Sunday, 5 February, 2012
Animatori Cristiani della Comunicazione

“Gesù nostro contemporaneo”

Posted by Moreno Migliorati On gennaio - 30 - 2012 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati

Chi è Gesù per me oggi? È persona viva di cui sentiamo tuttora il fascino o è un’immagine del passato, una religione cristallizzata in dottrina? L’evento dal titolo “Gesù nostro contemporaneo”, organizzato dal Comitato per il progetto culturale della Cei, si propone di rispondere a queste e ad altre domande.
Si tratta di un dibattito pubblico, a cui sono state invitate ad intervenire svariate personalità del mondo laico e religioso, che si terrà dal 9 febbraio all’11 febbraio 2012 nella città di Roma presso tre strutture differenti: l’Auditorium Conciliazione e la Sala Coro, l’Università LUMSA e la Sala Pio X.
Una ventina di seminari affronteranno la figura di Gesù attraverso molteplici prospettive: storica, nel rapporto fra Cristo e la Chiesa, nelle diverse religioni, nell’arte, nel cinema, nella musica, nella fotografia e nella letteratura. Ci saranno presentazioni di libri sull’argomento, testimonianze, concerti ed eventi artistici e culturali.
All’incontro di apertura dal titolo “Accadde a Dio in Palestina” sarà presente il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Nel corso della giornata interverrà anche il rabbino David Rosen, direttore del Dipartimento per gli Affari Interreligiosi dell’American Jewish Committee, il biblista Romano Penna e i giornalisti Paolo Mieli e Sandro Magister.
All’incontro di discussione sul tema “Gesù di Nazareth” parteciperanno il cardinale Angelo Scola, il teologo Thomas Söding, il capo della Comunità ebraica di Venezia Elia Enrico Richetti. Della giornata di venerdì citiamo l’incontro “I giovani e Gesù”, una conversazione con il cantautore Roberto Vecchioni, il docente di teologia Fondamentale Armando Matteo e lo scrittore Alessandro D’Avenia, moderato dal giornalista Alessandro Zaccuri; e inoltre “Gesù e il dolore degli uomini” con Mons. Rino Fisichella, lo psichiatra Manfred Lütz e il giornalista Tony Capuozzo. All’incontro conclusivo sarà presente il cardinal Camillo Ruini. Qui è possibile consultare il programma complessivo dell’evento.

(via SpiritualSeeds.info)

Una Porta verso l’Infinito

Posted by marilena marino On gennaio - 26 - 2012 ADD COMMENTS

SULLA VIA DELLA BELLEZZA: PROSEGUE IL

PROGETTO “UNA PORTA VERSO L’INFINITO”

 

Monsignor Fisichella: “‘L’arte è espressione e rappresentazione del Vangelo”

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 13 gennaio 2012– Prosegue il percorso tracciato da Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte, il progetto promosso dall’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, che vuole essere una riflessione sull’arte come strumento di trasmissione della fede.

Domani mattina questa “Porta” si riaprirà nuovamente per condurci Sulla via della bellezza, come suggerisce il titolo della conferenza che si svolgerà alle 10.30 nella Sala Rossa del Palazzo Apostolico Lateranense.

«Il convegno intende approfondire le ragioni teologiche e culturali che animano il progetto – spiega a Zenit, don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni sociali e direttore del progetto -. Grazie alle diverse prospettive che i relatori ci offriranno, rifletteremo sul rilancio della nuova evangelizzazione nella città di Roma, mettendo a fuoco principalmente l’arte e la comunicazione».

In questa via della bellezza, infatti, incontreremo tre illustri protagonisti: monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione; l’architetto Paolo Portoghesi, docente della Sapienza Università di Roma e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.

Accogliendo l’invito formulato da Benedetto XVI al convegno diocesano dello scorso giugno a percorrere la strada dell’arte per avvicinare alla fede, i relatori si confronteranno sul tema dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo, attraverso tre differenti prospettive – quella teologica, artistica e della comunicazione – mediante la via della bellezza, “che conduce a Colui che è, secondo  Sant’Agostino, la Bellezza tanto antica e sempre nuova”.

Il linguaggio dell’arte, dunque, vissuto come una traccia da perseguire per arrivare alla strada privilegiata che porta direttamente a Dio e alle meraviglie del Creato, diventando, di conseguenza, strumento per la Nuova Evangelizzazione.

Proprio di questo Zenit ha parlato con monsignor Fisichella che ha dichiarato alla nostra agenzia come la via della bellezza sia “una via maestra”.

“Il cristianesimo dalle origini – spiega il presule – ha avuto con l’arte un rapporto privilegiato, poiché essa, nel susseguirsi di venti secoli di storia, attraverso capolavori di musica, poesia, pittura e scultura, non ha fatto altro che esprimere e comunicare la bellezza del Vangelo”.

Per tanto tempo, però, prosegue monsignor Fisichella, “la teologia ha comunicato solo con la filosofia”, e questo “se da una parte è stato positivo perché ne ha approfondito i contenuti”, dall’altra “ha impoverito la presentazione del Vangelo a mera scienza”.

“Credo, perciò, che sia importante non dimenticare che nel dialogo tra il teologo e il filosofo sia necessaria la presenza dell’artista – sottolinea il vescovo – perché il Vangelo non può essere solo ascoltato, il Vangelo è una persona, che va vista!”.

La rappresentazione del Vangelo è quindi “rappresentazione di Cristo stesso, del mistero di salvezza che supera la morte per esprimere l’amore e la vita”. Il teologo e il filosofo, aggiunge il presule, “devono riconoscere che il linguaggio usato dall’arte è un linguaggio più immediato, che va molto più al di là, nella comunicazione, di quanto possano fare la filosofia e la teologia”.

In conclusione, recuperare la via della bellezza, secondo monsignor Fisichella, vuol dire “recuperare, da un punto di vista teologico, il percorso della contemplazione”.

La bellezza, infatti, “per sua stessa natura, rapisce in essa e ci fa fermare, come il mistero che la fede presenta, che va contemplato e vissuto. In un periodo come il nostro, dove sembra che la bellezza venga meno, riproporla è una ‘provocazione’ necessaria su cui bisogna soffermarsi e riflettere”.

Il convegno di domani è il primo della serie di incontri promossi nell’ambito del progetto Una porta verso l’Infinito per l’anno 2012. L’iniziativa, che ha preso il via il 22 dicembre 2011 con il concerto su musiche di Mendelesshon e Schumann, nella Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, e ha visto la partecipazione del Coro del Teatro dell’Opera di Roma, prevede, inoltre, per questo nuovo anno, un calendario ricco di eventi relativi alla musica, al teatro, al cinema e alle arti figurative.

Per maggiori informazioni circa il programma e le date degli eventi, consultare il sito www.ucs.it alla voce Una porta verso l’infinito.

Schittino & Giona il “Ribelle”

Posted by marilena marino On gennaio - 20 - 2012 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Schettino e Giona il profeta ….
Schittino scarcerato: è scontro tra gip e Procura
È duello legale sul caso del comandante della Concordia, Francesco Schettino. “Non sussiste il pericolo di fuga, né quello di inquinamento delle prove: Francesco Schettino, secondo il gip di Grosseto, potrebbe invece reiterare il reato”, queste le motivazioni per cui il giudice di Grosseto ha concesso i domiciliari per il comandante della Costa Concordia, naufragata a largo dell’isola del Giglio sabato scorso. Di tutt’altro avviso la Procura di Grosseto, secondo la quale Schettino potrebbe fuggire: per questo il pm annuncia ricorso al tribunale del Riesame. Il comandante, intanto, si trova nella sua casa di Meta di Sorrento.

Ai giornalisti che chiedevano se nell’inchiesta sul naufragio della nave Costa Concordia ci siano altri indagati, il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, ha risposto: “No, non ci sono altri indagati”, smentendo così le indiscrezioni che stanno circolando tra i mass media nelle ultime ore. Verusio ne ha parlato ricevendo per alcuni minuti nel suo ufficio i giornalisti. Al momento, quindi, gli indagati restano il comandante della nave, Francesco Schettino, e il primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio.
Ci sono due verità, sul banco del gip di Grosseto, che martedì sera ha deciso – spiazzando la procura – gli arresti domiciliari per il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino. Una è quella dei pm, della Capitaneria di porto di Livorno, dei vertici della Costa Crociere, dei naufraghi e dei testimoni del disastro del Giglio. È la più difficile da accettare. Questa verità racconta di un cambio di rotta improvviso della Costa Concordia, dell’eccessivo avvicinamento all’isola per un “inchino”, di uno scoglio segnalato e tuttavia preso in pieno. Poi, si concentra sulla catena di errori compiuti da Schettino: il mancato allarme nonostante la nave fosse in balia del mare, il ritardo nell’evacuazione. Infine, insiste sul punto più grave, l’abbandono della nave e persino il tentativo di inquinamento delle prove, mentre nel buio degli abissi si consumava la tragedia costata la vita – per ora – a undici persone.

