Thursday, 23 February, 2012
Animatori Cristiani della Comunicazione

Svizzeri sempre più secolarizzati, ma anche distanti dall’ateismo e comunque pronti a riconoscere il ruolo pubblico delle religioni istituzionali. Questi, in sintesi, i risultati di uno studio scientifico condotto su 1229 cittadini elvetici abitanti nelle tre principali aree del Paese.

Secondo l’inchiesta, coloro che si dicono cristiani sono in continua diminuzione negli ultimi anni: i cattolici sono il 31%, i protestanti il 32%, mentre il 12% professa una religione non cristiana. Il cambiamento di maggior rilievo riguarda le persone senza confessione, che sono ormai il 25%. I ricercatori distinguono quattro diverse modalità di approccio alla religiosità: i «distanti» (64%), gli «istituzionali» (17%), i «laici» (10%) e gli «alternativi» (9%). Negli ultimi decenni il gruppo degli istituzionali è fortemente diminuito e la proporzione di alternativi è rimasta costante, mentre i distanti e i laici sono cresciuti.
I “distanti”, il gruppo più numeroso, non sono persone che non credono a niente: hanno una loro religiosità e spiritualità, ma questa non assume un ruolo importante nella loro vita e si attiva soltanto in situazioni eccezionali. Mostrano scarso interesse anche per le forme alternative di religiosità.

Gli “istituzionali” sono membri delle due Chiese nazionali o delle Chiese evangeliche libere. Hanno una fede viva in un Dio unico, personale e trascendente. Gli alternativi, dal canto loro, coltivano credenze olistiche ed esoteriche, praticano l’astrologia, tecniche curative di respirazione e movimento e altri rituali. I laici, infine, sono persone che guardano a tutte le forme di religiosità con indifferenza o con un atteggiamento di rifiuto.

Significativo è comunque il fatto che la grande maggioranza della popolazione svizzera riconosca il ruolo che le due chiese nazionali (la cattolica e la protestante) svolgono in favore dei cittadini più socialmente svantaggiati.

(Via SpiritualSeeds.info)

L’impegno della Chiesa in favore dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso non si esplica solo a livello “centrale”, ma anche il tramite di molte chiese locali, che ne hanno fatto un punto fermo della propria azione. L’ultimo esempio viene da Napoli, dove la diocesi ha appena messo online un sito che sarà consultato con favore non solo dai fedeli della diocesi partenopea, ma da chiunque sia sensibile a tali tematiche.

“Le finalità di questo nuovo strumento di comunicazione sono molteplici – ha spiegato Michele Giustiniano, responsabile ufficio stampa Equipe Diocesana Ecumenismo e Dialogo Interreligioso, in un suo articolo recentemente pubblicato sul settimanale diocesano Nuova Stagione -: da un lato, funge da canale di informazione per gli addetti ai lavori; dall’altro, rappresenta soprattutto un luogo d’incontro privilegiato per tutti coloro che credono nel dialogo tra le religioni, nel cammino di unità con i fratelli delle Chiese separate e quelli di altre confessioni cristiane e desiderano informarsi su date e luoghi degli incontri ecumenici ed interreligiosi. Non a caso, il sito si articola in sei principali sezioni. La prima presenta il calendario degli appuntamenti per i referenti decanali che compongono l’Equipe; le successive quattro sono rispettivamente dedicate alle attività ecumeniche e a quelle di dialogo con l’ebraismo, con l’islam e con tutte le altre religioni; l’ultima offre una panoramica su documenti e link utili. In altri termini, questo nuovo portale diocesano, sebbene ancora in via di perfezionamento (alcune aree sono tuttora under construction), incarna pienamente lo spirito di quelle espressioni conciliari che richiamano al «dovere di promuovere l’unità e la carità tra gli uomini», chiamati a «vivere insieme il loro comune destino»”.

Un ottimo strumento di informazione, quindi, che si spera possa servire di esempio anche per altre iniziative analoghe.

(via SpiritualSeeds.info)

Due nuove iniziative al via nel giorno dell’Annunciazione

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 25 - 2011 ADD COMMENTS

Nella giornata di oggi (scelta non a caso ma in quanto solennità dell’Annunciazione) ci sono da registrare due inaugurazioni di altrettante iniziative ognuna delle quali, a modo suo, interessante. La prima riguarda Nazareth,  dove prende il via un parco a tema religioso avente come scopo il far riscoprire la storia biblica della salvezza con le nuove tecnologie cinematografiche e interattive. L’iniziativa nasce dall’associazione Maria di Nazareth e dalla Comunità “Chemin Neuf”. Come riferisce all’agenzia Zenit, Olivier Bonassies, direttore esecutivo dell’associazione Maria di Nazareth “il Centro pone tutti i mezzi tecnici moderni al servizio della conoscenza, dell’incontro con Maria e della scoperta della fede cristiana”. I pellegrini potranno “immergersi in uno spettacolo multimediale e ripercorrere attraversando quattro grandi sale i momenti essenziali della storia della salvezza”. Il Centro ha una vocazione ecumenica e promuove il dialogo interreligioso, mostrando in una sala il modo in cui la vergine Maria è percepita dalle Chiese orientali, nel Corano e in quanto donna ebrea.

