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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Documenti</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>Richard  in cielo</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 00:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ di Marilena Marino. Difficile trovare un artista con tanta sapienza! Leggete un po'....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/richard-gere-e-brooke-adams-in-una-scena-de-i-giorni-del-cielo-134976.jpg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/richard-gere-e-brooke-adams-in-una-scena-de-i-giorni-del-cielo-134976-e1325237424630-300x149.jpg" title="richard-gere-e-brooke-adams-in-una-scena-de-i-giorni-del-cielo-134976" width="300" height="149" class="alignleft size-medium wp-image-5920" style="margin: 10px;" /></a>di Marilena Marino </em></p>
<p style="text-align: left;"><em><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/64412_15606_I_giorni_del_cielo1.jpg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/64412_15606_I_giorni_del_cielo1-300x168.jpg" title="64412_15606_I_giorni_del_cielo" class="size-medium wp-image-5060 alignleft" height="168" width="300" /></a></em></p>
<p><em>Days of heaven</em> – <em>I giorni del cielo</em> (1978) è il secondo film di Terrence Malick, l’ultimo prima di una pausa di venti anni. Rispetto a <em>Badlands</em>, la versione italiana risulta meno distorta nel doppiaggio.</p>
<p>Il titolo riconduce il film a una dimensione religiosa, essendo tratto da un brano del<em>Deuteronomio</em> (11,18 – 11,22): nel secondo discorso di Mosè, dopo la gratitudine per la bontà divina durante la traversata del deserto, e dopo gli ammonimenti del passato, seguono gli ammonimenti per il futuro: “Imprimetevi dunque nel cuore e nell’anima queste mie parole (…) affinché i vostri giorni e i giorni dei vostri figli, nel paese che il Signore giurò di dare ai vostri padri, durino quanto i giorni del cielo sulla terra”. L’espressione “…durino quanto i giorni del cielo…” sta per “in eterno”. Nel film ricorrono segni religiosi di cui diremo più avanti: si tratta di segni visivi, ma il cui carico simbolico e religioso è principalmente conferito dalla voce over narrante di Linda (Cattaneo, <em>cit.</em>, p. 100).</p>
<div id="attachment_1841"><a href="http://labattagliasoda.files.wordpress.com/2011/08/days-of-heaven-3.jpg"><img title="" src="http://labattagliasoda.files.wordpress.com/2011/08/days-of-heaven-3.jpg?w=450" alt="" /></a>Casa del fattore</div>
<p><em>I giorni del cielo</em> è stato accostato al cinema western (Cattaneo, <em>cit.</em>) col quale ha ben poco a che fare. Potrebbe piuttosto rimandare al dramma sociale, al quale appartengono diversi film hollywoodiani degli anni Trenta e Quaranta, tra cui<em>Com’era verde la mia valle</em> (1939) e <em>Furore</em> (1940) di John Ford. I titoli di testa (la storia si svolge nel 1916) sono accompagnati da fotografie scattate tra gli anni Dieci e Trenta, alcune delle quali opera di Lewis Hine. L’ultima foto della serie raffigura Linda, la ragazzina protagonista del film, nonché voce narrante. Tuttavia anche questo rimando non è propriamente corretto.</p>
<p>Il film può essere diviso in cinque parti: (a) giorni di lavoro in fonderia, (b) fuga e giorni di lavoro nei campi, (c) idillio e giorni di gioco in campagna, (d) distruzione dei campi, (e) epilogo: morte del fattore e di Bill, fuga di Abby e di Linda. Il dramma sociale appartiene propriamente alla parte (a), la più breve del film. La messa in scena del lavoro nei campi è affatto differente e a questi segue l’idillio dei giorni di non-lavoro, di quella che chiamiamo (1.2.1.c.) Vita Nuova. I segni religiosi (di cui diremo in 1.2.1.b.) sono segni visibili e specialmente caricati dalla voce narrante. Dunque è difficile considerare <em>I giorni del cielo</em> un film appartenente al genere del dramma sociale.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Nessuno è perfetto. Al mondo non c’è mai stata una persona perfetta. Ognuno di noi è mezzo diavolo e mezzo angelo. </em>In realtà, i giorni del cielo sono proprio quelli in cui ogni uomo cerca di migliorare la propria condizione, in cui si batte per essere perfetto, in cui immagina di ampliare i propri desideri al di là dell’orizzonte, tendendosi verso un illusorio paradiso, destinato a perdersi nell’eterna lotta tra l’amore per la vita e l’odio, la prepotenza, l’ignoranza radicata nell’animo umano. Laddove il cielo resta sempre perfetto e lontano, la terra permane nel suo stato di incertezza, di malessere, di imperfezione e noi siamo ancorati ad essa, tentiamo di liberarci, dimenandoci nelle nostre esistenze, ma senza ottenere alcun risultato. L’apparente felicità che possiamo raggiungere in una particolare fase della nostra vita è un vano fuoco destinato a spegnersi, così come i giorni del cielo sono sempre e comunque destinati a finire.</p>
<p><em>Certi hanno bisogno di più di quello che hanno e altri hanno di più di quello che gli serve. </em>La nostra condizione sulla terra è sempre infelice e in continua tensione, le trasformazioni lo dimostrano e la vera battaglia è quella che combattiamo contro noi stessi e contro le regole che governano le nostre vite. Possiamo affidarci solo alla speranza di andare incontro ad un cambiamento positivo, ma, forse, quello che davvero cerchiamo, dentro di noi, è la pace, la fine di questa inutile ed eterna lotta verso un’irraggiungibile perfezione. E&#8217; quello che possiamo dire a proposito del film I giorni del cielo interpretato da Richard Gere. Leggiamo la sua interessante intervista.<em></em></p>
