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	<title>Nobell.it - Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione &#187; Ecumenismo</title>
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	<description>Il portale degli Animatori della Cultura e della Comunicazione - Allievi del Corso di alta formazione ANICEC</description>
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		<title>La Palma di S. Chiara</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 18:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“I passi e il silenzio, sulle strade di Chiara d’Assisi” Edizioni Porziuncola, Assisi, 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/Francesco_Chiara.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6739" style="margin: 10px;" title="Francesco_Chiara" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/Francesco_Chiara-e1333131875599-300x160.jpg" alt="" width="300" height="160" /></a>I passi e i silenzi nel volume di Cardarelli e Gallo</h2>
<p>SANTE ALTIZIO<br />
ROMA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 2 aprile 1211 Chiara Scifi fuggiva dalla casa paterna per raggiungere Francesco Giovanni di Pietro Bernardone. <strong>Era la notte della domenica delle Palme. Percorse 24 chilometri per raggiungere la chiesa di San Damiano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Monica Cardarelli e Francesco Gallo, una giornalista e un esperto di trekking, hanno scritto a quattro mani, per  Edizioni Porziuncola, “<em>I passi e il silenzio, sulle strade di Chiara d’Assisi</em>” e hanno ricostruito il cammino che ha portato Santa Chiara al cospetto di San Francesco d’Assisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un cammino da fare a piedi, come fece Santa Chiara, attraverso la Porziuncola, il monastero benedettino di San Paolo delle Abbadesse, a Bastia Umbra, poi <strong>Sant’Angelo in Panzo, alle pendici del Monte Subasio, per finire a San Damiano. Lì Santa Chiara di chiuse in preghiera per 40 anni.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La guida contiene tutte le informazioni necessarie per seguire il percorso: <strong>cartine, informazioni sulle difficoltà del tracciato, lunghezza delle tappe, luoghi di ristoro.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E, per ogni tappa, la guida ricostruisce gli episodi più significativi della vita di Santa Chiara, secondo i testi originali scritti da Tommaso da Celano, il Testamento, la Regola, le Lettere ad Agnese di Praga.</p>
<p>Il 2 aprile prossimo, lunedì, alle 6.30 del mattino, dalla piazza di San Rufino, davanti al Duomo di Assisi, chi vorrà, potrà unirsi al pellegrinaggio, che ripercorrerà, guida alla manio, in 5 tappe, i 24 chilometri del cammino di Santa Chiara.</p>
<p>Per informazioni è possibile scrivere a <a href="mailto:ilcamminodichiara@yahoo.it">ilcamminodichiara@yahoo.it</a></p>
<p>La sera della domenica delle Palme (1211 o 1212) una bella ragazza diciottenne fugge dalla sua casa in Assisi e corre alla Porziuncola, dove l’attendono Francesco e il gruppo dei suoi frati minori. Le fanno indossare un saio da penitente, le tagliano i capelli e poi la ricoverano in due successivi monasteri benedettini, a Bastia e a Sant’Angelo.<br />
Infine Chiara prende dimora nel piccolo fabbricato annesso alla chiesa di San Damiano, che era stata restaurata da Francesco. Qui Chiara è stata raggiunta dalla sorella Agnese; poi dall’altra, Beatrice, e da gruppi di ragazze e donne: saranno presto una cinquantina.<br />
Così incomincia, sotto la spinta di Francesco d’Assisi, l’avventura di Chiara, figlia di nobili che si oppongono anche con la forza alla sua scelta di vita, ma invano. Anzi, dopo alcuni anni andrà con lei anche sua madre, Ortolana. Chiara però non è fuggita “per andare dalle monache”, ossia per entrare in una comunità nota e stabilita. Affascinata dalla predicazione e dall’esempio di Francesco, la ragazza vuole dare vita a una famiglia di claustrali radicalmente povere, come singole e come monastero, viventi del loro lavoro e di qualche aiuto dei frati minori, immerse nella preghiera per sé e per gli altri, al servizio di tutti, preoccupate per tutti. Chiamate popolarmente “Damianite” e da Francesco “Povere Dame”, saranno poi per sempre note come “Clarisse”.<br />
Da Francesco, lei ottiene una prima regola fondata sulla povertà. Francesco consiglia, Francesco ispira sempre, fino alla morte (1226), ma lei è per parte sua una protagonista, anche se sarà faticoso farle accettare l’incarico di abbadessa. In un certo modo essa preannuncia la forte iniziativa femminile che il suo secolo e il successivo vedranno svilupparsi nella Chiesa.<br />
Il cardinale Ugolino, vescovo di Ostia e protettore dei Minori, le dà una nuova regola che attenua la povertà, ma lei non accetta sconti: così Ugolino, diventato papa Gregorio IX (1227-41) le concede il “privilegio della povertà”, poi confermato da Innocenzo IV con una solenne bolla del 1253, presentata a Chiara pochi giorni prima della morte.<br />
Austerità sempre. Però &#8220;non abbiamo un corpo di bronzo, né la nostra è la robustezza del granito&#8221;. Così dice una delle lettere (qui in traduzione moderna) ad Agnese di Praga, figlia del re di Boemia, severa badessa di un monastero ispirato all’ideale francescano.<br />
Chiara le manda consigli affettuosi ed espliciti: &#8220;Ti supplico di moderarti con saggia discrezione nell’austerità quasi esagerata e impossibile, nella quale ho saputo che ti sei avviata&#8221;. Agnese dovrebbe vedere come Chiara sa rendere alle consorelle malate i servizi anche più umili e sgradevoli, senza perdere il sorriso e senza farlo perdere. A soli due anni dalla morte, papa Alessandro IV la proclama santa.<br />
Chiara si distinse per il culto verso l&#8217;Eucarestia. Per due volte Assisi venne minacciata dall&#8217;esercito dell&#8217;imperatore Federico II che contava, tra i suoi soldati, anche saraceni. Chiara, in quel tempo malata, fu portata alle mura della città con in mano la pisside contenente il Santissimo Sacramento: i suoi biografi raccontano che l&#8217;esercito, a quella vista, si dette alla fuga.</p>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Monica Cardarelli e Francesco Gallo , “<em>I passi e il silenzio, sulle strade di Chiara d’Assisi</em>” Edizioni Porziuncola, Assisi, 2011</p>
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		<title>Progetto Quaresima</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 13:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La figura che compendia l’equilibrio tra silenzio e parola come «ambiente» ed «ecosistema», luogo di esperienza, è l’immagine della Santissima Annunziata]]></description>
