<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Documenti</title>
	<atom:link href="http://nobell.it/category/materiali/documenti/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://nobell.it</link>
	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 May 2012 10:37:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
		<item>
		<title>Angeli &amp;  Demoni</title>
		<link>http://nobell.it/angeli-demoni.html</link>
		<comments>http://nobell.it/angeli-demoni.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 11:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guido.vergari@tin.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[Liturgia]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[angeli]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[demoni]]></category>
		<category><![CDATA[parole bibliche]]></category>
		<category><![CDATA[quaresima]]></category>
		<category><![CDATA[Vangelo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nobell.it/?p=6501</guid>
		<description><![CDATA[Quando un uomo conosce i propri abissi conosce il potere del bene e del male che ha in sé. Finché noi non ci conosciamo profondamente riteniamo, ingenuamente, di non avere poi un così grande potere,invece...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/119866161_a0621d362d.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6502" style="margin: 10px;" title="119866161_a0621d362d" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/119866161_a0621d362d-e1329895450236-300x171.jpg" alt="" width="300" height="171" /></a>Siamo all’inizio del vangelo di Mc, dopo la discesa dello Spirito su Gesù (1,10) avvenuta nel Battesimo. Gesù aveva appena fatto l’esperienza della vicinanza di Dio, della sua presenza, dell’essere amato, accolto e voluto incondizionatamente.<br />
Adesso, però, Gesù fa una nuova esperienza: quaranta giorni di deserto.<br />
Quaranta, da cui viene la parola quaresima (40 giorni, appunto), è un numero simbolico. 40 sono i giorni che Mosé sta sul monte Sinai; 40 sono i giorni di cammino di Elia; 40 sono gli anni del popolo ebreo nel deserto; a 40 anni Maometto incominciò la sua missione; a 40 anni Buddha divenne un illuminato; a 40 anni Mosé incomincia la sua fuga nel deserto scappando dalla reggia del faraone.<br />
Verso i 40 anni spesso avviene il grande cambiamento della nostra vita: la prima parte della vita se ne è andata, è alle spalle. Si è sposati, i figli crescono, il lavoro è stabile, la bellezza inizia a sfiorire, ci si accorge che molti ideali erano illusioni. La vita ci chiama a puntare e costruire su altre cose. Dall’esterno (casa, figli, lavoro) si passa all’interno: che senso ha vivere? Perché vivo? Come vivere? La vita ci chiama ad approfondire la nostra esistenza.<br />
4, 40, è il numero dell’umano (4 i punti cardinali, 4 gli elementi del mondo nell’antichità), è il numero della transizione, del passaggio, della crescita, delle scelte.<br />
La Quaresima, allora, è il tempo dove sono chiamato a crescere, a fare un passo, a compiere un passaggio (Pasqua vuol dire appunto passaggio) a fermarmi e farmi domande profonde: “In cosa devo crescere? In cosa devo maturare? Cosa devo lasciare e cosa di nuovo devo prendere?”. La quaresima è il tempo in cui si lascia una terra (l’Egitto), terra di schiavitù per andare verso una terra di libertà (terra promessa). E il passaggio è un deserto.</p>
<p>Tutti i vangeli concordano che subito dopo il battesimo Gesù fu mandato, potremmo dire spedito, nel deserto a confrontarsi con Satana e i demoni. Dai vangeli appare chiaro che l’esperienza del deserto e del confronto con i propri demoni è imprescindibile.<br />
All’inizio della storia anche Adamo (l’uomo maschio o femmina che sia) viene condotto davanti al suo deserto. Il serpente (nahasc n-h-sc) è colui che conduce (n) verso il nucleo (sc) ma che sulla strada incontra una barriera (h). Il serpente viene definito “astuto” (‘arom) ma quella stessa parola qualche versetto prima, riferita ad Adamo ed Eva, è stata tradotta con “nudi”.<br />
Il serpente, la tentazione, è nient’altro che essere nudi di fronte a se stessi, che vedersi per quello che si è. E’ nient’altro che affrontare le barriere, gli ostacoli, le montagne per diventare dei camminatori della vita; ostacoli che ci fanno evolvere e crescere nella strada verso di noi. Cioè: è inevitabile dover incontrare il deserto; è inevitabile nella nostra vita dover incontrare qualcosa che non vorremmo incontrare; è inevitabile scendere dentro di noi e incontrare tutti i nostri fantasmi.<br />
Allora: mentre noi con tutte le forze tentiamo di evitarci le crisi, Dio vuole con tutte le forze che incontriamo le nostre crisi, i nostri lati oscuri e d’ombra, perché dalla tentazione ne usciamo più veri e più forti. Perché dietro ad ogni crisi c’è Lui che ci interpella.</p>
<p>Il deserto, allora, è un’esperienza che non possiamo evitare. L’esodo degli ebrei dall’Egitto è la grande esperienza che tutti noi a più riprese nella vita dobbiamo compiere. Vivo delle cose (gli ebrei erano andati in Egitto perché lì vi trovavano cibo e lavoro), sto bene, tutto funziona, ma poi le cose cambiano, poi il meccanismo si rompe, poi il rapporto rinsecchisce. Mi viene chiesto un qualcosa di più; inizio a sentirmi soffocato, insoddisfatto; ciò che prima mi andava bene adesso non mi va più. Nuove esigenze emergono; nuovi lati del carattere bussano alla porta; nuove situazioni e sfide mi si fanno avanti.<br />
Allora è come andare nel deserto: 1. c’è da cambiare, 2. non si sa cosa ci aspetterà, 3. c’è da lasciare qualcosa, 4. non si può che contare su di sé e su Dio.<br />
Ogni uomo deve andare verso la sua terra promessa, verso di sé, verso il suo profondo e verso Dio. Ma lungo la strada incontra il suo deserto: delle barriere, degli ostacoli, degli stop: è la crisi.<br />
Si va in crisi perché la vita ci chiama ad evolverci e a cambiare. E’ normale andare in crisi! L’aspetto negativo della crisi è che è sempre un momento di dolore, difficile, di cambiamento e si scontra con la nostra resistenza a non voler cambiare, modificarci, progredire, andare avanti. Anche noi come gli Ebrei tante volte diciamo: “Basta, io mi fermo! Ma chi me l’ha fatto fare!”.<br />
L’aspetto positivo della crisi è che si evolve, che si diventa (se la si affronta!) più profondi, più veri, più trasparenti, più inseriti nel mistero della vita, più capaci di amare, più uomini, più liberi. Ogni crisi ci costringe a tirare fuori energia, grinta, voglia di vivere, nuove risorse.<br />
Di fronte ad una crisi, ad un deserto, possiamo fare come i bambini, quando nasce un fratellino, che pestano i piedi, che sono gelosi e che si arrabbiano. Oppure possiamo dirci: “Vediamo a cosa ci chiama la vita! Chissà cosa devo imparare adesso!”.<br />
Nasce un figlio. Prima si era marito e moglie e tutta l’attenzione era rivolta al partner. Ma adesso c’è un’altra persona che assorbe molte delle nostre attenzioni. Allora si può diventare gelosi del figlio che ci sottrae la compagna oppure ci si può dimenticare del marito completamente assorbiti dal figlio. E’ una crisi: bisogna ridefinirsi, bisogna ritrovare le ragioni dello stare insieme. Ma una crisi ci permette di fondare più in profondità il nostro rapporto e il nostro amore. Una crisi non affrontata, invece, lacera, mina, la relazione.<br />
Un uomo perde il suo lavoro. Aveva lavorato lì per vent’anni, “aveva dato il sangue” per quell’impresa. Adesso viene facilmente licenziato: crisi. Si sente un fallito, si chiede che senso abbia vivere. Aveva puntato tutto sul lavoro, gli sembrava di valere perché guadagnava molto e perché poteva permettere ai suoi figli un’alta condizione economica; adesso deve recuperare che amare i suoi figli non è solo guadagnare; che un uomo non vale tanto per quanto ha e per quanto porta a casa ma per quello che è.<br />
Una donna perde sua madre. Sua madre era la sua amica e la sua confidente: crisi. Ma scopre che il rapporto con sua madre aveva coperto anche quello con il marito; scopre che non è molto autonoma e che si era sempre appoggiata a lei; scopre che deve diventare grande.<br />
Una coppia va in crisi: hanno il lavoro, hanno una bella famiglia e dei bei figli. Ma sono insoddisfatti, nervosi l’uno con l’altro. Attraversando il loro deserto scoprono che con il tempo si sono allontanati intimamente l’uno dall’altro, che si sono un po’ persi e che hanno bisogno di recuperarsi e di farsi aiutare.<br />
Un uomo è stanco di andare in chiesa. Sente un Dio formale, che non gli dà niente: crisi. Così si mette in ricerca, così lascia il Dio del catechismo per ritrovare una relazione personale con Dio, per sentirlo vicino, presente nella sia vita.<br />
