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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Education</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>Maggio che sa di Maria</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 10:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paolo VI faceva notare come la Provvi­denza, “per vie spesso mirabili, ha contrassegnato i santuari mariani con un’impronta particolare”.Le mete di pellegrinaggio, che risalgono ai primi secoli, sono oggi innumerevoli e sparse per tutta la terra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/05/004001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6929" style="margin: 10px;" title="00400" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/05/004001-e1335955779167-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a> La devozione alla Madonna attira la miseri­cordia di Dio. L’amore di tutto il popolo cri­stiano.</div>
<div><em>«Mese del sole e dei fiori mese di Maria, che corona il tempo pasquale. Dall’Avvento il no­stro pensiero aveva seguito Gesù; ora che nella no­stra anima è scesa la grande pace della Risurrezio­ne, come non volgerci a Colei che ce lo ha donato? È venuta al mondo per preparare la sua venuta; è vissuta alla sua ombra, fino al punto che non com­pare nel Vangelo se non come Madre di Gesù, lo segue, veglia per Lui, e quando Gesù ci lascia, Ella sparisce dolcemente. Scompare, ma rimane nella mente dei popoli, perché a Lei dobbiamo Gesù».</em></div>
<div>Come in altre occasioni, Gesù sta parlando dei misteri del regno di Dio. È circondato dalla folla, che lo guarda e rimane in profondo silenzio. Im­provvisamente una donna alza la voce ed esclama: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!».</div>
<div>La profezia contenuta nel Magnificat comincia a compiersi: <em>«D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata»</em>, aveva proclamato la Vergine, mossa dallo Spirito Santo. E in quel momento una donna, con la spontaneità di una persona semplice, ha dato inizio a una lode che non terminerà finché esisterà il mondo. Quelle parole di Maria, pronun­ciate nel momento della sua vocazione, raggiunge­ranno il più perfetto compimento attraverso i seco­li: poeti, intellettuali, re e soldati, artigiani, madri di famiglia, uomini e donne di età matura e bambini che hanno appena imparato a parlare; in campagna e in città, in cima alle montagne, nelle fabbriche e sulle strade; in situazioni di dolore e di gioia, in momenti solenni (quanti cristiani hanno reso l’ani­ma a Dio guardando un’immagine della Vergine, o formulando con le labbra o solo nel pensiero il dolce nome di Maria!), o semplicemente mentre si gira l’angolo di una strada sul quale si distingue appena un’immagine della Madonna; in tante circostanze, le più varie, migliaia di voci, in lingue diversissime, hanno cantato le lodi della Madre di Dio. È un coro incessante da tutta la terra, che ogni giorno attira la misericordia di Dio sul mondo, e che non si spiega se non con un esplicito desiderio di Dio. <em>«Già fin dai tempi più antichi», ricorda il Concilio Vaticano II, «la beata Vergine è venerata col titolo di “Madre di Dio” e i fedeli si rifugiano sotto la sua protezione, implorandola in tutti i loro pericoli e le loro necessi­tà».</em></div>
<div>Tutto il popolo cristiano ha sempre saputo giun­gere a Dio attraverso sua Madre. Conoscendo per esperienza le sue continue Grazie e i suoi favori incessanti l’ha chiamata <em>“Onnipotenza supplice”</em>, e ha trovato in Lei la scorciatoia ‑<em>“il sentiero, che abbrevia il cammino”</em>‑ per giungere a Dio. L’amore ha inventato vari modi per incontrarla e onorarla. La Chiesa ha sempre promosso e benedetto la devo­zione a Maria Santissima,<em>“cammino sicuro”</em> per avvicinarsi al Signore, giacché Maria è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con Lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso. E che altro significa il continuo ricorso a Maria, se non un cercare fra le sue braccia, in Lei e per Lei e con Lei, Cristo Salvatore nostro, al quale gli uomini, negli smarrimenti e nei pericoli dì quag­giù, hanno il dovere e sentono senza tregua il biso­gno di rivolgersi, come a porto di salvezza e come a fonte trascendente di vita?</div>
<div></div>
<div>* Il mese di maggio.</div>
<div>Nel mese di maggio molti buoni cristiani esprimono la loro devozione alla Vergine Maria in diversi modi che animano e illuminano ogni giorno del mese. Rispondono in tal modo alla raccomanda­zione del Concilio Vaticano II: <em>«Tutti i fedeli effon­dano insistenti preghiere alla madre di Dio e madre degli uomini, perché, dopo aver assistito con le sue preghiere la Chiesa nascente, anche ora, esaltata in cielo sopra tutti i beati e gli angeli, nella comunione dei santi interceda presso il Figlio suo»</em>. E in un altro punto si esorta <em>“ad avere in grande stima le pratiche e gli esercizi di pietà verso di lei, raccomandati lungo i secoli dal magistero della Chiesa”</em>. Nell’orazione, oggi, chiediamoci quali propositi abbiamo formulato, e come li stiamo concretando, per onorare nostra Madre santa Maria durante que­sto mese, che è tradizionalmente dedicato dai cri­stiani alla Vergine. La consacrazione del mese di maggio alla Vergine è nata dall’amore, che ha sem­pre cercato nuovi modi di esprimersi, e come con­trapposizione alle usanze pagane che si vivevano in molte famiglie nel <em>“mese dei fiori”</em>. Tra le <em>Cantiche a Maria</em> del Re Saggio ce n’è una che comincia così: <em>«Benvenuto maggio!»</em>. In essa Alfonso si rallegra per il ritorno di maggio perché è il mese che ci invita a chiedere con più devozione a Maria di liberarci dal male e di colmarci di ogni bene.</div>
<div>Anche oggi noi cristiani, desiderosi di stare sem­pre molto vicini a Lei, le offriamo, per tutto il mese, atti di devozione e di ossequio speciali:<em>“romerie”</em>, per esempio, cioè visite a qualche chiesa a Lei con­sacrata; piccoli sacrifici in suo onore, ore di studio o di lavoro ben fatti, il santo Rosario recitato con più raccoglimento. Il desiderio di intimità con la Ma­dre di Dio e Madre nostra, sorge in noi spontanea­mente. Vogliamo esserle vicini come lo si può essere con una persona viva: su di Lei, infatti, la morte non ha trionfato, ed Ella sta in corpo e in anima accanto a Dio Padre, a suo Figlio e allo Spirito Santo [ ... ].</div>
<div>Come si comporta un figlio con sua madre? In tanti modi diversi, ma sempre con affetto e fiducia. Con un affetto che si manifesterà di volta in volta secondo le occasioni tracciate dalla vita stessa. Lun­gi da ogni freddezza, si creano così tenere e intime consuetudini domestiche fatte di piccole attenzioni quotidiane che il figlio sente il bisogno di rivolgere alla madre e di cui la madre sente la mancanza se il figlio le dimentica: un bacio, una carezza uscendo o entrando in casa, un piccolo regalo, qualche parola intensa ed espressiva.</div>
<div>Anche i nostri rapporti con la Madre del Cielo richiedono norme di pietà filiale che guidino il no­stro comportamento verso di Lei. Molti cristiani adottano l’antica consuetudine dello scapolare, o usano salutare ‑ non c’è bisogno di parole, basta un pensiero ‑ le immagini di Maria che si trovano in ogni casa cristiana o che adornano le strade in tante città. Altri vivono quella preghiera meravigliosa che è il santo Rosario, nel quale l’anima non si stanca di ripetere le stesse cose, come non se ne stancano gli innamorati che si amano veramente, e in cui si impara a rivivere i momenti centrali della vita del Signore. Altri ancora si sono abituati a dedicare alla Madonna un giorno della settimana [ ... ], il sabato come un’occasione per offrirle qualche piccola at­tenzione e per meditare più intensamente sulla sua maternità».</div>
<div></div>
<div>* Le <em>«romerie»</em>. Significato penitenziale e apostolico.</div>
<div>Una manifestazione tradizionale di amore a nostra Madre è la<em>“romeria”</em> a un santuario o a una cappella della Vergine, compiuta con spirito di peni­tenza ‑ che si esprimerà forse con un piccolo sacrifi­cio: percorrendo a piedi un tratto di strada, vivendo qualche dettaglio di sobrietà che costi sacrificio&#8230; ‑ e con senso apostolico, facendo in modo di avvicinare a Dio le persone che ci accompagnano, e recitando con particolare devozione il santo Rosario.</div>
