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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Comunicazione</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>IL MONASTERO IPATIEV</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Asaro Romanoff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Daniela Asaro Romanoff "All'interno la Cattedrale è un gioiello della pittura. Ogni colonna, ogni muro, i soffitti, tutto è coperto di bellissimi affreschi, opera di Guri Nikita e Sila Sarin"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/256677.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6387" style="margin: 10px;" title="256677" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/256677-e1328089975855-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" /></a>di Daniela Asaro Romanoff</p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Kostroma fu fondata nel 1152 d.C., dove si congiungono il Volga e il fiume Kostroma. Il suo fondatore fu il lungimirante Principe Dolgoruky, una figura molto importante durante la transazione politica del potere da Kiev al Principato di Vladimir-Suzdal. Va ricordato che la dominazione mongola sulle popolazioni russe durò per ben due secoli. Kostroma nacque con il compito di rendere più sicura la parte nord-est del Principato.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Dalla foresta circostante vennero a vivere a Kostroma molte famiglie in cerca di una qualità di vita migliore. Quasi sicuramente il nome della città trae le sue origini dalla denominazione di una festa pagana che si celebrava nell&#8217;antichità: &#8216;Kostroma&#8217; per l&#8217;appunto. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">I primi abitanti iniziarono a lavorare il legno, pescare, conciare le pelli. La nuova città è menzionata nelle cronache nel 1213, a causa dei gravi conflitti tra i figli del Principe Vsevolod. Kostroma subirà parecchi danneggiamenti, ma i Tartari la distrussero completamente. Dopo il 1239 il Principe Yaroslav la fece ricostruire. Yaroslav fece edificare nella città la Chiesa dedicata a San Fyodor.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Dal 1246 al 1276, con il buon governo del Principe Vasily, la città divenne florida e potente. In quegli anni furono costruite Chiese e Monasteri, nel 1272 il Principe Vasily vinse una battaglia importante contro i Tartari. Dopo la morte di Vasily, Kostroma ritornò ad essere una città di provincia, poiché non era in una posizione molto favorevole per i commerci, ma aveva il grande ed arduo compito di essere una città difensiva per Mosca, anch&#8217;essa fondata da Dolgoruky.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Un Tartaro, convertitosi alla religione cristiana, fece edificare, nella città di Kostroma, il Monastero Ipatiev. Si iniziò a costruirlo nel 1330. E&#8217; un Monastero che ha una grande rilevanza per la storia della Russia, anche tanti altri Monasteri sono storicamente importanti, perché la vita quotidiana, l&#8217;amministrazione della cosa pubblica hanno sempre tratto motivazioni e idee dalla vita religiosa. </span></p>
<p align="justify"> <span style="font-size: medium;">Nel Monastero Ipatiev il Principe Vasily II si riconciliò con il cugino Vasily Cosoy. In questo luogo di culto, diventato anche un punto di riferimento per la cultura e per l&#8217;insegnamento, furono scoperte delle importanti Cronache relative al XIV secolo, e anche Cronache più antiche.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Tali Cronache vengono denominate Codice Ipatiano e sono una sorgente molto importante di informazioni storiche.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Più volte, nel corso dei secoli, il Codice Ipatiano fu smarrito. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Nel 1617 venne riscoperto in Ucraina e fu ricopiato dai monaci di Kiev nel 1621. Probabilmente il Codice fu compilato alla fine del XIII secolo e comprende notizie preziose risalenti sino al XII secolo. Il Codice scomparve di nuovo e fortunatamente fu ritrovato nel XVIII secolo proprio nel Monastero Ipatiev, a Kostroma, dallo storico russo Nikolay Karamzin. Dal 1810 si decise di custodire tali documenti di inestimabile valore nella Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo. La Biblioteca fu fondata da Caterina II e comprendeva molti libri che la zarina aveva donato, ha un particolare valore la Biblioteca personale di Voltaire. Durante il periodo della dominazione sovietica in Russia, la Biblioteca fu preservata da qualsiasi tentativo di manomissione e distruzione. Nel 1992 la Biblioteca è ritornata ad essere una proprietà della Nazione Russa. Queste utili informazioni si intrecciano alla vita del Monastero, poiché il Monastero Ipatiev, è profondamente legato alla Storia della Santa Russia. Come abbiamo più volte detto in questa rubrica, la Russia è stato uno dei pochissimi Paesi al mondo, in cui, fin dalle sue origini, la società, la vita politica, la religione hanno coesisistito in armonia, per una necessità profonda di autentica spiritualità, più che per convenienza. Durante il periodo dei torbidi, che comprende gli anni che decorrono dalla morte dell&#8217;ultimo zar della dinastia Rurik, Feodor Ivanovich, 1598, fino alla nomina del primo zar della dinastia Romanov, 1613, il Monastero fu occupato dai sostenitori di uno dei tanti impostori dell&#8217;epoca, conosciuto come il Falso Dimitri II. In tale periodo la Russia fu invasa dalle armate Polacco-Lituane e tanti altri impostori, non solo il Falso Dimitri, tentarono di arrivare al potere. In quei torbidi anni va a collocarsi anche la figura di Boris Gudonov.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Boris era il cognato di Feodor Ivanovich. La reggenza, a causa dei problemi di salute di Feodor, e il regno di Boris Gudonov, dopo la morte di Feodor, non furono mai pienamente accettati dall&#8217;Assemblea dei boiari, dei mercanti, dei religiosi. Tale Assemblea, denominata Zemsky Sobor, era una grande Assemblea Nazionale. Nel marzo 1613, per la precisione il 14 marzo, l&#8217;Assemblea annunciò la proclamazione del nuovo zar: Michail Romanov. Nel momento in cui l&#8217;Assemblea lo aveva scelto per il governo della Russia, Michail si trovava con la madre Marta nel Monastero Ipatiev. Essendo Michail giovanissimo, la madre rifiutò la nomina, poiché riteneva il figlio diciassettenne troppo inesperto per un tale incarico. I Boiari confermarono la loro scelta, opponendo al rifiuto la loro convinzione: il perpetrarsi delle ricusazioni avrebbe portato la Russia alla distruzione e l&#8217;intera famiglia di Michail sarebbe stata responsabile dinanzi a Dio per il rifiuto dell&#8217;incarico.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Va ricordato che durante il periodo dei torbidi, a causa di improvvise mutazioni climatiche, dovute all&#8217;eruzione di un vulcano in Perù, la popolazione della Russia fu decimata. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Michail e la madre acconsentirono. A causa dell&#8217;estrema povertà in cui si trovava il Paese, Michail attese per parecchie settimane, presso il Monastero Troitsa, affinché fosse trovato a Mosca un ambiente che potesse accogliere lui e la sua famiglia. Proclamato zar dall &#8216;Assemblea popolare il 24 marzo 1613, Michail fu incoronato il 22 luglio dello stesso anno nella Cattedrale della Santa Dormizione a Mosca. E&#8217; molto importante dire che nella Cattedrale, il giorno dell&#8217;incoronazione, c&#8217;era il popolo russo. Michail indossava un abito rosso porpora. La corona, simbolo di servizio nei confronti del popolo, fu messa sul suo capo dal Metropolita Ephraim. Nelle sue mani lo scettro e il globo. Michail si raccolse in preghiera all&#8217;altare e parlò con la gente dei gravi problemi che affliggevano il Paese. Fu unto dal Metropolita e accettò il Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo. Ephraim gli ricordò i suoi doveri: proteggere il Paese e la Chiesa Ortodossa. Michail lesse una preghiera per il popolo russo e una per lui e la sua famiglia. Bisogna riflettere su queste parole che spesso vengono adoperate dagli storici:”Finì la cerimonia ed iniziò il suo regno.” </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Questa frase ci comunica tutta la semplicità e l&#8217;autenticità della cerimonia di incoronazione, ed è il programma della famiglia Romanov: pochi eventi di palazzo e molto lavoro, a servizio del Paese. I palazzi e i fasti che parzialmente in seguito circondarono i Romanov sono in gran parte diplomatici, un adeguamento alle corti europee che li definivano &#8216;selvaggi e boscaioli&#8217;. Pietro I, che fece costruire tanti magnifici palazzi e fondò la città di San Pietroburgo, andò in Olanda ad apprendere il mestiere di carpentiere e spesso lavorò come tale, assieme a tutti gli altri operai. Tanti Santi troviamo nella famiglia Romanov, alcuni di essi sono stati riconosciuti anche dalla Chiesa cattolica. Alessandro I, a cui va il merito di aver fermato la furia napoleonica, trascorse gli ultimi anni della sua vita come pellegrino errante.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Il primo zar Romanov fu benedetto dalla madre Marta con l&#8217;Icona della &#8217;Nostra Signora di San Teodoro&#8217;. Il vero nome di Marta era Ksenija Ivanovna Sestova. Venne costretta a cambiare il suo nome durante il periodo dei torbidi. Boris Gudonov voleva reprimere tutti i Romanov, Marta fu anche costretta a prendere il velo. Il padre di Michail era figlio del boiaro Nikita Romanovic Zacharyn-Juriev, a sua volta figlio di Roman Jurievic, capostipite dei Romanov. Feodor Nikitic, come la moglie Ksenija, fu costretto da Boris Gudonov a ritirarsi in Convento. Feodor prese il nome di Filarete ed entrò nel Monastero Antoniev. Filarete fu oltraggiato ed insultato. Nel 1605, il Falso Dimitri I rovesciò i Gudonov e nominò Filarete Metropolita di Rostov. Il Falso Dimitri II lo proclamò Patriarca di tutta la Russia. Dal 1610 al 1618 fu prigioniero del Re polacco Sigismondo Vasa. Venne liberato il 13 febbraio 1619, in seguito alla pace di Deulino. Il 2 giugno 1619 divenne Patriarca canonicamente intronizzato. Dal 1619 al 1633, anno della sua morte, fu il migliore consigliere del figlio, diventato zar. Tutte queste notizie ci fanno capire come l&#8217;inizio del governo Romanov fosse caratterizzato dall&#8217;unità di popolo, Chiesa, governanti.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Il Monastero Ipatiev rappresenta questa unità.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Finora abbiamo preso in considerazione il Monastero dal punto di vista storico e politico, in questo contesto il termine &#8216;politico&#8217; ha il suo significato più alto: grande spirito di servizio dei governanti nei confronti della gente.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Ora analizziamo il Monastero dal punto di vista architettonico e artistico. Il luogo sacro ha una magnifica entrata principale sulla riva del fiume. Gli ambienti privati dove erano vissuti i primi Romanov, furono fatti restaurare da Alessandro II. Il Monastero Ipatiev fu preservato dagli usurpatori bolscevichi e, negli anni novanta, le autorità russe, come fecero con gli altri Monasteri, lo riconsegnarono alle autorità della Chiesa Ortodossa. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Le cinque cupole dorate della Cattedrale della Santissima Trinità impreziosiscono il Complesso monastico. La Cattedrale era stata originariamente costruita in pietra, con il contributo di Gudonov. Verso la metà del XVII secolo la Cattedrale fu distrutta da un&#8217;esplosione dovuta alla polvere da sparo. La Chiesa fu ricostruita nel 1652. All&#8217;esterno si possono osservare alcuni particolari architettonici e decorativi notevoli: il maestoso porticato principale, le decorazioni in cotto delle finestre, le arcate cieche lungo le pareti.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Una piccola Chiesa fu distrutta durante la dominazione sovietica, ci sono dei progetti per ricostruirla e consacrarla ai Santi Martiri della famiglia Romanov.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Già nel 1958, all&#8217;interno del Monastero Ipatiev, fu creato un Museo  a cielo aperto davvero unico, riguardante la tipica architettura russa in legno. Il Museo esiste tuttora in un&#8217;area adiacente al Monastero. E&#8217; stato ulteriormente arricchito di preziosi reperti, è un museo-simbolo dell&#8217;identità russa.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">All&#8217;interno la Cattedrale è un gioiello della pittura. Ogni colonna, ogni muro, i soffitti, tutto è coperto di bellissimi affreschi, opera di Guri Nikita e Sila Sarin. Gli affreschi sono eseguiti nella più alta tradizione dell&#8217;antica arte russa. Uniscono lo spirito epico con una profonda interpretazione dei racconti biblici.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Sui muri troviamo un&#8217;iscrizione dei maestri che decorarono gli interni:</span></p>
<p align="justify">“ <span style="font-size: medium;">Abbiamo eseguito questi affreschi per il godimento spirituale di tutti i popoli e di tutti i tempi.”</span></p>
<p align="justify">  <span style="font-size: medium;">Daniela Asaro Romanoff </span></p>
<p align="justify">
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		<title>Festa della Luce</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 06:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Di Palermo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Festa della Luce, Candelora e  della Purificazione di Maria:"Gerusalemme,rivestiti di luce, perché viene la tua luce del Signore brilla sopra di te" (Is 60,1).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/luce-diariop.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6376" style="margin: 10px;" title="luce diariop" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/luce-diariop-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il <a title="2 febbraio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2_febbraio">2 febbraio</a> la <a title="Chiesa cattolica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica">Chiesa cattolica</a> celebra la <a title="Presentazione al Tempio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Presentazione_al_Tempio">presentazione al Tempio</a> di <a title="Gesù" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9">Gesù</a> <a href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Lc+2%2C22-39&amp;formato_rif=vp" rel="nofollow">Lc 2,22-39</a>, popolarmente chiamata <a title="Festa (liturgia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_(liturgia)">festa</a> della <strong>Candelora</strong>, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo &#8220;luce per illuminare le genti&#8221;, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al <a title="Tempio di Gerusalemme" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tempio_di_Gerusalemme">Tempio di Gerusalemme</a>, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.</p>
<p>La festa è anche detta della <strong>Purificazione di Maria</strong>, perché, secondo l&#8217;usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di <a title="40 (numero)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/40_(numero)#Religione">40</a> giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il <a title="2 febbraio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2_febbraio">2 febbraio</a> cade appunto 40 giorni dopo il <a title="25 dicembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/25_dicembre">25 dicembre</a>, giorno della <a title="Nascita di Gesù" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_di_Ges%C3%B9">nascita di Gesù</a>.</p>
<p>Anticamente questa festa veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l&#8217;<a title="Epifania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Epifania">Epifania</a>), e la prima testimonianza al riguardo ci è data da <a title="Egeria (pellegrina)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Egeria_(pellegrina)">Egeria</a> nel suo <em><a title="Itinerarium Egeriae" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Itinerarium_Egeriae">Itinerarium Egeriae</a></em> (cap. 26). La denominazione di &#8220;Candelora&#8221; data popolarmente alla festa deriva dalla somiglianza del rito del Lucernare, di cui parla <a title="Egeria (pellegrina)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Egeria_(pellegrina)">Egeria</a>: &#8220;Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima&#8221; (Itinerarium 24, 4), con le antiche fiaccolate rituali che si facevano nei <a title="Lupercalia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lupercalia">Lupercali</a> (antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio). Ma la somiglianza più significativa tra le due festività si ha nell&#8217;idea della purificazione: nell&#8217;una relativa all&#8217;usanza ebraica:</p>
