Saturday, May 19, 2012

Salone del Libro

Posted by Moreno Migliorati On maggio - 10 - 2012 ADD COMMENTS

Prende il via oggi a Torino (per concludersi il 14 maggio) la XXV edizione del Salone internazionale del libro. Ben rappresentata anche l’editoria cattolica, in particolare, nello stand curato dall’Associazione Sant’Anselmo(Padiglione 2, Stand G10), con la collaborazione della Arcidiocesi di Torino, dell’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani, e del Consorzio Editoria Cattolica, dove saranno presenti libri selezionati fra tutti gli editori italiani e riviste italiane di teologia e cultura religiosa.

Il tema del Salone del Libro 2012, la rivoluzione digitale, per le sue ricadute sulla comunicazione e sui legami tra le persone, si intreccia con il tema della famiglia, che sarà oggetto pochi giorni dopo di un grande evento mondiale a Milano a cui parteciperà anche papa Benedetto XVI.

Questo aggancio è la proposta dello stand al Salone del Libro curato dall’Associazione Sant’Anselmo per il Progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana, sia nella selezione dei libri esposti nello stand, sia negli incontri che organizza.

Lo stand, oltre a presentare le ultime novità concernenti i temi dell’antropologia religiosa, della Bibbia, della teologia, della storia e dell’arte religiosa, dedica uno spazio ai testi che riguardano i cambiamenti personali e familiari dell’era digitale, e uno spazio alla produzione editoriale italiana sui temi della famiglia del lavoro e della festa. Allo stesso modo gli incontri, trattano del significato antropologico e di quello cristiano del matrimonio e della famiglia, anche con testimonianze e occasioni di dibattito con posizioni diverse.

(via SpiritualSeeds.info)

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Festival Biblico di Vicenza

Posted by Moreno Migliorati On maggio - 4 - 2012 1 COMMENT

di Moreno Migliorati

Presentata ufficialmente a Vicenza l’ottava edizione del Festival Biblico, in programma dal 18 al 27 maggio. Saranno 14 città coinvolte per 10 giorni di eventi, 140 appuntamenti, 10 mostre, 200 realtà coinvolte, 120 ospiti protagonisti dei quali 20 dall’estero. Temadell’edizione 2012 del Festival, è “’Perché avete paura?’ (Mc 4,40). La speranza dalle Scritture”.

Novità assoluta del Festival 2012 sarà il focus sulle terre bibliche “Linfa dell’ulivo”, organizzato dall’Ufficio pellegrinaggi della diocesi di Vicenza, che (dal 24 al 26 maggio) riunirà esperti, studiosi, storici, archeologi dei territori interessati dalla Bibbia, dalla Turchia fino all’Iraq. «La “Linfa dell’Ulivo” rientra nell’accostamento multiforme alla Bibbia che rappresenta lo spirito del Festival Biblico – dichiara mons. Roberto Tommasi, presidente del Festival -. Attraverso l’archeologia e la storia, inoltre, “Linfa dell’Ulivo” s’inserisce nel tema che la manifestazione propone per questa edizione, ovvero l’analisi delle paure dell’uomo e la risposta della certezza cristiana, che non è un’ideologia».

Numerosi gli appuntamenti dell’iniziativa che trasformerà Vicenza in una sorta di «capitale mondiale della Bibbia». Ospiti delle tre giornate saranno esperti internazionali in campo biblico: tra i vari nomi gli studiosi israeliani Dan Bahat e Mordechay Lewy,gli esegeti Romano Penna, Francesco Rossi De Gasperis, Frédéric Manns, Silvio Barbaglia, gli esperti di archeologia Stefano De Luca, Riccardo Lufrani, Giuseppe Bellia. Di rilievo è inoltre il patrocinio e la collaborazione dello Studium Biblicum Franciscanum, una delle massime istituzioni scientifiche per l’insegnamento, la ricerca sulla Sacra Scrittura e l’archeologia nelle terre bibliche.

(via SpiritualSeeds.info)

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A Ferrara la Festa del Libro Ebraico

Posted by Moreno Migliorati On aprile - 27 - 2012 ADD COMMENTS

Sarà Ferrara, la città di Giorgio Bassani, ad ospitare, da domani al primo maggio, la Festa del Libro Ebraico, giunta alla sua terza edizione. La festa ha l’intento di stimolare la curiosità e l’interesse degli spettatori, proseguendo e rafforzando il rapporto con il pubblico, attraverso una presenza vivace e attiva dell’Istituzione. Un momento di condivisione della cultura ebraica italiana, attraverso il racconto della storia di una minoranza che da sempre è legata da una relazione attiva e indissolubile con l’Italia e che continua ad animare la vita culturale, civile, sociale ed economica del nostro Paese.  A segnare l’inizio della manifestazione, all’uscita di Shabbat, il 28 aprile, dopo l’inaugurazione ufficiale con il saluto delle autorità alle 21.30 in Sala Estense, sarà la seconda Notte Bianca Ebraica d’Italia intitolata, non a caso, “E fu sera … e fu mattina …”, dai passi della Genesi in cui tutto ha origine.

A tutti coloro che dal 28 aprile al 1 maggio si recheranno a Ferrara saranno offerte anche molte occasioni speciali: il piacere di dialogare al Chiostro di S. Paolo con importanti autori di opere e testimonianza ebraica; l’opportunità di assaggiare specialità della ricca cucina ebraica; la possibilità di farsi guidare in bicicletta alla scoperta della Ferrara Bassaniana. Gli eventi condurranno gli spettatori all’interno di un mondo, quello della Festa del Libro Ebraico in Italia, che non vuole essere una semplice vetrina, ma un’occasione per trasmettere l’idea, il concetto che il MEIS (ente promotore dell’evento) è, fin dai suoi primi passi, un museo di tutti e per tutti, capace di favorire, con dinamismo e vivacità, la conoscenza della cultura dell’ebraismo italiano.

L’elenco completo degli eventi della Festa è disponibile sul sito della manifestazione.

(via SpiritualSeeds.info)

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Non avrai altra donna all’infuori di me:Maria

Posted by marilena marino On marzo - 31 - 2012 ADD COMMENTS

Le festività pasquali incombono e, come nella migliore tradizione, l’offerta televisiva generalista deve dare il giusto spazio all’evento. Quest’anno in Rai si è scelto però un punto di vista un po’ diverso per ripercorrere il cammino di Gesù tra gli uomini: quello di sua madre, la cui vicenda, scarsamente indagata dai Vangeli, è stata qui arricchita da particolari che, se certamente plausibili, potrebbero far storcere il naso ai fedeli più intransigenti. Lo sceneggiatore Francesco Arlanch e il registaGiacomo Campiotti hanno infatti immaginato una Maria (l’eterea Alissa Jung) legata da una profonda amicizia adolescenziale con Maddalena (un’affascinante Paz Vega): due figure agli antipodi nell’iconografia cristiana, e che anche qui sono infatti destinate ad affrontare percorsi di vita estremamente diversi, destinati però a ricongiungersi grazie alla comune fede nel messaggio di Gesù. A tessere le fila dei loro destini è poi un’altra donna, Erodiade, interpretata dalla bellaAntonia Liskova, che non esiterà a usare ogni sotterfugio pur di conservare il proprio potere. Con il regista, il nutrito cast e i vertici della Rai e della produzione, affidata a Lux Vide, abbiamo ripercorso le tematiche di questa epopea al femminile, che racconta da una prospettiva inedita una declinazione originale di quello che è indubbiamente uno dei momenti più significativi della storia dell’umanità.

Fabrizio Del Noce: Il mio sentimento è di assoluto piacere e commozione nel vedere per la prima volta una fiction televisiva, o in generale uno spettacolo, sia esso teatrale o cinematografico, dedicato alla figura di Maria. E’ anche un piacere essere di nuovo a fianco diEttore Bernabei, ex direttore della Rai e che qui ha avuto un ruolo di ispirazione per un progetto ambizioso, una sfida non da poco, tenendo conto della volontà di rispettare il valore storico degli eventi e, insieme, di raccontarli con il giusto garbo. Ringrazio poi la Lux Vide, che come sempre ha realizzato un prodotto di alta qualità, così come alti sono i suoi ascolti. Coniugare una buona audience e qualità di esecuzione riguardo una tematica così difficile come questa è indice di grande professionalità. E ovviamente grazie agli attori, specialmente a questa famosissima attrice che ho al mio fianco (Paz Vega, n.d.r.), e a Maria, la nostra Alissa Jung, che è sempre rimasta la nostra scelta dalla prima volta in cui abbiamo visto il suo provino. La fiction andrà in onda domenica 1 aprile e lunedì 2 aprile, una collocazione obbligata visto il periodo, da cui ci aspettiamo grande risalto.