<div>La <em>“romeria”</em> può essere il momento opportuno per un apostolato fecondo con i nostri amici. Moltis­sime persone hanno ricevuto, nei santuari o nelle cappelle dedicate a Maria, Grazie ordinarie e straor­dinarie dalla Madre di Dio: alcuni hanno cambiato vita dopo essersi confessati, forse dopo molti anni, dei loro peccati; altri hanno intravisto la chiamata del Signore a una dedizione più piena al servizio di Dio e delle anime; altri ancora hanno trovato aiuto per superare gravi difficoltà dell’anima o del corpo. Nessuno se ne è mai andato da questi luoghi con le mani vuote. Paolo VI faceva notare come la Provvi­denza, <em>“per vie spesso mirabili, ha contrassegnato i santuari mariani con un’impronta particolare”</em>.</div>
<div>Le persone accorrono in questi luoghi, piccoli o grandi, dove c’è una speciale presenza della Vergi­ne, per ringraziare, per lodare Maria, per chiedere (quante volte Maria vi avrà ascoltato richieste di aiuto urgenti e piene di speranza!) e anche per rico­minciare da capo, dopo essere vissuti forse lontani da Dio. Perché, come dice Giovanni Paolo II, l’ere­dità di fede mariana di tante generazioni in questi luoghi dedicati alla Vergine non è solo ricordo di un passato, ma un punto di partenza verso Dio. <em>«Le preghiere e i sacrifici offerti, la palpitante vitalità di un popolo, che esprime davanti a Maria le sue seco­lari gioie, tristezze e speranze, sono pietre nuove che innalzano la dimensione sacra di una fede ma­riana. Perché in questa continuità religiosa la virtù genera nuova virtù. La Grazia attrae Grazia»</em>.</div>
<div>Le mete di pellegrinaggio, che risalgono ai primi secoli, sono oggi innumerevoli e sparse per tutta la terra. Sono il frutto della devozione e dell’amore dei cristiani per la loro Madre lungo i secoli. Program­miamo anche noi, durante l’orazione, la nostra <em>“ro­meria”</em>, con senso apostolico, con carattere peniten­ziale (che agevola la preghiera e la eleva con più prontezza a Dio) e con grande devozione mariana, da esprimere attraverso la recita piena di devozione del santo Rosario. Non dimentichiamo che anche noi staremo realizzando la profezia fatta un giorno dalla Madonna: <em>«Tutte le generazioni mi chiame­ranno beata &#8230; »</em>. Così come non dimentichiamo nep­pure di manifestare, durante questo mese, il nostro amore alla Madonna in modo speciale.( Assoc Cattolica Gesu&#8217; e Maria).</div>
<div></div>
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		<title>Giornalismo, Perugia è “social”</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 11:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 25 di aprile al 29 Perugia sarà invasa da grandi firme provenienti da tutto il mondo che attraverso dibattiti, incontri e workshop cercheranno di portare nuova linfa a un settore : dai social network al “data journalism”

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			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/festival-del-giornalismo-2012.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-6915" style="margin: 10px;" title="festival del giornalismo 2012" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/festival-del-giornalismo-2012-e1335524927594-300x128.png" alt="" width="300" height="128" /></a><br />
Perugia, torna il Festival Internazionale del Giornalismo</h1>
<h2>Dal 25 al 29 aprile 200 eventi, 500 speaker e 3 concorsi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<div id="testoArt">
<p>Perugia, 24 aprile 2012 &#8211; La VI edizione del <strong>Festival del Giornalismo </strong>di Perugia si e&#8217; aperta il  <strong>25 aprile </strong>e si chiuderà <strong>domenica 29</strong>. In tutto, 200 eventi e 500 speaker in totale, tra cui Enrico Mentana, Tiziana Ferrario, Ezio Mauro, Michele Santoro, Beppe Severgnini, Marco Travaglio, Mario Tozzi.</p>
<p>&#8221; Per cinque giorni, Perugia sarà capitale del giornalismo&#8221;: lo evidenzia il <strong>sindaco </strong>della città,<strong>Wladimiro Boccali</strong>, sottolineando che &#8221;sei anni fa davvero pochi avrebbero potuto prevedere che il neonato Festival in così breve tempo si sarebbe guadagnato un credito tanto vasto e che avrebbe richiamato personalità del mondo dell&#8217; informazione, delle nuove tecnologie della comunicazione, dell&#8217;editoria&#8221;. In una nota di Palazzo dei Priori, Boccali sottolinea che &#8221;nei prossimi cinque giorni avremo modo, attraverso decine e decine di appuntamenti, di entrare nelle pieghe di questo mestiere delicatissimo quanto decisivo per l&#8217; affermazione di una democrazia compiuta, tra problemi, visioni di futuro, rivoluzioni metodologiche, opportunità inedite. Non sarà un giornalismo tutto rivolto a guardarsi dentro, ma anzi, una occasione per aprire finestre sulle questioni del nostro mondo&#8221;. A Boccali, &#8221;più che la partecipazione dei bei nomi del settore&#8221;, piace richiamare quella che a suo giudizio è una &#8221;immagine caratterizzante di questa manifestazione: lo <strong>straordinario entusiasmo di tanti ragazzi che vi prestano la loro opera come volontari o che arrivano a Perugia da tutte le parti d&#8217;Italia </strong>perché attirati da una grande curiosità per questo lavoro e dalla voglia di entrare a far parte di un mondo tanto difficile quanto suggestivo. Come sappiamo, molti di loro dovranno passare per le strettoie del precariato e per mille difficoltà, ma è bello pensare che gli eredi dei Giuseppe d&#8217;Avanzo e delle Miriam Mafai magari sono già qui e studiano da grandi giornalisti&#8221;. Infine Boccali ribadisce che &#8221;con il Festival del giornalismo, Perugia entra nel vivo della stagione delle più importanti manifestazioni, che si era aperta sabato scorso con la mostra di Luca Signorelli. Saranno mesi decisivi per confermare che <strong>la città vuole giocare la carta della cultura per crescere e produrre sviluppo&#8221;</strong>.</p>
<p>Ecco un&#8217;anticipazione sui principali eventi:</p>
<p><strong>ETICA E GIORNALISMO</strong></p>
<p><strong>Giovedì </strong>mattina alle <strong>11</strong>, presso la <strong>Sala dei Notari del Palazzo dei Priori in corso Vannucci 19 </strong>a Perugia, il ministro della Giustizia <strong>Paola Severino </strong>interverrà all&#8217;incontro su <strong>&#8216;Etica e Giornalismo&#8217;. </strong>Il programma dell&#8217;incontro etica e giornalismo prevede l&#8217;introduzione e l&#8217;illustrazione di una ricerca su <strong>come i cittadini italiani giudicano i giornalisti </strong>a cura del presidente di AstraRicerche <strong>Enrico Finzi; seguirà un </strong>dibattito tra la guardasigilli Paola Severino e il <strong>presidente dell&#8217;Ordine Nazionale dei Giornalisti Enzo Iacopino</strong>.</p>
<p><strong>UNICEF</strong></p>
<p>&#8220;Almeno un milione di bambini sotto i cinque anni di età nella regione del Sahel, rischia di morire nell&#8217;indifferenza generale&#8221;: questo l&#8217;allarme che un mese fa l&#8217;<strong>Unicef </strong>ha lanciato all&#8217;opinione pubblica. Eppure, a parte qualche reportage, questa emergenza, come tante altre &#8220;emergenze silenziose&#8221;, non fa notizia. Ecco perché Unicef Italia, per la prima volta, parteciperà al Festival Internazionale del Giornalismo. L&#8217;Unicef vuole parlare, scrivere e twittare di diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, di diritti umani e del ruolo fondamentale che la comunicazione e l&#8217;informazione giocano nella promozione e nella realizzazione degli obiettivi del non profit. Tre giorni, <strong>sette incontri </strong>per accendere i riflettori su quelle storie e quei numeri di cui si sente raccontare troppo poco: questo sarà &#8220;<strong>Parla di me</strong>&#8220;, rassegna di dibattiti e workshop organizzata dall&#8217;Unicef. Si parlerà di rapporto fra organizzazioni umanitarie e stampa, di uso e abuso delle immagini dei bambini, del ruolo dei giornalisti nelle crisi umanitarie, nel rapporto tra minori e giustizia.</p>
<p><strong>FACT CHECKING E CIVIC MEDIA</strong></p>
