Saturday, May 19, 2012

Giornalismo, Perugia è “social”

Posted by marilena marino On aprile - 27 - 2012 ADD COMMENTS


Perugia, torna il Festival Internazionale del Giornalismo

Dal 25 al 29 aprile 200 eventi, 500 speaker e 3 concorsi

 

Perugia, 24 aprile 2012 – La VI edizione del Festival del Giornalismo di Perugia si e’ aperta il  25 aprile e si chiuderà domenica 29. In tutto, 200 eventi e 500 speaker in totale, tra cui Enrico Mentana, Tiziana Ferrario, Ezio Mauro, Michele Santoro, Beppe Severgnini, Marco Travaglio, Mario Tozzi.

” Per cinque giorni, Perugia sarà capitale del giornalismo”: lo evidenzia il sindaco della città,Wladimiro Boccali, sottolineando che ”sei anni fa davvero pochi avrebbero potuto prevedere che il neonato Festival in così breve tempo si sarebbe guadagnato un credito tanto vasto e che avrebbe richiamato personalità del mondo dell’ informazione, delle nuove tecnologie della comunicazione, dell’editoria”. In una nota di Palazzo dei Priori, Boccali sottolinea che ”nei prossimi cinque giorni avremo modo, attraverso decine e decine di appuntamenti, di entrare nelle pieghe di questo mestiere delicatissimo quanto decisivo per l’ affermazione di una democrazia compiuta, tra problemi, visioni di futuro, rivoluzioni metodologiche, opportunità inedite. Non sarà un giornalismo tutto rivolto a guardarsi dentro, ma anzi, una occasione per aprire finestre sulle questioni del nostro mondo”. A Boccali, ”più che la partecipazione dei bei nomi del settore”, piace richiamare quella che a suo giudizio è una ”immagine caratterizzante di questa manifestazione: lo straordinario entusiasmo di tanti ragazzi che vi prestano la loro opera come volontari o che arrivano a Perugia da tutte le parti d’Italia perché attirati da una grande curiosità per questo lavoro e dalla voglia di entrare a far parte di un mondo tanto difficile quanto suggestivo. Come sappiamo, molti di loro dovranno passare per le strettoie del precariato e per mille difficoltà, ma è bello pensare che gli eredi dei Giuseppe d’Avanzo e delle Miriam Mafai magari sono già qui e studiano da grandi giornalisti”. Infine Boccali ribadisce che ”con il Festival del giornalismo, Perugia entra nel vivo della stagione delle più importanti manifestazioni, che si era aperta sabato scorso con la mostra di Luca Signorelli. Saranno mesi decisivi per confermare che la città vuole giocare la carta della cultura per crescere e produrre sviluppo”.

Ecco un’anticipazione sui principali eventi:

ETICA E GIORNALISMO

Giovedì mattina alle 11, presso la Sala dei Notari del Palazzo dei Priori in corso Vannucci 19 a Perugia, il ministro della Giustizia Paola Severino interverrà all’incontro su ‘Etica e Giornalismo’. Il programma dell’incontro etica e giornalismo prevede l’introduzione e l’illustrazione di una ricerca su come i cittadini italiani giudicano i giornalisti a cura del presidente di AstraRicerche Enrico Finzi; seguirà un dibattito tra la guardasigilli Paola Severino e il presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti Enzo Iacopino.

UNICEF

“Almeno un milione di bambini sotto i cinque anni di età nella regione del Sahel, rischia di morire nell’indifferenza generale”: questo l’allarme che un mese fa l’Unicef ha lanciato all’opinione pubblica. Eppure, a parte qualche reportage, questa emergenza, come tante altre “emergenze silenziose”, non fa notizia. Ecco perché Unicef Italia, per la prima volta, parteciperà al Festival Internazionale del Giornalismo. L’Unicef vuole parlare, scrivere e twittare di diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, di diritti umani e del ruolo fondamentale che la comunicazione e l’informazione giocano nella promozione e nella realizzazione degli obiettivi del non profit. Tre giorni, sette incontri per accendere i riflettori su quelle storie e quei numeri di cui si sente raccontare troppo poco: questo sarà “Parla di me“, rassegna di dibattiti e workshop organizzata dall’Unicef. Si parlerà di rapporto fra organizzazioni umanitarie e stampa, di uso e abuso delle immagini dei bambini, del ruolo dei giornalisti nelle crisi umanitarie, nel rapporto tra minori e giustizia.

FACT CHECKING E CIVIC MEDIA

Il 28 aprile verrà lanciata “Fact Checking”, una piattaforma che permetterà di segnalare e condividere inesattezze viste su web, carta stampata e tv. Il progetto è stato ideato da Ahref, una Fondazione no-profit che si propone di “sviluppare una ricerca sulla qualità dell’informazione che emerge dalla rete sociale abilitata da internet e i media digitali”. Il “fact checking”, ovvero la verifica dei fatti, viene concepita dall’organizzazione come un’attività pubblica, che richiede la collaborazione civica in rete: da sabato 28 lo strumento sarà funzionante in rete, e ”a disposizione di cittadini consapevoli e attenti per segnalare citazioni da documenti, dichiarazioni pubbliche, articoli, programmi televisivi e sottoporli a verifica collettiva, per costruire socialmente un’informazione indipendente, affidabile e credibile”. Sarà presente a discuterne Luca di Biase, presidente di Ahref.

SCUOLA

Raccontare la scuola abbandonata dai media, che se ne occupano solo quando scoppia il ‘caso’, e dalle istituzioni. Ma anche dai ragazzi, che, soprattutto al Sud del paese, spesso lasciano gli studi precocemente. Sarà uno dei temi affrontati durante il Festival internazionale del giornalismo che apre domani a Perugia. Il dibattito è organizzato in collaborazione con la Fondazione Ahref, che ha avviato un progetto sperimentale proprio per raccontare l’abbandono scolastico.  A discutere dei temi oggetto dell’incontro saranno Marco Rossi Doria, divenuto sottosegretario alla Pubblica istruzione dopo una lunga esperienza da maestro di strada, Tullio De Mauro, ex ministro della Pubblica istruzione e studioso dei sistemi di formazione, Alessandra Migliozzi, giornalista dell’agenzia di stampa Dire e Giorgio Meletti, giornalista de ‘Il Fatto quotidiano’. L’incontro si svolgerà venerdì 27 aprile al Centro Servizi G. Alessi di Perugia alle 17.

DONNE

Il Centro per le pari opportunità della Regione Umbria ha concesso anche quest’anno il proprio patrocinio al Festival internazionale del Giornalismo, sostenendo in particolare la realizzazione di due appuntamenti.
Il primo, dal titolo Donne e media: il diritto a una diversa comunicazione del femminile, è in programma domani 25 aprile alle ore 18:00 nella Sala Raffaello dell’Hotel Brufani di Perugia. Il secondo, Net feminism.Donne, rete e informazione, si svolgerà giovedì alle 14 al centro servizi Alessi di Perugia.
”Come abbiamo potuto constatare nel corso degli anni – sottolinea la presidente del Centro per le pari opportunità,Daniela Albanesi, in una nota della Regione – il Festival rappresenta una
qualificatissima occasione di confronto e di riflessione che tiene accesi i riflettori sulla complessità e sui problemi che attraversano la vita delle donne nella società contemporanea. Gli incontri
programmati rispondono, infatti, all’esigenza di mettere a tema le domande delle donne che chiedono democrazia e qualità della vita quotidiana, ridefinizione dei modelli di sviluppo, governo
democratico delle risorse, costruzione di modelli culturali capaci di proporre nuove modalità di stare al mondo per donne e uomini, una lettura critica di stereotipi che continuano a distorcere
l’immagine femminile e incentivano l’uso strumentale del corpo delle donne”.

Popularity: 2% [?]

Resurrexit

Posted by marilena marino On aprile - 7 - 2012 ADD COMMENTS

Cari amici,
come vorrei che il mio augurio, invece che giungervi
con le formule consumate del vocabolario di circostanza,
vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo
profondo, con un sorriso senza parole!
Come vorrei togliervi dall’anima, quasi dall’imboccatura
di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà,
che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace!
Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per
farvi capire di quanto amore intendo caricarla: “coraggio”!
La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore,
è il paradigma dei nostri destini. La Risurrezione. Non la
distruzione. Non la catastrofe. Non l’olocausto planetario. Non
la fine. Non il precipitare nel nulla.
Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti
che abusano di voi. Coraggio, disoccupati. Coraggio, giovani
senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad
accorciare sogni a lungo cullati. Coraggio, gente solitaria,
turba dolente e senza volto. Coraggio, fratelli che il
peccato ha intristito, che la debolezza ha infangato, che
la povertà morale ha avvilito.
Il Signore è Risorto proprio per dirvi che, di fronte
a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga, non
c’è tomba che chiuda, non c’è macigno sepolcrale che
non rotoli via.
Auguri. La luce e la speranza allarghino le feritoie
della vostra prigione. Vostro
don Tonino, vescovo

Popularity: unranked [?]

Non avrai altra donna all’infuori di me:Maria

Posted by marilena marino On marzo - 31 - 2012 ADD COMMENTS

Le festività pasquali incombono e, come nella migliore tradizione, l’offerta televisiva generalista deve dare il giusto spazio all’evento. Quest’anno in Rai si è scelto però un punto di vista un po’ diverso per ripercorrere il cammino di Gesù tra gli uomini: quello di sua madre, la cui vicenda, scarsamente indagata dai Vangeli, è stata qui arricchita da particolari che, se certamente plausibili, potrebbero far storcere il naso ai fedeli più intransigenti. Lo sceneggiatore Francesco Arlanch e il registaGiacomo Campiotti hanno infatti immaginato una Maria (l’eterea Alissa Jung) legata da una profonda amicizia adolescenziale con Maddalena (un’affascinante Paz Vega): due figure agli antipodi nell’iconografia cristiana, e che anche qui sono infatti destinate ad affrontare percorsi di vita estremamente diversi, destinati però a ricongiungersi grazie alla comune fede nel messaggio di Gesù. A tessere le fila dei loro destini è poi un’altra donna, Erodiade, interpretata dalla bellaAntonia Liskova, che non esiterà a usare ogni sotterfugio pur di conservare il proprio potere. Con il regista, il nutrito cast e i vertici della Rai e della produzione, affidata a Lux Vide, abbiamo ripercorso le tematiche di questa epopea al femminile, che racconta da una prospettiva inedita una declinazione originale di quello che è indubbiamente uno dei momenti più significativi della storia dell’umanità.

Fabrizio Del Noce: Il mio sentimento è di assoluto piacere e commozione nel vedere per la prima volta una fiction televisiva, o in generale uno spettacolo, sia esso teatrale o cinematografico, dedicato alla figura di Maria. E’ anche un piacere essere di nuovo a fianco diEttore Bernabei, ex direttore della Rai e che qui ha avuto un ruolo di ispirazione per un progetto ambizioso, una sfida non da poco, tenendo conto della volontà di rispettare il valore storico degli eventi e, insieme, di raccontarli con il giusto garbo. Ringrazio poi la Lux Vide, che come sempre ha realizzato un prodotto di alta qualità, così come alti sono i suoi ascolti. Coniugare una buona audience e qualità di esecuzione riguardo una tematica così difficile come questa è indice di grande professionalità. E ovviamente grazie agli attori, specialmente a questa famosissima attrice che ho al mio fianco (Paz Vega, n.d.r.), e a Maria, la nostra Alissa Jung, che è sempre rimasta la nostra scelta dalla prima volta in cui abbiamo visto il suo provino. La fiction andrà in onda domenica 1 aprile e lunedì 2 aprile, una collocazione obbligata visto il periodo, da cui ci aspettiamo grande risalto.

Ettore Bernabei: E’ un’eccezione che io sia qui, in quanto ormai ricopro solo il ruolo di presidente onorario di Lux Vide, ma mi è sembrato doveroso ringraziare personalmente la Rai, Fabrizio Del Noce e tutti i suoi collaboratori per aver dato fiducia a quest’opera non facile. Vorrei riprendere un’espressione proprio di Del Noce: il valore storico. La nostra prima fonte sono stati infatti i Vangeli, che in genere si concentrano sulla vita di Gesù, mentre noi abbiamo voluto attingervi per la storia di sua madre, che è anche madre di un uomo, di cui pure si conserva la divinità. Per far conoscere la figura di Maria abbiamo percorso una strada che non è soltanto quella delle devozione e del rispetto, ma anche quella che mette in luce la donna che ha avuto una vicenda umana. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto, e che hanno dato il meglio di sé.

