Sunday, 5 February, 2012
Animatori Cristiani della Comunicazione

Colori del sacro a Padova

Posted by Moreno Migliorati On gennaio - 19 - 2012 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati

Conto alla rovescia per la sesta edizione della Rassegna internazionale di illustrazione I colori del sacro. Aria, che verrà inaugurata domani 20 gennaio alle ore 11, con un programma  in cui l’aria sarà appunto la protagonista. All’inaugurazione interverrà con il suo “respiro musicale” il trombettista Paolo Fresu che sarà una presenza costante per tutto il periodo dell’esposizione grazie alla sua musica presente in mostra che accompagnerà piccoli e grandi ad entrare in contatto con l’elemento aria così fondamentale ma invisibile, impalpabile, difficile da immaginare. È a questo elemento che “I colori del sacro”, Rassegna Internazionale di illustrazione, dedica la sua sesta edizione, a dipanare un progetto che, biennio dopo biennio, ha preso in esame tutte le declinazioni degli elementi che danno e assicurano la vita.

«Abbiamo voluto – annuncia il Direttore del museo Diocesano di Padova Andrea Nanteraccontare con i colori cos’è la voce del vento, il ritmo del respiro, il sollievo del soffio, la chiamata dello Spirito e, nella sua valenza più simbolica, la forza dell’ispirazione, la dolcezza della musica, la potenza della parola, del Verbo, nel tentativo di portare alla luce attraverso l’arte quel sacro che accomuna anche chi non crede». L’invito è stato raccolto da un centinaio di illustratori di mezzo mondo, cristiani, musulmani, ebrei, seguaci di culti orientali o indifferenti, firme famose e celebrate del mondo dell’illustrazione ma anche nuove, freschissime voci. La selezione, basata sulla qualità dell’opera e non certo sul credo dell’autore, ha consentito di individuare le espressioni di 90 artisti dei cinque continenti. Queste tavole originali saranno esposte dal 20 gennaio al 3 giugno 2012 nella mostra allestita sotto le medievali volte delle Gallerie del Palazzo Vescovile di Padova, Palazzo che ospita, al Piano Nobile, accanto alla magnifica Sala dei Vescovi, i tesori d’arte del Museo Diocesano.

(via SpiritualSeeds.info)

Epifania ἐπιφάνεια

Posted by marilena marino On gennaio - 1 - 2012 ADD COMMENTS
di Marilena Marino

 

La festa dell’Epifania fra storia e costume

 

L’Epifania è una festa cristiana che cade il 6 gennaio, cioè dodici giorni dopo il Natale. Il suo significato, dalla parola greca epifaneia, è “manifestazione”, “apparizione”, “venuta”, “presenza divina” e nella tradizione cristiana assume il significato del primo manifestarsi, ai Re Magi e al mondo intero, dell’umanità e divinità di Gesù Cristo. Nella tradizione cristiana i Magi sono astrologi e sacerdoti zoroastriani (una religione dell’Iran antico) i quali, secondo il Vangelo di Matteo (2,1-12), seguendo “il suo astro” giunsero da Oriente a Gerusalemme  per adorare il bambino Gesù, il “re dei Giudei” che era nato. Alcuni vangeli sinottici ne riportano i nomi: Melchiorre, Baldassarre  e Gaspare. La stella cometa che guida i Re Magi ha un significato simbolico: rappresenta il Messia atteso dagli ebrei nel Vecchio testamento. Sono state tentate anche divere interpretazioni astronomiche.

Le tradizioni popolari hanno trasformato l’origine religiosa della ricorrenza in fenomeno di costume, combinando simboli e tradizioni di origini diverse: scambio di doni, feste popolari, ecc., tra cui la tradizione dei regali ai bambini (nella calza), soprattutto nei paesi di tradizione cattolica. In Italia, i doni sono portati dalla Befana (impersonificata da una vecchia brutta ma buona, legata secondo la tradizione all’adorazione dei Magi). In Spagna, invece, i regali sono portati dai Re Magi.

