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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Centri culturali</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>Festival Biblico di Vicenza</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 06:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Novità assoluta del Festival 2012 sarà il focus sulle terre bibliche “Linfa dell’ulivo”, organizzato dall’Ufficio pellegrinaggi della diocesi di Vicenza, che (dal 24 al 26 maggio) riunirà esperti, studiosi, storici, archeologi dei territori interessati dalla Bibbia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/05/FestivalBiblico2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6951" style="margin: 10px;" title="FestivalBiblico2012" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/05/FestivalBiblico2012-e1336257085565-300x131.jpg" alt="" width="300" height="131" /></a>di Moreno Migliorati</p>
<p>Presentata ufficialmente a Vicenza l’ottava edizione del <strong><a href="http://www.festivalbiblico.it/" target="_blank">Festival Biblico</a></strong>, in programma dal 18 al 27 maggio. Saranno 14 città coinvolte per 10 giorni di eventi, 140 appuntamenti, 10 mostre, 200 realtà coinvolte, 120 ospiti protagonisti dei quali 20 dall’estero. <strong>Tema</strong>dell’edizione 2012 del Festival, è “’Perché avete paura?’ (Mc 4,40). La speranza dalle Scritture”.</p>
<p><strong>Novità assoluta</strong> del Festival 2012 sarà il focus sulle terre bibliche <a href="http://www.linfadellulivo.it/" target="_blank">“Linfa dell’ulivo”</a>, organizzato dall’Ufficio pellegrinaggi della diocesi di Vicenza, che (dal 24 al 26 maggio) riunirà esperti, studiosi, storici, archeologi dei territori interessati dalla Bibbia, dalla Turchia fino all’Iraq. «La “Linfa dell’Ulivo” rientra nell’accostamento multiforme alla Bibbia che rappresenta lo spirito del Festival Biblico – dichiara <strong>mons. Roberto Tommasi, presidente del Festival </strong>-. Attraverso l’archeologia e la storia, inoltre, “Linfa dell’Ulivo” s’inserisce nel tema che la manifestazione propone per questa edizione, ovvero l’analisi delle paure dell’uomo e la risposta della certezza cristiana, che non è un’ideologia».</p>
<p align="JUSTIFY">Numerosi gli appuntamenti dell’iniziativa che trasformerà Vicenza in una sorta di «capitale mondiale della Bibbia». Ospiti delle tre giornate saranno esperti internazionali in campo biblico: tra i vari nomi gli studiosi israeliani <strong>Dan Bahat e Mordechay Lewy,</strong><strong>gli esegeti Romano Penna, Francesco Rossi De Gasperis, </strong><strong>Frédéric </strong><strong>Manns, Silvio Barbaglia, gli esperti di archeologia Stefano De Luca, Riccardo Lufrani, Giuseppe Bellia</strong>. Di rilievo è inoltre il patrocinio e la collaborazione dello Studium Biblicum Franciscanum, una delle massime istituzioni scientifiche per l’insegnamento, la ricerca sulla Sacra Scrittura e l’archeologia nelle terre bibliche.</p>
<p align="JUSTIFY">(via<a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/05/04/festival-biblico-lottava-edizione-mette-al-centro-i-luoghi-della-scrittura/" target="_blank"> SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>A Ferrara la Festa del Libro Ebraico</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 07:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà Ferrara, la città di Giorgio Bassani, ad ospitare, da domani al primo maggio, la Festa del Libro Ebraico, giunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/a-ferrara-la-festa-del-libro-ebraico.html/paginebraiche3-2" rel="attachment wp-att-6898"><img class="alignright size-full wp-image-6898" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/el11.jpg" alt="" width="300" height="147" /></a>Sarà Ferrara, la città di Giorgio Bassani, ad ospitare, da domani al primo maggio, la <a href="http://www.festalibroebraico.it/Festa_del_Libro_Ebraico.html" target="_blank"><strong>Festa del Libro Ebraico</strong></a>, giunta alla sua terza edizione. La festa ha l’intento di stimolare la curiosità e l’interesse degli spettatori, proseguendo e rafforzando il rapporto con il pubblico, attraverso una presenza vivace e attiva dell’Istituzione. Un momento di condivisione della cultura ebraica italiana, attraverso il racconto della storia di una minoranza che da sempre è legata da una relazione attiva e indissolubile con l’Italia e che continua ad animare la vita culturale, civile, sociale ed economica del nostro Paese.  A segnare <strong>l’inizio</strong> della manifestazione, all’uscita di Shabbat<strong>, </strong>il<strong> 28 aprile</strong>, dopo l’i<strong>naugurazione </strong>ufficiale con il saluto delle autorità alle <strong>21.30</strong> in <strong>Sala Estense</strong>, sarà la seconda <strong>Notte Bianca Ebraica d’Italia</strong> intitolata, non a caso, <em>“E fu sera … e fu mattina …”</em>, dai passi della Genesi in cui tutto ha origine.</p>