<p>Il 28 aprile verrà lanciata <strong>&#8220;Fact Checking&#8221;</strong>, una piattaforma che permetterà di segnalare e condividere inesattezze viste su web, carta stampata e tv. Il progetto è stato ideato da <strong>Ahref</strong>, una Fondazione no-profit che si propone di &#8220;sviluppare una ricerca sulla qualità dell’informazione che emerge dalla rete sociale abilitata da internet e i media digitali&#8221;. Il &#8220;fact checking&#8221;, ovvero la verifica dei fatti, viene concepita dall&#8217;organizzazione come un&#8217;attività pubblica, che richiede la <strong>collaborazione civica in rete</strong>: da sabato 28 lo strumento sarà funzionante in rete, e &#8221;a disposizione di cittadini consapevoli e attenti per segnalare citazioni da documenti, dichiarazioni pubbliche, articoli, programmi televisivi e sottoporli a verifica collettiva, per costruire socialmente un&#8217;informazione indipendente, affidabile e credibile&#8221;. Sarà presente a discuterne <strong>Luca di Biase</strong>, presidente di Ahref.</p>
<p><strong>SCUOLA</strong></p>
<p>Raccontare la scuola abbandonata dai media, che se ne occupano solo quando scoppia il &#8216;caso&#8217;, e dalle istituzioni. Ma anche dai ragazzi, che, soprattutto al Sud del paese, spesso lasciano gli studi precocemente. Sarà uno dei temi affrontati durante il Festival internazionale del giornalismo che apre domani a Perugia. Il dibattito è organizzato in collaborazione con la Fondazione Ahref, che ha avviato un progetto sperimentale proprio per raccontare l&#8217;abbandono scolastico.  A discutere dei temi oggetto dell&#8217;incontro saranno <strong>Marco Rossi Doria</strong>, divenuto sottosegretario alla Pubblica istruzione dopo una lunga esperienza da maestro di strada, <strong>Tullio De Mauro</strong>, ex ministro della Pubblica istruzione e studioso dei sistemi di formazione, <strong>Alessandra Migliozzi</strong>, giornalista dell&#8217;agenzia di stampa Dire e <strong>Giorgio Meletti</strong>, giornalista de &#8216;Il Fatto quotidiano&#8217;. L&#8217;incontro si svolgerà venerdì 27 aprile al Centro Servizi G. Alessi di Perugia alle 17.</p>
<p><strong>DONNE</strong></p>
<p>Il Centro per le pari opportunità della Regione Umbria ha concesso anche quest&#8217;anno il proprio patrocinio al Festival internazionale del Giornalismo, sostenendo in particolare la realizzazione di due appuntamenti.<br />
Il primo, dal titolo <strong>Donne e media: il diritto a una diversa comunicazione del femminile</strong>, è in programma domani 25 aprile alle ore 18:00 nella Sala Raffaello dell&#8217;Hotel Brufani di Perugia. Il secondo, <strong>Net feminism</strong>.<strong>Donne, rete e informazione</strong>, si svolgerà giovedì alle 14 al centro servizi Alessi di Perugia.<br />
&#8221;Come abbiamo potuto constatare nel corso degli anni &#8211; sottolinea la presidente del Centro per le pari opportunità,<strong>Daniela Albanesi</strong>, in una nota della Regione &#8211; il Festival rappresenta una<br />
qualificatissima occasione di confronto e di riflessione che tiene accesi i riflettori sulla complessità e sui problemi che attraversano la vita delle donne nella società contemporanea. Gli incontri<br />
programmati rispondono, infatti, all&#8217;esigenza di mettere a tema le domande delle donne che chiedono democrazia e qualità della vita quotidiana, ridefinizione dei modelli di sviluppo, governo<br />
democratico delle risorse, costruzione di modelli culturali capaci di proporre nuove modalità di stare al mondo per donne e uomini, una lettura critica di stereotipi che continuano a distorcere<br />
l&#8217;immagine femminile e incentivano l&#8217;uso strumentale del corpo delle donne&#8221;.</p>
</div>
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		<title>Dialogo interreligioso e sviluppo umano</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 07:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In collaborazione con l’ASUS(Accademia di Scienze Umane e Sociali) e con il patrocinio del Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/dialogo-interreligioso-e-sviluppo-umano.html/images-157" rel="attachment wp-att-6885"><img class="alignright size-full wp-image-6885" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/images.jpg" alt="" width="161" height="157" /></a>In collaborazione con l<strong>’<a href="http://nuke.asusweb.it/" target="_blank">ASUS</a></strong>(Accademia di Scienze Umane e Sociali) e con il patrocinio del <strong>Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata</strong>, la <strong>Facoltà di Filosofia dell’<a href="http://www.unisal.it/" target="_blank">Università Pontificia Salesiana</a> </strong>organizza per l’estate 2012 la sua prima <em>Summer School</em> (con lezioni interamente in lingua inglese) dal titolo <em>Inter-religious </em><strong><em>Dialogue and Human Development</em></strong>. La Scuola estiva avrà luogo a Roma dal 2 al 14 luglio.</p>
<p align="JUSTIFY">Come risposta alle sollecitazioni provenienti dall0enciclica <em>Caritas </em><em>in veritate</em> circa il tema dello sviluppo umano integrale e in continuità con le attività già svolte grazie alle tre <em>School of Formation towards Peace, civic and democratic Living</em> (“Scuola di pace”: 2005 – 2007 – 2009) e alla prima edizione del <em>Master in Mediazione culturale e religiosa</em> (2011-2012), questa nuova proposta di <strong><em>Corso breve sul Dialogo interreligioso</em></strong>, aperta a tutti gli interessati, intende evidenziare il contributo fondamentale che le religioni possono fornire per l’educazione alla pacifica convivenza tra i popoli, per il dialogo interculturale e interreligioso, e per lo sviluppo umano integrale.</p>
<p align="JUSTIFY">Le <strong>informazioni </strong>riguardanti la <em>Summer School </em>sono disponibili presso la pagina web <a href="http://www.summerschoolrome.it/" target="_blank">www.summerschoolrome.it</a>.</p>
<p align="JUSTIFY">(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/04/23/a-roma-una-summer-school-su-dialogo-interreligioso-e-sviluppo-umano/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Dialogo interreligioso</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 06:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dialogo interreligioso nel mondo della scuola: se ne parlerà presso il Consiglio regionale toscano in un confronto tra rappresentanti di diverse appartenenze religiose]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://nobell.it/dialogo-interreligioso-e-scuola.html/index-5" rel="attachment wp-att-6852"><img class="alignright size-full wp-image-6852" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/index.jpg" alt="" width="223" height="226" /></a><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/Lioba_painting_LR.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6859" style="margin: 10px;" title="Lioba_painting_LR" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/Lioba_painting_LR-e1334746768776-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>di Moreno Migliorati</strong></p>
<p><strong>Dialogo interreligioso nel mondo della scuola</strong>: se ne parlerà domani, giovedì 19 aprile presso il Consiglio regionale toscano in un confronto tra rappresentanti di diverse appartenenze religiose. Un incontro, quello che si terrà alle 17 nella Sala delle Feste a Palazzo Bastogi (via Cavour, 18 a Firenze), per far emergere esperienze e testimonianze di come, nella vita di tutti i giorni, operatori e studenti vivono la propria <strong>appartenenza religiosa</strong> e come, con essa, si rapportino agli altri.<br />
All’appuntamento, moderato da Anita Tosi, presidente del movimento culturale Il Cenacolo, intervengono Rav Joseph Levi, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Firenze, Elzir Izzedin, Imam della Comunità islamica di Firenze, Parabhakti Das, ISKCON (Associazione internazionale Coscienza di Krishna), Alessandro D’Alessandro del Soka Gakkai, il reverendo Mark Dunnam della Chiesa Episcopale Americana di Firenze, Don Alfredo Jacopozzi e Don Massimo Marretti della Diocesi di Firenze.<br />
L’incontro è promosso dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale toscano alla luce del dettato statutario che prevede la promozione del dialogo tra culture ed etnie diverse, per le quali spesso la religione è elemento identitario.<br />
I <strong>prossimi incontri</strong> si incentreranno su come il dialogo interreligioso venga vissuto nel <strong>mondo del lavoro</strong> e nelle realtà di <strong>associazionismo</strong> e <strong>volontariato</strong> nell’ottica di un rafforzamento della conoscenza reciproca che sia comprensione, rispetto e accoglienza del messaggio della diversità come ricchezza collettiva</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/04/18/dialogo-interreligioso-nel-mondo-della-scuola-se-ne-parla-a-firenze/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Resurrexit</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 07:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Auguri. La luce e la speranza allarghino le feritoie