celebriamo con l’Epifania la prima manifestazione pubblica di Gesù, con la visita solenne dei tre Saggi orientali e l’offerta dei loro doni. Epifania significa in greco “manifestazione”. E la Chiesa ha mantenuto intatto l’antico nome di questa festa. Si tratta di una manifestazione con molteplici significati, che si richiamano a vicenda. Manifestazione di Gesù come Figlio di Dio: quel bambino è in realtà l’atteso delle genti, il Salvatore del mondo, il Figlio di Dio. Manifestazione della salvezza a tutti i popoli della terra, rappresentati dai Magi stranieri. Per questo, la tradizione ha raffigurato i magi come re, e di diverso colore della pelle, nelle tre razze allora conosciute: semiti (ebrei e arabi), camiti (neri) e giapeti (bianchi indoeuropei). Per gli ebrei l’unico popolo eletto era quello ebraico. Ora invece «non c’è né giudeo né greco, né schiavo né libero né uomo né donna, ma tutti siamo uno in Cristo Gesù» (Gal.3,28). Epifania: la Festa dei Doni. Madre Teresa di Calcutta, a questo proposito, diceva: «Quello che importa non è la quantità del dono, bensì l’intensità dell’amore con cui lo diamo…Dona ciò che ti costa di più: proprio questo ha valore di fronte a Dio e dimostra il tuo amore per Lui». Questa Festa non è da identificare con l’aspettata “befana”, la vecchietta che va di notte su una scopa, con un sacco di regali e carbone. Non è che un altro appuntamento consumistico. La festa religiosa viene così stravolta e diventa una festa pagana. “Stupida questa festa” osservava Pasolini, perché non ha più niente di cristiano, ma è carica dei vizi del consumismo”. I nostri bambini tra computers e play stations fanno fatica a riconoscere Gesù Bambino… La presenza di una stella alla nascita di Gesù è un simbolo messianico. Il riferimento biblico è la profezia di Balaam su una stella, che sarebbe spuntata da Giacobbe (Nm.24,17). Benché la stella sia stata spesso identificata col re Davide, già prima della nascita di Cristo, alcuni ebrei l’avevano identificata col Messia. Nel secondo secolo Origene ed Ireneo di Lione richiamarono questa profezia in relazione alla Stella di Betlemme. Origene cita il perduto trattato “Sulle comete”, scritto dal precettore di Nerone, Cheremone, secondo il quale era prassi accettata che l’apparizione di comete o nuovi astri segnalasse la nascita di importanti personaggi ed era quindi plausibile che i Magi si fossero messi in viaggio al suo apparire. Ma questi Magi, non ci ricordano i pastori di Natale? Di tutti quelli che sanno della notizia, solo i pastori e i Magi riconoscono nel Bambino la presenza del Figlio di Dio. I Magi, quindi, sono l’immagine dell’uomo che cerca, che indaga, che si muove e segue la stella. Non come Erode e i sacerdoti del tempio che, pur “sapendo”, restano ai loro posti. Per riconoscere Gesù occorre smuoversi, mettersi in cammino, lasciare, indagare, seguire, lasciarsi provocare, cercare. Cristo si lascia trovare, solo da chi lo desidera, non da chi lo ignora. «Prostràti in adorazione, offrono incenso, oro e mirra».  Oro, dono destinato ai re, incenso, resina destinata a Dio e mirra, unguento usato per imbalsamare i cadaveri, simbolo dell’Uomo Sofferente. Nel bambino riconoscono il Signore, il Dio, il Crocifisso. E noi, alla fine di questo tempo di Natale, come e con che cosa arriviamo alla grotta? È nell’Eucaristia, nella Santa Messa che offriamo questi doni. Essa è mirra, perché ci ri-presenta il sacrificio di Cristo; è oro, cioè l’offerta al del Re-Gesù al Padre di tutto ciò che siamo; è incenso, adorazione, preghiera, che, ripieni di Spirito Santo, eleviamo in continuo rendimento di grazie. Dalla visita dei Magi a Gesù Bambino, possiamo imparare a imitarli nella loro ricerca del Cristo Salvatore. Nessuno di noi può pensare di avere del Cristo una conoscenza sufficiente. Che cosa sappiamo del suo mistero, della sua persona, dei suoi insegnamenti, del suo amore? Nulla o molto poco. Nel cammino di ricerca dei Magi viene quasi tracciato l’itinerario della nostra fede. Uscire da noi stessi per andare a Lui; abbandonare le nostre abitudini o almeno rimetterle sotto esame; diffidare di una religione e di un culto, fatti solo di cerimonie o di pratiche più o meno abitudinarie. Questo cammino, come quello dei Magi, sarà talvolta luminoso, piacevole, altre volte oscuro, incerto e faticoso, ma sicuramente, nella costanza, ci porterà ad un incontro personale con Lui, fondamento della fede vera. «Il Signore ha manifestato la sua salvezza, agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia» (Sal.97, 2). Tutto questo, lo sappiamo, si è realizzato quando i tre Magi, chiamati dai loro lontani paesi, furono condotti da una stella a conoscere e adorare il Re del cielo e della terra. Questa stella ci esorta particolarmente a imitare il servizio che essa prestò, nel senso che dobbiamo seguire, con tutte le nostre forze, la grazia che invita tutti al Cristo. «In questo impegno dovete tutti aiutarvi l’un l’altro. Risplendete così come figli della luce nel regno di Dio, dove conducono la retta fede e le buone opere» (S. Leone Magno). Perché mai, poi, si confonde l’Epifania con…la “befana”? Esiste una leggenda a questo proposito. Si racconta che i Re Magi stavano andando a Betlemme, per rendere omaggio al Bambino Gesù. Giunti in prossimità di una casetta, decisero di fermarsi per chiedere indicazioni sulla direzione da prendere. Bussarono alla porta e venne ad aprire una vecchina. I Re Magi chiesero se sapeva la strada per andare a Betlemme, perché là era nato il Salvatore. La donna che non capì dove stessero andando i Re Magi, non seppe dare loro nessuna indicazione. I Re Magi chiesero alla vecchietta di unirsi a loro, ma lei rifiutò perché aveva molto lavoro da sbrigare. Dopo che i tre Re se ne furono andati, la donna capì che aveva commesso un errore e decise di unirsi a loro per andare a trovare il Bambino Gesù. Ma nonostante li cercasse per ore ed ore non riuscì a trovarli e allora fermò ogni bambino per dargli un regalo nella speranza che questo fosse Gesù Bambino. E così ogni anno, la sera dell’ Epifania lei si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa dove c’è un bambino per lasciare un regalo, se è stato buono, o del carbone, se invece ha fatto il cattivo.

Icone Russe a Firenze

Posted by Moreno Migliorati On dicembre - 19 - 2011 ADD COMMENTS

di Moreno migliorati

Dal 21 dicembre  al 19 marzo 2012 saranno ospitate per la devozione, all’interno del Battistero di Firenze, tre preziose icone di arte antico russa della Galleria Statale Tretyakov di Mosca, mai tornate in una chiesa dopo la loro musealizzazione avvenuta dopo la Rivoluzione del 1917. La maestosa icona della Madre di Dio Odighitria, realizzata alla fine del XIII secolo a Pskov, uno dei centri artistici della Russia antica; l’icona della Ascensione del 1408, facente parte dell’iconostasi della cattedrale della Dormizione della città di Vladimir, e legata alla produzione artistica del maggiore pittore di icone della tradizione russa, il santo monaco Andrej Rublev; infine, l’icona della Crocifissione, splendida per la bellezza della resa artistica del contenuto teologico dell’opera, eseguita da Dionisij nel 1500.
In contemporanea a Mosca, e precisamente dal 19 dicembre 2011 al 19 marzo 2012, proprio alla Galleria Statale Tretyakov, saranno esposte per la prima volta due grandi opere di Giotto da Bondone e della sua bottega, al cui nome si lega un’intera epoca della cultura italiana. Sono dei dipinti provenienti dall’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze: la Madonna col Bambino del 1280-1290, noto capolavoro del primo periodo artistico del genio fiorentino, nonché il Polittico di Santa Reparata, un doppio pentittico per altare, dipinto da entrambi i lati, realizzato verso il 1305 e in tempi relativamente recenti ricondotto all’attività artistica del Parente di Giotto o dello stesso maestro.
In Christo / Bo Xructe è la titolazione di una straordinaria ostensione, uno scambio di capolavori che nel nome della fede e dell’arte raccoglie queste cinque grandi opere. L’idea si è sviluppata con successo nell’ambito dell’Anno della cultura italiana in Russia e russa in Italia e costituisce la prova di una amicizia e di una condivisione profonda tra i due paesi, già testimoniata da solide relazioni politiche ed economiche.
La specificità del progetto espositivo sta nell’essere stato elaborato come espressione della spiritualità, della cultura, dell’arte, che rappresentano la cifra più profonda e alta dei legami d’amicizia tra Oriente e Occidente.
Lo scambio di queste grandi opere costituisce per gli organizzatori un inedito gesto di comunione e la possibilità di dimostrare la grande affinità tra due culture che si sono sviluppate a partire dalla comune condivisa eredità bizantina, percorrendo poi nel corso dei secoli, strade diverse.
Per questa ragione è stato necessario trovare, oltre a immagini di grande significato teologico capaci di rappresentare simbolicamente le due visioni della carne di Cristo, luoghi idonei alla loro esposizione, che sono stati resi accessibili grazie al prezioso intervento del Ministero della Cultura della Federazione Russa e dell’Arcidiocesi di Firenze.

