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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Musei</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>Colori del sacro a Padova</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati "Cos’è la voce del vento, il ritmo del respiro, il sollievo del soffio, la chiamata dello Spirito e, nella sua valenza più simbolica, la forza dell’ispirazione, la dolcezza della musica, la potenza della parola, del Verbo"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/i-colori-del-sacro-a-padova.html/index-2" rel="attachment wp-att-6282"><img class="alignright size-full wp-image-6282" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/index1.jpg" alt="" width="269" height="188" /></a>di Moreno Migliorati</p>
<p>Conto alla rovescia per la sesta edizione della Rassegna internazionale di illustrazione <a href="http://www.icoloridelsacro.org/" target="_blank"><strong>I colori del sacro. Aria</strong></a>, che verrà inaugurata domani 20 gennaio alle ore 11, con un programma  in cui l’aria sarà appunto la protagonista. All’inaugurazione interverrà con il suo “respiro musicale” il trombettista <strong><a href="http://www.paolofresu.it/" target="_blank">Paolo Fresu</a> </strong>che sarà una presenza costante per tutto il periodo dell’esposizione grazie alla sua musica presente in mostra che accompagnerà piccoli e grandi ad entrare in contatto con l’elemento aria così fondamentale ma invisibile, impalpabile, difficile da immaginare. È a questo elemento che “I colori del sacro”, Rassegna Internazionale di illustrazione, dedica la sua sesta edizione, a dipanare un progetto che, biennio dopo biennio, ha preso in esame tutte le declinazioni degli elementi che danno e assicurano la vita.</p>
<p><em>«Abbiamo voluto </em>– annuncia il Direttore del museo Diocesano di Padova <strong><em>Andrea Nante</em></strong> –<em>raccontare con i colori cos’è la voce del vento, il ritmo del respiro, il sollievo del soffio, la chiamata dello Spirito e, nella sua valenza più simbolica, la forza dell’ispirazione, la dolcezza della musica, la potenza della parola, del Verbo, nel tentativo di portare alla luce attraverso l’arte quel sacro che accomuna anche chi non crede</em>». L’invito è stato raccolto da <strong>un centinaio di illustratori di mezzo mondo</strong>, cristiani, musulmani, ebrei, seguaci di culti orientali o indifferenti, firme famose e celebrate del mondo dell’illustrazione ma anche nuove, freschissime voci. La selezione, basata sulla qualità dell’opera e non certo sul credo dell’autore, ha consentito di individuare le espressioni di <strong>90 artisti dei cinque continenti</strong>. Queste tavole originali saranno esposte <strong>dal 20 gennaio al 3 giugno 2012 </strong>nella mostra allestita sotto le medievali volte delle Gallerie del Palazzo Vescovile di Padova, Palazzo che ospita, al Piano Nobile, accanto alla magnifica Sala dei Vescovi, i tesori d’arte del Museo Diocesano.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/01/19/i-colori-del-sacro-al-via-a-padova-ledizione-dedicata-allaria/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Epifania ἐπιφάνεια</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 21:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<address>di Marilena Marino</address>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 id="eArgomento">La festa dell&#8217;Epifania fra storia e costume</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;<strong>Epifania</strong> è una festa cristiana che cade il <strong>6 gennaio</strong>, cioè dodici giorni dopo il Natale. Il suo significato, dalla parola greca <em>epifaneia,</em> è &#8220;manifestazione&#8221;, &#8220;apparizione&#8221;, &#8220;venuta&#8221;, &#8220;presenza divina&#8221; e nella tradizione cristiana assume il significato del primo manifestarsi, ai <strong>Re Magi</strong> e al mondo intero, dell’umanità e divinità di Gesù Cristo. Nella tradizione cristiana i Magi sono astrologi e sacerdoti zoroastriani (una religione dell&#8217;Iran antico) i quali, secondo il Vangelo di Matteo (2,1-12), seguendo &#8220;il suo astro&#8221; giunsero da Oriente a Gerusalemme  per adorare il <strong>bambino Gesù</strong>, il &#8220;re dei Giudei&#8221; che era nato. Alcuni vangeli sinottici ne riportano i nomi: Melchiorre, Baldassarre  e Gaspare. La <strong>stella cometa</strong> che guida i Re Magi ha un significato simbolico: rappresenta il Messia atteso dagli ebrei nel Vecchio testamento. Sono state tentate anche divere interpretazioni astronomiche.</p>
<p>Le <strong>tradizioni popolari</strong> hanno trasformato l&#8217;origine religiosa della ricorrenza in <strong>fenomeno di costume</strong>, combinando simboli e tradizioni di origini diverse: scambio di doni, feste popolari, ecc., tra cui la tradizione dei regali ai bambini (nella calza), soprattutto nei paesi di tradizione cattolica. In <strong>Italia</strong>, i doni sono portati dalla <strong>Befana</strong> (impersonificata da una vecchia brutta ma buona, legata secondo la tradizione all&#8217;adorazione dei Magi). In Spagna, invece, i regali sono portati dai Re Magi.</p>