<p>A tutti coloro che <strong>dal 28 aprile al 1 maggio</strong> si recheranno a Ferrara saranno offerte anche molte occasioni speciali: il piacere di dialogare al Chiostro di S. Paolo con importanti autori di opere e testimonianza ebraica; l’opportunità di assaggiare specialità della ricca cucina ebraica; la possibilità di farsi guidare in bicicletta alla scoperta della Ferrara Bassaniana. Gli eventi condurranno gli spettatori all’interno di un mondo, quello della Festa del Libro Ebraico in Italia, che non vuole essere una semplice vetrina, ma un’occasione per trasmettere l’idea, il concetto che il <a href="http://www.meisweb.it/" target="_blank">MEIS </a>(ente promotore dell’evento) è, fin dai suoi primi passi, un museo di tutti e per tutti, capace di favorire, con dinamismo e vivacità, la conoscenza della cultura dell’ebraismo italiano.</p>
<p>L’elenco completo degli eventi della Festa è disponibile sul <a href="http://www.festalibroebraico.it/2012_mostre.html" target="_blank">sito</a> della manifestazione.</p>
<p>(via<a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/04/27/al-via-a-ferrara-la-festa-del-libro-ebraico/" target="_blank"> SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Dialogo interreligioso</title>
		<link>http://nobell.it/dialogo-interreligioso-e-scuola.html</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 06:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dialogo interreligioso nel mondo della scuola: se ne parlerà presso il Consiglio regionale toscano in un confronto tra rappresentanti di diverse appartenenze religiose]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://nobell.it/dialogo-interreligioso-e-scuola.html/index-5" rel="attachment wp-att-6852"><img class="alignright size-full wp-image-6852" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/index.jpg" alt="" width="223" height="226" /></a><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/Lioba_painting_LR.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6859" style="margin: 10px;" title="Lioba_painting_LR" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/Lioba_painting_LR-e1334746768776-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>di Moreno Migliorati</strong></p>
<p><strong>Dialogo interreligioso nel mondo della scuola</strong>: se ne parlerà domani, giovedì 19 aprile presso il Consiglio regionale toscano in un confronto tra rappresentanti di diverse appartenenze religiose. Un incontro, quello che si terrà alle 17 nella Sala delle Feste a Palazzo Bastogi (via Cavour, 18 a Firenze), per far emergere esperienze e testimonianze di come, nella vita di tutti i giorni, operatori e studenti vivono la propria <strong>appartenenza religiosa</strong> e come, con essa, si rapportino agli altri.<br />
All’appuntamento, moderato da Anita Tosi, presidente del movimento culturale Il Cenacolo, intervengono Rav Joseph Levi, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Firenze, Elzir Izzedin, Imam della Comunità islamica di Firenze, Parabhakti Das, ISKCON (Associazione internazionale Coscienza di Krishna), Alessandro D’Alessandro del Soka Gakkai, il reverendo Mark Dunnam della Chiesa Episcopale Americana di Firenze, Don Alfredo Jacopozzi e Don Massimo Marretti della Diocesi di Firenze.<br />
L’incontro è promosso dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale toscano alla luce del dettato statutario che prevede la promozione del dialogo tra culture ed etnie diverse, per le quali spesso la religione è elemento identitario.<br />
I <strong>prossimi incontri</strong> si incentreranno su come il dialogo interreligioso venga vissuto nel <strong>mondo del lavoro</strong> e nelle realtà di <strong>associazionismo</strong> e <strong>volontariato</strong> nell’ottica di un rafforzamento della conoscenza reciproca che sia comprensione, rispetto e accoglienza del messaggio della diversità come ricchezza collettiva</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/04/18/dialogo-interreligioso-nel-mondo-della-scuola-se-ne-parla-a-firenze/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>L&#8217;Islam siciliano</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 07:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In mostra anche i «prisenti», ossia i drappi processionali, ispirati dai doni che i pellegrini islamici portavano in offerta alla Mecca, realizzati per il Comune di Gibellina fin dagli anni ’80, in occasione della festa di san Rocco, firmati da artisti tra cui Carla Accardi e Alighiero Boetti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/news_35468_islam-sicilia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6847" style="margin: 10px;" title="news_35468_islam-sicilia" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/news_35468_islam-sicilia-e1334317055287-300x127.jpg" alt="" width="300" height="127" /></a>di Moreno Migliorati</p>
