Saturday, May 19, 2012

Dialogo interreligioso

Posted by Moreno Migliorati On aprile - 18 - 2012 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati

Dialogo interreligioso nel mondo della scuola: se ne parlerà domani, giovedì 19 aprile presso il Consiglio regionale toscano in un confronto tra rappresentanti di diverse appartenenze religiose. Un incontro, quello che si terrà alle 17 nella Sala delle Feste a Palazzo Bastogi (via Cavour, 18 a Firenze), per far emergere esperienze e testimonianze di come, nella vita di tutti i giorni, operatori e studenti vivono la propria appartenenza religiosa e come, con essa, si rapportino agli altri.
All’appuntamento, moderato da Anita Tosi, presidente del movimento culturale Il Cenacolo, intervengono Rav Joseph Levi, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Firenze, Elzir Izzedin, Imam della Comunità islamica di Firenze, Parabhakti Das, ISKCON (Associazione internazionale Coscienza di Krishna), Alessandro D’Alessandro del Soka Gakkai, il reverendo Mark Dunnam della Chiesa Episcopale Americana di Firenze, Don Alfredo Jacopozzi e Don Massimo Marretti della Diocesi di Firenze.
L’incontro è promosso dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale toscano alla luce del dettato statutario che prevede la promozione del dialogo tra culture ed etnie diverse, per le quali spesso la religione è elemento identitario.
I prossimi incontri si incentreranno su come il dialogo interreligioso venga vissuto nel mondo del lavoro e nelle realtà di associazionismo e volontariato nell’ottica di un rafforzamento della conoscenza reciproca che sia comprensione, rispetto e accoglienza del messaggio della diversità come ricchezza collettiva

(via SpiritualSeeds.info)

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Navigare con la Bibbia

Posted by marilena marino On febbraio - 20 - 2012 1 COMMENT
Un dono anche per i cybernautiUn sito per incontrare e “navigare” la Bibbia nella nuova edizione CEI 2008. Un indirizzo per visionare, scomporre, richiamare, studiare la “Parola” che sta a fondamento della fede e della vita della comunità cristiana, patrimonio culturale e spirituale dell’umanità intera. Oltre alla versione Cei, in questo spazio virtuale sarà possibile mettere a confronto le tante versioni del testo sacro già presenti nella rete.Perché la Chiesa italiana immette un sito sulla Bibbia, che si aggiunge ai tanti, interessanti e originali, già esistenti?
Almeno per tre obiettivi:- Il principale obiettivo è certamente di tipo pastorale: l’inserimento del testo della Bibbia sul Web è un ulteriore tassello del più ampio obiettivo della Chiesa cattolica italiana di evangelizzare anche attraverso le nuove tecnologie.

- La collocazione del sito della Bibbia – ed è questa una seconda ragione – è in linea con uno dei temi del Progetto Culturale, quale il rapporto tra fede e altre scienze. Una sezione del sito, infatti, Bibbia e Sapere, permetterà collegamenti a siti appartenenti ad altre discipline (arte, storia, scienza, letteratura, filosofia ecc.) che hanno sviluppato pensiero a partire proprio dal testo sacro.

- Un terzo obiettivo, infine, è la realizzazione di uno strumento di lavoro rivolto ad una utenza che tenga in conto non solo gli studiosi e i ricercatori ma anche gli operatori pastorali, i credenti e chiunque voglia fare un percorso nei testi biblici, sia a livello personale che come gruppi organizzati o centri di ascolto.

La Bibbia CEI sul Tuo sito
Il servizio permette di inserire in qualsiasi sito una finestra (widget) che offre funzioni di accesso al testo ufficiale CEI della Bibbia.
I widget, disponibili in diversi formati e modalità, consentono di:

  • accedere a un versetto
  • ricercare una parola o una frase
  • andare al Vangelo del giorno

Attivare il servizio è semplicissimo:

  • individua il widget più adatto;
  • indica l’indirizzo del sito in cui intendi inserire il widget;
  • copia il codice e incollalo nel Tuo sito
  • Cosa c’è nel sito
     Cosa c’è nel sito
    Antico e Nuovo Testamento
    Tutti i testi, Antico Testamento, Nuovo Testamento, Libri Omogenei e Singoli Libri, sono accompagnati dalle introduzioni ufficiali. Per agevolare la navigazione, è stato realizzato un nuovo indice ad albero che potrà essere richiamato in qualsiasi momento e che permetterà all’utente di accedere con maggiore rapidità ai testi biblici. All’interno l’indice riporta in modo interattivo l’intera struttura della Bibbia ovvero l’elenco di tutti i gruppi di libri omogenei e dei singoli libri. La loro selezione permetterà l’immediata visualizzazione del testo del libro prescelto.Note 
    Viene riportato il dettaglio dell’intero apparato delle note presenti sul nuovo testo biblico edizione 2008. Dalle singole note sarà possibile, con un link ipertestuale, accedere al passo biblico cui quella nota fa riferimentoRicerca
    Il motore di ricerca sempre a disposizione durante la navigazione permette di effettuare ricerche per singole parole o frasi su tutti i testi della Bibbia CEI Edizione 2008. Nella pagina di visualizzazione dei risultati di ricerca l’utente troverà il numero complessivo degli argomenti corrispondenti ai criteri impostati e l’elenco degli stessi con la relativa contestualizzazione, cioè dove compaiono nel testo biblico. Attraverso la selezione di ciascuno dei risultati si accederà al testo biblico corrispondente.Bibbia Interconfessionale
    E’ possibile avere a disposizione l’intero testo della Bibbia Interconfessionale con le stesse modalità di navigazione adottatata per la Bibbia CEI

    I nostri link
    Questa sezione presenterà link a siti istituzionali ufficiali che si occupano di studi biblici, nazionali ed internazionali

    S.E. Mons. Mariano Crociata :
    La realtà sociale e culturale in cui ci troviamo a vivere oggi è in continua evoluzione. Essa mette in evidenza come i linguaggi e le tecniche del comunicare sono spesso fluide, dinamiche e veloci. Nell’era di Internet e delle “reti sociali”, la Chiesa italiana è consapevole che l’accelerata innovazione tecnologica non è solo questione tecnica, ma coinvolge più profondamente l’uomo. “Non basta usare i media… è necessario integrare questo messaggio nella nuova cultura creata dai moderni mezzi della comunicazione sociale” sottolinea la Redemptoris missio al n. 37.
    Il Messaggio di Benedetto XVI in occasione della 43ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali sul tema Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia lascia chiaramente intendere – in modo propositivo– che in questo ambito si gioca una partita importante per la persona umana. Per tali ragioni, grazie all’impegno dell’Ufficio liturgico nazionale, dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e del Servizio Informatico della Cei, è stato realizzato Bibbia Edu, il nuovo sito Internet della Bibbia CEI. Questo strumento sarà molto utile per i così detti cybernauti che potranno leggere, studiare, approfondire la Parola attraverso quanto viene offerto dalle nuove tecnologie informatiche. In ogni tempo la Chiesa non è mai venuta meno alla sua missione: annunciare agli uomini la “notizia” che Gesù ha redento l’umanità. Con il restyling di Bibbia Edu si intende proseguire lungo questo percorso che deriva dal mandato di comunicare il Vangelo all’umanità intera, oggi anche nel nuovo mondo mediatico che caratterizza il nostro tempo.  Con il nuovo sito la Segreteria Generale della CEI intende mettersi ancora di più al servizio delle 226 diocesi, delle 26mila parrocchie e di tutte le persone-utenti della Rete, ampliando un canale di trasmissione che può condurre all’incontro con Bibbia.
    *Segretario Generale della CEI

