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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Scuola</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>Una Porta verso l&#8217;Infinito</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 06:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ "Il cristianesimo dalle origini con la musica, poesia, pittura e scultura, che esprimono e comunicano la bellezza del Vangelo”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/775E405E7A5D5852.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6217" style="margin: 10px;" title="775E405E7A5D5852" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/775E405E7A5D5852-e1326644016773-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a></p>
<h1>SULLA VIA DELLA BELLEZZA: PROSEGUE IL</h1>
<h1>PROGETTO &#8220;UNA PORTA VERSO L&#8217;INFINITO&#8221;</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Monsignor Fisichella: &#8220;&#8216;L&#8217;arte è espressione e rappresentazione del Vangelo&#8221;</strong></p>
<div id="article">
<p>CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 13 gennaio 2012– Prosegue il percorso tracciato da <em>Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte</em>, il progetto promosso dall’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, che vuole essere una riflessione sull’arte come strumento di trasmissione della fede.</p>
<p>Domani mattina questa “Porta” si riaprirà nuovamente per condurci <em>Sulla via della bellezza</em>, come suggerisce il titolo della conferenza che si svolgerà alle 10.30 nella Sala Rossa del Palazzo Apostolico Lateranense.</p>
<p>«Il convegno intende approfondire le ragioni teologiche e culturali che animano il progetto – spiega a Zenit, don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni sociali e direttore del progetto -. Grazie alle diverse prospettive che i relatori ci offriranno, rifletteremo sul rilancio della nuova evangelizzazione nella città di Roma, mettendo a fuoco principalmente l’arte e la comunicazione».</p>
<p>In questa <em>via della bellezza</em>, infatti, incontreremo tre illustri protagonisti: monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione; l’architetto Paolo Portoghesi, docente della Sapienza Università di Roma e Marco Tarquinio, direttore di <em>Avvenire</em>.</p>
<p>Accogliendo l’invito formulato da Benedetto XVI al convegno diocesano dello scorso giugno a percorrere la strada dell’arte per avvicinare alla fede, i relatori si confronteranno sul tema dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo, attraverso tre differenti prospettive &#8211; quella teologica, artistica e della comunicazione &#8211; mediante la <em>via della bellezza,</em> “che conduce a Colui che è, secondo  Sant’Agostino, la Bellezza tanto antica e sempre nuova”.</p>
<p>Il linguaggio dell’arte, dunque, vissuto come una traccia da perseguire per arrivare alla strada privilegiata che porta direttamente a Dio e alle meraviglie del Creato, diventando, di conseguenza, strumento per la Nuova Evangelizzazione.</p>
<p>Proprio di questo Zenit ha parlato con monsignor Fisichella che ha dichiarato alla nostra agenzia come la via della bellezza sia “una via maestra”.</p>
<p>“Il cristianesimo dalle origini – spiega il presule – ha avuto con l’arte un rapporto privilegiato, poiché essa, nel susseguirsi di venti secoli di storia, attraverso capolavori di musica, poesia, pittura e scultura, non ha fatto altro che esprimere e comunicare la bellezza del Vangelo”.</p>
<p>Per tanto tempo, però, prosegue monsignor Fisichella, “la teologia ha comunicato solo con la filosofia”, e questo “se da una parte è stato positivo perché ne ha approfondito i contenuti”, dall’altra “ha impoverito la presentazione del Vangelo a mera scienza”.</p>
<p>“Credo, perciò, che sia importante non dimenticare che nel dialogo tra il teologo e il filosofo sia necessaria la presenza dell’artista – sottolinea il vescovo – perché il Vangelo non può essere solo ascoltato, il Vangelo è una persona, che va vista!”.</p>
<p>La rappresentazione del Vangelo è quindi “rappresentazione di Cristo stesso, del mistero di salvezza che supera la morte per esprimere l’amore e la vita”. Il teologo e il filosofo, aggiunge il presule, “devono riconoscere che il linguaggio usato dall’arte è un linguaggio più immediato, che va molto più al di là, nella comunicazione, di quanto possano fare la filosofia e la teologia”.</p>
<p>In conclusione, recuperare la via della bellezza, secondo monsignor Fisichella, vuol dire “recuperare, da un punto di vista teologico, il percorso della contemplazione”.</p>
<p>La bellezza, infatti, “per sua stessa natura, rapisce in essa e ci fa fermare, come il mistero che la fede presenta, che va contemplato e vissuto. In un periodo come il nostro, dove sembra che la bellezza venga meno, riproporla è una ‘provocazione’ necessaria su cui bisogna soffermarsi e riflettere”.</p>
<p>Il convegno di domani è il primo della serie di incontri promossi nell’ambito del progetto <em>Una porta verso l’Infinito</em> per l’anno 2012. L’iniziativa, che ha preso il via il 22 dicembre 2011 con il concerto su musiche di Mendelesshon e Schumann, nella Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, e ha visto la partecipazione del Coro del Teatro dell’Opera di Roma, prevede, inoltre, per questo nuovo anno, un calendario ricco di eventi relativi alla musica, al teatro, al cinema e alle arti figurative.</p>
<p><em>Per maggiori informazioni circa il programma e le date degli eventi, consultare il sito </em><a href="http://www.ucs.it/">www.ucs.it</a> <em>alla voce </em>Una porta verso l’infinito<em>.</em></p>
