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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Architettura</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>Arte e Dio</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 06:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esposizione Arte e Fede alla GMG di Madrid 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/andruchak-artecultura-2008-105x120cm-acrilico-s-eucatex-geometricismo-700px.jpg"><img style="margin: 10px;" class="alignleft size-full wp-image-5348" height="620" width="700" title="andruchak - arte&amp;cultura 2008 105x120cm acrilico s eucatex - geometricismo 700px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/11/andruchak-artecultura-2008-105x120cm-acrilico-s-eucatex-geometricismo-700px.jpg" /></a>Il linguaggio dell&#8217;arte contemporanea per portare a Dio</h2>
<div>
<div>Agnus Dei. William Zijltra -<br />
Agnus Dei. Zurbarán</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe1" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe1.jpg" height="300" width="155" /></p>
<p><strong>Madrid, 15 luglio 2011.-</strong> L&#8217;innovazione e la storia non sono in conflitto.Nè l&#8217;arte contemporanea e la fede. Cosí dimostrano le 36 opere (installazioni,<em>performances</em>, quadri, fotografie) dell&#8217;esposizione <em>Arte + Fede</em> da paesi dei 5 continenti (Stati Uniti, Giappone, Olanda, Liberia, Australia e Filippine).</p>
<p>L&#8217;esposizione <em>Arte + Fede</em> riunirá alla <em>Fondazione Pons</em> di Madrid, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), le opere di artisti contemporanei cristiani provenienti da diverse parti del mondo, il cui obiettivo comune è che l&#8217;arte sia un ponte verso la fede. La mostra potrà esser visitata dal <strong>9 al 26 agosto</strong>, nella sede della <em>Fondazione Pons</em>.</p>
<p>“È la prima volta che in Europa si organizza un&#8217;esposizione internazionale con artisti avanguardisti e impegnati con la loro fede cristiana, che sia cattolica, ortodossa o protestante. Il pensiero moderno vive una sfiducia generale. Questa esposizione vuole esser un modo per mostrare che l&#8217;arte costruisce, speranza”, ha spiegato María Tarruella, responsabile dell&#8217;esposizione.</p>
<p>La mostra ha potuto contare sulla collaborazione del <em>National Museum of Catholic Art</em> di Washington DC, dove l&#8217;esposizione sarà trasferita dopo la GMG.</p>
<div>Santa Teresa, san Juan de la Cruz, san Sebastián.Alejandro Mañas</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe2" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe2.jpg" height="200" width="300" /></p>
<p>Tarruella ha sottolineato che questa mostra rivela che “il senso religioso non è qualcosa di ieri, ma qualcosa di insito nell&#8217;essere umano, che viene espresso attraverso il linguaggio artistico di ogni epoca. Le opere selezionate vanno dalle più concettuali ad altre con riferimenti più classici”.</p>
<p>È il caso dell&#8217; olandese William Zijlstra,  che nella sua opera ‘Agnus Dei’ fa un chiaro parallelismo con l&#8217; opera omonima di Zurbarán. Questa volta l&#8217;agnello è però immolato in un altare moderno, fatto con giornali che riportano la notizia ‘l&#8217;uomo è capace di qualunque orrore’, un articolo sull&#8217; Olocausto. Inspiegabile dal punto di vista umano come la crocifissione di Cristo e le sofferenze del ventesimo secolo abbiano senso alla luce della fede.</p>
<div>Nowa Huta. David López</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe3" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe3.jpg" height="300" width="300" /></p>
<p><strong>Il significato del quotidiano</strong><br />
Dio e l&#8217;uomo non devono stare lontani. Così pensano molti di questi artisti, come il castiglianese Alejandro Mañas che utilizza tre bottiglie di Coca Cola smaltate per parlare di Santa Teresa, San Giovanni della Croce e San Sebastiano. Apparentemente simili, queste tre bottiglie sono proprio come noi: “la nostra forma esteriore è sempre la stessa però a seconda di come viviamo la nostra interiorità, vestiamo l&#8217;esterno”, spiega l&#8217; artista.</p>