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Una Porta verso l’Infinito

Posted by marilena marino On gennaio - 26 - 2012 ADD COMMENTS

SULLA VIA DELLA BELLEZZA: PROSEGUE IL

PROGETTO “UNA PORTA VERSO L’INFINITO”

 

Monsignor Fisichella: “‘L’arte è espressione e rappresentazione del Vangelo”

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 13 gennaio 2012– Prosegue il percorso tracciato da Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte, il progetto promosso dall’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, che vuole essere una riflessione sull’arte come strumento di trasmissione della fede.

Domani mattina questa “Porta” si riaprirà nuovamente per condurci Sulla via della bellezza, come suggerisce il titolo della conferenza che si svolgerà alle 10.30 nella Sala Rossa del Palazzo Apostolico Lateranense.

«Il convegno intende approfondire le ragioni teologiche e culturali che animano il progetto – spiega a Zenit, don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni sociali e direttore del progetto -. Grazie alle diverse prospettive che i relatori ci offriranno, rifletteremo sul rilancio della nuova evangelizzazione nella città di Roma, mettendo a fuoco principalmente l’arte e la comunicazione».

In questa via della bellezza, infatti, incontreremo tre illustri protagonisti: monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione; l’architetto Paolo Portoghesi, docente della Sapienza Università di Roma e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.

Accogliendo l’invito formulato da Benedetto XVI al convegno diocesano dello scorso giugno a percorrere la strada dell’arte per avvicinare alla fede, i relatori si confronteranno sul tema dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo, attraverso tre differenti prospettive – quella teologica, artistica e della comunicazione – mediante la via della bellezza, “che conduce a Colui che è, secondo  Sant’Agostino, la Bellezza tanto antica e sempre nuova”.

Il linguaggio dell’arte, dunque, vissuto come una traccia da perseguire per arrivare alla strada privilegiata che porta direttamente a Dio e alle meraviglie del Creato, diventando, di conseguenza, strumento per la Nuova Evangelizzazione.

Proprio di questo Zenit ha parlato con monsignor Fisichella che ha dichiarato alla nostra agenzia come la via della bellezza sia “una via maestra”.

“Il cristianesimo dalle origini – spiega il presule – ha avuto con l’arte un rapporto privilegiato, poiché essa, nel susseguirsi di venti secoli di storia, attraverso capolavori di musica, poesia, pittura e scultura, non ha fatto altro che esprimere e comunicare la bellezza del Vangelo”.

Per tanto tempo, però, prosegue monsignor Fisichella, “la teologia ha comunicato solo con la filosofia”, e questo “se da una parte è stato positivo perché ne ha approfondito i contenuti”, dall’altra “ha impoverito la presentazione del Vangelo a mera scienza”.

“Credo, perciò, che sia importante non dimenticare che nel dialogo tra il teologo e il filosofo sia necessaria la presenza dell’artista – sottolinea il vescovo – perché il Vangelo non può essere solo ascoltato, il Vangelo è una persona, che va vista!”.

La rappresentazione del Vangelo è quindi “rappresentazione di Cristo stesso, del mistero di salvezza che supera la morte per esprimere l’amore e la vita”. Il teologo e il filosofo, aggiunge il presule, “devono riconoscere che il linguaggio usato dall’arte è un linguaggio più immediato, che va molto più al di là, nella comunicazione, di quanto possano fare la filosofia e la teologia”.

In conclusione, recuperare la via della bellezza, secondo monsignor Fisichella, vuol dire “recuperare, da un punto di vista teologico, il percorso della contemplazione”.

La bellezza, infatti, “per sua stessa natura, rapisce in essa e ci fa fermare, come il mistero che la fede presenta, che va contemplato e vissuto. In un periodo come il nostro, dove sembra che la bellezza venga meno, riproporla è una ‘provocazione’ necessaria su cui bisogna soffermarsi e riflettere”.

Il convegno di domani è il primo della serie di incontri promossi nell’ambito del progetto Una porta verso l’Infinito per l’anno 2012. L’iniziativa, che ha preso il via il 22 dicembre 2011 con il concerto su musiche di Mendelesshon e Schumann, nella Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, e ha visto la partecipazione del Coro del Teatro dell’Opera di Roma, prevede, inoltre, per questo nuovo anno, un calendario ricco di eventi relativi alla musica, al teatro, al cinema e alle arti figurative.

Per maggiori informazioni circa il programma e le date degli eventi, consultare il sito www.ucs.it alla voce Una porta verso l’infinito.

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Crisi, Sfida Per Cambiare

Posted by marilena marino On gennaio - 11 - 2012 ADD COMMENTS

di Mariangela Musolino

LA CRISI, SFIDA PER UN CAMBIAMENTO

 

A Perugia l’incontro di riflessione prende spunto dal documento proposto da CL su scala nazionale che suggerisce un modo “propositivo” di affrontare la crisi.

 

Perugia – Giovedì 12 Gennaio presso la Sala dei Notari, alle ore 21, si terrà il dibattito sul tema “La crisi, sfida per un cambiamento”. L’iniziativa è della comunità umbra di Comunione e Liberazione e prende spunto dal documento nazionale diramato nello scorso mese di Ottobre dal movimento cattolico fondato da don Luigi Giussani, che si interroga sulle opportunità per la rinascita di una nuova civiltà, nascoste fra i grandi disagi sociali e personali annessi alla crisi globale in corso.

Al dibattito di Perugia interverranno Antonio Baldassarre, Presidente emerito della Corte Costituzionale, Carmine di Martino, docente di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Milano e la giornalista Gabriella Mecucci.

 

L’assunto principale della proposta ciellina è quello che la realtà di per sé è positiva, in quanto “ci rimette continuamente in moto, provocandoci a prendere posizione di fronte a ciò che ci accade”.

 

Prendendo spunto dalle tante realtà positive che pure in questi tempi difficili sussistono, lottano ogni giorno e continuano a credere in un mondo migliore possibile, l’analisi di CL vuole appellarsi all’ingegno, al desiderio di conoscenza e di creatività ed alla forza di aggregazione sentiti oggi da tante persone.