L’altra inaugurazione riguarda invece il nostro Paese, e per l’esattezza Gioia TV, un canale tematico interamente dedicato alla spiritualità ideato da Stefano Jurgens, il quale parla così della sua nuova creatura: “Il mio progetto televisivo è molto ambizioso, ma lo svolgo nell’umiltà che mi impone lo Spirito Santo. Sto facendo crescere una nuova rete, non solo un programma ma un’intera rete televisiva che parli di Gesù, allegro e gioioso, risorto e caritatevole. Un Gesù che possa entrare nel cuore delle persone attraverso questo mezzo. E, poiché Lui è gioia, l’ho chiamata ‘GioiaTv’. Per ora siamo sul web: www.gioiatv.com. Poi domani chissà”.

Tanti auguri alle due nuove iniziative.

(via SpiritualSeeds.info)

Un convegno che delizierà corpo e spirito quello in programma oggi e domani a Roma. “Cibo e Sacro, Culture a confronto”, questo il suo nome, è infatti una due giorni promossa dall’Università la Sapienza di Roma, in collaborazione con l’Accademia di Scienze umane e sociali e con l’Università Roma Tre, che vedrà confrontarsi 26 relatori, tra antropologi, sociologi, filosofi, teologi, registi, enologi e gastronomi.

Oggetto dei lavori sarà il rapporto tra cibo e sacro per esplorare l’universo del mangiare, mettendo in relazione culture e religioni diverse attraverso le esperienze maturate. Faranno da contorno al convegno alcune attività quali la degustazione di cibi e bevande, la rassegna cinematografica, la mostra di libri e workshops. Come affermato dagli organizzatori, “a  partire dai grandi monoteismi – Ebraismo, Cristianesimo e Islam – è riscontrabile una centralità del cibo come fattore impregnato di sacralità. Anche l’assenza di cibo può essere declinata come dimensione sacra: si pensi al digiuno nelle sue molteplici espressioni, insieme culturali e religiose. Sia nella sua forma liquida che nella sua forma solida, sia crudo o cotto, nella sua scarsità o nella sua abbondanza sono reperibili elementi che contengono e manifestano un’aura di sacralità. La stessa regolamentazione delle quantità e delle qualità differenziate da ingerire può rispondere a motivazioni che rimandano ad una prospettiva legata al sacro. Del resto lo stesso cibo ha una sua dinamica che ha molto a che vedere con il ciclo della vita, dunque ancora una volta con un’esperienza che non può non richiamare l’interrogativo sul significato dell’esistenza e, pertanto, sul valore del sacro”.

Il convegno vuole esplorare l’universo mondo del mangiare, mettendo a confronto culture e religioni diverse attraverso le esperienze maturate dagli studiosi di varie discipline: dalla prospettiva sociologica che si puo’ apprezzare nell’intervento sulle problematiche alimentari delle giovani coppie italo-marocchine, alla classicita’ della ‘tavola di Omero’; dalla analisi delle pratiche che trovano fondamento nei testi delle religioni abramitiche alla rassegna cinematografica di corti a tema ed estratti da film di genere (Il pranzo di Babette, Chocolat ecc) commentati da critici e registi.

(via SpiritualSeeds.info)

Dopo il prologo avvenuto a Bologna lo scorso febbraio, partono ufficialmente i dialoghi del “Cortile dei Gentili”, lo spazio di dialogo tra credenti e non credenti voluto da Papa Benedetto XVI ed affidato alle cure del cardinal Gianfranco Ravasi. I prossimi 24 e 25 marzo Parigi sarà quindi sede di tre colloqui su ”Illuminismo, religioni e ragione comune” che si svolgeranno, alla presenza dello stesso cardinale, in tre luoghi simbolici dello spazio laico. Il pomeriggio del 24 marzo all’Unesco, con la partecipazione della direttrice generale Irina Bokova, ”perche’ questo dialogo –ha dichiarato Ravasi- è fondamentalmente una questione culturale ed è internazionale”. All’incontro interverranno tra gli altri Giuliano Amato, già presidente del Consiglio italiano, e Jean Vanier, fondatore de L’Arche. Il mattino del 25 marzo sarà l’Università della Sorbona ad ospitare l’incontro, ”perche’ la realizzazione di questo dialogo deve essere favorita dalle esigenze e dagli apporti del dibattito universitario”. Tra i relatori Patrick Gerard, rettore d’Accademia e cancelliere delle università di Parigi, e il filosofo Jean-Luc Marion (Academie Francaise). Il pomeriggio dello stesso giorno appuntamento all’Institut de France, ”perche’ sono interessati tutti gli ambiti del sapere e le discipline rappresentate nelle cinque Accademie”. Interverranno tra gli altri il cancelliere dell’Institut, Gabriel de Broglie, e Re’mi Brague, membro dell’Acade’mie des sciences morales et politiques. In serata si terra’ al Colle’ge des Bernardins una tavola rotonda conclusiva.
La stessa sera si svolgerà anche un momento di festa sul sagrato della cattedrale di Notre-Dame. I partecipanti verranno accolti dal card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi. Un maxischermo sul sagrato trasmetterà un discorso del Papa sul senso e gli obiettivi dell’iniziativa. La cattedrale resterà aperta per chi vorrà pregare con la comunità di Taizé. Dopo Parigi, altre città accoglieranno manifestazioni del ”Cortile dei gentili”. Tra queste Firenze, Tirana, Stoccolma, Praga, Berlino, Quebec, Mosca, Chicago e Washington.