<table cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>«</strong> Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L&#8217;ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione <strong>»</strong>   <small>(<a title="Levitico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Levitico">Levitico</a> <a href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Levitico12%2C2-4&amp;formato_rif=vp" rel="nofollow">12,2-4</a>)</small></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>nell&#8217;altra riguardo alla <a title="Lupercalia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lupercalia">februatio</a> (cfr. <a title="Ovidio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ovidio">Ovidio</a>, I Fasti 2, 19-24, 31-32ss [Gli antenati romani dissero Februe le espiazioni: e ancora molti indizi confermano tal senso della parola. I pontefici chiedono al re e al flamine le lane che nella lingua degli antichi erano dette februe. Gli ingredienti purificatori, il farro tostato e i granelli di sale, che il littore prende nelle case prestabilite, si dicono anch'essi februe. (...) Da ciò il nome del mese, perché i Luperci con strisce di cuoio percorrono tutta la città, e ciò considerano rito di purificazione...]). Durante il suo episcopato (tra il 492 e il 496 d.C.), Papa Gelasio I ottenne dal <a title="Senato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Senato">Senato</a> l&#8217;abolizione dei <a title="Lupercalia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lupercalia">Lupercali</a> ai quali fu sostituita nella devozione popolare la festa appunto della Candelora. Nel VI secolo la ricorrenza fu anticipata da <a title="Giustiniano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giustiniano">Giustiniano</a> al 2 febbraio, data in cui si festeggia ancora oggi.</p>
<h2>La Candelora è celebrata anche nella tradizione <a title="Paganesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paganesimo">pagana</a> e <a title="Neopaganesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neopaganesimo">neopagana</a>, ed alcuni studiosi rilevano come si tratti di una festività introdotta appunto in sostituzione di una preesistente. Chiamata <a title="Imbolc" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Imbolc">Imbolc</a> nella tradizione celtica, segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera ovvero tra il momento di massimo buio e freddo e quello di risveglio della luce.</h2>
<p>Candelora prima della Chiesa.</p>
<p>Nel mondo romano la Dea Februa (<a title="Giunone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giunone">Giunone</a>) veniva celebrata alle <a title="Calende" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calende">calende</a> di febbraio (nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna. Il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) ed era chiamato “calende”, da cui deriva il nome “calendario”).<sup id="cite_ref-2" title="^ Nelida Caffarello, Dizionario archeologico di antichità classiche, Olschki, 1971"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Candelora#cite_note-2">[3]</a></sup><br />
Nel neopaganesimo Imbolc è uno degli otto <a title="Sabba" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabba">sabba</a> principali ed è legato alla purificazione ed ai riti propiziatori per la fertilità della terra.</p>
<p>Una festa della luce, dunque. «Quella “luce nuova” che si è accesa nella notte di Natale, oggi incomincia a risplendere sul mondo, come suggerisce l’immagine della stella di cui si  rivendica il carattere storico: fu «un segno celeste che attirò l’attenzione dei Magi e li guidò nel loro viaggio verso la Giudea».</p>
<p>Ritornando alla tradizione cristiana:</p>
<p>Tutto il periodo del Natale e dell’Epifania è caratterizzato dal tema della luce, legato anche al fatto che, nell’emisfero nord, dopo il solstizio d’inverno il giorno riprende ad allungarsi rispetto alla notte. Questo ha permesso a molti popoli appena cristianizzati di comprendere meglio i misteri del tempo di Natale – non a caso un tema caro a un grande studioso di religioni comparate onorato il 6 gennaio con la nomina a cardinale, il professore belga Julien Ries. Ma in realtà, «al di là della loro posizione geografica, per tutti i popoli vale la parola di Cristo: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Gesù è il sole apparso all’orizzonte dell’umanità per illuminare l’esistenza personale di ognuno di noi e per guidarci tutti insieme verso la meta del nostro pellegrinaggio, verso la terra della libertà e della pace, in cui vivremo per sempre in piena comunione con Dio e tra di noi».</p>
<p>Sempre in tema di luce, dalle parole del profeta Isaia:, la glor«Alzati, [Gerusalemme,] rivestiti di luce, perché viene la tua luceia del Signore brilla sopra di te» (Is 60,1). Si trova anzitutto qui il vero «contenuto della festa»: «è venuto nel mondo Colui che è la vera Luce, Colui che rende gli uomini luce».</p>
<p><a name="SL_IS.60.1"></a>[1] <a name="3" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/P3.HTM"></a>Alzati, <a name="4" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/Z0.HTM"></a>rivestiti di <a name="6" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce, perché viene la tua <a name="B" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce,<br />
la <a name="D" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria del <a name="F" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore <a name="G" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/EN.HTM"></a>brilla sopra di te.</p>
<p><a name="SL_IS.60.2"></a>[2] Poiché, ecco, le <a name="O" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IF.HTM"></a>tenebre <a name="P" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/LE.HTM"></a>ricoprono la <a name="R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/25.HTM"></a>terra,<br />
<a name="S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/IX.HTM"></a>nebbia <a name="T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/X9.HTM"></a>fitta <a name="U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/74.HTM"></a>avvolge le <a name="W" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AA.HTM"></a>nazioni;<br />
ma su di te <a name="11" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/6D.HTM"></a>risplende il <a name="13" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore,<br />
la sua <a name="16" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria <a name="17" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/5Y.HTM"></a>appare su di te.</p>
<p><a name="SL_IS.60.3"></a>[3] <a name="1C" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/71.HTM"></a>Cammineranno i <a name="1E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8E.HTM"></a>popoli alla tua <a name="1H" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce,<br />
i <a name="1J" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/U.HTM"></a>re allo <a name="1L" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/SQ.HTM"></a>splendore del tuo <a name="1O" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/3M.HTM"></a>sorgere.</p>
<p><a name="SL_IS.60.4"></a>[4] <a name="1Q" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/EH.HTM"></a>Alza gli <a name="1S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4R.HTM"></a>occhi <a name="1T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/A1.HTM"></a>intorno e <a name="1V" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/OM.HTM"></a>guarda:<br />
tutti costoro si sono <a name="20" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/7A.HTM"></a>radunati, vengono a te.<br />
I tuoi <a name="26" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1D.HTM"></a>figli vengono da <a name="29" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CF.HTM"></a>lontano,<br />
le tue <a name="2C" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B8.HTM"></a>figlie sono <a name="2E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/EQ.HTM"></a>portate in <a name="2G" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/N6.HTM"></a>braccio.</p>
<p><a name="SL_IS.60.5"></a>[5] A quella <a name="2K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/LP.HTM"></a>vista sarai <a name="2M" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/N9.HTM"></a>raggiante,<br />
<a name="2N"></a>palpiterà e si <a name="2Q"></a>dilaterà il tuo <a name="2T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/48.HTM"></a>cuore,<br />
perché le <a name="2W" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/O9.HTM"></a>ricchezze del <a name="2Y" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7X.HTM"></a>mare si <a name="30"></a>riverseranno su di te,<br />
verranno a te i <a name="38" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/I0.HTM"></a>beni dei <a name="3A" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8E.HTM"></a>popoli.</p>
<p><a name="SL_IS.60.6"></a>[6] Uno <a name="3D" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B/40.HTM"></a>stuolo di <a name="3F" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/2J.HTM"></a>cammelli ti <a name="3H"></a>invaderà,<br />
<a name="3I" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D/HT.HTM"></a>dromedari di <a name="3K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/6A.HTM"></a>Madian e di <a name="3N" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/5N.HTM"></a>Efa,<br />
tutti verranno da <a name="3R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/DF.HTM"></a>Saba, <a name="3S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/K0.HTM"></a>portando <a name="3T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5Y.HTM"></a>oro e <a name="3V" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IA.HTM"></a>incenso<br />
e <a name="3X" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/UG.HTM"></a>proclamando le <a name="3Z" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/J.HTM"></a>glorie del <a name="41" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore.</p>
<p><a name="SL_IS.60.7"></a>[7] Tutti i <a name="45" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/RO.HTM"></a>greggi di <a name="47" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/F2.HTM"></a>Kedàr si <a name="49" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/B6.HTM"></a>raduneranno da te,<br />
i <a name="4D" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/PR.HTM"></a>montoni dei <a name="4F" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/JD.HTM"></a>Nabatei saranno a tuo <a name="4J" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CW.HTM"></a>servizio,<br />
<a name="4K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/BG.HTM"></a>saliranno come <a name="4M" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B7.HTM"></a>offerta <a name="4N" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/MA.HTM"></a>gradita sul mio <a name="4Q" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7A.HTM"></a>altare;<br />
<a name="4R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/T5.HTM"></a>renderò <a name="4S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/3Z.HTM"></a>splendido il <a name="4U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4J.HTM"></a>tempio della mia <a name="4X" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria.</p>
<p><a name="SL_IS.60.8"></a>[8] Chi sono quelle che <a name="53" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/M0.HTM"></a>volano come <a name="55" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/RM.HTM"></a>nubi<br />
e come <a name="58" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/EW.HTM"></a>colombe verso le loro <a name="5C"></a>colombaie?</p>
<p><a name="SL_IS.60.9"></a>[9] Sono <a name="5F" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/CR.HTM"></a>navi che si <a name="5I" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/NF.HTM"></a>radunano per me,<br />
le <a name="5M" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/CR.HTM"></a>navi di <a name="5O" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/9W.HTM"></a>Tarsis in prima <a name="5R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/QI.HTM"></a>fila,<br />
per <a name="5T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/PF.HTM"></a>portare i tuoi <a name="5W" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1D.HTM"></a>figli da <a name="5Y" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CF.HTM"></a>lontano,<br />
con <a name="60" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8G.HTM"></a>argento e <a name="62" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5Y.HTM"></a>oro,<br />
per il <a name="65" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4C.HTM"></a>nome del <a name="67" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore tuo <a name="69" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/L.HTM"></a>Dio,<br />
per il <a name="6C" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/83.HTM"></a>Santo di <a name="6E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1L.HTM"></a>Israele che ti <a name="6H" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/RA.HTM"></a>onora.</p>
<p><a name="SL_IS.60.10"></a>[10] <a name="6J" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/K6.HTM"></a>Stranieri <a name="6K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/6V.HTM"></a>ricostruiranno le tue <a name="6N" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/EC.HTM"></a>mura,<br />
i loro <a name="6Q" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/U.HTM"></a>re saranno al tuo <a name="6U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CW.HTM"></a>servizio,<br />
perché nella mia <a name="6Y" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8V.HTM"></a>ira ti ho <a name="71" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/9I.HTM"></a>colpito,<br />
ma nella mia <a name="75" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/TO.HTM"></a>benevolenza ho avuto <a name="78" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/EI.HTM"></a>pietà di te.</p>
<p><a name="SL_IS.60.11"></a>[<a name="7B" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2V.HTM"></a>11] Le tue <a name="7E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D2.HTM"></a>porte saranno sempre <a name="7H" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/8N.HTM"></a>aperte,<br />
non si <a name="7K" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/6B.HTM"></a>chiuderanno né di <a name="7N" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2J.HTM"></a>giorno né di <a name="7Q" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8K.HTM"></a>notte,<br />
per <a name="7S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/VA.HTM"></a>lasciar <a name="7T" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/RF.HTM"></a>introdurre da te le <a name="7X" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/O9.HTM"></a>ricchezze dei <a name="7Z" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8E.HTM"></a>popoli<br />
e i loro <a name="83" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/U.HTM"></a>re che faranno da <a name="87" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/OH.HTM"></a>guida.</p>
<p><a name="SL_IS.60.12"></a>[12] Perché il <a name="8B" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1M.HTM"></a>popolo e il <a name="8E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6W.HTM"></a>regno<br />
che non vorranno <a name="8I" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B/DO.HTM"></a>servirti <a name="8J" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/MU.HTM"></a>periranno<br />
e le <a name="8M" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AA.HTM"></a>nazioni saranno tutte <a name="8P" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/A3.HTM"></a>sterminate.</p>
<p><a name="SL_IS.60.13"></a>[13] La <a name="8S" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria del <a name="8U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/SH.HTM"></a>Libano verrà a te,<br />
<a name="8Y" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/6A.HTM"></a>cipressi, <a name="8Z" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/C/DA.HTM"></a>olmi e <a name="91" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/E/MP.HTM"></a>abeti <a name="92" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/73.HTM"></a>insieme,<br />
per <a name="94"></a>abbellire il <a name="96" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6C.HTM"></a>luogo del mio <a name="99" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B3.HTM"></a>santuario,<br />
per <a name="9B" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/VF.HTM"></a>glorificare il <a name="9D" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6C.HTM"></a>luogo <a name="9E" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5Q.HTM"></a>dove <a name="9F"></a>poggio i miei <a name="9I" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8M.HTM"></a>piedi.</p>
<p><a name="SL_IS.60.14"></a>[14] Verranno a te in <a name="9O" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/41.HTM"></a>atteggiamento <a name="9P" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/9L.HTM"></a>umile<br />
i <a name="9R" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1D.HTM"></a>figli dei tuoi <a name="9U" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/UK.HTM"></a>oppressori;<br />
ti si <a name="9X" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/3Z.HTM"></a>getteranno <a name="9Y"></a>proni alle <a name="A0" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/ZV.HTM"></a>piante dei <a name="A2" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8M.HTM"></a>piedi<br />
quanti ti <a name="A5" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D/K3.HTM"></a>disprezzavano.<br />
Ti <a name="A7" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/VI.HTM"></a>chiameranno <a name="A8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/28.HTM"></a>Città del <a name="AA" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore,<br />
