Tuesday, 7 September, 2010
Animatori Cristiani della Comunicazione

I digital media: gli scenari, gli effetti, internet e i legami che si creano nell’intricato intreccio sulla Rete. Questi e altri argomenti verranno trattati nel corso della Settimana residenziale per seminaristi teologi dal titolo “L’agire della Chiesa nel tempo digitale” (27 giugno-2 luglio) promossa dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, dal Servizio nazionale per il progetto culturale e dal Servizio informatico della CEI in collaborazione con il Centro interdisciplinare lateranense della Pul. La settimana si terrà a Subiaco (info su www.benedettini-subiaco.org) e si aprirà con la relazione di Mons. Dario Edoardo Viganò, preside dell’Istituto Redemptor Hominis della Pontificia Università Lateranense. Ernesto Diaco, vice responsabile del Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei, illustrerà in che modo il progetto culturale orientato in senso cristiano si inserisce nella Chiesa italiana mentre don Davide Milani, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali di Milano,  metterà in evidenza in che modo oggi si può comunicare in una diocesi. Non mancheranno come sempre i laboratori, che quest’anno approfondiranno le tematiche del book trailer, del web 2.0 e del cinema digitale. Il prof. Paolo Peverini e Giovanni Silvestri illustreranno rispettivamente i “Trailer nella predisposizione dell’atto spettatoriale” e “La Chiesa e le risorse in rete”. Don Ivan Maffeis, invece, tratterà il tema “I media della Chiesa italiana”. La prof.ssa Emiliana De Blasio invece apprfondirà il tema “Famiglia e modelli di rappresentazione nella fiction italiana e americana” mentre il Dott. Sergio Perugini farà una relazione su “Il religioso nei media tra miniserie e lunga serialità”. Concluderà la settimana l’intervento di Mons. Domenico Pompili, Sottosegretario e Portavoce della CEI, sul tema “Da Parabole mediatiche a Testimoni digitali. Cammino fatto e prospettive”.

Sfida culturale

Posted by marilena marino On maggio - 31 - 2010 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

LA PAROLA: PERCHE’.

LA PRIMA RIFLESSIONE PARTE DA UNA PROFONDA CONSIDERAZIONE CHE MI HA ILLUMINATO NEL PROPORRE QUANTO ADESSO DIRO’:

PARTENDO DA UN’ ESPERIENZA DI VITA MOLTO PERSONALE CHE HA FORGIATO COL FUOCO PROPRIO I MIEI PRIMI ANNI FINO ALL’ ADOLESCENZA, E ANCHE QUELLI PIU’ AVANTI, HO SENTITO UNA IMPELLENTE SPINTA A DESCRIVERE COSA POSSA ESSERE ” AVERE LA POSSIBILITA”” DI AVERE UNA “PAROLA”E POTERLA METTERLA IN CIRCOLAZIONE;

GRAZIE AD UNA INIZIATIVA DEL MIO PARROCO DON FRANCESCO FONGO DI “APRIRE” UN CENTRO CULTURALE ALL’ INTERNO DELLE INIZIATIVE PARROCCHIALI NEL NOSTRO PAESE, RITENGO CHE ESSA SIA UN’ IDEA DAVVERO MERAVIGLIOSA, SEMPRE PERMETTENDO CHE LA CULTURA CHE SI VUOLE METTERE IN CIRCOLAZIONE SIA DI NETTO STAMPO CRISTIANO E DOTATO DI FORTI VALENZE EVANGELIZZATRICI:

STANDO ANCHE ALLE ULTIME RISPOSTE DATE AD ALCUNI GIOVANI CATECHISTI A ROMA, DAL PAPA BENEDETTO XVI, DURANTE LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU’, E’ VENUTA CHIARAMENTE A GALLA L’ ESIGENZA DI POTER RISPONDERE A QUESTA SOCIETA’ FORTEMENTE SECOLARIZZATA, CREANDO PROPRIO NELLE NOSTRE PARROCCHIE “NUOVE OASI DI CULTURA CATTOLICA”, ATTE A DIFFONDERE PERENTORIAMENTE IL MESSAGGIO EVANGELICO DI GESU’ CRISTO, SPERANDO ANCHE CON QUESTO DI SUSCITARE I NUOVI APOSTOLI DEL FUTURO.

UNA COMUNITA’ CHE NON SIA MORTA DEVE POTER GETTARE QUESTO SEME DI SFIDA CRISTIANA AI VARI E DISORIENTATI IMPUT SOCIALI CHE DESTABILIZZANO L’ UOMO, NON FACENDO PIU’ RICONOSCERE CHIARAMENTE DOVE E’ CRISTO E DOVE NON LO E’!

LA PAROLA: CHIAREZZA D’ INTENTI

” NON SIAMO STATI NOI AD AMARE DIO PER PRIMI, MA E’ STATO LUI DA SEMPRE CHE PER PRIMO CI HA AMATO” .

CON QUESTA PRIMA AFFERMAZIONE VOGLIAMO RICONOSCERE GIA’ UNA PRECISA CHIAVE DI LETTURA CHE CI FA EVITARE GIA’ L ‘ ERRORE DI CREDERE CHE SIAMO NOI COSI’ BRAVI E RELIGIOSI CHE ABBIAMO SCOPERTO DIO, MENTRE UN CERTO SENSO DI BENESSERE E GRATITUDINE CI METTE GIA’ IN UNA CONDIZIONE ATTA A CAPIRE CHE CIO’ DI CUI ABBIAMO SOLO BISOGNO, E’ DI APRIRE L ‘ ORECCHIO E ASCOLTARE LUI, CHE CI VUOLE PARLARE;

SE SOLO CONSIDERASSIMO QUESTO EVENTO GIA’ ECCEZIONALE, SICURAMENTE ANCHE TUTTO IL NOSTRO CORPO CAMBIEREBBE POSIZIONE E PERSINO UNO STATO DI PROFONDA ACCOGLIENZA, DAREBBE PIU’ TONO AL NOSTRO VISO CHE SI STUPIREBBE COME<QUELLO DI UN BAMBINO CHE SGRANA GLI OCCHI E SI METTE PRONTO COSA IL PAPA’ HA DA DIRGLI!

SIAMO SEMPRE PRESI DALLE NOSTRE FILOSOFIE E PUNTI DI VISTA, COSICCHE’ ANCHE LA DIFFICOLTA’ DI ASCOLTARE E’ DIFFICILE E SVANTAGGIOSA PER UN DIO CHE AMA PARLARE A NOI UOMINI E IL PIU’ DELLE VOLTE SI TROVA DAVANTI:

UN SOLDATO AGGUERRITO SULLE DIFENSIVE, INVECE CHE UNA CREATURA CHE ” PENDE DALLE SUE LABBRA” !

