Tuesday, 7 September, 2010
Animatori Cristiani della Comunicazione

Un libro e un convegno su Cassiodoro

Posted by carmen On maggio - 25 - 2010 ADD COMMENTS

di Carmen De Fontes

Cassiodoro, chi era costui? Parafrasare le parole che Manzoni mette in bocca a un perplesso don Abbondio imbattutosi nel nome del filosofo Carneade forse è un po’ esagerato, ma sicuramente la figura del calabrese di Squillace è poco conosciuta.

Per riscoprire questo personaggio della storia e della letteratura l’Istituto Cassiodoro, fondato  a Squillace, promuove una serie di iniziative tra cui la pubblicazione del volume “Cassiodoro il Grande” a cura di Franco Cardini, volume che è stato presentano giovedì 13 maggio a Reggio Calabria.  Il convegno ha visto l’intervento dell’on. Guido Rhodio, sindaco di Squillace,  di mons. Antonino Denisi, direttore dell’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali della diocesi di Reggio Calabria – Bova e di don Antonio Tarzia, direttore del mensile “Jesus” e profondo conoscitore di Cassiodoro. Gli interventi sono stati introdotti e coordinati dall’on. Giovanni Nucera, consigliere regionale della Calabria, che ha sottolineato l’importanza della figura di Cassiodoro per dare un segnale diverso di una terra che purtroppo riesce a far notizia solo quando si parla di ‘ndrangheta.

Cassiodoro vive tra V e VI secolo quando l’impero romano d’occidente è ormai tramontato e cerca di realizzare, ricoprendo varie cariche pubbliche,  una pacifica convivenza tra i romani e la popolazione barbarica dei goti che si era stabilita in Italia. Fallito questo tentativo, si rifugia a Squillace dove fonda il monastero di Vivarium. Il tentativo di conciliare il mondo latino con le usanze delle popolazioni barbariche fa di Cassiodoro un padre dell’Europa moderna nata proprio dalla fusione di queste culture. Ma ne fa anche un esempio per la contemporaneità nella proclamazione della libertà religiosa e nella sua capacità, da cattolico, di dialogare con i goti che si erano convertiti al cristianesimo attraverso l’eresia ariana.

Cassiodoro è inoltre un personaggio eclettico che a buon diritto può essere definito il Leonardo del Sud. Egli è infatti un personaggio del futuro, che vive tra due epoche. Concilia in sé la tradizione romana ormai al tramonto che vedeva l’intellettuale impegnato in molteplici campi e diviso tra attività politica e letteraria e il primo dei personaggi del Medioevo in quanto accoglie e studia in opere storiche la popolazione dei goti. Il suo monastero sarà inoltre modello anche per san Benedetto in quanto fonderà l’elemento orientale della vita contemplativa con il lavoro manuale e intellettuale.

Cassiodoro per tanti secoli è stato venerato come beato; purtroppo nel corso del tempo la fama di santità si è perduta. Recentemente è stato aperto l’ufficio per la sua causa di beatificazione. Nella speranza che la sua figura e la sua opera tornino ad essere conosciute in Calabria e oltre.

Carmen De Fontes

A Torino ha preso il via la ventitreesima edizione del Salone del Libro, uno dei maggiori eventi nel settore in Europa, e all’appuntamento sarà presente come ovvio anche l’editoria religiosa per presentare le sue ultime novità. Paese ospite di quest’anno della kermesse torinese è l’India e anche il tema è particolarmente stimolante: “La memoria, svelata”. Proprio al Paese asiatico è dedicato un appuntamento che si tiene oggi: “L’India della spiritualità. Le idee filosofiche e religiose che hanno appassionato l’Occidente”, mentre alla memoria sarà dedicata una lectio magistralis sulle religioni del ricordo («Fate questo in memoria di me») tenuta dal noto biblista e presidente del Pontificio consiglio della cultura Gianfranco Ravasi.

Da segnalare anche l’incontro “Educazione e libertà. Gli adulti di fronte alla sfida educativa”, organizzato da Effatà Editrice, in collaborazione con l’Associazione Sant’Anselmo ed il Servizio  per il Progetto Culturale della Cei e la presentazione del romanzo di Fabio Brescia “Tienimi per mano”, edito dalla Luciano editore Napoli, con un dibattito a più voci sulla genitorialità omosessuale. Sarà l’occasione per ascoltare tre diversi approcci al tema in cui però l’essere cattolici è uno degli elementi che unisce ma anche uno degli ostacoli da affrontare su questo tema. Interverranno, infatti, Valter Danna, preside della Facoltà Teologica di Torino, incaricato dalla Diocesi di Torino del dialogo tra chiesa e i gruppi omosessuali cristiani torinesi, e autore del libro fede ed omosessualità; Franco Caldera, membro del gruppo di lavoro per la stesura del libro fede ed omosessualità; Antonio De Chiara, portavoce del gruppo di persone omosessuali cristiane Ponti Sospesi di Napoli.