Ettore Bernabei: E’ un’eccezione che io sia qui, in quanto ormai ricopro solo il ruolo di presidente onorario di Lux Vide, ma mi è sembrato doveroso ringraziare personalmente la Rai, Fabrizio Del Noce e tutti i suoi collaboratori per aver dato fiducia a quest’opera non facile. Vorrei riprendere un’espressione proprio di Del Noce: il valore storico. La nostra prima fonte sono stati infatti i Vangeli, che in genere si concentrano sulla vita di Gesù, mentre noi abbiamo voluto attingervi per la storia di sua madre, che è anche madre di un uomo, di cui pure si conserva la divinità. Per far conoscere la figura di Maria abbiamo percorso una strada che non è soltanto quella delle devozione e del rispetto, ma anche quella che mette in luce la donna che ha avuto una vicenda umana. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto, e che hanno dato il meglio di sé.

Alissa Jung è la Madonna nella fiction Maria di NazaretGiacomo, è stato difficile scegliere il cast?
Giacomo Campiotti: Già trovare Gesù e Maria non è un’impresa facile, in più ognuno ha una propria idea di come Maria dovrebbe essere, ma quando abbiamo visto il provino di questa attrice che non conoscevamo, che per di più si era filmata da sola perché non poteva presentarsi ai casting, ci ha subito trasmesso una pace e una serenità che abbiamo capito essere quelle giuste. L’abbiamo chiamata a Roma e Alissa era effettivamente molto diversa dalla mia idea di Maria, ma dopo averla vista recitare non abbiamo più avuto dubbi. Tutta la squadra ha condiviso questa scelta, perché Alissa è stata in grado di dare a Maria non solo la dolcezza, la bontà, ma anche la consapevolezza, la forza, il coraggio quotidiano di una donna vera: non rappresentava semplicemente una madonnina su un piedistallo. Anche per Gesù avevamo fatto vari provini: inizialmente avevamo pensato a Luca Marinelli, che poi invece ha interpretato Giuseppe, e proprio mentre facevamo i casting per Giuseppe, in Germania, abbiamo invece trovato Gesù! Un altro miracolo è stato riuscire ad avere con noi Paz Vega, che io conoscevo per i suoi film e consideravo inarrivabile, ma come tutti anche lei si è buttata con tutto il cuore in questo progetto, dando vita a un personaggio bellissimo: quello di una donna sexy, divertente, ma di cui ha saputo esprimere anche il dolore profondo, conferendole grande spessore. In Luca Marinelli abbiamo trovato un Giuseppe finalmente “figo”, un giovane uomo che deve compiere una scelta, che deve accettare questo mistero enorme, e che lo fa in maniera molto convincente. Ma lo stesso vale per tutti i personaggi di contorno, a cui era difficile dedicare il giusto spazio ma a cui abbiamo comunque cercato di dare spessore, anche perché abbastanza inconsueti. E poi ovviamente Antonia: è la prima volta che scelgo un’attrice senza farle nemmeno un provino. Nel ruolo della cattiva era perfetta, ha saputo raccontare benissimo il lato glamour che il male spesso ha. Non posso poi non menzionare gli attori tedeschi e quelli tunisini, che hanno aggiunto un grande realismo alla messa in scena.

La fiction è dedicata a tutte le mamme. Come mai?
Matilde Bernabei: Noi abbiamo visto in Maria una madre affettuosa, attenta, che soffre per la sofferenza del proprio figlio, ma che comunque è forte di una serenità di fondo, che acquisisce mettendosi nelle mani di Dio. Vorrei aggiungere che questo film, come tutte le nostre produzioni, ha la capacità di viaggiare nel mondo: è infatti una coproduzione con Telecinco che, nonostante i problemi economici che tutti conosciamo, ha voluto entrare in un progetto non certo semplice. Con la Rai, poi, abbiamo lavorato fianco a fianco, cosa impossibile da fare altrove qui in Italia.

Alissa, tu come hai vissuto questo ruolo?
Alissa Jung: Mi sono avvicinata a questo personaggio con molto rispetto: tutti conoscono Maria, e quindi mi sentivo investita da una grande responsabilità. Ma Maria è anche una donna, e io ho cercato di portare in luce il suo lato più umano.

Quali emozioni hai provato sul set?
Alissa Jung: E’ stato bellissimo lavorare con questo cast. Per me è stata la prima produzione internazionale, la prima volta che lavoravo con attori così bravi, e in più il mio personaggio era speciale. Sul set si parlavano sei lingue, si è creata una confusione bellissima, ho persino imparato qualche parola di arabo!

Paz Vega è una seducente Maria Maddalena nella fiction Maria di NazaretPaz, come hai vissuto il cambiamento del tuo personaggio?
Paz Vega: Maddalena subisce un grande cambiamento: da giovane crede nell’amore, nella vita, nella gente, ma poi la sua esistenza sfortunata la fa cambiare. La sfida nell’interpretarla è la stessa che ha affrontato Alissa: tutti conoscono la figura di Maria Maddalena, ma io volevo portare al suo personaggio qualcosa di nuovo, di fresco, di umano. Come sempre, la mia preoccupazione era quella di dare vita a un personaggio in cui ci si potesse riconoscere.

Luca, come ti sei preparato al ruolo di Giuseppe?
Luca Marinelli: Devo innanzi tutto ringraziare il grande gruppo con cui ho lavorato, rivedere tutti dopo due mesi è già una grande emozione. Giuseppe è un uomo che non avrebbe mai pensato di essere parte di una grande rivoluzione nella storia, ma che trova la pace in sua moglie e in suo figlio.

Andreas, come è stato interpretare Gesù?
Andreas Pietschmann: Ho fatto due casting, a Berlino e a Roma, e in entrambi avevo i capelli lunghi “alla Gesù”, e forse questo mi ha aiutato! A parte gli scherzi, in prima istanza è stato scioccante dover provare a essere Gesù, ero sopraffatto dalla sua figura, ma poi ho scelto di affrontarla con un approccio personale, anche grazie a Giacomo che mi ha dato la libertà di interpretare il personaggio come ritenevo opportuno. Mi ha colpito la ricerca profonda svolta per la sceneggiatura: molto spesso sono utilizzati passi della Bibbia, pieni di concetti difficili ma che, se espressi nel modo giusto, hanno una grandissima forza. Sono orgoglioso di aver potuto lavorare a questo personaggio, anche perché non era affatto scontato scegliere un attore tedesco per il ruolo.

Alice Bellagamba, Paz Vega, Antonia Liskova in una scena del film in Maria di NazarethAntonia, parlaci del tuo personaggio.
Antonia Liskova: Erodiade è il male assoluto, ed è stato molto particolare per me interpretare un ruolo così drammatico. Spesso accade che la cattiveria di un personaggio sia giustificata dal suo passato, ma in questo caso è totalmente ingiustificabile, non si può capire in nessun modo perché si comporti in modo così arrivista e ambizioso. E’ stato anche divertente per me calarmi nei suoi panni: con i personaggi cattivi si può fare quello che nella vita reale ti è proibito, e per di più trasmetterlo esplicitamente.

Aldilà dell’attenzione alle fonti storiche, vi siete presi molte libertà nello sviluppo della storia. Come mai?
Tinni Andreatta: La prima cosa che ci siamo chiesti è stata: come possiamo raccontare la storia di Maria? Di solito si racconta l’evoluzione di un personaggio, ma Maria è l’emblema dell’accettazione, e quindi offre poche possibilità di movimento. Abbiamo quindi deciso di raccontare tre diversi volti della femminilità: il male assoluto, la tentazione, che stanno agli antipodi della figura di Maria, e poi Maddalena, la fragilità, la donna che può cadere ma che può anche rialzarsi. Quindi non soltanto una Maria che vive il proprio momento storico, ma una Maria che è parte di una storia che continua ad avvenire. Ci siamo presi delle libertà di carattere rappresentativo, ma si tratta di libertà che si inscrivono comunque all’interno di una filologia, di una tradizione, lavorando su questi tre diversi modi di essere donna.
Giacomo Campiotti: Nel Vangelo solo poche righe sono dedicate a Maria, ma siamo comunque partiti da quelle, così come per Maddalena ci siamo riferiti in primo luogo all’episodio della lapidazione. Il passato che abbiamo creato per loro porta i personaggi a coincidere con quelli descritti dai Vangeli, quindi non vedo forzature nella loro evoluzione. Maria, prima dell’annunciazione, avrà avuto delle amiche, e una di queste potrebbe essere stata proprio Maddalena: abbiamo costruito le loro rappresentazioni con il massimo rispetto, abbiamo letto moltissimo per documentarci proprio perché sappiamo che questi argomenti sono molto sentiti, e prima di tutto c’è stata la volontà di non offendere nessuno e di rimanere in armonia con quanto descritto nei Vangeli.

