Thursday, 23 February, 2012
Animatori Cristiani della Comunicazione

Un cristianesimo vivo e totalizzante

Posted by michelangelo On maggio - 31 - 2011 ADD COMMENTS

di Michelangelo Nasca

S. Kierkegaard affermava: “Che il Cristianesimo ti è stato annunciato significa che tu devi prendere posizione di fronte a Cristo”. In molti hanno dimenticato cosa significa prendere posizione di fronte a Cristo, anche chi afferma di essere cristiano. Qualcuno, oggi, preferisce mantenere un atteggiamento neutrale di fronte a tutto. Per non dispiacere nessuno si sceglie il silenzio, optando così per una presunta strategia diplomatica, o per una forma di squallido rispetto nei confronti della Res publica, o peggio ancora per sostenere una ignobile campagna diffamatoria nei confronti di chi, come Papa Benedetto XVI, è ritenuto un personaggio politicamente scomodo.

Sembrerebbe più saggio rimanere nell’anonimato per evitare di compromettersi in prima persona. Scommettere su Dio significa però, prendere una posizione chiara di fronte a se stessi e al mondo, identificarsi col nome cristiano (cioè appartenente a Cristo) vuol dire tutt’altra cosa!

Papa Ratzinger – ricevendo in udienza i partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione – sottolinea: “La crisi che si sperimenta porta con sé i tratti dell’esclusione di Dio dalla vita delle persone, di una generalizzata indifferenza nei confronti della stessa fede cristiana, fino al tentativo di marginalizzarla dalla vita pubblica. Nei decenni passati era ancora possibile ritrovare un generale senso cristiano che unificava il comune sentire di intere generazioni, cresciute all’ombra della fede che aveva plasmato la cultura. Oggi, purtroppo, si assiste al dramma della frammentarietà che non consente più di avere un riferimento unificante; inoltre, si verifica spesso il fenomeno di persone che desiderano appartenere alla Chiesa, ma sono fortemente plasmate da una visione della vita in contrasto con la fede”.

Le parole del Pontefice sono un invito a ripercorrere con entusiasmo – quello stesso che mosse gli Apostoli e i primi discepoli ad annunciare Cristo – l’itinerario missionario. “Anche in chi resta legato alle radici cristiane, – prosegue Benedetto XVI – ma vive il difficile rapporto con la modernità, è importante far comprendere che l’essere cristiano non è una specie di abito da vestire in privato o in particolari occasioni, ma è qualcosa di vivo e totalizzante, capace di assumere tutto ciò che di buono vi è nella modernità”.

Efficace, e nello stesso tempo intrisa di coraggiosa passione, l’esortazione del mistico carmelitano San Giovanni della Croce: “Su, coraggio, alzati: non stagnare in una pietà superficiale o in un debole impegno virtuoso. Affronta decisamente le avversità della notte, sali il sentiero aspro de nulla per attingere l’incandescenza dell’Amore. Sul monte, al di là del nulla-non-Dio c’è godibile per te il tutto-Dio”.

Ci vuole umiltà e disponibilità a lasciarsi condurre. Questa esperienza, nel Vangelo, prende il nome di “sequela”. Questa è la vera forza del cristiano!

Cina e cristianesimo: se ne parla in un ciclo di incontri a Prato

Posted by Moreno Migliorati On maggio - 30 - 2011 ADD COMMENTS

La Fondazione per le Scienze religiose “Giovanni XXIII” di Bologna, in collaborazione con l’ assessorato alla Cultura del Comune di Prato e la biblioteca comunale Lazzerini, propone il ciclo d’incontri dal titolo “Cina e Cristianesimo dall’VIII secolo ad oggi”, che si terrà nella Sala Conferenze “Riccardo Berti” della Lazzerini a partire da mercoledì 1° giugno.

Gli incontri fra la Cina e l’Europa si snodano attraverso i secoli in un susseguirsi di avvicinamenti e allontanamenti in cui il Cristianesimo ha un ruolo centrale. Le esperienze cristiane in terra di Cina rappresentano infatti una chiave di lettura di estremo interesse per approfondire due millenni di storia che vanno dalle prime comunità di cristiani nestoriani in Cina a Matteo Ricci, da Giovanni da Pian del Carpine alle controversie sui riti cinesi.

Il ciclo d’incontri, aperto a tutti, vuole essere quindi un’occasione per cercare di ricomporre i frammenti di questa storia e riannodare le trame di un dialogo, al fine di leggere meglio il passato e il futuro dei nostri rapporti con la Cina.

