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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Spiritualità</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>Giornalismo, Perugia è “social”</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 11:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 25 di aprile al 29 Perugia sarà invasa da grandi firme provenienti da tutto il mondo che attraverso dibattiti, incontri e workshop cercheranno di portare nuova linfa a un settore : dai social network al “data journalism”

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			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/festival-del-giornalismo-2012.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-6915" style="margin: 10px;" title="festival del giornalismo 2012" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/festival-del-giornalismo-2012-e1335524927594-300x128.png" alt="" width="300" height="128" /></a><br />
Perugia, torna il Festival Internazionale del Giornalismo</h1>
<h2>Dal 25 al 29 aprile 200 eventi, 500 speaker e 3 concorsi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<div id="testoArt">
<p>Perugia, 24 aprile 2012 &#8211; La VI edizione del <strong>Festival del Giornalismo </strong>di Perugia si e&#8217; aperta il  <strong>25 aprile </strong>e si chiuderà <strong>domenica 29</strong>. In tutto, 200 eventi e 500 speaker in totale, tra cui Enrico Mentana, Tiziana Ferrario, Ezio Mauro, Michele Santoro, Beppe Severgnini, Marco Travaglio, Mario Tozzi.</p>
<p>&#8221; Per cinque giorni, Perugia sarà capitale del giornalismo&#8221;: lo evidenzia il <strong>sindaco </strong>della città,<strong>Wladimiro Boccali</strong>, sottolineando che &#8221;sei anni fa davvero pochi avrebbero potuto prevedere che il neonato Festival in così breve tempo si sarebbe guadagnato un credito tanto vasto e che avrebbe richiamato personalità del mondo dell&#8217; informazione, delle nuove tecnologie della comunicazione, dell&#8217;editoria&#8221;. In una nota di Palazzo dei Priori, Boccali sottolinea che &#8221;nei prossimi cinque giorni avremo modo, attraverso decine e decine di appuntamenti, di entrare nelle pieghe di questo mestiere delicatissimo quanto decisivo per l&#8217; affermazione di una democrazia compiuta, tra problemi, visioni di futuro, rivoluzioni metodologiche, opportunità inedite. Non sarà un giornalismo tutto rivolto a guardarsi dentro, ma anzi, una occasione per aprire finestre sulle questioni del nostro mondo&#8221;. A Boccali, &#8221;più che la partecipazione dei bei nomi del settore&#8221;, piace richiamare quella che a suo giudizio è una &#8221;immagine caratterizzante di questa manifestazione: lo <strong>straordinario entusiasmo di tanti ragazzi che vi prestano la loro opera come volontari o che arrivano a Perugia da tutte le parti d&#8217;Italia </strong>perché attirati da una grande curiosità per questo lavoro e dalla voglia di entrare a far parte di un mondo tanto difficile quanto suggestivo. Come sappiamo, molti di loro dovranno passare per le strettoie del precariato e per mille difficoltà, ma è bello pensare che gli eredi dei Giuseppe d&#8217;Avanzo e delle Miriam Mafai magari sono già qui e studiano da grandi giornalisti&#8221;. Infine Boccali ribadisce che &#8221;con il Festival del giornalismo, Perugia entra nel vivo della stagione delle più importanti manifestazioni, che si era aperta sabato scorso con la mostra di Luca Signorelli. Saranno mesi decisivi per confermare che <strong>la città vuole giocare la carta della cultura per crescere e produrre sviluppo&#8221;</strong>.</p>
<p>Ecco un&#8217;anticipazione sui principali eventi:</p>
<p><strong>ETICA E GIORNALISMO</strong></p>
<p><strong>Giovedì </strong>mattina alle <strong>11</strong>, presso la <strong>Sala dei Notari del Palazzo dei Priori in corso Vannucci 19 </strong>a Perugia, il ministro della Giustizia <strong>Paola Severino </strong>interverrà all&#8217;incontro su <strong>&#8216;Etica e Giornalismo&#8217;. </strong>Il programma dell&#8217;incontro etica e giornalismo prevede l&#8217;introduzione e l&#8217;illustrazione di una ricerca su <strong>come i cittadini italiani giudicano i giornalisti </strong>a cura del presidente di AstraRicerche <strong>Enrico Finzi; seguirà un </strong>dibattito tra la guardasigilli Paola Severino e il <strong>presidente dell&#8217;Ordine Nazionale dei Giornalisti Enzo Iacopino</strong>.</p>
<p><strong>UNICEF</strong></p>
<p>&#8220;Almeno un milione di bambini sotto i cinque anni di età nella regione del Sahel, rischia di morire nell&#8217;indifferenza generale&#8221;: questo l&#8217;allarme che un mese fa l&#8217;<strong>Unicef </strong>ha lanciato all&#8217;opinione pubblica. Eppure, a parte qualche reportage, questa emergenza, come tante altre &#8220;emergenze silenziose&#8221;, non fa notizia. Ecco perché Unicef Italia, per la prima volta, parteciperà al Festival Internazionale del Giornalismo. L&#8217;Unicef vuole parlare, scrivere e twittare di diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, di diritti umani e del ruolo fondamentale che la comunicazione e l&#8217;informazione giocano nella promozione e nella realizzazione degli obiettivi del non profit. Tre giorni, <strong>sette incontri </strong>per accendere i riflettori su quelle storie e quei numeri di cui si sente raccontare troppo poco: questo sarà &#8220;<strong>Parla di me</strong>&#8220;, rassegna di dibattiti e workshop organizzata dall&#8217;Unicef. Si parlerà di rapporto fra organizzazioni umanitarie e stampa, di uso e abuso delle immagini dei bambini, del ruolo dei giornalisti nelle crisi umanitarie, nel rapporto tra minori e giustizia.</p>
<p><strong>FACT CHECKING E CIVIC MEDIA</strong></p>
<p>Il 28 aprile verrà lanciata <strong>&#8220;Fact Checking&#8221;</strong>, una piattaforma che permetterà di segnalare e condividere inesattezze viste su web, carta stampata e tv. Il progetto è stato ideato da <strong>Ahref</strong>, una Fondazione no-profit che si propone di &#8220;sviluppare una ricerca sulla qualità dell’informazione che emerge dalla rete sociale abilitata da internet e i media digitali&#8221;. Il &#8220;fact checking&#8221;, ovvero la verifica dei fatti, viene concepita dall&#8217;organizzazione come un&#8217;attività pubblica, che richiede la <strong>collaborazione civica in rete</strong>: da sabato 28 lo strumento sarà funzionante in rete, e &#8221;a disposizione di cittadini consapevoli e attenti per segnalare citazioni da documenti, dichiarazioni pubbliche, articoli, programmi televisivi e sottoporli a verifica collettiva, per costruire socialmente un&#8217;informazione indipendente, affidabile e credibile&#8221;. Sarà presente a discuterne <strong>Luca di Biase</strong>, presidente di Ahref.</p>
<p><strong>SCUOLA</strong></p>
<p>Raccontare la scuola abbandonata dai media, che se ne occupano solo quando scoppia il &#8216;caso&#8217;, e dalle istituzioni. Ma anche dai ragazzi, che, soprattutto al Sud del paese, spesso lasciano gli studi precocemente. Sarà uno dei temi affrontati durante il Festival internazionale del giornalismo che apre domani a Perugia. Il dibattito è organizzato in collaborazione con la Fondazione Ahref, che ha avviato un progetto sperimentale proprio per raccontare l&#8217;abbandono scolastico.  A discutere dei temi oggetto dell&#8217;incontro saranno <strong>Marco Rossi Doria</strong>, divenuto sottosegretario alla Pubblica istruzione dopo una lunga esperienza da maestro di strada, <strong>Tullio De Mauro</strong>, ex ministro della Pubblica istruzione e studioso dei sistemi di formazione, <strong>Alessandra Migliozzi</strong>, giornalista dell&#8217;agenzia di stampa Dire e <strong>Giorgio Meletti</strong>, giornalista de &#8216;Il Fatto quotidiano&#8217;. L&#8217;incontro si svolgerà venerdì 27 aprile al Centro Servizi G. Alessi di Perugia alle 17.</p>
<p><strong>DONNE</strong></p>
<p>Il Centro per le pari opportunità della Regione Umbria ha concesso anche quest&#8217;anno il proprio patrocinio al Festival internazionale del Giornalismo, sostenendo in particolare la realizzazione di due appuntamenti.<br />
Il primo, dal titolo <strong>Donne e media: il diritto a una diversa comunicazione del femminile</strong>, è in programma domani 25 aprile alle ore 18:00 nella Sala Raffaello dell&#8217;Hotel Brufani di Perugia. Il secondo, <strong>Net feminism</strong>.<strong>Donne, rete e informazione</strong>, si svolgerà giovedì alle 14 al centro servizi Alessi di Perugia.<br />
&#8221;Come abbiamo potuto constatare nel corso degli anni &#8211; sottolinea la presidente del Centro per le pari opportunità,<strong>Daniela Albanesi</strong>, in una nota della Regione &#8211; il Festival rappresenta una<br />
qualificatissima occasione di confronto e di riflessione che tiene accesi i riflettori sulla complessità e sui problemi che attraversano la vita delle donne nella società contemporanea. Gli incontri<br />
programmati rispondono, infatti, all&#8217;esigenza di mettere a tema le domande delle donne che chiedono democrazia e qualità della vita quotidiana, ridefinizione dei modelli di sviluppo, governo<br />
democratico delle risorse, costruzione di modelli culturali capaci di proporre nuove modalità di stare al mondo per donne e uomini, una lettura critica di stereotipi che continuano a distorcere<br />
l&#8217;immagine femminile e incentivano l&#8217;uso strumentale del corpo delle donne&#8221;.</p>
