio e ai relativi contesti culturali.
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| “Comunicazione e missione”, Il Direttorio delle comunicazioni sociali nella missione della Chiesa, della Conferenza Episcopale Italiana, vuole essere una magna charta delle comunicazioni sociali per sottolineare l’impegno della Chiesa italiana a comunicare il vangelo nella cultura mass mediale attraverso la proposta di nuovi percorsi e iniziative pastorali. Il documento è una piattaforma unitaria per i media ecclesiali, gli organismi e le iniziative nel campo delle comunicazioni sociali e per i professionisti cattolici che operano nelle strutture pubbliche e private della comunicazione sociale. Il Direttorio richiama i cattolici a non essere passivi, a trasformarsi da spettatori a protagonisti attivi acquisendo una prospettiva critica che è proprio del cristiano capace di discernere le potenzialità dei media contemporanei. Il documento individua fra gli “imprescindibili impegni della comunità ecclesiale”, la formazione e la promozione di nuove figure di animatori nel campo della comunicazione e della cultura. |


