Thursday, 23 February, 2012
Animatori Cristiani della Comunicazione

FORMULA UNO: GRAN PREMIO D’ITALIA 2011

Posted by Daniela Asaro Romanoff On giugno - 30 - 2011 ADD COMMENTS

INTERVISTA AD ENRICO FERRARI, DIRETTORE DELL’AUTODROMO DI MONZA

Quanto lavoro dà al personale di un Autodromo il Gran Premio di Formula Uno?

Tanto lavoro. Alla fine di un Gran Premio, si comincia a lavorare per la gara dell’anno successivo.

Per gli appassionati di automobilismo è una grande delusione che non ci siano i test prima del Gran Premio.

Sappiamo della delusione, la condividiamo, ma per contenere i costi e tutelare le scuderie meno ricche, è stata presa questa decisione.

Il Gran Premio di Roma è un ricordo lontano?

Sì, il Sindaco Alemanno ha rinunciato ufficialmente.

Quale futuro per la Formula Uno?

Vedremo cosa succederà nel 2012, in tale data scade il contratto tra la FOA e i Team.

In occasione del Gran Premio cosa offre Monza agli appassionati di F.1?

Il Comune di Monza si è sempre impegnato ad organizzare molte interessanti manifestazioni collaterali. Anche quest’anno ci saranno tanti eventi.

Le previsioni per l’affluenza del pubblico al Gran Premio di settembre sono buone?

Ci difendiamo, considerata la recessione economica.

Non c’è dubbio, l’Autodromo di Monza ha una buona squadra di lavoratori, anni fa Schumacher aveva lodato le pulitrici dell’Autodromo durante un briefling. Direttore, qual è il segreto per avere una buona squadra?

Il rapporto umano che si instaura con il personale è sempre determinante.

I prezzi per assistere al Gran Premio sono alla portata di tutti?

Noi abbiamo cercato di fare il possibile per contenere i prezzi. Si inizia con un importo di 100 euro per i tre giorni gara, non potevamo abbassare ulteriormente i costi, c’è la necessità di coprire le spese.

Daniela Asaro Romanoff

Gioco in corso

Posted by Agostino On giugno - 25 - 2011 ADD COMMENTS

Sembrava che anche il sole fosse curioso di vedere, lo scorso venerdì mattina, visto che ogni tanto usciva allo scoperto delle nuvole sparse e scaldava i già accaldati bambini dell’oratorio di Bagnaia. Ma, vedere che cosa? Ha si, dimenticavo, vedere i bambini dell’oratorio giocare con Enrico De Meo e Giancarlo Vulpes, due giovani attori professionisti di teatro, che venerdì mattina hanno messo in scena “Gioco in corso”; una trascinante interpretazione pratica di coinvolgenti e semplici giochi collettivi cui tutti i bambini hanno risposto con una partecipazione diretta ed entusiasmante. E’ stato molto bello vedere la “Tribù dei piedi neri” alla conquista del “sapone blanc” mentre attraversavano furiosi la prateria e il ponte con sonori colpi di mano sulle anche o in alternanza sul petto, per raggiungere il fiume, nelle cui acque far tornare bianchi i propri piedi. Proprio così, stavano tutti dietro alla storiella che i due attori raccontavano e che loro magistralmente interpretavano, senza fare errori. E poi molto originale la storia della pulce ritrovata sulla gamba di Enrico, capace di fare tanti salti acrobatici e avvitamenti spericolati per poi posarsi disgraziatamente, alla fine, sulla mano di Giancarlo, che per applaudirla l’ha fatta fuori. Povera pulce, aveva fatto tanto ridere mentre saltava e andava chi sa dove, senza farsi vedere molto bene, se non dalla mimica dei due attori e dagli occhi dei curiosi spettatori. Poi, che dire della corsa ad ostacoli dove tutti i bambini si sono cimentati in una sfida, davvero senza risparmio di energie, pur di fare il percorso netto in meno dei sedici secondi, che era il tempo medio di quasi tutti i bambini. Ha vinto, come era logico, Sabiana, la bambina più piccola del gruppo con la felicità di tutti i presenti ed anche del folto pubblico, non pagante, che assisteva seduto alla panchina (due anziani di Bagnaia, sicuramente sorpresi nel vedere tanta genuina e spontanea allegria, sbizzarrirsi sul giardinetto dedicato alla Madonna vicino alla canonica). E poi ancora la sfida tra le due squadre dei “Cocomeri” e dei “Meloni” nel portare dell’acqua, con un bicchiere mezzo bucato e con un lungo percorso da fare, prima di poterla versare dentro la propria bottiglia. E poi ancora il gioco della pecora (tutti i bambini) e del lupo (i due attori) dove i più deboli si potevano salvare attaccandosi alla “casa”, che per l’occasione era un qualsiasi tronco, dei numerosi alberi sparsi nel giardino dietro la chiesa. Il gioco poi è continuato con il movimentato ballo che si bloccava a tratti, come una istantanea fotografica, alla corrispondente interruzione della musica. La fantastica mattinata si è poi conclusa con un sonorissimo saluto di tutti i bambini ai due animatori, che hanno poi posato tutti insieme nella foto di gruppo per la stampa. Ha, dimenticavo, il fotografo ufficiale della mattinata è anche lui un bambino di 9 anni che corrisponde al nome di Andrea e che metterà a disposizione di tutti i bambini e delle famiglie il suo lavoro nella festa di chiusura dell’oratorio. A rivederci quindi al 27 agosto prossimo quando potremo tutti insieme rivedere e rivivere questa bella giornata, che più di uno ha fatto commuovere, nel vedere tanti sorrisi illuminare i visi dei bambini.