</div>
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		<title>Crisi, Sfida Per Cambiare</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 13:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Mariangela Musolino "LA CRISI, SFIDA PER UN CAMBIAMENTO.SE NE PARLA  A PERUGIA"

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			<content:encoded><![CDATA[<p>di Mariangela Musolino</p>
<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/Palazzo-dei-Priori_Sala-dei-Notari.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6135" style="margin: 10px;" title="Palazzo dei Priori_Sala dei Notari" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/Palazzo-dei-Priori_Sala-dei-Notari-e1326288595680-300x134.jpg" alt="" width="300" height="134" /></a>LA CRISI, SFIDA PER UN CAMBIAMENTO</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>A Perugia l’incontro di riflessione prende spunto dal documento proposto da CL su scala nazionale che suggerisce un modo “propositivo” di affrontare la crisi.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perugia – Giovedì 12 Gennaio presso la Sala dei Notari, alle ore 21, si terrà il dibattito sul tema “La crisi, sfida per un cambiamento”. L’iniziativa è della comunità umbra di Comunione e Liberazione e prende spunto dal documento nazionale diramato nello scorso mese di Ottobre dal movimento cattolico fondato da don Luigi Giussani, che si interroga sulle opportunità per la rinascita di una nuova civiltà, nascoste fra i grandi disagi sociali e personali annessi alla crisi globale in corso.</p>
<p>Al dibattito di Perugia interverranno Antonio Baldassarre, Presidente emerito della Corte Costituzionale, Carmine di Martino, docente di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Milano e la giornalista Gabriella Mecucci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’assunto principale della proposta ciellina è quello che la realtà di per sé è positiva, in quanto “ci rimette continuamente in moto, provocandoci a prendere posizione di fronte a ciò che ci accade”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prendendo spunto dalle tante realtà positive che pure in questi tempi difficili sussistono, lottano ogni giorno e continuano a credere in un mondo migliore possibile, l’analisi di CL vuole appellarsi all’ingegno, al desiderio di conoscenza e di creatività ed alla forza di aggregazione sentiti oggi da tante persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Crisi, dunque, come opportunità di prendere in mano la propria vita e la propria fede vivendole con un senso nuovo. In tale direzione il documento di Comunione e Liberazione auspica che anche sul piano della politica, messi da parte schieramenti di potere e ideologie diverse, si possa lavorare collegialmente per il vero bene comune, rilanciando lo sviluppo del Paese e investendo su quegli “io in azione” &#8211; che siano singoli o comunità &#8211; in grado di cambiare la realtà in meglio con il proprio impegno responsabile quotidiano.</p>
<p>Questo, tra l’altro, deve essere il ruolo dei cattolici nella vita della società italiana, nella quale si auspica i cattolici siano i primi a portare segni di speranza e di bene per la collettività.</p>
<p>Ufficio Stampa:</p>
<p>Mariangela Musolino</p>
<p>www.aa98comunicazione.com</p>
<p>speedmar@alice.it</p>
<p>339.3358038</p>
<p>Riportiamo delle riflessioni sulla crisi del Papa:</p>
<p><strong>Benedetto XVI: la crisi esprime il profondo malessere della nostra società. Servono nuove regole.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Nuove regole che assicurino a tutti» di vivere dignitosamente e sviluppare le proprie capacità a beneficio di tutti. Le chiede papaBenedetto XVI per la crisi economica che, nata in Occidente, incide anche sui Paesi in via di sviluppo. Uscire dalla crisi, dice, non significa solo «arginare le perdite individuali» o «nazionali». Il pontefice ha voluto ricordarlo agli ambasciatori accreditati in Vaticano, che ha ricevuto nella Sala Regia del Palazzo Apostolico per il tradizionale e solenne scambio di auguri d&#8217;inizio anno. In questa occasione, è stato reso noto che il prossimo 14 gennaio Benedetto XVI incontrerà il presidente del Consiglio Mario Monti. Il papa e il premier italiano si sono incontrati brevemente il 18 novembre scorso, quando l&#8217;allora neopremier è andato all&#8217;aeroporto di Fiumicino espressamente per salutare papa Ratzinger in partenza per il suo viaggio apostolico in Benin.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Gli sviluppi gravi e preoccupanti della crisi economica e finanziaria mondiale», non devono far dimenticare che la crisi che viviamo nel momento attuale è anche «politica e sociale» e rappresenta «la drammatica espressione di un profondo malessere» della società, ha proseguito Benedetto XVI, per il quale «la crisi può e deve essere uno sprone a riflettere sull&#8217;esistenza umana e sull&#8217;importanza della sua dimensione etica, prima ancora che sui meccanismi che governano la vita economica: non soltanto per cercare di arginare le perdite individuali o delle economie nazionali, ma per darci nuove regole che assicurino a tutti la possibilità di vivere dignitosamente e di sviluppare le proprie capacità a beneficio dell&#8217;intera comunità». L&#8217;esortazione del pontefice ai Governi e ai cittadini dei 180 Paesi che hanno rapporti diplomatici con la Santa Sede, è dunque a «non scoraggiarsi ma riprogettare risolutamente il cammino, con nuove forme di impegno».