Andreas Pietschmann è Gesù nella fiction Maria di NazaretE’ stato dedicato anche il giusto spazio alla predicazione di Gesù, un momento descritto in tanti illustri precedenti cinematografici. Ne avete tenuto conto?
Giacomo Campiotti: Certamente, sono tutti film che ho amato da spettatore, ma qui ognuno ha soprattutto cercato dentro se stesso. Abbiamo svolto un lavoro molto profondo di preparazione, rileggendo i Vangeli e anche alcune opere di grandi mistici, la cui devozione ha risuonato moltissimo dentro di me: spesso l’anima arriva più lontano del cervello.

Qual è il rapporto delle tre donne protagoniste con la fede?
Alissa Jung: Noi prima di tutto siamo attrici e dobbiamo interpretare un ruolo: se mi chiedono di impersonare un’assassina, non devo ammazzare qualcuno per forza. E’ un aspetto molto privato, questo, ma credo che un Dio ci sia. Parlando con mia figlia di sei anni, le raccontavo delle diverse religioni, e delle guerre che si combattono in loro nome. Lei ha concluso dicendo: “credo che ci siano molte strade per arrivare a Dio”. E secondo me ha ragione.
Paz Vega: E’ la prima volta che in un’intervista mi chiedono una cosa così privata, comunque concordo con Alissa, non si deve per forza essere il personaggio che si interpreta. Io sono vissuta in una famiglia cattolica, ho frequentato una scuola cattolica, ma ora non sono più praticante. Ho il mio modo di credere in qualcosa: credo nella gente. In mio padre, in mia madre, in mia sorella: credo che Dio sia nelle persone intorno a noi, più che lassù da qualche parte.
Antonia Liskova: Io ho avuto un’educazione religiosa, e sono tuttora credente.

Alissa, come ti sei trovata a interpretare una Maria che rimane sempre così bella e giovane?
Alissa Jung: Non è stata una mia decisione quella di non invecchiare. Abbiamo fatto diverse prove, in cui venivo anche imbruttita e invecchiata, ma abbiamo deciso che usare un’immagine più ideale funzionava. Non è importante che Maria invecchi, ma che ami e che abbia questo rapporto fortissimo con suo figlio.

Paz, prossimamente lavorerai ancora in Italia?
Paz Vega: C’è un progetto che potrebbe partire a breve, ma non sono ancora state risolte alcune questioni finanziarie e quindi non posso assicurare nulla. Posso dire però che si tratta di un lavoro per il cinema.

Andrea, come hai costruito il tuo Erode?
Andrea Giordana: Oggi sono venuto qui con grande curiosità, perché finora avevo visto solamente la versione non doppiata. E devo dire che mi sono commosso: la più grande dote di Giacomo è la sua umanità, che ha saputo evidenziare anche in Maria, nella sua lotta con l’accettazione del mistero. Per quanto riguarda Erode, è un personaggio molto più complesso di quanto non si potrebbe pensare, lontanissimo dallo stereotipo del cattivo, che anzi si è sempre trovato a lottare con la depressione: un’anima tormentata.

Una scena della passione di Cristo nella fiction Maria di NazaretThomas, come è stata la tua esperienza sul set?
Thomas Trabacchi: Quello che mi ha insegnato questa esperienza è che la bontà è qualcosa da perseguire sempre, per quanto il male possa essere affascinante. In pratica c’è stato un travaso di bontà tra la storia, che per di più si poggia su tre donne e che quindi è tanto più significativa per il suo punto di vista al femminile, e la vita reale.

Roberto, cosa ti ha colpito del personaggio di Gioacchino?
Roberto Citran: La cosa più importante per me era mettere in scena la sua umanità, la rabbia di fronte a quello che non si riesce a capire, e poi l’accettazione

Come è stato, invece, essere la madre di Maria?
Antonella Attili: E’ raro lavorare con così tanti bravi attori, e per me è stata una sfida meravigliosa, un evento speciale in cui ho cercato di evitare tutti i cliché.

Altri due personaggi, Giovanni e Salomè, non sono meno importanti per la storia. Come li avete affrontati?
Marco Rulli: Torno a sottolineare l’aspetto umano dei nostri personaggi, la maniera quotidiana di vivere la fede e la perdita del proprio maestro.
Alice Bellagamba: Abbiamo dato a Salomè una sfumatura infantile, da bambina viziata e capricciosa, quasi ad avvicinarla a una ragazza dei nostri tempi.

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NOBELL:IT premio WECA

Posted by marilena marino On marzo - 24 - 2012 ADD COMMENTS

PREMIO WECA 2011-2012: ALTRI SITI, OLTRE AI VINCITORI

 

Come anticipato, pubblichiamo gli elenchi dei primi classificati, oltre ai vincitori.

Il Premio non è stato una competizione fine a se stessa, ma l’occasione per favorire la crescita di tutti siti web cattolici.

 

E’ per questo che rendiamo noto un elenco più ampio di siti segnalati dalla giuria.

 

 

Gli elenchi in dettaglio:

 

- Categoria “Siti Istituzionali e Associativi

- Categoria “Siti Parrocchiali

- Categoria “Siti Personali

 

SITO   http://www.cyberteologia.it   http://www.ricercatoridisperanza.it   http://nobell.it/   http://www.maxgranieri.it   http://www.egioiasia.com   http://www.gioba.it   http://diariodiunamissione.blogspot.com/   http://www.cercoiltuovolto.it   http://www.ilportonedibronzo.it   http://www.diodopointernet.it   http://www.religionereligioni.blogspot.com   http://www.vittoriomessori.it

 

Nell’arcipelago dei 15mila siti cattolici italiani, i migliori sono stati premiati a Roma dall’Associazione dei Webmaster Cattolici Italiani, in occasione del Laboratorio ‘Giovani, web ed educazione alla fede’ promosso dal Servizio nazionale per la Pastorale giovanile della CEI con WeCa.

Per la categoria ‘Siti personali’ il sito vincitore è www.cyberteologia.it di padre Antonio Spadaro, direttore di  ‘Civiltà Cattolica’. Ad appena un anno dalla inaugurazione del portale chiamato Cyberteologia ovvero – spiega padre Spadaro -‘l’intelligenza della fede al tempo della Rete’.

Menzione speciale a www.ricercatoridisperanza.it. Due studenti: Emanuele Renzi e Filippo Amaduzzi. Giovani ma convinti che ‘la speranza vada condivisa con il mondo intero. Anche attraverso il mondo digitale’.

 

Nobell.it

E comunque aver ragiunto il terzo posto significa comunque che la visibilita’ e l’impegno degli Animatori ori della Cultura e Comunicazione in questo Blog è stato raggiunto. Selezionato anche al Vatican blogger meeting nello scorso Mggio a Roma Nobell.it rimane nel suo costante impegno a qualificarsi per ila sua attivita’ nel contesto soprattutto dell’Evangelizzazione del Corile dei gentili. Grazie davvero a tutti!! (Marilena Marino)

Lettera WECA a NOBELL:IT 25 Marzo 2012

“Gentilissima,
la menzione speciale avremmo voluto farla a tutti i concorrenti (in
totale circa 500 per le 3 categorie), per la generosita’ ed entusiasmo
con cui ci hanno sostenuto, e soprattutto per il lavoro che svolgono
quotidianamente.

Per quanto riguarda voi, con la pubblicazione sul sito tra i primi dieci
avete di fatto ricevuto una menzione ancora piu’ esplicita.

Purtroppo il “premio materiale” abbiamo dovuto limitarlo per ovvi
motivi, ma certamente il “premio morale” vi appartiene con pieno diritto
e (spero) ampia e meritata soddisfazione.

Considerate che la giuria era molto numerosa (circa 20 membri) ed
esigente, quindi il vostro eccellente piazzamento e’ certamente di
grande valore.”