A dare il via al ciclo mercoledì primo giugno alle 21 sarà la Prof.ssa Amina Crisma con l’incontro dal  titolo “La tradizione religiosa della Cina. Confucianesimo e cristianesimo nestoriano”. Si prosegue poi giovedì 9 giugno sempre alle 21, quando il Prof. Alberto Melloni e il Dott. Riccardo Saccenti presenteranno “Un libro lungo la via della seta. La Bibbia di Marco Polo”. Infine, giovedì 16 giugno, ultimo appuntamento dal titolo “Da Matteo Ricci a Philippe Couplet. Missionari e gesuiti fra XVI e XVII secolo” , con l’intervento del Dott. Patrizio Foresta.

La Fondazione Giovanni XXIII di Bologna è un prestigioso istituto di ricerca e centro di documentazione nell’ambito delle scienze religiose dal 1953, con particolare riguardo al cristianesimo e alle religioni con cui esso è venuto in contatto. Attualmente è diretta da Alberto Melloni, che collabora con il Corriere della Sera, oltre ad essere stato consulente per numerosi documentari sulla storia della Chiesa trasmessi dalla RAI. Da alcuni anni la Fondazione ha avviato una stretta collaborazione scientifica con le principali università in Cina, BeiDa a Pechino e Fudan a Shanghai, per la diffusione dello studio della storia del cristianesimo nella realtà universitaria cinese. Inoltre, è legata all’alta scuola europea di scienze religiose “Giuseppe Alberigo” che ha per obiettivo la formazione di giovani studiosi italiani e stranieri nell’ambito delle discipline storico-religiose, esegetiche e teologiche.

(via SpiritualSeeds.info)

Un gioco per conoscersi con le tecniche del teatro

Posted by Agostino On maggio - 29 - 2011 ADD COMMENTS

di Agostino Lupo

Sabato 28 maggio alle ore 17,30 nella sala della comunità di Bagnaia, a cura di Enrico de Meo, si è animato il Laboratorio teatrale Genitori / Figli, impegnandoli sul tema “Il riso è la distanza più breve fra due persone”. Un lavoro, attraverso le tecniche del teatro, finalizzato alla collaborazione tra genitori e figli, dove, capovolgendo i ruoli prefissati, i bambini hanno provato le difficoltà a guidare i loro genitori (per l’occorrenza nel ruolo di figli), sperimentando le difficoltà e le responsabilità alle quali nella realtà non sono abituati a vivere. La forza del teatro è proprio quella di poter entrare in un ruolo che non ci appartiene, guardando la vita con gli occhi del personaggio. E’ stata l’occasione per ridere, sorridere, condividere, completare noi, nell’altro. Una scommessa d’incontro per scoprire e scoprirci in chi ci vive accanto tutti i giorni, vivendo un’esperienza che ha sviluppato meraviglia nello scoprire lati impensati delle persone di cui si pensava di conoscere tutto. E’ proprio vero che “Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochissimi se ne ricordano” (A. de Saint Exupèry) da cui si è partiti per abbattere…ridendo e giocando…quelle distanze fra chi ci è paradossalmente tanto vicino. “Sono stati giochi bellissimi … – è stata la sintesi a caldo di tre bambini – con i quali ci siamo divertiti molto … e subito dopo partiti mi sono sentita molto bene” . Un’esperienza interessante cui seguirà sabato prossimo il laboratorio per la costruzione dei burattini.

Al via oggi a Roma la prima Settimana della cultura islamica

Posted by Moreno Migliorati On maggio - 23 - 2011 ADD COMMENTS

Tavole rotonde, mostre, presentazioni di libri, serate musicali e altro ancora: saranno questi gli eventi al centro della Settimana della cultura islamica, che prende il via oggi a Roma per concludersi il 31 maggio. Si tratta di una iniziativa (la prima del genere in Italia) ideata e realizzata da Roma Capitale, in collaborazione con il Centro culturale islamico di’Italia – Grande Moschea di Roma, unico ente islamico riconosciuto dallo Stato italiano.