Alissa Jung è la Madonna nella fiction Maria di NazaretGiacomo, è stato difficile scegliere il cast?
Giacomo Campiotti: Già trovare Gesù e Maria non è un’impresa facile, in più ognuno ha una propria idea di come Maria dovrebbe essere, ma quando abbiamo visto il provino di questa attrice che non conoscevamo, che per di più si era filmata da sola perché non poteva presentarsi ai casting, ci ha subito trasmesso una pace e una serenità che abbiamo capito essere quelle giuste. L’abbiamo chiamata a Roma e Alissa era effettivamente molto diversa dalla mia idea di Maria, ma dopo averla vista recitare non abbiamo più avuto dubbi. Tutta la squadra ha condiviso questa scelta, perché Alissa è stata in grado di dare a Maria non solo la dolcezza, la bontà, ma anche la consapevolezza, la forza, il coraggio quotidiano di una donna vera: non rappresentava semplicemente una madonnina su un piedistallo. Anche per Gesù avevamo fatto vari provini: inizialmente avevamo pensato a Luca Marinelli, che poi invece ha interpretato Giuseppe, e proprio mentre facevamo i casting per Giuseppe, in Germania, abbiamo invece trovato Gesù! Un altro miracolo è stato riuscire ad avere con noi Paz Vega, che io conoscevo per i suoi film e consideravo inarrivabile, ma come tutti anche lei si è buttata con tutto il cuore in questo progetto, dando vita a un personaggio bellissimo: quello di una donna sexy, divertente, ma di cui ha saputo esprimere anche il dolore profondo, conferendole grande spessore. In Luca Marinelli abbiamo trovato un Giuseppe finalmente “figo”, un giovane uomo che deve compiere una scelta, che deve accettare questo mistero enorme, e che lo fa in maniera molto convincente. Ma lo stesso vale per tutti i personaggi di contorno, a cui era difficile dedicare il giusto spazio ma a cui abbiamo comunque cercato di dare spessore, anche perché abbastanza inconsueti. E poi ovviamente Antonia: è la prima volta che scelgo un’attrice senza farle nemmeno un provino. Nel ruolo della cattiva era perfetta, ha saputo raccontare benissimo il lato glamour che il male spesso ha. Non posso poi non menzionare gli attori tedeschi e quelli tunisini, che hanno aggiunto un grande realismo alla messa in scena.

La fiction è dedicata a tutte le mamme. Come mai?
Matilde Bernabei: Noi abbiamo visto in Maria una madre affettuosa, attenta, che soffre per la sofferenza del proprio figlio, ma che comunque è forte di una serenità di fondo, che acquisisce mettendosi nelle mani di Dio. Vorrei aggiungere che questo film, come tutte le nostre produzioni, ha la capacità di viaggiare nel mondo: è infatti una coproduzione con Telecinco che, nonostante i problemi economici che tutti conosciamo, ha voluto entrare in un progetto non certo semplice. Con la Rai, poi, abbiamo lavorato fianco a fianco, cosa impossibile da fare altrove qui in Italia.

Alissa, tu come hai vissuto questo ruolo?
Alissa Jung: Mi sono avvicinata a questo personaggio con molto rispetto: tutti conoscono Maria, e quindi mi sentivo investita da una grande responsabilità. Ma Maria è anche una donna, e io ho cercato di portare in luce il suo lato più umano.

Quali emozioni hai provato sul set?
Alissa Jung: E’ stato bellissimo lavorare con questo cast. Per me è stata la prima produzione internazionale, la prima volta che lavoravo con attori così bravi, e in più il mio personaggio era speciale. Sul set si parlavano sei lingue, si è creata una confusione bellissima, ho persino imparato qualche parola di arabo!

Paz Vega è una seducente Maria Maddalena nella fiction Maria di NazaretPaz, come hai vissuto il cambiamento del tuo personaggio?
Paz Vega: Maddalena subisce un grande cambiamento: da giovane crede nell’amore, nella vita, nella gente, ma poi la sua esistenza sfortunata la fa cambiare. La sfida nell’interpretarla è la stessa che ha affrontato Alissa: tutti conoscono la figura di Maria Maddalena, ma io volevo portare al suo personaggio qualcosa di nuovo, di fresco, di umano. Come sempre, la mia preoccupazione era quella di dare vita a un personaggio in cui ci si potesse riconoscere.

Luca, come ti sei preparato al ruolo di Giuseppe?
Luca Marinelli: Devo innanzi tutto ringraziare il grande gruppo con cui ho lavorato, rivedere tutti dopo due mesi è già una grande emozione. Giuseppe è un uomo che non avrebbe mai pensato di essere parte di una grande rivoluzione nella storia, ma che trova la pace in sua moglie e in suo figlio.

Andreas, come è stato interpretare Gesù?
Andreas Pietschmann: Ho fatto due casting, a Berlino e a Roma, e in entrambi avevo i capelli lunghi “alla Gesù”, e forse questo mi ha aiutato! A parte gli scherzi, in prima istanza è stato scioccante dover provare a essere Gesù, ero sopraffatto dalla sua figura, ma poi ho scelto di affrontarla con un approccio personale, anche grazie a Giacomo che mi ha dato la libertà di interpretare il personaggio come ritenevo opportuno. Mi ha colpito la ricerca profonda svolta per la sceneggiatura: molto spesso sono utilizzati passi della Bibbia, pieni di concetti difficili ma che, se espressi nel modo giusto, hanno una grandissima forza. Sono orgoglioso di aver potuto lavorare a questo personaggio, anche perché non era affatto scontato scegliere un attore tedesco per il ruolo.

Alice Bellagamba, Paz Vega, Antonia Liskova in una scena del film in Maria di NazarethAntonia, parlaci del tuo personaggio.
Antonia Liskova: Erodiade è il male assoluto, ed è stato molto particolare per me interpretare un ruolo così drammatico. Spesso accade che la cattiveria di un personaggio sia giustificata dal suo passato, ma in questo caso è totalmente ingiustificabile, non si può capire in nessun modo perché si comporti in modo così arrivista e ambizioso. E’ stato anche divertente per me calarmi nei suoi panni: con i personaggi cattivi si può fare quello che nella vita reale ti è proibito, e per di più trasmetterlo esplicitamente.

Aldilà dell’attenzione alle fonti storiche, vi siete presi molte libertà nello sviluppo della storia. Come mai?
Tinni Andreatta: La prima cosa che ci siamo chiesti è stata: come possiamo raccontare la storia di Maria? Di solito si racconta l’evoluzione di un personaggio, ma Maria è l’emblema dell’accettazione, e quindi offre poche possibilità di movimento. Abbiamo quindi deciso di raccontare tre diversi volti della femminilità: il male assoluto, la tentazione, che stanno agli antipodi della figura di Maria, e poi Maddalena, la fragilità, la donna che può cadere ma che può anche rialzarsi. Quindi non soltanto una Maria che vive il proprio momento storico, ma una Maria che è parte di una storia che continua ad avvenire. Ci siamo presi delle libertà di carattere rappresentativo, ma si tratta di libertà che si inscrivono comunque all’interno di una filologia, di una tradizione, lavorando su questi tre diversi modi di essere donna.
Giacomo Campiotti: Nel Vangelo solo poche righe sono dedicate a Maria, ma siamo comunque partiti da quelle, così come per Maddalena ci siamo riferiti in primo luogo all’episodio della lapidazione. Il passato che abbiamo creato per loro porta i personaggi a coincidere con quelli descritti dai Vangeli, quindi non vedo forzature nella loro evoluzione. Maria, prima dell’annunciazione, avrà avuto delle amiche, e una di queste potrebbe essere stata proprio Maddalena: abbiamo costruito le loro rappresentazioni con il massimo rispetto, abbiamo letto moltissimo per documentarci proprio perché sappiamo che questi argomenti sono molto sentiti, e prima di tutto c’è stata la volontà di non offendere nessuno e di rimanere in armonia con quanto descritto nei Vangeli.

Andreas Pietschmann è Gesù nella fiction Maria di NazaretE’ stato dedicato anche il giusto spazio alla predicazione di Gesù, un momento descritto in tanti illustri precedenti cinematografici. Ne avete tenuto conto?
Giacomo Campiotti: Certamente, sono tutti film che ho amato da spettatore, ma qui ognuno ha soprattutto cercato dentro se stesso. Abbiamo svolto un lavoro molto profondo di preparazione, rileggendo i Vangeli e anche alcune opere di grandi mistici, la cui devozione ha risuonato moltissimo dentro di me: spesso l’anima arriva più lontano del cervello.

Qual è il rapporto delle tre donne protagoniste con la fede?
Alissa Jung: Noi prima di tutto siamo attrici e dobbiamo interpretare un ruolo: se mi chiedono di impersonare un’assassina, non devo ammazzare qualcuno per forza. E’ un aspetto molto privato, questo, ma credo che un Dio ci sia. Parlando con mia figlia di sei anni, le raccontavo delle diverse religioni, e delle guerre che si combattono in loro nome. Lei ha concluso dicendo: “credo che ci siano molte strade per arrivare a Dio”. E secondo me ha ragione.
Paz Vega: E’ la prima volta che in un’intervista mi chiedono una cosa così privata, comunque concordo con Alissa, non si deve per forza essere il personaggio che si interpreta. Io sono vissuta in una famiglia cattolica, ho frequentato una scuola cattolica, ma ora non sono più praticante. Ho il mio modo di credere in qualcosa: credo nella gente. In mio padre, in mia madre, in mia sorella: credo che Dio sia nelle persone intorno a noi, più che lassù da qualche parte.
Antonia Liskova: Io ho avuto un’educazione religiosa, e sono tuttora credente.

Alissa, come ti sei trovata a interpretare una Maria che rimane sempre così bella e giovane?
Alissa Jung: Non è stata una mia decisione quella di non invecchiare. Abbiamo fatto diverse prove, in cui venivo anche imbruttita e invecchiata, ma abbiamo deciso che usare un’immagine più ideale funzionava. Non è importante che Maria invecchi, ma che ami e che abbia questo rapporto fortissimo con suo figlio.

Paz, prossimamente lavorerai ancora in Italia?
Paz Vega: C’è un progetto che potrebbe partire a breve, ma non sono ancora state risolte alcune questioni finanziarie e quindi non posso assicurare nulla. Posso dire però che si tratta di un lavoro per il cinema.

Andrea, come hai costruito il tuo Erode?
Andrea Giordana: Oggi sono venuto qui con grande curiosità, perché finora avevo visto solamente la versione non doppiata. E devo dire che mi sono commosso: la più grande dote di Giacomo è la sua umanità, che ha saputo evidenziare anche in Maria, nella sua lotta con l’accettazione del mistero. Per quanto riguarda Erode, è un personaggio molto più complesso di quanto non si potrebbe pensare, lontanissimo dallo stereotipo del cattivo, che anzi si è sempre trovato a lottare con la depressione: un’anima tormentata.

Una scena della passione di Cristo nella fiction Maria di NazaretThomas, come è stata la tua esperienza sul set?
Thomas Trabacchi: Quello che mi ha insegnato questa esperienza è che la bontà è qualcosa da perseguire sempre, per quanto il male possa essere affascinante. In pratica c’è stato un travaso di bontà tra la storia, che per di più si poggia su tre donne e che quindi è tanto più significativa per il suo punto di vista al femminile, e la vita reale.

Roberto, cosa ti ha colpito del personaggio di Gioacchino?
Roberto Citran: La cosa più importante per me era mettere in scena la sua umanità, la rabbia di fronte a quello che non si riesce a capire, e poi l’accettazione

Come è stato, invece, essere la madre di Maria?
Antonella Attili: E’ raro lavorare con così tanti bravi attori, e per me è stata una sfida meravigliosa, un evento speciale in cui ho cercato di evitare tutti i cliché.

Altri due personaggi, Giovanni e Salomè, non sono meno importanti per la storia. Come li avete affrontati?
Marco Rulli: Torno a sottolineare l’aspetto umano dei nostri personaggi, la maniera quotidiana di vivere la fede e la perdita del proprio maestro.
Alice Bellagamba: Abbiamo dato a Salomè una sfumatura infantile, da bambina viziata e capricciosa, quasi ad avvicinarla a una ragazza dei nostri tempi.

Popularity: unranked [?]

NOBELL:IT premio WECA

Posted by marilena marino On marzo - 24 - 2012 ADD COMMENTS

PREMIO WECA 2011-2012: ALTRI SITI, OLTRE AI VINCITORI

 

Come anticipato, pubblichiamo gli elenchi dei primi classificati, oltre ai vincitori.

Il Premio non è stato una competizione fine a se stessa, ma l’occasione per favorire la crescita di tutti siti web cattolici.

 

E’ per questo che rendiamo noto un elenco più ampio di siti segnalati dalla giuria.