Un saluto molto cordiale e auguri di buon lavoro

Giovanni silvestri
Associazione Weca

La Giuria è composta da 22 personalità del mondo della comunicazione (internet, televisiva, radiofonica e della carta stampata, da Avvenire.it a TV2000).
L’intero elenco dei giurati, il testo del regolamento e le informazioni sul Premio su www.webcattolici.it

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Ciro il pagano salva dell’esilio (IV Domenica)

Posted by fuserteo On marzo - 15 - 2012 ADD COMMENTS
Ciro II di Persia (590 a.C. – 529 a.C), noto come Ciro il Grande, fu imperatore persiano e fondatore della dinastia degli Achemenidi. Succedette a suo padre Cambise I, liberò i Persiani dal dominio dei Medi e fu l’erede naturale delle grandi monarchie mediorientali. Ciro II unificò sotto il suo regno le varie tribù iraniche, conquistò Babilonia nel 539 senza combattere, ma con un’abile politica di propaganda; infatti, approfittò della particolare strategia politica del sovrano babilonese, che al culto del dio Marduk sostituì quello assiro. Ciro II pensò di proclamarsi figlio di Marduk, così fece cacciare dal popolo il sovrano mesopotamico e venne accolto come salvatore. Emise anche un editto che consentiva agli ebrei di fare ritorno alla loro patria e di porre fine alla cattività babilonese. In questo modo il sovrano controllò anche l’area fenicio-palestinese. Conquistò anche alcune regioni ai confini nordorientali della Persia, si assicurò il controllo della Siria e delle città fenicie, estendendo i confini del suo regno, che mantenne integro attraverso una politica avveduta, fondata nel conferire libertà ai popoli sottomessi e nel rispetto delle loro usanze. Fece spostare la capitale da Pasargade a Persepoli, abbellendola e arricchendola tanto che diventò una stupenda città di arte amministrata con giustizia. Morì nel 529 a.c. combattendo contro gli sciti messageti e fu sepolto a Persepoli; il suo successore fu il figlio Cambise II. Ciro II viene ricordato come un grande comandante militare, come un sovrano illuminato, amante dell’arte e della cultura, attuò una politica libertaria, fatta di autonomie locali, ma destinata purtroppo in breve tempo al fallimento. 
«Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: Io l’ho preso per la destra..».
Inizia così la prima lettura di questa domenica, tratta dal libro di Isaia (45,1.4-6). A scrivere è qui, come insegnano gli studiosi, un profeta anonimo chiamato convenzionalmente “il Secondo Isaia” perché la sua opera è confluita nel volume del grande profeta di Giuda vissuto nell’VIII sec. a.C. Ora, invece, siamo nel VI sec. a.C. e Israele sta vivendo da anni l’esilio babilonese, ma ecco sorgere all’orizzonte l’astro di Giro. In ebraico il suo nome è Koresh, modulato sul persiano Kurush, un nome dal significato ignoto, anche se alcuni ipotizzano che volesse dire “pastore”. Un nome che nella Bibbia ricorre ben 22 volte, in Isaia, Daniele, Esdra e nei due libri delle Cronache.
Di lui ci parlano anche gli storici greci Erodoto e Seno- fonte. Aveva ereditato il nome dal nonno (per cui, più correttamente, egli è Ciro II); suo padre era Cambise I e Ciro chiamò con questo nome il proprio figlio e successore, Cambise II. Egli proveniva dalla Persia, ove aveva posto la sua capitale nella città di Pasargade. Di là Ciro era partito dilagando attraverso una serie impressionante di conquiste che dettero origine al più grande impero mai visto fino a quel momento. Sottomise nel 549 a.C. la Media; poi fu la volta della Lidia (546) e, infine, cadde anche la gloriosa e immensa Babilonia (539).
Con molta abilità, anziché reprimere nel sangue le velleità nazionalistiche, egli adottò una politica di tolleranza e di relative autonomie. Gosì, con un editto, permise agli Ebrei deportati a Babilonia, dopo la distruzione di Gerusalemme del 586 a.C., ad opera del re babilonese Nabucodonosor, di rientrare in patria e di ricostruire il loro tempio.
Questo editto è citato in apertura al libro di Esdra: «Gosì dice Giro re di Persia: Il Signore, il Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio in Gerusalemme, che è in Giudea. Chi di voi proviene dal suo popolo abbia il suo Dio con lui e torni a Gerusalemme di Giudea e ricostruisca il tempio del Signore Dio di Israele: egli è il Dio che dimora in Gerusalemme. Ogni superstite, in qualsiasi luogo sia immigrato, riceverà dalla gente di quel luogo argento e oro, beni e bestiame con offerte generose per il tempio di Dio che è in Gerusalemme» (Esdra 1,2-4).
La politica liberale di Ciro in materia religiosa trovò consensi entusiastici in alcuni Ebrei esuli, tra i quali si distingue appunto il Secondo Isaia. Si spiegano così gli appassionati oracoli che egli riserva all’imperatore persiano, giungerido fino al punto di chiamarlo “messia”, cioè mio “consacrato”: è questo nell’originale ebraico il termine usato nel brano dell’odierna liturgia, rneshihò, “suo messia”, tradotto dalla Bibbia liturgica in «suo eletto».
Ciro è visto dal profeta come consacrato dal Signore per una missione di liberazione nei confronti di Israele: è Dio stesso a prenderlo per mano intronizzandolo e guidandolo di vittoria in vittoria. Il profeta marca questo aspetto per convincere molti Ebrei, ormai abituati a vivere in esilio ove avevano costruito case e impiantato commerci, a prendere la via avventurosa del ritorno in patria, accettando il mutato clima politico instaurato da Ciro il Grande, che morirà in battaglia nel 530 a.C.
Autore: 
Gianfranco Ravasi

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Letteratura e sacre scritture

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 5 - 2012 1 COMMENT

di Moreno Migliorat

Incrociando esegesi religiosa, letteratura, ricerca filosofica e riflessione teologica una serie di incontri per affrontare, attraverso sguardi diversi, quattro testi letterari in cui grandi autori del secolo scorso hanno ripreso episodi delle Sacre Scritture. È lo spirito del progetto “Riscritture” ideato da Amici di Torino Spiritualitàin collaborazione con il Circolo dei Lettori, al via alle 21 di oggi nelle sale di via Bogino 9 a Torino.

Si inizia oggi con “Caino” di Josè Saramago commentato dallo scrittore Antonio Scurati. Lunedì prossimo sarà la volta di “Giobbe” di Joseph Roth commentato dal biblista Piero Stefani. Capolavoro del grande autore mitteleuropeo, il romanzo narra la storia di Mendel Singer, un uomo semplice e devoto, che insegna la Torah ai bambini in una remota provincia della Russia orientale. Le disgrazie che si abbattono con violenza sulla sua famiglia gli fanno perdere l’orientamento e la fede in Dio. Ma la vita ha in serbo per lui un risvolto inatteso. Seguirà “Giuditta” di Mario Brelich, commentato dalla teologa Lilia Sebastiani, un saggio romanzato che ripercorre la vicenda di Giuditta, eroina dell’antichità che affida la salvezza del suo popolo alla propria bellezza. Concluderà il ciclo di incontri il capolavoro di Thomas Mann “Giuseppe e i suoi fratelli” commentato dal critico letterario Piero Boitani.

(via SpiritualSeeds.info)

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Papers per dialogare

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 27 - 2012 ADD COMMENTS

di Moreno Migliorati

“Papers of Dialogue – Awraq Al Hiwar”: questo il nome della nuova rivista in lingua inglese e araba lanciata dall’agenzia di stampa Agi e presentata presso la sede dell’ambasciata italiana a Beirut. Gli ambiziosi obiettivi del progetto, secondo i promotori, sono quelli di lanciare “un ponte fra l’Italia e il mondo arabo che alimenti il dialogo culturale e religiosoe aiuti a superare le barriere e a promuovere la pace”.

“Costruire un ponte tra diverse culture, vicine geograficamente, ma con tradizioni culturali e religiose proprie – ha detto il direttore dell’Agi, Roberto Iadicicco – e’ da sempre una grande sfida. Attraverso ‘Papers of Dialogue – Awraq Al Hiwar’, Agi offre uno strumento di dialogo culturale tra l’Italia e il mondo arabo. Il nostro fine e’ quello di contribuire alla costruzione di un vero pluralismo culturale volto a superare le barriere dettate da scarsa conoscenza reciproca e con l’obiettivo di conoscere e comprendere identita’ diverse”. Alessandro Pica, direttore generale di Agi, ha spiegato che la nuova rivista “testimonia l’impegno che Agi profonde nella promozione dello sviluppo di relazioni efficaci con i Paesi del mondo arabo. Crediamo che l’informazione giornalistica possa contribuire a gettare le basi per un dialogo di pace tra culture diverse”.