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La crisi economica e finanziaria mondiale «non ha colpito soltanto le famiglie e le imprese dei Paesi economicamente più avanzati, ma ha inciso profondamente anche sulla vita dei Paesi in via di sviluppo», ha proseguito Benedetto XVI. E nei Paesi dell&#8217;Occidente dove ha avuto origine, ha aggiunto, si è creata una situazione difficile «in cui molti, soprattutto tra i giovani, si sono sentiti disorientati e frustrati nelle loro aspirazioni ad un avvenire sereno». In particolare, infatti, «gli effetti dell&#8217;attuale momento di incertezza colpiscono particolarmente i giovani». «Dal loro malessere &#8211; ha ricordato Papa Ratzinger &#8211; sono nati i fermenti che nei mesi scorsi hanno investito, talvolta duramente, diverse Regioni».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«In Italia prosegua in un rapporto equilibrato fra Chiesa e Stato»</p>
<p>Il papa, poi, ha rivolto all&#8217;Italia «un particolare pensiero, al termine del 150esimo anniversario della sua unificazione politica»: «Le relazioni tra la Santa Sede e lo Stato italiano hanno attraversato momenti difficili dopo l`unificazione. Nel tempo, però, hanno prevalso la concordia e la reciproca volontà di cooperare, ciascuno nel proprio ambito, per favorire il bene comune. Auspico che l&#8217;Italia continui a promuovere un rapporto equilibrato fra la Chiesa e lo Stato, costituendo così un esempio, al quale le altre Nazioni possano riferirsi con rispetto e interesse».</p>
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		<title>Padova: scuola e dialogo interreligioso</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 07:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati “Come sono presentate le altre religioni nei testi scolastici per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a rel="attachment wp-att-5240" href="http://nobell.it/padova-suola-e-dialogo-interreligioso.html/images-142"><img width="258" height="195" class="alignright size-full wp-image-5240" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/images1.jpeg" style="margin: 10px;" /></a><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/danza.jpg"><img style="margin: 10px;" class="alignleft size-full wp-image-5248" height="533" width="800" title="SIPA/00376921/000005" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/danza.jpg" /></a>di Moreno Migliorati “Come sono presentate le altre religioni nei testi scolastici  per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole sia del primo  ciclo sia nel secondo ciclo?”</strong>. A questa domanda intende rispondere una ricerca promossa dall’<a href="http://www.issrdipadova.it/" target="_blank">Istituto Superiore di Scienze Religiose di Padova</a> in collaborazione con l’Ufficio Scuola diocesano, grazie alla  collaborazione di alcuni docenti di religione. La ricerca, dal titolo <strong>“Le altre religioni nei testi scolastici di religione cattolica”</strong>, prende l’avvio oggi, a Padova (ore 16, <a href="http://www.fttr.it/fttr/s2magazine/index1.jsp?idPagina=251" target="_blank">Facoltà teologica del Triveneto</a>, via del Seminario 29), con un primo incontro sul tema <strong>“Le religioni di fronte alle grandi domande dell’uomo: la prospettiva della Nostra Aetate”</strong>.<br />
Ad introdurre l’incontro – informano gli organizzatori – sarà Paul  Renner, dell’Istituto teologico di Bolzano-Bressanone, cui seguirà  l’intervento di padre Matteo Giuliani, docente di didattica  dell’Insegnamento della religione cattolica al Corso superiore di  Scienze religiose di Trento. Il lavoro di ricerca si articolerà poi in  gruppi di lavoro e tre laboratori (per la scuola primaria, per la scuola  secondaria inferiore e per la scuola secondaria superiore) condotti da  docenti dell’Issr e da insegnanti di religione cattolica. Prima della  presentazione al pubblico della ricerca, il 9 marzo 2012, sono previsti  altri due incontri di lavoro: il 16 dicembre prossimo e il 13 gennaio  2012.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/11/18/padova-una-ricerca-su-scuola-e-dialogo-interreligioso/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Credimi Donna. In Spirito e Verita&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 08:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ di Marilena Marino" Il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità" (Gv 4,21-24).]]></description>
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<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/749018-basilica-di-san-giovanni-in-laterano-in-rome-the-official-ecclesiastical-seat-of-the-pope-and-a-majo.jpg"><img style="margin: 10px;" class="size-medium wp-image-5076 alignleft" height="200" width="300" title="749018-basilica-di-san-giovanni-in-laterano-in-rome-the-official-ecclesiastical-seat-of-the-pope-and-a-majo" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/749018-basilica-di-san-giovanni-in-laterano-in-rome-the-official-ecclesiastical-seat-of-the-pope-and-a-majo-300x200.jpg" /></a>di Marilena Marino</p>
<div>La Basilica Lateranense venne costruita verso il 314 circa da papa Melchiade nei terreni donati da Costantino accanto al Palazzo Lateranense. Fu definita “Chiesa madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe”, distrutta più volte e altrettante fatta ricostruire. E’ il simbolo della fede dei cristiani nei primi secoli, che sentivano la necessità di riunirsi in un luogo comune e consacrato per celebrare la Parola di Dio e i Sacri Misteri.</p>
<p>La Festa della dedicazione della basilica Lateranense, costruita dall’imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma, la cui annuale celebrazione in tutta la Chiesa latina è segno dell’amore e dell’unità con il Romano Pontefice.</p>