Un uomo ha quarant’anni, i figli sono grandi, il lavoro c’è, il rapporto con la moglie funziona. Eppure è in crisi. E si chiede: ma io che ci sto a fare in questa vita? Perché vivo? Che senso ha vivere? E’ una crisi di motivazioni, per cercare un senso o dei sensi per vivere.<br />
Una donna ha quarantatre anni e si accorge di non essere più attraente come prima: le rughe, i primi segni del tempo che passa, ecc: crisi. Bisogna trovare allora ragioni più forti, più profonde per vivere.<br />
Un uomo si accorge di aver vissuto dietro ad una maschera: chi lo vede fuori direbbe che è contento e felice. Ma dentro ha di tutto: sofferenza, ferite, pianto. Sente che il palco non è più sostenibile: crisi.<br />
Una donna si porta dietro il trauma di una violenza: non ne ha mai parlato con nessuno ma è terrorizzata dagli uomini. Sa che dovrebbe aprirsi ma ha paura.<br />
Dio dice al popolo ebreo: “Ti ho portato nel deserto per vedere quello che avevi nel cuore”. Il deserto mi mostra cos’ho dentro, mi toglie tutte le illusioni su di me e mi spoglia.<br />
Tentazione vuol dire: “Guarda, questo hai nel cuore!”. E’ essere messi alla prova, non per vedere se siamo bravi o cattivi, ma perché sia reso trasparente, chiaro, cos’abbiamo dentro.<br />
Il deserto è così, è spietato perché ti mostra per quello che sei. E’ come essere allo specchio: “Questo sei tu! Guardati! Non ti fuggire! Non nasconderti!”. Per questo lo eviteremo ben volentieri. Per questo è pericoloso. Per questo cerchiamo in tutti i modi di non andarci.<br />
Il deserto sarà sempre il luogo dei demoni e di tutte le voci demoniache che abbiamo dentro. C’è una donna che ogni notte, in sogno, urla: quali voci, urla, avrà dentro? Un’altra donna ogni volta che si ferma piange la morte di suo figlio quindicenne. Un uomo ogni volta che si ascolta sente la colpa di aver tradito la moglie che ama. Voci demoniache sono ad esempio: “Bastardo, tu non sei mio figlio (voce di un padre); te lo meriti, potevi ascoltarmi; non vali niente; sei un fallito; chi ti potrà perdonare; se gli altri sapessero; guarda cos’hai fatto?; non sei capace d’amare; sei sempre il solito; sei un’incapace; non realizzerai mai niente; ma chi vuoi che ti ami?; per forza che nessuno ti vuole!; non ti aspettavamo; sei nato per sbaglio; sarebbe stato meglio che tu non ci fossi; sei come tuo padre!; avrei preferito che tu fossi handicappato piuttosto che prete!”. E chi vorrebbe ascoltare queste voci? E chi vorrebbe sentirle? Non è meglio stordirle con il fracasso, con fiumi di parole, di rumore o di cose da fare?<br />
Anche Gesù ha dovuto confrontarsi con l’animalesco, il terribile, il demoniaco e il male.<br />
Non si può compiere nessun serio viaggio cristiano (le tentazioni, in tutti i vangeli, precedono la vita pubblica di Gesù) evangelico, umano, senza questo terribile, confronto.<br />
Nessuno di noi ha problemi sessuali. Ovvio! E’ chiaro! Nessuno ha bisogno di confrontarsi con questa sfera, di conoscerla, di comprenderla, d’integrarla.<br />
Ma non si capisce come mai la pornografia sia così diffusa; non si capisce come mai la tv sia così vista di notte; non si capisce tutto questo “chiacchiericcio” e queste battutine tra colleghi sul sesso. Alcune persone non sanno parlare d’altro che di sesso! Cosa pensiamo quando vediamo certe donne così seducenti e attraenti? Non ci sono in noi istinti animali?<br />
Nessuno di noi ha sentimenti di odio. Ovvio! E’ chiaro! Ma non si capisce la rabbia e la brutalità nello scagliarsi contro qualcuno che sbaglia. Non si capisce ciò che succede negli stadi (sono i nostri giovani, i nostri figli: li abbiamo educati noi, sono venuti nelle nostre scuole, hanno frequentato le nostre chiese!). Non si capisce gli amanti che si uccidono; non si capisce che appena posso “te la faccio pagare”, “non ti lascio passare niente”. Guardate come siamo al lavoro, per strada. Guardate come ci scagliamo con le persone, senza pietà: non siamo delle “bestie”?<br />
Nessuno di noi ha difficoltà ad esprimere le emozioni. Ovvio! E’ chiaro! Tutti ci conosciamo benissimo e siamo padroni di noi stessi. Non abbiamo bisogno di nessun aiuto! Non si capisce, però, come mai 1/4 della gente soffre di problemi di de-pressione (il contrario è l’es-pressione) e come 1/5 abbia disturbi somatici; non si capisce l’insoddisfazione della gente: “Tutto va male, tutto fa schifo, che vita!”.<br />
Nessuno di noi è ipocrita. Ovvio! E’ chiaro! Ma non si capisce poi il perché sorridiamo, a volte del male altrui; siamo contenti che si dica male del nostro nemico, che venga infangato da altri; che l’altro prenda meno di me; che l’altro sbagli; “ben gli sta; sono proprio contento; così impara!”. Non addentiamo nessuno, ma gioiamo se qualcun altro lo fa.<br />
Noi mercoledì scorso ci siamo messi la cenere in testa: non è stato un gioco ma un bagno di umiltà. Devo avere l’umiltà di riconoscere che io sono anche questo. Devo riconoscere che il male abita in me e non solo negli altri.<br />
C’è una poesia meravigliosa: “Guardo la Luna e ne vedo la parte illuminata. Ma so che nasconde la Luna buia. Allora chiedo al Sole di illuminare anche l’altra parte. Guardo la Luna e ne vedo ora la parte buia. Ma so che è in ombra la parte illuminata. Allora chiedo a me di tener presente che ogni Luna di luce ha una Luna di buio”.</p>
<p>Dopo quest’incontro intenso, terribile, con i fantasmi e i demoni interiori, Gesù ha acquisito tutta la forza per andare. Da qui in poi, nessuno potrà più fermarlo.<br />
Nel deserto, infatti, Gesù non incontrò solo i demoni ma anche gli angeli (che lo servivano). Cioè: quegli stessi demoni, mostruosi e terribili, una volta capiti, compresi, conosciuti, addomesticati, sono diventati degli angeli, delle forze costruttive, a favore dell’uomo, amiche; da distruttive, contrarie all’uomo, nemiche, sono diventate le nostre risorse.<br />
La potenza di un uomo è dentro di sé, gli viene data dall’essersi confrontato con tutto il potenziale distruttivo che c’è dentro e nell’averlo convertito in forza, energia, passione.<br />
Il mio valore non è dato dall’esterno, né da ciò che gli altri pensano di me (potrebbero cambiare idea), né da ciò che conquisto (potrei perderlo) ma dall’interno, dalla mia capacità di confrontarmi con ciò che ho dentro e di imparare a conoscerlo, a gestirlo, a non prenderne paura. Il mio valore è dato dal non sottrarmi a ciò che ho dentro e dallo scoprire che i miei demoni sono i miei angeli. Che ciò da cui fuggo è ciò di cui ho bisogno.<br />
Anni fa trovammo un gattino che qualcuno aveva lasciato per strada. All’inizio si avvicinava solo per mangiare e poi scappava via lontano da tutti. Prenderlo era impossibile. Ma un po’ alla volta si è fatto toccare, prendere, accarezzare, fino a diventare un ospite normale in casa nostra. Quel felino non era più pericoloso, anzi era un buon compagno della famiglia.<br />
Niente di ciò che è dentro di noi è pericoloso se lo possiamo conoscere e addomesticare. Anche ciò che sembra distruttivo, pericoloso o malvagio può trasformarsi e diventare un angelo, una forza, una luce, una sensibilità, uno spazio d’amore. Rielke: “Ho paura che se i miei demoni mi lasceranno se ne andranno anche i miei angeli”. Pascal: “L’uomo non è né angelo né bruto, ma disgrazia vuole che chi vuol fare l’angelo faccia il bruto”.</p>
<p>E’ proprio dopo l’esperienza tremenda del deserto che Gesù diventa consapevole della propria forza. Perché? Perché è il confronto e lo stare con la sofferenza che ti matura, che ti fa più forte, che ti fa potente.<br />
Le esperienze piacevoli rendono splendida la vita ma sono quelle dolorose che ci fanno crescere, che mettono il dito su di una parte di noi che deve ancora crescere, trasformarsi e mutare. Incontrare i nostri demoni ci farà sempre diventare più forti e ci farà incontrare i nostri angeli.<br />
La gente crede di avere solo demoni dentro, solo schifezze, solo casini, difficoltà, problemi, confusioni? Poche persone credono in sé: e lo si vede dal fatto che pochi credono di avere una grande missione, che pochi credono che la loro vita sia significativa per il mondo, pochi credono di avere un compito particolare da svolgere in questo mondo. La gente, in genere, “tira avanti”.<br />
Ma tu dentro hai Dio, non dimenticartelo. Lui è in te. Scopri il tuo valore! Riprenditi il tuo valore!</p>
<p>Tu hai delle mani e con le tue mani puoi accarezzare, abbracciare, costruire, lavorare, creare, dipingere, suonare, dare la mano, giocare a pallavolo o a ping-pong, cullare, scalare, scrivere, unire la tua mano alla mano di chi ami. Ma ti rendi conto di cosa puoi fare? Ti rendi conto del valore delle tue mani.<br />
Tu hai degli occhi e puoi vedere il sole, la luna e le stelle, il mare, il cielo, il volo degli uccelli, la neve che cade a fiocchi, la smorfia di tuo figlio, il suo primo sorriso, il pianto di tua moglie quando le hai chiesto di sposarti, la luce negli occhi della gente.<br />