<p>La <a href="http://www.orestiadi.it/" target="_blank">Fondazione Orestiadi</a> di Gibellina ospita fino al prossimo 15 maggio la mostra <strong>«L’Islam in Sicilia, un giardino tra due civiltà»</strong> . L’esposizione comprende quattro sezioni:<strong> l’eredità classica araba,</strong> curata dall’archeologa Alessanda Bagnera; <strong>la continuità dei</strong> <strong>rapporti artistici e culturali tra la Sicilia e il mondo arabo islamico</strong> a cura di Enzo Fiammetta; <strong>le permanenze antropologiche </strong>nel percorso curato da Antonino Cusumano e Giuseppe Aiello;<strong> l’arte contemporanea</strong>a cura di Achille Bonito Oliva, viva testimonianza dell’attività creativa realizzata in occasione delle residenze di artisti delle due sponde del Mediterraneo a Gibellina e a Dar Bach Hamba a Tunisi.</p>
<p>“La Sicilia -evidenziano gli organizzatori dell’evento- ideale punto strategico d’incontro e di confronto delle culture del Mediterraneo con l’Islam conobbe un momento importante della sua storia ricco di conseguenze. Rivisitare questo momento storico è un voler riprendere le trame di un tessuto molto complesso di antichi valori, di linguaggi, di tradizioni che si intrecciano in una affascinante variegata realtà brillantemente sfaccettata”.</p>
<p>In mostra anche i <strong>«prisenti»</strong><em>, </em>ossia i drappi processionali, ispirati dai doni che i pellegrini islamici portavano in offerta alla Mecca, realizzati per il Comune di Gibellina fin dagli anni ’80, in occasione della <strong>festa di san Rocco</strong>, firmati da artisti tra cui <strong>Carla Accardi </strong>e <strong>Alighiero Boetti</strong>.<br />
All’interno della interessante <strong>sezione multimediale</strong> curata da <strong>Lorenzo Romito</strong> è esposto, tra gli altri progetti, <strong>«Il tappeto volante»</strong>, una installazione del collettivo <strong>Stalker</strong>, che ha fatto il giro delle capitali del mondo arabo e che per la prima volta giunge in Sicilia. Il «Tappeto» realizzato dalla comunità curda di Roma, con 44mila corde e pendagli in rame, riproduce in scala reale metà del soffitto ligneo a <em>muqarnas </em>della Cappella Palatina di Palermo.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/04/13/lislam-siciliano-in-mostra-a-gibellina/">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Viaggio nei luoghi dello spirito</title>
		<link>http://nobell.it/a-roma-un-viaggio-nei-luoghi-dello-spirito.html</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 06:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Roma i luoghi dello spirito:chiese, sinagoghe, moschee, e tutto su città  come Torino, Roma, Barcellona, New York, Gerusalemme, Miami e Buenos Aires.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/architetture-di-luce-roma1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6836" style="margin: 10px;" title="architetture di luce roma" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/architetture-di-luce-roma1-e1334044128382-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>di Moreno Migliorati</p>
<p>Sarà inaugurata dopodomani, giovedì 12 aprile, la mostra <strong>“Architetture di Luce”</strong>, dell’artista argentina  Karina Chechik. Si tratta di un  viaggio attraverso quelli che sono i <strong>luoghi della spiritualità</strong>, ma soprattutto un percorso di mostre itineranti   che toccano importanti luoghi di cultura.<br />
La mostra giunge a Roma, ospitata presso l’<a href="http://www.studiromani.it/" target="_blank">Istituto Nazionale di Studi Romani</a>, prima di fare ritorno dall’altra parte dell’oceano dove sono previste altre due “tappe”: una presso il Frost Museum di Miami ed una presso il Museo Judio  di Buenos Aires, dopo aver toccato la città di Torino con un’esposizione al Museo del Design GH ed essere partita nel maggio del 2011 dal Museo della Cattedrale di La Plata (Argentina). Il progetto artistico (che comprende circa una quarantina di opere)  infatti è un vero proprio percorso attraverso quelli che sono i luoghi della spiritualità, che non necessariamente sono individuabili in luoghi di culto, ma possono anche essere rappresentati da ambienti naturali.<br />