<a name="AB" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/DX.HTM"></a>Sion del <a name="AD" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/83.HTM"></a>Santo di <a name="AF" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1L.HTM"></a>Israele.</p>
<p><a name="SL_IS.60.15"></a>[15] <a name="AH" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4O.HTM"></a>Dopo <a name="AI" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6D.HTM"></a>essere stata <a name="AK"></a>derelitta,<br />
<a name="AL" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/C/DS.HTM"></a>odiata, senza che alcuno <a name="AP" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/MT.HTM"></a>passasse da te,<br />
io farò di te l&#8217;<a name="AX" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/74.HTM"></a>orgoglio dei <a name="AZ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/I1.HTM"></a>secoli,<br />
la <a name="B1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9I.HTM"></a>gioia di tutte le <a name="B5" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/ZI.HTM"></a>generazioni.</p>
<p><a name="SL_IS.60.16"></a>[16] Tu <a name="B8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/T4.HTM"></a>succhierai il <a name="BA" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/ZH.HTM"></a>latte dei <a name="BC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8E.HTM"></a>popoli,<br />
<a name="BD" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/T4.HTM"></a>succhierai le <a name="BF" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/O9.HTM"></a>ricchezze dei <a name="BH" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/U.HTM"></a>re.<br />
<a name="BI" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/YW.HTM"></a>Saprai che io sono il <a name="BN" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore tuo <a name="BP" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/5A.HTM"></a>salvatore<br />
e tuo <a name="BS" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/B2.HTM"></a>redentore, io il <a name="BV" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/FH.HTM"></a>Forte di <a name="BX" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7Q.HTM"></a>Giacobbe.</p>
<p><a name="SL_IS.60.17"></a>[17] Farò venire <a name="C1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5Y.HTM"></a>oro anziché <a name="C3" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/KI.HTM"></a>bronzo,<br />
farò venire <a name="C6" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8G.HTM"></a>argento anziché <a name="C8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/KQ.HTM"></a>ferro,<br />
<a name="C9" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/KI.HTM"></a>bronzo anziché <a name="CB" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/HN.HTM"></a>legno,<br />
<a name="CC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/KQ.HTM"></a>ferro anziché <a name="CE" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/ET.HTM"></a>pietre.<br />
<a name="CF" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/97.HTM"></a>Costituirò tuo <a name="CH" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/D7.HTM"></a>sovrano la <a name="CJ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8O.HTM"></a>pace,<br />
tuo <a name="CL" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/6.HTM"></a>governatore la <a name="CN" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6O.HTM"></a>giustizia.</p>
<p><a name="SL_IS.60.18"></a>[18] Non si <a name="CR" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/QA.HTM"></a>sentirà più <a name="CT" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D5.HTM"></a>parlare di <a name="CV" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5/UP.HTM"></a>prepotenza nel tuo <a name="CY" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/29.HTM"></a>paese,<br />
di <a name="D0" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/52.HTM"></a>devastazione e di <a name="D3" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/LS.HTM"></a>distruzione <a name="D4" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/EB.HTM"></a>entro i tuoi <a name="D7" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/P0.HTM"></a>confini.<br />
Tu <a name="D9" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/N5.HTM"></a>chiamerai <a name="DA" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/CM.HTM"></a>salvezza le tue <a name="DD" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/EC.HTM"></a>mura<br />
e <a name="DF" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria le tue <a name="DI" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D2.HTM"></a>porte.</p>
<p><a name="SL_IS.60.19"></a>[19] Il <a name="DL" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D1.HTM"></a>sole non sarà più la tua <a name="DR" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce di <a name="DT" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2J.HTM"></a>giorno,<br />
né ti <a name="DW" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/U.HTM"></a>illuminerà più<br />
il <a name="DZ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/8/CO.HTM"></a>chiarore della <a name="E1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/1R.HTM"></a>luna.<br />
Ma il <a name="E4" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore sarà per te <a name="E8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce <a name="E9" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IR.HTM"></a>eterna,<br />
il tuo <a name="EC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/L.HTM"></a>Dio sarà il tuo <a name="EG" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/SQ.HTM"></a>splendore.</p>
<p><a name="SL_IS.60.20"></a>[20] Il tuo <a name="EK" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D1.HTM"></a>sole non <a name="EM" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/A/YB.HTM"></a>tramonterà più<br />
né la tua <a name="ER" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/1R.HTM"></a>luna si <a name="ET" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/D/LT.HTM"></a>dileguerà,<br />
perché il <a name="EW" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore sarà per te <a name="F0" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/AR.HTM"></a>luce <a name="F1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IR.HTM"></a>eterna;<br />
saranno <a name="F3" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6/1L.HTM"></a>finiti i <a name="F5" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4L.HTM"></a>giorni del tuo <a name="F8" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/M4.HTM"></a>lutto.</p>
<p><a name="SL_IS.60.21"></a>[21] Il tuo <a name="FC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1M.HTM"></a>popolo sarà tutto di <a name="FG" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/IB.HTM"></a>giusti,<br />
per sempre avranno in <a name="FL" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/DQ.HTM"></a>possesso la <a name="FN" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/25.HTM"></a>terra,<br />
<a name="FO" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/2/MD.HTM"></a>germogli delle <a name="FQ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/DU.HTM"></a>piantagioni del <a name="FS" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore,<br />
<a name="FT" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/DG.HTM"></a>lavoro delle sue <a name="FW" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/57.HTM"></a>mani per <a name="FY" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/3/5T.HTM"></a>mostrare la sua <a name="G1" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/6U.HTM"></a>gloria.</p>
<p><a name="SL_IS.60.22"></a>[22] Il <a name="G4" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/QY.HTM"></a>piccolo <a name="G5" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1/1X.HTM"></a>diventerà un <a name="G7" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/9/KN.HTM"></a>migliaio,<br />
il <a name="G9" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/7/US.HTM"></a>minimo un <a name="GB" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/4/V1.HTM"></a>immenso <a name="GC" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/1M.HTM"></a>popolo;<br />
io sono il <a name="GG" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B.HTM"></a>Signore:<br />
a suo <a name="GJ" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/5A.HTM"></a>tempo, farò ciò <a name="GM" href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0001/B/7O.HTM"></a>speditamente.</p>
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		<title>Una Porta verso l&#8217;Infinito</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 06:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ "Il cristianesimo dalle origini con la musica, poesia, pittura e scultura, che esprimono e comunicano la bellezza del Vangelo”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/775E405E7A5D5852.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6217" style="margin: 10px;" title="775E405E7A5D5852" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/775E405E7A5D5852-e1326644016773-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a></p>
<h1>SULLA VIA DELLA BELLEZZA: PROSEGUE IL</h1>
<h1>PROGETTO &#8220;UNA PORTA VERSO L&#8217;INFINITO&#8221;</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Monsignor Fisichella: &#8220;&#8216;L&#8217;arte è espressione e rappresentazione del Vangelo&#8221;</strong></p>
<div id="article">
<p>CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 13 gennaio 2012– Prosegue il percorso tracciato da <em>Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte</em>, il progetto promosso dall’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, che vuole essere una riflessione sull’arte come strumento di trasmissione della fede.</p>
<p>Domani mattina questa “Porta” si riaprirà nuovamente per condurci <em>Sulla via della bellezza</em>, come suggerisce il titolo della conferenza che si svolgerà alle 10.30 nella Sala Rossa del Palazzo Apostolico Lateranense.</p>
<p>«Il convegno intende approfondire le ragioni teologiche e culturali che animano il progetto – spiega a Zenit, don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni sociali e direttore del progetto -. Grazie alle diverse prospettive che i relatori ci offriranno, rifletteremo sul rilancio della nuova evangelizzazione nella città di Roma, mettendo a fuoco principalmente l’arte e la comunicazione».</p>
<p>In questa <em>via della bellezza</em>, infatti, incontreremo tre illustri protagonisti: monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione; l’architetto Paolo Portoghesi, docente della Sapienza Università di Roma e Marco Tarquinio, direttore di <em>Avvenire</em>.</p>
<p>Accogliendo l’invito formulato da Benedetto XVI al convegno diocesano dello scorso giugno a percorrere la strada dell’arte per avvicinare alla fede, i relatori si confronteranno sul tema dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo, attraverso tre differenti prospettive &#8211; quella teologica, artistica e della comunicazione &#8211; mediante la <em>via della bellezza,</em> “che conduce a Colui che è, secondo  Sant’Agostino, la Bellezza tanto antica e sempre nuova”.</p>
<p>Il linguaggio dell’arte, dunque, vissuto come una traccia da perseguire per arrivare alla strada privilegiata che porta direttamente a Dio e alle meraviglie del Creato, diventando, di conseguenza, strumento per la Nuova Evangelizzazione.</p>
<p>Proprio di questo Zenit ha parlato con monsignor Fisichella che ha dichiarato alla nostra agenzia come la via della bellezza sia “una via maestra”.</p>
<p>“Il cristianesimo dalle origini – spiega il presule – ha avuto con l’arte un rapporto privilegiato, poiché essa, nel susseguirsi di venti secoli di storia, attraverso capolavori di musica, poesia, pittura e scultura, non ha fatto altro che esprimere e comunicare la bellezza del Vangelo”.</p>
<p>Per tanto tempo, però, prosegue monsignor Fisichella, “la teologia ha comunicato solo con la filosofia”, e questo “se da una parte è stato positivo perché ne ha approfondito i contenuti”, dall’altra “ha impoverito la presentazione del Vangelo a mera scienza”.</p>
<p>“Credo, perciò, che sia importante non dimenticare che nel dialogo tra il teologo e il filosofo sia necessaria la presenza dell’artista – sottolinea il vescovo – perché il Vangelo non può essere solo ascoltato, il Vangelo è una persona, che va vista!”.</p>
<p>La rappresentazione del Vangelo è quindi “rappresentazione di Cristo stesso, del mistero di salvezza che supera la morte per esprimere l’amore e la vita”. Il teologo e il filosofo, aggiunge il presule, “devono riconoscere che il linguaggio usato dall’arte è un linguaggio più immediato, che va molto più al di là, nella comunicazione, di quanto possano fare la filosofia e la teologia”.</p>
<p>In conclusione, recuperare la via della bellezza, secondo monsignor Fisichella, vuol dire “recuperare, da un punto di vista teologico, il percorso della contemplazione”.</p>
<p>La bellezza, infatti, “per sua stessa natura, rapisce in essa e ci fa fermare, come il mistero che la fede presenta, che va contemplato e vissuto. In un periodo come il nostro, dove sembra che la bellezza venga meno, riproporla è una ‘provocazione’ necessaria su cui bisogna soffermarsi e riflettere”.</p>
<p>Il convegno di domani è il primo della serie di incontri promossi nell’ambito del progetto <em>Una porta verso l’Infinito</em> per l’anno 2012. L’iniziativa, che ha preso il via il 22 dicembre 2011 con il concerto su musiche di Mendelesshon e Schumann, nella Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, e ha visto la partecipazione del Coro del Teatro dell’Opera di Roma, prevede, inoltre, per questo nuovo anno, un calendario ricco di eventi relativi alla musica, al teatro, al cinema e alle arti figurative.</p>
<p><em>Per maggiori informazioni circa il programma e le date degli eventi, consultare il sito </em><a href="http://www.ucs.it/">www.ucs.it</a> <em>alla voce </em>Una porta verso l’infinito<em>.</em></p>
</div>
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		<title>Giornata Comunicazioni Sociali</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati“Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti – scrive il Papa riferendosi all’attuale sistema dei media – il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è importante da tutto ciò che è inutile o accessorio”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/giornara-delle-comunicazioni-sul-tema-del-silenzio.html/images-150" rel="attachment wp-att-6311"><img class="alignright size-full wp-image-6311" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/images1.jpg" alt="" width="294" height="172" /></a>di Moreno Migliorati</p>
<p>“I motori di ricerca e le reti sociali sono il punto di partenza della comunicazione per molte persone che cercano consigli, suggerimenti, informazioni, risposte”. Anzi, la Rete stessa “sta diventando sempre di più il luogo delle domande e delle risposte”, al punto che spesso “l’uomo contemporaneo è bombardato da risposte a quesiti che non si è mai posto e a bisogni che non avverte”. È quanto afferma <strong>Benedetto XVI</strong> nel messaggio per la <strong>46ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali</strong>, che si svolgerà il 20 maggio sul tema: <strong>“Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione”</strong>.<br />
“Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti – scrive il Papa riferendosi all’attuale sistema dei media – il <strong>silenzio</strong> diventa essenziale per discernere ciò che è importante da tutto ciò che è inutile o accessorio”. “Una profonda riflessione – spiega, infatti, il Santo Padre – ci aiuta a scoprire la relazione esistente tra avvenimenti che a prima vista sembrano slegati tra loro, a valutare, ad analizzare i messaggi: e ciò fa sì che si possano condividere opinioni ponderate e pertinenti, dando vita a un’autentica conoscenza condivisa”. Per questo “è necessario creare un ambiente propizio”, a partire dalla consapevolezza che “gran parte della dinamica attuale della comunicazione è orientata da domande alla ricerca di risposte”. Di qui l’“interesse” del Papa per il <strong>mondo della Rete</strong>, e per le “le varie forme di siti, applicazioni e reti sociali che possono aiutare l’uomo di oggi a vivere momenti di riflessione e di autentica domanda, ma anche a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio”. “Nella <strong>essenzialità di brevi messaggi</strong>, spesso non più lunghi di un versetto biblico – la tesi del Papa – si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità”.<br />
Il messaggio è stato diffuso oggi in quanto ricorre la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/01/24/giornata-delle-comunicazioni-sociali-a-tema-il-silenzio-e-la-parola/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Un grande profeta è sorto per noi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 06:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno B 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino"  Vive nel regno di Dio chi, nella libertà dell’amore, si sottomette all’azione potente del suo Spirito che “è Signore e dà la vita”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/images-8.jpeg"><img class="alignleft  wp-image-6306" style="margin: 10px;" title="images (8)" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/images-8-e1327244826887.jpeg" alt="" width="418" height="204" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="95%" border="0" cellpadding="2" align="center">
