Saturday, May 19, 2012

Ciro il pagano salva dell’esilio (IV Domenica)

Posted by fuserteo On marzo - 15 - 2012 ADD COMMENTS
Ciro II di Persia (590 a.C. – 529 a.C), noto come Ciro il Grande, fu imperatore persiano e fondatore della dinastia degli Achemenidi. Succedette a suo padre Cambise I, liberò i Persiani dal dominio dei Medi e fu l’erede naturale delle grandi monarchie mediorientali. Ciro II unificò sotto il suo regno le varie tribù iraniche, conquistò Babilonia nel 539 senza combattere, ma con un’abile politica di propaganda; infatti, approfittò della particolare strategia politica del sovrano babilonese, che al culto del dio Marduk sostituì quello assiro. Ciro II pensò di proclamarsi figlio di Marduk, così fece cacciare dal popolo il sovrano mesopotamico e venne accolto come salvatore. Emise anche un editto che consentiva agli ebrei di fare ritorno alla loro patria e di porre fine alla cattività babilonese. In questo modo il sovrano controllò anche l’area fenicio-palestinese. Conquistò anche alcune regioni ai confini nordorientali della Persia, si assicurò il controllo della Siria e delle città fenicie, estendendo i confini del suo regno, che mantenne integro attraverso una politica avveduta, fondata nel conferire libertà ai popoli sottomessi e nel rispetto delle loro usanze. Fece spostare la capitale da Pasargade a Persepoli, abbellendola e arricchendola tanto che diventò una stupenda città di arte amministrata con giustizia. Morì nel 529 a.c. combattendo contro gli sciti messageti e fu sepolto a Persepoli; il suo successore fu il figlio Cambise II. Ciro II viene ricordato come un grande comandante militare, come un sovrano illuminato, amante dell’arte e della cultura, attuò una politica libertaria, fatta di autonomie locali, ma destinata purtroppo in breve tempo al fallimento. 
«Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: Io l’ho preso per la destra..».
Inizia così la prima lettura di questa domenica, tratta dal libro di Isaia (45,1.4-6). A scrivere è qui, come insegnano gli studiosi, un profeta anonimo chiamato convenzionalmente “il Secondo Isaia” perché la sua opera è confluita nel volume del grande profeta di Giuda vissuto nell’VIII sec. a.C. Ora, invece, siamo nel VI sec. a.C. e Israele sta vivendo da anni l’esilio babilonese, ma ecco sorgere all’orizzonte l’astro di Giro. In ebraico il suo nome è Koresh, modulato sul persiano Kurush, un nome dal significato ignoto, anche se alcuni ipotizzano che volesse dire “pastore”. Un nome che nella Bibbia ricorre ben 22 volte, in Isaia, Daniele, Esdra e nei due libri delle Cronache.
Di lui ci parlano anche gli storici greci Erodoto e Seno- fonte. Aveva ereditato il nome dal nonno (per cui, più correttamente, egli è Ciro II); suo padre era Cambise I e Ciro chiamò con questo nome il proprio figlio e successore, Cambise II. Egli proveniva dalla Persia, ove aveva posto la sua capitale nella città di Pasargade. Di là Ciro era partito dilagando attraverso una serie impressionante di conquiste che dettero origine al più grande impero mai visto fino a quel momento. Sottomise nel 549 a.C. la Media; poi fu la volta della Lidia (546) e, infine, cadde anche la gloriosa e immensa Babilonia (539).
Con molta abilità, anziché reprimere nel sangue le velleità nazionalistiche, egli adottò una politica di tolleranza e di relative autonomie. Gosì, con un editto, permise agli Ebrei deportati a Babilonia, dopo la distruzione di Gerusalemme del 586 a.C., ad opera del re babilonese Nabucodonosor, di rientrare in patria e di ricostruire il loro tempio.
Questo editto è citato in apertura al libro di Esdra: «Gosì dice Giro re di Persia: Il Signore, il Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio in Gerusalemme, che è in Giudea. Chi di voi proviene dal suo popolo abbia il suo Dio con lui e torni a Gerusalemme di Giudea e ricostruisca il tempio del Signore Dio di Israele: egli è il Dio che dimora in Gerusalemme. Ogni superstite, in qualsiasi luogo sia immigrato, riceverà dalla gente di quel luogo argento e oro, beni e bestiame con offerte generose per il tempio di Dio che è in Gerusalemme» (Esdra 1,2-4).
La politica liberale di Ciro in materia religiosa trovò consensi entusiastici in alcuni Ebrei esuli, tra i quali si distingue appunto il Secondo Isaia. Si spiegano così gli appassionati oracoli che egli riserva all’imperatore persiano, giungerido fino al punto di chiamarlo “messia”, cioè mio “consacrato”: è questo nell’originale ebraico il termine usato nel brano dell’odierna liturgia, rneshihò, “suo messia”, tradotto dalla Bibbia liturgica in «suo eletto».
Ciro è visto dal profeta come consacrato dal Signore per una missione di liberazione nei confronti di Israele: è Dio stesso a prenderlo per mano intronizzandolo e guidandolo di vittoria in vittoria. Il profeta marca questo aspetto per convincere molti Ebrei, ormai abituati a vivere in esilio ove avevano costruito case e impiantato commerci, a prendere la via avventurosa del ritorno in patria, accettando il mutato clima politico instaurato da Ciro il Grande, che morirà in battaglia nel 530 a.C.
Autore: 
Gianfranco Ravasi