 

 

Gli elenchi in dettaglio:

 

- Categoria “Siti Istituzionali e Associativi

- Categoria “Siti Parrocchiali

- Categoria “Siti Personali

 

SITO   http://www.cyberteologia.it   http://www.ricercatoridisperanza.it   http://nobell.it/   http://www.maxgranieri.it   http://www.egioiasia.com   http://www.gioba.it   http://diariodiunamissione.blogspot.com/   http://www.cercoiltuovolto.it   http://www.ilportonedibronzo.it   http://www.diodopointernet.it   http://www.religionereligioni.blogspot.com   http://www.vittoriomessori.it

 

Nell’arcipelago dei 15mila siti cattolici italiani, i migliori sono stati premiati a Roma dall’Associazione dei Webmaster Cattolici Italiani, in occasione del Laboratorio ‘Giovani, web ed educazione alla fede’ promosso dal Servizio nazionale per la Pastorale giovanile della CEI con WeCa.

Per la categoria ‘Siti personali’ il sito vincitore è www.cyberteologia.it di padre Antonio Spadaro, direttore di  ‘Civiltà Cattolica’. Ad appena un anno dalla inaugurazione del portale chiamato Cyberteologia ovvero – spiega padre Spadaro -‘l’intelligenza della fede al tempo della Rete’.

Menzione speciale a www.ricercatoridisperanza.it. Due studenti: Emanuele Renzi e Filippo Amaduzzi. Giovani ma convinti che ‘la speranza vada condivisa con il mondo intero. Anche attraverso il mondo digitale’.

 

Nobell.it

E comunque aver ragiunto il terzo posto significa comunque che la visibilita’ e l’impegno degli Animatori ori della Cultura e Comunicazione in questo Blog è stato raggiunto. Selezionato anche al Vatican blogger meeting nello scorso Mggio a Roma Nobell.it rimane nel suo costante impegno a qualificarsi per ila sua attivita’ nel contesto soprattutto dell’Evangelizzazione del Corile dei gentili. Grazie davvero a tutti!! (Marilena Marino)

Lettera WECA a NOBELL:IT 25 Marzo 2012

“Gentilissima,
la menzione speciale avremmo voluto farla a tutti i concorrenti (in
totale circa 500 per le 3 categorie), per la generosita’ ed entusiasmo
con cui ci hanno sostenuto, e soprattutto per il lavoro che svolgono
quotidianamente.

Per quanto riguarda voi, con la pubblicazione sul sito tra i primi dieci
avete di fatto ricevuto una menzione ancora piu’ esplicita.

Purtroppo il “premio materiale” abbiamo dovuto limitarlo per ovvi
motivi, ma certamente il “premio morale” vi appartiene con pieno diritto
e (spero) ampia e meritata soddisfazione.

Considerate che la giuria era molto numerosa (circa 20 membri) ed
esigente, quindi il vostro eccellente piazzamento e’ certamente di
grande valore.”

Un saluto molto cordiale e auguri di buon lavoro

Giovanni silvestri
Associazione Weca

La Giuria è composta da 22 personalità del mondo della comunicazione (internet, televisiva, radiofonica e della carta stampata, da Avvenire.it a TV2000).
L’intero elenco dei giurati, il testo del regolamento e le informazioni sul Premio su www.webcattolici.it

Popularity: unranked [?]

Metanoia

Posted by Maria mollicone On febbraio - 22 - 2012 ADD COMMENTS

 

Mercoledì 22 Febbraio 2012

Nel tempo del deserto
La Chiesa è chiamata a vivere e comunicare un’esperienza forte di Dio


“Anche per la Chiesa di oggi il tempo del deserto può trasformarsi in tempo di grazia, poiché abbiamo la certezza che anche dalla roccia più dura Dio può far scaturire l’acqua viva che disseta e ristora”. Ad assicurarlo è stato il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi, dedicata al tempo di Quaresima, si è soffermato sulla “situazione di ambivalenza” che caratterizza i quarant’anni di cammino del popolo di Israele dall’Egitto alla terra promessa, e che “descrive anche la condizione della Chiesa in cammino nel deserto del mondo e della storia”. “In questo deserto – ha spiegato Benedetto XVI – noi credenti abbiamo certamente l’opportunità di fare una profonda esperienza di Dio che rende forte lo spirito, conferma la fede, nutre la speranza, anima la carità”. Ma il deserto “è anche l’aspetto negativo della realtà che ci circonda: l’aridità, la povertà di parole di vita e di valori, il secolarismo e la cultura materialista, che rinchiudono la persona nell’orizzonte mondano dell’esistere sottraendolo ad ogni riferimento al trascendente”. È questo, per il Papa, “anche l’ambiente in cui il cielo sopra di noi è oscuro, perché coperto dalle nubi dell’egoismo, dell’incomprensione e dell’inganno”. “In questi quaranta giorni che ci condurranno alla Pasqua di Risurrezione – l’auspicio del Papa, che alla fine della catechesi ha augurato ai fedeli ‘buon cammino di Quaresima’ – possiamo ritrovare nuovo coraggio per accettare con pazienza e con fede ogni situazione di difficoltà, di afflizione e di prova, nella consapevolezza che dalle tenebre il Signore farà sorgere il giorno nuovo”.Le tentazioni e i pericoli. Con il “ricorrente numero quaranta” – ha ricordato il Papa – che nell’Antico e nel Nuovo Testamento “è il tempo delle decisioni mature”, è descritto “un contesto spirituale che resta attuale e valido, e la Chiesa, proprio mediante i giorni del periodo quaresimale, intende mantenerne il perdurante valore e renderne a noi presente l’efficacia”. La liturgia cristiana della Quaresima ha lo scopo, infatti, di “favorire un cammino di rinnovamento spirituale, alla luce di questa lunga esperienza biblica e soprattutto per imparare ad imitare Gesù, che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto insegnò a vincere la tentazione con la Parola di Dio”. I quarant’anni della peregrinazione di Israele nel deserto, per il Papa, da una parte sono “la stagione del primo amore tra Dio e il suo popolo”, dall’altra “il tempo delle tentazioni e dei pericoli più grandi, quando Israele mormora contro il suo Dio e vorrebbe tornare al paganesimo e si costruisce i propri idoli”. Questa “ambivalenza”, che caratterizza Israele nel deserto, la ritroviamo “in modo sorprendente nel cammino terreno di Gesù, naturalmente senza alcun compromesso col peccato”. Nella sua vita terrena, “Gesù si reca nel deserto per stare in profonda unione con il Padre”. Una “dinamica”, questa, che “è una costante nella vita terrena di Gesù, che ricerca sempre momenti di solitudine per pregare il Padre suo e rimanere in intima ed esclusiva comunione con Lui, e poi ritornare in mezzo alla gente”. Ma in questo tempo di “deserto” e d’incontro speciale col Padre – ha fatto notare il Papa – Gesù “si trova esposto al pericolo ed è assalito dalla tentazione e dalla seduzione del maligno, il quale gli propone una via messianica lontana dal progetto di Dio, perché passa attraverso il potere, il successo, il dominio e non attraverso il dono totale sulla Croce”.Non di alcuni, ma di tutti. Nella parte iniziale della catechesi, Benedetto XVI ha ricordato che nei primi secoli il tempo della Quaresima era “il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede e di conversione per giungere a ricevere il sacramento del Battesimo”. Si trattava di “un avvicinamento al Dio vivo e di una iniziazione alla fede da compiersi gradualmente, mediante un cambiamento interiore da parte dei catecumeni, cioè di quanti desideravano diventare cristiani ed essere così incorporati a Cristo e alla Chiesa”. Successivamente, “anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a quella di Cristo”. “La partecipazione dell’intera comunità ai diversi passaggi del percorso quaresimale – ha affermato il Santo Padre – sottolinea una dimensione importante della spiritualità cristiana: è la redenzione non di alcuni, ma di tutti, ad essere disponibile grazie alla morte e risurrezione di Cristo”. In questa prospettiva, “sia coloro che percorrevano un cammino di fede come catecumeni per ricevere il Battesimo, sia coloro che si erano allontanati da Dio e dalla comunità di fede e cercavano la riconciliazione, sia coloro che vivevano la fede in piena comunione con la Chiesa, tutti insieme sapevano che il tempo che precede la Pasqua è un tempo di metanoia, il tempo del cambiamento, del pentimento; il tempo che identifica la nostra vita umana e tutta la nostra storia come un processo di conversione che si mette in movimento ora per incontrare il Signore alla fine dei secoli”.( da Agenzia Sir)

Popularity: unranked [?]

Navigare con la Bibbia

Posted by marilena marino On febbraio - 20 - 2012 1 COMMENT
Un dono anche per i cybernautiUn sito per incontrare e “navigare” la Bibbia nella nuova edizione CEI 2008. Un indirizzo per visionare, scomporre, richiamare, studiare la “Parola” che sta a fondamento della fede e della vita della comunità cristiana, patrimonio culturale e spirituale dell’umanità intera. Oltre alla versione Cei, in questo spazio virtuale sarà possibile mettere a confronto le tante versioni del testo sacro già presenti nella rete.Perché la Chiesa italiana immette un sito sulla Bibbia, che si aggiunge ai tanti, interessanti e originali, già esistenti?
Almeno per tre obiettivi:- Il principale obiettivo è certamente di tipo pastorale: l’inserimento del testo della Bibbia sul Web è un ulteriore tassello del più ampio obiettivo della Chiesa cattolica italiana di evangelizzare anche attraverso le nuove tecnologie.

- La collocazione del sito della Bibbia – ed è questa una seconda ragione – è in linea con uno dei temi del Progetto Culturale, quale il rapporto tra fede e altre scienze. Una sezione del sito, infatti, Bibbia e Sapere, permetterà collegamenti a siti appartenenti ad altre discipline (arte, storia, scienza, letteratura, filosofia ecc.) che hanno sviluppato pensiero a partire proprio dal testo sacro.

- Un terzo obiettivo, infine, è la realizzazione di uno strumento di lavoro rivolto ad una utenza che tenga in conto non solo gli studiosi e i ricercatori ma anche gli operatori pastorali, i credenti e chiunque voglia fare un percorso nei testi biblici, sia a livello personale che come gruppi organizzati o centri di ascolto.

La Bibbia CEI sul Tuo sito
Il servizio permette di inserire in qualsiasi sito una finestra (widget) che offre funzioni di accesso al testo ufficiale CEI della Bibbia.
I widget, disponibili in diversi formati e modalità, consentono di:

  • accedere a un versetto
  • ricercare una parola o una frase
  • andare al Vangelo del giorno

Attivare il servizio è semplicissimo:

  • individua il widget più adatto;
  • indica l’indirizzo del sito in cui intendi inserire il widget;
  • copia il codice e incollalo nel Tuo sito
  • Cosa c’è nel sito
     Cosa c’è nel sito
    Antico e Nuovo Testamento
    Tutti i testi, Antico Testamento, Nuovo Testamento, Libri Omogenei e Singoli Libri, sono accompagnati dalle introduzioni ufficiali. Per agevolare la navigazione, è stato realizzato un nuovo indice ad albero che potrà essere richiamato in qualsiasi momento e che permetterà all’utente di accedere con maggiore rapidità ai testi biblici. All’interno l’indice riporta in modo interattivo l’intera struttura della Bibbia ovvero l’elenco di tutti i gruppi di libri omogenei e dei singoli libri. La loro selezione permetterà l’immediata visualizzazione del testo del libro prescelto.Note 
    Viene riportato il dettaglio dell’intero apparato delle note presenti sul nuovo testo biblico edizione 2008. Dalle singole note sarà possibile, con un link ipertestuale, accedere al passo biblico cui quella nota fa riferimentoRicerca
    Il motore di ricerca sempre a disposizione durante la navigazione permette di effettuare ricerche per singole parole o frasi su tutti i testi della Bibbia CEI Edizione 2008. Nella pagina di visualizzazione dei risultati di ricerca l’utente troverà il numero complessivo degli argomenti corrispondenti ai criteri impostati e l’elenco degli stessi con la relativa contestualizzazione, cioè dove compaiono nel testo biblico. Attraverso la selezione di ciascuno dei risultati si accederà al testo biblico corrispondente.Bibbia Interconfessionale
    E’ possibile avere a disposizione l’intero testo della Bibbia Interconfessionale con le stesse modalità di navigazione adottatata per la Bibbia CEI

    I nostri link
    Questa sezione presenterà link a siti istituzionali ufficiali che si occupano di studi biblici, nazionali ed internazionali

    S.E. Mons. Mariano Crociata :
    La realtà sociale e culturale in cui ci troviamo a vivere oggi è in continua evoluzione. Essa mette in evidenza come i linguaggi e le tecniche del comunicare sono spesso fluide, dinamiche e veloci. Nell’era di Internet e delle “reti sociali”, la Chiesa italiana è consapevole che l’accelerata innovazione tecnologica non è solo questione tecnica, ma coinvolge più profondamente l’uomo. “Non basta usare i media… è necessario integrare questo messaggio nella nuova cultura creata dai moderni mezzi della comunicazione sociale” sottolinea la Redemptoris missio al n. 37.
    Il Messaggio di Benedetto XVI in occasione della 43ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali sul tema Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia lascia chiaramente intendere – in modo propositivo– che in questo ambito si gioca una partita importante per la persona umana. Per tali ragioni, grazie all’impegno dell’Ufficio liturgico nazionale, dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e del Servizio Informatico della Cei, è stato realizzato Bibbia Edu, il nuovo sito Internet della Bibbia CEI. Questo strumento sarà molto utile per i così detti cybernauti che potranno leggere, studiare, approfondire la Parola attraverso quanto viene offerto dalle nuove tecnologie informatiche. In ogni tempo la Chiesa non è mai venuta meno alla sua missione: annunciare agli uomini la “notizia” che Gesù ha redento l’umanità. Con il restyling di Bibbia Edu si intende proseguire lungo questo percorso che deriva dal mandato di comunicare il Vangelo all’umanità intera, oggi anche nel nuovo mondo mediatico che caratterizza il nostro tempo.  Con il nuovo sito la Segreteria Generale della CEI intende mettersi ancora di più al servizio delle 226 diocesi, delle 26mila parrocchie e di tutte le persone-utenti della Rete, ampliando un canale di trasmissione che può condurre all’incontro con Bibbia.
    *Segretario Generale della CEI

Popularity: unranked [?]