<tbody>
<tr>
<td bgcolor="#990000" width="20"><center><span style="color: #ffcc66;"><strong><br />
&gt;</strong></span></center></td>
<td bgcolor="#FFCC66" width="782"><strong>Prima lettura</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"><span><a href="http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Dt%2018,15-20">Dt 18,15-20</a><br />
Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="80%" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="17"><img src="http://www.lachiesa.it/images/fiammella.gif" alt="" width="17" height="25" align="bottom" /></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="500"><span><span>Dal libro del Deuterònomio</span></span>Mosè parlò al popolo dicendo:<br />
«Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.<br />
Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”.<br />
Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”».Parola di Dio</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"><a name="salmo"></a></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#990000" width="20"><center><span style="color: #ffcc66;"><strong>&gt;</strong></span></center></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="782"><strong>Salmo responsoriale</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"><span><a href="http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Sal%2094">Sal 94</a></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="400" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="17"><img src="http://www.lachiesa.it/images/fiammella.gif" alt="" width="17" height="25" align="bottom" /></td>
<td bgcolor="#FFCC66" width="500"><span><strong>Ascoltate oggi la voce del Signore.</strong></span><span>Venite, cantiamo al Signore,<br />
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.<br />
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,<br />
a lui acclamiamo con canti di gioia.</span>Entrate: prostràti, adoriamo,<br />
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.<br />
È lui il nostro Dio<br />
e noi il popolo del suo pascolo,<br />
il gregge che egli conduce.Se ascoltaste oggi la sua voce!<br />
«Non indurite il cuore come a Merìba,<br />
come nel giorno di Massa nel deserto,<br />
dove mi tentarono i vostri padri:<br />
mi misero alla prova<br />
pur avendo visto le mie opere».</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"><a name="secondalettura"></a></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#990000" width="20"><center><span style="color: #ffcc66;"><strong>&gt;</strong></span></center></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="782"><strong>Seconda lettura</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"><span><a href="http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=1Cor%207,32-35">1Cor 7,32-35</a><br />
La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="80%" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="17"><img src="http://www.lachiesa.it/images/fiammella.gif" alt="" width="17" height="25" align="bottom" /></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="500"><span><span>Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi</span></span>Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!<br />
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.<br />
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.Parola di Dio</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="80%" border="2" cellspacing="0" cellpadding="5">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><span><strong>Canto al Vangelo </strong>(Mt 4, 16)<br />
Alleluia, alleluia.<br />
Il popolo che abitava nelle tenebre<br />
vide una grande luce,<br />
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte<br />
una luce è sorta.<br />
Alleluia.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"><a name="vangelo"></a></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#990000" width="20"><center><span style="color: #ffcc66;"><strong>&gt;</strong></span></center></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="782"><strong>Vangelo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"><span><a href="http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Mc%201,21-28">Mc 1,21-28</a><br />
Insegnava loro come uno che ha autorità.</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="80%" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="17"><img src="http://www.lachiesa.it/images/fiammella.gif" alt="" width="17" height="25" align="bottom" /></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="500"><span style="font-size: x-small;"><strong>+ </strong></span><span><span>Dal Vangelo secondo Marco</span></span>In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.<br />
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.<br />
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».<br />
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.Parola del Signore</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ne ho bisogno come il pane</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 19:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino "«Il mondo ha bisogno della pace come e più del pane. Al mondo globalizzato serve "pace e convivenza", atteggiamenti a cui i giovani sono aperti"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/benedetto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5981" style="margin: 10px;" title="benedetto" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/benedetto-e1325533357778-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" /></a>di Marilena Marino</p>
<h2>Per Benedetto XVI la «realtà sociale»  spinge ad «agire in modo intollerante e violento».<br />
«Il mondo ha bisogno della pace come e più del pane». Gli auguri all&#8217;Italia e a Napolitano</h2>
<div></div>
<div>CITTA&#8217; DEL VATICANO</div>
<p>Al mondo globalizzato serve «pace e convivenza», atteggiamenti a cui i giovani sono aperti, ma che possono essere distorti da una «realtà sociale» che spinga a «agire in modo intollerante e violento». Perciò il Papa chiede una «solida educazione della coscienza» che metta «al riparo» da atteggiamenti negativi«.  Il Papa lo ha detto detto nella messa per il primo dell’anno, in cui la Chiesa celebra la Giornata mondiale della pace, giunta alla 45.ma edizione. Papa Ratzinger ha intitolato il messaggio per la giornata mondiale di quest’anno , e che quest’anno papa Ratzinger ha intitolato «Educare i giovani alla giustizia e alla pace». Il Papa ha anche rivolto «Un deferente augurio al Signor Presidente della Repubblica Italiana, mentre all’intero popolo italiano formulo ogni miglior auspicio di pace e di prosperità per l’anno appena iniziato». Lo ha detto a proposito dei «messaggi augurali» ricevuti in questi giorni. Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, aveva scritto a Benedetto XVI esprimendo apprezzamento per il suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace: «Condivido innanzitutto l’invito, con cui si apre il Suo messaggio, a guardare il 2012 con un atteggiamento fiducioso, pur essendo ben comprensibile ’il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l’economià. E non c’è dubbio che dai giovani venga l’aspirazione a poter rivolgersi ’con speranza fondatà verso il futuro».</p>
<p>Benedetto XVI, nella messa celebrata in San Pietro con cardinali e vescovi e alla quale sono presenti diversi ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, ha osservato che «I ragazzi e le ragazze di oggi crescono in un mondo che è diventato, per così dire, più piccolo, dove i contatti tra le differenti culture e tradizioni, anche se non sempre diretti, sono costanti. Per loro, oggi più che mai, &#8211; rileva Benedetto XVI &#8211; è indispensabile imparare il valore e il metodo della convivenza pacifica, del rispetto reciproco, del dialogo e della comprensione. I giovani sono per loro natura aperti a questi atteggiamenti, ma proprio la realtà sociale in cui crescono può portarli a pensare e ad agire in modo opposto, persino intollerante e violento. Solo una solida educazione della loro coscienza può metterli al riparo da questi rischi e renderli capaci di lottare sempre e soltanto contando sulla forza della verità e del bene».</p>
<p>«Di fronte alle ombre che oggi oscurano l’orizzonte del mondo, assumersi la responsabilità di educare i giovani alla conoscenza della verità, ai valori fondamentali dell’esistenza, alle virtù intellettuali, teologali e morali, significa guardare al futuro con speranza», ha detto ancora il Papa nell’omelia della messa per la 45.ma Giornata mondiale della pace. Per la messa del primo dell’anno, in cui la Chiesa celebra la festa di Maria madre di Dio, concelebrano con il Papa il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato; il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; mons. Giovanni Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato; mons. Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati; mons. Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e mons. Pier Luigi Celata, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.</p>
<p>Il Papa ha dedicato una ampia parte della sua omelia al senso di questa maternità. «Il mistero della sua divina maternità, che oggi celebriamo, &#8211; ha spiegato Benedetto XVI &#8211; contiene in misura sovrabbondante quel dono di grazia che ogni maternità umana porta con sè, tanto che la fecondità del grembo è sempre stata associata alla benedizione di Dio. La Madre di Dio è la prima benedetta ed è Colei che porta la benedizione; è la donna che ha accolto Gesù in sè e lo ha dato alla luce per tutta la famiglia umana».</p>
<p>«La pace &#8211; ha detto il Papa &#8211; nel suo senso più pieno e più alto, è la somma e la sintesi di tutte le benedizioni».  Davanti agli ambasciatori presenti nella basilica, il Papa ha riaffermato il il «profondo desiderio di pace» della Chiesa e ha rinnovato «l’impegno della Santa Sede per la promozione della pace nel mondo».</p>
<p>Dalla finestra del suo studio su piazza San Pietro, davanti a una folla di persone, molte delle quali sventolano i palloncini blu della Marcia per la pace organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio, il Papa ha recitato l&#8217;Angelus.  Il Papa prega «per i responsabili delle Nazioni», perchè «rinnovino la disponibilità e l’impegno ad accogliere e favorire questo insopprimibile anelito dell’umanità» alla pace. Durante l’Angelus Benedetto XVI ha riassunto alcuni punti sul tema della educazione alla pace, trattato anche nell’omelia della messa che ha celebrato questa mattina nella basilica di San Pietro.  L’educazione dei giovani, ha detto, non può dimenticare la «dimensione morale e spirituale». Se i ragazzi «guardano con apprensione al futuro», il Papa ricorda loro la «pazienza e la costanza di ricercare la giustizia e la pace e coltivare ciò che è retto e vero». La pace «non è mai un bene raggiunto pienamente, ma una meta a cui tutti dobbiamo aspirare e per la quale dobbiamo operare».</p>
<p>La Giornata mondiale della pace, voluta da Paolo VI nel 1968, ègiunta alla 45.ma edizione. Il messaggio papale per la Giornata è intolato «Educare i giovani alla giustizia e alla pace», ed è stato pubblicato dal Vaticano alla metà di dicembre. Benedetto XVI ha anche pregato perchè «nonostante le difficoltà che rendono arduo il cammino questa profonda aspirazione (alla pace, ndr) si traduca in gesti concreti di riconciliazione, di giustizia e di pace».  Sono confluite in piazza San Pietro per l’Angelus papale almeno diecimila persone.</p>
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		<title>Colori del sacro a Padova</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati "Cos’è la voce del vento, il ritmo del respiro, il sollievo del soffio, la chiamata dello Spirito e, nella sua valenza più simbolica, la forza dell’ispirazione, la dolcezza della musica, la potenza della parola, del Verbo"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/i-colori-del-sacro-a-padova.html/index-2" rel="attachment wp-att-6282"><img class="alignright size-full wp-image-6282" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/index1.jpg" alt="" width="269" height="188" /></a>di Moreno Migliorati</p>
<p>Conto alla rovescia per la sesta edizione della Rassegna internazionale di illustrazione <a href="http://www.icoloridelsacro.org/" target="_blank"><strong>I colori del sacro. Aria</strong></a>, che verrà inaugurata domani 20 gennaio alle ore 11, con un programma  in cui l’aria sarà appunto la protagonista. All’inaugurazione interverrà con il suo “respiro musicale” il trombettista <strong><a href="http://www.paolofresu.it/" target="_blank">Paolo Fresu</a> </strong>che sarà una presenza costante per tutto il periodo dell’esposizione grazie alla sua musica presente in mostra che accompagnerà piccoli e grandi ad entrare in contatto con l’elemento aria così fondamentale ma invisibile, impalpabile, difficile da immaginare. È a questo elemento che “I colori del sacro”, Rassegna Internazionale di illustrazione, dedica la sua sesta edizione, a dipanare un progetto che, biennio dopo biennio, ha preso in esame tutte le declinazioni degli elementi che danno e assicurano la vita.</p>
<p><em>«Abbiamo voluto </em>– annuncia il Direttore del museo Diocesano di Padova <strong><em>Andrea Nante</em></strong> –<em>raccontare con i colori cos’è la voce del vento, il ritmo del respiro, il sollievo del soffio, la chiamata dello Spirito e, nella sua valenza più simbolica, la forza dell’ispirazione, la dolcezza della musica, la potenza della parola, del Verbo, nel tentativo di portare alla luce attraverso l’arte quel sacro che accomuna anche chi non crede</em>». L’invito è stato raccolto da <strong>un centinaio di illustratori di mezzo mondo</strong>, cristiani, musulmani, ebrei, seguaci di culti orientali o indifferenti, firme famose e celebrate del mondo dell’illustrazione ma anche nuove, freschissime voci. La selezione, basata sulla qualità dell’opera e non certo sul credo dell’autore, ha consentito di individuare le espressioni di <strong>90 artisti dei cinque continenti</strong>. Queste tavole originali saranno esposte <strong>dal 20 gennaio al 3 giugno 2012 </strong>nella mostra allestita sotto le medievali volte delle Gallerie del Palazzo Vescovile di Padova, Palazzo che ospita, al Piano Nobile, accanto alla magnifica Sala dei Vescovi, i tesori d’arte del Museo Diocesano.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/01/19/i-colori-del-sacro-al-via-a-padova-ledizione-dedicata-allaria/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Tolentino Film Fest</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 18:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“I make a movie at the same way in which I live a dream”.  “Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno" FEDERICO FELLINI
                                    
               ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Giugno, nasce il Tolentino International Film Festival</h1>
<div>
<div></div>
<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/TOLENTINO-logo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6269" title="TOLENTINO-logo" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/TOLENTINO-logo-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a>La città marchigiana di Tolentino farà da palcoscenico alla <strong>prima edizione del Tolentino International Film Festival</strong>, un concorso cinematografico internazionale organizzato dalla produzione e distribuzione cinematografica Whiterose Pictures in collaborazione con il circuito Giometti Cinema.</p>
<p>Il Festival si propone come<strong><em> luogo per l’incontro e il confronto di nuove tendenze cinematografiche, la diffusione di un linguaggio nuovo ed innovativo, e la valorizzazione in particolar modo di autori emergenti</em></strong>del panorama italiano ed internazionale.</p>
<p>&#8220;Con questo Festival vogliamo creare una vetrina cinematografica volta a valorizzare e mettere in luce le migliori opere cinematografiche del panorama italiano ed internazionale&#8221;, dichiara il direttore artistico Lorenzo Lombardi. &#8220;Rendere visibili il talento e la qualità di giovani autori, e non solo”.</p>
<p>La prima edizione del Tolentino International Film Festival si svolgerà <strong>venerdì 8 e sabato 9 giugno 2012,</strong> serata clou, durante la quale avrà luogo la cerimonia di premiazione e verranno proiettate le opere vincitrici del Concorso. Teatro dell’evento sarà il Multiplex Giometti Cinema di Tolentino, la prima multisala “Sony Digital Cinema 4K” di tutta Italia.</p>
<p>Il Festival si articolerà in due sezioni competitive principali: <strong>Tolentino Feature Films</strong> (competizione lungometraggi e documentari di ogni nazionalità), e <strong>Tolentino Short Films</strong> (competizione cortometraggi di ogni nazionalità). Tra i premi, una menzione speciale “Mario Mattoli”, in onore del grande regista italiano, originario proprio della città di Tolentino.</p>
<p>Per ulteriori info: <a href="http://www.tolentinointernationalfilmfestival.it/" target="_blank">www.tolentinointernationalfilmfestival.it</a></p>
</div>
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		<title>Passa la scena di questo mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 13:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino"Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone.."