Tra gli eventi di maggior interesse che si svolgeranno in diversi luoghi della Città – Vittoriano, Palazzo delle Esposizioni, Musei Capitolini e Grande Moschea – da segnalare l’incontro “Religioni e democrazia”, martedì alla Grande Moschea che vedrà la partecipazione del Sindaco di Roma, del Rabbino capo Riccardo Di Segni, del vescovo di Mazara del Vallo e dei ministri per gli Affari religiosi di Marocco e Tunisia. Come pure il convegno “Islam oggi in Italia”, giovedì 26 ai Musei Capitolini.

La rassegna sarà perciò l’occasione per conoscere da vicino la civiltà islamica e aiutare il cammino del dialogo culturale e religioso, che tante volte la città di Roma ha saputo e voluto interpretare e aiutare. E’ prevista la partecipazione di ospiti dal mondo cattolico e di personalità straniere.- Tra gli altri il vescovo di Trento e il Ministro della Cultura della Tunisia. Per la Giordania, sarà presente la Principessa Wijdan al-Hashemi, ambasciatrice in Italia. Prevista, inoltre, l’apertura straordinaria della Grande Moschea nelle mattine del 25, 26, 28 maggio. Tutti gli appuntamenti della manifestazione, che ha ottenuto anche il patrocinio dell’Isesco, l’Unesco del mondo islamico, sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per prima edizione. focus sul tema del Mediterraneo, con la partecipazione di Marocco, Tunisia e Giordania, e per l’attualità sulla “primavera araba”.

(via SpiritualSeeds.info)

IL MONASTERO ANDRONIKOV

Posted by Daniela Asaro Romanoff On maggio - 20 - 2011 ADD COMMENTS

IL MONASTERO ANDRONIKOV E L’ARTE DI ANDREJ RUBLEV

Il Monastero Andronikov si trova sulla riva sinistra del fiume Yauza. Il monaco più conosciuto, che visse in questo Monastero, è il pittore di sacre icone, Andrej Rublev. Il Metropolita di Mosca, Alessio, aveva promesso che avrebbe fatto costruire un Monastero e una Cattedrale, se fosse sopravvissuto ad una terribile tempesta marina, che tormentò il suo viaggio di ritorno a Mosca da Costantinopoli, nel 1358. Promise anche che avrebbe denominato il Monastero con il nome del Santo, commemorato nel giorno in cui fosse sbarcato sano e salvo. Il giorno, in cui Alessio giunse a Mosca, era dedicato a nostro Signore (in russo: Spas). Sulla riva del fiume Yauza fu edificato il luogo sacro. Quando il Metropolita Alessio si assentò temporaneamente dal Monastero per recarsi a Sarai dal Kahn del Kypchak, il monaco Androniko lo sostituì alla guida del Monastero. Androniko divenne il primo Abate, e, in seguito, il luogo sacro fu denominato con il suo nome. Tra il 1425 e il 1427 fu costruita la Cattedrale del Salvatore, è il più antico edificio di Mosca. La nuova Cattedrale edificata in pietra sostituì la prima Cattedrale costruita in legno. L’interno della nuova Cattedrale fu decorato con affreschi dipinti da Andrej Rublev. Questi affreschi sono un capolavoro del maestro. Durante il XVII secolo furono costruite attorno al Monastero mura e torri. Il Monastero divenne anche una fortezza. Sempre nel XVII secolo fu costruita in stile barocco la Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. Nel XVIII secolo l’architetto Rodion Kazakov progettò la torre campanaria del Monastero. Il progetto prevedeva una torre altissima, molto più alta di ogni edificio di Mosca. Lo zar Paolo I ordinò di ridurre l’altezza, poiché nessun edificio doveva superare la torre campanaria del Cremlino.

La torre del Monastero Andronikov fu distrutta dai Bolscevichi nel 1930. Il Monastero era già stato gravemente danneggiato dai soldati dell’esercito napoleonico nel 1812. Il Monastero venne chiuso dai Bolscevichi nel 1919. Gli edifici furono utilizzati come alloggi per gli operai del distretto Rogozhsko-Simoovsky. Il cimitero divenne un campo di calcio. Dopo la Seconda Guerra mondiale rinacque una certa sensibilità storica e artistica nei confronti del Monastero Andronikov. Nel 1947 il cimitero divenne un monumento nazionale. Nei sotterranei si iniziò a costruire il Museo dell’antica arte russa. Il Museo Centrale dell’Antica Arte e Cultura russa ‘Andrej Rublev’ fu ufficialmente aperto in onore dei 600 anni della nascita del grande pittore. Il Museo non contiene opere di Rublev, ma ci sono delle meravigliose opere della Scuola di Rublev. Nel 1989 il Monastero fu restituito alla Chiesa Russa Ortodossa. Il 17 luglio 1989 fu celebrata una liturgia divina nel primo anniversario della santità di Andrej Rublev. Attualmente la Cattedrale del Monastero è una Chiesa parrocchiale. La tomba di Andrej Rublev non è più rintracciabile. Si pensa che i suoi resti mortali fossero sepolti sotto la torre campanaria, che fu distrutta dai Bolscevichi, ma il maestro continua a vivere nelle sue opere ed in quelle dei pittori formatisi alla sua Scuola.