(via SpiritualSeeds.info)

24 giornate di festival, 18 spettacoli, 49 repliche, oltre 60 artisti coinvolti e 23 comuni delle Province di Brescia e Bergamo: questi alcuni dei principali numeri di Crucifixus, la più importante manifestazione di teatro del sacro che si svolge in Italia la cui edizione 2011 è stata presentata a Brescia.

Anche quest’anno Crucifixus si articola in due grandi sezioni: la prima, Scene sacre in città, si svolgerà nella settimana dal 3 al 10 aprile e avrà come protagonista la città di Brescia.
La secondaTerra di Passione – riguarderà i territori “storici” del festival ossia la Valle Camonica e il Sebino, che ospiteranno gli spettacoli dal 9 al 30 aprile.
Crucifixus prosegue quel percorso di re–invenzione e innovazione della tradizione che, coniugando luoghi d’arte cristiana e antiche pratiche devozionali, propone un recupero del patrimonio teatrale medievale e rinascimentale, per dare voce a memorie, testi, musiche, immagini del passato nel continuo confronto con scritture contemporanee e nuove contaminazioni.

Molte le celebrità in cartellone. Gabriele Lavia per l’apertura ufficiale, quindi Lucilla Morlacchi, Pamela Villoresi, Saverio La Ruina, Maria Paiato saranno in scena in città e provincia. Due le rappresentazioni in carcere (le uniche che per motivi di sicurezza saranno esclusivamente ad invito): il 7 aprile Davide Pini Carenzi a Canton Mombello e l’8 aprile l’esito di un laboratorio con detenuti a Verziano. Tre inoltre gli appuntamenti di «teatro di comunità»: «Golgota», che il giovane Walter Spelgatti sta coordinando con le comunità bergamasche di Fonteno, Riva di Solto e Solto Collina, coinvolgendo circa 280 persone; «Sopra le spalle, la Croce» con l’Accademia Arte e Vita di Breno, che conta 361 allievi, coordinato da Lorenzo Trombini; e «Il mistero della salvezza» di Carlo Susa, che coinvolge la comunità di Zone. Dal 7 al 10 aprile inoltre il Teatro di S. Giulia ospiterà la selezione dei finalisti del Nord Italia del concorso nazionale «I teatri del sacro».

(via SpiritualSeeds.info)

Cristiani e Unità d’Italia in mostra a Bologna per il 150°

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 16 - 2011 ADD COMMENTS

Indagare i rapporti tra Stato, Chiese e società e rappresentare i “Cristiani d’Italia” nella presenza e partecipazione di grandi soggetti collettivi alla storia nazionale: questo il progetto de “Cristiani d’Italia. I centocinquat’anni di Chiese, Stato e società” la mostra promossa dalla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII e da altre istituzioni che viene inaugurata oggi a Bologna in diverse sedi.
“Cristiani d’Italia. I centocinquat’anni di Chiese, Stato e società” si offre nella veste di itinerario multimediale e si snoda attraverso reperti cinematografici, fotografici, televisivi e amatoriali raccolti e presentati dalla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII e forniti dagli Archivi, messi a disposizione gratuitamente, di Ansa, Cineteca Comunale di Bologna, Fondazione Ente dello Spettacolo, Fondo Rodrigo Pais, Cinecittà Luce, Rai Storia e Teche Rai (le strutture di storia della Rai), Fondazione Corriere della Sera e Fondazione Centro Culturale Valdese di Torre Pellice. La mostra si inserisce nella rete delle “grandi mostre”, per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, approvate dalla struttura di missione negli anni 2008-2010. Ogni location proporrà una diversa installazione.
L’inaugurazione avverrà oggi 16 marzo alle 17 a Palazzo D’Accursio, in piazza Maggiore, e a Palazzo Malvezzi, aprirà il lungo programma che si concluderà solo il 3 giugno 2011. Ogni sede un evento: videomostre, foto, clip, installazioni appese a un filo.
Tra gli eventi in programma, sono da segnalare particolarmente: presso il cortile d’onore di Palazzo D’Accursio “Timeline” di Federico Ruozzi, la sciarpa che riporta le foto del repertorio Treccani sui cristiani in Italia, “La storia (della chiesa) siamo noi”, cubo antologico d’autore di Giovanni Minoli con 150 punti di vista sulla vita dei cristiani dall’archivio di Rai Storia. Nel Chiostro della Basilica di Santo Stefano i “Preti al cinema”, stereotipi e modelli sul grande schermo, di Dario Viganò ed Enrico Magrelli. Alla Biblioteca Dossetti verrà invece proposta la testimonianza del fotografo Oliviero Toscani su Don Milani, “Oliviero e Don Lorenzo”: le foto, giunte alla Fondazione per le scienze religiose attraverso il lascito della madre di don Lorenzo, vengono ora esposte per la prima volta insieme al documentario “Lorenzino, don Milani”.