L’altra, “verità”, è quella del comandante della Concordia. Che, sentito martedì volta dagli inquirenti, ha raccontato la sua versione del naufragio: uno scoglio apparso all’improvviso e non segnalato dalle carte nautiche, una manovra eroica che ha salvato la vita di migliaia di persone, la caduta involontaria nell’acqua, l’impossibilità di risalire sulla nave perché «troppo inclinata».

Due versioni opposte. Due naufragi diversi. Non fosse che in mezzo, a parlare di quella notte dalle televisioni di tutto il mondo, ora c’è una telefonata. Anzi, tre. Sono quelle intercorse tra lo stesso Schettino e il capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno Gregorio De Falco venerdì, poco dopo il naufragio. Già lunedì ne era stato reso noto il contenuto, ma ieri è stato trasmesso in viva voce. Lasciando tutti senza parole. Schettino, durante quelle conversazioni mente, e spudoratamente. Si contraddice. Racconta di essere a bordo della nave, poi d’essere giù. Non sa rispondere alle domande concitate di De Falco, che gli intima di riferire quante donne, quanti bambini siano in pericolo, che gli ripete, quasi all’infinito, di tornare indietro, di percorrere quella scaletta al contrario e riprendere in mano la situazione. È la voce dell’onore contro quella dell’irresponsabilità, dell’esitazione. «Ma qui è tutto buio…», balbetta Schettino, mentre l’altro gli intima ancora, con voce perentoria e quasi esasperata: «E che vuol fare, andare a casa? Torni a bordo!».
Soddisfatto invece il legale di Schettino, Bruno Leporatti. Che torna a sostenere quella verità quasi incredibile: che l’uomo avrebbe salvato «centinaia, anzi migliaia di vite», che non ci sarebbe stata alcuna fuga, tanto meno un ammutinamento, come raccontato dai testimoni, secondo cui sarebbero stati altri membri dell’equipaggio a far scendere i passeggeri ravvisando lo stato confusionale in cui versava il comandante. «Non si può mandare in carcere una persona solo per l’opinione pubblica», conclude poi.
Interessante il parallelo con Giona e la sua storia nelle letture del 22 Gennaio 2012. lui è un profeta al quale Dio ha dato l’ordine di andare a Ninive per predicare il suo giudizio con l’obiettivo di offrire una possibilità di salvezza ai Niniviti. Abbiamo visto la volta scorsa come questo fosse per lui un ordine strano, perché fino a quel momento Dio aveva mandato i suoi profeti esclusivamente al suo popolo eletto, Israele e non a popoli stranieri; in più i Niniviti erano i peggiori nemici di Israele, conosciuti come dei guerrieri carnefici e spietati, tutt’altro che meritevoli della grazia di Dio. Perciò Giona decide di non ubbidire e di scappare il più lontano possibile, compra il biglietto per Tarsis e si imbarca convinto che tutte le circostanze stiano andando a suo favore. Ma, poco dopo la partenza, Dio scatena una tempesta così forte che la nave sta per rompersi e Giona è così tranquillo da riuscire ad addormentarsi nel fondo della nave, mentre il resto dell’equipaggio, capitano compreso, pregano i loro dei e fanno di tutto per alleggerire la nave. Giona non si pente nemmeno sotto la pressione del capitano e dei marinai, pur sapendo che la tempesta era stata mandata da Dio per colpa sua. Alla fine decide che la soluzione è morire piuttosto che pentirsi e chiede ai marinai di gettarlo nel mare. Questi ultimi sono costretti a farlo, anche perché tutti i loro sforzi per riportare la nave a riva sono vani e non appena Giona tocca l’acqua la tempesta si calma. I marinai sono terrorizzati e cadono in ginocchio adorando il Dio del cielo, che ha fatto la terra e il mare!

Giona sprofonda nel mare… e cosa succede? Notate che tipo di preghiera rivolge a Dio: non si tratta di una richiesta di aiuto ma di una preghiera di ringraziamento per l’aiuto già ricevuto; Giona non chiede a Dio di salvarlo dal grande pesce ma lo ringrazia per averlo salvato da una morte certa nel fondo del mare. Notate anche che Giona prega dalla pancia del pesce (v2), perciò è cosciente pur trovandosi in un luogo che apparentemente non permetterebbe a nessuno di continuare a vivere. Era cosciente abbastanza per realizzare che Dio lo aveva salvato dalla morte per annegamento. Con questo voglio dire che la prima cosa che succede non appena Giona viene gettato nel mare non è l’arrivo del grande pesce, ma il suo grido di angoscia e di aiuto verso Dio: deve aver trascorso un bel po’ di tempo nell’acqua prima di essere inghiottito dal pesce e sicuramente deve aver pregato mentre sprofondava negli abissi; d’altronde era la cosa più normale che un figlio di Dio in pericolo avrebbe fatto e questo è confermato dalle sue stesse parole (v8). Perciò, quando leggete questo capitolo ricordatevi che quando Giona parla della sua angoscia si sta riferendo al tempo trascorso nell’acqua e non a quello trascorso nella pancia del pesce: per Giona l’acqua fu la minaccia di morte, ma il grande pesce fu la sua salvezza provveduta da Dio.

1. NONOSTANTE LA NOSTRA COLPA

Dio aveva chiesto a Giona di andare a Ninive ma Giona ha preso la strada opposta: aveva disubbidito volontariamente e stava fuggendo da Dio, perciò era colpevole. Per questo motivo Dio aveva mandato la tempesta. Per questo stesso motivo Giona si trovava nel fondo del mare. Notate che la preghiera di Giona fu spinta dal pericolo non da un sentimento di devozione verso Dio, Giona prega perché sta per morire non perché si diletta nel parlare con Dio. In fondo, meglio pregare costretti da qualche motivo piuttosto che non pregare per niente, no? E’ poco probabile che ogni figlio di Dio preghi sempre spinto da motivi puri e santi, anche perché i nostri desideri e la volontà di Dio spesso sono in conflitto tra loro. Giona prega e si arrende a Dio perché si rende conto che Dio è la sua ultima e unica speranza di salvezza: come molti di noi oggi, considera la volontà di Dio come qualcosa a cui aggrapparsi nelle situazioni di emergenza non come qualcosa da vivere ogni giorno della propria vita! Giona è completamente colpevole, però prega e nonostante la sua colpa Dio gli risponde.

Se ti stati chiedendo “Ho ancora speranza? Avrà Dio misericordia di me e ascolterà il mio grido di angoscia?” fatti coraggio con Giona. La sua angoscia era il risultato della sua colpa, ma Dio gli ha risposto dandogli un’altra possibilità. Salmo 107.10-15 “Altri dimoravano in tenebre e in ombra di morte, prigionieri nell’afflizione e nelle catene, perché si erano ribellati alle parole di Dio e avevano disprezzato gli avvertimenti dell’Altissimo; perciò egli umiliò i loro cuori nella sofferenza; essi caddero, e nessuno li soccorse. Gridarono al SIGNORE nella loro angoscia ed egli li salvò dalle loro tribolazioni; li fece uscire dalle tenebre e dall’ombra di morte, spezzò le loro catene. Celebrino il SIGNORE per la sua bontà e per i suoi prodigi in favore degli uomini!” Se la tua angoscia, il tuo dolore, le tue difficoltà sono il risultato della tua disubbidienza, pentiti e grida al Signore: lui ti risponderà nonostante la tua colpa. Al v4 Giona si rende conto e accetta di trovarsi sotto la disciplina di Dio, non sono stati i marinai a gettarlo nel mare, ma Dio stesso: “Tu mi hai gettato nell’abisso, nel cuore del mare; la corrente mi ha circondato, tutte le tue onde e tutti i tuoi flutti mi hanno travolto”. I marinai erano stati solo il mezzo attraverso il quale Dio ha esercitato la sua disciplina.