MA LUI NON SI SCORAGGIA E LE PROVA TUTTE PRIMA DI MOLLARE……….

LA PAROLA: IL CRISTOCENTRISMO

AL CENTRO LA SACRA SCRITTURA: IERI, OGGI, DOMANI, LA PAROLA DI DIO DEVE RAPPRESENTARE IL POLO D’ ATTRAZIONE VERSO CUI CONVERGONO TUTTE LE RISORSE UMANE INTELLETTIVE, ARTISTICHE, SOCIALI, CARITATIVE, E ALLO STESSO TEMPO ESSO AGISCE COME UNA FORZA DI GRAVITA’ CHE NON SUPERA GLI ALTRI EQUILIBRI, MA CHE, ANZI, LE TIENE INSIEME E IN EQUILIBRIO: RIAPPROPRIARSI DEL VANGELO E DELLE SACRE SCRITTURE, DOVREBBE DIVENTARE UN’ ATTITUDINE FAMILIARE, COME SE PER COMPAGNO PRINCIPALE DI VITA AVESSIMO SEMPRE QUESTO LIBRO CON CUI VIAGGIARE, DISCUTERE, INTERPELLARE….

CHE NON SIA SOLO PREROGATIVA DEI MAESTRI, USARE DIMESTICHEZZA CON LA PAROLA DI DIO, MA CHE ESSA ADEGUATAMENTE “SPEZZATA” PRIMA DAI MINISTRI DI DIO, POSSA DIVENTARE CIBO QUOTIDIANO SOPRATTUTTO PER I LAICI CHE VIVONO SPESSO DI TUTT’ ALTRO CIBO, NON E’ UN PECCATO, ANZI, PROPRIO PARTENDO DAI NOSTRI PADRI NELLA FEDE, COME IL POPOLO EBRAICO, LA “RUMINATIO”, LO SCRUTARE COSTANTEMENTE LA SCRITTURA, SI PUO’ SCOPRIRE CHE PER LORO E’ QUASI NORMALE PARLARE DI UN DIO CHE PARLA, MENTRE ANCORA PER NOI OCCIDENTALI, TROPPO SPESSO LA SCOPERTA DELLO STESSO VANGELO SI DELEGA TROPPO COMODAMENTE SOLO ALL’ OMELIA DOMENICALE DEL SACERDOTE;

SICURAMENTE SI SCOPRIRA’ L’ ACQUA CALDA CON QUESTE RIFLESSIONI, MA A VOLTE PROPRIO LE COSE PIU’ SCONTATE SI LASCIANO CORRERE E BASTEREBBE SOLTANTO RIANDARE ALLE RADICI DELLE ” SITUAZIONI”:

LA PAROLA:CHIAVE DI LETTURA

C’ E’ UN COMUNE DENOMINATORE IN TUTTE LE VARIE CONFERENZE CULTURALI A CUI HO ASSISTITO, TUTTE DEGNE DI RISPETTO, PER CARITA’, MA NE SONO SEMPRE USCITA COME INSODDISFATTA O, MEGLIO, UN PO’ PERPLESSA, ANCHE PERCHE’ , SPACCIANDOSI ESSE, A VOLTE, COME TAVOLE ROTONDE CON TEMI NOBILI COME ” LA PACE”, “IL CORPO , ECC., AVREBBERO VOLUTO DARE A CHI VENIVA AD ASCOLTARE DEI RISVOLTI CRISTANI, MA QUESTI MESSAGGI ERANO COSI’ SBIADITI E POCO CHIARI, CHE PECCAVANO DI INCISIVITA’: MI SON CHIESTA: PERCHE’ SI PARLA PRIMA DEI VARI ASPETTI DI UN PROBLEMA, CONDENDO LA PASTA CON VARIE TINTEGGIATURE CHE VANNO DALLA SOCIOLOGIA, ALLA FILOSOFIA, ALLA STORIA, E POI , FORSE, PER CASO, CI SCAPPA ANCHE IN MEZZO GESU’ CRISTO??

PERCHE’ NON VIENE DETTO CON CHIAREZZA IL MESSAGGIO EVANGELICO, PARTENDO PRIMA DALLA SCRITTURA E PO ARRIVANDO AD ALTRE CONSIDERAZIONI??

FORSE SARA’ UNA CONSIDERAZIONE DA POCO, MA CREDO CHE TUTTA QUESTA IMPOSTAZIONE E MODO DI FARE GENERI ANCORA PIU’ CONFUSIONE IN QUELLE PERSONE CHE CERCANO INVECE MESSAGGI CHIARI E LIMPIDI!

SOLO METTENDO AL CENTRO DI UN TEMA, DI UN DIBATTITO, DI UNA CONFERENZA CULTURALE LA PAROLA DI DIO, SI PUO’ DIPANARE TUTTA LA MATESSA DI IDEE CHE CI PORTIAMO DENTRO: DOVREBBE ESSERE ROVASCIATA L’ INTENZIONE!!

SE CREDIAMO CHE E’ DIO CHE PARLA, PERCHE’ VOGLIAMO PARLARE NOI PER PRIMI, RISCHIANDO DI FALSIFICARE IL MESSAGGIO CHE DIO HA DA PROPORCI NELLA SCRITTURA?!

NON VORREI CHE QUESTO MODO DI FARE CULTURA SIA PER I MODERNI FILOSOFI DEL TEMPO ANCORA UN TENTATIVO DI CUI L’ UOMO SI SERVE PER USARE DIO, COME NELL’ ANTICO SISTEMA DELLA RELIGIOSITA’ NATURALE, IN CUI SI CERCA DI TENERE BUONO IL SIGNORE PER INGRAZIARSELO E ACCONTENTARE, COSI’, UN PO’ DIO E UN PO’ L’ UOMO!!

LA PAROLA: PROPOSTA CULTURALE

QUESTA E’ UNA SOCIETA’ CHE SPINGE IL PEDALE AL MASSIMO SU TUTTI I NOSTRI TREND DI VITA, CHE CORRE VELOCISSIMA E CHE SEMBRA LASCIARTI A PIEDI SE NON CORRI AL PASSO CON LEI, MA E’ UNA SOCIETA’ ANCHE DA CUI NON BISOGNA FARSI INGANNARE, PROPRIO PERCHE’ TROPPO VELOCE E TUTTA UGUALE, PERCHE’ NON VUOLE DARTI IL TEMPO DI USARE IL CERVELLO CHE TI SERVE PER PENSARE E TIRAR FUORI L’ ORIGINALE CHE E’ IN TE, E NON LA COPIA!!

