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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Convegni</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>&#8220;Gesù nostro contemporaneo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati Chi è Gesù per me oggi? È persona viva di cui sentiamo tuttora il fascino o è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://nobell.it/gesu-nostro-contemporaneo.html/gesu" rel="attachment wp-att-6351"><img class="alignright size-full wp-image-6351" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/gesu.jpg" alt="" width="213" height="138" /></a>di Moreno Migliorati</strong></p>
<p><strong>Chi è Gesù per me oggi?</strong> È persona viva di cui sentiamo tuttora il fascino o è un’immagine del passato, una religione cristallizzata in dottrina? L’evento dal titolo <a href="http://www.progettoculturale.it/progettoculturale/s2magazine/index1.jsp?idPagina=30267" target="_blank"><strong>“Gesù nostro contemporaneo”</strong></a>, organizzato dal <a href="http://www.progettoculturale.it/" target="_blank">Comitato per il progetto culturale della Cei</a>, si propone di rispondere a queste e ad altre domande.<br />
Si tratta di un <strong>dibattito pubblico</strong>, a cui sono state invitate ad intervenire svariate personalità del mondo laico e religioso, che si terrà dal 9 febbraio all’11 febbraio 2012 nella città di Roma presso tre strutture differenti: l’Auditorium Conciliazione e la Sala Coro, l’Università LUMSA e la Sala Pio X.<br />
Una ventina di seminari affronteranno la figura di Gesù attraverso <strong>molteplici prospettive</strong>: storica, nel rapporto fra Cristo e la Chiesa, nelle diverse religioni, nell’arte, nel cinema, nella musica, nella fotografia e nella letteratura. Ci saranno presentazioni di libri sull’argomento, testimonianze, concerti ed eventi artistici e culturali.<br />
All’incontro di apertura dal titolo “Accadde a Dio in Palestina” sarà presente il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.<br />
Nel corso della giornata interverrà anche il rabbino David Rosen, direttore del Dipartimento per gli Affari Interreligiosi dell’American Jewish Committee, il biblista Romano Penna e i giornalisti Paolo Mieli e Sandro Magister.<br />
All’incontro di discussione sul tema “Gesù di Nazareth” parteciperanno il cardinale Angelo Scola, il teologo Thomas Söding, il capo della Comunità ebraica di Venezia Elia Enrico Richetti. Della giornata di venerdì citiamo l’incontro “I giovani e Gesù”, una conversazione con il cantautore Roberto Vecchioni, il docente di teologia Fondamentale Armando Matteo e lo scrittore Alessandro D’Avenia, moderato dal giornalista Alessandro Zaccuri; e inoltre “Gesù e il dolore degli uomini” con Mons. Rino Fisichella, lo psichiatra Manfred Lütz e il giornalista Tony Capuozzo. All’incontro conclusivo sarà presente il cardinal Camillo Ruini. Qui è possibile consultare il <a href="http://www.progettoculturale.it/gesunostrocontemporaneo/progetto_culturale/eventi/00030278_Programma.html" target="_blank">programma complessivo</a> dell’evento.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/01/30/gesu-nostro-contemporaneo-a-roma-un-dibattito-pubblico/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Tolentino Film Fest</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 18:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“I make a movie at the same way in which I live a dream”.  “Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno" FEDERICO FELLINI
                                    
               ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Giugno, nasce il Tolentino International Film Festival</h1>
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<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/TOLENTINO-logo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6269" title="TOLENTINO-logo" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/TOLENTINO-logo-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a>La città marchigiana di Tolentino farà da palcoscenico alla <strong>prima edizione del Tolentino International Film Festival</strong>, un concorso cinematografico internazionale organizzato dalla produzione e distribuzione cinematografica Whiterose Pictures in collaborazione con il circuito Giometti Cinema.</p>
<p>Il Festival si propone come<strong><em> luogo per l’incontro e il confronto di nuove tendenze cinematografiche, la diffusione di un linguaggio nuovo ed innovativo, e la valorizzazione in particolar modo di autori emergenti</em></strong>del panorama italiano ed internazionale.</p>
<p>&#8220;Con questo Festival vogliamo creare una vetrina cinematografica volta a valorizzare e mettere in luce le migliori opere cinematografiche del panorama italiano ed internazionale&#8221;, dichiara il direttore artistico Lorenzo Lombardi. &#8220;Rendere visibili il talento e la qualità di giovani autori, e non solo”.</p>