Ma Dio risponde…

2. NONOSTANTE IL SUO GIUDIZIO

Dio è arrabbiato con Giona, la sua disubbidienza richiede una punizione. Credo che niente ci renda così disperati nelle nostre angosce quanto il pensiero che esse siano la conseguenza del nostro peccato e probabilmente siamo convinti che se Dio è arrabbiato con noi è inutile pregare, tanto non ci ascolta. La situazione drammatica in cui si trova porta Giona ad affermare che “Dio lo ha cacciato lontano dal suo sguardo“. Interessante, al cap. 1 era stato Giona a voler fuggire dalla presenza di Dio, ora sta realizzando che cosa terribile è l’essere mandato via dalla presenza di Dio da Dio stesso: che grande contrasto! Ma nonostante questo Giona prega e chiede la liberazione a quello stesso Dio che lo ha gettato nel profondo dell’oceano… e quel Dio che è così arrabbiato con lui compie un miracolo per salvarlo.

Giona era colpevole, aveva disubbidito volontariamente a Dio perciò si sentiva e si trovava realmente sotto il giudizio di Dio. Ma invoca comunque il suo Dio, perché quando andiamo a lui in preghiera con un cuore sincero Dio risponde nonostante la nostra colpa, risponde nonostante il suo giudizio e

Dio risponde…

3. NONOSTANTE LE CIRCOSTANZE IMPOSSIBILI

La situazione in cui si trova Giona è veramente critica: “Le acque mi hanno sommerso; l’abisso mi ha inghiottito; le alghe si sono attorcigliate alla mia testa. Sono sprofondato fino alle radici dei monti; la terra ha chiuso le sue sbarre su di me per sempre…”

Ma immaginate di dovervi trovare in mare aperto nella situazione in cui Giona si trovava: fu gettato in mare nel bel mezzo di una tempesta, perciò deve aver bevuto tanta di quell’acqua da farlo vomitare. Chissà quanto alte saranno state le onde, tanto alte che Giona dice di esserne stato travolto e sommerso. Inghiottito dal mare Giona va sempre più verso il fondo e mentre scende continua a bere, l’aria comincia a mancargli e come se non bastasse una massa di alghe gli si attorciglia alla testa e sul collo e immagino che deve essere stato qualcosa di viscido e schifoso. Probabilmente Giona cerca di liberarsene ma l’aria comincia veramente a essere poca e soprattutto la paura aumenta… la discesa verso il fondo non si ferma, Giona dice di sprofondare fino alle radici dei monti, non solo si sente inghiottito dal mare ma anche la terra ha aperto la sua bocca e ormai il nostro caro profeta ribelle ha i minuti contati. v8 “quando la vita veniva meno in me”… L’aria è finita, Giona è rassegnato, non riesce a risalire dal fondo. E’ una scena terrificante, la situazione è drammatica e per Giona sembra veramente arrivata la fine… è umanamente impossibile rimanere vivo!

Non so perché, ma sembra proprio che nella vita cristiana i problemi e le angosce arrivino tutte insieme. Non vi capita così? Un problema tira l’altro, dopo un periodo di tranquillità le prove non arrivano un po’ alla volta, spesso ne arrivano due, tre insieme e ci sentiamo impotenti, spesso gettiamo la spugna perché consideriamo alcune circostanze davvero insormontabili, problemi impossibili da risolvere. A volte abbiamo come la sensazione che il Signore non stia ascoltando le nostre preghiere e arriviamo al limite delle forze, quasi disperati davanti alla realtà di una situazione che non ha vie di uscita: “E’ impossibile, non ce la farò mai… Sono così confuso, non vedo soluzioni… Come faremo ad andare avanti?…” Ma, quando le circostanze sembrano non lasciarti scampo, ricordati di Giona: era impossibile rimanere vivo, ormai era spacciato. Ma… “ma tu mi hai fatto risalire dalla fossa, o SIGNORE, mio Dio! Quando la vita veniva meno in me, io mi sono ricordato del SIGNORE e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo tempio santo”. Per Giona era impossibile ma non per Dio. Dio risponde nonostante quelle che Giona sta vivendo siano circostanze impossibili. Dio permette che Giona viva delle circostanze al limite dell’impossibile prima di mandare un grande pesce a salvarlo. Spesso succede proprio così: Dio risponde quando tutto sembra ormai perso. Non è sempre così, ma molte volte Dio risponde “all’ultimo minuto”. Non so spiegare perché lo faccia eppure succede. Penso che un insegnamento in questo modo di operare ci sia: anche se non hai ancora una risposta devi continuare a pregare, perché Dio risponde. A Giona gli era rimasta ormai pochissima aria nei polmoni ma continua a pregare pur non avendo ancora ricevuto una risposta: “Quando la vita veniva meno in me,… la mia preghiera è giunta fino a te”. Quando senti di essere arrivato alla fine, ricordati che … “agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché ogni cosa è possibile a Dio”. Non smettere di gridare a Dio, perché egli risponde nonostante le circostanze che stai vivendo sono impossibili. Dio ci risponde quando gridiamo a lui nell’angoscia e nel pericolo, nonostante la nostra colpa, nonostante il suo giudizio, nonostante le circostanze impossibili… ma è anche vero che Dio a volte risponde

4. PER GRADI

Credo che possiamo essere certi del fatto che Giona non abbia chiesto a Dio: “Signore, ti prego, salvami mandando un grande pesce e fammi inghiottire da lui affinché possa restare tre giorni e tre notti nel suo stomaco, fino a quando non mi sputi sulla riva del mare!” Probabilmente la sua preghiera fu semplicemente: “Signore, lo ammetto, ti ho disubbidito.. ma, ti prego, abbi pietà di me e salvami!” A volte Dio non risponde alle nostre preghiere di liberazione con una liberazione totale o immediata! Spesso Dio risponde per gradi. E dobbiamo ammettere che quando risponde a questa maniera ci sembra quasi che la sua non sia una reale liberazione.

Lo stomaco del pesce difficilmente sembrerebbe una liberazione: immaginate Giona che si ritrova nella pancia del pesce dopo aver pregato, con tutto quello che si potrebbe trovare in un ambiente come quello, con tutta la puzza che ci potrebbe essere in un posto simile, dovunque tocchi è viscido… è buio… quasi sicuramente c’è più aria che nel fondo del mare ma comunque è molto poca… penso che Giona per qualche attimo deve aver provato una profonda paura e lo dico perché la Bibbia ci fa capire che è cosciente, perché prega dalla pancia del pesce! Ma nonostante tutto questo, Giona è vivo… è salvo… e contrariamente a quanto si sarebbe potuto aspettare, quel grande pesce fu la sua salvezza. Giona se ne rende conto, è cosciente abbastanza per piegare le sue ginocchia e ringraziare Dio. Non si lamenta dell’ambiente in cui si trova, accetta il “primo grado di salvezza” di Dio come la garanzia di una salvezza completa e conclude la sua preghiera con la grande affermazione: “La salvezza appartiene al Signore”. La risposta che io e Francesca ci aspettavamo non era certo di rimanere lì, eppure il Signore ha risposto proprio così!

Non disprezzare il parziale intervento di Dio, se sceglie di tirarti fuori dalla prova “per gradi” evidentemente lo sta facendo per uno scopo ben preciso. Sii grato a lui per qualsiasi risposta, anche se non ti sembra una reale risposta o se non è come te l’aspettavi. Perché Egli è il Dio della salvezza e puoi star sicuro che ti salverà dalla tua angoscia. Ricorda: la pancia del grande pesce è meglio del fondo del mare e delle alghe attorcigliate sulla testa.

La preghiera di Giona ci parla di un Dio che risponde alle nostre richieste di aiuto, sempre e nonostante la nostra colpa, il suo giudizio e le circostanze impossibili ci facciano pensare che non sia tenuto a risponderci. Dio risponde, anche se la sua risposta può sembrare a prima vista una parziale liberazione. Ma…

Giona ammette che nella sua vita ci sono stati degli idoli che lo hanno privato della grazia di Dio e delle sue benedizioni. Qual era stato il grande idolo di Giona? Il suo intenso patriottismo, era così concentrato sulla salvezza e la prosperità della sua nazione che si rifiutò di offrire la grazia di Dio ai nemici Niniviti. Non voleva in nessun modo che persone così malvagie e sanguinarie avessero anche la minima possibilità di potersi salvare. Un idolo porta via a Dio il primo posto nella tua vita e ti spinge alla disubbidienza, privandoti delle benedizioni che Dio vuole darti: Giona se ne rese conto, aveva capito che quando togli Dio dal trono della tua vita e ti arroghi il diritto di prendere l’ultima decisione, stai perdendo le sue benedizioni, la sua grazia. La risposta di Dio ha raggiunto il suo primo obiettivo: Giona ringrazia e da gloria a Dio!