PROPRIO PERCHE’ COSTRUITA SU MESSAGGI SUB-LIMINALI, NON CHIARI, DIRETTI, MA CONSUMATI FRENETICAMENTE, NON VUOLE AVERE PUNTI FERMI DI RIFERIMENTO PROLUNGATI, PERCHE’ NON VUOLE PENSARE AL<TEMPO CHE PASSA E CHE SI PUO’ FERMARE, MA PROPRIO PER LO STESSO MOTIVO ESSA E’ LEGGERA E VAPORIFERA E CAMBIA CONTINUAMENTE ASPETTO A SECONDA DELLE MODE E DEI DIKTAT DEL MOMENTO;

E’ MEGLIO NON AVERE SPAZIO PER SOSTARE E , MEGLIO ANCORA, FARE MASSE OMOLOGATE E SENZA PARTICOLARI ORIGINALITA’ PER MEGLIO SFUGGIRE AL CONTROLLO DI SE STESSI, MENTRE IL CONTROLLO, C’ E’ GIA’ CHI HA INIZIATO A FARLO: LA NATURA STESSA, DI CUI L’ UOMO, DAPPRIMA DOMINATORE , ORA NE E’ INESORABILMENTE DOMINATO

SEMBRA UN MONDO ALLA ROVESCIA, E L’ UOMO CHE SEMBRA ESSERE COSI’ ALL’ AVANGUARDIA, NON SI RENDE CONTO CHE STA DIVENTANDO UN BURATTINO IN BALIA DEI PROPRI ISTINTI, CHE DA PADRONE DEL PARADISO TERRESTRE, DIVENTA UN SEMPLICE GIARDINIERE, E DA SIGNORE DELLA SUA TERRA, UN GARZONE DI MACELLERIA;

PER ANDARE DIETRO LE MODE, LA CREATURA NON SI RENDE CONTO DI ESSERE DA LORO MANIPOLATE E PERDE COSI’ LA SUA VERA DIGNITA’, E PREFERISCE ABDICARE AD ALTRI RE, PIUTTOSTO CHE PRENDERE LUI IL COMANDO DELLA SITUAZIONE!!

E’ ASSOLUTAMENTE NECESSARIO E URGENTE, PER QUESTO, RICOMINCIARE DACCAPO, DALLE RADICI E TROVARE DEI PUNTI FERMI, SALDI, PROPRIO PERCHE’ SI OSCILLA A DESTRA E A SINISTRA, SENZA PIU’ UNA VERA BASE:

LE CERTEZZE FANNO PARTE DI QUESTE RADICI STORICHE DI CUI L’ UOMO NON PUO’ FARE A MENO IN QUESTA VITA, DAL MOMENTOCHE LA STESSA STORIA HA BISOGNO DI ESSERE SCANDITA DA CERTI PRECISI, REGOLARI MOMENTI:

LA STESSA CREAZIONE VIENE FUORI DAL CAOS E NOI VOGLIONO INVECE RITORNARE A QUESTO CAOS??

AVERE DEI PUNTI FERMI NON SIGNIFICA IRRETIRSI NEL BORGHESISMO MA DARE VOCE AD UN ORDINE PRESTABILITO DALLA PRESCIENZA DI DIO, PERCHE’ L’ UOMO DA SOLO SI PERDE SENZA QUEST’ ORDINE, NON LO SA AUTOGESTIRE!!

DIO HA TANTO AMATO IL MONDO E L’ UOMO , DESIDERANDO CHE EGLI NON SCENDA A COMPROMESSI CON CERTI VALORI FASULLI E INGANNEVOLI GHE GLI TOLGONO STIMA E DIGNITA’: MA COME POTRA’, LUI, ACCORGERSI DI SCIVOLARE FUORI DA QUESTE LINEE TRACCIATE DA DIO PER AMORE???

RIMETTENDO DIO AL PRIMO POSTO NELLA SUA VITA, TUTTO RIGIRERA’ PERFETTAMENTE, COME UNA RUOTA I CUI RAGGI FANNO CAPO AL CENTRO: CRISTO; CIO’ CHE VOGLIAMO FARE CON LA PAROLA DI DIO, RIPROPONENDO LA LETTURA DEL VANGELO E LA SUA SRUTATIO NELLE NOSTRE TAVOLE ROTONDE E NELLE NOSTRE CASE!!

LA MODA, LA DANZA, IL CANTO, LA CRONACA, IL CINEMA, TUTTO PUO’ E DEVE ESSERE RIVISITATO DALLA PAROLA DI DIO, NON IMPORTA SE SAREMO TRA LE TANTE VOCI CHE DICONO ALTRE COSE, MA NOI FAREMO LA NOSTRA PARTE

PER ESEMPIO, SAREBBE INTERESSANTE FARE UN ANALISI DI UN TESTO DI UNA CANZONE O DI UNO SPOT PUBBLICITARIO CHE TANTO INVADE CON LA TELEVISIONE LE NOSTRE CASE, E FAR VEDERE COME SAREBBE UN TESTO DI UN CANTO CON DIO E SENZA DIO, OPPURE, ANALIZZANDO UN MESSAGGIO CHE VIENE DA UN FILM, PER FAR VEDERE ALLA GENTE IL MESSAGGIO AMBIGUO CHE PUO’ VENIRNE FUORI, DOVE DIO MANCA COMPLETAMENTE E COME, INVECE, RIMETTENDO AL PRIMO POSTO LA PAROLA DI DIO, QUELLO STESSO MESSAGGIO SAREBBE TUTTO DIVERSO !!

SENZA VOLER FARE MORALISMI O INDOTTRINAMENTI DI SAPIENZA, PENSO SIA IMPORTANTISSIMO DARE ALLA GENTE DELLE CERTEZZE: CHE DIO ANCORA PARLA NELLA STORIA, CHE VUOLE SOLO IL BENE DELLA SUA CREATURA, CHE NON E’ VERO CHE IL MALE E’ PI’ FORTE, CHE TUTTO E’ LECITO E CHE TUTTO SI PUO’ FARE, TANTO NON C’ E’ NIENTE DI MALE!!!

LA PAROLA: LA CONTROPROPOSTA

COMPITO PRINCIPALE DI QUESTO CENTRO CULTURALE E’ POTER STRAPPARE L’ UOMO DA QUESTA MENZOGNA PRIMORDIALE, CHE E’ L’UOMO CHE SI FA A IMMAGINE DI SE STESSO, SBANDANDO OGNI VOLTA SU MODELLI CHE NON LO RAPPRESENTANO DEGNAMENTE IN QUANTO CREATURA DI DIO E CHE IN QUANTO TALE DOVREBBE METTERE AL CENTRO DELLA SUA VITA PRIMA DIO: ACCETTARE SI’ LE PROPOSTE CREATIVE UMANE, MA SAPER DARE VOCE ANCHE ALLA CONTRO PROPOSTA PER CONTROBATTERE VALORI CHE NON SONO PER NIENTE CRISTIANI E SI SPACCIANO PER TALI!