della vostra prigione. Vostro
don Tonino, vescovo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/6494426-glatt-elegant-rosa-satin-seide-stoff-als-hintergrund.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6766" style="margin: 10px;" title="6494426-glatt-elegant-rosa-satin-seide-stoff-als-hintergrund" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/6494426-glatt-elegant-rosa-satin-seide-stoff-als-hintergrund-300x225.jpg" alt="" width="270" height="203" /></a></p>
<p>Cari amici,<br />
come vorrei che il mio augurio, invece che giungervi<br />
con le formule consumate del vocabolario di circostanza,<br />
vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo<br />
profondo, con un sorriso senza parole!<br />
Come vorrei togliervi dall’anima, quasi dall’imboccatura<br />
di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà,<br />
che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace!<br />
Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per<br />
farvi capire di quanto amore intendo caricarla: “coraggio”!<br />
La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore,<br />
è il paradigma dei nostri destini. La Risurrezione. Non la<br />
distruzione. Non la catastrofe. Non l’olocausto planetario. Non<br />
la fine. Non il precipitare nel nulla.<br />
Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti<br />
che abusano di voi. Coraggio, disoccupati. Coraggio, giovani<br />
senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad<br />
accorciare sogni a lungo cullati. Coraggio, gente solitaria,<br />
turba dolente e senza volto. Coraggio, fratelli che il<br />
peccato ha intristito, che la debolezza ha infangato, che<br />
la povertà morale ha avvilito.<br />
Il Signore è Risorto proprio per dirvi che, di fronte<br />
a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga, non<br />
c’è tomba che chiuda, non c’è macigno sepolcrale che<br />
non rotoli via.<br />
Auguri. La luce e la speranza allarghino le feritoie<br />
della vostra prigione. Vostro<br />
don Tonino, vescovo</p>
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		<title>Se Titanic sapesse di cielo</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 16:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2012 torna il Titanic di Cameron e Di Caprio, in 3D:L'obiettivo rimane ben chiaro: rilanciare l'attrattiva della sala cinematografica rispetto al boom della visione domestica, tra homevideo e Internet.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/Titanic-titanic-68030_1024_768.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6754" title="Titanic-titanic-68030_1024_768" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/Titanic-titanic-68030_1024_768-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td height="12"><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" width="1" height="12" /></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" bgcolor="#E7E7E7" height="1"><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" width="100%" height="1" border="0" /></td>
</tr>
<tr>
<td height="12"><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" width="1" height="12" /></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">Il regista è al lavoro sulla rimasterizzazione digitale e tridimensionale del kolossal del 1997. Uscita mondiale prevista per il 6 aprile, in concomitanza con il centesimo anniversario del varo del transatlantico.</td>
</tr>
<tr>
<td height="12"><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" width="1" height="18" /></td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" height="12" /></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">LUCA CASTELLI</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" alt="" height="4" /></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">Il Titanic se la vedrà di nuovo contro l&#8217;iceberg. Questa volta, però, in 3D. Paramount Pictures, Twentieth Century Fox e Lightstorm Entertainment hanno annunciato ufficialmente la data di uscita della nuova versione tridimensionale del film di James Cameron, campionissimo di incassi nel 1997. La data non è casuale: 6 aprile 2012. Più o meno cento anni esatti dal giorno in cui <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/RMS_Titanic" target="_blank">il transatlantico “inaffondabile”</a></strong> salpò dal porto di Southampton per il suo sventurato viaggio d’inaugurazione (era il 10 aprile 1912, il naufragio avvenne nella notte tra il 14 e il 15 aprile).Cameron e la sua squadra di tecnici alla Lightstorm Entertainment hanno dunque ancora quasi un anno di tempo per terminare i lavori di rimasterizzazione digitale del film. E per lanciare la sfida in famiglia ad <em>Avatar</em>, il kolossal fantascientifico del 2009 che proprio grazie alla tecnologia 3D (e al biglietto maggiorato) ha scalzato <em>Titanic </em>dalla classifica dei più alti incassi cinematografici di tutti i tempi (<strong><a href="http://www.imdb.com/boxoffice/alltimegross?region=world-wide" target="_blank">2,781 milioni di dollari contro 1,835 milioni</a></strong>). Una rimonta difficile, anche se aiutata dal prevedibile effetto nostalgia che potrebbe richiamare in sala il pubblico che quindici anni fa rimase ipnotizzato dalla storia d’amore tra Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, conclusa con l’epico affondamento del titano (il film si portò a casa anche undici statuette Oscar).</p>
<p>“C’è un’intera generazione che non ha mai visto <em>Titanic </em>per come era stato concepito, cioè per il grande schermo”, ha dichiarato Cameron. “Questo <em>Titanic</em>, che nessuno ha mai visto, è stato rimasterizzato in digitale a 4K e meticolosamente convertito in 3D. Conservando intatto il potere emotivo e offrendo immagini più intense che mai, il film sarà un’esperienza epica tanto per i vecchi fan quanto per i nuovi spettatori”.</p>
<p>Un’esperienza epica e anche una piccola grande verifica per il 3D, la tecnologia destinata a salvare e rilanciare il cinema in sala e oggi avvolta dai primi dubbi – artistici ed economici – dopo la sbornia del 2010. Per molti mesi il botteghino ha sorriso agli investimenti delle case produttrici e degli esercenti, e non solo grazie all&#8217;exploit di <em>Avatar </em>(<em>Alice nel paese delle meraviglie </em>di Tim Burton è sesto incasso di sempre, con più di un miliardo di dollari). L’effetto trainante sembra però essersi un po’ placato, e affianco ai tanti blockbuster per famiglie e a qualche esperimento di autori insospettabili (Werner Herzog e la sua esplorazione di una grotta preistorica in <em>Cave of Forgotten Dreams</em>), cresce il numero di registi che rifiutano di girare i propri film nel nuovo formato (vedi Christopher Nolan per <em>Inception </em>e il prossimo <em>Batman</em>).</p>