22 Gennaio 2011( II Domenica Tempo Ordinario)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=HyCJvTGE_S8">http://www.youtube.com/watch?v=HyCJvTGE_S8</a></p>
<table width="95%" border="0" cellpadding="2" align="center">
<tbody>
<tr>
<td bgcolor="#990000" width="20"><center></center><center></center><center><span style="color: #ffcc66;"><strong><br />
&gt;</strong></span></center></td>
<td bgcolor="#FFCC66" width="782"><strong>Prima lettura</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"><span><a href="http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Gn%203,1-5.10">Gn 3,1-5.10</a><br />
I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="80%" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="17"><img src="http://www.lachiesa.it/images/fiammella.gif" alt="" width="17" height="25" align="bottom" /></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="500"><span><span>Dal libro del profeta Giona</span></span>Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.<br />
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».<br />
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.<br />
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.Parola di Dio</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"><a name="salmo"></a></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#990000" width="20"><center><span style="color: #ffcc66;"><strong>&gt;</strong></span></center></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="782"><strong>Salmo responsoriale</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"><span><a href="http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Sal%2024">Sal 24</a></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="400" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="17"><img src="http://www.lachiesa.it/images/fiammella.gif" alt="" width="17" height="25" align="bottom" /></td>
<td bgcolor="#FFCC66" width="500"><span><strong>Fammi conoscere, Signore, le tue vie.</strong></span><span>Fammi conoscere, Signore, le tue vie,<br />
insegnami i tuoi sentieri.<br />
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,<br />
perché sei tu il Dio della mia salvezza.</span>Ricòrdati, Signore, della tua misericordia<br />
e del tuo amore, che è da sempre.<br />
Ricòrdati di me nella tua misericordia,<br />
per la tua bontà, Signore.Buono e retto è il Signore,<br />
indica ai peccatori la via giusta;<br />
guida i poveri secondo giustizia,<br />
insegna ai poveri la sua via.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"><a name="secondalettura"></a></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#990000" width="20"><center><span style="color: #ffcc66;"><strong>&gt;</strong></span></center></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="782"><strong>Seconda lettura</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"><span><a href="http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=1Cor%207,29-31">1Cor 7,29-31</a><br />
Passa la figura di questo mondo.</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="80%" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="17"><img src="http://www.lachiesa.it/images/fiammella.gif" alt="" width="17" height="25" align="bottom" /></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="500"><span><span>Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi</span></span>Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!Parola di Dio</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="80%" border="2" cellspacing="0" cellpadding="5">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><span><strong>Canto al Vangelo </strong>(Mc 1, 15)<br />
Alleluia, alleluia.<br />
Il regno di Dio è vicino;<br />
convertitevi e credete nel Vangelo.<br />
Alleluia.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"><a name="vangelo"></a></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#990000" width="20"><center><span style="color: #ffcc66;"><strong>&gt;</strong></span></center></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="782"><strong>Vangelo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"><span><a href="http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Mc%201,14-20">Mc 1,14-20</a><br />
Convertitevi e credete al Vangelo.</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td valign="top" width="782">
<table width="80%" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="17"><img src="http://www.lachiesa.it/images/fiammella.gif" alt="" width="17" height="25" align="bottom" /></td>
<td valign="top" bgcolor="#FFCC66" width="500"><span style="font-size: x-small;"><strong>+ </strong></span><span><span>Dal Vangelo secondo Marco</span></span>Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».<br />
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.<br />
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.Parola del Signore</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="20"><a name="preghiera"></a></td>
<td valign="top" width="782"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/vivva_la_liberta_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6036" title="vivva_la_liberta_2" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/vivva_la_liberta_2-e1325864131805-300x144.jpg" alt="" width="300" height="144" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La passione di Artemisia</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 06:05:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino " Donna di Passione,  figura di donna e pittrice, il  fascino enigmatico di una  vita che stimolo' molto gli studi sul femminismo". Questo e molto di piu' era Artemisia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/mzl.dcravvjw.1024x1024-65.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6193" style="margin: 10px;" title="mzl.dcravvjw.1024x1024-65" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/mzl.dcravvjw.1024x1024-65-e1326482469659-300x140.jpg" alt="" width="300" height="140" /></a>di Marilena Marino</p>
<p><strong>Artemisia Lomi Gentileschi</strong> (<a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>, <a title="8 luglio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/8_luglio">8 luglio</a> <a title="1593" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1593">1593</a> – <a title="Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a>, <a title="1653" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1653">1653</a>) è stata una <a title="Pittore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pittore">pittrice</a> <a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia">italiana</a> di <a title="Caravaggisti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caravaggisti">scuola caravaggesca</a>.</p>
<div>
<div><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Self-portrait_as_the_Allegory_of_Painting_by_Artemisia_Gentileschi.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e5/Self-portrait_as_the_Allegory_of_Painting_by_Artemisia_Gentileschi.jpg/200px-Self-portrait_as_the_Allegory_of_Painting_by_Artemisia_Gentileschi.jpg" alt="" width="200" height="266" /><em></em></a><em><a title="Autoritratto come allegoria della Pittura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autoritratto_come_allegoria_della_Pittura">Autoritratto come allegoria della Pittura</a></em>, 1638-39, <a title="Royal Collection" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Royal_Collection">Royal Collection</a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Self-portrait_as_the_Allegory_of_Painting_by_Artemisia_Gentileschi.jpg">,</a><a title="Windsor" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windsor">Windsor</a></p>
<div>
<div><a title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Self-portrait_as_the_Allegory_of_Painting_by_Artemisia_Gentileschi.jpg"><img src="http://bits.wikimedia.org/skins-1.18/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p><em><a title="Autoritratto come allegoria della Pittura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autoritratto_come_allegoria_della_Pittura">Autoritratto come allegoria della Pittura</a></em>, 1638-39, <a title="Royal Collection" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Royal_Collection">Royal Collection</a>,<a title="Windsor" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windsor">Windsor</a></p>
</div>
</div>
</div>
<p>Vissuta durante la prima metà del <a title="XVII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo">XVII secolo</a>, riprese dal padre <a title="Orazio Gentileschi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orazio_Gentileschi">Orazio</a> il limpido rigore disegnativo, innestandovi una forte accentuazione drammatica ripresa dalle opere del <a title="Caravaggio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caravaggio">Caravaggio</a>, caricata di effetti teatrali; <a title="Stilema" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stilema">stilema</a>che contribuì alla diffusione del <a title="Caravaggismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caravaggismo">caravaggismo</a> a <a title="Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a>, città in cui si era trasferita dal <a title="1630" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1630">1630</a>.</p>
<h2><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Susanna_and_the_Elders_(1610),_Artemisia_Gentileschi.jpg"><br />
<img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/04/Susanna_and_the_Elders_%281610%29%2C_Artemisia_Gentileschi.jpg/200px-Susanna_and_the_Elders_%281610%29%2C_Artemisia_Gentileschi.jpg" alt="" width="200" height="282" /></a></h2>
<div>
<div>
<div>
<div><a title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Susanna_and_the_Elders_(1610),_Artemisia_Gentileschi.jpg"><img src="http://bits.wikimedia.org/skins-1.18/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p><em><a title="Susanna e i vecchioni (Artemisia Gentileschi Pommersfelden)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Susanna_e_i_vecchioni_(Artemisia_Gentileschi_Pommersfelden)">Susanna e i vecchioni</a></em>, 1610, collezione <a title="Schönborn" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sch%C3%B6nborn">Schönborn</a>,<a title="Pommersfelden" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pommersfelden">Pommersfelden</a></p>
</div>
</div>
</div>
<p>Nacque a <a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a> l&#8217;<a title="8 luglio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/8_luglio">8 luglio</a> <a title="1593" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1593">1593</a>, primogenita del pittore toscano <a title="Orazio Gentileschi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orazio_Gentileschi">Orazio Gentileschi</a>, esponente di primo piano del caravaggismo romano, e di Prudenzia Montone, che morì prematuramente<sup id="cite_ref-inizi_0-0" title="^ a b c d Tiziana Agnati, Artemisia, Dossier Art n° 172, Giunti, 2001, p.7"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-inizi-0">[1]</a></sup>. Presso la bottega paterna, assieme ai fratelli, ma dimostrando rispetto ad essi maggiore talento, Artemisia ebbe il suo apprendistato artistico, imparando il disegno, il modo di impastare i colori e di dar lucentezza ai dipinti, (come sappiamo dalla testimonianza di un apprendista di Orazio, Niccolò Bedino, che al <a title="Processo ad Agostino Tassi per lo stupro di Artemisia Gentileschi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Processo_ad_Agostino_Tassi_per_lo_stupro_di_Artemisia_Gentileschi">processo per lo stupro di Artemisia</a> testimoniò che la ragazza aveva dimostrato queste abilità già nel <a title="1609" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1609">1609</a>, pur non dipingendo ancora, ma limitandosi a disegnare bozze per la <a title="Sala del Concistoro (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sala_del_Concistoro&amp;action=edit&amp;redlink=1">Sala del Concistoro</a> nel <a title="Palazzo del Quirinale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_del_Quirinale">Palazzo del Quirinale</a>). Dal processo emerse anche che i primi esercizi di pittura della giovane ebbero per soggetto l&#8217;amica Tuzia e il figlio<sup id="cite_ref-inizi_0-1" title="^ a b c d Tiziana Agnati, Artemisia, Dossier Art n° 172, Giunti, 2001, p.7"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-inizi-0">[1]</a></sup>. Tuzia, vicina di casa dei Gentileschi, aveva cominciato la loro frequentazione agli inizi del <a title="1611" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1611">1611</a>; il pittore un giorno l&#8217;aveva trovata in casa propria a intrattenere la figlia e, compiaciuto di questa compagnia femminile, l&#8217;aveva invitata con la sua famiglia ad abitare insieme, al secondo piano della sua casa in via della Croce<sup id="cite_ref-1" title="^ Artemisia, a cura di Roberto Contini e Gianni Papi, con un saggio di Luciano Berti, Roma, Leonardo de Luca, 1991, p. 18."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-1">[2]</a></sup>. Da quel momento Tuzia divenne inquilina di Gentileschi e compagna di Artemisia.<sup id="cite_ref-2" title="^ Artemisia Gentileschi: Lettere precedute da Atti processo per stupro, a cura di Eva Menzio, Abscondita nella collana &quot;Carte d'Artisti&quot; n° 55, Milano, 2004, pp.25-26"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-2">[3]</a></sup>.</p>
<p>Artemisia mostrò quindi ben presto un talento precoce, che venne nutrito dallo stimolante ambiente romano<sup id="cite_ref-inizi_0-2" title="^ a b c d Tiziana Agnati, Artemisia, Dossier Art n° 172, Giunti, 2001, p.7"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-inizi-0">[1]</a></sup> e dal fermento artistico che gravitava intorno alla sua casa, frequentata assiduamente da altri pittori, amici e colleghi del padre<sup id="cite_ref-3" title="^ Mary D. Garrard, Artemisia Gentileschi: The Image of the Female Hero in Italian Baroque Art, Princeton, 1989, p.14"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-3">[4]</a></sup> (Artemisia fu battezzata da un altro pittore, Pietro Rinaldi, e così i suoi fratelli da altre personalità artistiche di spicco del tempo). A Roma vi era una concentrazione di relazioni tra artisti: Artemisia crebbe in un quartiere popolato da pittori e artigiani e il suo ambiente naturale era legato all’arte: tra la fine del <a title="XVI secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">Cinquecento</a> e l’inizio del <a title="XVII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo">Seicento</a> <a title="Caravaggio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caravaggio">Caravaggio</a> lavorava nella <a title="Basilica di Santa Maria del Popolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Maria_del_Popolo">Basilica di Santa Maria del Popolo</a> e nella <a title="Chiesa di San Luigi dei Francesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Luigi_dei_Francesi">Chiesa di San Luigi dei Francesi</a>, <a title="Guido Reni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Reni">Guido Reni</a> e <a title="Domenichino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Domenichino">Domenichino</a> gestivano il cantiere a S.Gregorio Magno, i <a title="Carracci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carracci">Carracci</a> terminavano gli affreschi della <a title="Palazzo Farnese (Roma)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Farnese_(Roma)">Galleria Farnese</a><sup id="cite_ref-4" title="^ Mary D. Garrard, Artemisia Gentileschi: The Image of the Female Hero in Italian Baroque Art, Princeton, 1989, p.14"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-4">[5]</a></sup>. Poiché lo stile del padre, in quegli anni, si riferiva esplicitamente all&#8217;arte del <a title="Michelangelo Merisi da Caravaggio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michelangelo_Merisi_da_Caravaggio">Caravaggio</a> (con cui Orazio ebbe rapporti di familiarità), anche gli esordi artistici di Artemisia si collocano, per molti versi, sulla scia del pittore lombardo<sup id="cite_ref-5" title="^ Vedasi Patrizia Cavazzini, Artemisia nella casa paterna in Judith W. Mann e K. Christiansen, op. cit. in bibliografia"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-5">[6]</a></sup>. Probabilmente Artemisia conobbe personalmente Caravaggio, che usava prendere in prestito strumenti dalla bottega di Orazio (tanto che Orazio fu coinvolto nelle accuse di diffamazione fatte a Caravaggio dal pittore Giovanni Baglione)<sup id="cite_ref-formazione_6-0" title="^ a b Tiziana Agnati, Artemisia, Dossier Art n° 172, Giunti, 2001, p.12"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-formazione-6">[7]</a></sup>.<br />