<p>Chiese ancora il prefetto Rustico: &#8220;Dove vi riunite?&#8221;. Giustino rispose: &#8220;Dove ciascuno può e preferisce; tu credi che tutti noi ci riuniamo in uno stesso luogo, ma non e cosi perchè il Dio dei cristiani, che è invisibile, non si può circoscrivere in alcun luogo, ma riempie il cielo e la terra ed è venerato e glorificato ovunque dai suoi fedeli&#8221; (Atti del Martirio di S. Giustino e Compagni). Nella sua franca risposta, il grande apologeta S. Giustino ripeteva dinanzi al giudice quel che Gesù aveva detto alla Samaritana: &#8220;Credimi, donna, è giunto il momento in cui nè su questo monte nè in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quel che conosciamo, perchè la salvezza viene dai Giudei. Ma e` giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perchè il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità&#8221; (Gv 4,21-24).<br />
La festa della dedicazione della basilica del SS. Salvatore o di S. Giovanni in Laterano, non è certamente in contrasto con la testimonianza di S. Giustino e con la parola di Cristo. Salvi infatti il dovere e il diritto della preghiera sempre e dovunque, è anche vero che fin dai tempi apostolici la Chiesa, in quanto gruppo di persone, ha avuto bisogno di alcuni luoghi in cui riunirsi a pregare, proclamando la Parola di Dio e rinnovando il sacrificio di morte e risurrezione di Cristo, in attuazione delle Sue parole: &#8220;Prendete e mangiatene tutti; Prendete e bevetene tutti; Fate questo in memoria di me&#8221;. Inizialmente queste riunioni venivano fatte nelle case private, anche perchè la Chiesa non godeva ancora di alcun riconoscimento. Ma questo dovette venire abbastanza presto: c&#8217;è un singolare episodio all&#8217;inizio del secolo III, quando Alessandro Severo diede ragione alla comunità cristiana in un processo contro degli osti, che reclamavano contro la trasformazione di un&#8217;osteria in luogo di culto cristiano. La Basilica Lateranense venne fondata da papa Melchiade (311-314) nelle proprietà donate a questo scopo da Costantino di fianco al Palazzo Lateranense, fino allora residenza imperiale e poi residenza pontificia. Sorgeva così la &#8220;chiesa-madre di tutte le chiese dell&#8217;Urbe e dell&#8217;Orbe&#8221;, distrutta e ricostruita molte volte. Vennero celebrati in essa o nell&#8217;attiguo Palazzo Lateranense (ora sede del Vicariato di Roma) ben cinque concili, negli anni 1123, 1139, 1179, 1215 e 1512. &#8220;Ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi&#8221;, dice S. Cesario di Arles.</p>
</div>
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<div><a title="Venne costruita verso il 314 circa da papa Melchiade nei terreni donati da Costantino accanto al Palazzo Lateranense. Fu definita “Chiesa madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe”, distrutta più volte e altrettante fatta ricostruire. E’ il simbolo della fede dei cristiani nei primi secoli, che sentivano la necessità di riunirsi in un luogo comune e consacrato per celebrare la Parola di Dio e i Sacri Misteri.  Martirologio Romano: Festa della dedicazione della basilica Lateranense, costruita dall’imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma, la cui annuale celebrazione in tutta la Chiesa latina è segno dell’amore e dell’unità con il Romano Pontefice.   Ascolta da RadioVaticana:      	Ascolta da RadioRai:        Chiese ancora il prefetto Rustico: &quot;Dove vi riunite?&quot;. Giustino rispose: &quot;Dove ciascuno può e preferisce; tu credi che tutti noi ci riuniamo in uno stesso luogo, ma non e cosi perchè il Dio dei cristiani, che è invisibile, non si può circoscrivere in alcun luogo, ma riempie il cielo e la terra ed è venerato e glorificato ovunque dai suoi fedeli&quot; (Atti del Martirio di S. Giustino e Compagni). Nella sua franca risposta, il grande apologeta S. Giustino ripeteva dinanzi al giudice quel che Gesù aveva detto alla Samaritana: &quot;Credimi, donna, è giunto il momento in cui nè su questo monte nè in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quel che conosciamo, perchè la salvezza viene dai Giudei. Ma e` giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perchè il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità&quot; (Gv 4,21-24). La festa di oggi, della dedicazione della basilica del SS. Salvatore o di S. Giovanni in Laterano, non è certamente in contrasto con la testimonianza di S. Giustino e con la parola di Cristo. Salvi infatti il dovere e il diritto della preghiera sempre e dovunque, è anche vero che fin dai tempi apostolici la Chiesa, in quanto gruppo di persone, ha avuto bisogno di alcuni luoghi in cui riunirsi a pregare, proclamando la Parola di Dio e rinnovando il sacrificio di morte e risurrezione di Cristo, in attuazione delle Sue parole: &quot;Prendete e mangiatene tutti; Prendete e bevetene tutti; Fate questo in memoria di me&quot;. Inizialmente queste riunioni venivano fatte nelle case private, anche perchè la Chiesa non godeva ancora di alcun riconoscimento. Ma questo dovette venire abbastanza presto: c'è un singolare episodio all'inizio del secolo III, quando Alessandro Severo diede ragione alla comunità cristiana in un processo contro degli osti, che reclamavano contro la trasformazione di un'osteria in luogo di culto cristiano. La Basilica Lateranense venne fondata da papa Melchiade (311-314) nelle proprietà donate a questo scopo da Costantino di fianco al Palazzo Lateranense, fino allora residenza imperiale e poi residenza pontificia. Sorgeva così la &quot;chiesa-madre di tutte le chiese dell'Urbe e dell'Orbe&quot;, distrutta e ricostruita molte volte. Vennero celebrati in essa o nell'attiguo Palazzo Lateranense (ora sede del Vicariato di Roma) ben cinque concili, negli anni 1123, 1139, 1179, 1215 e 1512. &quot;Ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi&quot;, dice S. Cesario di Arles." rel="theater" href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150365109848494&amp;set=a.294015278493.147034.282449983493&amp;type=1&amp;ref=nf"><img src="http://photos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/391476_10150365109848494_282449983493_8511618_1367307184_s.jpg" width="119px" height="121px" /></a></div>