(via SpiritualSeeds.info)

Arte e Dio

Posted by marilena marino On novembre - 30 - 2011 ADD COMMENTS

Il linguaggio dell’arte contemporanea per portare a Dio

Agnus Dei. William Zijltra -
Agnus Dei. Zurbarán

arte_y_fe1

Madrid, 15 luglio 2011.- L’innovazione e la storia non sono in conflitto.Nè l’arte contemporanea e la fede. Cosí dimostrano le 36 opere (installazioni,performances, quadri, fotografie) dell’esposizione Arte + Fede da paesi dei 5 continenti (Stati Uniti, Giappone, Olanda, Liberia, Australia e Filippine).

L’esposizione Arte + Fede riunirá alla Fondazione Pons di Madrid, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), le opere di artisti contemporanei cristiani provenienti da diverse parti del mondo, il cui obiettivo comune è che l’arte sia un ponte verso la fede. La mostra potrà esser visitata dal 9 al 26 agosto, nella sede della Fondazione Pons.

“È la prima volta che in Europa si organizza un’esposizione internazionale con artisti avanguardisti e impegnati con la loro fede cristiana, che sia cattolica, ortodossa o protestante. Il pensiero moderno vive una sfiducia generale. Questa esposizione vuole esser un modo per mostrare che l’arte costruisce, speranza”, ha spiegato María Tarruella, responsabile dell’esposizione.

La mostra ha potuto contare sulla collaborazione del National Museum of Catholic Art di Washington DC, dove l’esposizione sarà trasferita dopo la GMG.

Santa Teresa, san Juan de la Cruz, san Sebastián.Alejandro Mañas

arte_y_fe2

Tarruella ha sottolineato che questa mostra rivela che “il senso religioso non è qualcosa di ieri, ma qualcosa di insito nell’essere umano, che viene espresso attraverso il linguaggio artistico di ogni epoca. Le opere selezionate vanno dalle più concettuali ad altre con riferimenti più classici”.

È il caso dell’ olandese William Zijlstra,  che nella sua opera ‘Agnus Dei’ fa un chiaro parallelismo con l’ opera omonima di Zurbarán. Questa volta l’agnello è però immolato in un altare moderno, fatto con giornali che riportano la notizia ‘l’uomo è capace di qualunque orrore’, un articolo sull’ Olocausto. Inspiegabile dal punto di vista umano come la crocifissione di Cristo e le sofferenze del ventesimo secolo abbiano senso alla luce della fede.

Nowa Huta. David López

arte_y_fe3

Il significato del quotidiano
Dio e l’uomo non devono stare lontani. Così pensano molti di questi artisti, come il castiglianese Alejandro Mañas che utilizza tre bottiglie di Coca Cola smaltate per parlare di Santa Teresa, San Giovanni della Croce e San Sebastiano. Apparentemente simili, queste tre bottiglie sono proprio come noi: “la nostra forma esteriore è sempre la stessa però a seconda di come viviamo la nostra interiorità, vestiamo l’esterno”, spiega l’ artista.

“Ogni gesto quotidiano ha un significato più profondo che trascende il suo lato  più funzionale”, mette in guardia David López attraverso la sua opera ‘Nowa Huta’, nella quale si vede la sagoma di Cristo crocifisso, realizzata utilizzando  immagini del quotidiano.

Installazioni e ‘performances’
Anche la partecipazione trova posto in questa mostra. Ad esempio il lavoro “Le lacrime di Maria Maddalena” della sivigliana Adriana Torres de Silva: un’installazione con capelli appesi sopra un dipinto coperto d’acqua, che invita i visitatori a scoprirla spostando i capelli e, allo stesso tempo, rimanere inebriati dal profumo che viene versato nell’acqua.

Las lágrimas de María Magdalena. Adriana Torres Silva

arte_y_fe4

Oltre a questa, c’è l’ installazione realizzata dal filippino Jason Dy, artista e sacerdote gesuita, il cui lavoro consiste in bottiglie di vetro con dentro i ricordi di cari defunti. I visitatori potranno, se lo desiderano, riempire le bottiglie con un ricordo per i loro cari defunti, come fosse una lettera da inviare a Dio.

Esperienze nate in carcere

Virginidad. Sarai Aser

arte_y_fe7

In carcere ha anche trascorso la vita Sarai Aser, artista cilena trasferitasi a Rotterdam, questa volta per aiutare gli altri. La sua opera ‘Verginità’ desidera mostrare il messaggio che lei stessa trasmette alle donne nelle carceri: l’ opportunità di tornare indietro per ricominciare a vivere dopo situazioni di forte disagio a causa della prostituzione o altre ragioni legate alla sessualità.

L’ esposizione Arte + Fede è una delle oltre 300 attività che faranno parte della programmazione culturale della Giornata Mondiale. In concreto è una delle tre esposizioni d’arte principali, insieme all’ itinerario nel Museo del Prado ‘ I volti di Cristo’ e l’ esposizione del Museo Thyssen ‘Incontri’.

Credimi Donna. In Spirito e Verita’

Posted by marilena marino On novembre - 9 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

La Basilica Lateranense venne costruita verso il 314 circa da papa Melchiade nei terreni donati da Costantino accanto al Palazzo Lateranense. Fu definita “Chiesa madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe”, distrutta più volte e altrettante fatta ricostruire. E’ il simbolo della fede dei cristiani nei primi secoli, che sentivano la necessità di riunirsi in un luogo comune e consacrato per celebrare la Parola di Dio e i Sacri Misteri.

La Festa della dedicazione della basilica Lateranense, costruita dall’imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma, la cui annuale celebrazione in tutta la Chiesa latina è segno dell’amore e dell’unità con il Romano Pontefice.