(via SpiritualSeeds.info)

IL MONASTERO DI KIRILLO BELOZERSKY

Posted by Daniela Asaro Romanoff On marzo - 14 - 2011 ADD COMMENTS

di Daniela Asaro Romanoff

La piccola cittadina, denominata Kirillov, fino a qualche anno fa, era conosciuta solamente dagli archeologi e dai ricercatori storici e artistici.

Kirillov si trova nella regione Vologda. Dal punto di vista storico, artistico e soprattutto spirituale è molto interessante il Monastero Kirillo-Bélozersky. Nella città si trova pure il Convento della Resurrezione di Cristo, fondato nel XVI secolo.

Nella zona ci sono interessanti reperti archeologici. L’essere umano ha trovato dimora in questi luoghi sin dai tempi antichissimi, dal periodo mesolitico (9.000 anni a.C.) fino al medioevo.

Il Monastero Kirillo-Bélozersky è uno dei più grandi della Russia, per poter vedere tutto il Monastero si deve camminare per Chilometri. Ci si stupirà della presenza di così tanti monumenti e si rimarrà incantati dal meraviglioso panorama circostante.

Il Monastero è stato fondato nel 1397 dal Monaco Kiril, proveniente dal Monastero San Simone. Kiril era stato un discepolo di San Sergio Radonezhsky. Kiril visse per trent’anni sulle rive del lago Siverskoye. Morì nel 1427 all’età di novant’anni. Fu canonizzato nel XV secolo. Essendo una persona colta ed un bravo copista, introdusse nel Monastero una Biblioteca, che si arricchì di testi sempre più preziosi.

Dal XV al XVII secolo il Monastero è stato uno dei maggiori centri religiosi e culturali del nord della Russia. Il Monastero ebbe parecchie donazioni dagli Zar.

Il Complesso architettonico monastico si divide in tre parti. La zona antica comprende il Monastero della Dormizione, assieme alla maggior parte delle Chiese e delle costruzioni. In seguito venne edificata la Chiesa di San Giovanni Battista. La parte, ritenuta più recente, comprende le alte e possenti mura.

Nella Cattedrale della Dormizione troviamo dei bellissimi affreschi risalenti al XVII secolo (1641-1650). Accanto a queste Chiese ne troviamo altre: la Chiesa di San Kiril, costruita sulla tomba del fondatore, le Chiese di San Vladimir e di Santa Epifania. Vicinissima c’è la Cattedrale della presentazione al Tempio della Vergine con il refettorio. Dietro la Cattedrale della Dormizione c’é la Chiesa dell’Arcangelo Gabriele. La costruzione di questa Chiesa è legata alla visita di Vassili III e di sua moglie Elena Glinskaja. I Principi si recarono al Monastero nel 1528. I due pregarono il Signore affinché concedesse loro la Grazia di poter avere un figlio. Per ringraziare e commemorare la nascita del discendente fecero costruire altre due Chiese, una delle quali è la già citata Cattedrale di San Giovanni Battista.

Durante l’invasione polacca e lituana, all’inizio del XVII secolo, le alte e possenti mura difesero il luogo sacro da un lungo assedio. Nel secolo XVIII iniziò il declino di questo Monastero. Si ridusse il numero dei Monaci, l’imponente fortezza perse di significato.

In seguito alla cruenta rivoluzione bolscevica, il Monastero fu chiuso nel 1924.

Attualmente, nella città di Kirillov, vengono organizzate delle mostre assolutamente interessanti, che riguardano il passato storico, culturale, artistico, artigianale e commerciale della città.

Va ricordato, che ancor prima dell’edificazione del Monastero, Kirillov fu un centro di cristianizzazione.

Gli archeologi hanno rinvenuto Croci ed Icone fatte con vario materiale, anche con la pietra. E’ stata ritrovata una preziosa Icona su pietra, rappresentante San Gleb, purtroppo il lavoro era rimasto incompiuto.

Di San Gleb abbiamo già parlato precedentemente. Gleb e suo fratello Boris erano figli di Vladimir il Grande. Erano figli tenuti in grande considerazione. Entrambi morirono a causa di una guerra interna. Dalle Cronache apprendiamo che fu il fratello Sviatopolk a volere la loro morte.

Boris e Gleb furono canonizzati dalla Chiesa Ortodossa Russa nel 1071. La Chiesa Russa li ricorda il 24 luglio e il 4 agosto.

Daniela Asaro Romanoff

MyChurch: i fedeli si uniscono tramite Facebook

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 14 - 2011 Commenti disabilitati

Ninja Marketing, sito specializzato in marketing e comunicazione, recensisce MyChurch, un prodotto davvero innovativo destinato al settore religioso che vale la pena segnalare. Si tratta di un’applicazione per Facebook che ha come scopo di tenere uniti i fedeli tra di loro e con le rispettive comunità di appartenenza. Tramite MyChurch è infatti possibile convidere e commentare richieste di preghiere, passi della Scrittura e tutto quello che la fantasia suggerisce.