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		<title>Sabato 4 giugno laboratorio teatrale dei Burattini</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 15:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Agostino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di Agostino Lupo . Anche lo scorso sabato 4 giugno tanti bambini e alcuni ragazzi e ragazze hanno animato, con impegno e tanta fantasia, nella sala della comunità di Bagnaia, il laboratorio per la costruzione dei burattini, guidato da Giancarlo Vulpes e Ada Mirabassi.  Quest’ultimo è stato un momento di intenso lavoro dove tutti sono entrati nella parte di “Geppetto” per dare vita, partendo da materiale veramente povero e a disposizione di tutti, a dei burattini che fossero espressione esclusiva di ogni singolo bambino. Seguendo i suggerimenti e le accortezze degli insegnanti anche i bambini più piccoli sono riusciti a trasformare rotoli di carta igienica, colorati ritagli di stoffa e gomitoli di lana in tanti veri e variopinti burattini. “Ma alla fine &#8211; ha domandato una bambina &#8211; posso tenerlo con me questo burattino” E’ una domanda eloquente e che manifesta il grande entusiasmo messo in un’attività desiderata e appagante. Quel burattino, costruito con le suo manine, era diventato parte della sua stessa esistenza e a lui può ora confidare   i suoi stessi profondi segreti esistenziali. “Questo lusinghiero successo riscontrato nelle esperienze laboratoriali di teatro a Bagnaia, attivate  come tentativo per conoscere i desideri e le potenzialità dei nostri bambini e ragazzi che frequentano la vita parrocchiale, per allargare il cerchio di vita comunitaria &#8211; ha detto il parroco don Aldo Milli &#8211; ci incoraggia a proseguire e rilanciare un programma più intenso per il prossimo anno”.  Peraltro da queste prime esperienze si conferma la bontà del semplice obiettivo che ci si era posti: rivitalizzare il teatro per farlo divenire uno spazio di vita dove i bambini, ragazzi e anche adulti, possano rivivere la dimenticata esperienza di manifestare agli altri il proprio vissuto interiore e partecipare così alla costruzione di una comunità che vive della esperienza e della voglia di condividere la vita in comune. Inoltre è un mezzo molto efficace per allontanare, almeno temporaneamente, i bambini dall’imperante e condizionante mondo della TV, dove si è abituati a vivere passivamente i messaggi di altri senza poter interloquire con essi, e divenire invece attivi portatori di interiori messaggi personali da scambiare comunitariamente con gli altri.      <a rel="attachment wp-att-4444" href="http://nobell.it/sabato-4-giugno-laboratorio-teatrale-dei-burattini.html/image3-2"><img class="alignleft size-medium wp-image-4444" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/06/Image31-300x136.jpg" alt="" width="300" height="136" /></a></p>
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		<title>Ora di religione e ora delle religioni: se ne è discusso a Brescia</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 07:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-4255" href="http://nobell.it/ora-di-religione-e-ora-delle-religioni-se-ne-e-discusso-a-brescia.html/1convegno_cem_aprile_2011"><img class="alignleft size-medium wp-image-4255" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/04/1convegno_cem_aprile_2011-245x300.jpg" alt="" width="245" height="300" /></a>Ora “di” religione</strong> oppure <strong>ora “delle” religioni</strong>? Della questione (non da oggi al centro del dibattito) si è discusso lo scorso sabato 9 aprile in un affollato <a href="http://www.cem.coop/eventi/religioni-scuola11" target="_blank">convegno</a> svoltosi a Brescia ed organizzato da <a href="http://www.cem.coop/chisiamo" target="_blank">CEM Mondialità</a>.  Gli organizzatori hanno pensato l’evento partendo da una constatazione,  e cioè che “il pluralismo religioso è lo scenario abituale della nostra  vita quotidiana e sociale. Una condizione normale, per un paese  europeo. La scuola italiana, però, per molti motivi, non riesce a  prenderne atto, e a rispondervi con efficaci azioni educative. È  evidente, infatti, che le nostre istituzioni educative non sono in grado  di far fronte al crescente pluralismo religioso odierno: materia  incandescente, certo, soprattutto in stagioni, come l’attuale, di  identitarismi e di chiusure reciproche, assai più che di dialogo e di  accoglienza”.</p>