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		<title>Evangelizzare la Cina</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 10:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cina"I laici, dunque, sono chiamati a partecipare con zelo apostolico all'evangelizzazione del Popolo cinese. In virtù del loro Battesimo e della Confermazione ricevono da Cristo la grazia e l'incarico di edificare la Chiesa (cfr Ef 4, 1-16)".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/cina_muraglia-cinese.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6904" style="margin: 10px;" title="cina_muraglia-cinese" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/cina_muraglia-cinese-e1335521781950-300x129.jpg" alt="" width="300" height="129" /></a>VATICANO &#8211; CINA<br />
La Chiesa in Cina ha bisogno di laici formati e di &#8220;buoni vescovi&#8221;<br />
Il comunicato della riunione della Commissione vaticana. &#8220;Ammirazione&#8221; per i vescovi e sacerdoti detenuti o impediti. La pretesa di &#8220;organismi&#8221; di &#8220;porsi al di sopra dei vescovi. Le ordinazioni rpiscopali illegittime e la partecipazione ad esse di vescovi legittimi.</p>
<p>Città del Vaticano (AsiaNews) &#8211; L&#8217;evangelizzazione della Cina ha bisogno di laici profondamente formati, di sacerdoti e religiosi che diano &#8220;luminosa testimonianza&#8221; evangelica e di &#8220;buoni vescovi&#8221;, e &#8220;non può avvenire sacrificando elementi essenziali della fede e della disciplina cattolica&#8221;. Dedicata in primo luogo al tema della formazione dei laici, la quinta riunione della Commissione per la Chiesa in Cina ha affrontato anche i temi più difficili della vita della comunità cattolica del Paese, dalla pretesa di &#8220;organismi&#8221; di &#8220;porsi al di sopra dei vescovi e di guidare la vita della comunità ecclesiale&#8221;, dalle ordinazioni illegittime di vescovi e la prigionia di alcuni di loro, alla diminuzione delle vocazioni sacerdotali.</p>
<p>Riunitasi in Vaticano dal 23 al 25 aprile, la Commissione, si legge nel comunicato sui lavori, diffuso oggi, hanno approfondito in primo luogo il tema della formazione dei laici, anche in vista dell&#8217;Anno della fede. &#8220;In primo luogo, essi devono entrare sempre più profondamente nella vita della Chiesa nutriti dalla dottrina, consapevoli della loro appartenenza ecclesiale e coerenti con le esigenze della vita in Cristo, che postula l&#8217;ascolto della Parola di Dio nella fede. In questa prospettiva sarà per loro di particolare aiuto la conoscenza approfondita del <em>Catechismo della Chiesa cattolica</em>. In secondo luogo, essi sono chiamati a entrare nella vita civile e nel mondo del lavoro, offrendo con piena responsabilità il proprio contributo: amare la vita e rispettarla dal suo concepimento sino alla sua fine naturale; amare la famiglia, promuovendo i valori che sono propri anche della cultura cinese tradizionale; amare la Patria, come cittadini onesti e solleciti del bene comune. Come dice pure un Saggio cinese, &#8220;la via del grande studio consiste nel manifestare le virtù luminose, nel rinnovare e avvicinare le persone, e nel raggiungere il bene supremo&#8221;. In terzo luogo, i laici cinesi devono crescere in grazia davanti a Dio e agli uomini, nutrendo e perfezionando la propria vita spirituale come membri attivi della comunità parrocchiale, e aprendosi all&#8217;apostolato anche con il sostegno di associazioni e di movimenti ecclesiali, che favoriscono la loro formazione permanente&#8221;.</p>
<p>&#8220;I Pastori debbono fare ogni sforzo per consolidare nei fedeli laici la conoscenza degli insegnamenti del Concilio Vaticano II, in particolare dell&#8217;ecclesiologia e della dottrina sociale della Chiesa. Sarà altresì utile dedicare una cura particolare alla preparazione di operatori pastorali per l&#8217;evangelizzazione, per la catechesi e per le opere di carità. La formazione integrale dei laici cattolici, soprattutto laddove sono in atto una rapida evoluzione sociale e un significativo sviluppo economico, è parte dell&#8217;impegno per rendere vibrante e vitale la Chiesa locale. Si auspica, inoltre, una speciale attenzione ai fenomeni delle migrazioni interne e dell&#8217;urbanizzazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;I laici, dunque, sono chiamati a partecipare con zelo apostolico all&#8217;evangelizzazione del Popolo cinese. In virtù del loro Battesimo e della Confermazione ricevono da Cristo la grazia e l&#8217;incarico di edificare la Chiesa (cfr Ef 4, 1-16)&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel corso della riunione, lo sguardo si è poi rivolto ai Pastori e, in particolare, ai vescovi e ai sacerdoti che sono detenuti o soffrono ingiuste limitazioni nel compimento della loro missione. Si è espressa ammirazione per la fermezza della loro fede e per la loro unione con il Santo Padre. Essi, in modo speciale, necessitano della preghiera della Chiesa, per affrontare le loro difficoltà con serenità e nella fedeltà a Cristo&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Chiesa ha bisogno di buoni vescovi. Essi sono un dono di Dio per il Suo Popolo, a favore del quale esercitano l&#8217;ufficio di insegnare, santificare e governare. Sono inoltre chiamati a donare ragioni di vita e di speranza a tutti coloro che incontrano. Essi ricevono da Cristo, attraverso la Chiesa, il loro compito e la loro autorità, che esercitano in unione con il Romano Pontefice e con tutti i vescovi sparsi nel mondo&#8221;.</p>
<p>&#8220;A proposito della situazione specifica della Chiesa in Cina, si è notato che persiste la pretesa degli organismi, chiamati &#8220;Un&#8217;Associazione e Una Conferenza&#8221;, di porsi al di sopra dei vescovi e di guidare la vita della comunità ecclesiale. Al riguardo, restano attuali e di orientamento le indicazioni, offerte nella succitata Lettera del Papa Benedetto XVI (cfr n.7), e ad esse è importante attenersi, perché il volto della Chiesa risplenda con chiarezza in mezzo al nobile Popolo cinese&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tale chiarezza è stata offuscata dagli ecclesiastici che hanno ricevuto illegittimamente l&#8217;ordinazione episcopale e dai vescovi illegittimi che hanno posto atti di giurisdizione o sacramentali, usurpando un potere che la Chiesa non ha loro conferito. Nei giorni scorsi, alcuni di loro hanno partecipato a consacrazioni episcopali autorizzate dalla Chiesa. I comportamenti di questi vescovi, oltre ad aggravare la loro posizione canonica, hanno turbato i fedeli e spesso hanno forzato la coscienza dei sacerdoti e dei fedeli che vi sono stati coinvolti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Inoltre detta chiarezza è stata offuscata dai vescovi legittimi, che hanno partecipato a ordinazioni episcopali illegittime. Molti di loro hanno chiarito la propria posizione e hanno chiesto scusa, e il Santo Padre li ha benevolmente perdonati; altri invece, che pure vi hanno preso parte, non hanno ancora fatto tale chiarificazione e sono quindi incoraggiati ad agire quanto prima in tal senso. I Partecipanti alla Riunione Plenaria seguono con attenzione e con spirito di carità questi penosi avvenimenti e, pur consapevoli delle particolari difficoltà della situazione presente, ricordano che l&#8217;evangelizzazione non può avvenire sacrificando elementi essenziali della fede e della disciplina cattolica. L&#8217;obbedienza a Cristo e al Successore di Pietro è il presupposto di ogni vero rinnovamento, e ciò vale per tutte le componenti del Popolo di Dio. Gli stessi laici sono sensibili alla chiara fedeltà ecclesiale dei propri Pastori&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per quanto concerne i sacerdoti, le persone consacrate e i seminaristi, la Commissione ha nuovamente riflettuto sull&#8217;importanza della loro formazione, rallegrandosi per il sincero e lodevole impegno nel realizzare non soltanto adeguati percorsi di educazione umana, intellettuale, spirituale e pastorale per i seminaristi, ma anche momenti di formazione permanente per i presbiteri. Inoltre, si è manifestato apprezzamento per le iniziative, che sono messe in atto da vari Istituti religiosi femminili per coordinare attività di formazione per le persone consacrate&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si è riscontrato, d&#8217;altra parte, che il numero delle vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa negli ultimi anni registra un sensibile calo. Le sfide della situazione spingono ad invocare il Padrone della messe e a rafforzare la consapevolezza che ogni sacerdote e ogni religiosa, fedeli e luminosi nella loro testimonianza evangelica, sono il primo segno capace di incoraggiare ancora i giovani e le giovani di oggi a seguire Cristo con il cuore indiviso&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Commissione infine ricorda che il 24 maggio prossimo, memoria liturgica della Beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani e Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, sarà un&#8217;occasione particolarmente propizia per tutta la Chiesa per invocare energia e consolazione, misericordia e coraggio, per la comunità cattolica in Cina&#8221;.</p>
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		<title>Viaggio nei luoghi dello spirito</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 06:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
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		<category><![CDATA[religioni]]></category>
