Thursday, 23 February, 2012
Animatori Cristiani della Comunicazione

“In fine. Vivere sul limite dei tempi”: questo il tema della settima edizione di “Torino Spiritualità”, che prenderà il via nel capoluogo piemontese il prossimo giovedì 29 settembre per concludersi il due ottobre. Un’edizione “low cost”, come è stata definita, visto che (a causa dei ben noti tagli alla cultura e ai bilanci degli enti pubblici) il budget risulta pressoché dimezzato rispetto alle origini. Nonostante ciò, saranno in programma circa sessanta incontri e dialoghi animati da un centinaio di relatori internazionali più progetti speciali che abbracciano musica, teatro, cinema e arti plastiche.
L’edizione 2011 verterà principalmente su quattro temi-cardine. Il primo è quello legato a Genesi e Apocalisse, per ripercorrere un viaggio alla scoperta dell’umanità a partire dall’Antico Testamento: tra i relatori del settore Vittorino Andreoli, Haim Baharier, Umberto Galimberti, Angela Finocchiaro, Maurizio Maggiani, Salvatore Natoli, Telmo Pievani, Roberto Piumini, Nicola Spinosa, Gustavo Zagrebelsky. Il secondo versante di dibattiti sarà invece incentrato sul tema delle promesse e delle profezie: relatori Adriana Destro, Frederic Lenoir, Mauro Pesce, Roberto Vacca, Luciano Mazzocchi). Il terzo ramo di discussione è invece intitolato “I tempi sono maturi”, ovvero come dare un nuovo senso ad un modo di dire, che nel linguaggio quotidiano appare svuotato: ne parleranno nella capitale sabauda Roberto Escobar, Maurizio Ferraris, Jean Pierre Dupuy, Patrik Ourednik, Mario Perniola, Giorgio Vasta.). Infine, il tema “Visioni dal quotidiano”: illustri ospiti chiamati a discuterne Michael Barry, Gabriella Caramore, Vito Mancuso, Gianni Vattimo, Richard Wiseman.
Il programma si aprirà con una lezione magistrale di Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose, cui farà da contraltare nello stesso giorno di apertura una riflessione sulla felicità del giornalista Massimo Gramellini con l’imprenditore farmaceutico francese Christian Boiron, da sempre impegnato nel sociale.

(via SpiritualSeeds.info)

Prende il via stasera a Bergamo «Molte fedi sotto lo stesso cielo», ciclo di incontri promosso dalle Acli, con il patrocinio del Comune di Bergamo, in collaborazione con moltissimi gruppi e associazioni del territorio.

L’obiettivo del percorso, dal titolo completo “Molte fedi sotto lo stesso cielo, per una convivialità delle differenze” è quello, come affermano gli organizzatori,  di imparare un alfabeto delle culture e delle religioni che ci attrezzi a vivere con responsabilità e discernimento la sfida epocale del mondo plurale a cui, inevitabilmente, saremo chiamati in un futuro non troppo lontano. La nostra convinzione è che per vivere e non subire le trasformazioni in atto, siamo chiamati, da un lato, a conoscere più e meglio non solo lo stesso cristianesimo, ma anche le religioni “altre”, cercando di evitare i ricorrenti pregiudizi e i facilistici pressapochismi; e dall’altro, a educarci pazientemente al dialogo e al confronto interculturali e interreligiosi.

Il tema scelto per quest’anno è “Ama il prossimo tuo perchè è te stesso” che  sarà affrontato attraverso una ottantina di proposte articolate in sezioni diverse (“Dialoghi”, “Meditatio”, “Grammatica dello Spirito”, “Cammini dello Spirito”, “Nella città la cura” “Voci e volti dall’Oriente”, “Cinema dello Spirito”, “Musica dello Spirito”, ”Cibo dello Spirito”, ”Teatro dello Spirito” e ”Per capire di più”).