<p>“Ogni gesto quotidiano ha un significato più profondo che trascende il suo lato  più funzionale”, mette in guardia David López attraverso la sua opera ‘Nowa Huta’, nella quale si vede la sagoma di Cristo crocifisso, realizzata utilizzando  immagini del quotidiano.</p>
<p><strong>Installazioni e ‘performances’ </strong><br />
Anche la partecipazione trova posto in questa mostra. Ad esempio il lavoro “Le lacrime di Maria Maddalena” della sivigliana Adriana Torres de Silva: un&#8217;installazione con capelli appesi sopra un dipinto coperto d&#8217;acqua, che invita i visitatori a scoprirla spostando i capelli e, allo stesso tempo, rimanere inebriati dal profumo che viene versato nell&#8217;acqua.</p>
<div>Las lágrimas de María Magdalena. Adriana Torres Silva</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe4" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe4.jpg" height="171" width="300" /></p>
<p>Oltre a questa, c&#8217;è l&#8217; installazione realizzata dal filippino Jason Dy, artista e sacerdote gesuita, il cui lavoro consiste in bottiglie di vetro con dentro i ricordi di cari defunti. I visitatori potranno, se lo desiderano, riempire le bottiglie con un ricordo per i loro cari defunti, come fosse una lettera da inviare a Dio.</p>
<p><strong>Esperienze nate in carcere</strong></p>
<div>Virginidad. Sarai Aser</div>
<p style="text-align: center;"><img alt="arte_y_fe7" src="http://www.madrid11.com/images/stories/noticias-2/julio2011/15/arte_y_fe7.jpg" height="300" width="201" /></p>
<p>In carcere ha anche trascorso la vita Sarai Aser, artista cilena trasferitasi a Rotterdam, questa volta per aiutare gli altri. La sua opera ‘Verginità’ desidera mostrare il messaggio che lei stessa trasmette alle donne nelle carceri: l&#8217; opportunità di tornare indietro per ricominciare a vivere dopo situazioni di forte disagio a causa della prostituzione o altre ragioni legate alla sessualità.</p>
<p>L&#8217; esposizione <em>Arte + Fede</em> è una delle oltre 300 attività che faranno parte della programmazione culturale della Giornata Mondiale. In concreto è una delle tre esposizioni d&#8217;arte principali, insieme all&#8217; itinerario nel Museo del Prado ‘ I volti di Cristo’ e l&#8217; esposizione del Museo Thyssen ‘Incontri’.</p>
</div>
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		<title>Brescia: notti sacre in sette chiese</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 07:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Notte nel Sacro”, questo il nome di un’interessante iniziativa che prenderà il via domani a Brescia. Si tratta di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nottenelsacro.it/" target="_blank"><strong><strong><a rel="attachment wp-att-4113" href="http://nobell.it/brescia-notti-sacre-in-sette-chiese.html/images-120"><img class="alignleft size-full wp-image-4113" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/03/images.jpeg" alt="" width="104" height="78" /></a></strong>“Notte nel Sacro”</strong></a>, questo il nome di un’interessante iniziativa che prenderà il via domani a <strong>Brescia</strong>. Si tratta di una serie di eventi di <strong>arte</strong> e <strong>spiritualità</strong> nelle chiese del centro storico della città bresciana che hanno per  scopo sia la valorizzazione delle chiese cittadine, sia di promuovere e  diffondere  un tipo di spiritualità che abbia nell’arte il suo centro di  riferimento.<br />
“L’obiettivo –ha infatti spiegato il sindaco Adriano paroli- non è solo  quello di avvicinare i cittadini all’arte ma anche e soprattutto quello  di permettere loro di cogliere il significato profondo che le bellezze  artistiche recano in se, quello di una dimensione trascendente  imprescindibilmente legata a Dio”. Parole cui ha fatto eco il  responsabile dell’ufficio comunicazione sociale della Diocesi, don  Adriano Bianchi, il quale ha affermato che “è grazie a iniziative come  questa che il patrimonio artistico vive e diventa luogo in cui la  comunità si esprime”.<br />
