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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Libri</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>Salone del Libro</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 09:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tema del Salone del Libro 2012, la rivoluzione digitale, per le sue ricadute sulla comunicazione e sui legami tra le persone, si intreccia con il tema della famiglia, che sarà oggetto  di un grande evento mondiale a Milano a cui parteciperà anche papa Benedetto XVI.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/05/index-e1336646072409-300x2131.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6963" style="margin: 10px;" title="index-e1336646072409-300x213" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/05/index-e1336646072409-300x2131.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a>Prende il via oggi a Torino (per concludersi il 14 maggio) la XXV edizione del <a href="http://www.salonelibro.it/it/home.html" target="_blank"><strong>Salone internazionale del libro</strong></a>. Ben rappresentata anche l’<strong>editoria cattolica</strong>, in particolare, nello stand curato dall’<a href="http://www.associazionesantanselmo.org/" target="_blank">Associazione Sant’Anselmo</a>(Padiglione 2, Stand G10), con la collaborazione della Arcidiocesi di Torino, dell’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani, e del Consorzio Editoria Cattolica, dove saranno presenti libri selezionati fra tutti gli editori italiani e riviste italiane di teologia e cultura religiosa.</p>
<p>Il tema del Salone del Libro 2012, la <strong>rivoluzione digitale</strong>, per le sue ricadute sulla comunicazione e sui legami tra le persone, si intreccia con il tema della famiglia, che sarà oggetto pochi giorni dopo di un grande evento mondiale a Milano a cui parteciperà anche papa Benedetto XVI.</p>
<p>Questo aggancio è la proposta dello stand al Salone del Libro curato dall’Associazione Sant’Anselmo per il Progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana, sia nella selezione dei libri esposti nello stand, sia negli incontri che organizza.</p>
<p>Lo stand, oltre a presentare le ultime novità concernenti i temi dell’antropologia religiosa, della Bibbia, della teologia, della storia e dell’arte religiosa, dedica uno spazio ai testi che riguardano i <strong>cambiamenti personali e familiari dell’era digitale</strong>, e uno spazio alla produzione editoriale italiana sui temi della famiglia del lavoro e della festa. Allo stesso modo gli incontri, trattano del significato antropologico e di quello cristiano del matrimonio e della famiglia, anche con testimonianze e occasioni di dibattito con posizioni diverse.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/05/10/leditoria-cattolica-al-salone-del-libro-di-torino/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>A Ferrara la Festa del Libro Ebraico</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 07:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà Ferrara, la città di Giorgio Bassani, ad ospitare, da domani al primo maggio, la Festa del Libro Ebraico, giunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/a-ferrara-la-festa-del-libro-ebraico.html/paginebraiche3-2" rel="attachment wp-att-6898"><img class="alignright size-full wp-image-6898" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/el11.jpg" alt="" width="300" height="147" /></a>Sarà Ferrara, la città di Giorgio Bassani, ad ospitare, da domani al primo maggio, la <a href="http://www.festalibroebraico.it/Festa_del_Libro_Ebraico.html" target="_blank"><strong>Festa del Libro Ebraico</strong></a>, giunta alla sua terza edizione. La festa ha l’intento di stimolare la curiosità e l’interesse degli spettatori, proseguendo e rafforzando il rapporto con il pubblico, attraverso una presenza vivace e attiva dell’Istituzione. Un momento di condivisione della cultura ebraica italiana, attraverso il racconto della storia di una minoranza che da sempre è legata da una relazione attiva e indissolubile con l’Italia e che continua ad animare la vita culturale, civile, sociale ed economica del nostro Paese.  A segnare <strong>l’inizio</strong> della manifestazione, all’uscita di Shabbat<strong>, </strong>il<strong> 28 aprile</strong>, dopo l’i<strong>naugurazione </strong>ufficiale con il saluto delle autorità alle <strong>21.30</strong> in <strong>Sala Estense</strong>, sarà la seconda <strong>Notte Bianca Ebraica d’Italia</strong> intitolata, non a caso, <em>“E fu sera … e fu mattina …”</em>, dai passi della Genesi in cui tutto ha origine.</p>
<p>A tutti coloro che <strong>dal 28 aprile al 1 maggio</strong> si recheranno a Ferrara saranno offerte anche molte occasioni speciali: il piacere di dialogare al Chiostro di S. Paolo con importanti autori di opere e testimonianza ebraica; l’opportunità di assaggiare specialità della ricca cucina ebraica; la possibilità di farsi guidare in bicicletta alla scoperta della Ferrara Bassaniana. Gli eventi condurranno gli spettatori all’interno di un mondo, quello della Festa del Libro Ebraico in Italia, che non vuole essere una semplice vetrina, ma un’occasione per trasmettere l’idea, il concetto che il <a href="http://www.meisweb.it/" target="_blank">MEIS </a>(ente promotore dell’evento) è, fin dai suoi primi passi, un museo di tutti e per tutti, capace di favorire, con dinamismo e vivacità, la conoscenza della cultura dell’ebraismo italiano.</p>