UN CAMPO VASTO PUO’ ESSERE PRESO IN CONSIDERAZIONE CRISTIANAMENTE, PER ESEMPIO, LA FAMIGLIA, LA DONNA, COME QUESTA PUO’ RITROVARE PIU’ PIENAMENTE SE STESSA ATTRAVERSO IL MODELLO DELLA VERGINE MARIA, LA DONNA PER ECCELLENZA, OPPURE RITENTARE DI RIPROPORRE IL LIBRO DEI SALMI COME PREGHIERA USATA ANCHE DA GESU’, COME CANTI NELLE CHIESE O PER ESSERE ATTUALIZZATI COME PAROLA DI DIO SOTTO I PIU’ VARI ASPETTI, ECC.

ANCORA PER ESEMPIO, PER INCITARE I LAICI ALLE COLLATIO O ALLA RIFLESSIONE COMUNE NEI RITIRI, NON VIENE MOLTO FATTO USO DEL VERO E PROPRIO TESTO DELLA SACRA SCRITTURA, ACCONTENTANDOSI SOLO DI FORNIRE AI PRESENTI IL VERSETTO STAMPATO DEL TESTO SU DI UN FOGLIO……

PERCHE’ NON DIFFONDERE CON PIU’ AMORE E DEVOZIONE L’ AMORE PER LA PAROLA E IL SUO STUDIO, INCITANDO PROPRIO LE PERSONE ANCHE PIU’ VICINO ALLA PARROCCHIA, A TENERE SEMPRE CON SE’ QUESTO PREZIOSISSIMO LIBRO DI NOSTRO SIGNORE??

LA VERITA’ CHE GESU’ SI AMA ANCORA POCO E POCO LO SI CONOSCE, PER QUESTO LA BATTAGLIA E’ UN PO’ ARDUA, MA CRISTO INSIEME A MARIA SONO LA NOSTRA GUIDA!!!

LA PAROLA: ANDARE ALLE RADICI

LA RIFORMA CULTURALE RIPARTE DALLE RADICI, DAL BASSO, DAL PICCOLO, DAL DI DENTRO, DALL’ AMORE PER LA VERITA’ E LA LIMPIDEZZA; LA VERACITA’ DELLA PAROLA SCAVA NEL MIDOLLO COME UNA SPADA A DUE TAGLI E ANCHE SE MOLTO POTRANNO I SAPIENTI E I TANTI FILOSOFI DI QUESTO MONDO, ESSA ARRIVERA’ COMUNQUE LA’ DOVE DEVE ARRIVARE: ALL’ UOMO, PERCHE’ E’ PER L’ UOMO CHE E’ STATA MANDATA DAI CIELI E NON RITORNERA’ SENZA AVER PRODOTTO I SUOI EFFETTI E SENZA AVER OPERATO CIO’ CHE DIO DESIDERA: IL BENEDELL’ UMANITA’, LA SUA PROMOZIONE, LA SUA LIBERTA’, LA SUA PIENEZZA DI VITA, LA SUA FELICITA’;

LA PAROLA E’ UN BENE ASSOLUTO PER L’UOMO E UNA GIOIA PER DIO CHE LO HA CREATO POCO MENO DEGLI ANGELI E TUTTO HA POSTO AI SUOI PIEDI!!

C’ E’, QUINDI, NECESSITA’ DI RIPERCORRERE TUTTE LE VARIEGATE ESPRESSIONI DI FEDE NELLA SANTA MADRE CHIESA , RIMETTENDO AL CENTRO IL MESSAGGIO CONTENUTO NELLA PAROLA DI DIO, RIATTUALIZZANDO E RIFACENDO NUOVE ANCHE LE VARIE PROPOSTE CHE POSSONO VENIRE DA QUESTO CENTRO CULTURALE:

NON SONO VENUTO AD ABOLIRE LA LEGGE, MA A PERFEZIONARLA, DICE GESU’, E COME LE GIARE DI PIETRA CHE A CANA ASPETTAVANO DI ESSERE RIEMPITE DI VINO NUOVO, ANCHE LA CHIESA ASPETTA DI RIPARTIRE DALLE RADICI DEL CRISTIANESIMO, QUANDOLA PRIMA COMUNITA’ DEGLI APOSTOLI SI RIUNIVA INTORNO ALLA MENSA DELLA PAROLA E DELLA EUCARESTIA, METTENDO AL CENTRO DELLA SUA VITA CRISTO CHE , SOLO, AVEVA PAROLE DI VITA ETERNA!

ORA, FORSE, CI SONO TROPPE TAVOLE E TROPPI CIBI SUCCULENTI E OGNUNO NON SA COSA SCEGLIERE, MA MARIA, DONNA DEL VINO NUOVO CI INDICA UNA PRECISA VIA: L’ ASCOLTO COSTANTE E IRRINUNCIABILE DELLA PAROLA DEL FIGLIO , LA SOLA CHE SALVA E GUARISCE!!

ASPIRIAMO AI CARISMI PIU’ ALTI! ALLA CARITA’, ALL’ AMORE CHE GESU’ AVEVA PER LA SUA AMATA CHIESA, CHE OGGI VUOLE RIVEDERE VIVA, BELLA, CON UN ABITO NUOVO E SENZA TOPPE, CHE RITORNI CON NOSTALGIA AL CUORE, AL SUO PRIMO AMORE!

QUANDO C’ E’ AMORE E SPIRITO DI SERVIZIO PER LA CHIESA, ALLORA, COME UN FIGLIO NUTRITO DA TANTO SUO AMORE, A SUA VOLTA NON SENTE FATICA A PRESTARE ALLA SUA GENITRICE, UNA DEDIZIONE INCONDIZIONATA, UMILE E GRATUITA

NOI SIAMO E DOBBIAMO ESSERE QUESTI FIGLI DELLA GRATUITA’ E NON DEL DOVERE;

PER AMORE, E SOLO PER AMORE NON POSSIAMO ASTENERCI DAL RENDERE SERVIZIO ALLA VERITA’, PERCHE’ NOI SIAMO QUESTO TEMPO, E NON C’ E’ N’ E’ UN ALTRO: ADERIAMO CON TUTTE LE FORZE A QUESTO PROGETTO CULTURALE, IN DIFESA DELL’ UNICA VERITA’ CHE E’ CRISTO, COOPERANDO AL MERAVIGLIOSO RISVEGLIO PASQUALE DELLA CHIESA E OFFRENDO COME QUELLA DONNA AI PIEDI DI GESU’ IL PROFUMATO SERVIZIO DEI NOSTRI CUORI E DELLE NOSTRE MANI, DELLE NOSTRE INTELLIGENZE, DELLE NOSTRE GENIALITA’ NASCOSTE E DEI NOSTRI CAPELLI INTRISI DI PIANTO, E QUANDO TUTTI GRIDERANNO CHE E’ MEGLIO ESSERE SERVITI E NON SERVIRE, NOI GRIDEREMO PIU’ FORTE CON TUTTA LA CHIESA: VI ASPETTEREMO IN GALILEA, GESU’ E’ RISORTO, ED E’ LI’ CHE CI ASPETTA!!!