Auguri per questo nuovo ed interessante progetto.

(via SpirituaSeeds.info)

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Metanoia

Posted by Maria mollicone On febbraio - 22 - 2012 ADD COMMENTS

 

Mercoledì 22 Febbraio 2012

Nel tempo del deserto
La Chiesa è chiamata a vivere e comunicare un’esperienza forte di Dio


“Anche per la Chiesa di oggi il tempo del deserto può trasformarsi in tempo di grazia, poiché abbiamo la certezza che anche dalla roccia più dura Dio può far scaturire l’acqua viva che disseta e ristora”. Ad assicurarlo è stato il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi, dedicata al tempo di Quaresima, si è soffermato sulla “situazione di ambivalenza” che caratterizza i quarant’anni di cammino del popolo di Israele dall’Egitto alla terra promessa, e che “descrive anche la condizione della Chiesa in cammino nel deserto del mondo e della storia”. “In questo deserto – ha spiegato Benedetto XVI – noi credenti abbiamo certamente l’opportunità di fare una profonda esperienza di Dio che rende forte lo spirito, conferma la fede, nutre la speranza, anima la carità”. Ma il deserto “è anche l’aspetto negativo della realtà che ci circonda: l’aridità, la povertà di parole di vita e di valori, il secolarismo e la cultura materialista, che rinchiudono la persona nell’orizzonte mondano dell’esistere sottraendolo ad ogni riferimento al trascendente”. È questo, per il Papa, “anche l’ambiente in cui il cielo sopra di noi è oscuro, perché coperto dalle nubi dell’egoismo, dell’incomprensione e dell’inganno”. “In questi quaranta giorni che ci condurranno alla Pasqua di Risurrezione – l’auspicio del Papa, che alla fine della catechesi ha augurato ai fedeli ‘buon cammino di Quaresima’ – possiamo ritrovare nuovo coraggio per accettare con pazienza e con fede ogni situazione di difficoltà, di afflizione e di prova, nella consapevolezza che dalle tenebre il Signore farà sorgere il giorno nuovo”.Le tentazioni e i pericoli. Con il “ricorrente numero quaranta” – ha ricordato il Papa – che nell’Antico e nel Nuovo Testamento “è il tempo delle decisioni mature”, è descritto “un contesto spirituale che resta attuale e valido, e la Chiesa, proprio mediante i giorni del periodo quaresimale, intende mantenerne il perdurante valore e renderne a noi presente l’efficacia”. La liturgia cristiana della Quaresima ha lo scopo, infatti, di “favorire un cammino di rinnovamento spirituale, alla luce di questa lunga esperienza biblica e soprattutto per imparare ad imitare Gesù, che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto insegnò a vincere la tentazione con la Parola di Dio”. I quarant’anni della peregrinazione di Israele nel deserto, per il Papa, da una parte sono “la stagione del primo amore tra Dio e il suo popolo”, dall’altra “il tempo delle tentazioni e dei pericoli più grandi, quando Israele mormora contro il suo Dio e vorrebbe tornare al paganesimo e si costruisce i propri idoli”. Questa “ambivalenza”, che caratterizza Israele nel deserto, la ritroviamo “in modo sorprendente nel cammino terreno di Gesù, naturalmente senza alcun compromesso col peccato”. Nella sua vita terrena, “Gesù si reca nel deserto per stare in profonda unione con il Padre”. Una “dinamica”, questa, che “è una costante nella vita terrena di Gesù, che ricerca sempre momenti di solitudine per pregare il Padre suo e rimanere in intima ed esclusiva comunione con Lui, e poi ritornare in mezzo alla gente”. Ma in questo tempo di “deserto” e d’incontro speciale col Padre – ha fatto notare il Papa – Gesù “si trova esposto al pericolo ed è assalito dalla tentazione e dalla seduzione del maligno, il quale gli propone una via messianica lontana dal progetto di Dio, perché passa attraverso il potere, il successo, il dominio e non attraverso il dono totale sulla Croce”.Non di alcuni, ma di tutti. Nella parte iniziale della catechesi, Benedetto XVI ha ricordato che nei primi secoli il tempo della Quaresima era “il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede e di conversione per giungere a ricevere il sacramento del Battesimo”. Si trattava di “un avvicinamento al Dio vivo e di una iniziazione alla fede da compiersi gradualmente, mediante un cambiamento interiore da parte dei catecumeni, cioè di quanti desideravano diventare cristiani ed essere così incorporati a Cristo e alla Chiesa”. Successivamente, “anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a quella di Cristo”. “La partecipazione dell’intera comunità ai diversi passaggi del percorso quaresimale – ha affermato il Santo Padre – sottolinea una dimensione importante della spiritualità cristiana: è la redenzione non di alcuni, ma di tutti, ad essere disponibile grazie alla morte e risurrezione di Cristo”. In questa prospettiva, “sia coloro che percorrevano un cammino di fede come catecumeni per ricevere il Battesimo, sia coloro che si erano allontanati da Dio e dalla comunità di fede e cercavano la riconciliazione, sia coloro che vivevano la fede in piena comunione con la Chiesa, tutti insieme sapevano che il tempo che precede la Pasqua è un tempo di metanoia, il tempo del cambiamento, del pentimento; il tempo che identifica la nostra vita umana e tutta la nostra storia come un processo di conversione che si mette in movimento ora per incontrare il Signore alla fine dei secoli”.( da Agenzia Sir)

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Navigare con la Bibbia

Posted by marilena marino On febbraio - 20 - 2012 1 COMMENT
Un dono anche per i cybernautiUn sito per incontrare e “navigare” la Bibbia nella nuova edizione CEI 2008. Un indirizzo per visionare, scomporre, richiamare, studiare la “Parola” che sta a fondamento della fede e della vita della comunità cristiana, patrimonio culturale e spirituale dell’umanità intera. Oltre alla versione Cei, in questo spazio virtuale sarà possibile mettere a confronto le tante versioni del testo sacro già presenti nella rete.Perché la Chiesa italiana immette un sito sulla Bibbia, che si aggiunge ai tanti, interessanti e originali, già esistenti?
Almeno per tre obiettivi:- Il principale obiettivo è certamente di tipo pastorale: l’inserimento del testo della Bibbia sul Web è un ulteriore tassello del più ampio obiettivo della Chiesa cattolica italiana di evangelizzare anche attraverso le nuove tecnologie.

- La collocazione del sito della Bibbia – ed è questa una seconda ragione – è in linea con uno dei temi del Progetto Culturale, quale il rapporto tra fede e altre scienze. Una sezione del sito, infatti, Bibbia e Sapere, permetterà collegamenti a siti appartenenti ad altre discipline (arte, storia, scienza, letteratura, filosofia ecc.) che hanno sviluppato pensiero a partire proprio dal testo sacro.

- Un terzo obiettivo, infine, è la realizzazione di uno strumento di lavoro rivolto ad una utenza che tenga in conto non solo gli studiosi e i ricercatori ma anche gli operatori pastorali, i credenti e chiunque voglia fare un percorso nei testi biblici, sia a livello personale che come gruppi organizzati o centri di ascolto.

La Bibbia CEI sul Tuo sito
Il servizio permette di inserire in qualsiasi sito una finestra (widget) che offre funzioni di accesso al testo ufficiale CEI della Bibbia.
I widget, disponibili in diversi formati e modalità, consentono di:

  • accedere a un versetto
  • ricercare una parola o una frase
  • andare al Vangelo del giorno

Attivare il servizio è semplicissimo:

  • individua il widget più adatto;
  • indica l’indirizzo del sito in cui intendi inserire il widget;
  • copia il codice e incollalo nel Tuo sito
  • Cosa c’è nel sito
     Cosa c’è nel sito
    Antico e Nuovo Testamento
    Tutti i testi, Antico Testamento, Nuovo Testamento, Libri Omogenei e Singoli Libri, sono accompagnati dalle introduzioni ufficiali. Per agevolare la navigazione, è stato realizzato un nuovo indice ad albero che potrà essere richiamato in qualsiasi momento e che permetterà all’utente di accedere con maggiore rapidità ai testi biblici. All’interno l’indice riporta in modo interattivo l’intera struttura della Bibbia ovvero l’elenco di tutti i gruppi di libri omogenei e dei singoli libri. La loro selezione permetterà l’immediata visualizzazione del testo del libro prescelto.Note 
    Viene riportato il dettaglio dell’intero apparato delle note presenti sul nuovo testo biblico edizione 2008. Dalle singole note sarà possibile, con un link ipertestuale, accedere al passo biblico cui quella nota fa riferimentoRicerca
    Il motore di ricerca sempre a disposizione durante la navigazione permette di effettuare ricerche per singole parole o frasi su tutti i testi della Bibbia CEI Edizione 2008. Nella pagina di visualizzazione dei risultati di ricerca l’utente troverà il numero complessivo degli argomenti corrispondenti ai criteri impostati e l’elenco degli stessi con la relativa contestualizzazione, cioè dove compaiono nel testo biblico. Attraverso la selezione di ciascuno dei risultati si accederà al testo biblico corrispondente.Bibbia Interconfessionale
    E’ possibile avere a disposizione l’intero testo della Bibbia Interconfessionale con le stesse modalità di navigazione adottatata per la Bibbia CEI