<div><em>“Tutti provano disagio nei confronti dell’universo, io anche da giovane, e per capire meglio ho fatto studi e ricerche, finché il buddismo non mi ha colpito. Di solito vediamo la realtà con scetticismo, intorno a noi ci sono tanti stimoli fuorvianti, ma è possibile sviluppare un rapporto più vicino alla realtà e all’interpretazione che la scienza dà  dell’universo. Da qui, generosità, amore e senso di condivisione: sono sulla strada giusta per andare oltre la menzogna”“fare l’attore per me è un lavoro, un ottimo lavoro, ma non ho aspettative eccessive: per me conta la vita, quella la prendo sul serio, mi piace il lavoro, ma non lo personalizzo troppo, sono umile”. E, aggiunge Gere, “non ho mai programmato il futuro, non faccio piani, del resto, ho dedicato energie e impegno per proposte di cui non s’è fatto poi nulla”. Ma perché decide di accettare una parte? “Quando una proposta dà interrogativi e, quindi, apre a un viaggio per le risposte, un viaggio di vita”.“fare l’attore per me è un lavoro, un ottimo lavoro, ma non ho aspettative eccessive: per me conta la vita, quella la prendo sul serio, mi piace il lavoro, ma non lo personalizzo troppo, sono umile”. E, aggiunge Gere, “non ho mai programmato il futuro, non faccio piani, del resto, ho dedicato energie e impegno per proposte di cui non s’è fatto poi nulla”. Ma perché decide di accettare una parte? “Quando una proposta dà interrogativi e, quindi, apre a un viaggio per le risposte, un viaggio di vita”.</em></div>
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		<title>La strada di Paolo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 05:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino.La strada,luogo di scoperta...tu dove sei? Sei tu che cerchi la fede o la fede è in cerca di te?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/Trucks2.jpg"><img style="margin: 10px;" class="alignleft size-full wp-image-5508" height="461" width="614" title="Trucks2" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/Trucks2.jpg" /></a>di Marilena Marino</p>
<p style="text-align: left;">In occasione della VI edizione del<strong><a href="http://www.romacinemafest.it/ecm/web/fcr/online/home" target="_blank">Festival Internazionale del Film di Roma</a></strong>, il 2 novembre 2011 alle ore 18.00, presso il Palazzo delle Esposizioni, ha avuto  luogo nell’ambito di Risonanze, la proiezione di <em><strong>La strada di Paolo</strong></em>, un film di Salvatore Nocita prodotto da <a href="http://www.faiservice.it/web/" target="_blank">FAI Service</a> (Federazione Autotrasportatori Italiani) e <a href="http://www.officinadellacomunicazione.com/" target="_blank">Officina della Comunicazione</a>, in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura e <a href="http://www.raicinema.rai.it/dl/RaiCinema/site/Page-4777ed96-9b0f-4ad6-8913-ab1c2e9f579c.html" target="_blank">Rai Cinema</a></p>
<p>Il film narra la storia di Paolo, un autotrasportatore diretto per lavoro in Terra Santa. Il suo viaggio prende una direzione inaspettata quando si imbatte in alcune realtà che parlano al suo cuore di Dio, Fede, Grazia e Carità, aprendogli anche gli occhi sull’opportunismo e il cinismo umano. Nell’incontro/scontro con la religiosità e il mistero insondabile di quella Terra, immerso in situazioni surreali, a contatto con personaggi e storie incredibili, per Paolo si aprono nuovi orizzonti che lo porteranno a una decisione fondamentale. Interpretato da Marcello Mazzarella, Valentina Valsania, Gianni Bissaca, Milena Miconi e David Brandon, con la partecipazione straordinaria di Philippe Leroy, il film deve indicazioni imprescindibili per la sua struttura alle interviste a personalità come S.E. Card. Angelo Scola,Arcivescovo di Milano; S.E. Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; Fabrizio Palenzona, Presidente di FAI Service; Roberto Vecchioni,cantautore; Salvatore Natoli, professore ordinario di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e Lucetta Scaraffia,storica, giornalista e docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Roma La Sapienza.</p>
<p>Afferma <strong>S.E. Card. Angelo Scola</strong>: «Io credo che la strada per l’uomo di oggi sia quella di guardare fino in fondo ai tratti fondamentali dell’esperienza umana. Il primo, il più importante è la capacità dell’uomo di cogliere il senso della realtà: cioè, la realtà è intelligibile e chiede di essere ospitata dalla nostra intelligenza e questo già implica una tra-scendenza, cioè un andare oltre l’immediato». [estratto da intervista]</p>
<p><strong>S.E. Card. Gianfranco Ravasi</strong> sottolinea: «Il bisogno di trascendenza potrebbe essere raffigurato attraverso un’immagine che è curiosamente lontana e vicina a Paolo, è lontana perché viene da un verso di un grande tragico greco che è Eschilo, e dall’altra parte è vicina perché Paolo, noi sappiamo, entra nell’interno dell’orizzonte della cultura greca. La trascendenza è sostanzialmente, se la vogliamo esprimere con un simbolo, proprio questa mano che viene dall’oltre, dall’altro rispetto all’orizzonte in cui siamo immersi. È per questo che Paolo in un certo senso echeggerà questa voce pagana in una maniera differente». [*]</p>
<p>Per <strong>Fabrizio Palenzona</strong> «Questo film è un esempio della direzione nella quale vogliamo camminare. Lavorare, guadagnare il giusto, rimettere nel circuito più risorse possibili per attenuare i costi delle nostre imprese, sostenere l’azione di difesa dei diritti e promozione dei doveri attraverso la federazione: insomma, ripeto, promuovere una cultura che metta al centro la persona umana. Per questo ci piace il film: il richiamo al senso della vita, al dubbio su cosa e perché siamo in questo mondo, al valore della solidarietà, della famiglia, della pace e del lavoro come strumento di promozione umana».</p>
<p>«Nel raccontarci l’imprevedibile percorso di un autotrasportatore diretto in Terra Santa, Nocita recupera uno dei tòpoi più ricorrenti della cultura e dell’arte di ogni secolo: la strada. Che non è mai solo un luogo fisico, un tratto di percorrenza, ma il simbolo stesso dell’uomo in cammino. Formidabile dispositivo di scambio simbolico, la strada è il luogo della scoperta, del perdersi e del ritrovarsi, dell’incontro con l’altro, con il sè, con Dio. Sulla strada l’uomo in cammino si trasforma divenendo, da vagabondo senza meta, un pellegrino del suo destino».</p>