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Un premio per l’architettura sacra

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 12 - 2012 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati

La Fondazione Frate Sole promuove il Premio Europeo di Architettura Sacra 2012 da assegnare alle migliori tesi di laurea, dottorato e master, che hanno come tema la progettazione di una chiesa di culto cristiano. Il concorso si rivolge ai laureati che hanno sostenuto l’esame di laurea specialistica presso le facoltà di Architettura europee e presso le facoltà di Ingegneria Edileitaliane. La Fondazione Frate Sole mette a disposizione 30.000 euro e altri 20,000 euro che potranno essere assegnati ad altri eventuali premi

Al concorso Premio Europeo di Architettura Sacra 2012 possono partecipare tutti i laureati che hanno sostenuto l’esame di laurea specialistica presso le facoltà di Architettura europee e presso le facoltà di Ingegneria Edile italiane. Sono esclusi dal concorso tutti i lavori relativi a ristrutturazioni, adeguamenti liturgici, restauri e tutti i progetti già presentati nelle precedenti edizioni del Premio Europeo di Architettura Sacra.

La domanda di partecipazione, da compilare secondo il modulo da scaricare sul sito della Fondazione Frate Sole, deve essere inviata entro il 31 marzo 2012 all’indirizzo di posta elettronica segreteria@fondazionefratesole.org, con allegati tutti i documenti richiesti dal bando di concorso.

La premiazione dei vincitori avrà luogo il 4 ottobre 2012, festività di San Francesco di Assisi.

(via SpiritualSeeds.info)

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Papers per dialogare

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 27 - 2012 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati

“Papers of Dialogue – Awraq Al Hiwar”: questo il nome della nuova rivista in lingua inglese e araba lanciata dall’agenzia di stampa Agi e presentata presso la sede dell’ambasciata italiana a Beirut. Gli ambiziosi obiettivi del progetto, secondo i promotori, sono quelli di lanciare “un ponte fra l’Italia e il mondo arabo che alimenti il dialogo culturale e religiosoe aiuti a superare le barriere e a promuovere la pace”.

“Costruire un ponte tra diverse culture, vicine geograficamente, ma con tradizioni culturali e religiose proprie – ha detto il direttore dell’Agi, Roberto Iadicicco – e’ da sempre una grande sfida. Attraverso ‘Papers of Dialogue – Awraq Al Hiwar’, Agi offre uno strumento di dialogo culturale tra l’Italia e il mondo arabo. Il nostro fine e’ quello di contribuire alla costruzione di un vero pluralismo culturale volto a superare le barriere dettate da scarsa conoscenza reciproca e con l’obiettivo di conoscere e comprendere identita’ diverse”. Alessandro Pica, direttore generale di Agi, ha spiegato che la nuova rivista “testimonia l’impegno che Agi profonde nella promozione dello sviluppo di relazioni efficaci con i Paesi del mondo arabo. Crediamo che l’informazione giornalistica possa contribuire a gettare le basi per un dialogo di pace tra culture diverse”.

Auguri per questo nuovo ed interessante progetto.