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		<description><![CDATA[A Roma i luoghi dello spirito:chiese, sinagoghe, moschee, e tutto su città  come Torino, Roma, Barcellona, New York, Gerusalemme, Miami e Buenos Aires.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/architetture-di-luce-roma1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6836" style="margin: 10px;" title="architetture di luce roma" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/04/architetture-di-luce-roma1-e1334044128382-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>di Moreno Migliorati</p>
<p>Sarà inaugurata dopodomani, giovedì 12 aprile, la mostra <strong>“Architetture di Luce”</strong>, dell’artista argentina  Karina Chechik. Si tratta di un  viaggio attraverso quelli che sono i <strong>luoghi della spiritualità</strong>, ma soprattutto un percorso di mostre itineranti   che toccano importanti luoghi di cultura.<br />
La mostra giunge a Roma, ospitata presso l’<a href="http://www.studiromani.it/" target="_blank">Istituto Nazionale di Studi Romani</a>, prima di fare ritorno dall’altra parte dell’oceano dove sono previste altre due “tappe”: una presso il Frost Museum di Miami ed una presso il Museo Judio  di Buenos Aires, dopo aver toccato la città di Torino con un’esposizione al Museo del Design GH ed essere partita nel maggio del 2011 dal Museo della Cattedrale di La Plata (Argentina). Il progetto artistico (che comprende circa una quarantina di opere)  infatti è un vero proprio percorso attraverso quelli che sono i luoghi della spiritualità, che non necessariamente sono individuabili in luoghi di culto, ma possono anche essere rappresentati da ambienti naturali.<br />
Di fatto però l’attenzione dell’artista si focalizza su i luoghi dello spirito, <strong>chiese</strong>, <strong>sinagoghe</strong>, <strong>moschee</strong>, e su città  come Torino, Roma, Barcellona, New York, Gerusalemme, Miami e Buenos Aires.<br />
Per questa tappa romana sono state realizzate ed inserite opere rappresentanti scorci storici e mistici della città di Roma, riuscendo a valorizzarne ed amplificarne  la spiritualità, grazie ad un abilissimo uso della  luce, tentando di unire la leggerezza dell’essere alla forza  della natura e della storia.<br />
Un’ architettura fatta di luce,  un’idea legata al mondo della spiritualità, dove ogni singolo ritrova parte della sua dimensione ed ogni scorcio, in fondo, appartiene a chiunque.<br />
“L’Italia”, dice l’artista, “è come una mia seconda casa e sono contenta che il mio progetto abbia trovato immediato consenso in quelle che sono storicamente le due capitali della Vostra Nazione, città riconosciute internazionalmente come  le capitali spirituali  d’Italia”.</p>
<p>(via <a href="una presso il Frost Museum di Miami ed una presso il Museo Judio  di Buenos Aires, dopo aver toccato la città di Torino con un’esposizione al Museo del Design GH ed essere partita nel maggio del 2011 dal Museo della Cattedrale di La Plata (Argentina). Il progetto artistico (che comprende circa una quarantina di opere)  infatti è un vero proprio percorso attraverso quelli che sono i luoghi della spiritualità, che non necessariamente sono individuabili in luoghi di culto, ma possono anche essere rappresentati da ambienti naturali. Di fatto però l’attenzione dell’artista si focalizza su i luoghi dello spirito, chiese, sinagoghe, moschee, e su città  come Torino, Roma, Barcellona, New York, Gerusalemme, Miami e Buenos Aires. Per questa tappa romana sono state realizzate ed inserite opere rappresentanti scorci storici e mistici della città di Roma, riuscendo a valorizzarne ed amplificarne  la spiritualità, grazie ad un abilissimo uso della  luce, tentando di unire la leggerezza dell’essere alla forza  della natura e della storia. Un’ architettura fatta di luce,  un’idea legata al mondo della spiritualità, dove ogni singolo ritrova parte della sua dimensione ed ogni scorcio, in fondo, appartiene a chiunque. “L’Italia”, dice l’artista, “è come una mia seconda casa e sono contenta che il mio progetto abbia trovato immediato consenso in quelle che sono storicamente le due capitali della Vostra Nazione, città riconosciute internazionalmente come  le capitali spirituali  d’Italia”." target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<item>
		<title>Non avrai altra donna all&#8217;infuori di me:Maria</title>
		<link>http://nobell.it/non-avrai-altra-donna-allinfuori-di-memaria.html</link>
		<comments>http://nobell.it/non-avrai-altra-donna-allinfuori-di-memaria.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 08:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Maria di Nazaret, la donna simbolo della fede, la fiction per le feste pasquali su Rai uno assieme alle alre donne dei Vangeli: Erodiade simbolo del successo , Maddalena che richiama al pentimento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/alissa-jung-e-la-madonna-nella-fiction-maria-di-nazaret-235893.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6744" style="margin: 10px;" title="alissa-jung-e-la-madonna-nella-fiction-maria-di-nazaret-235893" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/alissa-jung-e-la-madonna-nella-fiction-maria-di-nazaret-235893-e1333181669883-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a>Le festività pasquali incombono e, come nella migliore tradizione, l&#8217;offerta televisiva generalista deve dare il giusto spazio all&#8217;evento. Quest&#8217;anno in Rai si è scelto però un punto di vista un po&#8217; diverso per ripercorrere il cammino di Gesù tra gli uomini: quello di sua madre, la cui vicenda, scarsamente indagata dai Vangeli, è stata qui arricchita da particolari che, se certamente plausibili, potrebbero far storcere il naso ai fedeli più intransigenti. Lo sceneggiatore <a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/francesco-arlanch_75552/">Francesco Arlanch</a> e il regista<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/giacomo-campiotti_28417/">Giacomo Campiotti</a> hanno infatti immaginato una Maria (l&#8217;eterea <a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Alissa+Jung" rel="nofollow">Alissa Jung</a>) legata da una profonda amicizia adolescenziale con Maddalena (un&#8217;affascinante <a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/paz-vega_8147/">Paz Vega</a>): due figure agli antipodi nell&#8217;iconografia cristiana, e che anche qui sono infatti destinate ad affrontare percorsi di vita estremamente diversi, destinati però a ricongiungersi grazie alla comune fede nel messaggio di Gesù. A tessere le fila dei loro destini è poi un&#8217;altra donna, Erodiade, interpretata dalla bella<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/antonia-liskova_70884/">Antonia Liskova</a>, che non esiterà a usare ogni sotterfugio pur di conservare il proprio potere. Con il regista, il nutrito cast e i vertici della Rai e della produzione, affidata a Lux Vide, abbiamo ripercorso le tematiche di questa epopea al femminile, che racconta da una prospettiva inedita una declinazione originale di quello che è indubbiamente uno dei momenti più significativi della storia dell&#8217;umanità.</p>
<p><a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/fabrizio-del-noce_293421/">Fabrizio Del Noce</a>: Il mio sentimento è di assoluto piacere e commozione nel vedere per la prima volta una fiction televisiva, o in generale uno spettacolo, sia esso teatrale o cinematografico, dedicato alla figura di Maria. E&#8217; anche un piacere essere di nuovo a fianco di<a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Ettore+Bernabei" rel="nofollow">Ettore Bernabei</a>, ex direttore della Rai e che qui ha avuto un ruolo di ispirazione per un progetto ambizioso, una sfida non da poco, tenendo conto della volontà di rispettare il valore storico degli eventi e, insieme, di raccontarli con il giusto garbo. Ringrazio poi la Lux Vide, che come sempre ha realizzato un prodotto di alta qualità, così come alti sono i suoi ascolti. Coniugare una buona audience e qualità di esecuzione riguardo una tematica così difficile come questa è indice di grande professionalità. E ovviamente grazie agli attori, specialmente a questa famosissima attrice che ho al mio fianco (<strong>Paz Vega</strong>, n.d.r.), e a Maria, la nostra <strong>Alissa Jung</strong>, che è sempre rimasta la nostra scelta dalla prima volta in cui abbiamo visto il suo provino. La fiction andrà in onda domenica 1 aprile e lunedì 2 aprile, una collocazione obbligata visto il periodo, da cui ci aspettiamo grande risalto.</p>
<p><a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Ettore+Bernabei" rel="nofollow">Ettore Bernabei</a>: E&#8217; un&#8217;eccezione che io sia qui, in quanto ormai ricopro solo il ruolo di presidente onorario di Lux Vide, ma mi è sembrato doveroso ringraziare personalmente la Rai, Fabrizio Del Noce e tutti i suoi collaboratori per aver dato fiducia a quest&#8217;opera non facile. Vorrei riprendere un&#8217;espressione proprio di Del Noce: il valore storico. La nostra prima fonte sono stati infatti i Vangeli, che in genere si concentrano sulla vita di Gesù, mentre noi abbiamo voluto attingervi per la storia di sua madre, che è anche madre di un uomo, di cui pure si conserva la divinità. Per far conoscere la figura di Maria abbiamo percorso una strada che non è soltanto quella delle devozione e del rispetto, ma anche quella che mette in luce la donna che ha avuto una vicenda umana. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto, e che hanno dato il meglio di sé.</p>