Il via stasera, nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, con una Lectio Magistralis del cardinal Gianfranco Ravasi. Tra gli altri ospiti, da segnalare: Dominique Lapierre, fra Pierbattista Pizzaballa, Eugenio Scalfari, Gianantonio Stella, Luigi Zoja, Silvano Petrosino, Franco Cardini, mons.Louis Sako, rav.Giuseppe Laras, Gianni Mura, Gabriella Caramore. L’evento artistico di questa edizione sarà il “Concerto per la pace” della cantante israeliana Noa (venerdi 30 settembre 2011 alle 21 al PalaCreberg).

(via SpiritualSeeds.info)

Ai tanti Festival che affollano ormai da anni il panorama culturale italiano (da quello della letteratura a quello del diritto, passando per quello della mente e per quello della filosofia) se ne aggiunge un altro: prende il via infatti oggi a Verona la prima edizione del Festival della dottrina sociale della Chiesa. Si tratta di un’iniziativa promossa dalla Fondazione Toniolo di Verona, dal Collegamento sociale cristiano, dal Movimento degli Studenti Cattolici, dalla rivista ”La Societa”’, dai Gruppi della Dottrina sociale, dalla Fondazione Segni Nuovi e dal Movimento nazionale giovani Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti).
Il programma, spiegano gli organizzatori, ”si concentra in particolare sugli aspetti economici dell’insegnamento sociale della Chiesa e sulla corrispondenza tra riflessione teorica e comportamenti concreti finanche produttive e economiche nella vita quotidiana. Oggi più che mai sono necessarie persone che sappiano tradurre nella pratica di ogni giorno questo grande patrimonio culturale e di fede, che aiuta ciascuno di noi ad orientarsi nei diversi ambiti in cui opera: famiglia, scuola, impresa, comunità”.
Il convegno si aprirà questa mattina in Fiera con i saluti del sindaco Flavio Tosi e del vescovo Giuseppe Zenti, Quindi Vittorio Possenti, ordinario di filosofia politica all’università Ca’ Foscari di Venezia terrà la relazione introduttiva «Un patrimonio comune per le sfide di oggi: la dottrina sociale della Chiesa». Nei tre giorni di seminario saranno create commissioni di lavoro dedicate alla dottrina sociale della Chiesa nell’economia, nell’impresa, nel territorio, nelle realtà locali. Saranno toccati temi come «Donna, tempi e lavoro», la cooperazione e la mutualità, la dottrina sociale della Chiesa e la legalità e altro ancora.
Domenica mattina dopo una relazione sul nuovo beato Giuseppe Toniolo, l’intervento del cardinale Bertone «La spiritualità cristiana come modo di essere nel mondo per cambiarlo».

(via SpiritualSeeds.info)

È stata presentata ufficialmente la seconda edizione de “I Teatri del Sacro”, che si svolgerà a Lucca dal 19 al 25 settembre prossimo. Si tratta di un progetto promosso da Federgat, Federazione gruppi attività teatrali e Fondazione Comunicazione e Cultura, insieme al Servizio nazionale per il Progetto culturale della Cei, all’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei e all’Acec, associazione cattolica esercenti cinema.
I 27 spettacoli in cartellone, tutti inediti, entreranno poi nelle programmazioni delle sale della comunità, che nella scorsa edizione “hanno visto la rappresentazione di più di 300 repliche”, ha sottolineato Francesco Giraldo, segretario dell’Acec. “C’è stata una grande risposta da parte delle diocesi – ha affermato il responsabile del Servizio nazionale per il Progetto culturale, Vittorio Sozzi, il quale ha ribadito come questa manifestazione si collochi “nella missione della Cei di essere al servizio delle diocesi”. Alla conferenza stampa erano presenti anche Fabrizio Fiaschini, presidente della Federgat, che ha illustrato gli spettacoli in programma, e Giorgio Testa, responsabile del laboratorio “I 70 visioni e condivisioni”, dedicato “all’altra metà dello spettacolo: lo spettatore”.
Scopo de “I Teatri del Sacro”, ha spiegato mons. Domenico Pompili, durante la conferenza stampa, “é quello di riscoprire un’arte che è tra le più antiche e che ha sempre avuto una stretta continuità con la ricerca del senso”. Tre, ha aggiunto Pompili, le dimensioni proprie del teatro che la Chiesa, con l’iniziativa, intende mettere in luce: la “corporeità” perché “incontrare l’altro vuol dire innanzitutto trovarsi di fronte un corpo”; la “concretezza”, poiché “il sacro non è solo il luogo dei precetti e delle leggi ma anche quello dell’incontro con il singolo evento”; la “forza simbolica” perché “in una cultura tecnicista che tende a schiacciare tutto sui dati di fatto, il teatro dà respiro e profondità”.