<p>La prima edizione del Tolentino International Film Festival si svolgerà <strong>venerdì 8 e sabato 9 giugno 2012,</strong> serata clou, durante la quale avrà luogo la cerimonia di premiazione e verranno proiettate le opere vincitrici del Concorso. Teatro dell’evento sarà il Multiplex Giometti Cinema di Tolentino, la prima multisala “Sony Digital Cinema 4K” di tutta Italia.</p>
<p>Il Festival si articolerà in due sezioni competitive principali: <strong>Tolentino Feature Films</strong> (competizione lungometraggi e documentari di ogni nazionalità), e <strong>Tolentino Short Films</strong> (competizione cortometraggi di ogni nazionalità). Tra i premi, una menzione speciale “Mario Mattoli”, in onore del grande regista italiano, originario proprio della città di Tolentino.</p>
<p>Per ulteriori info: <a href="http://www.tolentinointernationalfilmfestival.it/" target="_blank">www.tolentinointernationalfilmfestival.it</a></p>
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		<title>OXESSIONATI DAL SESSO</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 12:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino " New York, la città perfetta in cui si ambienta una storia di solitudine e di disagio, che offre mille possibilità e nessuna, che brilla e allo stesso tempo nasconde il marciume della società"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/55818312.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6186" style="margin: 10px;" title="5581831" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/55818312-e1326371861221-300x136.jpg" alt="" width="300" height="136" /></a>di Marilena Marino</p>
<p>Il protagonista di “<em>Shame</em>” è <em>Brandon</em>, giovane professionista che vive a New York. Brandon ha successo nel lavoro, possiede un appartamento di lusso e ha fascino da vendere con le donne, ma ha un problema che si sta facendo sempre più assillante: è dipendente dal sesso. Finora è sempre riuscito a tenere la cosa confinata tra le mura domestiche, ma l’arrivo della sorella minore (<a href="http://www.film.it/carey-mulligan-1" target="_blank">Carey Mulligan</a>), problematica quasi quanto lui, darà il via a una catena di eventi che lo costringeranno a fare i conti con se stesso.</p>
<p>Nella città che non dorme mai, dove il piacere sessuale è a portata di mano e dove un uomo single può intrattenersi in tutti i modi che preferisce, Brandon non ha limiti e dunque il suo problema non riesce a trovare risoluzione. <strong>McQueen comprende quanto una completa redenzione sia fuori luogo</strong> – stiamo parlando di questioni vere, non dell’arco di maturazione di un qualsiasi eroe hollywoodiano – e preferisce lasciare molto in sospeso, tante faccende insolute, concentrandosi non sull’ampio respiro ma sulle vite dei suoi personaggi, due anime perdute che cercano di riconnettersi e rimettere assieme i pezzi. Ce la faranno? Non è dato saperlo, ma almeno ci stanno provando.<br />
<strong>Ritratto glaciale e potente di Brandon, newyorkese di successo affetto da sex addiction. Un uomo come tanti, come tanti malato di frigidità morale ed emotiva,</strong> un uomo chiuso in prigione, stavolta racconto di un uomo che trasforma la sua assoluta libertà nella propria prigione”. Non è moralismo, è lucidità nel cogliere quella malattia emotiva della nostra contemporaneità che è il sesso impersonale, quella ginnastica genitale di corpi che si toccano e si compenetrano come in una tavola anatomica. Puro nichilismo. Brandon, il protagonista di <em>Shame</em>, cui Michael Fassbender aderisce con una fisicità impressionante, è un trentenne newyorkese di medio-alto successo che non ha, non riesce, non vuole avere relazioni durature e stabili. Che quando ci prova non ce la fa. Che ossessivamente fa sesso online, si masturba nel bagno di casa e dell’ufficio, si porta nel letto prostitute, fa avance pesanti alle ragazze che incontra in discoteca, si fa rimorchiare da sconosciute. Sesso, solo sesso. McQueen ce lo mostra con freddezza, non giudica, non ci racconta per fortuna molto di lui, non tenta nessuno approccio psicologistico al suo agire, semplicemente lo segue, lo pedina, registra i suoi movimenti. Il tutto in ambienti della nostra ipermodernità, spazi rarefatti, glaciali, geometrici, metallici e vitrei. Brandon è oggetto tra gli oggetti, viene osservato così come la macchina da presa osserva una sciarpa, un televisore, un divano. Da questo approccio avalutativo, fenomenico, scaturisce la forza enorme del film, che riesce a restituirci così il nichilismo in cui siamo sprofondati, e in cui ci stiamo perdendo, e che riesce a trasformare Brandon in un allarmante esemplare sociale dell’alienazione (sì, ritroviamola, questa meravigliosa parola perduta) ormai di massa. A fare da contrappeso è Sissy, la sorella di Brandon, invece travolta dalle sue emozioni, che cerca disperatamente di stabilire un ponte con quel fratello che sembra ormai perduto. Anche la disamina affettiva dei due protagonisti, uniti da un passato di imprecisato squallore ed oggi ancora alle prese con i propri fantasmi, riesce a procedere in maniera credibile, senza virare sul thriller o sfociare in una didascalica redenzione sentimentale. Forse, anzi, una chiave di lettura eccessivamente moralista o pedagogica lascerebbe una punta di evidente delusione sulla banalità del messaggio finale del film, che rimanda al solito circolo vizioso in cui infanzia traumatica e maturità disturbata fondano i propri disagi reciproci l’una sull’altra.<br />