L’Impronta Digitale di Dio

Posted by marilena marino On maggio - 1 - 2010 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Nel web possiamo avere la possibilita’ di monitorare la vita dei nostri amici assumendo quasi una corporeita’, con la speranza che queste relazioni non finiscono ma si aprono al futuro con un grado di complicita’ e comunione che è anche terapeutico: nelle relazioni ipersociali puo’ essere aumentata la sicurezza e la gratificazione in un tipo di rapporto scambievole che crea fiducia, intimita’ e dove si arriva persino ad avere ” cura dell’altro”. L’ambiente dove si naviga e dove si “sta” puo’ essere continuamente riconfigurato e adeguato in un processo dinamico e in movimento: é possibile ritrovare nel modo in cui si aggiornano i profili su facebook come un “recupero ” del tempo, una forma di nostalgia che viene recuperata insieme ai documenti, foto, dati e altre notizie personali.

Diceva qualcuno: “Io non ho fede, ma posso ritrovarla negli altri perchè posso vedervi l’ impronta digitale di Dio!” .E’ vero, oggi c’è il pluralismo che puo’ senz’altro minare la fede e occorre una vera adesione personale: L’ambiente sociale corrisponde all’ambiente mediale. La piazza, l’Agora’ libera, aperta, senza nessun senso di privato, ci ricorda l’ Areopago di Atene di S Paolo: occorre in questo senso “sintonizzarsi sugli interessi degli altri”.  In questa ” mediapolis” si soffre anche di una certa “kakofonia”, cioè di uno spazio dell’ invasivita’ con 1000 voci dissonanti, dove aleggia un forte pericolo di relativismo e percio’ occorre  nel web un bisogno di rieducazione e promozione umana, di dignita’ e di ” carità intellettuale”, come dice il Papa.

Internet è un campo di battaglia  off line e on line pieno anche di interessi aggressivi, per questo la Chiesa deve proporre con mezzi propri l’ Evangelizzazione. Secondo l’ Enciclica Caritas in Veritate, urge una giustizia distributiva  e una critica sociale: la coscienza di vivere in un mondo globalizzato ci fa stare in un teatro globale dove tutti sono coinvolti nelle umane vicende. C’è sotto questo aspetto un carattere universale della Chiesa. ” Tutto mi riguarda”..occorre quindi il volto della Chiesa che sia testimonianza. La Chiesa è per tutti e c’è un lavoro per ognuno da protagonisti!

Qual’è la sfida, allora? Vivere bene nel tempo della rete, connessi in modo fluido, etico e naturale: internet è ormai un ambiente di vita che chiede di essere abitato e organizzato.Fede e rete: la sua comprensione nella logica del web. Che punti di contatto? Come la rete e l’ evoluzione cambia la Teologia? Prima l’uomo si orientava come una bussola verso Dio ed era piu’ facile. Oggi la bussola si è trasformato in un decoder e non serve reperire il messaggio, occorre discernere e rendere ragione della speranza, credere e incarnare la fede! La Teologia spirituale ha la chiave, non quella morale! La Fede come atto intelligente che da’ a Dio il proprio consenso.

La rete è un modello di Chiesa? Se pensiamo alla famosa parabola della vite e i tralci, forse si’: l ‘importante è che la Chiesa accompagni l’uomo nella relazioni nel web, dal momento che  la Testimonianza in rete è un contenuto generato dall’ utente ( user-generacted- concact). La stessa puo’ essere un dono per il cattolico, quando essa è ” bucata”. Non solo l’amicizia, ma il luogo, lo scambio o anche mercato (free-way, social network) nel peer to peer ( io ricevo qualcosa che fa piu’ ricco e lo condivido in una sorta di economia ).

La rete è anche una grazia che favorisce la formazione di una nuova “mentalita’” (gratuita’-freebie) ( prendere liberamente). La grazie si diffonde peer to peer, percio’ la rete deve diventare ” luogo di comunione”. infine una immagine bellissima degna dell’ Apocalisse di s. Giovanni: un nuovo sistema nervoso planetario, la noosfera, intesa come attivita’ intellettuale e spirituale, una splendida attrazione magnetica di Cristo e le menti umane, sociali e di rete. Si’, proprio l’ impronta Digitale di Dio!

Riflessioni a margine del convegno Testimoni Digitali

Posted by carmen On aprile - 29 - 2010 1 COMMENT

di Carmen De Fontes

C’è anche un altro convegno.
C’è un convegno che prosegue. Che prosegue, e proseguirà, nelle amicizie e nella condivisione di esperienza che i Testimoni Digitali sapranno creare. C’è un convegno che prosegue e proseguirà nei progetti che ci si impegnerà a realizzare. C’è un convegno che prosegue e che porta alla nascita della vera e propria “rete” dei Testimoni Digitali, unico modo per essere Chiesa su internet: essere uniti e espressione di una sola voce, quella del Vangelo.
C’è un convegno che va oltre: che va oltre i dettagli tecnici che dipingono il mondo digitale, oltre le ricerche sociologiche, i consigli, i suggerimenti, gli accorgimenti che comunque servono a orientarsi nel web. C’è un convegno che va oltre l’aspetto tecnico e il dato attuale e che ha attraversato questi tre giorni intensi, dalla visita alla Cappella Sistina al discorso del Santo Padre. C’è l’immagine del Cristo michelangiolesco del Giudizio Universale: il Cristo da cui ha origine tutto il movimento e in cui ha fine la storia. C’è un convegno che ci ricorda che la Chiesa non si deve interrogare se essere o meno sul web ma che non può non esserci. Ma che prima di “esserci” deve “essere” e con essa ogni cristiano: essere testimone credibile, ma soprattutto, come ricordato da Benedetto XVI, “credente”.
C’è un convegno che ci sarebbe potuto essere. Ci sarebbe potuto essere un momento di risonanza, la possibilità di intervenire, di fare domande ai relatori, di contestare e approvare. In un mondo interattivo e multimediale, il convegno si è avvalso solo parzialmente dei mezzi della tecnologia digitale e anche se c’era la possibilità di mandare sms e lasciare commenti sul web, di ciò non è giunta alcuna eco ai relatori e agli uditori. Ci sarebbero potuti essere più giovani; a fronte di un gruppo di relatori molto giovani, i convegnisti sembravano avere un’età media molto avanzata e, anche se è positivo trovare anche tra i più adulti gente entusiasta del mondo della comunicazione e delle nuove tecnologie, l’impressione è che i giovani siano ancora poco valorizzati all’interno di alcuni contesti.
Ci si auspica che ci sia un dopo – convegno che tenga presenti gli ammonimenti giunti in questi giorni ad avere come guida il magistero della Chiesa anche quando ci si muove nel continente digitale, al fare entrare “il mondo della comunicazione a pieno titolo nella programmazione pastorale”(Benedetto XVI). Ci si auspica che ci sia un dopo – convegno che si renda evidente in una fioritura di nuove iniziative e di valorizzazione dell’esistente. E ci si augura che ci siano di nuovo, e senza lasciar passare troppo tempo, spazi di confronto e di condivisione.
Ma soprattutto c’è da oggi l’impegno quotidiano e rinnovato nelle diocesi e nelle parrocchie; un impegno che, riprendendo la relazione di padre Roderick Vanhögen, segua l’agire di Dio. Dio comunica ai magi con una stella perché i magi stanno già cercando in cielo. Bisogna essere lì dov’è l’uomo per incontrarlo e, come ci ha invitato il Santo Padre a fare, “ senza timore prendere il largo nel mare digitale, affrontando la navigazione con la stessa passione che da duemila anni governa la barca della Chiesa”.
Carmen De Fontes