<p>celebriamo con l’Epifania la prima manifestazione pubblica di Gesù, con la visita solenne dei tre Saggi orientali e l&#8217;offerta dei loro doni. Epifania significa in greco “manifestazione”. E la Chiesa ha mantenuto intatto l’antico nome di questa festa. Si tratta di una manifestazione con molteplici significati, che si richiamano a vicenda. Manifestazione di Gesù come Figlio di Dio: quel bambino è in realtà l’atteso delle genti, il Salvatore del mondo, il Figlio di Dio. Manifestazione della salvezza a tutti i popoli della terra, rappresentati dai Magi stranieri. Per questo, la tradizione ha raffigurato i magi come re, e di diverso colore della pelle, nelle tre razze allora conosciute: semiti (ebrei e arabi), camiti (neri) e giapeti (bianchi indoeuropei). Per gli ebrei l’unico popolo eletto era quello ebraico. Ora invece «non c’è né giudeo né greco, né schiavo né libero né uomo né donna, ma tutti siamo uno in Cristo Gesù» (Gal.3,28). Epifania: la Festa dei Doni. Madre Teresa di Calcutta, a questo proposito, diceva: «Quello che importa non è la quantità del dono, bensì l&#8217;intensità dell&#8217;amore con cui lo diamo…Dona ciò che ti costa di più: proprio questo ha valore di fronte a Dio e dimostra il tuo amore per Lui». Questa Festa non è da identificare con l’aspettata “befana”, la vecchietta che va di notte su una scopa, con un sacco di regali e carbone. Non è che un altro appuntamento consumistico. La festa religiosa viene così stravolta e diventa una festa pagana. “Stupida questa festa” osservava Pasolini, perché non ha più niente di cristiano, ma è carica dei vizi del consumismo”. I nostri bambini tra computers e play stations fanno fatica a riconoscere Gesù Bambino… La presenza di una stella alla nascita di Gesù è un simbolo messianico. Il riferimento biblico è la profezia di Balaam su una stella, che sarebbe spuntata da Giacobbe (Nm.24,17). Benché la stella sia stata spesso identificata col re Davide, già prima della nascita di Cristo, alcuni ebrei l&#8217;avevano identificata col Messia. Nel secondo secolo Origene ed Ireneo di Lione richiamarono questa profezia in relazione alla Stella di Betlemme. Origene cita il perduto trattato &#8220;Sulle comete&#8221;, scritto dal precettore di Nerone, Cheremone, secondo il quale era prassi accettata che l&#8217;apparizione di comete o nuovi astri segnalasse la nascita di importanti personaggi ed era quindi plausibile che i Magi si fossero messi in viaggio al suo apparire. Ma questi Magi, non ci ricordano i pastori di Natale? Di tutti quelli che sanno della notizia, solo i pastori e i Magi riconoscono nel Bambino la presenza del Figlio di Dio. I Magi, quindi, sono l&#8217;immagine dell&#8217;uomo che cerca, che indaga, che si muove e segue la stella. Non come Erode e i sacerdoti del tempio che, pur &#8220;sapendo&#8221;, restano ai loro posti. Per riconoscere Gesù occorre smuoversi, mettersi in cammino, lasciare, indagare, seguire, lasciarsi provocare, cercare. Cristo si lascia trovare, solo da chi lo desidera, non da chi lo ignora. «Prostràti in adorazione, offrono incenso, oro e mirra».  Oro, dono destinato ai re, incenso, resina destinata a Dio e mirra, unguento usato per imbalsamare i cadaveri, simbolo dell’Uomo Sofferente. Nel bambino riconoscono il Signore, il Dio, il Crocifisso. E noi, alla fine di questo tempo di Natale, come e con che cosa arriviamo alla grotta? È nell’Eucaristia, nella Santa Messa che offriamo questi doni. Essa è mirra, perché ci ri-presenta il sacrificio di Cristo; è oro, cioè l’offerta al del Re-Gesù al Padre di tutto ciò che siamo; è incenso, adorazione, preghiera, che, ripieni di Spirito Santo, eleviamo in continuo rendimento di grazie. Dalla visita dei Magi a Gesù Bambino, possiamo imparare a imitarli nella loro ricerca del Cristo Salvatore. Nessuno di noi può pensare di avere del Cristo una conoscenza sufficiente. Che cosa sappiamo del suo mistero, della sua persona, dei suoi insegnamenti, del suo amore? Nulla o molto poco. Nel cammino di ricerca dei Magi viene quasi tracciato l&#8217;itinerario della nostra fede. Uscire da noi stessi per andare a Lui; abbandonare le nostre abitudini o almeno rimetterle sotto esame; diffidare di una religione e di un culto, fatti solo di cerimonie o di pratiche più o meno abitudinarie. Questo cammino, come quello dei Magi, sarà talvolta luminoso, piacevole, altre volte oscuro, incerto e faticoso, ma sicuramente, nella costanza, ci porterà ad un incontro personale con Lui, fondamento della fede vera. «Il Signore ha manifestato la sua salvezza, agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia» (Sal.97, 2). Tutto questo, lo sappiamo, si è realizzato quando i tre Magi, chiamati dai loro lontani paesi, furono condotti da una stella a conoscere e adorare il Re del cielo e della terra. Questa stella ci esorta particolarmente a imitare il servizio che essa prestò, nel senso che dobbiamo seguire, con tutte le nostre forze, la grazia che invita tutti al Cristo. «In questo impegno dovete tutti aiutarvi l&#8217;un l&#8217;altro. Risplendete così come figli della luce nel regno di Dio, dove conducono la retta fede e le buone opere» (S. Leone Magno). Perché mai, poi, si confonde l’Epifania con…la “befana”? Esiste una leggenda a questo proposito. Si racconta che i Re Magi stavano andando a Betlemme, per rendere omaggio al Bambino Gesù. Giunti in prossimità di una casetta, decisero di fermarsi per chiedere indicazioni sulla direzione da prendere. Bussarono alla porta e venne ad aprire una vecchina. I Re Magi chiesero se sapeva la strada per andare a Betlemme, perché là era nato il Salvatore. La donna che non capì dove stessero andando i Re Magi, non seppe dare loro nessuna indicazione. I Re Magi chiesero alla vecchietta di unirsi a loro, ma lei rifiutò perché aveva molto lavoro da sbrigare. Dopo che i tre Re se ne furono andati, la donna capì che aveva commesso un errore e decise di unirsi a loro per andare a trovare il Bambino Gesù. Ma nonostante li cercasse per ore ed ore non riuscì a trovarli e allora fermò ogni bambino per dargli un regalo nella speranza che questo fosse Gesù Bambino. E così ogni anno, la sera dell&#8217; Epifania lei si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa dove c&#8217;è un bambino per lasciare un regalo, se è stato buono, o del carbone, se invece ha fatto il cattivo.<a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/presepio-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5696" style="margin: 10px;" title="presepio 2" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/presepio-2-e1324469660955-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a></p>
