IL MONASTERO ANDRONIKOV E L’ARTE DI ANDREJ RUBLEV
Il Monastero Andronikov si trova sulla riva sinistra del fiume Yauza. Il monaco più conosciuto, che visse in questo Monastero, è il pittore di sacre icone, Andrej Rublev. Il Metropolita di Mosca, Alessio, aveva promesso che avrebbe fatto costruire un Monastero e una Cattedrale, se fosse sopravvissuto ad una terribile tempesta marina, che tormentò il suo viaggio di ritorno a Mosca da Costantinopoli, nel 1358. Promise anche che avrebbe denominato il Monastero con il nome del Santo, commemorato nel giorno in cui fosse sbarcato sano e salvo. Il giorno, in cui Alessio giunse a Mosca, era dedicato a nostro Signore (in russo: Spas). Sulla riva del fiume Yauza fu edificato il luogo sacro. Quando il Metropolita Alessio si assentò temporaneamente dal Monastero per recarsi a Sarai dal Kahn del Kypchak, il monaco Androniko lo sostituì alla guida del Monastero. Androniko divenne il primo Abate, e, in seguito, il luogo sacro fu denominato con il suo nome. Tra il 1425 e il 1427 fu costruita la Cattedrale del Salvatore, è il più antico edificio di Mosca. La nuova Cattedrale edificata in pietra sostituì la prima Cattedrale costruita in legno. L’interno della nuova Cattedrale fu decorato con affreschi dipinti da Andrej Rublev. Questi affreschi sono un capolavoro del maestro. Durante il XVII secolo furono costruite attorno al Monastero mura e torri. Il Monastero divenne anche una fortezza. Sempre nel XVII secolo fu costruita in stile barocco la Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. Nel XVIII secolo l’architetto Rodion Kazakov progettò la torre campanaria del Monastero. Il progetto prevedeva una torre altissima, molto più alta di ogni edificio di Mosca. Lo zar Paolo I ordinò di ridurre l’altezza, poiché nessun edificio doveva superare la torre campanaria del Cremlino.
La torre del Monastero Andronikov fu distrutta dai Bolscevichi nel 1930. Il Monastero era già stato gravemente danneggiato dai soldati dell’esercito napoleonico nel 1812. Il Monastero venne chiuso dai Bolscevichi nel 1919. Gli edifici furono utilizzati come alloggi per gli operai del distretto Rogozhsko-Simoovsky. Il cimitero divenne un campo di calcio. Dopo la Seconda Guerra mondiale rinacque una certa sensibilità storica e artistica nei confronti del Monastero Andronikov. Nel 1947 il cimitero divenne un monumento nazionale. Nei sotterranei si iniziò a costruire il Museo dell’antica arte russa. Il Museo Centrale dell’Antica Arte e Cultura russa ‘Andrej Rublev’ fu ufficialmente aperto in onore dei 600 anni della nascita del grande pittore. Il Museo non contiene opere di Rublev, ma ci sono delle meravigliose opere della Scuola di Rublev. Nel 1989 il Monastero fu restituito alla Chiesa Russa Ortodossa. Il 17 luglio 1989 fu celebrata una liturgia divina nel primo anniversario della santità di Andrej Rublev. Attualmente la Cattedrale del Monastero è una Chiesa parrocchiale. La tomba di Andrej Rublev non è più rintracciabile. Si pensa che i suoi resti mortali fossero sepolti sotto la torre campanaria, che fu distrutta dai Bolscevichi, ma il maestro continua a vivere nelle sue opere ed in quelle dei pittori formatisi alla sua Scuola.