Volti e linguaggi nell’era crossmediale

Posted by FLORIANO CARTANI' On aprile - 27 - 2010 4 COMMENTS

I Testimoni Digitali riuniti a Roma

dal nostro inviato Floriano Cartanì

Si è completato con la giornata di chiusura, che ha visto anche il saluto del Santo Padre alle delegazioni giunte da tutte le diocesi italiane, il congresso nazionale dei cosiddetti Testimoni Digitali. Alla tavola rotonda finale, che si è conclusa con l’intervento del Santo Padre, hanno preso parte padre Federico Lombardi (Direttore della Sala Stampa e del Centro Radio-Televisivo Vaticano), la dott.ssa Lorenza Lei (Vicedirettore generale della RAI) ed il dott. Marco Tarquinio (Direttore del quotidiano “Avvenire”). Il coordinamento è stato affidato al Dott. Vittorio Sozzi (Responsabile Servizio Nazionale per il Progetto Culturale), il quale si è riferito direttamente a quelle persone che, nella comunità cristiana, hanno scoperto e voluto mette a frutto – per passione o per professione – il carisma della comunicazione e della cultura, in tutte le sue forme. “È anche a queste persone e figure – ha ribadito Sozzi - , sapientemente in collegamento fra loro, che occorre dare centralità nella vita delle parrocchie e delle realtà ecclesiali, così come avvenuto nel 2002 con < Parabole mediatiche > che otto anni fa, seppe avviare una vasta semina in questa direzione”. Intrigante non solo il titolo dato al simposio, al quale hanno partecipato alcuni tra i massimi esperti della comunicazione digitale e non, ma anche le numerose relazioni dei conferenzieri che si sono alternati nel corso degli interventi.

Dunque la Chiesa intende dare una risposta precisa alla comunicazione digitale, non solo come più recente e mutevole scenario che la sta sempre più interpellando ma, attraverso la comprensione delle esigenze comunicative presenti attualmente, vuole guardare anche ad futuro di questa nuova frontiera, nel quale essa stessa rischia di arretrare se non corre ai ripari. Senza mezzi termini i conferenzieri hanno parlato di “rete internettiana” non solo come uno spazio-contenitore, bensì di un vero e proprio “ambiente” (seppur digitale) in cui si discute, si scambiano opinioni, ci si incontra, si fa social network, come si dice ultimamente. E la Chiesa, da sempre vicino all’ambiente dell’uomo, non può e non deve certamente sottrarsi a questa incipiente domanda di presenza. Certo, come ha precisato lo stesso Mons. Domenico Pompili, parafrasando il frammento di Luca (5,33-39) sugli otri vecchi ed il vino nuovo: “ Non esiste una risposta a buon mercato. Ci sono però una serie di condizioni preliminari, ineludibili per ciascuno di noi, senza le quali è impossibile attivare qualsiasi comunicazione umana. Anche in quella del Vangelo, oggi, c’è qualcosa di nuovo e qualcosa di vecchio - ha sottolineato il Sottosegretario e Portavoce della CEI – (…) Il nuovo è naturalmente la buona notizia, spumeggiante e dirompente come un vino novello; il vecchio è paradossalmente la comunicazione, che è soggetta a innovazioni rapide e presto datate, a mutamenti che cominciamo a comprendere solo quando sono passati.” Gli ha fatto eco il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana il quale, nel corso del proprio intervento, ha ricordato l’impegno della comprensione e della progettazione della presenza della Chiesa nel mondo dei media digitali: “Come dice lo stesso Papa – ha precisato Bagnasco – è un ambito pastorale vasto e delicato (…) perciò la Rete, in un certo senso, rappresenta per noi gli < estremi confini della terra > che il Signore Gesù domanda di abitare in nome della nostra responsabilità per il Vangelo. La nostra è anzitutto testimonianza di Gesù, cioè capacità di rimandare, di rinviare alla trascendenza della sua opera e della sua missione.” Infine un’aula Paolo VI pressoché stracolma degli oltre 8mila intervenuti al raduno, ha fatto la sua comparsa il Santo Padre Benedetto XVI il quale, con paterna accoglienza ha rivolto il suo saluto alla folla che in festa lo inneggiava scandendo il suo nome. Seppur breve, l’intervento del Papa è risultato molto intenso ed incisivo ed ha toccato le tematiche della nuova frontiera della comunicazione digitale, che può celare però delle insidie: “ Il tempo che viviamo – ha ribadito Papa Ratzinger – conosce e realizza un’inedita convergenza tra i diversi media, ma nel contempo segna un nuovo fossato. Si parla, infatti, di digital divide, che separa gli inclusi dagli esclusi e va ad aggiungersi agli altri divari, che già allontanano le nazioni tra loro e anche al loro interno. (…) Si assiste allora a un inquinamento dello spirito, quello che rende i nostri volti meno sorridenti, più cupi (…). Questo Convegno, invece, punta proprio a riconoscere i volti, quindi a superare quelle dinamiche collettive che possono farci smarrire la percezione della profondità delle persone.”

Testimoni digitali: connessi con Cristo?