Tu hai delle orecchie e puoi sentire la voce di chi ti ama e ti sussurra: “Tesoro; amore mio”, il pianto di tuo figlio che ti chiama e ti vuole, la voce tremante di chi ha paura, il canto degli uccelli o il suono delle onde del mare, il mormorio del vento, il respiro della tua donna che dorme accanto a te la notte, il grido di chi soffre, le voci gioiose dei bambini, la passione di chi parla. Ma ti rendi conto di cosa puoi sentire? Ti rendi conto di cosa puoi vivere?<br />
Tu hai un corpo che può sentire l’acqua, il vento e la pioggia; puoi sentire la pace e l’unione dopo l’amore, puoi sentire un figlio che si sviluppa in te, puoi sentire l’amore pulsare, il cuore battere e il respiro entrare ed uscire in te.<br />
Tu hai un cuore e con il tuo cuore puoi dire: “Ti voglio bene. Lo sai che sei importante per me. Lo sai che ti amo! Ci sarò nei tuoi momenti bui e difficile. Non ti preoccupare io non me ne andrò. Qui sei a casa”. Tu puoi accarezzare, abbracciare, baciare ed esprimere l’amore che hai dentro. Tu puoi farlo.<br />
Tu hai un’anima che può decidere di vivere, di spendersi per qualcosa di grande, di appassionarsi per la vita e per tutto ciò che vive, che può non accontentarsi ma entrare nel mistero dell’esistenza; tu hai un’anima che può entrare in contatto con Dio, che può cogliere che tutto ha un senso, che può cogliere il senso della propria vita, che può lottare per grandi valori e ideali, che può cambiare certi destini, che può essere felice e vivere da liberata e illuminata.<br />
Ma ti rendi conto di cosa puoi vivere?<br />
E’ difficile tutto questo? Sì, lo è. Gesù ha vissuto tutto questo solo dopo aver passato il deserto e i demoni.<br />
Ma guarda cos’ha vissuto! Non ne valeva la pena? Non vale la pena di essere purificati dal deserto per poter vivere tutto questo. Perché vivere come galline quando si è fatti per il cielo? Perché prendere paura per quaranta giorni di deserto quando si può vivere una vita così?<br />
Non dimenticarti mai che tu sei Suo Figlio: tu hai un valore enorme, tu hai gli angeli che ti abitano dentro.<br />
Gli angeli sono in te; tu sei ricco, tu puoi vivere cose intense, grandi, enormi. Non dimenticarti di chi sei. Non fare come gli ebrei che si erano abituati alla schiavitù. Non dimenticare la tua origine; non perdere mai memoria della tua dignità.</p>
<p>Il vangelo si chiude con Gesù che, appena uscito dal deserto, agisce. Si reca in Galilea; predica il regno di Dio e dice a tutti di convertirsi, di cambiare vita e di credere al vangelo. Gesù è consapevole dell’enorme potere che ha. Lo agisce e lo utilizza per il bene, per il regno di Dio.<br />
Quando un uomo conosce i propri abissi conosce il potere del bene e del male che ha in sé. Finché noi non ci conosciamo profondamente riteniamo, ingenuamente, di non avere poi un così grande potere. Ma non è così: è fondamentale per l’uomo conoscere, mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male (Gen 2,16). Perché l’uomo deve sapere il potere enorme che ha in sé; potere di vita e potere di morte; potere di bene e di male; di guarire e di ferire. Tu hai un potere enorme, abbine consapevolezza; renditi conto di ciò che puoi fare per te e per il bene dell’umanità; sii responsabile di fronte a ciò che fai o non fai per te e per l’umanità.<br />
Un collega “si fa bello” davanti al capo: scegli se perdonare o se rimanere risentito.<br />
Hai comprato il vestito nuovo, scendi dall’auto e s’incastra nella portiera: strappo e vestito da buttare. Scegli se ridere o se piangere di fronte a ciò.<br />
Ti viene chiesto un aiuto al camposcuola con i ragazzi: scegli se creare unità o se distruggere (te ne freghi!).<br />
E’ un po’ che ci provi a fare silenzio e a mettere a tacere la testa: ma non funziona. Scegli se perseverare o se lasciar perdere.<br />
Tuo figlio ha preso un brutto voto a scuola nonostante lo studio: scegli se incoraggiarlo lo stesso o se rimproverarlo.<br />
Devi decidere un cambiamento importante (di atteggiamento o di vita) ma ti costa fatica e non sai a cosa porterà. Scegli se agire o procrastinare.<br />
Tua moglie ti ha trattato male e, secondo te, ti ha offeso. Scegli se fare il primo passo o se continuare la guerra.<br />
Senti di avere delle intuizioni in te, una profondità, delle ricchezze. Scegli se credere in te stesso o se rinunciare a te.<br />
Sei capace di parlare: scegli se sottolineare il positivo o il negativo di una cosa; scegli se mettere in luce il bene delle persone o il loro male; scegli se parlare per costruire o per distruggere.<br />
Tu puoi decidere se spegnere la tv o no; se protestare rispetto ad una ingiustizia o no; se schierarti o no; se impegnarti nel sociale o no. Scegli se agire il tuo potere o se delegarlo.<br />
Amare è un potere. Odiare è un potere. Intervenire è un potere, starsene zitti, anche. Conoscersi è un potere, tanto quanto decidere di non conoscersi. Cambiare è un potere (puoi, cioè, farlo) come anche non cambiare. Farsi aiutare è un potere come anche non farsi aiutare.<br />
Non ti puoi sottrarre al potere che hai, sappilo!<br />
Puoi solo decidere se usarlo per il bene o per il male, per la vita o per la morte.<br />
Non puoi sottrarti al tuo potere: puoi solo decidere come usarlo.</p>
<p><strong><em>Pensiero della settimana</em></strong><em></em></p>
<p>Chi vuol conoscere la destra deve conoscere la sinistra;<br />
chi vuol sapere cos’è l’alto deve sapere cos’è il basso;<br />
chi vuole sapere cos’è il maschile deve conoscere il femminile;<br />
chi vuol sapere cos’è il bene deve sapere cos’è il male;   ( Don Marco Pedron)</p>
<img src="http://nobell.it/?ak_action=api_record_view&id=6501&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://nobell.it/angeli-demoni.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Richard  in cielo</title>
		<link>http://nobell.it/richard-gere-va-in-cielo.html</link>
		<comments>http://nobell.it/richard-gere-va-in-cielo.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 00:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nobell.it/?p=5055</guid>
		<description><![CDATA[ di Marilena Marino. Difficile trovare un artista con tanta sapienza! Leggete un po'....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/richard-gere-e-brooke-adams-in-una-scena-de-i-giorni-del-cielo-134976.jpg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/richard-gere-e-brooke-adams-in-una-scena-de-i-giorni-del-cielo-134976-e1325237424630-300x149.jpg" title="richard-gere-e-brooke-adams-in-una-scena-de-i-giorni-del-cielo-134976" width="300" height="149" class="alignleft size-medium wp-image-5920" style="margin: 10px;" /></a>di Marilena Marino </em></p>
<p style="text-align: left;"><em><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/64412_15606_I_giorni_del_cielo1.jpg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/64412_15606_I_giorni_del_cielo1-300x168.jpg" title="64412_15606_I_giorni_del_cielo" class="size-medium wp-image-5060 alignleft" height="168" width="300" /></a></em></p>
<p><em>Days of heaven</em> – <em>I giorni del cielo</em> (1978) è il secondo film di Terrence Malick, l’ultimo prima di una pausa di venti anni. Rispetto a <em>Badlands</em>, la versione italiana risulta meno distorta nel doppiaggio.</p>
<p>Il titolo riconduce il film a una dimensione religiosa, essendo tratto da un brano del<em>Deuteronomio</em> (11,18 – 11,22): nel secondo discorso di Mosè, dopo la gratitudine per la bontà divina durante la traversata del deserto, e dopo gli ammonimenti del passato, seguono gli ammonimenti per il futuro: “Imprimetevi dunque nel cuore e nell’anima queste mie parole (…) affinché i vostri giorni e i giorni dei vostri figli, nel paese che il Signore giurò di dare ai vostri padri, durino quanto i giorni del cielo sulla terra”. L’espressione “…durino quanto i giorni del cielo…” sta per “in eterno”. Nel film ricorrono segni religiosi di cui diremo più avanti: si tratta di segni visivi, ma il cui carico simbolico e religioso è principalmente conferito dalla voce over narrante di Linda (Cattaneo, <em>cit.</em>, p. 100).</p>
<div id="attachment_1841"><a href="http://labattagliasoda.files.wordpress.com/2011/08/days-of-heaven-3.jpg"><img title="" src="http://labattagliasoda.files.wordpress.com/2011/08/days-of-heaven-3.jpg?w=450" alt="" /></a>Casa del fattore</div>
<p><em>I giorni del cielo</em> è stato accostato al cinema western (Cattaneo, <em>cit.</em>) col quale ha ben poco a che fare. Potrebbe piuttosto rimandare al dramma sociale, al quale appartengono diversi film hollywoodiani degli anni Trenta e Quaranta, tra cui<em>Com’era verde la mia valle</em> (1939) e <em>Furore</em> (1940) di John Ford. I titoli di testa (la storia si svolge nel 1916) sono accompagnati da fotografie scattate tra gli anni Dieci e Trenta, alcune delle quali opera di Lewis Hine. L’ultima foto della serie raffigura Linda, la ragazzina protagonista del film, nonché voce narrante. Tuttavia anche questo rimando non è propriamente corretto.</p>