<p>L’elenco completo degli eventi della Festa è disponibile sul <a href="http://www.festalibroebraico.it/2012_mostre.html" target="_blank">sito</a> della manifestazione.</p>
<p>(via<a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/04/27/al-via-a-ferrara-la-festa-del-libro-ebraico/" target="_blank"> SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Donna e Missione</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 15:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michelangelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il libro si orienta nel dibattito pubblico sul ruolo della donna nella ricerca di soluzioni nelle radici fondamentali dell’esperienza cristiana e nelle parole dei padri della chiesa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/392379_3463004027576_1645238414_2725908_1697338817_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6889" style="margin: 10px;" title="392379_3463004027576_1645238414_2725908_1697338817_n" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/392379_3463004027576_1645238414_2725908_1697338817_n-e1335193942794-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></a>di Michelangelo Nasca</p>
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="3" width="100%">LA DONNA, LA MISSIONE E LA CHIESA</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3"><span><em>Le donne sono al seguito della predicazione di Gesù e diventano assolutamente fondamentali nei giorni della sua Passione e Resurrezione</em></span><center>&nbsp;</p>
<p></center><span style="font-size: small;">(21 Aprile 2012) - <em><strong>‘Riflessioni sulla dignità e la missione della donna’</strong></em> (<em>Umberto Polizzi Editore)</em> è il titolo del libro di <strong>Michelangelo Nasca</strong>, docente di Teologia Dogmatica presso la Scuola Teologica di Base S. Luca Evangelista di Palermo. In qualità anche di redattore di Medeu, i lettori avranno avuto certamente l’occasione di conoscerne ed apprezzarne la sensibilità e l’attenzione su alcuni temi di etica sociale. I tanti contributi editorialistici di Michelangelo Nasca si sono concentrati su argomenti chiave come l’Ru 486, la bi-genitorialità, la tutela delle minoranza religiose, il dialogo interculturale, l’emarginazione in generale.</span><span><span style="font-size: small;">Il contributo dell’autore, in questa prima pubblicazione si concentra invece su una riflessione impegnativa e di grande attualità. Sappiamo quanto il processo di emancipazione della donna sia lontano dall&#8217;essere compiuto e ne conosciamo le variabili numerose; sappiamo anche quanto interferiscono con la realtà dura delle opinioni e degli umori che si manifestano nella dimensione pubblica.</span></span></p>
<p>I ruoli sociali della donna si sono moltiplicati, la sua mission è cambiata, sono cambiati i tempi, sono mutate le modalità di cura dei bambini, il modo di collaborare tra i due generi. Ci sono poi le politiche di promozione della famiglia e della donna inefficaci in Italia; per l’affermazione della dignità della donna sono state troppo promettenti, astratte e avulse dal territorio e dai suoi bisogni. Senza dimenticare le culture religiose in cui la donna è ancora sottomessa, mortificata dalle leggi degli uomini; c’è poi, ancora, l’influenza dei media, forte e persuasiva che riesce ad orientare l’opinione pubblica a favore di certi modelli facili, impoverendo il confronto e la riflessione.</p>
<p>Il libro si orienta nel dibattito pubblico sul ruolo della donna nella ricerca di soluzioni nelle radici fondamentali dell’esperienza cristiana e nelle parole dei padri della chiesa. Colpisce la facilità con cui l’autore affronta concetti spinosi, di  alto valore esegetico, avvicinandoli a noi e rendendoli semplici, alla portata di tutti; un lavoro di analisi ma anche di divulgazione, condotto con il rigore documentario che si richiede ad un’opera come questa ma non perdendo mai di vista l’attualità sociale della condizione femminile.</p>
<p><span><span style="font-size: small;">La Riflessione si inserisce efficacemente nel panorama dell’esegesi e teologia femminile che sta ripensando la collocazione della donna nella Bibbia e soprattutto il suo posto nella comunità cristiana. Naturalmente si tratta di questioni spinose poste nello specifico di una ricerca ermeneutica ancora aperta, che pone anche grandi interrogativi sul modo &#8216;nuovo&#8217; di accostarci ai testi sacri e alla vita di Cristo. Indirettamente richiamano in maniera costruttiva, cambiamenti che hanno modificato la struttura della società e la famiglia, i pregiudizi e le categorie femminili che hanno visto la  contrapposizione ideologica nelal cultura europea tra laicismo e confessione.</span></span></p>
<p>Nel racconto evangelico, ci ricorda Nasca,  la presenza della donna è significativa, spesso rivelatrice. Non solo le donne sono al seguito della predicazione di Gesù, come si legge, ad esempio, nel Vangelo di Luca, ma diventano assolutamente fondamentali nei giorni della sua Passione e Resurrezione. <em>‘Sono le prime presso la tomba, sono le prime a dare notizia della resurrezione di cristo. E sono le prime</em> - come scrive l’autore -<em> a risultare inattendibili e prive di ogni diritto, come è nella cultura giudaica.&#8217;</em> Riteniamo sufficiente questo solo spunto testuale per proporre questa lettura.</p>