Comunicazione.Volti, persone, storia

Posted by marilena marino On febbraio - 11 - 2012 ADD COMMENTS

di Bruno Mastroianni

Si aprono le iscrizioni al seminario promosso dall’Università della Santa Croce che in aprile riunirà a Roma 300 professionisti della comunicazione

Si aprono in questi giorni le iscrizioni al convegno «Comunicazione della Chiesa: volti, persone, storie» che riunirà a Roma dal 16 al 18 aprile 2012 circa 300 professionisti della comunicazione di tutto il mondo.
L’ottavo seminario professionale sugli Uffici di Comunicazione della Chiesa, promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce, affronterà il problema di come raccontare la vitalità della fede attraverso i volti e le storie dei suoi protagonisti, superando la visione solo istituzionale della Chiesa. L’idea di fondo dell’incontro internazionale è che l’esperienza vissuta e raccontata in prima persona è lo strumento più efficace per trasmettere la fede.
Ad aprire il convegno sarà l’arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Nelle varie conferenze si alterneranno personalità di spicco del mondo della comunicazione e della Chiesa.
Una parte di particolare interesse è quella dedicata alle iniziative di successo: la campagna «Where God weeps» che sarà presentata da Mark Riedemann, direttore del canale CRTN; l’iniziativa «Chiedilo a loro» per la promozione dell’Otto per Mille, di cui parlerà don Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della CEI; il programma «Catholic Voices» in occasione del viaggio del Papa nel Regno Unito. E si parlerà anche di noi, di «Vatican Insider», il cui progetto sarà illustrato dal direttore de «La Stampa» Mario Calabresi e dal vaticanista Andrea Tornielli.
È previsto un incontro alla Sala Stampa vaticana con padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede mentre al cardinale Raymond Burke, Prefetto del Tribunale della Segnatura Apostolica, è affidata la prolusione conclusiva dal titolo «Comunicazione e giustizia: quando i casi legali diventano notizia».
Tra gli altri relatori del seminario figurano esperti di comunicazione aziendale come Fabrizio Paschina ideatore della campagna «Per fiducia» di Intesa San 
Paolo; esperti di social media management come Gustavo Entrala della società «101». Matthias Matussek, giornalista di «Der Spiegel», terrà un intervento su «Il volto, la persona, la storia del Papa: chiavi di lettura dell’ultimo viaggio in Germania».

Durante il convegno sono previste sessioni di comunicazioni a cura dei partecipanti sui seguenti temi: strategie per migliorare l’impatto dei siti web ecclesiali; i volti e le storie come risposta alle controversie; esperienze di “media training” per voci cattoliche; storie, istituzioni della Chiesa e “social media”; l’Anno della Fede e testimonianze: idee e progetti di comunicazione. Per presentare una comunicazione e iscriversi al convegno si può visitare il sito:http://www.pusc.it/csi/home

La Pontificia Università della Santa Croce, presente a Roma dal 1984, attualmente comprende le facoltà di Teologia, Diritto Canonico, Filosofia e Comunicazione Sociale Istituzionale. È nata dal desiderio di San Josemaría Escrivá, Fondatore dell’Opus Dei, di promuovere a Roma un centro universitario di studi al servizio di tutta la Chiesa. 

 

 

Popularity: unranked [?]

Una Porta verso l’Infinito

Posted by marilena marino On gennaio - 26 - 2012 ADD COMMENTS

SULLA VIA DELLA BELLEZZA: PROSEGUE IL

PROGETTO “UNA PORTA VERSO L’INFINITO”

 

Monsignor Fisichella: “‘L’arte è espressione e rappresentazione del Vangelo”

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 13 gennaio 2012– Prosegue il percorso tracciato da Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte, il progetto promosso dall’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, che vuole essere una riflessione sull’arte come strumento di trasmissione della fede.

Domani mattina questa “Porta” si riaprirà nuovamente per condurci Sulla via della bellezza, come suggerisce il titolo della conferenza che si svolgerà alle 10.30 nella Sala Rossa del Palazzo Apostolico Lateranense.

«Il convegno intende approfondire le ragioni teologiche e culturali che animano il progetto – spiega a Zenit, don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni sociali e direttore del progetto -. Grazie alle diverse prospettive che i relatori ci offriranno, rifletteremo sul rilancio della nuova evangelizzazione nella città di Roma, mettendo a fuoco principalmente l’arte e la comunicazione».

In questa via della bellezza, infatti, incontreremo tre illustri protagonisti: monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione; l’architetto Paolo Portoghesi, docente della Sapienza Università di Roma e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.

Accogliendo l’invito formulato da Benedetto XVI al convegno diocesano dello scorso giugno a percorrere la strada dell’arte per avvicinare alla fede, i relatori si confronteranno sul tema dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo, attraverso tre differenti prospettive – quella teologica, artistica e della comunicazione – mediante la via della bellezza, “che conduce a Colui che è, secondo  Sant’Agostino, la Bellezza tanto antica e sempre nuova”.

Il linguaggio dell’arte, dunque, vissuto come una traccia da perseguire per arrivare alla strada privilegiata che porta direttamente a Dio e alle meraviglie del Creato, diventando, di conseguenza, strumento per la Nuova Evangelizzazione.

Proprio di questo Zenit ha parlato con monsignor Fisichella che ha dichiarato alla nostra agenzia come la via della bellezza sia “una via maestra”.

“Il cristianesimo dalle origini – spiega il presule – ha avuto con l’arte un rapporto privilegiato, poiché essa, nel susseguirsi di venti secoli di storia, attraverso capolavori di musica, poesia, pittura e scultura, non ha fatto altro che esprimere e comunicare la bellezza del Vangelo”.

Per tanto tempo, però, prosegue monsignor Fisichella, “la teologia ha comunicato solo con la filosofia”, e questo “se da una parte è stato positivo perché ne ha approfondito i contenuti”, dall’altra “ha impoverito la presentazione del Vangelo a mera scienza”.

“Credo, perciò, che sia importante non dimenticare che nel dialogo tra il teologo e il filosofo sia necessaria la presenza dell’artista – sottolinea il vescovo – perché il Vangelo non può essere solo ascoltato, il Vangelo è una persona, che va vista!”.

La rappresentazione del Vangelo è quindi “rappresentazione di Cristo stesso, del mistero di salvezza che supera la morte per esprimere l’amore e la vita”. Il teologo e il filosofo, aggiunge il presule, “devono riconoscere che il linguaggio usato dall’arte è un linguaggio più immediato, che va molto più al di là, nella comunicazione, di quanto possano fare la filosofia e la teologia”.

In conclusione, recuperare la via della bellezza, secondo monsignor Fisichella, vuol dire “recuperare, da un punto di vista teologico, il percorso della contemplazione”.

La bellezza, infatti, “per sua stessa natura, rapisce in essa e ci fa fermare, come il mistero che la fede presenta, che va contemplato e vissuto. In un periodo come il nostro, dove sembra che la bellezza venga meno, riproporla è una ‘provocazione’ necessaria su cui bisogna soffermarsi e riflettere”.

Il convegno di domani è il primo della serie di incontri promossi nell’ambito del progetto Una porta verso l’Infinito per l’anno 2012. L’iniziativa, che ha preso il via il 22 dicembre 2011 con il concerto su musiche di Mendelesshon e Schumann, nella Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, e ha visto la partecipazione del Coro del Teatro dell’Opera di Roma, prevede, inoltre, per questo nuovo anno, un calendario ricco di eventi relativi alla musica, al teatro, al cinema e alle arti figurative.

Per maggiori informazioni circa il programma e le date degli eventi, consultare il sito www.ucs.it alla voce Una porta verso l’infinito.

Popularity: unranked [?]

OXESSIONATI DAL SESSO

Posted by marilena marino On gennaio - 12 - 2012 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Il protagonista di “Shame” è Brandon, giovane professionista che vive a New York. Brandon ha successo nel lavoro, possiede un appartamento di lusso e ha fascino da vendere con le donne, ma ha un problema che si sta facendo sempre più assillante: è dipendente dal sesso. Finora è sempre riuscito a tenere la cosa confinata tra le mura domestiche, ma l’arrivo della sorella minore (Carey Mulligan), problematica quasi quanto lui, darà il via a una catena di eventi che lo costringeranno a fare i conti con se stesso.

Nella città che non dorme mai, dove il piacere sessuale è a portata di mano e dove un uomo single può intrattenersi in tutti i modi che preferisce, Brandon non ha limiti e dunque il suo problema non riesce a trovare risoluzione. McQueen comprende quanto una completa redenzione sia fuori luogo – stiamo parlando di questioni vere, non dell’arco di maturazione di un qualsiasi eroe hollywoodiano – e preferisce lasciare molto in sospeso, tante faccende insolute, concentrandosi non sull’ampio respiro ma sulle vite dei suoi personaggi, due anime perdute che cercano di riconnettersi e rimettere assieme i pezzi. Ce la faranno? Non è dato saperlo, ma almeno ci stanno provando.
Ritratto glaciale e potente di Brandon, newyorkese di successo affetto da sex addiction. Un uomo come tanti, come tanti malato di frigidità morale ed emotiva, un uomo chiuso in prigione, stavolta racconto di un uomo che trasforma la sua assoluta libertà nella propria prigione”. Non è moralismo, è lucidità nel cogliere quella malattia emotiva della nostra contemporaneità che è il sesso impersonale, quella ginnastica genitale di corpi che si toccano e si compenetrano come in una tavola anatomica. Puro nichilismo. Brandon, il protagonista di Shame, cui Michael Fassbender aderisce con una fisicità impressionante, è un trentenne newyorkese di medio-alto successo che non ha, non riesce, non vuole avere relazioni durature e stabili. Che quando ci prova non ce la fa. Che ossessivamente fa sesso online, si masturba nel bagno di casa e dell’ufficio, si porta nel letto prostitute, fa avance pesanti alle ragazze che incontra in discoteca, si fa rimorchiare da sconosciute. Sesso, solo sesso. McQueen ce lo mostra con freddezza, non giudica, non ci racconta per fortuna molto di lui, non tenta nessuno approccio psicologistico al suo agire, semplicemente lo segue, lo pedina, registra i suoi movimenti. Il tutto in ambienti della nostra ipermodernità, spazi rarefatti, glaciali, geometrici, metallici e vitrei. Brandon è oggetto tra gli oggetti, viene osservato così come la macchina da presa osserva una sciarpa, un televisore, un divano. Da questo approccio avalutativo, fenomenico, scaturisce la forza enorme del film, che riesce a restituirci così il nichilismo in cui siamo sprofondati, e in cui ci stiamo perdendo, e che riesce a trasformare Brandon in un allarmante esemplare sociale dell’alienazione (sì, ritroviamola, questa meravigliosa parola perduta) ormai di massa. A fare da contrappeso è Sissy, la sorella di Brandon, invece travolta dalle sue emozioni, che cerca disperatamente di stabilire un ponte con quel fratello che sembra ormai perduto. Anche la disamina affettiva dei due protagonisti, uniti da un passato di imprecisato squallore ed oggi ancora alle prese con i propri fantasmi, riesce a procedere in maniera credibile, senza virare sul thriller o sfociare in una didascalica redenzione sentimentale. Forse, anzi, una chiave di lettura eccessivamente moralista o pedagogica lascerebbe una punta di evidente delusione sulla banalità del messaggio finale del film, che rimanda al solito circolo vizioso in cui infanzia traumatica e maturità disturbata fondano i propri disagi reciproci l’una sull’altra.
Nell’ultima parte tutto si accelera, la frenesia e l’eccesso prendono il posto della rarefazione, la compulsione porta Brandon a avventure multiple, a inoltrarsi nei cunicoli della metropoli, a fare sesso con uno sconosciuto in un locale gay, a esibirsi con una prostituta alla finestra-vetrina di un hotel. Succederà poi qualcosa, qualcosa di drammatico, che forse riuscirà a tagliare la corazza che avvolge Brandon e a raggiungere la sua carne, il suo cuore. Forse.