Una riprova della serietà del progetto è data dal fatto che si tratti di un’applicazione a pagamento, e non gratuita, come diverse altre del settore. I costi vanno dai 9 ai 199 dollari mensili e permettono di evitare qualsiasi forma di pubblicità, particolare questo non secondario in progetti del genere.

Particolarmente interessante e stimolante il quesito lanciato da Ninja Marketing: “In generale, l’utilizzo dei social network anche per le pratiche religiose permette di raggiungere target sempre meno interessati come quello dei giovani, allargando così il numero di fedeli e permettendo il rafforzamento dei legami all’interno della comunità. Ma, d’altra parte, il rischio di allontanare i soggetti più legati alla tradizione ed alla “fisicità” è alto, e non bisogna dimenticare un eventuale pericolo di banalizzazione di tali pratiche che potrebbe derivare come conseguenza dell’elevato utilizzo dei mezzi digitali. E allora è giusto utilizzare i social network anche quando si parla di religione e fede?”.

Domanda alla quale, per rispondere, non basterebbe un trattato. In generale si può affermare che l’uso dei social network è certamente lecito anche nel campo spirituale, ma quale potrà essere il loro sviluppo lo vedremo solo quando arriveremo alla seconda generazione dei cosiddetti nativi digitali. Per ora siamo solo all’inizio del fenomeno e non resta altro da fare che aspettare (e sperimentare).

(via SpiritualSeeds.info)

Koiné: a Vicenza le novità dell’arte sacra

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 11 - 2011 ADD COMMENTS

Di fiere specializzate ne esistono per tutti i gusti, ma Koiné, che prende il via domani a Vicenza per concludersi il 15 marzo, rappresenta davvero un unicum. Si tratta infatti di una  rassegna internazionale di arredi, oggetti liturgici e componenti per l’edilizia di culto che dal 1989 (anno della prima edizione) è diventata ormai un appuntamento imprescindibile per gli operatori del settore.

L’evento prevede la presenza di oltre 300 espositori e un programma di mostre, convegni, dibattiti, giornate di studio. Scopo del tutto sarà aggiornare le espressioni della Chiesa nel design delle suppellettili liturgiche e nel progetto dell’architettura al messaggio innovatore del Concilio Vaticano II. Quest’anno ci sarà presentato il volume “Koinè Ricerca 1989-2009. Il design per la liturgia: materiali e progetti” (Ed. Messaggero di Padova), che mette a disposizione l’esperienza di 20 anni di ricerca, con progetti e prototipi relativi ad arredi liturgici, vesti, suppellettili, realizzati dai maggiori architetti e artisti del campo.

Tra le mostre quella su “La casula: scenario europeo della produzione” (che qualcuno ha già provveduto a banalizzare definendo il tutto “settimana della moda per il clero”).  Domenica 13, il convegno del Servizio nazionale per l’Edilizia di culto, “Nuove Chiese: alla ricerca della qualità”. Lunedì 14, la Giornata nazionale di studio sull’adeguamento degli spazi celebrativi, dell’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici. Martedì 15, il seminario “La luce nelle Chiese” promosso dall’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici e dal Servizio nazionale per l’Edilizia di culto, con Adi (Associazione italiana illuminazione).

Come ha dichiarato Mons. Giancarlo Santi, direttore scientifico di Koiné, la manifestazione vicentina <<è riuscito a dare visibilità a un vasto e multiforme mondo produttivo “di nicchia”, dotato di tre caratteristiche del tutto peculiari. In primo luogo è una realtà produttiva interamente autonoma e soggetta solo alle leggi di mercato, non canonizzata né soggetta alla Chiesa cattolica anche se molto “vicina” alla vita religiosa degli italiani. In secondo luogo è molto diffusa e ben radicata in varie regioni italiane e nelle sue tradizioni artigianali e anche per questo è molto apprezzata nel mondo. Infine, si era mantenuta quasi del tutto “sommersa” o “molto defilata”, estremamente parcellizzata e poco strutturata; un moderno pressoché sconosciuto dal punto di vista quantitativo>>.

Un mondo sconosciuto al quale Koiné intende appunto dare visibilità.

(via SpiritualSeeds.info)

di Michelangelo Nasca

Alcune persone mi dicono che il catechismo non interessa la gioventù odierna; ma io non credo a questa affermazione e sono sicuro di avere ragione. Essa non è così superficiale come la si accusa di essere; i giovani vogliono sapere in cosa consiste davvero la vita’. Sono le parole che Papa Benedetto XVI rivolge ai giovani nella prefazione a Youcat – il sussidio al Catechismo della Chiesa cattolica che milioni di ragazzi, provenienti da tutto il mondo, troveranno nello zaino del pellegrino – in occasione della Gmg 2011 di Madrid (16 al 21 agosto prossimi).