<p><em><span style="font-size: small;"> </span></em></p>
<p><span><span style="font-size: small;">Il libro è stato presentato il <strong>22 Aprile</strong> alle ore <strong>17,00</strong> presso l’ <strong>Istituto San Giuseppe (C.so Tukory, 204 – Palermo).</strong> Sono intervenuti ,oltre all’autore, <strong>don Salvatore Priola</strong>(Direttore della Scuola Teologica di Base S. Luca Evangelista di Palermo), <strong>Suor Maria Inzinna</strong> (Madre generale delle Figlie della Croce), <strong>Carlo Baiamonte</strong> (Direttore di Medeu.it e docente di Filosofia).</span></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Letteratura e sacre scritture</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 07:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorat Incrociando esegesi religiosa, letteratura, ricerca filosofica e riflessione teologica una serie di incontri per affrontare, attraverso sguardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/letteratura-e-sacre-scritture.html/riscritturehome" rel="attachment wp-att-6632"><img class="alignright size-full wp-image-6632" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/riscritturehome.jpg" alt="" width="150" height="200" /></a>di Moreno Migliorat</p>
<p>Incrociando <strong>esegesi religiosa</strong>, letteratura, ricerca filosofica e riflessione teologica una serie di incontri per affrontare, attraverso sguardi diversi, quattro <strong>testi letterari</strong> in cui grandi autori del secolo scorso hanno ripreso episodi delle <strong>Sacre Scritture</strong>. È lo spirito del progetto <strong>“Riscritture”</strong> ideato da <a href="http://www.torinospiritualita.org/" target="_blank"><strong>Amici di Torino Spiritualità</strong></a>in collaborazione con il Circolo dei Lettori, al via alle 21 di oggi nelle sale di via Bogino 9 a Torino.</p>
<p>Si inizia oggi con <strong>“Caino” di Josè Saramago</strong> commentato dallo scrittore Antonio Scurati. Lunedì prossimo sarà la volta di <strong>“Giobbe” di Joseph Roth</strong> commentato dal biblista Piero Stefani. Capolavoro del grande autore mitteleuropeo, il romanzo narra la storia di Mendel Singer, un uomo semplice e devoto, che insegna la Torah ai bambini in una remota provincia della Russia orientale. Le disgrazie che si abbattono con violenza sulla sua famiglia gli fanno perdere l’orientamento e la fede in Dio. Ma la vita ha in serbo per lui un risvolto inatteso. Seguirà <strong>“Giuditta” di Mario Brelich</strong>, commentato dalla teologa Lilia Sebastiani, un saggio romanzato che ripercorre la vicenda di Giuditta, eroina dell’antichità che affida la salvezza del suo popolo alla propria bellezza. Concluderà il ciclo di incontri il capolavoro di <strong>Thomas Mann “Giuseppe e i suoi fratelli”</strong> commentato dal critico letterario Piero Boitani.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/03/05/letteratura-e-scritture-sacre-un-ciclo-di-incontri-a-torino/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Via Crucis Biblica</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 20:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Giovanni Chifari .Via crucis biblica con san Pio da Pietrelcina.L’autore propone quattordici stazioni della Via crucis con l’intento di offrire un percorso di preghiera che metta in risalto la radicalità del cristianesimo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/chifari_parola_croce_paoline_24z54.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6487" style="margin: 10px;" title="chifari_parola_croce_paoline_24z54" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/chifari_parola_croce_paoline_24z54-e1329855049157.jpg" alt="" width="359" height="383" /></a><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/mosaici.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6497" style="margin: 10px;" title="mosaici" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/mosaici-e1329856476768-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>di Giovanni Chifari  <a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=S_t2Yrwu7q4">http://www.youtube.com/watch?v=S_t2Yrwu7q4</a></p>
<p> </a></p>
<h1 id="bookTitle">La parola della croce</h1>
<p>-</p>
<h2>Via crucis biblica con san Pio da Pietrelcina</h2>
<p><strong>Descrizione</strong></p>
<p>L’autore propone quattordici stazioni della Via crucis con l’intento di offrire un percorso di preghiera che metta in risalto la radicalità del cristianesimo. L’inevitabile ascesa verso la croce è la tappa che tutti dobbiamo percorrere in vista della risurrezione. Si tratta di una Via crucis biblica. Ogni stazione è introdotta da una brano evangelico che è seguito da un breve commento dell’autore, poi il testo tratto dall’Epistolario di Padre Pio da Pietrelcina e infine la preghiera. È un testo semplice ma profondo, particolarmente adatto alla celebrazione parrocchiale e/o comunitaria della Via crucis, come pure per la preghiera personale.</p>
<div>Giovanni Chifari, docente di Teologia Biblica presso l&#8217;ISSR di Foggia, da alcuni anni si dedica al servizio di ricerca ed approfondimento della figura e spiritualità di san Pio da Pietrelcina e della sua opera, presentando i risultati di tale percorso in diversi articoli e in ricorrenti interventi presso l’emittente Tele Radio Padre Pio. Scrive periodicamente sulla rivista Casa Sollievo della Sofferenza, voluta e fondata da Padre Pio nel 1949, sulla rivista della Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Voci e Volti, e sulla rivista Il Diaconato in Italia, periodico bimestrale della Comunità del Diaconato in Italia.</div>