<p><a title="Alissa Jung è la Madonna nella fiction Maria di Nazaret" href="http://www.movieplayer.it/foto/alissa-jung-e-la-madonna-nella-fiction-maria-di-nazaret_235893/"><img src="http://images.movieplayer.it/2012/03/29/alissa-jung-e-la-madonna-nella-fiction-maria-di-nazaret-235893_medium.jpg" alt="Alissa Jung è la Madonna nella fiction Maria di Nazaret" /></a>Giacomo, è stato difficile scegliere il cast?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/giacomo-campiotti_28417/">Giacomo Campiotti</a>: Già trovare Gesù e Maria non è un&#8217;impresa facile, in più ognuno ha una propria idea di come Maria dovrebbe essere, ma quando abbiamo visto il provino di questa attrice che non conoscevamo, che per di più si era filmata da sola perché non poteva presentarsi ai casting, ci ha subito trasmesso una pace e una serenità che abbiamo capito essere quelle giuste. L&#8217;abbiamo chiamata a Roma e Alissa era effettivamente molto diversa dalla mia idea di Maria, ma dopo averla vista recitare non abbiamo più avuto dubbi. Tutta la squadra ha condiviso questa scelta, perché Alissa è stata in grado di dare a Maria non solo la dolcezza, la bontà, ma anche la consapevolezza, la forza, il coraggio quotidiano di una donna vera: non rappresentava semplicemente una madonnina su un piedistallo. Anche per Gesù avevamo fatto vari provini: inizialmente avevamo pensato a <a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/luca-marinelli_198638/">Luca Marinelli</a>, che poi invece ha interpretato Giuseppe, e proprio mentre facevamo i casting per Giuseppe, in Germania, abbiamo invece trovato Gesù! Un altro miracolo è stato riuscire ad avere con noi <strong>Paz Vega</strong>, che io conoscevo per i suoi film e consideravo inarrivabile, ma come tutti anche lei si è buttata con tutto il cuore in questo progetto, dando vita a un personaggio bellissimo: quello di una donna sexy, divertente, ma di cui ha saputo esprimere anche il dolore profondo, conferendole grande spessore. In <strong>Luca Marinelli</strong> abbiamo trovato un Giuseppe finalmente &#8220;figo&#8221;, un giovane uomo che deve compiere una scelta, che deve accettare questo mistero enorme, e che lo fa in maniera molto convincente. Ma lo stesso vale per tutti i personaggi di contorno, a cui era difficile dedicare il giusto spazio ma a cui abbiamo comunque cercato di dare spessore, anche perché abbastanza inconsueti. E poi ovviamente Antonia: è la prima volta che scelgo un&#8217;attrice senza farle nemmeno un provino. Nel ruolo della cattiva era perfetta, ha saputo raccontare benissimo il lato glamour che il male spesso ha. Non posso poi non menzionare gli attori tedeschi e quelli tunisini, che hanno aggiunto un grande realismo alla messa in scena.</p>
<p>La fiction è dedicata a tutte le mamme. Come mai?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/matilde-bernabei_75553/">Matilde Bernabei</a>: Noi abbiamo visto in Maria una madre affettuosa, attenta, che soffre per la sofferenza del proprio figlio, ma che comunque è forte di una serenità di fondo, che acquisisce mettendosi nelle mani di Dio. Vorrei aggiungere che questo film, come tutte le nostre produzioni, ha la capacità di viaggiare nel mondo: è infatti una coproduzione con Telecinco che, nonostante i problemi economici che tutti conosciamo, ha voluto entrare in un progetto non certo semplice. Con la Rai, poi, abbiamo lavorato fianco a fianco, cosa impossibile da fare altrove qui in Italia.</p>
<p>Alissa, tu come hai vissuto questo ruolo?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Alissa+Jung" rel="nofollow">Alissa Jung</a>: Mi sono avvicinata a questo personaggio con molto rispetto: tutti conoscono Maria, e quindi mi sentivo investita da una grande responsabilità. Ma Maria è anche una donna, e io ho cercato di portare in luce il suo lato più umano.</p>
<p>Quali emozioni hai provato sul set?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Alissa+Jung" rel="nofollow">Alissa Jung</a>: E&#8217; stato bellissimo lavorare con questo cast. Per me è stata la prima produzione internazionale, la prima volta che lavoravo con attori così bravi, e in più il mio personaggio era speciale. Sul set si parlavano sei lingue, si è creata una confusione bellissima, ho persino imparato qualche parola di arabo!</p>
<p><a title="Paz Vega è una seducente Maria Maddalena nella fiction Maria di Nazaret" href="http://www.movieplayer.it/foto/paz-vega-e-una-seducente-maria-maddalena-nella-fiction-maria-di-nazaret_235887/"><img src="http://images.movieplayer.it/2012/03/29/paz-vega-e-una-seducente-maria-maddalena-nella-fiction-maria-di-nazaret-235887_medium.jpg" alt="Paz Vega è una seducente Maria Maddalena nella fiction Maria di Nazaret" /></a>Paz, come hai vissuto il cambiamento del tuo personaggio?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/paz-vega_8147/">Paz Vega</a>: Maddalena subisce un grande cambiamento: da giovane crede nell&#8217;amore, nella vita, nella gente, ma poi la sua esistenza sfortunata la fa cambiare. La sfida nell&#8217;interpretarla è la stessa che ha affrontato Alissa: tutti conoscono la figura di Maria Maddalena, ma io volevo portare al suo personaggio qualcosa di nuovo, di fresco, di umano. Come sempre, la mia preoccupazione era quella di dare vita a un personaggio in cui ci si potesse riconoscere.</p>
<p>Luca, come ti sei preparato al ruolo di Giuseppe?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/luca-marinelli_198638/">Luca Marinelli</a>: Devo innanzi tutto ringraziare il grande gruppo con cui ho lavorato, rivedere tutti dopo due mesi è già una grande emozione. Giuseppe è un uomo che non avrebbe mai pensato di essere parte di una grande rivoluzione nella storia, ma che trova la pace in sua moglie e in suo figlio.</p>
<p>Andreas, come è stato interpretare Gesù?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/andreas-pietschmann_221271/">Andreas Pietschmann</a>: Ho fatto due casting, a Berlino e a Roma, e in entrambi avevo i capelli lunghi &#8220;alla Gesù&#8221;, e forse questo mi ha aiutato! A parte gli scherzi, in prima istanza è stato scioccante dover provare a essere Gesù, ero sopraffatto dalla sua figura, ma poi ho scelto di affrontarla con un approccio personale, anche grazie a Giacomo che mi ha dato la libertà di interpretare il personaggio come ritenevo opportuno. Mi ha colpito la ricerca profonda svolta per la sceneggiatura: molto spesso sono utilizzati passi della Bibbia, pieni di concetti difficili ma che, se espressi nel modo giusto, hanno una grandissima forza. Sono orgoglioso di aver potuto lavorare a questo personaggio, anche perché non era affatto scontato scegliere un attore tedesco per il ruolo.</p>
<p><a title="Alice Bellagamba, Paz Vega, Antonia Liskova in una scena del film in Maria di Nazareth" href="http://www.movieplayer.it/foto/alice-bellagamba-paz-vega-antonia-liskova-in-una-scena-del-film-in-maria-di-nazareth_236115/"><img src="http://images.movieplayer.it/2012/03/30/alice-bellagamba-paz-vega-antonia-liskova-in-una-scena-del-film-in-maria-di-nazareth-236115_medium.jpg" alt="Alice Bellagamba, Paz Vega, Antonia Liskova in una scena del film in Maria di Nazareth" /></a>Antonia, parlaci del tuo personaggio.<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/antonia-liskova_70884/">Antonia Liskova</a>: Erodiade è il male assoluto, ed è stato molto particolare per me interpretare un ruolo così drammatico. Spesso accade che la cattiveria di un personaggio sia giustificata dal suo passato, ma in questo caso è totalmente ingiustificabile, non si può capire in nessun modo perché si comporti in modo così arrivista e ambizioso. E&#8217; stato anche divertente per me calarmi nei suoi panni: con i personaggi cattivi si può fare quello che nella vita reale ti è proibito, e per di più trasmetterlo esplicitamente.</p>
<p>Aldilà dell&#8217;attenzione alle fonti storiche, vi siete presi molte libertà nello sviluppo della storia. Come mai?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Tinni+Andreatta" rel="nofollow">Tinni Andreatta</a>: La prima cosa che ci siamo chiesti è stata: come possiamo raccontare la storia di Maria? Di solito si racconta l&#8217;evoluzione di un personaggio, ma Maria è l&#8217;emblema dell&#8217;accettazione, e quindi offre poche possibilità di movimento. Abbiamo quindi deciso di raccontare tre diversi volti della femminilità: il male assoluto, la tentazione, che stanno agli antipodi della figura di Maria, e poi Maddalena, la fragilità, la donna che può cadere ma che può anche rialzarsi. Quindi non soltanto una Maria che vive il proprio momento storico, ma una Maria che è parte di una storia che continua ad avvenire. Ci siamo presi delle libertà di carattere rappresentativo, ma si tratta di libertà che si inscrivono comunque all&#8217;interno di una filologia, di una tradizione, lavorando su questi tre diversi modi di essere donna.<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/giacomo-campiotti_28417/">Giacomo Campiotti</a>: Nel Vangelo solo poche righe sono dedicate a Maria, ma siamo comunque partiti da quelle, così come per Maddalena ci siamo riferiti in primo luogo all&#8217;episodio della lapidazione. Il passato che abbiamo creato per loro porta i personaggi a coincidere con quelli descritti dai Vangeli, quindi non vedo forzature nella loro evoluzione. Maria, prima dell&#8217;annunciazione, avrà avuto delle amiche, e una di queste potrebbe essere stata proprio Maddalena: abbiamo costruito le loro rappresentazioni con il massimo rispetto, abbiamo letto moltissimo per documentarci proprio perché sappiamo che questi argomenti sono molto sentiti, e prima di tutto c&#8217;è stata la volontà di non offendere nessuno e di rimanere in armonia con quanto descritto nei Vangeli.</p>