Dopo la precedente edizione del 2009, che culminò con un concerto della  cantante Tosca presso il Duomo Vecchio, l’edizione 2011 ha l’obiettivo  di valorizzare le opere custodite in <strong>sette chiese</strong> non  parrocchiali: Sant’Angela Merici, San Cristo, San Francesco d’Assisi,  San Gaetano, San Giuseppe, Santa Maria del Carmine e Santa Maria della  Pace.<br />
Ognuna di queste chiese sarà oggetto di una specifica <strong>visita guidata</strong>,  nel mese di marzo, mentre nel corso della Notte del 2 aprile  l’attenzione dei visitatori si focalizzerà su una sola opera d’arte –  scelta tra quelle più rappresentative del patrimonio artistico di  ciascuna chiesa – e ne sottolineerà il valore con diversi mezzi: una  specifica ed adeguata illuminazione all’interno di un originale impianto  scenografico, la realizzazione di una scheda esplicativa, la promozione  di un evento musicale, teatrale o poetico che ne riprenda e sviluppi il  tema ed il tenore simbolico-spirituale.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/03/04/brescia-notti-sacre-in-sette-chiese/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Ala via la quarta edizione del Premio di architettura sacra</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 08:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le polemiche sull’architettura sacra, come fiumi carsici, non cessano di farsi sentire. L’ultima ha riguardato due autentici “pezzi da novanta”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4098" href="http://nobell.it/ala-via-la-quarta-edizione-del-premio-di-architettura-sacra.html/images-119"><img class="alignleft size-full wp-image-4098" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/02/images9.jpg" alt="" width="191" height="264" /></a>Le <strong>polemiche</strong> sull’<strong>architettura sacra</strong>, come fiumi carsici, non cessano di farsi sentire. L’<a href="http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1346722" target="_blank">ultima</a> ha riguardato due autentici “pezzi da novanta”,  rispettivamente della Chiesa e dell’architettura, quali il <strong>cardinal Ravasi </strong>e <strong>Paolo Portoghesi</strong>, i quali hanno usato parole molto severe per denunciare le modalità di progettazione dei nuovi edifici sacri.</p>
<p>Viene quindi a proposito la benemerita iniziativa della <a href="http://www.fondazionefratesole.org/" target="_blank">Fondazione Frate Sole</a>, che promuove la quarta edizione del <strong>premio</strong> finalizzato a riconoscere le migliori tesi che hanno come tema la <strong>progettazione</strong> di una <strong>chiesa</strong> di culto cristiano.</p>
<p>Il concorso si rivolge ai laureati che hanno sostenuto l’esame di  laurea specialistica ed è esteso agli architetti/ingegneri che abbiano  sostenuto la tesi finale di dottorato o di master di II livello in  architettura sacra.</p>
<p>La finalità del concorso è quella di promuovere sin dal periodo formativo universitario l’interesse e la ricerca nel campo dell’<strong>architettura di culto</strong>,  affinché vengano attuate le qualità artistiche e mistiche tese a fare  dello spazio sacro un luogo di esaltazione spirituale, rispondente  all’acquisita concezione comunitaria dell’azione liturgica.</p>
<p>Possono partecipare i laureati che hanno sostenuto l’esame di laurea  specialistica, singolarmente o in gruppo, dopo il 1.4.2008 e non oltre  il 15.4.2011 presso le Facoltà di Architettura europee e presso le  Facoltà di Ingegneria Edile italiane.</p>
<p>Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Frate Sole, su  proposta della Commissione Giudicatrice, mette a disposizione 8.000,00  €, che potranno essere assegnati ad un solo progetto o divisi, con un  premio minimo di 1.500,00 €, se verranno indicati più vincitori.</p>