Di fatto però l’attenzione dell’artista si focalizza su i luoghi dello spirito, <strong>chiese</strong>, <strong>sinagoghe</strong>, <strong>moschee</strong>, e su città  come Torino, Roma, Barcellona, New York, Gerusalemme, Miami e Buenos Aires.<br />
Per questa tappa romana sono state realizzate ed inserite opere rappresentanti scorci storici e mistici della città di Roma, riuscendo a valorizzarne ed amplificarne  la spiritualità, grazie ad un abilissimo uso della  luce, tentando di unire la leggerezza dell’essere alla forza  della natura e della storia.<br />
Un’ architettura fatta di luce,  un’idea legata al mondo della spiritualità, dove ogni singolo ritrova parte della sua dimensione ed ogni scorcio, in fondo, appartiene a chiunque.<br />
“L’Italia”, dice l’artista, “è come una mia seconda casa e sono contenta che il mio progetto abbia trovato immediato consenso in quelle che sono storicamente le due capitali della Vostra Nazione, città riconosciute internazionalmente come  le capitali spirituali  d’Italia”.</p>
<p>(via <a href="una presso il Frost Museum di Miami ed una presso il Museo Judio  di Buenos Aires, dopo aver toccato la città di Torino con un’esposizione al Museo del Design GH ed essere partita nel maggio del 2011 dal Museo della Cattedrale di La Plata (Argentina). Il progetto artistico (che comprende circa una quarantina di opere)  infatti è un vero proprio percorso attraverso quelli che sono i luoghi della spiritualità, che non necessariamente sono individuabili in luoghi di culto, ma possono anche essere rappresentati da ambienti naturali. Di fatto però l’attenzione dell’artista si focalizza su i luoghi dello spirito, chiese, sinagoghe, moschee, e su città  come Torino, Roma, Barcellona, New York, Gerusalemme, Miami e Buenos Aires. Per questa tappa romana sono state realizzate ed inserite opere rappresentanti scorci storici e mistici della città di Roma, riuscendo a valorizzarne ed amplificarne  la spiritualità, grazie ad un abilissimo uso della  luce, tentando di unire la leggerezza dell’essere alla forza  della natura e della storia. Un’ architettura fatta di luce,  un’idea legata al mondo della spiritualità, dove ogni singolo ritrova parte della sua dimensione ed ogni scorcio, in fondo, appartiene a chiunque. “L’Italia”, dice l’artista, “è come una mia seconda casa e sono contenta che il mio progetto abbia trovato immediato consenso in quelle che sono storicamente le due capitali della Vostra Nazione, città riconosciute internazionalmente come  le capitali spirituali  d’Italia”." target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Nell&#8217;abbraccio del digiuno</title>
		<link>http://nobell.it/digiuno-abbraccio-alla-vita.html</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 11:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Maiese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Dall’energia dello Spirito di Dio il cuore ha una creativa ricchezza e sperimenta che "si è più beati nel dare che nel ricevere", come annotano gli Atti degli Apostoli».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/camaldoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6691" style="margin: 10px;" title="camaldoli" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/camaldoli-e1332158164287-300x138.jpg" alt="" width="300" height="138" /></a>Il camaldolese Giannoni: «Digiuno, abbraccio alla vita»<br />
Nel prefazio del Mercoledì delle Ceneri il digiuno è descritto come la via che aiuta a «vincere le passioni, elevare lo spirito e infondere la forza». Benedetto XVI lo ha definito «un’arma spirituale» e lo ha indicato come «terapia» che «contribuisce a conferire unità fra corpo e anima». Insieme con la preghiera e la carità, l’astinenza dal cibo è una delle pratiche penitenziali che la Quaresima propone per «sconfiggere il male», come verrà annunciato nella Veglia pasquale. «Certo, l’osservanza del digiuno non è un atto masochistico. Non è mortificazione, ma &#8220;vivificazione&#8221; perché è opera positiva personale e comunitaria», spiega l’eremita camaldolese don Paolo Giannoni.</p>
<p>Nella sua «oasi» di preghiera e incontro, a Mosciano, sopra Firenze, il religioso ha fra le mani la Bibbia. E già nelle prime pagine della Scrittura il Signore comanda all’uomo di non consumare il frutto proibito. «La prima forma del digiuno – afferma don Giannoni – è quella dal peccato. In quest’ottica il tempo favorevole che porta alla Pasqua ci permette di comprendere che il medico non ci ferisce ma ci guarisce».</p>