<p><a title="Andreas Pietschmann è Gesù nella fiction Maria di Nazaret" href="http://www.movieplayer.it/foto/andreas-pietschmann-e-gesu-nella-fiction-maria-di-nazaret_235892/"><img src="http://images.movieplayer.it/2012/03/29/andreas-pietschmann-e-gesu-nella-fiction-maria-di-nazaret-235892_medium.jpg" alt="Andreas Pietschmann è Gesù nella fiction Maria di Nazaret" /></a>E&#8217; stato dedicato anche il giusto spazio alla predicazione di Gesù, un momento descritto in tanti illustri precedenti cinematografici. Ne avete tenuto conto?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/giacomo-campiotti_28417/">Giacomo Campiotti</a>: Certamente, sono tutti film che ho amato da spettatore, ma qui ognuno ha soprattutto cercato dentro se stesso. Abbiamo svolto un lavoro molto profondo di preparazione, rileggendo i Vangeli e anche alcune opere di grandi mistici, la cui devozione ha risuonato moltissimo dentro di me: spesso l&#8217;anima arriva più lontano del cervello.</p>
<p>Qual è il rapporto delle tre donne protagoniste con la fede?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Alissa+Jung" rel="nofollow">Alissa Jung</a>: Noi prima di tutto siamo attrici e dobbiamo interpretare un ruolo: se mi chiedono di impersonare un&#8217;assassina, non devo ammazzare qualcuno per forza. E&#8217; un aspetto molto privato, questo, ma credo che un Dio ci sia. Parlando con mia figlia di sei anni, le raccontavo delle diverse religioni, e delle guerre che si combattono in loro nome. Lei ha concluso dicendo: &#8220;credo che ci siano molte strade per arrivare a Dio&#8221;. E secondo me ha ragione.<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/paz-vega_8147/">Paz Vega</a>: E&#8217; la prima volta che in un&#8217;intervista mi chiedono una cosa così privata, comunque concordo con Alissa, non si deve per forza essere il personaggio che si interpreta. Io sono vissuta in una famiglia cattolica, ho frequentato una scuola cattolica, ma ora non sono più praticante. Ho il mio modo di credere in qualcosa: credo nella gente. In mio padre, in mia madre, in mia sorella: credo che Dio sia nelle persone intorno a noi, più che lassù da qualche parte.<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/antonia-liskova_70884/">Antonia Liskova</a>: Io ho avuto un&#8217;educazione religiosa, e sono tuttora credente.</p>
<p>Alissa, come ti sei trovata a interpretare una Maria che rimane sempre così bella e giovane?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/ricerca/?q=Alissa+Jung" rel="nofollow">Alissa Jung</a>: Non è stata una mia decisione quella di non invecchiare. Abbiamo fatto diverse prove, in cui venivo anche imbruttita e invecchiata, ma abbiamo deciso che usare un&#8217;immagine più ideale funzionava. Non è importante che Maria invecchi, ma che ami e che abbia questo rapporto fortissimo con suo figlio.</p>
<p>Paz, prossimamente lavorerai ancora in Italia?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/paz-vega_8147/">Paz Vega</a>: C&#8217;è un progetto che potrebbe partire a breve, ma non sono ancora state risolte alcune questioni finanziarie e quindi non posso assicurare nulla. Posso dire però che si tratta di un lavoro per il cinema.</p>
<p>Andrea, come hai costruito il tuo Erode?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/andrea-giordana_72820/">Andrea Giordana</a>: Oggi sono venuto qui con grande curiosità, perché finora avevo visto solamente la versione non doppiata. E devo dire che mi sono commosso: la più grande dote di Giacomo è la sua umanità, che ha saputo evidenziare anche in Maria, nella sua lotta con l&#8217;accettazione del mistero. Per quanto riguarda Erode, è un personaggio molto più complesso di quanto non si potrebbe pensare, lontanissimo dallo stereotipo del cattivo, che anzi si è sempre trovato a lottare con la depressione: un&#8217;anima tormentata.</p>
<p><a title="Una scena della passione di Cristo nella fiction Maria di Nazaret" href="http://www.movieplayer.it/foto/una-scena-della-passione-di-cristo-nella-fiction-maria-di-nazaret_236128/"><img src="http://images.movieplayer.it/2012/03/30/una-scena-della-passione-di-cristo-nella-fiction-maria-di-nazaret-236128_medium.jpg" alt="Una scena della passione di Cristo nella fiction Maria di Nazaret" /></a>Thomas, come è stata la tua esperienza sul set?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/thomas-trabacchi_28178/">Thomas Trabacchi</a>: Quello che mi ha insegnato questa esperienza è che la bontà è qualcosa da perseguire sempre, per quanto il male possa essere affascinante. In pratica c&#8217;è stato un travaso di bontà tra la storia, che per di più si poggia su tre donne e che quindi è tanto più significativa per il suo punto di vista al femminile, e la vita reale.</p>
<p>Roberto, cosa ti ha colpito del personaggio di Gioacchino?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/roberto-citran_7796/">Roberto Citran</a>: La cosa più importante per me era mettere in scena la sua umanità, la rabbia di fronte a quello che non si riesce a capire, e poi l&#8217;accettazione</p>
<p>Come è stato, invece, essere la madre di Maria?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/antonella-attili_9298/">Antonella Attili</a>: E&#8217; raro lavorare con così tanti bravi attori, e per me è stata una sfida meravigliosa, un evento speciale in cui ho cercato di evitare tutti i cliché.</p>
<p>Altri due personaggi, Giovanni e Salomè, non sono meno importanti per la storia. Come li avete affrontati?<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/marco-rulli_161145/">Marco Rulli</a>: Torno a sottolineare l&#8217;aspetto umano dei nostri personaggi, la maniera quotidiana di vivere la fede e la perdita del proprio maestro.<br />
<a href="http://www.movieplayer.it/personaggi/alice-bellagamba_195811/">Alice Bellagamba</a>: Abbiamo dato a Salomè una sfumatura infantile, da bambina viziata e capricciosa, quasi ad avvicinarla a una ragazza dei nostri tempi.</p>
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		<title>La Palma di S. Chiara</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 18:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animatori della Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[“I passi e il silenzio, sulle strade di Chiara d’Assisi” Edizioni Porziuncola, Assisi, 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/Francesco_Chiara.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6739" style="margin: 10px;" title="Francesco_Chiara" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/Francesco_Chiara-e1333131875599-300x160.jpg" alt="" width="300" height="160" /></a>I passi e i silenzi nel volume di Cardarelli e Gallo</h2>
<p>SANTE ALTIZIO<br />
ROMA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 2 aprile 1211 Chiara Scifi fuggiva dalla casa paterna per raggiungere Francesco Giovanni di Pietro Bernardone. <strong>Era la notte della domenica delle Palme. Percorse 24 chilometri per raggiungere la chiesa di San Damiano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Monica Cardarelli e Francesco Gallo, una giornalista e un esperto di trekking, hanno scritto a quattro mani, per  Edizioni Porziuncola, “<em>I passi e il silenzio, sulle strade di Chiara d’Assisi</em>” e hanno ricostruito il cammino che ha portato Santa Chiara al cospetto di San Francesco d’Assisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un cammino da fare a piedi, come fece Santa Chiara, attraverso la Porziuncola, il monastero benedettino di San Paolo delle Abbadesse, a Bastia Umbra, poi <strong>Sant’Angelo in Panzo, alle pendici del Monte Subasio, per finire a San Damiano. Lì Santa Chiara di chiuse in preghiera per 40 anni.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La guida contiene tutte le informazioni necessarie per seguire il percorso: <strong>cartine, informazioni sulle difficoltà del tracciato, lunghezza delle tappe, luoghi di ristoro.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E, per ogni tappa, la guida ricostruisce gli episodi più significativi della vita di Santa Chiara, secondo i testi originali scritti da Tommaso da Celano, il Testamento, la Regola, le Lettere ad Agnese di Praga.</p>
<p>Il 2 aprile prossimo, lunedì, alle 6.30 del mattino, dalla piazza di San Rufino, davanti al Duomo di Assisi, chi vorrà, potrà unirsi al pellegrinaggio, che ripercorrerà, guida alla manio, in 5 tappe, i 24 chilometri del cammino di Santa Chiara.</p>
<p>Per informazioni è possibile scrivere a <a href="mailto:ilcamminodichiara@yahoo.it">ilcamminodichiara@yahoo.it</a></p>
<p>La sera della domenica delle Palme (1211 o 1212) una bella ragazza diciottenne fugge dalla sua casa in Assisi e corre alla Porziuncola, dove l’attendono Francesco e il gruppo dei suoi frati minori. Le fanno indossare un saio da penitente, le tagliano i capelli e poi la ricoverano in due successivi monasteri benedettini, a Bastia e a Sant’Angelo.<br />
Infine Chiara prende dimora nel piccolo fabbricato annesso alla chiesa di San Damiano, che era stata restaurata da Francesco. Qui Chiara è stata raggiunta dalla sorella Agnese; poi dall’altra, Beatrice, e da gruppi di ragazze e donne: saranno presto una cinquantina.<br />
Così incomincia, sotto la spinta di Francesco d’Assisi, l’avventura di Chiara, figlia di nobili che si oppongono anche con la forza alla sua scelta di vita, ma invano. Anzi, dopo alcuni anni andrà con lei anche sua madre, Ortolana. Chiara però non è fuggita “per andare dalle monache”, ossia per entrare in una comunità nota e stabilita. Affascinata dalla predicazione e dall’esempio di Francesco, la ragazza vuole dare vita a una famiglia di claustrali radicalmente povere, come singole e come monastero, viventi del loro lavoro e di qualche aiuto dei frati minori, immerse nella preghiera per sé e per gli altri, al servizio di tutti, preoccupate per tutti. Chiamate popolarmente “Damianite” e da Francesco “Povere Dame”, saranno poi per sempre note come “Clarisse”.<br />