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<h1 id="site-title"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/quaresima.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-6696" title="quaresima" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/quaresima-e1332421431758-300x192.png" alt="" width="300" height="192" /></a><a title="CyberTeologia" href="http://www.cyberteologia.it/" rel="home">CyberTeologia</a></h1>
<h2 id="site-description">di Antonio Spadaro S.I.</h2>
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<h1>Silenzio: condizione per fare esperienza del Vangelo</h1>
<div>Posted on <a title="18:29" href="http://www.cyberteologia.it/2012/03/silenzio-condizione-per-fare-esperienza-del-vangelo/" rel="bookmark"><time datetime="2012-03-21T18:29:15+00:00" pubdate="">21 marzo 2012</time></a></div>
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<hr />
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<div id="content_div-1289">
<p><em>Questo è il testo della mia presentazione della Lettera del cardinal Giuseppe Betori alla diocesi di Firenze tenutasi nell’Abbazia di San Miniato al Monte il 3 marzo 2012. Ecco la <strong>quarta e ultima delle 4 parti</strong> nel quale si è suddiviso il mio intervento. <a href="http://www.cyberteologia.it/2012/03/parole-con-lingua-il-silenzio-come-piattaforma-di-comunicazione/" target="_blank">Ho postato la prima </a>il 9 ma</em><em>rzo, <a href="http://www.cyberteologia.it/2012/03/silenzio-luogo-per-riconoscere-le-grandi-domande/" target="_blank">la seconda</a> l’11 marzo e la <a href="http://www.cyberteologia.it/2012/03/silenzio-condizione-per-fare-esperienza/" target="_blank">terza</a> il 13 marzo.</em></p>
<p><img title="miniatomonte" src="http://www.cyberteologia.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/miniatomonte.jpg" alt="" width="576" height="432" /></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><strong>Se l’uomo non è familiare alla parola cavata dal silenzio così densa, peculiare, allora come fa ad avere le condizioni per ascoltare la «parola onnipotente»</strong> di cui il cardinal Betori parla nell’ultimo capitolo della sua lettera? Ecco il quarto elemento chiave di questa lettera: il silenzio è esperienza della Parola. Come fare esperienza (e non esperimento) del Vangelo? Come ascoltare la Parola che è il Figlio, la parola dell’Origine, radicalmente primigenia, quella che è all’origine di tutte le cose e al fondamento della loro rigenerazione? Come ascoltare il Vangelo?</p>
<p>Scrive ancora il cardinal Betori: «Nel racconto del profeta Elia troviamo enunciata la sostanza di una delle problematiche più vive per l’uomo d’oggi e di sempre: come cogliere il messaggio della parola, traendola dal caos del rumore? […] Non è difficile cogliere quanto importante sia trovare una soluzione a questo interrogativo, se non vogliamo che il Vangelo sia percepito come una voce tra le altre, parte del chiasso diffuso, non diversa da una delle tante voci che chiedono la nostra attenzione e pretendono il nostro consenso».</p>
<p>Digitando quindi in un motore di ricerca la parola God oppure anche religion, spirituality, otteniamo liste di centinaia di milioni di pagine. Nella Rete si avverte una crescita di bisogno religioso che la «tradizione» sembra faccia fatica a soddisfare. L’uomo alla ricerca di Dio oggi avvia una navigazione. Quali sono le conseguenze? Si può cadere nell’illusione che il sacro o il religioso siano a portata di mouse. La Rete, proprio grazie al fatto che è in grado di contenere tutto, può essere facilmente paragonata a una sorta di grande supermarket del religioso. <strong>Ci si illude dunque che il sacro resti «a disposizione» di un «consumatore» nel momento del bisogno. Il vangelo appare solo come una notizia fra molte altre.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Vangelo, però, «non è un’informazione fra le altre</strong> — affermava nel 2002 l’allora card. Ratzinger —, una riga sulla tavola accanto ad altre», ma è «un messaggio di natura totalmente diversa dalle molte informazioni che ci sommergono giorno dopo giorno».</p>
<p>Continuava l’attuale Pontefice: «Se il Vangelo appare soltanto come una notizia fra molte, può forse essere scartato in favore di altri messaggi più importanti. Ma come fa la comunicazione, che noi chiamiamo Vangelo, a far capire che essa è appunto una forma totalmente altra di informazione – nel nostro uso linguistico, piuttosto una “performazione”, un processo vitale, per mezzo del quale soltanto lo strumento dell’esistenza può trovare il suo giusto tono?» .</p>
<p><strong>La sfida che abbiamo davanti allora è seria, perché segna la demarcazione tra la fede come «merce» da vendere in maniera seduttiva e la fede come atto dell’intelligenza dell’uomo che, mosso da Dio, dà a Lui liberamente il proprio assenso.</strong> È dunque necessario oggi considerare che ci sono realtà capaci di sfuggire sempre e comunque alla logica del «motore di ricerca» e che la «googlizzazione» della fede è impossibile.</p>
<p>Fare esperienza (e non esperimento) del Vangelo dunque significa essere in grado di sapere ascoltare. Quando Dio si comunica nella parola della rivelazione cristiana comunica se stesso e la sua parola è in cerca di tutto l’uomo. Occorre dunque esercitare prontezza e capacità di percezione perché le parole non scivolino sulla superficie e non soffochino nell’indifferenza e si perdano fra le chiacchiere. Solamente così il Vangelo non finisce per diventare «una voce tra le altre, parte del chiasso diffuso», come scrive il Cardinale. Occorre dunque «nutrire questa parola del dovuto silenzio».</p>
<p><strong>La figura che compendia l’equilibrio tra silenzio e parola come «ambiente» ed «ecosistema», luogo di esperienza, è l’immagine della Santissima Annunziata.</strong> Ciò che colpisce nel quadro infatti è l’incrociarsi dell’atteggiamento riverente dell’Angelo e delle parole di Maria, queste invece proiettate sullo sfondo della parete.</p>
<p><a href="http://www.cyberteologia.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/affresco.jpg"><img title="affresco" src="http://www.cyberteologia.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/affresco.jpg" alt="" width="281" height="224" /></a>Avviavo questa mia riflessione con l’immagine delle orme bianche di un capriolo sulla neve: «lingua senza parole». Concludo con l’immagine dell’Annunziata: «lingua con parole». Le parole sono scomposte nelle loro lettere alfabetiche. Qui l’angelo tace e Maria parla. In quelle parole verso il silenzio dell’angelo forse ci siamo tutti noi, ci sono tutte le nostre parole.</p>
