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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Beni Culturali</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>Festa della Luce</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 06:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Di Palermo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Festa della Luce, Candelora e  della Purificazione di Maria:"Gerusalemme,rivestiti di luce, perché viene la tua luce del Signore brilla sopra di te" (Is 60,1).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/luce-diariop.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6376" style="margin: 10px;" title="luce diariop" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/luce-diariop-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il <a title="2 febbraio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2_febbraio">2 febbraio</a> la <a title="Chiesa cattolica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica">Chiesa cattolica</a> celebra la <a title="Presentazione al Tempio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Presentazione_al_Tempio">presentazione al Tempio</a> di <a title="Gesù" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9">Gesù</a> <a href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Lc+2%2C22-39&amp;formato_rif=vp" rel="nofollow">Lc 2,22-39</a>, popolarmente chiamata <a title="Festa (liturgia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_(liturgia)">festa</a> della <strong>Candelora</strong>, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo &#8220;luce per illuminare le genti&#8221;, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al <a title="Tempio di Gerusalemme" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tempio_di_Gerusalemme">Tempio di Gerusalemme</a>, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.</p>
<p>La festa è anche detta della <strong>Purificazione di Maria</strong>, perché, secondo l&#8217;usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di <a title="40 (numero)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/40_(numero)#Religione">40</a> giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il <a title="2 febbraio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2_febbraio">2 febbraio</a> cade appunto 40 giorni dopo il <a title="25 dicembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/25_dicembre">25 dicembre</a>, giorno della <a title="Nascita di Gesù" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_di_Ges%C3%B9">nascita di Gesù</a>.</p>
<p>Anticamente questa festa veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l&#8217;<a title="Epifania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Epifania">Epifania</a>), e la prima testimonianza al riguardo ci è data da <a title="Egeria (pellegrina)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Egeria_(pellegrina)">Egeria</a> nel suo <em><a title="Itinerarium Egeriae" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Itinerarium_Egeriae">Itinerarium Egeriae</a></em> (cap. 26). La denominazione di &#8220;Candelora&#8221; data popolarmente alla festa deriva dalla somiglianza del rito del Lucernare, di cui parla <a title="Egeria (pellegrina)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Egeria_(pellegrina)">Egeria</a>: &#8220;Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima&#8221; (Itinerarium 24, 4), con le antiche fiaccolate rituali che si facevano nei <a title="Lupercalia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lupercalia">Lupercali</a> (antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio). Ma la somiglianza più significativa tra le due festività si ha nell&#8217;idea della purificazione: nell&#8217;una relativa all&#8217;usanza ebraica:</p>
<table cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>«</strong> Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L&#8217;ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione <strong>»</strong>   <small>(<a title="Levitico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Levitico">Levitico</a> <a href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Levitico12%2C2-4&amp;formato_rif=vp" rel="nofollow">12,2-4</a>)</small></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>nell&#8217;altra riguardo alla <a title="Lupercalia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lupercalia">februatio</a> (cfr. <a title="Ovidio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ovidio">Ovidio</a>, I Fasti 2, 19-24, 31-32ss [Gli antenati romani dissero Februe le espiazioni: e ancora molti indizi confermano tal senso della parola. I pontefici chiedono al re e al flamine le lane che nella lingua degli antichi erano dette februe. Gli ingredienti purificatori, il farro tostato e i granelli di sale, che il littore prende nelle case prestabilite, si dicono anch'essi februe. (...) Da ciò il nome del mese, perché i Luperci con strisce di cuoio percorrono tutta la città, e ciò considerano rito di purificazione...]). Durante il suo episcopato (tra il 492 e il 496 d.C.), Papa Gelasio I ottenne dal <a title="Senato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Senato">Senato</a> l&#8217;abolizione dei <a title="Lupercalia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lupercalia">Lupercali</a> ai quali fu sostituita nella devozione popolare la festa appunto della Candelora. Nel VI secolo la ricorrenza fu anticipata da <a title="Giustiniano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giustiniano">Giustiniano</a> al 2 febbraio, data in cui si festeggia ancora oggi.</p>
<h2>La Candelora è celebrata anche nella tradizione <a title="Paganesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paganesimo">pagana</a> e <a title="Neopaganesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neopaganesimo">neopagana</a>, ed alcuni studiosi rilevano come si tratti di una festività introdotta appunto in sostituzione di una preesistente. Chiamata <a title="Imbolc" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Imbolc">Imbolc</a> nella tradizione celtica, segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera ovvero tra il momento di massimo buio e freddo e quello di risveglio della luce.</h2>
<p>Candelora prima della Chiesa.</p>
<p>Nel mondo romano la Dea Februa (<a title="Giunone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giunone">Giunone</a>) veniva celebrata alle <a title="Calende" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calende">calende</a> di febbraio (nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna. Il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) ed era chiamato “calende”, da cui deriva il nome “calendario”).<sup id="cite_ref-2" title="^ Nelida Caffarello, Dizionario archeologico di antichità classiche, Olschki, 1971"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Candelora#cite_note-2">[3]</a></sup><br />
Nel neopaganesimo Imbolc è uno degli otto <a title="Sabba" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabba">sabba</a> principali ed è legato alla purificazione ed ai riti propiziatori per la fertilità della terra.</p>
<p>Una festa della luce, dunque. «Quella “luce nuova” che si è accesa nella notte di Natale, oggi incomincia a risplendere sul mondo, come suggerisce l’immagine della stella di cui si  rivendica il carattere storico: fu «un segno celeste che attirò l’attenzione dei Magi e li guidò nel loro viaggio verso la Giudea».</p>
<p>Ritornando alla tradizione cristiana:</p>
<p>Tutto il periodo del Natale e dell’Epifania è caratterizzato dal tema della luce, legato anche al fatto che, nell’emisfero nord, dopo il solstizio d’inverno il giorno riprende ad allungarsi rispetto alla notte. Questo ha permesso a molti popoli appena cristianizzati di comprendere meglio i misteri del tempo di Natale – non a caso un tema caro a un grande studioso di religioni comparate onorato il 6 gennaio con la nomina a cardinale, il professore belga Julien Ries. Ma in realtà, «al di là della loro posizione geografica, per tutti i popoli vale la parola di Cristo: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Gesù è il sole apparso all’orizzonte dell’umanità per illuminare l’esistenza personale di ognuno di noi e per guidarci tutti insieme verso la meta del nostro pellegrinaggio, verso la terra della libertà e della pace, in cui vivremo per sempre in piena comunione con Dio e tra di noi».</p>
<p>Sempre in tema di luce, dalle parole del profeta Isaia:, la glor«Alzati, [Gerusalemme,] rivestiti di luce, perché viene la tua luceia del Signore brilla sopra di te» (Is 60,1). Si trova anzitutto qui il vero «contenuto della festa»: «è venuto nel mondo Colui che è la vera Luce, Colui che rende gli uomini luce».</p>
<p><a name="SL_IS.60.1"></a>[1] <a name="3" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/P3.HTM"></a>Alzati, <a name="4" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/Z0.HTM"></a>rivestiti di <a name="6" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce, perché viene la tua <a name="B" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce,<br />
la <a name="D" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria del <a name="F" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore <a name="G" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/EN.HTM"></a>brilla sopra di te.</p>
<p><a name="SL_IS.60.2"></a>[2] Poiché, ecco, le <a name="O" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IF.HTM"></a>tenebre <a name="P" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/LE.HTM"></a>ricoprono la <a name="R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/25.HTM"></a>terra,<br />
<a name="S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/IX.HTM"></a>nebbia <a name="T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/X9.HTM"></a>fitta <a name="U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/74.HTM"></a>avvolge le <a name="W" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AA.HTM"></a>nazioni;<br />
ma su di te <a name="11" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/6D.HTM"></a>risplende il <a name="13" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore,<br />
la sua <a name="16" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria <a name="17" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/5Y.HTM"></a>appare su di te.</p>
<p><a name="SL_IS.60.3"></a>[3] <a name="1C" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/71.HTM"></a>Cammineranno i <a name="1E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8E.HTM"></a>popoli alla tua <a name="1H" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce,<br />
i <a name="1J" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/U.HTM"></a>re allo <a name="1L" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/SQ.HTM"></a>splendore del tuo <a name="1O" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/3M.HTM"></a>sorgere.</p>
<p><a name="SL_IS.60.4"></a>[4] <a name="1Q" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/EH.HTM"></a>Alza gli <a name="1S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4R.HTM"></a>occhi <a name="1T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/A1.HTM"></a>intorno e <a name="1V" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/OM.HTM"></a>guarda:<br />
tutti costoro si sono <a name="20" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/7A.HTM"></a>radunati, vengono a te.<br />
I tuoi <a name="26" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1D.HTM"></a>figli vengono da <a name="29" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CF.HTM"></a>lontano,<br />
le tue <a name="2C" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B8.HTM"></a>figlie sono <a name="2E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/EQ.HTM"></a>portate in <a name="2G" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/N6.HTM"></a>braccio.</p>