(via SpirituaSeeds.info)

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Arte e Dio

Posted by marilena marino On novembre - 30 - 2011 ADD COMMENTS

Il linguaggio dell’arte contemporanea per portare a Dio

Agnus Dei. William Zijltra -
Agnus Dei. Zurbarán

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Madrid, 15 luglio 2011.- L’innovazione e la storia non sono in conflitto.Nè l’arte contemporanea e la fede. Cosí dimostrano le 36 opere (installazioni,performances, quadri, fotografie) dell’esposizione Arte + Fede da paesi dei 5 continenti (Stati Uniti, Giappone, Olanda, Liberia, Australia e Filippine).

L’esposizione Arte + Fede riunirá alla Fondazione Pons di Madrid, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), le opere di artisti contemporanei cristiani provenienti da diverse parti del mondo, il cui obiettivo comune è che l’arte sia un ponte verso la fede. La mostra potrà esser visitata dal 9 al 26 agosto, nella sede della Fondazione Pons.

“È la prima volta che in Europa si organizza un’esposizione internazionale con artisti avanguardisti e impegnati con la loro fede cristiana, che sia cattolica, ortodossa o protestante. Il pensiero moderno vive una sfiducia generale. Questa esposizione vuole esser un modo per mostrare che l’arte costruisce, speranza”, ha spiegato María Tarruella, responsabile dell’esposizione.

La mostra ha potuto contare sulla collaborazione del National Museum of Catholic Art di Washington DC, dove l’esposizione sarà trasferita dopo la GMG.

Santa Teresa, san Juan de la Cruz, san Sebastián.Alejandro Mañas

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Tarruella ha sottolineato che questa mostra rivela che “il senso religioso non è qualcosa di ieri, ma qualcosa di insito nell’essere umano, che viene espresso attraverso il linguaggio artistico di ogni epoca. Le opere selezionate vanno dalle più concettuali ad altre con riferimenti più classici”.

È il caso dell’ olandese William Zijlstra,  che nella sua opera ‘Agnus Dei’ fa un chiaro parallelismo con l’ opera omonima di Zurbarán. Questa volta l’agnello è però immolato in un altare moderno, fatto con giornali che riportano la notizia ‘l’uomo è capace di qualunque orrore’, un articolo sull’ Olocausto. Inspiegabile dal punto di vista umano come la crocifissione di Cristo e le sofferenze del ventesimo secolo abbiano senso alla luce della fede.

Nowa Huta. David López

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Il significato del quotidiano
Dio e l’uomo non devono stare lontani. Così pensano molti di questi artisti, come il castiglianese Alejandro Mañas che utilizza tre bottiglie di Coca Cola smaltate per parlare di Santa Teresa, San Giovanni della Croce e San Sebastiano. Apparentemente simili, queste tre bottiglie sono proprio come noi: “la nostra forma esteriore è sempre la stessa però a seconda di come viviamo la nostra interiorità, vestiamo l’esterno”, spiega l’ artista.

“Ogni gesto quotidiano ha un significato più profondo che trascende il suo lato  più funzionale”, mette in guardia David López attraverso la sua opera ‘Nowa Huta’, nella quale si vede la sagoma di Cristo crocifisso, realizzata utilizzando  immagini del quotidiano.

Installazioni e ‘performances’
Anche la partecipazione trova posto in questa mostra. Ad esempio il lavoro “Le lacrime di Maria Maddalena” della sivigliana Adriana Torres de Silva: un’installazione con capelli appesi sopra un dipinto coperto d’acqua, che invita i visitatori a scoprirla spostando i capelli e, allo stesso tempo, rimanere inebriati dal profumo che viene versato nell’acqua.

Las lágrimas de María Magdalena. Adriana Torres Silva

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Oltre a questa, c’è l’ installazione realizzata dal filippino Jason Dy, artista e sacerdote gesuita, il cui lavoro consiste in bottiglie di vetro con dentro i ricordi di cari defunti. I visitatori potranno, se lo desiderano, riempire le bottiglie con un ricordo per i loro cari defunti, come fosse una lettera da inviare a Dio.

Esperienze nate in carcere

Virginidad. Sarai Aser

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In carcere ha anche trascorso la vita Sarai Aser, artista cilena trasferitasi a Rotterdam, questa volta per aiutare gli altri. La sua opera ‘Verginità’ desidera mostrare il messaggio che lei stessa trasmette alle donne nelle carceri: l’ opportunità di tornare indietro per ricominciare a vivere dopo situazioni di forte disagio a causa della prostituzione o altre ragioni legate alla sessualità.