Per spiegare questo punto è necessario andare avanti e anticipare per un attimo la fine della storia. Al cap. 3 Dio manda nuovamente Giona a Ninive. Giona ubbidisce, predica il giudizio di Dio e i Niniviti si pentono e “credono a Dio”. Alla fine del cap. 3 Dio, vedendo il pentimento dei Niniviti “si pentì del male che aveva detto di far loro e non lo fece”. Perciò nei primi 3 capp. c’è un parallelo tra l’esperienza di Giona e quella dei Niniviti: Giona disubbidì a Dio, Dio manda la tempesta come segno del suo giudizio, Giona grida a Dio nell’angoscia e Dio gli risponde dandogli una nuova opportunità. Lo stesso fu per i Niniviti: la loro malvagità era grande e aveva causato il giudizio di Dio, ma essi gridarono a Dio nella loro angoscia e Dio rispose dando loro una nuova opportunità. Dio ha mostrato grazia a Giona e allo stesso modo Giona deve imparare a mostrare grazia ai Niniviti. Il libro di Giona ha un messaggio forte e chiaro su Dio: la sua grazia e misericordia non sono riservate a Israele ma si estendono a qualsiasi persona pone la propria fede in lui, pentendosi per il proprio peccato. Ciò che salva non è la nazionalità ma la fede, questo è il forte messaggio espresso dal libro di Giona e da tutto l’Antico Testamento. Ma non è questo il tema principale del libro o l’insegnamento più grande che il libro di Giona vuole darci. Il libro non è tanto centrato su Israele quanto su Giona stesso e conseguentemente ha un messaggio preciso per me e per te. Il punto principale non è “Dio è misericordioso” ma “Tu devi essere misericordioso allo stesso modo in cui Dio lo è con te”. E’ questa l’ultima lezione che possiamo imparare dalla preghiera di Giona: Dio risponde alle nostre preghiere con grazia per rendere noi strumenti di grazia. E’ questo il cambiamento che lui vuole produrre nei nostri cuori attraverso la sua risposta alle nostre preghiere. Quanta grazia Dio ha mostrato verso di te? Puoi testimoniare di che persona eri prima di diventare un suo figlio e di quanta misericordia ti ha concesso nonostante tu non la meritassi, trasformando completamente la tua vita? Puoi testimoniare di quante volte nella tua vita di credente Dio ti ha soccorso con una grazia e una compassione indescrivibili, per trarti fuori da situazioni impossibili, nelle quali ti sentivi perso, senza soluzioni, sommerso da un peso insopportabile? Sei così sincero da ammettere che in nessun caso avresti meritato tutta la grazia di cui Dio ti ha letteralmente sommerso?!?!?! Bene, ora tocca a te: Dio ti chiama a mostrare lo stesso atteggiamento, la stessa grazia nei confronti dei tuoi colleghi, dei quali sei ormai stanco e che, magari, vorresti vedere crepare all’inferno; nei confronti dei tuoi amici che continuamente ti prendono in giro e che secondo te non meriterebbero che la morte, altro che la grazia di Dio! Nei confronti delle persone che giornalmente ti passano accanto e che giornalmente rifiutano di arrendersi a Dio, che non lo riconoscono come loro Creatore e al quale si rifiutano di sottomettersi. Nei confronti dei tuoi fratelli, delle tue sorelle che spesso vorresti non vedere, i quali non ti mostrano amore, con i quali sei stanco di lavorare. Dio ti ha mostrato grazia e continua a mostrartela perché tu, a tua volta, la mostri agli altri: non scappare dai Niniviti, vai da loro e offrigli la grazia di Dio perché non sono diversi da quello che eri tu prima che Dio la offrisse a te. Se ti senti cacciato dalla presenza di Dio, non esitare a parlargli perchè lui ti ascolta e ti risponde. Se ti senti in colpa per avergli disubbidito è un buon segno, allora svuota il tuo cuore davanti a lui e lui ti riabiliterà. Non è mai troppo tardi per tornare a Dio: fossi anche nel più profondo dei mari, lui è lì. Non la senti la voce di Dio?

“Figlio mio, non capisci cosa voglio insegnarti rispondendo al tuo grido di angoscia? Io ho avuto grazia con te nonostante la tua colpa… ho avuto grazia nonostante il mio giudizio su di te.. ti ho salvato da una situazione impossibile, dalla quale nessuno poteva trarti in salvo e l’ho fatto in modo miracoloso, liberandoti e rispondendoti con tutta la mia potenza… l’ho fatto per riempire il tuo cuore di ringraziamento, in modo che tu possa dare gloria al mio nome e non solo tu, ma chiunque sentirà ciò che io ho fatto per te… e l’ho fatto perché il tuo cuore possa cambiare atteggiamento nei confronti dei tuoi fratelli e sorelle e delle persone perdute che sono intorno a te. Caro figlio mio, tu devi mostrare grazia così come io l’ho mostrata verso di te!”

Colori del sacro a Padova

Posted by Moreno Migliorati On gennaio - 19 - 2012 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati

Conto alla rovescia per la sesta edizione della Rassegna internazionale di illustrazione I colori del sacro. Aria, che verrà inaugurata domani 20 gennaio alle ore 11, con un programma  in cui l’aria sarà appunto la protagonista. All’inaugurazione interverrà con il suo “respiro musicale” il trombettista Paolo Fresu che sarà una presenza costante per tutto il periodo dell’esposizione grazie alla sua musica presente in mostra che accompagnerà piccoli e grandi ad entrare in contatto con l’elemento aria così fondamentale ma invisibile, impalpabile, difficile da immaginare. È a questo elemento che “I colori del sacro”, Rassegna Internazionale di illustrazione, dedica la sua sesta edizione, a dipanare un progetto che, biennio dopo biennio, ha preso in esame tutte le declinazioni degli elementi che danno e assicurano la vita.

«Abbiamo voluto – annuncia il Direttore del museo Diocesano di Padova Andrea Nanteraccontare con i colori cos’è la voce del vento, il ritmo del respiro, il sollievo del soffio, la chiamata dello Spirito e, nella sua valenza più simbolica, la forza dell’ispirazione, la dolcezza della musica, la potenza della parola, del Verbo, nel tentativo di portare alla luce attraverso l’arte quel sacro che accomuna anche chi non crede». L’invito è stato raccolto da un centinaio di illustratori di mezzo mondo, cristiani, musulmani, ebrei, seguaci di culti orientali o indifferenti, firme famose e celebrate del mondo dell’illustrazione ma anche nuove, freschissime voci. La selezione, basata sulla qualità dell’opera e non certo sul credo dell’autore, ha consentito di individuare le espressioni di 90 artisti dei cinque continenti. Queste tavole originali saranno esposte dal 20 gennaio al 3 giugno 2012 nella mostra allestita sotto le medievali volte delle Gallerie del Palazzo Vescovile di Padova, Palazzo che ospita, al Piano Nobile, accanto alla magnifica Sala dei Vescovi, i tesori d’arte del Museo Diocesano.

(via SpiritualSeeds.info)

Dai cieli piove musica

Posted by Moreno Migliorati On dicembre - 7 - 2011 ADD COMMENTS

Al via la quindicesima edizione “La Musica dei Cieli – Voci e musiche nelle religioni del mondo”, promossa dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano (Servizio per la Pastorale Liturgica) e i numerosi Comuni che partecipano all’iniziativa. La rassegna inizierà il 12 dicembre e si concluderà il 21. I concerti saranno ad ingresso libero e proporranno repertori di musica popolare, jazz, etnica e sacra nelle chiese e basiliche dei Comuni della provincia di Milano.