<p>Chiude <strong>Roberto Vecchioni</strong>: «Io non credo che l’uomo del terzo millennio sia sordo ai temi che riguardano il trascendente. C’è modo e modo di interpretare il trascendente: per paura, per bisogno, per necessità o anche davvero per fede intensa. Il trascendente ha una valenza fondamentale e sublima anche le piccole azioni che facciamo, dà un significato».</p>
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		<title>Arte e Dio</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 06:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esposizione Arte e Fede alla GMG di Madrid 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/andruchak-artecultura-2008-105x120cm-acrilico-s-eucatex-geometricismo-700px.jpg"><img style="margin: 10px;" class="alignleft size-full wp-image-5348" height="620" width="700" title="andruchak - arte&amp;cultura 2008 105x120cm acrilico s eucatex - geometricismo 700px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/andruchak-artecultura-2008-105x120cm-acrilico-s-eucatex-geometricismo-700px.jpg" /></a>Il linguaggio dell&#8217;arte contemporanea per portare a Dio</h2>
<div>
<div>Agnus Dei. William Zijltra -<br />
Agnus Dei. Zurbarán</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe1" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe1.jpg" height="300" width="155" /></p>
<p><strong>Madrid, 15 luglio 2011.-</strong> L&#8217;innovazione e la storia non sono in conflitto.Nè l&#8217;arte contemporanea e la fede. Cosí dimostrano le 36 opere (installazioni,<em>performances</em>, quadri, fotografie) dell&#8217;esposizione <em>Arte + Fede</em> da paesi dei 5 continenti (Stati Uniti, Giappone, Olanda, Liberia, Australia e Filippine).</p>
<p>L&#8217;esposizione <em>Arte + Fede</em> riunirá alla <em>Fondazione Pons</em> di Madrid, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), le opere di artisti contemporanei cristiani provenienti da diverse parti del mondo, il cui obiettivo comune è che l&#8217;arte sia un ponte verso la fede. La mostra potrà esser visitata dal <strong>9 al 26 agosto</strong>, nella sede della <em>Fondazione Pons</em>.</p>
<p>“È la prima volta che in Europa si organizza un&#8217;esposizione internazionale con artisti avanguardisti e impegnati con la loro fede cristiana, che sia cattolica, ortodossa o protestante. Il pensiero moderno vive una sfiducia generale. Questa esposizione vuole esser un modo per mostrare che l&#8217;arte costruisce, speranza”, ha spiegato María Tarruella, responsabile dell&#8217;esposizione.</p>
<p>La mostra ha potuto contare sulla collaborazione del <em>National Museum of Catholic Art</em> di Washington DC, dove l&#8217;esposizione sarà trasferita dopo la GMG.</p>
<div>Santa Teresa, san Juan de la Cruz, san Sebastián.Alejandro Mañas</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe2" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe2.jpg" height="200" width="300" /></p>
<p>Tarruella ha sottolineato che questa mostra rivela che “il senso religioso non è qualcosa di ieri, ma qualcosa di insito nell&#8217;essere umano, che viene espresso attraverso il linguaggio artistico di ogni epoca. Le opere selezionate vanno dalle più concettuali ad altre con riferimenti più classici”.</p>
<p>È il caso dell&#8217; olandese William Zijlstra,  che nella sua opera ‘Agnus Dei’ fa un chiaro parallelismo con l&#8217; opera omonima di Zurbarán. Questa volta l&#8217;agnello è però immolato in un altare moderno, fatto con giornali che riportano la notizia ‘l&#8217;uomo è capace di qualunque orrore’, un articolo sull&#8217; Olocausto. Inspiegabile dal punto di vista umano come la crocifissione di Cristo e le sofferenze del ventesimo secolo abbiano senso alla luce della fede.</p>
<div>Nowa Huta. David López</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe3" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe3.jpg" height="300" width="300" /></p>
<p><strong>Il significato del quotidiano</strong><br />
Dio e l&#8217;uomo non devono stare lontani. Così pensano molti di questi artisti, come il castiglianese Alejandro Mañas che utilizza tre bottiglie di Coca Cola smaltate per parlare di Santa Teresa, San Giovanni della Croce e San Sebastiano. Apparentemente simili, queste tre bottiglie sono proprio come noi: “la nostra forma esteriore è sempre la stessa però a seconda di come viviamo la nostra interiorità, vestiamo l&#8217;esterno”, spiega l&#8217; artista.</p>
<p>“Ogni gesto quotidiano ha un significato più profondo che trascende il suo lato  più funzionale”, mette in guardia David López attraverso la sua opera ‘Nowa Huta’, nella quale si vede la sagoma di Cristo crocifisso, realizzata utilizzando  immagini del quotidiano.</p>
<p><strong>Installazioni e ‘performances’ </strong><br />
Anche la partecipazione trova posto in questa mostra. Ad esempio il lavoro “Le lacrime di Maria Maddalena” della sivigliana Adriana Torres de Silva: un&#8217;installazione con capelli appesi sopra un dipinto coperto d&#8217;acqua, che invita i visitatori a scoprirla spostando i capelli e, allo stesso tempo, rimanere inebriati dal profumo che viene versato nell&#8217;acqua.</p>
<div>Las lágrimas de María Magdalena. Adriana Torres Silva</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe4" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe4.jpg" height="171" width="300" /></p>
<p>Oltre a questa, c&#8217;è l&#8217; installazione realizzata dal filippino Jason Dy, artista e sacerdote gesuita, il cui lavoro consiste in bottiglie di vetro con dentro i ricordi di cari defunti. I visitatori potranno, se lo desiderano, riempire le bottiglie con un ricordo per i loro cari defunti, come fosse una lettera da inviare a Dio.</p>
<p><strong>Esperienze nate in carcere</strong></p>
<div>Virginidad. Sarai Aser</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe7" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe7.jpg" height="300" width="201" /></p>
