Thursday, 23 February, 2012
Animatori Cristiani della Comunicazione

Lebbra e cuore

Posted by marilena marino On febbraio - 9 - 2012 ADD COMMENTS

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La pagina del Vangelo che la Liturgia di questa domenica ci fa leggere (Mc.1,40-45), ci chiede una notevole attenzione: siamo di fronte ad una tipica pagina di Marco, essenziale nello stile narrativo, ricchissima di contenuti solo accennati e lasciati alla intelligenza del lettore da comprendere e da approfondire. Siamo di fronte ad una pagina tutta concentrata sulla figura di Gesù, non facile da capire, persino sconcertante, ma proprio per questo importante per il cammino di fede che Marco ci guida a compiere.
“Un lebbroso viene verso di Lui, supplicandolo e dicendogli: “Se vuoi, puoi rendermi puro”. Il racconto di Marco comincia con il presentarci la figura di questo lebbroso che prende l’iniziativa, agisce, parla e si muoverà sino alla fine di testa propria non ascoltando ciò che Gesù gli dice. Non è di facile interpretazione questa figura che Marco propone: un esempio da imitare, o una condotta da condannare? Questa complessità si riflette nella diversità con cui le antiche tradizione del testo descrivono la reazione di Gesù di fronte alla domanda del lebbroso. Il testo che noi leggiamo dice: “e mosso a compassione.” ma altri antichi manoscritti dicono: “essendo andato in collera.” Gesù, dunque, di fronte al lebbroso si è commosso oppure si è adirato? Gli esperti di “critica del testo” affrontano la questione e, secondo le regole di questa scienza, tendono a privilegiare la lettura che noi scartiamo: “essendo andato in collera”. Questa lettura troverebbe conferma dalla reazione di Gesù dopo l’azione di purificazione: “fremendo contro di lui, lo cacciò via subito”. Perché, dunque, questo atteggiamento di Gesù? Certo, Marco ce lo presenta in modo non facilmente ed immediatamente riconducibile ad interpretazioni pie e devozionali. Presentandoci poi la realtà dei fatti, non ce ne dà l’interpretazione, lasciandola aperta alla sensibilità e all’intelligenza di ogni lettore: in questo modo Marco ci educa alla fede. Probabilmente, la reazione di Gesù dipende dall’atteggiamento del lebbroso che pretende che Lui lo liberi della situazione di separazione dagli altri. Nel lebbroso, che la Legge condanna alla separazione, possiamo vedere la situazione dell’uomo incapace di relazioni vere con gli altri, dell’uomo che non accetta il proprio limite e che pretende da Dio il superamento.
La chiave di interpretazione sta, dunque nella “preghiera” formulata dal lebbroso: “Se vuoi, puoi rendermi puro”. Preghiera o pretesa? Affidamento a Dio o tentazione? L’invocazione del lebbroso è così simile a quella di Gesù nel Gethsemani: “Padre, ogni cosa ti è possibile. Allontana questo calice da me! Ma non quello che io voglio, ma quello che vuoi tu!” Sono così simili le due invocazioni eppure tra di loro c’è un abisso! Quella di Gesù è una invocazione filiale, drammatica, rivolta al “Padre”; è un riconoscimento dell’onnipotenza di Dio, che rimane misteriosamente “altra” in rapporto all’invocazione così umana del “Figlio”, che pure sa di poter dire tutto, con estrema libertà, al Padre; è un affidamento totale di sé alla volontà del Padre che il Figlio sa essere volontà di amore. Quella del lebbroso è invece una secca richiesta, nella perfetta logica umana: ha visto Gesù parlare e agire “con autorità” e quindi sa che “egli può”, se può deve solo volerlo e perché non dovrebbe volerlo, Lui che sta sempre dalla parte dei deboli? Quello che il lebbroso vuole è solo un atto “potente”, che rompa gli schemi, che faccia in modo che lui, persona emarginata per i suoi limiti, possa andare “a predicare molte cose e a divulgare la parola”. Il lebbroso non ha capito che la “autorità” di Gesù è solo l’amore con cui Egli si abbassa per condividere la fragilità e renderla piena di vita, non per cancellarla ed esibire una umanità autosufficiente; non ha aperto a Gesù il suo cuore per poter lasciarsi amare da Lui e quindi la sua vita non è cambiata neppure quando Gesù lo ha purificato. Questo può spiegare la reazione adirata di Gesù (e quanto pedagogica anche per noi, oggi!) il quale tuttavia non rimane condizionato dalla incomprensione del lebbroso: Gesù, pure in collera, non viene meno al suo amore per lui, alla compassione per un uomo che vuole uscire dalla sua sofferenza.