Da Francesco, lei ottiene una prima regola fondata sulla povertà. Francesco consiglia, Francesco ispira sempre, fino alla morte (1226), ma lei è per parte sua una protagonista, anche se sarà faticoso farle accettare l’incarico di abbadessa. In un certo modo essa preannuncia la forte iniziativa femminile che il suo secolo e il successivo vedranno svilupparsi nella Chiesa.<br />
Il cardinale Ugolino, vescovo di Ostia e protettore dei Minori, le dà una nuova regola che attenua la povertà, ma lei non accetta sconti: così Ugolino, diventato papa Gregorio IX (1227-41) le concede il “privilegio della povertà”, poi confermato da Innocenzo IV con una solenne bolla del 1253, presentata a Chiara pochi giorni prima della morte.<br />
Austerità sempre. Però &#8220;non abbiamo un corpo di bronzo, né la nostra è la robustezza del granito&#8221;. Così dice una delle lettere (qui in traduzione moderna) ad Agnese di Praga, figlia del re di Boemia, severa badessa di un monastero ispirato all’ideale francescano.<br />
Chiara le manda consigli affettuosi ed espliciti: &#8220;Ti supplico di moderarti con saggia discrezione nell’austerità quasi esagerata e impossibile, nella quale ho saputo che ti sei avviata&#8221;. Agnese dovrebbe vedere come Chiara sa rendere alle consorelle malate i servizi anche più umili e sgradevoli, senza perdere il sorriso e senza farlo perdere. A soli due anni dalla morte, papa Alessandro IV la proclama santa.<br />
Chiara si distinse per il culto verso l&#8217;Eucarestia. Per due volte Assisi venne minacciata dall&#8217;esercito dell&#8217;imperatore Federico II che contava, tra i suoi soldati, anche saraceni. Chiara, in quel tempo malata, fu portata alle mura della città con in mano la pisside contenente il Santissimo Sacramento: i suoi biografi raccontano che l&#8217;esercito, a quella vista, si dette alla fuga.</p>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Monica Cardarelli e Francesco Gallo , “<em>I passi e il silenzio, sulle strade di Chiara d’Assisi</em>” Edizioni Porziuncola, Assisi, 2011</p>
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		<title>L&#8217;orchidea di acciaio</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 16:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino."Le donne sono petali di acciaio inossidabile. Come Giovanna d' Arco .ASPETTATI IL MEGLIO MENTRE TI PREPARI AL PEGGIO"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/images-san-suu.jpeg"><img class="size-full wp-image-4974 alignleft" style="margin: 10px;" title="images san suu" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2011/10/images-san-suu.jpeg" alt="" width="258" height="195" /></a>È lo straordinario personaggio di Aung San Suu Kyi, paladina del movimento democratico in Birmania, fondatrice della Lega nazionale per la democrazia nel 1988, premio Nobel per la pace nel &#8217;91 e donna dal notevole carisma umano e politico, ad aver ispirato l&#8217;ultimo film del regista francese <strong>Luc Besson</strong>, un dramma umano che s&#8217;inscrive nel più ampio dramma politico di uno dei popoli più violentemente sottomessi alla dittatura militare. Una lunga lotta per la libertà (che continua tutt&#8217;oggi) alla quale <strong>Aung San Suu Kyi</strong> ha dedicato sé stessa e la sua vita, affrontando in questo lungo e impervio percorso tantissime dolorose difficoltà che l&#8217;hanno resa portatrice sana di una lotta pacifica per la democrazia capace di opporsi alla più ostile legge della violenza.</p>
<p>Nel 1947, quando bambina di soli due anni <strong>Aung San Suu Kyi</strong> (rigorosamente interpretata da <strong>Michelle Yeoh</strong>) vede per l&#8217;ultima volta suo padre (il generale <strong>Aung San</strong>, leader della lotta indipendentista birmana, fatto fuori dai suoi avversari politici), il suo destino è già scritto. Nonostante, infatti, gli anni di separazione dal proprio paese natio trascorsi successivamente in Inghilterra (dove <strong>Suu Kyi</strong> sposerà il professore universitario <strong>Michael Aris </strong>- <strong>David Thewlis</strong> &#8211; dal quale avrà due figli) e l&#8217;apparente distacco dalla lotta verso l&#8217;indipendenza iniziata da suo padre, quando nel 1988 la donna tornerà in patria per assistere la madre, scoprirà con i propri occhi gli orrori e le violenze che ancora tengono in ginocchio il suo paese. E sarà, a quel punto, naturale e quasi doveroso per lei riprendere in mano il lascito politico e morale lasciatole del padre per ricominciare la lotta là dove il genitore era stato costretto ad abbandonarla. Una lotta che porterà avanti con l&#8217;aiuto del suo popolo (eletta a guida per plebiscito popolare) e della sua famiglia (sempre disposta a sostenerla pur nella disperazione di non poterla più vedere). Quelli che seguiranno saranno per <strong>Suu Kyi</strong> anni di glorie (la schiacciante vittoria alle elezioni del 1990 e l&#8217;assegnazione del Premio Nobel l&#8217;anno seguente), ma anche di grande buio (la ripresa del potere con la forza da parte della dittatura militare subito dopo le elezioni e il successivo periodo di arresti domiciliari al quale seguirà uno stato di semi-libertà che le impedirà comunque di lasciare il paese &#8211; se non in via definitiva &#8211; e di vedere i figli e il marito, spentosi &#8211; senza più vedere sua moglie &#8211; nel 1999 per un cancro alla prostata). Una storia giocata tutta sul filo di valori profondissimi e immarcescibili mirabilmente veicolati dallo spirito di una donna che per la sua esemplare dualità (grazia endemica e indomita forza) è stata poi non a caso ribattezzata l&#8217;orchidea d&#8217;acciaio.</p>
<p>&#8220;ASPETTATI IL MEGLIO MENTRE TI PREPARI AL PEGGIO&#8221;</p>
<p>La fedeltà familiare e la vocazione a preservare i diritti delle comunità sono i valori che accompagnano e sostengono <strong>The Lady</strong>, un film in cui ritroviamo (poco) la cinetica d&#8217;azione cara al regista francese, ma che fa invece ancora una volta leva su una grande figura di donna, che arriva a essere quasi una summa di tutte le qualità delle ‘eroine&#8217; femminili transitate per i film di <strong>Besson</strong>. Un ritratto molto accorto e rispettoso della storia originale (ri)visitato attraverso le lenti intimiste del dramma famigliare che finirà per condurre la donna di fronte alla tragedia di dover scegliere tra il suo popolo e la sua famiglia, e che rifugge invece l&#8217;approfondimento più strettamente storico-politico, lasciato quasi a fare da sfondo insieme alla bucolica immagine delle pagode al calar del sole e dei paesaggi mozzafiato che accentuano la suggestione narrativa. Un <strong>Besson </strong>divulgativo e facilmente accessibile (con qualche vetta d&#8217;emozione) che, nonostante la patina melò in cui avvolge la pellicola, riesce nell&#8217;intento di portare alla luce questa immensa &#8211; ma troppo poco conosciuta &#8211; figura di donna che (in tempi di forte crisi dei valori) può rappresentare l&#8217;esempio vivente di un valore positivo ante-litteram.</p>
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		<title>I Teatri del Sacro</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 13:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Porteremo il teatro spirituale nella vita di tutti i giorni». Parola degli organizzatori de I Teatri del Sacro: una nuova dram­maturgia sui temi della spiritualità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/judith-e-langelo-7046-foto-lucia-baldini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6708" style="margin: 10px;" title="judith e l'angelo 7046 foto lucia baldini" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/judith-e-langelo-7046-foto-lucia-baldini-e1332511137247-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" /></a>Il teatro sacro nella vita d&#8217;ogni giorno</div>
<div></div>
<div><a id="thumb1" href="http://www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/allegati/29103/judith%20e%20l'angelo%207046%20foto%20lucia%20baldini.JPG"><br />
</a></div>
<table id="tabfoto" cellspacing="0" cellpadding="0" align="top">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div>
<div>«Porteremo il teatro spirituale nella vita di tutti i giorni». Parola degli organizzatori de<em> I Teatri del Sacro</em> che, dal 27 marzo al 3 giugno porteranno in con­temporanea a Milano e Roma una ventina fra gli spettacoli più rappresentativi del festival di Luc­ca, il concorso biennale per una nuova dram­maturgia sui temi della spiritualità promosso dalla Federgat e la Fondazione Comunicazione e Cultura in collaborazione con il Servizio Na­zionale per il progetto culturale della Cei, l’Uffi­cio Nazionale per le comunicazioni sociali del­la Cei e l’Acec. La scelta è quella di collocare gli spettacoli nei luoghi della quotidianità, privile­giando le aree periferiche come i Teatri di Cin­tura o le Sale della Comunità che, come sottoli­nea don Gianluca Bernardini a nome della Diocesi di Mila­no, «sono capillarmente diffu­se nel tessuto urbano e socia­le. Solo a Milano i cosiddetti ci­ne- teatri parrocchiali sono 40, in Lombardia ben 200». La no­vità è, anche, il sostegno «laico» dei comuni di Roma e Milano, quest’ultimo ieri rappresenta­to da Antonio Calbi, direttore del settore Spettacolo, Moda e Design. «A Milano vogliamo ri­pensare tutto il sistema teatra­le a partire dal tessuto sociale – ha preannunciato –, valoriz­zando anche, in futuro, le chiese come luogo di incontro artistico».</div>