<p>In carcere ha anche trascorso la vita Sarai Aser, artista cilena trasferitasi a Rotterdam, questa volta per aiutare gli altri. La sua opera ‘Verginità’ desidera mostrare il messaggio che lei stessa trasmette alle donne nelle carceri: l&#8217; opportunità di tornare indietro per ricominciare a vivere dopo situazioni di forte disagio a causa della prostituzione o altre ragioni legate alla sessualità.</p>
<p>L&#8217; esposizione <em>Arte + Fede</em> è una delle oltre 300 attività che faranno parte della programmazione culturale della Giornata Mondiale. In concreto è una delle tre esposizioni d&#8217;arte principali, insieme all&#8217; itinerario nel Museo del Prado ‘ I volti di Cristo’ e l&#8217; esposizione del Museo Thyssen ‘Incontri’.</p>
</div>
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		<title>Perugia e Bioetica</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 14:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Mariangela Musolino " Bioetica tra Natura e Persona: da promuovere o da cambiare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/Palazzo-Comunale-e-dei-Priori-di-Perugia1.jpg"><img style="margin: 10px;" class="alignleft size-full wp-image-5285" height="840" width="1120" title="Palazzo-Comunale-e-dei-Priori-di-Perugia" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/Palazzo-Comunale-e-dei-Priori-di-Perugia1.jpg" /></a>di Mariangela Musolino</p>
<p>PERUGIA, CAPITALE NAZIONALE DELLA BIOETICA: ARRIVA IL CONGRESSO DELLA SOCIETA’ ITALIANA PER LA BIOETICA<br />
Il 25 e 26 Novembre nel capoluogo perugino (Convento di S. Francesco al Monte) i massimi esperti italiani si confronteranno sul tema dell’identità di genere dal punto di vista sociale, medico, bioetico e giuridico.</p>
<p>Perugia – E’ tutto pronto a Perugia, presso il Convento di S. Francesco al Monte (Monteripido) per ospitare venerdì 25 e sabato 26 Novembre il X Congresso Nazionale della Società italiana per la Bioetica e i Comitati Etici (SIBCE), organizzato dal Centro regionale di bioetica Fileremo.<br />
“Identità di genere: aspetti sociali, medici, bioetici e giuridici” sarà il titolo dell’appuntamento e per il dibattito interverranno in Umbria i massimi esperti nazionali sugli argomenti. Tra questi, S.R.E. Mons. Ignacio Carrasco De Paula, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, il Prof. Massimo Gandolfini, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Istituto Ospedaliero di Brescia, Professore in Neurochirurgia, il prof. Filippo M. Boscia, Presidente nazionale della Società Italiana di Bioetica e Comitati Etici e Prof. Carlo Cirotto, Ordinario di Citologia ed Istologia, Università di Perugia, Presidente del MEIC.</p>
<p>Nel corso del congresso si punterà l’attenzione sull’influenza della cosiddetta “teoria del gender”, nata negli anni settanta del secolo scorso e sui suoi possibili risvolti biologici, sociali e giuridici. Nella prima sessione del venerdì si lavorerà su ”Bioetica tra Natura e Persona:una prospettiva da promuovere o da cambiare?” con Mons. De Paula, mentre nella sessione pomeridiana si tratteranno gli aspetti bio-psicologici della differenza sessuale. La giornata di sabato vedrà trattare gli aspetti socio-antropologici dell’identità sessuale, mentre la sessione conclusiva valuterà le ricadute bio-giuridiche della differenza di genere.</p>
<p>Il Congresso della SIBCE prenderà il via a partire dalle ore 9.00 del 25 Novembre. Al Convegno sono stati riconosciuti 12 crediti ECM pertanto, il personale medico che lo desiderasse, può richiedere l’attestato. Tutte le informazioni sulle iscrizioni sono disponibili al numero 348/6842253.</p>
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		<title>FORMULA UNO:  GRAN PREMIO D&#8217;ITALIA 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 08:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Asaro Romanoff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[INTERVISTA AD ENRICO FERRARI, DIRETTORE DELL&#8217;AUTODROMO DI MONZA Quanto lavoro dà al personale di un Autodromo il Gran Premio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4516" href="http://nobell.it/formula-uno-gran-premio-ditalia-2011.html/sh_r7194-jpg-2"><img class="size-full wp-image-4516 alignleft" style="margin: 10px;" title="SH_R7194.jpg" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/06/Enrico-Ferrari_600-11.jpg" alt="" width="599" height="800" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>INTERVISTA AD ENRICO FERRARI, DIRETTORE DELL&#8217;AUTODROMO DI MONZA</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quanto lavoro dà al personale di un Autodromo il Gran Premio di Formula Uno?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Tanto lavoro. Alla fine di un Gran Premio, si comincia a lavorare per la gara dell&#8217;anno successivo.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per gli appassionati di automobilismo è una grande delusione che non ci siano i test prima del Gran Premio.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Sappiamo della delusione, la condividiamo, ma per contenere i costi e tutelare le scuderie meno ricche, è stata presa questa decisione.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il Gran Premio di Roma è un ricordo lontano?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Sì, il Sindaco Alemanno ha rinunciato ufficialmente.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quale futuro per la Formula Uno?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Vedremo cosa succederà nel 2012, in tale data scade il contratto tra la FOA e i Team.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In occasione del Gran Premio cosa offre Monza agli appassionati di F.1?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Il Comune di Monza si è sempre impegnato ad organizzare molte interessanti manifestazioni collaterali. Anche quest&#8217;anno ci saranno tanti eventi.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le previsioni per l&#8217;affluenza del pubblico al Gran Premio di settembre sono buone?