Non solo editoria cattolica, comunque: il Salone di quest’anno sarà infatti anche l’occasione per presentare il libro ‘Il Misericordioso’ di Yahya Pallavicini, presidente della Coreis, il quale ha affermato che “Presentare ‘Il Misericordioso’ in un contesto interreligioso rappresenta un’occasione significativa di conoscenza reciproca e dialogo nella sacralità tra cristiani e musulmani”. Anche gli evangelici italiani sono presenti a Torino con le loro editrici La Casa della Bibbia e Claudiana a presentare le loro ultime novità.

(via SpiritualSeeds)

Da domenica 9 maggio, per poi proseguire per  tutta la settimana, prendono il via gli eventi legati alla Settimana della Comunicazione, che culmineranno con la celebrazione, domenica 16 maggio, con la Giornata delle Comunicazioni Sociali.

Il messaggio per la Giornata 2010 guarda ai sacerdoti e alle potenzialità pastorali dei media. In esso i sacerdoti sono incoraggiati ad affrontare «le sfide che nascono dalla nuova cultura digitale». Se conosciuti e valorizzati adeguatamente i mezzi di comunicazione sociale «possono offrire ai sacerdoti e a tutti gli operatori pastorali una ricchezza di dati e di contenuti che prima erano di difficile accesso, e facilitano forme di collaborazione e di crescita di comunione impensabili nel passato». Grazie ai nuovi media -spiega una nota ufficiale del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali- «chi predica e fa conoscere il Verbo della vita può raggiungere con parole, suoni e immagini -vera e specifica grammatica espressiva della cultura digitale- persino singole e intere comunità in ogni continente, per creare nuovi spazi di conoscenza e di dialogo giungendo a proporre e realizzare itinerari di comunione».

Cuore delle celebrazioni di quest’anno sarà la diocesi di Caserta, dove è stato organizzato l’annuale Festival della Comunicazione sociale. ”Non ci ha colti impreparati il tema e il messaggio di quest’anno, che è in sintonia con l’Anno Sacerdotale e mette in risalto la figura del sacerdote inserito in un’azione pastorale che tenga conto del mondo digitale – ha spiegato don Roberto Ponti, presidente del Centro Culturale San Paolo, organizzatore della Settimana insieme con la Società San Paolo, le Figlie di San Paolo e la diocesi campana e che vedrà dispiegare durante i sette giorni sessanta eventi e circa un centinaio di ospiti.

(via SpiritualSeeds)

È senz’altro una bella notizia per tutti gli estimatori di don Primo Mazzolari (una delle figure più significative del mondo cattolico  e della vita politica del Novecento italiano)  l’uscita dell’audiolibro “Il cielo capovolto”, quarto volume del progetto culturale ed educativo “PhonoStorie” dedicato a grandi personaggi del XX secolo.

L’audiolibro (composto da un libro di 56 pagine più un cd di circa 63 minuti) presenta il pensiero, l’opera e gli scritti di don Primo fondendo tra di loro arti diverse quali letteratura, recitazione e musica. Nel libro, i testi più significativi sono legati da un filo conduttore ispirato ad un suo celebre libro, Tra l’argine e il bosco; nel cd la loro narrazione è affidata ad alcuni noti artisti, il tutto legato inscindibilmente con l’intento di costituire un unico discorso senza soluzione di continuità.

Le prefazioni sono di Mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e di Mino Martinazzoli, politico, profondo conoscitore ed estimatore del parroco lombardo. Il volume gode dell’apprezzamento e del sostegno della Fondazione Don Primo Mazzolari di Bozzolo.

Alcune parti dell’audiolibro verranno proposte domani nell’ambito del 34° Convegno nazionale delle Caritas diocesane, che prende il via oggi a San Benedetto del Tronto con il titolo:  ”Educati alla carità nella verità. Animare parrocchie e territori attraverso l’accompagnamento educativo”.

(via SpiritualSeeds)

In preparazione a “Testimoni Digitali”

Posted by marilena marino On aprile - 19 - 2010 ADD COMMENTS

A cura di  Marilena Marino

Fra i profeti iper-ottimisti del nuovo mercato “dal basso” , in materia di partecipazione al mondo del web, e gli apocalittici che stigmatizzano il “nuovo”, il mercato delle industrie creative sembra trovare autonomamente meccanismi e nuove forme organizzative: quale futuro, allora, per la nuova produzione culturale?

Grazie ai new-digital media, essa sembra aver accentuato due caratteri che erano gia’ evidenti all’analisi di Stuart Hall, da una parte il carattere partecipativo della cultura, la sua capacita’ di essere fondata da logiche di condivisione, essere shared meanings, dall’altra parte la sua dimensione dinamica: proprio quest’ultimo aspetto caratterizza la mproduzione culturale al tempo del web 2.O. Soprattuttto la Chiesa entra in campo in questo ruolo, ricordando l’indicazione evangelica “ESSERE SALE E LUCE DEL MONDO”. Nella fattispecie questo significa avere il coraggio e la forza di attivare forma di partecipazione, formare i credenti a essere pubblico attivo(active and participant audience), dove l’accento è posto nella partecipazione come lasciarsi ibridare, sporcarsi le mani, entrare con umilta’ nei processi dinamici e di disseminazione della cultura.insomma, un po’ meno censori e un po’ piu’ bloggers, un po’ meno moralisti e un po’ piu’ curiosi, un po’ meno difensivi e un po’ piu’ disponibili alle logiche del social-networking. Attendiamo il passaggio epocale, che non è ancora sviluppato, dalla logica del controllo a quella dell’ accesso!