    I nostri link
    Questa sezione presenterà link a siti istituzionali ufficiali che si occupano di studi biblici, nazionali ed internazionali

    S.E. Mons. Mariano Crociata :
    La realtà sociale e culturale in cui ci troviamo a vivere oggi è in continua evoluzione. Essa mette in evidenza come i linguaggi e le tecniche del comunicare sono spesso fluide, dinamiche e veloci. Nell’era di Internet e delle “reti sociali”, la Chiesa italiana è consapevole che l’accelerata innovazione tecnologica non è solo questione tecnica, ma coinvolge più profondamente l’uomo. “Non basta usare i media… è necessario integrare questo messaggio nella nuova cultura creata dai moderni mezzi della comunicazione sociale” sottolinea la Redemptoris missio al n. 37.
    Il Messaggio di Benedetto XVI in occasione della 43ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali sul tema Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia lascia chiaramente intendere – in modo propositivo– che in questo ambito si gioca una partita importante per la persona umana. Per tali ragioni, grazie all’impegno dell’Ufficio liturgico nazionale, dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e del Servizio Informatico della Cei, è stato realizzato Bibbia Edu, il nuovo sito Internet della Bibbia CEI. Questo strumento sarà molto utile per i così detti cybernauti che potranno leggere, studiare, approfondire la Parola attraverso quanto viene offerto dalle nuove tecnologie informatiche. In ogni tempo la Chiesa non è mai venuta meno alla sua missione: annunciare agli uomini la “notizia” che Gesù ha redento l’umanità. Con il restyling di Bibbia Edu si intende proseguire lungo questo percorso che deriva dal mandato di comunicare il Vangelo all’umanità intera, oggi anche nel nuovo mondo mediatico che caratterizza il nostro tempo.  Con il nuovo sito la Segreteria Generale della CEI intende mettersi ancora di più al servizio delle 226 diocesi, delle 26mila parrocchie e di tutte le persone-utenti della Rete, ampliando un canale di trasmissione che può condurre all’incontro con Bibbia.
    *Segretario Generale della CEI

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Comunicazione.Volti, persone, storia

Posted by marilena marino On febbraio - 11 - 2012 ADD COMMENTS

di Bruno Mastroianni

Si aprono le iscrizioni al seminario promosso dall’Università della Santa Croce che in aprile riunirà a Roma 300 professionisti della comunicazione

Si aprono in questi giorni le iscrizioni al convegno «Comunicazione della Chiesa: volti, persone, storie» che riunirà a Roma dal 16 al 18 aprile 2012 circa 300 professionisti della comunicazione di tutto il mondo.
L’ottavo seminario professionale sugli Uffici di Comunicazione della Chiesa, promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce, affronterà il problema di come raccontare la vitalità della fede attraverso i volti e le storie dei suoi protagonisti, superando la visione solo istituzionale della Chiesa. L’idea di fondo dell’incontro internazionale è che l’esperienza vissuta e raccontata in prima persona è lo strumento più efficace per trasmettere la fede.
Ad aprire il convegno sarà l’arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Nelle varie conferenze si alterneranno personalità di spicco del mondo della comunicazione e della Chiesa.
Una parte di particolare interesse è quella dedicata alle iniziative di successo: la campagna «Where God weeps» che sarà presentata da Mark Riedemann, direttore del canale CRTN; l’iniziativa «Chiedilo a loro» per la promozione dell’Otto per Mille, di cui parlerà don Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della CEI; il programma «Catholic Voices» in occasione del viaggio del Papa nel Regno Unito. E si parlerà anche di noi, di «Vatican Insider», il cui progetto sarà illustrato dal direttore de «La Stampa» Mario Calabresi e dal vaticanista Andrea Tornielli.
È previsto un incontro alla Sala Stampa vaticana con padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede mentre al cardinale Raymond Burke, Prefetto del Tribunale della Segnatura Apostolica, è affidata la prolusione conclusiva dal titolo «Comunicazione e giustizia: quando i casi legali diventano notizia».
Tra gli altri relatori del seminario figurano esperti di comunicazione aziendale come Fabrizio Paschina ideatore della campagna «Per fiducia» di Intesa San 
Paolo; esperti di social media management come Gustavo Entrala della società «101». Matthias Matussek, giornalista di «Der Spiegel», terrà un intervento su «Il volto, la persona, la storia del Papa: chiavi di lettura dell’ultimo viaggio in Germania».

Durante il convegno sono previste sessioni di comunicazioni a cura dei partecipanti sui seguenti temi: strategie per migliorare l’impatto dei siti web ecclesiali; i volti e le storie come risposta alle controversie; esperienze di “media training” per voci cattoliche; storie, istituzioni della Chiesa e “social media”; l’Anno della Fede e testimonianze: idee e progetti di comunicazione. Per presentare una comunicazione e iscriversi al convegno si può visitare il sito:http://www.pusc.it/csi/home

La Pontificia Università della Santa Croce, presente a Roma dal 1984, attualmente comprende le facoltà di Teologia, Diritto Canonico, Filosofia e Comunicazione Sociale Istituzionale. È nata dal desiderio di San Josemaría Escrivá, Fondatore dell’Opus Dei, di promuovere a Roma un centro universitario di studi al servizio di tutta la Chiesa. 

 

 

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Una Porta verso l’Infinito

Posted by marilena marino On gennaio - 26 - 2012 ADD COMMENTS

SULLA VIA DELLA BELLEZZA: PROSEGUE IL

PROGETTO “UNA PORTA VERSO L’INFINITO”

 

Monsignor Fisichella: “‘L’arte è espressione e rappresentazione del Vangelo”

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 13 gennaio 2012– Prosegue il percorso tracciato da Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte, il progetto promosso dall’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, che vuole essere una riflessione sull’arte come strumento di trasmissione della fede.

Domani mattina questa “Porta” si riaprirà nuovamente per condurci Sulla via della bellezza, come suggerisce il titolo della conferenza che si svolgerà alle 10.30 nella Sala Rossa del Palazzo Apostolico Lateranense.

«Il convegno intende approfondire le ragioni teologiche e culturali che animano il progetto – spiega a Zenit, don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni sociali e direttore del progetto -. Grazie alle diverse prospettive che i relatori ci offriranno, rifletteremo sul rilancio della nuova evangelizzazione nella città di Roma, mettendo a fuoco principalmente l’arte e la comunicazione».

In questa via della bellezza, infatti, incontreremo tre illustri protagonisti: monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione; l’architetto Paolo Portoghesi, docente della Sapienza Università di Roma e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.

Accogliendo l’invito formulato da Benedetto XVI al convegno diocesano dello scorso giugno a percorrere la strada dell’arte per avvicinare alla fede, i relatori si confronteranno sul tema dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo, attraverso tre differenti prospettive – quella teologica, artistica e della comunicazione – mediante la via della bellezza, “che conduce a Colui che è, secondo  Sant’Agostino, la Bellezza tanto antica e sempre nuova”.

Il linguaggio dell’arte, dunque, vissuto come una traccia da perseguire per arrivare alla strada privilegiata che porta direttamente a Dio e alle meraviglie del Creato, diventando, di conseguenza, strumento per la Nuova Evangelizzazione.

Proprio di questo Zenit ha parlato con monsignor Fisichella che ha dichiarato alla nostra agenzia come la via della bellezza sia “una via maestra”.

“Il cristianesimo dalle origini – spiega il presule – ha avuto con l’arte un rapporto privilegiato, poiché essa, nel susseguirsi di venti secoli di storia, attraverso capolavori di musica, poesia, pittura e scultura, non ha fatto altro che esprimere e comunicare la bellezza del Vangelo”.