 La fisicità degli attori gioca un ruolo fondamentale: è lo specchio di una condizione di nudità di fronte ai propri demoni e alle vite degli altri. Ma non è certo l’abbondante presenza di scene di sesso e nudo a risultare scandalosa, bensì la ripetizione ossessiva e sgradevole di quello che siamo e nascondiamo. Brandon e Sissy condividono uno stesso dolore (che McQueen non è interessato a indagare e sviluppare, preferendo cogliere i personaggi nel loro essere per aderire alla rappresentazione che la società contemporanea, tutta schiacciata sul presente, offre delle vite degli uomini), sono incapaci di gestirlo, ma cercano di soffocarlo in modi differenti, ponendosi con un atteggiamento quasi opposto verso gli altri: quanto il primo è riservato e solitario, tanto la seconda è espansiva e alla ricerca di amore. Tutti e due hanno il loro modo, che passa ugualmente attraverso un meccanismo di auto-punizione fisica e psicologica, di mascherare un’antica vergogna con una serie di atti che generano altra infamia, persino maggiore: in Sissy si tratta delle tendenze suicide, in Brandon della dipendenza sessuale. Dal conflitto delle loro personalità ha origine il nucleo drammatico del film, e alla fine, quando entrambi hanno varcato ogni limite e toccato il fondo, Brandon si trova schiacciato dal peso della vergogna che ha riversato su se stesso e sulla sorella.

Shame” è un film potente, raccontato con grande asciuttezza e maestria e capace davvero di fare leva sui sentimenti più basilari dell’uomo. Non a caso il titolo, che dopo “Hunger” sembra continuare una sorta di studio sugli istinti primordiali dell’uomo. Ma McQueen ha anche il coraggio di non lasciarsi andare alle lacrime facili – nonostante un momento molto commovente verso il finale – e preferisce lasciare aperto uno spiraglio, la speranza di poter ricostruire un senso. A volte, è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Anche la disamina affettiva dei due protagonisti, uniti da un passato di imprecisato squallore ed oggi ancora alle prese con i propri fantasmi, riesce a procedere in maniera credibile, senza virare sul thriller o sfociare in una didascalica redenzione sentimentale. Forse, anzi, una chiave di lettura eccessivamente moralista o pedagogica lascerebbe una punta di evidente delusione sulla banalità del messaggio finale del film, che rimanda al solito circolo vizioso in cui infanzia traumatica e maturità disturbata fondano i propri disagi reciproci l’una sull’altra.
Definito un capolavoro dai critici delle più importanti testate specializzate del mondo, Shame è cinema d’autore senza sconti: un viaggio nell’inferno della psiche e della metropoli che inghiotte. L’attualità dell’argomento, a seguito dell’invasione senza precedenti della pornografia promossa da internet, farà discutere e riflettere.

Popularity: unranked [?]

La Rete e la Cultura del Cyberspazio

Posted by marilena marino On gennaio - 11 - 2012 1 COMMENT

 

Padre Antonio Spadaro, il direttore della rivista dei gesuiti si confronta sulle colonne dell’Osservatore Romano sulle nuove frontiere della comunicazione digitale.

Il direttore del quotidiano della Santa Sede Giovanni Maria Vian in un interessante colloquio con padre Antonio Spadaro, dal 1° ottobre alla guida della «Civiltà Cattolica» affrontano il tema della rivoluzione digitale di come sta modificando il modo di vivere e di pensare, e le sue implicazioni sulla dimensione religione e la fede cristiana . «La Rete e la  cultura del cyberspazio interrogano la nostra capacità di formulare e ascoltare un linguaggio simbolico che parli della possibilità e dei  segni della trascendenza nella nostra vita» dice il direttore».

 

«Forse – aggiunge il gesuita – è giunto il momento di  considerare la possibilità anche di quella che io chiamo una  cyberteologia, cioè l’intelligenza della fede al tempo della Rete. È il frutto della fede che sprigiona da se stessa un impulso conoscitivo in un tempo in cui la logica della Rete segna il modo di pensare,  conoscere, comunicare, vivere». «Internet – prosegue il direttore della Civiltà Cattolica – è uno spazio di esperienza che sempre di più sta diventando parte  integrante, in maniera fluida, della vita di ogni giorno. È un nuovo contesto esistenziale. Dal suo influsso dipende in qualche modo la  percezione di noi stessi, degli altri e del mondo che ci circonda e di quello che ancora non conosciamo»

 

E il direttore di Civiltà Cattolica non è l’unico nel mondo ecclesiastico cattolica ad indicare la rete come strumento di evangelizzazione e dimensione religiosa. Nei giorni scorsi su  vari media è stata data notizia delle omelie via twitter, e ieri l’Osservatore romano è tornato sull’argomento con un commento di monsignor Hervè Giraud, vescovo francese di Soissons, e presidente  del Consiglio per la comunicazione della Conferenza episcopale  francese. «In fondo – afferma il presule – anche le giaculatorie sono  preghiere-spot di poche sillabe o, se così possiamo definirle, tweet ante litteram: perchè allora non fare la stessa cosa con i commenti in rete?

Notizia ripresa da LUCA ROLANDI.
Il cardinale Ravasi su Twitter: usarlo con lo stile di san Paolo
“Credo oggi di avere attorno ai 7.500 followers che seguono il mio twitter – molti chiedono esplicitamente che io abbia a rispondere ad alcune loro provocazioni, che alcune volte sono anche molto polemiche. Finora io non ho ancora fatto questo percorso, perché richiederebbe anche un investimento di tempo e di energie del tutto particolare”. Così il cardinale ha commentato in un’intervista concessa a Radio Vaticana il suo uso di Twitter.

“Quando si fanno gli esperimenti per la prima volta, questi hanno sempre dentro delle fragilità, dei limiti… Quindi c’è un periodo di rodaggio che io sto facendo” ha detto Il presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, sicuramente il prelato della curia romana più attivo sul noto social network e che è solito “twittare” quotidianamanete alcune delle sua sapide citazioni. “Devo dire che il fatto che ogni giorno crescano non soltanto coloro che seguono questi messaggi essenziali che io do, ma anche che ci sia il desiderio di avere una risposta, di fare delle domande ed il fatto che ci siano anche coloro che retwittano, che trasmettano cioè a loro volta ad altri – nel loro sito o twitter – il messaggio che ho dato, è un elemento positivo, tenendo conto che lo stesso San Paolo diceva: E’ opportuno intervenire in tutti i contesti e scegliere tutto ciò che c’è di buono nelle realtà”.

di Marilena Marino

Popularity: unranked [?]

Crisi, Sfida Per Cambiare

Posted by marilena marino On gennaio - 11 - 2012 ADD COMMENTS

di Mariangela Musolino

LA CRISI, SFIDA PER UN CAMBIAMENTO

 

A Perugia l’incontro di riflessione prende spunto dal documento proposto da CL su scala nazionale che suggerisce un modo “propositivo” di affrontare la crisi.

 

Perugia – Giovedì 12 Gennaio presso la Sala dei Notari, alle ore 21, si terrà il dibattito sul tema “La crisi, sfida per un cambiamento”. L’iniziativa è della comunità umbra di Comunione e Liberazione e prende spunto dal documento nazionale diramato nello scorso mese di Ottobre dal movimento cattolico fondato da don Luigi Giussani, che si interroga sulle opportunità per la rinascita di una nuova civiltà, nascoste fra i grandi disagi sociali e personali annessi alla crisi globale in corso.

Al dibattito di Perugia interverranno Antonio Baldassarre, Presidente emerito della Corte Costituzionale, Carmine di Martino, docente di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Milano e la giornalista Gabriella Mecucci.

 

L’assunto principale della proposta ciellina è quello che la realtà di per sé è positiva, in quanto “ci rimette continuamente in moto, provocandoci a prendere posizione di fronte a ciò che ci accade”.

 

Prendendo spunto dalle tante realtà positive che pure in questi tempi difficili sussistono, lottano ogni giorno e continuano a credere in un mondo migliore possibile, l’analisi di CL vuole appellarsi all’ingegno, al desiderio di conoscenza e di creatività ed alla forza di aggregazione sentiti oggi da tante persone.

 

Crisi, dunque, come opportunità di prendere in mano la propria vita e la propria fede vivendole con un senso nuovo. In tale direzione il documento di Comunione e Liberazione auspica che anche sul piano della politica, messi da parte schieramenti di potere e ideologie diverse, si possa lavorare collegialmente per il vero bene comune, rilanciando lo sviluppo del Paese e investendo su quegli “io in azione” – che siano singoli o comunità – in grado di cambiare la realtà in meglio con il proprio impegno responsabile quotidiano.

Questo, tra l’altro, deve essere il ruolo dei cattolici nella vita della società italiana, nella quale si auspica i cattolici siano i primi a portare segni di speranza e di bene per la collettività.

Ufficio Stampa:

Mariangela Musolino

www.aa98comunicazione.com

speedmar@alice.it

339.3358038

Riportiamo delle riflessioni sulla crisi del Papa:

Benedetto XVI: la crisi esprime il profondo malessere della nostra società. Servono nuove regole.

 

 

«Nuove regole che assicurino a tutti» di vivere dignitosamente e sviluppare le proprie capacità a beneficio di tutti. Le chiede papaBenedetto XVI per la crisi economica che, nata in Occidente, incide anche sui Paesi in via di sviluppo. Uscire dalla crisi, dice, non significa solo «arginare le perdite individuali» o «nazionali». Il pontefice ha voluto ricordarlo agli ambasciatori accreditati in Vaticano, che ha ricevuto nella Sala Regia del Palazzo Apostolico per il tradizionale e solenne scambio di auguri d’inizio anno. In questa occasione, è stato reso noto che il prossimo 14 gennaio Benedetto XVI incontrerà il presidente del Consiglio Mario Monti. Il papa e il premier italiano si sono incontrati brevemente il 18 novembre scorso, quando l’allora neopremier è andato all’aeroporto di Fiumicino espressamente per salutare papa Ratzinger in partenza per il suo viaggio apostolico in Benin.

 

«Gli sviluppi gravi e preoccupanti della crisi economica e finanziaria mondiale», non devono far dimenticare che la crisi che viviamo nel momento attuale è anche «politica e sociale» e rappresenta «la drammatica espressione di un profondo malessere» della società, ha proseguito Benedetto XVI, per il quale «la crisi può e deve essere uno sprone a riflettere sull’esistenza umana e sull’importanza della sua dimensione etica, prima ancora che sui meccanismi che governano la vita economica: non soltanto per cercare di arginare le perdite individuali o delle economie nazionali, ma per darci nuove regole che assicurino a tutti la possibilità di vivere dignitosamente e di sviluppare le proprie capacità a beneficio dell’intera comunità». L’esortazione del pontefice ai Governi e ai cittadini dei 180 Paesi che hanno rapporti diplomatici con la Santa Sede, è dunque a «non scoraggiarsi ma riprogettare risolutamente il cammino, con nuove forme di impegno».

 

La crisi economica e finanziaria mondiale «non ha colpito soltanto le famiglie e le imprese dei Paesi economicamente più avanzati, ma ha inciso profondamente anche sulla vita dei Paesi in via di sviluppo», ha proseguito Benedetto XVI. E nei Paesi dell’Occidente dove ha avuto origine, ha aggiunto, si è creata una situazione difficile «in cui molti, soprattutto tra i giovani, si sono sentiti disorientati e frustrati nelle loro aspirazioni ad un avvenire sereno». In particolare, infatti, «gli effetti dell’attuale momento di incertezza colpiscono particolarmente i giovani». «Dal loro malessere – ha ricordato Papa Ratzinger – sono nati i fermenti che nei mesi scorsi hanno investito, talvolta duramente, diverse Regioni».

 

«In Italia prosegua in un rapporto equilibrato fra Chiesa e Stato»

Il papa, poi, ha rivolto all’Italia «un particolare pensiero, al termine del 150esimo anniversario della sua unificazione politica»: «Le relazioni tra la Santa Sede e lo Stato italiano hanno attraversato momenti difficili dopo l`unificazione. Nel tempo, però, hanno prevalso la concordia e la reciproca volontà di cooperare, ciascuno nel proprio ambito, per favorire il bene comune. Auspico che l’Italia continui a promuovere un rapporto equilibrato fra la Chiesa e lo Stato, costituendo così un esempio, al quale le altre Nazioni possano riferirsi con rispetto e interesse».