Come non ricordare che la dimensione orizzontale e “cooperativa” della comunita’ nasce e si sviluppa proprio nella primitiva Chiesa cristiana?Grazie alla loro natura, i media digitali costituiscono uno strumento fondamentale e a basso costo, per la diffusione della cultura!

La rivoluzione digitale si avvalora di un dato nuovo e importante: i comuni cittadini oggi hanno piu’ potere che mai di pridurre e distribuire informazioni.Sembrerebbe che oggi la gente non “abbia piu’ bisogno” della stampa come una volta, perchè dispone di altri canali per condividere l’informazione.Molti quotidiani hanno cominciato ad accogliere i lettori come “collaboratori” (è il caso di NOBELL.IT), spingendoli a partecipare alla realizzazione del giornale, un “giornalismo civico”, insomma.

Facebook, per esempio, permette di essere presenti e di diventare centro di relazioni: l’approccio teorico è stato criticato, affermando che la relazione face to face, faccia a faccia, non puo’ essere ritenuta la comunicazione per eccellenza, in quanto anch’essa è soggetta a disturbi e vedere una persona non è garanzia di comunicazione calda, personale e sociale..l’Hyper-personal Communication Approach considerano la CMC come una comunicazione dinamica, che non genera comportamenti devianti, anzi il cyberspace adesso è interamente costruito su micro-narrazioni dal formato blog, ning, mail, chat, instant messaging e si percepisce il desiderio di raccontare e di raccontarsi: siamo difronte ad una tranma sottile e pervasiva, contratta e frantumata della coralita’ dell’esistenza.

L a Chiesa Cattolica ha offerto degli orientamenti nel campo delle Comunicazioni Sociali e tuttavia per il credente rimane sempre grande la sfida della costruzione di una coerenza esistenziale capace di conciliare scelte tecnologiche e valori cristiani: l’esperienza ci insegna che spesso i cristiani oggi vivono in modo schizofrenico: da una parte dichiarano i valori della fede e dall’altra conducono una vita quotidiana all’insegna del materialismo e della mercificazione dei rapporti.difronte a questa contraddizione, è importante smantellare certi atteggiamenti, grazie a nche alla liberta’ di espressionen che passa anche attraverso i mezzi digitali:perchè no? Usiamo il termine MEDIAMORFOSI, la’ dove il passaggio dall’homo sapiens all’homo technologicus puo’ attuare un civile  cambio di status culturale  ed evangelico, insomma…VINO NUOVO IN OTRI NUOVI!!

( Dall’ Involucro della Contemporaneita’. Un discorso sui media ) di Massimiliano Padula Ed.