<p>In estrema sintesi, i relatori si sono trovati d’accordo concordi nel ritenere <strong>non più adeguato</strong> ai tempi l’<strong>insegnamento della religione</strong> così come viene praticato nella scuola italiana. La proposta uscita è  quella di un insegnamento che prenda in considerazione non solo la  religione cattolica, ma anche le <strong>altre principali religioni</strong> che vengono praticate nel nostro Paese. Come riferiscono le <a href="http://www.bresciaoggi.it/stories/Cronaca/242826__ora_di_religione_no_lora_delle_religioni/" target="_blank">cronache del convegno</a>,  &lt;&lt;le possibilità concrete di introduzione nell’orario della  materia «cultura religiosa», lasciando ferma l’ora di religione attuale,  sono tre, a detta della sociologa Carmelina Chiara Canta che già nel  1999 scrisse «L’ora debole» riferita alla cosiddetta alternativà scelta  nell’obbligo da una media del 9%, con qualche punto in più solamente  alle superiori. Il primo scenario divide in due l’alternativa: chi vuole  fa altro come ora, in una visione agnostica, ma viene data anche la  possibilità di studiare le principali confessioni. La seconda introduce  nell’ora di cattolicesimo anche l’attenzione alle religioni  mediterranee. La terza vi introduce solo la islamica che è la più  diffusa fra i nostri immigrati. Non viene invece ritenuta applicabile  per adesso la <a href="http://www.spiritualseeds.info/2010/12/09/religioni-e-scuola-una-proposta-bipartisan-per-il-loro-insegnamento/" target="_blank">proposta Melandri</a> di un’ora aggiuntiva di storia delle religioni&gt;&gt;.</p>
<p>Questioni complesse delle quali si tornerà sicuramente a parlare, ma  intanto è un bene che su di esse si mantenga alta l’attenzione.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/04/11/ora-di-religione-e-ora-delle-religioni-se-ne-e-discusso-a-brescia/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Effettobibbia: a Bergamo 11 appuntamenti per riflettere su Bibbia e giustizia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 08:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-4063" href="http://nobell.it/effettobibbia-a-bergamo-11-appuntamenti-per-riflettere-su-bibbia-e-giustizia.html/images-114"><img class="alignleft size-medium wp-image-4063" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/02/images4-143x300.jpg" alt="" width="143" height="300" /></a>«Bibbia e giustizia»</strong> sarà questo il tema di <a href="http://www.effettobibbia.it/joomla/" target="_blank"><strong>Effettobibbia 2011</strong></a>,  che prenderà il via domani a Bergamo per concludersi il prossimo 5  marzo. Giunta alla quarta edizione, l’iniziativa viene proposta dal  Comitato per la cultura biblica, che è espressione di centri culturali  (Grazie, Protestante, San Bartolomeo, Fondazione Serughetti La Porta),  Civica Biblioteca Mai, libreria Buona Stampa, Museo Bernareggi, Ufficio  diocesano per l’apostolato biblico e associazionismo (Acli, Gruppi  biblici).<br />
Nell‘attuale momento storico – culturale, si assiste ad un rinnovato  interesse per la Bibbia, considerata non  soltanto come documento delle  comunità di fede, ma anche un ‘monumento‘ storico di importanza  ineguagliabile per conoscere lo sviluppo del pensiero, dell‘arte  sociale.<br />
Obiettivo della manifestazione bergamasca è proprio quello è di  diffondere la conoscenza e l’amore al Libro per eccellenza, come è stato  sottolineato dagli organizzatori.<br />
«La Bibbia ha sempre un grande effetto — ha detto ad esempio Claudia  Sartirani, assessore comunale alla Cultura —. Non è necessario essere  cattolici per sapere che la Bibbia è il Libro dei libri, Libro antico ma  sempre nuovo, fondamento della cultura occidentale. E il tema della  giustizia, scelto quest’anno, è centrale nel momento storico attuale».<br />
«Effettobibbia è diventato un appuntamento fisso nell’offerta culturale  della città — ha affermato invece Luciano Zappella, presidente del  Comitato —. Senza Bibbia saremmo più poveri. Attraverso letteratura,  arte, filosofia, cinema, pensiero giuridico, noi viviamo nella Bibbia,  che è un testo che sempre conquista. Sta qui il punto di partenza  dell’iniziativa».<br />
Il ricco <a href="http://www.effettobibbia.it/joomla/info/programma-2011.html" target="_blank">programma</a> (che prevede conferenze e letture, anche drammatizzate) contempla la partecipazione libera e gratuita a tutti gli eventi.</p>
<p>(via <a href="«Bibbia e giustizia» sarà questo il tema di Effettobibbia 2011, che prenderà il via domani a Bergamo per concludersi il prossimo 5 marzo. Giunta alla quarta edizione, l’iniziativa viene proposta dal Comitato per la cultura biblica, che è espressione di centri culturali (Grazie, Protestante, San Bartolomeo, Fondazione Serughetti La Porta), Civica Biblioteca Mai, libreria Buona Stampa, Museo Bernareggi, Ufficio diocesano per l’apostolato biblico e associazionismo (Acli, Gruppi biblici). Nell‘attuale momento storico – culturale, si assiste ad un rinnovato interesse per la Bibbia, considerata non  soltanto come documento delle comunità di fede, ma anche un ‘monumento‘ storico di importanza ineguagliabile per conoscere lo sviluppo del pensiero, dell‘arte sociale. Obiettivo della manifestazione bergamasca è proprio quello è di diffondere la conoscenza e l’amore al Libro per eccellenza, come è stato sottolineato dagli organizzatori. «La Bibbia ha sempre un grande effetto — ha detto ad esempio Claudia Sartirani, assessore comunale alla Cultura —. Non è necessario essere cattolici per sapere che la Bibbia è il Libro dei libri, Libro antico ma sempre nuovo, fondamento della cultura occidentale. E il tema della giustizia, scelto quest’anno, è centrale nel momento storico attuale». «Effettobibbia è diventato un appuntamento fisso nell’offerta culturale della città — ha affermato invece Luciano Zappella, presidente del Comitato —. Senza Bibbia saremmo più poveri. Attraverso letteratura, arte, filosofia, cinema, pensiero giuridico, noi viviamo nella Bibbia, che è un testo che sempre conquista. Sta qui il punto di partenza dell’iniziativa». Il ricco programma (che prevede conferenze e letture, anche drammatizzate) contempla la partecipazione libera e gratuita a tutti gli eventi.?phpMyAdmin=e4c4e80b920t60afd3c5" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Editoria e religioni: presentate due nuove edizioni di Talmud e Corano</title>