<p>Il film può essere diviso in cinque parti: (a) giorni di lavoro in fonderia, (b) fuga e giorni di lavoro nei campi, (c) idillio e giorni di gioco in campagna, (d) distruzione dei campi, (e) epilogo: morte del fattore e di Bill, fuga di Abby e di Linda. Il dramma sociale appartiene propriamente alla parte (a), la più breve del film. La messa in scena del lavoro nei campi è affatto differente e a questi segue l’idillio dei giorni di non-lavoro, di quella che chiamiamo (1.2.1.c.) Vita Nuova. I segni religiosi (di cui diremo in 1.2.1.b.) sono segni visibili e specialmente caricati dalla voce narrante. Dunque è difficile considerare <em>I giorni del cielo</em> un film appartenente al genere del dramma sociale.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Nessuno è perfetto. Al mondo non c’è mai stata una persona perfetta. Ognuno di noi è mezzo diavolo e mezzo angelo. </em>In realtà, i giorni del cielo sono proprio quelli in cui ogni uomo cerca di migliorare la propria condizione, in cui si batte per essere perfetto, in cui immagina di ampliare i propri desideri al di là dell’orizzonte, tendendosi verso un illusorio paradiso, destinato a perdersi nell’eterna lotta tra l’amore per la vita e l’odio, la prepotenza, l’ignoranza radicata nell’animo umano. Laddove il cielo resta sempre perfetto e lontano, la terra permane nel suo stato di incertezza, di malessere, di imperfezione e noi siamo ancorati ad essa, tentiamo di liberarci, dimenandoci nelle nostre esistenze, ma senza ottenere alcun risultato. L’apparente felicità che possiamo raggiungere in una particolare fase della nostra vita è un vano fuoco destinato a spegnersi, così come i giorni del cielo sono sempre e comunque destinati a finire.</p>
<p><em>Certi hanno bisogno di più di quello che hanno e altri hanno di più di quello che gli serve. </em>La nostra condizione sulla terra è sempre infelice e in continua tensione, le trasformazioni lo dimostrano e la vera battaglia è quella che combattiamo contro noi stessi e contro le regole che governano le nostre vite. Possiamo affidarci solo alla speranza di andare incontro ad un cambiamento positivo, ma, forse, quello che davvero cerchiamo, dentro di noi, è la pace, la fine di questa inutile ed eterna lotta verso un’irraggiungibile perfezione. E&#8217; quello che possiamo dire a proposito del film I giorni del cielo interpretato da Richard Gere. Leggiamo la sua interessante intervista.<em></em></p>
<div><em>“Tutti provano disagio nei confronti dell’universo, io anche da giovane, e per capire meglio ho fatto studi e ricerche, finché il buddismo non mi ha colpito. Di solito vediamo la realtà con scetticismo, intorno a noi ci sono tanti stimoli fuorvianti, ma è possibile sviluppare un rapporto più vicino alla realtà e all’interpretazione che la scienza dà  dell’universo. Da qui, generosità, amore e senso di condivisione: sono sulla strada giusta per andare oltre la menzogna”“fare l’attore per me è un lavoro, un ottimo lavoro, ma non ho aspettative eccessive: per me conta la vita, quella la prendo sul serio, mi piace il lavoro, ma non lo personalizzo troppo, sono umile”. E, aggiunge Gere, “non ho mai programmato il futuro, non faccio piani, del resto, ho dedicato energie e impegno per proposte di cui non s’è fatto poi nulla”. Ma perché decide di accettare una parte? “Quando una proposta dà interrogativi e, quindi, apre a un viaggio per le risposte, un viaggio di vita”.“fare l’attore per me è un lavoro, un ottimo lavoro, ma non ho aspettative eccessive: per me conta la vita, quella la prendo sul serio, mi piace il lavoro, ma non lo personalizzo troppo, sono umile”. E, aggiunge Gere, “non ho mai programmato il futuro, non faccio piani, del resto, ho dedicato energie e impegno per proposte di cui non s’è fatto poi nulla”. Ma perché decide di accettare una parte? “Quando una proposta dà interrogativi e, quindi, apre a un viaggio per le risposte, un viaggio di vita”.</em></div>
<img src="http://nobell.it/?ak_action=api_record_view&id=5055&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://nobell.it/richard-gere-va-in-cielo.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La strada di Paolo</title>
		<link>http://nobell.it/la-strada-di-paolo.html</link>
		<comments>http://nobell.it/la-strada-di-paolo.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 05:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Catechesi]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nobell.it/?p=5009</guid>
		<description><![CDATA[di Marilena Marino.La strada,luogo di scoperta...tu dove sei? Sei tu che cerchi la fede o la fede è in cerca di te?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/Trucks2.jpg"><img style="margin: 10px;" class="alignleft size-full wp-image-5508" height="461" width="614" title="Trucks2" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/Trucks2.jpg" /></a>di Marilena Marino</p>
<p style="text-align: left;">In occasione della VI edizione del<strong><a href="http://www.romacinemafest.it/ecm/web/fcr/online/home" target="_blank">Festival Internazionale del Film di Roma</a></strong>, il 2 novembre 2011 alle ore 18.00, presso il Palazzo delle Esposizioni, ha avuto  luogo nell’ambito di Risonanze, la proiezione di <em><strong>La strada di Paolo</strong></em>, un film di Salvatore Nocita prodotto da <a href="http://www.faiservice.it/web/" target="_blank">FAI Service</a> (Federazione Autotrasportatori Italiani) e <a href="http://www.officinadellacomunicazione.com/" target="_blank">Officina della Comunicazione</a>, in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura e <a href="http://www.raicinema.rai.it/dl/RaiCinema/site/Page-4777ed96-9b0f-4ad6-8913-ab1c2e9f579c.html" target="_blank">Rai Cinema</a></p>
<p>Il film narra la storia di Paolo, un autotrasportatore diretto per lavoro in Terra Santa. Il suo viaggio prende una direzione inaspettata quando si imbatte in alcune realtà che parlano al suo cuore di Dio, Fede, Grazia e Carità, aprendogli anche gli occhi sull’opportunismo e il cinismo umano. Nell’incontro/scontro con la religiosità e il mistero insondabile di quella Terra, immerso in situazioni surreali, a contatto con personaggi e storie incredibili, per Paolo si aprono nuovi orizzonti che lo porteranno a una decisione fondamentale. Interpretato da Marcello Mazzarella, Valentina Valsania, Gianni Bissaca, Milena Miconi e David Brandon, con la partecipazione straordinaria di Philippe Leroy, il film deve indicazioni imprescindibili per la sua struttura alle interviste a personalità come S.E. Card. Angelo Scola,Arcivescovo di Milano; S.E. Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; Fabrizio Palenzona, Presidente di FAI Service; Roberto Vecchioni,cantautore; Salvatore Natoli, professore ordinario di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e Lucetta Scaraffia,storica, giornalista e docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Roma La Sapienza.</p>
<p>Afferma <strong>S.E. Card. Angelo Scola</strong>: «Io credo che la strada per l’uomo di oggi sia quella di guardare fino in fondo ai tratti fondamentali dell’esperienza umana. Il primo, il più importante è la capacità dell’uomo di cogliere il senso della realtà: cioè, la realtà è intelligibile e chiede di essere ospitata dalla nostra intelligenza e questo già implica una tra-scendenza, cioè un andare oltre l’immediato». [estratto da intervista]</p>
<p><strong>S.E. Card. Gianfranco Ravasi</strong> sottolinea: «Il bisogno di trascendenza potrebbe essere raffigurato attraverso un’immagine che è curiosamente lontana e vicina a Paolo, è lontana perché viene da un verso di un grande tragico greco che è Eschilo, e dall’altra parte è vicina perché Paolo, noi sappiamo, entra nell’interno dell’orizzonte della cultura greca. La trascendenza è sostanzialmente, se la vogliamo esprimere con un simbolo, proprio questa mano che viene dall’oltre, dall’altro rispetto all’orizzonte in cui siamo immersi. È per questo che Paolo in un certo senso echeggerà questa voce pagana in una maniera differente». [*]</p>
<p>Per <strong>Fabrizio Palenzona</strong> «Questo film è un esempio della direzione nella quale vogliamo camminare. Lavorare, guadagnare il giusto, rimettere nel circuito più risorse possibili per attenuare i costi delle nostre imprese, sostenere l’azione di difesa dei diritti e promozione dei doveri attraverso la federazione: insomma, ripeto, promuovere una cultura che metta al centro la persona umana. Per questo ci piace il film: il richiamo al senso della vita, al dubbio su cosa e perché siamo in questo mondo, al valore della solidarietà, della famiglia, della pace e del lavoro come strumento di promozione umana».</p>