La bellezza del Volto

Posted by FLORIANO CARTANI' On aprile - 12 - 2010 2 COMMENTS

Il Premio di Poesia “S. Maria delle Grazie di Carosino” edizione 2010, entra nel vivo con la selezione degli elaborati tenutasi agli inizi del mese di marzo scorso, davanti alla Commissione dell’Associazione Culturale e Sociale COMUNIC@RE, presieduta da Antonio Scarciglia e dal segretario Alessandro Lai. Delle opere pervenute in enorme quantità praticamente da tutte le parti d’Italia, quelle ammesse a concorso sono state solo 99. Si conferma pertanto anche questa volta la grande selezione operata tra i 149 elaborati complessivamente giunti alla segreteria del premio. Segno, quest’ultimo, di grande serietà e garanzia di buona elevatura del concorso in parola il quale, anno dopo anno, sta crescendo e si sta sempre più caratterizzando tra i migliori riconoscimenti intellettuali espressi dalla provincia jonica. Tra gli ammessi a concorso, dopo una ulteriore più ampia ed approfondita disamina, la Commissione ha decretato i 46 componimenti finalisti che si contenderanno la palma vincente del premio di poesia. Gli elaborati risultano così ripartiti: Sez. Scuola Primaria e Secondaria di 1^ Grado, numero 7 elaborati; Sez. Scuola Secondaria di 2^ Grado, 0 elaborati; Sez. riservata agli Adulti, 16 elaborati; Sez. degli over 55, numero 14 elaborati; Sez. Vernacolo, 9 elaborati. Anche quest’anno a farla da padrona tra i componimenti finalisti pervenuti dai ragazzi, gli alunni provenienti principalmente dall’I.C. G.Toniolo di Fragagnano, ma non è mancato anche un elaborato fatto pervenire nientemeno che da una scuola di Viareggio. Discorso a parte per le composizioni poetichei delle altre sezioni più “impegnative” le quali, oltre che dalla provincia di Taranto, sono giunte dalle più disparate regioni italiane: dal Triveneto al Piemonte, dall’Emilia Romagna al Lazio, dal napoletano al cosentino, passando per la Puglia ed abbracciando anche le isole della Sardegna e della Sicilia. Il che fa capire, senza mezzi termini, come il premio di poesia “S. Maria delle Grazie di Carosino”, abbia già in questa sua 3^ edizione varcato abbondantemente i confini provinciali e regionali, per conquistarsi addirittura l’interesse dell’intera terra culturale italiana. Con l’occasione la Commissione ha reso noto anche le nomine del collegio giudicante il quale decreterà la classifica dei premiati, che è così composto: Presidente Pierfranco Bruni, scrittore; Giudici Marilena Cavallo, docente, saggista; Antonio Resta, docente, scrittore; Maria T. Laneve, ass.re alla Cultura di Carosino; Maria M. Schirano, dirigente scolastico. “Quest’anno – fanno sapere dal centro culturale carosinese Comunic@re – abbiamo proposto una tematica certamente non facile ma di grande impatto emotivo e di fede < La bellezza del Volto >, che trae spunto direttamente dalla intitolazione dell’Anno Pastorale Parrocchiale di Carosino, fortemente voluta dal nuovo parroco don Lucangelo De Cantis”. Da sottolineare, infine, che il concorso poetico si avvale del patrocinio del Comune di Carosino – Assessorato alla Cultura, del CSR “F.Grisi” del Comitato Festa Madonna delle Grazie di Carosino. L’elenco dei finalisti ed ulteriori info, possono essere visualizzati direttamente anche sul sito www.parrocchiacarosino.it

GIOVANNI PAOLO II TRA I MONTI D’ABRUZZO

Posted by francesca On aprile - 5 - 2010 ADD COMMENTS

La terra d’Abruzzo è stata culla e casa di tanti perso-naggi diventati in seguito molto famosi. Uno di questi fu Celestino V, il papa del “gran rifiuto” e della “Per-do¬nanza”.
In questa stessa terra, molto più tardi, un altro papa, Giovanni Paolo II, lasciando in gran segreto il Vatica-no, andava a passare qualche ora di serenità fra le piste sciistiche di Campo Imperatore oppure fra gli alti pa-scoli di queste montagne, assieme a pochi collaboratori, consumando pasti frugali sotto le tende, come un sem-plice pastore.
Fu in uno dei deliziosi altipiani aquilani, sui Piani di Pezza, che papa Woj¬tyla volle avere un appuntamento speciale con 14.000 Scouts: una moltitudine di giovani pervenuti dopo giorni di cammino e radunati fra i prati estivi, costruendo per lui una città “celeste” e attenden-dolo con grande entusiasmo e gioia di vivere.
Un libro simpatico e scorrevole, che si legge tutto d’un fiato.

Tiziana Maffezzoni, è nata a Teramo il 26 aprile 1958, vive e opera in Abruzzo come promotrice culturale nelle scuole e biblioteche e come giornalista.

Innamorata della figura di Giovanni Paolo II, cerca in tutti i modi di illustrarne la vita nei suoi risvolti pubblici e privati, additandolo come “modello” di uomo, di cri­stiano, di pastore universale.

“DIARIO DI UN’AMICIZIA”

Posted by marilena marino On marzo - 7 - 2010 2 COMMENTS

di Marilena Marino

Il libro “Diario di un’amicizia”, nel quale la Dottoressa polacca Wanda Poltawska racconta della sua straordinaria amicizia personale con Karol Wojtyla, ormai è un best-seller.

E’ uscito l’anno scorso in Polonia con  grande successo e l’editore italiano S Paolo edizioni di Milano, sta provvedendo ad una veloce ristampa. Il successo è genuino e senza campagna pubblicitaria, si auto pubblicizza da solo: tutti coloro che lo leggono, non fanno altro che consigliarlo ad altri.

E dire che tanti media si sono meravigliati che Karol Wojtyla avesse coltivato per anni l’amicizie con una donna e che avesse continuato a scriverle lettere perfino da Papa. Alcuni hanno accusato la Dottoressa Poltawska di “protagonismo pubblicitario”, al punto da trascurare il pericolo che un simile libro potesse bloccare la causa di Beatificazione.

Invece nel libro non vi è neppure una virgola che possa essere messo sotto processo: esso è un racconto meraviglioso, ricco di valori umani e spirituali  grandissimi, vissuti in una trasparenza solare.

La volontà di scrivere le memorie in un libro, è venuta dallo stesso Pontefice che nutriva una cura spirituale particolare nei confronti della famiglia Poltawski; la stessa Wanda Poltawska, per la premura di non creare confusione nella Chiesa con questo libro, prima di farlo pubblicare, lo ha fatto leggere a 10 persone ritenute da lei autorevoli e degne di fiducia.