L&#8217;influenza del Merisi venne mitigata dall&#8217;altrettanto forte influenza del padre: l&#8217;apprendistato presso Orazio rappresentò per Artemisia, pittrice donna, l&#8217;unico modo per esercitare l&#8217;arte, essendole precluse le scuole di formazione<sup id="cite_ref-formazione_6-1" title="^ a b Tiziana Agnati, Artemisia, Dossier Art n° 172, Giunti, 2001, p.12"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-formazione-6">[7]</a></sup>: alle donne veniva negato l&#8217;accesso alla sfera del lavoro e la possibilità di crearsi un proprio ruolo sociale. Una donna non poteva realizzarsi puramente come lavoratrice, ma doveva perlomeno sostenersi col proprio status familiare; il lavoro femminile non era riconosciuto alla luce del sole, ma si realizzava perlopiù &#8220;clandestinamente&#8221;, come dimostrano i registri delle tasse e i censimenti<sup id="cite_ref-7" title="^ Giulia Calvi, Barocco al femminile, Roma, 1992, pp. VII-XXVII."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-7">[8]</a></sup>.</p>
<p>La prima opera attribuita alla diciassettenne Artemisia (sia pur sospettando aiuti da parte del padre, determinato a far conoscere le sue precoci doti artistiche) è la <em><a title="Susanna e i vecchioni (Artemisia Gentileschi Pommersfelden)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Susanna_e_i_vecchioni_(Artemisia_Gentileschi_Pommersfelden)">Susanna e i vecchioni</a></em> (<a title="1610" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1610">1610</a>), oggi nella collezione Schönborn a <a title="Pommersfelden" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pommersfelden">Pommersfelden</a>. La tela lascia intravedere come, sotto la guida paterna, Artemisia, oltre ad assimilare il realismo del Caravaggio, non sia indifferente al linguaggio della <a title="Scuola bolognese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_bolognese">scuola bolognese</a>, che aveva preso le mosse da <a title="Annibale Carracci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Annibale_Carracci">Annibale Carracci</a>.</p>
<p>La lettera indirizzata alla granduchessa di Toscana <a title="Cristina di Lorena" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristina_di_Lorena">Cristina di Lorena</a> da Orazio il <a title="6 luglio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/6_luglio">6 luglio</a> <a title="1612" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1612">1612</a> è una prova dell&#8217;impegno che il pittore impiegò per promuovere l&#8217;attività della figlia<sup id="cite_ref-8" title="^ Artemisia, a cura di Roberto Contini e Gianni Papi, con un saggio di Luciano Berti, Roma, Leonardo de Luca, 1991, p. 13."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-8">[9]</a></sup>; nella lettera Artemisia è descritta con parole di elogio: Orazio afferma che in tre anni ella aveva raggiunto una competenza equiparabile a quella di artisti maturi<sup id="cite_ref-9" title="^ Artemisia Gentileschi. La pittura della passione, (a cura di) Tiziana Agnati e Francesca Torres, Edizioni Selene, Milano, 2008"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-9">[10]</a></sup><sup id="cite_ref-10" title="^ R. Ward Bissell, Artemisia Gentileschi and the Authority of Art: Critical Reading and Catalogue Raisonne, Pennsyilvania State University Press, 1999, p.1."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-10">[11]</a></sup>:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>«</strong> questa femina, come è piaciuto a Dio, havendola drizzata nelle professione della pittura in tre anni si è talmente appraticata che posso adir de dire che hoggi non ci sia pare a lei, havendo per sin adesso fatte opere che forse i prencipali maestri di questa professione non arrivano al suo sapere. <strong>»</strong></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<div>( <small><em>Artemisia Gentileschi. La pittura della passione</em>, (a cura di) Tiziana Agnati e Francesca Torres, Edizioni Selene, Milano, 2008</small>)</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per la critica è stato impossibile non associare la pressione esercitata dai due vecchioni su Susanna al complesso rapporto di Artemisia con il padre e con <a title="Agostino Tassi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agostino_Tassi">Agostino Tassi</a>, il pittore che nel maggio <a title="1611" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1611">1611</a> la stuprò: tra l&#8217;altro, uno dei due Vecchioni è particolarmente giovane e presenta una barba nera come quella che, secondo alcune fonti, sembra avesse Tassi (ma la sorellastra di lui, Donna Olimpia, a un altro processo intentatogli contro lo descrisse <em>&#8220;piccolotto, grassotto et di poca barba&#8221;</em>); l&#8217;altro Vecchione ha fattezze simili a quelle ritratte da <a title="Antoon van Dyck" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antoon_van_Dyck">Antoon van Dyck</a> in un&#8217;incisione raffigurante Orazio Gentileschi. In molti hanno pensato che Artemisia avesse volutamente retrodatato il quadro al <a title="1610" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1610">1610</a> per alludere, attraverso esso, all&#8217;inizio dell&#8217;oppressione subita da figure troppe ingombranti per la sua esistenza di donna e di pittrice. Durante il processo, Tassi affermò che Artemisia si era spesso lamentata con lui della morbosità del padre, svelandogli che egli la trattava come fosse sua moglie<sup id="cite_ref-11" title="^ Artemisia, a cura di Roberto Contini e Gianni Papi, con un saggio di Luciano Berti, Roma, Leonardo de Luca, 1991, p.21."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-11">[12]</a></sup>. La datazione dell&#8217;opera in passato è risultata controversa anche a causa di fonti discordanti sulla data di nascita di Artemisia: si è scoperto recentemente che Orazio, per impietosire il giudice al processo, mentì sull&#8217;età di Artemisia al momento della violenza, attribuendole appena quindici anni (e collocandone la nascita, quindi, nel <a title="1597" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1597">1597</a>)<sup id="cite_ref-12" title="^ Artemisia, a cura di Roberto Contini e Gianni Papi, con un saggio di Luciano Berti, Roma, Leonardo de Luca, 1991, p.34."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-12">[13]</a></sup>.</p>
<div>
<div><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Particolare_Casino_delle_Muse.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/80/Particolare_Casino_delle_Muse.jpg/220px-Particolare_Casino_delle_Muse.jpg" alt="" width="220" height="192" /></a></p>
<div>
<div><a title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Particolare_Casino_delle_Muse.jpg"><img src="http://bits.wikimedia.org/skins-1.18/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Particolare del <em>Concerto musicale con Apollo e le Muse</em><br />
Affresco del Casino delle Muse di palazzo Pallavicini-Rospigliosi a Roma, <a title="1611" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1611">1611</a>-<a title="1612" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1612">1612</a></p>
</div>
</div>
</div>
<p>Al tempo dello stupro, <a title="Agostino Tassi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agostino_Tassi">Agostino Tassi</a>, maestro di <a title="Prospettiva" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prospettiva">prospettiva</a>, era impegnato, assieme a Orazio Gentileschi, nella decorazione a fresco delle volte del <em>Casino delle Muse</em> nel <a title="Palazzo Pallavicini Rospigliosi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Pallavicini_Rospigliosi">Palazzo Pallavicini Rospigliosi</a> a<a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a><sup id="cite_ref-13" title="^ Per un resoconto del &quot;processo per stupro&quot; vedasi Eva Menzio, op cit., in bibliografia"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-13">[14]</a></sup>.Tra le muse e i musicanti raffigurati nella loggetta sembra esserci un personaggio contemporaneo, da molti critici identificato proprio con la giovane Artemisia, quasi a volerne suggellare il debutto artistico<sup id="cite_ref-14" title="^ Mary D. Garrard, Artemisia Gentileschi: The Image of the Female Hero in Italian Baroque Art, Princeton University Press, 1989, pp.19-20"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-14">[15]</a></sup>.</p>
<p>Era frequente che Agostino si trattenesse nella dimora dei Gentileschi dopo il lavoro; secondo alcune fonti, fu lo stesso Orazio a introdurlo ad Artemisia, chiedendo ad Agostino di iniziarla allo studio della prospettiva<sup id="cite_ref-inizi_0-3" title="^ a b c d Tiziana Agnati, Artemisia, Dossier Art n° 172, Giunti, 2001, p.7"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-inizi-0">[1]</a></sup></p>
<p>Il padre denunciò il Tassi che dopo la violenza, non aveva potuto &#8220;rimediare&#8221; con un matrimonio riparatore. Il problema è che il pittore era già sposato (e nel frattempo manteneva anche una relazione incestuosa con la sorella della moglie). Del processo che ne seguì è rimasta esauriente testimonianza documentale, che colpisce per la crudezza del resoconto di Artemisia e per i metodi inquisitori del tribunale. Gli atti del processo (conclusosi con una lieve condanna del Tassi) hanno avuto grande influenza sulla lettura in chiave <a title="Femminismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Femminismo">femminista</a>, data nella seconda metà del <a title="XX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XX_secolo">XX secolo</a>, alla figura di Artemisia Gentileschi<sup id="cite_ref-15" title="^ Vedasi Mary Garrard, op cit. in bibliografia"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-15">[16]</a></sup>. È da sottolineare il fatto che Artemisia accettò di deporre le accuse sotto tortura, che consistette nello schiacciamento dei pollici attraverso uno strumento usato ampiamente all&#8217;epoca. Una lettura del processo basata sul concetto di <em>stuprum</em> inteso come nella normativa del Seicento si intendeva, e dunque come deflorazione di donna vergine o come rapporto sessuale dietro promessa di matrimonio non mantenuta, è il risultato degli studi più recenti<sup id="cite_ref-16" title="^ cfr. M. Di Sivo, &quot;«Il signor Horatio mi ritraheva»…&quot;, 2005, cit. in bibliografia"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-16">[17]</a></sup>.</p>
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<div><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Gentileschi_Artemisia_Judith_Beheading_Holofernes_Naples.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ee/Gentileschi_Artemisia_Judith_Beheading_Holofernes_Naples.jpg/250px-Gentileschi_Artemisia_Judith_Beheading_Holofernes_Naples.jpg" alt="" width="250" height="309" /></a></p>
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<div><a title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Gentileschi_Artemisia_Judith_Beheading_Holofernes_Naples.jpg"><img src="http://bits.wikimedia.org/skins-1.18/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p><em><a title="Giuditta che decapita Oloferne (Artemisia Gentileschi Napoli)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuditta_che_decapita_Oloferne_(Artemisia_Gentileschi_Napoli)">Giuditta che decapita Oloferne</a></em> (<a title="1612" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1612">1612</a>-<a title="1613" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1613">1613</a>),<a title="Museo di Capodimonte" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_di_Capodimonte">Museo di Capodimonte</a> - <a title="Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a></p>
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</div>
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<p>Questa la testimonianza di Artemisia al processo, secondo le cronache dell&#8217;epoca:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>«</strong> <em>Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch&#8217;io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani quali prima mi teneva con l&#8217;altra mano mi le lasciò, havendo esso prima messo tutti doi li ginocchi tra le mie gambe et appuntendomi il membro alla natura cominciò a spingere e lo mise dentro. E li sgraffignai il viso e li strappai li capelli et avanti</em> che lo mettesse dentro anco gli detti una stretta al membro che gli ne levai anco un pezzo di carne <strong>»</strong></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<div>(<small>Eva Menzio (a cura di), <em>Artemisia Gentileschi, Lettere precedute da Atti di un processo di stupro</em>, Milano, 2004&gt;</small>)</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La tela, che raffigura <em><a title="Giuditta che decapita Oloferne (Artemisia Gentileschi Napoli)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuditta_che_decapita_Oloferne_(Artemisia_Gentileschi_Napoli)">Giuditta che decapita Oloferne</a></em> (<a title="1612" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1612">1612</a>-13), conservata al <a title="Museo Capodimonte di Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Capodimonte_di_Napoli">Museo Capodimonte di Napoli</a>, impressionante per la violenza della scena che raffigura, è stata interpretata in chiave psicologica e psicoanalitica, come desiderio di rivalsa rispetto alla violenza subita.<br />
Dopo la conclusione del processo, Orazio combinò per Artemisia un matrimonio con Pierantonio Stiattesi, modesto artista fiorentino, che servì a restituire ad Artemisia, violentata, ingannata e denigrata dal Tassi, uno status di sufficiente &#8220;onorabilità&#8221;. La cerimonia si tenne il <a title="29 novembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/29_novembre">29 novembre</a> <a title="1612" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1612">1612</a>.</p>
<p>Poco dopo la coppia si trasferì a <a title="Firenze" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Firenze">Firenze</a>, dove ebbe quattro figli, di cui la sola figlia Prudenzia visse sufficientemente a lungo da seguire la madre nel ritorno a Roma poi a <a title="Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a>. L&#8217;abbandono di Roma fu quasi obbligato: la pittrice aveva ormai perso il favore acquisito e i riconoscimenti ottenuti da altri artisti, messa in ombra dallo scandalo suscitato, che fece fatica a far dimenticare (come dimostrano anche gli epitaffi crudelmente ironici alla sua morte).</p>
<p>È riferibile agli esordi romani anche la <em><a title="Madonna col Bambino (Artemisia Gentileschi)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Madonna_col_Bambino_(Artemisia_Gentileschi)">Madonna col Bambino</a></em> della <a title="Galleria Spada di Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galleria_Spada_di_Roma">Galleria Spada</a>.</p>
<h3>Il periodo fiorentino (1614-1620)</h3>
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<div><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Gentileschi_Artemisa_Danae_Sait_Louis.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/4f/Gentileschi_Artemisa_Danae_Sait_Louis.jpg/230px-Gentileschi_Artemisa_Danae_Sait_Louis.jpg" alt="" width="230" height="182" /></a></p>
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<div><a title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Gentileschi_Artemisa_Danae_Sait_Louis.jpg"><img src="http://bits.wikimedia.org/skins-1.18/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p><em><a title="Danae (Artemisia Gentileschi)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Danae_(Artemisia_Gentileschi)">Danae</a></em>, <a title="Saint Louis Art Museum (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Saint_Louis_Art_Museum&amp;action=edit&amp;redlink=1">Saint Louis Art Museum</a>, <a title="Saint Louis" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saint_Louis">Saint Louis</a>, Missouri</p>
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<div><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Gentileschi_judith1.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/7a/Gentileschi_judith1.jpg/230px-Gentileschi_judith1.jpg" alt="" width="230" height="281" /></a></p>
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<div><a title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Gentileschi_judith1.jpg"><img src="http://bits.wikimedia.org/skins-1.18/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p><em><a title="Giuditta con la sua ancella" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuditta_con_la_sua_ancella">Giuditta con la sua ancella</a></em>, <a title="Palazzo Pitti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Pitti">Palazzo Pitti</a>, Firenze</p>