 

Crisi, dunque, come opportunità di prendere in mano la propria vita e la propria fede vivendole con un senso nuovo. In tale direzione il documento di Comunione e Liberazione auspica che anche sul piano della politica, messi da parte schieramenti di potere e ideologie diverse, si possa lavorare collegialmente per il vero bene comune, rilanciando lo sviluppo del Paese e investendo su quegli “io in azione” – che siano singoli o comunità – in grado di cambiare la realtà in meglio con il proprio impegno responsabile quotidiano.

Questo, tra l’altro, deve essere il ruolo dei cattolici nella vita della società italiana, nella quale si auspica i cattolici siano i primi a portare segni di speranza e di bene per la collettività.

Ufficio Stampa:

Mariangela Musolino

www.aa98comunicazione.com

speedmar@alice.it

339.3358038

Riportiamo delle riflessioni sulla crisi del Papa:

Benedetto XVI: la crisi esprime il profondo malessere della nostra società. Servono nuove regole.

 

 

«Nuove regole che assicurino a tutti» di vivere dignitosamente e sviluppare le proprie capacità a beneficio di tutti. Le chiede papaBenedetto XVI per la crisi economica che, nata in Occidente, incide anche sui Paesi in via di sviluppo. Uscire dalla crisi, dice, non significa solo «arginare le perdite individuali» o «nazionali». Il pontefice ha voluto ricordarlo agli ambasciatori accreditati in Vaticano, che ha ricevuto nella Sala Regia del Palazzo Apostolico per il tradizionale e solenne scambio di auguri d’inizio anno. In questa occasione, è stato reso noto che il prossimo 14 gennaio Benedetto XVI incontrerà il presidente del Consiglio Mario Monti. Il papa e il premier italiano si sono incontrati brevemente il 18 novembre scorso, quando l’allora neopremier è andato all’aeroporto di Fiumicino espressamente per salutare papa Ratzinger in partenza per il suo viaggio apostolico in Benin.

 

«Gli sviluppi gravi e preoccupanti della crisi economica e finanziaria mondiale», non devono far dimenticare che la crisi che viviamo nel momento attuale è anche «politica e sociale» e rappresenta «la drammatica espressione di un profondo malessere» della società, ha proseguito Benedetto XVI, per il quale «la crisi può e deve essere uno sprone a riflettere sull’esistenza umana e sull’importanza della sua dimensione etica, prima ancora che sui meccanismi che governano la vita economica: non soltanto per cercare di arginare le perdite individuali o delle economie nazionali, ma per darci nuove regole che assicurino a tutti la possibilità di vivere dignitosamente e di sviluppare le proprie capacità a beneficio dell’intera comunità». L’esortazione del pontefice ai Governi e ai cittadini dei 180 Paesi che hanno rapporti diplomatici con la Santa Sede, è dunque a «non scoraggiarsi ma riprogettare risolutamente il cammino, con nuove forme di impegno».

 

La crisi economica e finanziaria mondiale «non ha colpito soltanto le famiglie e le imprese dei Paesi economicamente più avanzati, ma ha inciso profondamente anche sulla vita dei Paesi in via di sviluppo», ha proseguito Benedetto XVI. E nei Paesi dell’Occidente dove ha avuto origine, ha aggiunto, si è creata una situazione difficile «in cui molti, soprattutto tra i giovani, si sono sentiti disorientati e frustrati nelle loro aspirazioni ad un avvenire sereno». In particolare, infatti, «gli effetti dell’attuale momento di incertezza colpiscono particolarmente i giovani». «Dal loro malessere – ha ricordato Papa Ratzinger – sono nati i fermenti che nei mesi scorsi hanno investito, talvolta duramente, diverse Regioni».

 

«In Italia prosegua in un rapporto equilibrato fra Chiesa e Stato»

Il papa, poi, ha rivolto all’Italia «un particolare pensiero, al termine del 150esimo anniversario della sua unificazione politica»: «Le relazioni tra la Santa Sede e lo Stato italiano hanno attraversato momenti difficili dopo l`unificazione. Nel tempo, però, hanno prevalso la concordia e la reciproca volontà di cooperare, ciascuno nel proprio ambito, per favorire il bene comune. Auspico che l’Italia continui a promuovere un rapporto equilibrato fra la Chiesa e lo Stato, costituendo così un esempio, al quale le altre Nazioni possano riferirsi con rispetto e interesse».

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Padova: scuola e dialogo interreligioso

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 18 - 2011 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati “Come sono presentate le altre religioni nei testi scolastici per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole sia del primo ciclo sia nel secondo ciclo?”. A questa domanda intende rispondere una ricerca promossa dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Padova in collaborazione con l’Ufficio Scuola diocesano, grazie alla collaborazione di alcuni docenti di religione. La ricerca, dal titolo “Le altre religioni nei testi scolastici di religione cattolica”, prende l’avvio oggi, a Padova (ore 16, Facoltà teologica del Triveneto, via del Seminario 29), con un primo incontro sul tema “Le religioni di fronte alle grandi domande dell’uomo: la prospettiva della Nostra Aetate”.
Ad introdurre l’incontro – informano gli organizzatori – sarà Paul Renner, dell’Istituto teologico di Bolzano-Bressanone, cui seguirà l’intervento di padre Matteo Giuliani, docente di didattica dell’Insegnamento della religione cattolica al Corso superiore di Scienze religiose di Trento. Il lavoro di ricerca si articolerà poi in gruppi di lavoro e tre laboratori (per la scuola primaria, per la scuola secondaria inferiore e per la scuola secondaria superiore) condotti da docenti dell’Issr e da insegnanti di religione cattolica. Prima della presentazione al pubblico della ricerca, il 9 marzo 2012, sono previsti altri due incontri di lavoro: il 16 dicembre prossimo e il 13 gennaio 2012.

(via SpiritualSeeds.info)

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Credimi Donna. In Spirito e Verita’

Posted by marilena marino On novembre - 9 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

La Basilica Lateranense venne costruita verso il 314 circa da papa Melchiade nei terreni donati da Costantino accanto al Palazzo Lateranense. Fu definita “Chiesa madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe”, distrutta più volte e altrettante fatta ricostruire. E’ il simbolo della fede dei cristiani nei primi secoli, che sentivano la necessità di riunirsi in un luogo comune e consacrato per celebrare la Parola di Dio e i Sacri Misteri.

La Festa della dedicazione della basilica Lateranense, costruita dall’imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma, la cui annuale celebrazione in tutta la Chiesa latina è segno dell’amore e dell’unità con il Romano Pontefice.