<p>«Nel raccontarci l’imprevedibile percorso di un autotrasportatore diretto in Terra Santa, Nocita recupera uno dei tòpoi più ricorrenti della cultura e dell’arte di ogni secolo: la strada. Che non è mai solo un luogo fisico, un tratto di percorrenza, ma il simbolo stesso dell’uomo in cammino. Formidabile dispositivo di scambio simbolico, la strada è il luogo della scoperta, del perdersi e del ritrovarsi, dell’incontro con l’altro, con il sè, con Dio. Sulla strada l’uomo in cammino si trasforma divenendo, da vagabondo senza meta, un pellegrino del suo destino».</p>
<p>Chiude <strong>Roberto Vecchioni</strong>: «Io non credo che l’uomo del terzo millennio sia sordo ai temi che riguardano il trascendente. C’è modo e modo di interpretare il trascendente: per paura, per bisogno, per necessità o anche davvero per fede intensa. Il trascendente ha una valenza fondamentale e sublima anche le piccole azioni che facciamo, dà un significato».</p>
<img src="http://nobell.it/?ak_action=api_record_view&id=5009&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://nobell.it/la-strada-di-paolo.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Arte e Dio</title>
		<link>http://nobell.it/arte-e-dio.html</link>
		<comments>http://nobell.it/arte-e-dio.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 06:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Catechesi]]></category>
		<category><![CDATA[Centri culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Liturgia]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Sfida Educativa]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[crezione]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nobell.it/?p=5080</guid>
		<description><![CDATA[Esposizione Arte e Fede alla GMG di Madrid 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/andruchak-artecultura-2008-105x120cm-acrilico-s-eucatex-geometricismo-700px.jpg"><img style="margin: 10px;" class="alignleft size-full wp-image-5348" height="620" width="700" title="andruchak - arte&amp;cultura 2008 105x120cm acrilico s eucatex - geometricismo 700px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/andruchak-artecultura-2008-105x120cm-acrilico-s-eucatex-geometricismo-700px.jpg" /></a>Il linguaggio dell&#8217;arte contemporanea per portare a Dio</h2>
<div>
<div>Agnus Dei. William Zijltra -<br />
Agnus Dei. Zurbarán</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe1" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe1.jpg" height="300" width="155" /></p>
<p><strong>Madrid, 15 luglio 2011.-</strong> L&#8217;innovazione e la storia non sono in conflitto.Nè l&#8217;arte contemporanea e la fede. Cosí dimostrano le 36 opere (installazioni,<em>performances</em>, quadri, fotografie) dell&#8217;esposizione <em>Arte + Fede</em> da paesi dei 5 continenti (Stati Uniti, Giappone, Olanda, Liberia, Australia e Filippine).</p>
<p>L&#8217;esposizione <em>Arte + Fede</em> riunirá alla <em>Fondazione Pons</em> di Madrid, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), le opere di artisti contemporanei cristiani provenienti da diverse parti del mondo, il cui obiettivo comune è che l&#8217;arte sia un ponte verso la fede. La mostra potrà esser visitata dal <strong>9 al 26 agosto</strong>, nella sede della <em>Fondazione Pons</em>.</p>
<p>“È la prima volta che in Europa si organizza un&#8217;esposizione internazionale con artisti avanguardisti e impegnati con la loro fede cristiana, che sia cattolica, ortodossa o protestante. Il pensiero moderno vive una sfiducia generale. Questa esposizione vuole esser un modo per mostrare che l&#8217;arte costruisce, speranza”, ha spiegato María Tarruella, responsabile dell&#8217;esposizione.</p>
<p>La mostra ha potuto contare sulla collaborazione del <em>National Museum of Catholic Art</em> di Washington DC, dove l&#8217;esposizione sarà trasferita dopo la GMG.</p>
<div>Santa Teresa, san Juan de la Cruz, san Sebastián.Alejandro Mañas</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe2" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe2.jpg" height="200" width="300" /></p>
<p>Tarruella ha sottolineato che questa mostra rivela che “il senso religioso non è qualcosa di ieri, ma qualcosa di insito nell&#8217;essere umano, che viene espresso attraverso il linguaggio artistico di ogni epoca. Le opere selezionate vanno dalle più concettuali ad altre con riferimenti più classici”.</p>
<p>È il caso dell&#8217; olandese William Zijlstra,  che nella sua opera ‘Agnus Dei’ fa un chiaro parallelismo con l&#8217; opera omonima di Zurbarán. Questa volta l&#8217;agnello è però immolato in un altare moderno, fatto con giornali che riportano la notizia ‘l&#8217;uomo è capace di qualunque orrore’, un articolo sull&#8217; Olocausto. Inspiegabile dal punto di vista umano come la crocifissione di Cristo e le sofferenze del ventesimo secolo abbiano senso alla luce della fede.</p>
<div>Nowa Huta. David López</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe3" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe3.jpg" height="300" width="300" /></p>
<p><strong>Il significato del quotidiano</strong><br />
Dio e l&#8217;uomo non devono stare lontani. Così pensano molti di questi artisti, come il castiglianese Alejandro Mañas che utilizza tre bottiglie di Coca Cola smaltate per parlare di Santa Teresa, San Giovanni della Croce e San Sebastiano. Apparentemente simili, queste tre bottiglie sono proprio come noi: “la nostra forma esteriore è sempre la stessa però a seconda di come viviamo la nostra interiorità, vestiamo l&#8217;esterno”, spiega l&#8217; artista.</p>
<p>“Ogni gesto quotidiano ha un significato più profondo che trascende il suo lato  più funzionale”, mette in guardia David López attraverso la sua opera ‘Nowa Huta’, nella quale si vede la sagoma di Cristo crocifisso, realizzata utilizzando  immagini del quotidiano.</p>
<p><strong>Installazioni e ‘performances’ </strong><br />
Anche la partecipazione trova posto in questa mostra. Ad esempio il lavoro “Le lacrime di Maria Maddalena” della sivigliana Adriana Torres de Silva: un&#8217;installazione con capelli appesi sopra un dipinto coperto d&#8217;acqua, che invita i visitatori a scoprirla spostando i capelli e, allo stesso tempo, rimanere inebriati dal profumo che viene versato nell&#8217;acqua.</p>
<div>Las lágrimas de María Magdalena. Adriana Torres Silva</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe4" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe4.jpg" height="171" width="300" /></p>
<p>Oltre a questa, c&#8217;è l&#8217; installazione realizzata dal filippino Jason Dy, artista e sacerdote gesuita, il cui lavoro consiste in bottiglie di vetro con dentro i ricordi di cari defunti. I visitatori potranno, se lo desiderano, riempire le bottiglie con un ricordo per i loro cari defunti, come fosse una lettera da inviare a Dio.</p>
<p><strong>Esperienze nate in carcere</strong></p>
<div>Virginidad. Sarai Aser</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe7" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe7.jpg" height="300" width="201" /></p>
<p>In carcere ha anche trascorso la vita Sarai Aser, artista cilena trasferitasi a Rotterdam, questa volta per aiutare gli altri. La sua opera ‘Verginità’ desidera mostrare il messaggio che lei stessa trasmette alle donne nelle carceri: l&#8217; opportunità di tornare indietro per ricominciare a vivere dopo situazioni di forte disagio a causa della prostituzione o altre ragioni legate alla sessualità.</p>
<p>L&#8217; esposizione <em>Arte + Fede</em> è una delle oltre 300 attività che faranno parte della programmazione culturale della Giornata Mondiale. In concreto è una delle tre esposizioni d&#8217;arte principali, insieme all&#8217; itinerario nel Museo del Prado ‘ I volti di Cristo’ e l&#8217; esposizione del Museo Thyssen ‘Incontri’.</p>
</div>
<img src="http://nobell.it/?ak_action=api_record_view&id=5080&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://nobell.it/arte-e-dio.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perugia e Bioetica</title>
		<link>http://nobell.it/perugia-e-bioetica.html</link>
		<comments>http://nobell.it/perugia-e-bioetica.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 14:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Education]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nobell.it/?p=5282</guid>
		<description><![CDATA[di Mariangela Musolino " Bioetica tra Natura e Persona: da promuovere o da cambiare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/Palazzo-Comunale-e-dei-Priori-di-Perugia1.jpg"><img style="margin: 10px;" class="alignleft size-full wp-image-5285" height="840" width="1120" title="Palazzo-Comunale-e-dei-Priori-di-Perugia" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/Palazzo-Comunale-e-dei-Priori-di-Perugia1.jpg" /></a>di Mariangela Musolino</p>