Andrej Rublev nacque nel 1360. E’ considerato il più grande pittore medievale russo di icone ed affreschi. Non ci sono molte informazioni relative alla sua vita. Di sicuro visse per tanti anni nel Monastero della Santa Trinità vicino a Mosca. Rublev viene menzionato per la prima volta nel 1405, quando dipinse le icone e gli affreschi per la Cattedrale della Annunciazione nel Cremlino moscovita. Rublev fu coadiuvato dai pittori Teofanes e Procor. Teofanes era un importante maestro, che lasciò le terre bizantine per andare a vivere in Russia. Da molti è considerato il maestro di Rublev. Le Cronache ci informano che nel 1408 Rublev, assieme a Danil Cerni, eseguì i dipinti per la Cattedrale dell’Assunzione a Vladimir. Eseguì molte opere anche per la Cattedrale della Santa Trinità. Dopo la morte di Danil, Andrej andò a vivere nel Monastero Andronikov di Mosca, dove eseguì i suoi ultimi capolavori: icone e affreschi per la Cattedrale del Salvatore.
L’Icona, che sicuramente ed interamente è stata dipinta dal maestro, è la conosciutissima Icona della Trinità (1410). Attualmente la preziosa Icona si trova presso la Galleria Tretyacov di Mosca. Rublev ha tratto ispirazione da una precedente Icona, denominata ‘L’ospitalità di Abramo’. L’alto ascetismo e l’armonia dell’arte bizantina si uniscono nelle opere di Rublev. La pace e la calma caratterizzano la sua pittura. Le sue icone furono subito apprezzate e considerate il modello da seguire nell’ortodossia iconografica. Andrej Rublev fu proclamato Santo dalla Chiesa Russa Ortodossa nel 1988. Viene ricordato il 29 gennaio e il 4 luglio di ogni anno. La Chiesa Episcopale degli Stati Uniti d’America lo ricorda il 29 gennaio. Andrej Rublev è considerato il simbolo dell’identità storica e artistica russa. Nella sua ricerca della fraternità, della calma, dell’amore divino, Andrej Rublev fu di certo influenzato da Sergio di Radonezh. Nelle icone di Rublev prevale la semplicità, l’artista si discosta dal severo prevalere della forma, del colore, dell’espressione. Gentilezza e grande armonia troviamo nelle sue icone. Molti studiosi considerano la Trinità di Rublev il perfetto dipinto iconografico, il migliore che sia mai stato realizzato. Questo lavoro fu richiesto a Rublev dall’Abate del Monastero della Trinità, Nikon, un discepolo di Sergio di Radonezh. Nikon desiderava commemorare Sergio con tale dipinto. Sin dagli inizi del Cristianesimo, per la gente era difficile capire la Trinità. Non solo la gente, ma anche i teologi avevano difficoltà a comprendere un Dio uno e trino.
Tentando di rappresentare la Trinità, rimanendo fedeli alla proibizione di raffigurare Dio, i pittori di icone si ispiravano all’ospitalità di Abramo, che riceve la visita di tre nomadi. Rublev eliminò gli elementi della narrativa biblica e prese in considerazione i tre angeli. Per la prima volta nell’Icona di Rublev tutti e tre gli angeli hanno uguale importanza. Anziché forzare i fedeli a credere nella Santa Trinità, Rublev, gentilmente e delicatamente, accompagna il credente al Dogma. Nell’Icona viene raffigurata una Trinità dialogante. Il Padre spiega al Figlio come sia necessario il suo sacrificio, il figlio risponde, accettando la volontà del Padre. L’Angelo, che rappresenta la Santa Trinità, conforta il Padre e il Figlio. In Russia la Fede cristiana è sempre stata profondamente presente nella vita di tutti i giorni, e quindi la troviamo protagonista anche nella politica. Nella Trinità i russi videro la critica della divisione feudale e del giogo mongolo. La Trinità ispirò i russi nel loro desiderio di unire le Terre divise ed essere liberi. La Trinità di Rublev è la rappresentazione dell’unità e dell’amore divino.
Il messaggio più importante dell’Icona: in questo mondo i nostri pensieri e le nostre azioni portano molto frutto se permangono nell’ambito dell’amore trinitario. Con la sua Icona Rublev ci mostra la Casa del perfetto Amore
Daniela Asaro Romanoff