Chiese ancora il prefetto Rustico: “Dove vi riunite?”. Giustino rispose: “Dove ciascuno può e preferisce; tu credi che tutti noi ci riuniamo in uno stesso luogo, ma non e cosi perchè il Dio dei cristiani, che è invisibile, non si può circoscrivere in alcun luogo, ma riempie il cielo e la terra ed è venerato e glorificato ovunque dai suoi fedeli” (Atti del Martirio di S. Giustino e Compagni). Nella sua franca risposta, il grande apologeta S. Giustino ripeteva dinanzi al giudice quel che Gesù aveva detto alla Samaritana: “Credimi, donna, è giunto il momento in cui nè su questo monte nè in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quel che conosciamo, perchè la salvezza viene dai Giudei. Ma e` giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perchè il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità” (Gv 4,21-24).
La festa della dedicazione della basilica del SS. Salvatore o di S. Giovanni in Laterano, non è certamente in contrasto con la testimonianza di S. Giustino e con la parola di Cristo. Salvi infatti il dovere e il diritto della preghiera sempre e dovunque, è anche vero che fin dai tempi apostolici la Chiesa, in quanto gruppo di persone, ha avuto bisogno di alcuni luoghi in cui riunirsi a pregare, proclamando la Parola di Dio e rinnovando il sacrificio di morte e risurrezione di Cristo, in attuazione delle Sue parole: “Prendete e mangiatene tutti; Prendete e bevetene tutti; Fate questo in memoria di me”. Inizialmente queste riunioni venivano fatte nelle case private, anche perchè la Chiesa non godeva ancora di alcun riconoscimento. Ma questo dovette venire abbastanza presto: c’è un singolare episodio all’inizio del secolo III, quando Alessandro Severo diede ragione alla comunità cristiana in un processo contro degli osti, che reclamavano contro la trasformazione di un’osteria in luogo di culto cristiano. La Basilica Lateranense venne fondata da papa Melchiade (311-314) nelle proprietà donate a questo scopo da Costantino di fianco al Palazzo Lateranense, fino allora residenza imperiale e poi residenza pontificia. Sorgeva così la “chiesa-madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe”, distrutta e ricostruita molte volte. Vennero celebrati in essa o nell’attiguo Palazzo Lateranense (ora sede del Vicariato di Roma) ben cinque concili, negli anni 1123, 1139, 1179, 1215 e 1512. “Ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi”, dice S. Cesario di Arles.

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Sabato 4 giugno laboratorio teatrale dei Burattini

Posted by Agostino On giugno - 5 - 2011 ADD COMMENTS

di Agostino Lupo . Anche lo scorso sabato 4 giugno tanti bambini e alcuni ragazzi e ragazze hanno animato, con impegno e tanta fantasia, nella sala della comunità di Bagnaia, il laboratorio per la costruzione dei burattini, guidato da Giancarlo Vulpes e Ada Mirabassi. Quest’ultimo è stato un momento di intenso lavoro dove tutti sono entrati nella parte di “Geppetto” per dare vita, partendo da materiale veramente povero e a disposizione di tutti, a dei burattini che fossero espressione esclusiva di ogni singolo bambino. Seguendo i suggerimenti e le accortezze degli insegnanti anche i bambini più piccoli sono riusciti a trasformare rotoli di carta igienica, colorati ritagli di stoffa e gomitoli di lana in tanti veri e variopinti burattini. “Ma alla fine – ha domandato una bambina – posso tenerlo con me questo burattino” E’ una domanda eloquente e che manifesta il grande entusiasmo messo in un’attività desiderata e appagante. Quel burattino, costruito con le suo manine, era diventato parte della sua stessa esistenza e a lui può ora confidare i suoi stessi profondi segreti esistenziali. “Questo lusinghiero successo riscontrato nelle esperienze laboratoriali di teatro a Bagnaia, attivate come tentativo per conoscere i desideri e le potenzialità dei nostri bambini e ragazzi che frequentano la vita parrocchiale, per allargare il cerchio di vita comunitaria – ha detto il parroco don Aldo Milli – ci incoraggia a proseguire e rilanciare un programma più intenso per il prossimo anno”. Peraltro da queste prime esperienze si conferma la bontà del semplice obiettivo che ci si era posti: rivitalizzare il teatro per farlo divenire uno spazio di vita dove i bambini, ragazzi e anche adulti, possano rivivere la dimenticata esperienza di manifestare agli altri il proprio vissuto interiore e partecipare così alla costruzione di una comunità che vive della esperienza e della voglia di condividere la vita in comune. Inoltre è un mezzo molto efficace per allontanare, almeno temporaneamente, i bambini dall’imperante e condizionante mondo della TV, dove si è abituati a vivere passivamente i messaggi di altri senza poter interloquire con essi, e divenire invece attivi portatori di interiori messaggi personali da scambiare comunitariamente con gli altri.

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Ora di religione e ora delle religioni: se ne è discusso a Brescia

Posted by Moreno Migliorati On aprile - 11 - 2011 ADD COMMENTS

Ora “di” religione oppure ora “delle” religioni? Della questione (non da oggi al centro del dibattito) si è discusso lo scorso sabato 9 aprile in un affollato convegno svoltosi a Brescia ed organizzato da CEM Mondialità. Gli organizzatori hanno pensato l’evento partendo da una constatazione, e cioè che “il pluralismo religioso è lo scenario abituale della nostra vita quotidiana e sociale. Una condizione normale, per un paese europeo. La scuola italiana, però, per molti motivi, non riesce a prenderne atto, e a rispondervi con efficaci azioni educative. È evidente, infatti, che le nostre istituzioni educative non sono in grado di far fronte al crescente pluralismo religioso odierno: materia incandescente, certo, soprattutto in stagioni, come l’attuale, di identitarismi e di chiusure reciproche, assai più che di dialogo e di accoglienza”.

In estrema sintesi, i relatori si sono trovati d’accordo concordi nel ritenere non più adeguato ai tempi l’insegnamento della religione così come viene praticato nella scuola italiana. La proposta uscita è quella di un insegnamento che prenda in considerazione non solo la religione cattolica, ma anche le altre principali religioni che vengono praticate nel nostro Paese. Come riferiscono le cronache del convegno, <<le possibilità concrete di introduzione nell’orario della materia «cultura religiosa», lasciando ferma l’ora di religione attuale, sono tre, a detta della sociologa Carmelina Chiara Canta che già nel 1999 scrisse «L’ora debole» riferita alla cosiddetta alternativà scelta nell’obbligo da una media del 9%, con qualche punto in più solamente alle superiori. Il primo scenario divide in due l’alternativa: chi vuole fa altro come ora, in una visione agnostica, ma viene data anche la possibilità di studiare le principali confessioni. La seconda introduce nell’ora di cattolicesimo anche l’attenzione alle religioni mediterranee. La terza vi introduce solo la islamica che è la più diffusa fra i nostri immigrati. Non viene invece ritenuta applicabile per adesso la proposta Melandri di un’ora aggiuntiva di storia delle religioni>>.

Questioni complesse delle quali si tornerà sicuramente a parlare, ma intanto è un bene che su di esse si mantenga alta l’attenzione.