<div>In questa pagina pubblichiamo, come fine di approfondimento, gli articoli editi sulla rivista diocesana Voci e Volti e altri interventi riguardanti iniziative diocesane</div>
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		<title>La strada di Paolo</title>
		<link>http://nobell.it/la-strada-di-paolo.html</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 05:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino.La strada,luogo di scoperta...tu dove sei? Sei tu che cerchi la fede o la fede è in cerca di te?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/Trucks2.jpg"><img style="margin: 10px;" class="alignleft size-full wp-image-5508" height="461" width="614" title="Trucks2" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/12/Trucks2.jpg" /></a>di Marilena Marino</p>
<p style="text-align: left;">In occasione della VI edizione del<strong><a href="http://www.romacinemafest.it/ecm/web/fcr/online/home" target="_blank">Festival Internazionale del Film di Roma</a></strong>, il 2 novembre 2011 alle ore 18.00, presso il Palazzo delle Esposizioni, ha avuto  luogo nell’ambito di Risonanze, la proiezione di <em><strong>La strada di Paolo</strong></em>, un film di Salvatore Nocita prodotto da <a href="http://www.faiservice.it/web/" target="_blank">FAI Service</a> (Federazione Autotrasportatori Italiani) e <a href="http://www.officinadellacomunicazione.com/" target="_blank">Officina della Comunicazione</a>, in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura e <a href="http://www.raicinema.rai.it/dl/RaiCinema/site/Page-4777ed96-9b0f-4ad6-8913-ab1c2e9f579c.html" target="_blank">Rai Cinema</a></p>
<p>Il film narra la storia di Paolo, un autotrasportatore diretto per lavoro in Terra Santa. Il suo viaggio prende una direzione inaspettata quando si imbatte in alcune realtà che parlano al suo cuore di Dio, Fede, Grazia e Carità, aprendogli anche gli occhi sull’opportunismo e il cinismo umano. Nell’incontro/scontro con la religiosità e il mistero insondabile di quella Terra, immerso in situazioni surreali, a contatto con personaggi e storie incredibili, per Paolo si aprono nuovi orizzonti che lo porteranno a una decisione fondamentale. Interpretato da Marcello Mazzarella, Valentina Valsania, Gianni Bissaca, Milena Miconi e David Brandon, con la partecipazione straordinaria di Philippe Leroy, il film deve indicazioni imprescindibili per la sua struttura alle interviste a personalità come S.E. Card. Angelo Scola,Arcivescovo di Milano; S.E. Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; Fabrizio Palenzona, Presidente di FAI Service; Roberto Vecchioni,cantautore; Salvatore Natoli, professore ordinario di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e Lucetta Scaraffia,storica, giornalista e docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Roma La Sapienza.</p>
<p>Afferma <strong>S.E. Card. Angelo Scola</strong>: «Io credo che la strada per l’uomo di oggi sia quella di guardare fino in fondo ai tratti fondamentali dell’esperienza umana. Il primo, il più importante è la capacità dell’uomo di cogliere il senso della realtà: cioè, la realtà è intelligibile e chiede di essere ospitata dalla nostra intelligenza e questo già implica una tra-scendenza, cioè un andare oltre l’immediato». [estratto da intervista]</p>
<p><strong>S.E. Card. Gianfranco Ravasi</strong> sottolinea: «Il bisogno di trascendenza potrebbe essere raffigurato attraverso un’immagine che è curiosamente lontana e vicina a Paolo, è lontana perché viene da un verso di un grande tragico greco che è Eschilo, e dall’altra parte è vicina perché Paolo, noi sappiamo, entra nell’interno dell’orizzonte della cultura greca. La trascendenza è sostanzialmente, se la vogliamo esprimere con un simbolo, proprio questa mano che viene dall’oltre, dall’altro rispetto all’orizzonte in cui siamo immersi. È per questo che Paolo in un certo senso echeggerà questa voce pagana in una maniera differente». [*]</p>
<p>Per <strong>Fabrizio Palenzona</strong> «Questo film è un esempio della direzione nella quale vogliamo camminare. Lavorare, guadagnare il giusto, rimettere nel circuito più risorse possibili per attenuare i costi delle nostre imprese, sostenere l’azione di difesa dei diritti e promozione dei doveri attraverso la federazione: insomma, ripeto, promuovere una cultura che metta al centro la persona umana. Per questo ci piace il film: il richiamo al senso della vita, al dubbio su cosa e perché siamo in questo mondo, al valore della solidarietà, della famiglia, della pace e del lavoro come strumento di promozione umana».</p>
<p>«Nel raccontarci l’imprevedibile percorso di un autotrasportatore diretto in Terra Santa, Nocita recupera uno dei tòpoi più ricorrenti della cultura e dell’arte di ogni secolo: la strada. Che non è mai solo un luogo fisico, un tratto di percorrenza, ma il simbolo stesso dell’uomo in cammino. Formidabile dispositivo di scambio simbolico, la strada è il luogo della scoperta, del perdersi e del ritrovarsi, dell’incontro con l’altro, con il sè, con Dio. Sulla strada l’uomo in cammino si trasforma divenendo, da vagabondo senza meta, un pellegrino del suo destino».</p>