L’ esposizione Arte + Fede è una delle oltre 300 attività che faranno parte della programmazione culturale della Giornata Mondiale. In concreto è una delle tre esposizioni d’arte principali, insieme all’ itinerario nel Museo del Prado ‘ I volti di Cristo’ e l’ esposizione del Museo Thyssen ‘Incontri’.

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Brescia: notti sacre in sette chiese

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 4 - 2011 ADD COMMENTS

“Notte nel Sacro”, questo il nome di un’interessante iniziativa che prenderà il via domani a Brescia. Si tratta di una serie di eventi di arte e spiritualità nelle chiese del centro storico della città bresciana che hanno per scopo sia la valorizzazione delle chiese cittadine, sia di promuovere e diffondere  un tipo di spiritualità che abbia nell’arte il suo centro di riferimento.
“L’obiettivo –ha infatti spiegato il sindaco Adriano paroli- non è solo quello di avvicinare i cittadini all’arte ma anche e soprattutto quello di permettere loro di cogliere il significato profondo che le bellezze artistiche recano in se, quello di una dimensione trascendente imprescindibilmente legata a Dio”. Parole cui ha fatto eco il responsabile dell’ufficio comunicazione sociale della Diocesi, don Adriano Bianchi, il quale ha affermato che “è grazie a iniziative come questa che il patrimonio artistico vive e diventa luogo in cui la comunità si esprime”.
Dopo la precedente edizione del 2009, che culminò con un concerto della cantante Tosca presso il Duomo Vecchio, l’edizione 2011 ha l’obiettivo di valorizzare le opere custodite in sette chiese non parrocchiali: Sant’Angela Merici, San Cristo, San Francesco d’Assisi, San Gaetano, San Giuseppe, Santa Maria del Carmine e Santa Maria della Pace.
Ognuna di queste chiese sarà oggetto di una specifica visita guidata, nel mese di marzo, mentre nel corso della Notte del 2 aprile l’attenzione dei visitatori si focalizzerà su una sola opera d’arte – scelta tra quelle più rappresentative del patrimonio artistico di ciascuna chiesa – e ne sottolineerà il valore con diversi mezzi: una specifica ed adeguata illuminazione all’interno di un originale impianto scenografico, la realizzazione di una scheda esplicativa, la promozione di un evento musicale, teatrale o poetico che ne riprenda e sviluppi il tema ed il tenore simbolico-spirituale.

(via SpiritualSeeds.info)

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Ala via la quarta edizione del Premio di architettura sacra

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 28 - 2011 ADD COMMENTS

Le polemiche sull’architettura sacra, come fiumi carsici, non cessano di farsi sentire. L’ultima ha riguardato due autentici “pezzi da novanta”,  rispettivamente della Chiesa e dell’architettura, quali il cardinal Ravasi e Paolo Portoghesi, i quali hanno usato parole molto severe per denunciare le modalità di progettazione dei nuovi edifici sacri.

Viene quindi a proposito la benemerita iniziativa della Fondazione Frate Sole, che promuove la quarta edizione del premio finalizzato a riconoscere le migliori tesi che hanno come tema la progettazione di una chiesa di culto cristiano.

Il concorso si rivolge ai laureati che hanno sostenuto l’esame di laurea specialistica ed è esteso agli architetti/ingegneri che abbiano sostenuto la tesi finale di dottorato o di master di II livello in architettura sacra.

La finalità del concorso è quella di promuovere sin dal periodo formativo universitario l’interesse e la ricerca nel campo dell’architettura di culto, affinché vengano attuate le qualità artistiche e mistiche tese a fare dello spazio sacro un luogo di esaltazione spirituale, rispondente all’acquisita concezione comunitaria dell’azione liturgica.

Possono partecipare i laureati che hanno sostenuto l’esame di laurea specialistica, singolarmente o in gruppo, dopo il 1.4.2008 e non oltre il 15.4.2011 presso le Facoltà di Architettura europee e presso le Facoltà di Ingegneria Edile italiane.

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Frate Sole, su proposta della Commissione Giudicatrice, mette a disposizione 8.000,00 €, che potranno essere assegnati ad un solo progetto o divisi, con un premio minimo di 1.500,00 €, se verranno indicati più vincitori.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della Fondazione.

(via SpiritualSeeds.info)

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IL MONASTERO DI YURIEV

Posted by Daniela Asaro Romanoff On ottobre - 11 - 2010 ADD COMMENTS

di Daniela Asaro Romanoff

Nell’ultima parte di questa rubrica, dedicata ai Monasteri dell’antica Russia, abbiamo parlato di una splendida figura di Santo: St Antoniev. Prodigiosamente Antoniev fu portato da Roma a Novgorod, dove fondò un Monastero, trasmettendo a confratelli e fedeli un grande amore per la preghiera.