Anche se in Polonia ilo libro ha suscitato tante critiche, “Diario di un’amicizia”, rimane un manoscritto 2forte” e denso di contenuti spirituali  e anche di tante rivelazioni “inedite” anche riguardanti la grande figura della Dottoressa Wanda, come l’episodio della sua guarigione miracolosa da un cancro nel 1962, per intercessione di Padre Pio.

Un libro del genere su Giovanni Paolo II non è stato scritto finora da nessuno, perchè ..nessuno poteva scriverlo.

Nessun’ altra donna aveva avuto l’avventura di poter considerare Karol Wojtyla un componente della propria famiglia e conoscerlo, quindi, veramente bene!

In libreria il volume del Convegno “Dio Oggi”

Posted by Giuseppe Delprete On febbraio - 26 - 2010 ADD COMMENTS

E’ uscito il 18 febbraio 2010 in tutte le librerie il volume edito dalla editrice Cantagalli sull’evento internazionale “Dio oggi: con Lui o senza di Lui cambia tutto” promosso dal Comitato per il progetto culturale della CEI. La questione di Dio da sempre interroga e affascina lo spirito umano, ma oggi più che mai assume il valore di un invito a spingere lo sguardo oltre la dimensione puramente “orizzontale” dell’esistenza che vorrebbe ridurre l’uomo a materia pura.
In questo volume sono raccolti gli interventi più significativi che hanno animato le giornate del convegno svoltosi a Roma tra il 10 e il 12 dicembre 2009, facendone un evento culturale senza precedenti. Nelle quattro sessioni plenarie, personalità del mondo laico e cattolico si sono confrontate davanti a un pubblico eterogeneo, attento e numeroso, su “Dio della fede e della filosofia”, Dio della cultura e della bellezza”, “Dio e le religioni” e “Dio e le scienze” dando vita a un dibattito la cui ricchezza e profondità è destinata a lasciare un segno nella cultura del nostro Paese. Oltre al messaggio di Benedetto XVI, il volume presenta le relazioni del Card. Angelo Bagnasco, Andrea Riccardi, il Card. Camillo Ruini, Robert Spaemann, Lorenzo Ornaghi, il Card. Angelo Scola, Roger Scruton, Mons. Gianfranco Ravasi, Antonio Paolucci, Francesco Botturi, Remì Brague, Massimo Cacciari, Ugo Amaldi, George Coyne, Martin Nowak, Peter van Inwagen e Mons. Rino Fisichella.
“Da molto tempo, specialmente in Occidente, il panorama culturale appare segnato dalla tendenza a ridurre Dio a un prodotto della nostra mente – spiega Sergio Belardinelli, coordinatore del Comitato per il progetto culturale della CEI -. Questo libro rilancia invece la questione di Dio come questione decisiva per ridare carne e sangue alle umane aspirazioni di verità, bellezza, libertà e giustizia. Come ha richiamato di recente Benedetto XVI, “la priorità che sta al di sopra di tutte è di rendere Dio presente in questo mondo e di aprire agli uomini l’accesso a Dio”. Non un Dio qualsiasi, ovviamente, ma il Dio personale di Gesù Cristo. Ed è precisamente questa la sfida che filosofi, teologi, storici dell’arte e della cultura, nonché scienziati di diverso orientamento culturale raccolgono in questo libro”.

Dizionario della comunicazione di Dario Edoardo Viganò

Posted by marilena marino On febbraio - 18 - 2010 ADD COMMENTS

L’opera, come scrive Dario Viganò nell’introduzione, «è stata concepita anzitutto come sussidio didattico per gli studenti universitari, ma anche come valido supporto informativo e critico per tutti coloro che, a diversi livelli e per motivi differenti, operano nel settore della comunicazione o a questo, più in generale, rivolgono il proprio interesse». Esattezza scientifica, rigore metodologico, approfondimenti, chiarezza espositiva, esaustività fanno del “Dizionario della comunicazione” uno strumento di riferimento e la sua organizzazione moderna e funzionale lo rende particolarmente facile alla consultazione. Il volume è, infatti, articolato in “Approcci”, “Ambiti” e “Focus”. I dieci “Approcci” definiscono ognuno i diversi settori disciplinari (storia, media, economia, semiotica, sociologia, psicologia, educazione, teologia, etica, politica), all’inizio di ognuno di essi un saggio introduttivo fornisce un inquadramento generale e sistematico degli argomenti definisce i paradigmi teorico-critici e le procedure metodologiche di riferimento, tratteggiando gli sviluppi cronologici e le personalità di spicco della disciplina. Gli “Ambiti” sono saggi di taglio spiccatamente informativo, attraverso i quali vengono presentati, nei loro tratti salienti, argomenti, temi, percorsi e nodi concettuali fondamentali per indagare il mondo della comunicazione e partire dalla prospettiva disciplinare di riferimento. I “Focus”, infine, offrono schede informative che presentano correnti culturali, movimenti di opinione, invenzioni, opere, eventi e fatti di varia natura che arricchiscono gli “Ambiti”.