<p><a name="SL_IS.60.5"></a>[5] A quella <a name="2K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/LP.HTM"></a>vista sarai <a name="2M" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/N9.HTM"></a>raggiante,<br />
<a name="2N"></a>palpiterà e si <a name="2Q"></a>dilaterà il tuo <a name="2T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/48.HTM"></a>cuore,<br />
perché le <a name="2W" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/O9.HTM"></a>ricchezze del <a name="2Y" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7X.HTM"></a>mare si <a name="30"></a>riverseranno su di te,<br />
verranno a te i <a name="38" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/I0.HTM"></a>beni dei <a name="3A" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8E.HTM"></a>popoli.</p>
<p><a name="SL_IS.60.6"></a>[6] Uno <a name="3D" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B/40.HTM"></a>stuolo di <a name="3F" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/2J.HTM"></a>cammelli ti <a name="3H"></a>invaderà,<br />
<a name="3I" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D/HT.HTM"></a>dromedari di <a name="3K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/6A.HTM"></a>Madian e di <a name="3N" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/5N.HTM"></a>Efa,<br />
tutti verranno da <a name="3R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/DF.HTM"></a>Saba, <a name="3S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/K0.HTM"></a>portando <a name="3T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5Y.HTM"></a>oro e <a name="3V" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IA.HTM"></a>incenso<br />
e <a name="3X" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/UG.HTM"></a>proclamando le <a name="3Z" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/J.HTM"></a>glorie del <a name="41" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore.</p>
<p><a name="SL_IS.60.7"></a>[7] Tutti i <a name="45" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/RO.HTM"></a>greggi di <a name="47" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/F2.HTM"></a>Kedàr si <a name="49" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/B6.HTM"></a>raduneranno da te,<br />
i <a name="4D" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/PR.HTM"></a>montoni dei <a name="4F" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/JD.HTM"></a>Nabatei saranno a tuo <a name="4J" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CW.HTM"></a>servizio,<br />
<a name="4K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/BG.HTM"></a>saliranno come <a name="4M" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B7.HTM"></a>offerta <a name="4N" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/MA.HTM"></a>gradita sul mio <a name="4Q" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7A.HTM"></a>altare;<br />
<a name="4R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/T5.HTM"></a>renderò <a name="4S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/3Z.HTM"></a>splendido il <a name="4U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4J.HTM"></a>tempio della mia <a name="4X" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria.</p>
<p><a name="SL_IS.60.8"></a>[8] Chi sono quelle che <a name="53" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/M0.HTM"></a>volano come <a name="55" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/RM.HTM"></a>nubi<br />
e come <a name="58" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/EW.HTM"></a>colombe verso le loro <a name="5C"></a>colombaie?</p>
<p><a name="SL_IS.60.9"></a>[9] Sono <a name="5F" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/CR.HTM"></a>navi che si <a name="5I" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/NF.HTM"></a>radunano per me,<br />
le <a name="5M" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/CR.HTM"></a>navi di <a name="5O" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/9W.HTM"></a>Tarsis in prima <a name="5R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/QI.HTM"></a>fila,<br />
per <a name="5T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/PF.HTM"></a>portare i tuoi <a name="5W" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1D.HTM"></a>figli da <a name="5Y" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CF.HTM"></a>lontano,<br />
con <a name="60" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8G.HTM"></a>argento e <a name="62" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5Y.HTM"></a>oro,<br />
per il <a name="65" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4C.HTM"></a>nome del <a name="67" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore tuo <a name="69" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/L.HTM"></a>Dio,<br />
per il <a name="6C" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/83.HTM"></a>Santo di <a name="6E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1L.HTM"></a>Israele che ti <a name="6H" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/RA.HTM"></a>onora.</p>
<p><a name="SL_IS.60.10"></a>[10] <a name="6J" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/K6.HTM"></a>Stranieri <a name="6K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/6V.HTM"></a>ricostruiranno le tue <a name="6N" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/EC.HTM"></a>mura,<br />
i loro <a name="6Q" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/U.HTM"></a>re saranno al tuo <a name="6U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CW.HTM"></a>servizio,<br />
perché nella mia <a name="6Y" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8V.HTM"></a>ira ti ho <a name="71" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/9I.HTM"></a>colpito,<br />
ma nella mia <a name="75" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/TO.HTM"></a>benevolenza ho avuto <a name="78" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/EI.HTM"></a>pietà di te.</p>
<p><a name="SL_IS.60.11"></a>[<a name="7B" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2V.HTM"></a>11] Le tue <a name="7E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D2.HTM"></a>porte saranno sempre <a name="7H" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/8N.HTM"></a>aperte,<br />
non si <a name="7K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/6B.HTM"></a>chiuderanno né di <a name="7N" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2J.HTM"></a>giorno né di <a name="7Q" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8K.HTM"></a>notte,<br />
per <a name="7S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/VA.HTM"></a>lasciar <a name="7T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/RF.HTM"></a>introdurre da te le <a name="7X" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/O9.HTM"></a>ricchezze dei <a name="7Z" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8E.HTM"></a>popoli<br />
e i loro <a name="83" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/U.HTM"></a>re che faranno da <a name="87" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/OH.HTM"></a>guida.</p>
<p><a name="SL_IS.60.12"></a>[12] Perché il <a name="8B" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1M.HTM"></a>popolo e il <a name="8E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6W.HTM"></a>regno<br />
che non vorranno <a name="8I" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B/DO.HTM"></a>servirti <a name="8J" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/MU.HTM"></a>periranno<br />
e le <a name="8M" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AA.HTM"></a>nazioni saranno tutte <a name="8P" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/A3.HTM"></a>sterminate.</p>
<p><a name="SL_IS.60.13"></a>[13] La <a name="8S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria del <a name="8U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/SH.HTM"></a>Libano verrà a te,<br />
<a name="8Y" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/6A.HTM"></a>cipressi, <a name="8Z" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/C/DA.HTM"></a>olmi e <a name="91" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/E/MP.HTM"></a>abeti <a name="92" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/73.HTM"></a>insieme,<br />
per <a name="94"></a>abbellire il <a name="96" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6C.HTM"></a>luogo del mio <a name="99" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B3.HTM"></a>santuario,<br />
per <a name="9B" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/VF.HTM"></a>glorificare il <a name="9D" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6C.HTM"></a>luogo <a name="9E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5Q.HTM"></a>dove <a name="9F"></a>poggio i miei <a name="9I" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8M.HTM"></a>piedi.</p>
<p><a name="SL_IS.60.14"></a>[14] Verranno a te in <a name="9O" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/41.HTM"></a>atteggiamento <a name="9P" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/9L.HTM"></a>umile<br />
i <a name="9R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1D.HTM"></a>figli dei tuoi <a name="9U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/UK.HTM"></a>oppressori;<br />
ti si <a name="9X" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/3Z.HTM"></a>getteranno <a name="9Y"></a>proni alle <a name="A0" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/ZV.HTM"></a>piante dei <a name="A2" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8M.HTM"></a>piedi<br />
quanti ti <a name="A5" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D/K3.HTM"></a>disprezzavano.<br />
Ti <a name="A7" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/VI.HTM"></a>chiameranno <a name="A8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/28.HTM"></a>Città del <a name="AA" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore,<br />
<a name="AB" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/DX.HTM"></a>Sion del <a name="AD" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/83.HTM"></a>Santo di <a name="AF" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1L.HTM"></a>Israele.</p>
<p><a name="SL_IS.60.15"></a>[15] <a name="AH" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4O.HTM"></a>Dopo <a name="AI" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6D.HTM"></a>essere stata <a name="AK"></a>derelitta,<br />
<a name="AL" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/C/DS.HTM"></a>odiata, senza che alcuno <a name="AP" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/MT.HTM"></a>passasse da te,<br />
io farò di te l&#8217;<a name="AX" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/74.HTM"></a>orgoglio dei <a name="AZ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/I1.HTM"></a>secoli,<br />
la <a name="B1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9I.HTM"></a>gioia di tutte le <a name="B5" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/ZI.HTM"></a>generazioni.</p>
<p><a name="SL_IS.60.16"></a>[16] Tu <a name="B8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/T4.HTM"></a>succhierai il <a name="BA" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/ZH.HTM"></a>latte dei <a name="BC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8E.HTM"></a>popoli,<br />
<a name="BD" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/T4.HTM"></a>succhierai le <a name="BF" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/O9.HTM"></a>ricchezze dei <a name="BH" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/U.HTM"></a>re.<br />
<a name="BI" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/YW.HTM"></a>Saprai che io sono il <a name="BN" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore tuo <a name="BP" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/5A.HTM"></a>salvatore<br />