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Ci difendiamo, considerata la recessione economica.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non c&#8217;è dubbio, l&#8217;Autodromo di Monza ha una buona squadra di lavoratori, anni fa Schumacher aveva lodato le pulitrici dell&#8217;Autodromo durante un <em>briefling. </em>Direttore, qual è il segreto per avere una buona squadra?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Il rapporto umano che si instaura con il personale è sempre determinante.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I prezzi per assistere al Gran Premio sono alla portata di tutti?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Noi abbiamo cercato di fare il possibile per contenere i prezzi. Si inizia con un importo di 100 euro per i tre giorni gara, non potevamo abbassare ulteriormente i costi, c&#8217;è la necessità di coprire le spese.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Daniela Asaro Romanoff</span></p>
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		<title>Tutti i Video Del Direttorio</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 09:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terzilio Mancinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti i video contenuti nel Direttorio delle comunicazioni sociali: COMUNICAZIONE E MISSIONE. Questo sussidio video era contenuto nel Documento del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img height="301" width="200" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/09/direttorio_cover.jpg" title="direttorio_cover" style="margin: 10px;" class="size-full wp-image-3163 alignleft" /></p>
<p>Tutti i video contenuti nel Direttorio delle comunicazioni sociali: COMUNICAZIONE E MISSIONE.</p>
<p>Questo sussidio video era contenuto nel Documento del Direttorio nella prima versione  dell Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali.</p>
<p>Ogni singolo video descrive visivamente il contenuto di ogni capitolo del Direttorio.</p>
<p>Una sintesi ben fatta che aiuta a capire il contesto dove la nuova figura dell Animatore della Cultura e della Comunicazione  dovrebbe interagire.</p>
<p>Video realizzati per essere diffusi e discussi nelle Diocesi e nelle Parrocchie.</p>
<p>Un materiale molto valido che spesso finisce poco considerato negli archivi dei Parroci.</p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=HDWU-111jeI">http://www.youtube.com/watch?v=HDWU-111jeI</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=vl_FV48nhe8">http://www.youtube.com/watch?v=vl_FV48nhe8</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=D59YfZUlj24">http://www.youtube.com/watch?v=D59YfZUlj24</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nxh6j7GIqQA">http://www.youtube.com/watch?v=nxh6j7GIqQA</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7_EGYNb3nac">http://www.youtube.com/watch?v=7_EGYNb3nac</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jBW_xbhJkpM">http://www.youtube.com/watch?v=jBW_xbhJkpM</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=TB7ocYiUCV4">http://www.youtube.com/watch?v=TB7ocYiUCV4</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hYZBu0Fom2U">http://www.youtube.com/watch?v=hYZBu0Fom2U</a></p>
<div id="-chrome-auto-translate-plugin-dialog" style="display: none; opacity: 1 !important; border-color: none !important; background: transparent !important; padding: 0 !important; margin: 0 !important; position: absolute !important; top: 0; left: 0; overflow: visible !important; z-index: 999999 !important; text-align: left !important;">
<div style="max-width: 300px !important; color: #fafafa !important; opacity: 0.8 !important; border-color: #000000 !important; border-width: 0px !important; -webkit-border-radius: 10px !important; background-color: #363636 !important; font-size: 16px !important; padding: 8px !important; overflow: visible !important; background-image: -webkit-gradient(linear, left top, right bottom, color-stop(0%, #000), color-stop(50%, #363636), color-stop(100%, #000)); z-index: 999999 !important; text-align: left  !important;"></div>
<p><img style="position: absolute !important; z-index: -1 !important; right: 1px !important; top: -20px !important; cursor: pointer !important; -webkit-border-radius: 20px; background-color: rgba(200, 200, 200, 0.3) !important; padding: 3px 5px 0 !important; margin: 0 !important;" onclick="document.location.href='http://translate.google.com/';" src="http://www.google.com/uds/css/small-logo.png" /></div>
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		<title>A San Giovanni Rotondo, l&#8217;audience del sacro.</title>
		<link>http://nobell.it/a-san-giovanni-rotondo-laudience-del-sacro.html</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 21:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ginofusco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È il racconto di un pellegrinaggio, fatto a San Giovanni Rotondo il 3 febbraio del 2009, ma che ancora conserva molti tratti di stringente attualità. L'auspicio è che possa offrire ulteriori spunti di riflessione e commento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3977" href="http://nobell.it/a-san-giovanni-rotondo-laudience-del-sacro.html/padre-pio"><img class="size-full wp-image-3977 alignleft" style="margin: 10px;" title="padre pio" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/02/padre-pio.jpeg" alt="" width="274" height="184" /></a>di Gino Fusco</p>