<p>PERUGIA, CAPITALE NAZIONALE DELLA BIOETICA: ARRIVA IL CONGRESSO DELLA SOCIETA’ ITALIANA PER LA BIOETICA<br />
Il 25 e 26 Novembre nel capoluogo perugino (Convento di S. Francesco al Monte) i massimi esperti italiani si confronteranno sul tema dell’identità di genere dal punto di vista sociale, medico, bioetico e giuridico.</p>
<p>Perugia – E’ tutto pronto a Perugia, presso il Convento di S. Francesco al Monte (Monteripido) per ospitare venerdì 25 e sabato 26 Novembre il X Congresso Nazionale della Società italiana per la Bioetica e i Comitati Etici (SIBCE), organizzato dal Centro regionale di bioetica Fileremo.<br />
“Identità di genere: aspetti sociali, medici, bioetici e giuridici” sarà il titolo dell’appuntamento e per il dibattito interverranno in Umbria i massimi esperti nazionali sugli argomenti. Tra questi, S.R.E. Mons. Ignacio Carrasco De Paula, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, il Prof. Massimo Gandolfini, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Istituto Ospedaliero di Brescia, Professore in Neurochirurgia, il prof. Filippo M. Boscia, Presidente nazionale della Società Italiana di Bioetica e Comitati Etici e Prof. Carlo Cirotto, Ordinario di Citologia ed Istologia, Università di Perugia, Presidente del MEIC.</p>
<p>Nel corso del congresso si punterà l’attenzione sull’influenza della cosiddetta “teoria del gender”, nata negli anni settanta del secolo scorso e sui suoi possibili risvolti biologici, sociali e giuridici. Nella prima sessione del venerdì si lavorerà su ”Bioetica tra Natura e Persona:una prospettiva da promuovere o da cambiare?” con Mons. De Paula, mentre nella sessione pomeridiana si tratteranno gli aspetti bio-psicologici della differenza sessuale. La giornata di sabato vedrà trattare gli aspetti socio-antropologici dell’identità sessuale, mentre la sessione conclusiva valuterà le ricadute bio-giuridiche della differenza di genere.</p>
<p>Il Congresso della SIBCE prenderà il via a partire dalle ore 9.00 del 25 Novembre. Al Convegno sono stati riconosciuti 12 crediti ECM pertanto, il personale medico che lo desiderasse, può richiedere l’attestato. Tutte le informazioni sulle iscrizioni sono disponibili al numero 348/6842253.</p>
<img src="http://nobell.it/?ak_action=api_record_view&id=5282&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://nobell.it/perugia-e-bioetica.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>FORMULA UNO:  GRAN PREMIO D&#8217;ITALIA 2011</title>
		<link>http://nobell.it/formula-uno-gran-premio-ditalia-2011.html</link>
		<comments>http://nobell.it/formula-uno-gran-premio-ditalia-2011.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 08:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Asaro Romanoff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Amici dell'Autodromo di Monza]]></category>
		<category><![CDATA[autodromi]]></category>
		<category><![CDATA[Autodromo di Monza]]></category>
		<category><![CDATA[Brianza]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Monza]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Asaro Romanoff]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[FIA]]></category>
		<category><![CDATA[FOA]]></category>
		<category><![CDATA[Formula Uno]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Premio d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[motori]]></category>
		<category><![CDATA[nobell]]></category>
		<category><![CDATA[piloti di Formula Uno]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastian Vettel]]></category>
		<category><![CDATA[sport automobilistici]]></category>
		<category><![CDATA[vetture]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nobell.it/?p=4512</guid>
		<description><![CDATA[INTERVISTA AD ENRICO FERRARI, DIRETTORE DELL&#8217;AUTODROMO DI MONZA Quanto lavoro dà al personale di un Autodromo il Gran Premio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4516" href="http://nobell.it/formula-uno-gran-premio-ditalia-2011.html/sh_r7194-jpg-2"><img class="size-full wp-image-4516 alignleft" style="margin: 10px;" title="SH_R7194.jpg" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/06/Enrico-Ferrari_600-11.jpg" alt="" width="599" height="800" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>INTERVISTA AD ENRICO FERRARI, DIRETTORE DELL&#8217;AUTODROMO DI MONZA</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quanto lavoro dà al personale di un Autodromo il Gran Premio di Formula Uno?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Tanto lavoro. Alla fine di un Gran Premio, si comincia a lavorare per la gara dell&#8217;anno successivo.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per gli appassionati di automobilismo è una grande delusione che non ci siano i test prima del Gran Premio.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Sappiamo della delusione, la condividiamo, ma per contenere i costi e tutelare le scuderie meno ricche, è stata presa questa decisione.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il Gran Premio di Roma è un ricordo lontano?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Sì, il Sindaco Alemanno ha rinunciato ufficialmente.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quale futuro per la Formula Uno?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Vedremo cosa succederà nel 2012, in tale data scade il contratto tra la FOA e i Team.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In occasione del Gran Premio cosa offre Monza agli appassionati di F.1?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Il Comune di Monza si è sempre impegnato ad organizzare molte interessanti manifestazioni collaterali. Anche quest&#8217;anno ci saranno tanti eventi.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le previsioni per l&#8217;affluenza del pubblico al Gran Premio di settembre sono buone?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Ci difendiamo, considerata la recessione economica.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non c&#8217;è dubbio, l&#8217;Autodromo di Monza ha una buona squadra di lavoratori, anni fa Schumacher aveva lodato le pulitrici dell&#8217;Autodromo durante un <em>briefling. </em>Direttore, qual è il segreto per avere una buona squadra?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Il rapporto umano che si instaura con il personale è sempre determinante.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I prezzi per assistere al Gran Premio sono alla portata di tutti?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Noi abbiamo cercato di fare il possibile per contenere i prezzi. Si inizia con un importo di 100 euro per i tre giorni gara, non potevamo abbassare ulteriormente i costi, c&#8217;è la necessità di coprire le spese.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Daniela Asaro Romanoff</span></p>
<img src="http://nobell.it/?ak_action=api_record_view&id=4512&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://nobell.it/formula-uno-gran-premio-ditalia-2011.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tutti i Video Del Direttorio</title>
		<link>http://nobell.it/tutti-i-video-del-direttorio.html</link>
		<comments>http://nobell.it/tutti-i-video-del-direttorio.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 09:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terzilio Mancinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[.GUARDA]]></category>
		<category><![CDATA[=PENSA]]></category>
		<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Link segnalati]]></category>
		<category><![CDATA[anicec]]></category>
		<category><![CDATA[animatori]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo interreligioso]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Sfida Educativa]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[testimoni digitali]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nobell.it/?p=4120</guid>
		<description><![CDATA[Tutti i video contenuti nel Direttorio delle comunicazioni sociali: COMUNICAZIONE E MISSIONE. Questo sussidio video era contenuto nel Documento del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img height="301" width="200" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/09/direttorio_cover.jpg" title="direttorio_cover" style="margin: 10px;" class="size-full wp-image-3163 alignleft" /></p>
<p>Tutti i video contenuti nel Direttorio delle comunicazioni sociali: COMUNICAZIONE E MISSIONE.</p>
<p>Questo sussidio video era contenuto nel Documento del Direttorio nella prima versione  dell Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali.</p>
<p>Ogni singolo video descrive visivamente il contenuto di ogni capitolo del Direttorio.</p>
<p>Una sintesi ben fatta che aiuta a capire il contesto dove la nuova figura dell Animatore della Cultura e della Comunicazione  dovrebbe interagire.</p>