Chiese ancora il prefetto Rustico: “Dove vi riunite?”. Giustino rispose: “Dove ciascuno può e preferisce; tu credi che tutti noi ci riuniamo in uno stesso luogo, ma non e cosi perchè il Dio dei cristiani, che è invisibile, non si può circoscrivere in alcun luogo, ma riempie il cielo e la terra ed è venerato e glorificato ovunque dai suoi fedeli” (Atti del Martirio di S. Giustino e Compagni). Nella sua franca risposta, il grande apologeta S. Giustino ripeteva dinanzi al giudice quel che Gesù aveva detto alla Samaritana: “Credimi, donna, è giunto il momento in cui nè su questo monte nè in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quel che conosciamo, perchè la salvezza viene dai Giudei. Ma e` giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perchè il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità” (Gv 4,21-24).
La festa della dedicazione della basilica del SS. Salvatore o di S. Giovanni in Laterano, non è certamente in contrasto con la testimonianza di S. Giustino e con la parola di Cristo. Salvi infatti il dovere e il diritto della preghiera sempre e dovunque, è anche vero che fin dai tempi apostolici la Chiesa, in quanto gruppo di persone, ha avuto bisogno di alcuni luoghi in cui riunirsi a pregare, proclamando la Parola di Dio e rinnovando il sacrificio di morte e risurrezione di Cristo, in attuazione delle Sue parole: “Prendete e mangiatene tutti; Prendete e bevetene tutti; Fate questo in memoria di me”. Inizialmente queste riunioni venivano fatte nelle case private, anche perchè la Chiesa non godeva ancora di alcun riconoscimento. Ma questo dovette venire abbastanza presto: c’è un singolare episodio all’inizio del secolo III, quando Alessandro Severo diede ragione alla comunità cristiana in un processo contro degli osti, che reclamavano contro la trasformazione di un’osteria in luogo di culto cristiano. La Basilica Lateranense venne fondata da papa Melchiade (311-314) nelle proprietà donate a questo scopo da Costantino di fianco al Palazzo Lateranense, fino allora residenza imperiale e poi residenza pontificia. Sorgeva così la “chiesa-madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe”, distrutta e ricostruita molte volte. Vennero celebrati in essa o nell’attiguo Palazzo Lateranense (ora sede del Vicariato di Roma) ben cinque concili, negli anni 1123, 1139, 1179, 1215 e 1512. “Ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi”, dice S. Cesario di Arles.

“Ebr@ismo 2.0: dal Talmud a Internet”: questo il tema della Giornata europea della cultura ebraica in programma domenica 4 settembre e che vedrà Siena come città capofila.

Come spiegano gli organizzatori, il titolo della giornata è “una declinazione inedita per la manifestazione che ogni anno, la prima domenica di settembre, apre le porte di sinagoghe, musei e quartieri ebraici, presentando concerti, mostre e spettacoli teatrali, proponendo percorsi enogastronomici, visite guidate e appuntamenti culturali, allo scopo di rispondere, in un’atmosfera lieve e festosa, a tante domande su ebrei ed ebraismo”.

Per l’intera giornata in programma spettacoli teatrali con nomi del calibro di Haim Baharier, Eugenio De’ Giorgi, il giornalista David Parenzo che animerà il theater talk con ospiti quali Moni Ovadia e Klaus Davi. E poi ancora, mostre, conferenze, percorsi enogastronomici e isole digitali interattive allestite in piazza del Mercato, subito dietro la celebre piazza del Campo.
Porte aperte anche nella Sinagoga, con la possibilità di una visita con l’ausilio di guide esperte. La piazza del Mercato si trasformerà in un mare di isole digitali dove il visitatore potrà fare un’esperienza virtuale alla scoperta della cultura ebraica. Curato da Giuseppe Burschtein, l’allestimento prevede sette postazioni con video sui diversi temi: “Subject: ebraismo” per monitorare in diretta il “sentiment” della rete attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale; “Jewish genealogy”, come ritrovare le proprie origini attraverso gli strumenti più avanzati di internet; “Una profonda tradizione ebraica”, visita video HD/3D ai luoghi dell’ebraismo toscano; “Note universali”, la musica ebraica dalla Sinagoga al Jewish rap; “L’accesso a un mondo”, i grandi portali della cultura e della tradizione ebraica; “Shtetl 2.0”, la nuova vita dello Yiddish. Un mondo riscoperto che la rete aiuta a crescere; “Fotogrammi Kasher”, l’ebraismo narrato dagli obiettivi di Flickr e Youtube.

Manifestazioni nell’ambito della Giornata si svolgeranno anche in altre 62 località italiane.

(via SpiritualSeeds.info)

A Ferrara la seconda edizione delle Festa del Libro Ebraico in Italia

Posted by Moreno Migliorati On maggio - 6 - 2011 1 COMMENT

Da domani fino al 9 maggio Ferrara ospiterà la seconda edizione della Festa del Libro Ebraico in Italia. Il centro storico della città sarà lo scenario di numerose iniziative ed itinerari, convegni, proposte culturali, mostre, momenti musicali e visite guidate ai principali monumenti della presenza ebraica a Ferrara e ai luoghi che ripercorrono la vita e i romanzi di Giorgio Bassani. Architettura, partecipazione ebraica alla storia del paese, fascismo, inquisizione, filosofia e testimonianza ebraica, sono alcuni dei temi che saranno affrontati, in cui il libro è l’elemento cardine tra i numerosi eventi in programma.

Come già nella prima edizione, anche quest’anno, la Festa dedicherà ampio spazio a dibattiti e incontri con gli autori: si discuterà di ebrei e fascismo, ma anche dei processi del Sant’Uffizio di Venezia contro gli ebrei; della cacciata degli ebrei dall’Egitto di Nasser; di storia e memoria ebraica secondo il filosofo Yoseph Yerushalmi e di “conservazione dell’avvenire”, secondo la definizione l’architetto del Museo della Shoah di Roma, Luca Zevi. La novità di questa Festa sarà l’inaugurazione con la Prima Notte Bianca Ebraica d’Italia: una non-stop di appuntamenti che dalle 21.00 proseguirà fino a notte inoltrata. L’obiettivo di questa iniziativa  è quella di avvicinare e far conoscere l’ebraismo e il suo patrimonio attraverso chiavi di lettura diverse da quelle normalmente proposte dai media.