<p>Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della Fondazione.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/02/28/al-via-la-quarta-edizione-del-premio-di-architettura-sacra/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>IL MONASTERO DI YURIEV</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 19:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Asaro Romanoff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Daniela Asaro Romanoff Nell’ultima parte di questa rubrica, dedicata ai Monasteri dell’antica Russia, abbiamo parlato di una splendida figura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/10/yuriev-monastero-monastery-1.jpg"><img class="size-full wp-image-3354 aligncenter" title="yuriev monastero monastery 1" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/10/yuriev-monastero-monastery-1.jpg" alt="" width="550" height="313" /></a></p>
<p style="text-align: center;">di Daniela Asaro Romanoff</p>
<p style="text-align: left;" lang="en-US"><span style="font-size: medium;">Nell’ultima parte di questa rubrica, dedicata ai Monasteri dell’antica Russia, abbiamo parlato di una splendida figura di Santo: St Antoniev. Prodigiosamente Antoniev fu portato da Roma a Novgorod, dove fondò un Monastero, trasmettendo a confratelli e fedeli un grande amore per la preghiera. </span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;" lang="en-US"><span style="font-size: medium;">Novgorod, come tante altre città russe, accoglie molti altri luoghi sacri. Nella zona sud della città, sulla riva sinistra del fiume Volkhov, vicino al lago Llmen, si trova il Monastero di Yuriev (Monastero di San Giorgio). Nelle cronache dell’epoca sta scritto che il Monastero fu fondato nel 1119 da Vsevolod Mstislavich, principe di Novgorod. Secondo una leggenda, il Monastero sarebbe stato fondato nell’undicesimo secolo da Yaroslav il Saggio. Abbiamo già fatto conoscere Yaroslav il Saggio precedentemente. Ricordiamo che Yaroslav nacque a Kiev nel 978 d.C. e morì a Kiev nel 1054. Durante il suo lungo regno si adoperò per offrire una buona qualità di vita non solo alle popolazioni dei territori da lui governati, ma anche a quelle della Repubblica di Novgorod, poiché gli abitanti di questa città lo avevano aiutato moltissimo nella guerra che dovette combattere per ridare stabilità, equilibrio e prosperità alla sua terra. Jaroslav è conosciuto per aver promulgato il primo codice di leggi della regione, ed essendo religiosissimo, fondò parecchie Chiese e Monasteri. </span></p>
<p style="text-align: center;" lang="en-US"><span style="font-size: medium;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/10/yuriev-monastery-4.jpg"><img class="size-full wp-image-3353 aligncenter" title="yuriev monastery 4" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/10/yuriev-monastery-4.jpg" alt="" width="550" height="360" /></a><br />
</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;" lang="en-US"><span style="font-size: medium;">E’ molto probabile che il Monastero di Yuriev sia stato fondato da Vsevolod Mstislavich nel 1119, come ci è stato trasmesso dalle cronache. Vsvevolod, venerato come Santo dalla Chiesa Ortodossa Russa, nacque a Novgorod nel 1088. Il suo nonno materno era il Re di Svezia Ingold I. Governò la Repubblica di Novgorod, rispettando sempre la forma di governo scelta dai cittadini, dal 1117 al 1136.</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;">Vsevolod, secondo gli scritti dell’epoca, era anche ‘Egumeno‘, il vocabolo ’Egumeno’ equivale al vocabolo occidentale ’Priore’. Nel XIII secolo, a decorrere dal 1230 all’Egumeno del Monastero di Yuriev venne conferito il titolo di Archimandrita, vocabolo abbastanza equivalente alla definizione occidentale ’Vescovo’, data la diversità delle religioni non ci può essere una vera e propria equivalenza di titoli ed incarichi. Gli Archimandriti del Monastero di Yuriev furono spesso denominati Archimandriti della città di Novgorod. </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/10/yuriev-monastery-3.jpg"><img class="size-full wp-image-3352 aligncenter" title="yuriev monastery 3" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/10/yuriev-monastery-3.jpg" alt="" width="550" height="371" /></a><br />