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		<title>Icone Russe  a Firenze</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 14:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati " A Firenze mostra di Icone Russe "]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/icone-russe-in-mostra-a-firenze.html/images86" rel="attachment wp-att-5567"><img style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/images86.jpg" class="alignright size-full wp-image-5567" height="188" width="268" /></a><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/offerte-hotel-centro-firenze-select-hotel.jpg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/offerte-hotel-centro-firenze-select-hotel-300x159.jpg" title="offerte-hotel-centro-firenze-select-hotel" width="300" height="159" class="alignleft size-medium wp-image-5579" style="margin: 10px;" /></a>di Moreno migliorati</p>
<p>Dal 21 dicembre  al 19 marzo 2012 saranno ospitate per la devozione, all’interno del<strong> <a href="http://www.operaduomo.firenze.it/luoghi/battistero.asp" target="_blank">Battistero di Firenze</a></strong>, tre preziose<strong> icone</strong> di arte antico russa della Galleria Statale Tretyakov di Mosca, mai tornate in una chiesa dopo la loro musealizzazione avvenuta dopo la Rivoluzione del 1917. La maestosa <strong>icona della Madre di Dio</strong> Odighitria, realizzata alla fine del XIII secolo a Pskov, uno dei centri artistici della Russia antica; <strong>l’icona della Ascensione</strong> del 1408, facente parte dell’iconostasi della cattedrale della Dormizione della città di Vladimir, e legata alla produzione artistica del maggiore pittore di icone della tradizione russa, il santo monaco Andrej Rublev; infine, l’<strong>icona della Crocifissione</strong>, splendida per la bellezza della resa artistica del contenuto teologico dell’opera, eseguita da Dionisij nel 1500.<br />
In contemporanea a Mosca, e precisamente dal 19 dicembre 2011 al 19 marzo 2012, proprio alla Galleria Statale Tretyakov, saranno esposte per la prima volta due grandi opere di <strong>Giotto</strong> da Bondone e della sua bottega, al cui nome si lega un’intera epoca della cultura italiana. Sono dei dipinti provenienti dall’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze: la Madonna col Bambino del 1280-1290, noto capolavoro del primo periodo artistico del genio fiorentino, nonché il Polittico di Santa Reparata, un doppio pentittico per altare, dipinto da entrambi i lati, realizzato verso il 1305 e in tempi relativamente recenti ricondotto all’attività artistica del Parente di Giotto o dello stesso maestro.<br />
<a href="http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&amp;id=91537" target="_blank"><strong>In Christo / Bo Xructe</strong></a> è la titolazione di una straordinaria ostensione, uno scambio di capolavori che nel nome della fede e dell’arte raccoglie queste cinque grandi opere. L’idea si è sviluppata con successo nell’ambito dell’Anno della cultura italiana in Russia e russa in Italia e costituisce la prova di una amicizia e di una condivisione profonda tra i due paesi, già testimoniata da solide relazioni politiche ed economiche.<br />
La specificità del progetto espositivo sta nell’essere stato elaborato come espressione della <strong>spiritualità</strong>, della <strong>cultura</strong>, dell’<strong>arte</strong>, che rappresentano la cifra più profonda e alta dei legami d’amicizia tra Oriente e Occidente.<br />
Lo scambio di queste grandi opere costituisce per gli organizzatori un inedito gesto di comunione e la possibilità di dimostrare la grande affinità tra due culture che si sono sviluppate a partire dalla comune condivisa eredità bizantina, percorrendo poi nel corso dei secoli, strade diverse.<br />
Per questa ragione è stato necessario trovare, oltre a immagini di grande significato teologico capaci di rappresentare simbolicamente le due visioni della carne di Cristo, luoghi idonei alla loro esposizione, che sono stati resi accessibili grazie al prezioso intervento del Ministero della Cultura della Federazione Russa e dell’Arcidiocesi di Firenze.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/12/19/tre-preziose-icone-russe-ospitate-a-firenze/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Arte e Dio</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 06:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esposizione Arte e Fede alla GMG di Madrid 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/andruchak-artecultura-2008-105x120cm-acrilico-s-eucatex-geometricismo-700px.jpg"><img style="margin: 10px;" class="alignleft size-full wp-image-5348" height="620" width="700" title="andruchak - arte&amp;cultura 2008 105x120cm acrilico s eucatex - geometricismo 700px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/andruchak-artecultura-2008-105x120cm-acrilico-s-eucatex-geometricismo-700px.jpg" /></a>Il linguaggio dell&#8217;arte contemporanea per portare a Dio</h2>
<div>
<div>Agnus Dei. William Zijltra -<br />
Agnus Dei. Zurbarán</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe1" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe1.jpg" height="300" width="155" /></p>
<p><strong>Madrid, 15 luglio 2011.-</strong> L&#8217;innovazione e la storia non sono in conflitto.Nè l&#8217;arte contemporanea e la fede. Cosí dimostrano le 36 opere (installazioni,<em>performances</em>, quadri, fotografie) dell&#8217;esposizione <em>Arte + Fede</em> da paesi dei 5 continenti (Stati Uniti, Giappone, Olanda, Liberia, Australia e Filippine).</p>