<p><a href="http://www.cyberteologia.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/annunziata.jpg"><img title="annunziata" src="http://www.cyberteologia.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/annunziata.jpg" alt="" width="561" height="320" /></a></p>
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</article>
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		<title>Nell&#8217;abbraccio del digiuno</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 11:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Maiese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Dall’energia dello Spirito di Dio il cuore ha una creativa ricchezza e sperimenta che "si è più beati nel dare che nel ricevere", come annotano gli Atti degli Apostoli».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/camaldoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6691" style="margin: 10px;" title="camaldoli" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/camaldoli-e1332158164287-300x138.jpg" alt="" width="300" height="138" /></a>Il camaldolese Giannoni: «Digiuno, abbraccio alla vita»<br />
Nel prefazio del Mercoledì delle Ceneri il digiuno è descritto come la via che aiuta a «vincere le passioni, elevare lo spirito e infondere la forza». Benedetto XVI lo ha definito «un’arma spirituale» e lo ha indicato come «terapia» che «contribuisce a conferire unità fra corpo e anima». Insieme con la preghiera e la carità, l’astinenza dal cibo è una delle pratiche penitenziali che la Quaresima propone per «sconfiggere il male», come verrà annunciato nella Veglia pasquale. «Certo, l’osservanza del digiuno non è un atto masochistico. Non è mortificazione, ma &#8220;vivificazione&#8221; perché è opera positiva personale e comunitaria», spiega l’eremita camaldolese don Paolo Giannoni.</p>
<p>Nella sua «oasi» di preghiera e incontro, a Mosciano, sopra Firenze, il religioso ha fra le mani la Bibbia. E già nelle prime pagine della Scrittura il Signore comanda all’uomo di non consumare il frutto proibito. «La prima forma del digiuno – afferma don Giannoni – è quella dal peccato. In quest’ottica il tempo favorevole che porta alla Pasqua ci permette di comprendere che il medico non ci ferisce ma ci guarisce».</p>
<p>Nei Vangeli il digiuno torna più volte. Dopo i quaranta giorni che Gesù trascorre nel deserto, risponde a Satana che «non di solo pane vivrà l’uomo». «Il digiuno – sottolinea il camaldolese – consente di accogliere la ricchezza di un &#8220;oltre&#8221; della grazia. Facendo un ulteriore paragone medico, aggiungerei che non basta vincere la malattia, ma occorre avere forza. Ecco l’&#8221;oltre&#8221; penitenziale che sprona al cambiamento. Ma il Signore ci dona anche un &#8220;oltre&#8221; di gloria con la trasfigurazione: a tutti noi è dato di essere conformati a Dio». Un invito alla conversione che «esclude ogni esibizione e ostentazione. Ce lo dice in particolare la Quaresima che esorta ad avere l’atteggiamento silenzioso e nascosto di Gesù». È quanto si legge nel Vangelo di Matteo quando Cristo raccomanda di profumarsi il capo e lavarsi la faccia per non essere ipocriti.</p>
<p>La scelta di privarsi del cibo ha un ulteriore significato: sollecita a prendersi cura delle situazioni di difficoltà e a coltivare lo stile del Samaritano. «Il digiuno – precisa don Giannoni – è impegno di compassione, prima di tutto unendoci alla passione del Signore. La comunione nella preghiera ci lega a Cristo, specie nell’Eucaristia. Da qui viene la seconda comunione, quella con i fratelli sofferenti».</p>
<p>L’eremita suggerisce un percorso da seguire, rifacendosi alla spiritualità del suo Ordine. «Accettiamo la proposta educativa di san Benedetto il quale ricorda che almeno in Quaresima possiamo abbracciare la vita secondo austerità. Perciò anche l’astinenza non sia soltanto da cibi e bevande. Ci può essere quella dal sonno, anche se forse è bene l’opposto nel senso di allungare il tempo del riposo invece di passare troppe ore davanti alla tv. Oppure può essere consigliata la rinuncia alla loquacità, vale a dire alle chiacchiere e al rumore, all’uso compulsivo del computer, all’invio di messaggini superflui. E c’è anche un’astinenza dallo svago che può avere il volto dello schermo, della discoteca o delle feste. Di fatto il Signore presenta il paradosso di un diminuire aggiungendo qualcosa al consueto impegno del nostro servizio. Così il digiuno porterà a un &#8220;di più&#8221; superando il nostro &#8220;troppo&#8221;».</p>
<p>Una strada che può essere declinata anche a livello parrocchiale. «Alla liturgia di queste settimane possiamo dare un tono austero con alcuni &#8220;santi segni&#8221; come l’assenza di fiori o il silenzio musicale. Inoltre, di fronte a raccolte talora sbrigative, può essere favorita una forma di Quaresima familiare con piccoli gesti in casa: come al venerdì una preghiera durante la cena o al martedì un pasto frugale in comunione con i poveri».<br />
Un’indicazione arriva persino dall’attuale situazione economica. «Il Censis – spiega don Giannoni – ci fa cogliere la sorpresa di una mentalità che torna ai valori autentici e abbandona il consumismo. La crisi diventa, quindi, benedizione per conformarci alla volontà di Dio». Tutto ciò genera tristezza? «No – conclude il camaldolese –. Dall’energia dello Spirito di Dio il cuore ha una creativa ricchezza e sperimenta che &#8220;si è più beati nel dare che nel ricevere&#8221;, come annotano gli Atti degli Apostoli».</p>
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		<title>Donne in preghiera</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 07:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati “Possa la giustizia prevalere”. Più che mai attuale, in questo periodo di crisi, il tema scelto dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://nobell.it/donne-in-preghiera.html/thumbnail-aspx" rel="attachment wp-att-6605"><img class="alignright size-full wp-image-6605" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/03/thumbnail.aspx_.jpg" alt="" width="115" height="143" /></a>di Moreno Migliorati</strong></p>