Un tema poi che non poteva mancare è quello dell’Unità d’Italia e della partecipazione ebraica al processo di unificazione. Dalla mostra a cura di Silvia Villani, Ebrei & Risorgimento, che presenta “gli snodi epocali del percorso di emancipazione e integrazione sociale degli ebrei nel nuovo Stato unitario”, alle Letture animate di poesie, diari, e lettere private di Ebrei Risorgimentali.

Da autentico evento 2.0 è possibile sapere di più sulla manifestazione ferrarese non solo visitando il sito, ma anche seguendo il canale youtube, il profilo su twitter, il blog, o iscrivendosi al feed delle attività. O ancora, far sapere che si parteciperà alla festa tramite l’evento creato ad hoc su Facebook. Radio Shalom inoltre provvederà a una diretta dell’evento domenica pomeriggio.

(via SpiritualSeeds.info)

24 giornate di festival, 18 spettacoli, 49 repliche, oltre 60 artisti coinvolti e 23 comuni delle Province di Brescia e Bergamo: questi alcuni dei principali numeri di Crucifixus, la più importante manifestazione di teatro del sacro che si svolge in Italia la cui edizione 2011 è stata presentata a Brescia.

Anche quest’anno Crucifixus si articola in due grandi sezioni: la prima, Scene sacre in città, si svolgerà nella settimana dal 3 al 10 aprile e avrà come protagonista la città di Brescia.
La secondaTerra di Passione – riguarderà i territori “storici” del festival ossia la Valle Camonica e il Sebino, che ospiteranno gli spettacoli dal 9 al 30 aprile.
Crucifixus prosegue quel percorso di re–invenzione e innovazione della tradizione che, coniugando luoghi d’arte cristiana e antiche pratiche devozionali, propone un recupero del patrimonio teatrale medievale e rinascimentale, per dare voce a memorie, testi, musiche, immagini del passato nel continuo confronto con scritture contemporanee e nuove contaminazioni.

Molte le celebrità in cartellone. Gabriele Lavia per l’apertura ufficiale, quindi Lucilla Morlacchi, Pamela Villoresi, Saverio La Ruina, Maria Paiato saranno in scena in città e provincia. Due le rappresentazioni in carcere (le uniche che per motivi di sicurezza saranno esclusivamente ad invito): il 7 aprile Davide Pini Carenzi a Canton Mombello e l’8 aprile l’esito di un laboratorio con detenuti a Verziano. Tre inoltre gli appuntamenti di «teatro di comunità»: «Golgota», che il giovane Walter Spelgatti sta coordinando con le comunità bergamasche di Fonteno, Riva di Solto e Solto Collina, coinvolgendo circa 280 persone; «Sopra le spalle, la Croce» con l’Accademia Arte e Vita di Breno, che conta 361 allievi, coordinato da Lorenzo Trombini; e «Il mistero della salvezza» di Carlo Susa, che coinvolge la comunità di Zone. Dal 7 al 10 aprile inoltre il Teatro di S. Giulia ospiterà la selezione dei finalisti del Nord Italia del concorso nazionale «I teatri del sacro».

(via SpiritualSeeds.info)

Cristiani e Unità d’Italia in mostra a Bologna per il 150°

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 16 - 2011 ADD COMMENTS

Indagare i rapporti tra Stato, Chiese e società e rappresentare i “Cristiani d’Italia” nella presenza e partecipazione di grandi soggetti collettivi alla storia nazionale: questo il progetto de “Cristiani d’Italia. I centocinquat’anni di Chiese, Stato e società” la mostra promossa dalla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII e da altre istituzioni che viene inaugurata oggi a Bologna in diverse sedi.
“Cristiani d’Italia. I centocinquat’anni di Chiese, Stato e società” si offre nella veste di itinerario multimediale e si snoda attraverso reperti cinematografici, fotografici, televisivi e amatoriali raccolti e presentati dalla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII e forniti dagli Archivi, messi a disposizione gratuitamente, di Ansa, Cineteca Comunale di Bologna, Fondazione Ente dello Spettacolo, Fondo Rodrigo Pais, Cinecittà Luce, Rai Storia e Teche Rai (le strutture di storia della Rai), Fondazione Corriere della Sera e Fondazione Centro Culturale Valdese di Torre Pellice. La mostra si inserisce nella rete delle “grandi mostre”, per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, approvate dalla struttura di missione negli anni 2008-2010. Ogni location proporrà una diversa installazione.
L’inaugurazione avverrà oggi 16 marzo alle 17 a Palazzo D’Accursio, in piazza Maggiore, e a Palazzo Malvezzi, aprirà il lungo programma che si concluderà solo il 3 giugno 2011. Ogni sede un evento: videomostre, foto, clip, installazioni appese a un filo.
Tra gli eventi in programma, sono da segnalare particolarmente: presso il cortile d’onore di Palazzo D’Accursio “Timeline” di Federico Ruozzi, la sciarpa che riporta le foto del repertorio Treccani sui cristiani in Italia, “La storia (della chiesa) siamo noi”, cubo antologico d’autore di Giovanni Minoli con 150 punti di vista sulla vita dei cristiani dall’archivio di Rai Storia. Nel Chiostro della Basilica di Santo Stefano i “Preti al cinema”, stereotipi e modelli sul grande schermo, di Dario Viganò ed Enrico Magrelli. Alla Biblioteca Dossetti verrà invece proposta la testimonianza del fotografo Oliviero Toscani su Don Milani, “Oliviero e Don Lorenzo”: le foto, giunte alla Fondazione per le scienze religiose attraverso il lascito della madre di don Lorenzo, vengono ora esposte per la prima volta insieme al documentario “Lorenzino, don Milani”.