<p>Nei Vangeli il digiuno torna più volte. Dopo i quaranta giorni che Gesù trascorre nel deserto, risponde a Satana che «non di solo pane vivrà l’uomo». «Il digiuno – sottolinea il camaldolese – consente di accogliere la ricchezza di un &#8220;oltre&#8221; della grazia. Facendo un ulteriore paragone medico, aggiungerei che non basta vincere la malattia, ma occorre avere forza. Ecco l’&#8221;oltre&#8221; penitenziale che sprona al cambiamento. Ma il Signore ci dona anche un &#8220;oltre&#8221; di gloria con la trasfigurazione: a tutti noi è dato di essere conformati a Dio». Un invito alla conversione che «esclude ogni esibizione e ostentazione. Ce lo dice in particolare la Quaresima che esorta ad avere l’atteggiamento silenzioso e nascosto di Gesù». È quanto si legge nel Vangelo di Matteo quando Cristo raccomanda di profumarsi il capo e lavarsi la faccia per non essere ipocriti.</p>
<p>La scelta di privarsi del cibo ha un ulteriore significato: sollecita a prendersi cura delle situazioni di difficoltà e a coltivare lo stile del Samaritano. «Il digiuno – precisa don Giannoni – è impegno di compassione, prima di tutto unendoci alla passione del Signore. La comunione nella preghiera ci lega a Cristo, specie nell’Eucaristia. Da qui viene la seconda comunione, quella con i fratelli sofferenti».</p>
<p>L’eremita suggerisce un percorso da seguire, rifacendosi alla spiritualità del suo Ordine. «Accettiamo la proposta educativa di san Benedetto il quale ricorda che almeno in Quaresima possiamo abbracciare la vita secondo austerità. Perciò anche l’astinenza non sia soltanto da cibi e bevande. Ci può essere quella dal sonno, anche se forse è bene l’opposto nel senso di allungare il tempo del riposo invece di passare troppe ore davanti alla tv. Oppure può essere consigliata la rinuncia alla loquacità, vale a dire alle chiacchiere e al rumore, all’uso compulsivo del computer, all’invio di messaggini superflui. E c’è anche un’astinenza dallo svago che può avere il volto dello schermo, della discoteca o delle feste. Di fatto il Signore presenta il paradosso di un diminuire aggiungendo qualcosa al consueto impegno del nostro servizio. Così il digiuno porterà a un &#8220;di più&#8221; superando il nostro &#8220;troppo&#8221;».</p>
<p>Una strada che può essere declinata anche a livello parrocchiale. «Alla liturgia di queste settimane possiamo dare un tono austero con alcuni &#8220;santi segni&#8221; come l’assenza di fiori o il silenzio musicale. Inoltre, di fronte a raccolte talora sbrigative, può essere favorita una forma di Quaresima familiare con piccoli gesti in casa: come al venerdì una preghiera durante la cena o al martedì un pasto frugale in comunione con i poveri».<br />
Un’indicazione arriva persino dall’attuale situazione economica. «Il Censis – spiega don Giannoni – ci fa cogliere la sorpresa di una mentalità che torna ai valori autentici e abbandona il consumismo. La crisi diventa, quindi, benedizione per conformarci alla volontà di Dio». Tutto ciò genera tristezza? «No – conclude il camaldolese –. Dall’energia dello Spirito di Dio il cuore ha una creativa ricchezza e sperimenta che &#8220;si è più beati nel dare che nel ricevere&#8221;, come annotano gli Atti degli Apostoli».</p>
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		<title>Il Cortile dei Gentili a Palermo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 08:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[”Cultura della legalità e società multireligiosa”: sara’ il tema della prossima tappa siciliana del Cortile dei Gentili, la struttura del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://nobell.it/il-cortile-dei-gentili-a-palermo.html/palermo" rel="attachment wp-att-6680"><img class="alignright size-medium wp-image-6680" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/palermo-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>”Cultura della legalità e società multireligiosa”</strong>: sara’ il tema della prossima tappa siciliana del <a href="http://www.spiritualseeds.info/2010/02/26/ravasi-una-fondazione-per-autare-il-dialogo-tra-credenti-e-non-credenti/" target="_blank"><strong>Cortile dei Gentili</strong></a>, la struttura del Pontificio Consiglio della Cultura dedicata al <strong>dialogo</strong> tra <strong>credenti</strong> e <strong>non credenti</strong>. A Palermo, il 29 e il 30 marzo,il tema sociale della<strong> legalità</strong> si confronterà con quello del <strong>dialogo interreligioso</strong>.<br />