Nell’ultima parte tutto si accelera, la frenesia e l’eccesso prendono il posto della rarefazione, la compulsione porta Brandon a avventure multiple, a inoltrarsi nei cunicoli della metropoli, a fare sesso con uno sconosciuto in un locale gay, a esibirsi con una prostituta alla finestra-vetrina di un hotel. Succederà poi qualcosa, qualcosa di drammatico, che forse riuscirà a tagliare la corazza che avvolge Brandon e a raggiungere la sua carne, il suo cuore. Forse.</p>
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<table id="ThisPage_mod_ARTICOLO_tblArt" width="100%" border="0">
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<td align="left"> La <strong>fisicità</strong> degli attori gioca un ruolo fondamentale: è lo specchio di una condizione di nudità di fronte ai propri demoni e alle vite degli altri. Ma non è certo l&#8217;abbondante presenza di scene di sesso e nudo a risultare scandalosa, bensì la ripetizione ossessiva e sgradevole di quello che siamo e nascondiamo. Brandon e Sissy condividono uno stesso dolore (che McQueen non è interessato a indagare e sviluppare, preferendo cogliere i personaggi nel loro essere per aderire alla rappresentazione che la società contemporanea, tutta schiacciata sul presente, offre delle vite degli uomini), sono incapaci di gestirlo, ma cercano di soffocarlo in modi differenti, ponendosi con un atteggiamento quasi opposto verso gli altri: quanto il primo è riservato e solitario, tanto la seconda è espansiva e alla ricerca di amore. Tutti e due hanno il loro modo, che passa ugualmente attraverso un meccanismo di auto-punizione fisica e psicologica, di mascherare un&#8217;antica vergogna con una serie di atti che generano altra infamia, persino maggiore: in Sissy si tratta delle tendenze suicide, in Brandon della dipendenza sessuale. Dal conflitto delle loro personalità ha origine il nucleo drammatico del film, e alla fine, quando entrambi hanno varcato ogni limite e toccato il fondo, Brandon si trova schiacciato dal peso della vergogna che ha riversato su se stesso e sulla sorella.</td>
</tr>
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<p><strong>“<em>Shame</em>” è un film potente, raccontato con grande asciuttezza e maestria e capace davvero di fare leva sui sentimenti più basilari dell’uomo</strong>. Non a caso il titolo, che dopo “<em>Hunger</em>” sembra continuare una sorta di studio sugli istinti primordiali dell’uomo. Ma McQueen ha anche il coraggio di non lasciarsi andare alle lacrime facili – nonostante un momento molto commovente verso il finale – e preferisce lasciare aperto uno spiraglio, la speranza di poter ricostruire un senso. A volte, è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Anche la disamina affettiva dei due protagonisti, uniti da un passato di imprecisato squallore ed oggi ancora alle prese con i propri fantasmi, riesce a procedere in maniera credibile, senza virare sul thriller o sfociare in una didascalica redenzione sentimentale. Forse, anzi, una chiave di lettura eccessivamente moralista o pedagogica lascerebbe una punta di evidente delusione sulla banalità del messaggio finale del film, che rimanda al solito circolo vizioso in cui infanzia traumatica e maturità disturbata fondano i propri disagi reciproci l’una sull’altra.<br />
<strong>Definito un capolavoro dai critici delle più importanti testate specializzate del mondo, Shame è cinema d&#8217;autore senza sconti: un viaggio nell&#8217;inferno della psiche e della metropoli che inghiotte. L&#8217;attualità dell&#8217;argomento, a seguito dell&#8217;invasione senza precedenti della pornografia promossa da internet, farà discutere e riflettere.</strong></p>
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		<title>Avvento &amp; Avvenimento</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 06:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino " Svegliati, Gerusalemme, ecco arriva a te il Salvatore!"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/grazie-gesù1.jpg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/grazie-gesù1-e1324539317671-300x116.jpg" title="grazie-gesù" class="alignleft size-medium wp-image-5766" style="margin: 10px;" height="116" width="300" /></a>di Marilena Marino</p>
<p style="text-align: left;">Due mila anni fa, a Betlemme, un piccolo villaggio d’Israele, accompagnato dall’amore dei suoi genitori, Maria e Giuseppe, entrava nella nostra storia Gesù, il Figlio di Dio. Lo stesso Dio è venuto a vivere la nostra vita. Già da molti secoli, nel popolo d’Israele, animato dalla parola dei profeti, si viveva l’attesa della venuta di qualcuno capace di dare al cammino dell’umanità un indirizzo nuovo, qualcuno nel quale Dio si manifestasse e attraverso il quale si sarebbero aperte le porte di una vita nuova, diversa, guidata dall’amore di Dio e non dal dolore e dal male che così profondamente segnano la condizione umana. Uno che era conosciuto con il nome di Messia.</p>