Per tanto tempo, però, prosegue monsignor Fisichella, “la teologia ha comunicato solo con la filosofia”, e questo “se da una parte è stato positivo perché ne ha approfondito i contenuti”, dall’altra “ha impoverito la presentazione del Vangelo a mera scienza”.

“Credo, perciò, che sia importante non dimenticare che nel dialogo tra il teologo e il filosofo sia necessaria la presenza dell’artista – sottolinea il vescovo – perché il Vangelo non può essere solo ascoltato, il Vangelo è una persona, che va vista!”.

La rappresentazione del Vangelo è quindi “rappresentazione di Cristo stesso, del mistero di salvezza che supera la morte per esprimere l’amore e la vita”. Il teologo e il filosofo, aggiunge il presule, “devono riconoscere che il linguaggio usato dall’arte è un linguaggio più immediato, che va molto più al di là, nella comunicazione, di quanto possano fare la filosofia e la teologia”.

In conclusione, recuperare la via della bellezza, secondo monsignor Fisichella, vuol dire “recuperare, da un punto di vista teologico, il percorso della contemplazione”.

La bellezza, infatti, “per sua stessa natura, rapisce in essa e ci fa fermare, come il mistero che la fede presenta, che va contemplato e vissuto. In un periodo come il nostro, dove sembra che la bellezza venga meno, riproporla è una ‘provocazione’ necessaria su cui bisogna soffermarsi e riflettere”.

Il convegno di domani è il primo della serie di incontri promossi nell’ambito del progetto Una porta verso l’Infinito per l’anno 2012. L’iniziativa, che ha preso il via il 22 dicembre 2011 con il concerto su musiche di Mendelesshon e Schumann, nella Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, e ha visto la partecipazione del Coro del Teatro dell’Opera di Roma, prevede, inoltre, per questo nuovo anno, un calendario ricco di eventi relativi alla musica, al teatro, al cinema e alle arti figurative.

Per maggiori informazioni circa il programma e le date degli eventi, consultare il sito www.ucs.it alla voce Una porta verso l’infinito.

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La Rete e la Cultura del Cyberspazio

Posted by marilena marino On gennaio - 11 - 2012 1 COMMENT

 

Padre Antonio Spadaro, il direttore della rivista dei gesuiti si confronta sulle colonne dell’Osservatore Romano sulle nuove frontiere della comunicazione digitale.

Il direttore del quotidiano della Santa Sede Giovanni Maria Vian in un interessante colloquio con padre Antonio Spadaro, dal 1° ottobre alla guida della «Civiltà Cattolica» affrontano il tema della rivoluzione digitale di come sta modificando il modo di vivere e di pensare, e le sue implicazioni sulla dimensione religione e la fede cristiana . «La Rete e la  cultura del cyberspazio interrogano la nostra capacità di formulare e ascoltare un linguaggio simbolico che parli della possibilità e dei  segni della trascendenza nella nostra vita» dice il direttore».

 

«Forse – aggiunge il gesuita – è giunto il momento di  considerare la possibilità anche di quella che io chiamo una  cyberteologia, cioè l’intelligenza della fede al tempo della Rete. È il frutto della fede che sprigiona da se stessa un impulso conoscitivo in un tempo in cui la logica della Rete segna il modo di pensare,  conoscere, comunicare, vivere». «Internet – prosegue il direttore della Civiltà Cattolica – è uno spazio di esperienza che sempre di più sta diventando parte  integrante, in maniera fluida, della vita di ogni giorno. È un nuovo contesto esistenziale. Dal suo influsso dipende in qualche modo la  percezione di noi stessi, degli altri e del mondo che ci circonda e di quello che ancora non conosciamo»

 

E il direttore di Civiltà Cattolica non è l’unico nel mondo ecclesiastico cattolica ad indicare la rete come strumento di evangelizzazione e dimensione religiosa. Nei giorni scorsi su  vari media è stata data notizia delle omelie via twitter, e ieri l’Osservatore romano è tornato sull’argomento con un commento di monsignor Hervè Giraud, vescovo francese di Soissons, e presidente  del Consiglio per la comunicazione della Conferenza episcopale  francese. «In fondo – afferma il presule – anche le giaculatorie sono  preghiere-spot di poche sillabe o, se così possiamo definirle, tweet ante litteram: perchè allora non fare la stessa cosa con i commenti in rete?

Notizia ripresa da LUCA ROLANDI.
Il cardinale Ravasi su Twitter: usarlo con lo stile di san Paolo
“Credo oggi di avere attorno ai 7.500 followers che seguono il mio twitter – molti chiedono esplicitamente che io abbia a rispondere ad alcune loro provocazioni, che alcune volte sono anche molto polemiche. Finora io non ho ancora fatto questo percorso, perché richiederebbe anche un investimento di tempo e di energie del tutto particolare”. Così il cardinale ha commentato in un’intervista concessa a Radio Vaticana il suo uso di Twitter.

“Quando si fanno gli esperimenti per la prima volta, questi hanno sempre dentro delle fragilità, dei limiti… Quindi c’è un periodo di rodaggio che io sto facendo” ha detto Il presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, sicuramente il prelato della curia romana più attivo sul noto social network e che è solito “twittare” quotidianamanete alcune delle sua sapide citazioni. “Devo dire che il fatto che ogni giorno crescano non soltanto coloro che seguono questi messaggi essenziali che io do, ma anche che ci sia il desiderio di avere una risposta, di fare delle domande ed il fatto che ci siano anche coloro che retwittano, che trasmettano cioè a loro volta ad altri – nel loro sito o twitter – il messaggio che ho dato, è un elemento positivo, tenendo conto che lo stesso San Paolo diceva: E’ opportuno intervenire in tutti i contesti e scegliere tutto ciò che c’è di buono nelle realtà”.

di Marilena Marino

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La strada di Paolo

Posted by marilena marino On dicembre - 16 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

In occasione della VI edizione delFestival Internazionale del Film di Roma, il 2 novembre 2011 alle ore 18.00, presso il Palazzo delle Esposizioni, ha avuto  luogo nell’ambito di Risonanze, la proiezione di La strada di Paolo, un film di Salvatore Nocita prodotto da FAI Service (Federazione Autotrasportatori Italiani) e Officina della Comunicazione, in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura e Rai Cinema

Il film narra la storia di Paolo, un autotrasportatore diretto per lavoro in Terra Santa. Il suo viaggio prende una direzione inaspettata quando si imbatte in alcune realtà che parlano al suo cuore di Dio, Fede, Grazia e Carità, aprendogli anche gli occhi sull’opportunismo e il cinismo umano. Nell’incontro/scontro con la religiosità e il mistero insondabile di quella Terra, immerso in situazioni surreali, a contatto con personaggi e storie incredibili, per Paolo si aprono nuovi orizzonti che lo porteranno a una decisione fondamentale. Interpretato da Marcello Mazzarella, Valentina Valsania, Gianni Bissaca, Milena Miconi e David Brandon, con la partecipazione straordinaria di Philippe Leroy, il film deve indicazioni imprescindibili per la sua struttura alle interviste a personalità come S.E. Card. Angelo Scola,Arcivescovo di Milano; S.E. Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; Fabrizio Palenzona, Presidente di FAI Service; Roberto Vecchioni,cantautore; Salvatore Natoli, professore ordinario di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e Lucetta Scaraffia,storica, giornalista e docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Roma La Sapienza.

Afferma S.E. Card. Angelo Scola: «Io credo che la strada per l’uomo di oggi sia quella di guardare fino in fondo ai tratti fondamentali dell’esperienza umana. Il primo, il più importante è la capacità dell’uomo di cogliere il senso della realtà: cioè, la realtà è intelligibile e chiede di essere ospitata dalla nostra intelligenza e questo già implica una tra-scendenza, cioè un andare oltre l’immediato». [estratto da intervista]

S.E. Card. Gianfranco Ravasi sottolinea: «Il bisogno di trascendenza potrebbe essere raffigurato attraverso un’immagine che è curiosamente lontana e vicina a Paolo, è lontana perché viene da un verso di un grande tragico greco che è Eschilo, e dall’altra parte è vicina perché Paolo, noi sappiamo, entra nell’interno dell’orizzonte della cultura greca. La trascendenza è sostanzialmente, se la vogliamo esprimere con un simbolo, proprio questa mano che viene dall’oltre, dall’altro rispetto all’orizzonte in cui siamo immersi. È per questo che Paolo in un certo senso echeggerà questa voce pagana in una maniera differente». [*]

Per Fabrizio Palenzona «Questo film è un esempio della direzione nella quale vogliamo camminare. Lavorare, guadagnare il giusto, rimettere nel circuito più risorse possibili per attenuare i costi delle nostre imprese, sostenere l’azione di difesa dei diritti e promozione dei doveri attraverso la federazione: insomma, ripeto, promuovere una cultura che metta al centro la persona umana. Per questo ci piace il film: il richiamo al senso della vita, al dubbio su cosa e perché siamo in questo mondo, al valore della solidarietà, della famiglia, della pace e del lavoro come strumento di promozione umana».