Popularity: unranked [?]

Richard in cielo

Posted by marilena marino On dicembre - 30 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Days of heaven – I giorni del cielo (1978) è il secondo film di Terrence Malick, l’ultimo prima di una pausa di venti anni. Rispetto a Badlands, la versione italiana risulta meno distorta nel doppiaggio.

Il titolo riconduce il film a una dimensione religiosa, essendo tratto da un brano delDeuteronomio (11,18 – 11,22): nel secondo discorso di Mosè, dopo la gratitudine per la bontà divina durante la traversata del deserto, e dopo gli ammonimenti del passato, seguono gli ammonimenti per il futuro: “Imprimetevi dunque nel cuore e nell’anima queste mie parole (…) affinché i vostri giorni e i giorni dei vostri figli, nel paese che il Signore giurò di dare ai vostri padri, durino quanto i giorni del cielo sulla terra”. L’espressione “…durino quanto i giorni del cielo…” sta per “in eterno”. Nel film ricorrono segni religiosi di cui diremo più avanti: si tratta di segni visivi, ma il cui carico simbolico e religioso è principalmente conferito dalla voce over narrante di Linda (Cattaneo, cit., p. 100).

Casa del fattore

I giorni del cielo è stato accostato al cinema western (Cattaneo, cit.) col quale ha ben poco a che fare. Potrebbe piuttosto rimandare al dramma sociale, al quale appartengono diversi film hollywoodiani degli anni Trenta e Quaranta, tra cuiCom’era verde la mia valle (1939) e Furore (1940) di John Ford. I titoli di testa (la storia si svolge nel 1916) sono accompagnati da fotografie scattate tra gli anni Dieci e Trenta, alcune delle quali opera di Lewis Hine. L’ultima foto della serie raffigura Linda, la ragazzina protagonista del film, nonché voce narrante. Tuttavia anche questo rimando non è propriamente corretto.

Il film può essere diviso in cinque parti: (a) giorni di lavoro in fonderia, (b) fuga e giorni di lavoro nei campi, (c) idillio e giorni di gioco in campagna, (d) distruzione dei campi, (e) epilogo: morte del fattore e di Bill, fuga di Abby e di Linda. Il dramma sociale appartiene propriamente alla parte (a), la più breve del film. La messa in scena del lavoro nei campi è affatto differente e a questi segue l’idillio dei giorni di non-lavoro, di quella che chiamiamo (1.2.1.c.) Vita Nuova. I segni religiosi (di cui diremo in 1.2.1.b.) sono segni visibili e specialmente caricati dalla voce narrante. Dunque è difficile considerare I giorni del cielo un film appartenente al genere del dramma sociale.

Nessuno è perfetto. Al mondo non c’è mai stata una persona perfetta. Ognuno di noi è mezzo diavolo e mezzo angelo. In realtà, i giorni del cielo sono proprio quelli in cui ogni uomo cerca di migliorare la propria condizione, in cui si batte per essere perfetto, in cui immagina di ampliare i propri desideri al di là dell’orizzonte, tendendosi verso un illusorio paradiso, destinato a perdersi nell’eterna lotta tra l’amore per la vita e l’odio, la prepotenza, l’ignoranza radicata nell’animo umano. Laddove il cielo resta sempre perfetto e lontano, la terra permane nel suo stato di incertezza, di malessere, di imperfezione e noi siamo ancorati ad essa, tentiamo di liberarci, dimenandoci nelle nostre esistenze, ma senza ottenere alcun risultato. L’apparente felicità che possiamo raggiungere in una particolare fase della nostra vita è un vano fuoco destinato a spegnersi, così come i giorni del cielo sono sempre e comunque destinati a finire.

Certi hanno bisogno di più di quello che hanno e altri hanno di più di quello che gli serve. La nostra condizione sulla terra è sempre infelice e in continua tensione, le trasformazioni lo dimostrano e la vera battaglia è quella che combattiamo contro noi stessi e contro le regole che governano le nostre vite. Possiamo affidarci solo alla speranza di andare incontro ad un cambiamento positivo, ma, forse, quello che davvero cerchiamo, dentro di noi, è la pace, la fine di questa inutile ed eterna lotta verso un’irraggiungibile perfezione. E’ quello che possiamo dire a proposito del film I giorni del cielo interpretato da Richard Gere. Leggiamo la sua interessante intervista.

“Tutti provano disagio nei confronti dell’universo, io anche da giovane, e per capire meglio ho fatto studi e ricerche, finché il buddismo non mi ha colpito. Di solito vediamo la realtà con scetticismo, intorno a noi ci sono tanti stimoli fuorvianti, ma è possibile sviluppare un rapporto più vicino alla realtà e all’interpretazione che la scienza dà  dell’universo. Da qui, generosità, amore e senso di condivisione: sono sulla strada giusta per andare oltre la menzogna”“fare l’attore per me è un lavoro, un ottimo lavoro, ma non ho aspettative eccessive: per me conta la vita, quella la prendo sul serio, mi piace il lavoro, ma non lo personalizzo troppo, sono umile”. E, aggiunge Gere, “non ho mai programmato il futuro, non faccio piani, del resto, ho dedicato energie e impegno per proposte di cui non s’è fatto poi nulla”. Ma perché decide di accettare una parte? “Quando una proposta dà interrogativi e, quindi, apre a un viaggio per le risposte, un viaggio di vita”.“fare l’attore per me è un lavoro, un ottimo lavoro, ma non ho aspettative eccessive: per me conta la vita, quella la prendo sul serio, mi piace il lavoro, ma non lo personalizzo troppo, sono umile”. E, aggiunge Gere, “non ho mai programmato il futuro, non faccio piani, del resto, ho dedicato energie e impegno per proposte di cui non s’è fatto poi nulla”. Ma perché decide di accettare una parte? “Quando una proposta dà interrogativi e, quindi, apre a un viaggio per le risposte, un viaggio di vita”.

Popularity: 2% [?]

2012 fatti Capanna!

Posted by marilena marino On dicembre - 29 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Cristo è nato di nuovo e gli Angeli nuovamente cantano:
“Gloria a Dio negli eccelsi e pace sulla terra, e agli uomini benevolenza”
(Lc 2,14-15)

Gli Angeli cantano queste maestose enunciazioni e la grande maggioranza degli uomini, se poi festeggia il Natale, non può comprendere il senso di questo inno angelico e si domanda se veramente oggi Dio viene glorificato dagli uomini e perché si debba glorificarlo e se si possa trovare sulla terra la Pace annunciata e per quale ragione la umanità odierna debba vivere con benevolenza.
Per questo infatti la maggioranza degli uomini non glorifica Dio né con le proprie opere, né con le proprie labbra e alcuni di loro mettono anche in dubbio la stessa esistenza di Dio e la sua presenza nella loro vita. Sono certamente molti quelli che danno a Dio la responsabilità per quanto di spiacevole accade nella loro vita. Tuttavia però, coloro che si adirano in tal modo contro Dio, sbagliano assai, in quanto il male non deriva da Lui. Al contrario, la incarnazione per amore verso l’uomo del Figlio e Verbo di Dio e ciò che ne è seguito alla sua Crocifissione e Resurrezione, rinnovano il fedele alla antica bellezza e gli donano la vita eterna e la Pace che sempre ha in mente e lo costituiscono co-ereditiero del Regno eterno di Dio. L’atto stesso della Discesa di Dio, anche se incline alla estrema umiliazione, è da sé capace di lodarlo grandemente. Così, anche se i cuori di molti uomini non glorificano Dio, viene data gloria a Colui che abita negli eccelsi da tutto il creato e dagli uomini che comprendono questi fatti. Perciò anche noi esclamiamo riconoscenti con gli Angeli: “Gloria a Dio negli eccelsi”, per la grandezza delle sue opere e l’incomparabile amore per noi.
Il dubbio tuttavia riguarda anche il secondo annuncio degli Angeli: “e pace sulla terra”. In quale stato si trova la pace sulla terra, quando quasi la metà del mondo è da una parte in attività e dall’altra in preparazione di guerre. L’annuncio degli Angeli dalle dolci voci “pace sulla terra” è naturalmente innanzitutto una promessa di Dio, che se gli uomini seguiranno la strada indicata loro dal Bimbo che nasce, giungeranno alla pace interiore e alla convivenza pacifica. Ma ahimè, una grande parte di uomini si commuove ed è attratta dai tamburi di guerra e si cruccia all’udire della promessa di una vita di pace.
Non parliamo solo per gli zeloti di scontri bellici con armi, ma principalmente per tutti coloro che trasformano la nobile competizione in conflitto e assalto al prossimo e mirano all’annientamento del rivale. Da questa idea, la guerra appare come una realtà tra i membri di gruppi sociali e schieramenti contrapposti, di ogni tipo, etnici, religiosi, sportivi e quant’altro e l’animo dei loro membri si foggia come amante della guerra , anziché come amante della pace, come dovrebbe. Questo tuttavia non annulla la verità dell’annuncio degli Angeli, perché attraverso la Nascita di Cristo e l’accoglimento dei Suoi insegnamenti, prevarrà veramente la Pace sulla terra. Cristo è venuto portando la pace e se questa non signoreggia nel mondo, responsabili sono gli uomini che non l’hanno accettata e vissuta, e non Dio che l’ha offerta.
Data questa situazione dell’uomo contemporaneo contro Dio e la pace da Lui offerta, non è inverosimile il fatto che sia rara tra gli uomini la benevolenza. La buona disposizione di Dio verso l’uomo è un dato di fatto ed i benefici che ne conseguono, operano anzitutto da un verso per tutti gli uomini e dall’altro sono particolarmente percepibili per coloro che hanno accettato realmente i messaggi angelici che vengono dall’alto. D’altra parte per quelli che li rifiutano e si dedicano allo sfruttamento dell’altro ed alle lotte intestine, le conseguenze sono vissute come crisi di angoscia e tormento, come crisi economica, come crisi sul motivo della nostra esistenza e incertezza esistenziale.

Dunque tutte le cose buone dell’annuncio degli Angeli durante la Nascita del Signore esistono anche oggi e sono vissute in pienezza da coloro che vivono in Gesù Cristo quale Dio-Uomo e Salvatore del mondo. Iniziamo allora da quest’anno a vivere il Natale come piace a Dio, datore di beni, per vivere sulla terra e dentro i nostri cuori, l’incomparabile Pace e la benevolenza piena d’amore di Dio per noi. Facciamoci persone in comunione d’amore con Dio e con il prossimo, trasformandoci da individuo a persona. Togliamo la maschera dell’individuo egoista, separato e tagliato fuori da Dio e dalla Sua Immagine, l’essere umano, il prossimo e adempiamo al nostro destino, che è la somiglianza a Dio, attraverso la nostra reale fede in Lui. Diveniamo anche noi compartecipi dell’annuncio angelico verso la umanità, che terribilmente soffre e non può trovare con i mezzi che di solito usa, la pace e la benevolenza. La sola via di salvezza dalle crisi belliche, economiche, e di ogni natura, è il nostro Signore Gesù Cristo, il quale ci assicura che lui stesso è la Via, la Verità e la Vita. Glorifichiamo dunque con tutto il cuore, colui che è nei cieli e colui che discende tra noi, il Condiscendente Cristo Gesù e dichiariamo assieme agli Angeli che esiste realmente sulla terra e nei nostri cuori la Pace, per riconciliarci con Dio, poiché lo Stesso si è degnato di incarnarsi attraverso la sua Nascita in una mangiatoia.

Viviamo dunque in questo 2012 la gioia della Nascita di Gesù Cristo e l’assaggio di tutte quante le cose buone per l’uomo che proclama il triplice annuncio angelico.
E ciò avvenga.

Popularity: unranked [?]

Sentinelle Mass Media

Posted by marilena marino On novembre - 26 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Roma.Una guida alternativa per i nuovi quartieri intermediali, ospitale ed accogliente, capace di orientare e aprire alla trascendenza. E l’animatore della cultura e della comunicazione, colui che “introduce spazi di dialogo tra reale e virtuale” e sa far guardare oltre. Piu’ che uno specialista, ” è un esperto di umanita’ e un cittadino a pieno titolo del pianeta digitale, dato che fa della logica del dono, della condivisione, dello scambio, il proprio stile relazionale”, ha spiegato mons. Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e sottosegretario della Cei.