Andrej Rublev nacque nel 1360. E’ considerato il più grande pittore medievale russo di icone ed affreschi. Non ci sono molte informazioni relative alla sua vita. Di sicuro visse per tanti anni nel Monastero della Santa Trinità vicino a Mosca. Rublev viene menzionato per la prima volta nel 1405, quando dipinse le icone e gli affreschi per la Cattedrale della Annunciazione nel Cremlino moscovita. Rublev fu coadiuvato dai pittori Teofanes e Procor. Teofanes era un importante maestro, che lasciò le terre bizantine per andare a vivere in Russia. Da molti è considerato il maestro  di Rublev. Le Cronache ci informano che nel 1408 Rublev, assieme a Danil Cerni, eseguì i dipinti per la Cattedrale dell’Assunzione a Vladimir. Eseguì molte opere anche per la Cattedrale della Santa Trinità. Dopo la morte di Danil, Andrej andò a vivere nel Monastero Andronikov di Mosca, dove eseguì i suoi ultimi capolavori: icone e affreschi per la Cattedrale del Salvatore.

L’Icona, che sicuramente ed interamente è stata dipinta dal maestro, è la conosciutissima Icona della Trinità (1410). Attualmente la preziosa Icona si trova presso la Galleria Tretyacov di Mosca. Rublev ha tratto ispirazione da una precedente Icona, denominata ‘L’ospitalità di Abramo’. L’alto ascetismo e l’armonia dell’arte bizantina si uniscono nelle opere di Rublev. La pace e la calma caratterizzano la sua pittura. Le sue icone furono subito apprezzate e considerate il modello da seguire nell’ortodossia iconografica. Andrej Rublev fu proclamato Santo dalla Chiesa Russa Ortodossa nel 1988. Viene ricordato il 29 gennaio e il 4 luglio di ogni anno. La Chiesa Episcopale degli Stati Uniti d’America lo ricorda il 29 gennaio. Andrej Rublev è considerato il simbolo dell’identità storica e artistica russa. Nella sua ricerca della fraternità, della calma, dell’amore divino, Andrej Rublev fu di certo influenzato da Sergio di Radonezh. Nelle icone di Rublev prevale la semplicità, l’artista si discosta dal severo prevalere della forma, del colore, dell’espressione. Gentilezza e grande armonia troviamo nelle sue icone. Molti studiosi considerano la Trinità di Rublev il perfetto dipinto iconografico, il migliore che sia mai stato realizzato. Questo lavoro fu richiesto a Rublev dall’Abate del Monastero della Trinità, Nikon, un discepolo di Sergio di Radonezh. Nikon desiderava commemorare Sergio con tale dipinto. Sin dagli inizi del Cristianesimo, per la gente era difficile capire la Trinità. Non solo la gente, ma anche i teologi avevano difficoltà a comprendere un Dio uno e trino.

Tentando di rappresentare la Trinità, rimanendo fedeli alla proibizione di raffigurare Dio, i pittori di icone si ispiravano all’ospitalità di Abramo, che riceve la visita di tre nomadi. Rublev eliminò gli elementi della narrativa biblica e prese in considerazione i tre angeli. Per la prima volta nell’Icona di Rublev tutti e tre gli angeli hanno uguale importanza. Anziché forzare i fedeli a credere nella Santa Trinità, Rublev, gentilmente e delicatamente, accompagna il credente al Dogma. Nell’Icona viene raffigurata una Trinità dialogante. Il Padre spiega al Figlio come sia necessario il suo sacrificio, il figlio risponde, accettando la volontà del Padre. L’Angelo, che rappresenta la Santa Trinità, conforta il Padre e il Figlio. In Russia la Fede cristiana è sempre stata profondamente presente nella vita di tutti i giorni, e quindi la troviamo protagonista anche nella politica. Nella Trinità i russi videro la critica della divisione feudale e del giogo mongolo. La Trinità ispirò i russi nel loro desiderio di unire le Terre divise ed essere liberi. La Trinità di Rublev è la rappresentazione dell’unità e dell’amore divino.