(via SpiritualSeeds.info)

Brescia: notti sacre in sette chiese

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 4 - 2011 ADD COMMENTS

“Notte nel Sacro”, questo il nome di un’interessante iniziativa che prenderà il via domani a Brescia. Si tratta di una serie di eventi di arte e spiritualità nelle chiese del centro storico della città bresciana che hanno per scopo sia la valorizzazione delle chiese cittadine, sia di promuovere e diffondere  un tipo di spiritualità che abbia nell’arte il suo centro di riferimento.
“L’obiettivo –ha infatti spiegato il sindaco Adriano paroli- non è solo quello di avvicinare i cittadini all’arte ma anche e soprattutto quello di permettere loro di cogliere il significato profondo che le bellezze artistiche recano in se, quello di una dimensione trascendente imprescindibilmente legata a Dio”. Parole cui ha fatto eco il responsabile dell’ufficio comunicazione sociale della Diocesi, don Adriano Bianchi, il quale ha affermato che “è grazie a iniziative come questa che il patrimonio artistico vive e diventa luogo in cui la comunità si esprime”.
Dopo la precedente edizione del 2009, che culminò con un concerto della cantante Tosca presso il Duomo Vecchio, l’edizione 2011 ha l’obiettivo di valorizzare le opere custodite in sette chiese non parrocchiali: Sant’Angela Merici, San Cristo, San Francesco d’Assisi, San Gaetano, San Giuseppe, Santa Maria del Carmine e Santa Maria della Pace.
Ognuna di queste chiese sarà oggetto di una specifica visita guidata, nel mese di marzo, mentre nel corso della Notte del 2 aprile l’attenzione dei visitatori si focalizzerà su una sola opera d’arte – scelta tra quelle più rappresentative del patrimonio artistico di ciascuna chiesa – e ne sottolineerà il valore con diversi mezzi: una specifica ed adeguata illuminazione all’interno di un originale impianto scenografico, la realizzazione di una scheda esplicativa, la promozione di un evento musicale, teatrale o poetico che ne riprenda e sviluppi il tema ed il tenore simbolico-spirituale.

(via SpiritualSeeds.info)

Ebraismo e Unità d’Italia: alcune iniziative per il 150°

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 2 - 2011 ADD COMMENTS

Unità d’Italia ed ebraismo, questo il filo conduttore di una serie di alcune interessanti iniziative che vale la pena segnalare. La prima prende il via domani a Siena, presso la Biblioteca comunale degli Intronati,  e consiste in una mostra fotografica dal titolo: “Donne ebree dell’Italia unita”.  Proposta in collaborazione con il Centro di documentazione ebraica contemporanea, la rassegna senese è costituita da una scelta di fotografie dell’Archivio Fotografico della Fondazione CDEC di Milano, un racconto per immagini in cui viene presentata la donna ebrea sia come depositaria e trasmettitrice del patrimonio identitario ebraico, sia come elemento dialettico tra appartenenza a una cultura di minoranza e assimilazione alla cultura della maggioranza.
Più di 80 fotografie che si articolano lungo due filoni principali. Il primo legato all’ambito privato, con immagini di vita famigliare, ritratti femminili, riti religiosi, riunioni di famiglia e momenti di svago, il secondo all’ambito pubblico, in cui trovano spazio fotografie di donne attive nel campo della cultura e dell’educazione, dell’impegno sociale e della militanza politica, del mondo del lavoro e dell’arte, ma anche donne vittime della persecuzione discriminatoria  e nazi-fascista.
L’altra rassegna di iniziative riguarda una riflessione collettiva sul tema dell’Unità d’Italia e sul contributo che l’ebraismo ha saputo dare al riguardo.  Gli eventi saranno sviluppati congiuntamente dalla Comunità Ebraica di Torino in collaborazione con l’Archivio Ebraico B. e A. Terracini, con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e con le Comunità ebraiche del Piemonte. “La posizione degli ebrei nella storia dell’Italia unitaria – spiega Tullio Levi, presidente della Comunità ebraica di Torino, ente capofila nell’ideazione e organizzazione di questo ciclo di iniziative – è assai particolare: essi hanno rappresentato fino ad un periodo molto recente la sola minoranza diffusa su gran parte del territorio nazionale” che ha lasciato un retaggio importante “su molti versanti” grazie al “suo profondo radicamento nella storia” del Paese. “Proprio per questo – aggiunge Zevi -, considerare lo sviluppo dei rapporti fra ebrei e società di maggioranza può dire molto non solo sugli ebrei, ma anche sui caratteri della società e della politica italiana nello stesso arco di tempo, riguardo a un tema cruciale – ancora oggi attuale – come quello della relazione fra maggioranze e minoranze”.

(via SpiritualSeeds)

Si chiama “Stella di David e Tricolore, gli ebrei e la costruzione dell’Italia unita”, l’interessante progetto messo in rete nell’ambito delle celebrazioni per centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. Si tratta di un’iniziativa multimediale di CulturaItalia, portale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sul contributo della comunità ebraica alle lotte risorgimentali e alla costruzione dello Stato unitario, il tutto attraverso la pubblicazione di testimonianze, file digitali, testi, immagini, lettere, cartoline, illustrazioni e disegni, documenti, sonori e video. Si tratta di una nuova iniziativa dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche, partner del progetto europeo è Judaica Europeana, e realizzata con il patrocinio dell’ambasciata italiana a Tel Aviv in collaborazione con l’Osservatorio Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali, l’European Association for Jewish Culture e l’Associazione culturale GoTellGo.

La partecipazione è aperta, inoltre, a tutte le istituzioni pubbliche e private e alle scuole di ogni ordine e grado, che potranno pubblicare il banner con il link all’interno dei propri spazi web diventando “Amici di CulturaItalia”. I contributi, relativi a itinerari geografici, arte e mestieri, moda, scuola, vita privata, feste e cerimonie, eventi pubblici, cultura gastronomica, letteratura e spettacoli, saranno pubblicati all’interno di articoli e gallerie a tema in uno spazio web 2.0.

(via SpiritualSeeds.info)

Apre a Modena lo “Spazio del sacro”

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 24 - 2010 ADD COMMENTS

Sarà inaugurata sabato 4 dicembre  presso la Galleria Civica di Modena la mostra Lo spazio del sacro.
Organizzata e coprodotta dalla Galleria Civica di Modena, e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la collettiva presenterà opere provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private italiane e straniere di alcuni fra gli artisti della scena contemporanea internazionale che hanno maggiormente riflettuto sul tema del sacro: Adel Abdessemed, Giovanni Anselmo, Kader Attia, Paolo Cavinato, Chen Zhen, Vittorio Corsini, Josep Ginestar, Anish Kapoor, Richard Long, Roberto Paci Dalò, Jaume Plensa, Wael Shawky.
Ogni opera occuperà in completa solitudine un ambiente della Galleria, da una parte accentuando il rapporto diretto, esclusivo, intimo che ciascuna di esse instaura con lo spettatore, dall’altra amplificando la propria capacità di entrare in relazione con gli spazi architettonici.
L’idea fondante della mostra risente molto delle parole di Mircea Eliade sul fatto che il sacro, nell’arte contemporanea, “è divenuto irriconoscibile; si è camuffato in forme, propositi e significati che sono apparentemente ‘profani’. Il sacro non è scontato, com’era per esempio nell’arte del Medioevo. Non si riconosce immediatamente e facilmente, perché non è più espresso attraverso il convenzionale linguaggio religioso”. Se queste sono le premesse teoriche relativamente all’arte contemporanea, i saggi di Michele Emmer, Vito Mancuso, Vincenzo Pace e Vincenzo Vitiello guideranno i lettori del catalogo verso una più ampia comprensione dei limiti, dei significati e delle possibilità che la parola ‘sacro’ ancora conserva ai nostri giorni.