e tuo <a name="BS" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/B2.HTM"></a>redentore, io il <a name="BV" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/FH.HTM"></a>Forte di <a name="BX" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7Q.HTM"></a>Giacobbe.</p>
<p><a name="SL_IS.60.17"></a>[17] Farò venire <a name="C1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5Y.HTM"></a>oro anziché <a name="C3" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/KI.HTM"></a>bronzo,<br />
farò venire <a name="C6" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8G.HTM"></a>argento anziché <a name="C8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/KQ.HTM"></a>ferro,<br />
<a name="C9" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/KI.HTM"></a>bronzo anziché <a name="CB" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/HN.HTM"></a>legno,<br />
<a name="CC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/KQ.HTM"></a>ferro anziché <a name="CE" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/ET.HTM"></a>pietre.<br />
<a name="CF" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/97.HTM"></a>Costituirò tuo <a name="CH" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/D7.HTM"></a>sovrano la <a name="CJ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8O.HTM"></a>pace,<br />
tuo <a name="CL" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/6.HTM"></a>governatore la <a name="CN" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6O.HTM"></a>giustizia.</p>
<p><a name="SL_IS.60.18"></a>[18] Non si <a name="CR" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/QA.HTM"></a>sentirà più <a name="CT" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D5.HTM"></a>parlare di <a name="CV" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/UP.HTM"></a>prepotenza nel tuo <a name="CY" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/29.HTM"></a>paese,<br />
di <a name="D0" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/52.HTM"></a>devastazione e di <a name="D3" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/LS.HTM"></a>distruzione <a name="D4" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/EB.HTM"></a>entro i tuoi <a name="D7" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/P0.HTM"></a>confini.<br />
Tu <a name="D9" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/N5.HTM"></a>chiamerai <a name="DA" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CM.HTM"></a>salvezza le tue <a name="DD" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/EC.HTM"></a>mura<br />
e <a name="DF" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria le tue <a name="DI" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D2.HTM"></a>porte.</p>
<p><a name="SL_IS.60.19"></a>[19] Il <a name="DL" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D1.HTM"></a>sole non sarà più la tua <a name="DR" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce di <a name="DT" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2J.HTM"></a>giorno,<br />
né ti <a name="DW" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/U.HTM"></a>illuminerà più<br />
il <a name="DZ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/CO.HTM"></a>chiarore della <a name="E1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/1R.HTM"></a>luna.<br />
Ma il <a name="E4" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore sarà per te <a name="E8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce <a name="E9" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IR.HTM"></a>eterna,<br />
il tuo <a name="EC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/L.HTM"></a>Dio sarà il tuo <a name="EG" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/SQ.HTM"></a>splendore.</p>
<p><a name="SL_IS.60.20"></a>[20] Il tuo <a name="EK" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D1.HTM"></a>sole non <a name="EM" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/A/YB.HTM"></a>tramonterà più<br />
né la tua <a name="ER" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/1R.HTM"></a>luna si <a name="ET" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D/LT.HTM"></a>dileguerà,<br />
perché il <a name="EW" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore sarà per te <a name="F0" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce <a name="F1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IR.HTM"></a>eterna;<br />
saranno <a name="F3" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/1L.HTM"></a>finiti i <a name="F5" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4L.HTM"></a>giorni del tuo <a name="F8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/M4.HTM"></a>lutto.</p>
<p><a name="SL_IS.60.21"></a>[21] Il tuo <a name="FC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1M.HTM"></a>popolo sarà tutto di <a name="FG" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IB.HTM"></a>giusti,<br />
per sempre avranno in <a name="FL" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/DQ.HTM"></a>possesso la <a name="FN" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/25.HTM"></a>terra,<br />
<a name="FO" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/MD.HTM"></a>germogli delle <a name="FQ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/DU.HTM"></a>piantagioni del <a name="FS" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore,<br />
<a name="FT" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/DG.HTM"></a>lavoro delle sue <a name="FW" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/57.HTM"></a>mani per <a name="FY" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/5T.HTM"></a>mostrare la sua <a name="G1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria.</p>
<p><a name="SL_IS.60.22"></a>[22] Il <a name="G4" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/QY.HTM"></a>piccolo <a name="G5" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/1X.HTM"></a>diventerà un <a name="G7" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/KN.HTM"></a>migliaio,<br />
il <a name="G9" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/US.HTM"></a>minimo un <a name="GB" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/V1.HTM"></a>immenso <a name="GC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1M.HTM"></a>popolo;<br />
io sono il <a name="GG" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore:<br />
a suo <a name="GJ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5A.HTM"></a>tempo, farò ciò <a name="GM" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B/7O.HTM"></a>speditamente.</p>
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		<title>Diaconia Cristiana</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 22:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Chifari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[diaconia]]></category>
		<category><![CDATA[orme lie]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Giovanni Chifani " Diaconia cristiana: dimensione kerigmatica, profetica e didascalica"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mqU1-FvOkQ4">http://www.youtube.com/watch?v=mqU1-FvOkQ4</a></p>
<p>Giovanni Chifani</p>
<div>Mi permetto di segnalare una rubrica sulla diaconia cristiana in onda ogni sabato ore 9,F30; 14,30; 22,30 su Teleradio Padre Pio, che riprende un corso opzionale da me tenuto nello scorso anno accademico presso l&#8217;Istituto Scienze religiose &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; di Foggia. Il titolo era Bibbia, scuola e catechesi, scelta calibrata all&#8217;insegna della diaconia nella sua dimensione kerigmatica, profetica e didascalica.</div>
<div></div>
<div>La trasmissione vorrebbe essere una reinterpretazione in chiave più divulgativa e televisiva di un corso tenuto nella predetta facoltà lo scorso anno.<br />
La rubrica segue la traccia offerta dal volume di don Giuseppe Bellia, Servi di Chi. Servi perchè. Piccolo manuale della diaconia cristiana, Ed. Rogate, Roma 2010.</div>
<div>Inoltre l&#8217;intera puntata è visibile su YouTube al canale Padre Pio TV  <a href="http://www.youtube.com/user/padrepiotv" target="_blank">www.youtube.com/user/padrepiotv</a></div>
<div>Può essere vista sia sul digitale terrestre, canale 145, sia su SKY, e anche sul sito  <a href="http://www.teleradiopadrepio.it/" target="_blank">http://www.teleradiopadrepio.it</a></div>
<div></div>
<div>Giovanni Chifari</div>
<div><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/buon-pastore_ravenna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6357" style="margin: 10px;" title="buon-pastore_ravenna" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/buon-pastore_ravenna-e1327961047750-300x144.jpg" alt="" width="300" height="144" /></a></div>
<div></div>
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		<title>OXESSIONATI DAL SESSO</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 12:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marilena Marino " New York, la città perfetta in cui si ambienta una storia di solitudine e di disagio, che offre mille possibilità e nessuna, che brilla e allo stesso tempo nasconde il marciume della società"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/55818312.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6186" style="margin: 10px;" title="5581831" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/55818312-e1326371861221-300x136.jpg" alt="" width="300" height="136" /></a>di Marilena Marino</p>
<p>Il protagonista di “<em>Shame</em>” è <em>Brandon</em>, giovane professionista che vive a New York. Brandon ha successo nel lavoro, possiede un appartamento di lusso e ha fascino da vendere con le donne, ma ha un problema che si sta facendo sempre più assillante: è dipendente dal sesso. Finora è sempre riuscito a tenere la cosa confinata tra le mura domestiche, ma l’arrivo della sorella minore (<a href="http://www.film.it/carey-mulligan-1" target="_blank">Carey Mulligan</a>), problematica quasi quanto lui, darà il via a una catena di eventi che lo costringeranno a fare i conti con se stesso.</p>
<p>Nella città che non dorme mai, dove il piacere sessuale è a portata di mano e dove un uomo single può intrattenersi in tutti i modi che preferisce, Brandon non ha limiti e dunque il suo problema non riesce a trovare risoluzione. <strong>McQueen comprende quanto una completa redenzione sia fuori luogo</strong> – stiamo parlando di questioni vere, non dell’arco di maturazione di un qualsiasi eroe hollywoodiano – e preferisce lasciare molto in sospeso, tante faccende insolute, concentrandosi non sull’ampio respiro ma sulle vite dei suoi personaggi, due anime perdute che cercano di riconnettersi e rimettere assieme i pezzi. Ce la faranno? Non è dato saperlo, ma almeno ci stanno provando.<br />