</span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-size: medium;">Il Monastero di Yuriev è un’importante fonte di informazioni per gli studiosi in merito a tutto ciò che concerne la Repubblica di Novgorod nel periodo medievale. Una parte delle prime cronache di Novgorod fu compilata completamente nel Monastero.</span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-size: medium;">La Chiesa di San Giorgio si trova nel complesso monastico, è una delle più grandi di Novgorod e zone limitrofe. Al suo interno si possono ancora vedere degli affreschi medievali che si sono conservati bene. La Chiesa fu ristrutturata nel 1902. La figura più importante rappresentata dagli affreschi è senza dubbio quella del Cristo Pantocrator. C’è anche un piccolo ritratto di Vsevolod Mstislavich. Al complesso monastico di Yuriev appartiene pure la Chiesa dell’Esaltazione della Santa Croce. Questa Chiesa fu costruita nel XVIII secolo. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Cinque delle sei chiese del Monastero furono distrutte nel 1928, durante il regime sovietico. Il Monastero venne chiuso nel 1929. Durante la II guerra mondiale gli edifici monastici furono occupati dalle truppe tedesche e vennero gravemente danneggiati. Il Monasteo di Yuriev fu restituito alla Chiesa Ortodossa Russa nel 1991, e da allora, con vari restauri, si sta cercando di far rinascere il meraviglioso luogo di preghiera. Essendo un dono del Signore, lo spirito cristiano non ha mai abbandonato questo luogo sacro, è stato mantenuto vivo dalle preghiere di tanta gente.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Dal 1993 il Monastero di Yuriev è considerato Patrimonio dell’Umanità.</span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-size: medium;">Va ricordato che prima del 1917 c’erano più di 6.000 Monasteri in Russia. </span><span style="font-size: medium;">Attualmente ci sono quasi duemila Monasteri, ma in molti altri luoghi di culto sono in corso lavori di restauro. La Santa Russia si è riappropriata della sua identità e dignità. La grande spiritualità e la religiosità sentita profondamente per secoli hanno trovato la loro dimora ideale in queste Terre. </span></p>
<p lang="en-US"><span style="font-size: medium;">Recentemente, in autobus, ho incontrato una signora che mi ha chiesto delle indicazioni stradali, nel salutarmi, parlando un ottimo italiano, mi ha detto di essere russa e con grande gioia ha affermato:”Noi russi siamo sempre stati profondamente religiosi, essendo per natura delle persone riflessive, la fede è strettamente connessa alla nostra esistenza. Le dirò di più, noi esistiamo in virtù della nostra fede.” </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;">Daniela Asaro Romanoff</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/10/yuriev-monastery-1.jpg"><img class="size-full wp-image-3350 aligncenter" title="yuriev monastery 1" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/10/yuriev-monastery-1.jpg" alt="" width="550" height="392" /></a><br />
</span></span></p>
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		<title>Ad Albenga in mostra le architetture delle religioni del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 08:44:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.centrostudiantonioballetto.it/pg/mostre.html" target="_blank"><strong><strong><a rel="attachment wp-att-2656" href="http://nobell.it/ad-albenga-in-mostra-le-architetture-delle-religioni-del-mediterraneo.html/images-54"><img class="alignleft size-medium wp-image-2656" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/05/images-145x300.gif" alt="" width="145" height="300" /></a></strong>“Le architetture delle tre grandi religioni del  Mediterraneo”</strong></a> è il titolo di quella che si preannuncia come  un’interessante mostra che verrà inaugurata sabato prossimo 15 maggio  ad Albenga. Voluta dal <a href="http://www.centrostudiantonioballetto.it/home.html" target="_blank">Centro Studi don Antonio Balletto</a>, da sempre attento  alle tematiche legate al <strong>dialogo interreligioso</strong>, la  mostra ligure, consiste in una serie di pannelli che compongono un breve  percorso didattico all’interno delle tre grandi religioni del  Mediterraneo e si propone di individuare e di mettere a fuoco i centri  nevralgici e i nodi simbolici, funzionali e spaziali dei luoghi di culto  e delle tipologie architettoniche che ne hanno caratterizzato la  diffusione nell’area mediterranea: la <strong>chiesa</strong>, la <strong>moschea</strong> e la <strong>sinagoga</strong>.</p>