(via SpiritualSeeds.info)

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«Bibbia e giustizia» sarà questo il tema di Effettobibbia 2011, che prenderà il via domani a Bergamo per concludersi il prossimo 5 marzo. Giunta alla quarta edizione, l’iniziativa viene proposta dal Comitato per la cultura biblica, che è espressione di centri culturali (Grazie, Protestante, San Bartolomeo, Fondazione Serughetti La Porta), Civica Biblioteca Mai, libreria Buona Stampa, Museo Bernareggi, Ufficio diocesano per l’apostolato biblico e associazionismo (Acli, Gruppi biblici).
Nell‘attuale momento storico – culturale, si assiste ad un rinnovato interesse per la Bibbia, considerata non  soltanto come documento delle comunità di fede, ma anche un ‘monumento‘ storico di importanza ineguagliabile per conoscere lo sviluppo del pensiero, dell‘arte sociale.
Obiettivo della manifestazione bergamasca è proprio quello è di diffondere la conoscenza e l’amore al Libro per eccellenza, come è stato sottolineato dagli organizzatori.
«La Bibbia ha sempre un grande effetto — ha detto ad esempio Claudia Sartirani, assessore comunale alla Cultura —. Non è necessario essere cattolici per sapere che la Bibbia è il Libro dei libri, Libro antico ma sempre nuovo, fondamento della cultura occidentale. E il tema della giustizia, scelto quest’anno, è centrale nel momento storico attuale».
«Effettobibbia è diventato un appuntamento fisso nell’offerta culturale della città — ha affermato invece Luciano Zappella, presidente del Comitato —. Senza Bibbia saremmo più poveri. Attraverso letteratura, arte, filosofia, cinema, pensiero giuridico, noi viviamo nella Bibbia, che è un testo che sempre conquista. Sta qui il punto di partenza dell’iniziativa».
Il ricco programma (che prevede conferenze e letture, anche drammatizzate) contempla la partecipazione libera e gratuita a tutti gli eventi.

(via SpiritualSeeds.info)

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Nonostante il dialogo interreligioso non viva uno dei suoi momenti migliori, quello presente è invece un periodo abbastanza fecondo nel settore editoriale per quanto riguarda i testi delle grandi religioni. Due notizie stanno a confermarlo
Lo scorso mercoledì, infatti, al termine della consueta udienza generale, Maurizio Costa, Vice Presidente e Amministratore Delegato di Mondadori, e Pietro Citati, Direttore della Fondazione Valla, hanno presentato a Papa Benedetto XVI una copia de Il Corano nella nuova edizione della Collana Islamica. “Le traduzioni italiane erano poche e cattive: i commenti non erano migliori”, ha sottolineato Pietro Citati. “A partire da ora gli italiani potranno dunque leggere il Corano abbandonandosi a quell’onda solenne e tumultuosa. Credo che le sorprese saranno tantissime”.
Il testo, curato da Alberto Ventura, è pubblicato in una nuova traduzione di Ida Zilio-Grandi, docente di Lingua e letteratura araba all’Università di Venezia. L’opera è stata curata con l’obiettivo di rendere il Corano chiaro e comprensibile, in un italiano moderno e privo di arcaismi utilizzati generalmente nella traduzione di testi religiosi antichi.
Il commento, il più ricco e completo mai scritto in lingua occidentale, è stato ideato da un gruppo internazionale di studiosi – la stessa Zilio-Grandi, Mohammad Ali Amir-Moezzi, Mohyiddin Yahia e Alberto Ventura – per spiegare le molte difficoltà e ambiguità del testo, in modo da illuminare il lettore sui significati di ogni singolo versetto, sulle possibili differenze di interpretazione e sulle storie alle quali spesso si accenna senza i necessari dettagli.
L’altro progetto degno di nota riguarda invece il Talmud (testo sacro tra i più importanti dell’ebraismo) che per la prima volta verrà tradotto anche in italiano. È quanto prevede un protocollo d’intesa che verrà sottoscritto proprio oggi a Palazzo Chigi tra il Governo e l’Unione delle comunità ebraiche italiane. Il progetto consiste nella traduzione dall’aramaico in italiano dell’antico testo, la più importante opera della cultura ebraica e uno dei pilastri dell’ebraismo. Il lavoro si svolgerà nell’arco di cinque anni e verrà svolto in collaborazione tra le comunità ebraiche, il Collegio rabbinico italiano ed il Consiglio nazionale delle ricerche.

(via SpiritualSeeds.info)

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Religioni e scuola: una proposta bipartisan per il loro insegnamento

Posted by Moreno Migliorati On dicembre - 9 - 2010 1 COMMENT

Nei giorni scorsi la deputata Giovanna Melandri del PD ha presentato una proposta di legge bipartisan (vi hanno infatti aderito anche un paio di deputati dell’attuale maggioranza di governo) per l’introduzione di una nuova materia scolastica denominata “Introduzione alla storia delle religioni”.

La proposta è stata presentata unitamente ai deputati Andrea Sarubbi e Jean Leonard Touadi. ”Conoscere le religioni – ha detto il primo – serve anzitutto per conoscere meglio l’arte, la storia, la filosofia, ma anche per meglio affrontare le domande di senso che ciascuno si pone e per acquisire una piena conoscenza da cittadino di uno stato laico. Le religioni sono il presupposto per conoscere il modo, senza conoscere le religioni, sarà impossibile tenere insieme l’Italia del domami”.  Touadi, dal canto suo, ha spiegato come si tratti di ”uno strumento essenziale per crescere e per decifrare la multiculturalità che caratterizza il nostro tempo”.

Oggi è la stessa Melandri a tornare sull’argomento illustrando in un articolo sul quotidiano Europa il senso della sua proposta. “Perché –si chiede la deputata-  nel momento in cui le nostre scuole si riempiono di bambini provenienti da altre storie e da altre culture, non dotare tutti gli studenti di una nuova materia, che, senza nulla togliere o aggiungere all’Irc, dia loro gli strumenti per comprendere la religione? Prima di tutto come fenomeno antropologico universale e poi come esperienza che si va declinando in modo diverso in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo. Pensare di inserire nei piani didattici l’“Introduzione alle religioni”, vuol dire proprio questo. Vuol dire dare agli studenti la possibilità di cominciare a maneggiare quella grande esperienza umana che le religioni sono state e continuano ad essere nella storia del mondo. Studiarne gli insegnamenti, le espressioni artistiche, la ricchezza liturgica e, soprattutto, gli straordinari testi di riferimento”.
La proposta si scontrerà senza dubbio con i tagli cui va oggetto attualmente la scuola italiana (anche se non sarà certo l’unico ostacolo che incontrerà sul suo cammino) ma merita di essere appoggiata se non altro per le problematiche che solleva e che sono difficilmente eludibili.