(via SpiritualSeeds.info)

Metafora della bellezza per famiglie, sacerdoti e fidanzati

Posted by michelangelo On settembre - 13 - 2011 ADD COMMENTS

di Michelangelo Nasca

Con lo sguardo rivolto al maestoso portale della Cattedrale di San Ciriaco ad Ancona, al termine del suo ventiquattresimo Viaggio Apostolico in Italia, Papa Ratzinger adopera la metafora della bellezza per rivolgersi alle famiglie e ai sacerdoti che hanno preso parte al XXV Congresso Eucaristico Nazionale. “Nel varcare il maestoso portale – afferma il Pontefice – l’animo rimane affascinato dall’armonia dello stile romanico, arricchito da un intreccio di influssi bizantini e di elementi gotici. Anche nella vostra presenza – sacerdoti e sposi provenienti dalle diverse diocesi italiane – si coglie la bellezza dell’armonia e della complementarità delle vostre differenti vocazioni”.

Benedetto XVI ricorda che l’Ordine sacro e il Matrimonio – nella mutua conoscenza, stima vicendevole e condivisione della stessa fede che portano ad apprezzare il carisma altrui – posseggono, in Cristo, la medesima radice e pertanto sono chiamati ad una missione comune. “La famiglia è luogo privilegiato di educazione umana e cristiana e rimane, per questa finalità, la migliore alleata del ministero sacerdotale; essa è un dono prezioso per l’edificazione della comunità. La vicinanza del sacerdote alla famiglia, a sua volta, l’aiuta a prendere coscienza della propria realtà profonda e della propria missione, favorendo lo sviluppo di una forte sensibilità ecclesiale. Nessuna vocazione è una questione privata, tantomeno quella al matrimonio, perché il suo orizzonte è la Chiesa intera. […] E l’Eucaristia è il centro e la sorgente di questa unità che anima tutta l’azione della Chiesa”.
Il Pontefice invita i sacerdoti a condividere le responsabilità educative della famiglia, incoraggiandoli e aiutandoli “a rinnovare continuamente la grazia del loro matrimonio”, con una particolare attenzione verso coloro che “fanno più fatica ad adempiere gli impegni assunti con il vincolo matrimoniale e con quanti, purtroppo, vi sono venuti meno”.
“L’educazione alla fede delle nuove generazioni – ricorda il Papa –  passa anche attraverso la vostra coerenza. […] E nei momenti in cui si insinuasse la tentazione che ogni impegno educativo sia vano, attingete dall’Eucaristia la luce per rafforzare la fede, sicuri che la grazia e la potenza di Gesù Cristo possono raggiungere l’uomo in ogni situazione, anche la più difficile”.

La visita pastorale si conclude a Piazza del Plebiscito dove Benedetto XVI incontra i giovani fidanzati.
Le problematicità del nostro tempo mettono le nuove generazioni con le spalle al muro, e “la difficoltà di trovare un lavoro stabile stende un velo di incertezza sull’avvenire”. “Questa condizione – dichiara il Pontefice – contribuisce a rimandare l’assunzione di decisioni definitive, e incide in modo negativo sulla crescita della società, che non riesce a valorizzare appieno la ricchezza di energie, di competenze e di creatività della vostra generazione”.