<p>L&#8217;esposizione <em>Arte + Fede</em> riunirá alla <em>Fondazione Pons</em> di Madrid, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), le opere di artisti contemporanei cristiani provenienti da diverse parti del mondo, il cui obiettivo comune è che l&#8217;arte sia un ponte verso la fede. La mostra potrà esser visitata dal <strong>9 al 26 agosto</strong>, nella sede della <em>Fondazione Pons</em>.</p>
<p>“È la prima volta che in Europa si organizza un&#8217;esposizione internazionale con artisti avanguardisti e impegnati con la loro fede cristiana, che sia cattolica, ortodossa o protestante. Il pensiero moderno vive una sfiducia generale. Questa esposizione vuole esser un modo per mostrare che l&#8217;arte costruisce, speranza”, ha spiegato María Tarruella, responsabile dell&#8217;esposizione.</p>
<p>La mostra ha potuto contare sulla collaborazione del <em>National Museum of Catholic Art</em> di Washington DC, dove l&#8217;esposizione sarà trasferita dopo la GMG.</p>
<div>Santa Teresa, san Juan de la Cruz, san Sebastián.Alejandro Mañas</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe2" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe2.jpg" height="200" width="300" /></p>
<p>Tarruella ha sottolineato che questa mostra rivela che “il senso religioso non è qualcosa di ieri, ma qualcosa di insito nell&#8217;essere umano, che viene espresso attraverso il linguaggio artistico di ogni epoca. Le opere selezionate vanno dalle più concettuali ad altre con riferimenti più classici”.</p>
<p>È il caso dell&#8217; olandese William Zijlstra,  che nella sua opera ‘Agnus Dei’ fa un chiaro parallelismo con l&#8217; opera omonima di Zurbarán. Questa volta l&#8217;agnello è però immolato in un altare moderno, fatto con giornali che riportano la notizia ‘l&#8217;uomo è capace di qualunque orrore’, un articolo sull&#8217; Olocausto. Inspiegabile dal punto di vista umano come la crocifissione di Cristo e le sofferenze del ventesimo secolo abbiano senso alla luce della fede.</p>
<div>Nowa Huta. David López</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe3" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe3.jpg" height="300" width="300" /></p>
<p><strong>Il significato del quotidiano</strong><br />
Dio e l&#8217;uomo non devono stare lontani. Così pensano molti di questi artisti, come il castiglianese Alejandro Mañas che utilizza tre bottiglie di Coca Cola smaltate per parlare di Santa Teresa, San Giovanni della Croce e San Sebastiano. Apparentemente simili, queste tre bottiglie sono proprio come noi: “la nostra forma esteriore è sempre la stessa però a seconda di come viviamo la nostra interiorità, vestiamo l&#8217;esterno”, spiega l&#8217; artista.</p>
<p>“Ogni gesto quotidiano ha un significato più profondo che trascende il suo lato  più funzionale”, mette in guardia David López attraverso la sua opera ‘Nowa Huta’, nella quale si vede la sagoma di Cristo crocifisso, realizzata utilizzando  immagini del quotidiano.</p>
<p><strong>Installazioni e ‘performances’ </strong><br />
Anche la partecipazione trova posto in questa mostra. Ad esempio il lavoro “Le lacrime di Maria Maddalena” della sivigliana Adriana Torres de Silva: un&#8217;installazione con capelli appesi sopra un dipinto coperto d&#8217;acqua, che invita i visitatori a scoprirla spostando i capelli e, allo stesso tempo, rimanere inebriati dal profumo che viene versato nell&#8217;acqua.</p>
<div>Las lágrimas de María Magdalena. Adriana Torres Silva</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe4" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe4.jpg" height="171" width="300" /></p>
<p>Oltre a questa, c&#8217;è l&#8217; installazione realizzata dal filippino Jason Dy, artista e sacerdote gesuita, il cui lavoro consiste in bottiglie di vetro con dentro i ricordi di cari defunti. I visitatori potranno, se lo desiderano, riempire le bottiglie con un ricordo per i loro cari defunti, come fosse una lettera da inviare a Dio.</p>
<p><strong>Esperienze nate in carcere</strong></p>
<div>Virginidad. Sarai Aser</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe7" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe7.jpg" height="300" width="201" /></p>
<p>In carcere ha anche trascorso la vita Sarai Aser, artista cilena trasferitasi a Rotterdam, questa volta per aiutare gli altri. La sua opera ‘Verginità’ desidera mostrare il messaggio che lei stessa trasmette alle donne nelle carceri: l&#8217; opportunità di tornare indietro per ricominciare a vivere dopo situazioni di forte disagio a causa della prostituzione o altre ragioni legate alla sessualità.</p>
<p>L&#8217; esposizione <em>Arte + Fede</em> è una delle oltre 300 attività che faranno parte della programmazione culturale della Giornata Mondiale. In concreto è una delle tre esposizioni d&#8217;arte principali, insieme all&#8217; itinerario nel Museo del Prado ‘ I volti di Cristo’ e l&#8217; esposizione del Museo Thyssen ‘Incontri’.</p>
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		<title>Credimi Donna. In Spirito e Verita&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 08:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ di Marilena Marino" Il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità" (Gv 4,21-24).]]></description>
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<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/749018-basilica-di-san-giovanni-in-laterano-in-rome-the-official-ecclesiastical-seat-of-the-pope-and-a-majo.jpg"><img style="margin: 10px;" class="size-medium wp-image-5076 alignleft" height="200" width="300" title="749018-basilica-di-san-giovanni-in-laterano-in-rome-the-official-ecclesiastical-seat-of-the-pope-and-a-majo" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/749018-basilica-di-san-giovanni-in-laterano-in-rome-the-official-ecclesiastical-seat-of-the-pope-and-a-majo-300x200.jpg" /></a>di Marilena Marino</p>