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<p>A Firenze Artemisia conobbe un lusinghiero successo. Nel <a title="1616" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1616">1616</a> venne accettata nell&#8217;<a title="Accademia delle Arti del Disegno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accademia_delle_Arti_del_Disegno">Accademia delle Arti del Disegno</a>, prima donna a godere di tale privilegio<sup id="cite_ref-17" title="^ Artemisia, a cura di Roberto Contini e Gianni Papi, con un saggio di Luciano Berti, Roma, Leonardo de Luca, 1991, p. 13."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-17">[18]</a></sup>; dimostrò di saper tenere buoni rapporti con i più reputati artisti del tempo, come <a title="Cristofano Allori" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristofano_Allori">Cristofano Allori</a>, e di saper conquistare i favori e la protezione di persone influenti, a cominciare dal Granduca <a title="Cosimo II de' Medici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cosimo_II_de%27_Medici">Cosimo II de&#8217; Medici</a> e, in special modo, della granduchessa-madre<a title="Cristina di Lorena" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristina_di_Lorena">Cristina</a>, più per i propri meriti che per le preghiere di Orazio: addirittura l&#8217;ambasciatore fiorentino a Roma dissuade Cosimo II dall&#8217;invitare Orazio, descrivendolo poco capace e bizzarro.</p>
<p>Questi primi anni successivi allo stupro e al processo sembrano cercare un distacco dalla vita romana: inizialmente la pittrice assunse il cognome Lomi (che poi era quello originale di Orazio, che però aveva voluto distinguersi dal fratello Aurelio – anch’egli pittore – assumendo il cognome materno) e non tenne contatti con il padre<sup id="cite_ref-18" title="^ Artemisia, a cura di Roberto Contini e Gianni Papi, con un saggio di Luciano Berti, Roma, Leonardo de Luca, 1991, pp. 14-15."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-18">[19]</a></sup>.</p>
<p>Artemisia fu in buoni rapporti con <a title="Galileo Galilei" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galileo_Galilei">Galileo Galilei</a> (giunto a Firenze nel settembre <a title="1610" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1610">1610</a> su invito di <a title="Cosimo II de' Medici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cosimo_II_de%27_Medici">Cosimo II</a><sup id="cite_ref-19" title="^ Mary D. Garrard, Artemisia Gentileschi: The Image of the Female Hero in Italian Baroque Art, Princeton University Press, 1989, p. 38."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-19">[20]</a></sup>), con il quale rimase in contatto epistolare anche in seguito al suo periodo fiorentino<sup id="cite_ref-20" title="^ Vedasi Roberto Contini, L'indotto fiorentino di Artemisia Gentileschi, in Judith W. Mann e K. Christiansen, op. cit. in bibliografia"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-20">[21]</a></sup>.</p>
<p>Tra i suoi estimatori ebbe un posto di speciale rilievo <a title="Michelangelo Buonarroti il giovane" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michelangelo_Buonarroti_il_giovane">Michelangelo Buonarroti il giovane</a> (nipote di <a title="Michelangelo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michelangelo">Michelangelo</a>): impegnato a costruire una <a title="Casa Buonarroti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casa_Buonarroti">magione</a> che celebrasse la memoria dell&#8217;illustre antenato, affidò ad Artemisia l&#8217;esecuzione di una tela destinata a decorare il soffitto della galleria dei dipinti. L&#8217;amicizia con quest&#8217;ultimo è testimoniata da numerose lettere della pittrice, che a Firenze doveva aver imparato a scrivere (se ne era dichiarata incapace in una testimonianza al processo).<sup id="cite_ref-21" title="^ Artemisia, a cura di Roberto Contini e Gianni Papi, con un saggio di Luciano Berti, Roma, Leonardo de Luca, 1991, p. 44."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-21">[22]</a></sup></p>
<p>La tela in questione rappresenta una <em><a title="Allegoria dell'Inclinazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Allegoria_dell%27Inclinazione">Allegoria dell&#8217;Inclinazione</a></em> (ossia del talento naturale), raffigurata in forma di giovane donna ignuda che tiene in mano una bussola. Si ritiene che l&#8217;avvenente figura femminile abbia le fattezze della stessa Artemisia<sup id="cite_ref-22" title="^ Si confronti il volto della donna con l'Autoritratto come martire riferibile anch'esso al peridodo fiorentino di Artemisia"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-22">[23]</a></sup>, che – come ci dicono le informazioni mondane dell&#8217;epoca – fu donna di straordinaria avvenenza.</p>
<p>In effetti capita spesso, nelle tele di Artemisia, che le sembianze delle formose ed energiche eroine che vi compaiono abbiano fattezze del volto che ritroviamo nei suoi ritratti o autoritratti: spesso chi commissionava le sue tele doveva desiderare di avere una immagine che ricordasse visivamente l&#8217;autrice, la cui fama andava crescendo<sup id="cite_ref-23" title="^ Sul tema della committenza di Artemisia vedasi Mary Garrard, op. cit."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-23">[24]</a></sup>. Il successo, unito al fascino che emanava dalla sua figura, alimentarono, per tutta la sua vita, motteggi e illazioni sulla sua vita privata<sup id="cite_ref-24" title="^ La fama di grande seduttrice e di donna dai facili costumi seguirà Artemisia sino alla tomba: i suoi amici veneziani, il letterato Gianfranco Loredano e il collezionista Pietro Michiele, le dedicarono, in forma di epitaffio, versi burleschi alquanto grevi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;<br />
Co'l dipinger la faccia a questo e a quello/ Nel mondo m'acquistai merto infinito /Nel l'intagliar le corna a mio marito /Lasciai il pennello, e presi lo scalpello. Sulla fama di seduttrice di Artemisia è interessante leggere l'apparato di note di carattere storico e documentale poste in fondo al romanzo di Alexandra Lapierre, op. cit. in bibliografia"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-24">[25]</a></sup>.</p>
<p>Appartengono al periodo fiorentino la <em><a title="La Conversione della Maddalena (Artemisia Gentileschi)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Conversione_della_Maddalena_(Artemisia_Gentileschi)">Conversione della Maddalena</a></em> e la <em><a title="Giuditta con la sua ancella (Artemisia Gentileschi Firenze)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuditta_con_la_sua_ancella_(Artemisia_Gentileschi_Firenze)">Giuditta con la sua ancella</a></em> di <a title="Palazzo Pitti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Pitti">Palazzo Pitti</a> e una seconda (dopo quella di Napoli dipinta 8 anni prima) versione della <em><a title="Giuditta che decapita Oloferne (Artemisia Gentileschi Firenze)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuditta_che_decapita_Oloferne_(Artemisia_Gentileschi_Firenze)">Giuditta che decapita Oloferne</a></em> agli <a title="Galleria degli Uffizi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galleria_degli_Uffizi">Uffizi</a>.</p>
<p>Nonostante il successo, a causa di spese eccessive, sue e di suo marito, il periodo fiorentino fu tormentato da problemi con i creditori. Si può ragionevolmente collegare al desiderio di sfuggire all&#8217;assillo dei debiti e alla non facile convivenza con lo Stiattesi, il suo ritorno a Roma che si realizzò in maniera definitiva nel <a title="1621" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1621">1621</a>.</p>
<h3>Di nuovo a Roma e poi a Venezia (1621-1630) [<a title="Modifica la sezione Di nuovo a Roma e poi a Venezia (1621-1630)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Artemisia_Gentileschi&amp;action=edit&amp;section=4">modifica</a>]</h3>
<p>L&#8217;anno di arrivo di Artemisia a Roma coincide con quello della partenza del padre Orazio per <a title="Genova" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genova">Genova</a>. Si è ipotizzato, su basi congetturali<sup id="cite_ref-25" title="^ Vedasi, ad es. E. Menzio, Autoritratto in veste di Pittura, in E. Menzio, op. cit."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-25">[26]</a></sup>, che Artemisia abbia seguito il padre nella capitale ligure (anche per spiegare il perdurare di una affinità di stile che, ancor oggi, rende problematica l&#8217;attribuzione di taluni quadri all&#8217;uno o all&#8217;altra); ma non si hanno sufficienti prove al riguardo.<br />
Artemisia si stabilì a Roma come donna ormai indipendente, in grado di prender casa e di crescere le figlie. Oltre a Prudenzia (nata dal matrimonio con Pierantonio Stiattesi), ebbe una figlia naturale, nata probabilmente nel <a title="1627" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1627">1627</a>. Artemisia cercò, con scarso successo, di avviare entrambe le figlie alla pittura.</p>
<p>La Roma di quegli anni vedeva ancora una nutrita presenza di pittori caravaggeschi (evidenti assonanze esistono, ad esempio, tra lo stile della Gentileschi e quello di <a title="Simon Vouet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simon_Vouet">Simon Vouet</a>), ma vedeva anche, durante il pontificato di <a title="Papa Urbano VIII" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Urbano_VIII">Urbano VIII</a>, il crescente successo del classicismo della scuola bolognese o delle avventure barocche di <a title="Pietro da Cortona" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_da_Cortona">Pietro da Cortona</a><sup id="cite_ref-26" title="^ Su questo periodo della vita di Artemisia vedasi Richard E. Spear, &quot;un pio di viaggio... mi sono risoluta di fare in sino a Roma, in Judith W. Mann e K. Christiansen, op. cit."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-26">[27]</a></sup>.</p>
<p>Artemisia dimostrò di avere la giusta sensibilità per cogliere le novità artistiche e la giusta determinazione per vivere da protagonista questa straordinaria stagione artistica di Roma, meta obbligata di artisti di tutta Europa. Artemisia entrò a far parte dell&#8217;<em>Accademia dei Desiosi</em>. Fu, in tale circostanza celebrata, con un ritratto inciso che, nella dedica, la qualifica come &#8220;<em>Pincturae miraculum invidendum facilius quam imitandum</em>&#8220;. Di questo periodo è anche l&#8217;amicizia con <a title="Cassiano dal Pozzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cassiano_dal_Pozzo">Cassiano dal Pozzo</a>, umanista, collezionista e grande mentore delle belle arti.</p>
<p>Tuttavia, nonostante la reputazione artistica, la forte personalità e la rete di buone relazioni, il soggiorno di Artemisia a Roma non fu così ricco di commesse come avrebbe desiderato. L&#8217;apprezzamento della sua pittura era forse circoscritto alla sua capacità di ritrattista e alla sua abilità di mettere in scena le eroine bibliche: erano a lei precluse le ricche commesse dei cicli affrescati e delle grandi pale di altare. Difficile, per l&#8217;assenza di fonti documentali, è seguire tutti gli spostamenti di Artemisia in questo periodo. È certo che tra il <a title="1627" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1627">1627</a> e il <a title="1630" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1630">1630</a> si stabilì, forse alla ricerca di migliori commesse, a <a title="Venezia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Venezia">Venezia</a>: lo documentano gli omaggi che ricevette da letterati della città lagunare che ne celebrarono le qualità di pittrice.</p>
<p>Con l&#8217;avvertenza che la datazione delle opere di Artemisia è spesso terreno di contrasto tra i critici d&#8217;arte, sono verosimilmente da assegnare a questo periodo, il <em><a title="Ritratto di gonfaloniere" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ritratto_di_gonfaloniere">Ritratto di gonfaloniere</a></em>, oggi a <a title="Bologna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bologna">Bologna</a> (unico esempio sinora noto di quella abilità di ritrattista per la quale Artemisia pure andava celebre); la <em><a title="Giuditta con la sua ancella (Artemisia Gentileschi Detroit)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuditta_con_la_sua_ancella_(Artemisia_Gentileschi_Detroit)">Giuditta con la sua ancella</a></em> oggi al Detroit Institute of Arts (che riflette la capacità della pittrice di padroneggiare gli effetti chiaroscurali del lume di candela, per i quali andavano famosi a Roma artisti come <a title="Gerrit van Honthorst" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gerrit_van_Honthorst">Gerrit van Honthorst</a>, <a title="Trophime Bigot (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Trophime_Bigot&amp;action=edit&amp;redlink=1">Trophime Bigot</a>, e altri); la <em>Venere dormiente</em> oggi a Princeton; la <em><a title="Ester e Assuero (Artemisia Gentileschi)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ester_e_Assuero_(Artemisia_Gentileschi)">Ester e Assuero</a></em> del <a title="Metropolitan Museum of Art di New York" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metropolitan_Museum_of_Art_di_New_York">Metropolitan Museum of Art di New York</a> (che testimonia la capacità di Artemisia di assimilare le lezioni luministiche veneziane).</p>
<h3>Napoli e la parentesi inglese (1630-1653). Nel <a title="1630" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1630">1630</a> Artemisia si recò a <a title="Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a>, valutando che vi potessero essere, in quella città fiorente di cantieri e di appassionati di belle arti, nuove e più ricche possibilità di lavoro.</h3>
<p>Va ricordato che, tra gli altri, erano già passati da Napoli Caravaggio, <a title="Annibale Carracci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Annibale_Carracci">Annibale Carracci</a>, <a title="Simon Vouet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simon_Vouet">Simon Vouet</a>; vi lavoravano in quegli anni <a title="Spagnoletto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spagnoletto">José de Ribera</a>, <a title="Massimo Stanzione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Stanzione">Massimo Stanzione</a>, e, di lì a poco, vi sarebbero approdati il <a title="Domenichino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Domenichino">Domenichino</a>, <a title="Giovanni Lanfranco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Lanfranco">Giovanni Lanfranco</a> e altri ancora<sup id="cite_ref-27" title="^ Sul periodo napoletano di Artemisia vedasi Riccardo Lattuada, Artemisia a Napoli, Napoli e Artemisia, in Judith W. Mann e K. Christiansen, op. cit."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-27">[28]</a></sup>.</p>
<div>
<div><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:The_Martyrdom_of_St_Januarius_in_the_Amphitheatre_at_Pozzuoli.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/67/The_Martyrdom_of_St_Januarius_in_the_Amphitheatre_at_Pozzuoli.jpg/300px-The_Martyrdom_of_St_Januarius_in_the_Amphitheatre_at_Pozzuoli.jpg" alt="" width="300" height="461" /></a></p>
<div>
<div><a title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:The_Martyrdom_of_St_Januarius_in_the_Amphitheatre_at_Pozzuoli.jpg"><img src="http://bits.wikimedia.org/skins-1.18/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p><em>San Gennaro nell&#8217;anfiteatro di Pozzuoli</em>, <a title="Museo di Capodimonte" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_di_Capodimonte">Museo di Capodimonte</a>, <a title="Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a></p>
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</div>
</div>
<p>L&#8217;esordio artistico di Artemisia a Napoli è rappresentato forse dalla <em>Annunciazione</em> del Museo di Capodimonte.<br />
Poco più tardi il trasferimento nella metropoli partenopea fu definitivo e lì l&#8217;artista sarebbe rimasta &#8211; salvo la parentesi inglese e trasferimenti temporanei &#8211; per il resto della sua vita. Napoli (pur con qualche costante rimpianto per Roma) fu dunque per Artemisia una sorta di seconda patria nella quale curò la propria famiglia (a Napoli maritò infatti, con appropriata dote, le sue due figlie), ricevette attestati di grande stima, fu in buoni rapporti con il viceré Duca d&#8217;Alcalá, ebbe rapporti di scambio alla pari con i maggiori artisti che vi erano presenti (a cominciare da <a title="Massimo Stanzione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Stanzione">Massimo Stanzione</a>, per il quale si deve parlare di una intensa collaborazione artistica, fondata su una viva amicizia e su evidenti consonanze stilistiche).</p>
<p>A Napoli, per la prima volta, Artemisia si trovò a dipingere tele per una cattedrale, quelle dedicate alla <a title="San Gennaro nell'anfiteatro di Pozzuoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Gennaro_nell%27anfiteatro_di_Pozzuoli"><em>Vita di San Gennaro</em></a> a <a title="Pozzuoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pozzuoli">Pozzuoli</a>. Sono del primo periodo napoletano opere quali la <em><a title="Nascita di San Giovanni Battista (Artemisia Gentileschi)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_di_San_Giovanni_Battista_(Artemisia_Gentileschi)">Nascita di San Giovanni Battista</a></em> al <a title="Museo del Prado di Madrid" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_Prado_di_Madrid">Prado</a>, <em>Corisca e il satiro</em> in collezione privata. In queste opere Artemisia dimostra, ancora una volta, di sapersi aggiornare sui gusti artistici del tempo e di sapersi cimentare con altri soggetti rispetto alle varie <em>Giuditte</em>, <em>Susanne</em>, <em>Betsabee</em>, <em>Maddalene penitenti</em>.</p>