<p>E lì, a Betlemme, nasceva quel bambino, Gesù. Non sembrava avere delle caratteristiche divine: nasceva povero, da una famiglia sconosciuta, lontano dalla sua casa perché così esigevano in quel momento le leggi dell’imperatore romano… Noi cristiani, però, guidati dalla testimonianza di quanti seguirono quel bambino quando, ormai adulto, percorreva le strade di Palestina annunciando la Buona Novella, crediamo che, veramente, è lui l’inviato di Dio che apre a tutti il cammino della salvezza, il Figlio di Dio che ci colma di vita.</p>
<p>Durante il tempo d’Avvento prepariamo la celebrazione della venuta in mezzo a noi di Gesù, il Messia di Dio. Non come se non lo conoscessimo, come se fingessimo che ancora non è nato: sappiamo che è nato duemila anni fa, che ha vissuto la nostra stessa vita, che ha amato fino alla morte di croce, che è risorto. Preparare la festa della sua nascita diventa un’occasione per rivivere, con grande intensità, un atteggiamento di fede e di attesa della salvezza che lui viene a portarci. Ed è un’occasione per preparare la nostra vita così che lui possa continuare a venire in noi, a rinnovare il nostro cuore e a trasformarci in uomini nuovi, disposti a fare il bene come lui.</p>
<p>L’Avvento è molto più che preparare una venuta verificatasi secoli fa; è preparare anche una venuta continua, di tutti i giorni. Perché Gesù viene ancora adesso, oggi in ogni momento. Viene attraverso l’Eucaristia, i sacramenti, la comunità cristiana. Viene nel cuore di ogni credente attraverso la preghiera, la lettura della sua Parola, tutte le occasioni nelle quali vogliamo accostarci a lui. E viene attraverso i nostri cari, i conoscenti, gli emarginati, i malati, ecc., gli avvenimenti della nostra vita, tutto quello che facciamo e viviamo, soprattutto attraverso i poveri, nei quali riflette il suo volto con particolare intensità.</p>
<p>Nel tempo d’Avvento celebriamo anche un’altra venuta di Gesù, quella definitiva, alla fine di tutto, quando porterà l’umanità nella pienezza della vita nel suo Regno. Noi, in questo mondo, stiamo camminando verso questa venuta definitiva e ci prepariamo per essere pronti per questo momento. E Gesù ci annuncia che il nostro viaggio umano, a volte così pieno di oscurità e sofferenza, è chiamato, come dice il testo dell’Apocalisse, a trasformarsi in cielo nuovo e in terra nuova, dove Dio lo godremo per sempre, sarà il Dio-con-noi; e non ci saranno più né lacrime né sofferenze né dolore, e l’amore di Dio sarà tutto in tutti. Noi, in questo mondo, mentre siamo in attesa di questa venuta definitiva, dobbiamo vivere un atteggiamento di vigilanza, apprendendo, giorno dopo giorno, ad amare Dio e gli altri come Gesù, per poter giungere, un giorno, a vivere per sempre con lui.</p>
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		<title>Provaci ancora, Liliana!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 15:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino " Va' Francesco, ripara la mia casa". Quella rivoluzione che nasce da dentro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/francesco_mickey_rourke_liliana_cavani_051_jpg_wkbn2.jpg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/francesco_mickey_rourke_liliana_cavani_051_jpg_wkbn2.jpg" title="francesco_mickey_rourke_liliana_cavani_051_jpg_wkbn" width="1005" height="674" class="alignleft size-full wp-image-5290" style="margin: 10px;" /></a>di Marilena Marino<br />
LILIANA Cavani pensa ad un nuovo film su San Francesco. Sara&#8217; il suo terzo film sul poverello d&#8217;Assisi. Ad annunciarlo la stessa regista ieri a Terni, nel corso della giornata inaugurale della settima edizione del Festival Popoli e Religioni Umbria International Film Fest, dove ha presentato la versione restaurata di Francesco d&#8217;Assisi, il suo film d&#8217;esordio come regista (1966). &#8221;La biografia di San Francesco, scritta da Paul Sabatier alla fine del XIX secolo &#8211; ha detto la Cavani &#8211; mi piacque moltissimo perche&#8217; non era un testo agiografico ma un vero romanzo di formazione. Rimasi stupefatta dall&#8217;attualita&#8217; e dalla modernita&#8217; di questa figura, e questo per diversi motivi: primo, perche&#8217; Francesco non e&#8217; un francescano; secondo, perche&#8217; la sua era una rivoluzione generazionale, e per questo sempre attuale. In effetti io immagino il movimento francescano un po&#8217; come quello sessantottino, non a caso il mio film e&#8217; stato percepito nel &#8217;66 come qualcosa di nuovo. Si afferrava che c&#8217;era qualcosa di nuovo nell&#8217;aria, perche&#8217; c&#8217;era in Francesco&#8221;. VENTUNO anni dopo, Liliana Cavani e&#8217; tornata a raccontare la storia di Francesco d&#8217;Assisi in un secondo film, perche&#8217; &#8221;in quella prima versione non ero riuscita &#8211; ha spiegato la regista &#8211; a raccontare l&#8217;episodio delle stimmate sul quale invece mi concentrai nel secondo film, interpretato da Mickey Rourke&#8221;. Per la Cavani, proprio Terni potrebbe essere la location ideale per il nuovo film che, secondo il vescovo della citta&#8217; umbra, monsignor Vincenzo Paglia, ideatore del festival ternano, &#8221;potrebbe rilanciare anche il polo cinematografico umbro, che dopo i successi di La vita e&#8217; bella e delle fiction sta attraversando un momento di stagnazione&#8221;.</p>