Il relativismo intacca i valori essenziali della persona e le emozioni momentanee ci allontanano dalla condivisione di un progetto di vita comune. Papa Ratzinger esorta le giovani coppie a non perdere la speranza: “Non abbiate paura di affrontare queste sfide! Non perdete mai la speranza. Abbiate coraggio, anche nelle difficoltà, rimanendo saldi nella fede. […] Non scoraggiatevi davanti alle carenze che sembrano spegnere la gioia sulla mensa della vita”.

Benedetto XVI, con la schiettezza che ormai contraddistingue tutti i suoi discorsi, tocca infine alcune problematiche relative alle principali dinamiche della coppia e invita i giovani a fondare il cammino verso il matrimonio sui tre pilastri della vita familiare: fedeltà, indissolubilità e trasmissione della vita: “Educatevi sin da ora alla libertà della fedeltà, che porta a custodirsi reciprocamente, fino a vivere l’uno per l’altro. Preparatevi a scegliere con convinzione il «per sempre» che connota l’amore: l’indissolubilità, prima che una condizione, è un dono che va desiderato, chiesto e vissuto, oltre ogni mutevole situazione umana. E non pensate, secondo una mentalità diffusa, che la convivenza sia garanzia per il futuro. Bruciare le tappe finisce per “bruciare” l’amore, che invece ha bisogno di rispettare i tempi e la gradualità nelle espressioni; ha bisogno di dare spazio a Cristo, che è capace di rendere un amore umano fedele, felice e indissolubile”.

Al via sabato prossimo il Festival Internazionale di Letteratura Ebraica

Posted by Moreno Migliorati On settembre - 12 - 2011 1 COMMENT

Sarà la Notte della Cabbalà ad inaugurare, sabato 17 settembre, al Ghetto di Roma, la quarta edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica, che si svolgerà  dal 17 al 21 settembre. Ospite d’eccezione della rassegna e della serata del 17, lo scrittore israeliano A.B. Yehoshua, che – alle 21 al Tempio di Adriano, intervistato dal direttore di Radio 3 Marino Sinibaldi – guiderà gli spettatori in un viaggio alla scoperta della letteratura ebraica. L’attore Massimo Ghini leggerà una selezione di brani. Si tratta dell’unico appuntamento fuori dal Ghetto: tutti gli altri eventi in programma si svolgeranno infatti nella zona tra lungotevere De’ Cenci e via del portico D’Ottavia e tra via Arenula e il Teatro di Marcello.

La serata di sabato 17 darà appunto il via alla quarta edizione del Festival di Letteratura Ebraica, che si concretizza, come affermano gli organizzatori, in “un percorso culturale metalinguistico, tra modernità e memoria, un viaggio nella letteratura ebraica che prende le mosse dal Talmud, fino agli scrittori israeliani e internazionali per arrivare alla storia, l’arte figurativa, il teatro e la musica”.

L’idea di dare vita al Festival nasce dalla volontà di aprire una finestra sul mondo della cultura ebraica: non un semplice evento culturale legato al mondo dei libri, ma un progetto di ampia portata in grado di esprimere la creatività, le emozioni e la capacità narrativa del popolo ebraico, un ponte di conoscenza tra questo mondo e la città di Roma, sede di un’antichissima comunità ebraica.

La chiusura del Festival, mercoledì 21 settembre, è affidata al vincitore del Man Booker Prize 2010 Howard Jacobson, scrittore, romanziere e umorista britannico, e al grande jazzista Daniel Zamir, tra i musicisti e compositori più importanti di Israele.