<p><strong>“</strong><strong>Possa la giustizia prevalere”</strong>. Più che mai attuale, in questo periodo di crisi, il tema scelto dalle donne della Malesia per la <strong>Giornata Mondiale di Preghiera</strong> (Gmp), che si celebra oggi, venerdì 2 marzo. La <a href="http://www.wgt.ch/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=116:der-weltgebetstag-2012-aus-malaysia&amp;catid=43:startseite&amp;Itemid=1&amp;lang=it" target="_blank">Giornata Mondiale di Preghiera</a> (World Day of Prayer) è un’iniziativa ecumenica internazionale di <strong>donne cristiane</strong>. Si celebra annualmente in oltre 170 paesi ed è nata più di un secolo fa. Il movimento si propone di unire donne di varie etnie, culture e tradizioni in una giornata annuale di preghiera comune, e, in molti paesi, di proseguire per tutto l’anno il rapporto di amicizia, comprensione e azione, nella <strong>preghiera</strong> e nel <strong>servizio</strong>.</p>
<p>Lo spunto per il 2012 è preso dal primo versetto del Salmo 33: “Esultate, o giusti, nel Signore”. Per le donne malesi sono molto importanti la pace, poiché la popolazione è formata da tante etnie, e l’accoglienza. Le migrazioni storiche da varie parti dell’Asia, e oltre, hanno reso l’integrazione più facile sia per i gruppi minoritari sia per quelli di maggioranza.</p>
<p>In <strong>Italia</strong>, vi è un Comitato nazionale, formato da donne delle chiese <strong>evangeliche</strong>, <strong>cattolica</strong> e, da quest’anno, anche <strong>ortodossa</strong>, che si occupa della traduzione del materiale: liturgia, liturgia per i bambini, studi biblici, notizie sul Paese che prepara la liturgia, power point.<br />
Durante la celebrazione della Gmp, le chiese raccolgono un’<strong>offerta</strong> che è devoluta ogni anno a un <strong>progetto di solidarietà</strong> nel paese che propone la liturgia. Per il 2012, il Comitato nazionale ha scelto di aderire, insieme con la Svizzera e l’Ungheria, al progetto dall’Esercito della Salvezza che ha lo scopo di sostenere venti famiglie a basso reddito nella comunità di Banting, in Malesia, offrendo settimanalmente articoli per l’igiene personale e pacchi di alimenti, creando una classe scolastica per dare ai bambini istruzione ed educazione, fornendo ai giovani formazione professionale.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/03/02/donne-in-preghiera-e-azione-per-la-giustizia/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Metanoia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria mollicone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi siamo, dove andiamo,chi vogliamo servire,cosa e chi vogliamo edificare? Quaresima 2012. Combattimento e riflessione intensa per capire la volonta' di Dio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="testo_arch" style="border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #cccccc;">
<div class="data_att" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #3e3e3e; width: 150px; text-align: center; padding: 1px;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;">Mercoledì 22 Febbraio 2012</span></span></div>
<div class="pretit_att" style="margin-top: 3px;">
<div class="attualita_occhiello"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/379070_255724477820386_174978289228339_721581_1561271700_n.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6528" style="margin: 10px;" title="379070_255724477820386_174978289228339_721581_1561271700_n" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/379070_255724477820386_174978289228339_721581_1561271700_n-e1329915056600.jpg" alt="" width="358" height="205" /></a><br />
</span></span></div>
</div>
<div class="post_tit_att" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;">
<div class="attualita_titolo"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;">Nel tempo del deserto</span></span></div>
</div>
<div class="sottotitolo_att" style="margin-bottom: 27px;">
<div class="attualita_sottotitolo"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;">La Chiesa è chiamata a vivere e comunicare un&#8217;esperienza forte di Dio</span></span></div>
</div>
<div class="autore_att"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"><br />
</span></span></div>
<p><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><br />
</span></span></td>
</tr>
<tr>
<td class="testo_arch" style="border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #cccccc;"><img class="foro_doc_sir" style="float: right; border-width: 1px; border-color: #d8d8d8; border-style: solid; margin: 4px;" src="http://www.agensir.it/sir/dati/2012-02/15-5596/130106-053p.jpg" alt="" /></p>
<div><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"><span><span>“Anche per la Chiesa di oggi il tempo del deserto può trasformarsi in tempo di grazia, poiché abbiamo la certezza che anche dalla roccia più dura Dio può far scaturire l’acqua viva che disseta e ristora”. Ad assicurarlo è stato il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi, dedicata al tempo di Quaresima, si è soffermato sulla “situazione di ambivalenza” che caratterizza i quarant’anni di cammino del popolo di Israele dall’Egitto alla terra promessa, e che “descrive anche la condizione della Chiesa in cammino nel deserto del mondo e della storia”. “In questo deserto – ha spiegato Benedetto XVI – noi credenti abbiamo certamente l’opportunità di fare una profonda esperienza di Dio che rende forte lo spirito, conferma la fede, nutre la speranza, anima la carità”. Ma il deserto “è anche l’aspetto negativo della realtà che ci circonda: l’aridità, la povertà di parole di vita e di valori, il secolarismo e la cultura materialista, che rinchiudono la persona nell’orizzonte mondano dell’esistere sottraendolo ad ogni riferimento al trascendente”. È questo, per il Papa, “anche l’ambiente in cui il cielo sopra di noi è oscuro, perché coperto dalle nubi dell’egoismo, dell’incomprensione e dell’inganno”. “In questi quaranta giorni che ci condurranno alla Pasqua di Risurrezione – l’auspicio del Papa, che alla fine della catechesi ha augurato ai fedeli ‘buon cammino di Quaresima’ – possiamo ritrovare nuovo coraggio per accettare con pazienza e con fede ogni situazione di difficoltà, di afflizione e di prova, nella consapevolezza che dalle tenebre il Signore farà sorgere il giorno nuovo”.