“La Musica dei Cieli” si inserisce nel più ampio progetto della Provincia di Milano “MetroPòli”, che comprende nel periodo dell’Avvento anche la rassegna “Antichi Organi in Concerto”. La rassegna si propone la valorizzazione e la scoperta delle diverse espressioni religiose e delle culture del mondo. Grazie alla partecipazione sia di artisti di diverse religioni che di artisti laici che rielaborano il patrimonio religioso della propria cultura, questa rassegna riesce sempre a regalare grandi occasioni di condivisione e bellezza. Incoraggiata dal consenso della critica e dall’ampia partecipazione di pubblico, “La Musica Dei Cieli” rappresenta ormai indubbiamente un crocevia di linguaggi musicali, un veicolo di ricerca e tradizione, come lettura del sacro a partire dalla musica di oggi. Una rassegna che offre al pubblico la possibilità di incontrare musicisti di diversa formazione, provenienti da tutto il mondo. Una meravigliosa occasione di imparare e scoprire diversi modi di vivere la musica.

(via SpiritualSeeds.info)

Obladi’ oblada’

Posted by marilena marino On novembre - 30 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

L’Amore Donativo e Oblativo di Simone Weil.  Concorso le “Stelle Inquiete”.

pubblicata da Marilena Marino il giorno mercoledì 23 febbraio 2011 alle ore 19.23

Nell’amore donativo e oblativo di Simone Weil c’è tutta l’offerta dell’amore a beneficio di altri che raggiunge la radicalita’ fino alla “decreazione” in cui il soggetto si annulla fino a scomparire come un nulla, tale è il suo atto donativo d’amore da non dover costituire nenache un sovraccarico damore che imbarazza l’altro( S. W).

In questo percorso che l’essere umano fa per raggiungere l’amore e donarsi, ci si chiede se la “bellezza intesa come atto donativoe oblativo”, possa costituire una valore al concetto di Creazione e Decreazione di colei o colui che esperimenta tale processo: la bellezza come sacrificio, la bellezza come speranza della vita che ritorna dopo il sacrificio d’amore, sono stati i motivi di riflessione dell’autrice del testo contenuto in forma poetica del video racconto proposto per il concorso letterario de ” le stelle inquiete” attorno alla misteriosa e interessante figura della nota filosofa francese Simone Weil.

E’ interessante notare come la Creazione e Decreazione della stessa, assomiglia in modo esplicito alla figura cristiana del Cristo passionato che, per amore dell’uomo, giunge a dare la vita per i propri amici, fino al proprio annullamento pscichico e fisico. Quel che poi, in un tocco di autentica passionalita’ l’autrice del video aggiunge al pensiero di S. W., è una personale integrazione artistica che niente toglie al pensiero originale di Simone, anzi, è un tentativo artistico di far fluire l’arte e la sua rappresentazione visiva, concettuale e musicale nella sintesi filosofica del pensiero della Weil.

L’autrice Marilena Marino ha scritto per lo stesso concorso tre soggetti scritti sottoforma di prosa rguardanti un fondamentale passo tratto da “Teologia Mistica” e “L’Ombra e la Grazia” sempre di Simone Weil che dice:” Dio pena, attraverso lo spessore dell’infinito del tempo, per raggiungere l’anima, sedurla. Se essa si lascia strappare, anche solo per un attimo, un consenso puro e intero, allora Dio la conquista. E quando sia divenuta una cosa interamente sua, l’abbandona toalmente sola.Ed essa a sua volta, deve attracersare lo spessore infinito del tempo e dello spazio alla ricerca di colui che essa ama”.

Marilena si è interrogata, nell’elaborazione del testo, se in  questo cammino a ritroso, che è la croce, che l’anima fa per raggiungere Dio, sia possibile trovare una via di congiungimento tra la sofferenza che l’anima soffre nel suo percorso e il ritrovamento del medesimo corpo che  l’lindividuo abbandona per tendere all’infinito.

Arte e Dio

Posted by marilena marino On novembre - 30 - 2011 ADD COMMENTS

Il linguaggio dell’arte contemporanea per portare a Dio

Agnus Dei. William Zijltra -
Agnus Dei. Zurbarán

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Madrid, 15 luglio 2011.- L’innovazione e la storia non sono in conflitto.Nè l’arte contemporanea e la fede. Cosí dimostrano le 36 opere (installazioni,performances, quadri, fotografie) dell’esposizione Arte + Fede da paesi dei 5 continenti (Stati Uniti, Giappone, Olanda, Liberia, Australia e Filippine).

L’esposizione Arte + Fede riunirá alla Fondazione Pons di Madrid, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), le opere di artisti contemporanei cristiani provenienti da diverse parti del mondo, il cui obiettivo comune è che l’arte sia un ponte verso la fede. La mostra potrà esser visitata dal 9 al 26 agosto, nella sede della Fondazione Pons.

“È la prima volta che in Europa si organizza un’esposizione internazionale con artisti avanguardisti e impegnati con la loro fede cristiana, che sia cattolica, ortodossa o protestante. Il pensiero moderno vive una sfiducia generale. Questa esposizione vuole esser un modo per mostrare che l’arte costruisce, speranza”, ha spiegato María Tarruella, responsabile dell’esposizione.

La mostra ha potuto contare sulla collaborazione del National Museum of Catholic Art di Washington DC, dove l’esposizione sarà trasferita dopo la GMG.

Santa Teresa, san Juan de la Cruz, san Sebastián.Alejandro Mañas

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Tarruella ha sottolineato che questa mostra rivela che “il senso religioso non è qualcosa di ieri, ma qualcosa di insito nell’essere umano, che viene espresso attraverso il linguaggio artistico di ogni epoca. Le opere selezionate vanno dalle più concettuali ad altre con riferimenti più classici”.

È il caso dell’ olandese William Zijlstra,  che nella sua opera ‘Agnus Dei’ fa un chiaro parallelismo con l’ opera omonima di Zurbarán. Questa volta l’agnello è però immolato in un altare moderno, fatto con giornali che riportano la notizia ‘l’uomo è capace di qualunque orrore’, un articolo sull’ Olocausto. Inspiegabile dal punto di vista umano come la crocifissione di Cristo e le sofferenze del ventesimo secolo abbiano senso alla luce della fede.

Nowa Huta. David López

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Il significato del quotidiano
Dio e l’uomo non devono stare lontani. Così pensano molti di questi artisti, come il castiglianese Alejandro Mañas che utilizza tre bottiglie di Coca Cola smaltate per parlare di Santa Teresa, San Giovanni della Croce e San Sebastiano. Apparentemente simili, queste tre bottiglie sono proprio come noi: “la nostra forma esteriore è sempre la stessa però a seconda di come viviamo la nostra interiorità, vestiamo l’esterno”, spiega l’ artista.

“Ogni gesto quotidiano ha un significato più profondo che trascende il suo lato  più funzionale”, mette in guardia David López attraverso la sua opera ‘Nowa Huta’, nella quale si vede la sagoma di Cristo crocifisso, realizzata utilizzando  immagini del quotidiano.

Installazioni e ‘performances’
Anche la partecipazione trova posto in questa mostra. Ad esempio il lavoro “Le lacrime di Maria Maddalena” della sivigliana Adriana Torres de Silva: un’installazione con capelli appesi sopra un dipinto coperto d’acqua, che invita i visitatori a scoprirla spostando i capelli e, allo stesso tempo, rimanere inebriati dal profumo che viene versato nell’acqua.

Las lágrimas de María Magdalena. Adriana Torres Silva

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Oltre a questa, c’è l’ installazione realizzata dal filippino Jason Dy, artista e sacerdote gesuita, il cui lavoro consiste in bottiglie di vetro con dentro i ricordi di cari defunti. I visitatori potranno, se lo desiderano, riempire le bottiglie con un ricordo per i loro cari defunti, come fosse una lettera da inviare a Dio.

Esperienze nate in carcere

Virginidad. Sarai Aser

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In carcere ha anche trascorso la vita Sarai Aser, artista cilena trasferitasi a Rotterdam, questa volta per aiutare gli altri. La sua opera ‘Verginità’ desidera mostrare il messaggio che lei stessa trasmette alle donne nelle carceri: l’ opportunità di tornare indietro per ricominciare a vivere dopo situazioni di forte disagio a causa della prostituzione o altre ragioni legate alla sessualità.

L’ esposizione Arte + Fede è una delle oltre 300 attività che faranno parte della programmazione culturale della Giornata Mondiale. In concreto è una delle tre esposizioni d’arte principali, insieme all’ itinerario nel Museo del Prado ‘ I volti di Cristo’ e l’ esposizione del Museo Thyssen ‘Incontri’.