<div>La Basilica Lateranense venne costruita verso il 314 circa da papa Melchiade nei terreni donati da Costantino accanto al Palazzo Lateranense. Fu definita “Chiesa madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe”, distrutta più volte e altrettante fatta ricostruire. E’ il simbolo della fede dei cristiani nei primi secoli, che sentivano la necessità di riunirsi in un luogo comune e consacrato per celebrare la Parola di Dio e i Sacri Misteri.</p>
<p>La Festa della dedicazione della basilica Lateranense, costruita dall’imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma, la cui annuale celebrazione in tutta la Chiesa latina è segno dell’amore e dell’unità con il Romano Pontefice.</p>
<p>Chiese ancora il prefetto Rustico: &#8220;Dove vi riunite?&#8221;. Giustino rispose: &#8220;Dove ciascuno può e preferisce; tu credi che tutti noi ci riuniamo in uno stesso luogo, ma non e cosi perchè il Dio dei cristiani, che è invisibile, non si può circoscrivere in alcun luogo, ma riempie il cielo e la terra ed è venerato e glorificato ovunque dai suoi fedeli&#8221; (Atti del Martirio di S. Giustino e Compagni). Nella sua franca risposta, il grande apologeta S. Giustino ripeteva dinanzi al giudice quel che Gesù aveva detto alla Samaritana: &#8220;Credimi, donna, è giunto il momento in cui nè su questo monte nè in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quel che conosciamo, perchè la salvezza viene dai Giudei. Ma e` giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perchè il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità&#8221; (Gv 4,21-24).<br />
La festa della dedicazione della basilica del SS. Salvatore o di S. Giovanni in Laterano, non è certamente in contrasto con la testimonianza di S. Giustino e con la parola di Cristo. Salvi infatti il dovere e il diritto della preghiera sempre e dovunque, è anche vero che fin dai tempi apostolici la Chiesa, in quanto gruppo di persone, ha avuto bisogno di alcuni luoghi in cui riunirsi a pregare, proclamando la Parola di Dio e rinnovando il sacrificio di morte e risurrezione di Cristo, in attuazione delle Sue parole: &#8220;Prendete e mangiatene tutti; Prendete e bevetene tutti; Fate questo in memoria di me&#8221;. Inizialmente queste riunioni venivano fatte nelle case private, anche perchè la Chiesa non godeva ancora di alcun riconoscimento. Ma questo dovette venire abbastanza presto: c&#8217;è un singolare episodio all&#8217;inizio del secolo III, quando Alessandro Severo diede ragione alla comunità cristiana in un processo contro degli osti, che reclamavano contro la trasformazione di un&#8217;osteria in luogo di culto cristiano. La Basilica Lateranense venne fondata da papa Melchiade (311-314) nelle proprietà donate a questo scopo da Costantino di fianco al Palazzo Lateranense, fino allora residenza imperiale e poi residenza pontificia. Sorgeva così la &#8220;chiesa-madre di tutte le chiese dell&#8217;Urbe e dell&#8217;Orbe&#8221;, distrutta e ricostruita molte volte. Vennero celebrati in essa o nell&#8217;attiguo Palazzo Lateranense (ora sede del Vicariato di Roma) ben cinque concili, negli anni 1123, 1139, 1179, 1215 e 1512. &#8220;Ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi&#8221;, dice S. Cesario di Arles.</p>
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<div><a title="Venne costruita verso il 314 circa da papa Melchiade nei terreni donati da Costantino accanto al Palazzo Lateranense. Fu definita “Chiesa madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe”, distrutta più volte e altrettante fatta ricostruire. E’ il simbolo della fede dei cristiani nei primi secoli, che sentivano la necessità di riunirsi in un luogo comune e consacrato per celebrare la Parola di Dio e i Sacri Misteri.  Martirologio Romano: Festa della dedicazione della basilica Lateranense, costruita dall’imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma, la cui annuale celebrazione in tutta la Chiesa latina è segno dell’amore e dell’unità con il Romano Pontefice.   Ascolta da RadioVaticana:      	Ascolta da RadioRai:        Chiese ancora il prefetto Rustico: &quot;Dove vi riunite?&quot;. Giustino rispose: &quot;Dove ciascuno può e preferisce; tu credi che tutti noi ci riuniamo in uno stesso luogo, ma non e cosi perchè il Dio dei cristiani, che è invisibile, non si può circoscrivere in alcun luogo, ma riempie il cielo e la terra ed è venerato e glorificato ovunque dai suoi fedeli&quot; (Atti del Martirio di S. Giustino e Compagni). Nella sua franca risposta, il grande apologeta S. Giustino ripeteva dinanzi al giudice quel che Gesù aveva detto alla Samaritana: &quot;Credimi, donna, è giunto il momento in cui nè su questo monte nè in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quel che conosciamo, perchè la salvezza viene dai Giudei. Ma e` giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perchè il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità&quot; (Gv 4,21-24). La festa di oggi, della dedicazione della basilica del SS. Salvatore o di S. Giovanni in Laterano, non è certamente in contrasto con la testimonianza di S. Giustino e con la parola di Cristo. Salvi infatti il dovere e il diritto della preghiera sempre e dovunque, è anche vero che fin dai tempi apostolici la Chiesa, in quanto gruppo di persone, ha avuto bisogno di alcuni luoghi in cui riunirsi a pregare, proclamando la Parola di Dio e rinnovando il sacrificio di morte e risurrezione di Cristo, in attuazione delle Sue parole: &quot;Prendete e mangiatene tutti; Prendete e bevetene tutti; Fate questo in memoria di me&quot;. Inizialmente queste riunioni venivano fatte nelle case private, anche perchè la Chiesa non godeva ancora di alcun riconoscimento. Ma questo dovette venire abbastanza presto: c'è un singolare episodio all'inizio