Il Pontefice appare assolutamente deciso a lanciare questa particolare scommessa che coinvolgerà i giovani e le loro famiglie. Forse l’aver trascurato i criteri principali che fondano l’esperienza del Cristianesimo ha reso il nostro cuore arido ed incapace di rispondere con fede ai dettami della legge di Dio.
Basta guardarsi attorno per comprendere il disorientamento e l’apatia religiosa che investe la nostra umanità. Quante volte ci siamo interrogati sul fatto che molti dei nostri giovani e delle nostre famiglie si allontano dalla fede; quanti incontri parrocchiali, raduni diocesani, tavole rotonde, conferenze… e il problema permane, anzi diventa sempre più dilagante. Parole, slogan e mille altre valutazioni, certamente belle, teologicamente corrette ma in ultima analisi insufficienti a far risalire la china! Il problema c’è e si vede!

Tutti abbiamo lavorato, con passione e lealtà, per rendere la fede cristiana sempre più bella, e ciò che è stato fatto in passato non deve essere rinnegato; ma oggi, il Papa esorta il mondo intero a riprendere in mano il Catechismo della Chiesa Cattolica e a ripartire dagli insegnamenti che la fede ci ha tramandato, a recuperare il valore di quella unità ecclesiale che è giunta fino a noi attraverso gli insegnamenti degli Apostoli e dei loro successori per riscoprire il Maestro, la “persona educante”. Se, infatti, scompare Cristo (la “persona educante”) scompaiono anche le “persone educanti” e di conseguenza i valori diventano impersonali e ognuno sarà maestro di se stesso!

L’invito del Papa è deciso: ‘Studiate il catechismo con passione e perseveranza! Sacrificate il vostro tempo per esso! Studiatelo nel silenzio della vostra camera, leggetelo in due, se siete amici, formate gruppi e reti di studio, scambiatevi idee su Internet. Rimanete ad ogni modo in dialogo sulla vostra fede!’.
Qualcuno, sbrigativamente, dirà che un’operazione del genere riproporrà una Chiesa oscurantista, antiquata e non al passo con i tempi. Ci rendiamo tutti perfettamente conto di quanto, invece, sia stato perduto proprio nel tentativo di far conoscere Dio sottraendo alla fede tutti quegli elementi normativi che apparivano poco efficaci per incontrare i giovani!
Ma come si fa a parlare di Dio senza fare riferimento alla persona di Cristo e ai suoi insegnamenti?

L’anno scorso, in Francia, un sacerdote “cattolico” per rendere la celebrazione della Messa accattivante, ha interrotto la sua omelia per inscenare (insieme ad un gruppo di ragazzi che a poco a poco si alzavano dal proprio posto per vestire una maglietta colorata con una scritta sacra) una sorta di balletto moderno, sotto lo sguardo sorpreso di tutta l’assemblea. Un alunno a scuola riferisce: ‘Il mio catechista ha detto che i rapporti prematrimoniali sono ammessi se compiuti con amore!’. Se provate a navigare su internet incontrerete, poi, siti e blog (rigorosamente di matrice cattolica) che propongono riflessioni tratte da autori New Age; in altri siti la Vergine Maria è persino considerata la quarta persona della Trinità.
‘Il Papa è ricco e i poveri muoiono di fame”, “L’eutanasia è ammessa se è la persona stessa a chiederla”, “L’aborto è inevitabile se si conosce in anticipo la malformazione del bambino”, “L’inferno non esiste”, “I sacerdoti dovrebbero potersi sposare”, “Il matrimonio può essere sempre annullato”, “Perché devo raccontare al sacerdote i miei peccati”… Tutte queste cose – dichiarano i ragazzi – le hanno dette alla televisione, le leggiamo nei giornali, le dicono i nostri genitori! E Cristo che cosa dice?

E’ ancora Papa Ratzinger a sottolineare: ‘Dovete conoscere quello che credete; dovete conoscere la vostra fede con la stessa precisione con cui uno specialista di informatica conosce il sistema operativo di un computer; dovete conoscerla come un musicista conosce il suo pezzo; sì, dovete essere ben più profondamente radicati nella fede della generazione dei vostri genitori, per poter resistere con forza e decisione alle sfide e alle tentazioni di questo tempo’.
Abbiamo – uomini e donne di questo terzo millennio – un reale bisogno di Dio e del suo aiuto se – ricorda ancora il Pontefice – ‘la vostra fede non vuole inaridirsi come una goccia di rugiada al sole, se non volete soccombere alle tentazioni del consumismo, se non volete che il vostro amore anneghi nella pornografia, se non volete tradire i deboli e le vittime di soprusi e violenza’.
Riprendiamo in mano il testo del Catechismo, studiamo con passione e umiltà i suoi contenuti, non per delegittimare il passato ma per guardare al futuro con maggiore speranza. ‘Sapete tutti – conclude Papa Ratzinger – in che modo la comunità dei credenti è stata negli ultimi tempi ferita dagli attacchi del male, dalla penetrazione del peccato all’interno, anzi nel cuore della Chiesa. Non prendete questo a pretesto per fuggire il cospetto di Dio; voi stessi siete il corpo di Cristo, la Chiesa! Portate il fuoco intatto del vostro amore in questa Chiesa ogni volta che gli uomini ne hanno oscurato il volto. «Non siate pigri nello zelo, lasciatevi infiammare dallo Spirito e servite il Signore» (Rm 12, 11)’.