”Il diritto e’ una componente sociale che, per un errato luogo comune, trova in Palermo il luogo dello sfregio – spiega il card. <strong>Gianfranco Ravasi</strong>, presidente del dicastero -. Ma il capoluogo siciliano e’ anche luogo di istituzioni e realtà culturali e pastorali che dimostrano l’importanza della dimensione ecclesiale e morale per combattere la mafia, passando attraverso le coscienze e l’educazione della gioventù”’. ”Il fatto che gli organizzatori abbiano insistito che fossi io a tenere la lezione introduttiva, il 29 a Monreale – spiega il card. Ravasi – dimostra la volontà di rilanciare ufficialmente l’impegno della Chiesa contro l’illegalità e ogni degenerazione del diritto”.</p>
<p>L’incontro proseguirà la giornata successiva con gli interventi di numerose personalità, quali Nando Dalla Chiesa, Remi Brague, Francesco D’Agostino, Gian Enrico Rusconi, Giuliano Amato, Ugo Perone, riunite a Palazzo Steri a partire dalle ore 9,30. L’evento si concluderà, nella serata, sul Sagrato della Cattedrale, dove sono invitati a partecipare tutti i palermitani e gli abitanti dell’isola, per uno scambio aperto di esperienze.</p>
<p>(via <a href="sara’ il tema della prossima tappa siciliana del Cortile dei Gentili, la struttura del Pontificio Consiglio della Cultura dedicata al dialogo tra credenti e non credenti. A Palermo, il 29 e il 30 marzo,il tema sociale della legalità si confronterà con quello del dialogo interreligioso. ”Il diritto e’ una componente sociale che, per un errato luogo comune, trova in Palermo il luogo dello sfregio – spiega il card. Gianfranco Ravasi, presidente del dicastero -. Ma il capoluogo siciliano e’ anche luogo di istituzioni e realtà culturali e pastorali che dimostrano l’importanza della dimensione ecclesiale e morale per combattere la mafia, passando attraverso le coscienze e l’educazione della gioventù”’. ”Il fatto che gli organizzatori abbiano insistito che fossi io a tenere la lezione introduttiva, il 29 a Monreale – spiega il card. Ravasi – dimostra la volontà di rilanciare ufficialmente l’impegno della Chiesa contro l’illegalità e ogni degenerazione del diritto”.  L’incontro proseguirà la giornata successiva con gli interventi di numerose personalità, quali Nando Dalla Chiesa, Remi Brague, Francesco D’Agostino, Gian Enrico Rusconi, Giuliano Amato, Ugo Perone, riunite a Palazzo Steri a partire dalle ore 9,30. L’evento si concluderà, nella serata, sul Sagrato della Cattedrale, dove sono invitati a partecipare tutti i palermitani e gli abitanti dell’isola, per uno scambio aperto di esperienze." target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Ciro il pagano salva dell&#8217;esilio (IV Domenica)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 12:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fuserteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: Io l’ho preso per la destra..».
Inizia così la prima lettura di questa domenica, tratta dal libro di Isaia (45,1.4-6)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="6" bgcolor="#FFFFFF">
<tbody>
<tr>
<td bgcolor="#333399"><span style="color: #ffffff;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/cecco_del_caravaggio_mercanti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6675" style="margin: 10px;" title="cecco_del_caravaggio_mercanti" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/cecco_del_caravaggio_mercanti-e1331814330715-300x141.jpg" alt="" width="300" height="141" /></a>Ciro II di Persia (590 a.C. &#8211; 529 a.C), noto come Ciro il Grande, fu imperatore persiano e fondatore della dinastia degli Achemenidi. Succedette a suo padre Cambise I, liberò i Persiani dal dominio dei Medi e fu l&#8217;erede naturale delle grandi monarchie mediorientali. Ciro II unificò sotto il suo regno le varie tribù iraniche, conquistò Babilonia nel 539 senza combattere, ma con un&#8217;abile politica di propaganda; infatti, approfittò della particolare strategia politica del sovrano babilonese, che al culto del dio Marduk sostituì quello assiro. Ciro II pensò di proclamarsi figlio di Marduk, così fece cacciare dal popolo il sovrano mesopotamico e venne accolto come salvatore. Emise anche un editto che consentiva agli ebrei di fare ritorno alla loro patria e di porre fine alla cattività babilonese. In questo modo il sovrano controllò anche l’area fenicio-palestinese. Conquistò anche alcune regioni ai confini nordorientali della Persia, si assicurò il controllo della Siria e delle città fenicie, estendendo i confini del suo regno, che mantenne integro attraverso una politica avveduta, fondata nel conferire libertà ai popoli sottomessi e nel rispetto delle loro usanze. Fece spostare la capitale da Pasargade a Persepoli, abbellendola e arricchendola tanto che diventò una stupenda città di arte amministrata con giustizia. Morì nel 529 a.c. combattendo contro gli sciti messageti e fu sepolto a Persepoli; il suo successore fu il figlio Cambise II. Ciro II viene ricordato come un grande comandante militare, come un sovrano illuminato, amante dell’arte e della cultura, attuò una politica libertaria, fatta di autonomie locali, ma destinata purtroppo in breve tempo al fallimento.