<p>Sembra quell&#8217;episodio del re Davide quando insiste per costruire la casa al Signore dicendo che non poteva permettersi di abitare a corte mentre Dio non aveva un posto stabile dove dimorare. Noi continuiamo a parlare di Dio, a descriverlo, a circoscriverlo, a dipingerlo, cantarlo, musicarlo e rappresentarlo instancabilmente anche al cinema: è l&#8217;antica ansia dell&#8217;uomo che come S Agostino gridava&#8221; O Signore, il mio animo non è tranquillo finchè non riposa in te!&#8221; Ed è vero, quanto se è vero ! Anche Assisi  e l&#8217;Umbria, terra dei santi, rappresentano  da sempre l&#8217;itinerario francescano piu&#8217; famoso al mondo e il mirabile bersaglio di velleita&#8217; artistiche e culturali e ogni volta si scopre una strada, un vicolo, un posto dove Francesco è passato&#8230;Liliana Cavani esprime bene il concetto&#8221; si afferrava qualcosa nell&#8217;aria perchè c&#8217;era in Francesco&#8221;. E in noi c&#8217;è questo qualcosa nell&#8217;aria tanto da diventare dei protagonisti della fede come Francesco, talmente giganti da poter far scrivere pagine della nostra vita a qualche regista? Come amanti del vangelo, quante pagine di noi cantano la passione e il canto che il santo di Assisi aveva per Dio? O dobbiamo sempre restare affacciati alla porta della nostra esistenza a guardare la vita degli altri santi perchè in fondo crediamo che noi non potremmo mai essere come un Francesco? Viviamo spesso da spettatori esterni della nostra storia, quasi mai da protagonisti, anche come cristiani, delegando ad altri l&#8217;orgoglio di essere santi. Ben venga allora un ennesimo film su s Francesco, ma ricordiamoci di dipingere noi, la propria storia personale di santita&#8217;, perchè un giorno il vero regista della nostra  vita, Dio, possa farci mettere a tavola e servirci <a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/francesco_mickey_rourke_liliana_cavani_051_jpg_wkbn.jpg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/francesco_mickey_rourke_liliana_cavani_051_jpg_wkbn.jpg" title="francesco_mickey_rourke_liliana_cavani_051_jpg_wkbn" width="1005" height="674" class="alignleft size-full wp-image-5288" /></a> dicendo &#8221; Venite, benedetti dal padre mio&#8230;&#8221;</p>
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		<title>Assisi accoglie il Papa</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino Ad Assisi &#8220;pellegrini&#8221; di pace «Pellegrini della verità, pellegrini della pace». È questo il tema della Giornata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/francesco-san.jpg"><img style="margin: 10px;" class="size-medium wp-image-4924  alignleft" height="269" width="300" title="francesco san" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/francesco-san-300x269.jpg" /></a></p>
<p>di Marilena Marino</p>
<p>Ad Assisi &#8220;pellegrini&#8221; di pace<br />
«Pellegrini della verità, pellegrini della pace». È questo il tema della Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo che verrà celebrata il prossimo 27 ottobre ad Assisi a 25 anni dello storico incontro che si tenne nella cittadina umbra nel 1986 per volontà del beato Giovanni Paolo Il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, che si occupa della parte organizzativa, ha spiegato che Benedetto XVI ha voluto porre la Giornata di Assisi, oltre che nel segno della preghiera e del digiuno anche nel segno del pellegrinaggio. E si è soffermato sulla ricerca della verità quale dimensione forte dell’evento, «per vincere ogni forma di pregiudizio, ma anche di sincretismo che offusca l’identità». Il porporato ha ribadito poi che, anche per salvaguardare l’identità di ciascun partecipante ed evitare appunto rischi di sincretismo, non ci saranno momenti di preghiera comune, ma ciascuno potrà farlo individualmente in cuor suo. Un momento pubblico di preghiera ci sarà invece il giorno prima, la mattina di mercoledì 26, quando il Papa, al posto della consueta udienza generale, presiederà una liturgia della Parola in piazza San Pietro. Turkson ha sottolineato anche una grande novità della Giornata di Assisi di quest’anno: la presenza di quattro intellettuali non credenti, tra i quali la professoressa bulgara residente a Parigi Julia Kristeva e il filosofo italiano Remo Bodei. All’origine di questa scelta, ha spiegato monsignor Melchior José Sánchez de Toca, sotto-segretario del Pontificio Consiglio della cultura, vi è la convinzione del Papa che l’uomo «sia credente sia non credente è sempre alla ricerca di Dio e dell’Assoluto».</p>