Posted by Pierpaolo Ruello On aprile - 26 - 2010 ADD COMMENTS

di Pierpaolo Ruello

La nuova sfida della Chiesa per il terzo millennio: il web.

Si è svolto a Roma, tra il 22 e il 24 Aprile un evento fondamentale per tutti gli operatori nell’ambito delle Comunicazioni Sociali. Un grande raduno, dopo lo storico “Parabole mediatiche” di qualche anno addietro, rivolto ai “testimoni digitali”, tutti coloro che utilizzano i nuovi mezzi di comunicazione per annunciare il Vangelo all’uomo globalizzato. Si è riflettuto insieme su come utilizzare bene gli strumenti di navigazione che la tecnologia offre.

L’auspicio più promettente di questo dispiegamento di risorse umane di buona volontà, lo ricaviamo dalle parole di Benedetto XVI e da un interrogativo che lo stesso Pontefice pone nel messaggio per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali del 16 Maggio, : “Come il profeta Isaia arrivò a immaginare una casa di preghiera per tutti i popoli (cfr Is 56,7), è forse possibile ipotizzare che il web possa fare spazio – come il “cortile dei gentili” del Tempio di Gerusalemme – anche a coloro per i quali Dio è ancora uno sconosciuto?”.

E’ innegabile: oggi il computer, internet rappresentano per noi un bene personale imprescindibile, talmente tanto da aver adottato formato tascabile: sempre con noi, sempre pronti ad essere in connessione con quanto ci circonda. Tutti i social network, da TWITTER a FACEBOOK a YOU TUBE, rappresentano per la Chiesa del terzo millennio, le nuove colonie, le nuove terre di missione su cui piantare la propria bandiera, una potenziale risorsa di utenti da raggiungere e da “in-formare”. Terreno privilegiato di confronto con l’odierna multiculturalità della nostra società. Lo strumento web ha infatti il beneficio di rappresentare e sostituire il ruolo ricoperto dall’Arte visiva nelle nostre Chiese cristiane, quando la catechesi alle comunità veniva affidata ai grandi cicli pittorici dei Maestri d’Arte, rudimento e monito alla Fede semplice dell’uomo del tempo.

Oggi tutto questo, nonostante sia auspicabile un ritorno ad una catechesi che parta dalle nozioni basilari del Cristianesimo, se pensiamo alla nostra palese e diffusa ignoranza (specie se confrontata con quella dei credenti delle altre Religioni), è stato sostituito dal più moderno dei mezzi di comunicazione. Educare alla Cristianità attraverso l’immagine parlante, attraverso l’interattività del binomio persona-computer.

Un uso sapiente del più diffuso mezzo di comunicazione dove il ruolo del cristiano, e specialmente il “cristiano comunicatore-annunciatore”, ha una responsabilità in più, “ … il dovere di offrire il nostro specifico apporto che ci viene dalla rivelazione divina, […] e farne “ luogo privilegiato della nostra cristiana testimonianza”, cosi come è possibile leggere nella Letterale Pastorale di quest’anno dell’Arcivescovo di Messina Lipari Santa Lucia del Mela, Mons. Calogero La Piana.

Internet come nuova agorà, nuova piazza in cui ognuno di noi ha la possibilità di manifestare il proprio pensiero, condividere idee, foto, filmati: in questo sta l’enorme potenziale comunicativo che neanche la Chiesa è disposta a farsi sfuggire come momento catechetico a distanza ma diretto, potremmo definirlo quasi a domicilio.

Ed è nel solco di queste tematiche che anche l’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni sociali di Messina, per il mese di Maggio, ha messo in agenda tre appuntamenti cruciali per la vita e la formazione della Chiesa messinese. Si inizia Giovedì 13 Maggio alle 17.30, presso il Seminario arcivescovile con l’incontro dal titolo “Gli scenari mediatici”, dove si avrà l’opportunità di ascoltare direttamente dalle parole del Sottosegretario della C.E.I. e Direttore nazionale dell’Ufficio Comunicazioni sociali, Monsignor Domenico Pompili, i risultati dell’incontro romano di Aprile. Nello stesso ambito, a parlarci in maniera puntuale di quale siano questi nuovi scenari mediatici interverrà il Prof. Marco Centorrino, docente in Sociologia della Comunicazione presso l’ Università degli Studi di Messina. Martedì 18 Maggio invece, nell’Auditorium della Facoltà di Lettere e Filosofia, sempre a Messina, alle 9.30, sarà la volta per un coinvolgimento più diretto dei giovani e del mondo universitario e il loro approccio a cavallo tra mass-media e personal-media.

Terzo e ultimo appuntamento riservato invece a tutti gli operatori, in ogni ordine e grado, di comunicazione sarà Mercoledì 26 Maggio, ore 16 ca. presso il Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia : una vera e propria tavola rotonda che metterà a confronto le diverse esperienze di quanti operano nel mondo dell’Informazione e della Comunicazione sociale in particolare, dal titolo “Tempo di Testimoni digitali”. Un’offerta ricca e poliedrica per apprendere e confrontarsi, e che proprio per questo ha fortemente voluto il coinvolgimento e il patrocinio di Enti come l’Università degli Studi di Messina, l’Assessorato alla Famiglia della Provincia Regionale, e il Comune di Messina con l’Assessorato alle Politiche della Famiglia, non ultimo della casa editrice Paoline – Figlie di San Paolo.

Uno sforzo unico, una convergenza di pluralità e di esperienze diverse, ma tutte volte a ripercorrere la via di un annuncio sull’uomo che al contempo si riveli un annuncio di Dio”.