<strong>Ritratto glaciale e potente di Brandon, newyorkese di successo affetto da sex addiction. Un uomo come tanti, come tanti malato di frigidità morale ed emotiva,</strong> un uomo chiuso in prigione, stavolta racconto di un uomo che trasforma la sua assoluta libertà nella propria prigione”. Non è moralismo, è lucidità nel cogliere quella malattia emotiva della nostra contemporaneità che è il sesso impersonale, quella ginnastica genitale di corpi che si toccano e si compenetrano come in una tavola anatomica. Puro nichilismo. Brandon, il protagonista di <em>Shame</em>, cui Michael Fassbender aderisce con una fisicità impressionante, è un trentenne newyorkese di medio-alto successo che non ha, non riesce, non vuole avere relazioni durature e stabili. Che quando ci prova non ce la fa. Che ossessivamente fa sesso online, si masturba nel bagno di casa e dell’ufficio, si porta nel letto prostitute, fa avance pesanti alle ragazze che incontra in discoteca, si fa rimorchiare da sconosciute. Sesso, solo sesso. McQueen ce lo mostra con freddezza, non giudica, non ci racconta per fortuna molto di lui, non tenta nessuno approccio psicologistico al suo agire, semplicemente lo segue, lo pedina, registra i suoi movimenti. Il tutto in ambienti della nostra ipermodernità, spazi rarefatti, glaciali, geometrici, metallici e vitrei. Brandon è oggetto tra gli oggetti, viene osservato così come la macchina da presa osserva una sciarpa, un televisore, un divano. Da questo approccio avalutativo, fenomenico, scaturisce la forza enorme del film, che riesce a restituirci così il nichilismo in cui siamo sprofondati, e in cui ci stiamo perdendo, e che riesce a trasformare Brandon in un allarmante esemplare sociale dell’alienazione (sì, ritroviamola, questa meravigliosa parola perduta) ormai di massa. A fare da contrappeso è Sissy, la sorella di Brandon, invece travolta dalle sue emozioni, che cerca disperatamente di stabilire un ponte con quel fratello che sembra ormai perduto. Anche la disamina affettiva dei due protagonisti, uniti da un passato di imprecisato squallore ed oggi ancora alle prese con i propri fantasmi, riesce a procedere in maniera credibile, senza virare sul thriller o sfociare in una didascalica redenzione sentimentale. Forse, anzi, una chiave di lettura eccessivamente moralista o pedagogica lascerebbe una punta di evidente delusione sulla banalità del messaggio finale del film, che rimanda al solito circolo vizioso in cui infanzia traumatica e maturità disturbata fondano i propri disagi reciproci l’una sull’altra.<br />
Nell’ultima parte tutto si accelera, la frenesia e l’eccesso prendono il posto della rarefazione, la compulsione porta Brandon a avventure multiple, a inoltrarsi nei cunicoli della metropoli, a fare sesso con uno sconosciuto in un locale gay, a esibirsi con una prostituta alla finestra-vetrina di un hotel. Succederà poi qualcosa, qualcosa di drammatico, che forse riuscirà a tagliare la corazza che avvolge Brandon e a raggiungere la sua carne, il suo cuore. Forse.</p>
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<td align="left"> La <strong>fisicità</strong> degli attori gioca un ruolo fondamentale: è lo specchio di una condizione di nudità di fronte ai propri demoni e alle vite degli altri. Ma non è certo l&#8217;abbondante presenza di scene di sesso e nudo a risultare scandalosa, bensì la ripetizione ossessiva e sgradevole di quello che siamo e nascondiamo. Brandon e Sissy condividono uno stesso dolore (che McQueen non è interessato a indagare e sviluppare, preferendo cogliere i personaggi nel loro essere per aderire alla rappresentazione che la società contemporanea, tutta schiacciata sul presente, offre delle vite degli uomini), sono incapaci di gestirlo, ma cercano di soffocarlo in modi differenti, ponendosi con un atteggiamento quasi opposto verso gli altri: quanto il primo è riservato e solitario, tanto la seconda è espansiva e alla ricerca di amore. Tutti e due hanno il loro modo, che passa ugualmente attraverso un meccanismo di auto-punizione fisica e psicologica, di mascherare un&#8217;antica vergogna con una serie di atti che generano altra infamia, persino maggiore: in Sissy si tratta delle tendenze suicide, in Brandon della dipendenza sessuale. Dal conflitto delle loro personalità ha origine il nucleo drammatico del film, e alla fine, quando entrambi hanno varcato ogni limite e toccato il fondo, Brandon si trova schiacciato dal peso della vergogna che ha riversato su se stesso e sulla sorella.</td>
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<p><strong>“<em>Shame</em>” è un film potente, raccontato con grande asciuttezza e maestria e capace davvero di fare leva sui sentimenti più basilari dell’uomo</strong>. Non a caso il titolo, che dopo “<em>Hunger</em>” sembra continuare una sorta di studio sugli istinti primordiali dell’uomo. Ma McQueen ha anche il coraggio di non lasciarsi andare alle lacrime facili – nonostante un momento molto commovente verso il finale – e preferisce lasciare aperto uno spiraglio, la speranza di poter ricostruire un senso. A volte, è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Anche la disamina affettiva dei due protagonisti, uniti da un passato di imprecisato squallore ed oggi ancora alle prese con i propri fantasmi, riesce a procedere in maniera credibile, senza virare sul thriller o sfociare in una didascalica redenzione sentimentale. Forse, anzi, una chiave di lettura eccessivamente moralista o pedagogica lascerebbe una punta di evidente delusione sulla banalità del messaggio finale del film, che rimanda al solito circolo vizioso in cui infanzia traumatica e maturità disturbata fondano i propri disagi reciproci l’una sull’altra.<br />
<strong>Definito un capolavoro dai critici delle più importanti testate specializzate del mondo, Shame è cinema d&#8217;autore senza sconti: un viaggio nell&#8217;inferno della psiche e della metropoli che inghiotte. L&#8217;attualità dell&#8217;argomento, a seguito dell&#8217;invasione senza precedenti della pornografia promossa da internet, farà discutere e riflettere.</strong></p>
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		<title>Turning tables</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 05:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino: "Turning tables” è nata pensando all'ex fidanzato e ricostruendo a partire dal vissuto una di quelle scene che ogni coppia in crisi ha conosciuto"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/Adele-21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5972" style="margin: 10px;" title="Adele-21" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/Adele-21-e1325531142212-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a>di Marilena Marino</p>
<p>E cinque: ancora una volta ci occupiamo di Adele e del suo “21” grazie alla diffusione radiofonica che in questo periodo è riservata a “Turning tables”.<br />
Va detto che il disco ha numeri per far parlare di sé almeno undici volte, tante quante sono le tracce della scaletta: lo diciamo da mesi, ma soprattutto lo dicono i risultati che l&#8217;ultima fatica della cantante sta continuando a raggiungere ovunque.Si parla di primo posto in almeno 24 nazioni, di presenza nel Guinness dei primati, di circa quindici milioni di copie vendute e di sei nomination per i prossimi Grammy.<br />
Per farla breve, si tratta del successo più sfolgorante del 2011 e probabilmente la questione potrebbe allargarsi anche agli anni limitrofi.</p>
<p><strong>Adele Laurie Blue Adkins</strong>, conosciuta solo come <strong>Adele</strong> (<a title="Alfabeto fonetico internazionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alfabeto_fonetico_internazionale">/əˈdɛl/</a>) (<a title="Londra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Londra">Londra</a>, <a title="5 maggio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/5_maggio">5 maggio</a> <a title="1988" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1988">1988</a>), è una <a title="Cantautore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cantautore">cantautrice</a> <a title="Regno Unito" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_Unito">britannica</a>. Ha riscosso un discreto successo a livello mondiale nel <a title="2008" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2008">2008</a> con il singolo <em><a title="Chasing Pavements" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chasing_Pavements">Chasing Pavements</a></em>, contenuto nel pluripremiato album di debutto della cantante, <em><a title="19 (Adele)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/19_(Adele)">19</a></em>, per poi bissare il successo di quest&#8217;ultimo con il disco <em><a title="21 (Adele)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/21_(Adele)">21</a></em> del <a title="2011" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2011">2011</a> e i singoli <em><a title="Rolling in the Deep" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rolling_in_the_Deep">Rolling in the Deep</a></em>, <em><a title="Set Fire to the Rain" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Set_Fire_to_the_Rain">Set Fire to the Rain</a></em> e <em><a title="Someone Like You (singolo)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Someone_Like_You_(singolo)">Someone Like You</a></em>.</p>
<p>Assieme ad <a title="Amy Winehouse" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amy_Winehouse">Amy Winehouse</a> e <a title="Duffy" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Duffy">Duffy</a> è considerata una delle esponenti della nuova generazione del <a title="Soul bianco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Soul_bianco">soul bianc</a><span style="font-size: 11px;">o.</span><br />
Nulla da eccepire allora se Adele ha annunciato di volersi concedere un po&#8217; di pausa prima di cominciare a lavorare sull&#8217;erede di “21”, visti anche i problemi di salute che hanno interessato la sua preziosa ugola.<br />
Con “Turning tables” prosegue il discorso lasciato in sospeso da “Rumour has it” nel senso che anche questo nuovo singolo è scritto a quattro mani da Adele e Ryan Tedder, ma rispetto all&#8217;ultimo episodio si vira la rotta per tornare al più confortevole territorio della ballata.<br />
Accordi minori di pianoforte, voce e qualche spruzzata d&#8217;archi sono tutto ciò che serve a costruire la canzone: è evidente come in questo modo sia messa al centro della scena la capacità di canto della giovane stella, impressionante nell&#8217;estensione e nella capacità di infondere emozioni in quel che canta.</p>
<p>Come la fortunatissima “Someone like you”, anche “Turning tables” è nata pensando all&#8217;ex fidanzato e ricostruendo a partire dal vissuto una di quelle scene che ogni coppia in crisi ha conosciuto, ossia il tentativo di uno dei due di rigirare le carte in tavola per cercare una scappatoia o una mossa vincente.<br />
Poco seriamente: meno male che l&#8217;inglese conosce un&#8217;espressione come quella di “rovesciare i tavoli” per indicare il fenomeno: il nostrano “rigirare la frittata” avrebbe tolto parecchia poesia al tutto.</p>
<p>Per adesso godiamo della diffusione di questo nuovo singolo, sono certo che ci rivedremo ancora su queste pagine per qualche nuovo capitolo di “21”</p>
<p>Adele suscita apprensione e preoccupazione per le sue condizioni di salute: la cantante britannica si è sottoposta, pochi giorni fa, a un intervento chirurgico d’urgenza per un’emorragia alle corde vocali. Su Internet circolavano già voci su un presunto cancro alla gola, ma l’entourage della cantante ha smentito queste ipotesi.</p>
<p>Adele, esponente di spicco della nuova generazione soul, ha dovuto annullare il tour invernale, che sarebbe dovuto partire il 7 novembre dalla Civic Hall di Wolverhampton.</p>
<p>Adele suscita apprensione e preoccupazione per le sue condizioni di salute: la cantante britannica si è sottoposta, pochi giorni fa, a un intervento chirurgico d’urgenza per un’emorragia alle corde vocali. Su Internet circolavano già voci su un presunto cancro alla gola, ma l’entourage della cantante ha smentito queste ipotesi.<br />
Adele, esponente di spicco della nuova generazione soul, ha dovuto annullare il tour invernale, che sarebbe dovuto partire il 7 novembre dalla Civic Hall di Wolverhampton.<br />
GALLERIA</p>
<p>I medici, i quali le hanno assicurato il pieno recupero&gt; delle capacità vocali, hanno comunque imposto un periodo di riposo assoluto. L’operazione alla quale si è sottoposta è stata inevitabile, in quanto da tempo la cantautrice soffriva di disturbi ricorrenti: lei stessa, il mese scorso, sul suo blog aveva dichiarato di essere preoccupata per la sua voce e di aver smesso, per questo motivo, di fumare.</p>
<p>La ventitreenne, che con il suo secondo album, “21” ha conosciuto il successo a livello mondiale, dovrà quindi rimanere in silenzio forzato almeno fino alla fine dell’anno: nessun impegno musicale nell’immediato futuro, dunque, per evitare danni seri.<br />