<p>L’arcivescovo Pierluigi Celata, segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo inter-religioso, ha informato che ad Assisi saranno presenti ben 176 esponenti delle diverse tradizioni religiose non cristiane e non ebraiche. Dai Paesi arabi e mediorientali e da quelli occidentali arriveranno 48 musulmani, tra i quali spiccano un rappresentante del re dell’Arabia Saudita e il presidente azero della Direzione dei musulmani del Caucaso. La presenza musulmana è statisticamente ancor più forte rispetto ai precedenti raduni nella città francescana: nel 1986 erano 11, 32 otto anni fa per la preghiera post-11 settembre, 50 quelli previsti tra pochi giorni. Ma sarà meno qualificata anche per le turbolenze che hanno colpito il nordafrica (la celebre università islamica egiziana di al Azhar non sarà rappresentata). Ci saranno poi indù (tra cui un nipote del Mahatma Gandhi, che partecipò alla Giornata del 1986), sikh, zoroastriani, buddisti, seguaci di Confucio, shintoisti, rappresentanti delle religioni tradizionali dell’India, dell’Africa e dell’America (da dove arriverà suor Kateri Mitchell, della tribù Mohawk, direttrice della Tekakwitha Conference che associa gli aborigeni cattolici nordamericana). Per la prima volta ci sarà anche un rappresentante Bahai e un leader buddista della Cina popolare, mentre il Dalai Lama, pur invitato, non potrà partecipare ma invierà un suo delegato.</p>
<p>Don Andrea Palmieri, incaricato della sezione orientale del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ha spiegato che saranno 17 le delegazioni non cattoliche coinvolte nell’evento. Sarà il patriarca ecumenico Bartolomeo I a guidare il gruppo proveniente da Costantinopoli, mentre per il patriarcato di Mosca ci sarà il metropolita di Astana Aleksandr. Le Chiese ortodosse orientali avranno inviati dal patriarcato siro-ortodosso, dalla Chiesa apostolica armena e dalla Chiesa ortodossa siro-malankarese, compresa anche una delegazione della Chiesa assira dell’Oriente. Tredici invece le delegazioni delle comunità cristiane d’Occidente, tra le quali quella della Comunione anglicana, guidata dal primate Rowan Williams. Con il Papa saranno, fra gli altri, anche i membri della Federazione luterana mondiale, della Comunione mondiale delle Chiese riformate e del Consiglio metodista mondiale. Prestigiosa anche la rappresentanza del mondo ebraico internazionale, tra cui figurano i delegati del Gran rabbinato di Israele e il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni.</p>
<p>Alla Conferenza stampa ha partecipato anche il vescovo salesiano Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, che ha saranno complessivamente circa 300 i delegati che, in treno, accompagneranno Benedetto XVI ad Assisi. Ci saranno anche i responsabili di numerosi dicasteri della Curia romana, rappresentanti di vari episcopati cattolici e leader di movimenti ecclesiali.</p>
<p>Per preparare l’evento di Assisi il Pontificio Consiglio della giustizia e della pace ha poi raccolto in un libretto, edito dalla Libreria editrice vaticana i dieci interventi, apparsi sull’Osservatore Romano a luglio a firma dei cardinali Tarcisio Bertone, Jean-Louis Tauran, William J. Levada, Kurt Koch, Peter Turkson e Gianfranco Ravasi, del vescovo Domenico Sorrentino, di Andrea Riccardi (Comunità di Sant’Egidio), Maria Voce (Movimento dei Focolari) e don Julian Carron (Comunione e liberazione).</p>
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		<title>L&#8217;Islam in Italia a confronto</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 08:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4903" href="http://nobell.it/lislam-in-italia-a-confronto.html/locandina_1317749258"><img style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/locandina_1317749258-197x300.jpg" class="alignright size-medium wp-image-4903" height="300" width="197" /></a>Nell’Italia di oggi, sempre più <strong>multiculturale</strong> e <strong>multireligiosa</strong>, la presenza dei <strong>musulmani</strong> è ormai una realtà consolidata e incontrovertibile. La fase di  transizione, da immigrati di prima generazione a musulmani nati e  cresciuti in Italia, è in avanzato stato di compimento. Il numero dei  giovani con un background islamico che si affacciano sulla scena sociale  nei diversi ambiti è in sensibile aumento. Ciononostante, l’Italia –  Stato e società civile – non sta prestando la dovuta attenzione a questa  presenza che, insieme ad altre realtà di <strong>minoranze culturali e religiose</strong>, sta trasformando sensibilmente il suo tessuto sociale.<br />
Con questo spirito – e in occasione della decima <strong>Giornata del dialogo cristiano islamico</strong> che si celebrerà il 27 ottobre prossimo – la rivista Confronti, da anni  impegnata nella sensibilizzazione sui temi della diversità culturale,  della libertà religiosa e della laicità, organizza nei giorni <strong>venerdì 21 e sabato 22 ottobre</strong> un convegno intitolato <a href="http://www.ucoii.org/component/eventlist/details/5-lislam-in-italia-tra-fondamentalismo-e-islamofobia.html" target="_blank"><strong>L’islam in Italia tra fondamentalismo e islamofobia</strong></a>.  Si tratta di uno spazio di riflessione, di testimonianza e di  dibattito, alternativo a quello generalmente offerto dai media  dominanti, che spesso affrontano il tema in maniera riduttiva e  strumentale; ma allo stesso tempo vuole essere complementare a quello  che altre piccole realtà come la nostra cercano faticosamente di  diffondere in nome della non-discriminazione, della libertà e della  democrazia.<br />