Amore, morte e miracoli al Tertio Millennio Film Fest

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 23 - 2011 ADD COMMENTS

È stata presentata a Roma la quindicesima edizione del Tertio Millennio Film Fest, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, presieduta da monsignor Dario E. Viganò, che propone ancora una volta il cinema quale momento di riflessione sui problemi e gli avvenimenti del mondo contemporaneo e motore per delle domande che nessuno può più permettersi di eludere.
Come ogni anno, tutte le opere del palinsesto ruotano intorno al tema centrale scelto che, per l’edizione 2011, è “Amore, morte, miracoli. Per una fenomenologia della società contemporanea”, perché il miracolo, la morte e l’amore sono cifre fondamentali del cinema. A volte nascoste tra le pieghe del visibile, apparenti, inesprimibili, ma proprio per ciò vicine alla natura magica del cinema.
Dario E. Viganò, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo nonché presidente e direttore artistico del Tertio Millennio Film Fest, dichiara: «Il Tertio Millennio Film Fest è per tradizione momento di riflessione sulla condizione dell’uomo nel mondo moderno, usando l’orizzonte cinematografico quale mezzo per ragionare e sviscerare i problemi e i disagi contemporanei, ma anche occasione per riflettere sull’ineffabile. Il titolo dell’edizione di quest’anno è “Amore, morte, miracoli. Per una fenomenologia della società contemporanea”, a sottolineare come l’uomo sia da sempre in bilico tra la vita, il razionalismo e misticismo. In questo mondo, in cui sembra esserci poco spazio per il miracolo, il cinema si trova ad assumere su di sé il compito di restituirne la potenza, lo stupore, il bagliore sacrale, senza ridurlo a un effetto scenico, una superfetazione visiva, un trucco tra i tanti».
I film saranno proiettati presso il Cinema Sala Trevi (vicolo del Puttarello, 25), sala della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dal 6 all’11 dicembre. Come di consueto, il Festival sara’ anticipato da un Convegno Internazionale (1-2 dicembre presso la Pontificia Universita’ Lateranense): “Film and Faith”, diviso in cinque sessioni,  che sara’ occasione per analizzare le implicazioni della fede e le sue narrazioni nel mondo contemporaneo, per sviscerare l’essenza del sacro nelle immagini cinematografiche. Un altro convegno, invece, collaterale al Festival, avra’ luogo dal 14 al 16 dicembre nella cornice dell’Abbazia Greca a Grottaferrata: “L’Anima nell’Arte. Prospettive ed approdi dell’era digitale”, organizzato dall’associazione Art Promotion con il Patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, del Ministero della Pubblica Istruzione, della Fondazione Ente dello Spettacolo, si rivolge a quanti, soprattutto nelle nuove generazioni, sentono profondamente l’urgenza della spiritualita’.

(via SpiritualSeeds.info)

“Cattedrale aperta” a Genova

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 21 - 2011 ADD COMMENTS

“La democrazia e gli assoluti: credenti e laici a confronto”: è il titolo del primo appuntamento del nuovo ciclo di incontri “Cattedrale aperta” che si aprirà mercoledì 23 novembre  a Genova con la presenza del vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Vincenzo Paglia, e del presidente dell’Istituto della Enciclopedia italiana, Giuliano Amato. All’incontro, che si terrà nella cattedrale di San Lorenzo, sarà presente l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco.

“Ascoltare autorevoli voci di uomini di cultura cristiani o di intellettuali laici aperti al confronto con la dimensione religiosa – ha affermato il direttore dell’ufficio diocesano per la cultura, p. Mauro De Gioia – è uno strumento molto importante per far crescere in noi credenti la consapevolezza della ricchezza dell’antropologia cristiana, e al tempo stesso non avere chiusure preconcette e tentazioni di fondamentalismo nei confronti dei non credenti”.

I prossimi due appuntamenti si terranno il 18 gennaio e il 15 febbraio. Interverranno, rispettivamente, il card. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, su “Etica della vita ed etica sociale”, ed il card. Stanislaw Dziwisz, arcivescovo metropolita di Cracovia, su “Il beato Giovanni Paolo II: un Papa e un esempio per il nostro tempo”.

(via SpiritualSeeds.info)

“Donne d’Oriente e d’Occidente” a Terni

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 14 - 2011 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati

Viene presentata oggi a Roma la settima edizione di Popoli e Religioni-Umbria International Film Fest, in programma a Terni dal 19 al 27 novembre prossimi e unico festival cinematografico in Italia esclusivamente dedicato al dialogo interreligioso e inter-etnico.
Testimonial d’eccezione del tema portante che quest’anno permeerà tutte le iniziative della kermesse, tra incontri, film in concorso, lezioni di cinema ed eventi speciali, la blogger e attivista tunisina Lina Ben Mhenni, candidata al Nobel della Pace per aver dato impulso alla recente Primavera Araba.
Attesi al festival, tra le altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo: Pupi Avati (ospite d’onore), Krzistof Zanussi (presidente onorario), Francesco Patierno, Liliana Cavani (presidente della giuria internazionale dei film in concorso), Guido Chiesa, Daniela Poggi, Alice Rohrwacher, Lech Majewski, Valentina Lodovini, Maria Grazia Cucinotta (madrina della manifestazione), Claudia Koll, Francesco Salvi, Giobbe Covatta, Valeria Solarino, Isabella Ragonese; il critico Morando Morandini, le autrici Mariolina Venezia, Francesca Melandri, Rosella Postorino; il maestro Luis Enriquez Bacalov; il celebre esorcista Padre Amorth.
La manifestazione ideata dal Vescovo di Terni, Mons. Vincenzo Paglia, rilancia il suo messaggio di civiltà e di dialogo attraverso il cinema con un nuovo assetto e una ricca proposta coerente alle passate edizioni. “Nella declinazione del titolo del festival c’è tutto il significato e la mission dell’iniziativa: la vocazione di un evento – spiega il nuovo direttore artistico Pierluigi Frassineti, giornalista, scrittore e autore di fiction- che fonda la sua ragion d’essere sulla specificità del cinema come contenitore di storie e di emozioni, in un territorio in cui lo scambio culturale che non è utopia ma realtà documentata dalla partecipazione di un pubblico entusiasta appartenente ad ogni etnia, anzi, ancora meglio, ad ogni popolo”.
Il concorso internazionale è articolato attraverso la presentazione di film e documentari, alcuni dei quali inediti per l’Italia, con un ventaglio di proiezioni legate ai temi di riferimento del festival, e ulteriormente discussi in confronti col pubblico. Tra gli eventi speciali, il premio alla carriera attribuito quest’anno a Liliana Cavani; l’anteprima europea del film “Young Europe” di Matteo Vicino, girato con la partecipazione di 14 paesi europei; e “Oltre il Confine”, giornata in collaborazione con le rappresentanze diplomatiche in Italia che prevede la proiezione di pellicole scelte insieme agli uffici culturali delle ambasciate.

(via SpiritualSeeds.info)

Cristianesimo, ebraismo e islam a confronto a Palermo

Posted by Moreno Migliorati On novembre - 4 - 2011 ADD COMMENTS

La presidenza della Regione Siciliana e la Pontificia Facoltà’ teologica di Sicilia, in collaborazione con il Coppem, organizzano le giornate di studio e riflessione sul dialogo interreligioso e interculturale che si svolgeranno a Palermo lunedi’ 7 e martedi’ 8 novembre 2011.
Gli incontri si terranno presso la sede Arcivescovile di Palermo, alla presenza di esperti dei vari settori culturali, sociali e religiosi provenienti dal mondo cattolico, musulmano ed ebraico.
I lavori della prima giornata saranno avviati dalle relazione di dell’arcivescovo di Palermo, il cardinal Paolo Romeo, e dal presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo. Seguiranno gli interventi di tre relatori in rappresentanza dei tre culti religiosi, che svilupperanno il seguente tema: “La religione come veicolo di pace, fratellanza e dialogo. Religione e Pace sono o dovrebbero essere sinonimi. Perché’ allora ci si combatte in nome della religione?”.
Dopo l’incontro con i giornalisti, i lavori continueranno con altri interventi sino alle ore 13. Per il pomeriggio di lunedì 7 novembre e’ prevista la tavola rotonda dedicata al tema “La religione come strumento di percezione e di conoscenza della cittadinanza e della civiltà’ euromediterranea. Diritti umani, valori della cittadinanza e della coesione delle tre religioni nelle città’ euromediterranee, anche alla luce dei recenti accadimenti geopolitici nell’area”, con tre relatori in rappresentanza dei poteri istituzionali decentrati (Ian Mens, sindaco di Moerdijik – Paesi Bassi; Ori Disatnik, sindaco di Binyamina – Israele; Ghassam Samman, responsabile ufficio internazionale Organizzazione delle citta’ Arabe).
A conclusione della due giorni di lavori, verrà redatta una dichiarazione finale. Nell’ambito dell’evento, martedi’ 8 novembre alle ore 10, si terra’ presso l’aula magna della Pontificia facolta’ teologica di Sicilia, la Conferenza dal titolo “Educare alla convivenza pacifica” con le relazioni del Rabbino David Rosen, Direttore Internazionale degli affari interreligiosi, l’Imam di Amman Moh’d Nouh Ali’ Ma’abdeh, recentemente nominato Ministro per la gioventu’ del Regno di Giordania , Monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del vallo e del Professor Giovanni Filoramo, Docente di storia del Cristianesimo e delle chiese presso l’università’ degli Studi di Torino. L’incontro sarà’ moderato dal vaticanista Marco Politi.