«Nel raccontarci l’imprevedibile percorso di un autotrasportatore diretto in Terra Santa, Nocita recupera uno dei tòpoi più ricorrenti della cultura e dell’arte di ogni secolo: la strada. Che non è mai solo un luogo fisico, un tratto di percorrenza, ma il simbolo stesso dell’uomo in cammino. Formidabile dispositivo di scambio simbolico, la strada è il luogo della scoperta, del perdersi e del ritrovarsi, dell’incontro con l’altro, con il sè, con Dio. Sulla strada l’uomo in cammino si trasforma divenendo, da vagabondo senza meta, un pellegrino del suo destino».

Chiude Roberto Vecchioni: «Io non credo che l’uomo del terzo millennio sia sordo ai temi che riguardano il trascendente. C’è modo e modo di interpretare il trascendente: per paura, per bisogno, per necessità o anche davvero per fede intensa. Il trascendente ha una valenza fondamentale e sublima anche le piccole azioni che facciamo, dà un significato».

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Mission 2012

Posted by marilena marino On novembre - 30 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Obiettivi per il futuro: inculturare la fede nell’ambiente digitale attraverso processi mutimediali di impatto audio, video, sonoro e descrittivo per facilitare l’ingresso nel variegato mondo dei mass-media della produzione e diffusione della sapienza del Vangelo di Cristo. E’ un obiettivo arduo e a volte impervio ma che necessita sempre piu’ di inventiva e creativita’ per diventare sale luce e lievito nell’ambiente sempre piu’ secolarizzato che ci circonda.

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Cantami o Musa

Posted by marilena marino On novembre - 30 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

COMUNICAZIONE E MODA, COMUNICAZIONE E GRAFICA, COMUNICAZIONE E FEDE…INNOVATIVI LINGUAGGI IN RETE, SPERIMENTAZIONI CREATIVE PER RINNOVARE L’IMMAGINE.

Un viaggio intorno all’ iliade di una piccola foto che puo’ trasformarsi in una miriade di colori e trasmissione di linguaggi da esprimersi sotto forma di spot visivi da applicare a gadget, linee di abbigliamento e varie.

La comunicazione s’infiltra attraverso molteplici forme quali la scrittura, l’immagine, la vista:  gusti per  la trasmissione verbale che rimanda direttamente alla lettura intelleggibile del messaggio che si vuole trasmettere.

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Sentinelle Mass Media

Posted by marilena marino On novembre - 26 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Roma.Una guida alternativa per i nuovi quartieri intermediali, ospitale ed accogliente, capace di orientare e aprire alla trascendenza. E l’animatore della cultura e della comunicazione, colui che “introduce spazi di dialogo tra reale e virtuale” e sa far guardare oltre. Piu’ che uno specialista, ” è un esperto di umanita’ e un cittadino a pieno titolo del pianeta digitale, dato che fa della logica del dono, della condivisione, dello scambio, il proprio stile relazionale”, ha spiegato mons. Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e sottosegretario della Cei.

Intervenendo alla sessione “in presenza” del corso Anicec che si è svolto a Roma nei giorni scorsi, Pompili ha tracciato l’identikit di quella che sempre piu’ deve diventare una figura di riferimento nell’ambito sociale e culturale. Soprattutto oggi che la rete rappresenta “l’elemento sintetico dell’attuale stagione post-mediale”. L’animatore” non trasmette, ma prima di tutto incontra chi si sente smarrito o vuole conoscere meglio per poter abitare”. si tratta di una persona che sa uscire “dalle mappe uffficiali e dalle mode del momento, con le loro parole chiave che durano meno di una stagione, e dagli entusiasmi tecnologici cosi’ poco inclini alla questione del senso , per esplorarne le potenzialita’ alla luce di una passione e di un interesse per l’umano e di un desiderio di pienezza”. In quest’ottica, ha tenuto a precisare Pompili, il servizio che offre non risponde a un ” dover essere”, ma a un ” non poter fare a meno”, mosso da un desiderio autentico di condividere con altri cio’ che si è conosciuto e compreso”. Del resto, ha ricordato, “l’animatore è tale perchè ha un fuoco dentro, ha qualcosa d’importante da dire e sente il bisogno di testimoniare che è “la verticalita’ che buca la rete e restituisce all’orizzontalita’ il suo significato pieno e umanizzante”.

Secondo il sottosegretario della Cei, ” la vera sfida oggi è quella della trascendenza: essere pienamente dentro, ma affacciati su un altrove; essere nel web ma non del Web”. ” Nella cultura contemporanea, ha rilevato, si pensa che escludere la dimensione del sacro renda l’uomo piu’ libero: in realta’ escludere, negare o relegare nella sfera esclusivamente privata lo spazio del sacro impoverisce l’esperienza umana e la qualita’ della vita di tutti”.

Quella dell’animatore è dunque una vera missione: a lui è richiesto di essere “sentinella” che vigila e aiuta a restare svegli,  e al contempo 2 lievito che tiene in movimento e sa riconoscere e sviluppare le sinergie e i possibili contributi, specie dei giovani”. Questo significa saper cogliere, della logica digitale, la “non separabilita’ dell’imparare e dell’insegnare, entrambe attitudini qualificanti dell’essere umano di ogni eta’, favorendo lo scambio dei ruoli e le alleanze educative tra le generazioni e tra persone con capacita’ diverse”. e inoltre ” promuovere convivialita’, anche intergenerazionale, condivisione e una quotidianita’ che consolida il tessuto relazionale e da’ spessore alla comunicazione”. Occorre ” valorizzare i media tradizionali alla luce dei nuovi” per trasformarli “da qualcosa di dato per scontato, e quindi potente, in un’ occasione per una rigenerata capacita’ relazionale e una nuova intelligenza del mondo e persino della fede”.L’animatore, ha concluso Pompili, è , alla fine, ” il facilitatore di una nuova sintesi umanistica e promotore di un oltre rispetto a cio’ che la tecnica rende immediatamente disponibile: la partecipazione  oltre l’interattivita’, l’incontro oltre la connessione, la riconnessione della complessita’ esistenziale oltre la moltiplicazione degli spazi relazionali, il desiderio di un oltre che la tecnica suggerisce ma che non puo’ dare”.

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Google + e tu+ Novita’

Posted by marilena marino On novembre - 8 - 2011 ADD COMMENTS

di Marilena Marino

Il social network di Google inaugura le Pagine dedicate alle aziende e ai marchi. I brand possono così comunicare con gli utenti attraverso la funzione di Videoritrovi o semplicemente scrivendo post sulla bacheca. La cosa interessante è che Google sta integrando le pagine del suo social network nei risultati del motore di ricerca. Basterà a impensierire Facebook?

Finalmente Google+ inaugura Pages (Pagine)la sezione dedicata alle aziende e ai marchi che ora possono usare il social network della casa di Mountain View per collegarsi con i potenziali clienti e appassionati. Il design sembra ispirarsi a quello di Facebook (e ispirarsi è dire poco), con la foto principale sulla sinistra e le altre nella parte superiore del profilo, come potete vedere nell’esempio sottostante, che mostra la pagina di Google+ dei Muppets.

La pagina dei Muppets su Google+, lo stile ricorda quello di Facebook

“Finora Google+ si è concentrato nel connettere le persone fra di loro, ma vogliamo assicurarci che gli utenti possano costruire relazioni con tutte le cose ritenute interessanti, dalle aziende locali fino ai marchi globali. Per questo motivo abbiamo inaugurato Google+ Pagine in tutto il mondo”, ha dichiarato Vic Gundotra, Senior Vice President del settore Engineering di Google.

Al momento si possono trovare aziende come Pepsi, Toyota, H&M e persino la squadra del Barcellona, il primo team calcistico ad approdare sul social network di Google. I brand possono sfruttare tutte le funzionalità del sito e condividere informazioni, invitare gli utenti a una chat attraverso la funzione Videoritrovi o semplicemente comunicare con loro scrivendo un post sulla bacheca.

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