</span></span>Le tentazioni e i pericoli. Con il “ricorrente numero quaranta” – ha ricordato il Papa – che nell’Antico e nel Nuovo Testamento “è il tempo delle decisioni mature”, è descritto “un contesto spirituale che resta attuale e valido, e la Chiesa, proprio mediante i giorni del periodo quaresimale, intende mantenerne il perdurante valore e renderne a noi presente l’efficacia”. La liturgia cristiana della Quaresima ha lo scopo, infatti, di “favorire un cammino di rinnovamento spirituale, alla luce di questa lunga esperienza biblica e soprattutto per imparare ad imitare Gesù, che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto insegnò a vincere la tentazione con la Parola di Dio”. I quarant’anni della peregrinazione di Israele nel deserto, per il Papa, da una parte sono “la stagione del primo amore tra Dio e il suo popolo”, dall’altra “il tempo delle tentazioni e dei pericoli più grandi, quando Israele mormora contro il suo Dio e vorrebbe tornare al paganesimo e si costruisce i propri idoli”. Questa “ambivalenza”, che caratterizza Israele nel deserto, la ritroviamo “in modo sorprendente nel cammino terreno di Gesù, naturalmente senza alcun compromesso col peccato”. Nella sua vita terrena, “Gesù si reca nel deserto per stare in profonda unione con il Padre”. Una “dinamica”, questa, che “è una costante nella vita terrena di Gesù, che ricerca sempre momenti di solitudine per pregare il Padre suo e rimanere in intima ed esclusiva comunione con Lui, e poi ritornare in mezzo alla gente”. Ma in questo tempo di “deserto” e d’incontro speciale col Padre – ha fatto notare il Papa – Gesù “si trova esposto al pericolo ed è assalito dalla tentazione e dalla seduzione del maligno, il quale gli propone una via messianica lontana dal progetto di Dio, perché passa attraverso il potere, il successo, il dominio e non attraverso il dono totale sulla Croce”.</span></span><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: x-small;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;">Non di alcuni, ma di tutti. Nella parte iniziale della catechesi, Benedetto XVI ha ricordato che nei primi secoli il tempo della Quaresima era “il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede e di conversione per giungere a ricevere il sacramento del Battesimo”. Si trattava di “un avvicinamento al Dio vivo e di una iniziazione alla fede da compiersi gradualmente, mediante un cambiamento interiore da parte dei catecumeni, cioè di quanti desideravano diventare cristiani ed essere così incorporati a Cristo e alla Chiesa”. Successivamente, “anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a quella di Cristo”. “La partecipazione dell’intera comunità ai diversi passaggi del percorso quaresimale – ha affermato il Santo Padre – sottolinea una dimensione importante della spiritualità cristiana: è la redenzione non di alcuni, ma di tutti, ad essere disponibile grazie alla morte e risurrezione di Cristo”. In questa prospettiva, “sia coloro che percorrevano un cammino di fede come catecumeni per ricevere il Battesimo, sia coloro che si erano allontanati da Dio e dalla comunità di fede e cercavano la riconciliazione, sia coloro che vivevano la fede in piena comunione con la Chiesa, tutti insieme sapevano che il tempo che precede la Pasqua è un tempo di metanoia, il tempo del cambiamento, del pentimento; il tempo che identifica la nostra vita umana e tutta la nostra storia come un processo di conversione che si mette in movimento ora per incontrare il Signore alla fine dei secoli”.( da Agenzia Sir)</span></span></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><img src="webkit-fake-url://613529B8-A18D-4487-A97A-F46523CBADC2/imagejpeg" alt="" /></p>
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		<title>Religione e benessere</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:50:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati.Le persone molto religiose hanno livelli di benessere più elevati rispetto a quelle moderatamente religiosesono affatto: é il risultato di uno studio effettuato dalla nota agenzia Gallup.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/religione-e-benessere.html/index-3" rel="attachment wp-att-6508"><img class="alignright size-full wp-image-6508" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/02/index.jpg" alt="" width="277" height="182" /></a>di Moreno Migliorati</p>
<p>Le persone <strong>molto religiose</strong> hanno livelli di <strong>benessere</strong> più elevati rispetto a quelle moderatamente religiosesono affatto: é il risultato di uno <a href="http://www.huffingtonpost.com/2012/02/21/religion-and-health_n_1290740.html" target="_blank">studio</a> effettuato dalla nota agenzia <a href="http://www.gallup.com/poll/152732/Religious-Higher-Wellbeing-Across-Faiths.aspx#1" target="_blank">Gallup</a> e reso noto nei giorni scorsi. I ricercatori hanno preso in esame l’età, il sesso e lo stato socio-economico dei 676.000 intervistati, mentre la definizione di benessere è quella indicata in una <a href="http://www.well-beingindex.com/methodology.asp" target="_blank">precisa metodologia</a> e che prende in esame diversi indicatori riguardanti la <strong>salute mentale</strong> e <strong>fisica</strong>.</p>
<p>Alla luce di queste variabili, la porzione di popolazione <strong>molto religiosa</strong> ha ottenuto il più alto indice di benessere, con un punteggio di <strong>69,2%</strong>, mentre per i <strong>moderatamente religiosi</strong> il punteggio è stato di <strong>63,7%</strong> e i <strong>non religiosi</strong> si collocano nel mezzo con un punteggio di <strong>65,3%</strong>.</p>
<p>Ai fini della valutazione dello studio, occorre tener conto che la percentuale di popolazione molto religiosa assomma al 41% del totale, quella moderatamente religiosa al 28,3% e quella non religiosa al 30,7%. prendendo invece in considerazioni le singole religioni, è quella <strong>ebraica</strong> che fa registrare la più alta percentuale di praticanti molto religiosi (72,4%) seguita da quella <strong>mormone</strong> (71,5%).</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/02/22/religione-benessere-e-le-loro-correlazioni-reciproche/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Giornata  dialogo ebraico-cattolico</title>
