Thursday, 9 September, 2010
Animatori Cristiani della Comunicazione

Cristianesimo e Islam in Europa tra imperi e popoli

Posted by Moreno Migliorati On settembre - 7 - 2010 ADD COMMENTS

Prende oggi il via la XXXII Settimana europea promossa dalla Fondazione ambrosiana Paolo VI, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’iniziativa, che si tiene fino all’11 settembre a Villa Cagnola di Gazzada (Va), ha per tema “Da Costantinopoli al Caucaso. Imperi e popoli tra cristianesimo e islam”. In una prospettiva di incontro culturale e di dialogo religioso tra Europa e Mediterraneo, la Settimana europea, chiariscono i promotori, “propone un approfondimento dell’irradiazione del cristianesimo orientale da Costantinopoli verso il Caucaso, evidenziando le conseguenze del dialettico rapporto all’interno del mondo cristiano tra greci e latini, gli sviluppi seguiti alla conquista islamica e le forme attualmente assunte dalla presenza cristiana in Turchia, in Georgia e, più in generale, nell’area caucasica”.

A concludere i lavori era stato chiaamato mons. Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia, ucciso nei mesi scorsi. Al suo posto sono stati chiamati Otmar Oehring (Aachen), direttore del Servizio “Diritti dell’uomo” di Missio e già portavoce della Conferenza episcopale turca, e mons. Giuseppe Pasotto (Tblisi), amministratore apostolico per i cattolici nel Caucaso, i quali chiuderanno i lavori illustrando la situazione attuale dei cristiani e dei cattolici in Turchia e nel Caucaso. I cinque giorni di lavori permetteranno di mettere a fuoco il problema del rapporto sempre più ineludibile tra Cristianesimo e religioni storicamente limitrofe, come l’Islam e l’Ebraismo, ma anche la questione, per molti aspetti drammatica, dei processi migratori di massa, che caratterizzano il mutamento epocale in atto.

(via SpiritualSeeds)

Turchia: un cartoon per promuovere il Ramadan tra i più piccoli

Posted by Moreno Migliorati On agosto - 23 - 2010 ADD COMMENTS

Mai forse come quest’anno le polemiche hanno investito il mese di Ramadan, accusato da più parti di essere diventato veicolo del consumismo più sfrenato. Devono aver fatto simili considerazioni anche in Turchia, concependo il cartone animato “Super Ramazan”, programmato in questi giorni sulla televisione nazionale e destinato proprio a diffondere i valori del mese più sacro dell’Islam tra le giovani generazioni.

Il cartone (destinato ad un target tra i 4 e i 14 anni di età, qui un trailer) ha per protagonista un bambino, di nome appunto Ramazan che, dopo essere stato colpito dal pide,  il pane con cui al tramonto si interrompe il digiuno, scopre di avere dei superpoteri, indossa mantello e maschera, si toglie gli occhiali e si trasforma così, da bambino timido e impacciato, in supereroe dell’Islam per poi tornare nelle vesti abituali.

Sostanzialmente positive, anche se con diverse sfumature, le reazioni all’iniziativa.  Il presidente dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche d’Italia, Izzedin Elzir, l’appoggia incondizionatamente: “Non l’ho visto ma sicuramente l’idea è positiva. Spero che venga data la possibilità a chi ha pensato a questo tipo di forma d’arte di poter continuare a produrne altre. Certamente l’educazione islamica passa dalla famiglia ma va bene qualsiasi tipo di iniziativa positiva come può essere quest’idea del cartone. I bambini che vogliono osservare il Ramadan imitano i genitori che digiunano dalla mattina al tramonto ma non possono assolutamente farlo. Un cartone del genere può aiutare a capire la religiosità e aiutare i genitori”. Mario Scialoja, consigliere del Centro Islamico Culturale d’Italia, pur non bocciando l’iniziativa, è invece più cauto: “Prima di giudicare quest’iniziativa bisognerebbe vedere il cartone. Può essere una cosa graziosa ma ricordiamo che i minorenni non sono tenuti ad osservare il Ramadan anche perché questo periodo non è incentrato sui bambini ma sui fedeli adulti”.

(via SpiritualSeeds)

Tra oggi e il prossimo fine settimana (che corrisponde anche con la fine del mese di maggio) i buddhisti di tutto il mondo celebrano la festività di Vesakh, che racchiude i principali eventi della vita del Buddha storico ed è considerata la festa più importante di tale religione. Il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ha inviato ai buddhisti di tutto il mondo il consueto messaggio di auguri che quest’anno è incentrato sulla tematica del rispetto della vita  e dell’ambiente e su ciò che cristiani e buddhisti possono fare insieme riguardo a ciò.