<p>Video realizzati per essere diffusi e discussi nelle Diocesi e nelle Parrocchie.</p>
<p>Un materiale molto valido che spesso finisce poco considerato negli archivi dei Parroci.</p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=HDWU-111jeI">http://www.youtube.com/watch?v=HDWU-111jeI</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=vl_FV48nhe8">http://www.youtube.com/watch?v=vl_FV48nhe8</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=D59YfZUlj24">http://www.youtube.com/watch?v=D59YfZUlj24</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nxh6j7GIqQA">http://www.youtube.com/watch?v=nxh6j7GIqQA</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7_EGYNb3nac">http://www.youtube.com/watch?v=7_EGYNb3nac</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jBW_xbhJkpM">http://www.youtube.com/watch?v=jBW_xbhJkpM</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=TB7ocYiUCV4">http://www.youtube.com/watch?v=TB7ocYiUCV4</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hYZBu0Fom2U">http://www.youtube.com/watch?v=hYZBu0Fom2U</a></p>
<div id="-chrome-auto-translate-plugin-dialog" style="display: none; opacity: 1 !important; border-color: none !important; background: transparent !important; padding: 0 !important; margin: 0 !important; position: absolute !important; top: 0; left: 0; overflow: visible !important; z-index: 999999 !important; text-align: left !important;">
<div style="max-width: 300px !important; color: #fafafa !important; opacity: 0.8 !important; border-color: #000000 !important; border-width: 0px !important; -webkit-border-radius: 10px !important; background-color: #363636 !important; font-size: 16px !important; padding: 8px !important; overflow: visible !important; background-image: -webkit-gradient(linear, left top, right bottom, color-stop(0%, #000), color-stop(50%, #363636), color-stop(100%, #000)); z-index: 999999 !important; text-align: left  !important;"></div>
<p><img style="position: absolute !important; z-index: -1 !important; right: 1px !important; top: -20px !important; cursor: pointer !important; -webkit-border-radius: 20px; background-color: rgba(200, 200, 200, 0.3) !important; padding: 3px 5px 0 !important; margin: 0 !important;" onclick="document.location.href='http://translate.google.com/';" src="http://www.google.com/uds/css/small-logo.png" /></div>
<img src="http://nobell.it/?ak_action=api_record_view&id=4120&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://nobell.it/tutti-i-video-del-direttorio.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A San Giovanni Rotondo, l&#8217;audience del sacro.</title>
		<link>http://nobell.it/a-san-giovanni-rotondo-laudience-del-sacro.html</link>
		<comments>http://nobell.it/a-san-giovanni-rotondo-laudience-del-sacro.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 21:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ginofusco</dc:creator>
				<category><![CDATA[=PENSA]]></category>
		<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche e Sussidi]]></category>
		<category><![CDATA[discariche]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[Padre Pio]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[sacro]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni Rotondo]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nobell.it/?p=3961</guid>
		<description><![CDATA[È il racconto di un pellegrinaggio, fatto a San Giovanni Rotondo il 3 febbraio del 2009, ma che ancora conserva molti tratti di stringente attualità. L'auspicio è che possa offrire ulteriori spunti di riflessione e commento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3977" href="http://nobell.it/a-san-giovanni-rotondo-laudience-del-sacro.html/padre-pio"><img class="size-full wp-image-3977 alignleft" style="margin: 10px;" title="padre pio" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/02/padre-pio.jpeg" alt="" width="274" height="184" /></a>di Gino Fusco</p>
<p>Resto sbigottito. Ma la Puglia, dov’è? Quella che avevo nella mente – mi dico -, quella fatta di olio, di pane e di vino. E in­vece, tutt’intorno è tutt’un cantiere. Sì, è proprio così, anche quaggiù s’è inverato il miracolo della pseudo modernità. Le olive, sono state tra­sformate in brecciame; le viti, in lunghi e contorti tondini di acciaio portante; i mulini, in ansimanti e rumo­rose betoniere. Il verde della campagna s’è ritratto sconfitto, per fare posto al non colore del ce­mento, ubiquo e disordinato. Tutto dà l’idea del provvisorio, anche perché tanti sono i fabbri­cati non ultimati. Per via del muschio, molti sembrano addirit­tura abbandonati, a mo’ di meste sculture del pre­sente. Lungo i cigli della strada d’accesso al paese, e per gran parte dei sen­tieri, innumerevoli sono le micro discariche; tono su tono, per­ché fatte di bidoni arrugginiti, di sacchetti di cemento semia­perti, di car­toni di mattonelle non utilizzate. Incessanti le moto­pale gialle, che gi­rano vorticosamente; sembrano seguire le re­gole d’un gioco che an­cora non ci è dato conoscere. “<em>Centro di spiritualità</em>”, è il nome dell’albergo che ci ospita. Una costru­zione recente; una cascata di marmi intarsiati, di onici lucci­canti, di persiane telecomandate, di serrature elettroniche e di livree da compagnia aerea. Insomma, qui sembra di stare a Dubai. Giu­sto il tempo di mangiare la pizza al po­modoro di mammà (por­tata da casa), e via, subito al Santuario, per salu­tare Padre Pio. Lì, poche emozioni; anzi, pochissime. Poverino, l’hanno messo sopra un pretenzioso baldacchino, fatto di vetro e di marmo, col tetto a spiovente. La forma ricorda la confe­zione del cioccolato <em>Toblerone</em>; sì, quello mandorlato, che si trova soprattutto negli <em>Autogrill</em>. Poco c’è mancato che l’impacchettassero con un fiocco di raso rosso, quello da re­galo. Su quei cristalli, a centi­naia rimbalzano i flash delle mac­chine fotografiche; come dei laser, alla stregua di un video­game. Mi viene d’improvviso una gran pena; per lui, esposto così spudoratamente. A dispetto del carattere brusco e impa­ziente che aveva in vita, ora sembra che in lui prevalga un’enorme pazienza; accetta di prestarsi a questo show senza co­pione.</p>
<p>Per scaldare il cuore, per solleci­tarne un benefico sus­sulto, bisogna volgere lo sguardo altrove. Ai simboli, che per i vicoli della memoria ci rimandano alle cose che veramente cer­chiamo. Al Cro­cifisso, che lui avrà certa­mente invocato; all’altare ligneo (quello coi due dipinti incasto­nati), sul quale si sarà senz’altro inginocchiato; alla piccola fine­stra quadrata del convento, dalla quale salutava le folle ado­ranti. Intanto, là fuori i giovani del posto si contendono gl’incroci, per distribuire ai pas­santi i volantini pubblicitari degli al­berghi e dei ristoranti. Sullo sfondo, a poche centinaia di metri, la gio­vane ed enorme chiesa di San Pio dal tetto verde; quella di Renzo Piano. Sembra ad­dormentata, sfiancata dalle linee ardite disegnate dal suo grande architetto. Seconda per ampiezza solo a quella di San Pie­tro, è in quest’istante abitata solo da due anziani, che chiac­chierano di calcio su una panca. Due i giovanissimi cu­stodi, in uniforme blu d’ordinanza; sotto le lampade supersoft, lui com­pone messaggini sul suo telefonino, mentre lei, sbadi­gliando, tiene a bada un cruciverba. Per un beffardo paradosso, un po’ di luce vera si potrà trovare 85 gradini sottoterra, 20 chi­lometri più in là. A Monte Sant’Angelo, nello sguardo di un gio­vane prete polacco, che confessa nella Chiesa di San Michele. Op­pure nelle ferme parole del camilliano padre Al­berto, che esor­tano a mettersi quotidianamente in discussione. Un invito co­stantemente ignorato da chi ha la responsabilità di ciò che ac­cade a San Giovanni Rotondo. Un luogo antico e santo, per­ché attraversato da santi; da quelle vite dolorose e prodigiose, il cui spi­rito sembra essersi diluito nella besciamella aggiu­statutto dell’immancabile pasta al forno.</p>
<p>Nessuno, tra chi poteva, ha pensato di conservare in qualche maniera la semplicità di quel frate così speciale che l’ha abitato. E così, proprio qui, ca­rità e misericordia ri­sultano assenti ingiustificate; l’audience di questa nostra contemporaneità impone le sue norme, e le ha relegate nell’ufficio oggetti smarriti. La paccottiglia in confezione regalo ha prevalso sul raccoglimento, unico ponte verso il Divino. Tutto è ru­more di fondo, ritmato dai pistoni delle motopale un po’ più a valle. Chissà. Forse, per stare meglio, basterebbe intravedere il marrò d’un saio; sì, uno di quei frati “alla Francesco”. Ora mi manca la fru­galità dei loro modi; spicci e schietti. La ricetta la penso semplice. Due chiacchiere, intorno a una stufa a legna; si aggiungono pane, formaggio e olive; s’insaporisce col vero, che spazza via le tempeste interiori, e ri­porta il sereno. Eppure, ripensandoci… Eppure, ripeto, in due interi giorni di frati non ne ho incrociato neanche uno. Mah, si saranno ritirati nelle loro celle. A fare cosa? Certamente intenti a pregare, perché inorri­diti da ciò che li circonda. E anche perché non voglio immagi­narli a contare denaro.</p>