(via SpiritualSeeds)

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I tagli alla scuola – oltre la protesta

Posted by carmen On settembre - 7 - 2010 ADD COMMENTS

Non è solo una questione di posti di lavoro. L’allargarsi a macchia d’olio in tutta Italia dello sciopero della fame dei precari della scuola che quest’anno rischiano di non vedersi rinnovato il contratto per la supplenza annuale riporta alla luce dell’opinione pubblica il problema drammatico dei tagli alla scuola. Un problema che, spesso, si traduce solo nel balletto delle cifre fornite dal ministero e dalle organizzazioni sindacali riguardo il numero di lavoratori che rimarranno a casa.
Ma la scuola non è la FIAT; la sua “efficienza” non si misura con il numero di auto prodotte o con le statistiche degli alunni bocciati o “rinviati” a settembre. Il valore della scuola non è in ciò che “produce” ma in ciò che “plasma”: le menti e le personalità degli individui: capitale umano unico e non riproducibile, e risorsa inestimabile.
E invece, quando si parla di riforme, sono sempre i numeri negativi a farla da padroni: meno insegnanti, meno materie, meno ore, meno indirizzi, meno scuole, meno spese. E anche meno libri e meno costi. Infatti mentre i precari protestano per i tagli all’istruzione, le associazioni dei genitori e dei consumatori parlano di caro – libri. Forse per tante famiglie le spese per l’istruzione saranno gravose, ma come si può pretendere di limitare i tagli se non si riesce a capire che l’istruzione è un investimento e non un costo?
Perché le stesse associazioni non scendono in campo per denunciare che i figli sono in classi sovraffollate e senza garanzie di sicurezza? Perché non protestano per il continuo cambio di insegnanti, per le ore in meno di italiano e matematica, per la quasi scomparsa della geografia?
Purtroppo il collasso del sistema dell’istruzione ha tanti complici silenti: genitori preoccupati solo dei voti dei figli e non della qualità degli insegnamenti impartiti loro, impiegati del ministero che si trasformano in sarti abili a tagliare e cucire una coperta che diventa sempre più corta, dirigenti che diventano notai che ratificano senza batter di ciglio situazioni al limite del paradosso (classi di 40 alunni, insegnamenti divisi tra 2 o 3 insegnanti, pratiche per le nomine degli insegnanti di sostegno dimenticate nei cassetti di qualche ufficio, richieste ai genitori di contributi per la carta igienica …)
Forse si dovrebbe solo capire che le proteste non riguardano solo chi resterà senza lavoro, e che il problema non cesserà quando le scuole riapriranno. Perché quel giorno ci ritroveremo in classi superaffollate in cui dovremo sforzarci di dare spazio all’individualità di ogni ragazzo, ascoltare gli alunni uno ad uno, recuperare i più deboli e valorizzare i più meritevoli. Dovremo costruire rapporti sapendo che a settembre dovremo ricominciare daccapo con nuove classi e in un nuova scuola. Dovremo insegnare, con quattro ore settimanali, ciò che prima insegnavamo in cinque.
E soprattutto dovremo dimenticare le lotte, gli scioperi, le promesse e le polemiche e entrare in classe con il sorriso sulle labbra e una passione più forte di ogni ostacolo, pronti a trasmettere amore per la conoscenza, passione civile, speranza per un futuro migliore. E dovremo essere credibili.

Carmen De Fontes

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Questa rubrica è dedicata agli ex biancorossi. Con grande piacere desidero offrire ai lettori l’intervista alla dott.ssa Rita Guarino, ex calciatrice della gloriosa squadra di calcio femminile ‘Fiamma Monza’. Attualmente la dott.ssa Guarino collabora con Patrizio Sala presso il centro calcistico ‘Individual football coaching’ di Collegno, e si occupa della Nazionale di calcio femminile.

Il calcio femminile, e credo che nessuno di noi avesse il benché minimo dubbio, è un calcio davvero sportivo, che può dare un grande esempio al settore maschile. Inoltre, il calcio femminile, e la sottoscritta ricorda molto bene il suo bravissimo allenatore, rispetto a quello maschile è spesso migliore dal punto di vista tecnico e, soprattutto, per quanto riguarda la preparazione fisica.

Dott.ssa Guarino, come mai da ragazzina Lei si è avvicinata al calcio?

Ho praticato molti altri sport. Fino ai quattordici anni ho dedicato molto del mio tempo libero al pattinaggio artistico a rotelle, lo praticavo a livello agonistico. Poi, avendo un fratello maggiore, un po’ per curiosità, un po’ per emulazione, ho iniziato a giocare a calcio.

La comprendo benissimo, anch’io ho un fratello maggiore, che ha contribuito notevolmente ad avvicinarmi al calcio. I genitori erano d’accordo con la sua scelta?

Assolutamente no. Fortunatamente poi si sono convinti, hanno capito che avevo fatto una buona scelta, vedendo il mio entusiasmo e la mia grande passione per il calcio.

Se io pronuncio due vocaboli: sport e infanzia, cosa Le viene in mente?

Il mio meraviglioso oratorio a Collegno, lì si poteva avere tutto quello che i ragazzini desiderano: sport, film, teatro, gioco, divertimento e tanti sani punti di riferimento importanti. Però ricordo con grande nostalgia anche i giochi di cortile, ora i cortili sono desolatamente vuoti.

Concordo con Lei, sia io che mio fratello dobbiamo molto agli oratori, e per quanto riguarda i giochi di cortile … beh, è davvero triste, attualmente è assai raro vedere bimbi che giocano nei cortili.

La mia educazione sportiva è iniziata in oratorio e con l’educazione sportiva pure l’educazione alla vita, anche nei cortili.

In quale squadra ha iniziato a giocare?

Ho iniziato a giocare alla ‘Juventus’ di Torino.

Era forse affiliata alla blasonata squadra maschile?

Purtroppo no, in Italia noi non abbiamo le società calcistiche che comprendono sia la squadra maschile sia la squadra femminile.

Ricordo la grande serietà di certi dirigenti, di tanti allenatori, tutte persone autenticamente sportive, denaro ne circolava pochissimo.

In che ruolo ha iniziato a giocare e qual era il calciatore che attirava di più la sua attenzione?

Io ho iniziato a giocare come attaccante e ho sempre ricoperto quel ruolo. A quei tempi, un calciatore che ammiravo molto era Michel Platinì, che tra l’altro giocava nella ‘Juventus’ maschile e, quindi, nella stessa città in cui giocavo anch’io.

Anche se le squadre non erano affiliate, c’erano perlomeno dei contatti tra calciatori e calciatrici? Venivano organizzati degli incontri o delle partitelle?

Purtroppo no, niente di tutto questo.

Peccato, speriamo bene per il futuro. Se posso esprimere una mia modesta opinione preferisco che un calciatore dialoghi e sia in compagnia di una calciatrice, piuttosto che si intrattenga con la solita ‘soubrette’ … . Comunque abbiamo avuto in passato un calciatore ‘open-minded’, che si allenava con una calciatrice: Baggio.

In quale serie militava la ‘Juventus’ femminile?

Ho ricordi bellissimi, con le compagne di squadra siamo cresciute assieme sportivamente e umanamente, fino a raggiungere la serie A, e abbiamo vinto tutto quello che si poteva vincere. Il Campionato italiano, la Coppa Italia.