Il messaggio più importante dell’Icona: in questo mondo i nostri pensieri e le nostre azioni portano molto frutto se permangono nell’ambito dell’amore trinitario. Con la sua Icona Rublev ci mostra la Casa del perfetto Amore

Daniela Asaro Romanoff


Imprenditoria sociale nel settore culturale

Posted by Bernardino Savaiano On maggio - 20 - 2011 ADD COMMENTS

Nel 1999 un gruppo di amici, giovani professionisti con formazione specifica in ambiti quali Produzione Audiovisiva, Internet Technologies, Motion Graphics, Webdesign, Grafica ed Animazione 3d, Video Editing e Post-Produzione, si danno appuntamento  nella solita pizzeria alle porte di Roma dove riflettono sul boom dei nuovi media, sulle loro possibili applicazioni e sul loro impatto sulla società in divenire. L’approfondita conoscenza dei disparati ambiti della tecnologia informatica porta ad intravedere linee di sviluppo affascinanti, capaci di cambiare le basi della comunicazione e quindi dell’intera struttura sociale. Nell’arco di qualche anno quegli incontri si trasformano in un impegno costante verso la costruzione di un sogno comune che esprime una visione dei New Media allora ancora futuribile ma che in breve tempo, anche grazie al lavoro del gruppo, si trasforma in realtà. Da queste premesse nel 2002 nasce Artività Glocali, una Associazione culturale, di ispirazione cattolica, la cui missione è l’esplorazione e la sperimentazione di nuove possibilità tecnologiche e di contenuto che forzano i limiti dell’immaginario al fine di costruirne uno nuovo, attraverso l’offerta di prodotti professionali ed innovativi. Tale filosofia porta alla formulazione del primo claim aziendale, “Alchimia Digitale”, che allude alle applicazioni fantastiche di un mix di tecnologie, a possibili ibridazioni frutto di una ricerca che rispetto al processo di alfabetizzazione tecnologica allora in corso si vela di un carattere magico. Dalla magia alla follia il passo è breve e nel 2003 il motto di Artività Glocali diventa “Alla povertà del Cinema e della Televisione di oggi vogliamo contrapporre la nostra forza creativa. A noi appartengono l’amore, il sogno e la poesia, in una ricerca disperata di un altro modo di vivere. Se il grande Movie Business è inarrivabile, noi abbiamo aspirazioni diverse che possono ancora partorire nuove esperienze tese alla ricerca del vero, del giusto e del bello”, ironico ammiccamento ad un prodotto atto alla valorizzazione estetica e al contempo assolutamente fuori dall’ordinario. Sono proprio queste le caratteristiche che hanno fatto dell’Associazione un gruppo di riferimento ideale per la realizzazione di prodotti multimediali e ad alto impatto visivo e di concezione avanguardistica, capaci di dotare strumenti di comunicazione, quali siti, community, campagne pubblicitarie, loghi, e quant’altro, di un plus di suggestioni visionarie frutto di avanzate applicazioni tecnologiche e sfrenata creatività. Nel corso di pochi anni Artività Glocali, costantemente in anticipo sui tempi, conosce una crescita inarrestabile, realizzando decine di prodotti multimediali e mettendo a punto, tra l’altro, lo sviluppo di un nuovo modo di fare Tv che metterà al centro l’utente sia nell’esperienza di fruizione che in quella di produzione creativa dei contenuti. Forti della convinzione che il futuro del mondo del web consista in un sodalizio con una televisione di nuova concezione, nel 2007 Artività Glocali lancia sul mercato un prototipo sperimentale di web-tv in alta definizione altamente rivoluzionario rispetto alle proposte online del periodo.  All’inizio del 2011 dopo varie sperimentazioni viene lanciata inTiVù On Air Producing Promoter, con nuove importanti implementazioni, tutte da scoprire e a portata di click: www.intivu.tv

La profonda conoscenza dei più disparati settori della tecnologia informatica e di comunicazione, unitamente ad un bacino inesauribile di creatività e all’esperienza ultra ventennale in uno scenario che si è contribuito a creare, fa di Artività Glocali una realtà competitiva a livello mondiale, forte di una costante sperimentazione multimediale e crossmediale, atta a soddisfare qualsiasi esigenza attraverso progetti di varia portata. Artività Glocali è un partner ideale per la “creazione di nuovi mondi”.