(via SpiritualSeeds.info)

Domani la Giornata del dialogo cristiano-islamico

Posted by Moreno Migliorati On ottobre - 26 - 2011 ADD COMMENTS

Si celebra in tutta Italia domani la decima Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico dal tema: “Dialogo, pluralismo, democrazia: il nostro comune orizzonte” perché il dialogo, per consolidarsi tra le persone e tra i popoli, non può fare a meno di pluralismo e democrazia.

I promotori dell Giornata invitano tutte le comunità cristiane e musulmane ma anche le amiche e gli amici di altre tradizioni a unirsi alla riflessione sul tema, dato che il valore centrale del pluralismo è basato proprio sulla dignità delle differenze e può essere considerato il vero “termometro” del grado di libertà in ogni società.

“Per dieci anni -scrivono gli organizzatori- l’iniziativa della Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico è andata avanti dal basso, coinvolgendo comunità cristiane e musulmane sparse su tutto il territorio nazionale con importanti e significative iniziative che hanno coinvolto anche importanti organismi istituzionali quali la Camera dei Deputati e la Presidenza della Repubblica.

Molto vari sono stati i temi delle giornate fin qui celebrate quali “Vincere la paura per costruire la pace”, “Costruire speranza e convivialità”, “Raccontarsi la vita” per scoprirsi tutti migranti e bisognosi di aiuto riscoprendo “La gioia del dialogo” o “Amare la terra e tutti gli esseri viventi” che è stato il tema dell’ultima giornata. Abbiamo proposto anche un decalogo su cui costruire la conoscenza ed il rispetto reciproco”.

Domani è anche la “Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo”, che si svilupperà sul tema “Pellegrini della verità, pellegrini della pace” a 25 anni dallo storico evento tenutosi ad Assisi il 27 ottobre 1986, per volontà del Beato Giovanni Paolo II. L’incontro incentrato sull’idea del pellegrinaggio, è simboleggiato dal corteo di 176 rappresentanti delle diverse religioni che si avvieranno verso la piazza San Francesco e dalla preghiera che i partecipanti faranno in privato rispettando la loro identità specifica. Oltre ai cattolici, ai buddisti, induisti, musulmani, scintoisti e agli esponenti delle diverse tradizioni religiose l’incontro vede anche la partecipazione di alcuni non credenti, collegati all’iniziativa Il Cortile dei gentili.

(via SpiritualSeeds.info)

Al via la decima edizione del Festival di musica e arte sacra

Posted by Moreno Migliorati On ottobre - 24 - 2011 ADD COMMENTS

Il Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra festeggia quest’anno il suo primo decennale: un traguardo importante che segna dal 2002 ad oggi dieci anni di grande musica nelle basiliche patriarcali romane, affidata a complessi prestigiosi, a partire dai Wiener Philharmoniker orchestra in residence del Festival, solisti e direttori di fama internazionale, fra cui sono da ricordare Riccardo Muti, Seiji Ozawa, Christoph Eschenbach, Daniele Gatti, Ton Koopman, Leopold Hager, Nikolaus Harnoncourt, Leo Krämer, e quest’anno Georges Prêtre.
“Siamo orgogliosi di aver raggiunto questo importante traguardo e per il decennale del Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra abbiamo pensato a un programma di grande prestigio che sarà eseguito da artisti di livello internazionale – sottolinea Hans-Albert Courtial, fondatore e presidente generale della Fondazione Pro Musica e Arte Sacra –. In questi dieci anni la Fondazione ha sempre portato avanti il suo scopo promuovendo la musica sacra ad altissimo livello e il restauro di tesori di arte sacra”.
Dal 26 ottobre al 6 novembre saranno dunque otto i concerti in programma nelle quattro basiliche patriarcali romane – San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura e Santa Maria Maggiore – e in quella di Sant’Ignazio in Campo Marzio. Viene confermata la presenza dell’orchestra in residence che ha reso prestigioso il Festival, ossia i Wiener Philharmoniker, che tornano a Roma, a San Paolo fuori le mura giovedì 27 ottobre, diretti quest’anno da Georges Prêtre; a loro si affiancano per questa ricca edizione l’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, per la prima volta ospite del Festival, la nuova Orchestra del Festival di Musica e Arte Sacra e i Tölzer Knabenchor, uno dei cori di voci bianche più famoso al mondo.
Inizia, inoltre, da quest’anno la collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, i cui complessi artistici saranno presenti con un concerto.

(via SpiritualSeeds.info)

Il Cortile dei Gentili fa tappa a Bucarest

Posted by Moreno Migliorati On ottobre - 11 - 2011 ADD COMMENTS

L’iniziativa per un «dialogo con coloro per i quali la religione è una cosa estranea», evocata nel “bilancio di fine anno” alla Curia romana nel dicembre 2009, ha ormai preso piede grazie all’operazione “Cortile dei gentili”, la fondazione promossa dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.
Dopo il prologo tenutosi a Bologna lo scorso mese di febbraio ed i primi colloqui parigini del marzo successivo, il Cortile fa ora tappa a Bucarest. L’evento si articolerà in due momenti:
Il primo avrà luogo oggi nell’Ateneo Rumeno, dalle ore 18 alle ore 20, e vedrà svolgersi un dialogo tra il fisico e filosofo M. Horia-Roman Patapievici, Presidente dell’Istituto Culturale Rumeno, autore di un libro circa l’interpretazione scientifica della struttura del cosmo nella Divina Commedia edito da Mondadori nella versione italiana e il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. I due interlocutori affronteranno l’argomento “Quesiti essenziali: si può parlare di Dio?” L’intervento del Cardinale sarà tratto dalla Lettera agli Efesini: «Ha voluto abbattere il muro di separazione che divideva i due popoli» (2, 14-16). Sarà una sessione di domande e risposte.
Il secondo momento, invece, si svilupperà il giorno successivo 12 ottobre, al New Europe College di Bucarest. Consisterà in un incontro, di carattere prettamente accademico, dal titolo “La ragione e le antinomie della fede”, copresidato dal Cardinal Ravasi e il rettore del New Europe College, Prof. Andrei Plesu, con la partecipazione di alcune personalità culturali della Romania (Vlad Alexandrescu, Alexandru Baumgarten, Francesca Băltăceanu, Andrei Cornea, Michel Kubler, Anca Manolescu, Dan C. Mihăilescu), essendo destinato prevalentemente alla diffusione del progetto del “Cortile dei gentili” nel mondo culturale rumeno.
Il cardinal Ravasi, da parte sua ha da pochi giorni aperto un blog nel quale non mancherà di tenere informati i suoi lettori circa l’andamento dei colloqui.