<p>Resto sbigottito. Ma la Puglia, dov’è? Quella che avevo nella mente – mi dico -, quella fatta di olio, di pane e di vino. E in­vece, tutt’intorno è tutt’un cantiere. Sì, è proprio così, anche quaggiù s’è inverato il miracolo della pseudo modernità. Le olive, sono state tra­sformate in brecciame; le viti, in lunghi e contorti tondini di acciaio portante; i mulini, in ansimanti e rumo­rose betoniere. Il verde della campagna s’è ritratto sconfitto, per fare posto al non colore del ce­mento, ubiquo e disordinato. Tutto dà l’idea del provvisorio, anche perché tanti sono i fabbri­cati non ultimati. Per via del muschio, molti sembrano addirit­tura abbandonati, a mo’ di meste sculture del pre­sente. Lungo i cigli della strada d’accesso al paese, e per gran parte dei sen­tieri, innumerevoli sono le micro discariche; tono su tono, per­ché fatte di bidoni arrugginiti, di sacchetti di cemento semia­perti, di car­toni di mattonelle non utilizzate. Incessanti le moto­pale gialle, che gi­rano vorticosamente; sembrano seguire le re­gole d’un gioco che an­cora non ci è dato conoscere. “<em>Centro di spiritualità</em>”, è il nome dell’albergo che ci ospita. Una costru­zione recente; una cascata di marmi intarsiati, di onici lucci­canti, di persiane telecomandate, di serrature elettroniche e di livree da compagnia aerea. Insomma, qui sembra di stare a Dubai. Giu­sto il tempo di mangiare la pizza al po­modoro di mammà (por­tata da casa), e via, subito al Santuario, per salu­tare Padre Pio. Lì, poche emozioni; anzi, pochissime. Poverino, l’hanno messo sopra un pretenzioso baldacchino, fatto di vetro e di marmo, col tetto a spiovente. La forma ricorda la confe­zione del cioccolato <em>Toblerone</em>; sì, quello mandorlato, che si trova soprattutto negli <em>Autogrill</em>. Poco c’è mancato che l’impacchettassero con un fiocco di raso rosso, quello da re­galo. Su quei cristalli, a centi­naia rimbalzano i flash delle mac­chine fotografiche; come dei laser, alla stregua di un video­game. Mi viene d’improvviso una gran pena; per lui, esposto così spudoratamente. A dispetto del carattere brusco e impa­ziente che aveva in vita, ora sembra che in lui prevalga un’enorme pazienza; accetta di prestarsi a questo show senza co­pione.</p>
<p>Per scaldare il cuore, per solleci­tarne un benefico sus­sulto, bisogna volgere lo sguardo altrove. Ai simboli, che per i vicoli della memoria ci rimandano alle cose che veramente cer­chiamo. Al Cro­cifisso, che lui avrà certa­mente invocato; all’altare ligneo (quello coi due dipinti incasto­nati), sul quale si sarà senz’altro inginocchiato; alla piccola fine­stra quadrata del convento, dalla quale salutava le folle ado­ranti. Intanto, là fuori i giovani del posto si contendono gl’incroci, per distribuire ai pas­santi i volantini pubblicitari degli al­berghi e dei ristoranti. Sullo sfondo, a poche centinaia di metri, la gio­vane ed enorme chiesa di San Pio dal tetto verde; quella di Renzo Piano. Sembra ad­dormentata, sfiancata dalle linee ardite disegnate dal suo grande architetto. Seconda per ampiezza solo a quella di San Pie­tro, è in quest’istante abitata solo da due anziani, che chiac­chierano di calcio su una panca. Due i giovanissimi cu­stodi, in uniforme blu d’ordinanza; sotto le lampade supersoft, lui com­pone messaggini sul suo telefonino, mentre lei, sbadi­gliando, tiene a bada un cruciverba. Per un beffardo paradosso, un po’ di luce vera si potrà trovare 85 gradini sottoterra, 20 chi­lometri più in là. A Monte Sant’Angelo, nello sguardo di un gio­vane prete polacco, che confessa nella Chiesa di San Michele. Op­pure nelle ferme parole del camilliano padre Al­berto, che esor­tano a mettersi quotidianamente in discussione. Un invito co­stantemente ignorato da chi ha la responsabilità di ciò che ac­cade a San Giovanni Rotondo. Un luogo antico e santo, per­ché attraversato da santi; da quelle vite dolorose e prodigiose, il cui spi­rito sembra essersi diluito nella besciamella aggiu­statutto dell’immancabile pasta al forno.</p>
<p>Nessuno, tra chi poteva, ha pensato di conservare in qualche maniera la semplicità di quel frate così speciale che l’ha abitato. E così, proprio qui, ca­rità e misericordia ri­sultano assenti ingiustificate; l’audience di questa nostra contemporaneità impone le sue norme, e le ha relegate nell’ufficio oggetti smarriti. La paccottiglia in confezione regalo ha prevalso sul raccoglimento, unico ponte verso il Divino. Tutto è ru­more di fondo, ritmato dai pistoni delle motopale un po’ più a valle. Chissà. Forse, per stare meglio, basterebbe intravedere il marrò d’un saio; sì, uno di quei frati “alla Francesco”. Ora mi manca la fru­galità dei loro modi; spicci e schietti. La ricetta la penso semplice. Due chiacchiere, intorno a una stufa a legna; si aggiungono pane, formaggio e olive; s’insaporisce col vero, che spazza via le tempeste interiori, e ri­porta il sereno. Eppure, ripensandoci… Eppure, ripeto, in due interi giorni di frati non ne ho incrociato neanche uno. Mah, si saranno ritirati nelle loro celle. A fare cosa? Certamente intenti a pregare, perché inorri­diti da ciò che li circonda. E anche perché non voglio immagi­narli a contare denaro.</p>
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		<title>Associazione nazionale degli Animatori</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 23:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carissimi Animatori della Comunicazione e della Cultura,durante il recente incontro di Camposampiero tra alcuni di noi animatori si è preso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #3333ff;">Carissimi Animatori della Comunicazione e  della Cultura,</span><br style="color: #3333ff;" /><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">durante il  recente incontro di Camposampiero tra alcuni di noi animatori si è preso  coscienza che, agli incontri formativi, è sempre più necessario affiancare uno  spazio dove confrontarci e mettere in relazione le nostre diverse esperienze  nelle Diocesi in cui operiamo.</span><br style="color: #3333ff;" /></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://nobell.it/associazionale-nazionale-degli-animatori.html"><img class="size-full wp-image-3506 aligncenter" style="margin: 10px;" title="animatori22" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/11/animatori22.jpg" alt="" width="583" height="844" /></a></p>