<p>Un’altra incognita riguarda la presenza, almeno in Italia, di sale che permettano al pubblico di provare appieno l’esperienza spettacolare e tecnologica promessa da questi nuovi superfilm. Proprio il 3D ha spinto molti gestori – soprattutto nelle grandi multisale – a velocizzare la conversione digitale dei loro schermi. E&#8217; di ieri l’apertura all’UCI Cinemas di Pioltello della prima sala italiana di prima visione che risponde ai requisiti della tecnologia IMAX (schermo da 200mq, audio avvolgente, esperienza di “immersione” nel film). Sono però ancora abbastanza pochi gli schermi con proiettori a tecnologia 4K (quella citata da Cameron). E il biglietto per un film in queste nuove astronavi dell’intrattenimento può arrivare a costare anche 13 euro. L&#8217;obiettivo rimane ben chiaro: rilanciare l&#8217;attrattiva della sala cinematografica rispetto al boom della visione domestica, tra homevideo e Internet. Anche da questo punto di vista, l’esito del nuovo ambizioso viaggio del Titanic potrà offrire utili risposte.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Non avrai altra donna all&#8217;infuori di me:Maria</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 08:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Maria di Nazaret, la donna simbolo della fede, la fiction per le feste pasquali su Rai uno assieme alle alre donne dei Vangeli: Erodiade simbolo del successo , Maddalena che richiama al pentimento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/alissa-jung-e-la-madonna-nella-fiction-maria-di-nazaret-235893.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6744" style="margin: 10px;" title="alissa-jung-e-la-madonna-nella-fiction-maria-di-nazaret-235893" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/alissa-jung-e-la-madonna-nella-fiction-maria-di-nazaret-235893-e1333181669883-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a>Le festività pasquali incombono e, come nella migliore tradizione, l&#8217;offerta televisiva generalista deve dare il giusto spazio all&#8217;evento. Quest&#8217;anno in Rai si è scelto però un punto di vista un po&#8217; diverso per ripercorrere il cammino di Gesù tra gli uomini: quello di sua madre, la cui vicenda, scarsamente indagata dai Vangeli, è stata qui arricchita da particolari che, se certamente plausibili, potrebbero far storcere il naso ai fedeli più intransigenti. Lo sceneggiatore <a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/francesco-arlanch_75552/">Francesco Arlanch</a> e il regista<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/giacomo-campiotti_28417/">Giacomo Campiotti</a> hanno infatti immaginato una Maria (l&#8217;eterea <a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Alissa+Jung" rel="nofollow">Alissa Jung</a>) legata da una profonda amicizia adolescenziale con Maddalena (un&#8217;affascinante <a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/paz-vega_8147/">Paz Vega</a>): due figure agli antipodi nell&#8217;iconografia cristiana, e che anche qui sono infatti destinate ad affrontare percorsi di vita estremamente diversi, destinati però a ricongiungersi grazie alla comune fede nel messaggio di Gesù. A tessere le fila dei loro destini è poi un&#8217;altra donna, Erodiade, interpretata dalla bella<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/antonia-liskova_70884/">Antonia Liskova</a>, che non esiterà a usare ogni sotterfugio pur di conservare il proprio potere. Con il regista, il nutrito cast e i vertici della Rai e della produzione, affidata a Lux Vide, abbiamo ripercorso le tematiche di questa epopea al femminile, che racconta da una prospettiva inedita una declinazione originale di quello che è indubbiamente uno dei momenti più significativi della storia dell&#8217;umanità.</p>
<p><a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/fabrizio-del-noce_293421/">Fabrizio Del Noce</a>: Il mio sentimento è di assoluto piacere e commozione nel vedere per la prima volta una fiction televisiva, o in generale uno spettacolo, sia esso teatrale o cinematografico, dedicato alla figura di Maria. E&#8217; anche un piacere essere di nuovo a fianco di<a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Ettore+Bernabei" rel="nofollow">Ettore Bernabei</a>, ex direttore della Rai e che qui ha avuto un ruolo di ispirazione per un progetto ambizioso, una sfida non da poco, tenendo conto della volontà di rispettare il valore storico degli eventi e, insieme, di raccontarli con il giusto garbo. Ringrazio poi la Lux Vide, che come sempre ha realizzato un prodotto di alta qualità, così come alti sono i suoi ascolti. Coniugare una buona audience e qualità di esecuzione riguardo una tematica così difficile come questa è indice di grande professionalità. E ovviamente grazie agli attori, specialmente a questa famosissima attrice che ho al mio fianco (<strong>Paz Vega</strong>, n.d.r.), e a Maria, la nostra <strong>Alissa Jung</strong>, che è sempre rimasta la nostra scelta dalla prima volta in cui abbiamo visto il suo provino. La fiction andrà in onda domenica 1 aprile e lunedì 2 aprile, una collocazione obbligata visto il periodo, da cui ci aspettiamo grande risalto.</p>
<p><a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Ettore+Bernabei" rel="nofollow">Ettore Bernabei</a>: E&#8217; un&#8217;eccezione che io sia qui, in quanto ormai ricopro solo il ruolo di presidente onorario di Lux Vide, ma mi è sembrato doveroso ringraziare personalmente la Rai, Fabrizio Del Noce e tutti i suoi collaboratori per aver dato fiducia a quest&#8217;opera non facile. Vorrei riprendere un&#8217;espressione proprio di Del Noce: il valore storico. La nostra prima fonte sono stati infatti i Vangeli, che in genere si concentrano sulla vita di Gesù, mentre noi abbiamo voluto attingervi per la storia di sua madre, che è anche madre di un uomo, di cui pure si conserva la divinità. Per far conoscere la figura di Maria abbiamo percorso una strada che non è soltanto quella delle devozione e del rispetto, ma anche quella che mette in luce la donna che ha avuto una vicenda umana. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto, e che hanno dato il meglio di sé.</p>
<p><a title="Alissa Jung è la Madonna nella fiction Maria di Nazaret" href="http://www.movieplayer.it/foto/alissa-jung-e-la-madonna-nella-fiction-maria-di-nazaret_235893/"><img src="http://images.movieplayer.it/2012/03/29/alissa-jung-e-la-madonna-nella-fiction-maria-di-nazaret-235893_medium.jpg" alt="Alissa Jung è la Madonna nella fiction Maria di Nazaret" /></a>Giacomo, è stato difficile scegliere il cast?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/giacomo-campiotti_28417/">Giacomo Campiotti</a>: Già trovare Gesù e Maria non è un&#8217;impresa facile, in più ognuno ha una propria idea di come Maria dovrebbe essere, ma quando abbiamo visto il provino di questa attrice che non conoscevamo, che per di più si era filmata da sola perché non poteva presentarsi ai casting, ci ha subito trasmesso una pace e una serenità che abbiamo capito essere quelle giuste. L&#8217;abbiamo chiamata a Roma e Alissa era effettivamente molto diversa dalla mia idea di Maria, ma dopo averla vista recitare non abbiamo più avuto dubbi. Tutta la squadra ha condiviso questa scelta, perché Alissa è stata in grado di dare a Maria non solo la dolcezza, la bontà, ma anche la consapevolezza, la forza, il coraggio quotidiano di una donna vera: non rappresentava semplicemente una madonnina su un piedistallo. Anche per Gesù avevamo fatto vari provini: inizialmente avevamo pensato a <a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/luca-marinelli_198638/">Luca Marinelli</a>, che poi invece ha interpretato Giuseppe, e proprio mentre facevamo i casting per Giuseppe, in Germania, abbiamo invece trovato Gesù! Un altro miracolo è stato riuscire ad avere con noi <strong>Paz Vega</strong>, che io conoscevo per i suoi film e consideravo inarrivabile, ma come tutti anche lei si è buttata con tutto il cuore in questo progetto, dando vita a un personaggio bellissimo: quello di una donna sexy, divertente, ma di cui ha saputo esprimere anche il dolore profondo, conferendole grande spessore. In <strong>Luca Marinelli</strong> abbiamo trovato un Giuseppe finalmente &#8220;figo&#8221;, un giovane uomo che deve compiere una scelta, che deve accettare questo mistero enorme, e che lo fa in maniera molto convincente. Ma lo stesso vale per tutti i personaggi di contorno, a cui era difficile dedicare il giusto spazio ma a cui abbiamo comunque cercato di dare spessore, anche perché abbastanza inconsueti. E poi ovviamente Antonia: è la prima volta che scelgo un&#8217;attrice senza farle nemmeno un provino. Nel ruolo della cattiva era perfetta, ha saputo raccontare benissimo il lato glamour che il male spesso ha. Non posso poi non menzionare gli attori tedeschi e quelli tunisini, che hanno aggiunto un grande realismo alla messa in scena.</p>
<p>La fiction è dedicata a tutte le mamme. Come mai?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/matilde-bernabei_75553/">Matilde Bernabei</a>: Noi abbiamo visto in Maria una madre affettuosa, attenta, che soffre per la sofferenza del proprio figlio, ma che comunque è forte di una serenità di fondo, che acquisisce mettendosi nelle mani di Dio. Vorrei aggiungere che questo film, come tutte le nostre produzioni, ha la capacità di viaggiare nel mondo: è infatti una coproduzione con Telecinco che, nonostante i problemi economici che tutti conosciamo, ha voluto entrare in un progetto non certo semplice. Con la Rai, poi, abbiamo lavorato fianco a fianco, cosa impossibile da fare altrove qui in Italia.</p>