Musica a Bagnaia

Posted by Agostino On giugno - 13 - 2011 ADD COMMENTS


di Agostino Lupo

Anche domenica 12 giugno la sala della comunità di Bagnaia è stata animata da tanti bambini e ragazzi con la esecuzione di intensi brani musicali che hanno allietato il numeroso pubblico presente. “ La musica è anche meglio di una medicina – ha detto il parroco don Aldo – tanto che in Venezuela il M° Antonio Abreu ha utilizzato quest’arte per sottrarre alla strada, alla droga e alla prostituzione migliaia di bambini, ragazzi e giovani, formando molte orchestre giovanili che ora diffondono nel mondo la loro musica. Pensate – ha continuato nell’esempio – che il giovane Josè Omar, sofferente della sindrome di Down, attraverso questo metodo non solo è riuscito a divenire un bravo musicista, ma ha potuto anche raggiungere il suo sogno di dirigere una grande orchestra”. A chiamare a raccolta la dinamica frazione perugina, questa volta ci ha pensato l’Istituto musicale diocesano di Perugia “G. Frescobaldi”, presentando il Saggio di pianoforte della sezione staccata di Bagnaia, guidata dalla M° Patrizia Vescovi. Tredici musicisti “in erba”, più o meno emozionati, si sono abilmente cimentati, suonando al pianoforte una quarantina di melodie tratte da una ventina di autori diversi, tra classici e moderni. “Come è bello ascoltare questi giovani che si dedicano alla musica – ha detto mons. Francesco Spingola, direttore dell’Istituto musicale diocesano – e mentre ascoltavo le loro melodie mi è venuto in mente che anche in Paradiso, dove speriamo di ritrovarci, potremo essere avvolti da bella musica perché è scritto che li si ascoltano lodi melodiose a Dio. La musica vibra nell’aria e anche gli animali sono attratti da questo linguaggio; tanto che ricordo con molto piacere quando osservavo tanti uccellini avvicinarsi alle finestre delle aule dove facevo cantare i miei allievi. So che in questa sala della comunità – ha concluso – fate anche teatro e questo è molto bello e dimostra che alla periferia a volte si fanno cose stupende, che fanno emergere fiori belli da apprezzare e curare.” Appuntamento al prossimo anno con la classica foto ricordo.

Per essere “eco fedele”