Nel frattempo la cantautrice britannica, che ha portato a casa ben 4 nomination ai prossimi American Music Awards 2011 che si terranno il 20 novembre a Los Angeles, e tre ai prossimi Mtv EMA di Belfast, continua a dominare le classifiche mondiali (anche quelle italiane) sia nella categoria album che nella categoria singoli, con “Someone like you”. Una giovane artista dal talento indiscutibile, spesso accostata a Amy Winehouse, che speriamo di rivedere presto sui palchi di tutto il mondo.</p>
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		<title>La Rete e la Cultura del Cyberspazio</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 14:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Internet , spazio di esperienza che sempre di più sta diventando parte  integrante, in maniera fluida, della vita di ogni giorno"]]></description>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Padre Antonio Spadaro, il direttore della rivista dei gesuiti si confronta sulle colonne dell&#8217;Osservatore Romano sulle nuove frontiere della comunicazione digitale.</p>
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</div>
<p>Il direttore del quotidiano della Santa Sede Giovanni Maria Vian in un interessante colloquio con padre Antonio Spadaro, dal 1° ottobre alla guida della «Civiltà Cattolica» affrontano il tema della rivoluzione digitale di come sta modificando il modo di vivere e di pensare, e le sue implicazioni sulla dimensione religione e la fede cristiana . <strong>«La Rete e la  cultura del cyberspazio interrogano la nostra capacità di formulare e ascoltare un linguaggio simbolico che parli della possibilità e dei  segni della trascendenza nella nostra vita» dice il direttore</strong>»<strong>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Forse – aggiunge il gesuita &#8211; è giunto il momento di  considerare la possibilità anche di quella che io chiamo una  cyberteologia, cioè l’intelligenza della fede al tempo della Rete. È il frutto della fede che sprigiona da se stessa un impulso conoscitivo in un tempo in cui la logica della Rete segna il modo di pensare,  conoscere, comunicare, vivere». «Internet &#8211; prosegue il direttore della Civiltà Cattolica &#8211; è uno spazio di esperienza che <strong>sempre di più sta diventando parte  integrante, in maniera fluida, della vita di ogni giorno. È un nuovo contesto esistenziale. Dal suo influsso dipende in qualche modo la  percezione di noi stessi, degli altri e del mondo che ci circonda e di quello che ancora non conosciamo»</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E il direttore di Civiltà Cattolica non è l’unico nel mondo ecclesiastico cattolica ad indicare la rete come strumento di evangelizzazione e dimensione religiosa.</strong> Nei giorni scorsi su  vari media è stata data notizia delle omelie via twitter, e ieri l’Osservatore romano è tornato sull’argomento con un commento di <strong>monsignor Hervè Giraud, vescovo francese di Soissons, e presidente  del Consiglio per la comunicazione della Conferenza episcopale  francese</strong>. «In fondo – afferma il presule &#8211; anche le giaculatorie sono  preghiere-spot di poche sillabe o, se così possiamo definirle, tweet ante litteram: perchè allora non fare la stessa cosa con i commenti in rete?</p>
<p>Notizia ripresa da LUCA ROLANDI.<br />
Il cardinale Ravasi su Twitter: usarlo con lo stile di san Paolo<br />
&#8220;Credo oggi di avere attorno ai 7.500 followers che seguono il mio twitter &#8211; molti chiedono esplicitamente che io abbia a rispondere ad alcune loro provocazioni, che alcune volte sono anche molto polemiche. Finora io non ho ancora fatto questo percorso, perché richiederebbe anche un investimento di tempo e di energie del tutto particolare&#8221;. Così il cardinale ha commentato in un&#8217;intervista concessa a Radio Vaticana il suo uso di Twitter.</p>
<p>&#8220;Quando si fanno gli esperimenti per la prima volta, questi hanno sempre dentro delle fragilità, dei limiti… Quindi c’è un periodo di rodaggio che io sto facendo&#8221; ha detto Il presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, sicuramente il prelato della curia romana più attivo sul noto social network e che è solito &#8220;twittare&#8221; quotidianamanete alcune delle sua sapide citazioni. &#8220;Devo dire che il fatto che ogni giorno crescano non soltanto coloro che seguono questi messaggi essenziali che io do, ma anche che ci sia il desiderio di avere una risposta, di fare delle domande ed il fatto che ci siano anche coloro che retwittano, che trasmettano cioè a loro volta ad altri &#8211; nel loro sito o twitter &#8211; il messaggio che ho dato, è un elemento positivo, tenendo conto che lo stesso San Paolo diceva: E’ opportuno intervenire in tutti i contesti e scegliere tutto ciò che c’è di buono nelle realtà”.</p>
<p>di Marilena Marino</p>
<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/tra-1-e-2-paragrafo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6147" style="margin: 10px;" title="tra-1-e-2-paragrafo" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/tra-1-e-2-paragrafo-e1326291091131-300x151.jpg" alt="" width="300" height="151" /></a></p>
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		<title>Crisi, Sfida Per Cambiare</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 13:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Mariangela Musolino "LA CRISI, SFIDA PER UN CAMBIAMENTO.SE NE PARLA  A PERUGIA"

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Mariangela Musolino</p>
<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/Palazzo-dei-Priori_Sala-dei-Notari.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6135" style="margin: 10px;" title="Palazzo dei Priori_Sala dei Notari" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/Palazzo-dei-Priori_Sala-dei-Notari-e1326288595680-300x134.jpg" alt="" width="300" height="134" /></a>LA CRISI, SFIDA PER UN CAMBIAMENTO</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>A Perugia l’incontro di riflessione prende spunto dal documento proposto da CL su scala nazionale che suggerisce un modo “propositivo” di affrontare la crisi.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perugia – Giovedì 12 Gennaio presso la Sala dei Notari, alle ore 21, si terrà il dibattito sul tema “La crisi, sfida per un cambiamento”. L’iniziativa è della comunità umbra di Comunione e Liberazione e prende spunto dal documento nazionale diramato nello scorso mese di Ottobre dal movimento cattolico fondato da don Luigi Giussani, che si interroga sulle opportunità per la rinascita di una nuova civiltà, nascoste fra i grandi disagi sociali e personali annessi alla crisi globale in corso.</p>
<p>Al dibattito di Perugia interverranno Antonio Baldassarre, Presidente emerito della Corte Costituzionale, Carmine di Martino, docente di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Milano e la giornalista Gabriella Mecucci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’assunto principale della proposta ciellina è quello che la realtà di per sé è positiva, in quanto “ci rimette continuamente in moto, provocandoci a prendere posizione di fronte a ciò che ci accade”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prendendo spunto dalle tante realtà positive che pure in questi tempi difficili sussistono, lottano ogni giorno e continuano a credere in un mondo migliore possibile, l’analisi di CL vuole appellarsi all’ingegno, al desiderio di conoscenza e di creatività ed alla forza di aggregazione sentiti oggi da tante persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Crisi, dunque, come opportunità di prendere in mano la propria vita e la propria fede vivendole con un senso nuovo. In tale direzione il documento di Comunione e Liberazione auspica che anche sul piano della politica, messi da parte schieramenti di potere e ideologie diverse, si possa lavorare collegialmente per il vero bene comune, rilanciando lo sviluppo del Paese e investendo su quegli “io in azione” &#8211; che siano singoli o comunità &#8211; in grado di cambiare la realtà in meglio con il proprio impegno responsabile quotidiano.</p>
<p>Questo, tra l’altro, deve essere il ruolo dei cattolici nella vita della società italiana, nella quale si auspica i cattolici siano i primi a portare segni di speranza e di bene per la collettività.</p>
<p>Ufficio Stampa:</p>
<p>Mariangela Musolino</p>
<p>www.aa98comunicazione.com</p>
<p>speedmar@alice.it</p>
<p>339.3358038</p>
<p>Riportiamo delle riflessioni sulla crisi del Papa:</p>
<p><strong>Benedetto XVI: la crisi esprime il profondo malessere della nostra società. Servono nuove regole.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Nuove regole che assicurino a tutti» di vivere dignitosamente e sviluppare le proprie capacità a beneficio di tutti. Le chiede papaBenedetto XVI per la crisi economica che, nata in Occidente, incide anche sui Paesi in via di sviluppo. Uscire dalla crisi, dice, non significa solo «arginare le perdite individuali» o «nazionali». Il pontefice ha voluto ricordarlo agli ambasciatori accreditati in Vaticano, che ha ricevuto nella Sala Regia del Palazzo Apostolico per il tradizionale e solenne scambio di auguri d&#8217;inizio anno. In questa occasione, è stato reso noto che il prossimo 14 gennaio Benedetto XVI incontrerà il presidente del Consiglio Mario Monti. Il papa e il premier italiano si sono incontrati brevemente il 18 novembre scorso, quando l&#8217;allora neopremier è andato all&#8217;aeroporto di Fiumicino espressamente per salutare papa Ratzinger in partenza per il suo viaggio apostolico in Benin.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Gli sviluppi gravi e preoccupanti della crisi economica e finanziaria mondiale», non devono far dimenticare che la crisi che viviamo nel momento attuale è anche «politica e sociale» e rappresenta «la drammatica espressione di un profondo malessere» della società, ha proseguito Benedetto XVI, per il quale «la crisi può e deve essere uno sprone a riflettere sull&#8217;esistenza umana e sull&#8217;importanza della sua dimensione etica, prima ancora che sui meccanismi che governano la vita economica: non soltanto per cercare di arginare le perdite individuali o delle economie nazionali, ma per darci nuove regole che assicurino a tutti la possibilità di vivere dignitosamente e di sviluppare le proprie capacità a beneficio dell&#8217;intera comunità». L&#8217;esortazione del pontefice ai Governi e ai cittadini dei 180 Paesi che hanno rapporti diplomatici con la Santa Sede, è dunque a «non scoraggiarsi ma riprogettare risolutamente il cammino, con nuove forme di impegno».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La crisi economica e finanziaria mondiale «non ha colpito soltanto le famiglie e le imprese dei Paesi economicamente più avanzati, ma ha inciso profondamente anche sulla vita dei Paesi in via di sviluppo», ha proseguito Benedetto XVI. E nei Paesi dell&#8217;Occidente dove ha avuto origine, ha aggiunto, si è creata una situazione difficile «in cui molti, soprattutto tra i giovani, si sono sentiti disorientati e frustrati nelle loro aspirazioni ad un avvenire sereno». In particolare, infatti, «gli effetti dell&#8217;attuale momento di incertezza colpiscono particolarmente i giovani». «Dal loro malessere &#8211; ha ricordato Papa Ratzinger &#8211; sono nati i fermenti che nei mesi scorsi hanno investito, talvolta duramente, diverse Regioni».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«In Italia prosegua in un rapporto equilibrato fra Chiesa e Stato»</p>
<p>Il papa, poi, ha rivolto all&#8217;Italia «un particolare pensiero, al termine del 150esimo anniversario della sua unificazione politica»: «Le relazioni tra la Santa Sede e lo Stato italiano hanno attraversato momenti difficili dopo l`unificazione. Nel tempo, però, hanno prevalso la concordia e la reciproca volontà di cooperare, ciascuno nel proprio ambito, per favorire il bene comune. Auspico che l&#8217;Italia continui a promuovere un rapporto equilibrato fra la Chiesa e lo Stato, costituendo così un esempio, al quale le altre Nazioni possano riferirsi con rispetto e interesse».</p>