del secolo III, quando Alessandro Severo diede ragione alla comunità cristiana in un processo contro degli osti, che reclamavano contro la trasformazione di un'osteria in luogo di culto cristiano. La Basilica Lateranense venne fondata da papa Melchiade (311-314) nelle proprietà donate a questo scopo da Costantino di fianco al Palazzo Lateranense, fino allora residenza imperiale e poi residenza pontificia. Sorgeva così la &quot;chiesa-madre di tutte le chiese dell'Urbe e dell'Orbe&quot;, distrutta e ricostruita molte volte. Vennero celebrati in essa o nell'attiguo Palazzo Lateranense (ora sede del Vicariato di Roma) ben cinque concili, negli anni 1123, 1139, 1179, 1215 e 1512. &quot;Ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi&quot;, dice S. Cesario di Arles." rel="theater" href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150365109848494&amp;set=a.294015278493.147034.282449983493&amp;type=1&amp;ref=nf"><img src="http://photos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/391476_10150365109848494_282449983493_8511618_1367307184_s.jpg" width="119px" height="121px" /></a></div>
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		<title>Giornata della cultura ebraica: a spasso nella Rete tra Talmud e Internet</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 09:36:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ebr@ismo 2.0: dal Talmud a Internet”: questo il tema della Giornata europea della cultura ebraica in programma domenica 4 settembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-4571" href="http://nobell.it/giornata-della-cultura-ebraica-a-spasso-nella-rete-tra-talmud-e-internet.html/images-139"><img class="alignright size-full wp-image-4571" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/08/images2.jpg" alt="" width="256" height="192" /></a>“Ebr@ismo 2.0: dal Talmud a Internet”</strong>: questo il tema della <a href="http://www.ucei.it/giornatadellacultura/default.asp" target="_blank"><strong>Giornata europea della cultura ebraica</strong></a> in programma domenica 4 settembre e che vedrà <strong>Siena </strong>come città capofila.</p>
<p>Come spiegano gli <strong>organizzatori</strong>, il titolo della  giornata è “una declinazione inedita per la manifestazione che ogni  anno, la prima domenica di settembre, apre le porte di sinagoghe, musei e  quartieri ebraici, presentando concerti, mostre e spettacoli teatrali,  proponendo percorsi enogastronomici, visite guidate e appuntamenti  culturali, allo scopo di rispondere, in un’atmosfera lieve e festosa, a  tante domande su ebrei ed ebraismo”.</p>
<p>Per l’intera giornata in programma <strong>spettacoli teatrali</strong> con nomi del calibro di Haim Baharier, Eugenio De’ Giorgi, il  giornalista David Parenzo che animerà il theater talk con ospiti quali  Moni Ovadia e Klaus Davi. E poi ancora, mostre, conferenze, percorsi  enogastronomici e isole digitali interattive allestite in piazza del  Mercato, subito dietro la celebre piazza del Campo.<br />
Porte aperte anche nella Sinagoga, con la possibilità di una visita con l’ausilio di guide esperte. La <strong>piazza del Mercato</strong> si trasformerà in un <strong>mare di isole digitali </strong>dove il visitatore potrà fare un’esperienza virtuale alla scoperta della <strong>cultura ebraica</strong>. Curato da Giuseppe Burschtein, l’allestimento prevede <strong>sette postazioni</strong> con video sui diversi temi: “Subject: ebraismo” per monitorare in  diretta il “sentiment” della rete attraverso l’uso dell’intelligenza  artificiale; “Jewish genealogy”, come ritrovare le proprie origini  attraverso gli strumenti più avanzati di internet; “Una profonda  tradizione ebraica”, visita video HD/3D ai luoghi dell’ebraismo toscano;  “Note universali”, la musica ebraica dalla Sinagoga al Jewish rap;  “L’accesso a un mondo”, i grandi portali della cultura e della  tradizione ebraica; “Shtetl 2.0”, la nuova vita dello Yiddish. Un mondo  riscoperto che la rete aiuta a crescere; “Fotogrammi Kasher”, l’ebraismo  narrato dagli obiettivi di Flickr e Youtube.</p>
<p>Manifestazioni nell’ambito della Giornata si svolgeranno anche in altre <strong>62 località italiane</strong>.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/08/26/giornata-della-cultura-ebraica-a-spasso-per-la-rete-tra-talmud-e-internet/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>A Ferrara la seconda edizione delle Festa del Libro Ebraico in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 07:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da domani fino al 9 maggio Ferrara ospiterà la seconda edizione della Festa del Libro Ebraico in Italia. Il centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4355" href="http://nobell.it/a-ferrara-la-seconda-edizione-delle-festa-del-libro-ebraico-in-italia.html/images-134"><img class="alignleft size-full wp-image-4355" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/05/images.jpeg" alt="" width="103" height="103" /></a>Da domani fino al 9 maggio <strong>Ferrara</strong> ospiterà la seconda edizione della <a href="http://www.festalibroebraico.it/Festa_del_Libro_Ebraico.html" target="_blank"><strong>Festa del Libro Ebraico in Italia</strong></a>.  Il centro storico della città sarà lo scenario di numerose iniziative  ed itinerari, convegni, proposte culturali, mostre, momenti musicali e  visite guidate ai principali monumenti della presenza ebraica a Ferrara e  ai luoghi che ripercorrono la vita e i romanzi di <strong>Giorgio Bassani</strong>.  Architettura, partecipazione ebraica alla storia del paese, fascismo,  inquisizione, filosofia e testimonianza ebraica, sono alcuni dei temi  che saranno affrontati, in cui il libro è l’elemento cardine tra i  numerosi eventi in programma.</p>