<p><span style="color: #3333ff;">Così si è pensato di costituire dapprima una  rete e successivamente un&#8217;associazione nazionale degli animatori della  comunicazione e della cultura che diventi un punto di riferimento per ciascuno  di noi, un luogo ideale in cui sia possibile scambiare le nostre esperienze per  rendere vivo il Direttorio nei nostri territori e creare sempre più una nuova  cultura delle comunicazioni sociali.</span><br style="color: #3333ff;" /><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Pertanto è  stato elaborato un manifesto programmatico di invito all’adesione che vi  sottoponiamo.</span><br style="color: #3333ff;" /><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Siamo certi  che possiate accoglierlo positivamente, anzi possiate offrire immediatamente il  vostro contributo, scrivendo alla mail <a href="mailto:animatori.cs@gmail.com">animatori.cs@gmail.com</a> nel contempo  diffondendo questa iniziativa agli animatori che conoscete non presenti  nell’elenco.</span><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Contiamo di organizzare un incontro sabato 11  Dicembre a Roma, i cui dettagli contiamo di definire nei prossimi giorni e che  vi saranno comunicati.</span><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Questa proposta è stata presentata a mons.  Pompili, con apposita nota nei giorni scorsi.<br />
Al comitato promotore iniziale  ma a cui altri via via si stanno aggiungendo, era formato da:</span><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Carmen de  Fontes (Reggio Calabria), Antonio Giuseppe di Caro (Caltanisetta), Francesco  Fascinato (Treviso), Agostino Lupo (Perugia-Città della Pieve), Terzilio  Mancinelli (Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino), Matteo Maria Giordano  (Concordia-Pordenone), Pia Pezza (Napoli), Marilena Marino (Assisi – Nocera  Umbra – Gualdo Tadino), Pierpaolo Ruello (Messina – Lipari – S. Lucia del M.) e  Antonio Tavilla (Messina – Lipari – S. Lucia del M.), </span><br style="color: #3333ff;" /><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Chiunque lo desideri può inserirsi nel comitato  promotore, anzi siamo desiderosi che altri si uniscano.</span><br style="color: #3333ff;" /><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Un fraterno abbraccio</span><br style="color: #3333ff;" /><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Per eventuali contatti telefonici potrete  chiamare:</span><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Matteo Maria Giordano 3397218918</span><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Marilena  Marino 3272913391</span><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Antonio Tavilla 3389481573</span></p>
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		<title>Mass media e Vangelo: la giornata delle comunicazioni a Reggio Calabria</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 12:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Carmen De Fontes “Mass media e Vangelo dalla stampa al digitale”: questo il titolo del convegno che si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/02/300x250.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-639" style="margin: 10px;" title="300x250" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/02/300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>di Carmen De Fontes</p>
<p>“Mass media e Vangelo dalla stampa al digitale”: questo il titolo del convegno che si è svolto a Reggio Calabria in occasione della 44<sup>a </sup>Giornata mondiale delle comunicazioni sociali e che ha visto la presenza di don Antonio Tarzia, direttore di “Jesus”.</p>
<p>Don Antonio Tarzia ha offerto suggerimenti e fornito le coordinate da seguire per muoversi  nel mondo digitale. In primo luogo ha proposto un esempio, quello di Matteo Ricci di cui si è da poco aperta a Macerata la causa di beatificazione. Questo gesuita, morto 400 anni fa, andò missionario in Cina, terra allora diversa, un “universo parallelo” come il web di oggi, ma lì, prima di parlare, imparò il mandarino, imparò i costumi dei cinesi e solo quando cominciò ad essere chiamato saggio, ad essere considerato autorevole, propose ai cinesi la Bibbia in ideogrammi, ovvero nella loro lingua. Così dovremmo fare anche noi, imparare l’uso di internet e poi proporre il Vangelo con il linguaggio di questi mezzi.  Siamo chiamati ad essere uomini – cerniera tra un passato fatto ancora di cartaceo e un futuro dominato dai nuovi mezzi di comunicazione che, secondo l’immagine scelta dal Papa all’interno del suo messaggio per la giornata, costituiscono la nuova “agorà” dove annunciare, come San Paolo, il “Dio ignoto”.</p>
<p>La rete realizza inoltre un altro desiderio connaturato all’uomo: è il superamento della Babele delle lingue, è il linguaggio globale che permette a ogni uomo di entrare in contatto con tutti al di là delle barriere culturali.</p>
<p>Ma accanto alle grandi risorse sono tanti i pericoli da cui guardarsi. Il Vangelo non viene portato a uomini che sono “tabula rasa”, ma gli uomini del nostro tempo vengono continuamente a contatto con tante informazioni per cui il rischio è che il Vangelo rimanga ai margini di questa comunicazione. Inoltre la Rete rischia di dar vita a un nuovo umanesimo, un umanesimo in cui la mancanza di limiti di spazio e tempo rischia di tradursi nella mancanza di percezione della realtà stessa. Un altro rischio è quello della perdita dell’identità: nei social network l’identità è una variabile a disposizione del soggetto che si può fingere uomo o donna a seconda del contesto o inventare la propria vita.</p>
<p>Di fronte a questi rischi c’è quindi una nuova etica tutta da definire ma che non deve precludere la possibilità di utilizzare questi strumenti “meravigliosi” tenendo ben presente,  prima di tutto, che bisogna  essere testimoni credibili perché si riesce a comunicare, in internet e in ogni altro ambiente, solo ciò che si vive.</p>
<p>Carmen De Fontes</p>
