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Quel Papa che piange a Lampedusa

corona-fiori-lampedusa-1024x667Il Papa con i migranti a Lampedusa «No a globalizzazione indifferenza»
Storica visita di Papa Francesco a Lampedusa, isola simbolo dell’emergenza migranti. È il primo viaggio apostolico dall’inizio del suo Pontificato. L’aereo, un Falcon 900 dell’Aeronautica militare, con a bordo il Pontefice è decollato poco prima delle 8 dall’aeroporto militare di Ciampino.

All’arrivo nell’isola delle Pelagie, terra più a sud del Continente, ribattezzata ‘la Porta d’Europa’, che ha accolto negli anni migliaia di migranti, Papa Bergoglio sarà accolto dall’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, e dal sindaco Giusi Nicolini.

Tra i momenti salienti del viaggio, di grande valenza simbolica per il Pontefice, il lancio nelle acque al largo dell’isola di una corona di fiori in memoria di quanti hanno perso la vita in mare durante le traversate dall’Africa. Il Papa avrà poi un incontro a Punta Favarolo con i migranti e con la comunità di Lampedusa e Linosa. E’ terminata la celebrazione della Messa presso il campo sportivo in contrada Arena. Poco prima delle 14, il rientro a RomaORE 11.08 – Nell’omelia il Papa ha sottolineato in un passaggio a braccio anche il dramma dei migranti di cui sono responsabili i trafficanti di uomini. I migranti “prima di arrivare qui – ha detto – sono passati attraverso i trafficanti, quelli che sfruttano la povertà degli altri, queste persone per cui la povertà degli altri è fonte di guadagno” e a causa di questi “hanno sofferto”.

ORE 11.06 – “Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? – ha chiesto il Papa parlando dell’aspetto dell’indifferenza -, Nessuno! Tutti noi rispondiamo così: non sono io, io non c’entro, saranno altri, non certo io”. “Ma Dio – ha proseguito – chiede a ciascuno di noi: ‘Dov’è il sangue di tuo fratello che grida fino a me?’. Oggi nessuno si sente responsabile di questo; abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna; siamo caduti nell’atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell’altare, di cui parla Gesù nella parabola del Buon Samaritano: guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo “poverino”, e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro; e con questo ci sentiamo a posto”.

ORE 10:51 – “Chi di noi ha pianto per questo fatto e per fatti come questo? Per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Per questi uomini che desideravano qualcosa per sostenere le proprie famiglie?”. Papa Francesco ha rivolto queste domande angosciose alla folla di Lampedusa e al mondo intero che segue il suo dolente pellegrinaggio in ricordo dei 20 mila immigrati “sepolti” nel Mediterraneo. “Siamo una società – ha detto con tristezza il Pontefice – che ha dimenticato l’esperienza del piangere, del ‘patire con’: la globalizzazione dell’indifferenza!”.

ORE 10:44 – Papa Francesco ha rivolto un pensiero a migranti musulmani che, oggi, stasera, stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l’augurio di abbondanti frutti spirituali”. “La Chiesa vi è vicina – ha aggiunto – nella ricerca di una vita più dignitosa per voi e le vostre famiglie. A voi, ‘O ‘scià”.

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