Novgorod, come tante altre città russe, accoglie molti altri luoghi sacri. Nella zona sud della città, sulla riva sinistra del fiume Volkhov, vicino al lago Llmen, si trova il Monastero di Yuriev (Monastero di San Giorgio). Nelle cronache dell’epoca sta scritto che il Monastero fu fondato nel 1119 da Vsevolod Mstislavich, principe di Novgorod. Secondo una leggenda, il Monastero sarebbe stato fondato nell’undicesimo secolo da Yaroslav il Saggio. Abbiamo già fatto conoscere Yaroslav il Saggio precedentemente. Ricordiamo che Yaroslav nacque a Kiev nel 978 d.C. e morì a Kiev nel 1054. Durante il suo lungo regno si adoperò per offrire una buona qualità di vita non solo alle popolazioni dei territori da lui governati, ma anche a quelle della Repubblica di Novgorod, poiché gli abitanti di questa città lo avevano aiutato moltissimo nella guerra che dovette combattere per ridare stabilità, equilibrio e prosperità alla sua terra. Jaroslav è conosciuto per aver promulgato il primo codice di leggi della regione, ed essendo religiosissimo, fondò parecchie Chiese e Monasteri.


E’ molto probabile che il Monastero di Yuriev sia stato fondato da Vsevolod Mstislavich nel 1119, come ci è stato trasmesso dalle cronache. Vsvevolod, venerato come Santo dalla Chiesa Ortodossa Russa, nacque a Novgorod nel 1088. Il suo nonno materno era il Re di Svezia Ingold I. Governò la Repubblica di Novgorod, rispettando sempre la forma di governo scelta dai cittadini, dal 1117 al 1136.

Vsevolod, secondo gli scritti dell’epoca, era anche ‘Egumeno‘, il vocabolo ’Egumeno’ equivale al vocabolo occidentale ’Priore’. Nel XIII secolo, a decorrere dal 1230 all’Egumeno del Monastero di Yuriev venne conferito il titolo di Archimandrita, vocabolo abbastanza equivalente alla definizione occidentale ’Vescovo’, data la diversità delle religioni non ci può essere una vera e propria equivalenza di titoli ed incarichi. Gli Archimandriti del Monastero di Yuriev furono spesso denominati Archimandriti della città di Novgorod.


Il Monastero di Yuriev è un’importante fonte di informazioni per gli studiosi in merito a tutto ciò che concerne la Repubblica di Novgorod nel periodo medievale. Una parte delle prime cronache di Novgorod fu compilata completamente nel Monastero.

La Chiesa di San Giorgio si trova nel complesso monastico, è una delle più grandi di Novgorod e zone limitrofe. Al suo interno si possono ancora vedere degli affreschi medievali che si sono conservati bene. La Chiesa fu ristrutturata nel 1902. La figura più importante rappresentata dagli affreschi è senza dubbio quella del Cristo Pantocrator. C’è anche un piccolo ritratto di Vsevolod Mstislavich. Al complesso monastico di Yuriev appartiene pure la Chiesa dell’Esaltazione della Santa Croce. Questa Chiesa fu costruita nel XVIII secolo.

Cinque delle sei chiese del Monastero furono distrutte nel 1928, durante il regime sovietico. Il Monastero venne chiuso nel 1929. Durante la II guerra mondiale gli edifici monastici furono occupati dalle truppe tedesche e vennero gravemente danneggiati. Il Monasteo di Yuriev fu restituito alla Chiesa Ortodossa Russa nel 1991, e da allora, con vari restauri, si sta cercando di far rinascere il meraviglioso luogo di preghiera. Essendo un dono del Signore, lo spirito cristiano non ha mai abbandonato questo luogo sacro, è stato mantenuto vivo dalle preghiere di tanta gente.

Dal 1993 il Monastero di Yuriev è considerato Patrimonio dell’Umanità.

Va ricordato che prima del 1917 c’erano più di 6.000 Monasteri in Russia. Attualmente ci sono quasi duemila Monasteri, ma in molti altri luoghi di culto sono in corso lavori di restauro. La Santa Russia si è riappropriata della sua identità e dignità. La grande spiritualità e la religiosità sentita profondamente per secoli hanno trovato la loro dimora ideale in queste Terre.