Intervenendo alla sessione “in presenza” del corso Anicec che si è svolto a Roma nei giorni scorsi, Pompili ha tracciato l’identikit di quella che sempre piu’ deve diventare una figura di riferimento nell’ambito sociale e culturale. Soprattutto oggi che la rete rappresenta “l’elemento sintetico dell’attuale stagione post-mediale”. L’animatore” non trasmette, ma prima di tutto incontra chi si sente smarrito o vuole conoscere meglio per poter abitare”. si tratta di una persona che sa uscire “dalle mappe uffficiali e dalle mode del momento, con le loro parole chiave che durano meno di una stagione, e dagli entusiasmi tecnologici cosi’ poco inclini alla questione del senso , per esplorarne le potenzialita’ alla luce di una passione e di un interesse per l’umano e di un desiderio di pienezza”. In quest’ottica, ha tenuto a precisare Pompili, il servizio che offre non risponde a un ” dover essere”, ma a un ” non poter fare a meno”, mosso da un desiderio autentico di condividere con altri cio’ che si è conosciuto e compreso”. Del resto, ha ricordato, “l’animatore è tale perchè ha un fuoco dentro, ha qualcosa d’importante da dire e sente il bisogno di testimoniare che è “la verticalita’ che buca la rete e restituisce all’orizzontalita’ il suo significato pieno e umanizzante”.

Secondo il sottosegretario della Cei, ” la vera sfida oggi è quella della trascendenza: essere pienamente dentro, ma affacciati su un altrove; essere nel web ma non del Web”. ” Nella cultura contemporanea, ha rilevato, si pensa che escludere la dimensione del sacro renda l’uomo piu’ libero: in realta’ escludere, negare o relegare nella sfera esclusivamente privata lo spazio del sacro impoverisce l’esperienza umana e la qualita’ della vita di tutti”.

Quella dell’animatore è dunque una vera missione: a lui è richiesto di essere “sentinella” che vigila e aiuta a restare svegli,  e al contempo 2 lievito che tiene in movimento e sa riconoscere e sviluppare le sinergie e i possibili contributi, specie dei giovani”. Questo significa saper cogliere, della logica digitale, la “non separabilita’ dell’imparare e dell’insegnare, entrambe attitudini qualificanti dell’essere umano di ogni eta’, favorendo lo scambio dei ruoli e le alleanze educative tra le generazioni e tra persone con capacita’ diverse”. e inoltre ” promuovere convivialita’, anche intergenerazionale, condivisione e una quotidianita’ che consolida il tessuto relazionale e da’ spessore alla comunicazione”. Occorre ” valorizzare i media tradizionali alla luce dei nuovi” per trasformarli “da qualcosa di dato per scontato, e quindi potente, in un’ occasione per una rigenerata capacita’ relazionale e una nuova intelligenza del mondo e persino della fede”.L’animatore, ha concluso Pompili, è , alla fine, ” il facilitatore di una nuova sintesi umanistica e promotore di un oltre rispetto a cio’ che la tecnica rende immediatamente disponibile: la partecipazione  oltre l’interattivita’, l’incontro oltre la connessione, la riconnessione della complessita’ esistenziale oltre la moltiplicazione degli spazi relazionali, il desiderio di un oltre che la tecnica suggerisce ma che non puo’ dare”.

Popularity: 16% [?]

Donne e uomini al potere

Posted by marilena marino On novembre - 25 - 2011 1 COMMENT

di Marilena Marino

Dopo la stucchevole serie di Elisa di Rivombrosa che siamo state costrette a beccarci  di recente dalle reti mediaset, volenti o nolenti, abbiamo raggiunto il massimo della considerazione riguardo al target maschile di indice di gradimento: ci siamo accorte che il massimo che gli uomini possano scegliere sono quel genere di donne non molto ingombranti fisicamente, abbastanza non belle di volto, quel tanto che basta perchè dalle loro sottili labbra e nasi un po’ aristocratici, per non dire deformati, escano languide parole a volte prive di contenuto, ammantate di innocenti accenni di sapienza, sufficiente per aumentare di molto la coda del pavone maschio che, indisturbato, puo’ quindi guadagnare la sua comoda clientela femminile e garantirsi senza fatica un nutrito stuolo di finte-candide pulzelle al suo seguito.

Davvero interessante la fresca esposizione mediatica di un illustre filosofo italiano che, parafrasando in un recente convegno l’atteggiamento dell’uomo di fronte ad una donna con ” attributi”, ha denunciato anche con fresca ironia l’essere maschile come ” un codardo e problematico individuo”, allorquando, volendo uscire a cena con una donna ,che prima pensava poter essere solo una bella presenza da “adescare”, subito viene preso da terrore e trasforma l’allettante rendez vous gestito alla meglio con rose e acquolina in bocca, in un incubo devastante e un pericolo da disinnescare immediatamente. Cosa è accaduto a quest’uomo che gia’ pregustava la tanto desiderata intimita’ con la fanciulla? E’ accaduto semplicemente che questa donna, oltre ad avere una presenza, ha un cervello, e che cervello!

Adesso incominciano i guai…l’uomo si ritira piano piano e inizia a sentirsi leggermente disturbato, perchè quell’irruzione di bomba e cervello guastano i suoi piani di potere, viene a disturbare il suo io narcisistico e pieno di concetti sbagliati che ha riguardo all’idea di donna. In realta’ questi soggetti si dimostrano essere dei veri maschilisti, ma non solo….viene messo in luce che, forse, soggetti del genere non amano le donne ma, per delle loro profonde problematiche, le odiano, non hanno di loro stima, anzi, si attorniano  del genere femminile proprio perchè in fondo non amano nessuna di esse, ma le sfruttano e vengono prese in giro a loro insaputa: anzi, costituiscono per questi uomini solo un oggetto di profondo dispezzo interiore. Ben vengano allora le fanciulle apparentemente fragili e innocue che, in verita’, come Elisa di Rivombrosa, sembrano innocue, ma celano dietro quella loro parvenza di eterea femminilita’, una trappola di adescamento peggiore delle procaci rappresentanti del genere femminile. Quantunque fossero lo stesso belle , il problema rimane sempre il cervello, perchè per l’uomo che si senta superiore, è difficile scendere alla pari e considerare queste donne alla pari di lui, ameno che, specie rarissima, l’umilta’ di quest’ultimo non sorpassi in stile e intelligenza l’imbarazzante sit commedy che si è venuta a creare. Cosa molto difficile!

Donne e potere, insomma, o uomini e potere. Mi viene in mente il libro di Bruno Vespa, ” L’amore e il potere”.

Questo libro di Bruno Vespa è assai diverso da tutti gli altri: non racconta i retroscena della politica (che pure non mancano), ma i retroscena dell’anima. Con una serie di vicende finora mai rivelate, o dissepolte da un lungo oblio. Quanti sanno che Mussolini era forse bigamo? Che Umberto di Savoia amò la cantante Milly? Che Francesco Cossiga ha ottenuto, dopo sette anni di istruttoria, l’annullamento del suo matrimonio? Veronica Berlusconi per la prima volta parla dopo la famosa lettera alla «Repubblica» in cui chiedeva «pubbliche scuse» al marito. Daniela Fini per la prima volta svela il suo stato d’animo dopo la recentissima separazione. Azzurra Caltagirone per la prima volta traccia un ritratto di Pier Ferdinando Casini, appena sposato.

E ancora di Vespa ” Donne di cuori”

Dall’antica Grecia ai giorni nostri un nuovo appassionante libro sul rapporto amore-potere. La storia (e i retroscena) dei rapporti tra amore e potere dalla mitologia greca e da Roma antica alle cronache del Terzo millennio, da Elena di Troia a Carla Bruni, da Giulio Cesare a Silvio Berlusconi : il libro spazia nei secoli passati e in ogni paese del mondo, e ci mostra che quasi tutti i potenti hanno avuto un enorme interesse per le donne, e che le donne hanno saputo approfittarne in modo talvolta intelligente, spesso spregiudicato (Cleopatra rappresenta, in questo senso, un modello forse insuperabile). Così, pagina dopo pagina, si aprono al lettore scenari inediti: papi rinascimentali che accrescono il loro potere sistemando figli e nipoti, le favorite dei re di Francia più colte e brillanti (oltre che più belle) delle stesse regine, Napoleone vittima delle sue amanti e della sua incredibile ingenuità, Garibaldi scrittore di appassionate lettere d’amore, Cavour che rinuncia al matrimonio per il potere… Ma anche la bulimia sessuale di John F. Kennedy e di Bill Clinton, gli amanti segreti di lady Diana e la sua guerra con Camilla (tradita a sua volta da Carlo), la furia erotica di François Mitterrand e di Carla Bruni, l’andirivieni sentimentale di Cécilia e Nicolas Sarkozy.

Insomma, se ci fosse piu’ sincerita’ e riconoscimento autentico delle capacita’ peculiari di ognuno, piu’ limpidezza e confronto nei rapporti uomo donna, finirebbe questa sanguinosa lotta dei sessi. La parita’ si gioca innanzitutto sull’aprirsi al dialogo vero e sull’autoaccusarsi delle proprie attitudini deficitarie in una discesa umilissima dei propri errori , sulle denunce dei propri sbagli e delle  ipocrisie mascherate efficientemente, per un  rispetto reciproco delle differenze accettate e stimate e per un giusto e reale riconoscimento della donna di qualsiasi ambiente a cui essa appartiente, senza discriminazioni aberranti di classe elitarie, perchè sono queste malsane condizioni che determinano le ingiustizie, sono cioe’ le condizioni” a prescindere da “con cui si realizzano delle scelte, o a favore o contro.” La verita’ vi fara’ liberi!” Il potere è una forma accecante da combattere e da deninciare, sia che le donne lo cerchino sotto mentite spoglie, sia che gli uomini lo esibiscano per trattare queste ultime da “fontane per il loro narcisismo individuale”. Che il potere, come ha detto ultimamente il Papa, diventi servizio e disposizione autentica a decifrare tra i mille volti di donna, quelle che maggiormanete hanno meno voce nella storia e che potrebbero per il loro valore, decidere veramente  e segnare le sorti dell’umanita’. Come la donna per eccellenza, Maria di Nazareth, che , infischiandose del potere, ebbe il coraggio di crescere suo figlio Gesu’ nella vera liberta’ che doveva essere quella , unica, di relaizzare il progetto di Dio sulle terra per tutti gli uomini e non solo per alcuni. L’unico potere che anche Pilato esercitava, assieme a Cesare ed Erode e per il quale Cristo dice” Tu non avresti nessun potere se non ti fosse stato dato dal cielo”, è quello del figlio di Dio il quale ” non considero’ un privilegio, un tesoro geloso, la sua natura divina, ma anzi si anniento’ si spoglio’ e umilio’ se’ stesso,assumendo la condizione di Servo”.

Popularity: 14% [?]