<p>Chiude <strong>Roberto Vecchioni</strong>: «Io non credo che l’uomo del terzo millennio sia sordo ai temi che riguardano il trascendente. C’è modo e modo di interpretare il trascendente: per paura, per bisogno, per necessità o anche davvero per fede intensa. Il trascendente ha una valenza fondamentale e sublima anche le piccole azioni che facciamo, dà un significato».</p>
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		<title>Anniversario Merini</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 07:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le tracce che lasciamo da vivi ci accompagneranno  sempre. Innalziamo i nostri percorsi verso lo Spirito]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/in-ricordo-alda-merini.jpg"><img style="margin: 10px;" class="size-medium wp-image-4949 alignleft" height="225" width="300" title="in-ricordo-alda-merini" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/in-ricordo-alda-merini-300x225.jpg" /></a>di Marilena Marino</p>
<p>Nasce a Milano il 21 marzo 1931. La famiglia di Alda Merini è composta dal padre, funzionario delle Assicurazioni Generali Venezia, dalla madre casalinga, da una sorella maggiore e un fratello minore. Non potendo frequentare il liceo Manzoni perché respinta in Italiano, compie gli studi superiori all&#8217;Istituto professionale Laura Solera Mantegazza e, contemporaneamente, si dedica allo studio del pianoforte.</p>
<p>Inizia a comporre le prime liriche a quindici anni e il primo, autentico incontro con il mondo letterario avviene l&#8217;anno successivo, quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopone alcune delle sue poesie a Angelo Romanò che, a sua volta, le fa leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato tuttora il primo scopritore della poetessa. Proprio nel &#8217;47 la Merini inizia a frequentare la casa di Spagnoletti, dove conosce, fra gli altri, Giorgio Manganelli — che fu un vero maestro di stile per lei, oltre che suo primo grande amore — Davide Turoldo, Maria Corti e Luciano Erba.</p>
<p>Ma il &#8217;47 è anche l&#8217;anno in cui si manifestano i primi sintomi di quella che sarà una lunga malattia: viene internata per un mese nella clinica Villa Turro e, una volta dimessa, riceve l&#8217;aiuto degli amici più cari. Così scrive Maria Corti nell&#8217;introduzione a Vuoto d&#8217;amore: «[...] ogni sabato pomeriggio lei e Manganelli salivano le lunghe scale senza ascensore del mio pied-à-terre in via Sardegna e io li guardavo dalla tromba della scala: solo Dio poteva sapere che cosa sarebbe stato di loro. Manganelli più di ogni altro l&#8217;aiutava a raggiungere coscienza di sé, a giocarsi bene il destino della scrittura al di là delle ombre di Turro».</p>
<p>Nel &#8217;50 Spagnoletti pubblica nell&#8217;antologia Poesia italiana contemporanea 1909-1949 le due liriche Il gobbo e Luce. L&#8217;anno successivo, le stesse liriche, insieme con altri due componimenti, vengono incluse da Vanni Scheiwiller nel volume Poetesse del Novecento, su consiglio di Eugenio Montale e Maria Luisa Spaziani. Già da questi primi componimenti si intuiscono quelli che saranno motivi ricorrenti nella poetica della Merini: l&#8217;intreccio di temi erotici e mistici, di luce e di ombra, il tutto però amalgamato da una concentrazione stilistica notevole, che nell&#8217;arco degli anni lascerà spazio a una poesia più immediata, intuitiva.</p>
<p>Il gobbo</p>
<p>Dalla solita sponda del mattino<br />
io mi guadagno palmo a palmo il giorno:<br />
il giorno dalle acque così grigie,<br />
dall&#8217;espressione assente.<br />
Il giorno io lo guadagno con fatica<br />
tra le due sponde che non si risolvono,<br />
insoluta io stessa per la vita<br />
&#8230; e nessuno m&#8217;aiuta.<br />
Mi viene a volte un gobbo sfaccendato,<br />
un simbolo presago d&#8217;allegrezza<br />
che ha il dono di una stana profezia.<br />
E perché vada incontro alla promessa<br />
lui mi traghetta sulle proprie spalle.</p>
<p>22 dicembre 1948</p>
<p>[Da Poetesse del Novecento, 1951]</p>
<p>Dopo la partenza di Manganelli da Milano, nel periodo che va dal &#8217;50 al &#8217;53, la Merini frequenta Salvatore Quasimodo, al quale dedica le Due poesie per Q., edite ne Il volume del canto:</p>
<p>I.</p>
<p>Padre che fosti a me, grande poeta,<br />
bene ricordo la tua cetra viva<br />
e le tue dita bianche affusolate<br />
che varcavano il solco del mio seno.<br />
E io ricordo tutto, le bufere<br />
i venti aperti e quella confusione<br />
che trovava la nostra poesia.<br />
Parlavamo il linguaggio dei poeti<br />
casto, accorato senza delusioni<br />
o eravamo delusi di noi stessi<br />
poveri, confinati nello spazio<br />
come astronauti sulla stessa luna.</p>
<p>[...]</p>
<p>Nel &#8217;53 sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie a Milano. Nello stesso anno esce la prima raccolta poetica La presenza di Orfeo, seguita nel &#8217;55 da Paura di Dio e Nozze romane.</p>
<p>Il &#8217;55 è anche l&#8217;anno della nascita della prima figlia; al pediatra della bambina, Pietro, è dedicata la raccolta Tu sei Pietro, edita nel &#8217;61 da Scheiwiller. Segue un silenzio durato vent&#8217;anni.</p>