		<link>http://nobell.it/editoria-e-religioni-presentate-due-nuove-edizioni-di-talmud-e-corano.html</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 08:22:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante il dialogo interreligioso non viva uno dei suoi momenti migliori, quello presente è invece un periodo abbastanza fecondo nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3911" href="http://nobell.it/editoria-e-religioni-presentate-due-nuove-edizioni-di-talmud-e-corano.html/images-106"><img class="alignleft size-full wp-image-3911" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/01/images.jpeg" alt="" width="200" height="252" /></a>Nonostante il <strong>dialogo interreligioso</strong> non viva uno dei suoi momenti migliori, quello presente è invece un periodo abbastanza fecondo nel <strong>settore editoriale</strong> per quanto riguarda i testi delle <strong>grandi religioni</strong>. Due notizie stanno a confermarlo<br />
Lo scorso mercoledì, infatti, al termine della consueta udienza  generale, Maurizio Costa, Vice Presidente e Amministratore Delegato di  Mondadori, e <strong>Pietro Citati</strong>, Direttore della Fondazione Valla, hanno presentato a Papa Benedetto XVI una copia de <strong>Il Corano</strong> nella nuova edizione della <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-collana_islamica-editore_mondadori.htm" target="_blank">Collana Islamica</a>.  “Le traduzioni italiane erano poche e cattive: i commenti non erano  migliori”, ha sottolineato Pietro Citati. “A partire da ora gli italiani  potranno dunque leggere il Corano abbandonandosi a quell’onda solenne e  tumultuosa. Credo che le sorprese saranno tantissime”.<br />
Il testo, curato da Alberto Ventura, è pubblicato in una nuova  traduzione di Ida Zilio-Grandi, docente di Lingua e letteratura araba  all’Università di Venezia. L’opera è stata curata con l’obiettivo di  rendere il Corano chiaro e comprensibile, in un italiano moderno e privo  di arcaismi utilizzati generalmente nella traduzione di testi religiosi  antichi.<br />
Il commento, il più ricco e completo mai scritto in lingua occidentale, è  stato ideato da un gruppo internazionale di studiosi – la stessa  Zilio-Grandi, Mohammad Ali Amir-Moezzi, Mohyiddin Yahia e Alberto  Ventura – per spiegare le molte difficoltà e ambiguità del testo, in  modo da illuminare il lettore sui significati di ogni singolo versetto,  sulle possibili differenze di interpretazione e sulle storie alle quali  spesso si accenna senza i necessari dettagli.<br />
L’<strong>altro progetto</strong> degno di nota riguarda invece il <strong>Talmud</strong> (testo sacro tra i più importanti dell’ebraismo) che per la prima volta  verrà tradotto anche in italiano. È quanto prevede un protocollo  d’intesa che verrà sottoscritto proprio oggi a Palazzo Chigi tra il  Governo e l’<a href="http://www.ucei.it/" target="_blank">Unione delle comunità ebraiche italiane</a>.  Il progetto consiste nella traduzione dall’aramaico in italiano  dell’antico testo, la più importante opera della cultura ebraica e uno  dei pilastri dell’ebraismo. Il lavoro si svolgerà nell’arco di cinque  anni e verrà svolto in collaborazione tra le comunità ebraiche, il <a href="http://moked.it/collegiorabbinico/" target="_blank">Collegio rabbinico italiano</a> ed il <a href="http://www.cnr.it/sitocnr/home.html" target="_blank">Consiglio nazionale delle ricerche</a>.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/01/21/editoria-e-religioni-presentate-due-nuove-edizioni-di-talmud-e-corano/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Religioni e scuola: una proposta bipartisan per il loro insegnamento</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 08:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi la deputata Giovanna Melandri del PD ha presentato una proposta di legge bipartisan (vi hanno infatti aderito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3727" href="http://nobell.it/religioni-e-scuola-una-proposta-bipartisan-per-il-loro-insegnamento.html/images-99"><img class="alignleft size-full wp-image-3727" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/12/images.jpg" alt="" width="223" height="226" /></a>Nei giorni scorsi la deputata <a href="http://giovannamelandri.wordpress.com/" target="_blank">Giovanna Melandri</a> del PD ha presentato una proposta di legge bipartisan (vi hanno infatti  aderito anche un paio di deputati dell’attuale maggioranza di governo)  per l’introduzione di una nuova materia scolastica denominata <strong>“Introduzione alla storia delle religioni”</strong>.</p>
<p>La proposta è stata presentata unitamente ai deputati <a href="http://www.andreasarubbi.it/" target="_blank">Andrea Sarubbi</a> e <a href="http://www.touadi.com/" target="_blank">Jean Leonard Touadi</a>.  ”Conoscere le religioni – ha detto il primo – serve anzitutto per  conoscere meglio l’arte, la storia, la filosofia, ma anche per meglio  affrontare le domande di senso che ciascuno si pone e per acquisire una  piena conoscenza da cittadino di uno stato laico. Le religioni sono il  presupposto per conoscere il modo, senza conoscere le religioni, sarà  impossibile tenere insieme l’Italia del domami”.  Touadi, dal canto suo,  ha spiegato come si tratti di ”uno strumento essenziale per crescere e  per decifrare la multiculturalità che caratterizza il nostro tempo”.</p>