Marco descrive la guarigione del lebbroso da parte di Gesù, con i suoi gesti e le sue parole: “stese la sua mano e lo toccò e disse: Lo voglio, sii purificato”. L’eccezionalità del fatto è sottolineata dai due verbi: “stese la mano e lo toccò”, che esprimono la partecipazione umana e la libertà di Gesù che non teme il contatto che avrebbe prodotto impurità: Gesù è libero; egli sa che l’impurità del lebbroso non può contaminare, mentre il suo amore è contagioso e può guarire.
Le parole che accompagnano i gesti sono estremamente sintetiche e di grande peso: “Lo voglio, sii purificato”; lette, non solo in relazione con il fatto narrato, esprimono la visione programmatica di Gesù. Egli vuole (è un imperativo) una umanità libera, non schiava di contaminazioni, di limitazioni, di emarginazioni, ben al di là di quanto gli uomini vogliano, ben oltre ciò che questo lebbroso vuole.
Così questa pagina evangelica mette sempre più in evidenza il contrasto tra la radicalità di Gesù e la fragile e impaurita limitatezza umana: Gesù vuole una umanità libera e realizzata e per questo ama l’umanità chiamata a credere per sperimentare l’amore.
Marco ci mostra Gesù che vuole la guarigione e la purificazione del lebbroso ma pure che, “fremendo contro di lui, lo scacciò via subito e gli disse: “Fa’ attenzione! Non dire niente a nessuno, ma va’ tu stesso a mostrarti al sacerdote.”: in questo modo diventa evidente la preoccupazione pedagogica di Gesù. Pedagogico è anzitutto lo sdegno con cui Gesù reagisce, perché il lebbroso guardi dentro di sé e chiarisca a se stesso i motivi per cui sta agendo. Gesù ha provato compassione per lui, lo ha toccato, lo ha liberato dalla emarginazione: ormai non è più un ammalato che ha bisogno di cure ma una persona, soggetto delle proprie azioni. Gesù lo spinge a reimmergersi nel cerchio delle relazioni sociali (“vai, mostrati tu al sacerdote, offri.come testimonianza per loro”), lo vuole libero perché liberi gli altri. Deve mostrare che il suo corpo non è più segnato negativamente, e per questo ha bisogno di un riconoscimento istituzionale. Ma poi, deve tacere: Gesù non vuole pubblicità, non vuole che si confonda l’annuncio del “Vangelo” con l’entusiasmo, con la meraviglia suscitata dalla diffusione dei miracoli, non vuole che si confonda la fede in Lui con l’illusione di aver trovato la soluzione miracolistica dei propri problemi.
L’ambiguità che continua dall’inizio del racconto, qui raggiunge il culmine. “Ma quello, uscito, cominciò ad annunciare molte cose e a divulgare la parola”. La pedagogia di Marco riguarda adesso l’ “evangelizzatore”: “comincia”, con questo lebbroso sanato, il rischio di un grande equivoco, quello di scambiare l’evangelizzazione con il dire molte cose che, con la loro abbondanza, saturano lo spazio dell’ascolto e non lasciano a Gesù la possibilità di farsi sentire, o con il rumore dei mezzi di comunicazione che toglie lo spazio alla proclamazione del Vangelo.
In modo acuto, Marco avverte che l’iniziativa di quest’uomo, il suo affannarsi nell’annunciare molte cose, è di impedimento alla possibilità di Gesù di entrare e di manifestarsi nella città.
Il Vangelo parla a noi, oggi, assicurandoci che Gesù ci scuote, ci sveglia e nonostante le nostre ambiguità, continua a correggerci, perché ci ama e vuole che nella relazione vera con Lui troviamo la fonte della nostra autentica libertà.( Da Qumran.net)