(via SpiritualSeeds.info)

IL MONASTERO SRETENSKY

Posted by Daniela Asaro Romanoff On settembre - 7 - 2011 ADD COMMENTS

Il Monastero Sretensky è uno dei più antichi monasteri russi, essendo stato fondato nel 1397. Fu edificato per commemorare il miracoloso evento dell’incontro dei cittadini di Mosca con l’Icona di Vladimir, raffigurante la Madre del Signore. Il Monastero si trova al centro di Mosca.

La storia della Russia, intessuta di ferventi preghiere, spiritualità e rivoluzioni nefaste, che hanno portato alla negazione di Dio, si riflette nella storia del Monastero.

Nel 1395 le sentinelle delle steppe russe diedero un tristissimo annuncio: un terribile conquistatore stava preparandosi ad occupare la Russia. Khan Timur, meglio conosciuto con il nome di Tamerlano, suscitava moltissima paura. Tamerlano veniva considerato invincibile, avendo intrapreso campagne militari contro l’India, la Persia e la Trans-Caucasia.

Tamerlano, con il suo potente esercito, arrivò vicino a Mosca e il Gran Duca Vasily si preparò ad affrontarlo, domandando che si pregasse senza intermissione in tutto il Paese, affinché la Russia fosse liberata dal nemico. Vasily aveva la consapevolezza che l’esercito russo era inferiore numericamente rispetto a quello di Tamerlano. Il Gran Duca si affidò all’orazione e si rivolse all’Altissimo, pregò assieme al suo esercito ferventemente, implorando aiuto. Tutto il Popolo pregò intensamente i Santi russi e Vasily diede l’ordine di portare a Mosca da Vladimir l’Icona che rappresenta la Madre del Signore, affinché intercedesse per la Terra russa. Il Clero della Cattedrale della Dormizione di Mosca fu inviato nella città di Vladimir. Dopo la liturgia, i sacerdoti staccarono l’Icona dalla parete e iniziò la processione verso Mosca. La gente pregava:”Santa Madre di Dio salva la nostra Terra.”

L’8 settembre avvenne l’incontro del popolo di Mosca con l’Icona. Il Metropolita Cipriano portò con solennità la Sacra Icona nella Cattedrale della Dormizione del Cremlino.

Proprio quando i cittadini di Mosca incontrarono la Sacra Icona, Tamerlano fece un sogno che lo turbò assai. Nel sogno vide una maestosa montagna, dalla sommità di questa montagna scendevano i Santi russi sostenendo una Croce dorata, dinanzi a loro stava una Signora, il cui abito era luminoso. La Signora ordinò a Tamerlano di lasciare la Terra che stava occupando. Svegliandosi terrorizzato, Tamerlano si informò in merito a quel suo strano sogno, e gli fu detto che la Signora era la Protettrice dei Cristiani.

Tamerlano lasciò il giorno dopo i confini della Russia.

Gli storici stanno ancora discutendo su questo ritiro, ma chi ha il dono della Fede sa che le preghiere ferventi dei popoli possono fermare le guerre. Sin dalla nascita al Cristianesimo, il Popolo russo e la Madre Protettrice hanno avuto un intenso dialogo, davvero particolare, autentico e prezioso, questo dialogo ha subito prove durissime, ma non potrà venir mai interrotto.

In memoria della liberazione, proprio nel luogo dell’incontro dell’immagine miracolosa con i cittadini di Mosca, fu fondato il Monastero Sretensky. Ogni anno, l’8 settembre, l’Icona della Madonna di Vladimir, veniva portata lì in processione. Era la principale festa storica e religiosa di Mosca. Durante la guerra patriottica del 1812, l’Icona venne tenuta costantemente nel Monastero. Quasi tutti i pellegrinaggi del popolo russo, degli zar e dei patriarchi cominciavano con delle preghiere al Monastero Sretensky.

Il Patriarca Nikon (1605-1681) dimostrò grande attenzione per il Monastero e accadde che un artista, mentre decorava con degli affreschi la nuova Cattedrale in pietra, dipinse anche il Patriarca Nikon tra i Santi russi, era l’anno 1707.