<p>Nel &#8217;65 viene internata nel manicomio Paolo Pini, dal quale uscirà definitivamente solo nel &#8217;72 — a parte brevi periodi durante i quali ritorna in famiglia e nascono altre tre figlie — ma l&#8217;alternanza di periodi di lucidità e follia continua fino al &#8217;79.</p>
<p>Nel &#8217;79 il silenzio è finalmente rotto e la Merini inizia a lavorare su quello che è considerato il suo capolavoro: La Terra Santa, vincitrice del Premio Librex Montale nel &#8217;93.</p>
<p>La Terra Santa segna l&#8217;inizio di una poetica diversa, impregnata della devastante esperienza manicomiale. Si tratta di liriche di un&#8217;intensità potente, dove la realtà lascia il posto all&#8217;idea stessa del reale, sublimata e deformata dal delirio della follia.</p>
<p>La prima proposta di stampa dell&#8217;opera fu accolta da una totale indifferenza da parte degli editori. Solo Paola Mauri accetta di pubblicare trenta liriche, scelte su un dattiloscritto di oltre un centinaio di testi composti dalla Merini durante l&#8217;internamento, sul n.4 della rivista «Il cavallo di Troia», è il 1982. Due anni dopo Schweiller riprende le trenta liriche e, con l&#8217;aggiunta di altre dieci, dà alle stampe la prima edizione de La Terra Santa, segnando la fine dell&#8217;ostracismo dell&#8217;artista.</p>
<p>Le più belle poesie<br />
si scrivono sopra le pietre<br />
coi ginocchi piagati<br />
e le menti aguzzate dal mistero.<br />
Le più belle poesie si scrivono<br />
davanti a un altare vuoto,<br />
accerchiati da agenti<br />
della divina follia.<br />
Così, pazzo criminale qual sei<br />
tu detti versi all&#8217;umanità,<br />
i versi della riscossa<br />
e le bibliche profezie<br />
e sei fratello di Giona.<br />
Ma nella Terra Promessa<br />
dove germinano i pomi d&#8217;oro<br />
e l&#8217;albero della conoscenza<br />
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.<br />
Ma tu sì, maledici<br />
ora per ora il tuo canto<br />
perché sei sceso nel limbo,<br />
dove aspiri l&#8217;assenzio<br />
di una sopravvivenza negata</p>
<p>[Da La Terra Santa, 1984]</p>
<p>Nell&#8217;81 muore Ettore Carniti. Rimasta sola, la Merini inizia un&#8217;amicizia a distanza con il poeta tarantino Michele Pierri. L&#8217;intesa fra i due si fa sempre più forte, malgrado i trent&#8217;anni e la distanza che li separano. Nell&#8217;83 dedica al poeta, e alla memoria del padre, la raccolta Rime petrose, le liriche Per Michele Pierri e Le satire della Ripa; nell&#8217;ottobre dello stesso anno i due si sposano e la Merini si trasferisce a Taranto. Pierri — il quale era stato medico prima di dedicarsi interamente alla poesia — si prende cura di lei e nell&#8217;85 nascono le liriche della raccolta La gazza ladra. Sempre nello stesso periodo la Merini ultima la stesura del suo primo testo in prosa L&#8217;altra verità. Diario di una diversa, nel quale la devastante esperienza dell&#8217;internamento viene descritta in una prosa dal forte accento lirico, testimonianza di un&#8217;inevitabile uniformità percettiva.</p>
<p>Questi anni di apparente tranquillità vengono però deturpati dal riaffacciarsi del demone della follia e la Merini sperimenta nuovamente le torture dell&#8217;ospedale psichiatrico a Taranto.</p>
<p>Nell&#8217;86 fa ritorno a Milano e riprende a frequentare gli amici di un tempo. Ricomincia a scrivere con continuità, affiancando poesia e prosa: Delirio amoroso, scritto nell&#8217;89, e Il tormento delle figure, del &#8217;90, ne sono gli esempi.</p>
<p>Nel &#8217;91 muore l&#8217;amico Giorgio Manganelli.</p>
<p>Dal &#8217;92 al &#8217;96 escono Ipotenusa d&#8217;amore, La palude di Manganelli o il monarca del re e Un&#8217;anima indocile, testi misti di prosa e poesia nei quali la memoria diventa evocazione struggente e drammatica.</p>
<p>A Manganelli</p>
<p>A te, Giorgio,<br />
noto istrione della parola,<br />
mio oscuro disegno,<br />
mio invincibile amore,<br />
sono sfuggita, tuo malgrado,<br />
eppure mi hai ingabbiato<br />
nella salsedine<br />
della tua lingua.<br />
Tu, primissimo amore mio,<br />
hai avuto pudore<br />
del mio atroce destino,<br />
tu mi hai preso un giorno<br />
sull&#8217;erba, al calore del sole,<br />
la perla della mia giovinezza.<br />
Com&#8217;era bello, amore,<br />
sentirti spergiuro.<br />
E tu che non volevi.<br />
Tu, per cui ero<br />
la sofferta Beatrice delle ombre.<br />
Ma non eri tu ad avermi,<br />
era la psicanalisi.<br />
E in fondo, Giorgio,<br />
ho sempre patito<br />
quel che ti ho fatto patire.</p>
<p>[Da La palude di Manganelli, 1992]</p>
<p>Nel &#8217;93 viene pubblicata la raccolta Titano amori intorno, dallo stile più colloquiale rispetto alle precedenti. Nello stesso periodo esce la prosa La pazza della porta accanto e nel &#8217;94 il volume Sogno e poesia, con venti incisioni di venti artisti contemporanei.</p>
<p>Nel &#8217;95 viene data alle stampe la raccolta Ballate non pagate e nel &#8217;96 le viene aggiudicato il Premio Viareggio per la Poesia. Nel 1996 Alda Merini viene proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall&#8217;Académie française.</p>
<p>Del &#8217;97 è la raccolta La volpe e il sipario, la più alta dimostrazione dello stile poetico dell&#8217;artista: una poesia che nasce dall&#8217;emozione, improvvisa e violenta, mai ritoccata, riletta. Una scrittura nata di getto, sull&#8217;onda del pensiero che si fa man mano sempre più astratto, simbolico.</p>