</span>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>«Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: Io l’ho preso per la destra..».<br />
Inizia così la prima lettura di questa domenica, tratta dal libro di Isaia (45,1.4-6). A scrivere è qui, come insegnano gli studiosi, un profeta anonimo chiamato convenzionalmente “il Secondo Isaia” perché la sua opera è confluita nel volume del grande profeta di Giuda vissuto nell’VIII sec. a.C. Ora, invece, siamo nel VI sec. a.C. e Israele sta vivendo da anni l’esilio babilonese, ma ecco sorgere all’orizzonte l’astro di Giro. In ebraico il suo nome è Koresh, modulato sul persiano Kurush, un nome dal significato ignoto, anche se alcuni ipotizzano che volesse dire “pastore”. Un nome che nella Bibbia ricorre ben 22 volte, in Isaia, Daniele, Esdra e nei due libri delle Cronache.<br />
Di lui ci parlano anche gli storici greci Erodoto e Seno- fonte. Aveva ereditato il nome dal nonno (per cui, più correttamente, egli è Ciro II); suo padre era Cambise I e Ciro chiamò con questo nome il proprio figlio e successore, Cambise II. Egli proveniva dalla Persia, ove aveva posto la sua capitale nella città di Pasargade. Di là Ciro era partito dilagando attraverso una serie impressionante di conquiste che dettero origine al più grande impero mai visto fino a quel momento. Sottomise nel 549 a.C. la Media; poi fu la volta della Lidia (546) e, infine, cadde anche la gloriosa e immensa Babilonia (539).<br />
Con molta abilità, anziché reprimere nel sangue le velleità nazionalistiche, egli adottò una politica di tolleranza e di relative autonomie. Gosì, con un editto, permise agli Ebrei deportati a Babilonia, dopo la distruzione di Gerusalemme del 586 a.C., ad opera del re babilonese Nabucodonosor, di rientrare in patria e di ricostruire il loro tempio.<br />
Questo editto è citato in apertura al libro di Esdra: «Gosì dice Giro re di Persia: Il Signore, il Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio in Gerusalemme, che è in Giudea. Chi di voi proviene dal suo popolo abbia il suo Dio con lui e torni a Gerusalemme di Giudea e ricostruisca il tempio del Signore Dio di Israele: egli è il Dio che dimora in Gerusalemme. Ogni superstite, in qualsiasi luogo sia immigrato, riceverà dalla gente di quel luogo argento e oro, beni e bestiame con offerte generose per il tempio di Dio che è in Gerusalemme» (Esdra 1,2-4).<br />
La politica liberale di Ciro in materia religiosa trovò consensi entusiastici in alcuni Ebrei esuli, tra i quali si distingue appunto il Secondo Isaia. Si spiegano così gli appassionati oracoli che egli riserva all’imperatore persiano, giungerido fino al punto di chiamarlo “messia”, cioè mio “consacrato”: è questo nell’originale ebraico il termine usato nel brano dell’odierna liturgia, rneshihò, “suo messia”, tradotto dalla Bibbia liturgica in «suo eletto».<br />
Ciro è visto dal profeta come consacrato dal Signore per una missione di liberazione nei confronti di Israele: è Dio stesso a prenderlo per mano intronizzandolo e guidandolo di vittoria in vittoria. Il profeta marca questo aspetto per convincere molti Ebrei, ormai abituati a vivere in esilio ove avevano costruito case e impiantato commerci, a prendere la via avventurosa del ritorno in patria, accettando il mutato clima politico instaurato da Ciro il Grande, che morirà in battaglia nel 530 a.C.<span style="color: #ff3300;"><br />