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		<title>Come Gesu&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 12:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Mauro Leonardi "Come Gesù" L'amicizia e il dono del celibato apostolico.Un celibato “solo umano” ha senso o la vita vale solo per chi si sposa?"
mauroleonardi.blogspot.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/leonardi1.jpg"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/leonardi1-e1325506949832-300x206.jpg" title="leonardi1" width="300" height="206" class="alignleft size-medium wp-image-5941" style="margin: 10px;" /></a>di Mauro Leonardi mauroleonardi.blogspot.com</p>
<h3>Un celibato “solo umano” ha senso o la vita vale solo per chi si sposa?</h3>
<div></div>
<div>
<div align="left">Un celibato “solo umano” ha senso o la vita vale solo per chi si sposa? Se così fosse il celibato sarebbe solo un “non sposarsi”? una non scelta di cui si può essere vittima e che sarebbe da assorbire il meglio possibile?</div>
<div align="left">Prima di esaminare il significato del celibato per amore di Cristo – cosa che faremo in un’altra Discussione-, è necessario chiedersi se è possibile pensare a una vita celibe che ha senso, almeno un po’, anche senza Cristo. E mi pongo questa domanda rimanendo nell’alveo di una concezione religiosa e morale dell’uomo, perché sono convinto che questi aspetti facciano integralmente parte di un corretto umanesimo. Pertanto ciò significa che il celibato di cui sto parlando non è semplicemente di chi «non è sposato» ma di chi, non essendo sposato, rinuncia anche all’uso della sessualità. (cfr Come Gesù p. 61)</div>
<div align="left"></div>
<div align="left"></div>
<div align="left">A volte i tre termini di verginità, celibato e castità vengono presi come sinonimi ma non lo sono, anche se hanno parti di senso sovrapponibili. Verginità significa “inesperienza” dell&#8217;atto sessuale. Celibato significa non essere sposati (quindi ci possono essere persone celibi che non sono vergini e che hanno una vita sessuale attiva, ma quando nella nostra Discussione parleremo di celibi intenderemo persone non sposate e che, per questo motivo, non hanno rapporti sessuali). Castità significa vivere la sessualità in modo consono al proprio stato: “Vi è la castità di coloro che sentono il destarsi della pubertà, la castità di coloro che si avviano al matrimonio, la castità di chi è chiamato da Dio al celibato, la castità di chi è già stato scelto da Dio per vivere nel matrimonio”. (E’ Gesù che passa n. 25)</div>
<div align="left"></div>
<div align="left">La mia tesi è che il celibato possa essere una scelta positiva anche di per sé. Tutti conosciamo il celibato per il regno dei cieli ma Gesù – come avviene per il matrimonio – in genere porta a un piano soprannaturale qualcosa che è già di per sé naturalmente buono. Per questo penso che il celibato abbia qualcosa di unico da dire all’uomo, anche all’uomo che non conosce Cristo (cfr Come Gesù p. 63). Penso che la vita di Cristo a Nazaret getti una luce particolare su alcune caratteristiche del celibato. Nella Palestina di duemila anni fa, la scelta di Gesù di rimanere celibe, se la consideriamo soltanto nei trent’anni di vita nascosta, doveva certamente apparire misteriosa. In Occidente, oggi come oggi, che un trentenne non sia ancora sposato e abiti con la madre vedova, non desta particolare meraviglia ma duemila anni fa in Palestina non era così. Il non prendere moglie di Cristo, poteva sembrare ai suoi contemporanei una scelta senza senso, anzi era qualcosa che non favoriva i piani di Dio poiché secondo molti studiosi il popolo d’Israele sapeva che il Messia sarebbe stato un figlio di Israele (cfr J. Gnilka, Gesù di Nazareth, p. 226). È importante mettere in luce questa incomprensibilità della condizione di Gesù, perché in essa c’è buona parte di quel senso del celibato che sto cercando. Proprio a questo proposito alcuni pensano che la sgradevole espressione «eunuco» che Gesù adopera nel Vangelo (cfr Mt 19, 12) sia una sorta di «replica» rivolta da Cristo stesso verso chi ironizzava su di Lui  perché non era sposato (cfr Gnilka, Gesù di Nazareth, p. 227). (Come Gesù, pp 100-101)</div>
<div align="left"></div>
<div align="left">Se si accetta questa tesi il senso della famosa espressione di Gesù “Vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre; e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e vi sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli” (Mt 19,12) diventa “ci sono celibi che sono nati così dal grembo della madre; e ce ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ce sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli”. Cioè ci sono persone che pur avendo una perfetta integrità fisica e psicologica (quindi che non sono “eunuchi” in senso letterale) hanno la loro vocazione umana nell’essere celibi (“sono così fin dal grembo materno…”). Altri sono resi tali dagli uomini non solo in senso “fisico” ma soprattutto per scelte di altri. Penso con particolare tenerezza a coloro che vivono il celibato avendolo subito. (…). C’è chi avrebbe voluto sposarsi ma non ha avuto la fortuna di trovare la persona giusta; oppure, peggio, l’ha incontrata ma per mille ragioni non è stato possibile sposarla. Includo anche una schiera di cristiani purtroppo non piccola, costituita da quei mariti e da quelle mogli che subiscono l’abbandono del coniuge. A volte sono persone di un infinito eroismo, umile e nascosto, che Cristo unisce a sé in un modo del tutto inatteso e che li apre al mistero. Anche per loro è importante una prospettiva di vita non solo degna ma anche piena. (Come Gesù, pp. 18-19).</div>
<div align="left">A questa categoria appartengono quegli uomini e quelle donne che presentano tendenze omosessuali profondamente radicate.</div>
<div align="left">Infine ci sono persone che vivono il celibato per il regno dei cieli. A questo gruppo appartengono i religiosi, i sacerdoti, e quei laici che vivono il celibato per amore di Cristo (è l’argomento del mio libro “Come Gesù”).</div>
<div align="left">Questo libro è composto da tre parti.<br />
La prima tratta del celibato in generale, senza entrare nel merito della dimensione laicale o religiosa, o se possa essere spiegato dal paradigma del matrimonio o da quello dell’amicizia, passando però per alcune necessarie premesse generali su che cosa siano l’amore, l’innamoramento e la fedeltà.<br />
La seconda parla del celibato cristiano vissuto nel mondo in maniera laicale, mettendo in luce la sua possibilità di aprire nuove strade non solo nel senso di discernere se la propria vocazione sia una o l’altra, ma anche in quello di riconoscere nel proprio modo di vivere la filiazione divina al Padre e il conseguente modo di stabilire relazioni amicali con il prossimo.<br />
La terza contiene degli elementi per provare a confrontarsi con la più generale domanda su come «rispondere e corrispondere» alla vocazione, domanda che in un certo senso è propedeutica a quella sul senso del celibato.<br />
Per chi è scritto questo libro? Potrei dire senza mentire che è per molti, forse per tutti, perché l’alternativa tra celibato e matrimonio non è qualcosa che riguarda solo la Chiesa, ma l’intera umanità.<br />
Inoltre per un cristiano «entrambi, il sacramento del Matrimonio e la verginità per il regno di Dio, provengono dal Signore stesso. È Lui che dà loro senso e concede la grazia indispensabile per viverli conformemente alla sua volontà. La stima della verginità per il Regno e il senso cristiano del matrimonio sono inseparabili e si favoriscono reciprocamente: chi denigra il matrimonio, sminuisce anche la gloria della verginità; chi lo loda, aumenta l’ammirazione che è dovuta alla verginità&#8230; Infatti, ciò che sembra bello solo in rapporto a ciò che è brutto non può essere molto bello; quello che invece è la migliore delle cose considerate buone, è la cosa più bella in senso assoluto» (CCC, n. 1620).<br />
Parlare di celibato significa parlare di amore, di amicizia, di apostolato, di fedeltà, di innamoramento, di sogni, di figli, di Cristo, di sacerdozio comune dei cristiani, di morte, di vita; che sono esattamente gli stessi argomenti che riguardano il matrimonio. Nel cristianesimo chi pensa al celibato pensa anche al matrimonio, e non solo per discernere quale sia la propria vocazione, ma anche perché un modo di amare Cristo illumina l’altro.<br />
Tra questi molti includo anche, con particolare tenerezza, coloro che vivono il celibato senza averlo scelto.<br />
Non dev’essere un’eventualità così remota, se due delle tre enumerazioni che Gesù fa in proposito riguardano non chi il celibato l’ha preferito, ma chi l’ha subìto. «Vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri che si sono resi tali per il regno dei cieli» (Mt 19, 12). C’è chi avrebbe voluto sposarsi ma non ha avuto la fortuna di trovare la persona giusta; oppure, peggio, l’ha incontrata ma per mille ragioni non è stato possibile sposarla. Includo anche una schiera di cristiani purtroppo non piccola, costituita da quei mariti e da quelle mogli che subiscono l’abbandono del coniuge.<br />
A volte sono persone di un infinito eroismo, umile e nascosto, che Cristo unisce a sé in un modo del tutto inatteso e che li apre al mistero. Anche per loro è importante una prospettiva di vita non solo degna ma anche piena.Quando dico che è per molti intendo tuttavia anche un’altra cosa. Questo libro ha alcune categorie di lettori ovvi, come chi ha già riconosciuto la propria vocazione al celibato e la sta seguendo felicemente in un fuoco d’amore, oppure quelli che stanno pensando se quella decisione prenderla, o quelli che vogliono semplicemente approfondire l’argomento.<br />
Voglio però spendere due parole in più per quelli che hanno iniziato a vivere la vocazione al celibato e poi per qualche motivo non sono andati avanti.<br />
Evito di proposito l’uso di espressioni come «perseverare» o «essere fedeli» perché la storia di ciascuno è unica: «Ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto» (Benedetto XVI, 8.XII.2009).<br />
Nella Chiesa accade con una certa frequenza che alcuni fratelli e alcune sorelle lascino la strada di celibato che avevano intrapreso: e penso a tutti i modi di vivere il celibato, non a uno specifico. A volte questo avviene in pace, altre volte con tensioni e ferite reciproche. A volte chi continua dà tutta la colpa a chi se n’è andato e vive nella convinzione di essere sulla strada giusta ma così non riesce più a identificare i punti deboli della propria storia ecclesiale. Quando dei fratelli e delle sorelle si allontanano siamo sempre coinvolti tutti. Vedere la parte personale di errore e magari anche di colpa è un presupposto necessario perché quel pezzetto di Chiesa possa continuare a esistere. I fratelli e le sorelle che si sono allontanati rappresentano un potenziale che manca a chi rimane.<br />
Ho sempre sentito come una mia esigenza personale analizzare con maggior attenzione le loro motivazioni e confrontarmi con i loro ideali di vita per capire se e dove erano stati delusi.<br />
Soltanto così la ricchezza personificata dai fratelli e dalle sorelle che hanno lasciato si integra nella storia di chi rimane. Se si scarica tutta la responsabilità su «chi è andato via» si esclude qualcosa che nuoce alla vitalità di tutti (cfr L’arte di perdonare, p. 73).<br />
Non posso generalizzare ma non di rado sono persone che conoscono Dio nell’intimità, poggiano il capo sul petto di Gesù (cfr par. 2.4 b) e sono capaci di una donazione profonda. A un certo punto questo percorso e questo ideale li hanno portati altrove, con una prova di dolore a volte maggiore di chi invece non ha dovuto fare un cambiamento così radicale ma ha scelto di maturare in un percorso di continuità.<br />
A questo proposito, c’è una particolare categoria di persone a cui ho pensato mentre scrivevo queste righe, persone importanti alle quali, forse per una sorta di pudore, non ho mai fatto riferimento esplicito ma che sono molto nel mio cuore.<br />