<p>Sempre del &#8217;97 un&#8217;antologia del lavoro dell&#8217;autrice, curata dall&#8217;amica Maria Corti, dal titolo Fiore di poesia 1951-1997, nella quale compaiono anche alcune liriche inedite.</p>
<p>Nel 2002 esce per Frassinelli Magnificat. Un incontro con Maria, dove la Merini evoca la Vergine Madre indagandone soprattutto l&#8217;aspetto più umano e femminile e che, nel settembre dello stesso anno, le vale il Premio Dessì per la Poesia.</p>
<p>Alda Merini è stata e continua ad essere una delle voci più potenti e prolifiche della poesia contemporanea. E&#8217; impossibile riuscire a dare un ordine, catalogare il lavoro di un&#8217;artista che ha fuso vita e arte in un&#8217;unica forma inscindibile.</p>
<p>La mia poesia è alacre come il fuoco,<br />
trascorre tra le mie dita come un rosario.<br />
Non prego perché sono un poeta della sventura<br />
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,<br />
sono il poeta che grida e che goica con le sue grida,<br />
sono il poeta che canta e non trova parole,<br />
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,<br />
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,<br />
sono la vanagloria che si lascia cadere,<br />
il manto di metallo di una lunga preghiera<br />
del passato cordoglio che non vede la luce.</p>
<p>[Da La volpe e il sipario, 1997]</p>
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		<title>Al via sabato prossimo il Festival Internazionale di Letteratura Ebraica</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 09:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà la Notte della Cabbalà ad inaugurare, sabato 17 settembre, al Ghetto di Roma, la quarta edizione del Festival Internazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4608" href="http://nobell.it/al-via-sabato-prossimo-il-festival-internazionale-di-letteratura-ebraica.html/images-140"><img class="alignright size-medium wp-image-4608" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/09/images-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" /></a>Sarà la <strong>Notte della Cabbalà</strong> ad inaugurare, sabato 17 settembre, al Ghetto di Roma, la quarta edizione del <a href="http://www.festivaletteraturaebraica.it/index.html" target="_blank"><strong>Festival Internazionale di Letteratura Ebraica</strong></a>, che si svolgerà  dal 17 al 21 settembre. Ospite d’eccezione della rassegna e della serata del 17, lo scrittore israeliano <strong>A.B. Yehoshua</strong>,  che – alle 21 al Tempio di Adriano, intervistato dal direttore di Radio  3 Marino Sinibaldi – guiderà gli spettatori in un viaggio alla scoperta  della letteratura ebraica. L’attore Massimo Ghini leggerà una selezione  di brani. Si tratta dell’unico appuntamento fuori dal Ghetto: tutti gli  altri eventi in programma si svolgeranno infatti nella zona tra  lungotevere De’ Cenci e via del portico D’Ottavia e tra via Arenula e il  Teatro di Marcello.</p>
<p>La serata di sabato 17 darà appunto il via alla <a href="http://www.festivaletteraturaebraica.it/programma2011.html" target="_blank">quarta edizione</a> del Festival di Letteratura Ebraica, che si concretizza, come affermano gli <strong>organizzatori</strong>,  in “un percorso culturale metalinguistico, tra modernità e memoria, un  viaggio nella letteratura ebraica che prende le mosse dal Talmud, fino  agli scrittori israeliani e internazionali per arrivare alla storia,  l’arte figurativa, il teatro e la musica”.</p>
<p>L’idea di dare vita al Festival nasce dalla volontà di aprire una  finestra sul mondo della cultura ebraica: non un semplice evento  culturale legato al mondo dei libri, ma un progetto di ampia portata in  grado di esprimere la creatività, le emozioni e la capacità narrativa  del popolo ebraico, un ponte di conoscenza tra questo mondo e la città  di Roma, sede di un’antichissima comunità ebraica.</p>
<p>La <strong>chiusura</strong> del Festival, mercoledì 21 settembre, è  affidata al vincitore del Man Booker Prize 2010 Howard Jacobson,  scrittore, romanziere e umorista britannico, e al grande jazzista Daniel  Zamir, tra i musicisti e compositori più importanti di Israele.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/09/12/al-via-sabato-prossimo-il-festival-internazionale-di-letteratura-ebraica/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Don Tonino Bello: i poeti lo ricordano con un volume</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 13:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Chi sa che qualcuno, complice la poesia, non venga più facilmente indotto a cambiare genere di vita.” Così si espresse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4563" href="http://nobell.it/don-tonino-bello-i-poeti-lo-ricordano-con-un-volume.html/copertina1-e1312409960889"><img class="alignright size-medium wp-image-4563" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/08/copertina1-e1312409960889-300x268.jpg" alt="" width="300" height="268" /></a>“Chi sa che qualcuno, complice la poesia, non venga più facilmente  indotto a cambiare genere di vita.” Così si espresse un giorno <a href="http://www.giovaniemissione.it/testimoni/bello.htm" target="_blank"><strong>don Tonino Bello</strong></a>,  l’indimenticato vescovo di Molfetta di cui ricorrono quest’anno i  diciotto anni dalla morte ed il cui ricordo non accenna a spegnersi.  Come dimostra, tra l’altro, l’ultima iniziativa a lui dedicata: un  volumetto intitolato <a href="http://neobar.wordpress.com/poeti-per-don-tonino-bello/" target="_blank"><strong>“La versione di Giuseppe. Poeti per don Tonino Bello”</strong></a>, edito dalle Edizioni Accademia di Terra d’Otranto ed in uscita nei prossimi giorni.<br />