<div>«Con il Festival di Lucca diamo l’opportunità al­le compagnie emergenti e anche agli artisti già consolidati di lavorare sul tema del sacro in mo­do libero, con il supporto economico per pro­durre » spiega Fabrizio Fiaschini presidente di Federgat che annuncerà il nuovo bando di con­corso il 18 maggio prossimo. «Con questa nuo­va iniziativa a Roma e Milano – prosegue –, dia­mo la possibilità di portare in circuito queste o­pere che spaziano nei molteplici linguaggi del­la scena: dai testi biblici alle tradizioni popola­ri, dalla prosa alla danza».<br />
L’evento milanese sottotitolato<em> Epifanie urbane</em> sarà diviso in due momenti: una prima parte dal 27 marzo al 4 aprile con 3 spettacoli, la seconda si terrà dal 30 maggio al 3 giugno in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie (cui parteciperà anche il Papa) con l’allestimento di altri 5 spettacoli. Gli spazi coinvolti nella rasse­gna sono: Crt, Teatro Arsenale, Teatro Rosetum, Teatro Pime e Teatro San Paolo e il nuovo spa­zio di Campo Teatrale che verrà inaugurato pro­prio con la rassegna<em> I Teatri del Sacro.</em> Ad aprire il 27 marzo sarà<em> L’abbandono alla divina Prov­videnza</em>di e con Alessandro Berti, che si ispira a un mistico, il gesuita francese del ’700 Jean Pier­re De Caussade. A seguire, fra gli altri spettaco­li,<em> La giornata di una sognatrice</em> di Copi e<em> Laz­zaro, vieni dentro!</em> con Carlo Rossi e una serata su padre David Maria Turoldo. La Capitale o­spiterà (con il sostegno anche del Teatro di Ro­ma) 14 spettacoli in 7 spazi ( Teatro Tor Bella Mo­naca, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Centrale Preneste Teatro, Sala Cantieri Scalzi, Basilica di San Saba, Basilica di Santo Stefano Rotondo, Sa­la della Comunità Santa Silvia) dal 28 marzo al 26 maggio, fra cui<em> In nome della madre</em> di Erri De Luca.</div>
</div>
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		<title>Progetto Quaresima</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 13:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La figura che compendia l’equilibrio tra silenzio e parola come «ambiente» ed «ecosistema», luogo di esperienza, è l’immagine della Santissima Annunziata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
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<h1 id="site-title"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/quaresima.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-6696" title="quaresima" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/quaresima-e1332421431758-300x192.png" alt="" width="300" height="192" /></a><a title="CyberTeologia" href="http://www.cyberteologia.it/" rel="home">CyberTeologia</a></h1>
<h2 id="site-description">di Antonio Spadaro S.I.</h2>
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<h1>Silenzio: condizione per fare esperienza del Vangelo</h1>
<div>Posted on <a title="18:29" href="http://www.cyberteologia.it/2012/03/silenzio-condizione-per-fare-esperienza-del-vangelo/" rel="bookmark"><time datetime="2012-03-21T18:29:15+00:00" pubdate="">21 marzo 2012</time></a></div>
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<div>
<hr />
</div>
<div id="content_div-1289">
<p><em>Questo è il testo della mia presentazione della Lettera del cardinal Giuseppe Betori alla diocesi di Firenze tenutasi nell’Abbazia di San Miniato al Monte il 3 marzo 2012. Ecco la <strong>quarta e ultima delle 4 parti</strong> nel quale si è suddiviso il mio intervento. <a href="http://www.cyberteologia.it/2012/03/parole-con-lingua-il-silenzio-come-piattaforma-di-comunicazione/" target="_blank">Ho postato la prima </a>il 9 ma</em><em>rzo, <a href="http://www.cyberteologia.it/2012/03/silenzio-luogo-per-riconoscere-le-grandi-domande/" target="_blank">la seconda</a> l’11 marzo e la <a href="http://www.cyberteologia.it/2012/03/silenzio-condizione-per-fare-esperienza/" target="_blank">terza</a> il 13 marzo.</em></p>
<p><img title="miniatomonte" src="http://www.cyberteologia.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/miniatomonte.jpg" alt="" width="576" height="432" /></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><strong>Se l’uomo non è familiare alla parola cavata dal silenzio così densa, peculiare, allora come fa ad avere le condizioni per ascoltare la «parola onnipotente»</strong> di cui il cardinal Betori parla nell’ultimo capitolo della sua lettera? Ecco il quarto elemento chiave di questa lettera: il silenzio è esperienza della Parola. Come fare esperienza (e non esperimento) del Vangelo? Come ascoltare la Parola che è il Figlio, la parola dell’Origine, radicalmente primigenia, quella che è all’origine di tutte le cose e al fondamento della loro rigenerazione? Come ascoltare il Vangelo?</p>
<p>Scrive ancora il cardinal Betori: «Nel racconto del profeta Elia troviamo enunciata la sostanza di una delle problematiche più vive per l’uomo d’oggi e di sempre: come cogliere il messaggio della parola, traendola dal caos del rumore? […] Non è difficile cogliere quanto importante sia trovare una soluzione a questo interrogativo, se non vogliamo che il Vangelo sia percepito come una voce tra le altre, parte del chiasso diffuso, non diversa da una delle tante voci che chiedono la nostra attenzione e pretendono il nostro consenso».</p>
<p>Digitando quindi in un motore di ricerca la parola God oppure anche religion, spirituality, otteniamo liste di centinaia di milioni di pagine. Nella Rete si avverte una crescita di bisogno religioso che la «tradizione» sembra faccia fatica a soddisfare. L’uomo alla ricerca di Dio oggi avvia una navigazione. Quali sono le conseguenze? Si può cadere nell’illusione che il sacro o il religioso siano a portata di mouse. La Rete, proprio grazie al fatto che è in grado di contenere tutto, può essere facilmente paragonata a una sorta di grande supermarket del religioso. <strong>Ci si illude dunque che il sacro resti «a disposizione» di un «consumatore» nel momento del bisogno. Il vangelo appare solo come una notizia fra molte altre.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Vangelo, però, «non è un’informazione fra le altre</strong> — affermava nel 2002 l’allora card. Ratzinger —, una riga sulla tavola accanto ad altre», ma è «un messaggio di natura totalmente diversa dalle molte informazioni che ci sommergono giorno dopo giorno».</p>
<p>Continuava l’attuale Pontefice: «Se il Vangelo appare soltanto come una notizia fra molte, può forse essere scartato in favore di altri messaggi più importanti. Ma come fa la comunicazione, che noi chiamiamo Vangelo, a far capire che essa è appunto una forma totalmente altra di informazione – nel nostro uso linguistico, piuttosto una “performazione”, un processo vitale, per mezzo del quale soltanto lo strumento dell’esistenza può trovare il suo giusto tono?» .</p>
<p><strong>La sfida che abbiamo davanti allora è seria, perché segna la demarcazione tra la fede come «merce» da vendere in maniera seduttiva e la fede come atto dell’intelligenza dell’uomo che, mosso da Dio, dà a Lui liberamente il proprio assenso.</strong> È dunque necessario oggi considerare che ci sono realtà capaci di sfuggire sempre e comunque alla logica del «motore di ricerca» e che la «googlizzazione» della fede è impossibile.</p>
<p>Fare esperienza (e non esperimento) del Vangelo dunque significa essere in grado di sapere ascoltare. Quando Dio si comunica nella parola della rivelazione cristiana comunica se stesso e la sua parola è in cerca di tutto l’uomo. Occorre dunque esercitare prontezza e capacità di percezione perché le parole non scivolino sulla superficie e non soffochino nell’indifferenza e si perdano fra le chiacchiere. Solamente così il Vangelo non finisce per diventare «una voce tra le altre, parte del chiasso diffuso», come scrive il Cardinale. Occorre dunque «nutrire questa parola del dovuto silenzio».</p>
<p><strong>La figura che compendia l’equilibrio tra silenzio e parola come «ambiente» ed «ecosistema», luogo di esperienza, è l’immagine della Santissima Annunziata.</strong> Ciò che colpisce nel quadro infatti è l’incrociarsi dell’atteggiamento riverente dell’Angelo e delle parole di Maria, queste invece proiettate sullo sfondo della parete.</p>
<p><a href="http://www.cyberteologia.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/affresco.jpg"><img title="affresco" src="http://www.cyberteologia.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/affresco.jpg" alt="" width="281" height="224" /></a>Avviavo questa mia riflessione con l’immagine delle orme bianche di un capriolo sulla neve: «lingua senza parole». Concludo con l’immagine dell’Annunziata: «lingua con parole». Le parole sono scomposte nelle loro lettere alfabetiche. Qui l’angelo tace e Maria parla. In quelle parole verso il silenzio dell’angelo forse ci siamo tutti noi, ci sono tutte le nostre parole.</p>
<p><a href="http://www.cyberteologia.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/annunziata.jpg"><img title="annunziata" src="http://www.cyberteologia.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/annunziata.jpg" alt="" width="561" height="320" /></a></p>
</div>
</div>
</article>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Ciro il pagano salva dell&#8217;esilio (IV Domenica)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 12:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fuserteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: Io l’ho preso per la destra..».