Nel messaggio si sottolinea in particolare che gli sforzi delle due comunità per l’impegno nel dialogo interreligioso “hanno contribuito a creare una nuova consapevolezza dell’importanza sociale e spirituale delle nostre rispettive tradizioni religiose in questo campo. Riconosciamo di avere in comune una maniera di considerare valori come il rispetto per la natura di tutte le cose, la contemplazione, l’umiltà, la semplicità, la compassione, e la generosità. Questi valori contribuiscono a una vita di non violenza, equilibrio, e sobrietà”.  Il messaggio insiste particolarmente sull’importanza degli sforzi congiunti degli aderenti alle due religioni quando afferma che “aumentando i nostri sforzi per la creazione di una coscienza ecologica per una coesistenza serena e pacifica, possiamo dare testimonianza di uno stile di vita rispettoso, che trova senso non nell’avere di più, ma nell’essere di più. Condividendo le prospettive e gli impegni delle nostre rispettive tradizioni religiose, possiamo contribuire al benessere del nostro mondo”.

Le celebrazioni di Vesakh di quest’anno, in Italia, si svolgeranno a Milano avendo come tema generale “Interdipendenza degli esseri e corresponsabilità delle culture”. Quello dell’interdipendenza, spiegano gli organizzatori “è un concetto universale, che spiega come ogni fenomeno, ogni evento o essere esiste solo in dipendenza da altro. Nulla esiste in modo assoluto, indipendente. Questo significa che ognuno esiste e può vivere solo dipendendo dagli altri, grazie agli altri. Sulla base di questa comprensione, nascono la compassione, l’amore e il rispetto reciproco”.

Tanti auguri ai buddhisti per questa importante festività.

(via SpiritualSeeds)

Si terrà oggi presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum) di Roma la conferenza “La prospettiva islamica su ebraismo e cristianesimo”. L’evento è particolarmente rilevante anche perché a parlare sarà una teologa musulmana, Mona Siddiqui,  che dirige il “Center for the Study of Islam” dell’università di Glasgow. Al centro del suo intervento vi sarà il problema che l’Islam ha affrontato sin dalle sue origini, e cioè quello dell’ebraismo e del cristianesimo quali rivelazioni divine . Considerata l’attuale forte interconnessione tra tensioni politiche e teologiche, Mona Siddiqui richiamerà l’attenzione sulla necessità di una più solida teologia islamica dell’inclusione dove il punto di partenza sia la compassione, non la salvezza.

Della studiosa musulmana ha fatto l’elogio anche un rabbino ebreo, Jack Bemporad, docente presso la medesima Università, il quale ha affermato che “Mona Siddiqui indica una strada nuova e audace ai Musulmani.  Con il suo lavoro teologicamente onesto dimostra che il tradizionale punto di vista musulmano – secondo il quale le Scritture ebraiche e cristiane sono corrotte – può essere reinterpretato, ed Ebraismo e Cristianesimo possono essere apprezzati e valutati senza condanna”.

La conferenza odierna arriva dopo tre anni dall’istituzione di un insegnamento universitario di Studi Interreligiosi presso l’Università Pontificia Angelicum, insegnamento che ha lo scopo di costruire ponti di comprensione tra cattolicesimo, ebraismo e altre tradizioni religiose formando una nuova generazione di capi religiosi al confronto, alla tolleranza e al dialogo nel rispetto delle differenze.

Qui un’intervista rilasciata recentemente all’Osservatore Romano dalla studiosa musulmana

(via SpiritualSeeds)

A piedi sulle orme di Lutero e a cavallo sulle tracce di Padre Pio

Posted by Moreno Migliorati On aprile - 13 - 2010 ADD COMMENTS

Anche lo sport può aiutare il dialogo tra religioni e confessioni diverse: questo devono aver pensato gli ideatori e gli organizzatori di due originali manifestazioni, la prima delle quali partita da poco tempo mentre la seconda è prevista per il prossimo 28 aprile.