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		<title>Scuse al Vaticano per l’Unità d’Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 07:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Delprete</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div><a rel="attachment wp-att-2610" href="http://nobell.it/scuse-al-vaticano-per-l%e2%80%99unita-d%e2%80%99italia.html/breccia-di-porta-pia"><img class="alignleft size-medium wp-image-2610" style="margin: 10px;" title="breccia di porta pia" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/05/breccia-di-porta-pia-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a></div>
<div>(Con la consulenza e contributo della  storica e giornalista Angela Pellicciari)</div>
<div>Il Presidente  Berlusconi, qualche mese fa, in occasione della Festa dei giovani del PDL  con una battuta, ha mandato all’aria centocinquanta anni di  storiografia ufficiale. Sponsorizzando il mio primo libro (<a href="http://www.angelapellicciari.it/redirect?p=risorgimento_da_riscrivere_ares_1998_2538844&amp;idc=1257866&amp;idp=742058&amp;id_lingua=1">Risorgimento  da riscrivere</a>) ha testualmente detto: “in preparazione per l’anno  2011 del centocinquantenario della storia d’Italia consiglio a tutti  ragazzi e meno ragazzi di andare a rivedere la nostra storia degli  ultimi 150 anni” perché “è stata raccontata in una maniera diversa dalla  realtà quindi credo che per una esigenza di verità sia bene per tutti  andarsi a rinfrescare la memoria o a correggere ciò che è stato scritto  erroneamente”.</div>
<div>Un’altra  esigenza di verità è stata sottolineata da Berlusconi, quella relativa  all’occupazione italiana della Libia: “Ho chiesto perdono alla Libia per  ciò che gli italiani avevano fatto verso il popolo libico”. Cosa  c’entra la Libia con l’unità d’Italia? C’entra.</div>
<div>Quando  praticamente tutto il mondo protestante, liberale e massonico cospirava  per l’unificazione italiana formato Savoia, per giustificare  l’invasione sabauda è stata propagandata una versione dei fatti  radicalmente falsa. Versione che fino ad oggi nessun presidente del  Consiglio si era mai neanche lontanamente sognato di mettere in dubbio.</div>
<div>Secondo  la leggenda Vittorio Emanale II sarebbe andato a <em>liberare </em>i  popoli <em>gementi </em>sotto il malgoverno pontificio e borbonico. In  realtà i popoli hanno gemuto, e molto, dopo la liberazione. I Savoia ed i  loro governi dichiaravano di muoversi in nome di una moralità superiore  a quella degli altri stati: in nome di una monarchia liberale e  costituzionale. Se non che, mentre l’articolo 1 dello Statuto dichiarava  la religione cattolica unica religione di stato, sono stati soppressi  tutti gli ordini religiosi della chiesa di stato. E così, nel corso di  circa venti anni, 57.492 persone, tanti erano i membri degli ordini  religiosi, vengono messi sul lastrico, cacciati dalle proprie case,  privati del lavoro, della missione, della vita che liberamente avevano  scelto.</div>
<div>I  beni degli ordini religiosi sono in gran parte svenduti ai liberali  (l’1% della popolazione) che si appropriano per due lire dell’ingente  patrimonio artistico e culturale accumulato nel corso del tempo  dall’Italia cattolica. Migliaia di palazzi, intere biblioteche, archivi,  quadri, sculture, oggetti sacri, inghiottiti in un battibaleno. Oltre a  ciò, più di cento sono le diocesi italiane lasciate senza vescovo  mentre i preti che non cantano il <em>Te Deum </em>-per l’ordine morale  che trionfa- sono imprigionati e multati (nel 1859 è entrato in vigore  un nuovo codice di diritto penale che toglie al clero qualsiasi libertà  di parola). Lo storico marxista Emilio Sereni parla di 2.565.253 ettari  di terra appartenenti alla chiesa o al demanio alienati e venduti.</div>
<div>Quale  la conseguenza? Povertà diffusa, carceri strapiene, ingiustizia  dilagante, smisurato aumento della tassazione, crollo del numero di  proprietari terrieri.</div>
<div>Una  propaganda martellante, che ancora oggi perdura, cerca di giustificare  la cura liberale in nome della presunta arretratezza culturale e morale  dell’Italia preunitaria. E’ così che la storia si è trasformata, per  dirla con Leone XIII, in una “congiura contro la verità”. Elencando i  meriti dell’Italia cattolica, nell’enciclica <em>Nostis et nobiscum </em>del  1846, Pio IX ricorda fra l’altro come, proprio grazie al cattolicesimo,  l’Italia non abbia partecipato alla conquista del mondo cui le altre  nazioni si erano abbandonate. Papa Mastai scrive che la fede “distolse  gli animi degl’Italiani da quella luce passeggera di gloria, che i lor  maggiori, soprastando essi nelle armi, avevano riposto nell’incessante  tumulto delle guerre, nell’oppressione degli stranieri, e  nell’assoggettare a durissimo servaggio quel maggior numero di uomini  che per loro si potesse”. Invece di fare guerre di conquista coloniale,  gli italiani hanno eccelso in opere di misericordia: “Di qui nelle  precipue città dell’Italia, templi meravigliosi, ed altri monumenti  dell’evo cristiano, edificati non già per mano di uomini gementi sotto  intollerabile schiavitù, ma eretti dallo zelo di spontanea carità; e per  tutto pii Istituti, quali per l’esercizio della Religione, quali per  l’educazione della gioventù, quali per coltivare a dovere le lettere e  le arti, quali per conforto degl’infermi, quali per sollievo dei  bisognosi”.</div>
<div>La  celebrazione del centocinquantenario dell’unità d’Italia è causa di  polemiche a non finire. Ci si ripromette di tutto. Si è anche pensato di  organizzare a Gaeta una poco probabile riconciliazione tra “borbonici” e  “piemontesi”! Si evita però accuratamente di fare i conti col convitato  di pietra: Pio IX. Si elude lo scoglio centrale: la chiesa e, quindi,  il popolo italiano.</div>
<div>E se,  per celebrare l’unità d’Italia secondo giustizia e verità, chiedessimo  perdono agli italiani e alla chiesa di allora? Se facessimo con noi  stessi quello che il nostro premier ha avuto il coraggio di fare con la  Libia? Torneremmo ad essere una grande nazione, con una storia  formidabile che dura da più di duemila anni.</div>
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