		<link>http://nobell.it/domani-la-giornata-del-dialogo-ebraico-cattolico.html</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 07:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Non uccidere”: questo il tema di riflessione per la Giornata del dialogo ebraico-cattolico che anche quest’anno si celebra domani, 17 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://nobell.it/domani-la-giornata-del-dialogo-ebraico-cattolico.html/index" rel="attachment wp-att-6230"><img class="alignright size-full wp-image-6230" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/index.jpg" alt="" width="256" height="197" /></a>“Non uccidere”</strong>: questo il tema di riflessione per la <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=giornata%20del%20dialogo%20ebraico-cattolico&amp;source=web&amp;cd=21&amp;ved=0CCsQFjAAOBQ&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.chiesacattolica.it%2Fpls%2Fcci_new_v3%2Fv3_s2ew_consultazione.redir_allegati_doc%3Fp_id_pagina%3D23404%26p_id_allegato%3D33587&amp;ei=BdUTT8XvNIOg-AaAsYT3Ag&amp;usg=AFQjCNGwSeten4zHCyBejF_TEiyJFQ7sAQ&amp;cad=rja" target="_blank"><strong>Giornata del dialogo ebraico-cattolico</strong></a> che anche quest’anno si celebra domani, 17 gennaio, alla vigilia della <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/01/10/pronti-i-testi-per-la-settimana-di-preghiera-per-lunita-dei-cristiani/" target="_blank">Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani</a>.<br />
Il tema è presentato in un sussidio scritto da <strong>mons. Mansueto Bianchi</strong>, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, e dal rabbino <strong>Elia Enrico Richetti</strong>, presidente dell’assemblea dei rabbini d’Italia. “Mai come oggi – sottolineano mons. Bianchi e Richetti – assistiamo ad atti di inaudita violenza, che provocano morte e distruzione, suscitando orrore e condanna. Le aspirazioni e i principi civili dei popoli concordano con le grandi tradizioni religiose del mondo nell’affermare il primato della vita umana, ma nonostante ciò a volte atroci delitti sono commessi sotto il pretesto religioso, ideologico o politico”. Ma c’è un altro fronte che, secondo i rappresentanti religiosi, si apre nell’azione di difesa e promozione del valore della vita umana ed è quello delle “nuove scoperte della scienza e della tecnica”.<br />
Nella presentazione i due rappresentanti religiosi ricordano lo stralcio di una dichiarazione comune diffusa nel 2006: “Per il fatto che la vita è un dono divino da rispettare e preservare, noi ripudiamo decisamente l’idea di un dominio umano sulla vita, e del diritto di decidere del suo valore o della sua durata da parte di qualsiasi persona o gruppo umano. Conseguentemente ripudiamo il concetto di eutanasia attiva (il cosiddetto mercy killing) in quanto illegittima pretesa dell’uomo sull’esclusiva autorità divina nel determinare il momento della morte della persona umana”. Alle rispettive comunità di credenti Bianchi e Richetti chiedono di annunciare “insieme al mondo, mediante la loro fraternità e la loro testimonianza, la permanente validità universale della parola di Dio ‘Non uccidere!’”.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/01/16/si-celebra-domani-la-giornata-del-dialogo-ebraico-cattolico/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Italia &#8220;diversa&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati “Un'Italia diversamente cattolica alla prossima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://nobell.it/una-italia-diversamente-cattolica.html/images-149" rel="attachment wp-att-6172"><img class="alignright size-full wp-image-6172" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/images.jpg" alt="" width="225" height="224" /></a>“L’Italia diversamente cattolica”</strong>: così monsignor Giancarlo Perego, direttore generale di <a href="http://www.migrantes.it/" target="_blank"><strong>Migrantes</strong></a>, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione della prossima <strong>Giornata mondiale del migrante e del rifugiato</strong>, che la Chiesa celebrerà il prossimo 15 gennaio.<br />
“L’immigrazione non solo sta cambiando il volto dell’Italia – ha detto Perego – ma sta cambiando anche il volto del cattolicesimo italiano e della Chiesa italiana, oltre che indicare strade nuove dell’<strong>ecumenismo</strong> e del<strong> dialogo religioso</strong> nel nostro Paese. Al 31 dicembre 2010 tra i 4.570.317 stranieri residenti in Italia vi erano <strong>2.465.000 cristiani</strong> (53,9%), <strong>1.505.000 musulmani</strong> (32,9%), <strong>120.000 induisti</strong> (2,6%), <strong>89.000 buddhisti</strong> (1,9%), <strong>61.000 fedeli</strong> di <strong>altre religioni orientali</strong> (1,3%), 46.000 che fanno riferimento alle religioni tradizionali, per lo più dell’Africa (1,0%), <strong>7.000 ebrei</strong> (0,1%) e <strong>83.000</strong> (1,8%) appartenenti ad <strong>altre religioni</strong>. <strong>196.000 immigrati</strong> (4,3%) si dichiarano <strong>atei</strong> o non religiosi, in prevalenza provenienti dall’Europa e dall’Asia (dalla Cina in particolare). I numeri delle diverse confessioni cristiane sono così suddivisi: 1.405.000 ortodossi, 876.000 cattolici, 204.000 protestanti e 33.000 che fanno parte di altre comunità cristiane. Nel 2010, rispetto all’anno precedente, i cristiani sono aumentati di 4 punti percentuali, i musulmani dello 0,9% e i fedeli di religione orientale appena dello 0,4%”.<br />
L’intera relazione di monsignor Perego, che ha toccato altri importanti punti relativi all’immigrazione nel nostro Paese, è disponibile <a href="http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/v3_s2ew_consultazione.redir_allegati_doc?p_id_pagina=26727&amp;p_id_allegato=34563&amp;p_url_rimando=%2Fcci_new_v3%2Fallegati%2F26727%2Fintervento%20Perego%20GMM.pdf" target="_blank">qui in pdf</a>.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/01/11/migrantes-verso-unitalia-diversamente-cattolica/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
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		<title>Cristiani like Prayer</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 08:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno Migliorati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>

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		<description><![CDATA[di Moreno Migliorati" Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che prenderà il via il prossimo 18 gennaio per concludersi il 25 dello stesso mese".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/al-via-la-settimana-di-preghiera-per-lunita-dei-cristiani.html/cover_sett_preg2012" rel="attachment wp-att-6118"><img class="alignright size-medium wp-image-6118" style="margin: 10px;" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/cover_sett_preg2012-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a>“Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore” : questa citazione tratta dalla prima lettera ai Corinti di San Paolo è il filo conduttore dell’ormai tradizionale <strong>Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani</strong>, che prenderà il via il prossimo 18 gennaio per concludersi il 25 dello stesso mese.<br />