Inizia così la prima lettura di questa domenica, tratta dal libro di Isaia (45,1.4-6)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="6" bgcolor="#FFFFFF">
<tbody>
<tr>
<td bgcolor="#333399"><span style="color: #ffffff;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/cecco_del_caravaggio_mercanti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6675" style="margin: 10px;" title="cecco_del_caravaggio_mercanti" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/cecco_del_caravaggio_mercanti-e1331814330715-300x141.jpg" alt="" width="300" height="141" /></a>Ciro II di Persia (590 a.C. &#8211; 529 a.C), noto come Ciro il Grande, fu imperatore persiano e fondatore della dinastia degli Achemenidi. Succedette a suo padre Cambise I, liberò i Persiani dal dominio dei Medi e fu l&#8217;erede naturale delle grandi monarchie mediorientali. Ciro II unificò sotto il suo regno le varie tribù iraniche, conquistò Babilonia nel 539 senza combattere, ma con un&#8217;abile politica di propaganda; infatti, approfittò della particolare strategia politica del sovrano babilonese, che al culto del dio Marduk sostituì quello assiro. Ciro II pensò di proclamarsi figlio di Marduk, così fece cacciare dal popolo il sovrano mesopotamico e venne accolto come salvatore. Emise anche un editto che consentiva agli ebrei di fare ritorno alla loro patria e di porre fine alla cattività babilonese. In questo modo il sovrano controllò anche l’area fenicio-palestinese. Conquistò anche alcune regioni ai confini nordorientali della Persia, si assicurò il controllo della Siria e delle città fenicie, estendendo i confini del suo regno, che mantenne integro attraverso una politica avveduta, fondata nel conferire libertà ai popoli sottomessi e nel rispetto delle loro usanze. Fece spostare la capitale da Pasargade a Persepoli, abbellendola e arricchendola tanto che diventò una stupenda città di arte amministrata con giustizia. Morì nel 529 a.c. combattendo contro gli sciti messageti e fu sepolto a Persepoli; il suo successore fu il figlio Cambise II. Ciro II viene ricordato come un grande comandante militare, come un sovrano illuminato, amante dell’arte e della cultura, attuò una politica libertaria, fatta di autonomie locali, ma destinata purtroppo in breve tempo al fallimento.</span>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>«Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: Io l’ho preso per la destra..».<br />
Inizia così la prima lettura di questa domenica, tratta dal libro di Isaia (45,1.4-6). A scrivere è qui, come insegnano gli studiosi, un profeta anonimo chiamato convenzionalmente “il Secondo Isaia” perché la sua opera è confluita nel volume del grande profeta di Giuda vissuto nell’VIII sec. a.C. Ora, invece, siamo nel VI sec. a.C. e Israele sta vivendo da anni l’esilio babilonese, ma ecco sorgere all’orizzonte l’astro di Giro. In ebraico il suo nome è Koresh, modulato sul persiano Kurush, un nome dal significato ignoto, anche se alcuni ipotizzano che volesse dire “pastore”. Un nome che nella Bibbia ricorre ben 22 volte, in Isaia, Daniele, Esdra e nei due libri delle Cronache.<br />
Di lui ci parlano anche gli storici greci Erodoto e Seno- fonte. Aveva ereditato il nome dal nonno (per cui, più correttamente, egli è Ciro II); suo padre era Cambise I e Ciro chiamò con questo nome il proprio figlio e successore, Cambise II. Egli proveniva dalla Persia, ove aveva posto la sua capitale nella città di Pasargade. Di là Ciro era partito dilagando attraverso una serie impressionante di conquiste che dettero origine al più grande impero mai visto fino a quel momento. Sottomise nel 549 a.C. la Media; poi fu la volta della Lidia (546) e, infine, cadde anche la gloriosa e immensa Babilonia (539).<br />
Con molta abilità, anziché reprimere nel sangue le velleità nazionalistiche, egli adottò una politica di tolleranza e di relative autonomie. Gosì, con un editto, permise agli Ebrei deportati a Babilonia, dopo la distruzione di Gerusalemme del 586 a.C., ad opera del re babilonese Nabucodonosor, di rientrare in patria e di ricostruire il loro tempio.<br />
Questo editto è citato in apertura al libro di Esdra: «Gosì dice Giro re di Persia: Il Signore, il Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio in Gerusalemme, che è in Giudea. Chi di voi proviene dal suo popolo abbia il suo Dio con lui e torni a Gerusalemme di Giudea e ricostruisca il tempio del Signore Dio di Israele: egli è il Dio che dimora in Gerusalemme. Ogni superstite, in qualsiasi luogo sia immigrato, riceverà dalla gente di quel luogo argento e oro, beni e bestiame con offerte generose per il tempio di Dio che è in Gerusalemme» (Esdra 1,2-4).<br />
La politica liberale di Ciro in materia religiosa trovò consensi entusiastici in alcuni Ebrei esuli, tra i quali si distingue appunto il Secondo Isaia. Si spiegano così gli appassionati oracoli che egli riserva all’imperatore persiano, giungerido fino al punto di chiamarlo “messia”, cioè mio “consacrato”: è questo nell’originale ebraico il termine usato nel brano dell’odierna liturgia, rneshihò, “suo messia”, tradotto dalla Bibbia liturgica in «suo eletto».<br />
Ciro è visto dal profeta come consacrato dal Signore per una missione di liberazione nei confronti di Israele: è Dio stesso a prenderlo per mano intronizzandolo e guidandolo di vittoria in vittoria. Il profeta marca questo aspetto per convincere molti Ebrei, ormai abituati a vivere in esilio ove avevano costruito case e impiantato commerci, a prendere la via avventurosa del ritorno in patria, accettando il mutato clima politico instaurato da Ciro il Grande, che morirà in battaglia nel 530 a.C.<span style="color: #ff3300;"><br />
Autore: </span><span>Gianfranco Ravasi</span></td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Claustrali in Rosa</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 08:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h6 data-ft="{&quot;type&quot;:1}"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/peru_tsqbc.T0.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6651" style="margin: 10px;" title="peru_tsqbc.T0" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/peru_tsqbc.T0-e1331194959460-300x162.jpg" alt="" width="300" height="162" /></a> Claustrali, immagine della sapienza di Dio<br />
Segni concreti di quella sapienza che oggi molto spesso si fatica a trovare. Così il 1° dicembre 2010 Benedetto XVI descriveva l’identità più autentica di quegli uomini e quelle donne che scelgono la clausura. «Le donne e gli uomini che si ritirano per vivere in compagnia di Dio, proprio grazie a questa loro scelta, acquisiscono un grande senso di compassione per le pene e le debolezze degli altri – notava il Papa –. Amiche e amici di Dio, dispongono di una sapienza che il mondo, da cui si allontanano, non possiede e con amabilità, la condividono con coloro che bussano alla loro porta». Queste parole del Pontefice hanno ispirato il tema scelto per la Giornata «pro orantibus» di quest’anno: «Monache, amiche di Dio». Una ricorrenza che la Chiesa pone nel giorno in cui fa memoria della Presentazione della Beata Vergine Maria e che è occasione per riscoprire il significato della particolare vocazione alla clausura. La comunità dei credenti, infatti, guarda con rispetto e riconoscenza ai religiosi che vivono oltre la grata, simbolo di una scelta di «totalità» che è immagine dell’«opzione di Dio per l’uomo». L’amore incondizionato del Padre per l’umanità è di fatto la radice di ogni vocazione, sia essa al matrimonio, al presbiterato o alla vita religiosa, ma nella clausura esso diventa particolarmente evidente. «La Giornata mondiale per le claustrali – ricordava ieri l’Osservatore Romano – è un’opportunità che ricorda ai cristiani l’essenziale della loro fede, la ragione del loro Battesimo: l’amore di Dio anteposto a tutto».<br />
Non è solo un’occasione di riflessione e di preghiera questo pensiero,  ma anche un momento privilegiato per riscoprire le numerose figure che nei secoli hanno arricchito la scelta della vita claustrale. Santi che oggi sono il modello per tanti monaci e monache nella loro vita quotidiana. Tra questi testimoni, ad esempio, spicca la figura di santa Veronica Giuliani (1660-1727), di cui l’anno scorso sono stati ricordati i 350 anni dalla nascita. Nata a Mercatello sul Metauro, in provincia di Pesaro-Urbino, nelle Marche il 27 dicembre 1660, entrò nel convento delle Cappuccine di Città di Castello a 17 anni. La sua vicenda fu caratterizzata dai segni della Passione di Cristo che portò impressi nel suo corpo.<br />
«Le 22 mila pagine manoscritte del Diario lasciate da santa Veronica Giuliani – racconta suor Serena, badessa delle Cappuccine di Mercatello sul Metauro – sono un resoconto dell’opera della grazia in lei. Vissuta cinquant’anni nel monastero delle Cappuccine di Città di Castello, non scrive per insegnare, ma solo per obbedire a confessori e inquisitori. Nel Diario, steso nell’arco di 33 anni – prosegue la Badessa – scopriamo uno stimolante cammino di fede e la crescita nell’amore a Cristo e ai fratelli. La sua attenzione alla liturgia e le citazioni bibliche denotano un autentico amore a Cristo e alla Chiesa».<br />
La Giuliani vive in un periodo difficile per la Chiesa, il Settecento, segnato da un grande conflitto spirituale in Europa. In questo scenario la santa marchigiana ha vissuto tra priorità: il richiamo alla trascendenza di Dio, il valore della preghiera, la fecondità della sofferenza e dell’espiazione. «Questi aspetti sono particolarmente profetici per il nostro tempo – evidenzia ancora la badessa – specie il terzo, in quanto l’amicizia e l’amore non sono solo momenti sentimentali, ma si fanno carico del dolore dell’altro, condividendolo e indicando la via del perdono. Questo è l’aspetto grande di tutti i santi: farsi partecipe della misericordia di Dio». Orizzonte nel quale ancora oggi si pongono ogni giorno i monaci e le monache di tutto il mondo.</h6>
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