(via SpiritualSeeds.info)

“In fine. Vivere sul limite dei tempi”: questo il tema della settima edizione di “Torino Spiritualità”, che prenderà il via nel capoluogo piemontese il prossimo giovedì 29 settembre per concludersi il due ottobre. Un’edizione “low cost”, come è stata definita, visto che (a causa dei ben noti tagli alla cultura e ai bilanci degli enti pubblici) il budget risulta pressoché dimezzato rispetto alle origini. Nonostante ciò, saranno in programma circa sessanta incontri e dialoghi animati da un centinaio di relatori internazionali più progetti speciali che abbracciano musica, teatro, cinema e arti plastiche.
L’edizione 2011 verterà principalmente su quattro temi-cardine. Il primo è quello legato a Genesi e Apocalisse, per ripercorrere un viaggio alla scoperta dell’umanità a partire dall’Antico Testamento: tra i relatori del settore Vittorino Andreoli, Haim Baharier, Umberto Galimberti, Angela Finocchiaro, Maurizio Maggiani, Salvatore Natoli, Telmo Pievani, Roberto Piumini, Nicola Spinosa, Gustavo Zagrebelsky. Il secondo versante di dibattiti sarà invece incentrato sul tema delle promesse e delle profezie: relatori Adriana Destro, Frederic Lenoir, Mauro Pesce, Roberto Vacca, Luciano Mazzocchi). Il terzo ramo di discussione è invece intitolato “I tempi sono maturi”, ovvero come dare un nuovo senso ad un modo di dire, che nel linguaggio quotidiano appare svuotato: ne parleranno nella capitale sabauda Roberto Escobar, Maurizio Ferraris, Jean Pierre Dupuy, Patrik Ourednik, Mario Perniola, Giorgio Vasta.). Infine, il tema “Visioni dal quotidiano”: illustri ospiti chiamati a discuterne Michael Barry, Gabriella Caramore, Vito Mancuso, Gianni Vattimo, Richard Wiseman.
Il programma si aprirà con una lezione magistrale di Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose, cui farà da contraltare nello stesso giorno di apertura una riflessione sulla felicità del giornalista Massimo Gramellini con l’imprenditore farmaceutico francese Christian Boiron, da sempre impegnato nel sociale.

(via SpiritualSeeds.info)

Prende il via stasera a Bergamo «Molte fedi sotto lo stesso cielo», ciclo di incontri promosso dalle Acli, con il patrocinio del Comune di Bergamo, in collaborazione con moltissimi gruppi e associazioni del territorio.

L’obiettivo del percorso, dal titolo completo “Molte fedi sotto lo stesso cielo, per una convivialità delle differenze” è quello, come affermano gli organizzatori,  di imparare un alfabeto delle culture e delle religioni che ci attrezzi a vivere con responsabilità e discernimento la sfida epocale del mondo plurale a cui, inevitabilmente, saremo chiamati in un futuro non troppo lontano. La nostra convinzione è che per vivere e non subire le trasformazioni in atto, siamo chiamati, da un lato, a conoscere più e meglio non solo lo stesso cristianesimo, ma anche le religioni “altre”, cercando di evitare i ricorrenti pregiudizi e i facilistici pressapochismi; e dall’altro, a educarci pazientemente al dialogo e al confronto interculturali e interreligiosi.

Il tema scelto per quest’anno è “Ama il prossimo tuo perchè è te stesso” che  sarà affrontato attraverso una ottantina di proposte articolate in sezioni diverse (“Dialoghi”, “Meditatio”, “Grammatica dello Spirito”, “Cammini dello Spirito”, “Nella città la cura” “Voci e volti dall’Oriente”, “Cinema dello Spirito”, “Musica dello Spirito”, ”Cibo dello Spirito”, ”Teatro dello Spirito” e ”Per capire di più”).

Il via stasera, nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, con una Lectio Magistralis del cardinal Gianfranco Ravasi. Tra gli altri ospiti, da segnalare: Dominique Lapierre, fra Pierbattista Pizzaballa, Eugenio Scalfari, Gianantonio Stella, Luigi Zoja, Silvano Petrosino, Franco Cardini, mons.Louis Sako, rav.Giuseppe Laras, Gianni Mura, Gabriella Caramore. L’evento artistico di questa edizione sarà il “Concerto per la pace” della cantante israeliana Noa (venerdi 30 settembre 2011 alle 21 al PalaCreberg).

(via SpiritualSeeds.info)

Ai tanti Festival che affollano ormai da anni il panorama culturale italiano (da quello della letteratura a quello del diritto, passando per quello della mente e per quello della filosofia) se ne aggiunge un altro: prende il via infatti oggi a Verona la prima edizione del Festival della dottrina sociale della Chiesa. Si tratta di un’iniziativa promossa dalla Fondazione Toniolo di Verona, dal Collegamento sociale cristiano, dal Movimento degli Studenti Cattolici, dalla rivista ”La Societa”’, dai Gruppi della Dottrina sociale, dalla Fondazione Segni Nuovi e dal Movimento nazionale giovani Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti).
Il programma, spiegano gli organizzatori, ”si concentra in particolare sugli aspetti economici dell’insegnamento sociale della Chiesa e sulla corrispondenza tra riflessione teorica e comportamenti concreti finanche produttive e economiche nella vita quotidiana. Oggi più che mai sono necessarie persone che sappiano tradurre nella pratica di ogni giorno questo grande patrimonio culturale e di fede, che aiuta ciascuno di noi ad orientarsi nei diversi ambiti in cui opera: famiglia, scuola, impresa, comunità”.
Il convegno si aprirà questa mattina in Fiera con i saluti del sindaco Flavio Tosi e del vescovo Giuseppe Zenti, Quindi Vittorio Possenti, ordinario di filosofia politica all’università Ca’ Foscari di Venezia terrà la relazione introduttiva «Un patrimonio comune per le sfide di oggi: la dottrina sociale della Chiesa». Nei tre giorni di seminario saranno create commissioni di lavoro dedicate alla dottrina sociale della Chiesa nell’economia, nell’impresa, nel territorio, nelle realtà locali. Saranno toccati temi come «Donna, tempi e lavoro», la cooperazione e la mutualità, la dottrina sociale della Chiesa e la legalità e altro ancora.
Domenica mattina dopo una relazione sul nuovo beato Giuseppe Toniolo, l’intervento del cardinale Bertone «La spiritualità cristiana come modo di essere nel mondo per cambiarlo».

(via SpiritualSeeds.info)

È stata presentata ufficialmente la seconda edizione de “I Teatri del Sacro”, che si svolgerà a Lucca dal 19 al 25 settembre prossimo. Si tratta di un progetto promosso da Federgat, Federazione gruppi attività teatrali e Fondazione Comunicazione e Cultura, insieme al Servizio nazionale per il Progetto culturale della Cei, all’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei e all’Acec, associazione cattolica esercenti cinema.
I 27 spettacoli in cartellone, tutti inediti, entreranno poi nelle programmazioni delle sale della comunità, che nella scorsa edizione “hanno visto la rappresentazione di più di 300 repliche”, ha sottolineato Francesco Giraldo, segretario dell’Acec. “C’è stata una grande risposta da parte delle diocesi – ha affermato il responsabile del Servizio nazionale per il Progetto culturale, Vittorio Sozzi, il quale ha ribadito come questa manifestazione si collochi “nella missione della Cei di essere al servizio delle diocesi”. Alla conferenza stampa erano presenti anche Fabrizio Fiaschini, presidente della Federgat, che ha illustrato gli spettacoli in programma, e Giorgio Testa, responsabile del laboratorio “I 70 visioni e condivisioni”, dedicato “all’altra metà dello spettacolo: lo spettatore”.
Scopo de “I Teatri del Sacro”, ha spiegato mons. Domenico Pompili, durante la conferenza stampa, “é quello di riscoprire un’arte che è tra le più antiche e che ha sempre avuto una stretta continuità con la ricerca del senso”. Tre, ha aggiunto Pompili, le dimensioni proprie del teatro che la Chiesa, con l’iniziativa, intende mettere in luce: la “corporeità” perché “incontrare l’altro vuol dire innanzitutto trovarsi di fronte un corpo”; la “concretezza”, poiché “il sacro non è solo il luogo dei precetti e delle leggi ma anche quello dell’incontro con il singolo evento”; la “forza simbolica” perché “in una cultura tecnicista che tende a schiacciare tutto sui dati di fatto, il teatro dà respiro e profondità”.

(via SpiritualSeeds.info)

IL MONASTERO IPATIEV

di Daniela Asaro Romanoff “All’interno la Cattedrale è un gioiello della pittura. Ogni colonna, ogni muro, i soffitti, tutto è coperto di bellissimi affreschi, opera di Guri Nikita e Sila Sarin”

Festa della Luce

Festa della Luce, Candelora e della Purificazione di Maria:”Gerusalemme,rivestiti di luce, perché viene la tua luce del Signore brilla sopra di te” (Is 60,1).

Diaconia Cristiana

Di Giovanni Chifani ” Diaconia cristiana: dimensione kerigmatica, profetica e didascalica”

“Gesù nostro contemporaneo”

di Moreno Migliorati Chi è Gesù per me oggi? È persona viva di cui sentiamo tuttora il fascino o è [...]

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