“Non di rado – si legge nel testo in catalogo del curatore della mostra Marco Pierini – l’opera d’arte definisce con la sua mera presenza uno spazio di riguardo, inviolabile, sacro nell’accezione che rimanda direttamente all’etimologia della parola: circoscritto, ristretto, separato (…) Ma tale dimensione non è, contrariamente alle apparenze, avulsa dalla vita perché, anzi, alla sua forza attrattiva è quasi impossibile resistere, che sia fondata sull’incanto e la fascinazione oppure sul timore e l’inquietudine dell’ignoto.

(via SpiritualSeeds)

Con il mese di ottobre torna la seconda parte del Festival di cultura ebraica Oyoyoy!, che quest’anno ha deciso di raddoppiare il ciclo di appuntamenti. Se tra il 25 aprile e il 23 maggio 2010, il Festival si è concentrato sugli aspetti artistici, di spettacolo e gastronomici questa seconda parte che si svolge nei mesi di ottobre e novembre 2010 ha scelto invece di dividersi in sette precisi nuclei tematici evidenziando la dimensione educativa e sociale della manifestazione.

Lo spiega Antonio Monaco alla guida di Monferrato Cult, associazione che ha creato e continua a far vivere il festival: “Nei mesi di ottobre e novembre, per la prima volta vogliamo focalizzarci sui giovani e la scuola, con incontri ed eventi che, negli anni precedenti, il periodo di fine anno scolastico ha sempre penalizzato. Consegneremo il Premio OyOyOy proprio con i ragazzi delle scuole ad uno scrittore israeliano molto amato dai lettori italiani. E produrremo una mostra originale, che sarà itinerante per il Piemonte, dedicata alla presenza dei bambini nella Shoah e al significato che ha oggi conservarne la memoria, attraverso la resilienza”.

L’appuntamento inaugurale di questa seconda parte si svolgerà domenica 3 ottobre nella comunità ebraica di Casale Monferrato. Il momento sicuramente più importante di questa edizione di Oyoyoy! È la consegna del premio che porta il nome del Festival e che in passato è stato conferito a Emanuele Luzzati, a David Grossman e Abraham Yeoshua. Per quest’edizione è stato scelto Amos Oz, che sarà presente a Casale Monferrato, presso il Teatro Civico, con una lectio magistralis aperta al pubblico, giovedì 11 novembre 2010, alle ore 10,30.

In ottobre si svolgerà a Roma  anche la terza del  Festival Internazionale di Letteratura Ebraica, appuntamento sul quale converrà tornare.

(via SpiritualSeeds)

A Casale Monferrato sta per entrare nel vivo OyOyOy! Festival internazionale di cultura ebraica, giunto quest’anno alla quinta edizione. Il ciclo di manifestazioni, che prende il nome da un tipico intercalare della tradizione yiddish per indicare qualcosa che desta stupore, è stato presentato ufficialmente lo scorso fine settimana e quest’anno raddoppia dividendosi in due parti: la prima si svolge come è ormai tradizione a maggio per quattro settimane, con un lancio a Casale in contemporanea con la manifestazione “Riso & Rose” e a Vercelli; la seconda ad ottobre, con una parte che sarà più incentrata sui ragazzi.

Come è stato sottolineato dagli organizzatori, in questi cinque anni in tutte le comunità ebraiche italiane c’è stata una rivitalizzazione culturale è un’uscita dal ghetto della Giornata della Memoria. E questo anche grazie all’impegno di associazioni culturali laiche ma sensibili al messaggio culturale dell’ebraismo. Scopo finale di OyOyOy! È quello di costruire un ponte (in ebraico ghescer) tra culture e identità differenti. Un’opera costruita grazie al confronto con personalità di spicco della filosofia, letteratura, scienza e arte, appartenenti anche a confessioni e aree di pensiero differenti. Dove il valore aggiunto della cultura ebraica è soprattutto dato dal dialogo, dalla importanza della parola come strumento per avvicinarsi alle cose e alle persone, indipendentemente da quanto possano essere distanti le posizioni di partenza.

Nell’edizione 2010 del Festival saranno presenti tra l’altro Giora Feidman, Jonathan Kashanian, Moreno Gentili, Alberto Cavaglion, Daniele Segre e altre decine di personaggi rappresentativi del mondo dell’arte e della letteratura. Il Festival a Casale Monferrato prende vita ufficialmente nel fine settimana che va da venerdì 7 Maggio a domenica 9 Maggio con l’inaugurazione di 4 mostre d’arte collegate tra di loro che coinvolgeranno 4 differenti spazi espositivi della città e che esplorano l’interpretazione dell’ebraismo di 3 autori diversi: Marc Chagall, Aldo Mondino ed Emanuele Luzzati. Ogni inaugurazione delle mostre sarà accompagnata da un aperitivo di ispirazione ebraico-monferrina  e per tutta la rassegna il Castello ospiterà “Un ponte di libri: assaggi culturali tra mondi”, una selezione di libri per sviluppare il dialogo tra culture diverse. La prima parte del Festival si concluderà il 28 maggio con l’ultimo appuntamento della rassegna cinematografica di Alessandria.

Qui il programma in pdf dell’intero ciclo di manifestazioni.

(via SpiritualSeeds)

Mostre: fino ad ottobre Illegio diventa il paese degli angeli

Posted by Moreno Migliorati On aprile - 23 - 2010 ADD COMMENTS

“Tobia e l’angelo” di Girolamo Savoldo (1522-1524), la “Annunciazione” di Filippo Lippi (1445-1450), la“Madonna con bambino” di Sandro Botticelli e collaboratori (fine secolo XV), “Cristo morto sorretto da due angeli” di Paolo Veronese (1585-1588), “Abramo e i tre angeli” e “L’angelo soccorre Agar” di Giambattista Tiepolo (1732 circa): sono solo alcune delle opere che saranno esposte da domani, 24 aprile, in una mostra che si preannuncia estremamente interessante.