Al via a Vicenza la settima edizione del Festival Biblico

Posted by Moreno Migliorati On maggio - 20 - 2011 ADD COMMENTS

Prende il via oggi a Vicenza la settima edizione del Festival Biblico, un appuntamento divenuto ormai tradizionale nel panorama culturale e religioso italiano. “Di generazione in generazione” è il tema di questa nuova edizione. Anche quest’anno gli organizzatori del Festival – diocesi di Vicenza e Società San Paolo – si affideranno a una molteplicità di spazi e di linguaggi per entrare nel vivo del tema scelto.

A intessere il dialogo con il pubblico saranno convocati scrittori e artisti, filosofi e biblisti, ma anche sociologi, industriali e sindacalisti. Perché il messaggio della Bibbia, spiegano gli organizzatori, «provoca alla riflessione chiunque e mette in discussione ogni area dello scibile».

Il Festival Biblico ha registrato negli anni una crescita costante di apprezzamento da parte del territorio vicentino, tanto che per ospitare il moltiplicarsi degli eventi si è voluto dilatarne la durata. Non solo: il Festival si è esteso anche sul territorio, coinvolgendo numerosi centri della diocesi che saranno i veri protagonisti delle prime giornate. Da Bassano del Grappa a Nove, Piazzola sul Brenta, Schio, Montecchio Maggiore, Dueville, Lonigo. Il tutto sarà anche un’occasione per conoscere il territorio e gustare le bellezze paesaggistiche e artistiche delle località coinvolte.

Per quanto riguarda il tema prescelto per l’edizione 2011, sono quattro i percorsi proposti sul tema del “generare”, riletto attraverso chiavi interdisciplinari ma tutte legate alle sacre Scritture, attorno ai quali si raggrupperanno i circa 130 incontri e attività della VII edizione del Festival Biblico, in modo da fornire ai visitatori la possibilità di approfondire maggiormente l’ambito desiderato.

Tra le personalità che daranno lustro all’edizione 2011 del Festival, è da citare l’ex presidente della Polonia Lech Walesa, fondatore di «Solidarnosc» e premio Nobel per la pace nel 1983, che sabato 28 riceverà la cittadinanza onoraria di Vicenza e il giorno dopo a partire dalle 17.30 verrà intervistato dal giornalista Aldo Maria Valli in piazza dei Signori, sempre a Vicenza, su «storia valori e fede».

(via SpiritualSeeds.info)

“Prossimi e distanti: cristiani e musulmani a confronto”: è questo il tema della nuova edizione della “Cattedra del dialogo”, l’ormai tradizionale iniziativa promossa dall’Ufficio per l’ ecumenismo e il dialogo dell’arcidiocesi di Milano in collaborazione con il Centro culturale protestante, il Centro ambrosiano di documentazione per le religioni, la Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione culturale San Fedele, il Fondo Nangeroni e il mensile Popoli.

Il ciclo di tre incontri, che si svolgeranno nella sede dell’Auditorium San Fedele, inizierà con la testimonianza di Michael Louis Fitzgerald, nunzio apostolico al Cairo e già presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. Lunedì 23 maggio saranno protagonisti Khalid Chaouki, direttore del portale di informazione sul mondo arabo-islamico italiano Minareti.it e Paolo Dall’Oglio, gesuita e fondatore della comunità monastica di Mar Musa in Siria che si soffermerà sul tema “Tra islamofobia e islamofilia”. Infine, il 30 maggio sarà la volta dell’incontro “Libertà e fedeltà: voci di donne credenti”, al quale parteciperanno Sharzad Houshmand, docente di introduzione all’islam all’Università Gregoriana e Letizia Tomassone, vicepresidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia.

(via SpiritualSeeds.info)

Prende il via oggi a Torino il XXIV Salone Internazionale del Libro. Alcuni mesi orsono, vi furono polemiche a motivo di alcune scelte aventi per oggetto le case editrici più importanti che sarebbero state inserite in una mostra allestita in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia. Nella polemica intervenne direttamente l’Osservatore Romano, il quale accusò i responsabili dell’evento torinese di pregiudizio anticattolico e di amnesia culturale per non aver considerato adeguatamente il ruolo svolto in proposito dall’editoria cattolica.