Nel primo caso si tratta di “Von Luther Zum Papst” (“Da Lutero al Papa”): venticinque corridori di cinque diverse nazioni (Germania, Polonia, Italia, Stati Uniti e Kenya) sono partiti da Lutherstadt Wittenberg, in Germania, per raggiungere la Città del Vaticano. La distanza, circa duemila chilometri, sarà coperta in 15 tappe. Al loro arrivo a Roma il 21 aprile, i partecipanti saranno ricevuti da Papa Benedetto XVI. L’idea alla base di questa maratona è di ripercorrere, a distanza di cinquecento anni, il cammino verso Roma di Martin Lutero sostituendo le divisioni e rotture, seguite al primo viaggio, con l’armonia e la volontà di riunire uomini di razza e religioni diverse nello stesso percorso quest’oggi. La staffetta ha anche uno scopo benefico: grazie alla partecipazione di due maratoneti del Kenya, infatti,  verranno raccolti fondi per aiutare le vittime dei conflitti civili in Kenya.

Nel caso della seconda manifestazione si tratta invece del Primo itinerario religioso a cavallo Pietrelcina – San Giovanni Rotondo: cinque giorni di trekking a cavallo o in bicicletta sui luoghi legati alla presenza e alla vita di Padre Pio.

(via SpiritualSeeds)

A Genova il “Giardino delle religioni”

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 19 - 2010 1 COMMENT

Domenica prossima, 21 marzo, verrà inaugurato a Genova un “Giardino delle religioni”, iniziativa che va nella direzione di una sempre maggior conoscenza reciproca tra le varie fedi che popolano sempre di più le nostre città. L’idea, nata nell’ambito della Consulta delle Religioni operante da tempo nel capoluogo ligure, è quella di associare una pianta ad ogni comunità di fede appartenente alla Consulta: Chiesa Cattolica, Chiesa Battista, Chiesa Luterana, Chiesa Metodista, Chiesa Valdese, Iglesia Evangélica Hispano-Americana, Chiesa Anglicana, Chiesa Cristiana Avventista del 7° giorno, Chiesa Ortodossa Greca, Chiesa Ortodossa Romena, Chiesa Ortodossa Russa, Comunità Ebraica, Centro Islamico Culturale, Assemblea Spirituale Locale dei Baha’i, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Induista Italiana Sanatana Dharma Samgha, e Comunità Sikh.

Le differenti comunità religiose presenti nel territorio di Genova saranno pertanto invitate a scegliere la pianta che rappresenti nel Giardino dell’Arca la loro fede. A ricordare che la particolarità non è ostacolo all’universalità. Lo spazio adibito alla realizzazione del progetto sarà nel centro cittadino, all’interno dei Giardini Baltimora.
Genova ha una tradizione di porto franco delle religioni e della politica e si è ritenuto pertanto naturale pensare ad un Hortuspiriti, un giardino dedicato alla convivenza con il compito di rappresentare valori ideali delle religioni, senza velleità di contrapposizione e competizioni di simboli ma solo come indicatori di religioni che coesistono trovando l’armonia nella diversità.

Le iniziative legate alla realizzazione del Giardino non si fermeranno comunque domenica: come spiega l’assessore Pinuccia Montanari, infatti “ogni anno sarà individuata una data e dedicheremo una giornata per approfondire una dimensione religiosa“.

(via SpiritualSeeds)

Milano: in occasione della BIT si inaugura oggi l’Oasi del Silenzio

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 18 - 2010 ADD COMMENTS

Prende il via quest’oggi a Milano la BIT (Borsa Internazionale del Turismo) una delle principali manifestazioni del settore, che quest’anno dedica una particolare attenzione al turismo religioso. Al settore sarà dedicato un momento di incontro specifico per gli operatori coinvolti nella valorizzazione dei siti storici, dei percorsi e dei cammini di fede, dei luoghi di culto e delle destinazioni religiose.
Proprio in occasione della prima giornata della BIT, verrà inaugurata l’Oasi del silenzio, uno spazio interreligioso costruito all’interno del quartiere espositivo della Fiera di Milano, costruita a Rho. L’iniziativa sarà gestita dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano e dal Forum delle Religioni. L’Oasi del Silenzio è un luogo di raccoglimento e preghiera aperto a tutti i culti. L’area è divisa in tre parti: un ingresso, che ha lo scopo di accogliere i visitatori; una cappella destinata ai fedeli cristiani; un locale lasciato volutamente senza caratterizzazioni religiose specifiche, riservato alle altre confessioni.
L’unico elemento presente è una fonte d’acqua, poiché l’acqua spiega don Giampiero Alberti, collaboratore per i rapporti con l’islam del Servizio per l’ecumenismo e il dialogo della Diocesi di Milano, “è un segno primordiale che in tutti i culti rappresenta un mezzo per avvicinarsi alla divinità”. In occasione delle principali mostre in programma alla Fiera, questo luogo non solo sarà aperto, ma anche animato da funzioni: il venerdì si terrà il rito musulmano, il sabato e la domenica quello ebraico e quello cristiano. Per buddhisti ed induisti non sono previste funzioni specifiche, ma sono disponibili testi che aiuteranno i fedeli a raccogliersi in preghiera.