Sono quegli amici, quelle amiche, quei genitori, che stanno vicino ad amici, amiche e figli che, appunto, non hanno proseguito sulla strada del celibato.Infine, vorrei spendere due parole sulla genesi di questo libro perché conoscendone bene l’intenzione sarà forse più facile cogliere il senso di alcune affermazioni.<br />
Nell’àmbito del mio lavoro sacerdotale, che dura ormai da più di vent’anni, mi sono trovato con sempre maggior urgenza a dover spiegare quale fosse la natura del celibato laicale. Io, prima di essere un sacerdote incardinato alla Prelatura dell’Opus Dei, ero (e sono) un fedele numerario della medesima.<br />
La mia esperienza personale è quindi, innanzitutto, quella della vocazione al celibato dei laici dell’Opus Dei. Questa esperienza è nata senza una particolare riflessione teologica in merito, così come un bambino che nasce non si chiede che cosa sia la vita. Anche la successiva vocazione sacerdotale si è presentata nella mia vita senza pormi particolari questioni inerenti la natura del mio celibato: in questo senso direi che c’è stato uno sviluppo organico così come lo descrivo nel paragrafo 2.1 di questo libro.<br />
Nel successivo sviluppo della mia vita sacerdotale invece quegli interrogativi che a livello personale non c’erano stati, mi sono stati posti, e in maniera crescente, dalle persone che dovevo servire con il mio ministero.<br />
I quesiti riguardavano la natura e il senso del celibato così come vissuto nell’Opus Dei, ed erano interrogativi posti dai membri della Prelatura. Mi accorgevo che mutuare quell’atteggiamento che avevo in altri casi, non era sufficiente. Agli inizi, come consigliavo santa Teresa di Gesù per la vita di orazione, la consigliavo anche per meditare sul senso del celibato vissuto da laico, per Amore di Cristo, nel mondo. Ma, con il crescere delle esperienze pastorali, mi accorgevo che c’era qualcosa di diverso. Qualcosa di comune ma anche qualcosa di diverso.<br />
Il modo in cui una carmelitana vive la sua verginità consacrata, non è lo stesso in cui una numeraria dell’Opus Dei vive il suo celibato apostolico: con l’aumentare della necessità di precisazioni e di distinguo, aumentava in me il dubbio sull’opportunità di consigliare tali letture, ma non esistevano alternative.<br />
Naturalmente, con il passare degli anni, come avviene per ogni sacerdote, per ragioni di ministero dovevo occuparmi, anche se in via subordinata, di fedeli che avevano poco o nulla a che vedere con la Prelatura dell’Opus Dei, e tra essi c’erano anche religiose che danno gloria a Dio servendolo nel segreto della clausura. Questa apertura pastorale mi confermava su quanto stupenda fosse la verginità consacrata e contemporaneamente mi convinceva di quanto fosse diversa da quell’altro modo di darsi a Dio nel mondo che nell’Opus Dei viene chiamato celibato apostolico. Come scrive san Josemaría Escrivá: «Io amo i religiosi e venero e ammiro le loro clausure, le loro attività apostoliche, la loro separazione dal mondo – il contemptus mundi – che sono altri segni di santità nella Chiesa.<br />
«Ma il Signore non mi ha dato una vocazione religiosa, e il desiderarla per me sarebbe un disordine. Nessuna autorità sulla terra mi potrà obbligare a essere un religioso, come nessuna autorità può costringermi a contrarre matrimonio. Sono un sacerdote secolare: un sacerdote di Cristo Gesù che ama appassionatamente il mondo» (Colloqui, n. 56).<br />
Ecco spiegata la genesi di riflessioni che riguardano la scelta di essere celibi, nel mondo, per amore di Gesù.<br />
Questa vocazione ha la caratteristica di non essere una consacrazione in senso tecnico e io, direttamente, in quanto tale, la conosco solo nei numerari, nelle numerarie ausiliari e negli aggregati, uomini e donne, che appartengono alla Prelatura dell’Opus Dei. Ma le mie riflessioni mi auguro non siano solo per loro.<br />
Tutto il patrimonio spirituale della Chiesa è dell’Opus Dei, e tutto il patrimonio dell’Opus Dei è della Chiesa. Sarebbe meraviglioso se tanti altri cristiani, appartenenti magari ad altre realtà ecclesiali, ricevessero dalle mie parole aiuto, incoraggiamento e illuminazione.Essendo tale la storia del libro, va da sé che quello che avete fra le mani non è un libro di teologia in senso stretto perché non ho la possibilità di condurre lo studio sistematico che la scientificità rigorosa richiederebbe.<br />
Direi che è un libro <em>pre-teologico</em> nel senso pre-scientifico del termine. Esso vuole semplicemente offrire alla teologia, all’antropologia, al diritto canonico e così via, a partire dalla mia esperienza pastorale, un materiale ragionato sul senso del celibato laicale nel mondo scelto per amore di Cristo.<br />
In esso suggerisco qualche prospettiva forse un po’ nuova ma sia chiaro che, soprattutto pensando al celibato dei laici della Prelatura dell’Opus Dei, non pretendo di dare la <em>spiegazione</em>di questo celibato: è semplicemente il celibato che conosco meglio e mi sembra che, se si tralascia l’esperienza dei primi cristiani, costituisca finora un <em>unicum </em>nella Chiesa: a quanto ne so io (ma sarei felice di essere smentito) i molti altri laici che scelgono di essere celibi per Cristo nel mondo e che appartengono alle più diverse aggregazioni ecclesiali, sono ben lieti di riferirsi alla loro situazione come a una consacrazione, che spesso ha il sigillo del voto e che quindi, in qualche modo, da essi stessi è ricondotta al mondo dei religiosi. Ma questo è esattamente quello che le persone che vivono il celibato apostolico nell’Opus Dei dicono di non essere e di non voler essere.<br />
Quando, anche negli ultimi anni, i sommi pontefici si riferiscono alla verginità, anche se è vissuta nel mondo, essi in genere si riferiscono al grande arcobaleno delle persone consacrate: e questo non mi meraviglia perché il fenomeno del celibato nel mondo come vissuto nella Prelatura dell’Opus Dei è recente, soprattutto se considerato nell’orizzonte temporale di una Chiesa che è bimillenaria.<br />
Inoltre, la realtà pastorale che voglio considerare in questo libro è quantitativamente piccola e specifica, e non mi sembra ci sia stato finora qualche intervento magisteriale <em>ad hoc</em>.<br />
Il mio tentativo è solo quello di aprire delle strade nell’individuare il senso di un celibato che non ha nulla della <em>consacrazione religiosa</em> o del <em>celibato consacrato</em> (come dir si voglia) o del celibato sacerdotale ma che, in fin dei conti, desidera solo essere un modo per mettere in evidenza lo splendore della vocazione battesimale del cristiano senza aggiunte né di altri sacramenti né di voti: il puro splendore del Battesimo come unione con Cristo.<br />
Personalmente, la chiave ermeneutica che ho individuato è quella di non riferirmi alla categoria della sponsalità che è la meravigliosa caratteristica della verginità consacrata, ma di approdare invece a quella dell’amicizia gratuita come conseguenza del vivere in maniera radicale la filiazione divina. «Radicalità della filiazione divina» non significa che chi ha vocazione al matrimonio o è religioso è «meno figlio di Dio» (ci mancherebbe!) ma che la vocazione al celibato<em> dei laici</em>, non avendo nulla di particolare da annunciare, mostra con la sua disponibilità esistenziale che cosa significa accettare che nella propria vita il Figlio riviva la sua completa sottomissione al Padre, «gustando» nell’apertura amicale e apostolica agli altri quella misteriosità quotidiana che appare enigmatica a molti e che conduce, quasi in maniera ovvia, a scoprire il senso vocazionale del proprio vivere.<br />
Allo stesso modo, il titolo <em>Come Gesù</em> non significa che solo chi ha vocazione al celibato apostolico è chiamato a essere come Gesù. Se così fosse, starei negando la vocazione universale alla santità, perché identificarsi con Gesù non è altro che la santità stessa! Il titolo che ho scelto significa solo, e spero di illustrarlo per bene nel par. 2.4, che la spiegazione del celibato vissuto nel mondo per amore di Cristo mi sembra essere non la sponsalità escatologica (celibato dei religiosi), né l’essere Sposo della Chiesa (celibato dei sacerdoti), ma il voler essere «come Gesù» in qualcosa che non è obbligatorio per il cristiano, e cioè il Suo essere celibe, intendendo tale scelta come <em>una </em>manifestazione – non l’esclusiva, non l’unica possibile – di corrispondenza a quell’Amicizia che Gesù ha per noi. «Gesù è tuo amico. – L’Amico. – Con un cuore di carne, come il tuo. – Con gli occhi, dallo sguardo amabilissimo, che piansero per Lazzaro&#8230; – E così come a Lazzaro, vuol bene a te» (Cammino, n. 422).<br />
D’altra parte, non posso negare che l’illuminazione decisiva in questo senso mi è venuta proprio dalle parole di mons. Javier Echevarría che ho citato in apertura: è «il celibato di Gesù» che «illumina di forza e splendore questo dono che Dio concede a molti».Ho chiesto a tre amici che hanno fatto della teologia la loro professione, di rivedere il mio scritto, e li ringrazio per i preziosi consigli: sono Giulio Maspero, Javier López Diaz e, per l’aspetto scritturistico, Marco Valerio Fabbri. Aggiungo, infine, Andrea Mardegan per aver letto il manoscritto e avermi dato utili consigli a seguito degli scambi di idee fruttuosi che ne sono nati. Ci tengo però a ribadire che le idee espresse in questo libro sono soltanto mie, e ringrazio in anticipo quanti vorranno entrare in dialogo con me per aiutarmi ad arricchire o a precisare il mio pensiero [e-mail: come.gesu@gmail.com]. Mauro Leonardi</div>
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		<title>Il Papa incendia Gubbio</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 16:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/gubbio1.png"><img src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/gubbio1-300x258.png" title="gubbio1" width="300" height="258" class="alignleft size-medium wp-image-5573" style="margin: 10px;" /></a>di Marilena Marino</p>
<p> Gubbio: il Papa accenderà l&#8217;albero con un sistema hi-tech<br />
Sarà un sistema ad alta tecnologia telematica quello che consentirà a papa Benedetto XVI di accendere l’Albero di Natale più grande del mondo – che si trova a Gubbio – direttamente dal suo appartamento in Vaticano. Al Santo Padre basterà sfiorare lo schermo di un tablet per attivare il contatto con il quadro generale elettrico che illuminerà il grande abete colorato disegnato sul versante del monte Ingino che domina la medievale città dell’Umbria.</p>
<p>Il sistema tecnologico è stato presentato il 3 dicembre proprio a Gubbio, nel corso di una conferenza stampa organizzata – insieme con la Diocesi e il Comune – dal Comitato “Albero di Natale più grande del mondo”, il gruppo dei volontari eugubini che da trent’anni si occupa di questo singolare allestimento.<br />
Papa Ratzinger avrà in mano un apparecchio Sony, modello Tablet-S con sistema operativo Android, che attraverso la rete Internet può interfacciarsi con un web server BTicino, modello F453, collegato poi al quadro che fornisce corrente elettrica all’impianto dell’albero, frutto di una idea concretizzata per la prima volta nel 1981.<br />
Dal 1991 l’Albero di Gubbio è entrato persino nel Guinness dei Primati e i numeri rendono davvero l’idea della grande impresa: la sagoma luminosa dell’abete natalizio è disegnata da 300 punti luce e colorata all’interno da altre 400 lampade di grandi dimensioni, in totale i cavi utilizzati hanno una lunghezza di 7500 metri, le prese e le spine per le connessioni sono circa 1350 che veicolano 35 chilowatt di corrente elettrica, la stella cometa è disegnata da 250 luci e si sviluppa su una superficie di mille metri quadrati, il tutto per un’altezza complessiva della creazione luminosa di 750 metri e una larghezza di 450.<br />