In una società come la nostra dove la comunicazione, in tutti i campi e a tutti i livelli, ha un ruolo sempre più importante un volume come il “Dizionario della comunicazione” diventa strumento non solo utile ma indispensabile.

365 giorni con Giovanni Paolo II

Posted by michelangelo On febbraio - 17 - 2010 ADD COMMENTS

Recensione di Michelangelo NASCA

ALDINO CAZZAGO

365 giorni con Giovanni Paolo II, San Paolo Edizioni

Tra gli scaffali di moltissime librerie italiane, persino quelle degli autogrill autostradali e dei grandi centri commerciali, è possibile acquistare il testo curato da Padre Aldino Cazzago 365 giorni con Giovanni Paolo II . Il volume andando esposto in luoghi non usuali come sono le librerie cattoliche e religiose, aveva l’ambizione di cadere sotto gli occhi di chi normalmente non frequenta le citate librerie. Nel quinto anniversario dalla morte del grande Papa polacco e ad un passo dalla canonizzazione, il testo di P. Aldino Cazzago offre a tutti l’opportunità di ripercorrere il sentiero spirituale tracciato da Karol Wojtyła, raccontando quotidianamente, per 365 giorni, i momenti più significativi del suo pontificato. Il libro è, infatti, una sorta di breviario contenente un testo di Giovanni Paolo II per ogni giorno dell’anno.

La preoccupazione dell’Autore è stata quella di scegliere testi adatti al periodo in questione. Così, per esempio, nel mese di marzo (tempo di quaresima) sono state scelte le riflessioni sul peccato, la conversione e il silenzio; a dicembre (tempo di avvento-natale) i brani relativi all’attesa e all’incarnazione del Messia; nel mese di giugno i temi riguardanti pentecoste, Spirito Santo, Eucaristia, Corpus Domini. Il mese di maggio è dedicato in gran parte alle riflessioni sulla Vergine Maria e alle catechesi sui doni dello Spirito Santo.

Testi adatti sono stati scelti anche per molte delle feste fisse del calendario liturgico. I mesi di gennaio, aprile, maggio e giugno propongono una serie di riflessioni relative ai sacramenti dell’iniziazione cristiana e al sacerdozio. Non mancano spunti di riflessione circa i temi della famiglia, l’amore, la maternità, la donna, i giovani, gli anziani. I giorni di novembre offrono poi al lettore una ricca argomentazione tematica su inferno, purgatorio, paradiso e sull’esperienza del dolore.
Le riflessioni di Giovanni Paolo II sui principali santi carmelitani (Teresa d’Avila, Giovanni della Croce, Teresa del B.G., Edith Stein) sono ricordati nelle rispettive memorie liturgiche. Anche la festa della Madonna del Carmine.Nei restanti giorni dell’anno l’Autore propone le riflessioni che riguardano i movimenti, il dialogo interreligioso, l’oriente cristiano, l’arte.

Alcune delle riflessioni scelte dall’Autore sono tratte da testi, omelie e libri del periodo precedenti il pontificato di Giovanni Paolo II. Presenti anche brani della produzione poetica e letteraria del Pontefice.

E’ possibile, infine, rintracciare la chiave di lettura di questo testo nelle parole che P. Aldino Cazzago scrive nella prefazione del libro: “Più ci si addentra nel pensiero dell’intellettuale, del vescovo e papa Karol Wojtyła e più si ha la netta sensazione di trovarsi davanti a un uomo e a un cristiano che nello scorrere della sua esistenza è diventato totalmente trasparente al mistero di Dio e alla missione di testimoniarlo in mezzo al mondo. Capire fino in fondo l’animo e il cuore di un uomo è certamente impresa ardua e forse impossibile. Quando l’animo e il cuore dell’uomo sono abitati dal mistero di Dio, risultano poi ancor più insondabili. Nel caso di Giovanni Paolo II le cose non stanno diversamente”.

Aldino Cazzago (1958) appartiene all’Ordine dei Carmelitani Scalzi ed sacerdote dal 1983. Ha studiato al Pontifcio Istituto Orientale di Roma.  Insegna Teologia dell’Oriente cristiano e Agiografa presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Università Cattolica (sede di Brescia). Tiene corsi anche presso lo Studio Teologico Sant’Antonio di Padova della Facoltà Teologica del Triveneto. Ha pubblicato Cristianesimo d’Oriente e d’Occidente in Giovanni Paolo II (Jaca Book, 1996); Paolo VI. Invito alla lettura (San Paolo, 1999); santi danno fastidio (Jaca Book, 2004); Il cristianesimo orientale e noi. La cultura ortodossa in Italia dopo il 1945 (Jaca Book, 2008). Dal 2007 è direttore dell’ edizione italiana della rivista «Communio» che annovera tra i suoi fondatori Hans Urs von Balthasar e Joseph Ratzinger.