Il tema e il sussidio di quest’anno sono stati curati dalle chiese di <strong>Polonia</strong>, che quest’anno ospita il <strong>campionato europeo di calcio</strong>. “La rivalità è una caratteristica permanente, non solo nello sport ma anche in campo politico, commerciale, culturale e, perfino, nella vita della chiesa”, si legge nell’introduzione al sussidio per la Settimana del 2012 che ricorda come “la Polonia, a partire dai suoi fedeli, abbia conosciuto periodi di gioia e momenti di avversità. Una storia segnata da sconfitte, vittorie, invasioni, divisioni, oppressioni da parte di forze straniere ed ostili. Il combattimento per venire a capo di ogni forma di asservimento, fa dunque parte del desiderio di libertà e costituisce un tratto particolare della storia polacca”.<br />
“Come può il messaggio del vangelo risuonare autentico se non proclamiamo e non celebriamo insieme la Parola che dà la vita? – si legge nella presentazione del medesimo sussidio – Come può il vangelo convincere il mondo della propria intrinseca verità, se noi, che siamo gli annunciatori di questo vangelo, non viviamo la koinonia nel corpo di Cristo?”.<br />
Materiali riferito allo svolgimento della Settimana di preghiera è disponibile sul sito del <a href="http://www.pro.urbe.it/moduli/modulo_on-line.html" target="_blank">Centro Pro  Unione</a> e su quelle della <a href="http://www.societabiblica.eu/Progetti/SettimanadiPreghiera/tabid/75/Default.aspx" target="_blank">Società Biblica</a>.</p>
<p>(via <a href="http://www.spiritualseeds.info/2012/01/10/pronti-i-testi-per-la-settimana-di-preghiera-per-lunita-dei-cristiani/" target="_blank">SpiritualSeeds.info</a>)</p>
<img src="http://nobell.it/?ak_action=api_record_view&id=6117&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Il  Papa del 2012</title>
		<link>http://nobell.it/il-papa-del-2012.html</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 11:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marilena marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marilena Marino " Anno della fede e la Chiesa come stella dell'Occidente smarrito" L'omelia della messa Papale partita da Isaia " Alzati, Gerusalemme, rivestiti di luce!"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/medium_120101-143652_to010112cro_0076.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6092" style="margin: 10px;" title="medium_120101-143652_to010112cro_0076" src="http://nobell.it/wp-content/uploads/2012/01/medium_120101-143652_to010112cro_0076-e1326106682188-300x121.jpg" alt="" width="300" height="121" /></a>di Marilena Marino</p>
<p>Ecumenismo, catechismo e Concilio nell&#8217;Anno della fede</p>
<p>In vista dell&#8217;Anno della fede proclamato da papa Benedetto XVI dall&#8217;11 ottobre 2012 fino al 24 novembre 2013, la Congregazione per la Dottrina della fede pubblicherà il prossimo 7 gennaio una Nota con &#8220;indicazioni pastorali&#8221; in vista dell&#8217;evento, articolate in quattro livelli: Chiesa universale, conferenze episcopali, diocesi e infine parrocchie, comunità e movimenti.</p>
<p>L&#8217;inizio dell&#8217;Anno della Fede, viene sottolineato, coincide con due importanti anniversari: il 50esimo dell&#8217;apertura del Concilio Vaticano II e il 20esimo della promulgazione del Catechismo della Chiesa cattolica. E la centralità sarà uno dei temi dominanti dell&#8217;Anno, alla luce dell&#8217;impegno di Benedetto XVI per «una corretta comprensione del Concilio», promuovendo quella che lui stesso ha denominato «l&#8217;ermeneutica della riforma», del «rinnovamento nella continuità».</p>
<p>Nell&#8217;introduzione della Nota si osserva, viene ribadito che l&#8217;Anno della fede «vuol contribuire a una rinnovata conversione al Signore», alla riscoperta della fede, affinché i cristiani siano testimoni «credibili e gioiosi» per quanti sono alla ricerca di Dio.</p>
<p>Le indicazioni pastorali, si legge ancora, hanno l&#8217;intento di favorire l&#8217;incontro con Gesù attraverso testimoni della fede, sia la conoscenza sempre maggiore dei suoi contenuti. In particolare, accanto a una solenne celebrazione del Papa per l&#8217;inizio dell&#8217;Anno della fede, vengono auspicate iniziative ecumeniche per favorire il «ristabilimento dell&#8217;unità fra tutti i cristiani». Con tale finalità, avrà luogo una solenne celebrazione ecumenica.</p>
<p>Si auspica un ampio uso dei mezzi di comunicazione e dell&#8217;arte, con trasmissioni televisive e radiofoniche, film e pubblicazioni accessibili a un ampio pubblico. Verrà inoltre realizzato un apposito sito Internet sull&#8217;Anno della fede.</p>
<p>A livello diocesano, spiega la nota, l&#8217;Anno sarà «occasione di dialogo creativo tra fede e ragione» attraverso convegni e simposi, e come tempo favorevole per «celebrazioni penitenziali» in cui chiedere perdono a Dio, «specialmente per i peccati contro la fede».</p>
<p>La Nota annuncia che, per la preparazione dell&#8217;Anno, è stato istituito presso la Congregazione per la Dottrina della Fede un apposito Comitato di cui fanno parte tra gli altri, i cardinali Levada, Bagnasco, George, Ouellet, Piacenza e Schonborn, monsignor Fisichella e i vescovi di Ratisbona Gerhard Ludwig Muller e di Tripoli Raffaello Martinelli. Inoltre per coordinare le diverse iniziative promosse dai diversi dicasteri, sarà istituita un&#8217;apposita segreteria presso il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova evangelizzazione.</p>
<p>CELEBRAZIONE EPIFANIA</p>
<p>Come aveva fatto in settimana nell’udienza generale del 4 gennaio, Benedetto XVI ha ricordato nella Messa e nell’Angelus del 6 gennaio – di cui i notiziari si sono occupati quasi solo per l’annuncio della creazione di 22 nuovi cardinali – che l’Epifania è anzitutto «una festa della luce». «Quella “luce nuova” che si è accesa nella notte di Natale (cfr Prefazio di Natale I) – ha affermato il Papa nell’Angelus –, oggi incomincia a risplendere sul mondo, come suggerisce l’immagine della stella», di cui il Pontefice rivendica il carattere storico: fu «un segno celeste che attirò l’attenzione dei Magi e li guidò nel loro viaggio verso la Giudea».</p>