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Prima lettura
Lv 13,1-2.45-46
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
Dal libro del LevìticoIl Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».Parola di Dio

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Salmo responsoriale
Sal 31
Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.
Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!
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Seconda lettura
1Cor 10,31-11,1
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai CorìnziFratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.
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Vangelo
Mc 1,40-45
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
Dal Vangelo secondo MarcoIn quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.Parola del Signore

Mistero Rivelato

Posted by marilena marino On dicembre - 11 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino                                                                              Scrivi a:  marilena@merilin.it

IV domenica di Avvento anno B

L’invito che il Natale rivolge è quello della ricerca di Dio non in cieli lontani ma nella realtà della nostra storia attraversata dalla presenza divina del Cristo.

> Prima lettura
2Sam 7,1-5.8-12.14.16
Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore.
Dal secondo libro di Samuèle

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 88
Canterò per sempre l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono».

«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele».

> Seconda lettura
Rm 16,25-27
Il mistero avvolto nel silenzio per secoli, ora è manifestato.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli,
a colui che ha il potere di confermarvi
nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo,
secondo la rivelazione del mistero,
avvolto nel silenzio per secoli eterni,
ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti,
per ordine dell’eterno Dio,
annunciato a tutte le genti
perché giungano all’obbedienza della fede,
a Dio, che solo è sapiente,
per mezzo di Gesù Cristo,
la gloria nei secoli. Amen.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 1,38)
Alleluia, alleluia.
Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola.
Alleluia.
> Vangelo
Lc 1,26-38
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

Volere è potere

Posted by marilena marino On dicembre - 4 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino                                                                                           Scrivi a:  marilena@merilin.it

III domenica di Avvento anno B

“Lo Spirito del Signore è su di me perchè il Signore mi ha consacrato con l’unzione, mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri a fasciare le piaghe dei cuori spezzati”   Isaia 61,1-2.10-11

Prima lettura
Is 61,1-2.10-11
Gioisco pienamente nel Signore.
Dal libro del profeta Isaìa

Lo spirito del Signore Dio è su di me,
perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l’anno di grazia del Signore.
Io gioisco pienamente nel Signore,
la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,
mi ha avvolto con il mantello della giustizia,
come uno sposo si mette il diadema
e come una sposa si adorna di gioielli.
Poiché, come la terra produce i suoi germogli
e come un giardino fa germogliare i suoi semi,
così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
e la lode davanti a tutte le genti.

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Lc 1
La mia anima esulta nel mio Dio.

L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.

Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia.

> Seconda lettura
1Ts 5,16-24
Spirito, anima e corpo si conservino irreprensibili per la venuta del Signore.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.
Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Is 61,1)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è sopra di me,
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
Alleluia.
> Vangelo
Gv 1,6-8.19-28
In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Parola del Signore

Voce che grida

Posted by marilena marino On novembre - 27 - 2011 ADD COMMENTS
di Marilena Marino                                           Scrivi a:  marilena@merilin.it
II domenica di Avvento anno B
Isaia annuncia il ritorno a Gerusalemme con grande consolazione: nasceranno così dalle ceneri della storia precedente dell’esilio nuovi cieli e nuova terra. La voce di Giovanni Battista preannuncia Cristo.

Prima lettura

Is 40,1-5.9-11
Preparate la via al Signore.

Dal libro del profeta Isaìa

«Consolate, consolate il mio popolo
– dice il vostro Dio –.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».

Parola di Dio

>

Salmo responsoriale

Sal 84

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

>

Seconda lettura

2Pt 3,8-14
Aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova.

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo

Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.
Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta.
Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.
Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 3,4.6)
Alleluia, alleluia.
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Alleluia.

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Vangelo

Mc 1,1-8
Raddrizzate le vie del Signore.

+ Dal Vangelo secondo Marco

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Parola del Signore

Il Desiderio

Posted by marilena marino On novembre - 17 - 2011 2 COMMENTS

Di Marino Marilena
Prima domenica di Avvento : Per il popolo di Israele in esilio è annunziata la Liberazione e il Ritorno,  il Signore non tarda a compiere la sua promessa di liberazione.
Giovanni Battista prepara con la sua voce la via al vero Messia davanti al quale non è degno di portare i calzari.

Fiere e Angeli

Esiste il male e ci porta alla paralisi, come dicevamo domenica scorsa. Esiste ed agisce continuamente nelle nostre vite.
Siamo liberi ed è impegnativo scegliere la parte luminosa della realtà, quella che proviene da Dio

Metanoia

Chi siamo, dove andiamo,chi vogliamo servire,cosa e chi vogliamo edificare? Quaresima 2012. Combattimento e riflessione intensa per capire la volonta’ di Dio.

Religione e benessere

di Moreno Migliorati.Le persone molto religiose hanno livelli di benessere più elevati rispetto a quelle moderatamente religiosesono affatto: é il risultato di uno studio effettuato dalla nota agenzia Gallup.

Quaresima: la Custodia dell’altro

«Prestiamo attenzione gli uni agli altri»: sono le prime parole della frase di san Paolo che Benedetto XVI pone come chiave del suo Messaggio per la Quaresima

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