Recentemente, in autobus, ho incontrato una signora che mi ha chiesto delle indicazioni stradali, nel salutarmi, parlando un ottimo italiano, mi ha detto di essere russa e con grande gioia ha affermato:”Noi russi siamo sempre stati profondamente religiosi, essendo per natura delle persone riflessive, la fede è strettamente connessa alla nostra esistenza. Le dirò di più, noi esistiamo in virtù della nostra fede.”

Daniela Asaro Romanoff


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“Le architetture delle tre grandi religioni del Mediterraneo” è il titolo di quella che si preannuncia come un’interessante mostra che verrà inaugurata sabato prossimo 15 maggio ad Albenga. Voluta dal Centro Studi don Antonio Balletto, da sempre attento alle tematiche legate al dialogo interreligioso, la mostra ligure, consiste in una serie di pannelli che compongono un breve percorso didattico all’interno delle tre grandi religioni del Mediterraneo e si propone di individuare e di mettere a fuoco i centri nevralgici e i nodi simbolici, funzionali e spaziali dei luoghi di culto e delle tipologie architettoniche che ne hanno caratterizzato la diffusione nell’area mediterranea: la chiesa, la moschea e la sinagoga.

A curare l’evento è Nicolò De Mari, con la collaborazione di Andrea Longhi, Alberto Jona Falco ed Alireza Naser Eslami. La giornata di studi verrà aperta dal sindaco di Albenga Rosy Guarnieri, dal presidente della regione Liguria Claudio Burlando e dal presidente della Fondazione Agostino De Mari (Cassa Risparmio Savona) Roberto Romani. Seguiranno, nel corso della giornata, gli interventi di Stefano Levi Della Torre (sulla Sinagoga), Nicolò De Mari (la Chiesa), Attilio Petruccioli (La Moschea), Caterina Virdis (“I tre anelli della favola: contrasto, confronto o convergenza?”), mentre alle 17 verrà inaugurata la mostra. “Si tratta – dicono gli organizzatori- di una serie di interventi di rilievo, un importante appuntamento culturale, che vedrà la presenza di illustri studiosi”. Da segnalare l’interessante progetto grafico e l’allestimento di Andrea Musso.

(via SpiritualSeeds)

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San Pietro: platea sotto il colonnato

Posted by Giuseppe Delprete On marzo - 24 - 2010 ADD COMMENTS

A fondamento del braccio sud del colonnato di san Pietro c’è una platea. Bernini stesso decise di realizzarla come base delle colonne, in modo da evitare cedimenti. Anni prima l’architetto aveva pensato di delimitare la cupola michelangiolesca con due campanili, ma il cedimento delle fondamenta gli aveva impedito di procedere con la costruzione. Non è escluso, quindi, che fu proprio il terreno “insidioso” a spingerlo a una simile soluzione. A render noto il tutto è stato il restauro che coinvolge l’intera piazza, dal colonnato alla balaustra, dagli stemmi alle statue, dall’obelisco centrale alle “fontane gemelle”. Un cantiere  messo in piedi da Italiana Costruzioni e Fratelli Navarra per il Governatorato vaticano. Ma la scelta della piastra di fondazione non è l’unico “segreto” che la Basilica conserva. Da documenti inediti, infatti, è emerso che durante la fase berniniana i due bracci rettilinei avevano una coloritura originaria diversa da quella bicroma attuale. Per quanto riguarda la costruzione della copertura del Colonnato, invece, la fase preliminare che ha preceduto l’avvio del cantiere vero e proprio ha manifestato un complesso sviluppo esecutivo, composto di tre passaggi successivi. “L’indagine si è dedicata agli aspetti legati alle molteplici vicende del cantiere beniniano, cercando di dare risalto ad aspetti fin qui sfuggiti o poco evidenziati, affinché potessero costituire un aiuto anche alle procedure del restauro in corso”, ha affermato il consulente del cantiere Sandro Benedetti, già autore del restauro della facciata della basilica, presentando il lavoro al Salone del restauro di Ferrara. L’intervento, partito quasi un anno fa, finora ha già completato il 30 per cento del lavoro e ha una spesa prevista fino a 20 milioni di euro. Copertura finanziaria che sarà garantita per intero da sponsor privati come Enel, Wind, Telecom, Assitalia ed Eni, che già da tempo hanno istallato i loro poster promozionali all’interno della piazza.

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