Posted by Giovanni Chifari On giugno - 13 - 2011 ADD COMMENTS

di Giovanni Chifari

“Comunicare l’uomo” come chance e opportunità per “comunicare Dio”, mediante l’Unico Mediatore fra Dio e l’uomo, Cristo Gesù (cf. Eb). La consegna che la Chiesa ci dona, la responsabilità di annunciare Cristo in un mondo che cambia, attraverso un sempre più evidente “rapido sviluppo”(cf. Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II), è un compito che investe in primo luogo la personale risposta ed adesione alla stessa Parola che nello Spirito non smette di interpellarci, facendoci gustare l’amore di Dio, che trasforma le nostre vite e rinnova le nostre menti (cf. Rm).
Una chiamata, un servizio e una responsabilità che ci interpellano per far risuonare Cristo e la sua Parola di salvezza, cercando di esserne “eco fedele” (stessa radice del verbo katechein, come ricordava Paolo VI nella prima giornata mondiale delle comunicazioni sociali il 7 maggio del 1967), soprattutto con la nostra stessa vita. In questo modo la stessa Parola eterna, lasciata risuonare nel nostro cuore, offerta e annunciata attraverso sempre nuove modalità comunicative, diviene autorevole, autentica e credibile testimonianza dell’incontro con Cristo.
Su questo fondamento cristologico, si fonda l’umile diaconia dell’operatore-ministro/discepolo, chiamato a farsi mediatore e strumento dell’incontro con Cristo, rendendo ragione della propria speranza (1 Pt 3,15), nel dialogo attraverso la fede, l’evangelizzazione e la cultura con l’uomo e il mondo contemporaneo. Impegno affascinante e gravoso, che rinvia il cristiano a quell’esperienza di Dio che precede, sostiene e vivifica il suo agire anche etico, che possiamo sintetizzare nelle parole dell’apostolo: “La grazia di Dio si è riversata nei nostri cuori per opera dello Spirito Santo che c’è dato in dono” (Rm 5,5).
Un luogo privilegiato che può consentirci di adempiere a tale servizio è quello dei nuovi ed “antichi” mezzi che la tecnologia ci offre, vale a dire i mezzi di comunicazione sociale (cf. Giovanni Paolo II, Redemptoris Missio n. 37), la cui preziosità necessita tuttavia di una forte coscienza etica di chi in essi opera e ne fruisce (CEI, CV n. 39), affinché si accresca la consapevolezza di svolgere un servizio, una diaconia personale ed ecclesiale come concreta e reale possibilità di annuncio e mediazione dell’incontro con Cristo.
Una potenzialità e nello stesso tempo vocazione che riguarda gli stessi mezzi di comunicazione, chiamati, nella fedeltà al Vangelo e al Magistero della Chiesa, ad essere, come ci ha ricordato il Santo Padre Giovanni Paolo II, “i nuovi areopaghi” (RM 37) della cultura moderna che raggiungono anche i lontani, attraverso la plausibilità dei contenuti proposti, approdando ai lidi di quella “casa di preghiera per tutti i popoli” (Is 56,7), che il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto richiamare nel messaggio per la giornata delle comunicazioni sociali dello scorso anno.

Il Papa: “care famiglie, siate coraggiose!”

Posted by michelangelo On giugno - 6 - 2011 ADD COMMENTS

di Michelangelo Nasca

Le parole che Papa Benedetto XVI ha rivolto in questi giorni alle famiglie, durante il Viaggio Apostolico in Croazia, sono un importante monito per tutti. ‘Nella società odierna – afferma il Pontefice – è più che mai necessaria e urgente la presenza di famiglie cristiane esemplari. Purtroppo dobbiamo constatare, specialmente in Europa, il diffondersi di una secolarizzazione che porta all’emarginazione di Dio dalla vita e ad una crescente disgregazione della famiglia. Si assolutizza una libertà senza impegno per la verità, e si coltiva come ideale il benessere individuale attraverso il consumo di beni materiali ed esperienze effimere, trascurando la qualità delle relazioni con le persone e i valori umani più profondi; si riduce l’amore a emozione sentimentale e a soddisfazione di pulsioni istintive, senza impegnarsi a costruire legami duraturi di appartenenza reciproca e senza apertura alla vita. Siamo chiamati a contrastare tale mentalità!’. Read the rest of this entry »

Guardare al Papa “con gli occhi di Dio”