Alzo gli occhi verso i Monti

Posted by marilena marino On novembre - 24 - 2011 ADD COMMENTS

di Nobell.it

Strasburgo, 24 novembre 2011 – Francia, Italia e Germania sono unite a sostegno dell’euro e consapevoli della gravità della situazione: “Siamo tutti e tre determinati a lavorare nello stesso senso, per sostenere l’euro”. Lo ha affermato il presidente francese Nicolas Sarkozy, nella conferenza stampa al termine del vertice di Strasburgo con il presidente del Consiglio Mario Monti e con la cancelliera della Germania Angela Merkel (arrivata in ritardo causa guasto aereo): “Siamo perfettamente coscienti della gravità della situazione – ha specificato Sarkozy -, ma abbiamo piena fiducia nel governo italiano. C’è la nostra volontà, mia e anche di Merkel, di sostenere e aiutare l’Italia” ha continuato il presidente francese. E il cancelliere tedesco ha aggiunto: “Le misure strutturali previste da Monti sono impressionanti. Auguriamo al nuovo presidente del Consiglio pieno successo per un lavoro non semplice e lo sosteniamo”. RISANARE CONVIENE – Il premier italiano, incassata la fiducia dei partner, ha chiarito: “Ho illustrato al presidente Sarkozy e alla cancelliera Merkel il programma in corso di articolazione del Governo che ho l’onore di presiedere e ho insistito sull’interesse dell’Italia, al di là dei vincoli europei, di perseguire in modo rigoroso gli obiettivi di consolidamento della finanza pubblica entro termini serrati, confermando l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013″. Monti non ha risparmiato le promesse: “Come tutti i Paesi Ue intendiamo fare nostro compito a casa. L’alto debito ci impone sforzi particolari e obiettivi ambiziosi. Ma vogliamo anche dare il nostro contributo alla soluzione di problemi comuni”. EUROBOND? NEIN, DANKE – Con quali ricette? Gli eurobond “non sono necessari” ha ribadito Angela Merkel, precisando che “le posizioni della Germania non sono cambiate” ma che la questione oggi “non è essere a favore o contro “E’ pericoloso parlare di eurobond senza parlare di governance e parlare di governance, senza parlare di sanzioni”, è stato più morbido Sarkozy. In ogni caso Francia, Germania e Italia hanno concordano sulla necessità di “rispettare l’indipendenza” della Bce. “Su questa istituzione – ha scandito bene le parole il presidente francese – è essenziale astenersi da giudizi positivi o negativi”. E le debolezze dell’area euro? “Devono essere superate passo dopo passo – ha proclamato la Merkel -. Il mio discorso di ieri non ha cambiato nulla, se facciamo il primo passo per rendere il patto di stabilità più forte questo è un passo ma siamo ancora lontani da avere tutti le stesse idee. Ogni paese ha delle idee per il futuro del patto di stabilità. Gli eurobond o stability bond, comunque si chiamino, cercano di livellare la competitività e questo è un segnale sbagliato. Bisogna invece dire quello che non si deve fare o che si deve continuare a fare, riconquistare la fiducia e arrivare dove eravamo prima della crisi, ai tassi d’interesse pre-crisi, e se tutti lavoriamo in maniera logica verso un processo di convergenza ci si potrà arrivare altrimenti ci si indebolirà tutti”. CONTRASTO FORTE – Permane pertanto, sullo sfondo del ‘mini-summit’, lo scontro tra Francia e Germania sul ruolo della Bce e il ‘no’ sempre più ostinato di Berlino agli eurobond. Ancora stamattina il ministro degli Esteri francese Alain Juppè aveva infatti ribadito: “La Banca centrale europea deve recitare un ruolo essenziale per ristabilire la fiducia”. Concetto respinto in toto dalla Germania, contraria a cambiare il mandato della Bce, che – secondo Berlino – non deve diventare un ‘prestatore di ultima istanza’, sul modello della Federal reserve americana, come si sollecita ormai da settimane in un tentativo di contenere la crisi. Gia sugli Eurobond era scoppiato ieri un evidente caso diplomatico. Il ‘Libro verde’ della commissione europea con tre opzioni per l’introduzione degli Eurobond e l’invito di Barroso a non avere posizioni dogmatiche avevano profondamente irritato Berlino. UNIONE FISCALE – Più aperto Monti: “Dobbiano andare verso una unione fiscale se vogliamo dare una stabilità radicale all’Eurozona e questo richiede regole e meccanismi per una applicazione sicura di quelle regole”. In questo quadro, secondo Monti, “gli eurobond potrebbero dare un contributo significativo”. “E’ stata una discussione molto costruttiva di tre grandi economie della zona euro ed è importante che abbiamo potuto scambiarci le idee e conoscere i piani del nuovo governo italiano e cosa c’è nella sua agenda”, ha concesso la Cancelliera. AGGIORNAMENTO DEI TRATTATI – In ogni caso Francia e Germania ”presenteranno nei prossimi giorni proposte comuni di modifica dei trattati per migliorare la governance della zona euro e perché ci sia più integrazione e convergenza nelle politiche economiche”, anticipa Nicolas Sarkozy. Possibile che si vada più a fondo già nel prossimo vertice trilaterale in programma in Italia: “Sono lieto che il presidente Sarkozy e la cancelliera Merkel abbiano accettato l’invito a venire presto a Roma per proseguire questa discussione fruttuosa”, ha annunciato il presidente del Consiglio, Mario Monti, ma stando ben attento a non urtare la suscettibilità degli altri Paesi membri: “E’ inutile sottolineare – ha aggiunto il premier – che una stretta collaborazione non vuol dire il venir meno dello spirito comunitario. Metteremo questa collaborazione a disposizione di un beneficio più ampio”. Sulle proposte di modifica dei trattati europei “c’è un accordo tra me, Monti e la Merkel – precisa Sarkozy -. Presenteremo i dettagli prima del 9 dicembre. Intanto lavoriamo assieme e ci scambiamo informazioni tutti i giorni”. A proposito della riforma dei trattati e più in particolare della prospettiva di un’unione fiscale europea la Merkel ha precisato che “ci stiamo occupando dei dettagli, ce ne occupiamo a livello politico. Ci sono delle proposte, ma non c’entrano niente con la Bce. Come dice Sarkozy, la Bce è indipendente e quindi la revisione del Trattato Ue non la riguarda”. Messaggio forte e chiaro. Poco apprezzato dai mercati, subito in flessione, rispetto ai pronunciati rialzi della mattin.LO SCENARIO – Un vertice che segna il rientro sulla scena europea dell’Italia, dopo mesi in cui tutte le decisioni più importanti della zona euro sono state prese dall’asse franco-tedescoIn questo contesto di scontro franco-tedesco, Monti è chiamato “ad apportare considerazioni e idee nuove, visto che è la prima volta che incontro Merkel e Sarzkoy” da premier, aveva detto due giorni fa lo stesso presidente del Consiglio. Che, da sostenitore degli eurobond, a condizione che “non siano elusivi della disciplina fiscale”, aveva chiarito: “Sono e continuerò ad essere dell’idea che non debbano esistere dei tabù sugli oggetti delle discussioni”.

Popularity: 12% [?]

Provaci ancora, Liliana!

Posted by marilena marino On novembre - 24 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino
LILIANA Cavani pensa ad un nuovo film su San Francesco. Sara’ il suo terzo film sul poverello d’Assisi. Ad annunciarlo la stessa regista ieri a Terni, nel corso della giornata inaugurale della settima edizione del Festival Popoli e Religioni Umbria International Film Fest, dove ha presentato la versione restaurata di Francesco d’Assisi, il suo film d’esordio come regista (1966). ”La biografia di San Francesco, scritta da Paul Sabatier alla fine del XIX secolo – ha detto la Cavani – mi piacque moltissimo perche’ non era un testo agiografico ma un vero romanzo di formazione. Rimasi stupefatta dall’attualita’ e dalla modernita’ di questa figura, e questo per diversi motivi: primo, perche’ Francesco non e’ un francescano; secondo, perche’ la sua era una rivoluzione generazionale, e per questo sempre attuale. In effetti io immagino il movimento francescano un po’ come quello sessantottino, non a caso il mio film e’ stato percepito nel ’66 come qualcosa di nuovo. Si afferrava che c’era qualcosa di nuovo nell’aria, perche’ c’era in Francesco”. VENTUNO anni dopo, Liliana Cavani e’ tornata a raccontare la storia di Francesco d’Assisi in un secondo film, perche’ ”in quella prima versione non ero riuscita – ha spiegato la regista – a raccontare l’episodio delle stimmate sul quale invece mi concentrai nel secondo film, interpretato da Mickey Rourke”. Per la Cavani, proprio Terni potrebbe essere la location ideale per il nuovo film che, secondo il vescovo della citta’ umbra, monsignor Vincenzo Paglia, ideatore del festival ternano, ”potrebbe rilanciare anche il polo cinematografico umbro, che dopo i successi di La vita e’ bella e delle fiction sta attraversando un momento di stagnazione”.

Sembra quell’episodio del re Davide quando insiste per costruire la casa al Signore dicendo che non poteva permettersi di abitare a corte mentre Dio non aveva un posto stabile dove dimorare. Noi continuiamo a parlare di Dio, a descriverlo, a circoscriverlo, a dipingerlo, cantarlo, musicarlo e rappresentarlo instancabilmente anche al cinema: è l’antica ansia dell’uomo che come S Agostino gridava” O Signore, il mio animo non è tranquillo finchè non riposa in te!” Ed è vero, quanto se è vero ! Anche Assisi  e l’Umbria, terra dei santi, rappresentano  da sempre l’itinerario francescano piu’ famoso al mondo e il mirabile bersaglio di velleita’ artistiche e culturali e ogni volta si scopre una strada, un vicolo, un posto dove Francesco è passato…Liliana Cavani esprime bene il concetto” si afferrava qualcosa nell’aria perchè c’era in Francesco”. E in noi c’è questo qualcosa nell’aria tanto da diventare dei protagonisti della fede come Francesco, talmente giganti da poter far scrivere pagine della nostra vita a qualche regista? Come amanti del vangelo, quante pagine di noi cantano la passione e il canto che il santo di Assisi aveva per Dio? O dobbiamo sempre restare affacciati alla porta della nostra esistenza a guardare la vita degli altri santi perchè in fondo crediamo che noi non potremmo mai essere come un Francesco? Viviamo spesso da spettatori esterni della nostra storia, quasi mai da protagonisti, anche come cristiani, delegando ad altri l’orgoglio di essere santi. Ben venga allora un ennesimo film su s Francesco, ma ricordiamoci di dipingere noi, la propria storia personale di santita’, perchè un giorno il vero regista della nostra  vita, Dio, possa farci mettere a tavola e servirci dicendo ” Venite, benedetti dal padre mio…”

Popularity: 14% [?]

Benedetto & Benettòn

Posted by marilena marino On novembre - 23 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Benettòn ritira pubblicita’-oltraggio sul Papa. santa Sede: ” Provocazione inaccettabile”.

Benettòn ha deciso di ritirare la pubblicita’ con l’immagine del  bacio tra il Papa e l’Imam di al Azhar, nell’ambiente della campagna mondiale Unhate.

” Ribadiamo il senso di questa campagna è esclusivamente combattere la cultura dellìodiop in ogni sua forma- dichiara un portavoce della Benettòn- percio’ siamo dispiaciuti che l’utilizzo dell’immagine del Papa e dell’ Imam abbia cosi’ urtato la sensibilita’ dei fedeli.

a conferma del nostro sentimento abbiamo deciso con effetto immediato di ritirare questa immagine da ogni pubblicazione”,

L a Santa sede ha espresso una decisa protesta per un uso del tutto inaccettabile dell’immagine del santo padre, manipolata e strumentalizzata nel quadro di una campagna pubblicitaria con finalita’ commerciale. Si tratta- ha spiegato il portavoce vaticano. padre Federico Lombardi, di una grave mancanza di rispetto per il papa. di offesa dei sentimenti dei fedeli, di una dimostrazione evidente di come, nell’ambito della pubblicita’ si possano violare le regole fondamentali del rispetto delle persone per attirare l’attenzione per mezzo della provocazione!”.

Tutto questo è assolutamento vero, soprattutto la frase che riguarda ” l’attirare l’attenzione per mezzo della provocazione”, ma ricordiamoci della frase della scrittura nella quale i figli delle tenbre sono piu’ scaltri di quelli della luce! Qui ormai non si tratta semplicwmwnte di denunciare il fatto, che comunque va contrastato, ma di reagire scaltramente ad una notizia infamante e subdola con altrettanta furbizia e intelligenza. Trovare le opprtune tecniche del mondo per salare la gente, nello stesso modo provocatorio che gli strumenti di comunicazione adottano in genere per falsificare la realta’. Tutto, a questo mondo, puo’ essere usato per noi e contro di noi: la battaglia per la verita’ si vince non solo smascherando il falso con l’aperta denuncia, ma adottando anche  la stessa provocazione e tecnica di mezzi per annunciare che c’è un’altra facciata della medaglia che va interpretata nel giusto modo.

Oggigiorno, speculazioni finanziarie di ogni genere, assurde speculazioni e intrallazzi sui capitali, situazioni di guadagno facile alle spalle dei più deboli e la continua sperperazione della ricchezza per cose vane costituiscono sempre, se non un atto di disonestà, certamente un oltraggio alla miseria e alle situazioni di indigenza per le quali molta gente muore letteralmente di fame; e simili condizioni non mancano di apportare fra l’altro estreme situazioni di conflitto. Ma non scoraggiamoci: il potere e ogni forma di abuso in ogni aspetto della vita sociale  vanno  contrastati non solo apertamente ma essendo semplici come colombe e astuti come serpenti! Questo dovrebbe essere per i cristiani uno slogan arguto ed efficace per convivere sempre piu’ con la zizzania, facendoci grano fecondo e intelligente che non viene sradicato subito con l’erba cattiva, ma aspetta pazientemente il raccolto del mietitore, facendo comunque la propria comparsa nel mondo con dignita’. coraggio e zelo evangelico.Una parte dunque da cui non si deve scappare e che bisogna recitare con vigore . Coraggio, perchè la vita è un combattimento!

Popularity: 12% [?]

Assisi. La Tenda del Risorto.

di Marilena Marino La Chiesa di Dio che è in Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, memore del comando del suo [...]

Cinema e religioni a Trento e Cannes (passando per Buddha)

“Viaggi della fede. Viaggi della speranza”: è questo il tema dell’edizione 2010 (la tredicesima) di Religion Today Film Festival, che [...]

Essere straordinari nell’ordinario: la semplice eredità di don Luigi Monza.

1.200 persone hanno assistito alle 3 repliche di “…scrivi: «Amore»” , lo spettacolo ispirato al messaggio del Beato Luigi Monza. [...]

MAGGIO, MESE DELLA MAMMA

da Mariangela Musolino FEDERAZIONE UMBRA MOVIMENTO PER LA VITA comunicato stampa – 6 maggio 2010 MAGGIO, MESE DELLA MAMMA: IL [...]