Autore: </span><span>Gianfranco Ravasi</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>&#8220;Il volto di Gesù nel cinema e nella letteratura&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 08:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati “Gesù nostro contemporaneo”: è stato questo il tema dell’evento internazionale promosso dal Comitato per il progetto culturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://nobell.it/il-volto-di-gesu-nel-cinema-e-nella-letteratura.html/acec-gesu-progetto" rel="attachment wp-att-6667"><img class="alignright size-medium wp-image-6667" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/acec-gesu-progetto-300x266.jpg" alt="" width="300" height="266" /></a>di Moreno Migliorati</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/01/30/gesu-nostro-contemporaneo-a-roma-un-dibattito-pubblico/" target="_blank">“Gesù nostro contemporaneo”</a></strong>: è stato questo il tema dell’evento internazionale promosso dal Comitato per il progetto culturale della Cei e che anche quest&#8217;anno è stato ripreso dall&#8217;<a href="http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/00001780_Saledellacomunita.html" target="_blank">Acec</a> per promuovere nelle sale di comunità manifestazioni dedicate al tema <strong>“Il volto di Gesù nel cinema e nella cultura”</strong>. L’iniziativa è rivolta alle sale di tutta Italia; fra queste ne saranno selezionate una cinquantina impegnate a realizzare un ciclo di incontri (con film, dibattiti, spettacoli teatrali) nel periodo dal 1° aprile al 15 giugno 2012.</p>
<p align="LEFT">Per l’occasione è stato realizzato un supplemento alla rivista SdC, dedicato al tema: <a href="http://www.saledellacomunita.it/acec2/s2magazine/index1.jsp?idPagina=2376" target="_blank"><strong>“Il volto di Gesù. Riflessi e presenze”</strong></a>. Vi si trovano articoli sulla figura di Cristo nel <strong>cinema</strong> e nel<strong> teatro</strong>, nell’<strong>arte</strong> e nella<strong> letteratura</strong>. “Dopo duemila anni – scrive Francesco Giraldo nell’introduzione – non è per nulla semplice rendere visibile un Volto che si è perso spesso nelle nebbie delle vicende umane e nella complessità della storia del pensiero. Non si ha a che fare con un santino, una statua, un dipinto, una storia, un affabulazione”. Rendere contemporaneo il volto di Gesù – prosegue – “è essere dei rabdomanti alla ricerca di quelle sembianze sparse nel cinema, nell’arte, nel teatro e nella letteratura. Per esperire la contemporaneità del Volto di Gesù è necessario esperire quello scarto che consente di scorgere l’ineffabile”.</p>
<p align="LEFT">(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/03/14/il-volto-di-gesu-nel-cinema-e-nella-cultura/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Letteratura e sacre scritture</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 07:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorat Incrociando esegesi religiosa, letteratura, ricerca filosofica e riflessione teologica una serie di incontri per affrontare, attraverso sguardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/letteratura-e-sacre-scritture.html/riscritturehome" rel="attachment wp-att-6632"><img class="alignright size-full wp-image-6632" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/riscritturehome.jpg" alt="" width="150" height="200" /></a>di Moreno Migliorat</p>
<p>Incrociando <strong>esegesi religiosa</strong>, letteratura, ricerca filosofica e riflessione teologica una serie di incontri per affrontare, attraverso sguardi diversi, quattro <strong>testi letterari</strong> in cui grandi autori del secolo scorso hanno ripreso episodi delle <strong>Sacre Scritture</strong>. È lo spirito del progetto <strong>“Riscritture”</strong> ideato da <a href="http://www.torinospiritualita.org/" target="_blank"><strong>Amici di Torino Spiritualità</strong></a>in collaborazione con il Circolo dei Lettori, al via alle 21 di oggi nelle sale di via Bogino 9 a Torino.</p>
<p>Si inizia oggi con <strong>“Caino” di Josè Saramago</strong> commentato dallo scrittore Antonio Scurati. Lunedì prossimo sarà la volta di <strong>“Giobbe” di Joseph Roth</strong> commentato dal biblista Piero Stefani. Capolavoro del grande autore mitteleuropeo, il romanzo narra la storia di Mendel Singer, un uomo semplice e devoto, che insegna la Torah ai bambini in una remota provincia della Russia orientale. Le disgrazie che si abbattono con violenza sulla sua famiglia gli fanno perdere l’orientamento e la fede in Dio. Ma la vita ha in serbo per lui un risvolto inatteso. Seguirà <strong>“Giuditta” di Mario Brelich</strong>, commentato dalla teologa Lilia Sebastiani, un saggio romanzato che ripercorre la vicenda di Giuditta, eroina dell’antichità che affida la salvezza del suo popolo alla propria bellezza. Concluderà il ciclo di incontri il capolavoro di <strong>Thomas Mann “Giuseppe e i suoi fratelli”</strong> commentato dal critico letterario Piero Boitani.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/03/05/letteratura-e-scritture-sacre-un-ciclo-di-incontri-a-torino/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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