Lei è un’ex biancorossa, come e quando è approdata a Monza?

Nel mio curriculum, dopo la ‘Juventus’ c’è  la Reggiana, poi sono giunta alla gloriosa ‘Fiamma Monza’. Mi aveva voluta in quella squadra Mr Levati, che sarebbe stato il mio allenatore, e che mi osservava da tempo,  già quando giocavo nella ‘Juventus’.

Quali sono i suoi ricordi della Monza calcistica?

Un’organizzazione esemplare. La ‘Fiamma Monza’ è una delle poche squadre italiane che hanno uno Stadio proprio: il vecchio ‘Sada’. E’ davvero una grande fortuna per una squadra di calcio femminile poter disporre di un proprio Stadio, senza dover accontentarsi dei lassi di tempo in cui non si allena la squadra maschile.

Potevate anche usufruire del Centro Sportivo  ‘Monzello’?

No, però Le assicuro che per noi era davvero una grande opportunità poter avere a disposizione il ‘Sada’, e allenarsi regolarmente.

In quale serie militava il ‘Fiamma Monza’ quando Lei giocava?

In serie A, ricordo una società calcistica solida, molto simile alle società del Nord Europa, dove il calcio femminile è seguito da un pubblico appassionato.

A proposito di pubblico, Lei ha giocato in varie città, c’è forse qualche città in Italia in cui il calcio femminile è più seguito?

Il calcio femminile, in Italia, non è così seguito come nei Paesi del nord e dell’est Europeo, la nazionale femminile attira il pubblico.

Lei ha giocato anche in Nazionale, in quel periodo la Nazionale Italiana di calcio femminile conseguiva dei buoni risultati?

Posso dire che abbiamo sempre gareggiato, senza sfigurare, anche contro le blasonate squadre dell’est e del nord Europa, il confronto con queste fortissime giocatrici mi ha dato tanto sia dal punto di vista sportivo sia dal punto di vista umano.

Lei attualmente collabora con Patrizio Sala e si occupa della Nazionale femminile. Nelle squadre e nei centri sportivi in cui opera è una figura abbastanza nuova. L’allenatore psicologo, che in altri Paesi viene considerato determinante e affianca spesso l’allenatore in campo, in Italia non è ancora molto conosciuto e riconosciuto.

Beh, sì, l’allenatore psicologo è una figura non molto valutata in Italia.

Lei ha conseguito una Laurea, un Dottorato ed un Master in psicologia, quindi è un esempio per i giovanissimi. Abbinare sport agonistici allo studio si può.

Certamente, si può. Per me è stato indispensabile, perché con il calcio femminile si hanno poche possibilità di sbocchi lavorativi, con una buona preparazione è ben diverso.

Io ho spesso intervistato un suo collega italo-spagnolo, il dott. Feliciano Di Blasi, che affianca Mauricio Pochettino nell’allenamento dell’R.C.D. Espanyol, squadra della ‘Primera Division’ spagnola. In una conferenza, che il dott. Di Blasi ha tenuto presso l’Università di Barcellona, ha detto che oramai ci sono dei limitati margini di miglioramento per quanto concerne tattiche e strategie, ma infiniti percorsi di sviluppo concernenti l’allenamento psicologico. Lei concorda?

Sì, sono perfettamente d’accordo con il collega spagnolo.

Quali metodi adopera Lei? Ci dìa una spiegazione semplice, affinché possiamo comprendere un tipo di allenamento che per molti di noi è una novità.

I metodi ci sono stati trasmessi dagli allenatori americani, è negli U.S.A. che sono nati e sono stati elaborati.

I metodi devono tener conto della fascia d’età. Per i più piccoli si abbinano gli esercizi di acquisizione della consapevolezza in merito alle capacità relative alla conoscenza del proprio corpo agli esercizi di coordinamento e di scarico della tensione eccessiva. Dai quattordici anni in poi l’attenzione va al potenziamento cognitivo con l’obiettivo di visualizzare, capire profondamente se stessi per controllare le emozioni in campo. Ripeto, sono pienamente d’accordo con il dott. Di Blasi, i margini di miglioramento dell’allenamento psicologico sono grandissimi e danno ottimi risultati in campo.

Concludendo, ritorniamo ai suoi trascorsi monzesi.

La ‘Fiamma Monza’ mi ha dato tantissimo. Ho, incontrato in quella società, allenatori e dirigenti sportivi che hanno saputo trasmettermi indicazioni fondamentali per lo sport e per la vita, ho giocato due anni a Monza, sempre in serie A.

La ‘Fiamma Monza’ è una delle squadre più blasonate d’Italia, è una società storica, di grandi tradizioni. Auguro un futuro calcistico splendido ad una società che ha sempre saputo creare pari opportunità, per il calcio femminile c’è sempre stata la massima attenzione.

Grazie alla dott.ssa Rita Guarino, è stato molto interessante intervistare un’autentica sportiva, una donna che ama il calcio davvero, troppo spesso il calcio, mi riferisco a quello maschile, è circondato da ‘devastanti’  figure femminili, che purtroppo fanno parte dello ‘star system’, che sta rovinando l’identità e la dignità calcistica; per riappropriarsi dei suoi valori intrinseci il calcio maschile ha un’ assoluta necessità di trarre esempio dal calcio femminile.

Daniela  Asaro  Romanoff

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Lady Gaga, Madonna e le provocazioni “spirituali”

Posted by Moreno Migliorati On giugno - 14 - 2010 1 COMMENT

Lady Gaga, la popstar del momento, non sarebbe altro che una “Wannabe Madonna”? Il dubbio comincia ad affiorare, specialmente dopo l’uscita dell’ultimo video della cantante italoamericana, quel target=”_blank”>Alejandro che può già vantare milioni di click su YouTube. Nello stesso, infatti, Lady Gaga, al pari di ciò che è solita fare quella che molti considerano la sua musa ispiratrice, gioca infatti pesantemente con allusioni a sfondo religioso, in particolar  modo di matrice cristiana.

Tra crocifissi e abiti talari, la cantante appare dapprima travestita da suora mentre ingoia un rosario e poi da vescovo mentre si intrattiene in scene hot con alcuni ballerini seminudi (per evitare di dover guardare i quasi 9 minuti di video, tra l’altro tecnicamente pregevole, essendo stato diretto dal fotografo di moda Steven Klein, MTV ha fatto un sunto delle 20 scene più hot). Ben lungi dal versare acqua sul fuoco per spegnere le polemiche che sono prontamente divampate, Lady Gaga vi ha anzi versato della benzina per alimentarlo.

Intervistata dal celebre Larry King sulla CNN, la popstar ha tra l’altro dichiarato di avere avuto un’educazione cattolica e di pregare molto ma di considerare la religione e la chiesa come due entità completamente separate. Il regista Steven Klein, da parte sua ha affermato in un’intervista di non ritenere la simbologia religiosa qualcosa di completamente negativo, visto che essa rappresenterebbe la battaglia del personaggio tra le forse oscure di questo mondo e la salvezza spirituale dell’anima.