Prima di tutto per la sua localizzazione geografica: sede della medesima non sarà infatti un qualche rinomato museo, bensì un paesino di soli 300 abitanti che con fatica si può ritrovare sulla carta geografica, Illegio, in provincia di Udine. Seconda particolarità dell’esposizione è che l’organizzazione della stessa è dovuta alla caparbietà di due sacerdoti: il primo è monsignor Angelo Zanello, presidente del Comitato di San Floriano; il secondo è don Alessio Geretti, che nel piccolo centro della Carnia di cui è parroco, Illegio appunto,  organizza ogni anno una mostra facendo arrivare in Friuli capolavori da tutto il mondo.

Quella di quest’anno si intitola: “Angeli. Volti dell’invisibile”, e si articola a sua volta in otto sezioni: “Angeli e arcangeli nell’Antico Testamento”; “L’Annunciazione”; “Angeli nel Nuovo Testamento”; “Regina Angelorum”; “Angeli nel Nuovo Testamento: la Passione”; “A servizio degli uomini”; “Al cospetto di Dio”; “Reliquiari”. “La mostra –ha dichiarato il curatore don Geretti- vuole documentare attraverso ottanta opere scelte anzitutto le figure angeliche ricordate esplicitamente dalle Sacre Scritture, in vari episodi della storia della salvezza, per completare poi il quadro con una specifica ricognizione delle caratteristiche proprie di ogni schiera angelica e con lo studio di alcuni casi particolari e meno conosciuti di culto e iconografia, come il culto dei sette arcangeli”. Le opere esposte provengono dalle sedi museali più prestigiose d’Europa, come i Musei Vaticani, gli Uffizi di Firenze, la Galleria Borghese e la Galleria Doria Pamphilj di Roma, l’Accademia Carrara di Bergamo, la Galleria Tretyakov di Mosca, i Musei Reali di Arte e Storia di Bruxelles e diverse altre.

La mostra resterà aperta fino al 3 ottobre prossimo.

(via SpiritualSeeds)

Ferrara ospita la prima Festa del Libro Ebraico in Italia

Posted by Moreno Migliorati On aprile - 16 - 2010 1 COMMENT

Da domani, sabato 17 aprile, fino a mercoledì 21 aprile, Ferrara ospita la prima Festa del libro ebraico in Italia, promossa dal Meis – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Provincia e del Comune di Ferrara e dell’Unione delle Comunità Ebraiche in Italia. Sede principale della manifestazione e’ l’ex convento di San Paolo, dove sarà allestita la più grande libreria specializzata il libri di e sugli ebrei.
In questa prima edizione della Festa del libro ebraico in Italia si vuole trasmettere l’importanza di un Museo, che è ancora in fase di costruzione, ma che ha l’obiettivo di porsi come un laboratorio culturale dedicato allo studio delle religioni e delle culture presenti in Italia. La manifestazione, dedicata al rapporto speciale e millenario che gli ebrei hanno con i libri, sarà caratterizzata da molteplici iniziative: concerti, tavole rotonde con illustri partecipanti, incontri con decine di autori di opere di storia, tradizione, testimonianza ebraica, la più varia e la più internazionale. Ci saranno itinerari nella Ferrara ebraica cara a Giorgio Bassani, incontri nelle scuole e in una libreria, diversa dalle altre, che conserva millecinquecento titoli sull’ebraismo e sugli ebrei. Tutti i libri saranno a disposizione per essere acquistati dai visitatori. Ci sarà inoltre una Mostra del libro ebraico antico con volumi di pregio raramente esposti al pubblico.
Riccardo Calimani, tra i principali propugnatori della manifestazione ferrarese, ha dichiarato in un’intervista che le principali motivazioni che lo hanno spinto ad organizzarla sono state : “La voglia di creare uno spazio mentale costruttivo prima di uno spazio fisico. Realizzare un laboratorio culturale dinamico capace di precedere i lavori definitivi del museo con dibattiti, incontri, concerti. Come dire: superare la geometria fisica con le nostre idee, con la nostra mente, con le nostre domande”.
È possibile seguire le attività del Festival anche sui principali social network: Facebook, Twitter, YouTube, nonché sull’apposito blog.

(via SpiritualSeeds)

Un’Ultima Cena sempre più ricca (e a rischio obesità)

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 24 - 2010 1 COMMENT

Cosa c’è nel piatto dell’Ultima Cena? E, soprattutto, com’è cambiata l’alimentazione in questi ultimi duemila anni? Al curioso ed intrigante interrogativo a provato a dare una risposta un accurato studio pubblicato dal “Giornale internazionale dell’obesità”. Inutile dire che l’analisi di decine e decine di dipinti aventi come soggetto l’ultimo pasto consumato da Gesù e dai suoi discepoli ha evidenziato come le porzioni alimentari siano andate progressivamente aumentando nel corso degli anni e dei secoli. Ciò che colpisce è però la dimensione di tale aumento.

Mettendo a raffronto le dimensioni delle teste dei personaggi e quelle degli alimenti, infatti, i ricercatori hanno scoperto che le dimensioni del piatto principale sono aumentate del 69%, il piatto e il pane, dal canto loro, sono lievitati del 23%.  Altro elemento curioso è rappresentato da ciò che la tavola offre. Se il racconto evangelico fa riferimento solo a pane e vino, nel 18% dei casi tele evidenziano anche la presenza di pesce, nel 14% di agnello e addirittura nel 7% si riscontra la presenza di maiale, il cui consumo –va ricordato- è assolutamente vietato agli ebrei.

Il risultato di queste variazioni e di questo aumento di quantità è che invece di Ultima Cena sarebbe più opportuno parlare di Ultima Abbuffata.

(via SpiritualSeeds)

IL MONASTERO IPATIEV

di Daniela Asaro Romanoff “All’interno la Cattedrale è un gioiello della pittura. Ogni colonna, ogni muro, i soffitti, tutto è coperto di bellissimi affreschi, opera di Guri Nikita e Sila Sarin”

Festa della Luce

Festa della Luce, Candelora e della Purificazione di Maria:”Gerusalemme,rivestiti di luce, perché viene la tua luce del Signore brilla sopra di te” (Is 60,1).

Diaconia Cristiana

Di Giovanni Chifani ” Diaconia cristiana: dimensione kerigmatica, profetica e didascalica”

“Gesù nostro contemporaneo”

di Moreno Migliorati Chi è Gesù per me oggi? È persona viva di cui sentiamo tuttora il fascino o è [...]

Tags

Più lette