<p>In realtà, «tutto il periodo del Natale e dell’Epifania è caratterizzato dal tema della luce, legato anche al fatto che, nell’emisfero nord, dopo il solstizio d’inverno il giorno riprende ad allungarsi rispetto alla notte». Questo ha permesso a molti popoli appena cristianizzati di comprendere meglio i misteri del tempo di Natale – non a caso un tema caro a un grande studioso di religioni comparate onorato il 6 gennaio con la nomina a cardinale, il professore belga Julien Ries. Ma in realtà, «al di là della loro posizione geografica, per tutti i popoli vale la parola di Cristo: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Gesù è il sole apparso all’orizzonte dell’umanità per illuminare l’esistenza personale di ognuno di noi e per guidarci tutti insieme verso la meta del nostro pellegrinaggio, verso la terra della libertà e della pace, in cui vivremo per sempre in piena comunione con Dio e tra di noi».</p>
<p>L’omelia della Messa papale è partita, sempre in tema di luce, dalle parole del profeta Isaia: «Alzati, [Gerusalemme,] rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te» (Is 60,1). Si trova anzitutto qui il vero «contenuto della festa»: «è venuto nel mondo Colui che è la vera Luce, Colui che rende gli uomini luce». In questi senso, «il cammino dei Magi d’Oriente è per la liturgia soltanto l’inizio di una grande processione che continua lungo tutta la storia», verso Betlemme e verso Gesù. Dunque «il cammino di questi uomini è solo un inizio. Prima erano venuti i pastori – le anime semplici che dimoravano più vicino al Dio fattosi bambino e che più facilmente potevano “andare di là” (cfr Lc 2,15) verso di Lui e riconoscerLo come Signore. Ora, però, vengono anche i sapienti di questo mondo. Vengono grandi e piccoli, re e servi, uomini di tutte le culture e di tutti i popoli. Gli uomini d’Oriente sono i primi, ai quali tanti, lungo tutti i secoli, vengono dietro». I Magi, così, «inaugurano il cammino dei popoli verso Cristo».</p>
<p>Nella Messa dell’Epifania il Papa ha conferito la consacrazione episcopale a due nuovi nunzi apostolici, in Irlanda e in Georgia e Armenia. E, ha detto il Papa, nei Magi che «come primi pagani trovarono la via verso Cristo, possiamo forse cercare – nonostante tutte le differenze nelle vocazioni e nei compiti – indicazioni per il compito dei Vescovi». Chi erano, infatti, i Magi? «Gli esperti ci dicono che essi appartenevano alla grande tradizione astronomica che, attraverso i secoli, si era sviluppata nella Mesopotamia e ancora vi fioriva». Questa informazione non basta però a capire il ruolo dei Magi nella storia della salvezza. «C’erano forse molti astronomi nell’antica Babilonia, ma solo questi pochi si sono incamminati e hanno seguito la stella che avevano riconosciuto quale stella della promessa, quale indicatore della strada verso il vero Re e Salvatore. Essi erano, possiamo dire, uomini di scienza, ma non soltanto nel senso che volevano sapere molte cose: volevano di più. Volevano capire che cosa conta nell’essere uomini».</p>
<p>È verosimile che i Magi conoscessero qualcosa della storia d’Israele. «Probabilmente avevano sentito dire della profezia del profeta pagano Balaam: “Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele” (Nm 24,17)». E vollero andare a fondo, come «persone dal cuore inquieto, che non si accontentavano di ciò che appare ed è consueto. Erano uomini alla ricerca della promessa, alla ricerca di Dio. Ed erano uomini vigilanti, capaci di percepire i segni di Dio, il suo linguaggio sommesso ed insistente». Probabilmente i Magi non furono presi troppo sul serio in questa loro ricerca nell’ambiente di origine, dei dotti della Mesopotamia: «possiamo immaginare che dovettero sopportare qualche derisione, perché si incamminarono verso il Re dei Giudei, affrontando per questo molta fatica». Però «per essi non era decisivo ciò che pensava e diceva di loro questo o quello, anche persone influenti ed intelligenti. Per loro contava la verità stessa, non l’opinione degli uomini. Per questo affrontarono le rinunce e le fatiche di un percorso lungo ed incerto. Fu il loro coraggio umile a consentire ad essi di potersi chinare davanti al bambino di gente povera e di riconoscere in Lui il Re promesso, la cui ricerca e il cui riconoscimento era stato lo scopo del loro cammino esteriore ed interiore».</p>
<p>Che cosa c’entra tutto questo con i vescovi? «Anche il Vescovo deve essere un uomo dal cuore inquieto che non si accontenta delle cose abituali di questo mondo, ma segue l’inquietudine del cuore che lo spinge ad avvicinarsi interiormente sempre di più a Dio, a cercare il suo Volto, a conoscerLo sempre di più, per poterLo amare sempre di più. Anche il Vescovo deve essere un uomo dal cuore vigilante che percepisce il linguaggio sommesso di Dio e sa discernere il vero dall’apparente. Anche il Vescovo deve essere ricolmo del coraggio dell’umiltà, che non si interroga su che cosa dica di lui l’opinione dominante, bensì trae il suo criterio di misura dalla verità di Dio e per essa s’impegna: “opportune – importune”». I Magi insegnano dunque ai vescovi che devono avere il coraggio di opporsi alle idee dominanti, e che questo coraggio deriva dalla vita spirituale e dall’umiltà. Ancora oggi il vescovo «deve avere l’umiltà di chinarsi davanti a quel Dio che si è reso così concreto e così semplice da contraddire il nostro stolto orgoglio, che non vuole vedere Dio così vicino e così piccolo».</p>
<p>Consacrando i due vescovi il Papa ha rivolto loro – secondo la liturgia della consacrazione episcopale – otto domande, che iniziano sempre con la parola: “Vultis? – volete?». Nell’omelia il Papa ha fatto cenno ad alcuni di questi «volete?»: «il “praedicare Evangelium Christi”, il “custodire” e “dirigere”, il “pauperibus se misericordes praebere”, l’“indesinenter orare”. L’annuncio del Vangelo di Gesù Cristo, il precedere e dirigere, il custodire il sacro patrimonio della nostra fede, la misericordia e la carità verso i bisognosi e i poveri, in cui si rispecchia l’amore misericordioso di Dio per noi e, infine, la preghiera continua sono caratteristiche fondamentali del ministero episcopale».</p>
<p>Il vescovo deve, secondo l’insegnamento dei maestri spirituali, in un certo senso pregare sempre, praticare – il che, secondo il suo stato, può essere raccomandato a ogni cristiano – «la preghiera continua che significa: non perdere mai il contatto con Dio; lasciarsi sempre toccare da Lui nell’intimo del nostro cuore ed essere così pervasi dalla sua luce. Solo chi conosce personalmente Dio può guidare gli altri verso Dio. Solo chi guida gli uomini verso Dio, li guida sulla strada della vita».</p>
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