(via SpiritualSeeds)

Giornata della libertà religiosa

Posted by Moreno Migliorati On febbraio - 16 - 2010 ADD COMMENTS

FIRENZE: oggi Giornata della liberta’ religiosa.

Si svolge oggi pomeriggio presso il Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio, a Firenze, un incontro  dedicato al tema della libertà religiosa promosso dalla Consulta per il dialogo con le confessioni religiose presieduta dal presidente della commissione cultura e sport del capoluogo toscano. Si parlerà di islam, ma anche di buddismo, antisemitismo e aspetti giuridici legati alla libertà confessionale.

L’appuntamento odierno è il primo incontro culturale promosso dalla Consulta, nata nell’aprile del 2009, anno in cui la medesima ha proposto e ottenuto dal consiglio comunale l’istituzione del ”Centro di In-Formazione Religiosa”, rivolto principalmente ai docenti e agli studenti delle scuole dell’area metropolitana fiorentina. Fra i relatori ci sarà padre Giulio Albanese, direttore delle riviste missionarie della Conferenza Episcopale Italiana, che approfondirà la delicata tematica de “La non-libertà di professare la fede cristiana: dimensioni del problema”, relativamente alle difficili realtà dei territori di missione, spesso caratterizzati da espressioni violente d’intolleranza religiosa. Daniela Misul, presidente della Comunità Ebraica di Firenze interverrà sul tema “L’Antisemitismo di ritorno: pericolo o realtà?” A parlare di Islam ci sarà Izzedin Elzir, Iman della Comunità Islamica di Firenze, mentre Riccardo Pacci, responsabile relazioni esterne dell’Istituto Buddista Soka Gakkai di Firenze parlerà di “La spiritualità buddista quale contributo alla libertà di pensiero e di coscienza”.

Un’iniziativa senza dubbio interessante, anche perché se ne fa promotrice un’amministrazione locale che si dimostra così attenta a questioni che esulano dalle consuete questioni della “politica politicante”.

(via SpiritualSeeds)