Dopo la rivoluzione del 1917, il Monastero Sretensky divenne il centro delle battaglie tra le autorità della Chiesa Ortodossa e le ‘autorità’ che volevano sconfiggere con inaudita violenza la fede cristiana. In epoca sovietica, Sergey Izvekov, il futuro Patriarca Pimen, prese i voti proprio al Monastero Sretensky. Sua Santità, il Patriarca Tichon, eletto dal Consiglio della Chiesa russa nel 1917-18, sorvegliatissimo dai bolscevichi, rimase nel Monastero per confortare la gente con i sacri servizi.

Il suo amico Hilarion incontrò la morte in un campo di concentramento di Stalin. Hilarion fu l’ultimo Abate del Monastero prima della chiusura. Straordinario predicatore, eccezionale teologo, fece tutto quanto era in suo potere per fermare la feroce persecuzione contro la Chiesa Russa Ortodossa, una persecuzione senza precedenti. Fu grazie all’eroismo di questo straordinario Abate che il Monastero rimase consacrato fino al 1925. Alla fine di quell’anno il Monastero venne chiuso. Furono distrutti parecchi edifici e Chiese del Monastero: la Chiesa di Maria d’Egitto, la Chiesa di San Nicola, le porte sante con il campanile e il chiostro dell’abate. Ben presto il Monastero divenne la residenza del Commissariato del popolo degli affari interni. Trovarono posto anche gli edifici della Ceka, che precedettero il KGB. In quel luogo sacro ci furono molte cruente sparatorie. Quando il complesso monastico fu restituito alla Chiesa Ortodossa, in memoria di tutte le vittime del potere senza Dio, fu eretta una Croce all’entrata del Monastero, la Croce fu consacrata da sua Santità il Patriarca Alessio.

Prima della rivoluzione, all’interno del Monastero, c’era un cimitero, dove erano state sepolte le vittime della guerra patriottica del 1812. Durante il regime sovietico, proprio sul terreno del cimitero, atto sacrilego, fu costruita una scuola di avanzati studi di lingua francese. Non è necessario alcun commento … di nessun tipo … . L’unico edificio ben preservato, la Cattedrale dell’Icona di Vladimir, fu restituito alla Chiesa Russa Ortodossa nel 1991. Seguirono alcuni anni difficili in cui la Cattedrale fu contesa da un gruppo di ‘rinnovatori della Chiesa’, figure pseudo religiose, che in collusione con i bolscevichi avevano avuto il Monastero per un anno, dal 1922 al 1923. Malgrado la campagna diffamatoria di tali personaggi, la vita monastica rifiorì. Nel 1995 Sua Santità il Patriarca di Mosca emanò un editto, dichiarando che il Monastero Sretensky è sotto diretta autorità del Patriarca.

Attualmente il Monastero Sretensky viene considerato uno dei centri religiosi più importanti di tutta la Russia. Ogni giorno si celebra il servizio divino nella Cattedrale.

Si è costituita nel Monastero la Casa Editrice Sretensky, che pubblica vari libri teologici, liturgici, storici.

Il complesso monastico è un’oasi di pace al centro della città. Le sacre reliquie del martire Hilarion furono portate qui da San Pietroburgo nel 1999.

Nel 1997 sono stati celebrati i 600 anni della fondazione del Monastero, più di 30.000 fedeli presero parte alla processione, malgrado la pioggia scrosciante.

Nel 1999 fu aperta la Scuola Superiore di Teologia Sretensky. Gli studenti partecipano attivamente alla vita della Comunità Monastica.

Fanno parte del Monastero due eremitaggi, uno per gli uomini e uno per le donne. Un eremitaggio è stato dedicato a San Serafino di Sarov e si trova nella regione di Ryazan, l’altro Monastero è dedicato al profeta Elia e non è lontano da Mosca.