<img src="http://nobell.it/?ak_action=api_record_view&id=3961&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://nobell.it/a-san-giovanni-rotondo-laudience-del-sacro.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Associazione nazionale degli Animatori</title>
		<link>http://nobell.it/associazionale-nazionale-degli-animatori.html</link>
		<comments>http://nobell.it/associazionale-nazionale-degli-animatori.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 23:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Idee e Suggerimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[accoci]]></category>
		<category><![CDATA[anicec]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nobell.it/?p=3501</guid>
		<description><![CDATA[Carissimi Animatori della Comunicazione e della Cultura,durante il recente incontro di Camposampiero tra alcuni di noi animatori si è preso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #3333ff;">Carissimi Animatori della Comunicazione e  della Cultura,</span><br style="color: #3333ff;" /><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">durante il  recente incontro di Camposampiero tra alcuni di noi animatori si è preso  coscienza che, agli incontri formativi, è sempre più necessario affiancare uno  spazio dove confrontarci e mettere in relazione le nostre diverse esperienze  nelle Diocesi in cui operiamo.</span><br style="color: #3333ff;" /></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://nobell.it/associazionale-nazionale-degli-animatori.html"><img class="size-full wp-image-3506 aligncenter" style="margin: 10px;" title="animatori22" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/11/animatori22.jpg" alt="" width="583" height="844" /></a></p>
<p><span style="color: #3333ff;">Così si è pensato di costituire dapprima una  rete e successivamente un&#8217;associazione nazionale degli animatori della  comunicazione e della cultura che diventi un punto di riferimento per ciascuno  di noi, un luogo ideale in cui sia possibile scambiare le nostre esperienze per  rendere vivo il Direttorio nei nostri territori e creare sempre più una nuova  cultura delle comunicazioni sociali.</span><br style="color: #3333ff;" /><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Pertanto è  stato elaborato un manifesto programmatico di invito all’adesione che vi  sottoponiamo.</span><br style="color: #3333ff;" /><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Siamo certi  che possiate accoglierlo positivamente, anzi possiate offrire immediatamente il  vostro contributo, scrivendo alla mail <a href="mailto:animatori.cs@gmail.com">animatori.cs@gmail.com</a> nel contempo  diffondendo questa iniziativa agli animatori che conoscete non presenti  nell’elenco.</span><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Contiamo di organizzare un incontro sabato 11  Dicembre a Roma, i cui dettagli contiamo di definire nei prossimi giorni e che  vi saranno comunicati.</span><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Questa proposta è stata presentata a mons.  Pompili, con apposita nota nei giorni scorsi.<br />
Al comitato promotore iniziale  ma a cui altri via via si stanno aggiungendo, era formato da:</span><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Carmen de  Fontes (Reggio Calabria), Antonio Giuseppe di Caro (Caltanisetta), Francesco  Fascinato (Treviso), Agostino Lupo (Perugia-Città della Pieve), Terzilio  Mancinelli (Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino), Matteo Maria Giordano  (Concordia-Pordenone), Pia Pezza (Napoli), Marilena Marino (Assisi – Nocera  Umbra – Gualdo Tadino), Pierpaolo Ruello (Messina – Lipari – S. Lucia del M.) e  Antonio Tavilla (Messina – Lipari – S. Lucia del M.), </span><br style="color: #3333ff;" /><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Chiunque lo desideri può inserirsi nel comitato  promotore, anzi siamo desiderosi che altri si uniscano.</span><br style="color: #3333ff;" /><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Un fraterno abbraccio</span><br style="color: #3333ff;" /><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Per eventuali contatti telefonici potrete  chiamare:</span><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Matteo Maria Giordano 3397218918</span><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Marilena  Marino 3272913391</span><br style="color: #3333ff;" /><span style="color: #3333ff;">Antonio Tavilla 3389481573</span></p>
<img src="http://nobell.it/?ak_action=api_record_view&id=3501&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://nobell.it/associazionale-nazionale-degli-animatori.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mass media e Vangelo: la giornata delle comunicazioni a Reggio Calabria</title>
		<link>http://nobell.it/mass-media-e-vangelo-la-giornata-delle-comunicazioni-a-reggio-calabria.html</link>
		<comments>http://nobell.it/mass-media-e-vangelo-la-giornata-delle-comunicazioni-a-reggio-calabria.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 May 2010 12:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmen</dc:creator>
				<category><![CDATA[=PENSA]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[jesus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nobell.it/?p=2755</guid>
		<description><![CDATA[di Carmen De Fontes “Mass media e Vangelo dalla stampa al digitale”: questo il titolo del convegno che si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/02/300x250.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-639" style="margin: 10px;" title="300x250" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/02/300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>di Carmen De Fontes</p>
<p>“Mass media e Vangelo dalla stampa al digitale”: questo il titolo del convegno che si è svolto a Reggio Calabria in occasione della 44<sup>a </sup>Giornata mondiale delle comunicazioni sociali e che ha visto la presenza di don Antonio Tarzia, direttore di “Jesus”.</p>
<p>Don Antonio Tarzia ha offerto suggerimenti e fornito le coordinate da seguire per muoversi  nel mondo digitale. In primo luogo ha proposto un esempio, quello di Matteo Ricci di cui si è da poco aperta a Macerata la causa di beatificazione. Questo gesuita, morto 400 anni fa, andò missionario in Cina, terra allora diversa, un “universo parallelo” come il web di oggi, ma lì, prima di parlare, imparò il mandarino, imparò i costumi dei cinesi e solo quando cominciò ad essere chiamato saggio, ad essere considerato autorevole, propose ai cinesi la Bibbia in ideogrammi, ovvero nella loro lingua. Così dovremmo fare anche noi, imparare l’uso di internet e poi proporre il Vangelo con il linguaggio di questi mezzi.  Siamo chiamati ad essere uomini – cerniera tra un passato fatto ancora di cartaceo e un futuro dominato dai nuovi mezzi di comunicazione che, secondo l’immagine scelta dal Papa all’interno del suo messaggio per la giornata, costituiscono la nuova “agorà” dove annunciare, come San Paolo, il “Dio ignoto”.</p>
<p>La rete realizza inoltre un altro desiderio connaturato all’uomo: è il superamento della Babele delle lingue, è il linguaggio globale che permette a ogni uomo di entrare in contatto con tutti al di là delle barriere culturali.</p>
<p>Ma accanto alle grandi risorse sono tanti i pericoli da cui guardarsi. Il Vangelo non viene portato a uomini che sono “tabula rasa”, ma gli uomini del nostro tempo vengono continuamente a contatto con tante informazioni per cui il rischio è che il Vangelo rimanga ai margini di questa comunicazione. Inoltre la Rete rischia di dar vita a un nuovo umanesimo, un umanesimo in cui la mancanza di limiti di spazio e tempo rischia di tradursi nella mancanza di percezione della realtà stessa. Un altro rischio è quello della perdita dell’identità: nei social network l’identità è una variabile a disposizione del soggetto che si può fingere uomo o donna a seconda del contesto o inventare la propria vita.</p>
<p>Di fronte a questi rischi c’è quindi una nuova etica tutta da definire ma che non deve precludere la possibilità di utilizzare questi strumenti “meravigliosi” tenendo ben presente,  prima di tutto, che bisogna  essere testimoni credibili perché si riesce a comunicare, in internet e in ogni altro ambiente, solo ciò che si vive.</p>
<p>Carmen De Fontes</p>
<img src="http://nobell.it/?ak_action=api_record_view&id=2755&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://nobell.it/mass-media-e-vangelo-la-giornata-delle-comunicazioni-a-reggio-calabria.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