<p>Come già nella prima edizione, anche quest’anno, la Festa dedicherà ampio spazio a dibattiti e <strong>incontri con gli autori</strong>:  si discuterà di ebrei e fascismo, ma anche dei processi del  Sant’Uffizio di Venezia contro gli ebrei; della cacciata degli ebrei  dall’Egitto di Nasser; di storia e memoria ebraica secondo il filosofo  Yoseph Yerushalmi e di “conservazione dell’avvenire”, secondo la  definizione l’architetto del Museo della Shoah di Roma, Luca Zevi. La<strong> novità</strong> di questa Festa sarà l’inaugurazione con la<strong> Prima Notte Bianca Ebraica d’Italia</strong>:  una non-stop di appuntamenti che dalle 21.00 proseguirà fino a notte  inoltrata. L’obiettivo di questa iniziativa  è quella di avvicinare e  far conoscere l’ebraismo e il suo patrimonio attraverso chiavi di  lettura diverse da quelle normalmente proposte dai media.</p>
<p>Un tema poi che non poteva mancare è quello dell’<strong>Unità d’Italia</strong> e della partecipazione ebraica al processo di unificazione. Dalla  mostra a cura di Silvia Villani, Ebrei &amp; Risorgimento, che presenta  “gli snodi epocali del percorso di emancipazione e integrazione sociale  degli ebrei nel nuovo Stato unitario”, alle Letture animate di poesie,  diari, e lettere private di Ebrei Risorgimentali.</p>
<p>Da autentico <strong>evento 2.0</strong> è possibile sapere  di più sulla manifestazione ferrarese non solo visitando il sito, ma anche seguendo il <a href="http://www.youtube.com/user/FestadelLibroEbraico" target="_blank">canale youtube</a>, il profilo su <a href="https://twitter.com/FestaLibEbraico" target="_blank">twitter</a>, il <a href="http://festalibroebraico.wordpress.com/" target="_blank">blog</a>, o iscrivendosi al <a href="http://festalibroebraico.wordpress.com/feed/" target="_blank">feed</a> delle attività. O ancora, far sapere che si parteciperà alla festa tramite l’evento creato <em>ad hoc</em> su <a href="https://www.facebook.com/event.php?eid=410954730927" target="_blank">Facebook.</a> <a href="http://www.radioshalom.eu/" target="_blank">Radio Shalom </a>inoltre provvederà a una diretta dell’evento domenica pomeriggio.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/05/06/a-ferrara-la-seconda-edizione-della-festa-del-libro-ebraico-in-italia/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Ad aprile al via l&#8217;edizione 2011 di Crucifixus-Festival di primavera</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 09:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[24 giornate di festival, 18 spettacoli, 49 repliche, oltre 60 artisti coinvolti e 23 comuni delle Province di Brescia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4195" href="http://nobell.it/ad-aprile-al-via-ledizione-2011-di-crucifixus-festival-di-primavera.html/cover2011"><img class="alignleft size-medium wp-image-4195" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/03/cover2011-300x287.gif" alt="" width="300" height="287" /></a>24 giornate di festival, 18 spettacoli, 49 repliche, oltre 60 artisti  coinvolti e 23 comuni delle Province di Brescia e Bergamo: questi  alcuni dei principali numeri di <a href="http://www.crucifixus.com/home.html" target="_blank"><strong>Crucifixus</strong></a>,  la più importante manifestazione di teatro del sacro che si svolge in  Italia la cui edizione 2011 è stata presentata a Brescia.</p>
<p>Anche quest’anno Crucifixus si articola in <strong>due grandi sezioni</strong>: la prima, <strong>Scene sacre in città</strong>, si svolgerà nella settimana dal 3 al 10 aprile e avrà come protagonista la città di Brescia.<br />
La <strong>seconda</strong> – <strong>Terra di Passione</strong> –  riguarderà i territori “storici” del festival ossia la Valle Camonica e  il Sebino, che ospiteranno gli spettacoli dal 9 al 30 aprile.<br />
Crucifixus prosegue quel percorso di re–invenzione e innovazione della tradizione che, coniugando <strong>luoghi d’arte cristiana</strong> e antiche <strong>pratiche devozionali</strong>,  propone un recupero del patrimonio teatrale medievale e rinascimentale,  per dare voce a memorie, testi, musiche, immagini del passato nel  continuo confronto con scritture contemporanee e nuove contaminazioni.</p>
<p>Molte le <strong>celebrità</strong> in cartellone. Gabriele Lavia per  l’apertura ufficiale, quindi Lucilla Morlacchi, Pamela Villoresi,  Saverio La Ruina, Maria Paiato saranno in scena in città e provincia.  Due le rappresentazioni in carcere (le uniche che per motivi di  sicurezza saranno esclusivamente ad invito): il 7 aprile Davide Pini  Carenzi a Canton Mombello e l’8 aprile l’esito di un laboratorio con  detenuti a Verziano. Tre inoltre gli appuntamenti di «teatro di  comunità»: «Golgota», che il giovane Walter Spelgatti sta coordinando  con le comunità bergamasche di Fonteno, Riva di Solto e Solto Collina,  coinvolgendo circa 280 persone; «Sopra le spalle, la Croce» con  l’Accademia Arte e Vita di Breno, che conta 361 allievi, coordinato da  Lorenzo Trombini; e «Il mistero della salvezza» di Carlo Susa, che  coinvolge la comunità di Zone. Dal 7 al 10 aprile inoltre il Teatro di  S. Giulia ospiterà la selezione dei finalisti del Nord Italia del  concorso nazionale «I teatri del sacro».</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/03/18/ad-aprile-al-via-ledizione-2011-di-crucifixus-festival-di-primavera/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Cristiani e Unità d&#8217;Italia in mostra a Bologna per il 150°</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 07:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Indagare i rapporti tra Stato, Chiese e società e rappresentare i “Cristiani d’Italia” nella presenza e partecipazione di grandi soggetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4190" href="http://nobell.it/cristiani-e-unita-ditalia-in-mostra-a-bologna-per-il-150%c2%b0.html/spiega2"><img class="alignleft size-medium wp-image-4190" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/03/spiega2-95x300.jpg" alt="" width="95" height="300" /></a>Indagare i rapporti tra Stato, Chiese e società e rappresentare i  “Cristiani d’Italia” nella presenza e partecipazione di grandi soggetti  collettivi alla storia nazionale: questo il progetto de <a href="http://www.fscire.it/it/cristianiditalia/index.html/" target="_blank"><strong>“Cristiani d’Italia. I centocinquat’anni di Chiese, Stato e società”</strong></a> la mostra promossa dalla <a href="http://www.fscire.it/" target="_blank">Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII</a> e da altre istituzioni che viene inaugurata oggi a <strong>Bologna</strong> in diverse sedi.<br />