Il Santo Padre sarà visibile a Gubbio grazie a un collegamento video dall’appartamento pontificio allestito dal Centro Televisivo Vaticano (Ctv) e la cerimonia di accensione sarà rilanciata da vari media nazionali e internazionali e trasmessa in diretta da Rai Uno, all’interno del programma “La vita in diretta”. L’inizio dell’evento – che si terrà nel piazzale del seminario “Beniamino Ubaldi” in via Perugia a Gubbio – è previsto per le ore 17,30, mentre l’intervento in video-collegamento di papa Ratzinger è fissato intorno alle ore 18,30.</p>
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		<title>La strada di Paolo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 05:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino.La strada,luogo di scoperta...tu dove sei? Sei tu che cerchi la fede o la fede è in cerca di te?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/Trucks2.jpg"><img style="margin: 10px;" class="alignleft size-full wp-image-5508" height="461" width="614" title="Trucks2" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/Trucks2.jpg" /></a>di Marilena Marino</p>
<p style="text-align: left;">In occasione della VI edizione del<strong><a href="http://www.romacinemafest.it/ecm/web/fcr/online/home" target="_blank">Festival Internazionale del Film di Roma</a></strong>, il 2 novembre 2011 alle ore 18.00, presso il Palazzo delle Esposizioni, ha avuto  luogo nell’ambito di Risonanze, la proiezione di <em><strong>La strada di Paolo</strong></em>, un film di Salvatore Nocita prodotto da <a href="http://www.faiservice.it/web/" target="_blank">FAI Service</a> (Federazione Autotrasportatori Italiani) e <a href="http://www.officinadellacomunicazione.com/" target="_blank">Officina della Comunicazione</a>, in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura e <a href="http://www.raicinema.rai.it/dl/RaiCinema/site/Page-4777ed96-9b0f-4ad6-8913-ab1c2e9f579c.html" target="_blank">Rai Cinema</a></p>
<p>Il film narra la storia di Paolo, un autotrasportatore diretto per lavoro in Terra Santa. Il suo viaggio prende una direzione inaspettata quando si imbatte in alcune realtà che parlano al suo cuore di Dio, Fede, Grazia e Carità, aprendogli anche gli occhi sull’opportunismo e il cinismo umano. Nell’incontro/scontro con la religiosità e il mistero insondabile di quella Terra, immerso in situazioni surreali, a contatto con personaggi e storie incredibili, per Paolo si aprono nuovi orizzonti che lo porteranno a una decisione fondamentale. Interpretato da Marcello Mazzarella, Valentina Valsania, Gianni Bissaca, Milena Miconi e David Brandon, con la partecipazione straordinaria di Philippe Leroy, il film deve indicazioni imprescindibili per la sua struttura alle interviste a personalità come S.E. Card. Angelo Scola,Arcivescovo di Milano; S.E. Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; Fabrizio Palenzona, Presidente di FAI Service; Roberto Vecchioni,cantautore; Salvatore Natoli, professore ordinario di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e Lucetta Scaraffia,storica, giornalista e docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Roma La Sapienza.</p>
<p>Afferma <strong>S.E. Card. Angelo Scola</strong>: «Io credo che la strada per l’uomo di oggi sia quella di guardare fino in fondo ai tratti fondamentali dell’esperienza umana. Il primo, il più importante è la capacità dell’uomo di cogliere il senso della realtà: cioè, la realtà è intelligibile e chiede di essere ospitata dalla nostra intelligenza e questo già implica una tra-scendenza, cioè un andare oltre l’immediato». [estratto da intervista]</p>
<p><strong>S.E. Card. Gianfranco Ravasi</strong> sottolinea: «Il bisogno di trascendenza potrebbe essere raffigurato attraverso un’immagine che è curiosamente lontana e vicina a Paolo, è lontana perché viene da un verso di un grande tragico greco che è Eschilo, e dall’altra parte è vicina perché Paolo, noi sappiamo, entra nell’interno dell’orizzonte della cultura greca. La trascendenza è sostanzialmente, se la vogliamo esprimere con un simbolo, proprio questa mano che viene dall’oltre, dall’altro rispetto all’orizzonte in cui siamo immersi. È per questo che Paolo in un certo senso echeggerà questa voce pagana in una maniera differente». [*]</p>
<p>Per <strong>Fabrizio Palenzona</strong> «Questo film è un esempio della direzione nella quale vogliamo camminare. Lavorare, guadagnare il giusto, rimettere nel circuito più risorse possibili per attenuare i costi delle nostre imprese, sostenere l’azione di difesa dei diritti e promozione dei doveri attraverso la federazione: insomma, ripeto, promuovere una cultura che metta al centro la persona umana. Per questo ci piace il film: il richiamo al senso della vita, al dubbio su cosa e perché siamo in questo mondo, al valore della solidarietà, della famiglia, della pace e del lavoro come strumento di promozione umana».</p>
<p>«Nel raccontarci l’imprevedibile percorso di un autotrasportatore diretto in Terra Santa, Nocita recupera uno dei tòpoi più ricorrenti della cultura e dell’arte di ogni secolo: la strada. Che non è mai solo un luogo fisico, un tratto di percorrenza, ma il simbolo stesso dell’uomo in cammino. Formidabile dispositivo di scambio simbolico, la strada è il luogo della scoperta, del perdersi e del ritrovarsi, dell’incontro con l’altro, con il sè, con Dio. Sulla strada l’uomo in cammino si trasforma divenendo, da vagabondo senza meta, un pellegrino del suo destino».</p>
<p>Chiude <strong>Roberto Vecchioni</strong>: «Io non credo che l’uomo del terzo millennio sia sordo ai temi che riguardano il trascendente. C’è modo e modo di interpretare il trascendente: per paura, per bisogno, per necessità o anche davvero per fede intensa. Il trascendente ha una valenza fondamentale e sublima anche le piccole azioni che facciamo, dà un significato».</p>
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		<title>Arte e Dio</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 06:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esposizione Arte e Fede alla GMG di Madrid 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/andruchak-artecultura-2008-105x120cm-acrilico-s-eucatex-geometricismo-700px.jpg"><img style="margin: 10px;" class="alignleft size-full wp-image-5348" height="620" width="700" title="andruchak - arte&amp;cultura 2008 105x120cm acrilico s eucatex - geometricismo 700px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/andruchak-artecultura-2008-105x120cm-acrilico-s-eucatex-geometricismo-700px.jpg" /></a>Il linguaggio dell&#8217;arte contemporanea per portare a Dio</h2>
<div>
<div>Agnus Dei. William Zijltra -<br />
Agnus Dei. Zurbarán</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe1" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe1.jpg" height="300" width="155" /></p>
<p><strong>Madrid, 15 luglio 2011.-</strong> L&#8217;innovazione e la storia non sono in conflitto.Nè l&#8217;arte contemporanea e la fede. Cosí dimostrano le 36 opere (installazioni,<em>performances</em>, quadri, fotografie) dell&#8217;esposizione <em>Arte + Fede</em> da paesi dei 5 continenti (Stati Uniti, Giappone, Olanda, Liberia, Australia e Filippine).</p>
<p>L&#8217;esposizione <em>Arte + Fede</em> riunirá alla <em>Fondazione Pons</em> di Madrid, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), le opere di artisti contemporanei cristiani provenienti da diverse parti del mondo, il cui obiettivo comune è che l&#8217;arte sia un ponte verso la fede. La mostra potrà esser visitata dal <strong>9 al 26 agosto</strong>, nella sede della <em>Fondazione Pons</em>.</p>
<p>“È la prima volta che in Europa si organizza un&#8217;esposizione internazionale con artisti avanguardisti e impegnati con la loro fede cristiana, che sia cattolica, ortodossa o protestante. Il pensiero moderno vive una sfiducia generale. Questa esposizione vuole esser un modo per mostrare che l&#8217;arte costruisce, speranza”, ha spiegato María Tarruella, responsabile dell&#8217;esposizione.</p>
<p>La mostra ha potuto contare sulla collaborazione del <em>National Museum of Catholic Art</em> di Washington DC, dove l&#8217;esposizione sarà trasferita dopo la GMG.</p>
<div>Santa Teresa, san Juan de la Cruz, san Sebastián.Alejandro Mañas</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe2" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe2.jpg" height="200" width="300" /></p>
<p>Tarruella ha sottolineato che questa mostra rivela che “il senso religioso non è qualcosa di ieri, ma qualcosa di insito nell&#8217;essere umano, che viene espresso attraverso il linguaggio artistico di ogni epoca. Le opere selezionate vanno dalle più concettuali ad altre con riferimenti più classici”.</p>
<p>È il caso dell&#8217; olandese William Zijlstra,  che nella sua opera ‘Agnus Dei’ fa un chiaro parallelismo con l&#8217; opera omonima di Zurbarán. Questa volta l&#8217;agnello è però immolato in un altare moderno, fatto con giornali che riportano la notizia ‘l&#8217;uomo è capace di qualunque orrore’, un articolo sull&#8217; Olocausto. Inspiegabile dal punto di vista umano come la crocifissione di Cristo e le sofferenze del ventesimo secolo abbiano senso alla luce della fede.</p>
<div>Nowa Huta. David López</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe3" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe3.jpg" height="300" width="300" /></p>
<p><strong>Il significato del quotidiano</strong><br />
Dio e l&#8217;uomo non devono stare lontani. Così pensano molti di questi artisti, come il castiglianese Alejandro Mañas che utilizza tre bottiglie di Coca Cola smaltate per parlare di Santa Teresa, San Giovanni della Croce e San Sebastiano. Apparentemente simili, queste tre bottiglie sono proprio come noi: “la nostra forma esteriore è sempre la stessa però a seconda di come viviamo la nostra interiorità, vestiamo l&#8217;esterno”, spiega l&#8217; artista.</p>
<p>“Ogni gesto quotidiano ha un significato più profondo che trascende il suo lato  più funzionale”, mette in guardia David López attraverso la sua opera ‘Nowa Huta’, nella quale si vede la sagoma di Cristo crocifisso, realizzata utilizzando  immagini del quotidiano.</p>
<p><strong>Installazioni e ‘performances’ </strong><br />
Anche la partecipazione trova posto in questa mostra. Ad esempio il lavoro “Le lacrime di Maria Maddalena” della sivigliana Adriana Torres de Silva: un&#8217;installazione con capelli appesi sopra un dipinto coperto d&#8217;acqua, che invita i visitatori a scoprirla spostando i capelli e, allo stesso tempo, rimanere inebriati dal profumo che viene versato nell&#8217;acqua.</p>
<div>Las lágrimas de María Magdalena. Adriana Torres Silva</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe4" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe4.jpg" height="171" width="300" /></p>
<p>Oltre a questa, c&#8217;è l&#8217; installazione realizzata dal filippino Jason Dy, artista e sacerdote gesuita, il cui lavoro consiste in bottiglie di vetro con dentro i ricordi di cari defunti. I visitatori potranno, se lo desiderano, riempire le bottiglie con un ricordo per i loro cari defunti, come fosse una lettera da inviare a Dio.</p>
<p><strong>Esperienze nate in carcere</strong></p>
<div>Virginidad. Sarai Aser</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe7" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe7.jpg" height="300" width="201" /></p>
<p>In carcere ha anche trascorso la vita Sarai Aser, artista cilena trasferitasi a Rotterdam, questa volta per aiutare gli altri. La sua opera ‘Verginità’ desidera mostrare il messaggio che lei stessa trasmette alle donne nelle carceri: l&#8217; opportunità di tornare indietro per ricominciare a vivere dopo situazioni di forte disagio a causa della prostituzione o altre ragioni legate alla sessualità.</p>
<p>L&#8217; esposizione <em>Arte + Fede</em> è una delle oltre 300 attività che faranno parte della programmazione culturale della Giornata Mondiale. In concreto è una delle tre esposizioni d&#8217;arte principali, insieme all&#8217; itinerario nel Museo del Prado ‘ I volti di Cristo’ e l&#8217; esposizione del Museo Thyssen ‘Incontri’.</p>
</div>
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