La Quaresima vista dai fratelli musulmani

Posted by Sergio Scacchia On febbraio - 15 - 2010 ADD COMMENTS

di Sergio Scacchia

Mentre la Chiesa si appresta a vivere il momento più importante dell’anno liturgico, la Quaresima, tempo di raccoglimento e di riavvicinamento al Signore, penso sia indispensabile rivedere il rapporto con il Signore, l’unica persona capace di dare un senso alla nostra vita, anche attraverso l’esempio di una famiglia che professa un’altra religione.
Sono parecchi i fratelli musulmani presenti nella Diocesi di Teramo Atri, tutti ben integrati in una comunità che non ha mai registrato scontri di civiltà o di ideologia religiosa, dimostrando sempre una profonda cultura dell’accoglienza.
Mi ha sempre colpito dei musulmani, l’assoluta dedizione ai momenti di preghiera. Anche noi cristiani abbiamo diversi spazi durante la giornata per dedicare attimi al Signore, ma, forse, bisogna riconoscere che spesso manchiamo all’appuntamento con Dio.
“Guarda che la preghiera è uno dei cinque pilastri dell’Islam!” Chi parla, in perfetto italiano è una bella e giovane signora. Si chiama El Battal Saida.
“Il primo pilastro- mi spiega la donna- è l’accettazione dell’unicità di Dio, il secondo è dato dalle cinque preghiere giornaliere, il terzo è la carità, il quarto è il Ramadan e il quinto è il pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita. Bisogna rispettare tutti e cinque i pilastri, altrimenti non c’è equilibrio per seguire la retta via”.
Lei vive, insieme al marito El Jahar Salah e i suoi tre figli, in un paese della provincia di Teramo, in Abruzzo. Vorrebbe anche altri bambini perché “i figli sono benedizione di Allah e noi di sera guardiamo poca televisione.”
Ride divertita della battuta la signora che ha un sorriso di disarmante bellezza.
Il suo uomo, proveniente dal Marocco, giunse da noi quasi venti anni fa, lei lo raggiunse tre anni dopo. Da quel momento la nostra terra è diventata una nuova patria per la coppia che subito si è integrata alla perfezione.
“La gente ci vuol bene- dice l’uomo – lo stipendio è dignitoso.”
Lavora nel settore dei prefabbricati ma non dimentica di pregare per cinque volte nel giorno. “Anche durante il Ramadan, a settembre, ho letto i versetti del Corano alle ore dovute”.
Salah mi spiega insieme alla sua amata Saida, che, il Ramadan, mese sacro dei musulmani, consta di trenta giorni all’insegna del digiuno, della meditazione e della preghiera con forti momenti di intensa comunione con Dio e con i fratelli. Questo mese è ritenuto sacro perché, secondo la tradizione, durante la “Notte del Destino”, fu rivelato il sacro Corano al profeta Mohammed, tramite l’arcangelo Gabriele.
Durante questo periodo ci si trova in moschea per cenare; segue la preghiera al tramonto, poi si sta insieme prima dell’ultima preghiera e poi è il momento della preghiera lunga che si fa solo per il Ramadan: il “tarawih”.
Dove vanno a pregare i musulmani da queste parti? Scopro dalle loro informazioni che esistono moschee in piccoli paesi del teramano da Campli, a Controguerra fino alle porte del capoluogo.
Hanno la bella abitudine di leggere di sera i versetti del Corano insieme ai figli più grandi. Quello che dovremmo fare noi, nelle nostre famiglie, nei riguardi della Bibbia.
“Ma voi cristiani, credete veramente che durante questi trenta giorni noi musulmani dimagriamo? Non è così! Per tutto il giorno non si tocca cibo. Di sera, davanti ad una tavola piena da far spavento si mangia tanto. Abbiamo colazione, pranzo e cena, tutto in uno! C’è ogni bene sulla tavola, meno che il maiale! Subito dopo, si va a dormire e il cibo non si smaltisce. I bambini hanno messo su due chili a settembre per il Ramadan!”
C’è da ripensare alla nostra Quaresima, all’indifferenza di molti cristiani ad un periodo che è paragonabile all’importanza del Ramadan degli altri. Mustapha Ratza, il capo spirituale di una comunità musulmana della costa adriatica, mi parlò un giorno di Gesù e disse: “Mai nessuno di noi musulmani si sognerebbe di offendere Gesù, il grande profeta. La croce non offende, ma unisce i fratelli di tutte le religioni”.

Prima di andar via, l’occhio mi cade su di un’iscrizione di legno vicino la porta d’ingresso: “Chi digiuna ha due motivi di rallegrarsi: si rallegra quando lo rompe e si rallegrerà del digiuno fatto quando incontrerà il suo Signore…”

LA CAMPANIA AVRÀ UN CONSIGLIO DI CHIESE

Posted by marilena marino On gennaio - 26 - 2010 ADD COMMENTS

Nasce il Consiglio regionale delle chiese cristiane della Campania. Il prossimo 24 gennaio, in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, rappresentanti di 13 denominazioni tra cattolici, protestanti, anglicani ed ortodossi campani, firmeranno – nel corso di una liturgia ecumenica nel Duomo di Napoli – lo statuto del nuovo organismo ecumenico. “Il Consiglio – si legge in un comunicato della Commissione ecumenica campana – nasce dal desiderio di testimoniare insieme il Vangelo di Gesù Cristo, coltivare nelle chiese una mentalità ecumenica, favorire la corretta e reciproca conoscenza delle chiese, studiare e sostenere insieme attività ecumeniche, diffondere l’informazione sulle attività del movimento ecumenico, cercare risposte comuni ai problemi religiosi che interpellano la fede cristiana”. Il Consiglio vuole essere anche un luogo dove “discutere e chiarire eventuali incomprensioni tra le chiese, prestare attenzione alla correttezza dell’informazione sulle chiese nei mezzi di comunicazione sociale”. Vi aderiscono le Chiese cattolica; ortodosse dei Patriarcati Ecumenico di Costantinopoli, di Mosca; di Bucarest; la Comunione Anglicana; la Chiesa Apostolica Italiana; Evangelica Italiana; Luterana; Metodista, Valdese e Battiste, la Comunione Chiese Libere.

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