“Cristiani d’Italia. I centocinquat’anni di Chiese, Stato e società” si offre nella veste di <strong>itinerario multimediale</strong> e si snoda attraverso reperti cinematografici, fotografici, televisivi e  amatoriali raccolti e presentati dalla Fondazione per le scienze  religiose Giovanni XXIII e forniti dagli Archivi, messi a disposizione  gratuitamente, di Ansa, Cineteca Comunale di Bologna, Fondazione Ente  dello Spettacolo, Fondo Rodrigo Pais, Cinecittà Luce, Rai Storia e Teche  Rai (le strutture di storia della Rai), Fondazione Corriere della Sera e  Fondazione Centro Culturale Valdese di Torre Pellice. La mostra si  inserisce nella rete delle “grandi mostre”, per il 150° anniversario  dell’Unità d’Italia, approvate dalla struttura di missione negli anni  2008-2010. Ogni location proporrà una diversa installazione.<br />
L’inaugurazione avverrà oggi 16 marzo alle 17 a Palazzo D’Accursio, in  piazza Maggiore, e a Palazzo Malvezzi, aprirà il lungo programma che si  concluderà solo il 3 giugno 2011. Ogni sede un evento: videomostre,  foto, clip, installazioni appese a un filo.<br />
Tra gli<strong> eventi</strong> in <strong>programma</strong>, sono da  segnalare particolarmente: presso il cortile d’onore di Palazzo  D’Accursio “Timeline” di Federico Ruozzi, la sciarpa che riporta le foto  del repertorio Treccani sui cristiani in Italia, “La storia (della  chiesa) siamo noi”, cubo antologico d’autore di Giovanni Minoli con 150  punti di vista sulla vita dei cristiani dall’archivio di Rai Storia. Nel  Chiostro della Basilica di Santo Stefano i “Preti al cinema”,  stereotipi e modelli sul grande schermo, di Dario Viganò ed Enrico  Magrelli. Alla Biblioteca Dossetti verrà invece proposta la  testimonianza del fotografo Oliviero Toscani su Don Milani, “Oliviero e  Don Lorenzo”: le foto, giunte alla Fondazione per le scienze religiose  attraverso il lascito della madre di don Lorenzo, vengono ora esposte  per la prima volta insieme al documentario “Lorenzino, don Milani”.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/03/16/cristiani-e-unita-ditalia-in-mostra-a-bologna-per-il-150%c2%b0/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Brescia: notti sacre in sette chiese</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 07:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Notte nel Sacro”, questo il nome di un’interessante iniziativa che prenderà il via domani a Brescia. Si tratta di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nottenelsacro.it/" target="_blank"><strong><strong><a rel="attachment wp-att-4113" href="http://nobell.it/brescia-notti-sacre-in-sette-chiese.html/images-120"><img class="alignleft size-full wp-image-4113" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/03/images.jpeg" alt="" width="104" height="78" /></a></strong>“Notte nel Sacro”</strong></a>, questo il nome di un’interessante iniziativa che prenderà il via domani a <strong>Brescia</strong>. Si tratta di una serie di eventi di <strong>arte</strong> e <strong>spiritualità</strong> nelle chiese del centro storico della città bresciana che hanno per  scopo sia la valorizzazione delle chiese cittadine, sia di promuovere e  diffondere  un tipo di spiritualità che abbia nell’arte il suo centro di  riferimento.<br />
“L’obiettivo –ha infatti spiegato il sindaco Adriano paroli- non è solo  quello di avvicinare i cittadini all’arte ma anche e soprattutto quello  di permettere loro di cogliere il significato profondo che le bellezze  artistiche recano in se, quello di una dimensione trascendente  imprescindibilmente legata a Dio”. Parole cui ha fatto eco il  responsabile dell’ufficio comunicazione sociale della Diocesi, don  Adriano Bianchi, il quale ha affermato che “è grazie a iniziative come  questa che il patrimonio artistico vive e diventa luogo in cui la  comunità si esprime”.<br />
Dopo la precedente edizione del 2009, che culminò con un concerto della  cantante Tosca presso il Duomo Vecchio, l’edizione 2011 ha l’obiettivo  di valorizzare le opere custodite in <strong>sette chiese</strong> non  parrocchiali: Sant’Angela Merici, San Cristo, San Francesco d’Assisi,  San Gaetano, San Giuseppe, Santa Maria del Carmine e Santa Maria della  Pace.<br />
Ognuna di queste chiese sarà oggetto di una specifica <strong>visita guidata</strong>,  nel mese di marzo, mentre nel corso della Notte del 2 aprile  l’attenzione dei visitatori si focalizzerà su una sola opera d’arte –  scelta tra quelle più rappresentative del patrimonio artistico di  ciascuna chiesa – e ne sottolineerà il valore con diversi mezzi: una  specifica ed adeguata illuminazione all’interno di un originale impianto  scenografico, la realizzazione di una scheda esplicativa, la promozione  di un evento musicale, teatrale o poetico che ne riprenda e sviluppi il  tema ed il tenore simbolico-spirituale.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/03/04/brescia-notti-sacre-in-sette-chiese/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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