<p>A curare l’evento è Nicolò De Mari, con la collaborazione di Andrea  Longhi, Alberto Jona Falco ed Alireza Naser Eslami. La giornata di studi  verrà aperta dal sindaco di Albenga Rosy Guarnieri, dal presidente  della regione Liguria Claudio Burlando e dal presidente della Fondazione  Agostino De Mari (Cassa Risparmio Savona) Roberto Romani. Seguiranno,  nel corso della giornata, gli interventi di Stefano Levi Della Torre  (sulla Sinagoga), Nicolò De Mari (la Chiesa), Attilio Petruccioli (La  Moschea), Caterina Virdis (“I tre anelli della favola: contrasto,  confronto o convergenza?”), mentre alle 17 verrà inaugurata la mostra.  “Si tratta – dicono gli organizzatori- di una serie di interventi di  rilievo, un importante appuntamento culturale, che vedrà la presenza di  illustri studiosi”. Da segnalare l’interessante progetto grafico e  l’allestimento di Andrea Musso.</p>
<p>(via <a href="http://spiritualseeds.wordpress.com/2010/05/10/ad-albenga-in-mostra-le-architetture-delle-religioni-del-mediterraneo/" target="_blank">SpiritualSeeds</a>)</p>
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		<title>San Pietro: platea sotto il colonnato</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 19:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Delprete</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2049" href="http://nobell.it/san-pietro-platea-sotto-il-colonnato.html/san-pietro"><img class="alignleft size-full wp-image-2049" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2010/03/San-Pietro.jpg" alt="" width="250" height="166" /></a></p>
<p><img src="/DOCUME%7E1/User/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /></p>
<p>A fondamento del braccio sud del colonnato di san Pietro c’è una platea. Bernini stesso decise di realizzarla come base delle colonne, in modo da evitare cedimenti. Anni prima l’architetto aveva pensato di delimitare la cupola michelangiolesca con due campanili, ma il cedimento delle fondamenta gli aveva impedito di procedere con la costruzione. Non è escluso, quindi, che fu proprio il terreno “insidioso” a spingerlo a una simile soluzione. A render noto il tutto è stato il restauro che coinvolge l’intera piazza, dal colonnato alla balaustra, dagli stemmi alle statue, dall’obelisco centrale alle &#8220;fontane gemelle&#8221;. Un cantiere  messo in piedi da Italiana Costruzioni e Fratelli Navarra per il Governatorato vaticano. Ma la scelta della piastra di fondazione non è l’unico &#8220;segreto&#8221; che la Basilica conserva. Da documenti inediti, infatti, è emerso che durante la fase berniniana i due bracci rettilinei avevano una coloritura originaria diversa da quella bicroma attuale. Per quanto riguarda la costruzione della copertura del Colonnato, invece, la fase preliminare che ha preceduto l’avvio del cantiere vero e proprio ha manifestato un complesso sviluppo esecutivo, composto di tre passaggi successivi. “L’indagine si è dedicata agli aspetti legati alle molteplici vicende del cantiere beniniano, cercando di dare risalto ad aspetti fin qui sfuggiti o poco evidenziati, affinché potessero costituire un aiuto anche alle procedure del restauro in corso”, ha affermato il consulente del cantiere Sandro Benedetti, già autore del restauro della facciata della basilica, presentando il lavoro al Salone del restauro di Ferrara. L’intervento, partito quasi un anno fa, finora ha già completato il 30 per cento del lavoro e ha una spesa prevista fino a 20 milioni di euro. Copertura finanziaria che sarà garantita per intero da sponsor privati come Enel, Wind, Telecom, Assitalia ed Eni, che già da tempo hanno istallato i loro poster promozionali all’interno della piazza.</p>
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