La polemica poi rientrò, ma la medesima non deve essere restata estranea alla decisione della Uelci (Unione editori e librai cattolici italiani) di organizzare una mostra, che verrà inaugurata oggi, e il cui stesso titolo ne svela il significato: “1861-2011. L’Italia dei libri. Il fenomeno dell’editoria cattolica”. Alla medesima, sono stati invitati i sette editori più rappresentativi dell’editoria cattolica in Italia: Ave, Città Nuova, Edizioni Dehoniane Bologna, Jaca Book, Paoline, Sei, Vita e Pensiero. Come spiega Giorgio Raggi, che della Uelci è presidente,  l’occasione è stata voluta per “sfruttare l’opportunità della mostra per contrastare ‘laicamente’ una rappresentazione che descrive l’editoria cattolica chiusa entro gli steccati delle sole catechesi e liturgia, sostanzialmente estranea all’evoluzione della storia unitaria”.

Il criterio scelto, spiega ancora il presidente dell’Uelci, “ha privilegiato l’importanza dell’editore in termini di peso culturale e poi in termini di dimensione aziendale”. In parallelo, inoltre, è stata valutata “l’influenza avuta dal singolo libro e/o autore nel dibattito culturale, nella formazione delle nuove generazioni, tra la classe dirigente, nella società”. Tutto ciò, puntualizza Raccis, sotto diversi aspetti: “all’interno della Chiesa, in termini di diffusione, in quanto rappresentazione e testimonianza dei nodi, degli eventi, dei personaggi più rilevanti dello sviluppo unitario italiano”.

(via SpiritualSeeds.info)

A Ferrara la seconda edizione delle Festa del Libro Ebraico in Italia

Posted by Moreno Migliorati On maggio - 6 - 2011 1 COMMENT

Da domani fino al 9 maggio Ferrara ospiterà la seconda edizione della Festa del Libro Ebraico in Italia. Il centro storico della città sarà lo scenario di numerose iniziative ed itinerari, convegni, proposte culturali, mostre, momenti musicali e visite guidate ai principali monumenti della presenza ebraica a Ferrara e ai luoghi che ripercorrono la vita e i romanzi di Giorgio Bassani. Architettura, partecipazione ebraica alla storia del paese, fascismo, inquisizione, filosofia e testimonianza ebraica, sono alcuni dei temi che saranno affrontati, in cui il libro è l’elemento cardine tra i numerosi eventi in programma.

Come già nella prima edizione, anche quest’anno, la Festa dedicherà ampio spazio a dibattiti e incontri con gli autori: si discuterà di ebrei e fascismo, ma anche dei processi del Sant’Uffizio di Venezia contro gli ebrei; della cacciata degli ebrei dall’Egitto di Nasser; di storia e memoria ebraica secondo il filosofo Yoseph Yerushalmi e di “conservazione dell’avvenire”, secondo la definizione l’architetto del Museo della Shoah di Roma, Luca Zevi. La novità di questa Festa sarà l’inaugurazione con la Prima Notte Bianca Ebraica d’Italia: una non-stop di appuntamenti che dalle 21.00 proseguirà fino a notte inoltrata. L’obiettivo di questa iniziativa  è quella di avvicinare e far conoscere l’ebraismo e il suo patrimonio attraverso chiavi di lettura diverse da quelle normalmente proposte dai media.

Un tema poi che non poteva mancare è quello dell’Unità d’Italia e della partecipazione ebraica al processo di unificazione. Dalla mostra a cura di Silvia Villani, Ebrei & Risorgimento, che presenta “gli snodi epocali del percorso di emancipazione e integrazione sociale degli ebrei nel nuovo Stato unitario”, alle Letture animate di poesie, diari, e lettere private di Ebrei Risorgimentali.

Da autentico evento 2.0 è possibile sapere di più sulla manifestazione ferrarese non solo visitando il sito, ma anche seguendo il canale youtube, il profilo su twitter, il blog, o iscrivendosi al feed delle attività. O ancora, far sapere che si parteciperà alla festa tramite l’evento creato ad hoc su Facebook. Radio Shalom inoltre provvederà a una diretta dell’evento domenica pomeriggio.