<p>Alissa, tu come hai vissuto questo ruolo?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Alissa+Jung" rel="nofollow">Alissa Jung</a>: Mi sono avvicinata a questo personaggio con molto rispetto: tutti conoscono Maria, e quindi mi sentivo investita da una grande responsabilità. Ma Maria è anche una donna, e io ho cercato di portare in luce il suo lato più umano.</p>
<p>Quali emozioni hai provato sul set?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Alissa+Jung" rel="nofollow">Alissa Jung</a>: E&#8217; stato bellissimo lavorare con questo cast. Per me è stata la prima produzione internazionale, la prima volta che lavoravo con attori così bravi, e in più il mio personaggio era speciale. Sul set si parlavano sei lingue, si è creata una confusione bellissima, ho persino imparato qualche parola di arabo!</p>
<p><a title="Paz Vega è una seducente Maria Maddalena nella fiction Maria di Nazaret" href="http://www.movieplayer.it/foto/paz-vega-e-una-seducente-maria-maddalena-nella-fiction-maria-di-nazaret_235887/"><img src="http://images.movieplayer.it/2012/03/29/paz-vega-e-una-seducente-maria-maddalena-nella-fiction-maria-di-nazaret-235887_medium.jpg" alt="Paz Vega è una seducente Maria Maddalena nella fiction Maria di Nazaret" /></a>Paz, come hai vissuto il cambiamento del tuo personaggio?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/paz-vega_8147/">Paz Vega</a>: Maddalena subisce un grande cambiamento: da giovane crede nell&#8217;amore, nella vita, nella gente, ma poi la sua esistenza sfortunata la fa cambiare. La sfida nell&#8217;interpretarla è la stessa che ha affrontato Alissa: tutti conoscono la figura di Maria Maddalena, ma io volevo portare al suo personaggio qualcosa di nuovo, di fresco, di umano. Come sempre, la mia preoccupazione era quella di dare vita a un personaggio in cui ci si potesse riconoscere.</p>
<p>Luca, come ti sei preparato al ruolo di Giuseppe?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/luca-marinelli_198638/">Luca Marinelli</a>: Devo innanzi tutto ringraziare il grande gruppo con cui ho lavorato, rivedere tutti dopo due mesi è già una grande emozione. Giuseppe è un uomo che non avrebbe mai pensato di essere parte di una grande rivoluzione nella storia, ma che trova la pace in sua moglie e in suo figlio.</p>
<p>Andreas, come è stato interpretare Gesù?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/andreas-pietschmann_221271/">Andreas Pietschmann</a>: Ho fatto due casting, a Berlino e a Roma, e in entrambi avevo i capelli lunghi &#8220;alla Gesù&#8221;, e forse questo mi ha aiutato! A parte gli scherzi, in prima istanza è stato scioccante dover provare a essere Gesù, ero sopraffatto dalla sua figura, ma poi ho scelto di affrontarla con un approccio personale, anche grazie a Giacomo che mi ha dato la libertà di interpretare il personaggio come ritenevo opportuno. Mi ha colpito la ricerca profonda svolta per la sceneggiatura: molto spesso sono utilizzati passi della Bibbia, pieni di concetti difficili ma che, se espressi nel modo giusto, hanno una grandissima forza. Sono orgoglioso di aver potuto lavorare a questo personaggio, anche perché non era affatto scontato scegliere un attore tedesco per il ruolo.</p>
<p><a title="Alice Bellagamba, Paz Vega, Antonia Liskova in una scena del film in Maria di Nazareth" href="http://www.movieplayer.it/foto/alice-bellagamba-paz-vega-antonia-liskova-in-una-scena-del-film-in-maria-di-nazareth_236115/"><img src="http://images.movieplayer.it/2012/03/30/alice-bellagamba-paz-vega-antonia-liskova-in-una-scena-del-film-in-maria-di-nazareth-236115_medium.jpg" alt="Alice Bellagamba, Paz Vega, Antonia Liskova in una scena del film in Maria di Nazareth" /></a>Antonia, parlaci del tuo personaggio.<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/antonia-liskova_70884/">Antonia Liskova</a>: Erodiade è il male assoluto, ed è stato molto particolare per me interpretare un ruolo così drammatico. Spesso accade che la cattiveria di un personaggio sia giustificata dal suo passato, ma in questo caso è totalmente ingiustificabile, non si può capire in nessun modo perché si comporti in modo così arrivista e ambizioso. E&#8217; stato anche divertente per me calarmi nei suoi panni: con i personaggi cattivi si può fare quello che nella vita reale ti è proibito, e per di più trasmetterlo esplicitamente.</p>
<p>Aldilà dell&#8217;attenzione alle fonti storiche, vi siete presi molte libertà nello sviluppo della storia. Come mai?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Tinni+Andreatta" rel="nofollow">Tinni Andreatta</a>: La prima cosa che ci siamo chiesti è stata: come possiamo raccontare la storia di Maria? Di solito si racconta l&#8217;evoluzione di un personaggio, ma Maria è l&#8217;emblema dell&#8217;accettazione, e quindi offre poche possibilità di movimento. Abbiamo quindi deciso di raccontare tre diversi volti della femminilità: il male assoluto, la tentazione, che stanno agli antipodi della figura di Maria, e poi Maddalena, la fragilità, la donna che può cadere ma che può anche rialzarsi. Quindi non soltanto una Maria che vive il proprio momento storico, ma una Maria che è parte di una storia che continua ad avvenire. Ci siamo presi delle libertà di carattere rappresentativo, ma si tratta di libertà che si inscrivono comunque all&#8217;interno di una filologia, di una tradizione, lavorando su questi tre diversi modi di essere donna.<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/giacomo-campiotti_28417/">Giacomo Campiotti</a>: Nel Vangelo solo poche righe sono dedicate a Maria, ma siamo comunque partiti da quelle, così come per Maddalena ci siamo riferiti in primo luogo all&#8217;episodio della lapidazione. Il passato che abbiamo creato per loro porta i personaggi a coincidere con quelli descritti dai Vangeli, quindi non vedo forzature nella loro evoluzione. Maria, prima dell&#8217;annunciazione, avrà avuto delle amiche, e una di queste potrebbe essere stata proprio Maddalena: abbiamo costruito le loro rappresentazioni con il massimo rispetto, abbiamo letto moltissimo per documentarci proprio perché sappiamo che questi argomenti sono molto sentiti, e prima di tutto c&#8217;è stata la volontà di non offendere nessuno e di rimanere in armonia con quanto descritto nei Vangeli.</p>
<p><a title="Andreas Pietschmann è Gesù nella fiction Maria di Nazaret" href="http://www.movieplayer.it/foto/andreas-pietschmann-e-gesu-nella-fiction-maria-di-nazaret_235892/"><img src="http://images.movieplayer.it/2012/03/29/andreas-pietschmann-e-gesu-nella-fiction-maria-di-nazaret-235892_medium.jpg" alt="Andreas Pietschmann è Gesù nella fiction Maria di Nazaret" /></a>E&#8217; stato dedicato anche il giusto spazio alla predicazione di Gesù, un momento descritto in tanti illustri precedenti cinematografici. Ne avete tenuto conto?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/giacomo-campiotti_28417/">Giacomo Campiotti</a>: Certamente, sono tutti film che ho amato da spettatore, ma qui ognuno ha soprattutto cercato dentro se stesso. Abbiamo svolto un lavoro molto profondo di preparazione, rileggendo i Vangeli e anche alcune opere di grandi mistici, la cui devozione ha risuonato moltissimo dentro di me: spesso l&#8217;anima arriva più lontano del cervello.</p>
<p>Qual è il rapporto delle tre donne protagoniste con la fede?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Alissa+Jung" rel="nofollow">Alissa Jung</a>: Noi prima di tutto siamo attrici e dobbiamo interpretare un ruolo: se mi chiedono di impersonare un&#8217;assassina, non devo ammazzare qualcuno per forza. E&#8217; un aspetto molto privato, questo, ma credo che un Dio ci sia. Parlando con mia figlia di sei anni, le raccontavo delle diverse religioni, e delle guerre che si combattono in loro nome. Lei ha concluso dicendo: &#8220;credo che ci siano molte strade per arrivare a Dio&#8221;. E secondo me ha ragione.<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/paz-vega_8147/">Paz Vega</a>: E&#8217; la prima volta che in un&#8217;intervista mi chiedono una cosa così privata, comunque concordo con Alissa, non si deve per forza essere il personaggio che si interpreta. Io sono vissuta in una famiglia cattolica, ho frequentato una scuola cattolica, ma ora non sono più praticante. Ho il mio modo di credere in qualcosa: credo nella gente. In mio padre, in mia madre, in mia sorella: credo che Dio sia nelle persone intorno a noi, più che lassù da qualche parte.<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/antonia-liskova_70884/">Antonia Liskova</a>: Io ho avuto un&#8217;educazione religiosa, e sono tuttora credente.</p>