PISTE DEGLI AUTODROMI PISTE DELL’ANIMA

Posted by Daniela Asaro Romanoff On febbraio - 15 - 2010 ADD COMMENTS

Mi è stato proposto dall’autrice, Daniela Asaro, di scrivere una presentazione al suo libro, che ritengo troppo importante, abituato come sono allo scrivere in forma piuttosto tecnica e commerciale: cosa che mi impone il mio ruolo. Quindi mi è più consono esprimere un pensiero personale sul “nostro e mio mondo”, quello dell’Autodromo di Monza, in particolare, e dello sport motoristico, in generale.
Lo scorso anno ho conosciuto Daniela presso gli uffici dell’Autodromo di Monza e nel suo modo pacato di parlare, nel suo sguardo curioso e attento, ho scoperto lo spirito del “tifoso” vero, di colui che si appassiona del mondo dello sport, che vuole calarsi nell’identità dei vari personaggi, che vuole conoscerli di persona (cosa che non sempre è possibile, purtroppo), per poter apprezzare le qualità di coloro che spingono oltre il limite, riempiendo di adrenalina la loro vita e quella dello spettatore ad ogni partenza di gara, qualunque essa sia, e condividendo la voglia di gioire con tutti loro dopo la vittoria oppure la volontà di migliorarsi al prossimo appuntamento, dopo la sconfitta.

Enrico Ferrari
Direttore dell’Autodromo di Monza

Massoni e cattolici, alleanza impossibile

Posted by marilena marino On gennaio - 26 - 2010 ADD COMMENTS
Dan Brown nel Simbolo perdu­to allude spesso ai nemici del­la massoneria come perso­naggi patologici, fondamentalisti cri­stiani vittime di assurde «teorie del complotto». Si potrebbe osservare che la predica viene da uno strano pulpito, dal momento che alcune delle più bizzarre teorie del com­plotto sono state divulgate con gran­de entusiasmo proprio da Brown in Angeli e Demoni e nel Codice da Vin­ci . Ma in verità l’anti-massonismo na­sce molto prima del fondamentali­smo protestante o della destra reli­giosa statunitense così poco simpa­tica a Brown.

Prima ancora che la massoneria moderna sia fondata, nel 1717, si manifestano già reazioni an­ti- massoniche. Nel 1698, per esem­pio, un certo M. Winter (di cui non ho reperito ulteriori dati biografici) fa diffondere un volantino indirizzato «A tutte le persone timorate di Dio nella città di Londra» in cui si mette in guardia dal «male perpetrato di fronte a Dio dai cosiddetti Massoni»: «Essi sono l’Anticristo che viene ad al­lontanare gli uomini dal timore di Dio. Perché mai certi uomini do­vrebbero incontrarsi in luoghi segre­ti e con segni segreti, stando attenti che nessuno li veda, se fosse per com­piere l’opera di Dio? Non sono que­sti i modi degli operatori d’iniquità?. Non mescolatevi con questa gente corrotta – consiglia il volantino – per non trovarvi con loro quando verrà la consumazione del mondo». Come si vede, l’anti-massonismo è almeno antico quanto la massone­ria. Tuttavia, come è più opportuno parlare di massonerie, al plurale, co­sì esistono diversi tipi di anti-masso­nismo. Si deve almeno distinguere fra un anti-massonismo «politico», che spesso reclama leggi anti-mas­soniche e interdizioni civili per i mas­soni, e un anti-massonismo di tipo «dottrinale» che critica la massone­ria sul piano filosofico e culturale.

L’anti-massonismo «politico» trae i suoi argomenti da specifici risultati del metodo massonico in questo o quel Paese, in questa o quell’epoca storica, sostenendo che essi sono no­civi o pericolosi per la società. L’anti-massonismo «dottrinale» con­centra invece la sua critica sul meto­do massonico come costante nella storia delle massonerie, a prescinde­re dagli specifici risultati che dal me­todo sono di volta in volta derivati. Naturalmente, l’anti-massonismo «politico» e l’antimassonismo «dot­trinale » sono, per usare un termine sociologico, «idealtipi» o «tipi idea­li », che l’interprete può ricostruire ma che raramente s’incontrano allo stato puro. Spesso ci si trova di fron­te a forme ibride di anti-massonismo, che presentano elementi dell’uno e dell’altro tipo ideale. Tuttavia è im­portante sottolineare due aspetti im­portanti della storia degli anti-mas­sonismi. Anzitutto, l’anti-massonismo «poli­tico » non presuppone necessaria­mente l’anti-massonismo «dottrina­le ». Per esempio, forze d’ispirazione marxista potranno reclamare prov­vedimenti legali contro la massone­ria ritenendo che sia, in una deter­minata situazione storica, global­mente nociva e nello stesso tempo esprimere apprezzamento per il me­todo massonico e per il ruolo «progres­sista » che, in altre e­poche, ha avuto. In secondo luogo, l’anti-massonismo «dottrinale» potrà mantenere ferma la sua critica della massoneria a pre­scindere dalle posi­zioni concrete che le singole obbedienze massoniche a­dottano su questo o quel problema. Nel mondo cattolico il magistero e­sclude, si può dire da sempre, la «doppia appartenenza » dei fedeli in­sieme alla Chiesa Cattolica e alla massoneria: e lo fa sulla base di una rigorosa critica dottrinale del meto­do massonico, che rimane sempre incompatibile con la fede cattolica quali siano i risultati cui l’applica­zione del metodo di volta in volta porta.

