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Alla riscoperta del Martire e Vescovo San Gaudenzio, Patrono di Garaguso

festa patronaleNon tutti sanno che il Santo vescovo di Rimini, il martire Gaudenzio, è anche Patrono di un piccolo e antichissimo paese lucano della valle del fiume Cavone, Garaguso, sito in provincia di Matera ed appartenente alla diocesi ecclesiastica di Tricarico (Basilicata).

San Gaudenzio è nato ad Efeso da una famiglia cristiana e benestante nel 280 circa d.C. e morì il 14 ottobre del 360 d.C. a Rimini linciato dai seguaci di Ario, il presbitero e teologo berbero promotore e fondatore della corrente eretica che da lui prese il nome di “arianesimo” corrente che fu condannata nel primo Concilio ecumenico della storia, svoltosi a Nicea nel 325 d.C.

La tradizione legata a questo Santo presenta molti aspetti non del tutto chiari. Pare che la regina dei Longobardi, Teodolinda, fuggendo verso Ravenna avrebbe nascosto il corpo di San Gaudenzio a Senigallia per preservarlo da incursioni nemiche. Secondo alcune notizie confuse, nel XVI sec. d.C. le reliquie del Santo vennero trasferite nella odierna Ostra Venere (Marche).

Mentre a Rimini è custodita la reliquia del cranio, nel 1702 il Cardinal Gaspare di Carpegna fece dono a don Giuseppe Del Mastro di Garaguso di un “osso sacro crurale”. Nel 1794 il vescovo di Tricarico, Pinto Fortunato, donò alla chiesa di Garaguso anche il braccio di San Gaudenzio e, a partire dal 1870, per decreto di Papa Pio IX, il vescovo di Rimini, Gaudenzio, divenne quindi il Patrono anche di Garaguso, ove le sue reliquie sono gelosamente conservate ancora oggi, nella Chiesa Madre dedicata a San Nicola di Myra.

La festa liturgica di San Gaudenzio, in memoria del suo dies natalis, nel tempo dal 14 ottobre è stata anticipata al 24 settembre, essendo i garagusani, nei giorni intorno al 14 ottobre, occupati nella semina.

L’attuale parroco di Garaguso, don Giuseppe Abbate, asserisce al riguardo che da una ventina d’anni si è deciso di anticipare ulteriormente la festa patronale al 14 agosto poichè, tornando in quel periodo in paese molti emigranti, si è ritenuto che la festa di San Gaudenzio fosse l’occasione migliore per raccogliersi attorno al Patrono. Il culto verso San Gaudenzio è infatti ancora molto sentito nel paese, tanto che numerosi garagusani vengono battezzati ancora col nome di Gaudenzio, la cui etimologia significa “colui che gode, gaudente, gioioso”.

Don Giuseppe spera altresì di realizzare un pellegrinaggio a Rimini, al fine di accompagnare i garagusani a pregare sulla tomba del loro Santo Patrono, Gaudenzio. Per don Giuseppe, difatti, sarebbe bello che Garaguso potesse gemellarsi con Rimini.

san gaudenzioLa preghiera di invocazione che il popolo di Garaguso rivolge in segno di devozione al Santo Patrono fu scritta da Mons. Raffaello Delle Nocche (vescovo di Tricarico dal 1922 al 1960, di cui è in corso il processo di beatificazione:

“Glorioso San Gaudenzio, insigne patrocinatore della piú bella gloria di Cristo, che imperterrito lottaste contro la perfidia Ariana, ed anziché cedere alla tirannia dei nemici della fede, impavido soffriste l’esilio ed affrontaste il patibolo morendo trucidato, infondete in noi tale fermezza di carattere perchè ci dichiariamo pronti a perdere tutto piuttosto che tradire la nostra fede cattolica.
Voi siete il nostro protettore ed a voi ricorriamo; a Voi affidiamo la nostra anima e le nostre sostanze, difendeteci dai nemici interni ed esterni; benedite il nostro paese ed allontanate da esso qualunque calamitá, epidemie e dolore, affinché sul Vostro esempio e da Voi sorretti possiamo servire in vita il Signore ed un giorno venire a godere con Voi l’eterna gloria del Paradiso. Cosí sia.”

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