(via SpiritualSeeds.info)

Omaggio a Wojtyla

Posted by michelangelo On maggio - 4 - 2011 ADD COMMENTS

di Michelangelo Nasca

In questi giorni è stato celebrato un importantissimo a attesissimo avvenimento ecclesiale: la beatificazione di Giovanni Paolo II. Il decreto, firmato da Papa Ratzinger, che riconosce la guarigione miracolosa di suor Marie Simon-Pierre dal morbo di Parkinson per intercessione di Karol Wojtyla, ha spianato al Pontefice polacco la strada verso la santità. La causa di beatificazione di Giovanni Paolo II – aperta da Ratzinger il 13 maggio 2005, un mese dopo la morte di Wojtyla –  è una delle più rapide nella storia della Chiesa.

I Santi hanno visto la santità di Dio entrare nel loro tempo, così anche noi siamo chiamati a rimettere in gioco la nostra esistenza a partire dallo stesso patrimonio spirituale di cui i santi si sono nutriti. ‘C’è festa, c’è santità – ricorda il teologo P. Antonio Sicari – se un po’ di eternità entra nel tempo’. Possiamo vivere il tempo, la nostra storia desacralizzando ogni istante della nostra vita, “pronti a sfruttare e a rovinare tutto”. Oppure, si può vivere con uno sguardo diverso, guardando al bene che siamo in grado di compiere.
Permettere a Dio di entrare nel nostro tempo, nella quotidianità della vita per renderla qualitativamente santa, abbattendo gli ostacoli, superando ogni sorta di paura che genera nel cuore dell’uomo sconforto e disperazione. Questa era probabilmente la condizione interiore di molti popoli sul finire degli anni ’70. Umiliati e soffocati da un certo tipo di potere ideologico, intere generazioni di uomini e donne avevano perso ogni fiducia. Il potere del mondo li stava educando a fare a meno di Dio!

Quando gli uomini (questo lo testimonia la storia sacra di tutti i tempi), disorientati e in preda allo sconforto, sono incapaci di guardare al futuro Dio interviene regalando al mondo un nuovo Santo. E così, sul finire degli anni ’70 (precisamente il 16 ottobre del 1978) il buon Dio decide di regalare agli uomini un Papa il cui compito sarebbe stato quello di restituire speranza al cuore dell’uomo. Le primissime parole pronunciate da Giovanni Paolo II furono infatti: “Non abbiate paura!”.

‘Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa! Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna’ (Giovanni Paolo II – Discorso di inizio pontificato – 22 ottobre 1978).

I primi a trarre beneficio da quelle parole furono proprio coloro che vivevano nella paura. In modo particolare quelle nazioni la cui libertà era stata indiscutibilmente negata. Quel Papa polacco, da subito, fu considerato una seria minaccia per il potere dittatoriale di alcune grandi nazioni. Nessuno riuscì a fermare (l’attentato al Papa del 13 maggio del 1981 ne è una testimonianza) questo grande testimone di Cristo!

E’ ai giovani, a mio pare, che il Pontefice polacco regalò l’espressione più bella:

«”Chi sono io secondo te, Papa Giovanni Paolo II, secondo il Vangelo che tu annunci? Qual è il senso della mia vita? Qual è il mio destino?”. La mia risposta, cari giovani, è semplice, ma di enorme portata: Ecco, tu sei un pensiero di Dio, tu sei un palpito del cuore di Dio. Affermare questo è come dire che tu hai un valore in certo senso infinito, che tu conti per Dio nella tua irripetibile individualità» (Giovanni Paolo II, Astana 23 settembre 2001).

Quel giorno, in Kazakhstan, Giovanni Paolo II, incontrando i giovani ci ha regalato una delle definizioni più belle del rapporto tra Dio e l’uomo: tu sei un pensiero di Dio, tu sei un palpito del cuore di Dio!

Fiere e Angeli

Esiste il male e ci porta alla paralisi, come dicevamo domenica scorsa. Esiste ed agisce continuamente nelle nostre vite.
Siamo liberi ed è impegnativo scegliere la parte luminosa della realtà, quella che proviene da Dio

Metanoia

Chi siamo, dove andiamo,chi vogliamo servire,cosa e chi vogliamo edificare? Quaresima 2012. Combattimento e riflessione intensa per capire la volonta’ di Dio.

Religione e benessere

di Moreno Migliorati.Le persone molto religiose hanno livelli di benessere più elevati rispetto a quelle moderatamente religiosesono affatto: é il risultato di uno studio effettuato dalla nota agenzia Gallup.

Quaresima: la Custodia dell’altro

«Prestiamo attenzione gli uni agli altri»: sono le prime parole della frase di san Paolo che Benedetto XVI pone come chiave del suo Messaggio per la Quaresima

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