Daniela Asaro Romanoff

Religion Today Film Festival: sono 65 le opere ammesse

Posted by Moreno Migliorati On settembre - 7 - 2011 ADD COMMENTS

A poco più di un mese dall’apertura della XIV edizione del Religion Today Film Festival, è possibile farsi un’idea delle opere ammesse in concorso. “I film ammessi  -affermano gli organizzatori- sono 65 fra documentari, cortometraggi e lungometraggi a soggetto sui temi delle religioni e della convivenza. L’elenco dei titoli con brevi sinossi è disponibile sul sito di Religion Today Filmfestival. Particolarmente vasto il panorama delle religioni rappresentate: Animismo, Buddismo, Cristianesimo cattolico, Cristianesimo ortodosso, Cristianesimo protestante, Ebraismo, Induismo e Islam, spesso in diretta relazione tra loro attraverso diverse opere che affrontano il tema del dialogo interreligioso. Le opere in concorso provengono da 26 Paesi di tutti i continenti, con apporti particolarmente numerosi da Italia, Iran, Francia, Israele, Germania e Stati Uniti. Si tratta di titoli che in molti casi verranno presentati al pubblico proprio in occasione di Religion Today Filmfestival con la partecipazione degli autori”.
Il Festival si svolgerà dal 14 al 26 ottobre a Trento e provincia, Roma, Milano, Bolzano, Bassano, Nomadelfia, con una anteprima di  Teggiano dell’8 ottobre. Titolo scelto per l’edizione di quest’anno è: “Povertà. Problema o occasione?”. Dalla varietà di atteggiamenti verso le cose materiali elaborati nel solco delle diverse tradizioni religiose ai temi dell’impegno etico contro le ingiustizie e la sperequazione sociale sullo sfondo delle incertezze generate dalla crisi economica in un mondo che predica l’individualismo e il successo ad ogni costo. In quanti modi si può descrivere la povertà? E come risponde il cinema a questa domanda?
Religion Today è il primo festival itinerante del cinema delle religioni, nato nel 1997 per contribuire alla diffusione del film religioso, promuovere una cultura del dialogo e della pace, creare un luogo di incontro per operatori di diverse culture e religioni, favorire una informazione corretta sulle grandi religioni.

(via SpiritualSeeds.info)

Sagra musicale umbra: sabato al via l’edizione 2011

Posted by Moreno Migliorati On settembre - 5 - 2011 1 COMMENT

Prenderà il via sabato 10 settembre (per concludersi il 18 dello stesso mese) la sessantaseiesima edizione della Sagra musicale umbra. La manifestazione inizierà non con un concerto, ma con le parole di un insolito “Colloquio tra musica e fede”: a Palazzo dei Priori di Perugia si confronteranno compositori come Salvatore Sciarrino e Giorgio Battistelli ed il cardinale Gianfranco Ravasi. Modererà Marcello Filotei, compositore e critico musicale dell’ Osservatore Romano. Al termine del Convegno si terrà una solenne celebrazione eucaristica in Cattedrale, con la liturgia musicale affidata al Coro «Armoniosoincanto», vincitore dell’edizione 2010 del Concorso Polifonico «Guido d’Arezzo».
La Sagra quest’anno avrà per tema “Dal Vecchio al Nuovo Mondo” in memoria di Francesco Siciliani (1911-1996) per cinquant’anni direttore artistico e animatore del Festival. In onore di Siciliani e in ricordo dell’amicizia personale e del sodalizio che lo legò al grande direttore d’orchestra Leonard Bernstein (fu il primo che lo portò in Italia), la Sagra dedicherà parte del programma alla figura di Bernstein come compositore, ma soprattutto alle relazioni musicali fra Europa e Nuovo Mondo in un itinerario inedito, che indaga anche i primi secoli dell’innesto musicale europeo nelle terre d’oltreoceano, fra Seicento e Settecento, toccando Messico, Argentina, Bolivia, Paraguay, Brasile e infine gli Stati Uniti.
Da segnalare l’incontro di giovedì 15 settembre alle 17,30 presso la Sala delle Conferenze della Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia con la conferenza dal titolo: ‘Domenico Zipoli: Missionario della Musica’ uno dei musicisti ‘cardine’ del programma della Sagra 2011, e poi i ‘Concerti della Speranza’ (14 settembre Penitenziario Capanne di Perugia e 16 settembre Ospedale di Perugia) una manifestazione che solo uno sguardo superficiale può classificarla ‘marginale’ ma che, al contrario, come sottilinea lo stesso Batisti, è un’iniziativa ‘importante sul piano etico e sociale perché porta la musica a chi soffre e ai loro congiunti’.