Educare ai media: corso a Reggio Calabria

Posted by carmen On marzo - 9 - 2010 2 COMMENTS

di Carmen De Fontes

Educare all’uso critico dei mass media: questa la finalità del corso di formazione per docenti ed educatori organizzato dall’AIART (Associazione Italiana Ascoltatori Radio Telespettatori) e che si sta svolgendo in queste settimane a Reggio Calabria.
Il corso, iniziato giovedì 4 marzo e che proseguirà nei successivi giovedì di marzo dalle 16 alle 18:30, ha suscitato un notevole interesse e coinvolto docenti da tutta la provincia.
Il primo appuntamento ha avuto come tematica l’educazione all’uso critico dei programmi televisivi. Negli incontri successivi verranno esaminati gli altri mezzi di comunicazione: il cinema e internet e videogiochi. L’ultimo giorno sarà invece dedicato a come progettare e realizzare un filmato a scuola.
Ma perché la necessità di questo corso per i docenti e gli educatori? I media costituiscono ormai un ambiente in cui i ragazzi si muovono e dove vivono esperienze paragonabili a quelle della vita reale. Gli adulti devono dunque chiedersi con quali problematiche i ragazzi si sono confrontano davanti alla tv e navigando in internet e quale visione del mondo si creano attraverso i media. Da qui la necessità che a scuola si sviluppi, oltre alle tradizionali abilità del leggere, dello scrivere e del far di conto, anche l’educazione ai media. In particolare la media education ha tre obiettivi fondamentali: educare ai media ovvero imparare il linguaggio; educare con l’ausilio dei media; educare per i media ovvero imparare ad usarli.
E soprattutto imparare a non essere usati. Il problema di un giusto rapporto con i media non è infatti astrattamente morale, ma soprattutto comportamentale. Questo è più evidente se si pensa alla pubblicità che riesce a orientare scelte e azioni della persona annullando la razionalità del pensiero.
Di questo è ben consapevole l’AIART, associazione nata per iniziativa dell’Azione Cattolica e di altre associazioni d’ispirazione cattolica nel 1955 e che opera, condividendo l’impegno pastorale della Chiesa anche nel campo della comunicazione, per il rispetto delle norme che tutelano gli utenti dei mass media e soprattutto per la formazione. Perché protestare per la messa in onda di programmi discutibili non porta a nulla se a dettare le regole è l’auditel. Perché solo formando gli utenti a compiere scelte consapevoli davanti alla tv e navigando in rete si potrà incidere sulle decisioni di chi gestisce i mezzi di comunicazione.

L’altra faccia del Reality Show

Posted by Pierpaolo Ruello On febbraio - 22 - 2010 ADD COMMENTS

di Pierpaolo Ruello

Anche quest’anno non è mancata la nostra buona dose di voyeurismo. L’occasione è di quelle ghiotte, un decennale catodico importante. Di cosa stiamo parlando? Ma del GRANDE FRATELLO naturalmente. Era Settembre 2000 quando sulla nostra Tv generalista esordiva il genere televisivo oggi icona della cosiddetta televisione–trash. A partire da allora, gli italiani, da sempre abituati a lustrini e paillette del sabato sera baudiano (permettetemi il neologismo), e affezionati alle vicende strappalacrime di nostra signora Carrà, improvvisamente si trovano catapultati in un contesto televisivo tutto nuovo. In effetti, da quel primo esperimento, per altro ben ripagato in termini di gradimento (avrete sicuramente sentito parlare di auditel), è stato un proliferare di programmi del genere, più o meno riusciti. Da qui allora, L’Isola dei Famosi, La Fattoria, Il Ristornate, La Talpa, Music Farm e figli minori…e con questi, tutta una serie di passerelle di stelle, stelline e “morti di fama”.

Si discute spesso della moralità di questi programmi, e il più delle volte nei salotti televisivi: improvvisamente gli intellettuali di turno, scendono dalle loro cattedre, e rivestono i panni del bravo moralizzatore; rivendicano il ruolo di una Tv educatrice e si scandalizzano per quanto viene mandato in onda, pensando ai nostri figli, lasciati soli davanti a tanta demenzialità.

Ma scusate, da quando la televisione deve educare la prole? Ma non era compito dei genitori?! Molto semplice piazzare il pargoletto davanti la scatola parlante e proseguire a passare l’aspirapolvere! Sarebbe invece più corretto che i genitori forniscano la giusta chiave di lettura di quanto viene trasmesso; spiegare che i reality vanno considerati per ciò che sono: puro e semplice intrattenimento televisivo. È ovvio che sarebbe apprezzabile da parte di chi dirige le reti televisive, uno scrupoloso rispetto delle fasce orarie di protezione dei minori e dei suoi contenuti.

Sotto un altro aspetto, invece, si riesce a comprendere perché, nonostante i giudizi sempre cosi negativi, i reality continuino a riscuotere consenso. Dopo una giornata di lavoro, di traffico urbano, di problemi col vicino di scrivania, chi non cercherebbe ristoro nel guardare un po’ di sventure (vere o simil-vere) altrui? E soprattutto quando riguardano il sempre dorato mondo dei V.I.P.? vederli litigare, complottare, senza trucco e parrucco, con i ritocchi chirurgici in bella vista (gioia delle nostre signore casalinghe!), finalmente li rende comuni mortali…Voglio dire: la “bellona” del momento che deve guadagnarsi la pagnotta di pane. Cosa c’è di più quotidiano? È vero, secondo alcuni, dietro questo compiacimento, si cela una sorta di potere di immedesimazione…ma ricordiamoci una cosa. Il pubblico non è ingenuo! È finita da un bel pò l’era del buonismo della Tv in bianco e nero.

La gente da casa è perfettamente in grado di saper scegliere nell’offerta televisiva, cosi come saper distinguere tra uno Show ben “confenzionato” ( vedi il costante successo in questi anni dell’Isola) e un prodotto scadente. Viene da sé, che dare indistintamente della Tv deficiente a tutta questa televisione, equivale a darlo agli altrettanti sei milioni circa di media di telespettatori.

Molto più semplicemente, chi è a casa, il più delle volte cerca emozioni forti, cerca il sogno…in tanta quotidiana difficoltà, è una cosa che si possono permettere ancora tutti! E allora, provate a spiegare alle vostre figlie che non tutte nella vita diventeranno Veline, e ai vostri figli che il massimo delle aspirazioni non è proprio ambire al trono di Uomini&Donne. Senza per questo, però, gridare ad una televisione foriera di ogni male.

Proviamo ad aggirare il rischio della omologazione a cui potenzialmente siamo esposti, cercando quindi di sviluppare il nostro senso critico rispetto a ciò che ci viene proposto: la Tv intelligente esiste, e a maggior ragione se è guardata intelligentemente. Un suggerimento invece, a chi continuerà ad essere acerrimo nemico dei Reality senza alcun “distinguo”. C’è un’arma potente, in grado di determinare le sorti dei direttori di rete e dei programmi da un giorno all’altro:il telecomando. Usatelo se ciò che guardate non vi aggrada per nulla. Per incanto, conduttrici e concorrenti, isole e case, prove ed eliminazioni, svaniranno, rimanendo intrappolati nella scatola parlante. Problema risolto!

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Enciclopedia online su attori

Posted by marilena marino On gennaio - 28 - 2010 ADD COMMENTS

– Un’enciclopedia online con le biografie, gli scritti e le interpretazioni degli attori di teatro nati in Lombardia tra ‘400 e ‘900. E’ l’iniziativa che le Universita’ del Sacro Cuore di Brescia e Degli Studi di Firenze, in collaborazione con altri atenei lombardi, stanno realizzando con il contributo della Regione Lombardia. Il progetto ha un respiro nazionale ed e’ ancora in fase di realizzazione: la sezione lombarda, infatti, dovrebbe debuttare sul web nella primavera del 2011.

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