<p>Alissa, come ti sei trovata a interpretare una Maria che rimane sempre così bella e giovane?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Alissa+Jung" rel="nofollow">Alissa Jung</a>: Non è stata una mia decisione quella di non invecchiare. Abbiamo fatto diverse prove, in cui venivo anche imbruttita e invecchiata, ma abbiamo deciso che usare un&#8217;immagine più ideale funzionava. Non è importante che Maria invecchi, ma che ami e che abbia questo rapporto fortissimo con suo figlio.</p>
<p>Paz, prossimamente lavorerai ancora in Italia?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/paz-vega_8147/">Paz Vega</a>: C&#8217;è un progetto che potrebbe partire a breve, ma non sono ancora state risolte alcune questioni finanziarie e quindi non posso assicurare nulla. Posso dire però che si tratta di un lavoro per il cinema.</p>
<p>Andrea, come hai costruito il tuo Erode?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/andrea-giordana_72820/">Andrea Giordana</a>: Oggi sono venuto qui con grande curiosità, perché finora avevo visto solamente la versione non doppiata. E devo dire che mi sono commosso: la più grande dote di Giacomo è la sua umanità, che ha saputo evidenziare anche in Maria, nella sua lotta con l&#8217;accettazione del mistero. Per quanto riguarda Erode, è un personaggio molto più complesso di quanto non si potrebbe pensare, lontanissimo dallo stereotipo del cattivo, che anzi si è sempre trovato a lottare con la depressione: un&#8217;anima tormentata.</p>
<p><a title="Una scena della passione di Cristo nella fiction Maria di Nazaret" href="http://www.movieplayer.it/foto/una-scena-della-passione-di-cristo-nella-fiction-maria-di-nazaret_236128/"><img src="http://images.movieplayer.it/2012/03/30/una-scena-della-passione-di-cristo-nella-fiction-maria-di-nazaret-236128_medium.jpg" alt="Una scena della passione di Cristo nella fiction Maria di Nazaret" /></a>Thomas, come è stata la tua esperienza sul set?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/thomas-trabacchi_28178/">Thomas Trabacchi</a>: Quello che mi ha insegnato questa esperienza è che la bontà è qualcosa da perseguire sempre, per quanto il male possa essere affascinante. In pratica c&#8217;è stato un travaso di bontà tra la storia, che per di più si poggia su tre donne e che quindi è tanto più significativa per il suo punto di vista al femminile, e la vita reale.</p>
<p>Roberto, cosa ti ha colpito del personaggio di Gioacchino?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/roberto-citran_7796/">Roberto Citran</a>: La cosa più importante per me era mettere in scena la sua umanità, la rabbia di fronte a quello che non si riesce a capire, e poi l&#8217;accettazione</p>
<p>Come è stato, invece, essere la madre di Maria?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/antonella-attili_9298/">Antonella Attili</a>: E&#8217; raro lavorare con così tanti bravi attori, e per me è stata una sfida meravigliosa, un evento speciale in cui ho cercato di evitare tutti i cliché.</p>
<p>Altri due personaggi, Giovanni e Salomè, non sono meno importanti per la storia. Come li avete affrontati?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/marco-rulli_161145/">Marco Rulli</a>: Torno a sottolineare l&#8217;aspetto umano dei nostri personaggi, la maniera quotidiana di vivere la fede e la perdita del proprio maestro.<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/alice-bellagamba_195811/">Alice Bellagamba</a>: Abbiamo dato a Salomè una sfumatura infantile, da bambina viziata e capricciosa, quasi ad avvicinarla a una ragazza dei nostri tempi.</p>
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		<title>L&#8217;orchidea di acciaio</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 16:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino."Le donne sono petali di acciaio inossidabile. Come Giovanna d' Arco .ASPETTATI IL MEGLIO MENTRE TI PREPARI AL PEGGIO"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/images-san-suu.jpeg"><img class="size-full wp-image-4974 alignleft" style="margin: 10px;" title="images san suu" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/images-san-suu.jpeg" alt="" width="258" height="195" /></a>È lo straordinario personaggio di Aung San Suu Kyi, paladina del movimento democratico in Birmania, fondatrice della Lega nazionale per la democrazia nel 1988, premio Nobel per la pace nel &#8217;91 e donna dal notevole carisma umano e politico, ad aver ispirato l&#8217;ultimo film del regista francese <strong>Luc Besson</strong>, un dramma umano che s&#8217;inscrive nel più ampio dramma politico di uno dei popoli più violentemente sottomessi alla dittatura militare. Una lunga lotta per la libertà (che continua tutt&#8217;oggi) alla quale <strong>Aung San Suu Kyi</strong> ha dedicato sé stessa e la sua vita, affrontando in questo lungo e impervio percorso tantissime dolorose difficoltà che l&#8217;hanno resa portatrice sana di una lotta pacifica per la democrazia capace di opporsi alla più ostile legge della violenza.</p>
<p>Nel 1947, quando bambina di soli due anni <strong>Aung San Suu Kyi</strong> (rigorosamente interpretata da <strong>Michelle Yeoh</strong>) vede per l&#8217;ultima volta suo padre (il generale <strong>Aung San</strong>, leader della lotta indipendentista birmana, fatto fuori dai suoi avversari politici), il suo destino è già scritto. Nonostante, infatti, gli anni di separazione dal proprio paese natio trascorsi successivamente in Inghilterra (dove <strong>Suu Kyi</strong> sposerà il professore universitario <strong>Michael Aris </strong>- <strong>David Thewlis</strong> &#8211; dal quale avrà due figli) e l&#8217;apparente distacco dalla lotta verso l&#8217;indipendenza iniziata da suo padre, quando nel 1988 la donna tornerà in patria per assistere la madre, scoprirà con i propri occhi gli orrori e le violenze che ancora tengono in ginocchio il suo paese. E sarà, a quel punto, naturale e quasi doveroso per lei riprendere in mano il lascito politico e morale lasciatole del padre per ricominciare la lotta là dove il genitore era stato costretto ad abbandonarla. Una lotta che porterà avanti con l&#8217;aiuto del suo popolo (eletta a guida per plebiscito popolare) e della sua famiglia (sempre disposta a sostenerla pur nella disperazione di non poterla più vedere). Quelli che seguiranno saranno per <strong>Suu Kyi</strong> anni di glorie (la schiacciante vittoria alle elezioni del 1990 e l&#8217;assegnazione del Premio Nobel l&#8217;anno seguente), ma anche di grande buio (la ripresa del potere con la forza da parte della dittatura militare subito dopo le elezioni e il successivo periodo di arresti domiciliari al quale seguirà uno stato di semi-libertà che le impedirà comunque di lasciare il paese &#8211; se non in via definitiva &#8211; e di vedere i figli e il marito, spentosi &#8211; senza più vedere sua moglie &#8211; nel 1999 per un cancro alla prostata). Una storia giocata tutta sul filo di valori profondissimi e immarcescibili mirabilmente veicolati dallo spirito di una donna che per la sua esemplare dualità (grazia endemica e indomita forza) è stata poi non a caso ribattezzata l&#8217;orchidea d&#8217;acciaio.</p>
<p>&#8220;ASPETTATI IL MEGLIO MENTRE TI PREPARI AL PEGGIO&#8221;</p>
<p>La fedeltà familiare e la vocazione a preservare i diritti delle comunità sono i valori che accompagnano e sostengono <strong>The Lady</strong>, un film in cui ritroviamo (poco) la cinetica d&#8217;azione cara al regista francese, ma che fa invece ancora una volta leva su una grande figura di donna, che arriva a essere quasi una summa di tutte le qualità delle ‘eroine&#8217; femminili transitate per i film di <strong>Besson</strong>. Un ritratto molto accorto e rispettoso della storia originale (ri)visitato attraverso le lenti intimiste del dramma famigliare che finirà per condurre la donna di fronte alla tragedia di dover scegliere tra il suo popolo e la sua famiglia, e che rifugge invece l&#8217;approfondimento più strettamente storico-politico, lasciato quasi a fare da sfondo insieme alla bucolica immagine delle pagode al calar del sole e dei paesaggi mozzafiato che accentuano la suggestione narrativa. Un <strong>Besson </strong>divulgativo e facilmente accessibile (con qualche vetta d&#8217;emozione) che, nonostante la patina melò in cui avvolge la pellicola, riesce nell&#8217;intento di portare alla luce questa immensa &#8211; ma troppo poco conosciuta &#8211; figura di donna che (in tempi di forte crisi dei valori) può rappresentare l&#8217;esempio vivente di un valore positivo ante-litteram.</p>