Posted by Giovanni Chifari On giugno - 5 - 2011 ADD COMMENTS

di Giovanni Chifari

La beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, se osservata con gli occhi del discepolo di Cristo, di chi è aperto al dono della sua Grazia e a Lui vuole conformare la sua stessa vita, potrà essere un tempo propizio ed opportuno per fare esperienza di conversione. Nell’esempio e nella vita dei santi e dei beati, dobbiamo saper scorgere l’opera di Dio, chiedendo di poter guardare a questi suoi autentici testimoni, con il suo stesso sguardo. Quando il mondo rivolge ad essi le proprie attenzioni, è solito narrare ed elogiare una presunta grandezza che vede realizzarsi su ciò che è in realtà effimero, sbilanciandosi apertamente sul fare, sull’apparire, su una sorta di carriera che dopo aver visto il riconoscimento delle virtù, e della prossima beatificazione, già volge lo sguardo verso il prossimo step, come si dice, in termini di progressione e miglioramento, avvistando il target della canonizzazione. Il discepolo di Cristo, invece, poggia il suo sguardo discreto ed umile sull’azione di Dio nella vita del suo servo, cogliendo un cammino, spesso faticoso, di conformazione ed assimilazione al Cristo-Servo, che prima sale sulla croce e poi risorge. Il discepolo di Cristo invocherà dunque quella sapienza per poter discernere i tempi di Dio negli avvenimenti e nella vita dei suoi autentici testimoni, per poter fare esperienza di quello stesso Spirito che ha operato nel venerabile Giovanni Paolo II, ed ora vuole operare anche attraverso di noi, se sappiamo cogliere la sua mediazione, il suo rinviare a quell’amore, a quella pace, a quella gioia che da Dio proviene.
Nell’amato Santo Padre, osserviamo fin dalla giovinezza, un graduale e fiducioso abbandono alla volontà di Dio, insieme alla crescente consapevolezza di essere da Lui amato e sostenuto, sia nel tempo della formazione ed educazione alla fede, che nel tempo del comprensibile smarrimento, di fronte ai ripetuti lutti familiari, e al trovarsi nel pieno vortice di una guerra, che egli stesso definirà come “eruzione di male” e “bestialità”. Con la sua stessa vita egli invece, testimonierà che anche di fronte al male, non mancano i segni di bene (cf. Rm 12,1), della vittoria della croce di Cristo, e che ad un abisso di male si può rispondere solamente attraverso un abisso di amore.
Il Suo sarà un graduale cammino di abbassamento, dapprima attraversando i mali del secolo scorso, e poi nell’accettare la chiamata a sostenere il peso della croce di Cristo, a nome della Chiesa, completando con le sue sofferenze ciò che manca ai suoi patimenti (cf. Col 1,24), introducendo la Chiesa e l’umanità tutta nel solco del terzo millennio.
Il suo servizio ministeriale, che teologicamente può definirsi come diaconia, sarà la cifra e la misura del suo rapporto con Cristo. In questa fiduciosa relazione, tutto ciò che è dell’uomo, che a lui appartiene antropologicamente, gradualmente recepisce e rilancia il progetto di Dio, la Sua volontà, rinunciando alla propria. La fede cresce nella libertà del sentirsi amato, il suo assenso diviene consenso intelligente all’opera di Dio, l’impegno traduce la novità del suo incontro con Cristo. Quest’intima relazione e comunione, trasfigura il discepolo che non può trattenere né nascondere una gioia, serenità e pace che traspare incontrando il suo volto. Stessa immediatezza di relazione che eserciterà una forza di attrazione verso i giovani, alla ricerca di relazioni credibili ed autentiche, avvinti certamente dalla singolare disposizione della persona, dalla sua umanità, ma in special modo dal Cristo che traspare in lui. Per i cari ed amati giovani, il Santo Padre dalla Chiesa celeste, continuerà ad intercedere, perché all’entusiasmo sconvolgente per aver scrutato nel Papa Karol il volto amabile e gioioso del Cristo, possa seguire l’impegno e la responsabilità del discepolato.

Sabato 4 giugno laboratorio teatrale dei Burattini

Posted by Agostino On giugno - 5 - 2011 ADD COMMENTS

di Agostino Lupo . Anche lo scorso sabato 4 giugno tanti bambini e alcuni ragazzi e ragazze hanno animato, con impegno e tanta fantasia, nella sala della comunità di Bagnaia, il laboratorio per la costruzione dei burattini, guidato da Giancarlo Vulpes e Ada Mirabassi. Quest’ultimo è stato un momento di intenso lavoro dove tutti sono entrati nella parte di “Geppetto” per dare vita, partendo da materiale veramente povero e a disposizione di tutti, a dei burattini che fossero espressione esclusiva di ogni singolo bambino. Seguendo i suggerimenti e le accortezze degli insegnanti anche i bambini più piccoli sono riusciti a trasformare rotoli di carta igienica, colorati ritagli di stoffa e gomitoli di lana in tanti veri e variopinti burattini. “Ma alla fine – ha domandato una bambina – posso tenerlo con me questo burattino” E’ una domanda eloquente e che manifesta il grande entusiasmo messo in un’attività desiderata e appagante. Quel burattino, costruito con le suo manine, era diventato parte della sua stessa esistenza e a lui può ora confidare i suoi stessi profondi segreti esistenziali. “Questo lusinghiero successo riscontrato nelle esperienze laboratoriali di teatro a Bagnaia, attivate come tentativo per conoscere i desideri e le potenzialità dei nostri bambini e ragazzi che frequentano la vita parrocchiale, per allargare il cerchio di vita comunitaria – ha detto il parroco don Aldo Milli – ci incoraggia a proseguire e rilanciare un programma più intenso per il prossimo anno”. Peraltro da queste prime esperienze si conferma la bontà del semplice obiettivo che ci si era posti: rivitalizzare il teatro per farlo divenire uno spazio di vita dove i bambini, ragazzi e anche adulti, possano rivivere la dimenticata esperienza di manifestare agli altri il proprio vissuto interiore e partecipare così alla costruzione di una comunità che vive della esperienza e della voglia di condividere la vita in comune. Inoltre è un mezzo molto efficace per allontanare, almeno temporaneamente, i bambini dall’imperante e condizionante mondo della TV, dove si è abituati a vivere passivamente i messaggi di altri senza poter interloquire con essi, e divenire invece attivi portatori di interiori messaggi personali da scambiare comunitariamente con gli altri.

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