Un concorso rivolto a tutti i creativi, siano essi registi, fotografi, fumettari o stilisti, cantautori o pubblicitari: niente di strano, se non che il “prodotto” da far conoscere al pubblico questa volta è una Santa. L’Istituto delle Figlie della Misericordia, infatti, ha deciso di promuovere la figura della fondatrice, Madre Giuseppa Rossello, con un’iniziativa – ideata da Alessandra Bergero, perfettamente in linea con lo spirito innovativo e anticonformista che ha da sempre caratterizzato l’attività della Santa e delle consorelle che ne hanno seguito l’esempio. Il concorso vuole diffondere la conoscenza delle opere e della figura di Benedetta Rossello – questo il suo nome di battesimo – in occasione del bicentenario della sua nascita.

Nata ad Albisola Marina nel 1811 da una famiglia di vasai che contava ben dieci figli, Benedetta aiutò i genitori nel lavoro domestico e nella lavorazione dell’argilla, ma poco dopo i vent’anni decise di rispondere alla vocazione religiosa. Rifiutata da uno degli Ordini monastici presenti nella zona poichè era priva di dote, dopo qualche anno riuscì, con l’appoggio del vescovo, a fondarne uno dedicato alla preghiera e al lavoro fra gli strati più umili della popolazione. Oggi si potrebbe definirla una “Santa di strada”: l’educazione dei bambini, il riscatto delle prostitute, la possibilità di studiare in seminario anche per i meno abbienti furono solo alcuni aspetti della vita della Santa e dell’Istituto.

Alla morte di Madre Giuseppa si potevano contare già sessantacinque “case” delle Figlie della Misericordia, molte delle quali in Paesi lontani dove la Santa non aveva esitato a recarsi per prima. I molteplici aspetti e la modernità della vita di Santa Giuseppa Rossello – nominata poi patrona dei ceramisti – saranno dunque il tema delle opere a concorso, che verranno valutate da una giuria di personalità della cultura presieduta dal giornalista Giancarlo Santalmassi. Il concorso è aperto a tre categorie di elaborati: audiovisivi (video clip, spot, animazione ecc.); comunicazione & design (fotografia, moda, marketing, grafica ecc.); musica (jingle, composizione, canzone). Due diverse edizioni del concorso, una nazionale, Santa Spot, ed una internazionale, Santspotting, daranno la possibilità di partecipare in lingua italiana, inglese, spagnola, o francese.

(via SpiritualSeeds.info)

Gli scorsi venerdì 4 e sabato 5 marzo, presso la Pontificia Università Antonianum di Roma è stata inaugurata una cattedra in “Spiritualità e dialogo interreligioso” dedicata alla memoria di Mons. Luigi Padovese, il vicario apostolico dell’Anatolia ucciso lo scorso 3 giugno in Turchia e che dell’Università fu docente. Gli ambiti di interesse della cattedra  saranno la ricerca di Dio come ponte di dialogo tra le religioni, il carattere proprio della esperienza cristiana di Dio in Cristo nello Spirito Santo, in relazione alle diverse esperienze religiose; la storia delle relazioni e delle convivenze tra le religioni nel mondo. Particolare riferimento sarà dato alla presenza cristiana nel Medio Oriente.

Questo ambito riprende un tema particolarmente caro a mons. Padovese e costituisce un elemento significativo per la tradizione francescana che ha legato la sua presenza all’Oriente cristiano, alla Terra Santa in particolare, e all’incontro con l’islam. All’inaugurazione hanno portato il loro saluto diverse autorità accademiche e religiose, tra cui il ministro generale dell’Ordine dei Frati minori e gran cancelliere dell’Antonianum, fr. José Rodriguez Carballo, il ministro generale dei Frati minori cappuccini, fr. Mauro Jöhri, l’ambasciatore di Turchia presso la Santa Sede, Kenan Gürsoy. Hanno parlato, inoltre, padre Pier Battista Pizzaballa, Custode di Terra Santa, e il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso.

Quest’ultimo, in particolare ha sottolineato come “ognuno accetta di non rinunciare alle proprie considerazioni ma di lasciarsi interpellare. E di prendere in considerazione argomenti diversi da quelli della sua comunità, puntando ad avere una migliore conoscenza per guardare la religione dell’altro con obiettività ed arricchire la propria vita spirituale con quegli elementi positivi”.

Il Cardinale Tauran ha quindi indicato tre elementi inscindibili: “l’identità, l’alterità e lo scambio di idee”, puntualizzando che non si tratta di creare una specie di religione universale, “ma di porsi di fronte a Dio e di compiere insieme questo pellegrinaggio verso la verità”.

(via SpiritualSeeds.info)

Tutti i Video Del Direttorio

Posted by Terzilio Mancinelli On marzo - 6 - 2011 ADD COMMENTS

Tutti i video contenuti nel Direttorio delle comunicazioni sociali: COMUNICAZIONE E MISSIONE.

Questo sussidio video era contenuto nel Documento del Direttorio nella prima versione  dell Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali.