La pubblicazione, ispirata a <a href="http://www.ibs.it/code/9788861531130/bello-antonio/carezza-dio-lettera.html" target="_blank">“La carezza di Dio – Lettera a Giuseppe”</a> dello stesso don Tonino ed edita nel 1987, contiene testi di svariati poeti e sarà oggetto di un<a href="http://neobar.wordpress.com/2011/08/05/6048/" target="_blank"> reading </a>che si svolgerà il prossimo 31 agosto ad Alessano nell’ambito del festival Il Montesardo.<br />
Come scrivono gli autori del volume nell’<strong>introduzione</strong> al volume, “ciò che emerge dalle riflessioni di don Tonino assume ancora  più rilevanza ai nostri giorni, fino al punto da apparire profetico:  “Il corpo, poi, degradato a merce di scambio, è divenuto spazio  pubblicitario e manichino per prodotti di consumo! L’eros mercantile  corrode alla radice i rapporti interumani, sgretola la comunione,  frantuma l’intimità, irride la famiglia, commercializza la donna. E con i  postulati di marketing degli spot televisivi, spersonalizza  irrimediabilmente la sessualità, riducendola ad una variabile della  cupidigia di potere.” (ibid, pag. 17). “Si muore per anemia cronica di  gioia. Si moltiplicano le feste, ma manca la festa. E le letizie  diventano sbornie, gli incontri, frastuoni; e i rapporti umani, orge da  lupanari” (ibid, pag. 29).<br />
Un’ottima occasione per <strong>approfondire</strong> la figura di <strong>don Tonino </strong>per chi si è già accostato ad essa, dunque, ed un’altrettanto ottima occasione per accostarvisi per la <strong>prima volta</strong>.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/08/22/don-tonino-bello-i-poeti-lo-ricordano-con-un-volume/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Salone del Libro di Torino: una mostra sul ruolo dell&#8217;editoria cattolica nell&#8217;Unità d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 08:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prende il via oggi a Torino il XXIV Salone Internazionale del Libro. Alcuni mesi orsono, vi furono polemiche a motivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4360" href="http://nobell.it/salone-del-libro-di-torino-una-mostra-sul-ruolo-delleditoria-cattolica-nelunita-ditalia.html/logo_salone-3"><img class="alignleft size-medium wp-image-4360" style="margin: 10px" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/05/logo_salone-300x103.jpg" alt="" width="300" height="103" /></a>Prende il via oggi a Torino il XXIV <strong><a href="http://www.salonelibro.it/index.php?option=com_content&amp;view=frontpage&amp;Itemid=1" target="_blank">Salone Internazionale del Libro</a></strong>. Alcuni mesi orsono, vi furono <strong>polemiche</strong> a motivo di alcune scelte aventi per oggetto le case editrici più  importanti che sarebbero state inserite in una mostra allestita in  occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’<strong>unità d’Italia</strong>. Nella polemica intervenne direttamente l’<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/marzo/05/Osservatore_Romano_accusa_Salone_del_co_9_110305115.shtml" target="_blank">Osservatore Romano</a>, il quale accusò i responsabili dell’evento torinese di pregiudizio <strong>anticattolico</strong> e di <strong>amnesia culturale</strong> per non aver considerato adeguatamente il ruolo svolto in proposito dall’<strong>editoria cattolica</strong>.</p>
<p>La polemica poi rientrò, ma la medesima non deve essere restata  estranea alla decisione della Uelci (Unione editori e librai cattolici  italiani) di organizzare una mostra, che verrà inaugurata oggi, e il cui  stesso titolo ne svela il significato: <strong>“1861-2011. L’Italia dei libri. Il fenomeno dell’editoria cattolica”</strong>.  Alla medesima, sono stati invitati i sette editori più rappresentativi  dell’editoria cattolica in Italia: Ave, Città Nuova, Edizioni Dehoniane  Bologna, Jaca Book, Paoline, Sei, Vita e Pensiero. Come spiega Giorgio  Raggi, che della Uelci è presidente,  l’occasione è stata voluta per  “sfruttare l’opportunità della mostra per contrastare ‘laicamente’ una  rappresentazione che descrive l’editoria cattolica chiusa entro gli  steccati delle sole catechesi e liturgia, sostanzialmente estranea  all’evoluzione della storia unitaria”.</p>
<p>Il criterio scelto, spiega ancora il presidente dell’Uelci, “ha  privilegiato l’importanza dell’editore in termini di peso culturale e  poi in termini di dimensione aziendale”. In parallelo, inoltre, è stata  valutata “l’influenza avuta dal singolo libro e/o autore nel dibattito  culturale, nella formazione delle nuove generazioni, tra la classe  dirigente, nella società”. Tutto ciò, puntualizza Raccis, sotto diversi  aspetti: “all’interno della Chiesa, in termini di diffusione, in quanto  rappresentazione e testimonianza dei nodi, degli eventi, dei personaggi  più rilevanti dello sviluppo unitario italiano”.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2011/05/12/salone-del-libro-di-torino-una-mostra-sul-ruolo-delleditoria-cattolica-nellunita-ditalia/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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