<p>Oggi è la stessa <strong>Melandri </strong>a tornare sull’argomento illustrando in un articolo sul quotidiano <a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/123124/religione_come_scuola_di_vita" target="_blank">Europa</a> il <strong>senso</strong> della sua <strong>proposta</strong>.  “Perché –si chiede la deputata-  nel momento in cui le nostre scuole si  riempiono di bambini provenienti da altre storie e da altre culture,  non dotare tutti gli studenti di una nuova materia, che, senza nulla  togliere o aggiungere all’Irc, dia loro gli strumenti per comprendere la  religione? Prima di tutto come fenomeno antropologico universale e poi  come esperienza che si va declinando in modo diverso in Europa, nel  Mediterraneo e nel mondo. Pensare di inserire nei piani didattici  l’“Introduzione alle religioni”, vuol dire proprio questo. Vuol dire  dare agli studenti la possibilità di cominciare a maneggiare quella  grande esperienza umana che le religioni sono state e continuano ad  essere nella storia del mondo. Studiarne gli insegnamenti, le  espressioni artistiche, la ricchezza liturgica e, soprattutto, gli  straordinari testi di riferimento”.<br />
La proposta si scontrerà senza dubbio con i tagli cui va oggetto  attualmente la scuola italiana (anche se non sarà certo l’unico ostacolo  che incontrerà sul suo cammino) ma merita di essere appoggiata se non  altro per le problematiche che solleva e che sono difficilmente  eludibili.</p>
<p>(via <a href="http://spiritualseeds.wordpress.com/2010/12/09/religioni-e-scuola-una-proposta-bipartisan-per-il-loro-insegnamento/" target="_blank">SpiritualSeeds</a>)</p>
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		<title>I tagli alla scuola – oltre la protesta</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 22:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è solo una questione di posti di lavoro. L’allargarsi a macchia d’olio in tutta Italia dello sciopero della fame [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/09/gelminijpg.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-3177" style="margin: 10px;" title="gelminijpg" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/09/gelminijpg-1024x790.jpg" alt="" width="368" height="284" /></a>Non è solo una questione di posti di lavoro. L’allargarsi a macchia d’olio in tutta Italia dello sciopero della fame dei precari della scuola che quest’anno rischiano di non vedersi rinnovato il contratto per la supplenza annuale riporta alla luce dell’opinione pubblica il problema drammatico dei tagli alla scuola. Un problema che, spesso, si traduce solo nel balletto delle cifre fornite dal ministero e dalle organizzazioni sindacali riguardo il numero di lavoratori che rimarranno a casa.<br />
Ma la scuola non è la FIAT; la sua “efficienza” non si misura con il numero di auto prodotte o con le statistiche degli alunni bocciati o “rinviati” a settembre. Il valore della scuola non è in ciò che “produce” ma in ciò che “plasma”: le menti e le personalità degli individui: capitale umano unico e non riproducibile, e risorsa inestimabile.<br />
E invece, quando si parla di riforme, sono sempre i numeri negativi a farla da padroni: meno insegnanti, meno materie, meno ore, meno indirizzi, meno scuole, meno spese. E anche meno libri e meno costi. Infatti mentre i precari protestano per i tagli all’istruzione, le associazioni dei genitori e dei consumatori parlano di caro – libri. Forse per tante famiglie le spese per l’istruzione saranno gravose, ma come si può pretendere di limitare i tagli se non si riesce a capire che l’istruzione è un investimento e non un costo?<br />
Perché le stesse associazioni non scendono in campo per denunciare che i figli sono in classi sovraffollate e senza garanzie di sicurezza? Perché non protestano per il continuo cambio di insegnanti, per le ore in meno di italiano e matematica, per la quasi scomparsa della geografia?<br />
Purtroppo il collasso del sistema dell’istruzione ha tanti complici silenti: genitori preoccupati solo dei voti dei figli e non della qualità degli insegnamenti impartiti loro, impiegati del ministero che si trasformano in sarti abili a tagliare e cucire una coperta che diventa sempre più corta, dirigenti che diventano notai che ratificano senza batter di ciglio situazioni al limite del paradosso (classi di 40 alunni, insegnamenti divisi tra 2 o 3 insegnanti, pratiche per le nomine degli insegnanti di sostegno dimenticate nei cassetti di qualche ufficio, richieste ai genitori di contributi per la carta igienica …)<br />
Forse si dovrebbe solo capire che le proteste non riguardano solo chi resterà senza lavoro, e che il problema non cesserà quando le scuole riapriranno. Perché quel giorno ci ritroveremo in classi superaffollate in cui dovremo sforzarci di dare spazio all’individualità di ogni ragazzo, ascoltare gli alunni uno ad uno, recuperare i più deboli e valorizzare i più meritevoli. Dovremo costruire rapporti sapendo che a settembre dovremo ricominciare daccapo con nuove classi e in un nuova scuola. Dovremo insegnare, con quattro ore settimanali, ciò che prima insegnavamo in cinque.<br />
E soprattutto dovremo dimenticare le lotte, gli scioperi, le promesse e le polemiche e entrare in classe con il sorriso sulle labbra e una passione più forte di ogni ostacolo, pronti a trasmettere amore per la conoscenza, passione civile, speranza per un futuro migliore. E dovremo essere credibili.</p>
<p>Carmen De Fontes</p>
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