Ogni singolo video descrive visivamente il contenuto di ogni capitolo del Direttorio.

Una sintesi ben fatta che aiuta a capire il contesto dove la nuova figura dell Animatore della Cultura e della Comunicazione  dovrebbe interagire.

Video realizzati per essere diffusi e discussi nelle Diocesi e nelle Parrocchie.

Un materiale molto valido che spesso finisce poco considerato negli archivi dei Parroci.

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Brescia: notti sacre in sette chiese

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 4 - 2011 ADD COMMENTS

“Notte nel Sacro”, questo il nome di un’interessante iniziativa che prenderà il via domani a Brescia. Si tratta di una serie di eventi di arte e spiritualità nelle chiese del centro storico della città bresciana che hanno per scopo sia la valorizzazione delle chiese cittadine, sia di promuovere e diffondere  un tipo di spiritualità che abbia nell’arte il suo centro di riferimento.
“L’obiettivo –ha infatti spiegato il sindaco Adriano paroli- non è solo quello di avvicinare i cittadini all’arte ma anche e soprattutto quello di permettere loro di cogliere il significato profondo che le bellezze artistiche recano in se, quello di una dimensione trascendente imprescindibilmente legata a Dio”. Parole cui ha fatto eco il responsabile dell’ufficio comunicazione sociale della Diocesi, don Adriano Bianchi, il quale ha affermato che “è grazie a iniziative come questa che il patrimonio artistico vive e diventa luogo in cui la comunità si esprime”.
Dopo la precedente edizione del 2009, che culminò con un concerto della cantante Tosca presso il Duomo Vecchio, l’edizione 2011 ha l’obiettivo di valorizzare le opere custodite in sette chiese non parrocchiali: Sant’Angela Merici, San Cristo, San Francesco d’Assisi, San Gaetano, San Giuseppe, Santa Maria del Carmine e Santa Maria della Pace.
Ognuna di queste chiese sarà oggetto di una specifica visita guidata, nel mese di marzo, mentre nel corso della Notte del 2 aprile l’attenzione dei visitatori si focalizzerà su una sola opera d’arte – scelta tra quelle più rappresentative del patrimonio artistico di ciascuna chiesa – e ne sottolineerà il valore con diversi mezzi: una specifica ed adeguata illuminazione all’interno di un originale impianto scenografico, la realizzazione di una scheda esplicativa, la promozione di un evento musicale, teatrale o poetico che ne riprenda e sviluppi il tema ed il tenore simbolico-spirituale.

(via SpiritualSeeds.info)

Ebraismo e Unità d’Italia: alcune iniziative per il 150°

Posted by Moreno Migliorati On marzo - 2 - 2011 ADD COMMENTS

Unità d’Italia ed ebraismo, questo il filo conduttore di una serie di alcune interessanti iniziative che vale la pena segnalare. La prima prende il via domani a Siena, presso la Biblioteca comunale degli Intronati,  e consiste in una mostra fotografica dal titolo: “Donne ebree dell’Italia unita”.  Proposta in collaborazione con il Centro di documentazione ebraica contemporanea, la rassegna senese è costituita da una scelta di fotografie dell’Archivio Fotografico della Fondazione CDEC di Milano, un racconto per immagini in cui viene presentata la donna ebrea sia come depositaria e trasmettitrice del patrimonio identitario ebraico, sia come elemento dialettico tra appartenenza a una cultura di minoranza e assimilazione alla cultura della maggioranza.
Più di 80 fotografie che si articolano lungo due filoni principali. Il primo legato all’ambito privato, con immagini di vita famigliare, ritratti femminili, riti religiosi, riunioni di famiglia e momenti di svago, il secondo all’ambito pubblico, in cui trovano spazio fotografie di donne attive nel campo della cultura e dell’educazione, dell’impegno sociale e della militanza politica, del mondo del lavoro e dell’arte, ma anche donne vittime della persecuzione discriminatoria  e nazi-fascista.
L’altra rassegna di iniziative riguarda una riflessione collettiva sul tema dell’Unità d’Italia e sul contributo che l’ebraismo ha saputo dare al riguardo.  Gli eventi saranno sviluppati congiuntamente dalla Comunità Ebraica di Torino in collaborazione con l’Archivio Ebraico B. e A. Terracini, con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e con le Comunità ebraiche del Piemonte. “La posizione degli ebrei nella storia dell’Italia unitaria – spiega Tullio Levi, presidente della Comunità ebraica di Torino, ente capofila nell’ideazione e organizzazione di questo ciclo di iniziative – è assai particolare: essi hanno rappresentato fino ad un periodo molto recente la sola minoranza diffusa su gran parte del territorio nazionale” che ha lasciato un retaggio importante “su molti versanti” grazie al “suo profondo radicamento nella storia” del Paese. “Proprio per questo – aggiunge Zevi -, considerare lo sviluppo dei rapporti fra ebrei e società di maggioranza può dire molto non solo sugli ebrei, ma anche sui caratteri della società e della politica italiana nello stesso arco di tempo, riguardo a un tema cruciale – ancora oggi attuale – come quello della relazione fra maggioranze e minoranze”.

(via SpiritualSeeds)

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