<p>Nel <a title="1638" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1638">1638</a> Artemisia raggiunse il padre a <a title="Londra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Londra">Londra</a>, presso la corte di <a title="Carlo I d'Inghilterra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_I_d%27Inghilterra">Carlo I</a>, dove Orazio era diventato pittore di corte e aveva ricevuto l&#8217;incarico della decorazione di un soffitto (allegoria del <em>Trionfo della Pace e delle Arti</em>) nella <em>Casa delle Delizie</em> della regina <a title="Enrichetta Maria di Borbone-Francia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enrichetta_Maria_di_Borbone-Francia">Enrichetta Maria</a> a <a title="Greenwich" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Greenwich">Greenwich</a>.</p>
<p>Dopo tanto tempo padre e figlia si ritrovarono legati da un rapporto di collaborazione artistica, ma nulla lascia pensare che il motivo del viaggio londinese fosse solo quello di venire in soccorso all&#8217;anziano genitore. Certo è che Carlo I la reclamava alla sua corte e un rifiuto non era possibile. Orazio inaspettatamente morì, assistito dalla figlia, nel <a title="1639" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1639">1639</a>.</p>
<p>Carlo I era un collezionista fanatico, disposto a compromettere le finanze pubbliche pur di soddisfare i suoi desideri artistici. La fama di Artemisia doveva averlo incuriosito, e non è un caso che nella sua collezione fosse presente una tela di Artemisia di grande suggestione, l&#8217;<em><a title="Autoritratto come allegoria della Pittura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autoritratto_come_allegoria_della_Pittura">Autoritratto in veste di Pittura</a></em>.</p>
<p>Artemisia ebbe dunque a Londra una sua attività autonoma, che continuò per un po&#8217; di tempo anche dopo la morte del padre, anche se non sono note opere attribuibili con certezza a questo periodo.</p>
<p>Sappiamo che nel <a title="1642" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1642">1642</a>, alle prime avvisaglie della <a title="Rivoluzione inglese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_inglese">guerra civile</a>, Artemisia aveva già lasciato l&#8217;Inghilterra. Poco o nulla si sa degli spostamenti successivi. È un fatto che nel <a title="1649" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1649">1649</a> fosse nuovamente a Napoli, in corrispondenza con il collezionista don Antonio Ruffo di Sicilia che fu suo mentore e buon committente in questo secondo periodo napoletano. L&#8217;ultima lettera al suo mentore che noi conosciamo è del <a title="1650" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1650">1650</a> e testimonia come l&#8217;artista fosse ancora in piena attività. Artemisia morì nel <a title="1653" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1653">1653</a>.</p>
<p>Esempi di opere ascrivibili a questo secondo periodo napoletano sono una <em><a title="Susanna e i vecchioni (Artemisia Gentileschi Brno)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Susanna_e_i_vecchioni_(Artemisia_Gentileschi_Brno)">Susanna e i vecchioni</a></em> oggi a <a title="Brno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brno">Brno</a> e una <em>Madonna e Bambino con rosario</em> conservata all&#8217;<a title="El Escorial" href="http://it.wikipedia.org/wiki/El_Escorial">El Escorial</a>.</p>
<h2>Profilo artistico [<a title="Modifica la sezione Profilo artistico" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Artemisia_Gentileschi&amp;action=edit&amp;section=6">modifica</a>]</h2>
<p>Un saggio del <a title="1916" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1916">1916</a> di <a title="Roberto Longhi (storico dell'arte)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Longhi_(storico_dell%27arte)">Roberto Longhi</a>, storico e critico d&#8217;arte, intitolato <em>Gentileschi padre e figlia</em> ha riportato all&#8217;attenzione della critica la statura artistica di Artemisia Gentileschi nell&#8217;ambito dei caravaggeschi nella prima metà del <a title="XVII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo">XVII secolo</a>. Longhi esprimeva nei confronti di Artemisia, in tono forse involontariamente misogino, il seguente giudizio: «l&#8217;unica donna in Italia che abbia mai saputo che cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità&#8230;».</p>
<p>Nella lettura effettuata del dipinto più celebre di Artemisia, la <em>Giuditta che decapita Oloferne</em> degli <a title="Galleria degli Uffizi di Firenze" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galleria_degli_Uffizi_di_Firenze">Uffizi</a>, Longhi scriveva:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>«</strong> <em>Chi penserebbe infatti che sopra un lenzuolo studiato di candori e ombre diacce degne d&#8217;un Vermeer a grandezza naturale, dovesse avvenire un macello così brutale ed efferato […] Ma &#8211; vien voglia di dire &#8211; ma questa è la donna terribile! Una donna ha dipinto tutto questo?</em> <strong>»</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>e aggiungeva:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>«</strong> <em>&#8230; che qui non v&#8217;è nulla di sadico, che anzi ciò che sorprende è l&#8217;impassibilità ferina di chi ha dipinto tutto questo ed è persino riescita a riscontrare che il sangue sprizzando con violenza può ornare di due bordi di gocciole a volo lo zampillo centrale! Incredibile vi dico! Eppoi date per carità alla Signora Schiattesi &#8211; questo è il nome coniugale di Artemisia &#8211; il tempo di scegliere l&#8217;elsa dello spadone che deve servire alla bisogna! Infine non vi pare che l&#8217;unico moto di Giuditta sia quello di scostarsi al possibile perché il sangue non le brutti il completo novissimo di seta gialla? Pensiamo ad ogni modo che si tratta di un abito di casa Gentileschi, il più fine guardaroba di sete del &#8217;600 europeo, dopo Van Dyck</em> <strong>»</strong></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<div>(<small>Roberto Longhi, <em>Gentileschi padre e figlia</em>, in &#8220;L&#8217;Arte&#8221;, 1916</small>)</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La lettura del dipinto sottolinea cosa significhi saperne &#8220;di pittura, e di colore e di impasto&#8221;: sono evocati i colori squillanti della tavolozza di Artemisia, le luminescenze seriche delle vesti (con quel suo giallo inconfondibile), l&#8217;attenzione perfezionistica per la realtà dei gioielli e delle armi.</p>
<p>L&#8217;interesse per la figura artistica di Artemisia, rimasto debole nonostante la lettura datane dal Longhi, ebbe un forte impulso per merito di studi in chiave femminista, che efficacemente sottolinearono, a partire dallo stupro subito e dalla sua successiva biografia, la forza espressiva che il suo linguaggio pittorico assume quando i soggetti rappresentati erano le famose eroine bibliche, che pare vogliano manifestare la ribellione alla condizione in cui le condanna il loro sesso.</p>
<p>In un saggio contenuto nel catalogo della mostra &#8220;Orazio e Artemisia Gentileschi&#8221; svoltasi a Roma nel <a title="2001" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2001">2001</a> (e poi a New York), Judith W. Mann prende le distanze; mostrandone i limiti, da una lettura in chiave strettamente femminista:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td><strong>«</strong> <em>[Una lettura di questo tipo] avanza l&#8217;ipotesi che la piena potenza creativa di Artemisia si sia manifestata soltanto nel raffigurare donne forti e capaci di farsi valere, al punto che non si riesce a immaginarla impegnata nella realizzazione di immagini religiose convenzionali, come una Madonna con Bambino o una Vergine che accoglie sottomessa l&#8217;Annunciazione; e inoltre, si sostiene che l&#8217;artista abbia rifiutato di modificare la propria interpretazione personale di tali soggetti per adeguarsi ai gusti di una clientela che si presume maschile. Lo stereotipo ha avuto un doppio effetto restrittivo: inducendo gli studiosi sia a mettere in dubbio l&#8217;attribuzione dei dipinti che non corrispondono al modello descritto, sia ad attribuire un valore inferiore a quelli che non rientrano nel cliché</em> <strong>»</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La critica più recente, a partire dalla ricostruzione dell&#8217;intero catalogo della Gentileschi, ha inteso dare una lettura meno riduttiva della carriera di Artemisia, collocandola nel contesto dei diversi ambienti artistici che la pittrice frequentò, restituendo la figura di un&#8217;artista che lottò con determinazione, utilizzando le armi della sua personalità e delle sue qualità artistiche contro i pregiudizi che si esprimevano nei confronti delle donne pittrici; riuscendo a inserirsi produttivamente nella cerchia dei pittori più reputati del suo tempo, affrontando una gamma di generi pittorici che dovette esser assai più ampia e variegata di quanto ci dicano oggi le tele a lei attribuite<sup id="cite_ref-28" title="^ Un profilo complessivo di Artemisia, come donna e pittrice, è tracciato in Elisabeth Cropper, Vivere sul filo del rasoio: Artemisia Gentileschi, pittrice famosa, in Judith W. Mann e K. Christiansen, op cit."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-28">[29]</a></sup>.</p>
<h2>La figura di donna e pittrice<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Artemisia_Gentileschi_Selfportrait_Martyr.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/32/Artemisia_Gentileschi_Selfportrait_Martyr.jpg/200px-Artemisia_Gentileschi_Selfportrait_Martyr.jpg" alt="" width="200" height="268" /></a></h2>
<div></div>
<p>Per una donna all&#8217;inizio del XVII secolo dedicarsi alla pittura, come fece Artemisia, rappresentava una scelta non comune e difficile, ma non eccezionale. Prima di Artemisia, tra la fine del 500 e l&#8217;inizio del 600, altre donne pittrici esercitarono, anche con buon successo, la loro attività. Possono essere menzionate <a title="Sofonisba Anguissola" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sofonisba_Anguissola">Sofonisba Anguissola</a> (<a title="Cremona" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cremona">Cremona</a> ca. <a title="1530" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1530">1530</a> - <a title="Palermo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palermo">Palermo</a> ca. <a title="1625" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1625">1625</a>) che fu chiamata in Spagna da <a title="Filippo II di Spagna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_II_di_Spagna">Filippo II</a>; <a title="Lavinia Fontana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lavinia_Fontana">Lavinia Fontana</a> (<a title="Bologna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bologna">Bologna</a>,<a title="1552" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1552">1552</a>- Roma, <a title="1614" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1614">1614</a>) che si recò a Roma su invito di <a title="Papa Clemente VIII" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Clemente_VIII">papa Clemente VIII</a>; <a title="Fede Galizia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fede_Galizia">Fede Galizia</a> (<a title="Milano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milano">Milano</a> o <a title="Trento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trento">Trento</a>, <a title="1578" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1578">1578</a> – Milano <a title="1630" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1630">1630</a>) che dipinse, tra l&#8217;altro, magnifiche nature morte e una bella <em>Giuditta con la testa di Oloferne</em>;<a title="Lucrina Fetti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lucrina_Fetti">Lucrina Fetti</a> (Roma, 1600 ca. – <a title="Mantova" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mantova">Mantova</a>, 1651) che seguì il <a title="Domenico Fetti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Fetti">fratello Domenico</a> nella città dei <a title="Gonzaga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gonzaga">Gonzaga</a>. Altre pittrici, più o meno note, intrapresero la loro carriera quando Artemisia era in vita.</p>
<p>Se si valutano i loro meriti artistici, il giudizio liquidatorio di Longhi a favore di Artemisia come «l&#8217;unica donna in Italia che abbia mai saputo che cosa sia pittura&#8230;» appare alquanto ingeneroso<sup id="cite_ref-29" title="^ Per una analisi della rivalutazione delle pittrici del XVI e XVII secolo si veda Donna, l'altra metà dell'arte"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-29">[30]</a></sup>. Tuttavia c&#8217;è, sia nell&#8217;arte sia nella biografia di Artemisia Gentileschi, qualcosa che la rende specialmente affascinante e che spiega l&#8217;interesse di alcuni scrittori (anzi, e non a caso, di alcune scrittrici) nei suoi confronti.</p>
<p>La prima scrittrice che decise di costruire un romanzo attorno alla figura di Artemisia, fu <a title="Anna Banti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Banti">Anna Banti</a>, la moglie di Roberto Longhi. La sua prima stesura del testo, in forma manoscritta era avvenuta nel <a title="1944" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1944">1944</a>, ma fu perduta nel corso delle vicende belliche. La decisione di ritornare sul libro, intitolato <em>Artemisia</em>, scrivendolo in forma assai diversa, avvenne tre anni dopo. Anna Banti si pone nel suo nuovo romanzo in dialogo con la pittrice, in forma di &#8220;diario aperto&#8221;, in cui cerca – in parallelo al racconto dell&#8217;adolescenza e della maturità di Artemisia – di spiegare a se stessa il fascino che ne subisce, e il bisogno che avverte di andare al di là &#8211; in un dialogo da donna a donna &#8211; delle limpide (seppur appassionate) valutazioni artistiche di cui avrà tante volte discusso con Roberto Longhi<sup id="cite_ref-30" title="^ Roberto Longhi fa esplicito riferimento al romanzo di Anna Banti nel catalogo della mostra sui caravaggeschi tenuta a Milano nel 1951, osservando che La sua [di Artemisia] leggenda di pittrice spregiudicata e avventurosa è stata creata soprattutto dall'Inghilterra puritana. Un'interpretazione più italiana e nella tradizione del nostro romanzo storico è nell'Artemisia di A. Banti.. La citazione è contenuta in Roberto Contini, Gianni Papi, op. cit. in bibliografia."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-30">[31]</a></sup>.</p>
<p>Più di cinquant&#8217;anni dopo, nel <a title="1999" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1999">1999</a>, la scrittrice francese <a title="Alexandra Lapierre (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Alexandra_Lapierre&amp;action=edit&amp;redlink=1">Alexandra Lapierre</a> affronta, ancora con un romanzo, il fascino enigmatico della vita di Artemisia, e lo fa a partire da uno studio scrupoloso della biografia e del contesto storico che le fa da sfondo. L&#8217;indagine psicologica che passa tra le righe del romanzo, per comprendere il rapporto tra Artemisia donna e Artemisia pittrice, finisce per chiamare in causa, come <em><a title="Leitmotiv" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leitmotiv">leitmotiv</a></em>, quello della relazione &#8211; fatta di un affetto che stenta a esprimersi e da una latente rivalità professionale &#8211; tra padre e figlia.</p>
<p>Ancora un altro romanzo, pubblicato più di recente anche in Italia, quello di <a title="Susan Vreeland (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Susan_Vreeland&amp;action=edit&amp;redlink=1">Susan Vreeland</a> (<em>The Passion of Artemisa</em>), si pone nella scia della popolarità assunta da Artemisia Gentileschi nell&#8217;ambito della lettura data, in chiave femminista, alla sua figura, e sembra voler sfruttare il recente successo dei romanzi storici che prendono le mossa da un&#8217;opera d&#8217;arte e dal suo autore. Incerti, per analoghe ragioni, sono i risultati ai quali, secondo la critica<sup id="cite_ref-31" title="^ Cfr. il sito Revision Cinema Artemisia - Passione Estrema"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi#cite_note-31">[32]</a></sup>, giunge la regista francese <a title="Agnes Merlet (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Agnes_Merlet&amp;action=edit&amp;redlink=1">Agnes Merlet</a>, con il film <em><a title="Artemisia. Passione estrema" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia._Passione_estrema">Artemisia. Passione estrema</a></em>.</p>
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