La posizione attuale e vigente della Chiesa Cattolica è espressa dalla Di­chiarazione sulla massoneria della Congregazione per la Dottrina della Fede, del 1983, firmata dal suo pre­fetto di allora cardinale Joseph Rat­zinger ma sottoscritta anche dal pa­pa Giovanni Paolo II, così che dev’es­sere considerata magistero vinco­lante per tutti i fedeli. Secondo que­sto documento, benché il nuovo Co­dice di diritto canonico del 1983 non parli più di «scomunica» per i mas­soni, in realtà «rimane [...] immuta­to il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni mas­soniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconcilia­bili con la dottrina della Chiesa e per­ciò l’iscrizione a esse rimane proibi­ta. I fedeli che appartengono alle as­sociazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono ac­cedere alla Santa Comunione». Quando qualche massone argo­menta che dal fatto che nel nuovo Codice non si usi più la parola sco­munica si può evincere che i cattoli­ci oggi potrebbero diventare tran­quillamente massoni esprime dun­que la posizione della massoneria, non quella della Chiesa cattolica. E quale comportamento debbano te­nere i cattolici lo determina ovvia­mente in modo vincolante la Chiesa, non la massoneria. La massoneria è libera di pensare che i massoni pos­sono essere cattolici.

Ma la Chiesa in­segna con assoluta chiarezza che i cattolici non possono essere masso­ni. Se pure manca la parola «scomu­nica » rimane la sostanza: i cattolici che sono massoni «non possono ac­cedere alla Santa Comunione». E il documento precisa pure che singoli vescovi non possono modificare una decisione che è stata pre­sa in modo formale e de­finitivo dalla Santa Sede. Importante, nella stessa prospettiva, è un testo pubblicato da L’Osserva­tore Romano il 23 feb­braio 1985, non firmato ma di cui è comunemente conside­rato autore l’allora cardinale Ratzin­ger. Il testo costituisce per così dire la «motivazione» della «sentenza» del 1983. Secondo questo testo, anche nel caso – da esaminare obbedienza per obbedienza, caso per caso, Pae­se per Paese – in cui non vi siano spe­cifici risultati ostili alla Chiesa, «l’in­conciliabilità dei princìpi» rimane ferma, in quanto – qualunque siano i suoi risultati – è sempre il metodo massonico a essere incompatibile con la fede cattoli­ca. Qualcuno, osserva la nota del 1985, po­trebbe obiettare che è improprio parlare di «inconciliabilità dei princìpi» perché «essenziale della massoneria sarebbe proprio il fatto di non imporre alcun “principio”».

Ma proprio questo a­spetto «essenziale» è incompatibile con la fede cristiana sul piano meto­dologico: «Anche se si afferma che il relativismo non viene assunto come dogma» – proprio perché non ci so­no né dottrine né dogmi – «tuttavia si propone di fatto una concezione simbolica relativistica, e pertanto il valore relativizzante di una tale co­munità morale-rituale, lungi dal po­ter essere eliminato, risulta al con­trario determinante. In tale contesto, le diverse comunità religiose, cui ap­partengono i singoli membri delle logge, non possono essere conside­rate se non come semplici istituzio­nalizzazioni di una verità più ampia e inafferrabile». Così, «anche quando [...] non vi fos­se un’obbligazione esplicita di pro­fessare il relativismo come dottrina, tuttavia la forza relativizzante di una tale fraternità, per la sua stessa logi­ca intrinseca, ha in sé la capacità di trasformare la struttura dell’atto di fede in modo così radicale da non es­sere accettabile da parte di un cri­stiano “al quale è cara la sua fede”». Il rito di iniziazione degli affiliati a una loggia massonica secondo un’incisione del XVIII secolo

Il piccolo schermo e la televisione nell’ultimo numero di Link

Link, interessante rivista scientifica edita da Mediaset/RTI e dedicata al mondo della televisione, dedica la cover story del [...]

Formazione per gli animatori: le proposte estive

Cinema e teatro al centro dell’attenzione nella proposta dell’Acec, Associazione Cattolica Esercenti Cinema, dal titolo “La Sala della Comunità”, polifunzionalità [...]

Assemblea dei Webmaster Cattolici Italiani

Si è riunita ieri a Padova presso la Facoltà Teologica del Triveneto, l’Assemblea dei Webmaster Cattolici Italiani (www.weca.it), l’ associazione [...]

LE ORIGINI DELLA PREGHIERA NEI MONASTERI DELLA RUSSIA

di Daniela Asaro Romanoff
Possiamo davvero affermare che la Russia, dopo la conversione al Cristianesimo della sua popolazione, fu una Terra [...]

Tags