Intervengono, tra gli altri, Gianfranco Fini, Franco Siddi, Giuseppe  Giulietti, Paolo Naso, Gian Mario Gillio, Maria Immacolata Macioti,  Abdellah Redouane, Izzedin Elzir, Brunetto Salvarani.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/10/19/tra-fondamentalismo-e-islamofobia-lislam-in-italia-a-confronto/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Si parlerà di scenari futuri nella settima edizione di Torino Spiritualità</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 07:05:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“In fine. Vivere sul limite dei tempi”: questo il tema della settima edizione di “Torino Spiritualità”, che prenderà il via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-4867" href="http://nobell.it/si-parlera-di-scenari-futuri-nella-settima-edizione-di-torino-spiritualita.html/torino_spiritualita-56353"><img style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/09/Torino_Spiritualita-56353-300x225.jpg" class="alignright size-medium wp-image-4867" height="225" width="300" /></a>“In fine. Vivere sul limite dei tempi”</strong>: questo il tema della settima edizione di <a href="http://www.torinospiritualita.org/index.php" target="_blank"><strong>“Torino Spiritualità”</strong></a>, che prenderà il via nel capoluogo piemontese il prossimo giovedì 29 settembre per concludersi il due ottobre. Un’edizione <strong>“low cost”</strong>,  come è stata definita, visto che (a causa dei ben noti tagli alla  cultura e ai bilanci degli enti pubblici) il budget risulta pressoché  dimezzato rispetto alle origini. Nonostante ciò, saranno in programma  circa<strong> sessanta incontri</strong> e dialoghi animati da un  centinaio di relatori internazionali più progetti speciali che  abbracciano musica, teatro, cinema e arti plastiche.<br />
L’edizione 2011 verterà principalmente su <strong>quattro temi-cardine</strong>. Il <strong>primo</strong> è quello legato a <strong>Genesi e Apocalisse</strong>,  per ripercorrere un viaggio alla scoperta dell’umanità a partire  dall’Antico Testamento: tra i relatori del settore Vittorino Andreoli,  Haim Baharier, Umberto Galimberti, Angela Finocchiaro, Maurizio  Maggiani, Salvatore Natoli, Telmo Pievani, Roberto Piumini, Nicola  Spinosa, Gustavo Zagrebelsky. Il <strong>secondo</strong> versante di dibattiti sarà invece incentrato sul tema delle <strong>promesse e delle profezie</strong>: relatori Adriana Destro, Frederic Lenoir, Mauro Pesce, Roberto Vacca, Luciano Mazzocchi). Il<strong> terzo</strong> ramo di discussione è invece intitolato <strong>“I tempi sono maturi”</strong>,  ovvero come dare un nuovo senso ad un modo di dire, che nel linguaggio  quotidiano appare svuotato: ne parleranno nella capitale sabauda Roberto  Escobar, Maurizio Ferraris, Jean Pierre Dupuy, Patrik Ourednik, Mario  Perniola, Giorgio Vasta.). Infine, il tema <strong>“Visioni dal quotidiano”</strong>: illustri ospiti chiamati a discuterne Michael Barry, Gabriella Caramore, Vito Mancuso, Gianni Vattimo, Richard Wiseman.<br />
Il programma si aprirà con una lezione magistrale di <strong>Enzo Bianchi</strong>,  fondatore della comunità monastica di Bose, cui farà da contraltare  nello stesso giorno di apertura una riflessione sulla felicità del  giornalista <strong>Massimo Gramellini</strong> con l’imprenditore farmaceutico francese Christian Boiron, da sempre impegnato nel sociale.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/09/26/si-parlera-di-scenari-futuri-nella-settima-edizione-di-torino-spiritualita/">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>&#8220;Molte fedi sotto lo stesso cielo&#8221;: a Bergamo un ciclo di appuntamenti sulla società plurale</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 12:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prende il via stasera a Bergamo «Molte fedi sotto lo stesso cielo», ciclo di incontri promosso dalle Acli, con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4863" href="http://nobell.it/molte-fedi-sotto-lo-stesso-cielo-a-bergamo-un-ciclo-di-appuntamenti-sulla-societa-plurale.html/mfssc"><img style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/09/mfssc.jpg" class="alignright size-full wp-image-4863" height="206" width="150" /></a>Prende il via stasera a Bergamo <a href="http://www.moltefedisottolostessocielo.it/" target="_blank"><strong>«Molte fedi sotto lo stesso cielo»</strong></a>,  ciclo di incontri promosso dalle Acli, con il patrocinio del Comune di  Bergamo, in collaborazione con moltissimi gruppi e associazioni del  territorio.</p>