Intanto, mentre i dubbi sul fatto che Lady Gaga non sia altro che una Madonna in sedicesimo non sono certo diradati, mentre lei e il suo entourage un obiettivo lo hanno colto di sicuro: infatti siamo qui a parlare di lei, fino alla prossima “provocazione”.

(via SpiritualSeeds)

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A Pinerolo, Messa prima degli esami

Posted by Patrizio On giugno - 9 - 2010 ADD COMMENTS

“Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza. Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto, stasera al solito posto, la luna sembra strana…”. Così Antonello Venditti cantava dieci anni fa la “notte prima degli esami”, diventata poi anche un film per la regia di Fausto Brizzi nel 2006. Al di là dei luoghi – e delle note – comuni e delle pellicole più o meno riuscite, gli esami di maturità si presentano ancora come un rito di passaggio carico di significati ed emozioni nella vita di ogni studente. È per questo motivo che gli Uffici di Pastorale Giovanile e Comunicazioni Sociali della diocesi di Pinerolo propongono una “Messa prima degli esami”, non un rito propiziatorio per migliorare il rendimento e alzare il voto finale, ma un’occasione per affidare a Dio un momento importante della propria vita.
La celebrazione avrà luogo venerdì 18 giugno, alle ore 20.45, presso la Basilica di San Maurizio (Pinerolo) e sarà presieduta dal direttore della Pastorale Giovanile, don Massimo Lovera. Seguirà un buffet e un momento di festa. Sono invitati in modo particolare tutti i maturandi e gli studenti universitari.

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ASINI DALLE MATITE COLORATE

Posted by francesca On giugno - 9 - 2010 ADD COMMENTS

Questo testo è un viaggio: inizia nella carta e s’ingigan¬tisce nel web.
Ha un destinatario: per chi crede nella vita.
E una segnaletica stradale: indicare la Risurrezione.
Perché il desiderio suicida di un giovane è la fine di un sogno. Ma anche l’inizio di una rinascita: dipende dalle prospettive.
La Presentazione è di Alessandro Zanardi, ex pilota di Formula1. Nel libretto c’è pure l’invito ai giovani ad en¬trare nel sito , dialogando con l’Autore nella sezione
Il libretto è particolarissimamente indicato agli adole-scenti e ai giovani (14-20 anni).

Marco Pozza (Calvene – VI, 1979). Sacerdote e scrittore creativo. Appassionato del mondo giovanile, ha ideato e cura il sito <www.sullastradadiemmaus.it>, laboratorio di condivisione della fede giovane.

Questo suo primo lavoro nasce assieme a 300 ragazzi dell’Istituto Cavanis di Possagno (TV). Sta conseguendo il dottorato in Teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma.

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A Fracci medaglia accademico

Posted by marilena marino On gennaio - 28 - 2010 ADD COMMENTS

ANSA) – FIRENZE, 22 GEN – Carla Fracci, assessore alla Cultura della Provincia di Firenze diventera’ Accademico d’onore dall’Accademia di Belle Arti di Firenze.Nel corso dell’inaugurazione dell’anno 2009/2010 che si svolgera’ il 28 gennaio nell’aula del Cenacolo la medaglia di Accademico sara’ conferita anche a Beppe Menegatti, regista e scenografo, e all’artista fotografa Candida Hofer, di cui si e’ appena conclusa l’esposizione di foto di interni di Firenze, nel corridoio monumentale di Palazzo Medici Riccardi.

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Doppio sì per la Gelmini

Posted by marilena marino On gennaio - 28 - 2010 ADD COMMENTS

MILANO – Un doppio sì per Mariastella Gelmini. Il ministro dell’Istruzione, poco dopo la mezzanotte, è diventata la signora Patelli, sposando con rito civile nel comune di Sirmione il compagno Giorgio, immobiliarista bergamasco dal quale attende una figlia (la bambina nascerà in aprile e si chiamerà Emma). Testimoni della sposa, il fratello Giuseppe e la sorella Cinzia. Per lo sposo i testimoni sono stati la sorella e un amico. Il matrimonio civile è stato celebrato dal sindaco di Sirmione, Alessandro Mattinzoli. Pochissimi gli invitati alla cerimonia in notturna. Come anche selezionatissimi sono gli amici e i parenti che hanno partecipato sabato mattina alla ripetizione dello scambio delle fedi a Villa Ansaldi. Il rito vero e proprio è stato celebrato in Municipio perché, per farlo in un altro posto, sarebbe stata necessaria una particolare dispensa. Tra gli ospiti della cerimonia bis, il premier Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro BonaL’ABITO DELLA SPOSA E IL MENU - Il ministro ha indossato un abito corto al ginocchio in stile Anni Cinquanta, in mikado di seta colore crema, con grosso fiocco al punto vita, confezionato da Antonio Riva. Sopra l’abito, un cappotto in stile Impero, con rifiniture dorate. Addobbata con rose bianche, la sala dove si è svolta la cerimonia. Per l’occasione il ministro dell’Istruzione ha rinunciato agli occhiali. Al termine della cerimonia c’è stato il tradizionale bacio degli sposi. Quindi il rinfresco, in una Villa Ansaldi blindata, vista anche la presenza del Cavaliere. Nel menu del ricevimento due antipasti, granchio con tortino di finocchi agli agrumi e capesante scottate. Poi un risotto mantecato all’astice e carciofi e come secondo, branzino pescato all’amo, frutti di mare e filetto di manzo al fegato grasso d’oca. Per concludere, la torta nuziale millefoglie.iuti e il ministro dei BUNA CERIMONIA BELLISSIMA» - «È stata una cerimonia bellissima e molto semplice» ha detto il premier al termine delle nozze del ministro. La cerimonia di sabato mattina è stata introdotta dal sindaco di Sirmione, Alessandro Mattinsoli, che ha rivolto gli auguri agli sposi elogiando in particolare il ministro Gelmini, sua amica d lunga data. Poi ha passato la parola al presidente del Consiglio che rivolgendosi al sindaco ha affermato: «Se parli così bene del ministro perché non te la sei sposata tu?». Berlusconi ha fatto quindi a sua volta dei complimenti al ministro Gelmini spiegando che «è seria, preparata e determinata. Sono felice di averla nella mia squadra». Il capo del governo si è intrattenuto a parlare con gli invitati, in tutto 45 persone, e molti di loro hanno chiesto una foto con il presidente del Consiglio. Berlusconi ha manifestato anche l’intenzione di intrattenersi a Sirmione al termine del pranzo nuziale per fare una passeggiata. Gli inviati sono tutti amici e parenti della coppia. Presente anche la figlia dello sposo, Rachele, di 12 anni. eni Culturali Sandro Bondi.

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