Cassiodoro, chi era costui? Parafrasare le parole che Manzoni mette in bocca a un perplesso don Abbondio imbattutosi nel nome del filosofo Carneade forse è un po’ esagerato, ma sicuramente la figura del calabrese di Squillace è poco conosciuta.
Per riscoprire questo personaggio della storia e della letteratura l’Istituto Cassiodoro, fondato a Squillace, promuove una serie di iniziative tra cui la pubblicazione del volume “Cassiodoro il Grande” a cura di Franco Cardini, volume che è stato presentano giovedì 13 maggio a Reggio Calabria. Il convegno ha visto l’intervento dell’on. Guido Rhodio, sindaco di Squillace, di mons. Antonino Denisi, direttore dell’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali della diocesi di Reggio Calabria – Bova e di don Antonio Tarzia, direttore del mensile “Jesus” e profondo conoscitore di Cassiodoro. Gli interventi sono stati introdotti e coordinati dall’on. Giovanni Nucera, consigliere regionale della Calabria, che ha sottolineato l’importanza della figura di Cassiodoro per dare un segnale diverso di una terra che purtroppo riesce a far notizia solo quando si parla di ‘ndrangheta.
Cassiodoro vive tra V e VI secolo quando l’impero romano d’occidente è ormai tramontato e cerca di realizzare, ricoprendo varie cariche pubbliche, una pacifica convivenza tra i romani e la popolazione barbarica dei goti che si era stabilita in Italia. Fallito questo tentativo, si rifugia a Squillace dove fonda il monastero di Vivarium. Il tentativo di conciliare il mondo latino con le usanze delle popolazioni barbariche fa di Cassiodoro un padre dell’Europa moderna nata proprio dalla fusione di queste culture. Ma ne fa anche un esempio per la contemporaneità nella proclamazione della libertà religiosa e nella sua capacità, da cattolico, di dialogare con i goti che si erano convertiti al cristianesimo attraverso l’eresia ariana.
Cassiodoro è inoltre un personaggio eclettico che a buon diritto può essere definito il Leonardo del Sud. Egli è infatti un personaggio del futuro, che vive tra due epoche. Concilia in sé la tradizione romana ormai al tramonto che vedeva l’intellettuale impegnato in molteplici campi e diviso tra attività politica e letteraria e il primo dei personaggi del Medioevo in quanto accoglie e studia in opere storiche la popolazione dei goti. Il suo monastero sarà inoltre modello anche per san Benedetto in quanto fonderà l’elemento orientale della vita contemplativa con il lavoro manuale e intellettuale.
Cassiodoro per tanti secoli è stato venerato come beato; purtroppo nel corso del tempo la fama di santità si è perduta. Recentemente è stato aperto l’ufficio per la sua causa di beatificazione. Nella speranza che la sua figura e la sua opera tornino ad essere conosciute in Calabria e oltre.
Carmen De Fontes