<p>L’obiettivo del percorso, dal titolo completo <strong>“Molte fedi sotto lo stesso cielo, per una convivialità delle differenze”</strong> è quello, come affermano gli organizzatori,  di imparare un alfabeto delle <strong>culture</strong> e delle <strong>religioni</strong> che ci attrezzi a vivere con responsabilità e discernimento la sfida epocale del <strong>mondo plurale</strong> a cui, inevitabilmente, saremo chiamati in un futuro non troppo  lontano. La nostra convinzione è che per vivere e non subire le  trasformazioni in atto, siamo chiamati, da un lato, a conoscere più e  meglio non solo lo stesso cristianesimo, ma anche le religioni “altre”,  cercando di evitare i ricorrenti pregiudizi e i facilistici  pressapochismi; e dall’altro, a educarci pazientemente al dialogo e al  confronto interculturali e interreligiosi.</p>
<p>Il <strong>tema</strong> scelto per quest’anno è <strong>“Ama il prossimo tuo perchè è te stesso” </strong>che  sarà affrontato attraverso una <strong>ottantina di proposte</strong> articolate in <strong>sezioni diverse</strong> (“Dialoghi”, “Meditatio”, “Grammatica dello Spirito”, “Cammini dello  Spirito”, “Nella città la cura” “Voci e volti dall’Oriente”, “Cinema  dello Spirito”, “Musica dello Spirito”, ”Cibo dello Spirito”, ”Teatro  dello Spirito” e ”Per capire di più”).</p>
<p>Il via stasera, nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, con una Lectio Magistralis del cardinal <strong>Gianfranco Ravasi</strong>. Tra gli <strong>altri ospiti</strong>,  da segnalare: Dominique Lapierre, fra Pierbattista Pizzaballa, Eugenio  Scalfari, Gianantonio Stella, Luigi Zoja, Silvano Petrosino, Franco  Cardini, mons.Louis Sako, rav.Giuseppe Laras, Gianni Mura, Gabriella  Caramore. L’evento artistico di questa edizione sarà il “Concerto per la  pace” della cantante israeliana Noa (venerdi 30 settembre 2011 alle 21  al PalaCreberg).</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/09/20/molte-fedi-sotto-lo-stesso-cielo-a-bergamo-un-ciclo-di-appuntamenti-sulla-societa-plurale/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>A verona la prima edizione del Festival della dottrina sociale della Chiesa</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 06:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ai tanti Festival che affollano ormai da anni il panorama culturale italiano (da quello della letteratura a quello del diritto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4743" href="http://nobell.it/a-verona-la-prima-edizione-del-festival-della-dottrina-sociale-della-chiesa.html/home"><img class="alignright size-full wp-image-4743" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/09/home.jpg" alt="" width="233" height="270" /></a>Ai tanti <strong>Festival</strong> che affollano ormai da anni il panorama culturale italiano (da quello della <a href="http://www.festivaletteratura.it/" target="_blank"><strong>letteratura</strong></a> a quello del <a href="http://www.festivaldeldiritto.it/" target="_blank"><strong>diritto</strong></a>, passando per quello della <a href="http://www.festivaldellamente.it/" target="_blank"><strong>mente</strong></a> e per quello della <strong><a href="http://www.festivalfilosofia.it/2011/" target="_blank">filosofia</a></strong>) se ne aggiunge un altro: prende il via infatti oggi a Verona la prima edizione del <a href="http://www.festivaldsc.it/" target="_blank"><strong>Festival della dottrina sociale della Chiesa</strong></a>.  Si tratta di un’iniziativa promossa dalla Fondazione Toniolo di Verona,  dal Collegamento sociale cristiano, dal Movimento degli Studenti  Cattolici, dalla rivista ”La Societa”’, dai Gruppi della Dottrina  sociale, dalla Fondazione Segni Nuovi e dal Movimento nazionale giovani  Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti).<br />
Il <strong><a href="http://www.festivaldsc.it/programma.htm" target="_blank">programma</a></strong>,  spiegano gli organizzatori, ”si concentra in particolare sugli aspetti  economici dell’insegnamento sociale della Chiesa e sulla corrispondenza  tra riflessione teorica e comportamenti concreti finanche produttive e  economiche nella vita quotidiana. Oggi più che mai sono necessarie  persone che sappiano tradurre nella pratica di ogni giorno questo grande  patrimonio culturale e di fede, che aiuta ciascuno di noi ad orientarsi  nei diversi ambiti in cui opera: famiglia, scuola, impresa, comunità”.<br />
Il convegno si aprirà questa mattina in Fiera con i saluti del sindaco  Flavio Tosi e del vescovo Giuseppe Zenti, Quindi Vittorio Possenti,  ordinario di filosofia politica all’università Ca’ Foscari di Venezia  terrà la <strong>relazione introduttiva</strong> «Un patrimonio comune  per le sfide di oggi: la dottrina sociale della Chiesa». Nei tre giorni  di seminario saranno create commissioni di lavoro dedicate alla dottrina  sociale della Chiesa nell’economia, nell’impresa, nel territorio, nelle  realtà locali. Saranno toccati temi come <strong>«Donna, tempi e lavoro»</strong>, la cooperazione e la mutualità, la dottrina sociale della Chiesa e la legalità e altro ancora.<br />
Domenica mattina dopo una relazione sul nuovo beato Giuseppe Toniolo,  l’intervento del cardinale Bertone «La spiritualità cristiana come modo  di essere nel mondo per cambiarlo».</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/09/16/a-verona-la-prima-edizione-del-festival-della-dottrina-sociale-della-chiesa/">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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