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		<title>Nell&#8217;abbraccio del digiuno</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 11:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Maiese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Dall’energia dello Spirito di Dio il cuore ha una creativa ricchezza e sperimenta che "si è più beati nel dare che nel ricevere", come annotano gli Atti degli Apostoli».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/camaldoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6691" style="margin: 10px;" title="camaldoli" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/camaldoli-e1332158164287-300x138.jpg" alt="" width="300" height="138" /></a>Il camaldolese Giannoni: «Digiuno, abbraccio alla vita»<br />
Nel prefazio del Mercoledì delle Ceneri il digiuno è descritto come la via che aiuta a «vincere le passioni, elevare lo spirito e infondere la forza». Benedetto XVI lo ha definito «un’arma spirituale» e lo ha indicato come «terapia» che «contribuisce a conferire unità fra corpo e anima». Insieme con la preghiera e la carità, l’astinenza dal cibo è una delle pratiche penitenziali che la Quaresima propone per «sconfiggere il male», come verrà annunciato nella Veglia pasquale. «Certo, l’osservanza del digiuno non è un atto masochistico. Non è mortificazione, ma &#8220;vivificazione&#8221; perché è opera positiva personale e comunitaria», spiega l’eremita camaldolese don Paolo Giannoni.</p>
<p>Nella sua «oasi» di preghiera e incontro, a Mosciano, sopra Firenze, il religioso ha fra le mani la Bibbia. E già nelle prime pagine della Scrittura il Signore comanda all’uomo di non consumare il frutto proibito. «La prima forma del digiuno – afferma don Giannoni – è quella dal peccato. In quest’ottica il tempo favorevole che porta alla Pasqua ci permette di comprendere che il medico non ci ferisce ma ci guarisce».</p>
<p>Nei Vangeli il digiuno torna più volte. Dopo i quaranta giorni che Gesù trascorre nel deserto, risponde a Satana che «non di solo pane vivrà l’uomo». «Il digiuno – sottolinea il camaldolese – consente di accogliere la ricchezza di un &#8220;oltre&#8221; della grazia. Facendo un ulteriore paragone medico, aggiungerei che non basta vincere la malattia, ma occorre avere forza. Ecco l’&#8221;oltre&#8221; penitenziale che sprona al cambiamento. Ma il Signore ci dona anche un &#8220;oltre&#8221; di gloria con la trasfigurazione: a tutti noi è dato di essere conformati a Dio». Un invito alla conversione che «esclude ogni esibizione e ostentazione. Ce lo dice in particolare la Quaresima che esorta ad avere l’atteggiamento silenzioso e nascosto di Gesù». È quanto si legge nel Vangelo di Matteo quando Cristo raccomanda di profumarsi il capo e lavarsi la faccia per non essere ipocriti.</p>
<p>La scelta di privarsi del cibo ha un ulteriore significato: sollecita a prendersi cura delle situazioni di difficoltà e a coltivare lo stile del Samaritano. «Il digiuno – precisa don Giannoni – è impegno di compassione, prima di tutto unendoci alla passione del Signore. La comunione nella preghiera ci lega a Cristo, specie nell’Eucaristia. Da qui viene la seconda comunione, quella con i fratelli sofferenti».</p>
<p>L’eremita suggerisce un percorso da seguire, rifacendosi alla spiritualità del suo Ordine. «Accettiamo la proposta educativa di san Benedetto il quale ricorda che almeno in Quaresima possiamo abbracciare la vita secondo austerità. Perciò anche l’astinenza non sia soltanto da cibi e bevande. Ci può essere quella dal sonno, anche se forse è bene l’opposto nel senso di allungare il tempo del riposo invece di passare troppe ore davanti alla tv. Oppure può essere consigliata la rinuncia alla loquacità, vale a dire alle chiacchiere e al rumore, all’uso compulsivo del computer, all’invio di messaggini superflui. E c’è anche un’astinenza dallo svago che può avere il volto dello schermo, della discoteca o delle feste. Di fatto il Signore presenta il paradosso di un diminuire aggiungendo qualcosa al consueto impegno del nostro servizio. Così il digiuno porterà a un &#8220;di più&#8221; superando il nostro &#8220;troppo&#8221;».</p>
<p>Una strada che può essere declinata anche a livello parrocchiale. «Alla liturgia di queste settimane possiamo dare un tono austero con alcuni &#8220;santi segni&#8221; come l’assenza di fiori o il silenzio musicale. Inoltre, di fronte a raccolte talora sbrigative, può essere favorita una forma di Quaresima familiare con piccoli gesti in casa: come al venerdì una preghiera durante la cena o al martedì un pasto frugale in comunione con i poveri».<br />
Un’indicazione arriva persino dall’attuale situazione economica. «Il Censis – spiega don Giannoni – ci fa cogliere la sorpresa di una mentalità che torna ai valori autentici e abbandona il consumismo. La crisi diventa, quindi, benedizione per conformarci alla volontà di Dio». Tutto ciò genera tristezza? «No – conclude il camaldolese –. Dall’energia dello Spirito di Dio il cuore ha una creativa ricchezza e sperimenta che &#8220;si è più beati nel dare che nel ricevere&#8221;, come annotano gli Atti degli Apostoli».</p>
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		<title>&#8220;Il volto di Gesù nel cinema e nella letteratura&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 08:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati “Gesù nostro contemporaneo”: è stato questo il tema dell’evento internazionale promosso dal Comitato per il progetto culturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://nobell.it/il-volto-di-gesu-nel-cinema-e-nella-letteratura.html/acec-gesu-progetto" rel="attachment wp-att-6667"><img class="alignright size-medium wp-image-6667" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/acec-gesu-progetto-300x266.jpg" alt="" width="300" height="266" /></a>di Moreno Migliorati</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/01/30/gesu-nostro-contemporaneo-a-roma-un-dibattito-pubblico/" target="_blank">“Gesù nostro contemporaneo”</a></strong>: è stato questo il tema dell’evento internazionale promosso dal Comitato per il progetto culturale della Cei e che anche quest&#8217;anno è stato ripreso dall&#8217;<a href="http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/00001780_Saledellacomunita.html" target="_blank">Acec</a> per promuovere nelle sale di comunità manifestazioni dedicate al tema <strong>“Il volto di Gesù nel cinema e nella cultura”</strong>. L’iniziativa è rivolta alle sale di tutta Italia; fra queste ne saranno selezionate una cinquantina impegnate a realizzare un ciclo di incontri (con film, dibattiti, spettacoli teatrali) nel periodo dal 1° aprile al 15 giugno 2012.</p>
<p align="LEFT">Per l’occasione è stato realizzato un supplemento alla rivista SdC, dedicato al tema: <a href="http://www.saledellacomunita.it/acec2/s2magazine/index1.jsp?idPagina=2376" target="_blank"><strong>“Il volto di Gesù. Riflessi e presenze”</strong></a>. Vi si trovano articoli sulla figura di Cristo nel <strong>cinema</strong> e nel<strong> teatro</strong>, nell’<strong>arte</strong> e nella<strong> letteratura</strong>. “Dopo duemila anni – scrive Francesco Giraldo nell’introduzione – non è per nulla semplice rendere visibile un Volto che si è perso spesso nelle nebbie delle vicende umane e nella complessità della storia del pensiero. Non si ha a che fare con un santino, una statua, un dipinto, una storia, un affabulazione”. Rendere contemporaneo il volto di Gesù – prosegue – “è essere dei rabdomanti alla ricerca di quelle sembianze sparse nel cinema, nell’arte, nel teatro e nella letteratura. Per esperire la contemporaneità del Volto di Gesù è necessario esperire quello scarto che consente di scorgere l’ineffabile”.</p>
<p align="LEFT">(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/03/14/il-volto-di-gesu-nel-cinema-e-nella-cultura/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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