(via SpiritualSeeds.info)

I leader di tutte le grandi religioni mondiali, domenica 11 settembre, alle ore 14.46 (8.46 a New York, ora dell’attacco alle Torri gemelle), si riuniranno a Monaco di Baviera, in Marstallplatz, in collegamento video con Ground Zero, per la cerimonia di commemorazione degli attentati terroristici del 2001.
L’evento, il più’ grande in Europa in memoria dell’11 settembre 2001, prevede una vasta partecipazione di cardinali e vescovi della Chiesa cattolica, insieme a rappresentanti delle Chiese evangeliche e riformate, delle Chiese ortodosse e orientali e a delegazioni ebraiche, islamiche e del buddismo giapponese L’iniziativa è promossa dalla Comunità Sant’Egidio e dalla diocesi di Monaco-Frisinga a dieci anni di distanza dall’attentato e a 25 anni dall’incontro di preghiera per la pace di Assisi nel 1986”. L’evento di commemorazione si inserisce nell’ambito dell’incontro internazionale Preghiera “Bound to live together. Religioni e culture in dialogo”, in programma dall’11 al 13 settembre nella città tedesca e organizzato dalla Comunità e dalla diocesi di Monaco.

(via SpiritualSeeds.info)

Si celebra oggi la Giornata per la Salvaguardia del Creato, un’iniziativa voluta dalla Cei in sintonia con le altre comunità ecclesiali europee che consiste in una giornata annuale dedicata a riaffermare l’importanza dell’ambiente con tutte le sue implicazioni etiche e sociali. Quest’anno il tema della 6ª Giornata per la salvaguardia del creato è assai significativo, si articola su quattro punti, in continuità con l’argomento trattato l’anno passato, “Custodire il creato, per coltivare la pace”. I quattro punti di riflessione sono: L’uomo, creatura responsabile e ospitale, Il problema dei rifugiati ambientali, Educare all’accoglienza, I miti, eredi di questo mondo.
“La data del primo settembre ha un particolare significato”, spiega mons. Angelo Casile, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, “dal momento che anche gli ortodossi celebrano la giornata per il creato in questa circostanza”. Un appuntamento ecumenico, dunque, che anche quest’anno vedrà, tra settembre e ottobre, molteplici momenti nelle diocesi italiane e un convegno nazionale, il 30 settembre e il 1° ottobre, a Rossano Calabro. “Le diverse iniziative – prosegue mons. Casile – declinano il tema della Giornata sul territorio, proponendo piste di riflessione e interrogandosi su come attualizzarlo e renderlo concreto”. Il direttore dell’Ufficio sottolinea poi il particolare legame tra l’invito all’accoglienza e la cittadina calabra, “poco distante da Riace, dove si vive un’esperienza di accoglienza e integrazione dei rifugiati unico in Italia”. “I nostri vescovi – sottolinea mons. Casile – declinano quest’educazione all’accoglienza secondo un triplice pensiero: gratitudine a Dio per il dono del creato; vivere personalmente la responsabilità di rendere sempre più bella la creazione; essere testimoni autentici di gratuità e di servizio”.

(via SpiritualSeeds.info)

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